Futurismo legami con il fascismo e Marinetti

 

 

 

Futurismo legami con il fascismo e Marinetti

 

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FUTURISMO

 

Marinetti aveva scritto:²ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alla stelle !...²

 

 


                            Futurismo       
Più energica di quella dei crepuscolari è la reazione ai modi tradizionali e costruttivi condotta dai futuristi. Reazione violenta che si esaurisce in un programma, in quanto il Futurismo interessa molteplici campi: la poesia, la prosa, il teatro, il cinema, la musica, l'architettura e la politica (Fascismo).
La nascita ufficiale del movimento risale al 22 febbraio 1909 quando Filippo Tommaso Marinetti firma e lancia il Manifesto del Futurismo. È il manifesto di un'arte rivoluzionaria che intende celare i nuovi miti del progresso trionfante, la velocità, l'automobile, la città industriale, gli aereoplani, il dominio tecnologico dell'uomo sulla materia. Nello stesso tempo quest'arte accoglie e glorifica insieme ogni tipo di violenza e di sopraffazione, di lotta e di distruzione di ogni valore tradizionale, celebra la guerra perchè "elimina i deboli dal mondo" ed esalta il nazionalismo come intolleranza. Il Manifesto del Futurismo è una testimonianza drammaticamente chiara dello spirito dell'Europa del primo Novecento, inebriata dei suoi successi e quasi avida di dimostrare la sua forza. È un'esaltazione della vita dinamica attiva, è la celebrazione dell'audacia creativa, della velocità, della dinamica, è un rinnovamento radicale del costume. Il Futurismo non ci lascia una pagina di poesia vera.
I maggiori rappresentanti sono Marinetti, Papini, Soffici, Govoni, Palazeschi, Paolo Bezzi, Luciano Folgore.

 

 

 

FiLipPO tOmMASo MAriNEtTi.
La ViTA

 

           Nato ad Alessandria d'Egitto il 22 dicembre 1876 da genitori italiani, Filippo Tommaso Marinetti ha così raccontato il momento del suo incontro col mondo: "Cominciai in rosa e in nero, pupo fiorente e sano fra le braccia e le mammelle color coke della mia nutrice sudanese. Ciò spiega forse la mia concezione un po' negra dell'amore e la mia franca antipatia per le politiche e le diplomazie al lattemiele". Poeta e romanziere, è il padre fondatore ed ideologo del Futurismo.

Si forma alla luce della cultura francese di fine Ottocento. Nell'ultimo decennio di secolo è a Parigi, in contatto con il mondo della letteratura, legato al filone simbolista.
Nel primo decennio del Novecento partecipa a quella tendenza che avvia il simbolismo verso la sua dissoluzione alla ricerca di nuove espressioni, per fondare una nuova estetica della vita moderna e della macchina. Passatismo, termine opposto a Futurismo, rappresenta ciò che è stato prodotto cultura tradizionale, accademica del passato. Temi come la città, il dinamismo la velocità fanno parte del nuovo linguaggio futurista assieme alla "mistica del superuomo" che aveva dominato le sue prime opere francesi.
Se Parigi è il suo palcoscenico, Milano è invece l'officina delle sue idee. E’ una città in via di trasformazione, una metropoli industriale che affascina molto Martinetti per l’evoluzione tecnologica che si afferma di giorno in giorno. L’estetica del Futurismo nasce proprio in questi anni.

 

         
                                IL MANIFESTO


             1. Noi vogliamo cantare l’amore del pericolo, l’abitudine all’energia e
alla teremità.
2. Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3. La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità pensosa, l’estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità.
5. Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure sul circuito della sua orbita.
6. Bisogna che il poeta si prodighi, con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l’entusiasmo fervore degli elementi primordiali.
7. Non v’è più bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere considerato un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo.
8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle se vogliamo sfondare le misteriose porte dell’impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità.
9. Noi vogliamo glorificare la guerra, il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.
11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune elettriche; le stazioni

 

           ·  I temi fondamentali del movimento, così come li espone Marinetti nel Manifesto del futurismo, sono:
·  l’amore del pericolo
·  l’abitudine all’energia
·  il culto per il coraggio e l’audacia
·  l’ammirazione per la velocità
·  la lotta contro il passato ("noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie")
·  l’esaltazione del movimento aggressivo (" l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno")
·  la guerra ("sola igiene del mondo").
Infatti Marinetti,si ispira alla creazione di un uomo meccanizzato, "nel quale - scrive - saranno aboliti il dolore morale, la bontà, l'affetto e l'amore, soli veleni corrosivi dell'inesauribile energia vitale". 
Dopo un anno l’avvento del futurismo, oltre ai poeti,si affiancano a Marinetti un gruppo di pittori: Carlo Carrà, Umberto Boccioni, Luigi Russolo e Giacomo Balla.; i quali decidono di attaccare e provocare i “passatisti” con un’esposizione a Milano che naturalmente viene molto contestata. Oltre alla pittura il movimento, espandendosi, investe anche la musica, rappresentata dal maestro Francesco Balilla Pratella, e l'architettura, con Antonio Sant'Elia.
Per Marinetti la guerra è considerata come “la sola igiene del mondo”, e proprio per questa affermazione, alla guerra in Libia, parteciperà attivamente. Dai campi di battaglia arriva la definitiva consacrazione della "parola in libertà" come simbolo del futurismo. Proclama Marinetti: 
".....In aeroplano, seduto sul cilindro della benzina, scaldato il ventre dalla testa dell’aviatore, io sentii l’inanità ridicola della vecchia sintassi ereditata da Omero. Bisogno furioso di liberare le parole, traendole fuori dalla prigione del periodo latino! Questo ha naturalmente, come ogni imbecille, una testa previdente, un ventre, due gambe e due piedi piatti, ma non avrà mai due ali. Appena il necessario per camminare, per correre un momento e fermarsi quasi subito sbuffando!...Ecco che cosa mi disse l’elica turbinante, mentre filavo a duecento metri sopra i possenti fumaiuoli di Milano. E l’elica soggiunse:…."
e, in seguito a questa illuminazione pubblica nel 1912 il Manifesto tecnico della letteratura futurista. I punti del programma sono undici, il primo dei quali recita: "Bisogna distruggere la sintassi, disponendo i sostantivi a caso, come nascono". La compiuta espressione di quanto il letterato si prefigge arriva due anni più tardi con Zang tumb tumb, primo libro "parolibero", che può essere considerato il punto di partenza di tutta la moderna sperimentazione.

Convinti che il futurismo abbia significato l'irrompere della guerra nell'arte,i futuristi,  si adoperano affinché essa irrompa anche nella società. Organizzano
quindi comizi durante i quali lanciano volantini che raffigurano un cuneo che trapassa figure austro-tedesche. Allo scoppio della guerra, molti sono i futuristi che vanno in trincea: Marinetti, Boccioni, Sironi, Depero….. Durante gli anni della guerra, tuttavia, il movimento non si ferma e nel 1916 nasce a Firenze la rivista L'Italia futurista, che raccoglie i nuovi poeti "paroliberi" (tra i quali un giovane Salvatore Quasimodo). 
Infaticabile ed entusiasta, Marinetti rivolge la sua attenzione al cinema e nel 1917 collabora alla realizzazione del film ”Vita futurista”.  
Chiusa la parentesi politica, con la quale Marinetti non era riuscito a far combaciare il movimento, si innamora perdutamente di Benedetta Cappa, detta Beny, una ragazza conosciuta nello studio di Balla che sposerà nel 1921. Grazie a quell'unione, dalla quale nascono Vittoria nel '27, Ala nel '28 e Luce nel '32, Marinetti  abbandona la concezione di un amore fatto solo di rapporti fisici, riscoprendo i sentimenti.
Ma questa concezione del sentimento è solo un'impennata a causa della delusione politica, che presto tornerà ad essere presente nel futurismo. Infatti solo dopo due anni (1923), chiede a Mussolini di considerare il futurismo come "arte di regime". Il duce appoggia Marinetti  soprattutto perché gli è legato da una sincera amicizia, e proprio grazie ad essa, quest'ultimo si permetterà iniziative antifasciste, quali la liberazione di Ferruccio Parri dal confino di Lipari.
L'inventiva marinettiana si riaccende con lo sviluppo dell'industria aeronautica. L'aeroplano incarna un mito, e Marinetti ne è totalmente coinvolto. Così nei primi anni '30 produce il rivoluzionario Dizionario Aere e nel ’31, ispirato dagli apparecchi, propone l'adozione di termini che ne imitino la velocità. Scrive nel 1931: "distruggere il tempo mediante blocchi di parole fuse", "mediante un'alogica miscela dei vari tempi dei verbi esprimere la varietà delle posizioni dell'apparecchio".Il nuovo messaggio linguistico della tarda stagione futurista , porta il movimento ad una rinascita di fama mondiale, che incoraggia Marinetti ad una continua sperimentazione sulla fotografia, sulla danza, sulla moda e anche sulla gastronomia.
A metà degli anni Trenta il capo del futurismo si trova però tra  due fuochi: l'Asse e i suoi avversari. Da un lato, il nazismo combatte l'avanguardia; dall'altro, gli ambienti internazionali, soprattutto quelli francesi, a lui molto vicini,  ne contestano l'appoggio al regime.
I contrasti, però, vengono rimossi con l'inizio della guerra, che sposta l'attenzione su altri problemi. L'epoca del futurismo può a questo punto dirsi conclusa. Marinetti vive gli anni del conflitto studiando nuovi sviluppi della "parola in libertà" e curandosi da ripetute crisi cardiache, una delle quali, il 2 dicembre 1944, gli è fatale.

    Il futurismo è il movimento dell’espressione del dinamismo del mondo moderno; vuole "cantare la civiltà della macchina", perché solo ad una velocità elevata si può avere una diversa percezione del paesaggio, si può attingere sensazioni nuove dal mondo della scienza e della tecnica.

 

                                     LA LINGUA DEI FUTURISTI
Questi contenuti devono essere espressi in un nuovo modo, perciò Marinetti:
·  abolì il culto della tradizione, nelle poetiche e nel linguaggio;
·  rigettò la sintassi, le parti qualificative del discorso (avverbi e aggettivi);
·  propose di usare le «parole in libertà», cioè senza alcun legame grammaticale-sintattico fra loro, senza organizzarle in frasi e periodi;
·  sostenne la necessità di usare i più disparati elementi linguistici (espressioni dialettali, neologismi, onomatopee di suoni animali e meccanici), per esprimere immediatamente il meccanicismo psichico dell’impressione.

 

                              GLI INTELLETTUALI FUTURISTI


Marinetti rappresentò la figura più dirompente di un gruppo di scrittori e di artisti che trovarono in Parigi il punto d’incontro delle loro esperienze, idee e inquietudini.
Atteggiamento comune ai futuristi dell’area italo-francese (è da considerare a parte il Futurismo russo, che presenta alcune caratteristiche diverse, anche dal punto di vista dell’arte) è un esasperato vitalismo, che si traduce nel rifiuto della tradizione classica, dell’Illuminismo e del Romanticismo. La loro ideologia è ispirata a un individualismo al tempo stesso populista ed antidemocratico.
                               
LEGAME CON IL FASCISMO


Il futurismo portò ad uno sconvolgimento delle forme espressive dell’arte, ma non seppe o non volle elaborare né un’adeguata poetica né un’ideologia rivoluzionaria. Negli anni successivi esso sviluppò solamente un atteggiamento nazionalistico: Marinetti divenne in Italia uno dei più importanti rappresentanti della cultura fascista.
ARTE
I risultati migliori del futurismo furono ottenuti nella poesia, nella pittura e nella musica attraverso l’astrazione delle forme: il verso libero, l’astrattismo e il cubismo, la dodecafonia. Sul piano delle arti figurative il movimento fu uno dei principali incentivi a quella che si può chiamare la rivoluzione dell’arte moderna.

L’ESEMPIO RUSSO
Il messaggio futurista non fu ambiguo in Russia, dove con la Rivoluzione d’ottobre vi fu un radicale rovesciamento del sistema produttivo e una presa di coscienza tragica e profonda del cambiamento delle strutture fondamentali della società.

ATTEGGIAMENTO FUTURISTA
Le caratteristiche essenziali dell’atteggiamento futurista sono due:
·  l’intento di "svegliare" la sensibilità attraverso una sensibilità definita "gagliarda", in cui tutti i cinque sensi fossero proiettati in una continua sollecitazione segnata dalla velocità;
·  il carattere analitico, mediante il quale le sensazioni vengono esaminate e razionalizzate, ridotte a formule facilmente applicabili a ogni aspetto dell’attività umana e della cultura.

 

FUTURISMO: UNDICI GRANDI TEMI

Seguendo la valenza magica che Marinetti attribuiva scaramanticamente al numero 11 (datando infatti sempre ad un giorno 11 i manifesti cruciali emanati a nome della Direzione del Movimento Futurista, e in particolare quando elaborati nel suo periodo milanese, fino alla metà degli anni Venti), il percorso espositivo della mostra Futurismo. I grandi temi 1909-1944 è stato articolato appunto in 11 "stazioni" tematiche. Indubbiamente le più rappresentative in una tale ricognizione di polarità tematiche del futurismo.

Temi del Futurismo: (collegati al link)
1) La metropoli: la città del grande numero, la folla, la strada, la vita sociale, la politica;
2) La velocità: le comunicazioni, la macchina, la bicicletta, la motocicletta, l'automobile, il treno, la nave, l'aereo;
3) La simultaneità: la percezione simultanea, il vicino-lontano, la sinestesia, il rapporto parola-suono-immagine;
4) L'individuo: uomo e donna, l'individualità, il vestito, il ritratto, l'erotismo;
5) Lo stato d'animo: la caratterizzazione della rispondenza psichica e psicologica al rapporto con la realtà, la proiezione visionaria;
6) La natura: il paesaggio, la "ricostruzione futurista" della natura, la natura artificiale, la flora artificiale;
7) Il cosmo: materia e energia, la proiezione siderale, lo spazio cosmico, micro e macrocosmo;
8) La spiritualità: il movimento trascendentalistico della materialità, l'aspirazione spiritualistica, l'arte sacra futurista;
9) La guerra: la polemologia futurista, i futuristi in guerra, la prima e la seconda guerra mondiale, le guerre d'Africa, la guerra civile spagnola;
10) La casa: ambiente, arredo, oggettistica, l'officina domestica;
11) La scena teatrale: quale immagine di un universo futuristicamente "ricostruito".

 

                
ASPETTI POLITICI :GUERRA, SOLA IGIENE DEL MONDO


         Molti futuristi avevano simpatie anarchiche, e questo elemento senza dubbi contribuì a dare una colorazione speciale agli inizi del movimento : in particolare Boccioni tentò di fondere il suo credo politico e la pittura futurista nel quadro La città che sale (1911) ; e nello stesso periodo Carrà dipingeva I  funerali dell’anarchico Galli.

A questa anarchia ²seria² si affianca spesso uno spirito irriverente e giocoso, che considera la vita e l’arte come semplici giocatori.In una poesia famosa Albo Palazzeschi esclama infatti :²Ma lasciatemi divertire!²

        Il rifiuto futurista della seriosità non è soltanto una sfida alla tradizione, ma anche un bisogno sincero di libertà, che arriva all’ironia e al disordine, e spesso perfino alla frivolezza.

Tutt’altro che ironico sarà invece l’atteggiamento di Marinetti nei riguardi della guerra:²Noi vogliamo glorificare la guerra –sola igiene del mondo- il militarismo, il patriotismo, ilgesto distruttore dei liberati².

 

       Il Primo Manifesto viene da Marinetti stesso definito :²di violenza travolzente e incendiaria² :²L’arte , infatti, non può essere che violenza, crudeltà ed ingiustizia².

        Esiste chiaramente un rapporto psicologico tra la provocazione del linguaggio e il comportamento, e lo schiaffo al gusto del pubblicopuò spesso trasformarsi in aggressione: così l’amore per il rischio, il disprezzo per la vita comoda e saggia, l’esaltazione dell’orgoglio temerario e della vertigine, portano molti futuristi a dichiararsi pronti non soltanto al teppismo nei teatri e nelle piazze, ma anche alla morte sui campi di battaglia:’Bisogna che l’anima lanci il corpo in fiamme contro il nemico, l’eterno nemico che si dovrebbe inventare se non esistesse!’

        «I miei sensi futuristi percepirono per la prima volta questo splendore geometrico sul ponte di una corazzata.L avelocità della nave, le distanze dei tiri fissate dall’alto del caeero nella ventilazione fresca delle probabilità guerasche, la vitalità strana degli ordini trasmessi dall’ammiraglio e subitamente divenuti autonomi, non più umani, attraverso I capricci, le impazienze e le malattie dell’acciaioe del rame:tutto ciò irradiava splendore geometrico e meccanico». (Marinetti, Splendore geometrico e meccanico,1914).

LA LETTERATURA
I  primi quindici anni del secolo vedono importanti progressi nell’organizzaione industriale, e netti miglioramenti nei condizioni dei lavoratori, che conquistano, nelle istituzioni democratiche, una crescente partecipazione al potere. Tuttavia l’educazione politica è ancora arretrata, e anzi, mentre fatica ad affermarsi un socialismo di tipo riformista, la pubblicistica è dominata dal nazionalismo e dagli irrazionalismi di destra e di sinistra, e dal loro comune culto della violenza.   Nell’ambiente letterario, riviste come²Leonardo² e ²Lacerba² partecipano dell’ irrazionalismo dominante. Vi sono attivi l’instancabile e contraddittorio polemista Giovanni Papini così come lo scrittore Alfredo Oriani, che teorizza la necessità della guerra  come continuazione e coronamento dei moti risorgimentali. In questo quadro prende rilievo per la notevole capacità di coinvolgimento il Futurismo, che prendica un completo scardinamento della lingua letteraria e dei generi constituiti in rapporto con i progressi tecnologici, la velocità, il volo,e così via.


Il fondatore, Filippo Tommaso Marinetti, risulta più efficace come propagandista che come scrittore( le sue ²parole in libertà², le sue onomatopee e le interferenze fra scrittura e disegno sono alquanto primitive ) ;inoltre, il Futurismo dà risultati più consistenti in pittura (Soffici, Boccioni, Carrà, ecc.) che in poesia, se si esclude, Aldo Palazzeschi, dapprima crepuscolare con elementi fiabeschi. Il suo Incendiario (1910) è un poemetto e insieme un’ars, dove il poeta non è meno incendiario del terrorista, e con battute anticonformiste e sbarleffi asemantici inneggia alla rivoluzione del verso.Va comunque riconosciuta al futurismo la presa d’atto degli straordinari cambiamenti intervenuti nella civiltà industriale ; donde la diffusione del movimento ( anche mediante ²manifesti², il primo del 1909) in Francia, in Russia, e un po’ dappertutto. Per contro, non si deve dimenticare la sua esaltazione della guerra come ²igiene del mondo²e come brutale mezzo di alleggerimento demografico, l’antifemminismo, nonchè, a suo tempo, il fiancheggiamento al fascismo.
Meno rumorosama forse più produttiva, l’esperienza de «La voce» (1908-1914 fondata e diretta da Giuseppe Prezzolini ; più nettamente letteraria sotto la direzione di Giuseppe De Robertis, 1914-1916), che tr amolte incertezze filosofiche svolge un’attenta ispezione della migliore poesia e critica francese. Nella rivista fanno  le loro prove scrittori diversi ma tytti notevoli, e accomunati da un travaglio morale religioso o laico : da Giovanni Boine a Piero Jahier, da Scipio Slataper a Carlo Michelstaedter. Il frammentismo propugnato da alcuni di questi scrittori e dai critici amici ( con l’appoaggio esterno di Croce, fautore della distinzione fra poesia e scrittura )porta a valorizzare le forme brevi e meno organizzate, a preferire le veloci intuizioni liriche  al poema costruito classicamente, ad amare il diario, l’esame di coscienza, che risponde anche a un’ esigenza  etica viva nella corrente.   

 

LA POESIA

            Un esempio clamoroso di questo atteggiamento furono le parole in libertà.L apoesia non doveva più descrivere sentimenti dell’anima, ma avvenimenti esterni, con tutti i rumori e le voci della realtà :un libro di Marinetti s’intitolava significativamente Zang Tumb Tuum (1914).

             Inoltre le parole dovevano essere stampate liberamente, non più nello schema abituale, così che le pagine dei libri si riempivano di ghirigori, cerchi, linee spezzate, tanto da assomigliarepiù a invenzionigrafiche che a testi letterari. Si compiva così un’altra rivoluzione futurista,quella della tipografia.

            Per i poeti futuristi la poesia doveva essere simultanea: l’occhio del lettore doveva poter²leggere² immediatamente non le parole una per una, ma piuttosto l’insieme ; era l’immagine a predominare, e dalla poesia si passava senza problemi alla pittura.

             Nel 1913 Marinetti elenca una serie di informazioni sulle ²parole in libertಠ: distruzione ²brutale² della sintassi ;adolizione della punteggiatura e degli aggettivi ; disprezzo delle sfumature di linguaggio ; predominanza delle sensazioni visive, auditive e olfattive ; unica preoccupazione, invece, le ²vibrazioni dell’io².

              Negli scritti di Marinetti sulla poesia futurista ricorre spesso l’aggettivo telegrafico, per indicare proprio la necessità della sintesi, della velocità, della condensazione:e questo tipo di definizione corrisponde alla passione futurista per la comunicazione rapida e moderna di qualsiasi messaggio, anche del messaggio della poesia.

 

             Nel Manifesto tecnico della letteratura futurista (1912) Marinetti scrive :
²Nulla è più interessante,per un poeta futurista, che l’agitarsi della tastiera di un pianoforte meccanico. Il cinematografo ci offre la danza di un oggetto che si divide e si ricompone senza intervento umano.Ci offre ancho lo slancio a ritroso di un nuotatore i cui piedi escono dal mare e rimbalzano violentemente sul trampolino. Ci offre infine la corsa di un’uomo a 200 chilometri all’ora. Sono altrettanti movimenti della materia, fuor dalle leggi dell’inteligenza e quindi di una essenza più significativa².


        LA PITTURA:  PORRE LO SPETTATORE AL CENTRO DEL QUADRO

            Il Manifesto dei pittori futuristi(1912)proclama :
²È vitale soltanto quell’arte che trova i propri elementi nell’ambiente che la circonda.Come i nostri antenati trasserono materia d’arte dall’atmosfera religiosa che incombeva sulle anime loro, così noi dobbiamo ispirarci ai tangibili miracoli della vita contemporanea, alla ferea rete di velocità che avvolge la Terra, ai transatlantici, alle corazzate, ai voli meravigliosi che solcano i cieli, alle audacie tnebrose nei navigatori subacquei, alla lotta spasmodica per la conquista dell’ignoto².

            Anche se la prima opera dichiarata di aeropittura è del 1926, quindi del Secondo Fututrismo, noi vediamo già in queste parole del 1912 il cambiamento di prospettiva della pittura futurista, che si pone come specchio di una realtà frenetica e tutta esterna all’artista, quasi che egli potesse osservare dall’altro e da grande distanza l’incrociarsi delle rotte e i rapidi mutamenti dei punti di riferimento.

              Questa rivoluzione della prospettiva tradizionale, che nasceva da un punto di vista unico, provoca nei quadri futuristi la compenetrazione delle figure e degli oggetti :²I nostri corpi entrano nei divani su qui sediamo, e i divani entrano in noi, così come il tram che passa entra nelle case, le quali a loro volta si scaraventano sul tram e con esso s’amalgavano.I pittori ci hanno sempre mostrato cose e persone poste davanti a noi. Noi porremo lo spettatore al centro del quadro². (Manifesto tecnico della pittura futurista).

             Le scomposizioni dinamiche di Boccioni, Balla e Carrà potreranno ben presto ad una pittura fatta di colori squillanti che intendono rappresentare la luce ma anche il movimento, il calore dei corpi umani ma anche gli splendori meccanici delle trasfigurazioni degli oggetti.

            I pitturi futuristi non intendono dipingere ritratti, nature morti o paesaggi, ma situazioni nelle quali chi guarda  il quadro possa ritrovare determinate sensazioni, ma anche curiosità e sconcerto per la multiplicazione delle rappresentazioni.L’estetica della pittura futurista è in genere tutta basata sulle emozioni.

            Nel 1929 Marinetti- con Balla, Depero, Dottori, Fillia, Prampolini e altri- firma il Manifesto della aeropittura, nel quale si dichiara che le prospettive mutevoli del volo non hanno niente a che fare con le tradizionali prospettive terrestri, immobili e basate su una continuità orizzontale.

             L’aeropittura significa dipingere dall’alto in assenza di punti fermi e con ²disprezzo profondo per il dettaglio², nella necessità di sintetizzare e trasfigurare tutto : al pittore in volo il paesaggio appare schiacciato, artificiale, provvisorio, in una nuova armonia determinata dalle condizioni di traiettoria e dalle manovr del’ aeroplano.

 

                       LA SCULTURA :COMPENETRAZIONE DI SUPERFICI

            Parlando del Tattilismo Marinetti cita una scultura di Boccioni del 1911: un ‘insieme plastico’ intitolato Fusione di una testa e di una finestra, costruito con materiali ‘assolutamente opposti come peso e materiale tattile : ferro, porcellana e capelli di donna’.

            Senza dubbio Boccioni sente la necessità della costruzione tecnica contrapposta alla morbidezza della scultura classica: non c’è più forma chiusa, non c’è più la linea curva che modella e suggerisce  un volto o un corpo ; tutto viene sprezzato, aperto, sezionato; ma nello stesso tempo una scultura come Forme uniche della continuità dello spazio(1913) suggestiona proprio perché le parti si compenetrano fino a offrirci una reala mobilità nella densità dell’aria.

            Ma è difficile usare categorie estetiche convenzionali per comprendere l’arte futurista. Non sono gli elementi formali a determinare il valore, ma il desiderio di creare uno spazio nuovo, un modo nuovo di pensare al caos piuttosto che la raffigurazione in sé.   

 

LA MUSICA:  COMBINAZIONE IDEALE DI RUMORI

 

            La passione per i rumori fu alla base anche della musica futurista, tanto che Luigi Russolo inventò una macchina per produrre musica, chiamata Intonarumori.

            Marinetti ci racconta cosa accadde a un concento di Russolo nel 1914 :²Folla enorme.Palchi, platea e loggione strapieni.Baccano assordante dei conservatori che volevano ad ogni costo interrompere il concerto.Per un’ora i futuristi resistessero impassibili.All’inizio del quarto pezzo accadde una cosa straordinaria: improvvisamente si videro cinque futuristi – Boccioni, Carrà, Armando Mazza, Piatti e io – scendere dal palcoscenico, attraversare l’orchestra e assalire con pugni, schiaffi e bastoni da passeggio centinaia di conservatori in mezzo alle poltrone, che erano come ubriachi di stupidità e di rabbia tradizionale. La battaglia durò in platea una mezz’ora, mentre Luigi Russolo continuava imperturbabilmente a dirigere sulla scena i suoi diciannove intonarumori².

             Nel 1913 Luigi Russolo scrive nel suo manifesto L’arte dei rumori: ²Godiamo molto più nel combinare idealmente dei rumori del tram, di motori a scoppio, di carrozze e di folle vocianti, che nel riudire l’Erotica o la Pastorale. Attraversiamo una grande capitale moderna con le orecchie più attente che gli occhi, e godiamo nel distinguere i risucchi d’acqua, d’aria o di gas nei tubi metallici².

             Insomma Russolo riesce a trovare poesia e musica nel mondo nascente della tecnologia moderna, nei ²diversi frastuoni della stazioni, delle ferrovie, delle filande, delle tipografie, delle centreli elettriche, delle ferrovie sotterranee².

             Scrive Fred K.Prieberg nel suo libro Musica ex machina:²Russolo fabbricò strumenti di nuovo genere,i quali dovevano aprire la via alla sala da concerti alla sua teori dei rumori.Erano casse variamente colorate, di diversa grandezza e forma, con cornetti, manovelle, leve e bottoni. La maggior parte di questi strumenti lavorava meccanicamente come i tradizionali strumenti orchestrali. Una parte di essi sfruttava veramente anche corrente a bassa tensione ed erano vibratori con interrutori. Ricevevano la corrente da semplici accumulatori².

IL TEATRO

           Mentre nei Manifesti l’aspetto teorico è predominante, nel campo teatrale il Futurismo riesce a fondere in modo esemplare il discorso sui princìpi della rappresentazione e la rappresentazione stessa, con un coinvolgimento del pubblico difficilmente superabile, anche nei nostri tempi di Living Theater, di happenings e di performances.

            Artificio,comicità, teatro di Varietà,circo, visione veloce e sintetica: su queste basi l’avanguardia futurista italiana celebra positivamente i fasti della modernità e distrugge quel teatro borghese che volle chiamare del²chiaro di luna² ; per la ²voluttà di essere fischiati², secondo il titolo del primo Manifesto sulla drammaturgia di Filippo Tommaso Marinetti (11 gennaio 1911 ).
La voluttà di essere fischiati rappresenta il centro tematico del primo manifesto dei drammaturghi futuristi.Contro il teatro esistente, la serata futurista prevede in montaggio di varie forme spettacolari, dalla lettura di testi poetici, telegrafici e lapidari, ai concerti, all’esposizione di quadri e conferenze, che sorprendono per l’assenza di nessi logici e di prevedibilità.  Chi è sul palco sfida e provoca il pubblico, che reagisce sempre con lancio di oggetti vari. Queste “serate, spesso, degenerano con l'intervento delle forze dell'ordine e, il giorno successivo, i giornali riferiscono dei tafferugli: un altro modo per farsi pubblicità. Marinetti è l’unico che, con abilità, sa dominare una platea estremamente variegata: aristocratica, borghese, proletaria. Le serate sono tutte diverse: si parla di dichiarazioni patriottiche, di discorsi demolitori del culto del passato e dell’avversione verso Venezia, la città delle gondole, inesauribile fonte di romanitcismo
Il Manifesto smantella le abitudini consolidate nel sistema teatrale italiano, rivolgendosi contro gli autori prediletti dal pubblico borghese e contro il teatro di poesia di D’Annunzio.


Il Manifesto del Teatro sintetico (1915) vuole essere soprattutto una celebrazione del teatro come luogo fisico in cui si svolge l’azione, come ambiente senza il quale lo spettacolo non potrebbe esistere ; e nello stesso tempo una celebrazione  di tutti i fattori tecnici fanno uno spettacolo, dalla voce e dai gesti degli attori, alle luci, ai trucchi di palcoscenico, e perfino ai «pettegolezzi dei comici» e ai «riflessi rossi o  verdi delle poltrone».
La sintesi del teatro sintetico futurista significava meccanicità, brevità :gli atti di  una commedia potrebbe «anche essere attimi, e cioè durare pochi secondi». Ε, aggiunge Marinetti, ²con questa brevità essenziale e sintetica, il teatro potrà sostenere e anche vincere la concorrenza del Cinematografo².
Nel 1921 Marinetti proporrà il Teatro tattile:  ²Gli spettatori seduti appoggeranno le mani su dei lunghi nastri tattili che scorreranno, producendo delle sensazioni tattili con ritmi differenti. Questi nasti potranno anche essere disposti su piccole ruote giranti, con accompagnamenti di musica e di luce².
Il prossimo manifesto, firmato nel 1921 da Marinetti e Cangiuolo,sarà proprio dedicato al Teatro della sorpresa- in quanto la sorpresa è elementoessenziale dell’arte, ha un valore assoluto, e offre la possibilità di una «ginnastica spirituale extra-logica»-ultima conseguenza di un programma sempre aggiornato e sviluppato pur senza sostanziali novità rispetto al decennio precedente.In questo teatro d’avanguardia è fondamentale l’apportodegli artisti figurativi, ossia la valorizzazione delle leggi sceniche e la necessità del loro primato nello spettacolo, fondamentalmente visivo.Mediante il futurismo si avvia, con scenografi, pittori, architetti, quella «rivoluzione scenica» che tutti i registri contemporaneamente teorizzavano, da Gordon Craig a Mejerchol’d a George Fuchs.
(Manifesto della scenografia e Coreografia Futurista 1915:La scena non sarà      più uno sfondo colorato, ma un’architettura elettromeccanica incolore[...] gli attori acquisteranno effetti dinamici imprevisti che nei teatri d’oggi sono trascurati o impiegati scarsamente soprattutto per l’antico e falso concetto di imitare, rendere la realtà.) Su questi principi si fonda la rivoluzione scenica futurista, che incise notevolmente sullo spettacolo italiano contemporaneo provocando l’incontro tra pittura e teatro.


IL CINEMA
²Il cinematografo futurista acutizzerà, svilupperà la sensibilità, velocizzerà l’immaginazione creatrice, darà all’intelligenza un prodigioso senso di simultaneità e di onnipresente² (1916).
Il cinema diventa per i futuristi l’occasione per ripetere le accuse al teatro «passatista» ma anche per decretare la morte del libro, della pittura, del palcoscenico, che il cinema futurista non dovrà mai copiare : al massimo esso potrà rappresentare,   in quanto essenzialmente visivo, l’evoluzione della pittura.
Il Futurismo vede nel cinema la possibilità di scomporre e ricomporre l’universo secondo i ²meravigliosi capricci² della fantasia : i temi accettati sono il viaggio, la caccia, la guerra, ma soprattutto l’immenso crugiuolo della metropoli moderna, dove si scontrano passioni ed istinti primordiali, ma anche utopie tecnologiche e incubi catastrofici.
Un altro aspetto importante del cinema futurista sarà la caricatura, la deformazione della vita quotidiana, fino allo sberleffo e alla provocazione.    (Nerone di Petrolini ).
Fondamentale fu l’insistenza futurista sul cinema come arte indipendente capace di novità tecniche stupefacenti, un’arte le cui²parole² avrebberodovuto essere ²i monti, i mari, i boschi, le città, le folle, gli eserciti, le squadre,gli aeroplani².      


 L’ARCHITETTURA
La riscoperta dei luoghiè il presupposto per la nascita di una cultura architettonica adeguata alle trasformazioni in corso nelle città e nel territorio. In Italia i primi segni si trovano lontano dalla cultura ²artistica².
Non è soprendenteche il primo movimento artistico di avanguardia di risonanza europea- il futurismo di Filippo Tommaso Marinetti- proponga una rottura completa con la tradizione prossima.La violenza di questa polemica da un lato compensa il lungo periodo precedente di inerzia ; dall’altro idebolisce la carica innovativa proclamata, e annuncia un precoce esaurimento.
Però l’architettura futurista resta un campo in parte inesplorato e in parte incompiuto, forse perchè il suo maggior teorico, Antonio Sant’Elia, morì prematuramente nella prima guerra mondiale :tuttavia molte delle sue idee vennero comprese e sviluppate in seguito, in una concezione meno astratta e più funzionale.
Sant’Elia immaginò una città fatta di acciaio e vetro, sviluppata soprattutto in altezza, immensa e labirintica, ma logica nei rapporti di comunicazione interna, basati su scale mobili e ascensori.
I disegni della città futurista vennero esposti da Sant’Elia nel 1911 e ciò che colpì subito il pubblico fu l’assenza di qualsiasi forma decorativa, unita alla semplificazione dello spazio :Marinetti parlò di ²armonia meccanica² e fece notare l’uso di nuovi materiali (acciaio e cemento armato)e l’importanza data alle neccessità igieniche, oltre che alle esigenze della velocità e del comfort.
Le città di Sant’Elia sembrano montange abitate da uomini del futuro, quali sarebbero stati immagimati, ad esempio, dalla fantascienza,ma in realtà molte delle innovazioni tecnologiche pensate dal geniale architetto si rivelarono utilizzabili praticamente, anche se su scala minore, più adatta ai bisogni immediatei dell’urbanistica.
La modernità dell’architettura proposta da Sant’Elia non è`soltanto futurista, proprio perchè il rifiuto dei stili antichi, colossali in proporzioni ²classiche², corrispondeva alle nuove idee funzionali dell’architettura europea.
Le cattedrali dovranno essere sostituite dai grandi alberghi e dai mercati coperti, dalle autostrade e dai porti colossali : si vede bene che l’utopia dell’architettura futurista non ha spazio per le abitazioni unifamiliari, ma che tutto il sistema abitativo deve essere ricondotto a una proporzione enorme della città, dove la strada può ²sprofondarsi nella terra per parecchi piani².
Il Manifesto dell'architettura futurista fissa otto punti dai quali dovrebbe partire la sperimentazione dell'architettura futurista:

  • L'impiego di nuovi materiali
  • Valore alla sintesi artistica
  • Uso dinamico di linee oblique ed ellittiche
  • Uso del materiale nudo a scopo decorativo
  • Ispirazione tratta dal mondo della macchina
  • Fine della tradizione compositiva

                                            
LA MODA

Fu Balla ad avere l’idea del vestito antineutrale o interventista, utile soprattutto per le manifestazioni di piazza in favore dell’entrata in guerra dell’Italia, ma la tentazione di entrare nella guerra dell’esibizionismo era connaturata al Futurismo.

   Non per niente i pittori futuristi parlano del loro amore per « la psicologia nuovissima del nottambulismo, per le figure febbbrili del viveur, della cocotte, dell’ apache e dell’alcolizzato».

   E con intenti più seri Marinetti decreta «la modernizzazione violenta delle città passatiste(Roma, Venezia, Firenze, ecc.)» non tanto per motivi di urbanistica quanto piuttosto per farle entrare nel girone infernale dei frenetici contatti di tutti con tutti.

   La modernizzazione passa dalla città alla casa, e dalla casa all’arredamento: abbiamo pachi esempi di moduli futuristi, eppure in essi c’è sempre uno scato fantastico raro, divertente, folle, che rende di solito impossibile la riproduzione in serie.

   Lo stesso discorso vale per i paraventi, gli arazzi, i vestiti, che certo non hanno mai raggiunto il grosso pubblico :si trattava per lo più di idee, di progetti, di esemplari unici.

   Comunque l’arte considetta «applicata» ha una grande funzione nella produzione futurista di ceramiche, mosaici, paralumi, sciarpe, giocattoli, ecc., con uno strano miscuglio di «fede nel progresso» e di gioco decorativo su oggetti che restano in fondo, essenzialmente legati all’idea piccolo-borghese dell’abitazione.

                                   
LA CUCINA

 

    Le teorie della cucina futurista sono simili a un miscuglio di sapori tradizionalmente considerati estranei e incompatibili, come il dolce e il salato, la cioccolata e il pesce, e via via alla ricerca di piatti forse immangiabili, creati però con l’idea di provocare un piccolo shock ai commensali.

   Prampolini inventò la ricerca Equatore+ Polo Nord, altri futuristi tentarono di eccellere per stravaganza di definizioni ma l’aspetto che rimane delle ricette futuriste è forse soltanto quello della presentazione in tavola, dei colori violenti, del gioco delle quantità, dei termini assurdi inventati per ingredienti tradizionali.

   Tuttavia anche in questo caso pensare che il Futurismo intendesse rivoluzionare a livello di massa una dieta evidentemente monotona, cercando di evitarne la noia senza proporre alle massaie l’acquisto di cibi troppo costosi o introvabili.

 

                                                                   BIBLIOFRAFIA
Adriano Spatola,IL FUTURISMO, sigla/ ELLE EMME
 Corrado Stajano,la cultura dell’Novecento, Editori Laterza,1996
http://www.futurismo.freeservers.com.
www.futurismo.com

 

Bombardamento di Adrianopoli (da Zang tumb tumb).
".... Ogni 5 secondi cannoni da assedio sventrarrre spazio con un accordo ZZZANG-TUMB-TUMB ammutinamento di 500 echi per azzannarlo sminuzzarlo sparpagliarlo
all’infiniiiiiiito nel centro di quel zang-tumb-tumb spiaccicato (ampiezza 50 kmq) balzare scoppi tagli pugni batterie tiro rapido Violenza ferocia re-go-la-ri-tà questo basso grave scandere  strani folli agitatissimi acuti della battaglia

Furia affanno orecchie occhi narici aperti! attenti! forza! che gioia vedere udire fiutare tutto tutto taratatatatata delle mitragliatrici strillare a perdifiato sotto morsi schiaffi trak trak frustate pic-pac-pum-tumb pic-pac-pum-tumb pic-pac-pum-tumb bizzarrie salti  (200 metri) della fucileria

Giù giù in fondo all’orchestra stagni diguazzare buoi bufali pungoli
carri pluff plaff impennarsi di cavalli flic flac zing zing sciaaack ilari nitriti iiiiii…scalpiccii tintinnii 3 battaglioni bulgari in marcia croooc-craac [LENTO DUE TEMPI]. Sciumi Maritza o Karvavena ta ta ta ta giii tumb giiii tumb ZZZANG-TUMB-TUMB (280 colpo di partenza) srrrrrrr GRANG-GRANG (colpo in arrivo) croooc-craaac grida degli ufficiali sbatacchiare come piatti d’ottone pan di qua paack di là cing buuum cing ciak [presto] ciaciacia-cia-ciaak su giù là intorno in alto attenzione sulla testa ciaack bello!E vampe vampe vampe vampe vampe vampe (ribalta dei forti)

vampe vampe

vampe
vampe vampe vampe (ribalta dei forti) laggiù dietro quel fumo Sciukri Pascià comunica telefonicamente con 27 forti in turco in tedesco allò! Ibrahim! Rudolf! allò allo!

attori ruoli echi suggeritori scenari di fumo foreste applausi

odore di fieno fango sterco non sento più i miei piedi gelati odore di salnitro odore di marcio timpani flauti clarini dovunque basso alto uccelli cinguettare beatitudine ombrie CIP CIP CIP brezza verde mandre DON-DAN-DON-DIN-BEEEE
Orchestra I pazzi bastonano i professori d’orchestra questi bastonatissimi suonare suonare Grandi fragori non cancellare precisare ritagliandoli rumori più piccoli minutissimi rottami di echi nel teatro ampiezza 300 chilometri quadrati tumb-tumb-tumb-tumb-tumb-tumb Maritza Tungia
sdraiati fiumi illustri ho sete acqua acqua e un ferito vi lava la sua gamba insanguinata ascoltando fruscii e gluglii di lagrime ricordi versi sss ggg

Monti Ròdopi ritti alture palchi loggione 2000 shrapnels sbracciarsi esplodere

Esplodere esplooodere esplooodere fazzoletti bianchissimi pieni d’oro tum-tum-tumb

 2000 granate strappare con schianti schianti schianti schianti schianti schianti  capigliature nerissime spillonate di fosforo  tumbtumbtumbtumbtumbtumbtumb

l’orchestra dei rumori di guerra gonfiarsi sotto una nota di silenzio
tenuta nell’alto cielo pallone sferico dorato sorvegliare tiri...."

Il cinema futurista ha vita con la nascita del film "Vita Futurista" ad opera della redazione del giornale fiorentino "L'Italia Futurista".
Il film, naturalmente contestato, è lungo 1200 metri di pellicola, ma a causa della censura è stato ridotto fino a 990 metri con la soppressione dell'episodio antiaustriaco "Perchè Francesco Giuseppe non moriva".
Questo film oggi considerato disperso, è stato inoltre registrato con la collaborazione di Marinetti, Balla, Ginna, Corra, Venna, Settimelli, Carli e Neri Nannetti.

Il manifesto futurista sul cinema è stato pubblicato solo dopo l'uscita di questo film e in questo documento il film viene considerato "un mezzo di espressione più adatto alla plurisensibilità di un artista futurista.

La letteratura è rivoluzionaria, liberata dalle regole della grammatica, dell'ortografia, della punteggiatura.  Si modificano le parole e si dispongono sulla pagina in modo da suggerire l'immagine che descrivono.

I poeti reagiscono alla caduta di ideali della loro epoca proponendo una fiducia fermissima nel futuro e nella civiltà delle macchine. Affermano gli ideali della forza, del moto, della vitalità, del dinamismo, dello slancio.

Le loro opere sono ispirate all'ottimismo, alla gioia di vivere aggressiva e prepotente.    

Sull’architettura futurista esistono due temi:il manifesto di Antonio Sant’Elia pubblicato nel 1914 e quello enedito di Umberto Boccioni, che risale ai primi mesi dello stesso anno. Il primo ripete i temi divulgati del movimento, senza aggiungervi contributi significativi, e la sua irrilevanza è confermata dai disegni dell’autore, che non si discostano dai modelli Art nouveau criticati a parola. Il secondo, che si appoggia su un’esperienza artisticapiù rigorosa, annuncia alcune condizioni di un disegno architettonico innovato – «pura neccessità», «economia+utilità+rapidità», «autonomia delle parti componenti»- che diventeranno gli spunti della ricerca europea nel dopoguerra.
È significativo che fra i due autori, ambedue morti in guerra pochi anni dopo, l’architetto si riveli più debole del pittore.Il passaggio dalle intenzioni all’esperienza costruttiva non è ancora praticabile. 

 

fonte: http://www.mlbianchi.altervista.org/futurismo.rtf
autrice : Professoressa: Raffaella Sforza

 

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