Dermatiti da contatto

 

 


 

Dermatiti da contatto

 

I testi seguenti sono di proprietà dei rispettivi autori che ringraziamo per l'opportunità che ci danno di far conoscere gratuitamente a studenti , docenti e agli utenti del web i loro testi per sole finalità illustrative didattiche e scientifiche.

Le informazioni di medicina e salute contenute nel sito sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo e per questo motivo non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione)

 

Dermatiti da contatto

 

DERMATITI DA CONTATTO
Per DC si intendono tutte quelle modificazioni della cute e/o dei suoi annessi (capelli, unghie, mucose) risultanti dal contatto o esposizione con un agente esogeno (fisico, chimico).
Spesso purtroppo le manifestazioni cutanee della DC riproducono in vari modi tutto il classico spettro della semplice infiammazione della cute e quindi i vari quadri sono spesso suggestivi e raramente patognomonici.
Tra le patologie cutanee lavoro-correlate circa il 90-95% sono rappresentate da dermatiti da contatto (DC), e infatti, la maggior parte dei casi di DC trattati da dermatologi sono in qualche modo correlate al lavoro.
E' essenziale che si giunga ad una corretta diagnosi e che si delineino sia le cause che tutti i fattori secondari ed è importante stabilire se il lavoro costituisca o meno un sostanziale contributo nello sviluppo o aggravamento del quadro cutaneo.

 

FATTORI PREDISPONENTI INDIVIDUALI
Come in tutte le altre patologie i fattori legati all'individuo debbono essere considerati essenziali ai fini della diagnosi; tra i fattori in grado di condizionare l'insorgenza di dermatosi professionale si citano:

  • livello culturale del lavoratore
  • sede anatomica della patologia
  • diatesi atopica
  • pigmentazione cutanea
  • invecchiamento della cute
  • presenza  di immunosoppressione

FATTORI PREDISPONENTI AMBIENTALI
Alcuni fattori ambientali possono favorire l'insorgenza della patologia cutanea; una bassa umidità ambientale o il freddo possono per esempio ridurre il contenuto in acqua del corneo. Le basse temperature riducono inoltre la plasticità del corneo causandone la fissurazione; l'occlusione incrementa il contenuto in acqua del corneo prevenendone l'evaporazione con conseguente maggiore permeabilità cutanea alle sostanze idrosolubili.
L'esposizione a irritanti è la causa dell'80% di tutte le dermatosi professionali e molte sostanze possono risultare contemporaneamente irritanti e sensibilizzanti.
Le infezioni cutanee professionali insorgono prevalentemente  nel personale sanitario, nei lavoratori agricoli e negli addetti alla manipolazione delle carni.

 

DERMATITE DA CONTATTO IRRITATIVA (DCI)
La più comune delle DC è la DCI, nella quale la flogosi infiammatoria da contatto è sostenuta da meccanismi non-immunologici e il cui quadro clinico è il risultato è un danno cellulare direttamente indotto dall'agente dotato di capacità irritante.
Le più frequenti cause di DCI sono l'acqua, saponi/detergenti/disinfettanti, fibre di vetro e polveri particolate, cibi, solventi, plastiche, resine, derivati del petrolio e lubrificanti, metalli, colle.
L'aspetto clinico delle lesioni è di tipo dose/risposta ed è in relazione al tempo di esposizione. Una reazione infiammatoria acuta provocata da un forte agente irritante può condurre a necrosi e ulcerazione dei tessuti, mentre le lesioni cronche si presentano con lichenificazione, desquamazione e ipercheratosi. Le mani sono la sede più frequentemente interessata da DCI.

Le varie forme in cui si può presentare una DCI sono:
Acuta
Acuta ritardata
Reazione irritativa
Cumulativa
Tipo Eczematide secco
Pustolare e acneiforme
Soggettiva

 

DCI Acuta
Quadro dovuto ad esposizione della cute ad un potente agente irritante (soluzioni acide o alcaline forti), di solito per cause accidentali; se si instaura un trattamento sintomatico appropriato, la prognosi è in genere buona e a meno che non vi sia stato interessamento del derma, senza reliquati cicatriziali. Nella maggior parte dei casi ne consegue quindi un periodo di inabilità temporanea assoluta dovuto ad infortunio del lavoro.

 

DCI Acuta Ritardata
E' scatenata da particolari sostanze irritanti come il benzalconio cloruro (un comune disinfettante) che elicitano una risposta infiammatoria che segue il grading delle ustioni dopo 8-24 ore dall'esposizione. Se non sono presenti condizioni preesistenti o favorenti (cute compromessa per dermatite detritiva, cute di atopici, cute particolarmente secca) tale affezione è da considerarsi idosincrasica. La reazione infiammatoria raramente necessita di trattamento e risolve con la cessazione dell'esposizione.

 

Reazione Irritativa
E' una forma di DC subclinica presente spesso nelle mani di addetti impiegati nei cosiddetti "lavori umidi" come i parrucchieri, baristi, ristoratori e in coloro che, sempre per esigenze lavorative, debbono sottoporre le mani a frequenti lavaggi (ad esempio il personale sanitario).
Nella maggior parte dei casi eritema e desquamazione insorgono a livello del dorso delle dita per poi estendersi alla superficie dorsale delle mani e agli avambracci. La cute spesso risulta assottigliata e ipoelastica ma non è infrequente osservare aspetti con vescicolazione disidrosica. Frequentemente tale forma risolve spontaneamente, ma il più delle volte progredisce nella DCI Cumulativa.
Pazienti con storia di dermatite atopica dovrebbero essere dissuasi dall'impegnarsi in attività lavorative che comportino "lavori umidi"; infatti la cute degli atopici e di coloro che hanno una cute tendenzialmente xerotica è dotata di una minore capacità di recuperare la restitutio dopo l'isulto irritativo.

 

Dermatite da Contatto Irritativa Cumulativa
Tale forma è il risultato di molteplici insulti irritativi che agiscono sulla cute senza lasciarle il tempo di reintegrare la sua funzione barriera. I soggetti atopici per esempio hanno una cute naturalmente più sensibile agli irritanti e/o necessitano di un tempo maggiore per la guarigione. La Dermatite da Contatto Irritativa Cumulativa insorge in genere dall’esposizione a deboli sostanze irritanti che agiscono nel tempo e spesso sia in campo professionale che extraprofessionale e il quadro sintomatologico è caratterizzato sia da prurito che da dolore in sede di lesione con aspetti fissurativi e ipercheratosici.

 

Tipo Eczematide secco

E’ una forma di DCI che si riscontra prevalentemente in soggetti anziani che si lavano  troppo spesso, senza dare il tempo alla pelle di riammorbidirsi, di riposare. Tali pazienti hanno spesso una cute delle mani secca con fine desquamazione e prurito specialmente nei mesi invernali quando c’è un tasso di umidità basso.

 

Dermatite da Contatto Irritativa Pustulosa e Acneiforme

E’ il risultato dell’esposizione ad alcuni tipi di irritanti (oli minerali, catrame, lubrificanti, naftaleni). Questo tipo di diagnosi dovrebbe sempre essere presa in considerazione quando lesioni acneiformi insorgono in soggetti adulti con anamnesi negativa per acne durante l’adolescenza.

 

Dermatite da Contatto Irritativa Soggettiva

E’ caratterizzata dalla mancanza di segni clinici obbiettivi. Alcuni acidi (es. l’ac. lattico) possono causare pizzicore e bruciore senza che sia visibile alcuna alterazione cutanea. Il miglior esempio di questo tipo di reazione è quella che capita in molti individui dopo l’applicazione di una lozione dopo barba.

 

Dermatite da Contatto Allergica

A differenza della DIC, la Dermatite Allergica da Contatto è una risposta specifica di ipersensibilità ritardata di tipo IV, cellulo-mediata (Gell & Coombs, 1975) ad un agente etiologico specifico.
Come tale, richiede un periodo di sensibilizzazione e si verificherà in individui che sono geneticamente predisposti a reagire ad un particolare antigene; una volta che il sistema immune sia predisposto a rispondere ad un antigene, una reazione allergica avverrà ogni volta che il pz. sarà riesposto a quella determinata sostanza. Questo tipo di reazione ha in genere una latenza di 12-48 ore e può persistere dopo una singola esposizione per 7-21 giorni prima di risolversi. Una continua e persistente esposizione può portare alla cronicizzazione del quadro cutaneo che può durare anche per settimane a dispetto della rimozione dell’allergene.
La reazione della cute alla sostanza sensibilizzante è rappresentata dall’eczema che in fase acuta si presenta con lesioni caratterizzate da eritema, edema e vescicolazione associati a intenso prurito e nelle forme cronicizzate si presenta con lesioni meno pruriginose eritemato squamose associate spesso a fissurazioni; nei quadri c.d. sub-acuti questi due aspetti possono coesistere.
In ambito lavorativo i fattori da considerare per le reazioni allergiche sono:

  • caratteristiche del lavoratore;
  • caratteristiche dell’ambiente, del ciclo tecnologico, delle procedure di lavoro;
  • caratteristiche proprie delle sostanze presenti in ambito lavorativo;
  • caratteristiche immunopatogenetiche della reazione allergica.

 

  • Caratteristiche del Lavoratore (fattori individuali)

E’ probabile che una correta analisi del rischio “allergologico” associata ad uno screening pre-assuntivo dei lavoratori porterebbe a prevenire molti casi di dermatiti allergiche, tuttavia tale screening non viene condotto nella maggiorparte dei casi anche perché non è giustificabile ai sensi delle vigenti leggi.
Tuttavia la predisposizione genetica per l’atopia, presente in circa il 20% della popolazione, identifica quegli individui che sono a costante rischio di sviluppare reazioni immediate (Tipo I di Gell & Coombs) ai comuni allergeni inalanti quali le riniti, l’asma e l’orticaria da contatto e la prevalenza di dermatiti professionali allergiche è maggiore tra i lavoratori atopici rispetto ai non atopici.

 

 

  • Caratteristiche ambientali

L’eventuale presenza di condizioni che producano pressione, frizione, elevate temperature, immersione, variazioni di umidità a livello della cute giocano un ruolo nello sviluppo della dermatite da contatto allergica.

3. Caratteristiche proprie delle sostanze presenti in ambito lavorativo
L’esposizione a sostanze chimiche organiche e inorganiche nell’industria forma una lista senza fine di potenziali pericoli. Ogni anno sono introdotte in commercio nuove sostanze della maggior parte delle quali non si conoscono i potenziali effetti tossici irritanti o sensibilizzanti.
Tra l’altro alcuni dei più conosciuti agenti sensibilizzanti professionali sono cosiddetti ubiquitari, cioè facilmente presenti anche in ambito extralavorativo; mentre i sali di nichel e cromo risultano essere tra i primi 10 agenti sensibilizzanti svelati al patch test nella popolazione generale, la parafenilendiamina, i derivati epossidici e gli acceleratori della vulcanizzazione della gomma sono di più facile riscontro in ambiente lavorativo.

 

ASPETTI CLINICI DELLE DC
Sebbene la definizione clinica e la patogenesi dei due tipi di DC (DCI e DCA) siano separate e distinte, l’esperienza insegna come queste due entità risultino spesso difficilmente distinguibili all’osservazione clinica, tuttavia alcune caratteristiche possono indirizzare la diagnosi verso l’una o l’altra forma (Tab 1).

 

Tab. 1 Raffronto tra DIC e DAC

 

DIC

DAC

Morfologia

Segue il grading delle ustioni

Eritema, edema, vescicolazione

Latenza

Da minuti a 48 h

Da 24 h a 5-6 giorni

Demarcazione

Netta

Quasi mai netta

Tempo di risoluzione

Entro 96 h migliora

14-28 giorni

Cause comuni

Acqua
Saponi
Detergenti
Lavori umidi
Oli minerali
Solventi
Acidi e alcali
Fibre di vetro
Polvere particolata

Cosmetici (fragranze e conservanti)
Sali metallici (Ni, Cr, Co)
Germicidi (aldeidi)
Piante
Latex e additivi gomma
Resine
Colofonia
Anestetici e farmaci

Diffusione

Nella sede del contatto

Estensione dd altre sedi col tempo

Concentrazione dell’agente

Più critica

Meno critica

Patogenesi

Non immunitaria

Immunitaria

Predisposizione Atopica

Incrementata

Inizialmente incrementata

Test diagnostico

Nessuno

Patch test

 

In generale la sintomatologia della DIC, almeno in fase iniziale, è caratterizzata da bruciore e dolore in sede di lesione mentre nella DAC prevale il prurito; tuttavia quando il quadro cronicizza è pressochè impossibile differenziale l’una dall’altra.


DERMATITI DA CONTATTO PROFESSIONALI:

ECZEMA DELLE MANI
Il nome eczema comprende un ampia varietà di disturbi cutanei con diversa origine e aspetti; l’evoluzione, il trattamento e la prognosi dipendono principalmente dalla causa dell’eczema.
La diagnosi è il punto di partenza per la gestione ed il trattamento del singolo paziente

APPROCCIO AL PAZIENTE: Raccolta ed interpretazione di fatti
Dati anamnestici
Ispezione clinica
Studio attività lavorativa ed extralavorativa
Valutazione dell’atopia
Test diagnostici
Aspetti medico-legali
Informazione del pz. e prevenzione

DATI ANAMNESTICI
Inquadramento personale e familiare : valutazione atopia, pregresse patologie dermatol/allergologiche
Modalità di insorgenza: periodo, aspetto e sede delle lesioni all’esordio, sintomatologia associata;
Decorso: ev.estensione ad altre sedi, ev. modificazioni morfologiche delle lesioni, risposta alla terapia;
Attività lavorativa: cicli tecnologici, sostanze pres. sul  lavoro, procedure, DPI, studio della mansione;
Attività extralavorativa: hobbies, secondo lavoro, sport, contatti in casa, oggetti e accessori

ISPEZIONE CLINICA
Localizzazione delle lesioni: con ispezione generale di tutto l’ambito cutaneo
Diffusione delle lesioni
Demarcazione delle lesioni
Morfologia: Lesioni Primarie: macchie, papule, noduli, vescicole, bolle, pustole; Lesioni Secondarie: atrofie, erosioni, ulcerazioni, fissurazioni, croste, squame, lichenificazione, cicatrici
ATTIVITA’ LAVORATIVA
Ciclo tecnologico
Mansione (gestualità e caratt. della postazione)
Caratteristiche dell’ambiente di lavoro
Sostanze manipolate o presenti nell’ambiente
Schede tecniche
Test arresto-ripresa
Altri colleghi con dermatosi

 

IRRITANTI E SENSIBILIZZANTI IN AMBIENTE DI LAVORO
(da inserire)

 

ATTIVITA’ EXTRALAVORATIVE
Hobbies o 2^ attività
Contatto con oggetti o accessori metallici
Contatto con abbigliamento e accessori abb.
Cosmetici
Farmaci
Protesi
Attività casalinghe routinarie

ATOPIA e DC professionali
DEFINIZIONE
Quadro di attitudine geneticamente controllata a produrre IgE  nei confronti di sostanze che nel soggetto non atopico non si comportano da allergeni; si manifesta con asma bronchiale, rinocongiuntivite e dermatite atopica
LA CUTE DELL’ATOPICO: è secca, ruvida , pallida (attegg.in vasocostrizione), iperreattiva
INCIDENZA
Aumentata progressivamente negli ultimi decenni: 10-15% della popolazione in età scolare.
PATOGENESI
Fattori non immunologici: irritanti, sudore, infezioni, stress, ridotta attiv.barriera, aumento TEWL
Fattori immunologici: aumentati livelli di IgE, positività test epicutanei,aumento rilascio istamina ed ECP, rid. CD4/CD8, aum espress. recettori IgE linfocitari, aumento liberaz. di alcune IL.
DIAGNOSI
E’ clinica:
Criteri Di Hanifin e Rajka, 1980; 3 o più criteri maggiori e 3 o più criteri minori.
SCORAD index: estensione, severità delle lesioni e intensità dei sintomi soggettivi
Prick test C.A., IgE specifiche, Patch test per allergeni inalatori (atopy patch test)

ATOPIA, CRITERI MAGGIORI : (Hanifin e Rajka 1980)
Prurito
Sedi e Morfologia tipiche: lichenificazione alle flessure, iperlinearità (adulti) e volto e superfici estensorie (bambini e adolescenti)
Dermatite cronica recidivante
Storia di atopia personale o familiare

ATOPIA (criteri minori)

Cute secca

Insorgenza precoce

Iperlinear.palm./cher.pilaris

Ridotta immunità IV

Pos. ai prick test

Congiunt. ricorrenti

Derm. mani e piedi

Regioni orbitarie scure

Cheilite

Cheratocono

Eczema capezzolo

Cataratta ant.subcapsulare

> suscett. infezioni cute

Aumento IgE totali

Eritroderma

Eosinofilia

 

ATOPIA E IDONEITA’
In uno studio di soggetti atopici con:

  • pregresso eczema giovanile
  • persistente eczema da adulto
  • pelle secca e pruriginosa

  
impiegati in lavori umidi hanno sviluppato nel 90% dei casi un eczema contro il 13% dei controlli non atopici

OCCUPAZIONI AD ALTO RISCHIO PER GLI ATOPICI
Parrucchieri
Lavori in cucina
Infermieri

Addetti a lavori di pulizia

Meccanici
Esposizioni a solventi
Lavori in fattorie agricole e foreste

I SOGGETTI ATOPICI DOVREBBERO EVITARE:
Lavori umidi
Le alte temperature
Lavori com comportanti forti sudorazioni
Lavori sporchi e polverosi
Contatto con potenti allergeni
Stress

 

TEST EPICUTANEI
Quando NON deve  essere eseguito un Patch test
Eczema o dermatosi in fase di acuzie (falsi positivi da angry back)
Eczema in fase di remissione post cortisonica (iporeattività cutanea, falsi negativi)
Eczema completamente guarito (falsi negativi)
Gravidanza (falsi negativi)
Reazioni falsamente positive
Angry Back Syndrome
Reazioni eritematose
Effetto sapone
Effetto shampoo
Effetto bordo
Reazione pustolosa

Angry Back Syndrome
Sindrome del dorso irritato; presenza di iperreattività cutanea, per la quale, in presenza di una intensa reazione positiva al Patch test si possono osservare false reazioni positive di minore intensità, ma spesso con caratteristiche di specificità, nei confronti di altri apteni.
Prob. presenza di una dermatite in fase attiva.
Sostanze più frequentemente implicate sono: Parabeni, potassio bicromato, formaldeide, profumi mix, alcooli della lanolina e parafenilendiammina.

Reazioni eritematose
Reazioni a limiti netti, frequentemente dovute ad apteni quali  etilendiammina, formalina, resina epossidica, sali di ammonio quaternario, sostanze dotate di particolare proprietà tossica, vicina a quella irritante primaria

Effetto sapone o shampoo
Con alcuni apteni e prodotti forniti di potere tensioattivo (sali di ammonio quaternario, trietanolamina e i saponi appunto) si possono avere reazioni a limiti molto netti, scarsamente eritematose, talvolta giallastre o brunastre, con accentuazione dei solchi cutanei, xerosi e desquamazione.

Effetto bordo
Spesso in soggetti con cute Seborroica, (rallentato assorbimento)
Anello eritematoso ed edematoso dovuto all’aumento di concentrazione della sostanza in sede periferica
Anello semplicemente eritematoso, ma anche edematoso o papuloso o purpurico

Reazioni pustolose
Nei bambini e nei soggetti atopici spesso con apteni come i metalli.
Su cute talvolta poco eritematosa, presenza di pustole follicolari, non pruriginose
Reazioni papulose e bollose

Reazioni da “Flare up”
Specifiche, compaiono almeno dopo sette giorni dall’applicazione dell’apparato testante, 5 dalla rimozione, dovute ad un aumento del grado di sensibilità indotto dal patch test fino a provocare una specifica risposta eczematosa.

Reazioni falsamente negative
In relazione al materiale testato: quantità, concentrazione, veicolo, chemiotrasformazione
In relazione al metodo: distacco apparato testante, lettura troppo precoce, fattori favorenti
In relazione al soggetto: tipo di cute e fasi refrattarie

 

 

Inconvenienti del Patchtest
Reazioni fortemente irritative
Infezioni batteriche o virali
Reazioni isomorfe (fenomeno di Koebner)
Diffusione di un eczema
Pigmentazione
Altre metodiche diagnostiche
Open test : (sost part.irritanti e per l’OC)
Repeated Open Application Test: (ROAT) (cosmetici e farmaci)
Test d’uso: nell’OC e nella DC da proteine (handling e rubbing test)

ALCUNI CRITERI DI DIAGNOSI DIFFERENZIALE
Dermatite detritiva
DIC cronica (cumulativa)
DAC
Dermatite Atopica
Infezioni micotiche
Psoriasi
Disidrosi
Protein contact dermatitis
Dermatite seborroica

 

Dermatite detritiva
Da ripetuti traumi meccanici quali frizione, pressione e da taglio per manipolazione di sostanze e materiali secchi, ruvidi, irregolari
Lesioni: abrasioni/escoriazioni, ipercheratosi, callosità, microfissurazioni
Sedi: superfici palmari delle mani, polpastrelli di uno o due dita, senza coinvolgimento ungueale

DIC cronica (cumulativa)
Da ripetuto contatto con il medesimo fattore irritante o da effetto cumulativo di più fattori. Spesso in lavori umidi, sporchi, polverosi
Lesioni: irrregolari, relativamente nette, caratterizzate  da eritema, edema, screpolature, desquamazione, fino alle fissurazioni, pulpite
Sedi: superfici palmari e dorsali delle mani, polpastrelli , possibile coinvolgimento ungueale. Non tendenza alla diffusione in altri ambiti cutanei

DAC (quadri subacuti e cronici)
Da reazione di ipersensibilita Tipo IV cellulo-mediata.
Lesioni: diffuse, tendenti a propagare ad altre sedi (volto, polsi, ascelle) caratterizzate da eritema, edema, vescicole, croste, erosioni e lichenificazione
Sedi: più frequentemente superfici dorsali delle mani, e delle dita , possibile coinvolgimento ungueale.
Decorso: ricadute frequenti e lento miglioramento dopo la cessazione dell’esposizione

Dermatite Atopica
Nel lattante, nel bambino e nell’adulto
Lesioni: chiazze eritematose erit-vescicolari, placche con eritema, edema, lichenificazione, iperlinearità e xerosi palmare, pulpite, unghie lucide e lisce 
Sedi: volto (guance-fronte-sup.est./periorali-sup.flex, mani-sup.flex) dorso e palmo delle mani, flessure di gomito e ginocchio possibile coinvolgimento ungueale
Decorso: alternanza di recrudescenze e remissioni
Infezioni micotiche
Gen. Trichophyton, Epidermophyton, Microsporum
Lesioni: 1. eritemato-desquamative con lesioni ungueali; 2. eritemato-papulo-vescicolari con orlatura attiva e desquamante
Sedi: palmari le prime e dorsali le seconde, spesso unilaterali
Chiave di diagnosi: unilateralità, microscopia positiva.

Psoriasi
Quadro clinico molto variabile
Lesioni: da placche eritematose a limiti ben definiti con desq. giallo-cerea lamellare e cute inspessita a lesioni eritemato-fissurative o eritematose infiltrate
Sedi: unghie, polpastrelli, sup. palmari e dorsali
Chiave di diagnosi: onicopatia e altre lasioni psoriasiche in sedi tipiche

Disidrosi ed Eczema disidrosico
Anomalia sudorale o reazione idica 2^ ad infezioni micotiche o batteriche o a una DAC?
Lesioni: gittata di vescicole tese intraepidermiche ripiene di liquido chiaro su cute sana o eritematosa
Sedi: palmo-plantare, interdigitale
Chiave di diagnosi: insorgenza periodico-stagionale (primavera/autunno)

Protein Contact dermatitis
Eczema da contatto con patogenesi di Tipo I (entro 30 min) spesso da proteine alimentari (ristoratori, fornai,pasticceri,ortolani,veterinari)
Lesioni:eritema, reazioni orticariane, vescicole disidrosiche
Sedi: alle mani, lato palmare, interdigitale
Chiave di diagnosi: an.lavorativa, prick test, patch test a lettura precoce, IgE specifiche.

Dermatite seborroica
O eczema seborroico, prob. reazione immunologica al lievito lipofilo Pityrosporum ovalis
Lesioni: chiazze eritematose, pruriginose, spesso ricoperte (capo) da squame grasse
Sedi: confine cuoio capelluto, sopracciglia, base del naso, reg.retroauricolare, condotto uditivo ext., solchi n.genieni e le regg. presternale e intrascap.
Chiave di diagnosi: clinica aspetto e le sedi

Strumenti bibliografici
ADAMS R.M.: Occupational skin disease 2nd Ed. 1990
LACHAPELLE J.M.: Dermatologie professionelle et de l’environnement. 1992
SERTOLI A.: Dermatologia allergologica professionale ed ambientale 1991
ENGLISH J.: Occupational dermatology 1998
RYCROFT RJG.:  Textbook of Contact Drematitis

Siti Internet
Department of Dermatology- University of Iowa:
http//tray.dermatology.uiowa.edu

Dermatology Internet Service, Dermatologische Universitatsklinik FAU Erlangen-Nurnberg www.derma.med.uni-erlangen

Virtual Dermatology-Case directory:
http//erl.pathology.iupui.edu/cases

 

Classificazione medico-legale della patologia cutanea professionale: gli infortuni
Ustioni (da acidi e alcali; elettricità, calore etc)
Sintomi cutanei di intoss. professionali acute
Fotodermatiti acute
Orticarie da contatto non allergiche
Granulomi da corpo estraneo
Dermatosi da fibre minerali
Patologia cutanea da artropodi
Infezioni da virus, clamidia, batteri, etc.
Radiodermiti acute

Classificazione medico-legale della patologia cutanea professionale: le dermatosi professionali
Dermatiti allergiche da contatto
Dermatiti irritative da contatto
Orticarie allergiche
Acne (da olii e sostanze aromatiche clorurate)

GRADO DI INABILITA'
Nella valutazione del grado di inabilità nel caso di MP, non esistono delle tabelle di riferimento; gli elementi che incidono sull'attitudine al lavoro:

Tempo di insorgenza: da quanto tempo è insorta la MP e quindi valutarne la cronicità;
La durata ed il numero di ricadute o recidive: valutazione del tempo effettivo lavorato;
Il tipo delle lesioni: valutazione della gravità delle menomazioni;
La localizzazione e l'estensione delle lesioni e la loro influenza sulla capacità lavorativa.

Una quantizzazione numerica dei criteri precedenti può essere la seguente:

 

Tempo
di insorgenza

Da < 2 anni
Da 2-5 aa
Da 5-10 aa
Da > 10 aa

Dal 3% al 6%

Durata ricadute:
i.t.a. negli ultimi 3 aa

Da 3-6 mesi
Da 6-9 mesi
> 9 mesi

Dall’1% al 6%

Sede delle lesioni

Solo mani
Mani e avambracci
Mani,av.bracci, volto
Mani,av.br.,volto e altre sedi diffuse

Dal 4% al 15%

Tipo di lesioni

Ipercheratosi e/o ragadi
Lichenificazione

Dall’1% al 6%

 

 

 

Fonte: http://www.medicocompetente.it/files/documenti/67-Dermatosi-Professionali.doc

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

 

 

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