Classificazione e nomenclatura dei composti chimici

 

 

 

Classificazione e nomenclatura dei composti chimici

 

CLASSIFICAZIONE E NOMENCLATURA DEI COMPOSTI CHIMICI

 

Come sappiamo, i composti attualmente conosciuti sono circa 6 milioni ed il loro numero aumenta ad un ritmo di circa 6000 alla settimana. E’ chiaro quindi che una tale massa di sostanze ha bisogno di essere organizzata secondo regole chiare, semplici ed universalmente condivise. Lo scopo della nomenclatura è quindi proprio quello di fornire una serie di regole che permettano di individuare un composto, attribuendogli in modo univoco e chiaro un nome preciso ed una formula, attraverso l’impiego del minor numero possibile di parole. Le prime basi di questo lavoro vennero gettate alla fine del ‘700 dal chimico francese A. L. Lavoisier (1743 - 1794), il quale nel suo Traité élémentaire de chimie, pone le basi per quella che viene tuttora chiamata nomenclatura tradizionale. A partire dagli anni ’70 del ‘900 a tale nomenclatura se ne affianca un’altra, chiamata nomenclatura ufficiale, elaborata dalla IUPAC (sigla derivante dalle iniziali dell’International Union of Pure ad Applied Chemistry, l’organismo scientifico internazionale preposta alla definizione della nomenclatura chimica), il cui uso sta lentamente soppiantando quello della nomenclatura tradizionale. E’ tuttavia importante ricordare che le regole della nomenclatura, affidate a Commissioni permanenti nell’ambito della IUPAC, sono in continua evoluzione e seguono di pari passo lo sviluppo stesso della chimica..
In questo capitolo esamineremo quindi le regole per assegnare i nomi ad alcune delle principali classi di composti, di cui analizzeremo inoltre le caratteristiche più importanti. Ricordiamo che i composti chimici sono sostanze costituite da due o più atomi di elementi differenti legati tra loro; se gli atomi appartengono a due diversi elementi i composti si dicono binari, se gli atomi appartengono invece a tre elementi diversi i composti si dicono ternari. Per ricordare le caratteristiche e le proprietà delle sostanze che adesso descriveremo, basterà osservare quali atomi o gruppi di atomi sono presenti al loro interno e quali sono le reazioni caratteristiche di ciascun gruppo di sostanze a cui essi appartengono. Tuttavia, prima di entrare nel merito di questi problemi, dobbiamo introdurre un nuovo concetto che ci sarà di fondamentale aiuto, sia in questa parte del programma, che in quella finale, relativa all’elettrochimica.
Il numero di ossidazione: è una carica positiva o negativa che viene attribuita formalmente a ciascun elemento in un composto; detta carica è determinata dal numero di elettroni che l’elemento possiede in più (carica negativa) o in meno (carica positiva) rispetto all’atomo neutro, quando gli elettroni di legame vengono attribuiti all’elemento più elettronegativo del composto stesso.
Dalla prima lettura di questa definizione, il numero di ossidazione potrà sembrare un’entità di difficile comprensione oppure del tutto astrusa, andando avanti vedremo invece che esso è uno strumento indispensabile per orientarsi nel mondo delle ossidoriduzioni. Queste reazioni, a loro volta, sono importantissime, non tanto perché hanno contribuito in modo determinante a diffondere tra gli studenti l’idea che la chimica fosse “difficile”, quanto perché la stragrande maggioranza dell’energia prodotta dall’uomo sulla Terra deriva da reazioni di questo tipo, mentre anche altri importantissimi fenomeni chimici, come ad esempio la corrosione dei metalli, derivano da processi ossidoriduttivi. La definizione del numero di ossidazione sopra riportata diventerà nei prossimi paragrafi talmente utile, che è consigliabile impararla a memoria; inoltre, prima di poter specificare meglio il significato e l’utilità del numero di ossidazione stesso, è opportuno imparare le regole per il suo calcolo. Tuttavia dobbiamo specificare che il numero di ossidazione non è una carica vera e propria, bensì una carica “fittizia”, che viene “attribuita” ad ogni elemento di un qualsiasi composto, quando gli elettroni di legame sono assegnati all’elemento più elettronegativo presente nel composto medesimo. Tutti gli elementi di qualsiasi composto hanno quindi un numero di ossidazione; in ogni composto si deve innanzitutto stabilire quale elemento è più elettronegativo, ad esso si attribuiscono tutti gli elettroni dei legami che esso forma con altri atomi ed infine si vede quali cariche gli atomi assumono dopo questa attribuzione fittizia. In ogni caso, se si impara ad applicare le regole sotto riportate, il calcolo del numero di ossidazione diventa una procedura piuttosto semplice.

 

Regole per il calcolo del numero di ossidazione:

  • Tutte le sostanze allo stato elementare hanno numero di ossidazione zero. In tal caso infatti tutti gli atomi sono identici tra loro e non esiste dunque nessun elemento più elettronegativo degli altri cui attribuire gli elettroni di legame.
  • Negli ioni monoatomici gli elementi hanno numero di ossidazione uguale alla carica ionica. Ad esempio lo ione Ca2+ ha numero di ossidazione +2, mentre lo ione Cl- ha numero di ossidazione –1.
  • Alcuni elementi mantengono costante il loro numero di ossidazione in tutti i composti che formano, mentre altri lo variano da un composto all’altro.

In generale i numeri di ossidazione seguono il seguente schema:

  • L’idrogeno ha sempre +1 oppure –1;
  • I metalli hanno solo numeri di ossidazione positivi;
  • I non metalli possono avere numeri di ossidazione positivi o negativi;
  • Tranne alcune eccezioni gli elementi di gruppi pari hanno solo numeri di ossidazione pari, mentre quelli dei gruppi dispari hanno solo numeri di ossidazione dispari;
  • Per tutti gli elementi, tra i numeri di ossidazione positivi il più alto corrisponde al numero del gruppo cui l’elemento appartiene. Per quanto detto alla lettera precedente, gli altri numeri di ossidazione si ottengono riducendo di 2, 4 o 6 unità il numero di ossidazione più alto.

Per quanto detto finora risulta che:

  • Gli elementi del primo gruppo hanno sempre +1;
  • Gli elementi del secondo gruppo hanno sempre +2;
  • Gli elementi del terzo gruppo hanno sempre +3;
  • Nel quarto gruppo il carbonio ha –4, +4 e +2; il silicio –4 e +4; stagno e piombo +4 e +2;
  • Nel quinto gruppo l’azoto ha –3, +1, +2, +3, +4 e +5; il fosforo –3, +3 e +5; l’antimonio +3 e +5;
  • Nel sesto gruppo l’ossigeno ha praticamente sempre –2, lo zolfo ha –2, +4 e +6;
  • Nel settimo gruppo il fluoro ha sempre –1; gli altri elementi hanno –1, +1, +3, +5 e +7.
  • Per i metalli di transizione non esistono regole così chiare;
  • La somma algebrica dei numeri di ossidazione di tutti gli atomi di tutti gli elementi presenti in un composto è uguale a zero, se il composto è neutro, oppure è uguale alla carica ionica, se il composto è uno ione poliatomico.
  • In ogni composto l’elemento più elettronegativo di tutti ha sempre numero di ossidazione negativo, mentre tutti gli altri elementi hanno numero di ossidazione positivo.

 

Esempi di calcolo del numero di ossidazione degli elementi di alcuni composti

Cl2O l’elemento più elettronegativo è l’ossigeno che ha sempre numero di ossidazione –2; il cloro deve avere invece numero di ossidazione positivo e la somma algebrica dei numeri di ossidazione dei tre atomi deve essere uguale a zero, essendo il composto neutro. Applicando questi presupposti scriviamo un’equazione considerando come incognita il numero di ossidazione del cloro.
2 x X (Cl) –2 (O) = 0 risolvendo si trova che X (numero di ossidazione del cloro) è +1.
HCl l’elemento più elettronegativo è il cloro, che quindi deve avere numero di ossidazione negativo, questo non può essere inoltre che –1. Poiché il composto è neutro, la somma algebrica dei numeri di ossidazione di tutti gli atomi del composto deve essere zero. L’idrogeno ha pertanto numero di ossidazione +1.
H2SO4 l’elemento più elettronegativo è l’ossigeno, il cui numero di ossidazione è –2. Zolfo e idrogeno devono quindi avere numeri di ossidazione positivi e per l’idrogeno il numero di ossidazione non può che essere +1. Resta da determinare il numero di ossidazione dello zolfo, che si ottiene risolvendo la seguente equazione:
+2 x 1 (H) + X (S) – 4 x 2 (O) = 0 risolvendo si trova che X=6
CO32- l’elemento più elettronegativo è l’ossigeno, il cui numero di ossidazione è –2. Il composto è un anione bivalente e pertanto la somma algebrica dei numeri di ossidazione deve essere pari a –2; risolviamo quindi la solita equazione, assegnando l’incognita al numero di ossidazione del carbonio
X (C) – 3 x 2 (O) = -2 risolvendo troviamo che x = 4

 

Regole per la scrittura delle formule dei composti binari

Una volta noto il numero di ossidazione degli elementi che formano un composto binario non è difficile scriverne la formula, basta ricordare che la somma dei numeri di ossidazione di tutti gli atomi di un elemento deve essere uguale, in valore assoluto, alla somma dei numeri di ossidazione di tutti gli atomi dell’altro elemento .
Esempi
Trovare la formula del composto che si forma tra ossigeno e potassio. Si scrivono l’uno accanto all’altro i simboli dei due elementi, avendo cura di scrivere per primo quello meno elettronegativo, si scrive poi sopra ognuno di essi il rispettivo numero di ossidazione. Poiché il potassio ha numero di ossidazione +1 e l’ossigeno ─2, per pareggiare la somma dei numeri di ossidazione sono necessari due atomi di potassio ed uno di ossigeno. La formula del composto sarà allora K2O.
Trovare la formula del composto che si forma tra calcio e ossigeno. Si ripetono innanzitutto i passaggi iniziali. Poiché i due atomi hanno numero di ossidazione, rispettivamente, +2 e ─2, per pareggiare la somma dei numeri di ossidazione bastano un atomo di calcio ed uno di ossigeno: la formula del composto sarà dunque CaO.
Trovare la formula del composto che si forma tra alluminio ed ossigeno. Poiché l’alluminio ha numero di ossidazione +3, mentre l’ossigeno ha numero di ossidazione ─2, per bilanciare la somma dei numeri di ossidazione sono necessari due atomi di alluminio e tre di ossigeno: la formula del composto sarà allora Al2O3.
La regola di Zaza
In alcuni casi gli studenti più furbini usano semplificare le cose, ricavando il deponente di ogni elemento dal valore assoluto del numero di ossidazione dell’elemento che gli sta accanto. In pratica si incrociano gli indici ed i numeri di ossidazione, scrivendo a destra del primo elemento valore assoluto del numero di ossidazione del secondo e viceversa. Tale sistemino è ammesso, ricordando però che:

  • l’indice 1 non si indica mai;
  • gli indici, tranne che in alcune formule molecolari, debbono essere ridotti ai minimi termini.

Così, ad esempio, applicando la regola di Zaza al composto che si forma tra calcio ed ossigeno, che hanno, rispettivamente, numero di ossidazione +2 e ─2, si otterrebbe la formula Ca2O2, mentre la formula corretta è CaO.

 

Nomenclatura dei composti chimici

. Il primo, denominato nomenclatura tradizionale, prevede l’uso di prefissi e suffissi, in basa al numero di ossidazione dei vari elementi. Il secondo sistema, denominato nomenclatura ufficiale o nomenclatura IUPAC, si basa sul numero di atomi di ogni elemento presenti all’interno del composto, che sono evidenziati tramite i prefissi di origine greca indicati nella tabella a fianco; quando è presente un solo atomo di un elemento non si utilizza alcun prefisso. Inoltre, quando un elemento ha poi più di un numero di ossidazione, la nomenclatura IUPAC prevede che questo venga indicato tra parentesi a fianco del nome del composto. Nella trattazione che segue utilizzeremo come base la nomenclatura tradizionale, specificando poi per ogni gruppo di sostanze anche la nomenclatura ufficiale.

 

OSSIDI (METALLO +OSSIGENO)

Sono composti binari formati dall’unione di un metallo con l’ossigeno; poiché l’ossigeno è molto più elettronegativo dei metalli, tutti gli ossidi sono composti ionici e quindi solidi a temperatura ambiente. La formula di questi composti si ottiene applicando le regole indicate in precedenza.

 

Nomenclatura tradizionale:

a) se il metallo ha un solo numero di ossidazione: ossido di nome metallo (es. ossido di sodio Na2O)
b) se il metallo ha due numeri di ossidazione: ossido + nome metallo con desinenza OSO per il numero di ossidazione minore; ossido + nome metallo con desinenza ICO, per il numero di ossidazione maggiore. Ad es. ossido piomboso PbO (numero di ossidazione +2); ossido piombico PbO2 (numero di ossidazione +4).

 

Nomenclatura ufficiale:

Si contano il numero di atomi di ogni elemento e si utilizzano i relativi prefissi, avendo cura di scrivere inizialmente il termine “ossido di”. Ad es. Na2O ossido di disodio; PbO ossido di piombo (+2); PbO2 biossido di piombo (+4).

ANIDRIDI (NON METALLO + OSSIGENO)
Sono composti binari formati dall’unione di non metalli ed ossigeno; dato che la differenza di elettronegatività tra l’ossigeno e gli altri non metalli è sempre piccola, le anidridi sono composti covalenti più o meno polari, che a temperatura ambiente possono essere solidi, liquidi o gassosi.

 

Nomenclatura tradizionale

a) se il non metallo ha un solo numero di ossidazione: anidride + nome non metallo terminante in ICA. Ad es. anidride carbonica CO2
b) se il non metallo ha due soli numeri di ossidazione: anidride + nome non metallo terminante in OSA, per il numero di ossidazione minore; anidride + nome non metallo terminante in ICA, per il numero di ossidazione maggiore. Ad es. anidride solforosa  SO2 (numero di ossidazione +4), anidride solforica  SO3 (numero di ossidazione +6);
c) se il non metallo ha quattro numeri di ossidazione, come avviene per gli elementi del 7° gruppo che hanno numeri di ossidazione +1,+3,+5,+7, si hanno i seguenti quattro casi:
anidride IPO nome non metallo terminante in OSA per il numero di ossidazione +1.  Es. Cl2O anidride ipoclorosa
anidride + nome non metallo terminante in OSA per il numero di ossidazione +3.  Es. Cl2O3 anidride clorosa;
anidride + nome non metallo terminante in ICA per il numero di ossidazione +5. Es. Cl2O5 anidride clorica;
anidride PER nome non metallo terminante in ICA per il numero di ossidazione +7. Es. Cl2O7 anidride perclorica.

Nomenclatura ufficiale

Nella nomenclatura ufficiale anche i composti tra ossigeno e non metalli sono chiamati ossidi e si utilizzano come sempre i prefissi relativi al numero di atomi degli elementi.
Ad esempio: SO2 biossido di zolfo (+4); SO3 triossido di zolfo (+6)¸ Cl2O ossido di dicloro (+1); Cl2O3 triossido di dicloro (+3); Cl2O5 pentaossido di dicloro (+5); Cl2O7 eptaossido di dicloro (+7).

IDROSSIDI (METALLO + GRUPPO OSSIDRILE  OH)
Sono composti ternari di ossigeno, idrogeno e metalli, in essi compare il gruppo ossidrile (OH), che si comporta come se avesse numero di ossidazione ─1. Gli idrossidi sono tutti composti ionici e sono pertanto tutti solidi a temperatura ambiente.
Essi derivano dalla reazione tra ossidi e acqua, in cui il metallo mantiene sempre lo stesso numero di ossidazione. Ecco un esempio:
Per scrivere la formula del composto si utilizzano le regole già fornite per i composti binari, compresa la regola di Zaza, e si considera l’ossidrile come un elemento a numero di ossidazione ─1. Successivamente si deve bilanciare la reazione, in quanto, in accordo con la legge di Lavoisier, la somma delle masse (e quindi il numero di atomi) dei vari elementi, deve essere uguale a destra ed a sinistra della reazione. Per far ciò basta aggiungere davanti alla formula dell’idrossido un coefficiente uguale all’indice del metallo nell’ossido; inoltre si deve eventualmente aggiungere un coefficiente davanti alla formula dell’acqua, in modo tale da bilanciare anche l’idrogeno e l’ossigeno.
Facciamo un altro esempio:
In questo caso, una volta scritto il coefficiente 2 davanti alla formula dell’idrossido, si vengono ad avere a destra 6 atomi di idrogeno e 6 di ossigeno; per bilanciare questi due elementi si deve mettere allora un 3 davanti alla molecola dell’acqua.

Nomenclatura tradizionale

a) se il metallo ha un solo numero di ossidazione: idrossido di nome metallo. Ad es. idrossido di sodio Na (OH).
b) se il metallo ha due numeri di ossidazione: idrossido + nome metallo terminante in OSO, per il numero di ossidazione minore; idrossido + nome metallo terminante in ICO, per il numero di ossidazione maggiore. Ad es. idrossido rameoso Cu(OH) (+1); idrossido rameico Cu(OH)2 (+2).

 

Nomenclatura ufficiale

Si indica il numero dei gruppi ossidrile ponendo i soliti prefissi davanti al termine “idrossido”:
Na(OH) idrossido di sodio; Fe(OH)3 triidrossido di ferro (+3).

IDRACIDI o acidi binari (IDROGENO + NON METALLO)
Sono composti binari formati dall’unione dell’idrogeno con uno dei sei seguenti non metalli: F; Cl; Br; I; S; Se. Gli idracidi sono composti covalenti polari ed a temperatura ambiente sono tutti gassosi, tranne HF, che è liquido a causa del legame a ponte di idrogeno.
Negli idracidi gli elementi del 7° gruppo hanno sempre numero di ossidazione ─1, mentre gli elementi del 6° gruppo hanno sempre numero di ossidazione ─2;

 

Nomenclatura tradizionale:

acido + nome non metallo terminante in IDRICO: HF acido fluoridrico; HCl acido cloridrico; HBr acido bromidrico; HI acido iodidrico; H2S acido solfidrico; H2Se acido selenidrico.

 

Nomenclatura ufficiale

Si scrive il nome del non metallo, terminate in URO, e si indica il numero degli atomi di idrogeno coi soliti prefissi: HF fluoruro di idrogeno; HCl cloruro di idrogeno; HBr bromuro di idrogeno; HI ioduro di idrogeno; H2S solfuro di diidrogeno; H2Se seleniuro di dididrogeno.

OSSIACIDI o acidi ternari (IDROGENO + NON METALLO + OSSIGENO)
Sono composti ternari in cui è presente idrogeno, ossigeno ed un non metallo; data la piccola differenza di elettronegatività esistente tra questi elementi, gli ossiacidi sono composti covalenti polari solidi o liquidi a temperatura ambiente. Gli ossiacidi derivano dalla reazione tra anidridi e acqua, in cui il non metallo mantiene sempre lo stesso numero di ossidazione; inoltre nella formula dell’ossiacido il non metallo è presente, tranne qualche eccezione, sempre con un solo atomo. Ad esempio
Per calcolare il numero di ossidazione del non metallo si deve innanzi tutto ricordare che l’idrogeno ha sempre numero di ossidazione +1, mentre l’ossigeno ha sempre numero di ossidazione -2; inoltre la somma dei numeri di ossidazione di tutti gli atomi di ossigeno deve essere uguale alla somma della numero di ossidazione del non metallo e degli atomi di idrogeno. Nell’esempio sopra riportato si hanno ad esempio 3 atomi di ossigeno, la somma delle cui numeri di ossidazione è pari a -6, si hanno inoltre 2 atomi di idrogeno, la somma delle cui numeri di ossidazione è +2; la numero di ossidazione del carbonio deve essere pertanto +4, come era del resto nella relativa anidride.
Per trovare la formula dell'ossoacido si deve scrivere a destra nell'ordine idrogeno, non metallo e ossigeno, mettendo per ognuno di questi elementi tanti atomi quanti ce ne sono a sinistra.
Es. Cl2O7 + H2O→H2Cl2O8 → 2 HClO4. Il composto H2Cl2O8 non esiste; per trovare la vera formula dell'acido dobbiamo ricordare che negli ossiacidi il non metallo ha sempre 1 come indice, è necessario quindi dividere tutti gli indici del composto intermedio per l’indice del non metallo, 2 in questo caso, ed aggiungere davanti all'acido stesso un coefficiente stechiometrico pari al numero per cui ho diviso.
In questo tipo di reazioni le anidridi si fanno reagire sempre con una sola molecola di acqua, fanno eccezione quelle del boro e del fosforo, che reagiscono con tre molecole di acqua, e l'anidride silicica, che reagisce con due molecole di acqua.
B2O3 + 3H2O → H6 B2O6 → 2H3 B O3
P2O3 + 3H2O →  H6 P2O6 → 2H3 P O3
P2O5 + 3H2O →  H6 P2O8 → 2H3 P O4
Si O2 + 2H2O →  H4 SiO4

 

Nomenclatura tradizionale

  • se il non metallo ha un solo numero di ossidazione: acido + nome non metallo terminante in ICO. Ad esempio H2CO3 acido carbonico.
  • Se il non metallo ha 2 numeri di ossidazione: acido + nome non metallo terminante in ICO, per il numero di ossidazione maggiore; acido + nome non metallo terminante in OSO, per il numero di ossidazione minore. Ad es.   H2SO4 acido solforico (numero di ossidazione +6); H2SO3 acido solforoso (numero di ossidazione +4).
  • se il non metallo ha quattro numeri di ossidazione, come avviene per gli elementi del 7° gruppo che hanno numeri di ossidazione +1,+3,+5,+7, si hanno i seguenti quattro casi:

acido IPO nome non metallo terminante in OSO, per il numero di ossidazione +1.  Es. HClO acido ipocloroso 
acido + nome non metallo terminante in OSO, per il numero di ossidazione +3. Es. HClO2 acido cloroso
acido + nome non metallo terminante in ICO, per il numero di ossidazione +5. Es. HClO3 acido clorico
acido PER nome non metallo terminante in ICO, per il numero di ossidazione +7. Es. HClO4 acido perclorico

 

Nomenclatura ufficiale

Al temine acido si attribuisce un aggettivo, che contiene l’indicazione del numero di atomi di ossigeno presenti nell’acido ed il nome del non metallo, terminante in ICO; a ciò si fa seguire poi, tra parentesi, il numero di ossidazione del non metallo. Ad esempio: HClO acido ossoclorico (1) (in questo caso è presente un solo atomo di ossigeno ed il prefisso mono si omette); HClO2 acido diossoclorico (3); HClO3 acido triossoclorico (5); HClO4 acido tetraossoclorico (7).

 

DECOMPOSIZIONE IN ACQUA DEGLI ACIDI

Tutti gli acidi fin qui elencati sono composti che contengono idrogeno; negli ossiacidi tale elemento è legato all’ossigeno da un legame covalente polare, mentre negli idracidi è legato da un legame covalente polare ad un non metallo molto elettronegativo. 
Quando questi composti vengono disciolti in acqua, l’acqua, che è un solvente polare, rompe il legame tra ossigeno ed idrogeno, oppure tra idrogeno e non metallo, mandando  in soluzione ioni H+ ed anioni costituiti da tutti gli altri atomi della molecola di partenza.
Decomposizione in acqua degli acidi ternari
Negli acidi ternari gli anioni che vanno in soluzione sono anioni poliatomici, formati dal non metallo ed dall’ossigeno legati da legame covalente, ed hanno tante cariche negative quanti sono gli ioni H+che si liberano. Esempio:
HClO4 →  H++ ClO4-                   H2CO3 →  2H++ CO32-
H3 B O3 →  3H++ B O33-              H4 S iO4 →  4H++ SiO44-

Nomenclatura tradizionale degli anioni poliatomici

La nomenclatura tradizionale degli anioni poliatomici, derivanti dalla dissociazione in acqua degli acidi ternari, è simile a quella degli acidi di origine. Quando l’acido di origine ha desinenza ico, l’anione che ne deriva avrà desinenza ato, mentre quando l’acido ha desinenza oso, l’anione derivante avrà desinenza ito. Per i non metalli con 4 numeri di ossidazione si utilizzano inoltre anche i prefissi ipo ed per, come per i relativi ossiacidi . Riassumiamo la situazione:

  • se il non metallo ha un solo numero di ossidazione: ione + nome non metallo terminante in ATO. Ad esempio CO32- ione carbonato.
  • Se il non metallo ha 2 numeri di ossidazione: ione + nome non metallo terminante in ATO, per il numero di ossidazione maggiore; ione + nome non metallo terminante in ITO, per il numero di ossidazione minore. Ad es. SO42- ione solfato (numero di ossidazione +6); SO32- ione solfito (numero di ossidazione +4).
  • se il non metallo ha quattro numeri di ossidazione, come avviene per gli elementi del 7° gruppo che hanno numeri di ossidazione +1,+3,+5,+7, si hanno i seguenti quattro casi:

ione IPO nome non metallo terminante in ITO, per il numero di ossidazione +1.  Es. ClO- ione ipoclorito 
ione + nome non metallo terminante in ITO, per il numero di ossidazione +3. Es. ClO2- ione clorito
ione + nome non metallo terminante in ATO, per il numero di ossidazione +5. Es. ClO3- ione clorato
ione PER nome non metallo terminante in ATO, per il numero di ossidazione +7. Es. ClO4- ione perclorato

 

Nomenclatura ufficiale degli anioni poliatomici

Il nome dell’anione si ottiene precisando, coi soliti prefissi, il numero degli atomi di ossigeno presenti, attribuendo la desinenza ato al nome del non metallo ed indicando tra  parentesi il suo numero di ossidazione. Ad esempio: ClO- anione ossoclorato (1); ClO2- anione diossoclorato (3); . ClO3- anione triossoclorato (5); ClO4- anione tetraossoclorato (7).

Decomposizione degli acidi binari
Negli acidi binari gli anioni che vanno in soluzione sono anioni monoatomici, formati dal non metallo, ed hanno tante cariche negative quanti sono gli ioni H+che si liberano. Esempio:
HCl →  H++ Cl-                          H2S →  2H++ S2-

Nomenclatura degli anioni monoatomici

Sia la nomenclatura tradizionale, che quella ufficiale, stabiliscono che il nome dell’anione monoatomico si ottiene aggiungendo la desinenza uro al nome del non metallo. Ad esempio F- anione fluoruro; Cl- anione cloruro; Br- anione bromuro; I- anione ioduro; S2- anione solfuro; Se2- anione seleniuro.

 

DECOMPOSIZIONE IN ACQUA DEGLI IDROSSIDI

Tutti gli idrossidi sono composti ionici; in acqua essi si dissociano liberando gli ioni OH- ed un catione metallico con tante cariche positive quanti sono gli ioni OH- liberati.
Esempi:   NaOH →  Na++ OH-          Ca(OH)2 →  Ca2++ 2OH-
Al(OH)3 →  Al3++ 3OH-      Pb(OH)4 →  Pb4++ 4OH-

SALI BINARI (METALLO + NON METALLO)
Sono composti ionici, che derivano dalla reazione tra acidi binari e idrossidi (idrossido + acido binario  sale binario + acqua).
Per trovare la formula del sale binario che si forma dalla reazione tra un idrossido ed un acido binario, si deve innanzi tutto scrivere le reazioni di decomposizione in acqua dei due composti. Facciamo ad esempio reagire idrossido di sodio [Na(OH)] ed acido cloridrico [HCl]. Le reazioni di decomposizione sono quelle indicate. Per trovare la formula del sale binario si unisce graficamente il catione metallico con l’anione non metallico; unendo poi graficamente l’ossidrile con lo ione H+ si trova l’acqua. In questo specifico esempio, dopo che si sono trovate nel modo indicato le formule dei prodotti, non si deve fare altro, in quanto la reazione è già bilanciata. La reazione totale è dunque:
Na(OH) + HCl →  NaCl + H2O.
Ecco ora un caso più complesso, che si ottiene facendo reagire l’acido solfidrico (H2S) con l’idrossido ferrico [Fe(OH)3]. Le reazioni di dissociazione sono quelle indicate. In questo caso le cose sono più complicate che nell’esempio precedente, in quanto l’anione solfuro è bivalente, mentre lo ione ferrico è trivalente ed il sale deve essere un composto elettricamente neutro. Analogamente a quanto avveniva con i numeri di ossidazione, nella regola della scrittura dei composti binari (vedi pag.2), anche in questo caso la somma delle cariche positive dei cationi del ferro dovrà essere uguale alla somma delle cariche negative degli anioni dello zolfo. E’ evidente che per soddisfare tale condizione sono necessari due ioni del ferro e tre dello zolfo. Anche qui è possibile utilizzare una forma modificata della regola di Zaza, assegnando a ciascuno dei due elementi un indice uguale al numero delle cariche ioniche dell’altro. Questo primo passaggio può essere così riassunto:
Fe(OH)3+ H2S →  Fe2S3+H2O
La reazione a questo punto non è però bilanciata, in quanto a destra si hanno 2 atomi d ferro e 3 di zolfo, mentre a sinistra si ha un solo atomo di entrambi. Nel bilanciamento degli elementi si segue sempre l’ordine seguente:

  • per primo si bilancia il metallo;
  • poi si bilancia il non metallo;
  • quindi si bilancia l’idrogeno;
  • a questo punto, se il bilanciamento è corretto, l’ossigeno deve essere già bilanciato. Se ciò non accade vuol dire che si è sbagliato e si deve ricominciare da capo.

Nel nostro esempio i primi due passaggi si eseguono mettendo un 2 davanti all’idrossido ed un 3 davanti all’acido.
2Fe(OH)3+ 3H2S →  Fe2S3+H2O
A questo punto abbiamo a sinistra 12 atomi di idrogeno, per bilanciare i quali sono necessarie a destra 6 molecole di acqua.
2Fe(OH)3+ 3H2S →  Fe2S3+6H2O
Adesso anche l’ossigeno è bilanciato, perché sia a sinistra che a destra ne abbiamo 6 atomi, ed il bilanciamento è dunque corretto.

 

Nomenclatura tradizionale:

a) se il metallo ha una sola numero di ossidazione: nome non metallo terminante in URO + di nome metallo (es. cloruro di sodio [NaCl], fluoruro di potassio [KF]);
b) se il metallo ha due numeri di ossidazione: nome non metallo terminante in URO + nome metallo terminate in OSO, per il numero di ossidazione più basso; nome non metallo terminante in URO + nome metallo terminate in ICO per il numero di ossidazione più alto. Ad es. FeCl2 cloruro ferroso (numero di ossidazione +2); FeCl3 cloruro ferrico(numero di ossidazione +3)

 

Nomenclatura ufficiale

Si scrive prima il nome del non metallo, terminante in URO, poi si aggiunge di ed il nome del metallo; ciascun nome viene preceduto dai soliti prefissi che indicano il numero di atomi presenti per ciascun elemento. Ad esempio: FeCl2 dicloruro di ferro; FeCl3 tricloruro di ferro; NaCl cloruro di sodio; Al2S3 trisolfuro di dialluminio. Li2S solfuro di dilitio.

SALI TERNARI (METALLO + NON METALLO + OSSIGENO)
Sono composti ionici, e pertanto solidi a temperatura ambiente, che derivano dalla reazione tra acidi ternari e idrossidi (idrossido + acido ternario  sale ternario + acqua).
Anche in questo caso, per trovare la formula del sale, si deve innanzi tutto scrivere le reazioni di decomposizione in acqua dei due composti. Facciamo ad esempio reagire idrossido di calcio [Ca(OH)2] ed acido borico [ H3BO3]. Le reazioni di decomposizione sono quelle indicate sopra. Per trovare la formula del sale ternario ancora una volta si unisce graficamente il catione metallico con l’anione non metallico; unendo poi graficamente l’ossidrile con lo ione H+ si trova l’acqua. In questo specifico il catione è bivalente, mentre l’anione poliatomico e trivalente, per ottenere quindi la formula del sale, che è elettricamente neutro, occorrono 3 cationi e due anioni. Anche in questo caso è possibile utilizzare la forma modificata della regola di Zaza; nella formula del sale si assegna dunque a ciascuno dei due ioni, un indice uguale al numero delle cariche ioniche dell’altro. La reazione a questo punto diventa:
La reazione deve essere poi bilanciata, seguendo le solite regole. A destra si hanno 3 atomi di calcio, per cui a sinistra si dovrà mettere un 3 davanti alla formula dell’idrossido; a destra si hanno inoltre 2 atomi di boro (il 2 alla sinistra della parentesi si comporta come tutti gli indici e moltiplica tutto ciò che sta dentro alla parentesi), per cui a sinistra si dovrà mettere un 2 davanti alla formula dell’acido. Questi  passaggi si riassumono come segue:
Dobbiamo infine bilanciare l’idrogeno, di cui a sinistra si hanno 12 atomi (6 dalle 3 molecole dell’idrossido e 6 dalle 2 molecole dell’acido), a destra dovremo pertanto mettere un 6 davanti alla formula dell’acqua.
Anche l’ossigeno risulta bilanciato: a destra se ne hanno infatti 12 atomi (6 dalle 3 molecole dell’idrossido e 6 dalle 2 molecole dell’acido) ed anche a destra ne abbiamo 12 (6 dalla molecola del sale e 6 dalle molecole di acqua). Il bilanciamento è dunque correttamente concluso.

Nomenclatura tradizionale:

La nomenclatura di un sale ternario si ottiene indicando per primo il nome dell’anione poliatomico, ricavabile dalla reazione di decomposizione in acqua dell’acido, e poi quello del catione metallico. Come sempre, se il metallo ha un solo numero di ossidazione nel  nome lo si indica con di + nome metallo, mentre se il metallo ha due numeri di ossidazione di utilizzano le solite desinenze OSO, per il numero di ossidazione minore ed ICO per il numero di ossidazione maggiore. Ecco alcuni esempi: CaCO3 carbonato di calcio (il  calcio ed il carbonio hanno un solo numero di ossidazione); FeCO3 carbonato ferroso e Fe2(CO3)3 carbonato ferrico (il ferro ha due numeri di ossidazione); Na2SO4 solfato di sodio e Na2SO3 solfito di sodio (lo zolfo ha due numeri di ossidazione ed il sodio uno solo); Cu2SO4 solfato rameoso e CuSO4 solfato rameico (sia zolfo che rame hanno due numeri di ossidazione); KClO ipoclorito di potassio e KClO4 perclorato di potassio (il cloro ha quattro numeri di ossidazione ed il potassio solo uno); Sn(BrO)2 ipobromito stannoso e Sn(BrO4)4 perbromato stannico (il bromo ha quattro numeri di ossidazione e lo stagno due).

Nomenclatura ufficiale

Si scrive per primo il nome del non metallo, terminante in ATO, con l’indicazione, tra parentesi, del suo numero di ossidazione; quindi si aggiunge di ed il nome del metallo, avendo cura di indicare, con le solite desinenze, il numero di atomi di ossigeno presenti nell’anione ed il numero di atomi del metallo. Ecco alcuni esempi:
CaCO3 triossocarbonato (4) di calcio; Fe2(CO3)3 triossocarbonato (4) di diferro¸ Na2SO4 tetraossosolfato (6) di disodio; Na2SO3 triossosolfato (4) di disodio.

 

Numeri di ossidazione dei metalli di transizione da usare negli esercizi

 

 

 

Cromo

+2; +3; +6

Zinco

+2

Manganese

+2; +3; +6; +7

Oro

+1; +3

Ferro

+2; +3

Mercurio

+1; +2

Rame

+1; +2

Argento

+1

 

Nomi di composti particolari da usare nella nomenclatura

Azoto: nitroso e nitrico

Stagno: stannoso e stannico

Oro: auroso e aurico

Rame: rameoso e rameico

Mercurio: mercurioso e mercurico

 

COMPOSTO

NOMENCLATURA TRADIZIONALE

IUPAC

OSSIGENO + METALLO

Ossido

Un solo numero di ossidazione
Ossido di nome metallo
Due numeri di ossidazione
Ossido + metallo terminante in OSO
(numero di ossidazione minore)
Ossido + metallo terminante in ICO
(numero di ossidazione maggiore)

Ossido + nome metallo con prefissi a seconda del numero di atomi dei vari elementi

OSSIGENO + NON METALLO

Anidride

Un solo numero di ossidazione
Anidride + nome non metallo in  ICA    
Due numeri di ossidazione
Anidride + nome non metallo in OSA    (numero di ossidazione minore)
Anidride + nome non metallo in ICA    (numero di ossidazione maggiore)
Quattro numeri di ossidazione
Anidride  IPO nome non metallo in OSA     (+1)
Anidride  nome non metallo in OSA     (+3)
Anidride  nome non metallo in ICA     (+5)
Anidride  PER nome non metallo in ICA     (+7)

Ossido + nome non metallo con prefissi a seconda del numero di atomi dei vari elementi

IDROGENO + NON METALLO
F, Cl, Br, I (numero di ossidazione +1)
S, Se (numero di ossi­dazione +2)

Idracido

ACIDO + nome non metallo in IDRICO

Idruro  
Nome non metallo in URO + di IDROGENO (con prefissi)

GRUPPO OH + ME­TALLO

Idrossido

Un solo numero di ossidazione
Idrossido di nome metallo
Due numeri di ossidazione
Idrossido + metallo terminante in OSO
(numero di ossidazione minore)
Idrossido + metallo terminante in ICO
(numero di ossidazione maggiore)

Idrossido + prefissi a seconda del numero di gruppi OH + di nome metallo

IDROGENO + NON METALLO +
OSSIGENO

Ossiacido

Un solo numero di ossidazione
Acido + nome non metallo in  ICO
Due numeri di ossidazione
Acido + nome non metallo in OSO
(numero di ossidazione minore)
Acido + nome non metallo in ICO
(numero di ossidazione maggiore)
Quattro numeri di ossidazione
Acido IPO nome non metallo in OSO     (+1)
Acido nome non metallo in OSO     (+3)
Acido nome non metallo in ICO     (+5)
Acido PER nome non metallo in ICO     (+7)

 

ACIDO + prefisso a seconda del numero di atomi di ossigeno + OSSI + nome non metallo in ICO
(+ numero di ossidazione)

 

 

SUGGERIMENTI PER LO SVOLGIMENTO DEGLI ESERCIZI

 

  • Data la formula di un sale ternario trovarne il nome tradizionale
Formula → n° di ossidazione → nome

Il primo passaggio da compiere è quello di ricavare il numero di ossidazione del non metallo e del metallo; in proposito dobbiamo ricordare che i sali sono composti ionici, dati dall’unione di un catione metallico monoatomico e di un anione poliatomico contenente un non metallo. Proviamo quindi a fare la dissociazione in acqua del sale, ricordando che il prodotto della carica ionica del metallo, moltiplicato per il suo indice stechiometrico, è uguale al prodotto della carica ionica dell’anione, moltiplicato per il suo indice stechiometrico complessivo, dove tutti i numeri si considerano in valore assoluto.

Esempio: Fe2(CO3)3 → 2Fe3+ + 3 CO32
in questo caso l’espressione diventa:                          
 



(3x2) = (2x3)

 

  • Per calcolare il numero di ossidazione del metallo basta dire che esso corrisponde alla carica del catione (nell’esempio la numero di ossidazione del ferro è infatti +3).
  • Per calcolare invece il numero di ossidazione del non metallo dobbiamo fare un calcolo ulteriore (vedi regole di pag. 2), che consiste nel moltiplicare per due il numero di atomi dell’ossigeno presenti nell’anione poliatomico e sottrarre a tale numero il valore della carica dell’anione medesimo.

Nell’esempio di CO32– per calcolare il numero di ossidazione del carbonio dobbiamo fare:
(3x2) –2= 4.

 

Abbiamo quindi i seguenti casi:

  • Il metallo ed il non metallo hanno un solo numero di ossidazione: in questo caso non ci sono problemi e il numero di ossidazione del metallo e del non metallo saranno solo quelli che rispettivamente gli competono. Prendiamo come esempio CaCO3: il calcio ha solo numero di ossidazione +2, mentre il carbonio ha solo numero di ossidazione +4. Questi saranno pertanto i rispettivi numeri di ossidazione dei due elementi e, in base alle regole sulla nomenclatura dei sali ternari, il composto si chiamerà carbonato di calcio.
  • Il metallo ha un solo numero di ossidazione, mentre il non metallo ne ha più di uno: il numero di ossidazione e la carica ionica del metallo, per quanto abbiamo detto sopra, coincidono e quindi possono immediatamente sapere la carica ionica del metallo medesimo. Dall’uguaglianza 1) posso quindi ricavarmi il numero di ossidazione del non metallo ed arrivare così a determinare il nome del composto. Prendiamo come esempio NaNO3: il sodio, essendo del primo gruppo, può avere solo numero di ossidazione +1; la decomposizione del sale sarà quindi: NaNO3→ Na+ + NO3–. Da quanto abbiamo detto al precedente punto 2), il numero di ossidazione dell’azoto risulta da:

(3x2)–1=5.

 

Il composto si chiamerà dunque nitrato di sodio.

(3x2) – 4=2

 Il non metallo ha un solo numero di ossidazione, mentre il metallo ne ha più di uno: questo è il caso opposto al precedente. Nota il numero di ossidazione del non metallo, mi ricava la carica dell’anione poliatomico utilizzando la regola 3); applicando poi l’uguaglianza 1) arrivo a poter scrivere la dissociazione del sale ed a ricavare il numero di ossidazione del metallo. Prendiamo ad esempio il caso di FeCO3; il carbonio ha solo numero di ossidazione +4 ed applicando in modo inverso la regola 3) ottengo la carica dell’anione dal calcolo seguente:
 

 


La dissociazione del sale pertanto sarà FeCO3→Fe2+ + CO32– e il numero di ossidazione del ferro, per la regola 2), è +2. Il nome del sale conseguentemente è carbonato ferroso.

  • Sia il metallo, che il non metallo, hanno più di un numero di ossidazione: in questo caso si deve procedere per tentativi, utilizzando le tre regole date in precedenza, senza dimenticare che il numero dei valori assunti dal numero di ossidazione di ogni elemento è limitato (massimo due per i metalli, massimo quattro per i non metalli del 7° gruppo).

Consideriamo ad esempio Fe(ClO4)3. Il ferro può avere solo numero di ossidazione +2 oppure numero di ossidazione +3; ipotizziamo che, in questo caso, il ferro abbia numero di ossidazione +2 e quindi sia presente nel sale sotto forma di ione Fe2+, applichiamo quindi la relazione 1) che diventa:
 



(2x1) = (2/3x3)
 

 


Da ciò si vede l’ipotesi è sbagliata, in quanto le cariche ioniche debbono essere sempre quantità intere. Riproviamo quindi ipotizzando stavolta che la numero di ossidazione del ferro sia +3 e che quindi tale elemento sia presente nel sale sotto forma di catione Fe3+. In questo caso la uguaglianza 1) diventa:
 



(3x1) = (1x3)
 

 


In questo l’ipotesi è corretta e la dissociazione del sale sarà quindi: Fe(ClO4)3→ Fe3+ + ClO4–. Applichiamo quindi la regola 3) all’anione ClO4–:

(4x2) – 1=7
 

 


Il sale si chiama quindi perclorato ferrico.

  • Dato il nome tradizionale di un sale ternario trovarne la formula
Nome → numero di ossidazione → Formula

In questo caso le cose sono relativamente semplici, perché dal nome è sempre possibile ricavare univocamente i numeri di ossidazione del metallo e del non metallo. Prendiamo ad esempio il solfato rameico: le desinenze dei nomi dei due elementi ci dicono che lo zolfo ha il suo numero di ossidazione massimo (+6), così come il rame (+2). A questo punto diventa però difficile scrivere direttamente la formula del sale, dobbiamo prima infatti  scrivere la formula dell’acido ternario e dell’idrossido da cui esso deriva, che, rispettivamente, sono: acido solforico e idrossido rameico. La scrittura della formula dell’idrossido non presenta grosse difficoltà: basta infatti ricordare che il gruppo ossidrile si comporta come se avesse numero di ossidazione +1. Applicando quindi la regola del prodotto in croce si arriva a scrivere Cu(OH)2. Più complesso è invece scrivere direttamente la formula dell’acido ternario, conviene infatti risalire alla relativa anidride e far successivamente reagire quest’ultima con l’acqua. Dalla regola del prodotto in croce ricaviamo che la formula dell’anidride solforica è SO3, facendola successivamente reagire con l’acqua, secondo le note regole, ricaviamo che la formula dell’acido solforico è H2SO4. Infine, dalla reazione tra l’acido e l’idrossido, i cui passaggi saltiamo per brevità, risulta che la formula del sale in esame è: Cu SO4.

  • Dato il nome ufficiale di un sale ternario trovarne la formula

 

Proviamo a scrivere la formula del triossonitrato (5) di ferro (3). L’anione contiene tre atomi di ossigeno ed uno di azoto con numero di ossidazione +5. Con le regole già viste nella pagina precedente possiamo calcolare la carica dell’anione

 

 

La formula dell’anione è quindi NO3─. Poiché il ferro ha numero di ossidazione +3, il catione metallico è Fe3+. La formula del composto è pertanto Fe(NO3)3

 

 

NUMERI DI OSSIDAZIONE DA UTILIZZARE NELLO SVOLGIMENTO DEGLI ESERCIZI

 


In un composto binario uno dei due elementi avrà ovviamente numero di ossidazione negativo, mentre l’altro lo avrà positivo

Nella realtà molti composti continuano a mantenere anche dei nomi commerciali, che possono variare da paese a paese. L’acido cloridrico (HCl), ad esempio, è conosciuto commercialmente come acido muriatico, l’ossido di calcio (CaO) è conosciuto col nome commerciale di calce (o calce viva), l’idrossido di calcio [Ca(OH)2]è conosciuto come calce spenta, l’ossido di magnesio (MgO) è conosciuto come magnesia, l’idrossido di sodio (NaOH) è noto come soda caustica, l’acido solforico (H2SO4) è noto come vetriolo ecc. Inoltre, alcuni nomi tradizionali, fortemente radicati nell’uso comune, sono stati accettati come internazionalmente validi. Si pensi ad esempio all’acqua, all’ammoniaca (NH3) o al metano (CH4).

Per ricordare la corrispondenza tra le desinenze si può tenere a mente la frase: Federico malato, valoroso e ferito.

 

http://www.liceodavincifi.it/_Rainbow/Documents/composti1.doc

 

 

Classificazione e nomenclatura dei composti chimici

NOMENCLATURA DEI COMPOSTI CHIMICI

 

  • Il numero di ossidazione. Come assegnare il numero di ossidazione agli elementi data la formula. p. 374: punti 1, 2, 3, 4, 5, 6.
  • Come scrivere le formule dei composti binari, dati i numeri di ossidazione.

Si segue la regola del minimo comune multiplo, in modo che la carica complessiva sia zero. I numeri di ossidazione (per brevità uso il simbolo n°ox) sono sulla tavola periodica. Il primo elemento nei composti binari ha n°ox positivo, il secondo elemento ha n°ox negativo.
es: Na+1 Cl-1 (Cl è il secondo elemento, dunque deve avere n°ox negativo)
Ca+2 I-1 : m.c.m.= 2;  2 :2= 1 atomo di Ca ; 2 :1= 2 atomi di I, dunque CaI2
Al+3 O-2 : m.c.m.= 6; 6:3= 3 atomi di Al; 6:2= 3 atomi di O, dunque Al2O3
Si+4 O-2 : m.c.m.= 4;  4:4= 1 atomo di Si; 4:2= 2 atomi di O, dunque SiO2
REGOLE DI NOMENCLATURA

NOMENCLATURA IUPAC composti binari: i composti binari sono formati da 2 elementi.

La nomenclatura IUPAC tiene conto del numero di atomi presenti nella formula:

            1= mono, 2= di, 3= tri, 4= tetra, 5= penta, 6= esa, 7= epta

I composti si dividono in due gruppi:

  • Composti che non contengono ossigeno: il nome del composto è del tipo …URO DI ….
  • Composti che contengono ossigeno: il nome del composto è del tipo OSSIDO DI …..

es: MgCl2   dicloruro di (mono)magnesio (di solito il prefisso “mono” viene omesso)
Fe2S3  trisolfuro di diferro
V2O5  pentossido di divanadio

 

NOMENCLATURA TRADIZIONALE composti binari:

la nomenclatura tradizionale tiene conto del n°ox.

 

  • Quando il primo elemento ha un solo n°ox, non ci sono specificazioni particolari

es: MgO ossido di magnesio
Sc2S3  solfuro di scandio

  • Quando il primo elemento ha due n°ox, il composto corrispondente al n°ox minore prende un nome che finisce con -OSO, il composto corrispondente al n°ox maggiore prende un nome che finisce con -ICO.

es: FeO  il n°ox dell’ossigeno è –2, il Fe ne ha due: +2 e +3; qui abbiamo il n°ox= +2 (cioè il   minore dei due), dunque il nome del composto è ossido ferroso.
Fe2O3 il n°ox del Fe è +3 (cioè il minore dei due), dunque il nome del composto è ossido ferrico.

I composti binari si dividono in tre gruppi:

  • Composti che iniziano per H: il nome è del tipo ACIDO ….IDRICO.Eccezioni: H2O acqua; H2O2 acqua ossigenata

es: HCl acido cloridrico

  • Composti che non contengono ossigeno:
    • il primo elemento ha un solo n°ox: il nome del composto è del tipo …URO DI ….
    • il primo elemento ha due n°ox: il nome del composto è del tipo ….URO ….OSO/ICO a seconda del n°ox

es:  CaBr2 bromuro di magnesio;
il Co ha n°ox +2 e +3, allora:
CoCl2 (n°ox Co= +2) cloruro cobaltoso; CoCl3  (n°ox Co= +3) cloruro cobaltico

  • Composti che contengono ossigeno:
    • il primo elemento è un metallo ed ha un solo n°ox: il nome del composto è del tipo OSSIDO DI ….
    • il primo elemento è un metallo ed  a due n°ox:  il nome del composto è del tipo

      OSSIDO ….OSO/ICO a seconda del n°ox

    • il primo elemento è un non metallo ed ha un solo n°ox: il nome del composto è del tipo ANIDRIDE DI ….
    • il primo elemento è un non metallo ed ha due n°ox: il nome del composto è del tipo ANIDRIDE …. OSO/ICO a seconda del n°ox

es: BaO ossido di bario
Hg2O (n°ox Hg= +1) ossido mercuroso; HgO (n°ox Hg= +2) ossido mercurico          
SiO2 anidride di silicio
P2O3 (n°ox P= +3) anidride fosforosa; P2O5 (n°ox P= +5) anidride solforica

SCHEMA DI REAZIONE DEGLI ELEMENTI CON OSSIGENO E ACQUA

 

ELEMENTO

 

 

Me METALLO

 

nMe NON METALLO

reazione con
ossigeno

 

 reazione con
ossigeno

MexOy
nom. IUPAC: OSSIDO (basico)
nom. tradiz.: OSSIDO (se ci sono 2 n°ox:  -oso al n°ox più basso -ico al n°ox più alto)

 

nMexOy
nom. IUPAC: OSSIDO (acido)
nom. tradiz.: ANIDRIDE (se ci sono 2 n°ox:  -oso al n°ox più basso -ico al n°ox più alto)


reazione
con acqua

 


reazione
con acqua

Men+(OH)n
nom. IUPAC:IDROSSIDO DI …
nom. tradiz.: IDROSSIDO
(se ci sono 2 ni ox:  -oso al n°ox più basso -ico al n°ox più alto)

 

HxnMeyOz
nom. IUPAC:
…OSSO….ATO DI …IDROGENO
nom. tradiz.: ACIDO
(se ci sono 2 ni ox:  -oso al n°ox più basso -ico al n°ox più alto)

 

 

SALE + ACQUA 
nom. IUPAC: OSSO…ATO DI …..

 

NOTA: nom. tradiz.dei sali: il primo nome  deriva dall’acido che ha reagito per formare il sale:
se l’acido di partenza ha un nome che finisce con –oso, allora il nome del sale finisce con –ito;                                                                                                                                                                                       
se l’acido di partenza ha un nome che finisce con –ico, allora il nome del sale finisce con –ato
Il secondo nome  è uguale a quello dell’idrossido che ha reagito per formare il sale.
es: Fe(SO4) solfato ferrico (proviene da acido solforico e idrossido ferrino)

 

NOMENCLATURA TRADIZIONALE META, PIRO, ORTO

META: + 1 molecola di acqua: P3+; P5+; B3+; Si4+
PIRO:   + 2 molecole di acqua: P3+; P5+;   Si4+ ORTO
ORTO: + 3 molecole di acqua: P3+; P5+; B3+

Dunque:
P3O3   +   1 H2O   =   H2P2O4            2 HPO2      acido metafosforoso
P3O3   +   2 H2O   =   H4P2O5                                              acido pirofosforoso
P3O3   +   3 H2O   =   H6P2O6            2 H3PO3       acido ortofosforoso

P2O5   +   1 H2O   =   H2P2O6            2 HPO3      acido metafosforico
P2O5   +   2 H2O   =   H4P2O7                                             acido pirofosforico
P2O5    +   3 H2O   =   H6P2O8            2 H3PO4      acido metafosforico
 



B2O3   +   1 H2O    =   H2B2O4            2 HBO2     acido metaborico
B2O3   +   3 H2O    =   H6B2O6            2 H3BO3   acido ortoborico

SiO2   +   1 H2O    =   H2SiO3                              acido metasilicico
SiO2    +   2 H2O   =   H4SiO4                               acido ortosilicico

 

NOMENCLATURA TRADIZONALE DEI COMPOSTI DEGLI ALOGENI

Si fa riferimento al cloro, che possiede i  seguenti numeri di ossidazione positivi: +1, +3, +5, +7.
I nomi si assegnano in base al n°ox del cloro:
Cl+1   da cui lo ione    (ClO)1-     ipoclorito  
Cl+3   da cui lo ione    (ClO2)1-     clorito
Cl+5   da cui lo ione    (ClO3)1-      clorato
Cl+7   da cui lo ione    (ClO4)1-      perclorato

es: per la serie delle anidridi abbiamo:
Cl2O   anidride ipoclorosa
Cl2O3   anidride clorosa
Cl2O5  anidride clorica
Cl2O7  anidride perclorica

Per la serie degli ossiacidi abbiamo:
HClO     acido ipocloroso
HClO2    acido cloroso
HClO3    acido clorico
HClO4    acido perclorico

Per gli altri alogeni si attribuisce il nome come se avessero tutti i numeri di ossidazione del cloro, anche quando questo non è vero.

Fonte: http://www.itismeucci.it/meucci/wiky.nsf/d4481271ed965acfc125711c002d9f98/8bd1a56242cc303bc125768b00521e66/$FILE/AOL%2009%20Nomenclatura%20dei%20composti%20chimici.doc

 

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