Michelangelo Buonarroti biografia vita e opere

 


Michelangelo Buonarroti biografia vita e opere

 

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MICHELANGELO BUONARROTI (1475-1564)

Ha vissuto una vita lunga e ci ha lasciato molto.la sua formazione è piuttosto precoce: già a tredici anni lavora nella bottega del Ghirlandaio. Ma lo stile di quest’ultimo non ha influito molto dul suo stile. Michelangelo si è esercitato molto nella copia dell’antico. Studia anche i maestri più emotivi come Giotto ( affreschi nella chiesa peruzzi a S. Croce)e Masaccio (cappella Brancacci). Il fatto che più tardi frequenta i Cortili di S. Marco, cortili adiacenti al convento di S. Marco edificato da Michelozzo e affrescato dal Beato Angelico. All’interno di questi cortili la corte Medicea aveva istituito una sorta di carso di scultura, in cui ci si esercitava nella copia dei reperti antichi che si trovavano nel giardino. Il corso si teneva sotto la direzione di Bertoldo Di Giovanni (allievo di Donatello nei suoi ultimi anni) egli contribuisce a trasmettere la poetica di Donatello a Michelangelo. Poetica che consiste in una indagine umana. Lorenzo De Medici stesso partecipava al corso. Durante la permanenza nel Giardino Michelangelo si esercita nella copia del reperto classico. Ma egli si abitua ad un esercizio particolare: osserva attentamente e a lungo il modello, poi fa uno schizzo per fissare bene l’immagine in testa e infine lo riproduce senza averlo davanti. Non è solo un esercizio manuale ma anche un esercizio mentale. Osserva fa sua l’idea e la riproduce fedelmente. Michelangelo è stato anche in ottimo poeta e all’interno di alcuni suoi scritti parla della scultura enuncia il suo concetto di scultura. La figura è presente nella mente dell’artiste e nella materia (il marmo), la scultura non è un fare ma un togliere materia (materia). La figura non è visibile ma esiste, la bravura dell’artista sta nel farla emergere. In un Madrigale dedicato a Vittoria Colonna, una donna che fù da sempre un grande punto di riferimento per Michelangelo, egli fa un faragone tra scultura ed esistenza umana scoprendosi filosofo. Parla della roccia come Platone parla dell’anima. Mano mano che si toglie materia dalla roccia emergie la figura. Così l’idea (la figura) è imprigionata nella materia. Le immagini non finite di Leonardo sono figure che in parte sono ancora trattenute nella materia. Il non finito rappresenta la vita che è una catena che trattiene l’anima. La sua visione dell’arte diventa per lui visione dell’intero mondo. Egli interpreta la filosofia platonica. Nel Fedone (opera di Platone) si parla del rapporto tra anima e corpo: il corpo è la catena che impedisce all’anima di elevarsi. Michelangelo riprende questo concetto e lo fa proprio rapportando il corpo e l’anima alla materia e la forma.  Michelangelo ha la capacità di avvicinare l’arte alla filosofia mentre Leonardo avvicina l’arte alla scienza. Per Michelangelo la scultura è la regina delle arti perché è l’unica tecnica mediante la quale per ottenere una forma bisogna togliere materia. Al contrario nella pittura bisogna aggiungere materia.

 

LA CENTAUROMACHIA o Battaglia Dei Centauri (1492) Casa Buonarroti

Studi recenti hanno provato che non si tratta di una vera e propria battaglia di centauri, perché sono presenti solo due o tre centauri veri e propri. Si pensa che invece, Michelangelo, per realizzare quest’opera si sia ispirato ad un opera letteraria che aveva appassionato la corte fiorentina: il De Laboribus Herculis (le fatiche di Ercole), poemetto scritto da Coluccio Salutati.questo rilievo esprime un concetto classico: la vittoria della ragione sulla forza bruta. A Michelangelo non interessa il tema del conflitto tra bene e male ma quello del conflitto tra anima e corpo. Egli descrive la lotta dell’uomo contro se stesso. Il tema principale è la lotta, ma non la lotta tra i vari personaggi ma la lotta dell’uomo contro il suo corpo. La lastra di marmo è rifinita con la Gradina(attrezzo simile ad uno scalpello mediante il quale si ottiene l’effetto della materia grezza)per dare un senso di aggressiva pesantezza. Dentro la materia si agitano le anime che cercano di emergere dalla materia. Si attua una lotta esistenziale tra anima e corpo e materia ed idea. La parta delle figure che è emersa è perfettamente rifinita. Per quest’opera egli s’ispira a rilievi di sarcofagi romani, e di Giovanni Pisano ed a un disegno del Pollajuolo : la battaglia degli ignudi. L’opera diventa specchio della vita, assolutamente nuova e moderna. Le iconografie sono tutte ispirate agli eroi della tradizione classica personaggi forti e muscolosi che Michelangelo utilizzerà molto spesso.
Intorno al 1498 Michelangelo si reca a Roma per conferire con il cardinale Riarlo. Il maestro di Michelangelo nel Giardino Di S.Marco (Bertoldo Di Giovanni) aveva spacciato un putto di Michelangelo per un reperto classico al cardinare che si inaspri con l’artista. Proprio mentre stava a Roma per questo motivo nel 1498 gli fu commissionato, dal cardinale francese Jean Bilheres De Lagraulas, quello che oggi è una delle sue opere più famose, il gruppo scultoreo della Pietà.

 

LA PIETà DEL VATICANO Basilica Di S.Pietro in Vaticano (1499)

Gruppo scultoreo commissionato per la tomba del vescovo francese. Tomba che si sarebbe dovuta trovare nella chiesa di S.Petronilla. il gruppo si sarebbe dovuto posizionare nell’abside a pietra a vista. Il gruppo, di fatto concepito per avere alle spalle la pietra a vista, così da accontentare la concezione di scultura di Michelangelo, si trova attualmente a S.Pietro in Vaticano. Grazie all’azione sconsiderata di un pazzo che anni fa ha sfregiato il gruppo con un martello ora il gruppo, restaurato, è possibile osservarlo solo da venti metri di distanza protetto da una teca. L’opera è finita perché ha come tema la morte. La filosofia di  Michelangelo, infatti, spiega che come l’anima è totalmente libera dal corpo solo alla morte dello stesso, la scultura puo essere finita solo quando il tema trattato è la morte (questo non è sempre reso possibile dalla committenza). Il gruppo è alto 1.74 m, largo1.87 m e profondo solo 69 cm questo dimostra che l’opera va osservata solo da davanti , infatti, se si guarda da di fianco la si vede deformata. Se è vero che l’idea è dentro la materia può venire fuori da una sola parte e quindi può essere osservata da un punto soltanto. Con cio Michelangelo vuole che l’osservatore viva lo stesso atto creativo dell’artista. Davanti al blocco l’artista toglie materia e fa emergere l’idea, solo in posizione frontale si può cogliere la completezza dell’idea. Questa è l’unica opera autografa di Michelangelo: è firmata sulla fascia che porta Maria. I panneggi e le anatomie sono eccezionali. Ai tempi dell’artista la pietà e un tema raro in Italia. Era molto più utilizzato tra i Fiamminghi. In  Italia ci sono pochi precedenti: Ercole De Roberti con la Madonna Di Modello Wesperwilber (Liverpool). Nel gruppo di Michelangelo c’è un’apparente incongruenza tra il Cristo morto e la Madonna adolescente( Maria alla morte di Gesù doveva essere anziana). Ma, sottolineato anche dalla posizione di Maria, con il braccio destro sostiene Gesù con il sinistro fa un gesto dimostrativo, la giovinezza di Maria simboleggia l’avverarsi di una previsione fattale dall’angelo dell’annunciazione. Qui Michelangelo ha voluto rappresentare non la dimensione temporale del presente, cioè questo non è il racconto di un particolare momento della vita di Gesù, ma descrive il significato della dimensione del passato e del futuro. Dimensione del passato: La Vergine è fin dall’inizio consapevole della fine di Gesù e ciò viene espresso magistralmente dal gesto della stessa. Dimensione del futuro: Cristo è  il simbolo di quello che sarà , è usato come esempio. Avviene un contrasto tra passato e futuro. Michelangelo non illustra un momento della vita di Cristo ma ci fa capire il disegno divino. Egli salta la dimensione del presente perché non è un’immagine ne narrativa ne storica. Per Michelangelo la scultura è come la vita. Esistenza ed esperienza che si consuma e si compie con l’esistenza stessa. La morte è il compiersi dell’esistenza ed è la chiave di lettura di tutte le opere di Michelangelo. Da ciò si percepisce il Pessimismo Michelangiolesco.

Dopo quest’opera ritorna a Firenze e iniziano a fioccare committenze da famiglie fiorentine.

 

IL TONDO TADDEI (1502)

Commissionato da Taddeo Taddei. Tondo in marmo di diametro 1.09 m. rilievo raffigurata Madonna con Bambino e S. Giovannino. Iconografia tradizionale. Accennato il non fitto di Michelangelo. La posizione di Gesù è insolita, sembra che stia scappando rifugiandosi presso la madre. Tende le braccia presso la Vergine. È colpa di S.Giovannino se Gesù è spaventato. La critica, infatti, ha riconosciuto tra le mani di quest’ultimo un cardellino che offre a Gesù. Il cardellino è un piccolo volatile che si nutre di foglie di cardo, foglie molto spinose che rappresentano simbolicamente la corona di spine . Gesù scappa spaventato davanti ad un simbolo del suo calvario. Michelangelo mette in relazione la reazione umana del Bambino con il significato simbolico dell’opera.

 

ICONOGRAFIA:
Gesù ha un’anatomia da putto classico (abbastanza finito). Putto tipicamente Donatelliano come ad esempio quelli della Cantoria Di S.Maria Del Fiore  (che attualmente si trova nel Museo Del Duomo). Domina il non finito, molto più che nella Centauromachia, non riguarda solo lo sfondo ma avvolge tutto il gruppo scultoreo. Alcuni studiosi hanno osato paragonare il non finito di Michelangelo con lo sfumato di Leonardo non hanno capito nulla della sua filosofia. Questo gruppo scultoreo non soddisfò la committenza ma celebrò Firenze ( grazie alla presenza di S.Giovannino, patrono della città)

 

Fonte: http://www.blocconote.it/alisce/scuola%5Carte%5Cmichelangelo%201.doc

 

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

 


 

Michelangelo Buonarroti biografia vita e opere

Michelangelo Buonarroti
Scene della Genesi, Cappella Sistina, Roma, Palazzi Vaticani

 

            Quando nel maggio del 1508 Michelangelo accettò finalmente, non senza resistenze, il gravoso incarico affidatogli da papa Giulio II di affrescare la volta della “Magna Cappella Sacri Palatii” – oggi nota semplicemente e universalmente come Cappella Sistina – si trovò ad affrontare non pochi e non piccoli problemi, di natura tecnico-materiale e di ordine più strettamente figurativo e tematico. Non solo si trattava, infatti, di affrescare una superficie di quasi 1200 metri quadrati, per giunta architettonicamente e geometricamente “difficile” – un’enorme volta a botte con l’inserto laterale dei pennacchi delle lunette su cui si aprono le grandi finestre delle pareti – ma era altresì necessario tenere nel debito conto il fatto che la cappella palatina era stata già decorata con un imponente ciclo di affreschi, voluto da Sisto IV nel 1482, che illustrava a grandi riquadri parietali le “vite parallele” di Mosè e di Cristo, quanto dire della storia della salvezza rispettivamente nell’era sub lege e nell’era sub gratia, secondo la vecchia e ben consolidata tradizione esegetica “tipologica” che riconosceva nelle vicende e nei personaggi vetero-testamentari una prefigurazione della vita e delle azioni di Cristo narrate nei Vangeli.
A questo programma Michelangelo e i suoi mentori e committenti decisero di mantenersi fedeli, scegliendo per la decorazione della volta un soggetto iconograficamente coerente che si raccordasse, completandolo, al ciclo precedente – magari su una scala di imponenza e magnificenza che né Sisto IV né i suoi pittori avrebbero mai immaginato – vale a dire la storia della salvezza nell’era ante legem, più precisamente, dalla Creazione all’episodio dell’ebbrezza di Noè. Come è ben noto, il pittore, grazie alla geniale invenzione di un partito architettonico dipinto che chiude e insieme trasfigura la struttura visiva della volta, organizza lo spazio figurativo per “campate”, intorno a nove scene bibliche principali, quasi altrettanti “pannelli” o “quadri” – “fotogrammi” verrebbe propriamente da dire oggi – che gli consentono di assecondare e sviluppare quella dimensione storico-narrativa che, come si è detto, sta al cuore del progetto tematico michelangiolesco. Questa sequenza centrale è poi ulteriormente compartita in due sezioni o momenti, distinzione che in origine doveva essere anche più nitidamente percepibile. Le prime cinque scene, infatti, a partire dalla parete di fondo della cappella, dove si trova l’altare, illustrano le vere e proprie storie della creazione dell’universo e dell’uomo (secondo il testo dei due primi capitoli del libro della Genesi), in cui Michelangelo ha direttamente raffigurato Dio in azione, facendo inoltre corrispondere l’ultimo riquadro di questa prima unità – la scena della Creazione di Eva – con la cancellata che allora divideva la zona del presbiterio, riservata alle cerimonie liturgiche, dal resto della cappella (cancellata che fu in seguito spostata in avanti, alterando la corrispondenza calcolata da Michelangelo).
E veramente quello dell’azione è il nucleo generativo – sarebbe il caso di dire letteralmente – che anima e sottende l’intera impresa della volta sistina. Un’azione, umana e divina, che Michelangelo concepisce in termini dialettici e persino enantiologicamente polari, sebbene articolati secondo una scala gerarchica di perfezione o, per usare un termine più congeniale allo sfondo platonizzante della teologia cristiana, di partecipazione. Azione è dunque innanzitutto, da un punto di vista sensibile, il movimento, in quanto opposto all’inerzia della materia, in cui il principio del movimento stesso è meramente potenziale. Questa drammatica tensione ontologica, fisica non meno che metafisica, è immediatamente e chiaramente percepibile, nella struttura architettonica della volta, nel rapporto instaurato tra l’ordine “gigante”, per così dire, occupato dalle possenti e tetragone figure dei profeti e delle sibille – chiuse e quasi gravate dal peso dei loro stessi corpi, ancorché già gradualmente e progressivamente “suscitate” dal soffio dell’ispirazione divina – e l’ordine superiore dei cosiddetti “ignudi”, animati invece da un’energia dinamica che è veramente forma del corpo e di cui queste figure sono eloquente incarnazione, prima ancora che essere semplice espediente decorativo plastico-strutturale, reminiscenza classica degli atleti della statuaria greco-romana o trasfigurazione pienamente rinascimentale dei genî del mondo antico o degli angeli della tradizione figurativa medievale. Tuttavia, il movimento di questi corpi è ancora dominato da una dimensione “agonistica” irrisolta, nel senso che il vigoroso contrapposto, lo sforzo pur ostentato delle loro posture resta confinato ad una sfera “meccanica”, se così si può dire, che ricade su se stessa e non si è ancora tradotta in una vera azione, non ha ancora trovato il suo fine proprio, la libertà del gesto (anche per questo i nudi della Sistina ricordano da vicino i “prigioni” progettati da Michelangelo per la tomba di Giulio II).
Questa libertà cosciente e volontaria che informa l’azione propriamente determinata trova il suo compimento, o meglio, la sua essenza e la sua origine, nell’atto creativo di Dio. Qui l’energia del movimento si estrinseca nella piena attualità e nella forza “iussiva” del gesto divino: non per nulla sono principalmente le braccia e le mani, la dextra Dei, a concentrare e rendere visibile la sequenza della creazione. Di sequenza si può qui propriamente parlare anche da questo punto di vista dinamico, giacché Michelangelo ha raffigurato la Genesi come storia del gesto creativo dell’Eterno, che dalla sconvolgente separazione della luce e delle tenebre passa progressivamente, attraverso l’imperioso comando onde scaturiscono i cieli e le acque, gli astri e la terra, ai gesti più contenuti e “misurati” con i quali Dio chiama l’uomo alla vita. D’altra parte, così come l’azione che trova il suo fine è più che mero movimento, così il tempo che si origina dall’eternità diventa storia in quanto si ordina ad una finalità che lo realizzi pienamente. E solo l’azione guidata dalla divina volontà può dirsi veramente storia, storia della salvezza che già progetta fin dall’inizio il suo senso e il suo compimento.
All’uomo è dato di ripercorrere e risalire, di “rimemorare”, per usare ancora un termine d’ascendenza platonica, il percorso di questa storia a partire dalla propria situazione contingente, così come lo spettatore che entra nella cappella Sistina, guardando in alto e procedendo verso l’altare, si trova a ripercorrere a ritroso la storia della creazione e dell’umanità, fino alla parete su cui lo stesso Michelangelo dipinse poi il Giudizio Universale, congiungendo il gesto di Dio con quello di Cristo, l’inizio e la fine dei tempi. Nella simultaneità presente delle immagini la pittura rende visibile, per signa e vestigia, come avrebbe detto Agostino, ciò che è stato e continua ad agire e ciò che è già e non ancora.

 

Autore: Michele Di Monte

Fonte: http://www.santrovaso.venezia.it/creazione/testi/Michelangelo-Genesi.doc

 

Michelangelo: Pittore – Architetto – Scultore. Un artista completo

Michelangelo Buonarroti nasce a Caprese, presso Arezzo, nel 1475. La sua formazione artistica si svolge a Firenze, presso la bottega di Domenica Ghilandario, poi presso la corte di Lorenzo il Magnifico, dove può studiare le opere antiche delle collezioni medicee. Opera alternativamente a Firenze e a Roma, dove i papi gli affidano prestigiosi incarichi come: l’affresco della volta della Cappella Sistina, il completamento della Basilica di San Pietro, la sistemazione dei Piazza del Campidoglio e la Pietà. Nel corso della sua lunga vita Michelangelo, ritenuto la figura dominante di tutto il 1500, mutò alcune elle proprie concezioni sull’arte, sia per una logica e naturale evoluzione, sia per la realtà storica che si trovò ad affrontare, come l’affermazione della Riforma Protestante e della Controriforma. Artista sensibile e interessato a tutte le forme espressive (egli infatti si afferma come pittore, architetto ed scultore) vive questi eventi in prima persona, ponendosi come il “principale interprete del culmine e della crisi dei valori del Rinascimento”. Michelangelo sintetizza i valori dei grandi maestri del 1400 (Giotto, Masaccio e Donatello) con un linguaggio monumentale, sempre alla ricerca dell’intensità espressiva.                                                                                                               A Michelangelo tuttavia non bastava la fedele imitazione della natura; egli credeva infatti, che da questa occorre scegliere le cose migliori, e che inoltre la fantasia dell’autore, quest’ultimo sarebbe stato capace di superare il frutto della natura stessa. Per Michelangelo la cosa più bella del creato è l’uomo, e questo lo dimostra anche nei suoi bozzetti e disegni preparatori, in quanto specchio della bellezza divina. Successivamente, nel corso dell’affermazione della Riforma Protestante, darà meno importanza all’estetica, è più invece ai valori religiosi. La bellezza fisica diviene secondaria rispetto a quella spirituale, e infatti l’arte di Michelangelo in questa parte della sua vita viene messa al servizio della Chiesa. Verso la fine della sua vita, la bellezza del corpo umano diventa per Michelangelo un qualcosa addirittura che distoglie l’uomo dalla spiritualità e, ormai anch’egli avvolto nel clima controriformistico, teme che la sua arte e la sua fantasia possono averlo condotto addirittura verso la dannazione ed il castigo eterno.  Lo stile che maggiormente si vede di Michelangelo nei dipinti e negli affreschi e quello di una linea netta e decisa nei contorni, al contrario di Leonardo Da Vinci, che sembra quasi che i personaggi fuoriescano dal muro.

 

Le opere di Michelangelo

 

La pietà: “Un saddo da principio senza forma nessuna, adesso ridotto a quella perfezione, che la natura a fatica suol formare nella carne”
 
La pietà è un gruppo marmoreo commissionata nel 1498 da un cardinale romano a Michelangelo, conclusa in un solo anno. L’iconografia dell’epoca de tema della Pietà consisteva nel rappresentare la Vergine Maria che tiene fra le braccia il corpo senza viga del Figlio deposto dalla croce. Tale composizione ebbe forse origine come riduzione della scena del compianto sul “Cristo morto”.  Ma il particolare della pietà di Michelangelo è la Vergine Maria, rappresentata come una fanciulla dal volto appena velato di tristezza che sorregge amorevolmente il corpo del figlio, invitando chi guarda a provare per lui il suo identico dolore, e questo perché appunto lo scopo di Michelangelo in quel periodo della sua vita era soltanto rappresentare la perfezione e l’armonia, due elementi che sono presenti ed evidenti in questo gruppo marmoreo. L’ampio panneggio con le sue ombre profonde, è il mezzo di cui l’artista si serve affinché, per contrasto, il corpo nudo, liscio e perfetto del Cristo abbia maggior risalto. È così che Michelangelo propone di contemplare degli esseri giovani e senza imperfezioni nei quali si riflette la bellezza di Dio. La composizione ha uno schema piramidale, accentuato dall’ampio panneggio della veste di Maria. Ripiegandosi appena all’indietro, ella si oppone con grazia al peso del figlio, riportando l’insieme ad uno schema compositivo unitario. La Pietà, realizzata tra il 1498 e il 1499 si trova nella Città del Vaticano, nella Basilica di San Pietro.

 

David: un simbolo civile e di forza

Al suo ritorno a Firenze da Roma nel 1501 l’Opera del Duomo lo incarica di scolpire per la Cattedrale di Santa Maria del Fiore una statua di David, ma in realtà fu deciso che per le sue qualità morali che questo nudo incarnava, rappresentando pienamente quei principi di libertà e di indipendenza che i Fiorentini stessi vedevano nelle proprie istituzioni repubblicane, che la statua fosse collocata non più in Duomo, ma dinnanzi a Palazzo Vecchio. Il David rappresenta il giovane pastore, futuro re d’Israele, colto nel momento che precede l’azione: la sua fronte è leggermente aggrottata in un atteggiamento che indica allo stesso tempo concentrazione e valutazione delle proprie forze rispetto a quelle dell’avversario. I suoi muscoli sono in tensione e le mani nervose e scattanti, con le vene in superficie, sono pronte a far roteare la fionda per dar luogo all’azione. Il rapporto cistico delle membra è di ascendenza classica, e in modo particolare ai Greci. La superficie della scultura è perfettamente levigata.

 

La sacra famiglia

Sempre a Firenze, Michelangelo dipinse intorno al 1504 l’unica tavola finita che di lui conosciamo, La Sacra Famiglia, ispirandosi anche un po’ allo stile di Leonardo e di Raffaello nelle loro Madonne, ovvero lo stile piramidale centrale. In primo piano, infatti, possiamo notare che Michelangelo ha raggruppato, saldandoli in un solo blocco, i componenti della Sacra Famiglia: Maria, Giuseppe e il piccolo Gesù. Al di là del muretto, alle spalle di Giuseppe, emerge, sulla destra, la figura di San Giovannino dietro il quale, disposti a semicerchio su un rilievo roccioso stanno dei giovani nudi. A Michelangelo interessa poco il paesaggio. Ciò che gli preme, infatti, è la raffigurazione del corpo umano: è l’uomo al centro della sua attenzione e delle sue riflessioni. La scena familiare segue un andamento elicoidale, d’avviamento verso l’altro, mentre i giovani nudi accennano, invece a dei movimenti orientati in senso orizzontale. Le ginocchia di Maria in primo piano e il blocco compatto e spinto indietro del Figlio e dello sposo configurano una superficie emisferica. Una seconda emisfera è accennata in profondità dagli ignudi. Complessivamente, il dipinto suggerisce uno spazio pittorico perfettamente sferico contenuto entro la cornice circolare.
La sacra famiglia rappresenta il mondo cristiano, i nudi al contrario quello pagano e San Giovannino costituisce l’elemento di mediazione fra l’uno e l’altro, essendo colui che è chiamato a preparare la strada alla predicazione del Cristo. I colori sono vivaci e cangianti, i corpi sono trattati in maniera scultorea, chiaroscurati e spiccati dal fondo della tavola tramite una linea di contorno netta e decisa, il contrario di quello che veniva fatto nei dipinti di Leonardo, che frantumava e sfumava il contorno, qui invece i corpi sembrano quasi aggettanti verso l’osservatore. D’altra parte Michelangelo pensava che la migliore pittura fosse quella che maggiormente si avvicinava alla scultura, ovvero quella che possedeva un maggiore senso di plasticità possibile.

 

Lo schiavo ribelle e lo schiavo morente: prigionia del corpo e voglia di libertà

Una volta a Roma Michelangelo visse un breve periodo di esaltazione per la commissione ricevuta dal papa do progettazione di un suo monumento funebre. Ma il progetto per varie ragioni subì vari ritardi e varie modifiche, e proprio alla seconda versione del progetto appartengono il Mosè e in modo particolare Lo Schiavo Ribelle e lo Schiavo Morente. Nelle due statue marmoree, conservate a Parigi nel Museo del Louvre, si fa concreto il tema dell’anima prigioniera del corpo e anelante della libertà. Ma essi sono anche un pretesto per formare dei corpi perfetti, ora tesi nello sforzo, ora abbandonati nel languore dello sfinimento.

 

Gli affreschi della Cappella Sistina

Una delle opere più maestose e conosciute di Michelangelo sono gli affreschi della Cappella Sistina in Vaticano, commissionate del 1508 da Giulio II. La Volta venne organizzata fingendo delle membrature architettoniche alle quali l’illusione prospettica conferisce un realismo sconcertante. Infatti essa si presenta attraversata in senso trasversale da arconi che appoggiano su una cornice corrente poco al di sopra delle vele triangolari e sorretta da pilastri che affiancano i troni di sette Profeti e cinque Sibille. Gli arconi e la cornice ripartiscono la superficie centrale in nove riquadri con scene tratte dal libro della Genesi, cinque dei quali sono di dimensioni minori poiché lasciano spazio a dieci grandi coppie di Ignudi che reggono altrettanti medaglioni a monocromo con scene bibliche. Nelle vele e nelle sottostanti lunette sono raffigurate le quaranta generazioni degli Antenati di Cristo, e infine, nei pennacchi angolari trovano posto le raffigurazioni di quattro eventi miracolosi fondamentali per la salvezza di Israele in pericolo (Giudittta e Oloferne, Davide e Golia, il Serpente di bronzo, la Punizione di Amon). L’intera rappresentazione è caratterizzata da colori accesi e cangianti, distribuiti con grande libertà di accostamenti. Inoltre, come già detto precedentemente, la linea netta di contorno dei personaggi e dell’anatomia dei corpi, studiata quasi perfettamente, che rende i personaggi quasi aggettanti verso chi li guarda, come vere e proprie sculture. La più giustamente famosa delle scene dipinte nei grandi riquadri della volta è quella della Creazione di Adamo. A destra notiamo Dio Padre in volo, sorretto da numerosi angeli ed avvolto da un manto rosa-violaceo che si gonfia al vento, richiamando il contorno di un cervello, simbolo su sapienza e razionalità. A sinistra Adamo, disteso, si solleva attratto dalla potenza vitale che si sprigiona dalla mano destra di Dio. I due non si toccano, solo le loro dita si sfiorano, al centro della composizione, stagliandosi contro un cielo chiarissimo. Sia qui che negli Ignudi, pare proprio che lo scopo dell’artista sia quello di dar vita al suo ideale estetico; realizzare corpi perfetti, proporzionati, atletici e maestosi nei quali si rifletta la bellezza stessa della divinità.

 

Il giudizio universale

Realizzato tra il 1536 e il 1541, nella Cappella Sistina, commissionato da Papa Clemente VII è l’immenso affresco rappresentante il Giudizio Universale, e dipinge l’intera superficie senza ricorrere all’organizzazione architettonica che aveva razionalizzato le storie della Genesi.                                                 Il giudizio è come una visione: sparita come d’incanto la parete, gli eventi ultimi della storia dell’umanità si mostrano agli occhi rapiti dell’osservatore contro un profondo sfondo azzurro oltremarino. Qui, al contrario di tutte le altre opere, l’artista non cerca più la bellezza ideale, ciò che lo interessa ora è il senso tragico del destino dell’uomo. I corpi sono tozzi e pesanti. I salvati, posizionata a sinistra, sono attoniti e disorientati, come foglie portate dal vento, volano verso l’alto. Faticosamente conquistano il cielo aggrappandosi alle nuvole, quasi fossero solide rocce, o con affanno vi vengono issai. Con angoscia e disperazione pari alle loro colpe i dannati, posizionati a destra, vengono a loro volta trascinati in basso da creature diaboliche. Invano tentano l’assalto verso il Cielo, quasi fossero novelli Giganti, ma gli angeli, con forza, li respingono e così precipitano pesantemente verso l’inferno rosseggiante di fuoco. Altri vengono ammassati in quel luogo di dolore da Caronte, che li percuote con un remo. Il mitologico traghettatore delle anime agli Inferi è però dipinto da Michelangelo non tanto pensando alla creature immaginaria dai pagani, quanto seguendo la descrizione di Dante nella Divina Commedia. L’ascesa dei salvati e la discesa dei dannati seguono il gesto imperioso e terribile delle braccia di Cristo-giudice, posizionato al centro dell’affresco, con la Vergine Maria alla sua destra, e attorniato da una moltitudine di santi l di sopra dei quali sono dipinti due gruppi di angeli che recano i simboli della passione (la croce, la colonna della flagellazione, la corona di spine). A questa rinvia simbolicamente anche il braccio sinistro di Cristo piegato e tenuto all’altezza delle ferita sul costato. Nei volti dei salvati, non c’è gioia, ma al contrario solo cupo terrore fra i dannati verso i quali si svolge il Giudice divino. È il giorno della sua ira tremenda, quello in cui tutti saranno giudicati e il movimento vorticoso dei corpi si somma alle grida disperate, agli urli dei demoni, all’assordante suono delle trombe degli angeli che, com’è scritto nell’Apocalisse annunciano l’arrivo di Cristo.

 

Le ultime pietà

Negli ultimi anni della sua vita Michelangelo riconsidera il tema della Pietà, che è poi della contemplazione della morte. Se ventitreenne aveva potuto pensare ai giovani corpi della Madre e del Figlio dando vita alla Pietà di San Pietro, ora, ormai vecchio e sofferente, non può che meditare sul mistero della morte. I personaggi rappresentati aumentano, alla Vergine e a Gesù altri se ne aggiungono (la Maddalena e Nicodemo) e il corpo del Cristo, non più cullato dalla Madre è verticale, sorretto da tutti e scompostamente abbandonato. Solo nella pietà Rondanini, quella a cui lavora quando lo coglie la morte, l’artista torna alle due figure essenziali della composizione. Il gruppo del quale è oggi in corso il primo restauro, ci è pervenuto nello stato di abbozzo in cui venne abbandonato. Il corpo eretto affusolato, quasi infantile, del Figlio è sorretto amorevolmente, ma a fatica, dalla Vergine che lo stringe a sé accostando il proprio viso a quello di lui in un abbraccio tenero, mesto e senza fine. Il marmo inoltre non è più lucido, come nella prima Pietà, ma è grezzo.

 

Fonte: http://www.studenti.it/download/scuole_medie/Michelangelo.doc

 

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

 

 

Michelangelo Buonarroti

 

Michelangelo Buonarroti (conosciuto semplicemente come Michelangelo; Caprese Michelangelo, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564) è stato un pittore, scultore, architetto e poeta italiano.

È una figura di primo piano del Rinascimento italiano.

Intese fare della sua attività un'incessante ricerca dell'ideale di bellezza. Fu - nell'insieme - un artista geniale quanto irrequieto e, sicuramente uno dei  grandi protagonisti della storia dell'arte occidentale del suo tempo.

Il nome di Michelangelo è essenzialmente collegato ad una serie di opere che lo hanno consegnato alla storia dell'arte. Alcune di tali opere - situate soprattutto a Firenze, Roma e nella Città del Vaticano - sono conosciute in tutto il mondo e considerate fra i più importanti lavori dell'arte occidentale.

I suoi lavori principali sono il David, l'affresco sulla volta della Cappella Sistina e il grande Giudizio Universale posto sulla parete sopra l'altare, la celebre Pietà (alta 1,80 mt, scolpita intorno al 1499 dall'artista ventiquattrenne), il Mosè o il monumentale complesso delle Tombe Medicee nella Sacrestia Nuova di San Lorenzo.

 

 

autore del testo non indicato nel documento di origine del testo

Fonte: http://www.operavenir.com/cours/docs/MICHELANGELO.doc

 

Michelangelo Buonarroti biografia vita e opere

 

CRONOLOGIA di Michelangelo
Antecedenti:
  1197 compare nella storia di Firenze il primo Buonarrota. Fu uno dei protagonisti di una guerra civile fra clero e popolo, con barricate intorno a S.Maria Novella, per impedire l'arrivo di un nuovo Rettore, ritenuto indegno. La famiglia del Buonarroti apparteva alla piccola nobiltà fiorentina, anche se in seguito a Michelangelo piacque l'ipotesi, errata, che la sua famiglia discendeva dai conti di Canossa.
 
1323 Michele Buonarrota, avo di Michelangelo, viene fatto prigioniero nella battaglia di Altopascio contro Castruccio Castracani. Morirà a Lucca in prigione.

1343 muore Fra' Bene di Buonarrota, domenicano di S.Maria Novella. Non fu uomo di lettere ma fu definito homus mechanicus perchè si dilettava di lavori meccanici.

  1380 Buonarrota diventa Priore di Firenze

  1395 Buonarrota presta al Comune 4500 fiorini per la guerra contro Gian-Galeazzo Visconti

  1444 nasce Ludovico di Lionardo di Buonarrota, padre di Michelangelo.

  1449 Lionardo, nonno di Michelangelo, è in miseria e deve vendere la casa in piazza Peruzzi.

  1449 nasce Lorenzo il Magnifico dei Medici, figlio di Piero il Gottoso

  15.4.1452 nasce Leonardo da Vinci Figlio illegittimo di Piero di Antonio Vinci e di Caterina, che poi sposerà Attaccabriga di Piero del Valle di Vinci. Da quel momento Leonardo vivrà nella casa del padre.

  1460 nasce a Monte S. Savino Andrea Contucci, detto il Sansovino. Figlio di contadini ed egli stesso pecoraio in gioventù, fu molto umile e chiese a Michelangelo di poter lavorare al suo servizio. Anche il suo allievo Jacopo Tatti (Firenze 1486) fu soprannominato Sansovino.

  1460 Antonio Manetti, discepolo di Brunelleschi completa S.Lorenzo

  18.8.1464 l'Opera del Duomo commissiona una statua gigantesca ad Agostino di Duccio, il quale inizia a lavorare il blocco di marmo di 9 braccia (o lo fa iniziare da Bartolomeo di Piero, detto Baccellino), traforandolo e sciupandolo. Solo il 16.8.1501 verrà commissionata l'opera a Michelangelo.

  1464 Piero, anche lui gottoso, succede al padre Cosimo, che gli aveva affiancato due consiglieri: Diotisalvi Neroni (che gli fa chiedere il rimborso delle somme prestate da Cosimo) e l'ambizioso Luca Pitti (che si fa costruire sul colle di Boboli un palazzo più grandioso di quello mediceo di via Larga.

  1466 Muore Donatello. I bassorilievi del pergamo di S. Lorenzo vengono malamente completati dall' aiuto Bertoldo.

  1468 nasce Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III

  1469 nasce Francesco Granacci

  1469 muore Piero il Gottoso padre di Lorenzo dei Medici

  1470 Leon Battista Alberti termina la facciata di S.Maria Novella Inserisce le vele, simbolo dei Rucellai e il portale. Bernardo di Giovanni Rucellai si fece seppellire davanti al portone centrale, come dimostra la fascia in porfido inserita nello scalino. Fu la prima volta che si incisero lettere in un materiale tanto duro.

  1471 Nasce Michelangelo Merrisi da Caravaggio

  1472 Leonardo da Vinci è iscritto ufficialmente nel libro rosso dei creditori e debitori della Compagnia dei pittori, quindi è già alla bottega del Verrocchio

  1472 Domenico e Davide Ghirlandaio affrescano la cappella Vespucci (2. a dx) in Ognissanti con i committenti protetti dalla Madonna della Misericordia

  1472 muore Leon Battista Alberti

  1472 nasce Pietro Torrigiani

  1.1.1475 Ludovico Buonarroti, dopo 3 mesi come podestà di Chiusi, si trasferisce a Caprese per altri 3 mesi.
6.3.1475 Nascita di MICHELANGELO
da Ludovico di Leonardo di Buonarrota Simoni (1444-1534) e da Francesca di Neri del Miniato del Sera (?-1481). Il padre Ludovico era comandato per un anno Podestà nel Castello di Chiusi e di Caprese, allora nell' aretino, vicino al sasso della Verna. L'oroscopo di Michelangelo prevedeva gli aspetti benefici di Mercurio e Venere nella casa di Giove.
30.3.1475 Ludovico Buonarroti termina l'anno di podestà a Caprese e torna nella sua casa a Settignano, dando Michelangelo a balia dalla moglie di uno scalpellino.

  1475 nasce a Firenze Giovan Francesco Rustici pittore

  1475 in piazza S.Croce si svolge la giostra vinta da Giuliano de' Medici, che la dedico' a Simonetta Vespucci. Fu raccontata dal Poliziano nelle "stanze", rimaste incompiute.

  1475 viene realizzato il chiostro di S.Lorenzo, seguendo il progetto di Brunelleschi

  1475 Benedetto da Maiano realizza il pulpito di S.Croce, il più bello del rinascimento, su incarico del ricchissimo mercante Piero Mellini. L'idea era stata di Brunelleschi, che mori' prima di realizzarlo.

  1475 nasce Giovanni figlio di Lorenzo dei Medici (futuro Papa Leone X)

  28.4.1478 Jacopo de' Pazzi viene catturato in Casentino e la sera stessa impiccato sotto la ringhiera di Palazzo Vecchio. E' il primo ricordo di Michelangelo, che era in collo ad assistere.

  1478 Antonio Rossellino realizza il rilievo della Madonna con Bambino sul 1. pilastro a destra di S.Croce.

  1478 Giorgione nasce a Castelfranco Veneto.

  26.4.1478 Raffaello Sansoni, nipote di papa Sisto IV, fatto cardinale a soli 16 anni, si ferma a Firenze prima di andare a studiare all'Università di Pisa. L'attentato ai fratelli viene stabilito ai piedi dell'altare in Santa Maria del Fiore, durante la Messa, il segnale sarebbe stato l'Elevazione. Franceschino dei Pazzi e Bernardo Bandini si sarebbero occupati di Giuliano, due preti di Lorenzo. Giuliano morì, Lorenzo riuscì a salvarsi, grazie al sacrificio di Francesco Nori, che gli fece da scudo col suo corpo. Nemmeno un'ora dopo Franceschino de' Pazzi e il prete Francesco Salviati penzolavano impiccati dalle finestre del Palagio del Capitano. A Francesco Nori è dedicato il monumento funebre al primo pilastro della navata di S.Croce. In suo onore Bernardo Rossellino scolpi' la Madonna del latte, racchiusa in una mandorla contornata di cherubini. Sotto al rilievo vi e' un'acquasantiera in marmo con candelabro in bronzo, posante su una base recante l'iscrizione di dedica al Nori.

  1478 nasce Giulio, futuro Papa Clemente VII Figlio naturale di Giuliano, fratello del Magnifico, avuto con una ragazzo di Borgo Pinti, forse figlia di un corrazzaio, dirimpettaia di Giuliano da San Gallo, che fara' battezzare col nome di Giulio e che rivelerà la sua esistenza al magnifico solo dopo la morte di Giuliano, che prenderà il fanciullo in casa come un figlio. La sua insegna era un sole, un cui raggio attraversava una sfera di cristallo e diventava fuoco dall'altra parte, con la scritta: "Candor illesus". Era il più abile e di carattere dei fanciulli di casa Medici e fu sempre lui il factotum. Sostituì anche il Magnifico alla testa delle truppe pontifice contro il duca di Urbino. Fece finta di aver ridato la libertà a Firenze, dando retta a tutti, ma amministrando saggiamente lui. Si rese conto che il potere andava preso e tenuto con la forza ed annegò nella palude dell'accademia neoplatonica degli orti Oricellari gli intellettuali contestatori, quali Luigi Alamanni, Jacopo da Diacceto, Iacopo Nardi, Niccolo' Machiavelli, che tentarono una congiura, da lui sventata alla vigilia dell'elezione a papa. Luigi Alamanni e Iacopo da Diacceto furono decapitati. Machiavelli dovette scappare. Leone X lo fara' cardinale per averlo vicino. Divenne papa col nome di Clemente VII e si dimostro' onestissimo, giusto e parsimonioso.

  3 1479 viene ultimato il tetto di S.Spirito

  1480 il Cronaca rientra a Firenze da Roma e, con i suoi entusiastici racconti, si guadagna il soprannome.

  1480 Lorenzo riforma l'ordinamento repubblicano, la Repubblica è governata da Trenta cittadini, in pratica è sempre il Magnifico Lorenzo che comanda.

  1480 Domenico del Ghirlandaio affresca il Cenacolo e S.Girolamo per Ognissanti

  1480 Botticelli affresca S.Agostino nel suo studio in Ognissanti

  1480 viene costruita la cupola di S.Spirito su progetto di Salvi d'Andrea

  1480 Lorenzo il Magnifico compra il Giardino di San Marco, dove raccoglie i marmi antichi, che riceve
da ogni parte del mondo. Affida la scuola di scultura a Bertoldo, allievo di Donatello.

  1481 muore Francesca di Miniato del Sera, madre di Michelangelo

  1481 il Cronaca prosegue i lavori di Palazzo Strozzi Realizza il cornicione sullo zoccolo che stacca dal bugnato della parete e il cortile del secondo piano formante una galleria a tutto sesto, in asse con quelli sottostanti, ma ciechi.

  1481 muore Agostino di Duccio pittore fiorentino

  1481 Piero di Cosimo va a decorare la cappella Sistina al seguito di Cosimo Rosselli

  1481 Mino da Fiesole termina il monumento funebre del Conte Ugo di Toscana nella Badia fiorentina

  1482 Michelangelo viene mandato a scuola di grammatica presso Francesco da Urbino, detto il Greco perchè esperto in tale lingua. Michelangelo non fu diligente e ricevette molte battute dal padre e dal maestro perchè preferiva fare forca ed andare a studiare disegno. Fece amicizia con Francesco Granacci (1469 - 1543), allievo del Ghirlandaio, che gli portava, di nascosto, i disegni del maestro da copiare.

  1482 Luca Signorelli inizia a dipingere nella Cappella Sistina.

  1482 sono di questo anno i primi documenti che indicano il nome del pittore Pietro Vannucci,come "Perugino"

  20.2.1482 muore Luca della Robbia e viene sepolto in S.Pier Maggiore

  25.4.1483 Leonardo sottoscrive con Giangaleazzo Visconti il contratto per la Vergine delle Rocce

  1486 nasce a Firenze Andrea del Sarto

  22.11.1485 Lorenzo il Magnifico, dissestato per il fallimento di alcuni banchi da lui tenuti e debitore di una grossa somma ai cugini Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco, con atto notarile e per il tramite di arbitri, cede la sua parte di Cafaggiolo ai cugini. Per pareggiare le partite, i fratelli Lorenzo e Giovanni cedettero a Lorenzo il Magnifico quattro poderi che possedevano al Poggio a Caiano, dov'èŠ la villa da lui fatta edificare.

  1485 Agnolo Poliziano prende i voti e si laurea in scienze economiche

  1486 Nasce a Firenze Jacopo Tatti, soprannominato il Sansovino come il suo maestro, Andrea
Contucci. Lavoro' anche per Michelangelo.

  1486 nasce a Venezia Sebastiano Luciani, che sarà detto del Piombo perchè quando gli verrà affidato l'ufficio incaricato di apporre il sigillo alle bolle papali.

  1486 Domenico Ghirlandaio inizia ad affrescare l'abside di S.Maria Novella per conto di Giovanni Tornabuoni

  1487 nasce Baccio Bandinelli. Fino da giovanissimo sogno' di superare Michelangelo, ma gli mancava tutto, fuorchè la tenacia e l'odio. Fu costretto ad imitarlo nei soggetti e nel gigantismo, credendo che la grandezza del Buonarroti consistesse nelle grandi misure delle statue, facendo sculture enormi, ma senza forza ne' anima, ne' perfezione anatomica. Fece molte statue di Ercole, un Bacco, un David, un Adamo ed Eva, un Cristo morto ed una Pietà con un autoritratto nel Nicodemo. Si distinse da Michelangelo anche perchè fu sempre mediceo. Corse il rischio di essere ucciso dai fuoriusciti fiorentini a Roma, credendolo una spia dei Medici.
1488 Giuliano da Sangallo elabora il progetto del palazzo di Napoli per Ferrante d'Aragona Re di Calabria.Il palazzo non venne mai costruito.
1.4.1488 Vista la passione di Michelangelo per il disegno, il padre si decide a firmare un contratto con Domenico Ghirlandaio per l' apprendistato del figlio, il quale doveva essere già abbastanza bravo, perchè il Ghirlandaio, contrariamente alle consuetudini, accetta di corrispondere un salario.
Il contratto, riportato sui libri di Domenico, così recita: "1488. Ricordo questo dì primo d'aprile, come io Ludovico di Lionardo di Buonarota acconcio Michelagnolo mio figliuolo con Domenico e Davit di Tummaso di Currado per anni tre prossimi a venire con questi patti e modi: che 'l detto Michelagnolo debba stare con i sopra detti detto tempo a imparare a dipignere et a fare detto essercizio, e ciò i sopra detti gli comanderanno, e detti Domenico e Davit gli debbon dare in questi tre anni fiorini ventiquattro di sugello, el primo anno fiorini sei, el secondo anno fiorini otto, il terzo fiorini dieci: in tutto la somma di lire novantasei".
Avvenne che un altro allievo del Ghirlandaio mostrò a Michelangelo un disegno alcune donne vestite, riprese da un disegno del maestro. Michelangelo prese una penna più grossa e ripassò una di quelle per mostrare come avrebbe dovuta essere, ed è significativo osservare sia come il giovanetto perfezionò il disegno, sia la forza d'animo nel correggere un disegno del maestro. Vasari ricevette questa carta dal Granacci e la mostrò nel 1550, a Roma a Michelangelo, che si commosse nel rivederla e, modestamente, disse che sapeva più di disegno da giovane, che da vecchio.
Michelangelo fu molto apprezzato anche nella copia colorata di una incisione su rame di Mattia Schongauer (1455 - 1591). Comprava pesci bizzarri, per poter riprodurre le scaglie iridescenti su diavoli ed altre figure fantastiche. Gli piaceva anche copiare disegni di maestri antichi, invecchiandoli con il fumo ed altre cose, per farli apparire autentici.
1488 Tiziano Vecellio nasce a Pieve di Cadore
1488 muore Clarice, moglie di Lorenzo il Magnifico, di tisi
1489 Lorenzo il Magnifico emana un provvedimento relativo alla concessione di una sorta di esenzione fiscale "per quelle case che di nuovo si fabbricassero entro 5 anni nè luoghi dove non sia casa nè alcun principio"Inizia così una politica tendente a favorire lo sviluppo della città di Firenze ed a facilitare l'acquisizione di suoli edificatori che a quel tempo,erano quasi tutti di proprietà di organismi religiosi.Non è escluso che questa politica servisse al Magnifico per ottenere terreni da utilizzare per la realizzazione di una sua residenza principesca progettata da Giuliano da Sangallo il cui disegno è conservato nel foglio ua282 del gabinetto dei disegni e delle stampe degli uffizi.
1489 la pieve di Gropina viene assegnata in beneficio al Poliziano

  1489 nasce Antonio Allegri detto il Correggio da Pellegrino de Allegris e Bernardina Ormani

  1489 a 16 anni Piero de' Medici sposa Alfonsina degli Orsini conti di Tagliacozzo e d'Alba, nella Reggia di Napoli

  1490 Domenico Ghirlandaio, aiutato dal fratello David, da Sebastiano Mainardi, da Francesco Granacci e da Michelangelo giovanissimo, termina la decorazione della Cappella centrale di S.Maria Novella. L'opera e' divisa in 6 quadri per parte, oltre alle lunette. La spesa (1000 fiorini) fu sostenuta da Giovanni Tornabuoni, che e' dipinto al naturale accanto al finestrone a destra, mentre a sinistra vi e' la moglie, Francesca di Luca Pitti. Domenico Ghirlandaio potrebbe avere ritratto Michelangelo in un pilastro, nel San Giovanni con una canna in mano che lascia la città per ritirarsi nel deserto. La faccia è tonda, gli orecchi appuntiti, l'espressione seria, non normale nei dipinti di fanciulli del Ghirlandaio. Un giorno Domenico Ghirlandaio si dovette assentare e Michelangelo, quindicenne, ne approfittò per dipingere un ponte, con alcuni banchi, masserizie e persone al lavoro. Al ritorno il maestro esclamò: "Questo giovane ne sa più di me".

  1490 Lorenzo il Magnifico si duole del fatto che i giovani hanno passione per la pittura e non se ne trovano disposti a scolpire. Chiede quindi al Ghirlandaio due giovani, da poter ospitare in San Marco e vengono selezionati Michelangelo e Francesco Granacci.
Quando arrivarono nel giardino di San Marco, vi trovarono il Torrigiani che stava facendo alcune figure di terra, sotto la guida del Bertoldo. Michelangelo, per emulazione, si mise subito a modellare altre figure, conquistandosi l'attenzione di Lorenzo.
Il suo primo lavoro in marmo fu il volto di un vecchio fauno, copiando un modello antico, rovinato dal tempo, modificandone la bocca, che fece aperta, in modo da mostrare la lingua e i denti. Quando Lorenzo la vide, per burlarlo, lo rimproverò facendogli osservare che i vecchi non possono avere tutti i denti. Michelangelo, mentre Lorenzo proseguiva la sua visita al giardino, sveltamente ruppe un dente e trapanò la gengiva, aspettando che Lorenzo gli ripassasse davanti.
Il Magnifico, colpito dalla sveltezza e dalla semplicità d'animo del giovane, chiese al padre Ludovico di poterlo affiliare, tenendolo nel palazzo di via Larga, con gli altri figli.
Fino alla morte di Lorenzo il Magnifico, Michelangelo fu quindi ospitato in via Larga, sedette al tavolo di Lorenzo, ricevette 5 ducati al mese ed un mantello paonazzo. Al padre, il quale, in pratica vendette il figlio, fu assegnato un impiego in Dogana.
Su indicazione del Poliziano, fece in marmo la battaglia di Ercole con i centauri (fino da tempo del nipote Leonardo è esposta alla Casa del Buonarroti a Firenze). Imitò anche Donatello, facendo una Madonna in bassorilievo, regalata poi dal nipote Lionardo a Cosimo I.
Oltre alla frequentazione del giardino di San Marco, Michelangelo copiò gli affreschi di Masaccio alla Cappella Brancacci (i disegni sono esposti adesso Graphische Sammlungen di Monaco e all' Albertina di Vienna).
Fu in quel periodo che il Torrigiani, mosso da invidia o, più probabilmente, esasperato dalle critiche di Michelangelo, con un pugno gli fratturò il naso "come un cialdone", facendolo cadere come morto e sfigurandolo permanentemente.
1490 Giuliano da Sangallo realizza Palazzo Gondi in piazza S.Firenze

  1490 Leonardo realizza un modello in cera di grandi proporzioni del cavallo per il monumento a Francesco Sforza

  1491 nasce Bindo Altoviti Sempre fautore della libertà e protettore degli artisti.
Nel 1517 si farà fare un ritratto da Raffaello, uno dei suoi più belli. Gli fece dipingere anche la Madonna dell'Impannata (una copia anche nella Cappella Corsini in S.Spirito).
Si fece ritrarre anche da Francesco Salviati e da Santi di Tito. Benvenuto Cellini gli fece il busto, adesso negli USA, ed una medaglia con il suo volto e nel verso una donna appoggiata ad una colonna. Michelangelo gli regalo' alcuni cartoni della Sistina.
Fu nel Consiglio dei Dugento ai tempi dell'ultima Repubblica Fiorentina. Scappato a Roma, accumulo' enormi ricchezze come banchiere ed aiuto' i fuoriusciti fiorentini compreso il tirannicida Lorenzino, nel 1537.
Nel 1555, quando Cosimo I mosse contro Siena, assoldo' un piccolo esercito a sue spese per prendere di sorpresa i fiorentini in Val di Chiana, ma fu sconfitto a Marciana. Rientro' a Roma e mori' nel 1556, dopo che Cosimo I gli aveva confiscato tutti i beni.
Si fece fare un bellissimo palazzo presso il ponte S.Angelo, che fece decorare dal Vasari.

  1491 Girolamo Savonarola viene eletto Priore di San Marco. Michelangelo comincia ad assistere alle sue prediche.

  1491 Michelangelo e il Torrigiani copiano gli affreschi di Masaccio dalla cappella Brancacci. Si trovano adesso al Graphische Sammlung di Monaco e all'Albertina di Vienna

  1491 muore Albert Durer

  7.1492 Michelangelo compra un blocco di marmo per scolpire un Ercole.
1492 muore Piero della Francesca

  3 1492 viene resa pubblica l'elezione avvenuta 3 anni prima del diciassettenne Giovanni de' Medici a cardinale. Viene vestito di rosso nella Badia Fiesolana e parte subito per Roma, dove vive in un palazzo di famiglia, passato in seguito alla vedova del Duca Alessandro e perciò chiamato Palazzo Madama. Ora ospita il Senato

  8.4.1492 Lorenzo il Magnifico muore: la pace a Firenze e nel mondo finisce. Lascia 3 figli maschi: Piero (1472), Giovanni (1475) futuro papa col nome di Leone X, Giuliano (1479). E 3 figlie: Lucrezia (sposa un Salviati), Maddalena (sposa in Cibo), Contessina (sposa un Ridolfi, muore a37 anni). Piero eredita dal padre una città sobillata dal profeta di sciagure fra' Girolamo Savonarola, avvelenata dall'invidia dei cugini Lorenzo e Giovanni di Lorenzo il Vecchio, fratello di Cosimo Pater Patriae.
Michelangelo, uscito da via Larga, viene ospitato in S.Spirito da, priore, che gli consente di scorticare i cadaveri per studiarne l'anatomia. Per riconoscenza, scolpisce il crocifisso in legno, adesso alla Casa Buonarroti.

  1 1493 per incarico di Piero, Michelangelo scolpisce una statua di neve nel cortile di via Larga.

  1494 Michelangelo, al quale Piero non aveva commissionato opere, ma solo chiesto alcune consulenze per la valutazione di cose antiche, vende la statua di Ercole ad Alfonso di Filippo Strozzi.

  1494 nasce Jacopo Carrucci, detto Pontormo. Sara' allievo di Leonardo da Vinci, poi dell'Albertinelli o di Andrea del Sarto. Sara' lodato da Raffaello e da Michelangelo. Copio' una parte dei cartoni della battaglia di Cascina.
1494 A due anni dalla morte di Lorenzo, si arriva al completo fallimento delle compagnie dei Medici,banchieri sin dal XIII secolo;Piero de Medici si trova completamente senza mezzi finanziari.
5 1494 Contessina di Lorenzo il Magnifico, a 16 anni, sposa Piero Ridolfi

  9.1494 Carlo VIII re di Francia entra dalla Alpi, la sua meta è Gerusalemme, ma prima Napoli. La sua fu chiamata guerra del gesso, perchè i suoi uomini lo precedevano a segnavano col gesso i migliori alloggi e osterie dove poteva fermarsi. Gli piaceva mangiare, bere, dormire e non combattere.

  21.9.1494 Savonarola tiene in Duomo una terribile e sconvolgente predica per l'approssimarsi di Carlo VIII. Vi assistono Michelangelo e Pico della Mirandola.

  29.9.1494 muore Agnolo Poliziano di un accesso di furore per un amore non corrisposto.

  10 1494 Michelangelo 19enne fugge a Venezia probabilmente con il Granacci e con il Cardiere, suonatore di liuto del Magnifico. Da Venezia, dove non aveva avuto buona accoglienza, Michelangelo si rifugia a Bologna, dove, per non avere acquistato il permesso di entrare, viene fermato dalle guardie e multato di 50 bolognini, che non possiede.
Viene salvato da Giovan Francesco Aldovrandi, che si trovava a passare per caso e lo ospita in casa sua per un anno.
L'Aldovrandi gli chiese se se la sentiva di scolpire le statue di una angelo e di San Petronio, che mancavano per il completamento di un'arca scolpita a suo tempo da Giovanni Pisano e da Niccolò dell'Arca. Michelangelo scolpì le statue e ne ottenne trenta ducati.
L' Aldovrandi ospitava volentieri il Buonarroti, sia per i bei disegni che gli faceva, sia per l'accento toscano con il quale gli leggeva Dante, Petrarca, Boccaccio ed altri poeti toscani.

  11.1494 Piero va a Pisa, incontra a Carlo VIII e gli concede tutto: Pisa e Livorno, approvvigionamenti e denaro, i castelli di Sarzanello, Motrone, Ripafratta. I Seguaci di Savonarola screditano la sua politica.

  7.11.1494 Carlo VIII entra in Firenze e si insedia in Palazzo Medici, da cui erano stati portati via in fretta i libri più preziosi e nascosti nel Convento di San Marco.
In palazzo Medici era rimasta Alfonsina, moglie di Piero, con il figlioletto Lorenzo di due anni. Fugge a Bologna, dove non viene accolto dal Bentivoglio, Venezia e Urbino, dove Elisabetta Gonzaga, vedova di Guidobaldo di Montefeltro, l'accoglie come un figlio e lo alleva fino a 4 anni.
Pier Capponi minaccia Carlo VIII di far suonare la campane fiorentine, in risposta alle trombe francesi.Dopo 10 giorni Carlo VIII lascia Firenze, si ferma per poco a Roma e prosegue a Napoli, dove viene accolto festosamente dalla popolazione. Decide però di non proseguire per Gerusalemme, ma di tornare in Francia.
28.11.1494 alla partenza dei francesi il Savonarola prende il comando di Firenze. Piero viene cacciato e il suo palazzo saccheggiato, per avere ceduto a Carlo VIII Sarzana, Pietrasanta, Pisa e Livorno senza l'autorizzazione, Giovanni e Lorenzo di Pierfrancesco rientrano a Firenze, riacquistano tutti i diritti perduti e si fanno chiamare Popolani
1494 Ludovico il Moro succede a Giangaleazzo Visconti
1495 il Cronaca viene nominato capomastro e sovrintendente ai lavori in Duomo e in Palazzo Vecchio, dove inizia il salone dei '500.
8.3.1495 nasce il Rosso Fiorentino.
1495 Leonardo dipinge il Cenacolo in S.Maria delle Grazie
1495 Giuliano da Sangallo interrompe la costruzione della Sagrestia di S.Spirito per andare a Roma. Proseguono il progetto originale Antonio del Pollaiolo e Salvi d'Andrea
10 1495 Michelangelo, dopo un anno, si rese conto che presso l' Aldovrandi stava perdendo tempo e decise di tornare a Firenze, dove fece un San Giovannino per Lorenzo di Pierfrancesco (Cafaggiolo) ed affrescò la Pietà nella chiesa di S.Maria a Marcialla.
Fece anche un cupido dormiente, del quale si racconta una storia, non ben conosciuta nei suoi esatti termini:
Il cupido dormiente fu mostrato da Baldassarri del Milanese a Pierfrancesco che, giudicatolo, gli disse: "se tu lo mettessi sotto terra sono certo che passerebbe per antico, mandandolo a Roma acconcio in maniera che paresse vecchio, e ne caveresti molto più che a venderlo qui".
Si dice che Michelangelo lo invecchiò e non c'è da meravigliarsi, perchè aveva in passato dimostrato di saperlo fare. Si dice anche che il Milanese lo portasse a Roma e lo sotterrasse in una sua vigna per venderlo al cardinale San Giorgio per 200 ducati. Altri dicono che lo vendette un incaricato del Milanese, che scrisse a Pierfrancesco di dare a Michelangelo solo 30 scudi, che più non ne aveva avuti, ingannando sia Pierfrancesco che Michelangelo.
Si dice anche che il cardinale seppe la verità, restituì il putto che, giunto finalmente nelle mani del Duca Valentino, fosse da lui donato alla marchesa di Mantova, dove ancora oggi si trova.
Comunque, il fatto giovò alla reputazione di Michelangelo, che fu chiamato a Roma, dove stette circa un anno presso il cardinale San Giorgio, il quale, non apprezzando l'arte, non diede quasi nessun incarico a Michelangelo.
1496 Michelangelo a Roma presso il cardinale di San Giorgio, il cui barbiere si dilettava di pittura, ma non possedeva abilità nel disegno. Gli disegnò un cartone di S. Francesco che riceve le stimmate. Il barbiere lo dipinse su di una tavoletta, che si trova ancora nella prima cappella a sinistra della chiesa di S.Piero a Montorio.
Iacopo Galli, gentiluomo romano, gli fece fare un cupido in marmo e un Bacco di palmi 10 con una tazza nella mano destra e nella sinistra una pelle di tigre ed un grappolo di uva che un satirino cerca di mangiare. L'abilita' di Michelangelo si vede nel modellato delle membra, unendo la sveltezza della gioventù del maschio con la carnosità e tondezza della femmina. La scultura di trova adesso al Bargello.
Stando a Roma Michelangelo si esercitò e migliorò molto nello studio dell'arte, superando in bellezza e perfezione quanto di antico vi era in Roma.
1496 Antonio del Pollaiolo e Salvi d'Andrea terminano la Sagrestia di S.Spirito su progetto di Giuliano da Sangallo.
10.8.1497 Michelangelo risponde alle insistenti richieste del padre, inviandogli soldi e dicendogli che continuerà ad aiutarlo, anche se dovesse farsi schiavo.
3.4.1498 Un breve di Alessandro VI vieta le predicazioni di Savonarola
7.4.1498 muore Carlo VIII
23.5.1498 viene giustiziato Savonarola
26.8.1498 viene stipulato il contratto fra Michelangelo e il cardinale di San Dionigi, pseudo-ambasciatore francese, con la garanzia di Jacopo Galli, per la realizzazione di una Pietà in marmo, da collocare in San Pietro, per 450 ducati
6.8.1499 muore il cardinale di San Dionigi, senza poter vedere, per pochi mesi, compiuta la Pietà di Michelangelo in San Pietro. nella Cappella di Santa Petronilla (già tempio di Marte) e nel 1749 spostata nella prima cappella a destra.
La perfezione di tale scultura per il disegno, la grazia e la pulitezza è massima, nella bellezza delle membra con una ricerca di muscoli, vene, nervi. Tutto l'insieme è dolcissimo, con un' armonica concordanza nelle congiunzioni delle membra.
Un giorno che Michelangelo entrò in San Pietro vide un gruppo di visitatori lombardi che lodavano tale statua ed uno di essi disse che era stata fatta dal Gobbo di Milano. Michelangelo entrò di notte in San Pietro e vi intagliò il proprio nome sulla cintola che attraversa il petto della Madonna: ANGELUS BONAROTUS FLORENTINUS FACIEBAT.
Una copia, realizzata da Nanni di Baccio Bigio, si trova nella seconda cappella a destra di S. Spirito i Firenze.
L'opera fu molto ammirata anche se qualcuno volle osservare che la Madonna era troppo giovane rispetto all'età dimostrata da Cristo.
Giovan Battista Strozzi il vecchio (1505-1571) scrisse:
Bellezza et onestate,
e doglia e pieta in vivo marmo morte,
deh, come voi pur fate,
non piangete sì forte,
che anzi tempo risveglisi da morte,
e pur, mal grado suo,
nostro Signore e tuo
sposo, figliolo e padre,
unica sposa sua figliuola e madre.
1499 Luca Signorelli dipinge il Giudizio Universale nel Duomo di Orvieto
1500 vengono inviate in vari Paesi, che ne avevano fatto richiesta, anche al re d' Inghilterra, la pianta, le istruzioni e le costituzioni dello Spedale degli Innocenti.
1500 nasce Benvenuto Cellini
1500 a Roma Michelangelo assiste alle lezioni di Copernico, alle quali partecipa anche Alessandro Farnese, futuro Paolo III. Il fratello Buonarroto, che è andato a trovarlo, dice che vive in miseria.
1500 Lorenzo il Popolano, del ramo di Lorenzo il Vecchio, commissiona a Sandro Botticelli la Nascita di Venere e Il trionfo della Primavera per la villa di Castello.
3 1501 Pier Soderini viene fatto Gonfaloniere di Firenze.
1501 Michelangelo riceve da due fiamminghi l'ordine per una madonna col bambino, in marmo, per la chiesa di Notre Dame a Bruges. Verrà inviato a Bruges nel 1504. Napoleone la fece trasportare in Francia, ma poi fu restituita. La Madonna tiene il Bambino sulle ginocchia, ma guarda, meditabonda, da un'altra parte.
5 1501 Michelangelo rientra a Firenze. Viene coinvolto in un fatto di sangue con uno dei Lippi e si rifugia in S.Spirito, dove ricomincia a sezionare morti, compreso, per sbaglio, quello di Neri Corsini. La famiglia si inalbera e solo Pier Soderini riesce a fargli avere il perdono.
Sempre nel Maggio Michelangelo riceve dal cardinale di Siena (poi Pio III), figlio della sorella di Pio II, l'incarico di fare 15 statue per il cardinale di Siena, destinate all'altare Piccolomini del Duomo di Siena, costruito dal Bregno. Ne fece solo 4 (S.Paolo, S.Pietro, S.Gregorio e S.Pio).
16.8.1501 Pier Soderini affida a Michelangelo il marmo sciupato, giacente all'Opera del Duomo. I fiorentini avevano pensato in un primo tempo di affidarlo a Leonardo da Vinci e adesso si cercava di farlo scolpire da Andrea Contucci di Monte San Savino.
Era un grande blocco di marmo di nove braccia che, malauguratamente, nel 1464, era stato iniziato da Agostino di Duccio, il quale pensava di ricavarne un gigante. Agostino aveva cominciato col fare il foro fra le gambe, ma aveva lavorato talmente male che il marmo ne risultava storpiato e gli Operai di Santa Maria del Fiore, ritenendolo irrecuperabile, lo avevano abbandonato già da 36 anni.
Il 26enne Buonarroti valutò il blocco rovinato e, ritenendo di poterne ricavare qualcosa di utile, si decise a chiederlo agli operai e al Soderini, i quali glielo dettero come cosa inutile, il 16 Agosto 1501, con incarico di iniziare i lavori il 1º Settembre e di terminarli entro due anni.
Michelangelo fece un modello di cera di un simbolo della Signoria: un David giovane, con la frombola in mano per significare che, come egli aveva difeso il suo popolo e lo aveva governato con giustizia, così chi governava quella città dovesse animosamente difenderla e giustamente governarla.
Costruì una palizzata che impedisse la vista e portò a termine il lavoro, lasciando che si vedessero nelle estremità del marmo alcune delle prime scalpellate di Agostino di Duccio. E certo fu miracolo quello di Michelangelo far risuscitare uno che era morto.
28.2.1502 viene deliberato che Michelangelo riceverà per il David 400 fiorini d'oro.
2.8.1502 Michelangelo riceve dalla Signoria l'incarico di fare un David di bronzo da regalare al favorito del re di Francia. Michelangelo fu aiutato nella fusione da Benedetto da Rovezzano. Finì nel castello di Bury, poi in quello di Villeroy, da dove sparì. Resta solo il disegno, ora al Louvre. A margine del disegno Michelangelo scrisse: "Davicte cholla fromba et io choll'arco".
1.3.1503 si inizia a costruire il campanile di S.Spirito su progetto di Baccio d'Agnolo
24.4.1503 l'Arte della Lana commissiona 12 statue per l'Opera del Duomo. Michelangelo abbozzerà il San Marco. L'Opera del Duomo fa murare dal Cronaca una casa perchè Michelangelo possa scolpire le 12 statue degli apostoli.
1503 Piero de' Medici (padre di Lorenzo ) affoga nel Garigliano senza essere tornato in patria..
10.1503 Pier Soderini affida a Leonardo l'incarico di affrescare una delle pareti del salone dei '500. Per la preparazione dei cartoni gli viene dato n salario mensile e una sala a S.Maria Novella.
12.1503 Papa Alessandro VI Borgia muore e Giuliano della Rovere diventa papa col nome di Giulio II.
1504 Pier Soderini affida a Michelangelo l'affresco sull'altra parete del Salone dei '500. Per preparare i cartoni gli viene dato un salario mensile e una stanza nell'ospedale dei Tintori di Sant'Onofrio. Michelangelo prende a soggetto la Battaglia di Cascina del 1364, quando i soldati fiorentini sentono la tromba dell'attacco contro i pisani, mentre stanno bagnandosi nel fiume. Il soggetto offre a Michelangelo la possibilità di dipingere una sterminata composizione di corpi nudi nei più diversi movimenti, dimostrando la sua perfetta conoscenza dell'anatomia e la perfezione del disegno. A questi cartoni si ispirarono tutti gli artisti contemporanei, non solo fiorentini.
14.5.1504 il David viene rimosso dall'Opera del Duomo Della commissione che deve decidere la nuova collocazione fa parte il Sansovino.
8.6.1504 il David viene portato sull'arengario di Palazzo Vecchio
8.9.1504 il David viene sistemato definitivamente sull'arengario di Palazzo Vecchio. Alcuni fanatici favorevoli ai Medici, fra i quali Baccio Bandinelli, lo presero a sassate.
1504 cessano i finanziamenti pubblici per il completamento di S.Croce, che rimane senza facciata.
1504 Sansovino viene chiamato a Roma da Giulio II. Fa la tomba di Pietro Manzi in S.Maria d'Aracoeli.
1505 Michelangelo ebbe una stanza nell' ospedale de' Tintori a Sant'Onofrio, dove iniziò i cartoni, impedendo a chiunque di vederli. Quando i cartoni furono terminati, suscitarono la meraviglia di quanti poterono ammirarli, e furono studiati da Aristotile da San Gallo, Ridolfo Ghirlandaio, Raffaello Sanzio, Francesco Granacci, Baccio Bandinelli , Alfonso Berugetta, spagnolo, Andrea del Sarto, il Francia Bigio, Iacopo Sansovino, il Rosso, Maturino, Lorenzetto, il Tribolo fanciullo, Iacopo da Puntormo e Pierono del Vaga. Tutti artisti che rimasero influenzati da dale dipinto, che raffigurava molte persone sorprese dalla battaglia, mentre si stavano bagnando in Arno, quindi in parte svestite, eseguite con tecniche varie, a carboncino, a tratteggio, con lumeggiature eccetera.
Dopo essere stati trasportati nel salone dei '500, i cartoni vennero esposti nella sala del Papa nel convento di Santa Maria Novella. Infine, pervennero nel Palazzo dei Medici in via Larga, da Giuliano, duca di Nemours, dove vennero studiati dagli artisti suddetti, il più bravo dei quali si dimostrò essere Baccio Bandinelli, che aveva addirittura contraffatto la chiave della stanza, per disporre di maggior tempo per copiarli.
Il Perugino vede i cartoni di Michelangelo e si scandalizza. Michelangelo lo ingiuria e finiscono davanti agli Otto, che danno ragione a Michelangelo.
Durante i tumulti del 1512, in occasione della deposizione di Pier Soderini, Baccio Bandinelli divise i cartoni in più parti e li trafugò. Le ipotesi sulle cause del gesto furono molteplici: per averli presso di sè, per impedire agli altri artisti di studiarli, per fare un favore a Leonardo da Vinci, a cui i cartoni di Michelangelo avevano tolto molta reputazione o, forse, più probabilmente, per invidia.
Alcuni pezzi furono conservati nella casa di Mantova di Uberto Strozzi. Il 18.11.1575 Guglielmo Sangalletti, ambasciatore di Francesco I de' Medici, scriveva in merito all'eventualità di acquistarli.
3.1505 Michelangelo viene chiamato a Roma da Giulio II, forse su consiglio di Giuliano da Sangallo. Riceve un viatico di 100 ducati. Giulio II gli commissiona la sua tomba. Michelangelo scriverà a Giuliano da Sangallo: "Se la s'ha a fare, la dev'essere la più bella del mondo". Contemporaneamente, Giulio II decide l'ampliamento di S. Pietro.
4.1505 Michelangelo torna a Firenze dove riceve dal papa 1000 ducati, a mezzo di Alamanno Salviati.
Michelangelo, con due garzoni, si recò a Carrara, dove stette 8 mesi, per scegliere i marmi ed ebbe dal fiorentino Alamanno Salviati l'acconto di 1000 scudi. Mentre sceglieva i marmi eseguì alcune sculture, invitato da tanta disponibilità di marmi. Terminata la scelta, i blocchi furono imbarcati e trasportati a Roma, dove occuparono metà della piazza S. Pietro., intorno a S.Caterina e fra la chiesa e il corridoio che va a Castello, dove Michelangelo aveva attrezzato il locale dove eseguire le sculture.
1505 Taddeo Taddei ordina a Michelangelo un tondo in marmo con la Madonna con bambino, adesso a Londra. Il Bambino si rifugia nel seno materno, spaventato dall'arrivo di San Giovannino. La Madonna guarda San Giovannino e non Gesù.
1505 Sansovino fa la tomba di Ascanio Sforza in S.Maria del Popolo a Roma.
1505 Leonardo termina il cartone della battaglia di Anghiari ed inizia a dipingere la parete del salone dei 500.
14.1.1506 viene rinvenuto in una vigna di Roma il Laocoonte. La vigna di Felice de Freddis era presso il Castello d'acque delle Sette Sale, fra le rovine delle Terme di Tito. Fra i primi ad accorrere furono Michelangelo e Giuliano da Sangallo. Fu portato in vaticano ed alloggiato in una nicchia fatta dal Bramante. Il Laocoonte, descritto da Plinio, fu scolpito da Agesandro di Rodi con i figli Polidoro e Atenodoro. La perizia fu fatta da Michelangelo e da Giovan Cristoforo Romano, un protetto del Bramante. Risulto che, contrariamente a quanto affermato da Plinio, il gruppo è composto di più pezzi e furono trovate 4 commettiture molto ben dissimulate.
27.1.1506 Michelangelo compra un podere in luogo detto Capiteto, nel popolo di S.Stefano di Pozzolatico. Annota che rende 7 moggia di grano, 2 moggia di biade, 60 barili di vino, 20 barili d'olio, 10 ducati di frutta, 2 cataste di legna.
17.4.1506 Michelangelo si arrabbia col Papa che non lo riceve, per il pagamento del trasporto dei marmi a Roma. Michelangelo parte per Firenze e dà ordine di vendere tutte le masserizie di Roma. Si ferma a Poggibonsi, dove viene raggiunto dai messi del papa. In seguito Michelangelo dirà che correva anche il rischio di essere ucciso. Non si sa da chi o perchè.
1506 Michelangelo riprende l'esecuzione dei cartoni del Salone dei '500 e delle statue per l'Opera del Duomo.
1506 Bartolomeo Pitti ordina a Michelangelo il tondo in marmo con la madonna e bambino, adesso al Bargello. La Madonna non guarda i due putti.
1506 Angelo Doni ordina il tondo a Michelangelo. Angelo Doni, nato nel 1476 da una famiglia di popolani, che si era arricchita con la tessitura in Borgo de' Tintori. Si dice che fosse tirchio, tanto che quando Michelangelo gli mandò il tondo, con una fattura per i 70 ducati pattuiti, lui rispose al messo che ne bastavano 40. Michelangelo, che non poteva soffrire i mancatori di parola, mando a riprendere la pittura, tanto che il Doni fu costretto a pagare il doppio per tenerla, ossia 140 ducati. E' una delle poche Madonne che guarda il Bambino, anche se non proprio in viso, ed il suo sguardo traluce una rassegnata mestizia. E' una costante che forse ricorda l'infanzia disertata di amor materno di Michelangelo.
1506 Angelo Doni ordina a Raffaello il ritratto suo e di sua moglie Maddalena, ora alla Galleria Palatina. Lui appare come un asciutto capitano d'industria, occhi e naso grossi, lunga capigliatura nera fino alle spalle. Lei era bruttina e Raffaello arricchì moltissimo i panneggi ed i gioielli. Bellissima la perla, che riprende l'ovale ed il colore del volto.
1506 Michelangelo a Roma per la tomba di Giulio II. Il papa si era fatto costruire un ponte levatoio per poter seguire assiduamente l'andamento dei lavori e, così facendo, divenne molto familiare del Buonarroti, che, per tale motivo, si attirò numerose invidie.
Il progetto subì 5 modifiche, nel tempo. La tomba doveva essere a forma di parallelepipedo, di un quadro e mezzo, ossia con due lati di 12 braccia e le altre due di 18. Prevedeva una serie di nicchie di fuori, torno a torno, divise da figure che con la testa tenevano la prima cornice e ciascuna figura sormontava in maniera bizzarra un prigione, che poggiava i piedi su di un rialzo del basamento. Dentro le nicchie avrebbero dovuto trovare posto le Vittorie. Sui canti della prima cornice avrebbero dovuto essere collocate 4 statue raffiguranti La Vita Contemplativa, La Vita attiva, S. Paolo e Mosè. Sopra la cornice, il monumento andava degradando a gradoni, con un fregio in bronzo di putti ed altri ornamenti. Sulla sommità, le statue del Cielo e di Cibele, dea della terra, avrebbero dovuto sostenere una bara. L'interno doveva essere una sorta di tempio a forma ovale, nel centro del quale doveva essere collocato il sepolcro. In tutto, erano previste 40 statue.
Per fuggire l'aria malsana di Roma, Michelangelo ordinò che alcuni blocchi fossero portati a Firenze, dove avrebbe potuto operare meglio.
In realtà furono eseguite solo una Vittoria, eseguita nel 1532 e successivamente donata dal nipote Leonardo Buonarroti a Cosimo I ed adesso collocata nel salone dei '500 di Palazzo Vecchio, due prigioni, eseguiti fra il 1512 ed il 1513, che nel 1544 Michelangelo regalò a Roberto Strozzi, che, a sua volta, nel 1550, li regalò a Francesco I di Francia, dove si trovano, adesso, al Louvre, ed altri 4 prigioni, non finiti, adesso all'Accademia e denominati Lo Schiavo Barbuto, Lo Schiavo Giovane, L' Atlante e Lo Schiavo che si desta.
18.4.1506 Giulio II mette la prima pietra del nuovo S.Pietro, con l'opposizione dei cardinali che non volevano distruggere la vecchia basilica. Giulio II scelse il progetto di Bramante.
In quei giorni, Giulio II non aveva voluto o potuto ricevere Michelangelo, che aveva dovuto pagare di tasca propria il trasporto dei marmi da Carrara. Indispettito dall' ennesimo rifiuto dei palafrenieri di lasciarlo entrare dal papa per esigere la somma dovuta, Michelangelo monta a cavallo e parte per Firenze, dando incarico ai suoi garzoni di vendere ai giudei tutte le masserizie e di raggiungerlo a Firenze.
Si ferma solo a Poggibonsi, in territorio fiorentino, dove viene raggiunto da 5 corrieri del papa, che usano tutti i mezzi per convincerlo a tornare indietro. Michelangelo acconsente solo a scrivere due righe per annunciare al papa che non sarebbe rientrato a Roma, non ritenendo di essersi meritato il trattamento ricevuto.
8.7.1506 Giulio II manda un breve a Pier Soderini per riavere a Roma Michelangelo, che ha ancora paura. Soderini scrive al papa che bisogna aver pazienza, altrimenti Michelangelo va via da Roma e da Firenze. Infatti medita di andare a Costantinopoli. Per costruire il ponte sul Bosforo, come richiesto caldamente da Bayazid II, figlio di Maometto II il Conquistatore, il cui fratello aveva vissuto a Roma e, sembra, sia stato fatto avvelenare da Alessandro II, per conto del fratello.
5.9.1506 Michelangelo si muove da Firenze per andare a Orvieto a incontrare il papa. Ci ripensa e torna indietro.
10.11.1506 dopo la fuga di Giovanni Bentivoglio, Giulio II entra trionfalmente in Bologna
26.11.1506 Michelangelo a Bologna da Giulio II.
Non ebbe neppure il tempo di cambiarsi gli stivali che fu condotto alla presenza di Giulio II, al cui cospetto si inginocchiò. Il Papa lo rimproverò: "In cambio di venire tu a trovare noi, tu hai aspettato che venghiamo a trovare te?". Il Buonarroti chiese perdono a voce ferma, per non avere potuto sopportare di essere cacciato via. Un cardinale della corte intervenne, chiedendo al Papa di perdonarlo, perchè tale gente è ignorante di ogni cosa che non sia la loro arte. Il Papa si infuriò e, percuotendo il cardinale con una mazza, gli disse: "Ignorante sei tu che gli di' villania, che non gliene diciàn noi" e lo fece buttare fuori a spintoni dal palafrenieri. Avendo sfogato la sua collera sul cardinale, perdonò Michelangelo, gli fece doni e gli commissionò una statua in bronzo, con la sua immagine, di 5 braccia di altezza.
1506 Andrea Mantegna muore a Mantova
22.1.1507 Giulio II va a casa di Michelangelo a vedere la nascita della forma in terra della sua statua per la facciata di S.Petronio. Finito il prototipo di terra, chiede al Papa se deve mettere un libro nella mano sinistra; Giulio II gli risponde: "Mettivi una spada, che io non so lettere" e gli lascia 1.000 scudi sul banco di Antonmaria da Lignano
22.2.1507 Giulio II parte da Bologna per Roma. La forma in terra della statua di Michelangelo è già terminata.
28.4.1507 Michelangelo è pronto per gettare in bronzo la statua di Giulio II. Chiama esperti fonditori, che tali non si dimostreranno. Il bronzo si fredda a metà gittata e la fusione dovrà essere ripetuta.
1507 Benedetto da Rovezzano realizza la tomba di Oddo Altoviti nella chiesa di Ss. Apostoli
24.12.1507 Michelangelo si innamora di una bolognese. Le dedica un sonetto, che invia al fratello Buonarroto.
Quanto si gode, lieta e ben contenta
di fior, sopra crin d'or d'una, grillanda,
che l'altro innanzi l'uno all'altro manda,
chome ch'il primo sia a baciar la testa!
Contenta è tutto il giorno quella vesta
che serra el pecto et poi par che si spanda,
e quel c'oro filato si domanda
le guance e'l collo di tocchar non resta.
Ma più lieto quel nastro par che goda,
dorato in punta, con sì facte tempre,
che preme e toccha il pecto ch'egli allaccia.
E la schietta cintura, che s' annoda,
mi par dir seco: qui vo' stringer sempre.
Or che farebbon dunche le mie braccia?
21.2.1508 viene scoperta sulla facciata di S.Petronio la statua in bronzo di Giulio II di Michelangelo. Alle ore 15, come prescritto dagli astrologi. Molta musica e fuochi in piazza. Giulio II appare seduto, con il manto e la tiara. Una mano stanca tiene le chiavi, ma l'altra si erge, forse benedicente, ma più probabilmente minacciosa.
Il Francia ammira la statua, ma si esprime male (sembra che apprezzi più il bronzo che l'opera). Michelangelo si rivolse al figlio del Francia e gli dice: "Tuo padre è più- bravo a fare figure vive che dipinte".
I bolognesi non apprezzano l'atteggiamento troppo minaccioso del papa, più in atto di maledizione che di benedizione. Michelangelo risponde ridendo "E per la maledizione è fatta". Riceve altri 300 scudi.
27.2.1508 Michelangelo rientra a Firenze. La famiglia aspetta a gloria i suoi soldi. Pier Soderini lo incarica di fare Ercole e Caco, da collocare accanto al David. Il modellino alto cm.41 è alla casa Buonarroti.
1508 il David di bronzo di Michelangelo viene mandato in Francia.
1508 lo zio paterno di Michelangelo, Francesco, muore lasciando il suo banco in stato di dissesto. Michelangelo ed il padre rinunciano all'eredità. Michelangelo parte per Roma.
1508 Raffaello vede i primi dipinti del Pontormo e lo loda.
10.5.1508 Pier Soderini prega il Marchese di Carrara, Alberigo Malaspina, di serbargli un certo blocco di marmo per l'Ercole di Michelangelo, sperando che Giulio II lo lasci libero di lavorare anche per Firenze.
10.5.1508 Michelangelo inizia a dipingere la volta della Cappella Sistina Fino dal 1506 Giulio II aveva in mente tale pittura. Bramante aveva insistito, per distogliere Michelangelo dalla sculture della tomba di Giulio II e cimentarlo nell'affresco, specialità nella quale non aveva esperienza. Il progetto del papa era di dipingere i 12 apostoli. Michelangelo preferì la creazione dell'Universo, la creazione e la caduta dell'uomo, il peccato e il castigo dell'uomo, ossia tutti gli eventi che avevano reso possibile e necessaria la venuta di Cristo. La volta è di mt. 20x13. Compresi i pennacchi e le lunette il totale è di 300 mq.
A Bramante fu affidato l'incarico di allestire i ponteggi, che furono sospesi, per mezzo di corde, al soffitto, che dovette essere ripetutamente perforato. Michelangelo chiese come potevano essere, in seguito, tappati i buchi della volta. Dalla risposta del Bramante, "E' vi si penserà poi", comprese che o il Bramante valeva poco, o che fosse in malafede. Riuscì, quindi, ad ottenere dal Papa, alla presenza del Bramante stesso, di rifare i ponteggi a suo gradimento. Disegnò come dovevano essere fatti, senza toccare il muro, nella maniera che fu poi presa ad esempio da altri costruttori, compreso il Bramante. Al legnaiolo che costruì i ponteggi lasciò i canapi avanzati, che bastarono a pagare la dote della figlia.
Giuliano da San Gallo stimò l'opera dovesse costare 15.000 ducati. Michelangelo iniziò ad affrescare la volta il 10.5.1508 e la terminò il 31.10.1512.
Non avendo dimestichezza con la pittura a fresco, chiamò da Firenze il Granacci, Giuliano Bugiardini, Iacopo di Sandro, l' Indaco il Vecchio, Agnolo di Domenico ed Aristotile e li mise ad iniziare l'opera. Apprese i segreti dell'arte, ma non fu soddisfatto della qualità delle pitture, tanto che dopo pochi giorni decise di disfare tutto quanto i collaboratori avevano eseguito, di chiudersi nella Cappella e di lasciare fuori gli altri, sia dalla Cappella che da casa sua, tanto che essi, con vergogna, se ne tornarono a Firenze.
Anche durante l'esecuzione dell'opera, Michelangelo ebbe diverbi con Giulio II, che voleva andare a vedere l'affresco, contro la volontà del pittore. Una volta finse di partire da Roma, ma in realtà si nascose all'interno della cappella e, quando il Papa vi si introdusse, lasciò cadere alcune tavole dall'alto, col rischio di colpirlo. Dovette fuggire e solo appellandosi ai buoni uffici del Bramante trovò il coraggio di ripresentarsi al lavoro.
Un giorno, Michelangelo si accorse che nelle parti dipinte stavano comparendo delle muffe. Ciò era causato dal fatto che la calce, che a Roma veniva fatta con il travertino, che non secca velocemente, mescolato con la pozzolana, che è color ocra, risultava scura, liquida e con tendenza a fiorire durante l'essicazione. Michelangelo, disperato, voleva abbandonare l'opera, ma il Papa mandò a chiamare Giuliano da San Gallo, che gli insegnò il metodo per eliminare le muffe.
1508 Michelangelo scrive al padre perchè gli trovi a Firenze un fanciullo "figliolo di buone persone e povero, che fussi uso agli stenti, che fussi per venire e star qui meco per fare tutte le cose di casa, cioe' comperare e andare attorno dove bisogna e se 'l tempo gli avanzassi, potrebbe imparare. Dopo un anno si lamenta di "questa merda secca di questo fanciullo" il quale vorrebbe imparare l'arte e non far altro. Michelangelo avrà molti aiuti, ma alcuni più come allievi che come servi: Pietro paesano, Antonio Mini, Ascanio Condivi, Daniele da Volterra e Tiberio Calcagni. Altri nomi che appaiono sono: Niccolo' da Pescia, Jacopo, Antonio da Castel Durante, Antonio, Riccardo Franzese, Silvio Falconi da Magliano, Gabriello, Pier Luigi Gaeta e altri. L'unico che lo servi' fedelmente per 25 anni fu Francesco Amadori di Castel Durante, dal 1530 fino alla morte, nel 1555.
12.1508 Pier Soderini prega Giulio II di consentire a Michelangelo di lavorare all'Ercole per Palazzo Vecchio.
Fine 1508 Raffaello inizia a dipingere le Stanze in Vaticano
1509 nasce a Volterra Daniello Ricciarelli, futuro allievo di Michelangelo.
1509 Michelangelo scrive a casa lamentandosi che sta facendo un lavoro che non è il suo e a Giovanni da Pistoia un sonetto.
I' ho già fatto un gozzo in questo stento,
come fa l'acqua a' gatti in Lombardia
...
c'a forza 'l ventre appicca sotto 'l mento.
La barba al cielo e la memoria sento
in sullo scrigno e 'l petto fo d'arpia,
e 'l pennel sopra 'l viso tuttavia
mel fa, gocciando, un ricco pavimento.
E' lombi entrati mi son nella peccia,
e fo del cul per contrappeso groppa,
e' passi senza gli occhi muovo invano.
Dinanzi mi si allunga la corteccia
e per piegarsi addietro si raggroppa
e tendomi com'arco soriano.
...
La mia pittura morta
difendi ormai, Giovanni, e 'l mio onore,
non sendo in loco bon nŠ io pittore.
1509 Filippo Strozzi il giovane vende l'Ercole di Michelangelo a Giovan Battista della Palla, agente di Francesco I, per il Jardin d'Estaing a Fountainbleu. La statua è andata perduta.
1509 muore Caterina Sforza, moglie di Giovanni de' Medici il Popolano, non vuole essere sepolta fra i Medici in San Lorenzo, ma fra le monache, nella cappella delle Murate. Lascia il figlio Ludovico, detto come il padre Giovanni, poi dalle Bande nere (inizialmente bande bianche, divenute nere dopo la morte del suo protettore, Leone X)
1510 Andrea del Sarto affresca il chiostro dello Scalzo, via Cavour, 69
1510 muore Giorgione
1510 Andrea del Sarto affresca il chiostro della SS.Annunziata
Fine 1510 Lutero a Roma. Vede i lavori di ampliamento di S.Pietro e di realizzazione della tomba di Giulio II.
1511 Michelangelo deve andare fino a Bologna per farsi dare un po' di soldi da papa, accampato vicino a Mirandola.
1511 Raffaello dipinge la Scuola di Atene
1511 nasce vicino a Firenze Bartolomeo Ammannati
30.7.1511 Giorgio Vasari nasce ad Arezzo da Antonio e Maddalena Tacci
8.1511 Giulio II, impaziente, fa scoprire la prima metà della volta della Cappella Sistina. Raffaello si propone per terminarla.
30.12.1511 Giovanni Bentivoglio rientra a Bologna. La statua in bronzo di Giulio II fu fatta a pezzi e col bronzo il duca Alfonso d'Este di Ferrara fece una colubrina col nome di Giulia, per disprezzo. Si salvo la testa, in seguito andata perduta.
1511 Giovan Francesco Rustici dipinge il gruppo con la predica del Battista sulla porta settentrionale del battistero fiorentino.
20.6.1512 Michelangelo compra un appezzamento di terra in località Lo Stradello, nel popolo di S.Stefano in Pane, a Rifredi.
14.7.1512 a causa di un temporale, il campanile a vela rovina sopra la chiesa di S.Croce
1512 Michelangelo compra un podere in località La Loggia, nel popolo di S.Stefano in Pane, a Rifredi.
1512 Baccio Bandinelli straccia i cartoni della Battaglia di Cascina di Michelangelo e chiede ai Medici il marmo che Pier Soderini aveva dato a Michelangelo per fare una statua da collocare accanto al David. Lo ottiene e comincia a sbozzare un Ercole.
1512 Sebastiano del Piombo si tasferisce a Roma, chiamato da Agostino Chigi. Lavora alla Farnesina e si avvicina a Raffaello, ma non gli sarà mai amico. Con questa comune antipatia, fu amico di Michelangelo, che gli passava i disegni. Infatti Raffaello era bravo nel disegno e nel colore, Michelangelo era bravo nel disegno e Sebastiano nel colore. Michelangelo sperava di infastidire Raffaello contrapponendogli Sebastiano, aiutato dai suoi disegni, che, però, amava la bella vita e lavorava poco. Ebbe due figli naturali.
1512 Michelangelo scrive a casa che non ha una lira e che non gli rompano le scatole, perchè lui da 12 anni sta stentando in qua e in là per provvedere a loro.
1512 l'esercito della lega Santa formato da spagnoli, veneziani e romani si scontra a Ravenna con l'esercito francese e Giovanni de' Medici deve farsi combattente, ma purtroppo l'esercito papale comandato da Marcantonio Colonna viene sconfitto. La morte del condottiero francese Gastone di Foix rovescia le sorti della guerra e al posto dei francesi subentrano gli spagnoli. Firenze paga la tradizionale fedeltà ai gigli di Francia con l'immediata soggezione alla Spagna e col ritorno della famiglia Medici.
1512 un esercito di spagnoli e napoletani passa l'Appennino tosco emiliano, mette a ferro e fuoco il Mugello, entra con un buco nel muro a Prato dove uccide tutta la popolazione. Giovanni de' Medici non riesce a fermare il comandante Raimondo di Cardona.
1512 dopo il sacco di Prato Lorenzo, figlio di Piero e Alfonsina, rientra a Firenze, dopo 18 anni di assenza, con il resto della famiglia. Governo malvolentieri e in modo arrogante, nonostante Leone X gli raccomandasse modestia e temperanza. Lorenzo a Firenze era chiamato "il Magnifico Merda". La guerra che condusse contro i generosi duchi di Urbino fu una vergogna. Con un forte esercito Lorenzo espugnò la rocca di Montefeltro. Lo zio Leone X, per debolezza, lo nominò duca dio Urbino. E' un atto di nepotismo che papa Leone X critica, ma che non ha potuto evitare.
1512 a Firenze riecheggia il grido di "palle palle..." e vengono ridipinti gli stemmi dei Medici. Chi aveva beni appartenuti ai Medici doveva restituirli. Solo la Giuditta di Donatello, con l'ammonimento contro i tiranni rimase in piazza della Signoria, spostata sotto la Loggia dei Priori.
10.1512 Giulio II minaccia Michelangelo di buttarlo giù dal palco se non finisce la volta della cappella Sistina.
Michelangelo potè completare la volta, che richiese in tutto 20 mesi di lavoro solitario, che comprendeva anche la macinazione dei colori, continuamente pressato dalle insistenze del Papa, al quale, una volta, rispose che l'opera sarebbe stata finita "quando io arò satisfatto a me nelle cose dell'arte" "E noi vogliamo" rispose il papa "che satisfacciate a noi nella voglia che aviamo di farla presto", giungendo alla minaccia di buttarlo giù dal palco. La mattina di Ognissanti 1512 la Cappella veniva riaperta al pubblico, con il rammarico di Michelangelo, che non aveva avuto il tempo di apportare le rifiniture a secco, specialmente nei panneggi e nel cielo ultramarino.
Spesso il Papa diceva: "Che la cappella si arricchisca di colori e d'oro, che l'è povera" e Michelangelo rispondeva: "Padre Santo, in quel tempo gli uomini non portavano addosso oro, e quegli che son dipinti non furon mai troppo ricchi, ma santi uomini, perch'egli sprezaron le ricchezze".
Michelangelo ricevette, in più riprese, 3.000 scudi. Solo di colori ne aveva spesi 25. Soffrì molto l'aver dovuto dipingere in posizione scomoda e per molti mesi riuscì a leggere solo tenendo il foglio al di sopra del capo. Vasari fa notare che per dipingere la volta del Salone dei '500 si costruì una speciale sedia, che gli permetteva di lavorare stando quasi sdraiato, senza dover piegare eccessivamente la testa.
L'opera prevede sei peducci per banda laterale, più uno per ciascuna delle bande più strette, nei quali Michelangelo dipinse Profeti e Sibille. Nel mezzo la Creazione del Mondo, fino al Diluvio ed alla Inebriazione di Mosè. Non vi appaiono prospettive nè paesaggi fermi, ma figure in movimento, condotte con la massima perfezione di disegno nei corpi nudi e nei panneggi. Vi si ammirano modi nuovi d'aria e terribilità di espressioni delle numerose figure di ogni età, tante da costituire una completa rassegna dell'abilità pittorica di Michelangelo.


La  Cappella Sistina


Nell'affresco si vedono varie fronde di rovere, in omaggio al Papa e, in nove dei dieci medaglioni, dipinse, ad imitazione di sculture in bronzo, scene tratte dal Libro dei Re.
Nella prima scena è rappresentato Dio che divide la luce dalle tenebre. Si sostiene da sè solo e mostra amore insieme ad artifizio.
Nella seconda Dio crea il sole e la luna. E' di terribile aspetto con mirabile prospettiva delle membra, sostenuto da molti putti. Nella stessa scena vi è la benedizione della terra e la creazione degli animali.
Segue la creazione di Adamo, sotto vi è la creazione di Eva da una costola di Adamo dormiente. Si deve ammirare come l'abilità del pennello ha diversamente modellato il corpo dormiente di Adamo da quello vigilantissima di Eva, così voluta dalla benedizione divina.
Nella cacciata dal Paradiso terrestre Michelangelo ha saputo dipingere mirabilmente il dispiacere di Adamo, unito alla paura della morte, la vergogna e la viltà di Eva in atteggiamento di raccomandarsi, con le braccia giunte al petto ed il viso rivolto verso l'Angelo inviato dal Dio adirato dimostra più la paura della giustizia che la speranza della misericordia divina.
La scena del Diluvio pullula di figure e di volti terrorizzati alla ricerca di scampo. La pietà di alcuni che, aiutandosi l'un l'altro a tirarsi sopra un masso cercano scampo. Fra questi è perfettamente rappresentato uno che abbraccia un altro mezzo morto, nel tentativo di salvargli la vita.
L'ebrezza di Noè lo rappresenta seminudo, mentre un figlio lo irride e gli altri due cercano di coprirlo.
Se in queste scene fu mirabile, forse nelle 5 Sibille e nei 7 Profeti, di 5 braccia l'uno, Michelangelo si superò.
Geremia sta a gambe incrociate, un gomito sul ginocchio ed una mano alla barba. L'altra mano in grembo e la testa chinata in atto di malinconia ed amarezza per il suo popolo. La Sibilla Persica, che gli sta sotto, verso la porta, dimostra la sua vecchiaia con le carni esangui ed il libro troppo vicino alla vista affaticata.
Il vecchio profeta Ezechiele con movenza bellissima e molto ben abbigliato, tiene in mano un rotolo di profezie e sembra voler parlare di cose alte e grandi. Due putti, dietro, gli tengono i libri.
Segue la Sibilla Eritrea, che, a differenza della precedente, tiene il libro lontano dagli occhi e sembra pensierosa di cosa deve scrivere, mentre un putto le attizza la lucerna. La figura appare molto ben fatta, sia per l'espressione del viso, che per i panneggi e la perfezione delle braccia nude.
Segue il profeta Gioele, nel cui volto si è voluto ravvisare il ritratto del Bramante, in atto di leggere con molta concentrazione una carta..
Sopra la porta della cappella vi è Zaccaria, il quale è tanto preso dalla ricerca in un libro di qualcosa che non trova, sembra indifferente al disagio provocato dallo stare con una gamba alta ed una più bassa. Il semplice panneggio ben si addice a questo potente vecchio.
La Sibilla Delfica mostra alcune scritte rivolte all'altare che sta dall'altro lato.
Sopra vi è il profeta Isaia, vero compendio di tutti i trattati di disegno e di pittura. Ha una mano dentro al libro che stava leggendo, per non perdere il segno, mentre l'altra sorregge la gota, cogitabondo ed appena distolto dai putti che da dietro lo stanno chiamando.
La Sibilla Cumana è una vecchia bellissima che con grazie legge un libro attorniata da due putti.
Daniele con avidità incredibile copia certe cose da un libro, sostenuto da un putto che gli sta tra le gambe.
La Sibilla Libica, dopo aver scritto un volume, tratto da molti libri, è in atto di levarsi in piedi, con attitudine molto femminile, mentre, contemporaneamente, chiude il libro.
Le quattro storie negli angoli, rappresentano David che taglia la testa al gigante, fra la meraviglia dei soldati; Giuditta che mette in una cesta sorretta da una vecchia fantesca la testa di Oloferne, il cui busto ancora si risente. Segue la vivacissima scena di Mosè con i serpenti, con grande animazione e moltitudine di espressioni. La scena di Assuero, con alcune figure che mangiano e prendono la decisione di liberare il popolo ebreo. Da notare la perfetta prospettiva e le membra, che paiono uscire dalla parete.
L'ultima figura della cappella è quella terribile di Giona, che pare veramente piegarsi all'indietro, benchè dipinto nella parte che unisce la parete alla volta.
Quando la volta fu definitivamente scoperta, grande fu la meraviglia ed il Papa dimostrò con munificenza di denari e di favori di saper ben apprezzare l'arte di Michelangelo, il quale aveva imparato come le sfuriate di Giulio II, alla fine, si risolvevano sempre in suo favore, come quando, una volta, chiese al Papa licenza di andare a Firenze ed un po' di soldi. Il Papa gli chiese: "Be', questa cappella quando sarà fornita?". "Quando potrò, padre santo". Il papa, che aveva una mazza in mano, lo percosse esclamando "Quando potrò, quando potrò: te la farò finire bene io". Ma poi gli mandò subito a casa il servo Cursio con 500 scudi, per paura che non tornasse più da Firenze.
20.2.1513 muore Giulio II.
11.3.1513 viene eletto Papa Giovanni de' Medici col nome di LEONE X. Firenze festeggia i Medici con grandi fiaccole e fuochi, bruciando anche i tetti di alcune case. Erasmo da Rotterdam disse che con un papa Medici sarebbe cominciata "l'età dell'oro" per gli intellettuali e si sarebbe irradiata in tutto il mondo. Non vuole abitare nelle stanze di Giulio II, che giudica marrano, giudeo e circonciso. Decide di trasferirsi nelle stanze del 2. piano, che fara' affrescare da Raffaello.
1513 Michelangelo assume una serva bolognese
1513 nasce Lionardo di Buonarroto Buonarroti, nipote di Michelangelo
1513 Pontormo 20enne dipinge sull'arco della SS.Annunziata la Fede e la Carità. Michelangelo lodò l'opera con queste parole: "Questo giovane sarà anco tale, per quanto si vede, che, se vive e seguita, porterà quell'arte in cielo".
6.5.1513 Michelangelo stipula con gli esecutori testamentari di Giulio II un nuovo contratto per una nuova versione della tomba del papa, con sole 3 facce.
9.7.1513 Michelangelo stipula un contratto con Antonio di Pontassieve per le cornici della tomba di Giulio II e riprende a scolpire il Mosè e i prigioni.
8.1513 Michelangelo, dall'orto della sua casa a Roma, vede e disegna una strana stella a tre code.
1513 Leone X non si decide a commissionare opere a Michelangelo, troppo terribile per lui, adiposo, sensuale e mondano
1513 Leonardo è a Roma presso Giuliano de' Medici, fratello di Leone X
7.4.1514 Michelangelo compra per 70 fiorini d'oro una casetta dall' ospedale di S.Maria Nuova.
14.6.1514 Michelangelo firma un contratto per il Cristo di S.Maria della Minerva. Benchè nel Maggio 1513 si fosse impegnato con Giulio II di non prender altri impegni importanti, si compromise, con Bernardo Cencio, canonico di S.Pietro, con Mario Scappuccio e con Metello Vari dei Porcari per un Cristo al naturale con una croce in mano, per 200 ducati d'oro, da fare in 4 anni.
1514 Andrea del Sarto dipinge la Nascita della Vergine per la Ss.Annunziata
1515 Michelangelo compra un podere a S. Maria a Settignano
1515 Giovanni da Udine va a Roma per vedere le pitture di Michelangelo e di Raffaello, del quale diventerà allievo.
1515 Michelangelo conosce Jacopo Sansovino e gli affida alcuni incarichi alle cave di marmo di Carrara.
1515 Michelangelo conosce Menighella (Domenico di Terranova Bracciolini), mediocre pittore, che userà per molti anni come esattore e al quale regalerà molti disegni.
1515 Michelangelo prende come allievo Piero Urbano di Pistoia, presentato dallo zio prete Cecchetto. Gli affiderà anche incarichi di fiducia presso le cave di Carrara e Serravezza.
4.1515 Michelangelo vede il ballatoio di Baccio d'Agnolo della cupola del Brunelleschi. Fa interrompere i lavori. Fece un suo modello, che non fu messo in esecuzione dalla commissione, di cui faceva parte Giulio de' Medici.
16.6.1515 Michelangelo compra 1400 ducati di rame per fondere statue commissionate da Leone X. Non si è mai saputo quale potesse essere il soggetto e la destinazione delle statue.
1515 muore a Roma, a 36 anni, Contessina Ridolfi, figlia di Lorenzo il Magnifico.
1515 nasce Vincenzo Borghini
1515 Giuliano de' Medici sposa la diciassettenne Filiberta di Savoia, giovane zia di Francesco I di Francia, che nomina Giuliano Duca di Nemours.
11.1515 in S.Lorenzo vengono frettolosamente collocati, anche se incompiuti, per la visita di Leone X, i due pulpiti di Donatello, proseguiti, dopo la morte del maestro, da Bellando e dal Bertoldo, ma terminati solo nel '600 in legno dipinto a imitazione del bronzo. Durante la visita Leone X esprime il desiderio di fare una facciata per San Lorenzo e ordina progetti a Raffaello, Jacopo e Andrea Sansovino, Giuliano da San Gallo e Baccio d'Agnolo. Solo alla fine del 1516 chiamò anche Michelangelo, che si trovava a Carrara a cavare marmi per la tomba di Giulio II.
17.3.1516 a 37 anni, muore Giuliano de' Medici duca di Nemours. Lascia un figlio, Ippolito, avuto da una vedova di Urbino, che verrà adottato e protetto dagli zii papi, Leone X e Clemente VII. Anche la moglie di Giuliano, Filiberta morirà giovane, a 26 anni, nel 1524.
5.1516 Leone X commissiona a Michelangelo un progetto per la facciata di San Lorenzo. Michelangelo fara' realizzare il modello a Baccio d'Agnolo, esperto legnaiolo, che doveva essere di pasta buona, dimenticandosi l'affronto della 'gabbia di grilli' della cupola del duomo e la bocciatura del suo progetto per la facciata di S.Lorenzo. Michelangelo disprezzerà però il modello, definendolo 'una cosa da fanciulli'. Leone X chiede anche a Jacopo Sansovino un progetto per la facciata di S.Lorenzo. Non viene scelto e per consolarlo Michelangelo e Clemente VII gli fanno sperare che collaborerà alle statue della facciata. Non avendo ricevuto alcuna commessa, scriverà una letteraccia a Michelangelo, senza ricevere risposta.
1.6.1516 Lorenzo a capo di un forte esercito entra nel Ducato di Urbino, con poca gloria e molto biasimo. Francesco Maria della Rovere, cacciato dal suo ducato, iniziava la lotta per la riconquista della sua terra. Una palla randagia ferisce Lorenzo alla testa.
8.7.1516 Michelangelo stipula un nuovo contratto con gli eredi di Giulio II per un nuovo progetto di tomba, più ridotto.
6.11.1516 Michelangelo, non potendo eseguire una pittura per Pier Francesco Borghini, la affida ad Andrea del Sarto.
1516 Muore Giuliano da Sangallo
1516 Giovanni dalle Bande Nere sposa Maria Salviati, figlia di Jacopo, marito di Lucrezia de' Medici
13.12.1517 Metello Vari scrive a Michelangelo ricordandogli che doveva consegnare il Cristo per S.Maria della Minerva in 4 anno, ma sono già passati e anni e 7 mesi. Michelangelo non risponde neppure. In realtà Michelangelo aveva già fatto il Cristo, ma a meta' lavoro aveva dovuto abbandonarlo per un difetto interno del marmo. Rifarà il lavoro dopo molto tempo e, forse, di malavoglia.
29.12.1517 Tramite Piero Urbano, Michelangelo manda a Leone X il modello in legno della facciata di S.Lorenzo con i modellini di sua mano delle statue in cera.
1517 Andrea del Sarto dipinge la Madonna delle Arpie (Uffizi), nata come gruppo scultoreo (la Madonna e' su di un piedistallo), affiorante dal buio del fondo alla luce che lo sfiora, a piani successivi, rendendo il colore quasi cangiante.
1517 Lutero pubblica le tesi di Wittenberg e si ha la scissione protestante.
1517 Leone X istituisce i Monti di Pietà, a vantaggio delle classi più povere. In seguito alla scoperta del nuovo continente alza la voce contro la schiavitù degli indiani
1517 Leone X va a Bologna a incontrare il re di Francia Francesco I per trattare la pace. Si ferma a Firenze. Il Vasari nella sala di Leone X ritrae il corteo papale. Nelle Stanze Vaticane Raffaello ritrae il papa mediceo sotto le spoglie di Leone Magno, che ferma Attila.
19.1.1518 viene commissionata a Michelangiolo la facciata di S.Lorenzo. Leonardo indispettito parte per la Francia Michelangelo si impegna a terminarla in 8 anni per 40.000 ducati d'oro in oro larghi. Michelangelo perse moltissimo tempo a Carrara a cavare i marmi. Fu obbligato da Leone X a trovare i blocchi a Pietrasanta, sul monte Altissimo, proprietà di Firenze e perse tantissimo altro tempo per mancanza di strade e per il boicottaggio dei signori di Carrara. Riusci' a portare a Firenze solo 4 marmi.
2.7.1518 Menighella ferisce un'oste a Roma e fugge. Sebastiano del Piombo scrive a Michelangelo di proteggerlo.
14.7.1518 Michelangelo compra dal Capitolo di S.Maria del Fiore un terreno in via Mozza, adiacente ad altro che già possedeva, per fabbricarvi una casa e lo paga 170 ducati d'oro.
1518 Bartolommeo Tromboncino musica un madrigale di Michelangelo, che viene stampato a Napoli
Com'aro' dunque ardire
Sanza vo' ma', mio ben, tenermi in vita,
S' io non posso al patir chiedervi aita?
10.1518 Michelangelo manda a Carrara e a Pietrasanta Topolino, che vi rimarrà molto a lungo a combattere con cavatori e navicellai.
15.10.1518 viene rifatto il campanile di S.Miniato su progetto di Baccio d'Agnolo
20.10.1518 20 fiorentini, fra i quali Michelangelo, Jacopo Nardi e Luigi Alamanni supplicano Leone X di fare tornare a Firenze le spoglie di Dante. Michelangelo scrive: "Io Michelagniolo Scultore il medesimo a Vostra Santità supplico offerendomi al DIVIN POETA fare la sepoltura sua condecente, e in loco onorevole in questa Città".
21.12.1518 Michelangelo scrive a Leonardo del Sellaio rammaricandosi di aver mancato di parola con Metello Vari e di non avere neppure iniziato il Cristo per S.Maria della Minerva.
1518 Luca di Andrea della Robbia esegue i pavimenti della Loggia di Raffaello in Vaticano.
2.5.1519 muore Leonardo da Vinci nel castello di Amboise. Vi fu sempre una grande differenza di pensiero e di stile fra lui e Michelangelo, che al suo cospetto signorile e raffinato si sentiva come un operaio, benchè dentro di sè fosse conscio della sua superiore grandezza.
27.10.1519 Michelangelo compra un podere nel popolo di S. Michelangelo a Rovezzano, in luogo detto il Fattoio e lo paga 600 fiorini d'oro.
1519 Alessandro Farnese diventa sacerdote, abbandona le amanti Ruffilla e Lola, dalle quali aveva avuto 4 figli. Diventa un riformatore convinto. Sara' tacciato di nepotismo.
1519 Piero Urbano si ammala gravemente a Carrara e Michelangelo lo va a trovare. Lo strappa alla morte e lo fa trasportare a spalle a Serravezza, dove lo affida a Topolino per la riportarlo a Pistoia.
1519 Michelangelo fa il modello del suo progetto per S.Lorenzo. E' entusiasta dell'incarico e rifiuta l'invito di Tommaso di Nolfo, mercante fiorentino, di andare in Turchia con la promessa di molti denari.
1519 Nasce Caterina, futura regina di Francia. La madre Maddalena muore di parto, a 18 anni. Il padre è Lorenzo di Pietro il fatuo.
1519 nasce Cosimo, figlio di Giovanni dalle Bande Nere e di Maria Salviati. Alla morte del padre cresce con la madre fra i cipressi del Trebbio e i pendii di Monte Morello.
1520 Michelangelo compra un altro pezzo di terra a S. Maria a Settignano.
20.3.1520 con un suo breve Leone X disobbliga Michelangelo dall'esecuzione della facciata di S.Lorenzo. Probabilmente fu Baccio Bandinelli a brigare per far togliere la commessa a Michelangelo.
8.10.1520 il conte Alessandro di Canossa scrive a Michelangelo a proposito di una presunta parentela. Scrive di aver rintracciato un Simone di Canossa che nel 1250 fu Podestà di Firenze, capostipite dei Simoni, poi Buonarroti. La notizia non è vera, ma probabilmente Michelangelo ci credette.
1520 per portare avanti la cupola di Michelangelo Leone X dette mandato ai banchieri fiorentini di raccogliere i fondi necessari, concedendo una speciale "indulgenza". Molti dei predicatori incaricati di pubblicizzarla e raccogliere le offerte lo fecero malamente. Martin Lutero affisse sulla porta della Chiesa di Wittemberg le sue tesi. Quando a Leone X comunicano le Tesi di Lutero, sbuffa che sono baruffe di frati.
1520 Muore Raffaello. Immenso dolore di Leone X per il suo pittore preferito.
1520 Magellano doppia il Capo di Buona Speranza
1521 Michelangelo si ammala di mal francese.
23.4.1521. Contratto per la Sacrestia Nuova di San Lorenzo.
Michelangelo strutturò la sacrestia non modificando l'impostazione di base che il Brunelleschi aveva ideato per la sacrestia vecchia, ma fu molto innovativo nelle cornici, nei capitelli e in tutti gli altri ornamenti.
Eseguì una Madonna, che accavalla le gambe e tiene in grembo Gesù, che con leggiadro movimento si volta verso di lei per essere allattato ed ella si porge verso di lui. La statua è collocata fra il San Cosma del Montorsoli e il San Damiano di Raffaele da Montelupo.
Fece la statua di Giuliano, duca di Nemours in fiero atteggiamento, curando tutti i particolari, dal volto alla corazza, ai calzari. La statua, alla quale Michelangelo ancora lavorava nel 1536, fu terminata dal Montorsoli. Quella di Lorenzo, in atteggiamento pensoso, mostra una perfetta esecuzione delle membra.
Il sepolcro di Giuliano comprende anche la statua della Notte, che fu terminata nel 1531, e quella del Giorno, completata nel 1533.
Il sepolcro di Lorenzo è completato dalle statue dell'Aurora e del Crepuscolo, compiute fra il 1524 ed il 1526, ma terminate nel 1531.
L'Aurora sembra colta nell'atto di svegliarsi e di accorgesi, con dolore, che gli occhi di Lorenzo sono chiusi per sempre.
La Notte raggiunge la perfezione nell'arte della scultura, rappresentando perfettamente l'abbandono del corpo durante il sonno. Giovan Battista di Lorenzo Strozzi scrisse:
La Notte che tu vedi in sì dolci atti
Dormir, fu da un angelo scolpita
In questo sasso; e perchè dorme, non ha vita:
Destala, se no 'l credi, e parleratti.
Così rispose Michelangelo:
Grato mi è il sonno, e più l'esser di sasso
Mentre che il danno e la vergogna dura
Non veder, non sentir mi è gran ventura:
Però non mi destar, deh parla basso.
Maggior distacco dai canoni classici dell'architettura, codificati dal Vitruvio, Michelangelo lo dimostrò nella Biblioteca Laurenziana, disegnando la scala, le finestre, il partimento del soffitto, le mensole.
8.1521 Michelangelo finalmente invia a Roma la statua di Cristo per S.Maria della Minerva a mezzo Piero Urbano perchè] la rifinisse e la collocasse.
6.9.1521 da Roma, Sebastiano del Piombo scrive a Michelangelo che Piero Urbano si sta comportando male. La cosa viene confermata anche da altri. Michelangelo licenzia Piero Urbano e non lo vorrà mai più vedere. Gli dice che spende soldi in vestiti, taverne e puttane. Inoltre, nel rifinire il Cristo per S.Maria della Minerva lo ha sciupato, accorciandogli il piede destro e tagliando i diti. Ha accorciato anche le dita della mano destra, quella che tiene la croce. Ha rotto una narice del naso e ha sciupato la barba.
19.10.1521 Il Cristo viene finalmente collocato in S.Maria della Minerva, dopo che Michelangelo ha dato incarico a Federigo Frizzi di rifinirlo e di rimediare i danni arrecati da Piero Urbano. Del Frizzi non sappiamo niente, ma dalle lettere di Michelangelo si apprende che godeva della sua stima e che non volle niente per la sistemazione del Cristo, anche se Michelangelo gli mando' 4 scudi. Michelangelo gli fece fare anche il tabernacolo dove doveva essere collocato il Cristo.
1.12.1521 papa Leone X muore, a soli 45 anni, in occasione dei festeggiamenti per la presa di Milano da parte degli spagnoli, fu infatti colpito da una polmonite.
1521 alcuni degli accademici degli orti oricellari si accorsero che il Cardinale Giulio tradiva costantemente la libertà repubblicana da essi ambita, tentarono una congiura, ma Iacopo da Diacceto e Lodovico Alamanni lasciarono la testa sul ceppo.
1521 alla morte di Leone x non viene eletto papa Giulio, ma il fiammingo Adriano Dedel, precettore di Carlo V, col nome di Adriano VI. Non si può muovere subito da Tolosa e viene incoronato solo a fine Agosto. Vorrà distruggere gli affreschi della volta della Cappella Sistina, secondo lui una ammucchiata di ignudi. Durerà solo 1 anno. Leone X viene sepolto in S.Maria sopra Minerva
27.4.1522 Giovanni da Udine scrive da Venezia a Michelangelo, rispondendo ad una sua lettera con la quale gli annuncia un periodo di riposo a Venezia. Si rallegra e lo aspetta.
1522 Michelangelo fa un disegno, ora agli Uffizi, con un putto che orina dall'alto in un vaso, forse uno schizzo per il Baccanale dei fanciulli. Sotto c'e' un verso del Petrarca e la scritta "Io vi prego che non mi facciate disegnare stasera perchè] e' non c'e' el Perino".
1522 Michelangelo, cacciato Piero Urbani, prende il sedicenne Antonio Mini come allievo, presentato da Antonio Gondi.
1522 Benedetto da Rovezzano realizza per la chiesa del Carmine il monumento a Pier Soderini, ultimo Gonfaloniere della Repubblica Fiorentina
1523 Giovanni da Udine viene chiamato a Firenze da Leone X per dipingere una loggia del Palazzo Medici su disegno di Michelangelo.
1523 Giulio di Giuliano de' Medici diventa papa col nome di Clemente VII.
14.9.1523 muore di malaria Adriano VI e non fa in tempo a far distruggere gli affreschi della volta della Cappella Sistina.
1523 il Rosso Fiorentino affresca Lo Sposalizio di Maria (una delle prime opere manieriste) in fondo alla navata sinistra di S.Lorenzo, accanto alla porta del chiostro
1.1.1524 Michelangelo annota che torna a lavorare da lui Monna Agnola.
1524 Andrea Sansovino chiede a Michelangelo di poterlo servire a Firenze. Dice che ha una promessa del papa. Michelangelo viene a sapere che non e' vero e non lo chiama.
1524 Michelangelo scrive a Sebastiano del Piombo di raccomandare Jacopo Sansovino per la tomba del Duca di Sessa
1524 Antonio Mini fa un disegno, ora al British Museum, copiandone uno di Michelangelo. Il maestro scrive a margine: "disegnia Antonio, disegnia Antonio, disegnia, non perder tempo".
5.1525 Michelangelo scrive di aver passato una serata in allegria con amici, fra i quali Luigi Pulci.
16.7.1525 Michelangelo assume Monna Lorenza, che pero' ha una figlia e vuole andare a casa propria tutte le sere, lasciandolo solo.
1525 Il giovanissimo Raffaello di Baccio da Montelupo, mancino, va a Roma e, mentre disegna davanti al Colosseo, viene osservato da Michelangelo e da Sebastiano del piombo, ambedue mancini solo nelle cose di forza, non nel disegno. Lo prendono a benvolere. Michelangelo gli fara' fare il San Damiano nella Sacrestia Nuova.
23.12.1525 Clemente VII scrive a Michelangelo raccomandandogli di finire la Sacrestia Nuova e la Biblioteca.
1525 Il Montorsoli, fanciullo, comincia a lavorare in S.Lorenzo con Michelangelo.
1525 nasce a Douai lo scultore fiammingo Jean Boulon, noto come Giambologna.
4.1526 Giovanni da Udine chiamato a Roma da Clemente VII che lo vuole incaricare di fare gli stucchi nella sagrestia nuova. Il sacco di Roma costringe Giovanni da Udine a partire da Roma.
6.10.1526 Rosso Fiorentino scrive a Michelangelo. Il Rosso, che da giovane aveva copiato La Battaglia di Cascina, nel 1526 ando' a Roma e vide la potenza delle nuove pitture di Michelangelo. Ne rimase sconvolto, ma non volle imitarlo pedissequamente. Queste sue osservazioni furono riferite a Michelangelo come una forma di biasimo, tanto che il Rosso ritenne opportuno scrivergli una lettera in cui si professa suo ammiratore e lo prega di non prestare orecchio alle malelingue degli invidiosi.
1526 muore Giovanni dalle bande nere, in seguito ad una ferita riportata sul campo, mentre combatteva per conto dei francesi i tedeschi. Una palla lo colpì ad una gamba, che gli causo infezione in tutto il corpo. Aveva 28 anni
1527 Daniele da Volterra arriva a Roma ed inizia come aiuto di Piero del Vaga, per poi passare a Michelangelo. Una delle sue prime e più importanti opere fu una Deposizione in una cappella di Trinità dei Monti. In basso, a stucco, fece due ritratti di Michelangelo: mentre scaccia alcuni satiri insieme al pittore Fra Bastiano e mentre si guarda in uno specchio. La cosa non piacque a Michelangelo, che successivamente rifiuto' di stimare altre sue pitture in S.Trinità dei Monti, dicendo che non aveva tempo.
1527 al passaggio del Lanzichenecchi dal Valdarno, diretti a Roma, alcuni giovani repubblicani tentarono una rivolta, asserragliandosi in Palazzo vecchio, dove il cardinale Passerini riuscì a snidarli. Chi ci rimise il braccio fu il David di Michelangelo, colpito da una panca gettata dal ballatoio. Dopo 3 giorni il l17enne Francesco Salviati e Giorgio Vasari, sfidando i soldati, raccolsero i pezzi e li nascosero in casa Salviati. Cosimo I farà fare il restauro.
6.5.1527 ha inizio il "sacco di Roma" da parte dei lanzichenecchi di Carlo V. Clemente VII vi assiste chiuso in Castel Sant'Angelo. Nel frattempo Enrico VII, re d'Inghilterra, minaccia lo scisma se Roma non gli concede il divorzio da Caterina d'Aragona, per sposare Anna Bolena. Firenze, scontenta della pavidità di Clemente VII e dell'inettitudine del suo reggente a Firenze, cardinale di Cortona, appena giungono notizie del sacco di Roma e, fuggito il cardinale di Cortona con i giovani Ippolito e Alessandro de' Medici, formano un governo popolare e nominano gonfaloniere Niccolo' Capponi. Michelangelo, che lavorava alle tombe dei Medici, consegna la chiave della Sacrestia Nuova a Pietro di Filippo Gondi per nasconderci le cose sue e di sua sorella. Baccio Bandinelli fugge da Firenze.
17.5.1527 Ippolito abbandona Firenze, scortato dal marito di Clarice, ultima figlia di Piero di Lorenzo. Cosimo I viene mandato a Venezia, custodito dal prete Francesco Riccio di Prato
1527 Vasari torna ad Arezzo, mentre i Medici vengono cacciati da Firenze. Michelangelo, incautamente, afferma che il Palazzo di via Larga avrebbe dovuto essere abbattuto per far posto a una "piazza dei muli", riferendosi ai bastardi Ippolito e Alessandro.
1527 Montorsoli va a farsi frate a Camaldoli.
1528 i rappresentanti del popolo fiorentino eleggono Gesù Cristo Re della città e sperano nell'intervento di Francesco I contro l'esercito di Carlo V, che da 5 mesi assedia la città. Per la sua difesa Michelangelo costruisce i bastioni dalla parte di San Miniato, i fiorentini fanno terra bruciata e distruggono tutto. Si salva solo la Cena dipinta da Andrea del Sarto nel Monastero di san Salvi. Taluni sostengono che si starebbe meglio sotto le palle che sotto il popolo... I fiorentini beffardamente giocano al pallone in Piazza Santa Croce e suonano i pifferi sui tetti della chiesa. Intanto la peste incombe. La resa fu concordata a Gavinana. Costò solo 80.000 fiorini d'oro e la garanzia di nessun saccheggio.
2.7.1528 Muore di peste Buonarroto fra le braccia del fratello.
22.8.1528 Michelangelo riottiene il famoso marmo datogli da Pier Soderini e poi abbozzato da Baccio Bandinelli. Comincia a fare un Sansone con due filistei, che deve abbandonare quando tornano i Medici.
1528 il marchese del Vasto di Avalos ottiene un cartone della Maddalena ai piedi del Cristo risorto da Michelangelo e da questi viene consigliato di farlo dipingere dal Pontormo. Alessandro Vitelli ne fece fare una copia allo stesso Pontormo.
1528 Piloto orefice porta Michelangelo a vedere Benvenuto Cellini mentre cesella una grande medaglia d'oro per il senese Girolamo Marretti. Michelangelo lodo' tanto l'opera, che il Cellini rimase sempre un ammiratore del Buonarroti.
3.10.1528 il gonfaloniere Niccolo' Capponi convoca Michelangelo per il mattino seguente a S.Miniato per studiare nuove fortificazioni.
21.12.1528 Michelangelo assume Ginevra, che aveva assistito Buonarroto sul letto di morte.

1529 -  Muore Andrea Contucci nel suo paese natale, Monte San Savino, da cui
aveva preso l'amato soprannome di Sansovino.
14.9.1529 Michelangelo assume Caterina.
1529 Michelangelo deposita al Monte 104 fiorini al 7%, a favore del nipote Lionardo.
10.1.1529 Michelangelo nominato magistrato dei Nove della Milizia.
6.4.1529 Michelangelo nominato Governatore generale delle fortificazioni cittadine. Non pote' realizzare le sue fortificazioni di S.Miniato perchè] il Capponi lo distrasse con missioni fuori città.
1529 il giovane Donato Giannotti, segretario dei Dieci, conosce Michelangelo. Nato a Firenze nel 1492, frequento' giovanissimo gli Orti Oricellari. La loro amicizia continuò anche a Roma.
5.1529 Capponi manda Michelangelo a Pisa e Livorno per studiare le fortificazioni dell'Arno.
6.1529 Capponi rimanda Michelangelo a Pisa per le fortificazioni dell'Arno.
28.7.1529 Capponi manda Michelangelo a Ferrara perchè il duca Alfonso gli mostri il suo sistema di difesa e per verificare se tale sistema fosse applicabile a Firenze.
9.9.1529 Michelangelo rientra a Firenze da Ferrara. Presta alla repubblica 1000 scudi. Non ha tempo per stare dietro alle tombe medicee ed alla statua dell'Ercole.
21.9.1529 Michelangelo si accorge che Malatesta Baglioni ha collocato le artiglierie fuori dei bastioni e senza difesa. Chiede spiegazioni a Mario Orsini, che gli risponde: "Sappi che costui e' d'una casa, che tutti sono stati traditori ed egli ancora tradirà questa città". Michelangelo informa il gonfaloniere Carducci, fervente amante della libertà, che pero' non capisce e caccia Michelangelo, il quale, sollecitato e sobillato da Rinaldo Corsini, che gli prospetta una immediato ritorno dei Medici, scappa immediatamente a Venezia a cavallo, accompagnato dal Corsini, da Antonio Mini e dal Piloto orefice. Ha intenzione di proseguire per la Francia. Ognuno ha un giubbone imbottito di scudi.
Si fermano a Ferrara, in una locanda, non sapendo che il duca Alfonso I d'Este avesse dato ordine di segnararli i nomi di tutti gli stranieri, timoroso degli avvenimenti connessi con l'assedio di Firenze.
Saputo del suo arrivo, il duca fece prelevare e condurre a corte Michelangelo, che era molto irritato per l'essere stato riconosciuto, per non avere doni da offrire al duca e per i 12.000 scudi lasciati nella locanda. Vedendolo molto selvatico, il duca lo colmò di doni e di gentilezze, pregandolo di chiedergli quanto desiderava ed invitandolo a restare presso di lui, almeno per la durata della guerra. Michelangelo, vinto da tanta cortesia, si volse verso i suoi due accompagnatori e disse al duca che aveva con sè 12.000 scudi, che avrebbe messo volentieri a disposizione del Duca, ma che avrebbe desiderato partire quanto prima. Il duca rifiutò l'offerta e tentò ancora una volta di trattenerlo e facendogli visitare il palazzo ed ammirare un suo ritratto, di mano del Tiziano. Alla fine, Michelangelo riuscì a tornare alla locanda, dove l'oste aveva ricevuto l'ordine di servirlo nel migliore dei modi, e, successivamente a partire per Venezia.
25.9.1529 Michelangelo, dopo una breve sosta a Ferrara, giunge a Venezia, ospitato dal fiorentino Bartolommeo Panciatichi.
30.9.1529 Michelangelo, fuggito da Firenze, viene dichiarato ribelle. Andrea del Sarto viene incaricato di dipingere i ribelli sotto forma di impiccati sulle pareti di Palazzo vecchio. Non volendo fare la fine di Andrea del Castagno, che fu chiamato "Andrea degli impiccati", fece finta di far fare le pitture all'allievo Bernardo del Buda, anche se le fece lui stesso. Ritardo il ritratto di Michelangelo fino a quanto il bando fu tolto.
10.10.1529 a Venezia, Michelangelo incontra Tommaso Soderini e Niccolò Capponi, di ritorno dall'inutile ambasceria presso Carlo V. Rimproverato aspramente da Michelangelo, il Capponi fu colto da violentissima febbre e mori' in 7 giorni.
13.10.1529 Galeotto Giugni, oratore fiorentino, uomo burbero, zotico e iroso, ma di animo libero, generoso e grande, su incarico della repubblica, invita Michelangelo a Ferrara e lo prega di tornare a Firenze.
20.10.1529 la Signoria fiorentina affida a Bastiano, scalpellino amico di Michelangelo, un salvacondotto per farlo rientrare da Venezia in piena sicurezza.
24.10.1529 i soldati di Orange hanno completato l'accerchiamento di Firenze.
10.11.1529 il duca Alfonso di Ferrara consegna a Michelangelo un salvacondotto per attraversare il suo ducato, sulla strada del ritorno a Firenze.
11.11.1529 Michelangelo parte da Venezia per rientrare a Firenze, con un salvacondotto della Signoria fiorentina, uno del duca Alfonso di Ferrara e con una lettera del Giugni.
1529 Ludovico Buonarroti nominato podestà di Castelfranco per la Repubblica, ma, per paura dell'assedio di Firenze, diserta e si rifugia a Pisa.
1529 Ippolito, figlio naturale di Giuliano, è fatto cardinale.
23.11.1529 viene revocato il bando di ribelle contro Michelangelo e mutato in interdizione dal Consiglio Maggiore per 3 anni, ma con facoltà di richiedere l'ammissione ogni anno.
1530 Carlo V, in guerra contro Clemente VII e i suoi alleati, pone Firenze in stato di assedio, bombardandola dalle colline vicine a S.Miniato. Anche a causa della peste, la popolazione si era ridotta della meta'. 44.000 morti giacevano insepolti fuori delle mura. Per rincuorare i cittadini, alcuni giovani decisero di leggere e commentare una orazione alla milizia: Luigi Alamanni in Santa Croce. Pier Filippo Pandolfini in San Lorenzo Pier Vettori in S. Maria Novella Bartolomeo Cavalcanti in Santo Spirito e altri altrove.
17.2.1530, in segno di scherno, viene organizzata la prima partita di calcio in costume. Per farsi sentire meglio durante il giuoco del calcio, misero trombetti sui tetti delle case.
22.2.1530 Michelangelo sale sulla cupola per osservare gli assedianti.
3.8.1530 a Gavinana muore Francesco Ferrucci. Nella stessa battaglia muore Filiberto di Chalois, 28 anni, principe d'Orange. il suo corpo fu portato alla Certosa e poi in Francia. La madre, alla quale un'indovina aveva predetto la morte del figlio alle porte di Firenze, volle fargli una tomba suntuosa e dette l'incarico a Conrad Meyr, che chiamò ad aiutarlo un certo Giovanbattista Mario o Mariotto di Firenze.
13.8.1530 i francesi entrano a Firenze. Saccheggiano anche il tesoro di S.Croce. Michelangelo si nasconde, prima in casa del Bugiardini, poi nel campanile di S.Niccolo', infine nei sotterranei di S.Lorenzo. La sua casa sarà saccheggiata dagli emissari di Baccio Valori e Michelangelo ridotto in miseria. Approfittando della confusione, l'Ammannati e Nanni di baccio Bigio entrano in casa di Antonio Mini e rubano molti disegni di Michelangelo. Scoperti, vengono condannati dagli Otto e solo l'intercessione di Michelangelo, su insistenza di Giovanni Norchiati, zio del Montorsoli, li risparmiò da una pena severa. Michelangelo scolpirà l'Apollo per Baccio Valori, per essere risparmiato e per avere la grazia da Clemente VII. Non contento della statua, Baccio Valori chiese anche i disegni per un palazzo.
29.1.1531 un banchiere fiorentino, Orlando Dei, per ingraziosirsi gli Orange, manda a Michelangelo, tramite Giovanbattista Mariotto una lettera chiedendogli di consigliare lo scultore concittadino su come progettare al meglio la tomba. Fu mandato a quel paese.
1531 Antonio Mini si innamora di una ragazza dei Caccini (stessa famiglia dello scultore Giovan Battista) povera, senza dote e di facili costumi. Su invito della famiglia lo manda in Francia. Per convincerlo gli regala la Leda, che avrebbe dovuto vendere ad Alfonso di Ferrara, dicendogli di venderla al re di Francia e a farsi una dote con il ricavato.
7.1531 Alessandro de' Medici, figlio naturale del futuro papa Clemente VII con la serva di casa Medici a Roma, entra a Firenze come padrone. Carlo V lo nomina Duca di Firenze.
1531 Michelangelo compra una casa in Macel de' Corvi: Una loggia ed un orto, una stanza a pianterreno, usata come laboratorio, tutta sbreccata dalle schegge di marmo, un tinello ed una cantina. Al piano superiore una camera con un letto di ferro ed un pagliericcio, una credenza per i panni ed una cassapanca con chiave per i denari ed i disegni. Piena di ragnatele. un'altra camera da letto. A capo delle scale aveva disegnato uno scheletro, con questa scritta:
Io dico a voi, c'al mondo avete dato
l'anima e 'l corpo e lo spirito insieme:
In questa cassa oscura e' 'l vostro lato.
Vi abito' sempre, quando visse a Roma. Benchè ricco, visse sempre da povero, contrariamente agli altri artisti suoi contemporanei. Delle condizioni della sua abitazione scrisse:
D'intorno a l'uscio ho mete di giganti,
che chi mangi uva o ha preso medicina
non vanno altrove a cacar tutti quanti
E ho imparato a conoscer l'orina
e la cannella ond'esce, per quei fessi
che innanzi di' mi chiaman la mattina.
Gatti, carogne, canterelli o cessi,
che n'ho per masserizia o men viaggio
non vien a mutarmi mai senz'essi.
Fino al 1902 i resti della casa di Michelangelo erano al n. 212 del vicolo de' Fornari, poi furono demoliti per il monumento a Vittorio Emanuele II.
9.1531 Michelangelo ammalato e depresso.
12.1531 Clemente VII, Michelangelo e Giovanni da Udine riprendono le trattative per gli stucchi della Sagrestia Nuova. Michelangelo fa avere le misure a Giovanni da Udine tramite Sebastiano del Piombo. Michelangelo non era molto contento dell'intromissione di Giovanni da Udine, sia perchè] amico di Raffaello, sia perchè] pittore aggraziato di animali, piante e nature morte, che Michelangelo non sopportava.
23.12.1531 Antonio Mini scrive a Michelangelo da Lione, contento dell'accoglienza dei fiorentini cola' residenti.
1532 nasce a Firenze Tiberio Calcagni. Sara' allievo di Michelangelo.
1532, per fare fronte agli impegni derivanti dal nuovo contratto per la tomba di Giulio II, stipulato con gli eredi, Michelangelo deve vendere alcune proprietà, ma nessuna di quelle suddette.
1532 Clemente VII, in cambio della sua liberazione, deve incoronare a Bologna Carlo V re d'Italia e Imperatore del Sacro Romano Impero (lo ritrae il gruppo marmoreo nel salone dei 500).
5.1532 Alessandro de' Medici si fa proclamare duca di Firenze. Sue preoccupazioni principali domare i fiorentini e sottometterne le mogli. Cerco' di ingraziosirsi i popolani umiliando le famiglie grandi.
1532 Lo scultore Pierantonio, che aveva aiutato Michelangelo nelle tombe, gli fa conoscere lo scultore Tommaso Cavalieri o del Cavaliere, giovanissimo e bellissimo. Michelangelo si innamora e lo prende con se'. Lo prende a modello per il volto del Cristo Giudice. Il figlio primogenito Emilio del Cavaliere sarà il tenore della prima Camerata de' Bardi.
4.10.1532 Giovanni da Udine arriva a Firenze, durante l'assenza di Michelangelo e in breve tempo dipinge la volta della sacrestia nuova con fogliami ed ornamenti vari di stucchi ed oro.
1532 Ottaviano de' Medici fa fare al Bugiardini il ritratto di Michelangelo, ora perduto, del quale esistono molte copie.
1532 Baccio Bandinelli convince Clemente VII a ridargli il marmo che aveva cominciato, passato poi a Michelangelo. Fa l' Ercole e Caco posto a fianco del David. Benvenuto Cellini dirà che "se gli si tolgono i capelli non gli rimane testa sufficiente per un cervellino, che ha lo sguardo di un lionbue che non guarda Caco, ma che tempo fa e il corpo sembra un saccaccio di poponi appoggiato a un muro".
1533 Costanzo Festa e Jean de Conseil, parigino, cantori e compositori della cappella pontificia, mettono in musica alcuni madrigali di Michelangelo.
27.5.1533 Alessandro de' Medici chiede a Michelangelo di accompagnare il Vitelli a decidere il sito migliore per edificare la Fortezza. Michelangelo si rifiuta, col pretesto che attende disposizioni dal papa. Alessandro fara' decidere ad un astrologo, fra' Giuliano Buonamici da Prato e il progetto affidato a Pier Francesco da Viterbo.  La fortezza fu chiamata, inizialmente, Alexandra.
1533 Michelangelo invia a Clemente VII, tramite Sebastiano del Piombo, una supplica per riottenere da Alessandro de' Medici 1100 ducati ingiustamente sottrattigli dal duca amante di tasse e balzelli. L'intervento del papa sarà positivo.
1533 Michelangelo disegna un Fetonte e lo fa colorare dal Salviati.
1533 Bartolomeo Bettini ottiene dall'amico Michelangelo 58enne il cartone di una sensuale Venere baciata da cupido e lo fa dipingere dal Pontormo (Uffizi). Alessandro de' Medici pero' volle tale quadro per se' e ciò dispiacque a Michelangelo.
17.7.1533 da una lettera di Sebastiano del Piombo a Michelangelo sappiamo che Clemente VII non si dimostro' soddisfatto delle decorazioni della volta della sacrestia nuova fatte da Giovanni da Udine. Le trovava troppo povere e bianche, mentre avrebbe preferito colori vivi e belli. Michelangelo si rifiuto' di ubbidire alla richiesta di Clemente VII di fare arricchire la decorazione.
1533 Michelangelo regala a Ottaviano de' Medici una testa di Clemente VII dipinta da Sebastiano del Piombo.
1533 Michelangelo si fa aiutare da Montorsoli nella rifinitura della statua di Giuliano di Nemours (calzari, armatura e ornamenti).
1533 Antonio Mini, 27enne, muore in Francia, forse di crepacuore per essere stato defraudato da Giuliano Bonaccorsi, tesoriere di Francesco I, del quadro della Leda di Michelangelo.
1533 Lorenzaccio è a Roma protetto da Clemente VII. Rompe alcune teste alle sculture dell'arco di Costantino e scappa a Firenze protetto dal Duca Alessandro, altro libertino, figlio naturale di Clemente VII.
1533 Caterina de' Medici, figlia di Lorenzo Duca di Urbino, viene inviata da Clemente VII in Francia, a sposare Francesco I, ebbe 10 figli, per 12 anni fu regina, reggente per i figli minorenni Carlo e Francesco; regina madre durante il regno del figlio Enrico III. Porto in Francia il gusto per i buoni odori, l'Acqua di S.M. Novella (detta di Colonia), le cuffie e i pizzi di Firenze. La moda, la cucina, la corrispondenza, la cultura. Morì il 5 Gennaio 1589.
1534 nella denunzia dei redditi, Michelangelo dichiara tutti i beni suddetti, più due case in via Ghibellina e una in via Mozza.
2.3.1534 Paolo III incarica Michelangelo di dipingere nella cappella Sistina una Resurrezione (che poi sarà il Giudizio Universale)
1534 Michelangelo a Firenze vede l'Ercole dell'invidioso Bandinelli, contrapposto al suo David, per opera di Baccio d'Agnolo. E' contrariato dell'accostamento.
20.9.1534 Michelangelo parte e il 23 arriva a Roma. Lascia definitivamente a Firenze, chiamato da papa, per paura del duca Alessandro e dopo la morte del padre. Aveva paura che la morte del papa gli avrebbe tolto la protezione contro la vendetta di Alessandro. Il papa morirà dopo 2 giorni, il 25.9.
12.10.1534 Alessandro Farnese diventa papa Paolo III Convoca immediatamente Michelangelo, il quale gli risponde che non può assumere nuovi incarichi fino a quando non avrà terminato la tomba di Giulio II. Il papa infuriato gli fa presente che da 30 anni aspetta di essere servito da lui e che non ha molto più tempo. Michelangelo medita di fuggire nel genovese, presso la Badia del vescovo di Aleria, creatura di Giulio II e suo amico. Penso' anche di andare a Urbino dal duca che insisteva per vedere finita la tomba di Giulio II e lo minacciava. Il duca di Urbino era nemico di Paolo III e lo avrebbe protetto.
1534 Montorsoli fa la statua di Alessandro de' Medici per la SS.Annunziata e ritarda il viaggio a Roma, da dove lo chiama Michelangelo.
1534 muore Antonio Allegri detto il Correggio
Inizi 1535 Michelangelo, restato a Roma a scolpire le statue per la tomba di Giulio II, e prendendo tempo con Paolo III, riceve la visita improvvisa del papa col suo seguito. Viste le statue terminate, il cardinal Gonzaga esclama che una sola di queste e' sufficiente. Paolo III si impegna a far accettare al duca di Urbino le 3 statue, più altre tre che verranno affidate ad altri scultori. Incarica Michelangelo di dipingere il Giudizio Universale.
GIUDIZIO UNIVERSALE
16.4.1535 Vengono montati i ponteggi per il Giudizio Universale.
Per proteggere l'affresco dalla polvere, Michelangelo fece un cornicione di mattoni scelti e ben cotti, aggettanti mezzo braccio.
Nell' affresco si vedono le molteplici maniere di ritrarre non solo il corpo umano, ma anche le passioni e le sensazioni, andando direttamente al nocciolo dell'arte, trascurando gli abbellimenti coloristici e le minuzie dei particolari.
A tre quarti dell' opera. Paolo III andò a vedere come procedeva il lavoro, accompagnato dal maestro di cerimonie Biagio da Cesena, il quale si disse scandalizzato per le molte figure nude, ritenendole più confacenti ad una osteria che ad una cappella papale.
Per vendetta Michelangelo lo ritrasse, a memoria, nella figura di Minosse attorniato dai diavoli e non volle cambiarlo, nonostante le proteste del cerimoniere.
1.9.1535 Paolo III nomina Michelangelo supremo architetto, scultore e pittore del palazzo apostolico, aggregandolo fra i suoi familiari, con tutti gli onori e prebende. Gli assegna anche 1200 scudi d'oro annui a vita, da ricavare per meta' dalla Camera Apostolico e per metà dalle entrare della gabella del Po presso Piacenza.
1536 Rosso Fiorentino riceve 8 lire e 7 s. per aver trasportato la Leda di Michelangelo, quella rubata al Mini, a Fointainbleu.
1537 Michelangelo da' in dote alla nipote Francesca il potere di Capiteto a Pozzolatico.
1537 Piero Aretino scrive a Michelangelo una descrizione del Giudizio Universale, come lo vedrebbe lui. I cartoni erano pero' già terminati e Michelangelo glielo comunica per lettera.
1537 i fuoriusciti fiorentini vengono sconfitti a Montemurlo. Michelangelo, ottenuta la grazia da Clemente VII, non si era unito a loro.
1537 Litigio di Michelangelo con Sebastiano, che gli aveva preparato la parete del Giudizio Universale per pittura a olio anzichè a fresco. Sdegnato Michelangelo fece buttare giù l'intonaco dicendo: "che non voleva farlo se non a fresco, e che il colorire a olio era arte da donna e da persone agiate e infingarde, come Fra Bastiano". Questo episodio interruppe l'amicizia fra i due.
1537 Lorenzaccio con un sicario uccide il duca Alessandro. Fugge a Bologna, poi a Venezia. I fuoriusciti fiorentini non lo aiutano Il nuovo Duca, Cosimo I, dichiara ribelle Lorenzaccio
1537 Cosimo I, figlio di Giovanni dalle Bande Nere, grazie all'appoggio di Francesco Guicciardini, viene eletto Duca di Firenze. Guicciardini, poi estromesso da Cosimo, si rifugia nella sua villa ad Arcetri, dove scrive il suo capolavoro storico poi intitolato 'Storia d'Italia'.
11.7.1538 Michelangelo presta a Piero Bonaguisi 420 fiorini d'oro al 7%.
1538 La statua di Marco Aurelio viene posta sul Campidoglio, ancora da sistemare. Michelangelo ne disegna il basamento.
1538 Michelangelo (63) incontra Vittoria Colonna (46), vedova, che passava di convento in convento. Di lei abbiamo un ritratto di Sebastiano del piombo. Furono grandi amici e si scambiarono lettere di ammirazione e poesie.
1540 Michelangelo ricompra dalla nipote Francesca, per 700 ducati, il podere di Capiteto a Pozzolatico.
1540 Bartolomeo Ammannati scolpisce la Vittoria, adesso al Bargello
1540 Cosimo fa trasformare da Vasari la sala del Consiglio di Savonarola in salone delle Udienze.
1.1541 Michelangelo cade malamente dall'impalcatura del Giudizio Universale e si ferisce ad una gamba. Si chiude in casa sua, a Macel de' Corvi, e non vuole fare entrare nessuno. Solo l'amico medico fiorentino Baccio Rontini riesce ad entrare e non lo lascia fino a completa guarigione. Nel 1532 il Rontini aveva guarito il Vasari, che, per riconoscenza, gli aveva dipinto una serie di piante medicinali.
1.11.1541 Viene scoperto il Giudizio Universale. Vi appare un Cristo terribile che, seduto, volge uno sguardo malevole verso i dannati, con grande timore della Madonna, che si stringe nel manto. Vi sono infinite figure: i Profeti, gli Apostoli, Adamo, come primigenio e San Pietro, come fondatore della chiesa. San Bartolomeo appare scorticato, San Lorenzo è nudo ed intorno moltissime figure esprimo la gioia di essere ammessi alla beatitudine eterna. Sotto i piedi di Cristo appaiono i sette angeli con la tromba, descritti da San Giovanni Evangelista, che intonano la sentenza, facendo arricciare i capelli degli ascoltatori. Due angeli hanno il libro delle vite in mano e vicino appaiono i sette peccati capitali, sotto forma di diavoli che trascinano all'inferno le anime che cercano di salire in cielo.
Si vedono i morti che riassumono dalla terra le loro carni e, aiutati dai vivi e dai beati, iniziano l'ascesa verso il cielo. Caronte batte il remo, mentre i diavoli afferrano chi tenta di salire sulla barca. Il volto terribile rimanda ai versi di Dante:
Caron demonio, con occhi di bragia,
loro accennando, tutte le raccoglie:
batte col remo qualunque si adagia.
L' opera attrasse ammiratori da ogni dove. Vittoria Colonna gli scrisse una lettera elogiativa e Michelangelo le dedicò il disegno di una Pietà, adesso al Gardner Museum di Boston
1541 Marcello Venusti, di Como, allievo di Pierino del Vaga e poi discepolo di Michelangelo, fa una copia del Giudizio Universale, richiesta dal cardinale Gonzaga. La compro' invece il Cardinale Farnese. E' adesso al Museo Nazionale di Napoli. La copia piacque a Michelangelo, che dette al Venusti alcuni disegni da dipingere: l' Annunciazione, in S. Giovanni in Laterano e la Sacra Famiglia, al Museo di Vienna. Fu probabilmente Tommaso del Cavaliere a presentarlo a Michelangelo
1542 Nanni di Baccio Bigio esegue due copie della Pietà di Michelangelo,una delle quali e' in S.Spirito. Il suo vero nome era Giovanni di Bartolommeo Lippi, fiorentino. Ammiratore di Michelangelo, da giovane si fece ladro per rubare, con l'Ammannati, alcuni suoi disegni. Studio' scultura con Raffaello da Montelupo. Dal 1540 si era trasferito a Roma.
11.1542 Michelangelo comincia ad affrescare la cappella Paolina con la Crocifissione di S.Pietro e la Visione di S.Paolo sulla via di Damasco. Fu criticato per avere ritratto un S.Paolo anziano, mentre avrebbe dovuto essere un giovane. In realtà inizia per Michelangelo un periodo di malinconia, difficolta' e di misticismo, confermato anche dalla corrispondenza con Vittoria Colonna e che terminerà con le preghiere in rima e con la Pietà Rondanini. Impiego' 8 anni a terminare gli affreschi
12.11.1543 Vasari consegna a Bindo Altoviti una Venere che bacia un cupido, da lui dipinta, su disegno di Michelangelo
1543 il fiammingo Jacob Arcadelt musica alcuni madrigali di Michelangelo e ne pubblica quattro a Venezia.
1543 Vasari dipinge pale di altare a Firenze e a Roma. Frequenta Michelangelo che gli consiglia di studiare l'architettura. Lui lo prende come un complimento.
8.1.1544 muore a Roma Francesco Bracci, figlio di un fuoriuscito fiorentino. Godette dell'amicizia di Michelangelo. Lo zio Luigi del Riccio fece fare a Michelangelo il disegno della tomba, che fu poi eretta nella chiesa di Aracoeli. Gli chiese anche un busto del fanciullo, che Michelangelo fece fare al fidato Urbino.
6.1544 Michelangelo si ammala gravemente. Per poterlo curare lo tolgono dalla casa del Macel de' Corvi ed ospitato nel Palazzo Strozzi di Roma. Guarirà a fine Luglio.
1544 Vasari dipinge una Venere per Bindo Altoviti, su disegno di Michelangelo. Lavora pure a Lucca e a Napoli.
1.1545 finalmente Michelangelo può innalzare in S.Piero in Vincoli la tomba di Giulio II. Le 40 statue si sono ridotte a 3, ma forse solo il Mosè è degno di Michelangelo, mentre la Vita Terrena e quella Contemplativa sono opere stanche della vecchiaia.
1545 arriva a Roma il 20enne marchigiano Ascanio Condivi. Forse fu chiamato dal marchigiano Annibal Caro. il suo primo protettore fu Lorenzo Ridolfi, che gli fece fare un busto di Silla in bronzo, destinato al palazzo Ridolfi di Firenze. Conobbe Michelangelo e divenne suo discepolo e amico. Ne scrisse la biografia, su suggerimento del Buonarroti, che si era sentito tradito da quella del Vasari del 1550. Per quella del 1568, Vasari saccheggio' la biografia del Condivi.
1545 il 20enne Giambologna mostra al 70enne Michelangelo una sua statuetta e cosi', in vecchiaia, racconto' l'episodio: Avendo un giorno fatto un modello di mia invenzione, il quale avevo finito, come noi usiamo dire, con l'alito, l'andai a mostrare al gran Michelangelo, il quale, presolo in mano, tutto me lo guasto', secondo pero' quello che parve a lui, attitudinandolo di nuovo, tutto il contrario di quello che io avevo fatto e mi disse: "Or va' prima ad imparare a bozzare e poi a finire".
10.5.1545 Michelangelo scrive al nipote Lionardo di trovargli un nuovo commento alla Divina Commedia, scritto da Alessandro Vellutello di Lucca.
12.7.1545 un incendio distrugge il tetto della cappella Paolina. Michelangelo si raccomanda di ripararlo immediatamente per evitare che la pioggia guasti gli affreschi, ormai a meta'. Comunque, scontento del papa, che gli ha tolto gli appannaggi, medita di andare via da Roma.
1545 Paolo III 77enne da' inizio al Concilio di Trento. Iniziato, da giovane, presso la corte di Lorenzo il Magnifico alle teorie neoplatoniche, in vecchiaia approverà la regola della Compagnia di Gesù e dara' inizio alla Controriforma, fustigato dalle critiche di Calvino e di Lutero e, forse, memore delle prediche del Savonarola.
1545 Pontormo comincia ad affrescare in S.Lorenzo una imitazione della cappella Sistina, cercando di imitare e superare Michelangelo. Dopo 10 anni di lavoro si accorse di avere fallito e mori' di crepacuore.
11.1545 Piero Aretino, contrariato perchè Michelangelo non gli ha regalato un disegno, gli scrive condannando i nudi del Giudizio Universale. Lo consiglia di prendere esempio dalla pudicizia fiorentina, che ha apposto una foglia di fico dorata al suo David.
19.3.1546 Michelangelo viene fatto cittadino romano, insieme a Tiziano. Inizia a progettare la sistemazione del Campidoglio. In quel periodo scrive:
Che giova voler far tanti bambocci,
se m'han condotto alfin come colui
che passo' il mar, e poi affogo' nei mocci?
L'arte pregiata, ove alcun tempo fui
di tanta opinion, mi rec'a questo:
povero, vecchio, e serv'in forza altrui:
ch'io son disfatto, s'i non muoio presto.

ed un frammento:
Con tanta servitù, con tanto tedio,
e con falsi concetti e gran periglio
dell'alma, a scolpir qui cose divine.
1546 il Bronzino arriva a Roma con una borsa di studio di Cosimo I per 2 anni. Dira' che ha goduto dell'amicizia di Michelangelo, che in effetti, successivamente gli manderà i suoi saluti per il tramite del nipote Lionardo. Il Bronzino era di natura docile e quieta ed era impossibile liti gare con lui. Una volta, pero' scrisse a Benedetto Varchi un saggio, nel quale sosteneva il primato della pittura sulla scultura. Michelangelo commento' che avrebbe scritto meglio la sua serva.
1546 per incarico di Cosimo I, il vescovo Tornabuoni scrive al Lottini di riferire a Michelangelo che, se accetta di rientrare a Firenze, sarà nominato membro del Senato dei 48.
1546 Vasari inizia a scrivere Le Vite
1546 muoreAntonio da Sangallo detto il GIOVANE, nipote di Giuliano e di suo fratello Antonio da Sangallo detto il VECCHIO. Giuliano(1445-1516)\ Antonio detto il vecchio(1455-1534)\ Antonio detto il giovane (1483-1546) e viene chiesto a Michelangelo di eseguire il cornicione di Palazzo Farnese e di curare le difese del Borgo.
1546 Vasari a Roma affresca il salone grande del palazzo della Cancelleria con il ciclo delle Imprese di Papa Paolo III su commissione di Alessandro Farnese e su proposta del letterato Paolo Giovio. La realizzazione duro' pochissimo e fu denominata "la sala dei 100 giorni". Quando Michelangelo fu portato a vedere l'opera e gli dissero quanto poco era durata, commento' "E si conosce".
1546 Donato Giannotti pubblica I Dialoghi Dei Giorni Che Dante Consumò Nel Cercare Il Paradiso E L'Inferno, nei quali riporta i discorsi di Michelangelo sull'argomento, che conosceva molto bene.
1546 Cellini scrive a Benedetto Varchi che considera Michelangelo il maggior pittore di tutti i tempi. Scrive anche un sonetto:
Solo una fronda della tua corona
Angel Michel, divin, solo immortale,
Ricco, mi mostra, e d'altro non rivale.
1546 muore Ottaviano de' Medici, che era stato allontanato dal suo ufficio da Cosimo I, per sospetto di irregolarità amministrative.
2.1547 Michelangelo assume Caterina, che si ammala per 2 mesi e gli costa 9 scudi d'oro fra medico e assistenza. Non le vuole pagare il salario.
1547 Muore Sebastiano del Piombo. Michelangelo intercede per fare affidare l'ufficio del piombo a Guglielmo della Porta, scultore e figlio di un amico di Sebastiano. Michelangelo aveva già favorito Guglielmo, quando Paolo III volle far rifare le gambe dell'Ercole Farnese. Quando le gambe originali furono ritrovate, Michelangelo consiglio' di lasciare quelle rifatte, tanto erano state ben eseguite.
1547 Lorenzaccio, dopo essere scappato a Costantinopoli e Parigi, torna a Venezia dove viene ucciso dai sicari di Cosimo I
1547 Michelangelo viene nominato architetto della Fabbrica di S.Pietro. Vuole mantenere la pianta quadrata del Bramante e commissiona un modello (perduto) a Dionisio Piccardo, al Rambao e ad altri. Inizia a progettare la cupola. Paolo III lo incarica di innalzare l'obelisco in mezzo alla piazza S.Pietro, ma rifiuta. L'aveva portato a Roma Caligola, intorno al 40 ed aveva ornato per secoli il Circo neroniano. Di tutti quelli portati da Caligola, era l'unico che non si fosse rotto. Michelangelo, benchè esperto ideatore di argani, temendo di essere tradito da fessure interne del blocco, che era lungo 25 metri e pesava 1.060.000 libbre e conscio di quanto tempo avrebbe dovuto perdere, rifiuto'
1547 muore Giovan Simone, fratello di Michelangelo
1547 il frate sfratato Ochino critica i nudi del Giudizio Universale, più consoni ad un teatro che ad una cappella.
1547 Alessandro di Canossa va a Roma a trovare il "parente" Michelangelo
5.1548 Michelangelo ha coliche renali. Solo nel marzo 1549 espellerà i calcoli, dopo le cure di Realdo Colombo, ma Michelangelo crede più nell'effetto delle orazioni che delle medicine.
1548 giunge a Roma la notizia dell'assassinio di Lorenzaccio. Donato Giannotti suggerisce al cardinale Niccolo' Ridolfi, figlio di Contessina di Lorenzo il Magnifico, di far terminare a Michelangelo la testa di Bruto.
1549 Nanni di Baccio Bigio viene incaricato, per favore del cardinal Farnese, di riparare il ponte di S.Maria, detto ponte rotto. Michelangelo progetta le riparazioni, ma Nanni, entrato a far parte del gruppo sangallesco, nemico del Buonarroti, realizza un suo progetto, insufficiente. Michelangelo, passando a cavallo sul ponte riparato, insieme a Giorgio Vasari, gi suggerisce di affrettarsi, perchè] sente troppe vibrazioni e non si fida. Il ponte crollerà nel 1557.
1549 arriva a Roma il pittore senese Marco del Pino, 24enne. Era stato allievo del Beccafumi. A Roma lavoro' con Daniele da Volterra, amico di Michelangelo. Il Buonarroti gli dette dei suggerimenti tecnici, e sono gli unici che conosciamo: "..dovesse sempre fare la figura piramidale serpentinata, & moltiplicata per uno, doi & tre. Et in questo precetto parmi che consista tutto il secreto de la pittura. Imperocchè la maggior grazia & leggiadria che possa havere una figura e' che mostri di muoversi, il che chiamano i pittori furia della figura. E per rappresentare questo moto non vi e' forma più accomodata che quella de la fiamma del foco, al quale secondo che dicono Aristotele & tutti i Filosofi, e' elemento più attivo di tutti, & la forma de la sua fiamma e' più atta al moto di tutte. Perchè] ha il cono & la punta acuta con la quale par che voglia rompere l'aria, & ascendere a la sua sfera. Si' che quando la figura havra' questa forma sara' bellissima".
10.11.1549 muore Paolo III. Michelangelo commenta solo "Bisogna aver pazienza". Il nipote, cardinale Farnese, ordina a Michelangelo di realizzare la sua sepoltura. Michelangelo consiglia di affidare il lavoro a Guglielmo della Porta, il quale progetto' di collocarla in mezzo a S.Pietro. Michelangelo rifiuta il permesso e il della Porta diventa suo acerrimo nemico.
1549 Eleonora dà incarico a Bartolomeo Ammannati di ingrandire Palazzo Pitti (aveva solo 7 finestre) e costruire un cortile monumentale. Niccolò Pericoli, detto il Tribolo, disegno il giardino di Boboli.
1549 Michelangelo si ammala del mal della pietra.
1550 Bartolomeo Ammannati sposa una gentile poetessa, Laura Battiferro di Urbino, che diventera' amica di Michelangelo.
1550 Tiberio Calcagni arriva a Roma, protetto da Donato Giannotti e da Francesco Bandini. Lo presentano a Michelangelo che lo prende a ben volere e, anche se non aveva grandi qualità artistiche, si avvalse della sua opera.
4.2.1550 il cardinale Niccolo' Ridolfi, figlio di Contessina di Lorenzo il Magnifico, che tutti pronosticavano nuovo papa, durante il conclave muore avvelenato, si dice dal Lottini. Gian Francesco Lottini nacque a Volterra nel 1512.
1529 viene accusato dell'assassinio di un volterrano per motivi carnali.
1530 processato per aver ferito gravemente un compagno Riesce a diventare segretario di Cosimo I, che nel 1542 lo caccia per sfacciata sodomia, ma lo riprende poco dopo per i bassi servigi.
Nel 1548 lo manda a Venezia e Lorenzino viene pugnalato da due sicari, uno dei quali, Bebo, era di Volterra. Ando' a Roma, segretario del cardinale Ascanio Sforza e durante il conclave viene avvelenato il cardinale Ridolfi.
Nel 1555 brigo' per favorire il cardinale Santafiora e lo sdegnato Paolo IV lo fece rinchiudere in Castel Sant'Angelo.
Al conclave del 1559 fu segretario di Giovannangelo dei Medici, poi Pio IV.
Mori' nel 1572.
Scrisse gli Avvenimenti Civili, pubblicati nel 1574 e I Conclavi dei Pontefici, pubblicato in francese nel 1703.
22.2.1550 Giovan Maria del Monte diventa papa col nome Giulio III. Pensava più ai piacere propri che a quelli della cristianità. Per non avere fastidi, accondiscendeva a tutte le richieste e voci' facendo prosciugo' le casse del Vaticano. Nel 1527, durante il sacco di Roma, fu preso fra gli ostaggi papali e poichè il riscatto tardava ad arrivare, fu trascinato per 3 volte in Campo de' Fiori davanti alla forca. Fece lavorare pochissimo Michelangelo, chiedendogli molti disegni e progetti, senza fargli realizzare niente, anche per l'invidia dei sangallesi. Lo tratto' con amichevolezza ed una volta lo fece sedere accanto a se', ma il Buonarroti si schermiva, anche perchè il papa si nutriva di piccantissimi agli e cipolle.
1550 Michelangelo termina gli affreschi della cappella paolina ed inizia i lavori di sistemazione del Campidoglio. I lavori dovevano essere proseguiti da Tommaso del Cavaliere, ma, invece, molti altri si avvicendarono ed il progetto iniziale fu modificato. Se ne conserva una incisione, dell'architetto parigino Etienne Duperac, pubblicata in Roma nel 1575 e più volte ristampata.
1550 Vasari a Roma dal nuovo Papa Giulio III. In collaborazione con Bartolomeo Ammannati decora la cappella con la tomba del cardinale Antonio del Monte in San Piero in Montorio. Rimane in stretto rapporto con Michelangelo.
1550 Francesco Salviati affresca la Sala delle Udienze in Palazzo Vecchio
1550 esce a Firenze la prima edizione delle Vite del Vasari
25.9.1551 l' Urbino si sposa e porta in casa di Michelangelo la moglie e la serva. Il figlio che nascerà berrà battezzato Michelangelo, che sarà il padrino.
10.2.1552 Michelangelo scrive al nipote Lionardo dicendogli che vuol fare testamento lasciando tutto a lui ed al fratello Gismondo, con la clausola che, se resteranno senza eredi, tutti i beni dovranno andare all'opera di S. Martino, dei poveri vergognosi.
1552 Cosimo I, cercando di far tornare Michelangelo a Firenze, gli fa scrivere dal Cellini, che poi andrà di persona a Roma, senza riuscire nel suo intento.
1552 Federigo Ginori desidera una medaglia con un Atlante da regalare ad una sua amica napoletana e chiede un disegno a Michelangelo, il quale gli consiglia di farsi fare anche un modello in cera da Benvenuto Cellini. Giuliano Bugiardini porto' il disegno di Michelangelo a bottega di Benvenuto, dove c'era anche il Ginori, che scelse il modello del Cellini.
1552 Michelangelo scrive a Benvenuto Cellini dicendogli di aver visto un suo busto in bronzo di Bindo Altoviti, esprimendo ammirazione, perchè lo aveva sempre conosciuto come un cesellatore di piccole cose.
1552 Michelangelo, in risposta alle inesattezze delle Vite del Vasari, suggerisce ad Ascanio Condivi la sua biografia, che inizia parlando delle origini di Canossa
1553 Giulio III chiede a Michelangelo e al Vasari le tombe per due sue antenati, da collocare in S.Pietro a Montorio. Vasari propone che a farle sia Bartolomeo Ammannati. Michelangelo non vorrebbe, memore del furto giovanile dell'Ammannati, ma Vasari butta la cosa in scherzo, facendogli notare che se avessero cercato denari sarebbero stati da condannare, ma che avendo rubato i suoi disegni, avrebbe dovuto esserne orgoglioso. Michelangelo, forse memore di quanta gola gli facevano i disegni del Ghirlandaio che il Granacci gli portava di nascosto, accondiscese.
4.1553 Michelangelo assume Vincenza da Tivoli.
1553 esce la biografia di Michelangelo scritta dal Condivi, in riposta alle inesattezze del Vasari.
1.1.1554 Michelangelo assume Lisabetta di Castel Durante e Vincenza, figlia di un pizzicarolo di Macel de' Corvi e stipula un contratto impegnandosi a pagarle una dote di 50 scudi d'oro in oro se si sarà comportata bene per 4 anni. Ma nel Settembre 1555, non si sa perchè, il fratello viene a riprendersela e, dietro minacce, Michelangelo le paga una dote di 25 scudi.
1554 muore a Tours Giovan Francesco Rustici pittore fiorentino
15.3.1554 Benvenuto Cellini compra a Gropina un podere dai fratelli Antonio e Giovanni di Loro.
20.9.1554 Su incarico di Cosimo I, Vasari scrive a Michelangelo, cercando di convincerlo a rientrare a Firenze, promettendogli che non lo faranno affaticare. Michelangelo risponde spiegandogli le ragioni che lo trattengono a Roma.
1.10.1554 prendono servizio da Michelangelo la madre della Lisabetta suddetta e una Lucia di Castel Durante.
6.10.1554 viene posta la prima pietra della Chiesa del Gesù, alla presenza di Ignazio di Loyola e di Michelangelo, che aveva fatto gratuitamente il progetto e che volle scendere personalmente nella fossa per sistemare bene la pietra. Michelangelo aveva offerto gratuitamente "per pura devozione" il pro getto a S. Ignazio, che aveva frequentato, ma non fu mai realizzato, per l'opposizione dei proprietari degli edifici vicini (l'Altieri e il Muti). Fu condotta a termine con i disegni del Vignola e del progetto michelangiolesco si e' persa ogni traccia.
23.3.1555 muore Giulio III di gotta e per gli stravizi. Non avrà una vera tomba. Le sue ossa sono racchiuse in un modesto sarcofago nei sotterranei di S.Pietro con la sola scritta "Papa Giulio III"
1555 Cosimo I muove per fare guerra contro Siena. Bindo Altoviti, da Roma, arma un piccolo esercito personale per prenderlo di sorpresa in Val di Chiana. A Marciana verrà sconfitto, costretto a rientrare a Roma ed i suoi beni confiscati.
1555 Muore di crepacuore Pontormo, accortosi di avere fallito nell'imitare Michelangelo negli affreschi el coro di S.Lorenzo. Tali affreschi furono completati dal Bronzino e raschiati nel 1738. Ci restano solo alcuni disegni preparatori ed una recente ricostruzione, basata su di un quadro che rappresentava la chiesa come era internamente, all'epoca del completamento degli affreschi. Il giorno dello scoprimento dell'opera la critica si divise: i favorevoli ammiravano i colori e la profondità, i critici, controriformisti, non approvavano le figure.
1555 Michelangelo scrive all'Ammannati una lettera di elogio per l'architettura del Bramante, che odiava personalmente, perchè di carattere affine.
1555 Cosimo I affida a Vasari la decorazione di Palazzo Vecchio che vuole destinare a propria residenza. Vasari si fa aiutare da: Cristoforo Gherardi Lo Stradano (Jan van der Straet) Marco da Faenza, specialista in grottesche Prospero Fontana (bolognese) Jacopo Zucchi Giovan Battista Naldini Francesco Morandini detto il Poppi Consulente per il programma iconografico e' il letterato Vincenzo Borghini
3.12.1555 muore l'Urbino con grande dolore di Michelangelo, che lo aveva coperto d'oro; in un sol giorno, per paura di morire prima di lui e di lasciarlo senza beni, gli regalo' 2000 ducati d'oro. Scrive al nipote Lionardo e al Vasari che il dolore è talmente grande, che avrebbe preferito morire lui. Manda un sonetto all'amico Antonio Beccadelli:
e piango e parlo del mio morto Urbino
. . . . Sua morte poi
m'affretta e tira per altro cammino,
dove m'aspetta ad albergar con seco.
30.1.1556 Marinotti, segretario di Cosimo I, scrive a Michelangelo, invitandolo a rientrare a Firenze.
31.7.1556 muore Ignazio di Loyola e viene chiamato Jacopo del Conte a ritrarlo. L'unica effigie autentica di S.Ignazio e' di mano dell'autore del ritratto di Michelangelo.
15.9.1556 L'esercito del Duca di Alba saccheggia Anagni. Il papa Carafa Paolo IV, che pensava di avere un esercito sufficiente a contrastare gli spagnoli, si spaventa e teme un nuovo sacco di Roma.
20.9.1556 Michelangelo scappa da Roma con Sebastiano Malenotti, primo aiuto per la Fabbrica di S.Pietro ed i due servi di nome Antonio, alla volta di Loreto, ma si ferma a Spoleto.
20.10.1556 Michelangelo, visto che si stanno facendo trattative di pace, rientra a Roma. Al nipote Lionardo, vergognandosi di confessare che ancora una volta era scappato, scriverà che, essendosi rallentati i lavori in S.Pietro, aveva deciso di fare una gita che desiderava da tempo.
1556 Michelangelo conosce Sofonisba Anguissola e le regala un disegno, con il quale lei dipingerà la Pietà che adesso e' a Brera. n. 1528 a Cremona. Allieva di Bernardino Campi. 1556 arriva a Roma e conobbe il Vasari, il Salviati e Michelangelo. 1559 invitata in Spagna dal re ed accolta come una regina. fece ottimi ritratti ai reali. 1585 diviene cieca e si ritira a Palermo. 1526 Van Dyck le fa il ritratto 1625 muore a Palermo
1556 Daniele da Volterra va a Firenze e Michelangelo lo raccomanda al Vasari. Durante il suo lungo soggiorno fiorentino, copio' in gesso le statue della sacrestia nuova.
1556 muore Bindo Altoviti
8.5.1557 Cosimo I scrive direttamente a Michelangelo: "Poichè la qualità dei tempi e la relazione degli amici vostri ci danno qualche speranza che voi non siate del tutto alieno dal volere dare una volta sino a Firenze per rivedere un poco, dopo tanti anni, la patria e le cose vostre, quel che a noi sarebbe di tanto piacere quanto l'abbiamo sempre molto desiderato, ci e' parso con questa nostra dovervene esortare e pregare, come ve ne esortiamo e preghiamo, con tutto il cuore, persuadendovi di avere a essere visto gratissimamente da noi. Ne' vi ritenga dubbio che noi siamo per gravarvi di alcuna sorta di fatica o fastidio, che bene sappiamo il rispetto che oramai si deve cosi' all'eta' come alla singolarità della virtù vostra, ma venite pure liberamente e promettetevi di avere a passare quel tempo che vi tornerà bene dimorarci, a tutto vostro arbitrio e soddisfazione perchè a noi basterà assai vedervi di qua e nel resto tanto piacere avremo quanto ne sentirete voi maggiore recreazione e quiete, ne' penseremo mai se non a farvi onore e comodo". Michelangelo risponde che non può lasciare Roma "sono in maggior fatica e fastidio circa le cose della fabbrica ch'io fussi mai" e dalla lettera traspare più il fastidio e la noia dell'insistenza del duca, che non l'onore dell'invito. Gli fa presente che spera di liberarsi l'anno prossimo. Scrive anche al Vasari dicendo che e' vecchio, stanco e che non può lasciare i lavori della fabbrica di S.Pietro.
1557 Michelangelo, insoddisfatto della sua opera, fa in pezzi la Pietà che sta scolpendo per la propria tomba. Il servo Antonio lo prega di non buttare i pezzi e Michelangelo glieli regala. Tiberio Calcagni racconta il fatto al Bandini, il quale compra da Antonio i frammenti per 200 scudi d'oro e li fa portare nella sua vigna di Monte Cavallo, dando incarico al Calcagni di risistemarla. Il che fu fatto, con i consigli di Michelangelo, che si recava spesso nelle vicinanze a trovare Daniele da Volterra. La Pietà si trova adesso nel Duomo di Firenze e dimostra le non grandi capacita' dell'allievo: studi recenti hanno confermato che la ricomposizione del gruppo fu sbagliata e l'angelo di sinistra, opera di Tiberio Calcagni, contrasta con il resto del gruppo. Nella testa del Nicodemo, Michelangelo abbozzo' l'autoritratto.
1.8.1557 Benvenuto Cellini inaugura la sua casa a Gropina, dove inizierà a dettare l'autobiografia ad un fanciullo, ricompensato con mezzo scudo d'oro al mese.
1557 crolla il ponte di S.Maria, riparato da Nanni di Baccio Bigio in modo contrario alle indicazioni di Michelangelo.
1557 Ludovico Dolce, in un suo libro a favore del Tiziano, critica le oscenità del Giudizio Universale.
1557 crolla il ponte a S.Trinita di Taddeo Gaddi
1558 Michelangelo fa un modello in terra della Biblioteca laurenziana e lo manda a Bartolomeo Ammannati, perchè la mostri a Cosimo I.
1558 risale probabilmente a questo periodo la Pietà detta di Palestrina, perchè fino al 1938 era nella cappella di S.Rosalia nel palazzo Barberini di Palestrina, poi spostata alla Galleria dell'Accademia. Non esiste alcun documento su quest'opera. Si e' favoleggiato che Michelangelo l'avesse scolpito direttamente in una cava di Carrara. In realtà è ricavata da un blocco romano dell'eta' imperiale: in uno spigolo e' ancora visibile il dentello di una foglia d'acanto. Al momento del trasferimento alla Galleria dell'Accademia, fu liberata da uno sgraziato drappeggio secentesco.
1558 Su insistenza di Donato Giannotti, Tommaso del Cavaliere e Francesco Bandini, Michelangelo realizza un modello in terra di S.Pietro e lo fa fare in legno da Giminiani di Battista di Carrara e da Giacono dei Conti. Il modello e' nel Museo Petriano.
4.1558 Michelangelo assume Laura e Benedetta di Castel Durante.
1559 diventa papa Pio IV dei Medici di Milano.
1559 Muore Enrico II. La moglie Caterina di Francia chiede una statua equestre in bronzo a Michelangelo, ill quale propone venga affidata a Daniele da Volterra, il quale fara' solo il cavallo. Diventerà la statua equestre di Luigi XIII, distrutta a Parigi durante la rivoluzione.
6.1559 Michelangelo assume Girolama di castel Durante.
1559 su incarico di Cosimo I Ammannati costruisce il ponte a S.Trinita.
1559 Vasari termina la decorazione del Quartiere degli Elementi in palazzo Vecchio.
1560 Pio IV nomina cardinale il nipote 21enne futuro S. Carlo Borromeo. Sara' il primo vero Segretario di Stato.
3.1560 Michelangelo manda a Firenze Tiberio Calcagni, per mostrare a Cosimo I i disegni ed un modello in terra del progetto per la chiesa di S.Giovanni dei Fiorentini, eseguito dal Calcagni con la sua supervisione.
9.4.1560 Vasari scrive a Cosimo I riferendogli che Michelangelo ha ancora una volta rifiutato di tornare a Firenze e gli manda a dire di essere contento che il duca può contare su di un grande artista come il Vasari. Nello stesso anno, Cosimo I, accompagnato dalla moglie Eleonora di Toledo, si reca a Roma ed incontra Michelangelo.
8.1560 Michelangelo scaccia la Girolama e annota "che mai non ci fusse venuta".
10.9.1560 Michelangelo offre a Pio IV le sue dimissioni da sovrintendente della fabbrica di S.Pietro, sapendo che lingue malevoli riportano commenti negativi sul suo operato. Ha 85 anni e vorrebbe finire di tribolare. Il papa non accetta e gli conferma la sua benevolenza.
1560 Nella gara per l'assegnazione del Nettuno per piazza della signoria, viene prescelto l'Ammannati al Cellini, il quale scrive a Michelangelo, a Roma, pregandolo di riparare all'ingiustizia. In realtà Michelangelo aveva già visto il disegno, che l'Ammannati gli aveva inviato per il tramite del Vasari e gli era piaciuto. Michelangelo mandò Leone Leoni a vedere i modelli e Leoni gli riporto' che ormai il marmo era già nella bottega dell'Ammannati. Al concorso aveva partecipato anche Giambologna e il Danti.
1560 Bartolomeo Ammannati realizza la bugnatura del cortile interno di palazzo Pitti
1560 Cosimo I affida a Vasari la fabbrica degli Uffizi
5.4.1561 Bartolomeo Ammannati scrive a Michelangiolo che sta lavorando al Nettuno e che "sono per questa cosa in tanto fastidio che ne sospiro ogni ora" e gli manda il libro di poesie della moglie, stampato a Firenze nel 1560 e che il Buonarroti gli aveva richiesto.
6.4.1561 per Pasqua, Lionardo va a trovare Michelangelo, che gli raccomanda di fare molte elemosine a Firenze.
18.6.1561 viene posta la prima pietra della porta Pia, disegnata da Michelangelo. I lavori di muratura furono affidati a Pier Luigi Gaeta.
29.8.1561 Michelangelo ha un malore mentre sta lavorando in Macel de' Corvi. Cade tramortito e si sparge la voce che sia morto. Si riprenderà in poco tempo
1561 Michelangelo assume Caterina Mulattieri, che lo assisterà fino alla morte.
6.9.1561 Scipione Saurolo, teologo, scrive a San Carlo Borromeo di intercedere presso Pio IV per eliminare i nudi del Giudizio Universale. Non verrà esaudito.
1561 Vasari affresca le stanze di Eleonora in Palazzo Vecchio con lo Stradano
1561 Cosimo I regala al Vasari la casa di Borgo Santa Croce, che inizia a decorare.
19.4.1562 Cosimo I risponde negativamente alla richiesta di Nanni di Baccio Bigio, che vorrebbe sostituire Michelangelo nella direzione della fabbrica di S.Pietro. Afferma che non lo fara' mai finche' Michelangelo vivrà.
11.7.1563 Daniele da Volterra scrive a Lionardo Buonarroti: "... lui per vecchio sta assai comodamente, non si vede che nella persona egli abbia difetto altro che nelle gambe che sono deboli e alle volte or l'una or l'altra un poco enfiate; del resto egli sta assai bene".
8.8.1563 Michelangelo davanti al giudice. Un vignaiolo, che faceva lavori di scasso in un podere di Orazio Muti, presso S.Vitale, trovo' un tesoretto di monete e medaglie d'oro antiche. Invece di avvertire il Muti, arraffo' le monete e fuggi' a Venezia. Nella fretta ne lascio' alcune nella buca ed il Muti, comprendendo quello che era successo, avverti' tutti i cambiavalute ed orefici di Roma. Dopo pochi giorni, Michelangelo mando' Pier Luigi Gaeta a cambiare alcune monete d'oro fuori corso. Il cambiavalute lo denuncio' e Michelangelo, 88enne, fu trascinato davanti al giudice e prese la cosa in scherzo, motteggiando gli accusatori ed il giudice, fino a quando un cardinale, avvertito dal Gaeta, non venne a liberarlo dall'impiccio.
8.1563 Viene assassinato Cesare di Castel Durante, primo aiuto, nella fabbrica di S.Pietro, di Michelangelo, che manda in sostituzione Pier Luigi Gaeta, giovanissimo, ma di sua fiducia. I deputati della fabbrica, pero', mandano via il Gaeta e spargono la voce che Michelangelo, a causa dell'eta', non ha più intenzione di curarsi della Fabbrica. Michelangelo manda Daniele da Volterra a smentire le voci presso il cardinale Ferratino, il quale promette di nominare lo stesso Daniele, quale successore. Si rimangia pero' la parola e nomina Nanni di Baccio Bigio, il quale entra da padrone nel cantiere ed inizia immediatamente a modificare pericolosamente il progetto. Michelangelo, che non andava più nel cantiere, era pero' costante mente informato ed un giorno, incontrando Pio IV in piazza del Campidoglio, gli espone le sue ragioni. Il papa lo convoca per il giorno seguente in Aracoeli, dove riunì la deputazione, che rinfacciò a Michelangelo molti errori di pro gettazione. Il papa ordinò una ispezione a Gabrio Serbelloni, che si concluse in modo favorevole per Michelangelo e con la cacciata di Nanni di Baccio Bigio.
1563 Paolo Veronese davanti al tribunale dell'Inquisizione di Venezia per le nudità della Cena in casa Levi, si difende ricordando i nudi del Giudizio Universale di Michelangelo.
1563 Vasari inizia la decorazione della volta del Salone dei 500 con i consigli del Borghini e dell'Adriani
1563 Vasari fra i promotori della fondazione dell'Accademia delle arti e del disegno. Michelangelo verrà nominato presidente onorario.
21.1.1564 La Congregazione del Concilio, su istigazione di Pio IV, decide la copertura delle nudità del Giudizio Universale di Michelangelo
5.2.1564 Michelangelo comincia a stare male. Non vuole stare a letto perchè non trova quiete.


MORTE DI MICHELANGELO
18.2.1564 muore Michelangelo. Al suo capezzale ci sono Tommaso del Cavaliere, Diomede Leoni, il servo Antonio e Daniele da Volterra, al quale Michelangelo chiede di scrivere a Lionardo di venire a Roma.
Lascia incompiuta la Pietà Rondanini. Vi lavorava nelle ultime sue notti insonni, al lume di una candela di sego di capra. Fu ricavata da una grossa colonna romana. Vi e', oltre al Cristo morto, una sola figura di donna, che ha appena la forza, nella debolezza del suo dolore, di non far cadere lo scarno e penzolante cadavere divino. La testa della Madre, ravvolta e chiusa in un elmetto di pietra, mostra, nelle fattezze appena segnate, un immoto e quasi umile dolore. Il Salvatore sembra che sia stato improvvisamente consunto e compresso dall'agonia del supplizio, il costato par che s' allunghi e si restringa nella lenta caduta; il volto non ha bocca, ma gli occhi socchiusi son reclinati verso terra, come se cercassero l'oscurità e il riposo del sepolcro.
"......Nessun artista ha mai saputo rappresentare, come in questa Pietà, l'angosciosa solitudine di quel momento breve ma tremendo che sta tra il grido della Passione e il saluto della Resurrezione, quando tutto par che sia finito e nulla possa ricominciare, quando pare, per poche ore, che l'immolazione del Figlio sia stata inutile tragedia. Quali pensieri, quali immagini furon presenti alla fantasia del moribondo, in quel tetro giorno di febbraio, che il sole non rischiarò mai, che la notte intenebrò prima del solito? Non pensò certo, lo sconfitto vecchio, alle opere che lasciava, alla fama che l'aveva accompagnato fin dalla gioventù. Forse gli tornarono alla memoria coloro ch'egli aveva amato ed erano spirati nelle sue braccia, il fratello Buonarroto, il padre Ludovico, l'amico, più che servo, Urbino.
Forse rivide, nella remotissima luce della puerizia, la madre morta, forse colei che non aveva osato baciare, neppur morta, sulla bocca. ma forse il moribondo non vide neppure i morti e volle stornare da se' quell'orrenda faccia che con tanta terribilità aveva dipinto nel Giudizio. Cerco', io penso, di congiungere se stesso morente col Dio vivente, d'immedesimarsi con Cristo, con lo spasimo ed il dilanio di Cristo. Cristo solo era apparso sempre il mallevadore della sua fede, il ricompratore della sua anima con moneta di sangue. In quella visione si placo', si abbandono', si sommerse lo spirito dell'eterno savonaroliano, del creatore cristocentrico.
I quattro uomini si inginocchiarono, continuando a mormorare, tra le lacrime, le grandi parole latine della liturgia. Sopra il lettuccio povero lo scultore dei giganti e dei colossi non era più che un immoto cadavere magro, cosi' minuto che si sarebbe potuto credere d'un bambino se non fossero apparse, fuor delle coperte, una barba bianca, una bocca triste, una fronte solcata, e soprattutto due mani ossute e nerbute, nodose e gonfie, due mani grosse, enormi, potenti mani di annoso artiere e di favoloso demiurgo, le due stracche mani che avevan dissepolto un popolo e risuscitato un mondo. E ora, distese, inerti, pesanti, potevan finalmente riposare per sempre". (Giovanni Papini)
2.1564 appena morto Michelangelo, Nanni di Baccio Bigio si rivolge a Cosimo I per avere la direzione della fabbrica di S.Pietro. Gli verrà concessa, ma il suo intervento tradirà il progetto iniziale del Bramante, continuato da Michelangelo. La grandezza di Michelangelo e l'importanza dell'opera architettonica più famosa e grandiosa del tempo, configuravano i colpi bassi che gli venivano inferti, non le solite beghe fra artisti invidiosi, ma un vero e proprio attentato al suo prestigio ed amareggiarono gli ultimi anni della sua vita e la "tragedia di S.Pietro", si concluse con una vera e propria sconfitta. Michelangelo voleva tornare alla concezione bramantesca della croce greca, coronata, nel suo mezzo, dalla cupola, ma non vi riusci'. Per colpa dei predecessori e dei continuatori del Buonarroti, la basilica non ha la perfetta armonia del quadrato che si solleva nel cerchio d'una sfera, quale l'avevano sognata Bramante e Michelangelo.
Dal Sangallo al Maderno, tutti gli architetti che si avvicendarono nell'opera la ridussero ad un colosso, nelle misure, ma privo di quella grandiosità che non nasce dal gigantismo degli elementi, ma dall'unita' luminosa di un progetto sublime. Un esempio e' dato dalla facciata, che Michelangelo aveva come un ciclopico peristilio, formato da quattro sole colonne, altissime, che sarebbero state un maestoso invito al maggior tempio della cristianità e non avrebbe turbato la visione della mole retrostante e della cupola. Maderno, pur giurando fedeltà al progetto Michelangiolesco, realizzo' una facciata goffa e pesante. Neppure la cupola corrisponde al progetto originale. Bramante aveva previsto una bassa calotta, simile a quella del Pantheon. Sangallo avrebbe voluto rialzarla, ma di poco.
Michelangelo, che da sempre era stato affascinato dalla cupola del Brunelleschi, aveva capito che solo una simile costruzione aerea avrebbe potuto coronare la basilica. Quando mori', solo una parte del gigantesco tamburo era stata costruita. La parte alta non corrisponde al progetto. Delle quattro cupole minori ne sono state costruite solo due, mentre le altre sono state sostituite dagli incongrui campanili del Bernini. San Pietro, concepito all'alba del '500 come un nudo gigante giovanile del Rinascimento, e' divenuto, a poco a poco, un mediocre colosso guarnito e talvolta deturpato dalle ambizioni del barocco. Ma la morte libero' Michelangelo dall'assistere agli ultimi atti della sua ultima tragedia.
20.2.1564 il corpo di Michelangelo viene deposto nella chiesa dei S.Apostoli a Roma. Lionardo arriva a Roma con una lettera di raccomandazione di Cosimo I per l'ambasciatore fiorentino. Raccoglie la pingue eredita' e organizza il trasporto della salma a Firenze. Temendo, non si sa perchè, di poter essere ostacolato, nasconde il corpo di Michelangelo in un rotolo di panni e lo carica su un barroccio con altra mercanzia. Dopo 3 settimane arriverà a Firenze.
10.3.1564 arriva a Firenze, in una balla di mercanzia, il corpo di Michelangelo Buonarroti, trafugato a Roma dal nipote Leonardo. Viene depositato nella compagnia dell'Assunta, dietro S.Pier Maggiore. Dopo due giorni viene trasportato in S.Croce, di notte, dagli artisti dell'Accademia, in mezzo ad una folla immensa, al lume delle torce.
17.3.1564 Daniele da Volterra scrive al Vasari: "In questo tempo mi trovo si' tribolato per esser privo di tanto consiglio e dolcezza insieme; certo io giudicavo dovermi dolere molto la morte di un tanto padrone e padre ma non mai tanto, come fa, essendo piaga antiveduta".
14.7.1564 dopo numerosi rinvii, verranno fatti in S. Lorenzo i fastosi funerali di Michelangelo. La chiesa era irriconoscibile, avendo il Borghini commissionato a tutti gli artisti quadri con la vita di Michelangelo, da appendere davanti alle cappelle laterali. il catafalco era altissimo, macchinoso e bislacco. Cosimo I non presenzio' personalmente. Venne immediatamente relazionato dal Vasari, subito dopo la cerimonia. Quando il corpo viene riportato in S.Croce, il Borghini fa aprire la cassa ed il corpo di Michelangelo appare incorrotto, Nel '700 il senatore Filippo Buonarroti fece fare una ricognizione della salma ed il corpo fu trovato, anche questa volta, intatto, vestito col lucco di velluto verde all'antica, mostrava un volto sereno e riconoscibile.
7.12.1565 muore Tiberio Calcagni
1565 a Vasari viene affidata la costruzione del Corridoio Vasariano
1565 Vasari termina la pittura del soffitto del Salone dei 500
1565 Bartolomeo Ammannati costruisce il primo dei 2 chiostri di S.Spirito.
4.4.1566 muore Daniele da Volterra. Negli ultimi tempi modello', a memoria, due busti di Michelangelo. La copertura dei nudi del Giudizio Universale di Michelangelo viene completata da Girolamo da Fano. Altre coperture furono aggiunte successivamente, sotto Sisto V e Clemente XIII. Gregorio XIII e Clemente VIII pensarono addirittura di imbiancare a calce tutta la parete.
1567 Bartolomeo Ammannati realizza il ponte a S.Trinita
1567 Vasari termina il Palazzo dei Cavalieri a Pisa
1567 Vasari inizia la ristrutturazione di S.Croce.
1568 Vasari inizia a dipingere le pareti del Salone dei 500 collaborano lo Stradano, lo Zucchi e il Naldini
1568 Esce a Firenze, Giunti, la seconda edizione delle Vite del Vasari
1.1568 Cosimo I autorizza l'abbattimento dei cori centrali delle chiese fiorentine e concede alle nobili famiglie fiorentine il permesso di edificare cappelle.
1571 muore Benvenuto Cellini
1574 viene sistemata la tomba di Michelangelo in S. Croce. Il disegno architettonico e' del Vasari. la statua della Pittura ed il busto di Michelangelo sono di Battista Lorenzi, la statua della Scultura e' di Valerio Cioli, la statua dell'Architettura e' di Giovanni Bandini, La Pietà e' pittura di Battista Naldini.
1574 Muore Cosimo I
27-8-1576 Tiziano Vecellio muore a Venezia
1585 Fontana comincia ad innalzare l'obelisco egizio in piazza S.Pietro. occorreranno 900 operai e 2 anni di lavoro.
1740 fra Livorno e Civitavecchia affonda una nave e viene perduta anche la Divina Commedia illustrata a mano da Michelangelo, di proprietà dello scultore e architetto fiorentino Antonio Montauti.
1834 la statua di San Marco di Michelangelo, abbozzata, viene spostata dall'Opera del Duomo alla Galleria dell'Accademia.
1873 il Tondo Pitti viene spostato nel Bargello
1873 il David viene spostato alla Galleria dell'Accademia
1879  rimossa l'antica cornice dell'affresco della Pietà… di S.Maria a Marcialla  venne alla luce la sigla di Michelangelo Buonarroti Fiorentino: BMF

 

fonte: http://ipertestiscuola.altervista.org/storia/personaggi/Michelangelo2.zip

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