Rettili domestici volanti marini erbivori

 


Rettili domestici volanti marini erbivori

 

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I rettili sono stati i primi vertebrati capaci di compiere il loro intero ciclo vitale fuori dell’acqua.
Dai rettili sono derivati anche gli uccelli e i mammiferi.

LE CARATTERISTICHE DEI RETTILI

  • I rettili respirano mediante polmoni e sono animali a sangue freddo, cioè eterotermi, come i pesci e gli anfibi;
  • Il loro corpo è ricoperto dasquame impermeabili: questo è un adattamento essenziale per evitare la disidratazione anche in ambienti non acquatici; nelle squame circola molto sangue, che così si riscalda quando i rettili si espongono alla luce solare.
  • Il sangue porta poi il calore in tutto il corpo e permette agli animali di essere più attivi;

 

 

  • La fecondazione dei rettili è interna: il maschio depone direttamente gli spermatozoi nel corpo della femmina, anziché disperderli nell’acqua.
  • La riproduzione all’asciutto è poi resa possibile dal fatto che la femmina depone uova ricoperte da un guscio rigido che protegge l’embrione.

- Nell’uovo l’embrione si sviluppa all’interno di una sostanza liquida contenuta in una membrana chiamata sacco amniotico.
- Il guscio è ricco i pori che permettono gli scambi di gas tra l’embrione e l’ambiente.
- Un abbondante tuorlo nutre l’embrione fino alla schiusa: il piccolo emerge dall’uovo come un adulto in miniatura, già completamente sviluppato e capace di procurarsi il cibo.

 

LA VARIETA’ DEI RETTILI
I rettili che possiamo osservare oggi in natura sono il risultato di una lunga evoluzione, che nell’arco di 300 milioni di anni ha portato ad una grandissima varietà di forme e di funzioni:

 

  • Le tartarughe e le testuggini ( i cheloni ) sono rivestite da una robusta corazza chiamata carapace, che le protegge dai predatori; per lo più erbivore, possono vivere sulla terraferma e in acqua;
  • Coccodrilli, alligatori e caimani ( i loricati ) sono i vertebrati dominanti negli ecosistemi tropicali di acqua dolce; sono carnivori molto robusti e agili nuotatori; si nutrono di pesce, ma possono attaccare anche mammiferi di grandi dimensioni;

 

  • I serpenti ( ofidi ) sono rettili privi di zampe; strisciano sul terreno o sugli alberi e spesso sono ottimi nuotatori; sono predatori e si nutrono di altri rettili, di piccoli mammiferi, di uccelli e di uova.

 

Il gruppo più numeroso dei rettili odierni è però quello dei sauri, che possono essere carnivori, come nel caso dei varani e dei camaleonti, oppure erbivori come nel caso delle iguane, lucertole e gechi.

 

 

Fonte: http://www.icdegasperi.it/sec_agrate/dai_laboratori/Rettili_Davide.doc

Davide, 1E

 

 


 

Rettili domestici volanti marini erbivori

Rettili marini
Le acque tropicali degli oceani Pacifico e Indiano sono la patria dei serpenti di mare.
Si conoscono 53 specie di serpenti di mare. Alcune vivono sulle barriere coralline mentre altre sgusciano tra le radici delle mangrovie nelle paludi costiere. Si nutrono soprattutto di anguille e di altri piccoli pesci, ma alcune sono divoratrici di uova di pesce. Il più grosso serpente di mare è lungo 3 m, ma la maggior parte non supera 1,5 m. A volte si verificano singolari affollamenti di questi rettili: i loro corpi formano allora masse ingarbugliate che si accumulano nelle insenature o fluttuano in mare aperto. Le uova di molti serpenti di mare si schiudono all'interno dei loro corpi, e quindi i piccoli vedono la luce in mare. Altre specie depongono le uova tra le rocce e la vegetazione costiera.

Fonte: http://www.cpbiasca.ti.ch/steno/file/Rettili%20marini.doc

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

 

I RETTILI

DOVE VIVONO I RETTILI?
I RETTILI vivono sulla terra e nell’acqua.

COME SONO FATTI I RETTILI?
I RETTILI hanno la pelle molto dura. Alcuni RETTILI hanno le zampe cortissime. Altri RETTILI camminano STRISCIANDO sul corpo. Alcuni RETTILI hanno una grossa CORAZZA.
Gli ANFIBI si chiamano ANIMALI A SANGUE FREDDO perché hanno bisogno del calore del sole per scaldare il corpo.

COSA MANGIANO I RETTILI?
I RETTILI mangiano la carne degli altri animali. Infatti si chiamano CARNIVORI.

COME SI RIPRODUCONO I RETTILI?
I RETTILI si RIPRODUCONO  facendo le uova.

 

http://interctr.fausernet.novara.it/librstudiofacilitato/vertebrati.doc

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

 

IL PRIMO SOCCORSO PER UN RETTILE
Soccorrere un rettile ferito o in difficoltà

Diversamente da Uccelli e Mammiferi, i Rettili sono "eterotermi": non dispongono cioè di un proprio sistema per regolare la temperatura corporea. I rettili non dispongono di un proprio sistema per regolare la temperatura corporea. Per un metabolismo efficiente hanno bisogno quindi di esporsi quotidianamente e periodicamente al sole o a fonti di calore artificiali. Allo stesso modo, quando la temperatura esterna è molto elevata, cercano rifugio in zone fresche ed ombrose, per limitare la disidratazione.
Quindi un rettile ferito, o con difficoltà nella deambulazione, è in grave pericolo di vita in quanto non può termoregolare efficacemente. Per questo è importante agire tempestivamente per ripristinare loro artificialmente la giusta temperatura corporea.

Innanzitutto vediamo quali sono i rettili che più frequentemente ci capita di soccorrere:

  IGUANA
  SERPENTI
 TESTUGGINI
Primo problema: come prenderlo

Se si tratta di una testuggine non ci sono particolari raccomandazioni, se non quella di prendere l’animale più delicatamente possibile da sotto il carapace e mai dalle zampe, dalla testa o dalla coda. Attenzione alle unghie, che nelle testuggini acquatiche sono particolarmente affilate, e al becco corneo. Utilizzate contenitori adeguati: scatole di cartone forate per le testuggini terrestri, trasportini in plastica per quelle acquatiche.

Se si tratta di un’iguana di piccole dimensioni bastano alcune accortezze per non farsi male e per non ferire l’animale, che, nonostante il suo aspetto “rude”, è piuttosto delicato. L’iguana non morde, ma i suoi graffi sono dolorosi. Anche la coda, usata come frusta, è piuttosto insidiosa. Se le dimensioni dell’iguana lo permettono, ponetevi di fianco a lei guardando nella stessa direzione e afferratela sotto le ascelle, bloccando in un secondo tempo le zampe anteriori con la mano, stendendole lungo il torace. Bloccate ora, con la mano libera, le zampe posteriori stendendole lungo la coda e tiratela su all'altezza del vostro fianco fino a portarla all’altezza del petto, fermando la coda sotto la vostra ascella. A questo punto infilatela in una scatola di cartone forato o in un trasportino di plastica.

La faccenda si complica se si tratta di un'iguana di grandi dimensioni. Se la lunghezza supera il metro non sarà facile come per un’iguana piccolina, ma non si tratta di un’impresa impossibile. Partendo dalla posizione sopra descritta, distendete le zampe anteriori dell'iguana lungo il torace e legate attorno con una corda, meglio ancora con un asciugamano tenuto da una corda, per non provocare lesioni o danni alle squame, che sono molto delicate. Lo stesso fate con le zampe posteriori, che potete stendere lungo la coda e fermare come sopra descritto. Sollevatela facendo attenzione alla coda e mettetela in uno scatolone di dimensioni adeguate, che OVVIAMENTE avrete preparato prima di prendere l’animale!!!

Se si tratta di un serpente ferito è meglio non manipolarlo se non si è pratici di riconoscimento delle specie. L’unico serpente velenoso autoctono nel Lazio è la vipera, che è abbastanza peculiare e non troppo difficilmente riconoscibile. Date un'occhiata alla nostra scheda per riconoscere il serpente!

C'è però la possibilità di imbattersi in serpenti esotici, tenuti da alcuni come animali domestici e che spesso scelgono la via della fuga o vengono abbandonati. Chiamateci e vi forniremo un valido aiuto per il riconoscimento.

Se si è sicuri di aver trovato un serpente innocuo si può fermare bloccandogli la testa, mettendo una mano delicatamente dietro la mandibola, sul collo. Con l’altra mano si prende la coda e si solleva come fosse una corda semi-tesa. Porre in uno scatolone con tanti piccoli forellini o in un trasportino di plastica. Gabbie o trasportini da gatto sono poco idonei, perché hanno fori troppo grandi da cui un serpente esce facilmente.In ogni caso se non siete pratici di riconoscimento di serpenti vi raccomandiamo di avvicinarli con cautela e di manipolarli solo se siete sicuri di aver individuato l’appartenenza ad una specie inoffensiva.

Ricordate che l’unico serpente velenoso italiano è la vipera, che non è comune come si crede. Riconoscerla non è difficile, date un’occhiata alla nostra scheda!!!

Mai trasportare un animale in macchina senza averlo chiuso in un contenitore sicuro. Oltre al rischio di una multa c’è il pericolo che questo, spaventato, si scagli contro chi si trova all’interno dell’abitacolo o cerchi di scappare fuori dal finestrino.

Ricordate che detenere un animale selvatico per più di 24 h è reato, perciò non tenetelo troppo a lungo in casa, ma chiamateci per conoscere l’indirizzo del veterinario specializzato o del centro recupero più vicino!!!

In attesa dei soccorsi l’animale va sistemato provvisoriamente in una stanza fresca ma non fredda, al buio o in penombra, lontano da rumori (TV, stereo acceso, voci umane, versi di altri animali) e da odori sgradevoli (fumo di sigaretta, vernici, solventi, deodoranti per l’ambiente, etc.), con una ciotola di acqua fresca e pulita a disposizione e, se possibile, del cibo appropriato.


Ora che l’avete preso, bisogna capire CHE COSA HA.

L'operazione di controllo dello stato fisico va effettuata nel medesimo luogo tranquillo, senza forti rumori né fonti di luce troppo dirette. Va eseguita il più velocemente e delicatamente possibile per evitare ulteriori stress all’animale.

Anche la delicatezza nella manipolazione é importante, avendo cura di non mettere in posizioni sbagliate gli arti con conseguente danno alle articolazioni o aprire e danneggiare le squame.

Osservare sempre gli occhi. Quando il soggetto è malato, quasi sempre i suoi occhi presentano alterazioni: possono risultare infossati (in caso di disidratazione), opachi o con infiammazioni più o meno evidenti.
In caso di congiuntiviti o traumi causati da corpi estranei o sostanze irritanti si può passare sull'occhio un cotton-fioc o un batuffolo di ovatta imbevuto di camomilla tiepida lasciando entrare qualche stilla nell'occhio per lavarlo.
La camomilla è utile anche nell'operazione preliminare di pulizia della parte, che va sempre effettuata per eliminare crosticine e impurità e poter poi valutare con più chiarezza la patologia ed eventuali danni.

Tutte le eventuali ferite vanno accuratamente pulite e disinfettate. Citrosil, bialcol, betadine e simili vanno bene; mai alcool, mercurio cromo o tintura di iodio che possono risultare velenosi.

Importantissimo: un animale con una ferita aperta è suscettibile di infezioni batteriche quanto un essere umano ferito!
Medicatelo sempre con guanti in lattice o dopo esservi lavati con cura le mani possibilmente con un sapone antibatterico o con un comune disinfettante!

NON SOMMINISTRATE MAI AD UN RETTILE UN MEDICINALE PER USO UMANO, A MENO CHE NON SIA STATO PRESCRITTO DA UN VETERINARIO SPECIALIZZATO!!!!!

Le zampe rotte o lussate vanno semplicemente fermate con una benda rigida in attesa dell’arrivo del veterinario o del recuperatore… non cercate di steccare da soli una frattura, potreste causare danni irreparabili!

Se l'animale non dà segni di coscienza, valutate l’eventualità che sia in ipertermia o ipotermia.
Se è estate è possibile che sia rimasto troppo tempo fermo al sole: sarà bene dunque ricoverarlo in un luogo fresco.
Se è inverno l'animale potrebbe essere in ipotermia: sarà necessario ricorrere alle apposite lampade o serpentine riscaldanti (vendute nei negozi di animali). In mancanza di meglio è utile porre la scatola nei pressi di un termosifone o di una stufa (mai sopra!), non tralasciando di mettere a disposizione dell’animale acqua e cibo appropriato.

Spesso iguane e testuggini trovate ferite in strada sono semplicemente cadute da balconi o terrazzi. Talvolta è sufficiente cercare nel palazzo il proprietario per garantire le cure all’animale.
Chiamateci per conoscere il veterinario o il centro recupero più vicino!
Testi: Silvia Sebasti

Fonte: http://www.lavbassano.it/IL%20PRIMO%20SOCCORSO%20PER%20UN%20RETTILE.doc

 

Rettili

Noi abbiamo scelto come argomento i rettili perché ci affascinavano e tutt’ora ci affascinano molto. Il  motivo per cui abbiamo fatto questa scelta è perché sono degli animali molto temibili.
In particolare i serpenti perché iniettano veleno
E a noi piacciono animali pericolosi.

          

 

Abbiamo fatto diverse ricerche da cui abbiamo ricavato la lista dei 5 serpenti più pericolosi del mondo….

  1. Oxyuranus microlepidotus

 

2.
Pseudechis mustralis

 

3 
Taipan – Oxyuranus scutellatus

 

4.
MainLand & Eastern Tiger Snake

 

5.  Laticauda colubrina

 

Questi sono per noi i 5 serpenti  più pericolosi del mondo.

Andrea     Niccolò

 

Fonte: http://manuelacasasoli.altervista.org/pagine/Rettili.doc

 

 

Nel Terrario
di Paolo Ferretti

Appassionati o solo curiosi questa rubrica è dedicata a voi, che volete avvicinarvi al mondo affascinante della terrofilia e dell’erpetologia (la scienza che studia i rettili). La prima cosa che vorrei dirvi è sull’etica di tenere e allevare rettili, (animali per molti non adatti alla cattività)… premettendo che i rettili che sono venduti nei negozi specializzati sono tutti di allevamento (e infatti sono certificati con documento C.I.T.E.S. ) e quindi non catturati in libertà ma cresciuti con l’uomo da generazioni e non adatti a vivere indipendentemente. Quindi, primo consiglio: non abbandonateli mai in nessuno caso: morirebbero nel giro di pochi giorni. Personalmente poi penso che siano animali adorabili con il loro carattere solitario e la loro caratteristiche fisiologiche e fisionomiche molto affascinanti che non possono lasciare indifferenza anche i più scettici. Esistono tre grandi classi in cui si dividono i rettili “domestici”: gechi, sauri e serpenti; ognuna con specifiche abitudini e bisogni diversi, che tratteremo via via in questa rubrica.
Dopo questa piccola introduzione, (anche se ci sarebbe da parlarne per giorni e righe intere) iniziamo a entrare nel meraviglioso mondo della terrofilia con piccoli suggerimenti generali per allestire in modo appropriato un terrario per i nostri amici.  La prima cosa che un buon allevatore deve conoscere sono le abitudini del suo piccolo amico e soprattutto le sue dimensioni (che nel caso dei serpenti possono essere abbastanza spropositate, arrivando anche a lunghezze di 6 m, o pochi cm nel caso dei gechi).
Il terrario da adibire per i nostri amici deve rispecchiare le loro abitudini fisiologiche, quindi se volete acquistare un animale arboricolo, cioè abituato a salire su alberi e arbusti dovrete inserire nella teca dei rami per  il loro “sport” (un po’ come la ruota per i criceti) e il terrario dovrà svilupparsi in altezza. Fattore importante nei rettili è il riscaldamento; tutti questi animali sono a sangue freddo quindi il calore che gli serve per vivere lo prendono dall’esterno, cioè dall’ambiente; in commercio si trovano piastre riscaldanti tappetini e luci che riscaldano il luogo dove vivrà l’animale, ricordate che questi accessori sono fondamentali, senza, il vostro animale avrà vita breve. Ogni tappetino o piastra ha un wattaggio diverso e proporzionalmente una dimensione diversa in relazione alla dimensione del terrario. Oltre la fonte di calore importante per i rettili è la luce; in natura il sole produce sia calore che raggi ultravioletti (uv.A e uv.B) che sono fondamentali per la vita dei nostri animali. In cattività è stata ovviata questa mancanza da lampade  che producono gli stessi raggi uv. del sole, quindi neanche queste dovranno mancare nel vostro piccolo habitat. I terrari in vendita sono già predisposti per tutti gli accessori utili al vostro animale.
Per quanto riguarda la disposizione del vostro tappetino (che io consiglio, in quanto propaga il calore in modo uniforme), bisogna sempre lasciare un quarto di spazio del vostro terrario senza riscaldamento, affinché il vostro animale possa autoregolarsi e dissipare il calore nel punto “freddo” della teca. L’illuminazione poi deve trovarsi a una distanza tale che l’animale non possa raggiungere gli spot con i quali si ustionerebbe in quanto questi animali, a sangue freddo, percepiscono  il calore in ritardo e quindi sono più esposti a ustioni, infatti molti allevatori mettono una rete per dividere l’animale dalla parte “elettrica” della teca.
Per quanto riguarda il fondo del vostro ternario (che va posizionato sopra il tappetino riscaldante), si può abbellire con trucioli di legno, sabbia o (come preferisco e consiglio) con un tappeto di erba sintetica che è facilmente lavabile e con un costo contenuto (soprattutto se comprate il classico parque verde in un negozio di tendaggi).
Naturalmente non potranno mancare 2 ciotole una per il cibo e una per l’acqua, quest’ultima posizionata sempre nella parte calda del terrario, affinché la sua vaporizzazione aiuti l’allevatore a umidificare la teca, anche se questa umidità (intorno al 60%) spesso non basta.
Queste operazioni devono essere fatte prima dell’acquisto dell’animale per controllare se tutto l’habitat è pronto per il nuovo ospite. il terrario va posizionato in casa in un posto privo di correnti d’aria e lontano da fonti di calore esterni (evitate di metterlo sotto finestre o sotto i raggi del sole).
Ultimo consiglio tenete sempre pulita la teca e non resinate mai sulle dimensioni anche quando vi darò consigli su delle misure, che saranno solo quelle minime, ma è sempre meglio abbondare.
Il primo numero della mia rubrica è finito. Spero che sia stato abbastanza chiaro e che vi abbia messo una piccola curiosità sui rettili.

 

http://www.nonsoloradio.net/mp3/matteo/IL%20PARASSITA.doc

 

Appunti di Biologia Animale I
Prof. Biagio D’Aniello

CORDATI
PREMESSA: è oltremodo arduo sintetizzare in maniera soddisfacente le informazioni concernenti i vertebrati! Saranno fornite indicazioni a carattere generale che lo studente avrà modo di approfondire nel corso di Anatomia Comparata.
Il nome deriva dal greco: chordé = corda, per la presenza di una struttura assile che percorre dorsalmente il corpo. Sono note circa 50.000 specie, che sono in maggioranza vertebrati (2000 circa invertebrati). Possono essere molto piccoli, ma anche decine di metri (balenottera azzurra, Balaenoptera musculus, più di 30 m). Triblastici. Simmetria bilaterale. Metameria evidente nei vertebrati. Deuterostomi. Eucelomati.
Diagnostica
Presentano una struttura assile dorsale (corda) sostituita dalle vertebre in quasi tutti i vertebrati. Alcuni hanno la corda solo allo stadio embrionale e possiedono un corpo molle  sacciforme, talvolta semitrasparente. Il cordone nervoso si sviluppa sopra la corda. Fenditure branchiali faringee.
Organismi rappresentativi
Ascidie, anfiosso, varie specie di pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi.
Classificazione
Il phylum è suddiviso classicamente in 3 subphylum:
Urochordata o Tunicata (tunicati): corda presente solo durante le fasi larvali, tranne che nei larvacei in cui persiste nell’adulto. Essa è situata nella porzione caudale del corpo. Adulto con corpo globoso o di forma irregolare, rivestito da una tunica, spesso trasparente. Talvolta coloniali. Sistema nervoso ridotto ad un ganglio. Es. Ascidia mentula, Ciona intestinalisHalocynthia papillosa, Pyrosoma atlanticum, Salpa maxima.
Cephalocordata (cefalocordati): la corda si estende per tutta la lunghezza del corpo; aspetto pisciforme. Es. Branchiostoma lanceolatum.
Emicephalocordata o vertebrata (vertebrati): la corda termina a metà dell’encefalo circa; presenza di cranio e vertebre (con alcune eccezioni) nell’adulto. La distinzione classica dei vertebrati in 5 classi: pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi è ormai ritenuta insostenibile. Tali termini sono qui di seguito utilizzati con finalità esclusivamente descrittive, nella consapevolezza che essi non hanno alcun valore sistematico!
CARATTERISTICHE GENERALI
Aspetto esterno ascidia
Il corpo tondeggiante è ricoperto da un rivestimento cutaneo (tunica), che si apre con due sifoni per l’entrata (sifone boccale o inalante) e l’uscita (sifone cloacale o esalante) dell’acqua. La parte basale della tunica aderisce al substrato. Il corpo è talvolta semitrasparente, ma può assumere colorazioni differenti nelle diverse specie. Le altre specie dei tunicati, rispondono abbastanza bene al palinsesto strutturale dell’ascidia, pur nei loro adattamenti specifici. Molte specie sono coloniali e vagili.
Aspetto esterno anfiosso
Aspetto pisciforme, con una pinna dorsale che decorre lungo tutta la lunghezza del corpo. A livello della regione anteriore basale del corpo vi è un’apertura circondata da estroflessioni digitiformi (cirri) attraverso cui entra l’acqua in una cavità del corpo (atrio). Nel secondo terzo posteriore è presente un poro (atrioporo) per l’uscita dell’acqua. L’apertura anale si apre a livello caudale.
METABOLISMO
Fondamentalmente aerobio. Fenomeni d’anaerobiosi locale negli sforzi muscolari rapidi. I mammiferi e gli uccelli hanno evoluto l’omeotermia. Una parziale omeotermia si riscontra in alcuni pesci (tonni, squalo bianco).
ALIMENTAZIONE E NUTRIZIONE
Tunicati e cefalocordati si nutrono per filtrazione. A tale proposito i larvacei (tunicati) secernono un nicchio filtrante: l’acqua entra attraverso aperture con filtro a maglie più larghe e passa attraverso un filtro a maglie strette su cui è catturato il plankton. Il nicchio è abbandonato quando i filtri s’intasano, per costruirne uno nuovo.
In generale l’acqua con le particelle alimentari è convogliata all’interno del corpo, mediante l’azione di cellule ciliate che costituiscono l’endostilo ed espulsa attraverso il sifone esalante per contrazioni muscolari. Le particelle alimentari sono catturate dall’endostilo che produce un muco adesivo e convogliate alla bocca mediante meccanismi muco-ciliari.
I vertebrati hanno un apparato digerente complesso con annesse alcune ghiandole che producono enzimi digestivi (fegato, pancreas). Gli elementi costituenti sono sempre gli stessi, tuttavia con particolari specializzazioni relative al tipo di alimento. Es. gli erbivori hanno generalmente un intestino molto più lungo rispetto ai carnivori e spesso lo stomaco diviso in più cavità specializzate. Fondamentale è la presenza di ciechi intestinali che ospitano simbionti per la digestione delle fibre vegetali. Vi sono anche organismi parassiti che si nutrono dei liquidi vitali delle altre specie.
SCAMBI GASSOSI
In tunicati e cefalocordati l’attività respiratoria è associata al meccanismo di filtrazione, quando l’acqua passa attraverso il cestello branchiale. L’anfiosso usa anche la respirazione cutanea. Branchie e polmoni sono presenti nei vertebrati. Meccanismi respiratori aggiuntivi sono noti negli anfibi, in cui può esserci una  respirazione cutanea e bucco-faringea. Peraltro, gli anfibi presentano branchie nel periodo larvale che sono riassorbite durante la metamorfosi, mentre si differenziano i polmoni. Nei dipnoi sono presenti contemporaneamente branchie e polmoni. In alcune tartarughe palustri si riscontra in certi periodi un fenomeno di respirazione cloacale.
OSMOREGOLAZIONE ED ESCREZIONE
I Tunicati espellono le sostanze azotate attraverso le branchie e la parete della tunica e sono ammoniotelici. Nell’anfiosso sono presenti protonefriti che pescano in sacchetti celomatici branchiali e riversano l’urina nell’atrio. Sono anch’essi probabilmente ammoniotelici. Nei vertebrati sono presenti i reni che nei pesci hanno prevalentemente funzione osmoregolativa, poiché l’escrezione avviene attraverso le branchie; mentre nei tetrapodi i reni eliminano anche i rifiuti metabolici. Le specie acquatiche sono in prevalenza ammonioteliche, in quelle terrestri prevale l’ureotelia (es. mammiferi) o l’uricotelia (es. uccelli).
SISTEMI DI TRASPORTO INTERNO
I tunicati presentano un sistema circolatorio aperto con un cuore tubulare capace di spingere il sangue nelle due direzioni alternativamente. L’anfiosso ha un sistema circolatorio chiuso, senza un cuore centrale, ma dei bulbilli branchiali contrattili, che assicurano una certa propulsione del liquido.
Il sistema circolatorio dei vertebrati può essere di tipo semplice (pesci) con il sangue che passa una sola volta per il cuore. Nei tetrapodi vi è un doppio passaggio per il cuore, ma mentre in rettili e anfibi c’è un parziale mescolamento del sangue arterioso e venoso (circolazione doppia e incompleta), in uccelli e mammiferi c’è una completa separazione del sangue arterioso e venoso (circolazione doppia e completa).
TEGUMENTO E SISTEMI DI SOSTEGNO
I tunicati secernono la tunica che li riveste ed è costituita da una proteina simile alla cellulosa (tunicina). L’anfiosso presenta un’epidermide sottile. La pinna dorsale serve anche per immagazzinare le risorse.
I vertebrati presentano numerosi derivati tegumentari: i pesci sono rivestiti di scaglie di natura dermica, mentre nei rettili sono presenti le squame di natura epiteliale. Queste due strutture sono, quindi, non omologhe. Le squame sono a volte ispessite e calcificate in modo da formare un resistente guscio di rivestimento (testuggini). Gli anfibi hanno generalmente una pelle nuda (probabilmente per via della respirazione cutanea) molto ricca in ghiandole mucipare. Essi hanno spesso ghiandole cutanee velenifere, che, talvolta, risultano estremamente pericolose (dendrobati). Gli uccelli sono rivestiti da penne, che sono impermeabilizzate attraverso le secrezioni di una ghiandola caudale (uropigio). I mammiferi presentano i peli, tranne qualche rara eccezione (es. cetacei). Altri derivati cutanei sono: becchi, corna, unghie, artigli, zoccoli.
La pelle dei vertebrati presenta cellule specializzate per la colorazione: i cromatofori. Essi sono in molti casi responsabili dei cambiamenti di colore, in maniera anche abbastanza rapida, per motivi mimetici, comunicativi e protettivi.
Un complesso endoscheletro sostiene il corpo dei vertebrati e dell’anfiosso.
MOVIMENTO E LOCOMOZIONE
Molti tunicati sono sessili, ma capaci di contrazioni del corpo. Tra loro i larvacei e i taliacei sono vagili e si muovono con propulsione a getto espellendo acqua dal sifone cloacale, mediante azione muscolare. L’anfiosso può nuotare, ma è anche capace di scavare nel substrato per infossarsi parzialmente.
I vertebrati presentano un complesso sistema muscolare che muove tutte le parti del corpo. La muscolatura striata è associata ai movimenti volontari (tranne il cuore); la muscolatura liscia è tipica della funzionalità organica interna ed è involontaria.
COORDINAZIONE NERVOSA
I tunicati hanno un ganglio inserito nella tunica da cui si dipartono una serie di fibre che prendono contatto con quelle di neuroni singoli dispersi nel corpo a costituire una rete nervosa. Nell’anfiosso è assente un vero cervello, ma è presente un cordone nervoso dorsale con nervi in disposizione metamerica.
I vertebrati presentano un ben distinto sistema nervoso centrale (costituito da un cervello e un midollo spinale) e un sistema nervoso periferico formato da gangli e nervi distribuiti in tutto il corpo. Il cervello dei tetrapodi ha subito un’evoluzione con un graduale sviluppo e predominio del telencefalo lungo la loro linea evolutiva.
COORDINAZIONE ENDOCRINA
Nei tunicati si rileva la presenza del GnRH, il fattore di rilascio delle gonadotropine ipofisarie tipico dei vertebrati. Il sistema endocrino dei vertebrati è piuttosto complesso con la produzione d’ormoni che controllano quasi tutte le funzioni organiche. Ben documentata è anche la produzione di feromoni, come attrattiva sessuale o per la delimitazione del territorio.
PERCEZIONE SENSORIALE
L’anfiosso e i tunicati presentano cellule sensoriali sparse sul corpo, in grado di percepire segnali di diversa natura. Il sistema sensoriale dei vertebrati è sicuramente il più sofisticato del mondo animale. Vi sono chemiorecettori, fotorecettori e meccanorecettori organizzati a formare organi complessi e più di rado recettori per altri stimoli energetici.
RIPRODUZIONE
Asessuale
Nei tunicati la riproduzione asessuale può avvenire per frammentazione. Molto frequenti sono i fenomeni di gemmazione che spesso avvengono su una struttura allungata del corpo detta stolone. Nei vertebrati vi sono fenomeni di poliembrionia che possono essere considerati come forme di riproduzione asessuale allo stadio embrionale.
Sessuale
I cefalocordati sono gonocorici. Le gonadi sono nella parete dell’atrio. I gameti escono dal poro atriale e si fecondano all’esterno. Si sviluppa una fase larvale planctonica, che poi metamorfizza nell’adulto.
I tunicati sono generalmente ermafroditi (talvolta proterandri, larvacei). La fecondazione avviene all’esterno con formazione di uno stadio larvale che subirà una metamorfosi. La larva delle ascidie è detta girino, per l’apparente somiglianza con la larva degli anfibi anuri.
I vertebrati sono di regola dioici, ma sono noti fenomeni di ermafroditismo in varie specie di pesci. La fecondazione è interna negli amnioti, negli squali e razze, negli anfibi apodi e urodeli. La viviparità è diffusa (es. la maggioranza degli squali, molti anfibi e rettili e quasi tutti i mammiferi). Lo sviluppo è in prevalenza diretto, tranne che in anfibi e pesci (con delle eccezioni) in cui vi è una forma larvale.

ECOLOGIA
I tunicati (sia sessili, sia vagili) e i cefalocordati sono organismi marini filtratori. I vertebrati occupano praticamente tutti gli ambienti. Il 40% dei pesci vive in acque dolci. I pesci marini sono prevalentemente costieri, ma vi sono molte specie pelagiche (es. salmone, acciuge, pesce spada, tonni). Alcuni pesci sono abissali. Vi sono specie eurialine che compiono migrazioni anadrome (salmoni) e catadrome (anguille).
Gli anfibi sono organismi d’acqua dolce (eccezione Rana cancrivora delle mangrovie) e terrestri, con vari gradi d’igrofilia.
Rettili e anfibi sono prevalentemente tropicali e subtropicali. I rettili vivono in ambienti terrestri con varie forme acquatiche (es. loricati, vari cheloni e squamati). Alcune specie sono arboricole (es ilidi tra gli anfibi e vari serpenti). Molti preferiscono una vita sotterranea periodica o persistente. Il veleno dei rettili può essere molto pericoloso per l’uomo (es. vari serpenti e qualche lucertola). Gli uccelli hanno conquistato l’ambiente aereo, talvolta con ritorno secondario a quello terrestre (struzzi, kiwi). I mammiferi sono presenti anch’essi in tutti gli ambienti.
Sono note forme di simbiosi. Es le remore che esercitano il commensalismo, talvolta mutualismo. Vi sono poi i pesci pulitori che si nutrono di detriti di cibo rimasti nei denti d’altri pesci. Alcuni uccelli si cibano dei parassiti degli ungulati. Sono noti anche casi di parassitismo. Es. le lamprede, che si attaccano ai pesci e ne succhiano i liquidi vitali; i pipistrelli vampiri che provocano ferite per succhiare il sangue.

 

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Rettili domestici volanti marini erbivori

 

 

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