Monet vita opere biografia breve

 


Monet vita opere biografia breve

 

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Claude Monet
(Parigi 1840 - Giverny 1926)

 

Il pittore che forse più di tutti rappresenta ai nostri occhi l'impressionismo è Claude Monet. Se Manet è l'anima delle riunioni al caffè Guerbois, Monet lo è dell'intero movimento , le cui caratteristiche fondamentali si assommano in lui, in un progressivo sviluppo e approfondimento che lo accompagnano  per
tutta la lunga vita laboriosa, anche quando, dopo la mostra del 1986, l'impressioni­smo sembra superato: «senza di lui nessuno di  noi avrebbe fatto qualcosa», disse Renoir.


Già ne La Grenouillère, il quadro che può essere considerato uno dei primi veramente impressionisti, si precisa la novità della concezione di Monet. Qui non si tratta del sentimento romantico della natura, né soltanto del plein air  tanto caro a lui e ai suoi amici. Qui la natura, invece che rappresentata come qualcosa di distaccato da noi, «vive» in tutta la sua mobilità e continuità e noi «viviamo» in mezzo ad essa. Protagonista del quadro è l'acqua che, a causa del punto di vista leggermente rialzato, domina buona parte della superficie; anzi, poiché barche e pontili sono parzialmente tagliati fuori, sentiamo anche la prosecuzione laterale di essa oltre i limiti della cornice. Non è un caso che l'acqua sia elemento fondamentale nella pittura impressionista. Essa è costituzional­mente mobile e riflettente; tutto ciò che la sovrasta e la circonda (cielo, alberi, uomini, barche, pontili) vi si specchia con i suoi diversi colori, che si influenzano reciprocamen­te, si fondono e, cosi modificati, ne vengono respinti, tornando a influenzare quelli degli stessi oggetti riflessi, con variazioni continue in relazione al perpetuo, inarrestabile movimento della superflcie. Le percezioni visive, fatte di colori, sono infinite e sempre diverse, quando elemento centrale della visione è l'acqua; in qualche modo, inconsapevolmente, si riprende in questi quadri il tema che è stato il motivo conduttore di tutta l'arte veneziana ; non per nulla Monet, recatosi a Venezia, ormai vecchio e celebre, restò colpito ed entusiasta della «inimitabile» luce della città,rammaricandosi di non averla conosciuta da giovane.
Ad un giornalista che lo intervistava, rispose: «Venezia è I'impressionismo in pietra». E del Palazzo Ducale, disse: «L'artista che immaginò questo palazzo fu il primo degli impressionisti. Lo fece galleggiare sull acqua, nascere dall'acqua e risplendere nell'aria di Venezia come il pittore impressionista fa risplendere sulla tela le sue pennellate per trasmettere la sensazione dell'atmosfera [...] Tutta Venezia è immersa in questa atmosfera [...]».
Ma, per Monet, I'acqua non è soltanto uno specchio moltiplicatore di colori in movimento. Esprime piuttosto il senso della relatività di tutti i nostri rapporti con ciò che ci circonda, anzi la relatività del nostro «essere», non soltanto perché i riflessi variano continuamente, ma, ancor piú, perché essa, pur presente e tangibile fisicamente, pur apparentemente sempre uguale, non è mai la stessa.


Ne "La Grenouillère" la mobilità dell'acqua e dei riflessi è resa evitando la fusione dei colori che sono invece distribuiti a macchie accostate a forma di piccole strisce orizzontali.
Il tema, come è comune negli impressionisti, non ha niente di importante, niente di eroico; è un luogo qualsiasi, come spesso vediamo nelle pitture di Monet.
Il mare o il fiume sono tra i soggetti preferiti di Monet, soprattutto quando, in parte per la ricerca di motivi nuovi, in parte per sfuggire ai creditori, si ritira a vivere in vari paesi, fra i quali particolarmente importante è Argenteuil, una località sulla Senna a
nord-ovest di Parigi.
Fra le opere dipinte da Monet in questo luogo, una delle piú note è "La regata ad Argenteuil ".
Qui l'acqua del fiume riflette l'azzurro del cielo, il rosso delle case, il verde della riva, il bianco delle vele. L'accostamento dei colori primari e complementari (a tocchi e strisce come ne "La Grenouillère") determina una luminosità intensa e festosa,cosicché tutto è luce, tutto è colore.
Altre volte l'elemento fondamentale per la scomposizione della luce è la nebbia.L'atmosfera nebbiosa attenua i contorni delle cose, toglie loro esattezza obiettiva: da ciò che i nostri occhi vedono ricaviamo impressioni, non certezze.
I titoli di due quadri sono significativi: "Impressione. Il levar del sole" e "Impressione. Il tramonto del sole". Il primo, come si è detto, venne esposto alla celebre mostra del '74 e fu fra le cause che ispirarono le ironiche critiche del Leroy. «Mi fu chiesto il titolo per il catalogo - scrive Monet - e, poiché non potevo davvero farlo passare per una veduta di Le Havre, risposi: "Metta Impressione». In effetti i titoli sono volutamente generici: i due quadri non sono la descrizione di un luogo riconoscibile,non ne sono l'illustrazione. Esprimono il mondo interiore di Monet, la sua reazione emotiva di fronte alle percezioni che gli provengono dall'esterno in un'ora qualsiasi di un giorno qualsiasi.


Fra le opere che maggiormente rendono l'impressione fugace del moto continuo e inarrestabile di tutto ciò che ci circonda con l'impossibilità di individuare l'aspetto dei singoli componenti di una folla brulicante e festosa e delle tante bandiere sventolanti,l'impressione della molteplicità dei colori e, al tempo stesso, la comprensione in sintesi degli eventi che si verificano davanti ai nostri occhi, può essere collocata la "Rue Montorgueil imbandierata."
Dopo il 1881 Monet si reca ogni anno sulla costa settentrionale (Étretat, Fécamp, Le Havre) dipingendo piú volte gli stessi soggetti, anche uno di seguito all'altro, perché ogni tema ha infiniti aspetti a seconda dell'ora, delle condizioni climatiche, dello stato d'animo dell'autore, le cui reazioni interiori sono sempre nuove.
Si spiegano cosí le serie, cui Monet si dedica, dopo il '90, quando il gruppo impressionista ormai si è sciolto, portando alle estreme conseguenze i suoi princìpi, in un'elaborazione personale che lo accompagnerà fino alla morte: i pioppi, i covoni, il Tamigi, Venezia e, soprattutto, la Cattedrale di Rouen e le Ninfee 

 

Fonte: http://www.istitutobalbo.it/autoindex/indice/Liceo%20Classico/Lezioni%20di%20storia%20dell%27Arte/1800/monet.doc

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

 

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