Dizionario enciclopedico dal termine Australia ad azzurrognolo

 

 

 

Dizionario enciclopedico dal termine Australia ad azzurrognolo

 

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Dizionario enciclopedico dal termine Australia ad azzurrognolo

 

Austràlia Interamente circondata dal mare, si affaccia a nord e a est sull'oceano Pacifico (che assume le denominazione di Mare degli Arafura, Mar dei Coralli e Mar di Tasman) e a sud e a ovest sull'oceano Indiano. Le coste si estendono per oltre 19.000 km e presentano forme variegate, rettilinee e a falesia come nella Gran Baia Australiana a sud o frastagliate, ricche di isole come nella costa settentrionale; la costa orientale si affaccia sulla Gran Barriera Corallina (costituita dallo scheletro calcareo dei madreporari), che la separa per 2.500 km dall'oceano aperto. A ridosso della costa orientale si sviluppa da nord a sud la Gran Catena Divisoria, costituita da una serie di catene montuose (per un totale di oltre 3.000 km) che raggiungono l'altezza massima nel monte Kosciusko (2.228 m) nelle Alpi Australiane. Al centro del continente troviamo il gruppo dei monti Macdonnell (altezza massima 1.510 m) e dei monti Musgrave che sovrastano le sconfinate regioni che a est comprendono il bacino del fiume Murray e il Grande Bacino Artesiano. Il lago Eyre raggiunge la quota di massima depressione con i suoi 12 m sotto il livello del mare. Verso ovest invece si estendono vastissime aree desertiche, (Gran Deserto Sabbioso, deserto Gibson, Gran Deserto Vittoria, Nullaerbor Plain) che si estendono fino ai rilievi a ridosso della costa occidentale. Infine a nord gli altipiani di Kimberley e di Arnhem chiudono verso l'interno altre vaste zone depresse. 
La Tasmania è costituita da un altopiano ricco di laghi e di fiumi (Derwent e Tamar). 
L'Australia è estremamente povera di acque e i fiumi sono per la maggior parte più simili a torrenti. Il fiume principale è il Murray-Darling (2.500 km), nell'area sudorientale. Il principale lago è l'Eyre (da 2.000 a 14.000 km2 secondo i periodi dell'anno). Il sottosuolo è invece molto ricco d'acqua (Gran Bacino Artesiano) e l'acqua salina che viene estratta è utilizzata con profitto nell'allevamento. 
Il clima è prevalentemente desertico, comunque sempre molto arido. Solo lungo la costa orientale le precipitazioni sono abbondanti (clima oceanico) e lungo la costa sudoccidentale sono concentrate prevalentemente in inverno (clima temperato). L'escursione termica annuale e diurna cresce man mano che dalla costa ci si spinge all'interno. 
L'Australia ha una densità di circa 2 abitanti per km2; quasi tutta la popolazione vive in aree urbane ed è quasi interamente di origine anglosassone. L'immigrazione è rigidamente controllata e rappresenta solo un quinto degli abitanti. Circa 200.000 aborigeni abitano le zone meno popolate del paese. Capitale della Confederazione Australiana, nonché capoluogo dell'Australian Capital Territory è Canberra (circa 300.000 ab.), costruita fra il 1913 e il 1927 e sorta con funzioni di centro politico e amministrativo del paese. Le due città più popolose sono Sydney (3.650.000 ab.), massimo centro economico e culturale del paese e Melbourne (3 milioni di ab.), importante porto e centro industriale. Altre città sono Brisbane nel Queensland, Adelaide nell'Australia meridionale, Perth nell'Australia occidentale e Newcastle (vicina a Sydney nel Nuovo Galles del sud). Capoluogo della Tasmania è Hobart. 
L'agricoltura e la zootecnia sono praticate in maniera intensiva. Colture principali sono il frumento e altri cereali destinati all'allevamento del bestiame. Diffuse l'orticoltura, la frutticoltura e la canna da zucchero. L'allevamento è certamente una delle risorse principali dell'economia australiana, in particolare quello tradizionale ovino (l'Australia è il principale produttore di lana nel mondo). In fase di sviluppo anche l'allevamento bovino, quello suino e degli animali da cortile; ovviamente molto attive le industrie connesse all'allevamento (latticini, carne, pellame). Discreto lo sfruttamento delle foreste (eucalipto). Il sottosuolo è ricco di risorse minerarie. Si estraggono tungsteno, molibdeno, zirconio, tantalio, bauxite, oro, stagno, ferro, piombo, zinco, rame ecc. Persino l'uranio e il platino sono presenti. L'industria è invece ben sviluppata nei settori alimentare, siderurgico, metallurgico, chimico, petrolchimico, meccanico e tessile. 
  Australia. 
STORIA Parzialmente occupata dalle popolazioni cosiddette australoidi, le cui tracce di attività risalgono a più di 40.000 anni fa, il continente australiano attira, a partire dal XVII sec., i navigatori olandesi e inglesi: A. J. Tasman effettua la circumnavigazione dell'Australia e scopre la Tasmania (1642-1644); l'esplorazione periferica viene effettuata da Bougainville (1768) e Cook (1770). Nel 1788 lo sbarco dei primi convitti inglesi a Port Jackson (Sydney) costituisce il nucleo della colonia del Nuovo Galles del Sud. Nel 1809 il governatore Lachlan Macquarie introduce in Australia il montone merinos e prosegue nell'esplorazione del continente. 
Fra il 1823 e il 1859 vengono create successivamente sei colonie (di fatto stati) e in ciascuna colonia sono nominati governi responsabili di fronte ai parlamenti. La via dell'oro accelera l'immigrazione inglese, vengono sviluppati il sistema ferroviario e l'esportazione del frumento. Alla fine del secolo continua lo sviluppo economico e contemporaneamente si forma un sindacalismo ben strutturato. Il primo gennaio 1901 viene ufficialmente proclamato il Commonwealth d'Australia. Il paese partecipa attivamente alle due guerre mondiali a fianco degli Alleati. 
Dopo il 1945, divenuta una nazione dotata di un'industria potente e moderna, l'Australia si conferma come l'alleata privilegiata degli Stati Uniti nella zona del Pacifico. La sua vita politica è contrassegnata dall'alternanza dei liberali e dei laburisti al potere. Ha mantenuto legami specifici con la Corona britannica fino al 1986. Nel 1998 è stato eletto primo ministro P. Beattie, a capo di un governo laburista. 
Abitanti-18.100.000 
Superficie-7.682.300 km2 
Densità-2,4 ab./km2 
Capitale-Canberra 
Governo-Stato indipendente nell'ambito del Commonwealth 
Moneta-Dollaro australiano 
Lingua-Inglese 
Religione-Cattolica, anglicana, protestante
Austràlia Meridionàle Stato federato (1.460.000 ab.) dell'Australia.
Australian Capital Territory Territorio federale (298.000 ab.) dell'Australia, capitale Canberra.
australiàno, agg. e sm. agg. Dell'Australia. 
sm. Nativo, abitante dell'Australia. 
  agg. e sm. Australian.
australiàno orientàle, bacìno Depressione dell'oceano Pacifico sudoccidentale (5.000 m. ca. profondità massima) situato tra la costa sudorientale dell'Australia e le isole della Nuova Zelanda.
Australiano, L' Film drammatico, britannico (1978). Regia di Jerzy Skolimowski. Interpreti: Alan Bates, Susannah York, John Hurt. Titolo originale: The Shout
australòide, agg., sm. e sf. Detto di tipo umano originario del continente australiano, caratterizzato da pelle bruna, naso largo e capelli crespi.
australopitèco, sm. Genere di ominidi fossili (Australopithecus) i cui resti sono stati trovati nell'Africa australe. Nel 1924, Raymond Dart, professore di anatomia sudafricano, venne in possesso di un teschio fossile, trovato a Taungs (Botswana), nella provincia sudafricana del Capo. Il reperto apparteneva a un giovane; i denti avevano una forma diversa da quelli delle scimmie e rassomigliavano a quelli umani attuali, ma il cervello benché maturo, non era stato più grande di quello di un gorilla. Dart ritenne di aver trovato i resti di un antico ominide e lo chiamò Australopithecus africanus. Nel 1936, il paleontologo scozzese Robert Broom (1866-1951) scoprì a Sterkfontein in Transvaal, a circa 50 km da Johannesburg, campioni adulti simili al giovane di Taungs. Questi fossili comprendevano parti di ossa pelviche e femorali e dimostravano che l'australopiteco era un bipede eretto, come gli ominidi. Nel 1959, a Olduvai Gorge, in Tanzania, Mary Leakey rinvenne un teschio fossile appartenente a un essere più massiccio degli australopitecidi sudafricani, poi classificato come Australopithecus boisei. Altri reperti di australopitecide sono stati trovati lungo le sponde orientali del lago Turkana, nel nord del Kenya. Nel 1974, ad Hadar in Etiopia sono stati trovati da Donald Johanson i resti dell'australopitecide più antico, denominato Lucy, che, insieme con le ossa fossili trovate a Hadar e a Laetoli in Tanzania, sono stati attribuiti all'Australopithecus afarensis. Con il ritrovamento delle ossa fossili sono state rilevate numerose impronte dei piedi che dimostrano la stazione eretta di questi esseri. Nel 1994, in Etiopia sono stati rinvenuti frammenti di ossa craniche, mascellari e del braccio che fanno risalire l'Australopithecus afarensis a 4,4 milioni di anni fa. Non è noto se questa specie camminasse eretta. 
Il reperimento di ulteriori resti da numerose località sudafricane, ha condotto gli scienziati a ritenere di trovarsi in presenza di più di una specie di ominidi. Oggi vengono riconosciute due specie, l'Australopithecus africanus e l'Australopithecus robustus. La datazione dei reperti indica che essi risalgono da 3 milioni a 1,5 milioni di anni fa. È dubbio se anche l'Australopithecus africanus sia una forma estinta oppure rappresenti un antenato dal quale si sono evoluti i membri più avanzati del genere Homo.
Àustria Situata nel cuore dell'Europa continentale, confina a nord con la Repubblica Ceca, a est con la Repubblica Slovacca e l'Ungheria, a sud con la Slovenia e l'Italia, a ovest con la Svizzera e a nord-ovest con la Germania. È un paese prevalentemente montuoso (altezza media 1.000 m), occupato per più dei due terzi dal versante nordorientale delle Alpi e per il rimanente dal prolungamento della pianura ungherese e dal bacino del Danubio. A nord troviamo, muovendoci da ovest a est, il Reticone, le Alpi Bavaresi, quelle di Salisburgo e le Prealpi Austriache propriamente dette. La parte del paese confinante con l'Italia è attraversata dalle Alpi dell'Otz (Wildspitze, 3.774 m), dalle Alpi Aurine, da quelle Carniche e dagli Alti (Grossglockner, 3.797 m) e Bassi Tauri. 
Il principale fiume, il Danubio, attraversa la regione settentrionale da ovest a est per 360 km ed è navigabile in tutto il territorio austriaco. Suoi affluenti sono l'Inn, il Traun, la Leitha e la Drava. Affluente di sinistra è la Morava, sul confine ceco. I laghi non sono di dimensioni rilevanti, per lo più di origine glaciale; si può ricordare quello di Neusiedl (320 km2). È austriaca la sponda orientale del lago di Costanza. 
Capitale dell'Austria è Vienna (1.500.000 ab., un quinto della popolazione totale). Già capitale dell'Impero austroungarico, è città ricca di storia e d'arte, ma anche capitale economica e amministrativa. Altre città sono Linz nella valle del Danubio, Salisburgo (celebre per l'estrazione del suo salgemma), Innsbruck e Graz. 
L'economia è basata sulle attività industriali, in particolare dei settori siderurgico, metallurgico (alluminio) e meccanico. Inoltre non trascurabile l'industria di lavorazione del legno, l'industria chimica, petrolchimica e tessile. Attività tipiche sono inoltre la produzione di strumenti musicali (pianoforti), del vetro e della birra. Interessante l'artigianato (pizzi a Voralberg e ferro battuto in Stiria) 
L'agricoltura è ostacolata dall'esiguità del territorio coltivabile (meno di un quinto); prevalgono frumento e cereali montani. Diffusissima la patata e la barbabietola da zucchero. Significativo l'allevamento di bestiame, data l'ampia disponibilità di aree destinate a pascolo (circa 24%). Discreto anche lo sfruttamento del patrimonio forestale. Il sottosuolo offre ferro, grafite, magnesite, lignite, piombo e zinco. Estrazione di petrolio e di gas naturale e significative risorse idroelettriche. 
  Austria. 
STORIA Centro della civiltà di Hallstatt nel primo millennio a. C., l'Austria è occupata dai romani i cui campi militari formano il nucleo delle principali città (Vienna, Linz ecc.). Nel 796 d. C. Carlo Magno vince i barbari che hanno invaso la regione tra il III e il VII sec. e fonda la marca dell'Est (Osterreich dopo il 996). Nel 1156 la marca diventa un ducato ereditario nelle mani dei Babenberg che ne espandono il territorio annettendo la Stiria e una parte della Carniola. Nel 1253 il ducato è collegato alla Boemia e successivamente conquistato da Rodolfo I di Asburgo, imperatore nel 1273. 
Gli Asburgo, padroni del paese, sono anche i possessori della corona imperiale dopo il 1438. Fra il 1493 e il 1519 Massimiliano I getta le basi della grandezza della casa d'Austria: grazie al suo matrimonio con Maria di Borgogna (1477), egli acquisisce i Paesi Bassi e la Franca Contea; quindi fa sposare al figlio l'erede di Spagna e ai nipoti quelle del re di Boemia e di Ungheria. Nel 1521 Ferdinando I riceve da Carlo V (imperatore dal 1519) i domini austriaci e nel 1526 egli diventa re di Boemia e di Ungheria. Nel XVI e XVII sec. l'Austria è il baluardo dell'Europa contro l'avanzata Ottomana (assedio di Vienna, 1529 e 1683; trattato di Carlowitz, 1699) con il quale l'Austria ottiene la Transilvania). Focolaio della riforma cattolica, non riesce a evitare la suddivisione politica e religiosa della Germania (trattato di Westfalia, 1648). Il XVIII sec. è contrassegnato dal regno illuminato di Maria Teresa (1740-1780) e da quello, accentratore, di Giuseppe II (1780-1790) e dalle guerre contro la Francia (nel 1714, l'Austria ottiene i Paesi Bassi e una parte dell'Italia), di successione d'Austria (perde la Slesia) e dei Sette Anni. Con la prima spartizione della Polonia (1792) ottiene la Galizia. Nel 1804 Francesco II, battuto due volte da Bonaparte (1797-1800), riunisce i suoi stati sotto il nome di impero d'Austria (conservando fino al 1806 il titolo di imperatore germanico). Nel 1814 con il trattato di Vienna, i territori conquistati da Napoleone sono resi all'Austria che domina l'Italia del Nord, presidia la Confederazione Germanica e si presenta come l'arbitro dell'Europa. Nel 1859 davanti ai franco-piemontesi, perde la Lombardia e nel 1866 la vittoria della Prussia a Sadowa segna la fine della Confederazione. L'Austria perde Venezia. Nel 1867 la suddivisione del potere tra Austria e Ungheria (compromesso austro-ungherese) segna l'inizio della monarchia austro-ungherese. Questa non risolve comunque le tensioni nazionaliste. Nel 1879 l'Austria firma con la Germania e l'Italia la Triplice Alleanza. Nel 1908 viene annessa la Bosnia Erzegovina. Nel 1914 l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono, a Sarajevo (28 giugno), scatena la prima guerra mondiale. Nel 1916 Carlo I succede a Francesco Giuseppe, ma nel 1918 la sconfitta provoca la caduta della monarchia austro-ungherese. 
A partire dal 1919 i trattati di Saint-Germain en Laye e di Trianon riconoscono l'esistenza degli Stati Nazionali nati dalla doppia monarchia e nel 1920 la repubblica d'Austria, proclamata a Vienna, si dà una costituzione federale (9 länder). Nonostante la politica dei cancellieri cristiano-sociali Seipel, Dollfuss e Schuschnigg, l'Austria è assorbita dalla Germania a seguito del colpo di mano nazionalsocialista dell'11 marzo 1938 (Anschluss) e fa parte del Reich fino alla sconfitta tedesca nel 1945. Dopo la guerra l'Austria, diventata di nuovo repubblica federale, è suddivisa in quattro zone di occupazione e nel 1955 il trattato di pace ne fa uno stato neutrale. Nel 1969 viene firmato un accordo con l'Italia relativo alle popolazioni tedesche dell'Alto Adige. Dopo il 1945 si alternano al potere, separatamente o formando una coalizione, il Partito Popolare (cattolico), con il cancelliere L. Figl (1945-1953), e il Partito Socialista, con il presidente K. Renner (1945-1950) e il cancelliere B. Kreisky (1970-1983). Nel 1986, viene eletto presidente della repubblica Kurt Waldheim; il socialista Vranitzky diventa cancelliere. Nel 1989 l'Austria apre le proprie frontiere con l'Ungheria e la Cecoslovacchia. Nel 1992 il popolare Thomas Klestil è eletto alla Presidenza della repubblica e nel 1995 l'Austria aderisce all'Unione Europea. Nel 1998 Klestil è rieletto presidente. 
Abitanti-7.970.000 
Superficie-83.857 km2 
Densità-95 ab./km2 
Capitale-Vienna 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Scellino austriaco 
Lingua-Tedesco 
Religione-Cattolica, protestante
Àustria Àlta Stato federato (1.340.000 ab.) dell'Austria, capoluogo Linz.
Àustria Bàssa Stato federato (1.481.000 ab.) dell'Austria, capoluogo Sankt Pölten.
austriacànte, agg., sm. e sf. Che, chi era fautore della dominazione austriaca in Italia.
austrìaco, agg. e sm. agg. Dell'Austria. 
sm. Nativo, abitante dell'Austria. 
  agg. e sm. Austrian.
Austria-Ungherìa (Impero) Stato dell'Europa centrale sorto nel 1867 in seguito all'Ausgleich e durato fino al 1918.
austro- Primo elemento di parole composte, abbreviazione di australe o di austriaco.
àustro, sm. Vento caldo che soffia da sud; il sud stesso.
austromarxìsmo, sm. Nome della corrente marxista a tendenza revisionistica che sorse in Austria all'inizio del 1900 e i cui rappresentanti maggiori furono Max Adler e Otto Bauer.
austronesiàno, agg. Relativo alle lingue indonesiane, malanesiane e polinesiane.
austroungàrico, agg. Della formazione statale costituita dall'Impero d'Austria e dal Regno d'Ungheria.
aut aut, loc. sost. m. invar. Si usa per indicare una scelta alternativa obbligatoria. ~ ultimatum.
Aut Aut Opera di filosofia di S. A. Kierkegaard (1843).
aut Caesar aut nihil, loc. avv. Locuzione latina, attribuita a Cesare Borgia, che significa "o Cesare o niente". Viene usata per indicare un'ambizione esagerata.
autallotriomòrfo, agg. Relativo a una struttura in cui i minerali, tutti pressoché di uguali dimensioni e idiomorfi, sono disposti a mosaico. Tale struttura è caratteristica delle apliti.
Autant, Louise (Martinica 1876-Parigi 1952) Componente della Comédie-Française, allestì, insieme al marito Édouard Autant (Parigi 1872-1965) architetto, un teatro-laboratorio denominato "Art et Action" nel quale vennero rappresentati testi di avanguardia. Figlio della coppia è il noto regista cinematografico Claude Autant-Lara.
Autant-Lara, Claude (Luzarches 1901-) Regista cinematografico francese fortemente polemico. Diresse Il diavolo in corpo (1946) e La traversata di Parigi (1956).
autarchìa, sf. Orientamento di politica economica in base al quale un paese è in grado di produrre tutti i beni e i servizi di cui necessita al suo interno. Alcune forme di autarchia furono introdotte nell'Italia fascista dal 1934. ~ autogoverno. <> dipendenza. 
  greco autarchìa, comp. da auto-stesso + deriv. da àrchein comandare.
autarchicaménte, avv. In modo autarchico.
autàrchico, agg. 1 Di autarchia; indipendente dai mercati esteri. ~ autonomo, autosufficiente. <> dipendente. 2 Che gode di autonomia amministrativa.
Autari (?-Pavia 590) Re dei longobardi dal 584 al 590. Figlio di Clefi, salì al trono dopo un decennio di anarchia, sposò Teodolinda e cedette alla corona molte terre ottenute dai duchi.
autèntica, sf. Autenticazione.
autenticaménte, avv. 1 In modo autentico. ~ genuinamente. 2 Realmente. ~ veramente.
autenticàre, v. tr. Dichiarare autentico. ~ convalidare. <> invalidare. 
  v. tr. to authenticate. 
  lat. mediev. authenticare.
autenticazióne, sf. L'autenticare; dichiarazione di autenticità di un documento. ~ autentica.
autenticità, sf. L'essere autentico. ~ veridicità, originalità, genuinità. <> falsità, contraffazione. 
  sf. authenticity.
autèntico, agg. 1 Che è vero e dimostrato. ~ veridico. <> falso. 2 Originale. ~ autografo. <> apocrifo. 3 Sincero, genuino, schietto. ~ spontaneo. <> finto. 
  agg. 1 (vero) true. 2 (firma, oggetto) authentic, genuine. 
  lat. authenticus, dal greco authentikòs.
autière, sm. Soldato assegnato alla guida di automezzi.
autìgeno, agg. Formato sul posto. Viene utilizzato relativamente ai costituenti di una roccia.
autìsmo, sm. Psicosi caratterizzata dal disinteresse dell'individuo verso chi lo circonda. La forma più frequente di autismo è quella infantile, che colpisce in tutto il mondo una media di 5 bambini su 10.000, senza distinzione di razza o di classe sociale. L'autismo infantile si manifesta entro i primi due anni di vita, rendendo impossibile l'apprendimento e, di conseguenza, inducendo privazione o degenerazione del linguaggio. Anche se talvolta può essere originato da deficit neurologico organico, nella maggior parte dei casi i bambini affetti da autismo non manifestano lesioni organiche evidenti.
autìsta, sm. e sf. Chi conduce autoveicoli per mestiere. ~ guidatore. 
  sm. e sf. driver. 
  deriv. da auto.
autìstico, agg. Relativo all'autismo.
auto- Primo elemento di parole composte equivalente a "di se stesso" o "da sé". 
  dal greco autós se stesso.
àuto, sf. e sm. invar. sf. Forma abbreviata di automobile. 
sm. Rappresentazione teatrale spagnola. 
  sf. car. 
Genere teatrale costituito da rappresentazioni allegoriche in un solo atto, generalmente a carattere religioso, proprio di Spagna e Portogallo, sviluppatosi nel XVI sec. I più antichi sono definiti autos viejos, quelli successivi autos sacramentales; questi ultimi venivano recitati in una piazza, a mezzogiorno, davanti al re e a tutto il popolo. Si misurarono con questo genere eccelsi drammaturghi quali Lope de Vega, Mira de Amescua, Tirso da Molina, Calderón de la Barca.
Auto da fé Romanzo di E. Canetti (1935).
autoabbronzànte, agg. e sm. Detto di prodotto cosmetico che procura l'abbronzatura senza esposizione ai raggi solari.
autoaccensióne, sf. Accensione spontanea di masse combustibili; nei motori a combustione interna, accensione della miscela aria-combustibile.
autoadesìvo, agg. e sm. Detto di oggetto provvisto di una superficie ricoperta di materiale adesivo. 
  agg. self-adhesive, sticky. sm. sticker.
autoaffermazióne, sf. Affermazione di sé, del proprio ruolo.
autoaffondaménto, sm. Affondamento di una nave da parte dell'equipaggio stesso, al fine di evitarne la caduta in mani nemiche.
autoagglomerazióne, sf. Agglomerazione di materiali vari in cui gli elementi si agglutinano per effetto del calore o della pressione e non per l'aggiunta di leganti.
autoalimentazióne, sf. Caratteristica di un tipo di circuito, il circuito ad autoalimentazione, che serve per tenere un relè o un contattore eccitato anche quando cessa l'impulso iniziale.
autoallàrme, sm. Radioricevitore che registra il segnale di pericolo che viene emesso secondo un determinato codice e aziona le suonerie di allarme.
autoambulànza, sf. Autoveicolo per il trasporto di feriti o ammalati. ~ autolettiga. 
  sf. ambulance.
autoanàlisi, sf. Analisi introspettiva di se stesso; indagine di se stesso con metodi psicoanalitici.
autoarticolàto, sm. Autoveicolo formato da una motrice con solamente la cabina di guida e da un semirimorchio.
autoassoluzióne, sf. L'atto di autoassolversi.
autoassòlversi, v. intr. pron. Proclamare la legittimità del proprio operato, giustificando azioni e comportamenti scorretti.
autoattualizzazióne, o autorealizzazióne, sf. In psicologia, tendenza di ogni uomo a tradurre in atto le proprie potenzialità psichiche o fisiche.
Autobiografia Opera autobiografica di G. Vico (1725). 
Autobiografia 
Opera autobiografica di Malcom X (1965). 
Autobiografia 
Opera autobiografica di B. Russell (1968).
autobiografìa, sf. Opera in cui l'autore narra la propria vita. ~ memorie. 
  sf. autobiography. 
  da auto-+ biografia.
Autobiografia di Alice B. Toklas Prosa di G. Stein (1933).
Autobiografia di tutti, L' Prosa di G. Stein (1937).
autobiograficaménte, avv. In modo autobiografico.
autobiogràfico, agg. Dell'autobiografia, che ha carattere di autobiografia.
Autobiologia Opera di poesia di G. Giudici (1969).
autoblìnda, o autoblindàta, sf. Autoblindo.
autoblindàto, agg. Si dice di automezzo corazzato e armato.
autoblìndo, sm. invar. Autoveicolo gommato, corazzato e armato.
autobómba, sf. Autoveicolo nel quale è stata inserita una carica esplosiva che può essere fatta scoppiare a distanza.
autobótte, sf. Autocisterna. 
  sf. tanker.
àutobus, sm. invar. Autoveicolo adibito al trasporto collettivo di persone. ~ pullman. 
  sm. invar. bus. 
  da auto-+ lat. (omni)bus.
autocalùnnia, sf. L'accusarsi di colpe non vere o commesse da altri.
autocamionàle, sf. Strada adatta al transito di autoveicoli pesanti.
autocannóne, sm. Pezzo d'artiglieria montato su di un autocarro che veniva usato durante la prima guerra mondiale.
autocaravàn, sf. invar. Autofurgone sul cui telaio è montata una struttura tipo caravan. ~ camper.
autocàrro, sm. Autoveicolo per il trasporto di merci. ~ camion. 
  sm. 1 lorry, motor-lorry. 2 (americ.) truck.
autocatàlisi, sf. Fenomeno di catalisi nel quale è la reazione stessa a produrre una sostanza che funge da catalizzatore.
autocefalìa, sf. Condizione delle chiese e dei vescovi ortodossi non sottoposti ai patriarchi.
autocèfalo, agg. 1 Di chiesa o di vescovo metropolitano ortodosso, che è indipendente da ogni altra autorità religiosa. 2 Relativo a una chiesa che, pur rifacendosi alla tradizione della chiesa universale, si rifiuta di riconoscere un unico capo.
autocensùra, sf. Controllo esercitato su se stessi o sulla propria opera.
autocèntro, sm. Grosso centro di vendita e assistenza di autoveicoli.
autocerchiatùra, sf. Processo consistente nella realizzazione a freddo, sotto pressione, della cerchiatura interna di un tubo.
autocertificazióne, sf. Dichiarazione del cittadino che certifica, sotto responsabilità penale, i propri dati anagrafici.
autocingolàto, sm. Autoveicolo con cingoli.
autocistèrna, sf. Autoveicolo per il trasporto di liquidi. 
  sf. tanker.
autoclàve, sf. Recipiente cilindrico a chiusura ermetica capace di resistere ad alte temperature, usato anche come sterilizzatore.
autocollimatóre, agg. e sm. Di strumento ottico munito di reticolo che può essere posto in posizione perpendicolare rispetto alla superficie.
autocollimazióne, sf. L'operazione effettuata con un autocollimatore.
autocolónna, sf. Colonna di autoveicoli.
autocombustióne, sf. Reazione chimica che genera combustione spontanea e che s'innesta da un'ossidazione provocata da catalizzatori.
autocommiserazióne, sf. Il fare se stesso oggetto di commiserazione propria. ~ compiangersi.
autocommutatóre, sm. Impianto telefonico automatico che ha la funzione di stabilire il collegamento tra gli utenti nel momento in cui essi lo comandino.
autocompiaciménto, sm. L'essere soddisfatto e compiaciuto di se stesso.
autoconcessionàrio, sm. Concessionario per la vendita di automobili.
autocontròllo, sm. Controllo di se stessi. ~ autodisciplina. <> impulsività. 
  sm. self-control.
autoconvinzióne, sf. Persuasione di se stessi ottenuta con un ragionamento soggettivo e coincidente con ciò che interessa credere.
autocopìante, agg. Di una carta speciale che consente di ottenere più copie di un originale senza dover interporre tra i vari fogli la carta a carbone.
autocorìa, sf. Disseminazione spontanea, senza l'intervento di agenti esterni. ~ autodisseminazione.
autocorrelazióne, sf. In statistica relazione di dipendenza esistente tra i valori di una successione espressa nello spazio o nel tempo.
autocorrièra, sf. Autobus interurbano. ~ corriera. 
  sf. bus, coach.
autocosciènza, sf. 1 Consapevolezza di sé. 2 Esperienza analitica o in generale psicologica del proprio io.
autòcrate, sm. Chi esercita la propria autorità in modo assoluto. ~ despota. <> democratico, illuminato.
autocràtico, agg. Che è proprio di un autocrate.
autòcratore, sm. Chi esercita un potere assoluto.
autocrazìa, sf. Governo assoluto. ~ dispotismo.
autòcrino, agg. Di secrezione che produce fattori di crescita agenti sulle cellule che li producono per mezzo di recettori funzionali esterni.
autocrìtica, sf. Critica di se stessi. 
  sf. self-criticism.
autocrìtico, agg. Di autocritica.
autocromìa, sf. Processo di fotografia a colori, ideato dai fratelli Lumière nel 1906, che si basa sul principio di sintesi additiva.
autocròss, sm. invar. Gara automobilistica su un percorso molto accidentato.
autoctìsi, sf. Nell'idealismo di Gentile è l'atto dell'autocoscienza come processo interiore e libero con cui l'io pone sé stesso.
autoctonìa, sf. L'essere autoctono.
autòctono, agg. e sm. agg. Nativo del luogo stesso in cui vive. ~ indigeno. <> allogeno. 
sm. Aborigeno. <> straniero.
autodafé, o auto da fé, sm. invar. 1 Durante il periodo dell'Inquisizione, atto d'abiura di un eretico processato e pentito o l'esecuzione sul rogo di un eretico che si fosse rifiutato di pronunciare l'abiura. 2 Rogo con cui si distrugge polemicamente qualcosa. 
  portogh. auto da fé atto della fede.
autodecisióne, sf. Diritto dell'uomo di disporre liberamente di sé.
autodemolitóre, sm. Chi demolisce le vecchie automobili.
autodenùncia, sf. Denuncia di se stesso, delle proprie colpe, dei propri errori; l'azione di chi si denuncia a un'autorità per una propria infrazione.
autodeterminazióne, sf. Autodecisione. ~ autogestione, indipendenza. <> dipendenza.
autodidàtta, sm. e sf. Chi, senza studi regolari, si è istruito da sé. 
  sm. autodidact.
autodidàttica, sf. Capacità di istruirsi in modo del tutto autonomo.
autodidàttico, agg. Di autodidatta, da autodidatta; che serve a far imparare da sé.
autodifésa, sf. Difesa di se stesso. 
  sf. self-defence.
autodisciplìna, sf. Controllo di sé. ~ autocontrollo.
autodisseminazióne, sf. Disseminazione spontanea. ~ autocoria.
autodistruggènte, agg. Di proiettile di artiglieria che esplode in aria per effetto di un congegno a miccia.
autodistruttìvo, agg. Che si distrugge da sé; di comportamento molto dannoso per la persona che lo attua.
autodistruzióne, sf. L'effetto di un progetto autodistruggente, l'autodistruggersi.
autòdromo, sm. Pista attrezzata per competizioni automobilistiche. ~ circuito. 
  sm. circuit.
autoeccitatrìce, agg. e sf. Di una dinamo nella quale la corrente di magnetizzazione viene presa da quella prodotta dalla macchina stessa. Si contrappone alla dinamo a eccitazione impedente.
autoeccitazióne, sf. Proprietà di macchine o di sistemi autoeccitanti. La reazione corrispondente.
autoemoterapìa, sf. Iniezione nei muscoli del paziente del sangue prelevatogli da una vena, effettuata a scopo terapeutico. ~ autotrasfusione.
autoepurazióne, sf. Depurazione dell'acqua di laghi e fiumi che avviene per effetto della luce, dei batteri o dell'ossigeno contenuto nell'atmosfera.
autoerotìsmo, sm. Erotismo di tipo narcisistico. ~ masturbazione.
autoesaltazióne, sf. Esaltazione di sé, dei propri meriti.
autoestinguènte, agg. Detto di materiale che a contatto con la fiamma non prende fuoco.
autofagìa, sf. Mantenimento della vita per mezzo delle risorse proprie dell'individuo.
autofecondazióne, sf. Modalità di fecondazione nella quale il gamete maschile e il gamete femminile appartengono allo stesso soggetto.
autoferrotranviàrio, agg. Concernente i servizi pubblici automobilistici, ferroviari e tranviari.
autoferrotranvièri, sm. pl. I lavoratori delle aziende autoferrotranviarie.
autofertilità, sf. Processo di autoimpollinazione tramite il quale una piante produce frutti dotati di semi.
autofficìna, sf. 1 Officina trasportabile, sistemata su autocarri. 2 Officina dove si riparano autoveicoli. 
  sf. garage, service station.
autofilettànte, agg. Detto di vite d'acciaio per lamiere che filetta il foro della sua sede durante l'avvitamento.
autofilotranviàrio, agg. Che concerne i trasporti pubblici su autobus, filovie e tranvie.
autofinanziaménto, sm. L'operazione dell'autofinanziarsi. 
  sm. autofinancing, self-financing.
autofinanziàrsi, v. rifl. Provvedere al finanziamento di un'azienda mediante i suoi stessi utili. 
  da auto-+ finanziare.
autofocus, sm. e sf. Dispositivo per la messa a fuoco automatica nelle macchine fotografiche; la macchina fotografica dotata di tale obiettivo.
autofurgóne, sm. Autoveicolo attrezzato a furgone chiuso. 
  sm. van.
autogènesi, sf. Generazione spontanea.
autògeno, agg. Che si produce da sé.
autogestióne, sf. Conduzione di una qualsiasi attività da parte dei diretti interessati. ~ autoconduzione. <> dipendenza.
autogestìre, v. v. tr. Provvedere alla conduzione di un'azienda, organismo o altra attività mediante autogestione. 
v. rifl. Gestirsi autonomamente.
autogìro, sm. Aeromobile fornito di rotore libero con funzione di ala, spinto da una normale elica che fornisce la velocità di sostentamento, capace di atterraggi e decolli molto brevi.
autogòl, sm. invar. Autorete. 
  sm. own goal.
autogonìa, sf. Termine usato da Ernst Haeckel per identificare la generazione spontanea di organismi semplici dalla materia bruta. ~ autogenesi.
autogovernàrsi, v. rifl. 1 Governarsi in modo autonomo. 2 Detto di un'apparecchiatura meccanica, regolarsi automaticamente.
autogovèrno, sm. 1 Il governarsi da sé. 2 Facoltà data a un ente, a un gruppo sociale di provvedere autonomamente al proprio governo. ~ autonomia.
autografàre, v. tr. 1 Firmare di mano propria. 2 Riprodurre disegni e manoscritti per mezzo dell'autografia.
autografìa, sf. 1 Qualità di una scrittura autografa. 2 Arte di trasferire uno scritto su pietra in modo da poterne fare più copie. 3 Ognuna delle copie così ottenute.
autògrafo, agg. e sm. agg. Scritto di propria mano dall'autore. ~ originale. <> apocrifo. manoscritto autografo. 
sm. 1 Qualsiasi documento scritto da una persona di proprio pugno. ~ manoscritto. 2 Firma, dedica. 
  agg. e sm. autograph. 
  lat. autographus, dal greco autographòs, comp. da auto stesso + deriv. da gràphein scrivere.
autogrìll, sm. Posto di ristoro situato sulle autostrade. 
  sm. motorway restaurant.
autogrù, sf. Autoveicolo su cui è montata la gru.
autoguìda, sm. Sistema di guida autonomo che permette a un missile, a un aeromobile o a un proiettile di artiglieria di raggiungere un obiettivo utilizzando esclusivamente le apparecchiature di cui è dotato.
autoguidàto, agg. Provvisto di dispositivi di guida automatica.
autòico, agg. (pl. m.-ci) Di parassita che compie tutto il suo ciclo vitale sullo stesso ospite. ~ autosseno.
autoimmùne, agg. Detto di malattia caratterizzata dalla produzione di anticorpi diretti contro elementi propri dell'organismo, causata da un'anomalia dei meccanismi di immunoregolazione operati dai linfociti T.
autoimmunità, sf. Sviluppo in un organismo di una risposta immunologica caratterizzata dalla produzione di anticorpi che agiscono contro i costituenti dell'organismo stesso.
autoimmunizzazióne, sf. Situazione patologica di un organismo in cui si ha la produzione di autoanticorpi.
autoimpollinazióne, sf. Processo nel quale il polline cade sugli stimmi dello stesso fiore.
autoinduttànza, sf. Caratteristica fisica di un circuito elettrico rappresentata dall'entità delle forze elettromotrici che le variazioni di intensità della corrente inducono in esso.
autoinduzióne, sf. In fisica fenomeno per il quale in un circuito elettrico a ogni variazione della corrente o del flusso magnetico a essa concatenato si genera una forza elettromotrice indotta che tende a opporsi alla variazione che l'ha generata. Il principio è noto come legge di Faraday-Neumann-Lenz.
autoinfezióne, sf. Infezione provocata da germi che si trovano solitamente in un organismo senza provocare alcun disturbo.
autoinnaffiatrìce, sf. Autoveicolo fornito di cisterna e pompa centrifuga mossa dalla stesso motore.
autointossicazióne, sf. L'insieme dei disturbi provocati in un organismo da veleni prodotti dall'organismo stesso.
autoironìa, sf. Ironia su se stessi, sui propri comportamenti.
autolàtra, sm. Adoratore di se stesso.
autolatrìa, sf. Adorazione di se stesso.
autolavàggio, sm. Impianto per il lavaggio di autoveicoli. 
  sm. car wash.
autolegittimazióne, sf. Affermazione della legittimità e della liceità di un atto giuridicamente o moralmente dubbio da parte della persona che usufruisce dei benefici di quell'atto.
autolesióne, sf. Ferita o mutilazione volontaria al proprio corpo.
autolesionìsmo, sm. Comportamento di chi volontariamente danneggia se stesso.
autolesionìsta, sm. e sf. Chi agisce con autolesionismo.
autolettìga, sf. Autoambulanza. 
  sf. ambulance.
autolìnea, sf. Linea interurbana percorsa da autoveicoli di trasporto pubblico. 
  sf. bus company, bus service.
autolìsi, sf. Processo di dissoluzione di un organismo per azione dei fermenti litici che appartengono allo stesso organismo.
autòma, sm. 1 Chi agisce meccanicamente, per impulso altrui. ~ fantoccio. 2 Figura che si muove da sé per mezzo di un meccanismo. ~ robot. 
  sm. automaton. 
  lat. tardo automatus, dal greco autòmatos che si muove da sé.
automàtica, sf. L'insieme delle metodologie e delle tecniche che riguardano l'automazione.
automaticaménte, avv. In modo automatico. ~ meccanicamente, inconsciamente.
automaticità, sf. L'essere automatico; il funzionare automaticamente.
automàtico, agg. e sm. agg. 1 Che funziona senza il diretto intervento dell'uomo. ~ automatizzato. distributore automatico. 2 Che si compie senza l'intervento della volontà o che avviene come conseguenza di un fatto; istintivo, inconsapevole, involontario, meccanico. ~ spontaneo. <> calcolato. gesto automatico di rifiuto
sm. Bottone formato da due elementi che si incastrano facilmente per pressione. 
  agg. automatic. sm. 1 (bottone) snap fastener, press stud. 2 (arma) automatic. 
  deriv. da automato, da automa.
automatìsmo, sm. Insieme dei dispositivi che danno luogo a funzionamento automatico.
automatizzàre, v. tr. Rendere automatico. 
  v. tr. to automate.
automatizzazióne, sf. L'automatizzare, l'essere automatizzato. ~ automazione.
automazióne, sf. Processo meccanico che sostituisce la figura umana nelle mansioni di servizio, comando o sorveglianza di una macchina e/o di un processo. Ai centri di controllo di una o più macchine pervengono, in qualità di segnali elettrici, elettromagnetici o meccanici, le indicazioni sul modo di procedere di una certa grandezza tipica del processo (per esempio la pressione di una caldaia, la concentrazione di un componente in una miscela una temperatura ecc.); tramite un meccanismo di retroazione i valori della grandezza vengono modificati e mantenuti in un intervallo prefissato al fine di assicurare il corretto funzionamento del sistema. L'automazione industriale, nata negli Stati Uniti per opera di Henry Ford nella produzione dei motori, ha subito un notevole impulso grazie ai progressi in campo elettronico, e in quello della robotica in particolare, e trova largo impiego in molti settori; oggi viene sempre più sfruttata anche in nuovi campi (telecomunicazioni, trasporti, servizi ecc.). 
  sf. automation.
automedónte, sm. Cocchiere, autista.
automèzzo, sm. Autoveicolo. ~ automobile, macchina. 
  sm. motor vehicle.
automòbile, sf. Veicolo dotato di sistema di propulsione (motore) e di quattro ruote, adibito al trasporto su strada di un limitato numero di persone. ~ autovettura, macchina. 
  sf. 1 motor car; (americ.) automobile. 2 (di serie) production motor-car. 3 (da corsa) racing car. 
  da auto-+lat. mobilis. 
Il primo efficiente motore a scoppio venne progettato dai fisici italiani E. Barsanti e F. Matteucci che, nel 1854, costruirono un motore bicilindrico, precursore dei motori a benzina. Beau de Rochas fu l'ideatore del ciclo a quattro tempi (1862), il cui motore relativo venne costruito da N. Otto ed E. Langen nel 1877. Nel 1898 fu introdotto il cambio e nel 1895 furono adottati i pneumatici. Le prime automobili, da cui discendono le attuali, iniziarono a essere prodotte industrialmente agli inizi di questo secolo. La FIAT sorse nel 1899, la Mercedes-Benz nel 1900, la Lancia e l'Alfa nel 1906. Henry Ford, negli Stati Uniti, fabbricò dal 1908 il famoso modello T servendosi, per la prima volta, della catena di montaggio e dell'automazione industriale. I costituenti basilari dell'automobile sono il telaio, o scocca, il motore, l'impianto elettrico, la trasmissione e la carrozzeria. Il telaio rappresenta l'ossatura sulla quale vengono installati tutti gli altri pezzi. La carrozzeria portante rappresenta l'evoluzione del telaio tubolare usato nelle auto da competizione. Il motore dotato di cilindri, a combustione interna, può essere a benzina (ciclo Otto) o a gasolio (ciclo Diesel). Esso ha il compito di trasformare l'energia chimica del carburante in lavoro meccanico e viene qualificato in base alla cilindrata e alla potenza, che si misura in cavalli-vapore. Il carburante transita attraverso una pompa messa in azione dallo stesso motore o per via elettrica. Il carburatore procede al miscelamento di aria e benzina, ma oggi sono sempre più diffusi i motori a iniezione diretta o indiretta, in cui la miscela aria-benzina si predispone nel collettore d'aspirazione attraverso idonei iniettori. I motori diesel a gasolio prevedono un funzionamento simile. Per funzionare alla perfezione il motore necessita di un meccanismo di lubrificazione e raffreddamento. La lubrificazione delle parti soggette a sollecitazione e attrito avviene tramite una pompa a ingranaggi che fa fluire l'olio in speciali condotti. Le impurità dell'olio sono fermate da un apposito filtro. Il raffreddamento più utilizzato è quello ad acqua: l'acqua si diffonde a ciclo chiuso, transitando dai condotti di raffreddamento del motore al radiatore, dove cede il calore acquisito all'aria esterna. L'impianto elettrico è formato da una batteria di accumulatori (ricaricata di continuo da una dinamo o da un alternatore, fatti funzionare tramite trasmissione a cinghia dall'albero motore), che alimenta i sistemi di illuminazione, il circuito del motorino d'avviamento nel ciclo Otto e al preriscaldamento nel ciclo Diesel. La trasmissione è così chiamata perché trasmette alle ruote il lavoro meccanico prodotto dal motore; essa è organizzata da frizione, cambio, albero della trasmissione, differenziale e semiassi, cioè dagli organi meccanici che trasmettono il movimento dal motore alle ruote motrici. La frizione connette, o distacca, l'albero di trasmissione all'albero motore. Il cambio consente di mutare velocità, permettendo al motore di mantenere un regime di giri adeguato; consta di quattro o cinque marce, oltre la retromarcia; è connesso elasticamente all'albero di trasmissione grazie al giunto cardanico. L'albero di trasmissione si introduce nel gruppo del differenziale, il complesso che trasforma il moto rotatorio dell'albero di trasmissione in un moto rotatorio a esso perpendicolare, che i semiassi trasmettono alle ruote motrici. Le ruote sono di solito di lamiera piena stampata a disco; attorno alla ruota c'è il pneumatico, che svolge la funzione di collegamento elastico tra veicolo e terreno, oltre che assicurarne l'aderenza. Nelle automobili i sistemi di frenatura sono sempre due: l'uno, con comando a pedale, che opera sulle ruote; l'altro, con comando a mano, che opera sull'albero di trasmissione generalmente solo sulle rutoe posteriori, come freno di stazionamento. Il circuito frenante è costituito da un sistema idraulico, pneumatico o meccanico; i freni sono generalmente a disco, formato da un disco congiunto alla ruota e da una pinza di serraggio. Le automobili di piccola cilindrata sono dotate di freni a tamburo. Il meccanismo di comando dei freni è idraulico, formato da un serbatoio di liquido (olio), un pistone iniettore e un certo numero di condotti. La carrozzeria è di norma costruita in lamiera stampata, saldata elettricamente; le sue parti sono esposte a metodi protettivi antiossido. Per diminuire la resistenza è molto importante lo studio aerodinamico dell'automobile. Le sospensioni connettono elasticamente le ruote con il telaio o con la carrozzeria portante, per smorzare gli urti derivanti all'automobile durante il moto; ve ne sono a molle elicoidali, o a barre di torsione, a volte accompagnate da molle a balestra. Gli ammortizzatori telescopici perfezionano le sospensioni. Miglioramenti di recente introdotti sono la marmitta catalitica e i sistemi antibloccaggio delle ruote. Gli sforzi per produrre un sistema di trasporto meno inquinante delle automobili con motore a combustione ha portato agli studi dell'automobile elettrica, ancora in fase sperimentale, e alla ricerca di nuovi carburanti.
automobilìsmo, sm. 1 Insieme delle attività connesse all'uso dell'automobile. 2 Lo sport delle corse automobilistiche. 
  sm. 1 motoring. 2 (sport) motor racing. 
La prima competizione sportiva avvenne nel 1894 da Parigi a Rouen (135 km). Le competizioni possono essere di velocità o di regolarità (su starda, nate dai raid). Le gare si tengono su apposite piste permanenti, gli autodromi, su circuiti stradali, chiusi o aperti al traffico, percorsi piani, misti o in salita. Le principali manifestazioni annuali di questo genere sono il campionato mondiale conduttori per monoposto di Formula 1 e il campionato mondiale dei prototipi, che conferiscono il premio rispettivamente al miglior pilota e alla migliore casa produttrice.
automobilìsta, sm. e sf. Chi guida l'automobile. 
  sm. e sf. motorist.
automobilìstico, agg. Relativo all'automobile. 
  agg. motor, car.
automodellìsmo, sm. Attività o passatempo consistente nel costruire o collezionare modelli di automobili in scala ridotta.
automodellìsta, sm. e sf. Chi si dedica all'automodellismo.
automorfìsmo, sm. Teoria di W. Roux che si basa sul concetto che in ogni organismo tutte la parti, a partire dalle particelle che costituiscono una cellula fino ad arrivare ai vari organi, sono in lotta tra di loro.
automòrfo, agg. Relativo a un minerale che si è potuto sviluppare in una roccia assumendo la propria forma cristallina. ~ idiomorfo.
automotóre, sm. Congegno che si muove da sé.
automotrìce, sf. Vettura ferroviaria fornita di motore adibita sia al trasporto di persone sia al traino di vagoni. 
  sf. rail car.
automutilazióne, sf. Mutilazione che un individuo effettua su se stesso.
autonoleggiatóre, sm. Chi possiede o gestisce un noleggio di automobili.
autonolèggio, sm. Noleggio di automobili. 
  sm. car hire, car rental.
autonomaménte, avv. In modo autonomo; indipendentemente, emancipatamente. ~ da solo.
autonomìa, sf. 1 Facoltà di governarsi da sé. ~ autosufficienza. <> dipendenza. 2 Durata di funzionamento o distanza percorribile da un mezzo di trasporto senza bisogno di rifornimento. 
  sf. autonomy, independence. 
  greco autonomìa, comp. da auto-stesso + radice di nèmein governare. 
In diritto è l'autorità di autolegislazione da parte di uno stato o di un ente pubblico senza subire controlli; per quanto concerne la sua efficacia, potere e ampliamento, essa dipende dalle norme e autolimitazioni che lo stato stesso si pone. 
In filosofia, nella visione di Kant espressa nella Critica della ragion pratica, è la capacità della volontà di autodeterminarsi seguendo la ragione; il suo opposto è l'eteronomia, cioè la dipendenza della volontà dagli elementi esterni.
autonomìsmo, sm. Movimento tendente all'autonomia politica o amministrativa.
autonomìsta, sm. e sf. Chi sostiene o promuove l'autonomia.
autònomo, agg. Che gode di autonomia; libero, autosufficiente. ~ indipendente. <> vincolato, asservito. lavoro autonomo, non sottoposto alle dipendenze di alcuno. 
  agg. autonomous, independent. 
  greco autònomos, comp. da auto-stesso + nèmein governare.
autoparchéggio, sm. Parcheggio per autoveicoli.
autopàrco, sm. Insieme di autoveicoli adibiti a un servizio.
autopìsta, sf. 1 Strada naturale percorsa da automezzi in paese desertico. 2 Nei parchi di divertimento, pista su cui circolano piccole autovetture.
autoplàstica, sf. Ricostruzione chirurgica di una parte distrutta effettuata innestando un'altra parte prelevata dallo stesso individuo.
autopneumatolìsi, sf. Pneumatolisi di una roccia eruttiva causata dai suoi stessi vapori e gas.
autopòdio, sm. Segmento distale dell'arto dei vertebrati tetrapodi.
autopolarizzazióne, sf. Polarizzazione della griglia del tubo termoelettronico in uno stadio amplificatore che si ha quando la tensione viene ottenuta attraverso la resistenza che collega il catodo a terra o tramite la corrente anodica del tubo.
autopómpa, sf. Autocarro munito di una pompa antincendio.
autoportànte, agg. Relativo a una volta la cui stabilità viene assicurata solo dalla rigidità della sua struttura.
autopòrto, sm. Grande parcheggio per veicoli in attesa del controllo doganale.
autoproduzióne, sf. Produzione di energia elettrica da parte di un'impresa produttiva al fine di utilizzarla nei suoi processi produttivi.
autopropulsióne, sf. Azione caratteristica del movimento dei mezzi propulsivi che non hanno bisogno del pilota.
autopropulsóre, sm. Propulsore per razzi e missili in grado di funzionare in modo automatico.
autopsìa, sf. Insieme di operazioni eseguite da medici specializzati, effettuate su un cadavere per determinare le cause del decesso. Dall'esame sulla parte esterna si ricava l'età, il sesso e i caratteri somatici; si evidenziano le ferite, il grado di temperatura e la rigidità del cadavere per definire l'ora della morte. Successivamente si analizzano gli organi e i tessuti interni. Si aprono la scatola cranica e il canale vertebrale per esaminare il cervello e il midollo spinale. Si procede poi all'apertura della cavità addominale e toracica per esaminarne gli organi interni. In base agli esiti di tutti i referti ottenuti, si possono stabilire le cause del decesso e lo stato di salute in vita del soggetto. Spesso si effettuano esami dei tessuti e dei liquidi presenti all'interno del cadavere, per accertare la presenza di droghe, veleni, alcol ecc. 
  sf. autopsy, post mortem examination.
Autopsia di un mostro Film drammatico, francese/tedesco (1977). Regia di André Cayatte. Interpreti: Annie Girardot, Bernard Fresson, Hardy Kruger. Titolo originale: À chacun son enfer
autòptico, agg. 1 Eseguito mediante autopsia. 2 Relativo ad autopsia.
autopùbblica, sf. Automobile in servizio pubblico che viene noleggiata con il conducente. ~ taxi.
autopulènte, agg. Di impianto che elimina da sé i residui dei materiali che lavora.
autopùllman, sm. invar. Autobus di linea o per gite turistiche. ~ pullman.
autopunitìvo, agg. Provocato da autopunizione.
autopunizióne, sf. Comportamento che riflette la volontà di punirsi di una colpa, reale o presunta.
autoràdio, sf. Apparecchio radiofonico a bordo di autoveicoli. Il primo modello fu inventato nel 1933 dall'americano John Feldman. 
  sf. 1 (apparecchio per auto) car radio. 2 (auto con radio) radio car.
autoradiografìa, sf. Registrazione delle radiazioni emesse da un elemento radioattivo immesso in un organismo vivente. Tale registrazione viene effettuata su carta sensibile o su lastra fotografica.
autoradùno, sm. Raduno automobilistico, a scopo sportivo o di propaganda.
autóre, sm. 1 Che è origine di qualcosa. ~ artefice. 2 Chi crea un'opera letteraria, artistica, scientifica. ~ scrittore. 
  sm. author. 
  lat. auctor,-oris. 
Diritto d'autore 
Complesso dei diritti morali e patrimoniali riconosciuti giuridicamente all'autore di un'opera d'arte o d'ingegno. Il diritto d'autore viene riconosciuto solo quando l'opera ha carattere creativo, è concretamente espressa ed è collocabile in uno dei settori previsti dalla legge. I diritti morali relativi alla paternità e all'integrità dell'opera possono essere fatti valere dall'autore o, dopo la sua morte, dai suoi eredi, senza limite alcuno di tempo. I diritti patrimoniali vengono invece riconosciuti all'autore, per una durata pari a quella della sua vita, e ai suoi eredi per cinquant'anni dopo la morte dell'autore stesso. I diritti d'autore di un'opera pubblicata non precludono la facoltà di un uso personale da parte di chi l'abbia acquistata regolarmente; l'uso personale include anche la possibilità di riprodurre l'opera stessa, escludendo però il diritto alla commercializzazione delle copie senza l'autorizzazione dell'autore stesso o di chi ne tutela legalmente i diritti.
autoreattóre, sm. Tipo di reattore in cui la compressione dell'aria avviene per effetto del moto.
autoregolamentazióne, sf. Regolamentazione del modo di condursi in determinate attività o circostanze. 
  sf. self-regulation.
autoregolatóre, agg. Di servomeccanismo o dispositivo che serve a regolare automaticamente il funzionamento di una macchina o di un apparecchio in modo da renderlo indipendente dalle variazioni di regime o di carico.
autorespiratóre, sm. Apparecchio che consente la respirazione subacquea. 
  sm. aqualung.
autoréte, sf. Nel calcio, la rete segnata nella propria porta. 
  sf. own goal.
autoreverse, sm. invar. Dispositivo di un registratore che permette di cambiare automaticamente il lato d'ascolto della cassetta.
autorévole, agg. 1 Che possiede autorità derivante da meriti effettivi. ~ influente. 2 Accreditato, stimato. ~ prestigioso. <> inattendibile. 3 Che proviene da persona autorevole. 
  agg. 1 authoritative. 2 (persona influente) influential.
autórevolezza, sf. 1 L'essere autorevole. ~ prestigio, importanza. 2 Atteggiamento di chi è autorevole.
autorevolménte, avv. In modo autorevole.
autoribaltàbile, sm. Autocarro che ha il cassone ribaltabile.
autoriduttóre, agg. e sm. Di strumento topografico per l'autoriduzione.
autoriméssa, sf. Edificio per il parcheggio di autoveicoli. ~ garage. 
  sf. garage.
autorità, sf. 1 Facoltà legittima di esercitare un pubblico potere; il potere stesso e la persona, l'ente che lo esercita. 2 Prestigio, stima di cui una persona gode; la persona stessa. ~ credito. 
  sf. authority. 
  lat. auctoritas,-atis, deriv. da auctor. 
Il concetto di autorità venne approfondito da N. Machiavelli (Il principe) e T. Hobbes, teorici di un'autorità illimitata del potere politico per difendere la società da lotte e divisioni intestine. L'illuminismo pone come prioritarie la libertà e l'uguaglianza delle persone e su questi aspetti fonda il concetto di autorità; J. J. Rousseau affronta il tema affermando che l'autorità politica non deve essere altro che l'espressione della volontà collettiva. K. Marx identifica nella società capitalistica la sola autorità dell'imprenditore sui lavoratori, interprentando l'autorità politica come l'esercizio del potere della borghesia sulla classe del proletariato. H. Marcuse, T. W. Adorno e E. Fromm, nel XX sec., approfondiscono questo atteggiamento, individuando nella società capitalista il passaggio dell'autorità in autoritarismo. Anche la sociologia si è occupata dell'idea di autorità; N. Luhmann la vede come elemento fondamentale nel coordinamento di ogni struttura organizzata.
autoritariaménte, avv. In modo autoritario; imperativamente, prepotentemente. ~ imperiosamente.
autoritàrio, agg. 1 Che esercita con esagerazione la propria autorità; imperativo. ~ perentorio. <> arrendevole. genitori autoritari. 2 Assolutista, militaresco. ~ poliziesco. <> democratico. 
  agg. authoritarian. 
  franc. autoritaire, deriv. dal lat. auctoritas,-atis autorità.
autoritarìsmo, sm. L'essere autoritario, detto in particolare di sistema o regime politico.
autoritràtto, sm. Ritratto che un pittore o scultore fa di se stesso. 
  sm. self-portrait.
autorizzàre, v. tr. 1 Concedere il permesso, il diritto; permettere, concedere. ~ consentire. <> vietare. 2 Giustificare. ~ legittimare. <> smentire. 
  v. tr. 1 to authorize. 2 (giustificare) to allow, to justify. 
  franc. autoriser, dal lat. mediev. auctorizare.
autorizzazióne, sf. L'autorizzare. ~ permesso, concessione. <> divieto. 
  sf. 1 authorization. 2 (documento) licence. 
In diritto è un atto con il quale l'autorità amministrativa concede a una persona il permesso o la concessione di fare una certa attività o esercitare un diritto, dopo aver verificato che l'attività in questione non sia di ostacolo a esigenze di utilità pubblica. 
Autorizzazione a procedere 
Permesso necessario per attivare un'azione penale nei riguardi di persone che rivestono ruoli pubblici o politici (parlamentari, giudici della corte costituzionale ecc.) o per reati particolari (vilipendio alla corte costituzionale o offesa al capo dello stato). La richiesta deve essere fatta dal pubblico ministero, al ministro di grazia e giustizia, al parlamento o alla corte costituzionale, a seconda dei casi.
autosalóne, sm. Luogo adibito all'esposizione e alla vendita di autoveicoli. 
  sm. car showroom.
autoscàfo, sm. Motoscafo.
autoscàtto, sm. Dispositivo per ottenere automaticamente l'apertura e la chiusura dell'otturatore di una macchina fotografica.
autoscóntro, sm. Nei parchi di divertimento, pista dove piccole autovetture elettriche si scontrano tra loro.
autoscooter, sm. invar. 1 Piccola vettura adatta ai trasporti leggeri. 2 Piccola vettura elettrica usata negli autoscontri.
autoscuòla, sf. Scuola in cui si insegna a guidare autoveicoli. ~ scuola guida. 
  sf. driving school.
autoservìzio, sm. Servizio di trasporto pubblico per mezzo di autobus.
autosìlo, sm. Edificio a più piani per il parcheggio di autoveicoli. 
  sm. multistorey car park.
autosnodàto, sm. Autoveicolo per il trasporto di persone o merci, formato da parti collegate fra loro mediante elementi non rigidi.
autosoccórso, sm. Autoveicolo attrezzato per il soccorso stradale.
autosòma, sm. Cromosoma comune contrapposto al cromosoma sessuale.
autossidazióne, sf. Ossidazione di una sostanza causata solitamente dalla luce o dall'ossigeno atmosferico.
autostarter, sm. invar. Nell'ippica, veicolo di una barriera che costringe i cavalli a schierarsi sulla stessa linea evitando così le false partenze nelle corse al trotto con partenza lanciata.
autostazióne, sf. Stazione per gli autobus di linea.
autostèrile, agg. Di pianta il cui polline non può fecondare né i fiori della stessa pianta né i fiori di altre piante della stessa specie.
autostòp, sm. invar. Richiesta di trasporto gratuito rivolta ad automobilisti. 
  sm. hitchhiking.
autostoppìsmo, sm. La pratica dell'autostop.
autostoppìsta, sm. e sf. Chi pratica l'autostop. 
  sm. e sf. hitchhiker.
autostràda, sf. Strada di uso pubblico e di grande comunicazione percorribile solamente da autoveicoli e da motocicli di cilindrata superiore a 150 cc. Generalmente è formata da due carreggiate, separate da uno spartitraffico, una per ciascun senso di marcia, suddivise a loro volta in più corsie. Le autostrade sono dotate unicamente di accessi controllati (caselli) nei quali il personale addetto provvede anche alla riscossione di eventuali pedaggi. Sul territorio italiano, i conducenti che viaggiano in autostrada devono ottemperare agli obblighi e divieti appositamente previsti dal vigente codice della strada e dai suoi regolamenti, che stabiliscono anche quali manovre siano obbligatorie, consigliate e vietate. Le autostrade italiane sono state costruite e vengono gestite con il sistema di concessione a soggetti non statali. 
  sf. 1 motorway, (americ.) highway. 2 superhighway.
autostradàle, agg. Relativo alle autostrade.
autosufficiènte, agg. Che basta a se stesso. ~ autonomo. <> dipendente.
autosufficiènza, sf. L'essere autosufficiente.
autosuggestionàbile, agg. Che tende ad autosuggestionarsi.
autosuggestionàrsi, v. rifl. Suggestionare se stesso.
autosuggestióne, sf. Suggestione che si esercita su se stessi. 
  sf. autosuggestion.
autotassazióne, sf. Versamento da parte del contribuente dell'imposta da lui stesso calcolata in base alla dichiarazione dei redditi.
autotelàio, sm. La struttura metallica che costituisce il telaio di un autoveicolo.
autotemprànte, agg. Di lega metallica il cui raffreddamento di tempra si ottiene mediante getti d'aria.
autotomìa, sf. Caratteristica presente in alcuni animali i quali, generalmente a scopo difensivo, sono in grado di amputarsi una parte del corpo mediante una violenta contrazione muscolare. Di solito la parte eliminata si ricostituisce in seguito.
autotrapiànto, sm. Trapianto di un tessuto vivente da un punto a un altro dello stesso organismo.
autotrasformatóre, sm. Trasformatore elettrico nel quale le funzioni di primario e di secondario sono svolte da un unico avvolgimento.
autotrasportàre, v. tr. Trasportare persone o cose mediante autoveicoli.
autotrasportatóre, sm. Imprenditore o lavoratore del settore degli autotrasporti.
autotraspòrto, sm. Trasporto di persone o cose mediante autoveicoli.
autotrazióne, sf. La trazione degli autoveicoli.
autotrèno, sm. Autoveicolo costituito da una motrice con rimorchio per trasporto di merci; autoarticolato, autosnodato, articolato, autocarro, tir. ~ camion. 
  sm. articulated lorry; (americ.) semi trailer, truck with trailer.
autòtrofo, agg. Di organismo in grado di vivere nutrendosi solo di acqua e di elementi inorganici.
autotutèla, sf. Difesa delle proprie ragioni fatta personalmente dal privato.
autovaccìno, sm. Vaccino ottenuto dalla coltura del microbo che ha causato l'infezione.
autovagóne, sm. Mezzo di trasporto usato nelle miniere. È composto da vagoni mossi da motori ad aria compressa.
autovalore, sm. In matematica, gli autovalori di una matrice quadrata sono le radici di una particolare equazione polinomiale associata alla matrice stessa che sono alla base di molti metodi matematici per affrontare problemi (di algebra, geometria, analisi, …) rappresentabili mediante l'uso di matrici. 
autoveìcolo, sm. Mezzo di trasporto su strada azionato da motore proprio. ~ automezzo. 
  sm. motor vehicle.
autovelox, sm. invar. Dispositivo radar in grado di rilevare la velocità di un'auto in corsa registrando fotograficamente il passaggio.
autovettùra, sf. Autoveicolo destinato al trasporto di persone. ~ automobile. 
  sf. motor car, car.
autovirànte, agg. Relativo alla carta fotografica ad annerimento diretto caratterizzata dal fatto che la sua emulsione sensibile contiene i sali necessari al viraggio.
autunìte, sf. Uranofosfato idrato di calcio che si presenta in cristalli tabulari del sistema tetragonale di colore giallo-verdognolo. 
  da Autun città della Francia.
autunnàle, agg. Relativo all'autunno. 
  agg. autumn, autumnal.
Autunnale barocco Opera di poesia di A. M. Ripellino (1977).
autùnno, sm. 1 Stagione dell'anno compresa tra l'estate e l'inverno. 2 Tramonto, decadenza. ~ declino. 
  sm. autumn. 
  lat. autumnus. 
Nell'emisfero boreale inizia il 23 settembre e termina il 21 dicembre; in quello australe inizia il 21 marzo per concludersi il 21 giugno.
Autunno del medioevo, L' Opera di storia di J. Huizinga (1919).
Autunno del patriarca, L' Romanzo di G. García Márquez (1975).
Auvergne, Antoine d' (Moulins 1713-Lione 1797) Compositore francese. È autore di Le troqueurs (opera, 1753).
auxanòmetro, sm. Strumento atto a misurare e registrare l'accrescimento in lunghezza di una pianta.
Auxerre Città della Francia (39.000 ab.) sul fiume Yonne e capoluogo del dipartimento Yonne. Con il nome di Autessiodurum fu colonia romana e fu sede di un concilio (578) e della firma del trattato di pace tra borgognoni e armagnacchi (1412). È sede di industrie alimentari, metalmeccaniche e dell'artigianato del mobile. Conserva la cattedrale gotica di St. Etienne (XII-XIV sec.) e l'abbazia di St. Germain (XIV-XV sec.).
auxo- Primo elemento di parole composte che deriva da un vocabolo greco che significa "accrescimento".
auxocròmo, agg. Di un gruppo che, introdotto in una sostanza colorata, la trasforma in sostanza in grado di colorare.
auxologìa, sf. Settore della biologia che studia l'accrescimento.
auxometrìa, sf. Scienza forestale che studia l'incremento legnoso periodico dei singoli alberi di un bosco o di un soprassuolo forestale.
auxonomìa, sf. Scienza forestale che studia le cause dell'incremento degli alberi dei boschi o dei soprassuoli boschivi e le leggi che lo regolano.
auxòtrofo, agg. Di microrganismo che necessita per vivere e moltiplicarsi dell'apporto di uno o più fattori di crescita.
àva, sf. Nonna. ~ antenata.
avadana, sm. invar. Termine sanscrito che indica una raccolta buddhista di apologhi contenenti un insegnamento dogmatico o morale.
avallànte, agg. e sm. Chi avalla.
avallàre, v. tr. Porre l'avallo. ~ avvalorare. <> negare, smentire.
avàllo, sm. 1 Impegno di chi garantisce in proprio il pagamento di una cambiale altrui, sottoscrivendola a questo fine. ~ garanzia. 2 Approvazione. ~ sostegno.
Avalon La leggendaria isola, governata dalla fata Morgana e dalle sue otto sorelle, in cui viene portato re Artù per essere curato delle ferite riportate nella sua ultima battaglia.
Àvalos, Andrèa d' (Napoli 1615?-1709) Principe di Montesarchio. Dopo aver contribuito a reprimere spietatamente la rivolta di Masaniello, nel 1648 ordì uno sfortunato complotto contro gli spagnoli. Arrestato e condotto in Spagna, rimase in carcere fino al 1652 e poi ottenne la libertà dimostrando la propria fedeltà alla corona spagnola durante la difesa di Gerona. Tornato a Napoli, con la repressione della rivolta di Messina del 1675 ottenne un'importante carica militare.
Avalos, Ferdinando Francésco d' (Napoli 1489-Milano 1525) Marchese di Pescara, militare e politico napoletano. Condottiero al servizio della Spagna, riportò numerose vittorie che culminarono in quella di Pavia nel 1525.
avambràccio, sm. La parte del braccio tra il gomito e il polso. 
  sm. forearm.
avampaése, sm. Regione che si trova ai margini di una catena montuosa. ~ avanterra.
avampòrto, sm. Rada che precede l'entrata di alcuni porti.
avampósto, sm. Posto avanzato di uno schieramento militare.
avan- Prefisso che indica una precedenza nel luogo e nel tempo. 
  dal lat. ab e ante davanti.
avàna, sm. invar. 1 Tipo di sigaro, dal nome della città ove viene fabbricato. 2 Colore nocciola scuro, simile a quello di tali sigari.
Avàna, L' Capitale dello stato di Cuba (2.037.000 ab.) e capoluogo della provincia omonima (724 km2). Sorge in una insenatura della costa nordoccidentale ed è lambita dal golfo del Messico. Il suo porto è il più grande dell'isola, fin dal XVI sec.; è centro commerciale dei prodotti agricoli locali; conta molte industrie del tabacco (sigari), alimentari, calzaturiere e petrolchimiche, chimiche e del cemento. È composta di due parti, quella vecchia con le tipiche strade strette e le case basse a patio, e quella moderna, ricca di vie diritte e ampie, giardini, viali alberati e nuovi edifici. Fu fondata da Diego Velázquez nel 1515 con il nome di San Cristóbal de la Habana. Di notevole interesse la cattedrale (1724), il palazzo del governo, oltre alle fortificazioni del XVI sec. (castillos) e chiese in stile coloniale.
avancàrica, sf. Solo nella locuzione aggettivale ad avancarica, indicante un'arma che si carica dalla parte anteriore della canna.
avance, sf. invar. Proposta, tentativo di approccio, soprattutto in campo amoroso. ~ profferta.
avancòrpo, sm. Parte di un edificio che sporge da una facciata.
avanguàrdia, sf. 1 Reparto militare che precede il grosso delle truppe. ~ testa di ponte. <> retroguardia. 2 Movimento innovatore. gli scrittori di avanguardia dell'Ottocento
  sf. 1 vanguard. 2 (movimento artistico) avant-garde. 
  franc. avant-garde.
avanguardìsmo, sm. Atteggiamento artistico o culturale di rinnovamento programmatico.
avanguardìsta, sm. 1 Chi fa parte di scuole letterarie o artistiche di avanguardia.
avanìa, sf. Imposta onerosa che i turchi imposero in Oriente ai cristiani.
avannòtto, sm. Individuo giovane di alcuni pesci d'acqua dolce.
avanscopèrta, sf. Ricognizione militare a largo raggio. ~ esplorazione.
avanspettàcolo, sm. Spettacolo teatrale di rivista o varietà che si rappresentava prima di una proiezione cinematografica. ~ varietà, rivista.
avantàggio => "avvantaggio"
avànti, agg., avv., inter., prep. e sm. agg. 1 Prima. <> dopo. 2 Precedente. <> seguente. 
avv. 1 Innanzi. ~ dinnanzi. <> dietro. farsi avanti, mettersi in mostra. 2 Prima. <> poi. bisogna pensare avanti a certe cose. 3 A buon punto. 
inter. Ordine di avanzare o invito rivolto a chi chiede di entrare. 
prep. 1 Davanti. 2 Prima. Avanti Cristo
sm. In giochi di squadra, attaccante. 
  avv. 1 (prima) before. 2 (in moto) forward. 3 (spazio) ahead. 4 (stato in luogo) in front. prep. 1 (tempo) before. 2 (luogo) in front of. sm. (sport) forward. 
  lat. abante, da ab-+ ante
Avanti, Pietro, con giudizio. Raccomandazione che nei Promessi Sposi il gran cancelliere Ferrer, mentre va a liberare il vicario assediato, fa al suo cocchiere imbarazzato nel guidare fra la folla. FRS: Tiremm innanz! (Andiamo avanti!) Frase detta da Amatore Sciesa mentre passava davanti alla propria abitazione, in risposta all'ufficiale austriaco che gli prometteva salva la vita se avesse rivelato i nomi dei suoi complici (1851).
avantièri, avv. Il giorno prima di ieri. ~ ieri l'altro.
avantrèno, sm. Parte anteriore di un autoveicolo che comprende l'assale, le ruote e le sospensioni anteriori.
avanvòmere, sm. Corpo lavorante posto sugli aratri che lavorano nei terreni coperti da una spessa zolla erbosa.
avanzaménto, sm. 1 L'avanzare, il procedere innanzi. ~ progresso. <> peggioramento, involuzione. 2 Promozione. 
  sm. 1 advancement. 2 (promozione) promotion. 3 (progresso) progress.
avanzàre, v. v. tr. 1 Promuovere. 2 Presentare. ~ proporre. 3 Avere da riscuotere. egli avanzava ancora un credito da quella persona
v. intr. 1 Progredire. ~ migliorare. avanzare negli studi. 2 Andare avanti. ~ procedere. <> arretrare. 3 Essere in più, sovrabbondare. ~ rimanere. <> scarseggiare, mancare. avanzarono molte pietanze dal pasto
  v. tr. (presentare) to advance. v. intr. 1 (andare avanti) to go forward, to advance. 2 (rimanere) to be left. 
  lat. volg. abantiare, deriv. da abante avanti.
avanzàta, sf. L'avanzare, il procedere innanzi, il progredire. ~ avanzamento. <> regresso. 
  sf. advance.
avanzatìccio, sm. Roba avanzata dall'aspetto poco invitante.
avanzàto, agg. 1 Che si trova avanti. 2 Che è rimasto, scartato. 3 Inoltrato. ~ maturo. 4 Innovatore, progredito, innovativo, audace. ~ rivoluzionario. <> retrogrado.
avànzo, sm. 1 Ciò che rimane di qualcosa; rifiuto, scarto, rimanenza, residuo. ~ resto. avanzo di galera, individuo losco. 2 In matematica, il resto. 3 Scampolo di stoffa. 4 Al plurale, ruderi. ~ rovine. LOC: gli avanzi delle antica mura della città. 5 Movimento in avanti. avanzo dell'elica di un motore. 
  sm. 1 (resto) remain, residue. 2 (comm.) surplus. 3 (mat.) remainder. 
  deriv. da avanzare.
avaraménte, avv. In modo avaro.
àvari Antica popolazione tatara presente dal VI sec. a. C. nella zona compresa fra il mar Caspio e il mar Nero. Conobbero il loro massimo splendore nel VI sec. d. C. quando occuparono parte dei Balcani, la Dalmazia e le Alpi orientali. Furono sconfitti nell'VIII sec. dai franchi e il loro regno fu in seguito preda di unni e bulgari.
avarìa, sf. 1 Danno sofferto da una nave durante la navigazione. 2 Guasto meccanico. ~ panne. 
  sf. 1 (mecc.) breakdown. 2 (danno) damage.
avariàre, v. v. tr. Danneggiare. ~ guastare. <> preservare, conservare. 
v. intr. pron. Andare a male. ~ guastarsi. <> mantenersi.
avariàto, agg. Che ha patito avaria. ~ guasto, alterato. ~ intatto. 
  agg. 1 (guasto) bad, rotten. 2 (in avaria) damaged.
avarìzia, sf. Esagerato attaccamento al denaro. ~ spilorceria. <> prodigalità. 
  sf. avarice. 
  lat. avaritia, deriv. da avarus avaro.
avàro, agg. e sm. 1 Che, chi dimostra avarizia. ~ spilorcio. <> generoso. è una persona troppo avara per prestare del denaro. 2 Che concede con difficoltà. destino avaro
  agg. 1 avaricious, mean. 2 miserly. sm. miser. 
  lat. avarus, da avere bramare.
Avaro, L' Commedia in cinque atti, in prosa, di Molière (1668). Ispirata all'Aulularia di T. M. Plauto (250 a. C. ca.-184 a. C.), ne rielabora autonomamente scene e caratteri. Mentre nell'autore latino tutto il lavoro è finalizzato al puro divertimento dello spettatore senza alcun intento di natura educativa e senza alcuna critica sociale, in Molière la commedia svolge la funzione di critica della concezione autoritaria corrente che faceva sì che fossero i genitori a combinare i matrimoni dei propri figli, spesso contro la volontà di questi. Per Molière, il matrimonio è una cosa santa e sacra (Précieuses ridicules, scena quarta) che deve essere per la donna una scelta di gioia e non di rinuncia. Si tratta di una scelta che determina la felicità o infelicità per tutta la vita. Perciò, gli sposi devono essere assortiti, per età, umore e sentimenti. 
È un pregevole esempio di commedia di carattere, che delinea il comportamento un uomo ossessionato dall'avidità e dall'avarizia. Il protagonista Harpagon, avaro e usuraio spietato quando si tratta dei suoi affari, terrorizza anche i suoi figli Cleante ed Élise, soprattutto combinando matrimoni vantaggiosi per lui, ma completamente male assortiti. La commedia è a lieto fine: gli innamorati si sposano e l'avaro recupera il suo denaro. La commedia rappresenta anche un'immagine della società borghese del XVII secolo in Francia. La comicità si basa essenzialmente su malintesi, doppi sensi e sulla farsa. 
Avaro, L' Film farsa, italiano (1990). Regia di Tonino Cervi. Interpreti: Alberto Sordi, Laura Antonelli, Valerie Allain.
avatara, sm. invar. 1 Nel brahmanesimo, discesa in terra di un essere divino. 2 Nelle dottrine induiste, incarnazione divina.
Avàti, Pùpi (Bologna 1938-) Regista cinematografico. Esordì nel 1968 con Basamus, l'uomo di Satana. Diresse Jazz Band (telefilm 1977-1978), Noi tre (1984), Regalo di Natale (1986), Storia di ragazzi e di ragazze (1989), Magnificat (1993), Dichiarazioni d'amore (1994) e Festival (1996).
àve, sf. 1 Parola iniziale di diverse orazioni cristiane. 2 Preghiera. in men di un'a., in brevissimo tempo. 
  dal lat. ave, imperativo del verbo avere star bene.
Àve Marìa Preghiera cattolica rivolta alla Madonna.
Avégno Comune in provincia di Genova (1.986 ab., CAP 16030, TEL. 0185).
Aveléngo (in ted. Hafling) Comune in provincia di Bolzano (623 ab., CAP 39010, TEL. 0473).
avelignése, sm. Robusto pony, originario dell'Italia.
Avèlla Comune in provincia di Avellino (7.143 ab., CAP 83021, TEL. 081).
avellàna, sf. Nocciola, il frutto.
Avellaneda Città (347.000 ab.) dell'Argentina, nella periferia di Buenos Aires.
avellàno, sm. Nocciolo, la pianta.
avèllere, v. tr. Strappare, sradicare. ~ estirpare.
Avellìno Città della Campania (56.000 ab., CAP 83100, TEL. 0825) capoluogo dell'omonima provincia; sorge a 348 m di altezza in una conca dell'Appennino Campano, nella valle del fiume Sabato. È attivo centro commerciale, con industrie alimentari, tessili, dei cappelli da feltro, della distillazione e dei dolciumi. La città antica è raggruppata attorno alla cattedrale del XII sec., i quartieri nuovi invece si allungano verso ovest ed est. Fu colonia romana (Abellinum); nel 1820 fu il centro propulsore del moto insurrezionale che costrinse Ferdinando I a emanare la Costituzione. Conserva resti romani e il duomo del XII sec. 
Provincia di Avellino 
Consta di 120 comuni che si estendono su un territorio di 2.792 km2; gli abitanti sono 456.000. Il suolo è prevalentemente boscoso e montuoso; vi si coltivano soprattutto cereali, ortaggi, frutta e vite. Diffuso l'allevamento ovino e suino e l'artigianato (del legno e tessile).
avèllo, sm. Sepolcro. ~ loculo, tomba.
avemarìa, o àve marìa, sf. 1 Preghiera alla Madonna, che prende il nome dalla prima frase pronunciata dall'Arcangelo Gabriele alla Vergine Maria. 2 La campana che invita i fedeli alla preghiera al mattino e alla sera. 3 Ogni chicco che compone la corona del rosario.
avéna, sf. Angiosperma (Avena) della famiglia delle Graminacee e dell'ordine delle Glumiflore, diffusa nelle zone a clima temperato. Il fusto può oltrepassare anche il metro di altezza; il frutto ha forma cilindrica piuttosto allungata e i fiori sono disposti a pannocchia. La specie più diffusa è l'Avena sativa, meglio conosciuta come biada, usata come foraggio. 
  sf. pl. oats.
avente causa, loc. sost. m. e f. invar. In diritto, colui che acquista un diritto da un'altra persona.
avénte dirìtto, loc. sost. m. e f. invar. In diritto, colui a cui è destinata una prestazione o un servizio per legge o per contratto.
aventiniàno, sm. Oppositore politico che manifesta il suo dissenso non partecipando.
Aventìno Uno dei sette colli di Roma, posto a 40 m di altezza sulla riva sinistra del Tevere. Tra il Celio e il Palatino, corrisponde all'arcaico Aventinus, incluso nel pomerio della città sotto Claudio ed equivalente alle regioni XII e XIII della Roma imperiale. Si conservano frammenti del muro di cinta e della Porta Naevia. Reputato luogo religioso, sul suo suolo vennero eretti diversi templi (dedicati a Diana, Giunone Regina, Minerva, Cerere.). 
Secessione parlamentare dell'Aventino 
Gesto compiuto dai parlamentari italiani, contrari al governo Mussolini, che, in seguito al delitto Matteotti avvenuto nel giugno 1924, decisero di astenersi dai lavori della camera. Protrattosi fino al gennaio 1925, il gesto non servì a fermare Mussolini nella sua ascesa verso la dittatura; nel novembre 1926 Mussolini dichiarò decaduti dal loro mandato i deputati aventiniani.
Averàra Comune in provincia di Bergamo (243 ab., CAP 24010, TEL. 0345).
avére, sm. e v. sm. 1 Ricchezza. ~ bene. spese tutti i suoi averi. 2 Ciò che si deve avere. ~ credito. <> dare. 
v. tr. 1 Possedere. ~ detenere. 2 Contenere. ~ racchiudere. 3 Ottenere. ~ ricevere. 4 Tenere. ~ stringere. 5 Acquistare. ~ riscuotere. 6 Indossare. ~ vestire. aveva un nuovo paio di scarpe. 7 Provare. ~ sentire. aveva molta fame. 8 Credere, stimare. avere cara una persona. 9 Seguito da e un infinito significa dovere. aveva da lavorare quella sera
  sm. credit. v. tr. 1 (possedere) to have. 2 (provare) to feel. 
  lat. habere.
Avere o essere? Opera di psicologia di E. Fromm (1976).
avèrla, sf. Denominazione di Uccelli della famiglia dei Lanidi e dell'ordine dei Passeriformi, dotati di becco adunco. Diffusa in Europa, Asia e Africa si nutre di insetti e piccoli animali. Tra le specie, l'averla maggiore (Lanius excubitur) di colore grigio, bianco e nero, che vive in zone ricche di vegetazione, l'averla piccola (Lanius collurio) di colore grigio e l'averla cinerina (Lanius minor) di colore grigio chiaro, con una mascherina sugli occhi.
avèrno, sm. L'oltretomba, l'inferno.
Avèrno Lago craterìco (0,55 km2) della Campania.
Averroè (Córdoba 1126-Marrakech 1198) Filosofo, medico e astronomo arabo musulmano di Spagna. Tra le sue numerose opere sono rimaste famose il Grande commentario alle opere di Aristotele, dove trattò ampiamente degli elementi materialistici e razionali del pensiero aristotelico, tentando di spogliarli dalle interpretazioni platoniche. Scrisse, per quanto riguarda la medicina, l'insigne opera Colligeto.
Avèrsa Comune in provincia di Caserta (54.032 ab., CAP 81031, TEL. 081). Centro agricolo e commerciale (coltivazione e mercato di canapa, ortaggi e frutta) e industriale (prodotti caseari, tessili, edili ed elettronici). Vi si trovano le chiese di San Lorenzo e dell'Annunciata e il duomo in stile arabo-normanno, del sec. XI. Gli abitanti sono detti Aversani.
Avery, Tex (1907-1980) Regista statunitense. Si specializzò nel cinema d'animazione delirante e sadico-bizzarro, contribuendo a creare personaggi popolarissimi quali il gatto Silvestro e il coniglio Bunny.
Avesta Inni e norme religiose, attribuito a Zarathustra (III-VII sec.).
avèstico, agg. e sm. agg. Dell'Avesta, insieme dei libri sacri dell'antica religione iranica di Zoroastro. 
sm. Antica lingua iranica usata nell'Avesta.
Avetràna Comune in provincia di Taranto (8.442 ab., CAP 74020, TEL. 099).
Aveyron Dipartimento (270.000 ab.) della Francia, capoluogo Rodez.
Avezzàno Comune in provincia dell'Aquila (36.500 ab., a 695 m, CAP 67051, TEL. 0863), al bordo occidentale della conca dello scomparso lago Fucino, bonificato nel 1875. Diffusa l'agricoltura (cereali, frutta, barbabietole), con industrie alimentari, tessili e della lavorazione della carta. Il suo sviluppo è seguito al prosciugamento del lago (1875). Nel 1915 il centro fu distrutto da un terremoto, per cui dovette essere interamente ricostruito.
Aviàno Comune in provincia di Pordenone (8.086 ab., CAP 33081, TEL. 0434).
aviàrio, agg. e sm. agg. Di uccelli, che concerne gli uccelli. 
sm. Luogo ove si allevano uccelli. ~ voliera.
Aviàtico Comune in provincia di Bergamo (506 ab., CAP 24020, TEL. 035).
aviatóre, sm. Chi pilota un aeroplano. ~ aeronauta. 
  sm. pilot, aviator. 
  franc. aviateur.
Aviatore Dro, L' Tragedia in tre atti di F. B. Pratella, libretto proprio (Lugo di Romagna, 1920).
aviatòrio, agg. Che si riferisce all'aviazione.
aviazióne, sf. Aeronautica. 
  sf. 1 aviation. 2 (mil.) Air Force. 
Insieme delle attività inerenti il volo degli aeromobili. L'aviazione civile contempla le attività aeronautiche di natura non militare quali il trasporto di passeggeri, posta e merci, l'uso di aeromobili per scopo privato, per lavoro, per turismo o attività sportive. L'impiego dell'aereo per scopi civili risale al primo dopoguerra, ma l'aviazione commerciale si è sviluppata più recentemente. Nel 1919 era stato fondato un organismo che aveva il compito di coordinare i diversi paesi nell'attuazione di linee di collegamento: era la CINA (Commission Internationale de Navigation Aérienne). La spinta risolutiva venne data tra il 1919 e il 1933 dall'esito positivo di alcune trasvolate e raid che provarono le capacità di questo mezzo. Nel 1929 si provvide a gettare le basi del diritto aeronautico con la Convenzione dell'Aia, si proseguì poi con la Convenzione di Chicago del 1945. Fino agli anni '30 per i trasporti vennero usati di preferenza gli idrovolanti, giudicati più sicuri degli aeroplani; fino al 1937 i dirigibili, che godevano di grande autonomia, vennero impiegati nei lunghi voli transoceanici. Ai dirigibili era affidato il trasporto civile lungo la linea Roma-Napoli fin dagli anni anni '20. Gli aeroplani si affermarono in modo crescente, sostituendo completamente sia gli idrovolanti sia i dirigibili; il primo collegamento con aeroplani in Italia si ebbe tra Torino e Triestre a partire dal 1926. Negli anni '50 si diffusero i velivoli a reazione che comportarono un notevole progresso sia nella qualità sia nella quantità del trasporto. Negli anni '70 furono costruiti aerei capaci di trasportare più di trecento persone, consentendo cali nei costi. Oggi quasi tutte le compagnie aeree mondiali aderiscono alla IATA (International Air Transport Association); la CINA è stata invece rimpiazzata dall'ICAO (International Civil Aviation Organization). Le origini dell'aviazione militare risalgono alla guerra italo-turca del 1911-1912, quando l'aeroplano venne utilizzato dagli italiani in Libia per effettuare ricognizioni e lanciare bombe; durante il primo conflitto mondiale le ricognizioni non vennero più effettuate a vista ma con macchine fotografiche. Le mitragliatrici vennero installate sugli aerei, per i bombardamenti si procedeva dagli aeroplani e dai dirigibili. Gli aerei da caccia venivano usati come mezzo di combattimento. Fu nel corso della seconda guerra mondiale che l'aviazione militare sfruttò in modo massiccio i bombardamenti a tappeto su territorio nemico. Gli aerei potevano sfruttare la potenza dei motori a reazione e dei sistemi radar. Inoltre furono di notevole rilievo nella guerra anfibia dell'oceano Pacifico, determinando una rivoluzione della strategia navale. Lo sviluppo e la produzione di superbombardieri e di agili aerei ricognitori fu contemporaneo a quello di grandi aerei da trasporto e dei caccia. Oggi i missili a testata nucleare hanno un livello di pericolosità molto superiore rispetto ai bombardieri; gran parte dell'attività dei ricognitori è invece stata sostituita dall'uso dei satelliti artificiali.
Avicebròn (Malaga ca. 1020-1058) Filosofo. Tra le opere La fonte della vita e Corona regale.
Avicènna (Afshana 980-Hamadan 1037) Illustre filosofo e medico persiano. In entrambi i campi, la sua influenza si fece sentire durante il medioevo; per quanto riguarda la scienza medica, famosissimo è il suo Canone di medicina. Le opere filosofiche sono di carattere enciclopedico (La guarigione) e rivelano un'impronta aristotelica mista a elementi neoplatonici e ad altri aspetti tipici della cultura orientale. Sostenne la contemporanea eternità del mondo e di Dio.
avìcolo, agg. Che riguarda l'avicoltura o gli avicoltori.
avicoltùra, sf. Allevamento di uccelli, in particolare di pollame.
avìcula, sf. Genere di Molluschi Lamellibranchi a cui appartiene l'ostrica alata. ~ pteria.
avicultóre, sm. Chi esercita l'avicoltura.
avidaménte, avv. Con avidità; voracemente, golosamente. ~ ingordamente.
avidità, sf. Desiderio smodato; brama, smania. ~ desiderio. 
  sf. greed, eagerness. 
  lat. aviditas,-atis, deriv. da avidus avido.
àvido, agg. Che desidera qualcosa con eccessiva intensità. ~ ingordo. <> moderato. 
  agg. 1 avid. 2 (bramoso) eager. 3 (vorace) greedy.
avière, sm. Militare appartenente all'aviazione.
avifàuna, sf. L'insieme degli uccelli della regione.
Avigliàna Comune in provincia di Torino (10.032 ab., CAP 10051, TEL. 011). Località nella val di Susa. Vi si trovano le chiese di San Pietro e San Giovanni, in stile romanico-gotico, costruite tra il XIII e il XV sec. Gli abitanti sono detti Aviglianesi.
Avigliàno Comune in provincia di Potenza (11.761 ab., CAP 85021, TEL. 0971). Centro industriale (cartiere) e dell'artigianato (lavorazione del legno e del ferro battuto). Vi si trova la chiesa di Santa Maria, del XVII sec., e, nelle vicinanze, il castello di Lagopesole, del XIII sec. Gli abitanti sono detti Aviglianesi.
Avigliàno Ùmbro Comune in provincia di Terni (2.315 ab., CAP 05020, TEL. 0744).
Avignóne Città (86.900 ab.) della Francia meridionale, capoluogo del dipartimento di Vaucluse, in Provenza, sulla sinistra del fiume Rodano. È uno dei maggiori centri di produzione di vino in Francia e polo commerciale per frutta e ortaggi. Sono presenti industrie tessili, chimiche, metalmeccaniche e delle calzature. È sede di un'università, di numerosi musei e di un orto botanico. Vi si trova il palazzo dei Papi in stile gotico che risale al periodo della cosidetta cattività avignonese. Importanza notevole ha anche la cattedrale tardo-romanica di Notre-Dame-des-Doms del XII sec. È nota in tutto il mondo per il Festival Teatrale che vi svolge ogni estate. Fondata dai Galli, divenne una colonia romana. Passata sotto diverse dominazioni è stata annessa alla Francia verso la fine del 1700. 
Cattività avignonese 
Periodo (1307-1397) in cui la città fu residenza papale. Il francese Bertrand de Goth, salito al soglio pontificio nel 1304 come Clemente V, prese la decisione di trasportare la sede del papato ad Avignone; questa sede, che inizialmente doveva essere provvisoria, fu adottata anche dai suoi successori, per un periodo di settant'anni. L'intento del papa era quello di rimanere vicino alla corte francese, per evitare che si svolgesse il processo intentato da Filippo il Bello alla memoria di Bonifacio VIII per lo schiaffo di Anagni.
Ávila Città della Spagna (47.000 ab.) sul fiume Adaja nella Castiglia-Léon, capoluogo della provincia omonima (174.000 ab., 8.048 km2). Fu colonia romana; dal 714 all'XI sec. fu occupata dai musulmani.
Àvio Comune in provincia di Trento (3.752 ab., CAP 38063, TEL. 0464).
avio- Prefisso che esprime un rapporto con la navigazione aerea.
aviocistèrna, sf. Aereo per il trasporto di carburante, utilizzato per rifornire altri aerei in volo.
aviogètto, sm. Aeroplano dotato di motore a reazione. ~ reattore, jet.
aviolìnea, sf. Linea percorsa da aerei che effettuano servizio di trasporto civile.
aviònica, sf. Settore dell'elettronica relativo alla progettazione e alla produzione di apparecchiature aeronautiche.
avioradùno, sm. Raduno aviatorio.
avioriméssa, sf. Capannone per il ricovero degli aeromobili. ~ hangar.
aviosbàrco, sm. Lancio di paracadutisti e di truppe aerotrasportate in territorio nemico.
aviotrasportàre, v. tr. Aerotrasportare.
aviotraspòrto, sm. Aerotrasporto.
AVIS Sigla di Associazione Volontari Italiani del Sangue.
Avìse Comune in provincia di Aosta (322 ab., CAP 11010, TEL. 0165).
Avìsio Torrente (87 km) del Trentino-Alto Adige.
avitaminòsi, sf. Sindrome causata da mancanza di vitamine.
avìto, agg. Degli avi, ereditato dagli avi. ~ ereditario, ancestrale.
Avìto, Màrco Mecìlio Epàrchio (?-456) Di origine gallica, imperatore romano d'occidente dal 455 al 456. Deposto dal senato, si oppose ma venne ucciso da Ricimero, un suo generale.
àvo, sm. Specialmente al plurale, antenato. ~ progenitore. <> discendente. 
  lat. avus.
avocàdo, sm. invar. Frutto dell'albero omonimo. 
  sm. avocado.
avocàre, v. tr. Chiamare a sé. ~ assumere. <> demandare.
avocatòrio, agg. Relativo all'avocazione.
avocazióne, sf. 1 Assunzione su di sé. 2 Attribuzione di beni, che lo stato si riserva a termini di legge.
avocétta, sf. Uccello (Recurvirostra avocetta) della famiglia dei Recurvirostridi e dell'ordine dei Caradriformi. Di colore bianco e nero, è dotata di un becco ricurvo verso l'alto. Vive in Eurasia e in Africa.
Avogàdro, Amedèo (Torino 1776-1856) Chimico e fisico. Il suo notevole contributo al progresso della fisica moderna è testimoniato dalla legge (1811) che da lui prende il nome: volumi uguali di gas, alle stesse condizioni di temperatura e pressione, racchiudono lo stesso numero di molecole (detto numero di Avogadro). 
Numero di Avogadro. Numero di molecole contenute in una grammomolecola di una qualsiasi sostanza. Si riferisce anche al numero di atomi contenuti in un grammoatomo di un elemento chimico. Tale numero è pari a 6,02252 · 1023.
avoirdupois, sm. invar. Sistema di unità di misura per i pesi in uso in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, la cui unità fondamentale è la libbra.
Àvola Comune in provincia di Siracusa (42.000 ab., 40 m, CAP 96012, TEL. 0931) presso la costa settentrionale del golfo di Noto. La città odierna fu riedificata dopo essere stata rasa al suolo dal terremoto del 1693. È uno dei maggiori centri siciliani per la produzione ed esportazione delle mandorle.
Avolàsca Comune in provincia di Alessandria (329 ab., CAP 15050, TEL. 0131).
Avon Contea (973.000 ab.) della Gran Bretagna sudoccidentale, capoluogo Bristol. È attraversata dal fiume omonimo. Divisa in sei distretti, offre luoghi di interesse paesaggistico (la gola di Avon), di villeggiatura lungo la costa, l'elegante località turistica di Bath e vaste zone agricole. Importante e molto trafficato è il porto e il cantiere navale di Avonmouth. Agricoltura, pesca, industrie chimiche, alimentari ed estrazione del carbone sono le principali risorse economiche.
avòrio, sm. È la sostanza di cui sono composte le zanne dell'elefante, dell'ippopotamo, del tricheco, e il canino sinistro del narvalo. È composto per il 60% di sali minerali (fosfato tricalcico) e per il 40% di materia organica. Il suo valore dipende dalla durezza, dalla compattezza, dal colore e dalla provenienza. 
Fu usato sin dai tempi più remoti, grazie alla sua resistenza, per la costruzione di oggetti ornamentali e di utilità pratica. Nel periodo storico, nell'antico Egitto, in Siria nei centri di Megiddo e Biblo, vennero prodotti oggetti di ogni genere. Grazie ai fenici fu diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo. Sono stati scoperti anche molti cimeli nelle tombe di Micene, di Sparta, di Cnosso. Esempi sono le piccole statue in avorio incastonato d'oro del Saltatore di Cnosso e i Fanciulli di Paleocastro a Creta. Con gli scavi di Nimrud si scoprirono rilievi di decorazione in stile siro-fenicio, che risalgono al IX sec. a. C. In Grecia, oltre a essere usato per ornamenti, veniva unito all'oro per realizzare enormi statue chiamate criselefantine; in questa tecnica s'impegnarono artisti come Fidia. Figure femminili di finissimo intaglio che appartenevano al VII sec. a. C., furono scoperte nel santuario di Artemide a Efeso. Gli Etruschi usavano l'avorio per ornamenti; un esempio sono le tavolette intagliate di Orvieto e Tarquinia, del VI e V sec. a. C. Molti dittici sono vere e proprie opere d'arte per i pregevoli intarsi. I più celebri sono quelli di Esculapio (IV-V sec. d. C.), di Probo (V sec.), i Simmarchi e Nicomachi (IV sec.). Un vero capolavoro è la cattedra del vescovo Massimiano a Ravenna del VI sec., ricoperta da pannelli in avorio intagliato. 
A Costantinopoli era molto apprezzato l'avorio di tricheco e veniva importato da mercati scandinavi; era diffuso maggiormente tra i musulmani che lo ritenevano una sostanza magica che utilizzavano per else di spada e pugnali. Il gusto e lo stile della lavorazione dell'avorio si svilupparono nel periodo gotico; note furono le sculture a tutto tondo di immagini sacre, per esempio le Madonne della Sainte Chapelle di Parigi e di Villeneuve-les-Avignons e i trittici. Un altro capolavoro, ricco di intagli è l'Incoronazione della Vergine di scuola francese del XIII sec. (Louvre). La produzione dei polittici erbunei fu molto diffusa in Germania, Francia e nelle Fiandre. In Italia nel '400 nella celebre bottega Embriachi di Firenze e a Venezia si produssero raffinati cofanetti, dittici, trittici e altaroli per uso sacro e profano. Ricordiamo il dossale d'altare della Certosa di Pavia. Del rinascimento possiamo citare opere come il trittico della scuola fiorentina del Louvre, il reliquiario della cattedrale di Graz in Austria e il Trionfo d'Amore del Museo Nazionale di Firenze. Nell'età barocca veniva usato per la preparazione di vasi, trionfi da tavolo, boccali lavorati a tornio, cornici, piatti, candelabri, strumenti scientifici e per la duplicazione di opere d'arte pittorica come i bassorilievi di Gerhald van Opstal (Museo del Louvre a Parigi), di Lucas Faidherbe (Museo del Prado a Madrid) e quelli di Francis van Bossuit. 
Nel '700 l'avorio venne spesso impiegato con la madreperla per le applicazioni a intarsio per vassoi, suppellettili e in particolare nella mobilia. 
Si produssero oggetti in avorio spesso montati in ebano o argento come tabacchiere, ventagli, posate e ritratti a medaglione. Note le scuole di Ulma, Dresda e Norimberga. I maggiori centri di lavorazione in Francia furono Dieppe e Saint Claude, attivo fino al secolo scorso. Tra i migliori ritrattisti, Michael Hammer e la famiglia francese Rosset de Saint Claude e in Italia Antonio Leoni e Giovan Battista Pozzo. Nell''800 la lavorazione artigianale dell'avorio decadde. Nel nostro secolo i prodotti sintetici hanno sostituito l'avorio imitandone colore, resistenza ed elasticità. 
In Oriente invece è ancora oggi un importante prodotto di artigianato. In India vengono fabbricati pettini, monili, coltelli e piccole statue di divinità talvolta colorate come quelle di Hyderabad. In Birmania, il centro principale di produzione d'avorio è Moulmein e ha come caratteristica l'incisione di motivi ornamentali vegetali e animali sull'intera zanna. L'avorio di tricheco è utilizzato in Cina, dove vengono riprodotte soprattutto immagini sacre e monili. In Giappone con l'avorio si fanno giocattoli, monili istoriati, suppellettili e fermagli (netsuke). La produzione artigianale islamica ebbe sviluppo in Spagna, dove troviamo il cofanetto della cattedrale di Pamplona nel 1005 d. C. e la pisside di Zamora, oggi custodita al Museo Archeologico di Madrid. 
  sm. ivory. 
  lat. eboreus, deriv. da ebur,-oris.
Avril, Jane (Parigi 1868-1943) Nome d'arte della ballerina francese di café-chantant Jeanne Richepin. Immortalata dal pittore Toulouse-Lautrec in numerosi disegni e manifesti, si esibì nel famoso Moulin Rouge ed ebbe una grande notorietà verso la fine del secolo.

avulsióne, sf. Estirpazione, asportazione per strappamento. 
Si tratta di un tipo particolare di lesione nella quale viene strappata via o asportata una porzione di cute e di tessuto. Si localizza con maggior frequenza all'orecchio e al naso, quando una parte di essi viene strappata (per esempio in seguito a morsi di animale) o tagliata via (per esempio esiti di traumi). Un particolare tipo di avulsione è rappresentato dalla cosiddetta avulsione del guanto: consiste in un infortunio sul lavoro, nel quale una mano resta incastrata in un cilindro rotante, per cui la cute viene strappata via come un guanto. La parte di cute e tessuti avulsi quasi certamente si troverà sul luogo dell'incidente. Ricercarla e recuperarla, per trasportarla in ospedale insieme all'infortunato. 
In caso di avulsione, innanzi tutto occorre proteggere le proprie mani dal contatto diretto col sangue, quindi, se possibile, indossare i guanti. Esaminare l'infortunato per verificare se necessiti di manovre rianimatorie, nel caso in cui il trauma abbia prodotto danni rilevanti; in tal caso queste assumono la precedenza rispetto al trattamento dell'avulsione. Esaminare quindi la ferita. Se i lembi di tessuto strappato sono ancora attaccati al corpo bisognerà, prima di tutto, eliminare dalla ferita eventuali frammenti; poi, con la massima delicatezza, riportare in posizione la cute e i tessuti strappati. Quindi occorre arrestare o limitare l'emorragia, se si verificasse.
avùlso, agg. Staccato, isolato, estraneo. ~ separato. <> pertinente.
Avvakum, Petrovic (Grigorovo, Niznij Novgorod 1620-Arcangelo 1682) Memorialista russo. Tra le opere Vita del protopope Avvakum raccontata da lui stesso (1672-1675).
avvalérsi, v. intr. pron. Valersi, servirsi. ~ giovarsi.
avvallaménto, sm. Abbassamento circoscritto del terreno. ~ depressione. <> dosso. 
  sm. 1 sinking. 2 (effetto) depression.
avvallàre, v. v. tr. 1 Far scendere a valle. 2 Dirigere verso il basso. 3 Sprofondare. ~ precipitare. 
v. intr. e intr. pron. 1 Scendere a valle. 2 Abbassarsi. ~ digradare.
avvallàrsi, v. intr. pron. Abbassarsi, affondarsi. ~ sprofondare.
avvallàto, agg. Che presenta avvallamenti.
avvaloràre, v. v. tr. Dare più valore o forza. ~ comprovare. <> inficiare. 
v. intr. pron. Acquistare valore, forza. 
  v. tr. to confirm. 
  da a-+ deriv. da valore.
avvampàre, v. intr. 1 Bruciare divampando. ~ accendersi. ~ spegnersi. 2 Risplendere come fiamma. ~ rosseggiare. 3 Arrossire. ~ imporporarsi. <> sbiancare. 
  v. intr. to flare up. 
  da a-+ deriv. da vampa.
avvantaggiàre, v. v. tr. Arrecare vantaggio. ~ agevolare. <> ostacolare. 
v. rifl. 1 Trarre vantaggio. ~ beneficiare. 2 Prevalere. ~ predominare. 3 Approfittare. ~ usufruire. 
  v. tr. to favour. v. rifl. to profit, to benefit. 
  da a-+ deriv. da vantaggio.
avvedérsi, v. intr. pron. Rendersi conto. ~ accorgersi.
avvediménto, sm. Prudenza nel comportarsi e nell'operare. ~ senno.
avvedutaménte, avv. In modo avveduto. ~ accortamente, oculatamente.
avvedutézza, sf. L'essere avveduto. ~ prudenza, accortezza.
avvedùto, agg. Assennato, accorto, attento. ~ prudente. <> sventato. 
  agg. 1 (prudente) wise. 2 (attento) shrewd.
avvelenaménto, sm. Effetto nocivo sull'organismo causato dall'introduzione di una sostanza venefica. L'avvelenamento di acque e sostanze alimentari è un crimine per il quale è prevista una pena che va da quindici anni all'ergastolo, nel caso in cui l'atto abbia causato la morte di una o più persone. 
  sm. poisoning. 
Molte sono le sostanze che possono produrre avvelenamento, non solo per ingestione, ma anche per inalazione e per contatto. Parecchie di queste sostanze tossiche sono sistemiche, cioè provocano danni a tutto l'organismo o a un intero apparato. Esse, per lo più, danneggiano il sistema nervoso centrale, oppure impediscono ai globuli rossi di trasportare l'ossigeno (come l'ossido di carbonio), o ancora ostacolano le reazioni chimiche che avvengono all'interno del nostro corpo. Il danno prodotto è più o meno rilevante in dipendenza del tipo di sostanza che l'ha provocato, della quantità della stessa, del modo in cui è stata assunta, del peso e dell'età della vittima ecc. È importante cercare di individuare il più presto possibile l'agente che ha provocato il danno e, nel caso si trattasse di un preparato a uso domestico o industriale o di un farmaco, recuperare l'etichetta dove siano specificati gli ingredienti. Nel frattempo telefonare al più vicino Centro Antiveleni comunicando il nome e gli ingredienti del prodotto che ha indotto l'avvelenamento, per avere indicazioni precise circa il modo di comportarsi. È opportuno anche osservare bene la vittima, le eventuali tracce di bruciature intorno alla bocca o sulla pelle, la presenza di macchie sugli abiti, l'odore dell'alito, la presenza di vomito, per riferire al Centro Antiveleni il maggior numero possibile di informazioni. Durante il trasporto presso un centro specializzato occorre prevedere la possibilità che il soggetto vomiti e dunque bisogna stenderlo su un fianco, mantenendogli il capo voltato lateralmente per facilitare la fuoriuscita del vomito che, se possibile, va raccolto e portato al Centro Antiveleni perché venga analizzato. 
Avvelenamenti per contatto 
Solitamente si distinguono due casi: per contatto cutaneo e per contatto oculare. 
Nel primo caso, bisogna innanzi tutto eliminare gli eventuali indumenti intrisi dell'agente irritante, avendo cura di non esporre le proprie mani al contatto con il prodotto. Proteggersi, quindi, con guanti o avvolgere le mani in panni. Eliminare anche scarpe, gioielli e orologi. Lavare per alcuni minuti le parti lese con acqua corrente. Solo nel caso in cui l'agente irritante sia rappresentato da sostanze oleose è possibile utilizzare del sapone. Consultare comunque il più vicino Centro Antiveleni. 
Nel secondo caso mantenere aperte le palpebre del soggetto e sciacquare il bulbo oculare con acqua, possibilmente corrente, avendo cura che la pressione dell'acqua non sia elevata. Si dovrebbe prelevare l'acqua con un tubo e farla scorrere dall'angolo interno dell'occhio verso quello esterno. Consultare quindi il più vicino Centro Antiveleni, evitando assolutamente, nel frattempo, di applicare colliri o pomate. 
Avvelenamenti per inalazione 
Le sostanze tossiche si presentano sotto forma di gas, vapori, spray. Ricordiamo il monossido di carbonio (gas di scarico delle automobili, di alcune stufe e prodotto, in piccole quantità, anche dal fumo di sigaretta), le esalazioni di alcuni prodotti usati nell'industria, gli insetticidi spray. È indispensabile allontanare il soggetto dal luogo dell'intossicazione, o quanto meno aerare il locale. Non si cerchi di fornire soccorsi a una persona in un ambiente saturo di veleni. Una volta trasportata la vittima in un ambiente non inquinato, se essa è priva di coscienza e necessita di rianimazione, occorre effettuare le opportune manovre, con precedenza rispetto a qualsiasi altro provvedimento. 
Avvelenamenti per ingestione 
Si tratta di infortuni cui vanno particolarmente soggetti i bambini, per cui si raccomanda di riporre sotto chiave i farmaci, i prodotti per la pulizia della casa, gli insetticidi ecc., per prevenire drammatiche conseguenze. Tra le cause più frequenti di avvelenamenti possiamo citare farmaci, antitarme (canfora, naftalina), caustici (detersivi, ammorbidenti, smacchianti, acido muriatico, varecchina, acquaragia ecc.), erbicidi, insetticidi, nicotina (nei mozziconi di sigaretta se succhiati o ingeriti), bacche, foglie, funghi. 
In generale si deve evitare l'assorbimento del tossico eliminandolo nel più breve tempo possibile. In alcuni casi è opportuno stimolare il vomito facendo bere al soggetto 1-2 bicchieri di acqua calda leggermente salata e poi stimolando il faringe con le dita o col manico di una posata. Questa operazione va però evitata in determinati casi: in soggetti privi di coscienza o a rischio di convulsioni; se il prodotto ingerito è una sostanza caustica o corrosiva o un derivato del petrolio, per il pericolo di provocare broncopolmoniti chimiche o ulteriori effetti caustici in altre zone dell'apparato digerente o respiratorio; in caso di ingestione di prodotti schiumogeni, per evitare che il soggetto ne aspiri provocandosi un'asfissia. In ogni caso, prima di tentare le manovre finalizzate alla stimolazione del vomito, sarebbe meglio consultare il Centro Antiveleni più vicino. Nei casi in cui il soggetto abbia ingerito sostanze per le quali sia controindicato stimolare il riflesso del vomito, il Centro Antiveleni indicherà quali antidoti somministrare.
avvelenàre, v. v. tr. 1 Uccidere col veleno. ~ assassinare. 2 Amareggiare. ~ turbare. <> rallegrare. 3 Infettare, inquinare. ~ intossicare. <> decontaminare, risanare. 
v. rifl. Ingerire sostanze velenose, uccidersi col veleno. ~ intossicarsi. 
  v. tr. to poison. 
  da a-+ deriv. da veleno.
avvelenàto, agg. 1 Velenoso. 2 Astioso, rancoroso, inviperito. ~ rabbioso.
avvelenatóre, sm. Criminale che attenta alla vita altrui col veleno.
avvenènte, agg. Bello. ~ attraente. <> brutto. 
  agg. charming, attractive.
avvenènza, sf. L'essere avvenente. ~ bellezza.
avveniménto, sm. 1 Fatto, vicenda. ~ episodio. 2 Evento di particolare rilievo. ~ circostanza, situazione. 
  sm. event.
avvenìre, sm. e v. sm. invar. Futuro. ~ domani. <> ieri, passato. 
v. intr. Accadere. ~ succedere. 
sm. future. 
v. intr. to occur, to happen. 
  da a-+ venire.
Avvenìre Quotidiano cattolico italiano. Nacque nel 1968 dalla fusione dell'Italia di Milano e del quotidiano cattolico bolognese l'Avvenire d'Italia.
avvenirìsmo, sm. Fiducia ottimistica nella realizzazione di progetti futuri.
avvenirìstico, agg. Che precorre il futuro. ~ futuribile. <> convenzionale, tradizionale. 
  agg. futuristic.
Avvenne ... domani (Ora x: colpo sensazionale) Film fantastico, americano (1944). Regia di René Clair. Interpreti: Dick Powell, Linda Darnell, Edgar Kennedy. Titolo originale: It Happened Tomorrow
avventàre, v. v. tr. 1 Scagliare con violenza. 2 Esprimere senza la dovuta ponderazione. 
v. rifl. Gettarsi con impeto contro qualcuno o qualcosa. ~ scagliarsi. <> trattenersi.
avventatàggine, sf. Mancanza di ponderazione nel parlare e nell'agire.
avventataménte, avv. In modo avventato. ~ sconsideratamente, incautamente.
avventatézza, sf. L'essere avventato. ~ leggerezza, sconsideratezza.
avventàto, agg. 1 Chi agisce o parla senza riflettere. 2 Che è fatto o detto senza riflettere. ~ precipitoso. <> riflessivo. 
  agg. reckless, rash.
avventìsta, agg., sm. e sf. Riferito a membro di una setta protestante che crede nell'imminente ritorno di Cristo sulla terra.
avventìzio, agg. e sm. agg. 1 Provvisorio. ~ temporaneo. <> fisso. 2 Venuto da fuori. 
sm. Chi è stato assunto in via temporanea. ~ precario. 
  agg. temporary, casual.
avvènto, sm. 1 Venuta. ~ arrivo. 2 Periodo iniziale dell'anno liturgico. 3 Ascesa a un'alta carica. 
  sm. advent. 
Nella religione cristiana è il periodo della durata di quattro settimane (sei nel rito ambrosiano e nella liturgia greca) che precede il Natale. Il termine deriva dal latino adventus, arrivo. È considerato periodo di penitenza come la Quaresima; in esso non si possono celebrare matrimoni. Contrassegna l'inizio dell'anno ecclesiastico.
avventóre, sm. Cliente di un negozio o di un locale pubblico. ~ habitué. 
  sm. customer.
avventùra, sf. 1 Avvenimento straordinario. abbiamo avuto diverse avventure durante il viaggio. 2 Iniziativa sconsiderata. 3 Breve relazione amorosa. ~ flirt. 4 Imprevisto. ~ traversia. 
  sf. 1 adventure. 2 (amorosa) affair, love affair. 
  franc. adventure, dal lat. adventura.
Avventura di un povero cristiano, L' Romanzo di I. Silone (1968).
Avventura novecentista, L' Saggio di M. Bontempelli (1938).
Avventura, L' Film drammatico, italiano (1959). Regia di Michelangelo Antonioni. Interpreti: Monica Vitti, Gabriele Ferzetti, Lea Massari.
avventuràre, v. v. tr. 1 Tentare la sorte. ~ azzardare. 2 Dare fortuna. 
v. intr. pron. 1 Mettersi in pericolo. ~ arrischiarsi. 2 Spingersi in luoghi pericolosi o non conosciuti. ~ inoltrarsi.
avventuràrsi, v. rifl. 1 Arrischiarsi. ~ osare. 2 Spingersi. ~ inoltrarsi. 
  v. rifl. to venture.
avventuràto, agg. Fortunato.
Avventure del barone di Münchhausen => "Storia dei meravigliosi viaggi e delle campagne di Russia del barone di Münchhausen"
Avventure del Capitano Hornblower, il temerario, Le Film d'avventura, americano (1951). Regia di Raoul Walsh. Interpreti: Gregory Peck, Virginia Mayo. Titolo originale: Captain Horatio Hornblower
Avventure di Bianca e Bernie, Le Film d'animazione, americano (1977). Regia di Wolfgang Reitherman, John Lounsbery, Art Stevens. Titolo originale: The Rescuers
Avventure di caccia del professor De Paperis, Le Film d'animazione, americano (1963). Regia di Wolfgang Reitherman.
Avventure di Gordon Pym, Le Romanzo di E. A. Poe (1838).
Avventure di Huckleberry Finn, Le Romanzo di M. Twain (1884). Talora indicato come il primo romanzo americano, le Avventure di Huckleberry Finn può essere letto su diversi livelli. In superficie è un romanzo di tipo picaresco nel quale il giovane Huck Finn riferisce le sue avventure mentre discende il corso del fiume Mississippi su una zattera insieme a uno schiavo fuggiasco di nome Jim. A un altro livello rappresenta una satira della società e delle costrizioni della civiltà, alle quali sia Huck sia Jim tentano di sfuggire. Simbolicamente, Huckleberry Finn diventa uno studio dell'indifferenza della natura; il fiume, come la società, ora è benevolo ora è maligno, ma sempre capriccioso. Il libro presenta una sorta di conclusione aperta, perché il protagonista non si adatta alla vita sedentaria, ma medita una nuova fuga dalla civiltà. Un aspetto significativo del libro è la padronanza dell'autore nell'uso del dialetto.
Avventure di Oliver Twist, Le Romanzo di Ch. Dickens (1837). 
Avventure di Oliver Twist, Le Film d'avventura, britannico (1947). Regia di David Lean. Interpreti: Robert Newton, Alec Guinness. Titolo originale: Oliver Twist
Avventure di Peter Pan, Le Film d'animazione, americano (1952). Regia di Walt Disney. Titolo originale: Peter Pan
Avventure di Pinocchio, Le Romanzo di Carlo Collodi (1883). Da sempre un classico della letteratura per ragazzi, Le avventure di Pinocchio furono pubblicate inizialmente nel 1880 a puntate su una rivista e apparvero sotto forma di libro tre anni più tardi. Già nel 1892 ne venne fatta una traduzione in inglese. 
Il nome Pinocchio deriva dal fatto che, per costruire il burattino, il padre falegname Geppetto ha utilizzato un tronco di pino. Il burattino si distingue subito per essere animato e dotato di un naso che ha la proprietà di allungarsi ogni volta che Pinocchio dice una bugia. Dopo innumerevoli peripezie (tra le quali quelle con il Gatto e la Volpe, con il burattinaio Mangiafuoco, il viaggio nel Paese dei Balocchi con l'amico Lucignolo e la trasformazione in asino, la fuga a nuoto e l'incontro del padre nel ventre di un pescecane) alla fine mette la testa a posto e si trasforma in ragazzo. Classificato fin dalla sua pubblicazione come libro per bambini, di recente è stato oggetto di vari studi che ne hanno analizzato tutti gli elementi, compresi il quadro sociale delineato.
Avventure di Rocambole, Le Romanzo di P. A. Ponson du Terrail (1859).
Avventure di Roderick Random, Le Romanzo di T. Smollet (1748).
Avventure di Sherlock Holmes, Le Racconti di A. C. Doyle (1892). Il più famoso investigatore della letteratura fu creato da Sir Arthur Conan Doyle nel racconto Uno studio in rosso del 1887. Le sue imprese, narrate dal dottor John H. Watson, che condivideva le stanze con Sherlock Holmes al numero 221B di Baker Street a Londra, furono continuate in quattro lunghi racconti: Il segno dei quattro del 1890, Le memorie di Sherlock Holmes del 1894, Il mastino dei Baskerville del 1902 e le Avventure di Sherlock Holmes del 1903 e da altri volumi di racconti brevi. I metodi di Holmes sono basati sull'osservazione di particolari minuti e apparentemente insignificanti che gli consentono di risolvere i misteri più ingarbugliati con il ragionamento deduttivo. La figura dell'investigatore che con la sua eccezionale capacità logica riesce a dipanare tutti i casi è una creazione che ha le sue radici nel positivismo ottocentesco e nella fiducia cieca nella forza della scienza. Del resto, Conan Doyle era laureato in medicina, come John Watson, mentre lo stesso Sherlock Holmes mostra notevoli conoscenze mediche. Forse la razionalità e l'asetticità che dominano anche le avventure più complicate, sempre accompagnate da una saggezza che si esprime per aforismi, sono gli elementi che hanno attratto e continuano ad attrarre una folla di lettori a un genere che è ritenuto un figlio minore della letteratura. I romanzi di Sherlock Holmes hanno ispirato un'immensa massa di studi, oltre a numerosi film.
Avventure di Sinhue Racconto di anonimo (ca. 2100-1700 a. C.).
Avventure di Telemaco, Le Romanzo di F. Fénelon (1699).
Avventure di Tom Sawyer, Le Romanzo di M. Twain (1884). Nell'opera aleggia lo spirito di avventura dei ragazzi che vivono in una piccola città lungo il fiume Mississippi. In disaccordo con la zia Polly e la sua amica Becky Thatcher, Tom Sawyer si getta in una serie di avventure, che iniziano quando lui e Huck Finn sono testimoni di un delitto commesso dal meticcio Injun Joe. I ragazzi fuggono su un'isola vicina, e successivamente partecipano al loro funerale, celebrato quando i concittadini li credono morti. Dopo la testimonianza cruciale di Tom al processo contro un innocente, la sua riconciliazione con la zia, Tom e Becky scompaiono in una grotta nella quale Injun Joe è in agguato. Il successo delle Avventure di Tom Sawyer ispirò l'autore a scriverne la continuazione in tre altri libri, dei quali solo Le avventure Huckleberry Finn fu in grado di rinnovare il successo iniziale.
Avventure di Ulisse, Le Film d'avventura, italiano (1969). Regia di Franco Rossi. Interpreti: Bekim Fehmiu, Irene Papas, Renaud Verley.
Avventure di un giovane, Le Film d'avventura, americano (1962). Regia di Martin Ritt. Interpreti: Richard Beymer, Paul Newman, Jessica Fandy. Titolo originale: Hemingway's Adventures of a Young Man
Avventure letterarie d'un giorno Opera di critica letteraria di P. Borsieri (1816).
Avventurieri dell'aria (Eroi senza gloria) Film drammatico, americano (1939). Regia di Howard Hawks. Interpreti: Jean Arthur, Cary Grant, Rita Hayworth. Titolo originale: Only Angels Have Wings
avventurièro, agg. e sm. Detto di persona priva di scrupoli. ~ imbroglione. <> galantuomo. 
  sm. adventurer.
avventurìsmo, sm. In politica, la tendenza di chi intraprende azioni spregiudicate e rischiose.
avventurìstico, agg. Improntato ad avventurismo. ~ irresponsabile.
avventurosaménte, avv. In modo avventuroso.
avventuróso, agg. 1 Pieno di avventure. ~ movimentato, interessante. <> monotono. 2 Rischioso. ~ pericoloso. <> sicuro. 3 Travagliato. ~ difficile. <> facile. 
  agg. adventurous.
avveraménto, sm. L'avverarsi.
avveràre, v. v. tr. Rendere vero, reale. 
v. intr. pron. Diventare vero; verificarsi, concretizzarsi. ~ realizzarsi. 
  v. intr. pron. to be fulfilled, to come true. 
  da a-+ deriv. da vero.
avverbiàle, agg. 1 Dell'avverbio. 2 Con funzione di avverbio.
avvèrbio, sm. Parte invariabile del discorso che modifica in vario modo il senso di un verbo, un aggettivo o un altro avverbio; per esempio avverbio di modo, attentamente, di tempo, ora, dopo
  sm. adverb. 
  lat. adverbium, comp. da ad-+ verbum che sta accanto al verbo.
avversàre, v. tr. Essere contrario; osteggiare, contrariare. ~ ostacolare. <> agevolare. 
  lat. adversari, deriv. da adversus avverso.
avversàrio, agg. e sm. agg. Che si oppone. 
sm. La persona o la parte avversa in una contesa; rivale, oppositore, antagonista. ~ nemico. <> amico, alleato. 
  agg. opposing. sm. adversary, opponent.
avversatìvo, agg. Che serve a contrapporre.
avversióne, sf. Forte antipatia; odio, ostilità. ~ idiosincrasia. <> simpatia. 
  sf. dislike. 
  lat. adversio,-onis.
avversità, sf. Evento avverso. ~ sventura, disgrazia. <> fortuna. 
  sf. 1 adversity. 2 (sfortuna) misfortune.
avvèrso, agg. e prep. agg. 1 Decisamente o chiaramente contrario. ~ ostile. <> favorevole. 2 Che è di fronte. ~ opposto. 
prep. In opposizione. ~ contro. 
  agg. 1 adverse. 2 (contrario) contrary, opposed. 3 (sfavorevole) unfavourable.
avvertènza, sf. 1 Prudenza. ~ attenzione. <> imprudenza. 2 Al plurale, istruzioni per l'uso. 3 Avviso. ~ avvertimento. 
  sf. 1 (avvertimento) caution, warning. 2 (cautela) care, attention. 3 (istruzioni) pl. instructions.
avvertìbile, agg. Che può essere avvertito. ~ percepibile. <> inavvertibile, impercepibile.
avvertiménto, sm. 1 L'avvertire. ~ avviso. 2 Intimidazione. ~ minaccia. 
  sm. warning.
avvertìre, v. tr. 1 Avvisare. ~ informare. LOC: furono avvertiti della necessità dell'immediata evacuazione. 2 Sentire, notare, avvedersi, accorgersi. ~ percepire. avvertì quell'aria di cambiamento. 3 Consigliare. ~ ammonire. fu avvertito di non fidarsi di quella persona 
  v. tr. 1 (avvisare) to warn. 2 (informare) to inform, to notify. 3 (percepire) to feel. 4 (udire) to hear. 
  lat. advertere.
avvertitaménte, avv. Di proposito. ~ intenzionalmente.
avvezzàre, v. v. tr. Abituare. ~ educare. <> disabituare. 
v. rifl. Abituarsi. ~ assuefarsi.
avvézzo, agg. 1 Assuefatto. ~ abituato. 2 Esperto. ~ allenato. <> digiuno. 
  agg. used to, accustomed.
avviaménto, sm. 1 Valore di un'azienda calcolato in base al volume degli affari. 2 Fase di messa in moto. ~ accensione. <> arresto. 3 Istruzione. ~ preparazione. 
  sm. 1 (azione) starting. 2 (effetto) start. 3 (attività commerciale) goodwill.
avviàre, v. v. tr. 1 Mettere su una via. ~ indirizzare. lo avviarono alla pratica delle arti marziali. 2 Mettere in moto, accendere, innestare. ~ attivare. <> arrestare. avviare un motore. 3 Iniziare. ~ intraprendere. 
v. intr. pron. 1 Dirigersi. avviarsi al lavoro. 2 Mettersi in moto. ~ incamminarsi. 3 Andare via. ~ andarsene. 4 Prepararsi. ~ formarsi. 
  v. tr. 1 to direct. 2 (attività) to start, to begin. 3 (motore) to start. v. intr. pron. (dirigersi) to set out, to set off. 
  da a-+ deriv. da via.
avviàto, agg. Detto di impresa commerciale o di esercizio professionale attivo, prospero.
avviatóre, agg. e sm. (f.-trìce) 1 Che, chi avvia. 2 Di dispositivo di avviamento di un motore elettrico, a scoppio o a reazione.
avvicendaménto, sm. 1 L'avvicendare, l'avvicendarsi. ~ alternanza. 2 Il succedersi ciclico di determinate colture sullo stesso terreno. ~ rotazione.
avvicendàre, v. v. tr. Alternare periodicamente. 
v. rifl. rec. Darsi il cambio. ~ succedersi, scambiarsi. 
  v. tr. e v. rifl. to alternate.
avvicinàbile, agg. Che si può avvicinare.
avvicinaménto, sm. L'avvicinare, l'avvicinarsi. 
  sm. approach.
avvicinàre, v. v. tr. 1 Mettere vicino. ~ accostare. <> intervallare. 2 Equiparare, paragonare. ~ confrontare. 3 Contattare. ~ abbordare. 
v. intr. pron. o rifl. Farsi vicino, accostarsi. ~ approssimarsi. <> allontanarsi. 
  v. tr. 1 to bring near, to draw near. 2 (contattare una persona) to approach. v. intr. pron. e rifl. to draw near, to approach. 
  da a-+ deriv. da vicino.
avvilènte, agg. Che avvilisce, che rattrista o umilia. 
  agg. 1 discouraging, disheartening. 2 (umiliante) humiliating.
avviliménto, sm. L'avvilire e l'avvilirsi, stato di chi è avvilito. ~ demoralizzazione, sconforto. <> sollievo, ottimismo.
avvilìre, v. v. tr. 1 Rendere vile. ~ degradare. 2 Umiliare, mortificare, abbattere, deprimere. ~ demoralizzare. <> incoraggiare. 
v. intr. pron. 1 Abbattersi, disanimarsi, demoralizzarsi. ~ scoraggiarsi. 2 Prostrarsi. ~ umiliarsi. 
  v. tr. 1 to discourage, to dishearten. 2 (umiliare) to humiliate. v. intr. to lose heart. 
  da a-+ deriv. da vile.
avvilìto, agg. Scoraggiato, depresso. ~ abbattuto. <> rinfrancato. 
  agg. discouraged, disheartened.
avviluppaménto, sm. 1 L'avviluppare, l'avvilupparsi. ~ garbuglio. 2 Intrigo. ~ confusione.
avviluppàre, v. v. tr. 1 Aggrovigliare. ~ ingarbugliare. <> sbrogliare. 2 Avvolgere tutt'intorno. ~ fasciare. 
v. intr. pron. o rifl. 1 Avvolgersi. ~ fasciarsi. 2 Aggrovigliarsi. ~ ingarbugliarsi. <> districarsi. 
  v. tr. 1 to wrap up. 2 (ingarbugliare) to entangle.
avvinàre, v. tr. 1 Versare il vino. ~ mescere. 2 Mescolare con vino. 3 Riempire di vino.
avvinazzàre, v. v. tr. Far ubriacare. ~ inebriare. 
v. intr. Diventare rosso come il vino. 
v. rifl. Ubriacarsi. ~ sborniarsi.
avvinazzàrsi, v. rifl. Riempirsi di vino. ~ ubriacarsi.
avvinazzàto, agg. e sm. agg. Che ha bevuto tanto vino. ~ alticcio. <> sobrio. 
sm. Ubriaco. ~ beone. <> astemio. 
  agg. drunk.
avvincènte, agg. Affascinante, entusiasmante, trascinante. ~ appassionante. 
  agg. 1 fascinating, engaging. 2 (appassionante) captivating.
avvìncere, v. tr. 1 Affascinare, interessare, appassionare. ~ attrarre. 2 Abbracciare. ~ stringere. <> sciogliere. 
  v. tr. to enthral, to charm.
avvincigliàre, v. tr. Legare. ~ stringere.
avvinghiàre, v. v. tr. Cingere strettamente. 
v. rifl. e rifl. rec. Stringersi con forza; appigliarsi. ~ avviticchiarsi. <> svincolarsi. 
  v. tr. to clasp. v. rifl. to cling to.
avvìo, sm. Avviamento. ~ inizio. <> fine. 
  sm. beginning, start.
avvisàglia, sf. 1 Scontro tra pochi armati. 2 Sintomi iniziali; segnale, indizio, preavviso. ~ sintomo.
avvisàre, v. tr. 1 Informare, comunicare, segnalare. ~ avvertire. <> tacere. 2 Mettere in guardia. ~ consigliare. 
  v. tr. 1 (informare) to inform. 2 (mettere in guardia) to warn.
avvisatóre, sm. 1 Chi avvisa. 2 Qualsiasi apparecchio che dia segnali di avvertimento.
avvìso, sm. 1 Avvertimento. ~ monito. dovette considerarlo come un avviso. 2 Informazione, annuncio. ~ notizia. avviso di garanzia, inviato dal tribunale a una persona per informarla che si stanno facendo delle indagini nei suoi confronti. 3 Foglio riportante notizie a carattere ufficiale. ~ comunicato. 4 Affisso, bando, manifesto. ~ cartello. 
  sm. 1 warning. 2 (annuncio) announcement, notice. 
  franc. avis, dalla locuzione latina mihi est ad visum, è a me di opinione.
avvistaménto, sm. L'avvistare, l'essere avvistato.
avvistàre, v. tr. Vedere da lontano. ~ scorgere. 
  v. tr. to sight. 
  da a-+ deriv. da vista.
avvitaménto, sm. 1 L'avvitare, l'avvitarsi. 2 Rotazione del corpo intorno al suo asse longitudinale. 3 Rotazione di un aereo in picchiata su se stesso.
avvitàre, v. v. tr. 1 Introdurre e serrare una vite. <> svitare. 2 Serrare fortemente. avvitare la serratura. 3 Cucire un abito in modo che presenti una vita molto stretta. 
v. rifl. Di aerei, discendere precipitosamente a vite. 
  v. tr. to screw, to screw down. 
  da a-+ deriv. da vite.
avvitàto, agg. Stretto, aderente in vita.
avvitatrìce, sf. Macchina utensile portatile per avvitare e svitare.
avviticchiàre, v. v. tr. Avvolgere, stringere intorno tenacemente a più riprese. 
v. intr. pron. o rifl. Avvinghiarsi.
avvitìre, v. tr. Mettere a viti un podere.
avvivaménto, sm. L'avvivare.
avvivàre, v. tr. Dar vita. ~ ravvivare.
avvizziménto, sm. L'avvizzire.
avvizzìre, v. intr. Appassire, inaridire, invecchiare. ~ seccare. <> fiorire, sbocciare. 
  v. intr. to wither.
avvizzìto, agg. Vizzo, appassito. ~ sfiorito. <> rigoglioso, fresco.
avvocàta, sf. Colei che protegge, che intercede.
avvocatésco, agg. Da avvocato.
avvocatéssa, sf. 1 Donna avvocato. 2 donna ciarliera e intrigante.
avvocàto, sm. 1 Figura professionale che assiste la parte in giudizio, grazie a un mandato ottenuto dal cliente, producendone le ragioni sia per iscritto sia oralmente. ~ legale. 2 Difensore. ~ paladino. 
  sm. lawyer, advocate. 
  lat. advocatus, p.p. di advocare chiamare. 
Nelle cause penali si chiama difensore; questa figura si distingue da quella del procuratore che può solo rappresentare i suoi clienti.
avvocatùra, sf. 1 La professione dell'avvocato. si diede all'avvocatura. 2 La professione degli avvocati che esercitano in un determinato circondario. avvocatura dello Stato, insieme degli avvocati che difendono gli interessi delle amministrazioni dello Stato.
avvolgènte, agg. 1 Che aggira. 2 Avvincente, affascinante.
avvòlgere, v. v. tr. 1 Volgere intorno. ~ arrotolare. gli avvolse il fazzoletto attorno alla gola. 2 Circondare. ~ cingere. avvolgere il nemico. 3 Incartare, impacchettare. ~ imballare. <> svolgere. 4 Ammantare. ~ coprire. 
v. rifl. Arrotolarsi. ~ avvilupparsi. il rampicante si avvolgeva all'albero. 
  v. tr. 1 to roll up. 2 (avviluppare) to wrap up, to envelop. v. rifl. to wrap oneself up. 
  lat. advolvere.
avvolgìbile, sm. Serranda a stecche articolate, che si solleva avvolgendosi su un rullo. ~ tapparella. 
  sm. roller blind.
avvolgiménto, sm. 1 L'avvolgersi, l'avvolgere, l'essere avvolto. 2 Filo conduttore con rivestimento isolante, avvolto su una bobina. 3 Manovra per sorprendere il nemico alle spalle.
avvolgitóre, agg. e sm. agg. Che avvolge. 
sm. Apparecchio per caricare le bobine delle pellicole cinematografiche.
avvolgitrìce, sf. Macchina per la costruzione degli avvolgimenti delle macchine elettriche.
avvoltàre, v. tr. Avvolgere, avviluppare, incartare. ~ impacchettare.
avvolticchiàre, v. tr. Arrotolare in modo fitto e intricato.
avvoltóio, sm. 1 Denominazione comune di vari Uccelli dei Falconiformi, caratterizzati da testa e collo nudi. 2 Persona avida e rapace. ~ sciacallo. 
  sm. vulture. 
Avvoltoio monaco 
Uccello (Aegypius monachus) della famiglia degli Accipitridi e dell'ordine dei Falconiformi. Di colore scuro, con il collo privo di piumaggio, vive nei paesi mediterranei e nell'Asia Minore. Si nutre di carogne.
avvoltolàre, v. v. tr. Avvolgere alla peggio. ~ incartare. 
v. rifl. Rotolarsi.
Awaji Isola (200.000 ab.) del Giappone, nella prefettura di Hyogo.
Ayacucho Città (115.000 ab.) del Perú, capoluogo del dipartimento omonimo.
Ayas Comune in provincia di Aosta (1.266 ab., CAP 11020, TEL. 0125).
Ayas, val d' Valle delle Alpi Pennine che dal colle della Cima Bianca sbocca a Verrès nella Val d'Aosta. È percorsa dal torrente Evaçon. Il turismo estivo e invernale, concentrato specialmente a Champoluc e Brusson, rappresenta la maggiore risorsa della valle.
ayatollah, sm. invar. Interprete del Corano. Rappresenta il secondo grado della gerarchia sciita musulmana.
Aydin Città (107.000 ab.) della Turchia, nell'Anatolia, capoluogo della provincia omonima.
ayè-ayè, sm. invar. Proscimmia (Daubentonia madagascariensis) appartenente alla famiglia dei Daubentonidi, presente in limitate aree forestali del Madagascar. Grande all'incirca come un gatto, ha muso corto, occhi assai grandi e una lunga coda; conduce vita notturna e si ciba di vegetali.
ayllu, sm. invar. Presso le antiche popolazioni andine, insieme di famiglie che condividevano la terra e i suoi prodotti.
Aylwin, Patricio (Viña del Mar 1918-) Politico cileno, leader della Democrazia cristiana, fu il primo presidente eletto dopo il regime di Pinochet (1990-1994).
Aymavilles Comune in provincia di Aosta (1.653 ab., CAP 11010, TEL. 0165).
ayuntamiento, sm. invar. 1 Municipalità cittadina spagnola o dell'America spagnola. 2 Luogo di riunione dei magistrati municipali.
Ayutthaya Città (58.000 ab.) della Thailandia, capoluogo della provincia di Phra Nakhon Si Ayutthaya.
Ayyub Khan, Muhammad (Abbottabad 1908-Islamabad 1974) Divenne con un colpo di stato primo ministro pakistano dal 1958 al 1969.
azalèa, sf. Denominazione comune che raggruppa numerose specie di rododendri, sia sempreverdi che a foglia caduca, tra i quali molti ibridi coltivati a scopo ornamentale. Pianta erbacea arbustiva, presenta vistose fioriture per le quali è molto apprezzata. 
  sf. azalea.
Azaña y Díaz, Manuel (Alcalá 1880-Montauban 1940) Politico spagnolo. Fu presidente del consiglio nel 1931-1933 e presidente della repubblica dal 1936.
Azbine Massiccio montuoso al centro del Niger, con il picco di massima altezza che raggiunge 2.022 m.
Azèglio Comune in provincia di Torino (1.186 ab., CAP 10010, TEL. 0125).
Azèglio, Màssimo Taparèlli (Torino 1798-1866) Uomo politico e letterato. Di inclinazioni politiche liberal-moderate, dopo la sconfitta di Novara del 1849 fu eletto presidente del consiglio; nonostante l'opposizione del parlamento, giunse a stipulare una pace onorevole con l'Austria. Volle che Cavour entrasse a far parte del suo ministero, e fu da questi sostituito nella carica di presidente nel 1852. Famosi i suoi romanzi storici Ettore Fieramosca (1833), Niccolò de' Papi (1841), e l'autobiografia non portata a compimento I miei ricordi; importanti anche alcuni scritti di carattere politico tra cui Degli ultimi casi di Romagna (1846), I lutti di Lombardia (1848). Si produsse anche in pittura evidenziando una vena romantica nel ritrarre paesaggi storici.
azelàico, agg. (pl. m.-ci) Di diacido ottenuto per ossidazione dell'acido ricinoleico o dell'acido oleico.
azeòtropo, agg. Di un miscuglio di liquidi che bolle a una temperatura fissa conservando una composizione costante.
Azerbaigian Occupa la regione asiatica transcaucasica e confina a nord con la Georgia e la Russia, a ovest con l'Armenia e a sud con l'Iran. Si affaccia a est sul mar Caspio. Il territorio può essere diviso in tre zone: il nord con il Grande Caucaso, il centro con le pianure della Kura e il sud con il Piccolo Caucaso. Il litorale sul Caspio è prevalentemente pianeggiante, a eccezione della penisola di Asperon, della baia di Baku e della profonda baia di Kirov a sud della foce del Kura. Il fiume Araks, che ha origine in Turchia, traccia una parte del confine con l'Iran ed è affluente del Kura. L'Azerbaigian comprende il Nahicevan e la regione autonoma del Nagorno-Karabah, in cui nel 1988 scoppiarono violenti scontri fra armeni (la maggioranza) e azerbaigiani. 
Capitale è Baku (1.150.000 abitanti) che sorge sulle rive del mar Caspio. 
La principale attività industriale e maggiore ricchezza del paese è l'estrazione petrolifera (giacimenti di Baku e del mar Caspio nella penisola di Apseron) e particolarmente sviluppata è l'industria di raffinazione del petrolio e dei prodotti collaterali. 
L'agricoltura rappresenta un'importante risorsa, favorita dalle opere di irrigazione (ricordiamo la diga di Mingecaur). 
I prodotti principali sono: riso, cotone, cereali, tabacco, frutta, tè, agrumi e mais. 
Diffuso è l'allevamento di bovini, ovini e del baco da seta. 
Ingenti sono anche le riserve di gas naturale. 
Si estraggono inoltre ferro, piombo e zinco. 
STORIA Una repubblica indipendente viene proclamata nel 1918 nella parte settentrionale dell'Azerbaigian, integrata nell'impero russo nel 1828. Nel 1920 essa viene occupata dall'Armata Rossa e sovietizzata. Due anni dopo è integrata nella federazione transcaucasica e nell'URSS. 
Negli anni 1923-1924, vengono istituite la repubblica autonoma del Nakitchevan e la regione autonoma dell'Alto-Karabakh, annesse all'Azerbaigian. Nel 1936 l'Azerbaigian diventa una repubblica federata. Nel 1988 essa si oppone alle rivendicazioni armene sull'Alto-Karabakh. Si diffonde il nazionalismo azero e si producono pogrom antiarmeni. 
Due anni dopo i comunisti vincono le prime elezioni repubblicane libere. L'anno successivo, il Soviet Supremo dichiara l'indipendenza del paese (agosto) che aderisce alla CSI. Nel 1992 l'opposizione nazionalista sale al potere. Nel 1993 le forze armate armene dell'Alto-Karabakh prendono il controllo di tutta la regione autonoma e occupano il sud-est dell'Azerbaigian. I comunisti riprendono il potere. Diventa presidente della repubblica Gueidar Aliev. 
Abitanti-7.500.000 
Superficie-86.600 km2 
Densità-86 ab./km2 
Capitale-Baku 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Manat azerbaigiano 
Lingua-Azerbaigiano, russo 
Religione-Musulmana sciita e sunnita
Azerbaigian iraniàno Regione (4.114.000 ab.) dell'Iran, capoluogo Ardabil.
azerbaigiàno, agg. e sm. agg. Dell'Azerbaigian, stato asiatico. 
sm. 1 Abitante, nativo dell'Azerbaigian. 2 Lingua affine al turco parlata in Azerbaigian.
azèro, sm. Abitante, nativo dell'Azerbaigian.
Azevedo, Aluisio (São Luis, Maranhão 1857-Buenos Aires 1913) Romanziere brasiliano. Tra le opere La pensione (1884) e Il falansterio (1890).
aziènda, sf. Complesso di beni e forza lavoro organizzati da un imprenditore per un'attività; società, compagnia, fabbrica, industria. ~ ditta. azienda a partecipazione statale
  sf. 1 firm, business. 2 (agricola) farm. 
  spagn. hacienda, dal lat. facienda, cose da farsi.
aziendàle, agg. Che riguarda un'azienda e i suoi dipendenti.
aziendalìsmo, sm. Atteggiamento di soddisfazione per i risultati del proprio lavoro e per il successo dell'azienda in cui si lavora.
aziendalìsta, sm. e sf. 1 Esperto in economia aziendale. 2 Chi ispira il proprio comportamento ad aziendalismo.
àzigos, sf. invar. Vena che convoglia nella vena cava superiore il sangue degli spazi intercostali e della parte toracica della colonna vertebrale.
àzima => "azzima"
azìmico, agg. (pl. m.-ci) Che non provoca fermentazione.
azimìti Denominazione usata dagli ortodossi per indicare i cattolici. Deriva dal fatto che i cattolici per celebrare la messa utilizzano il pane azzimo.
àzimo => "azzimo"
àzimut, sm. invar. Una delle due coordinate celesti del sistema altazimutale, che corrisponde all'arco di orizzonte compreso tra il piano verticale che passa per l'astro e il piano del meridiano locale di chi osserva. Sull'orizzonte misura da 0° a + 360° partendo dalla direzione sud del luogo verso ovest.
azimutàle, agg. Relativo all'azimut.
azìna, sf. 1 Composto che deriva dalla reazione di chetoni e aldeidi con l'idrazina. 2 Coloranti simili alle indammine.
Azio Piccolo centro della Grecia occidentale situato di fronte a Prevesa sul golfo di Ambracia. Di importanza storica perché vi si svolse la battaglia conclusiva della guerra civile tra Ottaviano e Antonio nel 31 a. C. Nei pressi di Azio, per commemorare la vittoria, Ottaviano fondò la città di Nicopoli.
azionàbile, agg. Che si può azionare.
azionàre, v. tr. Far funzionare. ~ avviare. <> fermare. 
  v. tr. to activate, to start up.
azionariàto, sm. L'insieme degli azionisti di una società.
azionàrio, agg. Che riguarda le azioni. 
  agg. share.
azióne, sf. 1 L'agire, l'operare. ~ attività. 2 Attitudine a produrre un effetto. 3 Atto. 4 Movimento. 5 Titolo di credito che rappresenta una quota del capitale nominale di una società. ~ quota. 6 Iniziativa, fase di gioco. 7 Movimento tattico. 
  sf. 1 action. 2 (econ.) share. 
  lat. actio,-onis, deriv. da agere fare; nel significato di titolo di credito: franc. action. 
In fisica è sinonimo di forza; nel principio di azione e reazione si afferma infatti che a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. 
In meccanica razionale si definisce azione una grandezza le cui dimensioni siano pari a un'energia per un tempo. 
In tecnica finanziaria si tratta di un titolo di credito che equivale a una quota non divisibile di capitale sociale di una società per azioni (S. p. A.), che assicura al detentore il diritto di voto nelle assemblee e la ripartizione degli utili del patrimonio.
Azione. Saggio d'una critica della vita e d'una scienza della pratica, L' Opera di filosofia di M. Blondel (1893 e 1936-1937).
azionìsta, sm. e sf. Chi possiede azioni di una società commerciale. 
  sm. e sf. shareholder.
azo- Primo termine di parole composte indicante la presenza nella molecola di un composto del gruppo cromoforo bivalente.
azobenzène, sm. Composto di formula C6H5N=NC6H5 dal quale si ottengono l'azoossibenzene (per ossidazione) e l'idrazobenzene (per riduzione).
azòlla, sf. Genere di Pteridofite acquatiche di piccole dimensioni dell'ordine delle Idropteridali, famiglia delle Azollacee.
Azorín (Madrid 1874-Monóvar, Alicante 1967) Pseudonimo di José Marinez Ruiz. Critico letterario. Tra le opere Al margine dei classici (1915).
azotàto, agg. Contenente azoto.
azotemìa, sf. Tasso di azoto non proteico che è presente nel sangue.
azotìdrico, agg. (pl. m.-ci) Dell'idracido di formula HN3, un liquido velenoso e incolore che può esplodere con violenza.
azòto, sm. Elemento chimico di simbolo N, numero atomico 7, peso atomico 14,008. Si trova libero nell'aria atmosferica, di cui costituisce quasi i quattro quinti, e in molti composti organici e inorganici. Si ottiene per liquefazione dell'aria. Si tratta di un gas con molecola biatomica, inodore, incolore, poco solubile in acqua, con un punto di ebollizione a-195,8 °C e di solidificazione a-210 °C. È impiegato soprattutto per preparare svariati composti tra cui l'ammoniaca, i sali d'ammonio, l'acido nitrico, gli azoturi ecc. Si chiama ciclo dell'ammonio l'insieme delle modificazioni sostenute dall'azoto nell'ambiente, costituito da un continuo scambio di ammonio tra l'aria, il terreno e gli esseri viventi al fine di permettere la costante e uniforme produzione di sostanze ricche di azoto necessarie agli organismi viventi. 
  sm. nitrogen.
azotobattèrio, sm. Batterio aerobio che riesce a sintetizzare l'azoico proteico a partire dall'azoto elementare.
azotofissazióne, sf. Processo biochimico di trasformazione dell'azoto atmosferico in composti organici e inorganici effettuato da alcuni batteri che vivono nel terreno.
azotòmetro, sm. Apparecchio atto a dosare l'azoto volumetricamente.
azotùria, sf. Eccessiva presenza di azoto nelle urine, soprattutto sotto forma di urea, che è indice di una distruzione dei tessuti.
azotùro, sm. Sale instabile dell'acido azotidrico che può esplodere quando viene riscaldato.
Azov Mare compreso tra Ucraina, Federazione russa e penisola di Crimea. Comunica a sud col mar Nero tramite lo stretto di Kerc. È poco profondo (massimo-14 m) e pertanto gela da novembre ad aprile. Vi sfocia il Don.
aztèchi Nome di una tribù dei Nahua, che deriva da quello del suo mitico paese d'origine, Aztlán (terra degli aironi). Questo popolo si stabilì nella valle del Messico nel XIV sec., dando vita a una civiltà sviluppata. Di origini sconosciute, gli aztechi erano una tribù nomade agli inizi dell'XI sec. nota con il nome di Mexica. La civiltà che viene comunemente definita con il nome di azteca, è quella che fiorì nel centro di Tenochtitlán, l'attuale Città del Messico, che la leggenda vuole fosse sorta verso il 1325 o il 1370 in un'isola del lago Texcoco. Tenochtitlán fu la prima sede della dinastia azteca, che iniziò nel 1375 con Acamipichtli e, dopo le vittorie con le popolazioni vicine dei toltechi e tepanechi, si espanse con l'imperatore Itzcoati (circa 1360-1440) fino al golfo del Messico e all'oceano Pacifico. Nel grande stato organizzato federativamente, rientravano tutte le città conquistate. Gli spagnoli, agli ordini del comandante Cortés, annientarono il popolo azteco (1522), compiendo atroci stragi e uccidendo anche l'ultimo imperatore, Cuauhtémoc (1525). 
Religione. La religione politeista degli aztechi era il perno attorno al quale ruotavano sia la vita individuale sia quella sociale; tutto veniva pensato in chiave religiosa, dal calendario alla costituzione politico-sociale. Tra le centinaia di divinità che facevano parte del mondo spirituale azteco, Tonatiuh era il dio del sole, Metzli la dea della luna, Tlaloc il dio della pioggia, Centeotl la dea del mais, il tremendo Tezcatlipoca dio dell'inverno e vendicatore degli errori umani, Quetzalcoatl, il serpente piumato, il dio della civiltà e della pazienza, esiliato da Tezcatlipoca ma la cui sorte era quella di tornare da oriente; l'imperatore Montezuma credette di identificare in Cortés, il bianco dalla lunga barba, il dio Quetzalcoatl. 
Arte. Anche l'arte azteca è profondamente connessa alla vita religiosa. La scultura conserva sempre un carattere imponente, anche quando si esprime in piccole forme (bassorilievi, ceramiche, mosaici); vi è la tendenza alla drammatizzazione quando si raffigurano divinità, mentre i soggetti animali e umani sono resi con vivo realismo. Copiosa la produzione di oggetti relativi al rito del sacrificio umano, quali urne cinerarie e coltelli in ossidiana; ricchezza anche nel campo dell'oreficeria (monili in oro e argento), che andò perduta nelle razzie operate dagli spagnoli.
aztèco, agg. e sm. agg. e sm. Appartenente a un'antica popolazione amerinda stanziata nell'attuale Messico. 
sm. La lingua azteca.
Azteco, L' Romanzo di G. Jennings (1980).
Azuay Provincia (506.000 ab.) dell'Ecuador, capoluogo Santa Ana de Cuenca.
azulejo, sm. invar. Piastrella di maiolica smaltata utilizzata in Spagna e in Portogallo per rivestire pavimenti e muri. Deve il suo nome al fatto che gli arabi, che iniziarono a fabbricarla, la smaltavano di azzurro.
azulène, sm. Idrocarburo isomero del naftalene che si trova in tracce nel carbon fossile. I suoi omologhi producono un'intensa colorazione in alcuni oli essenziali.
àzza, sf. Antica arma costituita da una parte metallica a forma di accetta, con testa foggiata a martello, e da un manico di legno.
Azzanèllo Comune in provincia di Cremona (686 ab., CAP 26010, TEL. 0374).
azzannàre, v. tr. Afferrare con le zanne. ~ addentare. <> lasciare. 
  v. tr. 1 to sink one's teeth into. 2 (mordere) to bite. 
  da a-+ deriv. da zanna.
Azzàno d'Àsti Comune in provincia di Asti (327 ab., CAP 14030, TEL. 0141).
Azzàno Dècimo Comune in provincia di Pordenone (11.949 ab., CAP 33082, TEL. 0434). Centro agricolo (coltivazione di cereali e foraggi). Gli abitanti sono detti Azzanesi.
Azzàno Mèlla Comune in provincia di Brescia (1.483 ab., CAP 25020, TEL. 030).
Azzàno San Pàolo Comune in provincia di Bergamo (6.346 ab., CAP 24052, TEL. 035). Centro agricolo (cereali) e industriale (prodotti meccanici, carta, abbigliamento).
azzardàre, v. v. tr. 1 Mettere a rischio, esporsi a rischi. ~ arrischiare. stai azzardando troppo con quella proposta. 2 Proporre. ~ avanzare. osò azzardare un breve giudizio
v. intr. pron. Arrischiarsi, cimentarsi, avventurarsi. ~ osare. non azzardarti a fare cose simili! 
  v. tr. to venture, to hazard. v. intr. pron. to venture, to risk. 
  deriv. da azzardo.
azzardataménte, avv. In modo azzardato. ~ temerariamente.
azzardàto, agg. 1 Avventato. ~ sconsiderato. <> cauto. 2 Pericoloso. ~ rischioso. <> sicuro. 
  agg. 1 (avventato) rash. 2 (pericoloso) daring. 3 (impresa) risky.
azzàrdo, sm. 1 Avventura pericolosa. ~ rischio. 2 Caso. ~ sorte. 
  sm. risk, hazard. 
  franc. hasard, dall'arabo azzahr dado.
azzardóso, agg. Che si espone facilmente al rischio; che comporta azzardo, rischio.
Azzàte Comune in provincia di Varese (3.712 ab., CAP 21022, TEL. 0332).
azzeccagarbùgli, sm. Avvocato da strapazzo e disonesto.
azzeccàre, v. tr. Indovinare, aver in sorte. ~ imbroccare. <> sbagliare. 
  v. tr. to get right.
azzeccàto, agg. Ben scelto, ben riuscito. ~ indovinato.
azzeraménto, sm. L'azzerare, l'essere azzerato.
azzeràre, v. tr. 1 Ridurre a zero una grandezza variabile. 2 Annullare. 
  v. tr. to zero. 
  da a-+ deriv. da zero.
àzzima, sf. Pane azzimo.
azzimàre, v. v. tr. Abbellire, abbigliare, vestire con molta ricercatezza. 
v. rifl. Agghindarsi.
azzimàto, agg. Vestito con grande ricercatezza. ~ agghindato. <> trasandato.
àzzimo, agg. Detto del pane non lievitato. <> lievitato.
Àzzio Comune in provincia di Varese (646 ab., CAP 21030, TEL. 0332).
azzittàre, v. tr. Far tacere.
azzittìre, v. v. tr. Azzittare. 
v. intr. pron. Smettere di parlare; ammutolire. ~ tacere.
Azzolìni, Vincènzo (Napoli 1881-Roma 1967) Economista. Fu governatore della Banca d'Italia dal 1931. Accusato di aver consegnato ai tedeschi l'oro della riserva, venne condannato e poi prosciolto dall'accusa.
Azzóne Comune in provincia di Bergamo (530 ab., CAP 24020, TEL. 0346).
azzoppaménto, sm. L'azzoppare, l'azzopparsi, l'essere azzoppato.
azzoppàre, v. v. tr. Rendere zoppo. 
v. intr. pron. Divenire zoppo. 
  da a-+ deriv. da zoppo.
azzoppìre, v. tr. Azzoppare.
Azzòrre Arcipelago portoghese situato sulla dorsale medio-oceanica dell'oceano Atlantico (2.247 km2, 254.000 ab.); costituisce una regione autonoma del Portogallo. L'origine delle isole è vulcanica; le nove maggiori sono Flores (143 km2) e Corvo (17 km2) a nord-ovest; Faial (172 km2), Pico (433 km2), São Jorge (238 km2), Graciosa (61 km2) e Terceira (396 km2) al centro, São Miguel (747 km2) e Santa Maria (97 km2) a sud-est. Il territorio è piuttosto scosceso, il clima è mite e le precipitazioni abbondanti. Agricoltura (cereali, vite, ortaggi, ananas, banane, canna da zucchero), pesca e allevamento costituiscono le principali fonti di economia. A São Miguel si producono anche tè e tabacco. Notevole l'affluenza turistica. I principali centri sono Angra do Heroísmo (Terceira), Ponta Delgada (São Miguel) e Horta (Faial).
azzuffàre, v. v. tr. Condurre alla zuffa. 
v. rifl. rec. 1 Venire alle mani. ~ accapigliarsi. 2 Essere in contrasto.
azzuffàrsi, v. rifl. e rifl. rec. Venire alle mani. ~ accapigliarsi. 
  v. rifl. to come to blows.
azzurràggio, sm. Operazione consistente nel risciacquare la biancheria di cotone e di lino con prodotti coloranti azzurri in modo da ravvivarne il biancore.
azzurraménto, sf. Procedimento operato sulle lenti di sistemi ottici al fine di eliminare riflessioni parassite della luce.
azzurràre, v. tr. Colorare utilizzando l'azzurro.
azzurràto, agg. Colorato d'azzurro.
azzurreggiàre, v. intr. Presentare o assumere un colore azzurro.
Azzùrri Catena montuosa degli USA. Altezza massima 2.773 m.
azzurrìccio, agg. Azzurro sbiadito.
azzurrìgno, agg. Tendente all'azzurro, azzurrognolo.
azzurrìno, agg. Di colore azzurro chiaro.
azzurrità, sf. 1 L'essere azzurro. 2 Distesa di azzurro.
Azzurrità Opera di poesia di S. A. Esenin (1918).
azzurrìte, sf. Carbonato basico di rame che si presenta in cristalli monoclini o in masse concrezionate di colore azzurro intenso.
azzùrro, agg. e sm. agg. Che ha il colore del cielo sereno. ~ celeste, turchino. squadra azzurra, la nazionale italiana nello sport, dal colore delle maglie utilizzate dagli atleti. 
sm. 1 Colore azzurro. 2 Atleta della squadra della nazionale italiana. 3 Sostanza dal colore azzurro. 
  agg. blue, azure. sm. blue. 
  persiano lazvard.
Azzùrro, fiume Il più grande fiume della Cina e dell'Asia (5.800 km), quarto nel mondo; ha le sorgenti nell'altopiano tibetano dello Tsingai, percorre la Cina occidentale, entra nello Yunnan e nello Sichuan e sfocia nel mar Cinese orientale, con un delta che avanza di ben 25 m ogni anno. Presso la foce il fiume Giallo (Huang He) lo collega a Shangai. Durante il suo corso bagna Chongqing, Wuhan e Nanchino. In cinese Chang Jiang e in wade Yangtze Kiang. Principali affluenti sono: Yalong, Jiang, Min Jiang, Yuan Jiang, Xiang Jiang, Gan Jiang. Fanno parte del bacino anche i laghi Boyang e Dongting. Le piene estive sono controllate attraverso bacini di deflusso, dighe e canali. Il fiume è navigabile per migliaia di chilometri e rappresenta, per la regione cinese, una delle principali vie di comunicazione.
azzurrògnolo, agg. Di colore azzurro slavato o grigio tendente all'azzurro.

 

Note:  

Definizioni, informazioni, … sono in gran parte recuperate (a partire dal 1999) da varie fonti accessibili via Internet o da altre fonti "informatiche" freeware; per molti lemmi sono state riviste e, in modo più o meno consistente, riscritte; la revisione è tuttora in corso: solo una parte delle definizioni è stata rivista (vi sono ancora errori e imprecisioni, come del resto si trovano nei dizionari cartacei, anche "famosi"). Le, eventuali, date di morte dei personaggi citati dovrebbero essere aggiornate al luglio 2009; il numero degli abitanti delle località riportate quando è stato aggiornato riporta a fianco anche la data dell'aggiornamento.

Le informazioni (storiche, geografiche, …) sono aggiornate al 1999, ma molte sono state ulteriormente aggiornate

 

     indica l'etimologia
    ~ indica un (circa, e in qualche contesto) "sinonimo"
    <> indica (in genere) un "contrario"

 

Fonte: http://dictionario.wikispaces.com/file/view/dictionario_a.doc/34501403/dictionario_a.doc

sito web: http://macosa.dima.unige.it/diz/diz.htm

Autore del testo: http://macosa.dima.unige.it

 

 

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