Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale P parte 3

 

 

 

Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale P parte 3

 

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Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale P parte 3

 

Partita d'azzardo Film western, americano (1939). Regia di George Marshall. Interpreti: James Stewart, Marlene Dietrich, Mischa Auer. Titolo originale: Destry Rides Again

partitànte, sm. o sf. Chi sostiene. ~ sostenitore.

partitàrio, sm. Libro contabile per la registrazione del dare e avere.

partìtico, agg. Relativo a partito.

partitìsmo, sm. Tendenza a risolvere i problemi dello stato tramite i partiti.

partitìssima, sf. Incontro sportivo di particolare importanza.

partitìvo, agg. Che esprime partizione, distribuzione.

partìto, agg. e sm. agg. Diviso.
sm. 1 Decisione alternativa, risoluzione. ~ concetto. 2 Organizzazione volontaria costituita da più individui al fine di raggiungere l'esercizio del potere politico. ~ confederazione, lega.
 sm. 1 party. 2 (decisione) decision. 3 (per partito preso) on principle.
Nell'Italia contemporanea i partiti sono associazioni private organizzate secondo regole democratiche e, nell'ambito delle loro attività, devono accettare il dettato costituzionale. Possono essere considerati primi esempi di partiti politici le formazioni che si costituirono in Inghilterra nel 1614, e che in seguito diedero vita ai whig (di tendenza liberale) e ai tory (di tendenza conservatrice). Il partito politico è attualmente un elemento indispensabile nella vita delle moderne democrazie.

Partito preso delle cose, Il Prosa di F. Ponge (1942).

partitocràtico, agg. Relativo alla partitocrazia.

partitocrazìa, sf. Predominio dei partiti sulle istituzioni della nazione.

partitùra, sf. L'insieme di tutte le parti vocali e strumentali di una composizione musicale.
 sf. score.

Partitura incompiuta per pianola meccanica Film drammatico, russo (1976). Regia di Nikita Mikhalkov. Interpreti: Aleksander Kaljagin, Elena Solovej, Eugenia Glucjenko. Titolo originale: Neokoncennaja piessa dlja mekhaniceskogo pianino

partizióne, sf. 1 Il dividere in parti. 2 Sezione, parte.

partner, sm. e sf. invar. 1 Chi fa coppia con un'altra in un'attività lavorativa. 2 Ogni componente di una coppia non sposata. ~ convivente.

partnership, sf. invar. Accordo di natura politica, economica e simili.

pàrto, sm. 1 Il partorire. ~ filiazione, riproduzione. 2 Opera prodotta dall'ingegno. ~ frutto, risultato.
 sm. delivery, child birth.
 lat. partus,-us, deriv. da partus, p.p. di parere partorire.
In medicina è la fuoriuscita del feto (e la successiva espulsione della placenta) dall'organismo materno. Nelle donne, secondo la lunghezza della gravidanza, si distinguono il parto a termine (o normale, che avviene fra 275 e 295 giorni dall'inizio dell'ultima mestruazione), quello precoce (fra 265 e 275 giorni), quello prematuro (fra 180 e 265 giorni), quello tardivo (o serotino, dopo 295 giorni). Si distinguono poi il parto semplice (con un solo feto), quello gemellare (due feti), quello multiplo (più di due feti).

partoriènte, agg. e sf. Donna che sta per partorire.
 sf. woman in labour.

partorìre, v. tr. e intr. 1 Dare alla luce un figlio. ~ generare, mettere al mondo. 2 Produrre con l'ingegno. ~ inventare.
 v. tr. to give birth.
 lat. parturire, deriv. da partus, p.p. di parere.

part-time, loc. agg. invar. Lavoro con orario e retribuzione ridotti rispetto a quelli previsti normalmente.

party, sm. invar. Ricevimento, trattenimento. ~ festa, ricevimento.

Parú Fiume (800 km) del Brasile, nello stato di Par´. Nasce presso il confine con il Suriname e confluisce nel Rio delle Amazzoni.

parure, sf. invar. Completo coordinato di vari oggetti. ~ abbinamento, accoppiamento.

parusìa, sf. Termine del Nuovo Testamento che viene usato a volte col significato di "presenza" e a volte con quello di "venuta".

Parùta, Pàolo (Venezia 1540-1598) Politico veneziano. Studiò a Padova, fu governatore a Brescia e dal 1596 procuratore di San Marco. Cercò di trovare una sintesi tra vita politica e rettitudine morale ed espose le sue teorie nell'opera Della perfezione della vita politica (1579). Continuatore della tradizione di Machiavelli e Guicciardini, scrisse Discorsi politici (opera postuma del 1599) ispirandosi agli ordinamenti di Venezia. Pregevole la sua Historia vinetiana (1605).

Paruzzàro Comune in provincia di Novara (1.396 ab., CAP 28040, TEL. 0322).

Pàrvati Dea dell'induismo, sposa di Siva e figlia dell'Himalaya. È la divinità della fecondità.

parvènte, agg. e sm. agg. Visibile. ~ discernibile.
sm. 1 Opinione, idea. ~ parere. 2 Apparenza, sembianza. ~ aspetto.

parvenu, sm. invar. Parola derivata dal francese che indica una persona di bassa estrazione sociale arricchitasi, ma che mantiene la mentalità della condizione di provenienza. ~ arrampicatore, arricchito.

parvènza, sf. 1 Apparenza. ~ aspetto, sembianza. 2 Ombra.

pàrvolo, sm. Pargolo.

Parwan Provincia (528.000 ab.) dell'Afghanistan nordorientale. Capoluogo Charikar.

Parzànica Comune in provincia di Bergamo (424 ab., CAP 24060, TEL. 035).

parziàle, agg. 1 Relativo a una determinata quantità. ~ incompleto. <> completo, esaustivo. 2 Che tende a favorire una parte. ~ settoriale. <> complessivo, generale, globale. si comportava da arbitro parziale della situazione, non equo.
 agg. 1 partial. 2 (giudizio) biased judgement.
 lat. tardo partialis, deriv. da pars, partis parte.

parzialità, sf. 1 L'essere parziale. ~ favoreggiamento, favoritismo. <> equanimità. 2 Atto parziale.

parzializzazióne, sf. Operazione consistente nella sistemazione della potenza di una turbina idraulica o a vapore attraverso la variazione della portata del fluido che agisce sulla girante.

Parzival Poema di Wolfram von Eschenbach (1200-1210).

Pas d'acier Balletto in due quadri e musica di S. S. Prokof'ev (Parigi, 1927).

Pasadena Città (110.000 ab.) degli USA, nello stato della California. Fa parte dell'agglomerato di Los Angeles. Principali risorse economiche sono il turismo e le industrie elettroniche, meccaniche, di strumenti di precisione e dei componenti per aerei. La città ospita il California Istitute of Tecnology (1891), l'osservatorio astronomico sul monte Wilson e altri istituti di ricerca spaziale.

Pasay Città (354.000 ab.) delle Filippine, sobborgo meridionale di Manila, nella provincia di Rizal, sull'isola di Luzon.

Pascal, sm. invar. In informatica designa un linguaggio di programmazione progettato verso la fine degli anni '60 da N. Wirth.

pascal (simbolo Pa) Unità di misura della pressione, pari a 1 N/m2 (= 9.869·10-6 atm).

Pascal, Blaise (Clermont-Ferrand 1623-Parigi 1662) Scienziato e filosofo francese venne avviato agli studi matematici e fisici fin da giovane dal padre Étienne. Condusse importanti studi in campo matematico, sul calcolo delle probabilità, in geometria, formulando, fra l'altro, il teorema che porta il suo nome, in fisica occupandosi della meccanica dei fluidi e della pressione atmosferica. Inventò inoltre una macchina calcolatrice meccanica, la pascalina e il torchio idraulico. Nella seconda metà del Seicento aderì al giansenismo e si recò al convento di Port-Royal. Fra le opere di carattere scientifico si ricordano, il Saggio sulle coniche (1640), il Trattato degli ordini numerici, Sull'equilibrio dei liquidi (1651-1652), mentre in ambito filosofico scrisse le Lettere provinciali (1656-1657) e i Pensieri (1670).
Principio di Pascal
Principio di idrostatica secondo il quale la pressione esercitata su di un fluido si trasmette senza variazioni ad ogni porzione del fluido e alle pareti del recipiente contenitore. A rigore questo principio varrebbe se i fluidi fossero incompressibili. In realtà una variazione di pressione esercitata su una porzione di fluido genera una perturbazione che si propaga nel liquido con la velocità di un'onda sonora. Il principio di P. vale solo quando si ristabilisce l'equilibrio.
Teorema di Pascal
Teorema della geometria proiettiva secondo il quale dato un esagono inscritto in una conica, le sue tre coppie di lati opposti si incontrano in tre punti di una medesima retta, detta retta di Pascal. Questo teorema costituisce una generalizzazione del teorema di Lappo.

Pascal, Étienne (Clermont 1588-Parigi 1651) Matematico francese e magistrato, padre di Blaise. Compì importanti studi sulle coniche e sui cicloidi, introducendo una nuova curva, la lumaca di Pascal. Studiò il problema della trisezione dell'angolo.

pascaline, sf. invar. La macchina aritmetica in grado di eseguire addizioni e sottrazioni inventata da B. Pascal nel 1642.

Pascarèlla, Césare (Roma 1858-1940) Poeta dialettale romanesco. Studiò all'Istituto di belle arti e iniziò l'attività di pittore. Nel 1881 cominciò a collaborare con varie riviste (Cronaca bizantina, Capitan Fracassa e Fanfulla della domenica). Conobbe G. D'Annunzio e E. Scarfoglio. Compì numerosi viaggi all'estero (India, Egitto, Giappone, Stati Uniti e Cina). Nel 1930 fu nominato accademico d'Italia. Tra le opere Taccuini (1961, prose, postumi), Villa gloria (1886, 25 sonetti), La scoperta de l'America (1893, 50 sonetti) e Storia nostra (1941, 267 sonetti, postumo). La sua notorietà è legata ai sonetti in romanesco che mostrano una notevole bravura e, nei momenti migliori (La scoperta de l'America e Villa Gloria), un'autentica vena popolaresca.

Pascariéllo, o Pasquarièllo Nella commedia d'arte italiana, maschera utilizzata come secondo zanni nel XVI-XVII sec.

pàscere, v. v. tr. 1 Mangiare. le capre pascono l'erba del prato. 2 Condurre al pascolo.
v. intr. 1 Cibarsi delle erbe dei pascoli. 2 Avere soddisfazione. si pasceva di piacevoli letture.
v. rifl. Nutrirsi.
 v. tr. 1 to graze on. 2 (far pascolare) to pasture. v. intr. to graze.
 lat. pascere, pascolare, far mangiare.

Paschen, Louis Carl Heinrich Friedrich (Schwerin 1865-Potsdam 1947) Fisico tedesco, noto per la legge di Paschen e la serie di Paschen, si occupò dello studio della spettroscopia e della conduzione elettrica nei gas. In collaborazione con Ernst Back, ebbe il merito di scoprire che i campi magnetici elevati provocano uno sdoppiamento delle righe spettrali (effetto Paschen-Back).

Paschenne, Friedrich (Schwerin 1865-Potsdam 1947) Fisico tedesco. Compì importanti studi di spettroscopia, scoprendo un'interazione tra campi magnetici ed emissione luminosa. Insegnò a Bonn e a Berlino, ove sviluppò i suoi studi sperimentali sui raggi X e i loro spettri, basandosi sulle teorie atomiche di Sommerfeld.

pascià, sm. invar. Governante della Turchia.
 turco pashà.

Pascin, Julius (Vidin 1885-Parigi 1930) Pittore statunitense. Tra le opere Due fanciulle dormienti (1928, Parigi, Musée National d'Art Moderne).

pascióna, sf. 1 Abbondanza, prosperità. ~ opulenza. 2 Annata in cui si ha una fruttificazione molto abbondante.
 lat. pastio-onis pastura.

pasciùto, agg. Nutrito e florido. ~ grasso. <> affilato, denutrito.

Pasco Dipartimento (231.000 ab.) del Perú centrale, capoluogo Cerro de Pasco.

pascolàre, v. v. tr. Condurre al pascolo.
v. intr. Pascere, cibarsi nei pascoli.
 v. tr. e v. intr. to graze.

pascolatìvo, agg. Relativo a terreno adibito a pascolo.

Pascoli del cielo, I Romanzo di J. Steinbeck (1932).

Pàscoli, Giovànni (San Mauro di Romagna 1855-Bologna 1912) Nato in una famiglia della piccola borghesia, quarto di dieci figli, da giovane fu profondamente colpito da alcuni lutti familiari, fra cui l'uccisione del padre (1867). L'assassino, che sparando da dietro una siepe fece sì che la cavalla storna riportasse a casa il cadavere, rimase sconosciuto e impunito. L'anno seguente madre e sorella morirono per il dolore. Pascoli studiò a Bologna, allievo di Carducci. Si avvicinò al socialismo, posizione politica che poi abbandonò, passando a idee nazionalistiche. Dopo una serie di incarichi accademici, gli venne affidata la cattedra di letteratura italiana all'ateneo bolognese, come successore di Carducci (1905). Nella sua opera rigettò i modelli carducciani, affidandosi a una poesia che doveva essere il frutto dell'intuizione del momento, testimonianza del senso di precarietà della condizione umana dinnanzi al mistero della natura. Nei suoi canti rievocò la campagna, in modo concreto ed evidente, permeando la sua poesia di malinconia: il mistero delle cose è sempre presente così come la profonda e dolorosa coscienza delle inutili lotte dell'uomo, la precarietà e il dramma della sua condizione. La sua prima opera fu Myricae (1891), una raccolta di liriche. Seguirono Il fanciullino (1897) e altre raccolte di poesie, Primi poemetti (1897), Canti di Castelvecchio (1903), Poemi conviviali (1904), Odi e inni (1906), Nuovi poemetti (1909), Poemi italici (1911), Poemi del risorgimento (opera incompiuta, pubblicata postuma nel 1914); importante anche la saggistica con opere come Minerva oscura (1898), Sotto il velame (1900), La mirabile visione (1902) e una raccolta di poesie in latino, i Carmina (pubblicata postuma nel 1914, ma composta fra il 1885 e il 1911). In occasione della guerra di Libia, scrisse il discorso La grande proletaria si è mossa, e tradusse diversi brani dell'Odissea e dell'Iliade. I Carmi latini in lingua latina gli procurarono premi internazionali.

pàscolo, sm. 1 Terreno con abbondante erba adibito al pascolo degli animali. ~ prateria, prato. 2 Il pascolare degli animali.
 sm. pasture, grazing.
 lat. pascuum, deriv. da pascere pascolare.

Pascùtto, Giovànni (Pordenone 1948-) Pseudonimo di Giovanni Bongiorno, scrittore italiano. Ha scritto romanzi in cui utilizza ironia e umorismo anche per denunciare l'oppressione dei meccanismi sociali (Tre locali più servizi, 1980; L'amico Fritz, 1981; Strana la vita, 1986 e Veramente non mi chiamo Silvia, 1994).

Pas-de-Calais Dipartimento francese (1.433.000 ab.) con capoluogo Arras, situato nell'area settentrionale del paese, sullo stretto della Manica, al confine con il Belgio. Le principali risorse dell'economia sono costituite dall'estrazione del carbone, dall'industria (settori siderurgico, tessile, alimentare, meccanico) e dall'agricoltura, favorita dalla struttura pianeggiante del territorio; attivo anche il settore turistico. Sulla costa atlantica sono attivi i porti di Boulogne e Calais.

Pàsero, Tancrèdi (Torino 1893-Milano 1983) Basso italiano, interprete brillante di un vastissimo repertorio.

pashto, sm. Lingua del gruppo orientale della famiglia iranica che, a partire dal 1936, rappresenta la lingua ufficiale dell'Afganistan.

Pasiàn di Pràto Comune in provincia di Udine (8.242 ab., CAP 33037, TEL. 0432).

Pasiàno di Pordenóne Comune in provincia di Pordenone (6.731 ab., CAP 33087, TEL. 0434).

Pasifae Satellite di Giove, scoperto da Melotte nel 1908; ha un periodo orbitale di 737 giorni, un raggio di 20 km e dista 23.300.000 km.

Pasig Città (62.000 ab.) delle Filippine, nel settore centro-meridionale dell'isola di Luzon. Capoluogo della provincia di Rizal.

pasigrafìa, sf. Denominazione di diversi sistemi di scrittura a carattere ideografico.

pasilalìa, sf. Antica denominazione di varie lingue internazionali artificiali.

Pasinèlli, Lorènzo (Bologna (1629-1700) Pittore. Dipinse in prevalenza soggetti religiosi. Tra le opere, la Madonna col bambino e la Beata Caterina Vigri (Bologna, chiesa di Santa Maria di Galliera) e l'Adorazione dei pastori (Bologna, Pinacoteca Nazionale).

Pasinétti, Pièr Marìa (Venezia 1913-) Romanziere. Tra le opere Rosso veneziano (1959) e Dorsoduro (1983).

Pasìni, Albèrto (Busseto 1826-Cavoretto, Torino 1899) Pittore. A Parigi dal 1851, ebbe occasione di effettuare un lungo viaggio nel vicino Oriente, dal quale trasse i soggetti esotici per i suoi lavori, ottenendo grande successo di pubblico. Tra le opere La tappa della carovana (Firenze, Galleria d'Arte Moderna), Caccia al falco in Persia (Roma, Galleria d'Arte Moderna).

pasionària, sf. Donna che fa proprio un ideale rivoluzionario seguendolo con passione e fervore.

paso doble, loc. sost. m. invar. Ballo spagnolo.

Pasolìni, Giusèppe (Ravenna 1815-1876) Politico. Importante esponente della destra storica, dal 1848 fu ministro di Pio IX e nel 1862 e 1863 fu ministro degli esteri.

Pasolìni, Pièr Pàolo (Bologna 1922-Roma 1975) Scrittore e regista cinematografico dalla personalità complessa, autore di numerose opere di carattere spesso provocatorio, che risentono delle forti tensioni dell'autore, diviso fra l'ideologia marxista, il richiamo dell'antico mondo contadino e la spiritualità cristiana. Il suo esordio è rappresentato da una raccolta di poesie composte in dialetto friulano, le Poesie a Casarsa (1942); l'interesse per le lingue dialettali sfociò poi nella raccolta Poesia dialettale del Novecento (1952). Nell'immediato dopoguerra si iscrisse al Partito comunista italiano, da cui fu però espulso nel 1949. Fondò la rivista Officina nel 1955 (assieme a R. Roversi e F. Leonetti); in seguito si trasferì a Roma, dove pubblicò due romanzi sulla vita delle borgate, Ragazzi di vita (1955) e Una vita violenta (1959). Oltre alla poesia (La meglio gioventù, 1954; Le ceneri di Gramsci, 1957; La religione del mio tempo, 1961; Poesia in forma di rosa, 1964; Trasumanar e organizzar, 1971) e alla prosa (Amado mio e Atti impuri), scrisse anche opere teatrali (Orgia, 1968; Calderón, 1973; Affabulazione, pubblicato postumo nel 1977), saggi (Passione e ideologia, 1960; Empirismo eretico, 1972; Scritti corsari, pubblicato postumo nel 1975) e diresse numerosi film (Mamma Roma, 1962; Il Vangelo secondo Matteo, 1964; Uccellacci e uccellini, 1965; Edipo re, 1967; Teorema, 1968; Medea, 1970; Decameron, 1971; I racconti di Canterbury, 1972; Il fiore delle Mille e una notte, 1974; Salò o le 120 giornate di Sodoma, 1975). Venne ucciso nel 1975, sul litorale laziale presso Ostia.

Paspàrdo Comune in provincia di Brescia (742 ab., CAP 25050, TEL. 0364).

Pàsqua, sf. Festività religiosa solenne per ebrei e cristiani; i primi ricordano la liberazione dalla schiavitù dell'Egitto, i secondi celebrano la resurrezione di Gesù Cristo. È la festa più antica e importante della cristianità. La Pasqua è preceduta dalla quaresima, periodo penitenziale preparatorio di quaranta giorni. La settimana precedente la Pasqua, detta settimana santa, inizia con la domenica delle Palme: si tratta di una settimana di lutto in ricordo della passione e morte di Gesù Cristo; particolare importanza liturgica hanno gli ultimi tre giorni: giovedì santo, venerdì santo e sabato santo. La domenica delle Palme, che commemora l'ingresso di gesù in Gerusalemme, prende nome dai rami di palma che la folla agitava al suo passaggio ed è celebrata dalla chiesa cattolica con una processione di fedeli che recano le palme benedette. Il giovedì santo commemora l'ultima cena di Cristo, mentre il venerdì santo ricorda la crocifissione e la morte di Gesù. Il sabato santo ricorda la sepoltura di Gesù. La data della Pasqua è mobile, variando di anno in anno, e fu stabilita dal concilio di Nicea (325), che la fissò nella prima domenica dopo il plenilunio successivo al 21 marzo. La data della Pasqua è rimasta contestata fino al VI sec. Storicamente, il giorno della crocifissione di Cristo fu alla vigilia della Pasqua ebraica, corrispondente al venerdì prima della Pasqua cristiana. Secondo il Vangelo di Giovanni questo venerdì corrispondeva al giorno 14 del mese ebraico di nisan. In base al Vangelo di Giovanni, la data della morte di Gesù corrisponderebbe al 7 aprile dell'anno 30 d. C.
 sf. 1 (cristiana) Easter. 2 (ebrea) Passover.

Pasqua a New York Opera di poesia di B. Cendrars (1912).

Pàsqua, ìsola di Isola cilena (2.000 ab.) situata nell'oceano Pacifico a più di 2.500 km dalle coste cilene. L'isola è completamente priva di vegetazione arborea e ha scarsissime fonti di acqua dolce; deve il suo nome al fatto che venne scoperta nel giorno di Pasqua del 1722 dall'olandese J. Roggeveen. È famosa per la presenza dei moai, grandi statue di pietra antropomorfe.

Pasqual, Lluis (1951-) Regista teatrale catalano. Dal 1990 diresse il Théâtre de l'Europe a Parigi e dal 1994 la Biennale di Teatro.

pasquàle, agg. Che riguarda la Pasqua.
 agg. Easter.

Pasquàle (papi) Nome di papi e antipapi.
Pasquale I
(?-Roma 824) Santo e papa dall'817. Ludovico il Pio gli confermò i possessi temporali della chiesa.
Pasquale II
(Bieda 1050 ca.-Roma 1118) Papa dal 1099. Si oppose prima a Enrico IV e poi a Enrico V nella lotta per l'investitura, ma nel 1111 fu obbligato a incoronare imperatore quest'ultimo. Più tardi si alleò ai normanni, trovandovi rifugio dal 1117.
Pasquale III (antipapa)
(Crema 1100 ca.-Roma 1168) Guido da Crema, antipapa dal 1164 in opposizione ad Alessandro III. Nel 1167 incoronò Federico Barbarossa imperatore.

Pasquàli, Giórgio (Roma 1885-Belluno 1952) Filologo. Tra le opere Storia della tradizione e critica del testo (1934).

pasquétta, sf. reg. Il lunedì dopo la Pasqua.

pasquinàta, sf. Breve satira politica che a partire dal XVI sec. e fino al XIX sec. si affiggeva alla statua di Pasquino a Roma. ~ canzonatura, epigramma.

Pasquinate Opera di poesia di P. Aretino (1517).

Pasquìni, Bernàrdo (Massa di Valdinievole 1637-Roma 1710) Compositore e musicista di cui è particolarmente nota l'attività di composizione per tastiera; autore di alcune opere (L'Idalma, 1680; La caduta del regno delle Amazzoni, 1690).

Pass. Sigla di passaporto.

pàssa, avv. È utilizzato nella locuzione e passa unita a indicazioni numeriche col significato di "e oltre", "e più".

passàbile, agg. Accettabile, tollerabile. ~ ammissibile, decente. <> inaccettabile, scadente.
 agg. fairly good, passable.

passacàglia, sm. e sf. Antica danza.

passacàvo, sm. Sulle imbarcazioni, guida, condotto ecc. che serva per il passaggio di cavi di manovre correnti o dormienti, di ormeggio ecc.

passafìno, sm. Nastro di cotone o di seta impiegato per rifinire o orlare internamente gli abiti.

passafuòri, sm. invar. Mensola che forma il prolungamento del muro d'ambito oltre la superficie esterna e che è costituita da un travetto di legno collegato al puntone di un tetto.

passàggio, sm. 1 Il passare. ~ trasbordo, trasferimento. il passaggio di una sostanza da gas a liquido. 2 Apertura di collegamento. ~ accesso. il passaggio nel tunnel fu finalmente completato. 3 Trasporto. cercava un passaggio per tornare a casa.
 sm. 1 passage, passing. 2 (traversata) crossing. 3 (su mezzo) lift. 4 (sport, calcio) pass.
 franc. passage.

Passaggio a Nord-Ovest Film d'avventura, americano (1940). Regia di King Vidor. Interpreti: Spencer Tracy, Robert Young, Walter Brennan. Titolo originale: Northwest Passage

Passaggio in India Romanzo di E. M. Forster (1924).

passamanerìa, sf. 1 Assortimento di passamani. 2 Fabbrica e negozio di passamani.

passamàno, sm. 1 Nastro e simili per guarnizioni. 2 Passaggio di cose per le mani di più persone.

passamézzo, o pas'e mézzo, sm. o loc. sost. m. invar. Danza in ritmo binario in voga in Italia nel XVI sec.

passamontàgna, sm. invar. Cappuccio di lana che copre il collo e parte del volto usato per proteggere dal freddo.
 sm. invar. balaclava.

passanàstro, sm. Pizzo con apertura a occhiello in cui passa il nastro per guarnizione.

passànte, agg. e sm. agg. Che passa.
sm. 1 Persona che cammina per la strada. 2 Piccola striscia di tessuto o cuoio attraverso la quale passa una cintura.
 sm. (ferroviario) railway link. sm. e sf. passer-by.

passaparòla, sm. invar. Trasmissione rapida di un ordine in una fila di soldati, facendolo ripetere in successione da ogni soldato al vicino.

passapatàte, sm. Schiacciapatate.

passapòrto, sm. Documento di identità personale che consente di uscire dal confine del proprio stato per recarsi in un altro Stato. ~ lasciapassare, permesso.
 sm. passport.

passàre, v. v. tr. 1 Oltrepassare. 2 Assegnare. 3 Far scorrere.
v. intr. 1 Attraversare un luogo per andare altrove. ~ valicare, varcare. 2 Muoversi da uno stato a un altro. ~ transitare. <> sostare. 3 Entrare o uscire. 4 Terminare. aspettava che le passasse la rabbia per chiamarla nuovamente.
 v. tr. 1 to pass. 2 (attraversare) to cross. 3 (trascorrere) to spend, to pass. 4 (la verdura) to purée. v. intr. 1 to pass. 2 (davanti) to go past. 3 (tempo) to go by, to pass. 4 (avere una promozione) to be promoved.
 lat. volg. passare, deriv. da passus.
Di qui non si passa. È il motto tradizionale degli alpini (generale Luigi Pelloux).

Passariàno Frazione del comune di Codroipo, in provincia di Udine, in Friuli Venezia Giulia. Nella sua settecentesca villa Manin soggiornò Napoleone durante le trattative per la pace di Campoformio, qui firmata nel 1797.

Passaròtti, Bartolomèo (Bologna 1529-1592) Pittore e incisore allievo di T. Zuccari, a Roma, autore di opere sacre (Madonna e santi, 1565; Presentazione al tempio), deve comunque la sua fama ai ritratti (Ritratto di vecchio) e alle scene di genere (Macelleria e pescheria).

passascòtte, sm. Termine nautico che indica un tipo di passacavi attraverso il quale passa la scotta.

passàta, sf. 1 Passaggio di selvaggina. 2 Fatto di breve durata.

passatèlla, sf. Gioco da osteria nel quale viene acquistato del vino e distribuito a tutte le persone della compagnia lasciandone però una a bocca asciutta.

passatèlli, sm. pl. Miscela formata da uova, pane grattugiato, parmigiano e, a volte, latte e spezie che viene passata in modo da formare piccoli cilindri e quindi cotta.

passatèllo, agg. e sm. agg. Abbastanza vecchio.
sm. Tipo di pasta da brodo, il cui impasto è fatto passare attraverso i fori di un setaccio.

passatèmpo, sm. Occupazione o attività del tempo libero. ~ distrazione, diversivo.
 sm. hobby, pastime.

passatìsmo, sm. Attaccamento alle idee e ai costumi del passato.

passatìsta, sm. e sf. Persona contraria a ogni tipo di rinnovamento.

passàto, agg. e sm. agg. 1 Trascorso, superato. ~ dimenticato, finito. <> recente, vivo. 2 Non più presente. 3 Che ha perso freschezza. <> fresco.
sm. 1 Il tempo passato. ~ ieri. <> oggi, domani. 2 Estinto. 3 Tempo grammaticale per indicare azioni compiute. 4 Composto di alimenti schiacciati o tritati di consistenza cremosa.
 agg. 1 past. 2 (tempo scorso) last. 3 (sfiorito) faded. sm. 1 (gramm., prossimo) present perfect. 2 (gramm., remoto) past historic. 3 (passato di verdura) soup, vegetable purée.

passatóia, sf. Striscia di tappeto stesa su un corridoio o una scala. ~ corsia, stuoia, passerella.

passatóio, sm. Pietra o insieme di pietre che fanno da passerella su un piccolo corso d'acqua.

passatóre, sm. Chi anticamente trasportava persone da una sponda all'altra di un fiume e simili.

Passatóre, il (Boncellino di Bagnacavallo 1824-Russi 1851) Bandito romagnolo, il cui vero nome era Stefano Pelloni, faceva di mestiere il traghettatore, da cui deriva il suo soprannome. Per più di tre anni commise rapine in Romagna, finché venne ucciso in un conflitto a fuoco. G. Pascoli lo ritrae come una figura romantica e generosa nella poesia Romagna.

passatùtto, sm. invar. Utensile da cucina usato per passare verdure e legumi.

Passau Città tedesca (51.000 ab.) situata in Baviera ai confini con l'Austria, alla confluenza di Inn e Danubio. Conta una discreta attività industriale (settore meccanico, tessile, alimentare, grafico, cartario). Di rilievo la cattedrale barocca e il convento di San Nicola (1070).
Trattato di Passau
Accordo fra Maurizio di Sassonia e l'imperatore Carlo V firmato nel 1522, che sancì la concessione della libertà di culto ai protestanti.

Passavànti, Iàcopo (Firenze 1302?-1357) Predicatore domenicano. Scrisse una raccolta di prediche quaresimali: Specchio di vera penitenza (1354).

passaverdùra, sm. invar. Utensile da cucina usato per passare verdure, legumi e simili.
 sm. invar. vegetable mill.

passavivànde, sm. Finestrella attraverso la quale vengono fatti passare i cibi.

Passeggera, La Film drammatico, polacco (1961). Regia di Andrzej Munk. Interpreti: Aleksandra Slaska, Anna Ciepielewska, Jan Krezmar. Titolo originale: Pasazerka

passeggèro, agg. e sm. agg. Di breve durata, che passa presto. ~ provvisorio, temporaneo. <> costante, definitivo.
sm. Chi viaggia a bordo di un mezzo di trasporto. ~ trasportato.
 agg. 1 passing. 2 (che dura poco) short-lived. sm. passenger.
 franc. passeger, con l'incrocio dell'italiano passeggiare.

passeggiàre, v. v. tr. 1 Percorrere. 2 Condurre a mano un animale facendolo camminare.
v. intr. Camminare adagio. ~ fare due passi, fare un giro.
 v. intr. to stroll, to walk.

passeggiàta, sf. 1 Il passeggiare. passeggiata militare, marcia di addestramento. 2 Il luogo dove si passeggia o il percorso seguito. ~ passeggio, viale.
 sf. 1 stroll, walk. 2 (luogo) promenade. 3 (strada) public walk.
 deriv. da passeggiare.

Passeggiata di una sera, Una Opera di poesia di W. Wordsworth (1793).

Passeggiata, La Racconto di R. Walser (1917).

passeggiatrìce, sf. Prostituta di strada. ~ meretrice.
 sf. streetwalker.

passeggìno, sm. Seggiolino provvisto di ruote usato per portare a passeggio i bambini.
 sm. pushchair.

passéggio, sm. 1 Il passeggiare. 2 La gente che passeggia. 3 Luogo destinato al passeggio.
 sm. 1 walk. 2 (luogo) promenade. 3 (gente che passeggia) promenaders.

passe-partout, sm. invar. 1 Chiave che apre diverse serrature. 2 Pezzo di cartone che si mette tra la cornice e il quadro.

pàssera, sf. Femmina del passero.
Passera di mare
1 Pesce di mare (Platichthys flesus) con corpo appiattito e con i due occhi situati entrambi sul lato destro, appartenente alla famiglia dei Pleuronettidi e lungo in media 40 cm. Diffuso lungo le coste europee dell'Atlantico, vive anche nel Mediterraneo e lo si può trovare a volte anche in acque dolci. Caccia vermi e molluschi e abita nei fondali. Viene pescato per la sua carne compatta, soda e delicata simile alla sogliola e al rombo. È denominato anche pianuzza. 2 Altra denominazione della platessa.

Passeràcei Nelle vecchie classificazioni, ordine di Uccelli che comprendeva diversi ordini attuali, tra i quali quelli dei Passeriformi e quello dei Coraciformi.

Passeràno Marmorìto Comune in provincia di Asti (440 ab., CAP 14020, TEL. 0141).

passerèlla, sf. 1 Ponticello da sbarco di navi o aerei. ~ passaggio. 2 Ponte mobile. 3 Pedana su cui si svolgono spettacoli di moda. ~ corsia. le modelle sfilarono in passerella.
 sf. 1 footbridge. 2 (rampa) ramp. 3 (di nave, treno) gangway. 4 (pedana) catwalk.
 franc. passerelle, deriv. da passer.

Passerifòrmi Ordine degli Uccelli che raggruppa più del 50% di tutte le specie note della classe. Sono caratterizzati da piccola e media taglia, corpo slanciato, movimento a saltelli sul terreno e volo agile e veloce. Diffusi in tutto il pianeta, nidificano e hanno spiccate doti di cura parentale della prole inetta. Tipici rappresentanti sono il passero, la rondine, il merlo e l'allodola.

Passerìni Tósi, Càrlo (Milano 1916-) Lessicografo italiano. Collaboratore dell'Accademia della Crusca (1965-1972) ha pubblicato un famoso Dizionario della lingua italiana (1969).

pàssero, sm. Nome comune che indica varie specie di Uccelli della famiglia dei Ploceidi e dell'ordine dei Passeriformi. I passeri generalmente hanno piume di colore bruno e nero. Sono molto socievoli e spesso fanno nidi sugli alberi o dentro cavità, nidificando in colonie. Sono prevalentemente granivori e hanno regime alimentare misto ma, nel periodo di allevamento dei piccoli, mangiano anche molti insetti e larve: chiassosi e vivaci, i passeri sono attivi cacciatori. In Italia è particolarmente diffuso il Passer Italiae, che è molto simile al Passer domesticus, altra specie di grande diffusione; questi Uccelli sono lunghi 15 cm ca. e si nutrono di gemme, insetti e frutti, ma anche dei rifiuti.
 sm. sparrow.
Passero solitario
Uccello (Monticola solitarius) della famiglia dei Turdidi e dell'ordine dei Passeriformi. Di colore blu negli esemplari maschi, grigio brunastro nelle femmine, vive nelle zone rocciose dell'Europa meridionale, dell'Asia centroccidentale e dell'Africa nordoccidentale. Emette un canto armonioso, citato anche in una lirica del Leopardi.

Pàssero, càpo Promontorio all'estremità nordorientale dell'isola omonima, presso la costa sudorientale della Sicilia.

passerótto, sm. Passero giovane.

passétta, sf. Nell'industria tessile, sottile lama in acciaio adoperata per eseguire la passatura al pettine. La passetta è provvista di un'impugnatura a un'estremità e reca un taglio obliquo sull'altra.

pàssi, sm. Permesso di passare.

passìbile, agg. Punibile, suscettibile. ~ condannabile, penalizzabile. <> innocente.
 agg. liable.

passiflòra, sf. Angiosperma (Passiflora coerulea) della famiglia delle Passifloracee e dell'ordine delle Parietali. Pianta rampicante originaria dell'America.
 sf. passionflower.

Passifloràcee Famiglia di piante, appartenenti all'ordine delle Parietali, per lo più rampicanti e arbustacee, originarie delle regioni calde.

Passignàno Frazione (340 m d'altezza) del comune di Tavernelle val di Pesa, in provincia di Firenze (Toscana), sede di un monastero innalzato da San Giovanni Gualberto nell'XI sec. e ricostruito nel XIII sec.

Passignàno sul Trasiméno Comune in provincia di Perugia (4.773 ab., CAP 06065, TEL. 075).

passim, avv. Qua e là nel testo.

passìno, sm. Colino di rete metallica o di plastica.

pàssio, sm. Parte del Vangelo che narra la passione e la morte di Gesù.

passionàle, agg. 1 Che prova passione. ~ caloroso. <> contenuto. 2 Causato da passione. ~ emotivo, irrazionale. <> calcolato, distaccato. delitto passionale.
 agg. passionate.
 lat. tardo passionalis.

passionalità, sf. L'essere passionale.

passióne, sf. 1 Patimento fisico. 2 Intenso sentimento. ~ ardore. <> distacco, freddezza.
 sf. passion.
Anticamente questo termine indicava una sofferenza fisica, e con questo significato è utilizzata in particolare riferimento al martirio di Cristo; per estensione indica l'insieme di testimonianze evangeliche, ma anche le rappresentazioni sacre (musicali, pittoriche ecc.) relative a questo evento.

Passione Film drammatico, svedese (1970). Regia di Ingmar Bergman. Interpreti: Liv Ullman, Max von Sydow, Bibi Andersson. Titolo originale: En passion

Passione coniugale, Una Romanzo di R. Bacchelli (1930).

Passione di Giovanna d'Arco, La Film storico, francese (1928). Regia di Carl Theodor Dreyer. Interpreti: Renée Falconetti, Eugène Silvain, Michel Simon. Titolo originale: La passion de Jeanne d'Arc

Passione e ideologia Saggio di P. P. Pasolini (1960).

passionìsta, sm. Religioso appartenente all'ordine fondato da San Paolo della Croce.

Passiràno Comune in provincia di Brescia (5.183 ab., CAP 25050, TEL. 030).

Passìria, vàlle Valle dell'Alto Adige, attraversata dal fiume Passirio. Si estende da nord-ovest a sud-est fino a San Lorenzo, poi verso sud fino a Merano.

Passìrie, Àlpi Sezione delle Alpi Retiche, al confine tra Italia e Austria, estesa dal monte L'Altissima al passo del Rombo.

passìsta, sm. Corridore specializzato in gare a cronometro e su lunghe distanze.

passìto, agg. e sm. agg. Di vino fatto con uva passa.
sm. Vino passito.

passivaménte, avv. In modo passivo, senza intervento attivo.

passivànte, agg. Relativo alla particella si, che rende passivo il verbo che segue. lo studente modello si riconosce dal tempo dedicato allo studio, viene riconosciuto da quel tempo.

passivàre, v. tr. Produrre la passivazione di un metallo.

passivazióne, sf. Fenomeno chimico-fisico consistente nel far assumere a un metallo lo stato passivo, ossia quello stato nel quale, in determinate circostanze, il metallo, utilizzato come elettrodo di una cella elettrolitica, si comporta come un metallo più nobile.

passività, sf. 1 L'essere passivo, apatico. ~ inerzia. <> combattività, reattività. 2 Le perdite in un bilancio. ~ debito, disavanzo. <> attivo, guadagno.
 lat. passivitas,-atis.

passìvo, agg. e sm. agg. Che subisce l'azione senza reagire. ~ inattivo, inerte. <> combattivo, reattivo. atteggiamento passivo.
sm. 1 Forma verbale passiva. 2 Complesso degli elementi passivi di una impresa. ~ debito, disavanzo. l'azienda registrò un forte passivo.
 agg. 1 passive. 2 (econ.) in the red, debit. sm. (econ.) pl. liabilities.
 lat. passivus, soggetto a passione, deriv. da passus, p.p. di pati soffrire.

pàsso, agg. e sm. agg. Appassito, non più fresco. fichi passi, fichi secchi.
sm. 1 Il movimento che si compie camminando. ~ andatura, portamento. fare quattro passi, fare una passeggiata. 2 Brano di un racconto e simili. ~ passaggio. 3 Valico. 4 Distanza tra due elementi in successione. 5 Orma. ~ impronta.
 sm. 1 step. 2 (brano di libro) passage. 3 (rumore) footstep. 4 (andatura) pace. 5 (valico) pass. 6 (carraio) keep clear, vehicle entrance. 6 (di questo passo) at this rate.
 lat. passus,-us, deriv. da passus, p.p. di pandere distendere.

Passoré Provincia (225.000 ab.) del Burkina Faso, capoluogo Yako.

passwd, invar. In informatica è il nome di un comando del sistema operativo UNIX che permette all'utente di modificare la propria password.

password, sf. invar. In informatica, parola di riconoscimento utilizzata a titolo di sicurezza nei sistemi di elaborazione.

pàsta, sf. 1 Farina lavorata con acqua. ~ impasto. non era una donna di buona pasta, non di buona indole. 2 Dolce. paste al cioccolato. 3 Qualsiasi sostanza di consistenza molle. ~ composto.
 sf. 1 dough. 2 (pasticcino) pastry. 3 (sfoglia) puff pastry. 4 (pastasciutta) pasta. 5 (fig.) nature.
 lat. tardo pasta, dal greco pastà, deriv. da pàssein, spargere.

pastafròlla, o pàsta fròlla, sf. o loc. sost. f. Pasta dolce formata da farina, uova, burro e zucchero, utilizzata per fare torte e dolci da cuocere in forno.

pastàio, sm. Chi fabbrica o vende pasta per uso alimentare.

pastasciùtta, sf. Pasta alimentare di forma varia, cotta nell'acqua e condita.
 sf. pasta.

pasteggiàbile, agg. Adatto al consumo durante il pasto.

pasteggiàre, v. intr. 1 Consumare un pasto. 2 Mangiare una pietanza.

pastèlla, sf. Impasto di farina, olio, acqua e sale, usato per frittelle e simili.
 sf. batter.

pastèllo, agg. e sm. agg. invar. Che ha tonalità delicata.
sm. 1 Impasto colorato di forma allungata, usato per dipingere. 2 Dipinto ottenuto con questo materiale.
 agg. e sm. pastel.
 deriv. da pasta.
Tecnica di disegno che usa bastoncini di pigmento colorato. La percentuale del legante (colla o cera) è ridotta al minimo per assicurare l'adesione del pigmento al foglio. Il colore risulta quindi puro e luminoso: questa caratteristica viene esaltata utilizzando carta più o meno granulosa. Per assicurare una maggiore adesione delle polveri colorate alla carta, sul disegno può essere spruzzato un fissante che diminuisce però la vivacità dei colori. Un disegno a pastello può essere adeguatamente conservato sotto vetro per proteggerlo dall'umidità e dalla polvere.

Pàstena Comune in provincia di Frosinone (1.715 ab., CAP 03020, TEL. 0776).

Pasternak, Boris Leonidovic (Mosca 1890-Peredelkino 1960) Scrittore e poeta russo che compose varie raccolte poetiche accostabili al futurismo, come Mia sorella la vita (1922), Seconda nascita (1932). Con il suo romanzo Il dottor Zivago (pubblicato per la prima volta in Italia nel 1957) scatenò una forte critica in URSS, tanto che dovette rinunciare al ritiro del premio Nobel per la letteratura (1958).

pastétta, sf. 1 Altro nome di pastella. 2 Imbroglio di qualunque genere. ~ broglio, inghippo.

Pasteur, Louis (Dole 1822-Villeneuve-L'Étang 1895) Chimico e biologo francese, è considerato il fondatore della batteriologia. Nacque il 27 dicembre 1822 a Dôle nel Giura da Jean Joseph Pasteur conciatore e da Jeanne Étiennette Roqui. Nel 1827 la famiglia Pasteur, accresciuta di altri tre figli, si stabilì definitivamente ad Arbois dove affittò una conceria. Frequentò la scuola primaria di Arbois e qui conobbe il signor Romanet, direttore dell'istituto, che seppe valorizzare e favorire le sue latenti potenzialità intellettive. Ben presto capì che per conseguire una buona preparazione era necessario lasciare Arbois e continuare gli studi a Parigi, meglio se nella famosa Scuola normale superiore. Nell'ottobre del 1838 salì sulla diligenza in compagnia del suo vecchio amico Jules Vercel verso la capitale ed entrò all'istituto Barbet. Qui seguì i corsi del liceo, ma la passione per lo studio non lo aiutò a vincere la nostalgia per la famiglia. Dopo solo un mese, decise di ritornare ad Arbois. Il collegio del suo paese non aveva la classe di filosofia e Pasteur decise, sempre su consiglio del Romanet, di entrare nel collegio Reale della Franca Contea a Besançon. Il 26 agosto del 1842 fu ammesso al concorso per la Scuola normale superiore, ma, ritenendo mediocre la posizione ottenuta in classifica, si ritirò e nell'ottobre ritornò a Parigi con l'amico Chappuis per seguire i corsi al liceo St. Louis e poi alla Sorbona. Alla fine dell'anno scolastico ricevette molti premi e venne nuovamente ammesso alla Scuola normale superiore: questa volta si classificò quarto. Durante gli studi alla Sorbona si appassionò ai corsi tenuti dal grande chimico J. B. Dumas. Trascorse molte giornate nel suo laboratorio, lavorando con Barruel, assistente del grande scienziato. Due anni più tardi entrò nel laboratorio di G.-A. Balard e così poté preparare nel miglior modo possibile le tesi di dottorato. Pasteur discusse le due tesi il 23 agosto del 1847, una di chimica (Ricerche sulla capacità di saturazione dell'acido arsenico-Studio sugli arseniti di potassio, di sodio, d'ammoniaca)e una di fisica (Studio sui fenomeni relativi alla polarizzazione rotatoria dei liquidi). Conseguita la laurea in scienze fisiche e chimiche trascorse un breve periodo di riposo in famiglia. Ritornato a Parigi incominciò un lavoro di cristallografia che presentò il 20 marzo 1848 all'Accademia delle Scienze con il titolo Ricerche sul dimorfismo.
Pasteur oltre a essere uno scienziato fu anche idealista e patriota. Sull'onda degli ideali rivoluzionari del 1848, si arruolò nella Guardia nazionale ma, dopo questa breve parentesi, ritornò ai suoi studi sui cristalli, trovando soluzioni anche a quei problemi che avevano fermato scienziati famosi come Mitscherlich e Biot. Scaduta la proroga all'insegnamento dovette però abbandonare le ricerche e accettare un posto come professore di fisica al liceo di Digione. Il 15 gennaio del 1849 Pasteur ottenne la cattedra di chimica all'università di Strasburgo e andò ad abitare da P.-A. Bertin, professore di fisica, suo amico e conterraneo. A Strasburgo Pasteur conobbe e si innamorò della figlia del rettore dell'università, Marie Laurent, e si sposò con lei il 29 maggio del 1849, aprendo così un nuovo capitolo nella sua vita. Pasteur scoprì la dissimmetria molecolare e realizzò la sintesi dell'acido racemico. Mentre stava ancora lavorando alla cristallografia (1850) nacque la figlia Jeanne; un anno dopo nel 1851 nacque il figlio Jean Baptiste. Nel 1853 ricevette il premio della società di farmacia di Parigi per la sintesi dell'acido racemico e nello stesso anno nacque la figlia Cécile. Nel mese di settembre del 1854 fu nominato professore e decano della nuova università di Lilla. Nel 1856 incominciò a interessarsi di fermentazioni; il fenomeno era allora praticamente sconosciuto. Pasteur presentò alla società delle Scienze di Lilla il risultato delle sue ricerche nel 1857 con la Memoria sulla fermentazione cosiddetta lattica. Fu una breve memoria di sole quindici pagine che presentava una prima soluzione al problema della fermentazione e anche una metodologia microscopica valida tutt'oggi. Nel 1858 nacque la figlia Marie Louise. Su incarico dell'amministrazione della Scuola normale superiore e dalla direzione dei lavori scientifici si trasferì a Parigi e riprese a lavorare con entusiasmo. Nel 1860 fu pubblicata in forma definitiva la Memoria sulla fermentazione alcolica. Pasteur dimostrò che ogni specie di fermentazione possedeva il suo germe specifico, un organismo vivente con i propri caratteri morfologici. Il 30 gennaio del 1859, circa tre mesi dopo la morte della figlia maggiore, l'Accademia delle Scienze gli conferì il Gran Premio di Fisiologia sperimentale. Pasteur riuscì a superare il dolore per la scomparsa della figlia continuando a lavorare. Si occupò di generazione spontanea: secondo le sue tesi un essere vivente poteva nascere solo da un altro essere vivente e perciò qualsiasi generazione spontanea era impossibile. Nel 1862 rese pubblica la sua Memoria sui corpuscoli organizzati che si trovano nell'atmosfera. L'8 dicembre del 1863 fu nominato membro dell'Accademia delle scienze, ma ciò non lo distolse dalle ricerche sulla fermentazione acetica. Nel 1864 fu invitato dalla camera di commercio di Orléans per dare consigli agli industriali sul miglioramento delle loro tecniche, dalla vinificazione all'invecchiamento. Sollecitato da alcuni birrai, Pasteur compì ricerche per combattere le malattie della birra e nel 1867 pubblicò il risultato delle sue osservazioni negli Studi sulla birra, sulle sue malattie, sulle cause che la provocano. Egli si accorse che la causa era la fermentazione difettosa, condizionata dalla presenza di batteri estranei e nocivi. Queste ricerche lo condussero ad affinare una tecnica di sterilizzazione parziale il cui impiego poteva estendersi al vino, alla birra, al sidro, all'aceto, al latte e a molte altre derrate deperibili. Questa tecnica fu denominata in suo onore pastorizzazione. Mentre stava lavorando con alcuni allievi nel laboratorio di Arbois, ricevette una lettera del suo amico e maestro Dumas che chiedeva il suo aiuto per debellare una terribile epidemia che stava devastando i bachi da seta nella Francia meridionale. Pasteur si trasferì a Alais (1865) e subito si rese conto della gravità della malattia che stava provocando gravissimi danni economici. La malattia, chiamata pebrina,era caratterizzata dall'apparizione sul corpo del baco di piccolissime macchie scure simili a granelli di polvere; i bachi colpiti arrestavano la loro crescita per poi morire. Questo periodo di ricerca fu turbato dalla morte del padre e della figlia Cécile. All'inizio del 1866 Pasteur si trasferì nuovamente ad Alais con due assistenti e si sistemò fuori della città a Pont Gisquet, dove in seguito lo raggiunsero la moglie e la figlia Marie Louise e qui continuò i suoi studi. Nel 1867 ricevette il Gran Premio all'Esposizione universale per la conservazione dei vini mediante la pastorizzazione. Venne colpito da un attacco di apoplessia che lo lasciò emiplegico nel 1868, ma, anziché riposarsi, terminò il suo lavoro sui bachi da seta. Durante la guerra con i prussiani fece ritorno ad Arbois con la famiglia e per protesta restituì il suo diploma di dottore honoris causa. Ristabilitasi la pace, riprese il lavoro a Parigi e all'inizio del 1873 l'Accademia di Francia lo nominò membro associato. Nel 1876 Pasteur decise di dedicarsi allo studio del carbonchio, malattia infettiva degli animali. Scoprì che l'agente di contagio del carbonchio erano le spore che sia nella terra sia nel foraggio resistevano a tutti gli agenti di disinfezione. Frequentò spesso gli ospedali, in particolare i reparti maternità dove la febbre puerperale decimava le giovani in attesa di partorire. I medici e i chirurghi vedevano malvolentieri quell'uomo di laboratorio, eppure furono costretti ad ascoltarlo poiché le sue scoperte, come quella sull'antisepsi, riuscirono a salvare molti pazienti. Nel 1878 Pasteur affrontò lo studio del colera dei polli e approfondì le ricerche sull'immunizzazione mediante colture attenuate, scoprì lo streptococco e lo stafilococco. Effettuò la prima vaccinazione con esito positivo contro il carbonchio a Pouilly le Fort (1881) e in Francia si verificò un'esplosione di entusiasmo. Il 13 giugno del 1881 l'Accademia delle Scienze proclamò la validità delle sue ricerche. Il governo come riconoscimento gli offrì il cordone di Gran Croce della Legion d'onore e l'8 dicembre 1882 venne eletto membro dell'Accademia di Francia. Durante una missione scientifica in Egitto ebbe occasione di studiare il colera umano poiché, durante un'epidemia, uno dei membri della spedizione era morto a causa di quella malattia. Il primo maggio del 1884 il ministero dell'Istruzione pubblica costituì una commissione composta di celebrità del mondo medico e veterinario per lo studio della rabbia, che allora era una causa frequente di mortalità umana e animale. Vennero condotte numerose esperienze che confermarono l'esattezza delle conclusioni di Pasteur sull'impiego dei vaccini attenuati. Nell'agosto del 1884 a Copenaghen fu un trionfo per lui e per la scienza francese. Quando il 6 giugno del 1885 si vide arrivare nel laboratorio un ragazzo di nove anni, Joseph Meister, morso qualche giorno prima da un cane arrabbiato, Pasteur non aveva ancora avuto l'occasione di sperimentare la sua cura sull'uomo, Egli rischiò il trattamento e il 27 luglio il ragazzo risultò completamente guarito. Da quel momento la rabbia cessò di essere una piaga per l'umanità. L'assiduità al lavoro e la dedizione per la scienza minarono la sua salute e fu costretto al riposo, che passò in Italia a Bordighera. Ritornato a Parigi apprese la notizia che il suo amico Vulpian era morto e l'Accademia delle Scienze gli chiese di ricoprire la carica di segretario perpetuo. Egli non riuscì ad occupare per molto questa carica in quanto all'improvviso gli si paralizzò la lingua e nel gennaio del 1888 fu costretto a dare le dimissioni. Per tutto l'anno Pasteur seguì i lavori di costruzione dell'istituto a lui intitolato in via Dutôt che fu inaugurato il 15 novembre alla presenza di amici, uomini politici, scienziati venuti da tutto il mondo. Nel mese di maggio del 1892 molte nazioni si unirono alla Francia per festeggiare i settanta anni di Pasteur, in ricordo dei quali fu coniata una medaglia commemorativa. Il primo novembre del 1894 fu colto da un attacco di uricemia, ma alla fine di aprile si era ristabilito tanto da potersi recare in laboratorio, dove il dottor Roux gli fece vedere al microscopio il bacillo della difterite e della peste. Purtroppo la paralisi proseguì e perse del tutto l'uso della parola e il 28 settembre del 1895, alle sedici e quaranta del pomeriggio, Pasteur morì circondato dai familiari. L'istituto di ricerca, attivo e noto ancora ai nostri giorni, è all'avanguardia nella ricerca sull'AIDS.

pastìcca, sf. Pastiglia.
 sf. pill, tablet.

pasticcère => "pasticciere"

pasticcerìa, sf. 1 La bottega del pasticciere. 2 Paste dolci di vario tipo. 3 L'arte della preparazione dei dolciumi.
 sf. 1 (negozio) confectioner's shop. 2 (arte) confectionery. 3 (paste dolci) pl. pastries.

pasticciàre, v. tr. Fare qualcosa in modo disordinato e non corretto.
 v. tr. 1 to make a mess, to mess. 2 (scarabocchiare) to scribble.

pasticciàto, agg. Di vivanda preparata con burro, formaggio e sugo di carne.

pasticcière, sm. Chi fabbrica o vende dolciumi.
 sm. confectioner, pastrycook.

pasticcìno, sm. Piccolo dolciume.

pastìccio, sm. 1 Vivanda ricoperta di pasta e cotta al forno. ~ sformato, timballo. 2 Lavoro confuso e disordinato. ~ guazzabuglio. non riusciva a far altro che pasticci, era un incapace. 3 Affare poco pulito.
 sm. 1 pie. 2 (lavoro malriuscito) mess. 3 (disastro) trouble.
 lat. volg. pasticium, deriv. da pasta.

pasticcióne, sm. Chi fa le cose in modo disordinato e confuso. ~ arruffone. <> attento.

pastiche, sm. invar. Termine di origine francese che indica un'opera in cui l'autore ha imitato volutamente lo stile di altri.

pastièra, sf. Torta tipica napoletana di pasta frolla.

pastificàre, v. tr. Confezionare paste alimentari.

pastifìcio, sm. Fabbrica di pasta alimentare.
 sm. pasta factory.

pastìglia, sf. 1 Dischetto di sostanza commestibile, dolce o medicamentosa, che si scioglie in bocca. ~ capsula, compressa. 2 Impasto di gesso e colla usato per decorazioni.
 sf. pastille, lozenge.
 spagn. pastilla.

pastìna, sf. Piccola pasta alimentare da brodo.
 sf. small pasta shapes used in soup.

pastinàca, sf. 1 Pianta erbacea della famiglia delle Ombrellifere; la Pastinaca sativa è molto diffusa e viene utilizzata per l'alimentazione del bestiame. 2 Pesce appartenente alla famiglia dei Dasiatidi (Dasyatis pastinaca), ha forma romboidale e coda dotata di un aculeo velenoso; è diffusa anche nel Mediterraneo e raggiunge i 2 m di lunghezza.

pàsto, sm. 1 L'atto di consumare alimenti, specialmente in ore determinate. non saltava mai i pasti, era puntuale ai pasti. 2 Il cibo che si consuma durante il pasto. ~ banchetto, cena, rancio. dare in pasto a qualcuno, offrirgli informazioni riservate.
 sm. meal.
 lat. pastus,-us, deriv. da pastus, p.p. di pascere nutrire.

Pasto Città (197.000 ab.) della Colombia meridionale, capoluogo del dipartimento di Nariño.

Pasto nudo, Il Romanzo di W. Burroughs (1959).
Pasto nudo, Il
Film fantastico, americano (1991). Regia di David Cronenberg. Interpreti: Peter Weller, Judy Davis, Ian Holm. Titolo originale: The Naked Lunch

pastòcchia, sf. Bugia, frottola. ~ fandonia.

pastóia, sf. 1 Fune che si applica alle zampe degli animali durante il pascolo. 2 Ostacolo, impedimento. ~ blocco, legame.

pastóne, sm. 1 Miscuglio di acqua e crusca usato per alimentare il bestiame. 2 Miscuglio di pasta lievitata. 3 Grande confusione.
 accresc. di pasta.

Pastor fido, Il Favola pastorale di B. Guarini (1590).

Pastoral Commedia del Ruzante (1518 o 1520).

pastoràle, agg., sm. e sf. agg. 1 Relativo a pastore. 2 Detto di poesia che tratta la vita dei pastori. 3 Lettera che il vescovo manda ai parroci.
sm. e sf. 1 Bastone con manico ricurvo, simbolo della dignità vescovile, impugnato verticalmente con la mano sinistra durante le cerimonie solenni. Solitamente è decorato con motivi floreali e religiosi. 2 Composizione vocale o strumentale, che si ispira alle tradizioni bucoliche spesso utilizzando melodie e strumenti a fiato (flauto, piva) caratteristici della musica praticata dai pastori. 3 Missione di evangelizzazione della chiesa cattolica e complesso delle norme che la ispirano, anche in relazione ai particolari destinatari (per esempio, i giovani, le famiglie ecc.).
 agg. pastoral.
Tra le musiche denominate pastorale, si ricorda la Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68 di L. van Beethoven. Nel XVI e XVII sec. il termine pastorale venne utilizzato per indicare una rappresentazione teatrale ispirata a vicende bucoliche (denominata anche dramma pastorale o favola pastorale) di tono tra il drammatico e l'idilliaco. La pastorale, con i suoi temi e schemi, ha dato origine all'opera teatrale (detta anche melodramma). Tra le opere pastorali più note si ricordano l'Aminta (1573), favola pastorale in cinque atti, di T. Tasso e il Pastor fido (1589) di G. B. Guarini che vennero rappresentate con grande successo.

Pastoralia Opera di poesia di M. M. Boiardo (1464).

Pastoràno Comune in provincia di Caserta (2.489 ab., CAP 81050, TEL. 0823).

pastóre, sm. 1 Chi porta al pascolo greggi o armenti. 2 Ministro religioso nelle chiese protestanti. 3 Chi rappresenta una guida spirituale. 4 Razza di cani. pastore tedesco.
 sm. 1 shepherd. 2 (rel., anglicano) parson. 3 (rel., protestante) minister. 4 (cane) sheepdog. 5 (cane, pastore tedesco) Alsatian.
 lat. pastor,-oris, deriv. da pastus, p.p. di pascere nutrire.

pastorèlla, sf. 1 Fanciulla che guida le pecore al pascolo. 2 Componimento lirico d'origine provenzale.

pastorellerìa, sf. 1 Manifestazione smancerosa tipica dell'Arcadia. 2 Atteggiamento sdolcinato. ~ svenevolezza.

pastorèlli Eretici francesi dei secc. XIII e XIV che formarono bande allo scopo di partecipare alle crociate d'Oriente, ma che degenerarono poi nel brigantaggio.

pastorìzia, sf. L'attività di allevare, custodire e pascolare il bestiame, per sfruttarne i prodotti.

pastorìzio, agg. Relativo alla pastorizia.

pastorizzàre, v. tr. Eseguire la pastorizzazione.
 v. tr. to pasteurize.

pastorizzatóre, sm. Apparecchio che serve a eseguire la pastorizzazione.

pastorizzazióne, sf. Processo di sterilizzazione dei liquidi alimentari, ottenuta scaldandoli alla temperatura di 80°-140° C circa.

pastosità, sf. L'essere pastoso.

pastóso, agg. Morbido e malleabile come pasta. ~ soffice, cremoso.
 agg. 1 pasty, doughy. 2 (colori, luci, suoni) mellow. 3 (morbido) soft.

pastràno, sm. Cappotto pesante da uomo.
 sm. greatcoat.

Pastréngo Comune in provincia di Verona (2.320 ab., CAP 37010, TEL. 045).

pastròcchio, sm. Pasticcio.

Pastróne, Giovànni (Montechiaro d'Asti 1882-Torino 1959) Regista cinematografico. Diresse Il conte Ugolino (1909), Tigre reale (1916) e Cabiria (1914).

pastùra, sf. 1 Luogo adibito al pascolo. 2 L'erba del pascolo. 3 L'insieme di esche usate per attirare i pesci.
 sf. pasture.
 lat. tardo pastura, deriv. da pascere pascolare.

Pasturàna Comune in provincia di Alessandria (882 ab., CAP 15060, TEL. 0143).

pasturàre, v. tr. Condurre gli animali al pascolo.

Pastùro Comune in provincia di Lecco (1.498 ab., CAP 22040, TEL. 0341).

Pasùbio Massiccio delle Prealpi Venete, a nord dei monti Lessini. Vetta più elevata il monte Palon (2.235 m).

patàcca, sf. 1 Moneta, cosa o persona di poco valore. ~ cianfrusaglia. 2 Grossa macchia. ~ chiazza, padella, pillacchera.
 sf. (macchia) stain.
 provenz. antico patac.

pataccàro, sm. Chi vende oggetti falsi, spacciandoli per preziosi.

pataccóne, sm. 1 Vecchio orologio da tasca di grosse dimensioni, cipollone. 2 Persona sbadata che ha sempre il vestito pieno di macchie.

patàgio, sm. Membrana, costituita da una duplicata cutanea, presente in alcune specie di Mammiferi volanti, come i Chirotteri, i Dermotteri, alcuni Marsupiali e alcuni Roditori. Teso tra collo, arti e coda, il patagio consente il volo planare. È presente anche in alcuni Rettili.
 lat. patagium frangia.

Patagònia Vasta regione dell'America meridionale (1.300.000 ab.) suddivisa fra Cile e Argentina. È una regione pianeggiante con numerosi fiumi (Colorado, Rio Negro) e laghi. L'agricoltura è scarsa e la risorsa economica prevalente è rappresentata dall'allevamento degli ovini; vengono anche sfruttati giacimenti di gas naturale e petrolio. Le città principali sono Comodoro Rivadavia, Santa Cruz e Neuquén.

patamar, sm. invar. Piccola imbarcazione usata nel Malabar.

pataràcchio => "pateracchio"

patarìa, sf. Movimento di protesta religioso e politico dell'XI sec. sorto in Lombardia sotto la guida di Arialdo da Carimate, Landolfo Cotta e Anselmo da Baggio (che divenne poi papa Alessandro II) contro gli abusi dell'alto clero. In seguito, grazie alle riforme adottate da Gregorio VII, il movimento si estinse.

patarìno, agg. e sm. Relativo a pataria, seguace della pataria.

patassìo, sm. Lo schiamazzare continuato e insistente.

patàta, sf. Pianta erbacea annua (Solanum tuberosum) appartenente alla famiglia delle Solanacee e all'ordine delle Tubiflore, venne introdotta in Europa nel XVI sec. dall'America meridionale, zona di cui è originaria. Solo nel XVII sec. ebbe inizio una sua coltivazione diffusa a scopo di alimentazione, sia animale sia umana, e di produzione dell'alcol e della fecola dai suoi tuberi, ricchi di amido.
 sf. 1 potato. 2 (fritte) pl. chips. 3 (croccanti) crisps. 4 (fig., bollente) hot potato.
Patata dolce
Altro nome della batata (patata americana).

pataticoltùra, sf. Coltivazione delle patate.

patatràc, inter. e sm. inter. Riproduce il rumore di qualcosa che crolla o si sfascia.
sm. invar. Crollo rovinoso, disastro. ~ rovina, fallimento.
 sm. crash.

patavìno, agg. e sm. Padovano.

patchouli, o patchouly, sm. invar. Nome volgare del Pogostemon patchouly o heyneanus, un suffrutice dal quale viene estratto un olio essenziale impiegato in profumeria e in cosmetica. È originario di Oceania e Asia tropicale.

patch-test, sm. invar. Esame volto a individuare gli agenti eziologici della dermatite da contatto.

patchwork, sm. invar. Tipo di tessuto costituito da pezzi di vari colori e forme diverse cuciti insieme.

pâté, sm. invar. Pasticcio a base di carne, specialmente di fegato d'oca.

patèlla, sf. 1 Rotula 2 Mollusco (Patella vulgata) della famiglia dei Patellidi e della classe dei Gasteropodi. Vive sui fondali pietrosi cibandosi di alghe. Misura circa 5 cm.
 sf. limpet.
 lat. patella padella, piatto.

Patellàni, Federìco (Milano 1912-1977) Fotografo. Fu autore di una celebre documentazione sulla campagna di Russia e in quarant'anni di attività scattò oltre 700.000 immagini.

patellàre, agg. In anatomia, relativo alla patella. ~ rotuleo.

Patèllidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi Prosobranchi che comprendono la nacella e la patella.

patèma, sm. (pl.-ci) Sofferenza morale, afflizione. ~ ansia, dolore.
 sm. worry, anxiety.

patèna, sf. Piattino d'oro o argento su cui il sacerdote posa l'ostia durante la Messa.

patentaménto, sm. In metallurgia, trattamento di tempra che viene applicato ai fili di acciaio che devono avere particolari caratteristiche di resistenza.

patentàto, agg. Munito di patente.

patènte, agg. e sf. agg. Evidente, manifesto. ~ ovvio, palese. <> ambiguo, celato.
sf. Concessione amministrativa all'esercizio di una professione o di un'attività, come, nel caso della patente di guida, la conduzione di veicoli di vario genere. A seconda della tipologia di veicolo sono previste diverse categorie di patente.
 sf. 1 licence. 2 (di guida) driving licence.

Patente, La Dramma, dalla novella omonima, di L. Pirandello (1919).

patentìno, sm. Patente provvisoria e abilitazione all'uso di particolari macchine o particolari funzioni.

pater, sm. invar. Padrenostro.

Pater, Walter (Shadwell, Londra 1839-Oxford 1894) Saggista. Tra le opere Studi sulla storia del Rinascimento (1873) e Ritratti immaginari (1887).

pàtera, sf. Tipo di scodella bassa usata dagli antichi Romani.

pateràcchio, sm. 1 Patto nuziale, matrimonio. 2 Accordo fra due o più persone. 3 In tono spregiativo, accordo poco chiaro, compromesso, intrigo.

pateràzzo, sm. Sulle imbarcazioni, ognuna dei cavi fissi, per lo più metallici, che, congiuntamente alle sartie, servono a trattenere l'albero lateralmente e verso la poppa.

pateréccio, sm. Infiammazione delle parti molli della mano o del piede.

paternàle, sf. Rimprovero, ramanzina. ~ ammonimento, predica.
 sf. talking to, lecture.
 deriv. dal lat. paternus.

paternalìsmo, sm. 1 Forma di governo in cui i provvedimenti presi in favore del popolo sono affidati alla benevolenza del sovrano e non si basano sui diritti del popolo stesso. 2 Atteggiamento benevolo e protettivo. il paternalismo di quel professore era fastidioso.
 ingl. paternalism, deriv. da paternal paterno.

paternalìstico, agg. (pl. m.-ci) Proprio del paternalismo.
 agg. paternalistic.

paternità, sf. Condizione di padre.
 sf. fatherhood, paternity.
 lat. tardo paternitas,-atis, deriv. da paternus.

patèrno, agg. Relativo al padre, che è proprio del padre. ~ tenero.
 agg. 1 paternal. 2 (consiglio) fatherly.
 lat. paternus, deriv. da pater padre.

Paternò Comune (44.000 ab.) della provincia di Catania situato sulle pendici meridionali dell'Etna. I primi insediamenti risalgono al neolitico; in seguito nella zona sorse un insediamento greco. Si svolgono attività agricole e industriali.

Patèrno (comune) Comune in provincia di Potenza (4.170 ab., CAP 85050, TEL. 0975).

Patèrno (monte) Gruppo montuoso delle Dolomiti orientali, al confine tra le province di Bolzano e di Belluno. Vetta più elevata il monte omonimo (2.746 m).

Patèrno Càlabro Comune in provincia di Cosenza (1.456 ab., CAP 87040, TEL. 0984).

Paternòpoli Comune in provincia di Avellino (3.118 ab., CAP 83052, TEL. 0827).

paternòstro, sm. 1 Ognuno dei grani grossi del rosario che indicano la recita di un padrenostro. 2 Padrenostro.

Paterson Opera di poesia di W. C. Williams (1945-1951).

Paterson, Andrew Barton (1864-1941) Poeta australiano, noto anche con lo pseudonimo di Banjo. Tra le opere, The Man from Snowy River (1895), Rio Grande's Last Race (1902) e The Animals Noah Forgot (1933).

patètico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Che mette tristezza e commozione. ~ penoso, pietoso. <> giocondo, lieto. non riusciva a sopportare quello sguardo patetico.
sm. Caso, situazione o genere commovente. cadere nel patetico.
 agg. e sm. pathetic.
 lat. tardo patheticus, deriv. dal greco pathetikòs, deriv. da pàschein soffrire.

pateticùme, sm. Uso esagerato di elementi patetici.

Pathé, Charles (Chevry-Cossigny 1863-Montecarlo 1957) Nato da genitori di origine alsaziana, iniziò la sua carriera come costruttore e rivenditore di fonografi. Nel 1896, grazie al finanziamento avuto dai fratelli Emile, Jacques e Théophile fondò la società Pathé Frères, cominciando la produzione di filmati di ogni genere. Con l'aiuto del regista Ferdinand Zecca, la società riuscì a diventare, in poco più di dieci anni, la maggiore industria mondiale del cinema. Oltre alla produzione e distribuzione di film, fabbricava pellicole, macchine da proiezione e da presa. Realizzò e distribuì il primo cinegiornale (1906-1909) in diverse lingue. Si ritirò a vita privata nel 1929, cedendo l'azienda a Emil Natan che fondò la Pathé Natan.

pathos, sm. invar. Intensità di sentimenti, profonda emozione suscitata dai pregi di un'opera d'arte. ~ commozione.

-patìa Primo elemento di parole composte che nella terminologia scientifica significano affezione, malattia.
 dal greco páthos.

patìbile, agg. Che si può patire.

patibolàre, agg. Degno del patibolo, sinistro. ~ bieco, feroce. <> amichevole, benevolo.

patìbolo, sm. Strumento o palco sul quale viene giustiziato il condannato a morte. ~ forca.
 sm. scaffold, gallows.
 lat. patibulum, deriv. da patere essere aperto.

patiménto, sm. Il patire.

pàtina, sf. 1 Velo impresso dal tempo sulle pitture, monete ecc. che ne altera il colore. ~ crosticina, pellicina. 2 Sottile strato di vernice. ~ smalto.
 sf. 1 (su metallo ecc.) patina. 2 (sulla lingua) coating, fur.
 lat. patina padella.

patinàre, v. tr. Dare la patina.

patinàto, agg. Ricoperto di patina.
 agg. glossy.

patinatùra, sf. Operazione del patinare.

Patinier, Joachim (Bouvignes ca. 1485-Anversa 1524) Pittore fiammingo. Tra le opere San Gerolamo (Karlsruhe, Museo) e Battesimo di Cristo (Vienna, Kunsthistorisches Museum).

patinóso, agg. Simile a una patina.

pàtio, sm. invar. Caratteristico cortile delle case spagnole con fontane e portici.

patìre, v. v. intr. Sentire un'impressione dolorosa per causa fisica o morale. pativa per il mal di denti.
v. tr. 1 Soffrire. ~ sopportare, subire. 2 Subire un danno. la campagna aveva patito pesantemente quell'ondata di gelo.
 v. tr. to suffer.
 lat. volg. patire.

patìto, agg. e sm. agg. Sofferto, deperito. ~ cereo, denutrito, gracile. <> florido, forte.
sm. 1 Chi è appassionato di qualcosa. 2 Chi prova sofferenza. ~ sofferente.
 agg. sickly. sm. fan, lover.

Patmo Piccola isola del Dodecanneso (in greco Pátmos) dove secondo la tradizione San Giovanni scrisse l'Apocalisse. Ha un'estensione di 34 km2 e conta circa 2.600 abitanti. Patmo ha un territorio brullo e montagnoso, di origine vulcanica, con coste molto irregolari e frastagliate, interrotte da profonde insenature. Offre tuttavia belle spiagge e un ambiente rilassante, nonostante l'attività turistica sia in espansione. Patmo è il capoluogo dell'isola, sorge nell'entroterra ed è dominata dal monastero fortificato di San Giovanni. L'imponente complesso (realizzato tra il XIV e il XVII sec.) chiuso da mura con torri merlate, racchiude il Katholikon o la chiesa principale, le cappelle della Madonna e di San Cristodulo, il refettorio con la cucina attigua e la biblioteca che conserva codici e testi sacri di grande rilevanza. Tra Patmo città e il monastero sorge il monastero dell'Apocalisse, con la grotta dove San Giovanni scrisse le sue profezie. Della storia antica di Patmo non si hanno notizie. In epoca romana fu usata come luogo di esilio e fu così che ospitò San Giovanni nel 95 d. C. Con la costruzione del monastero di San Giovanni, Patmo divenne un importante centro religioso e anche sotto la dominazione turca fu soltanto obbligato al pagamento di tributi. Dal 1912 divenne italiana e dalla fine della seconda guerra mondiale è diventata greca. Attualmente è monumento nazionale.

Patna Città (917.000 ab.) dell'India, sul fiume Gange. Capitale dello stato di Bihar.

pato- Primo elemento di parole composte tratto da un termine greco che significa sofferenza, malattia.

patofobìa, sf. Paura ossessiva di ammalarsi. ~ nosofobia.

patogenètico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla patogenesi.

patògeno, agg. Relativo a microbo che è causa di malattia.

patognomònico, agg. (pl. m.-ci) Di sintomo o segno, che identifica in modo preciso una malattia.

patois, sm. invar. Termine francese che indica i dialetti locali, che non hanno letteratura scritta.

patologìa, sf. Specialità della medicina che si occupa dei processi delle malattie cercando di individuarne le cause e gli sviluppi. Si divide in patologia chirurgica e patologia medica, a seconda del tipo di terapia prevista.
 sf. pathology.
 da pato-+-logìa.

patològico, agg. (pl. m.-ci) Che concerne la patologia.
 agg. pathological.

patòlogo, sm. (pl.-gi) Studioso di patologia.

pàtos => "pathos"

patràlogo, sm. (pl.-gi) Studioso di patrologia; studioso di patristica.

Patràsso Città (142.000 ab.) della Grecia situata sulla costa del Peloponneso, capoluogo del nomo di Acaia. È un porto commerciale e un importante mercato agricolo; sono presenti anche diverse industrie (alimentari, petrolifere, tessili). Fu dapprima colonia romana, quindi passò sotto i domini bizantino, veneziano e turco, prima di entrare a far parte dello stato greco, alla sua costituzione. Conserva i resti di un teatro romano.

pàtria, sf. 1 Territorio al quale i cittadini di una nazione sentono di appartenere per nascita e per vincoli culturali, storici e simili. ~ paese natale, terra. 2 L'insieme delle tradizioni, degli ideali, degli istituti e della civiltà di una nazione.
 sf. 1 country. 2 (terra) homeland.
 lat. patria terra.

Patria ovvero Silistra Dramma di N. Kemal (1873).

Pàtria, làgo di Lago (2 km2) costiero della Campania, tra la foce del fiume Volturno e la regione vulcanica dei Campi Flegrei.

patriàrca, sm. Con questo termine vengono indicati gli antichi progenitori del popolo ebraico che, secondo la Bibbia, vissero nel periodo compreso fra la creazione e il diluvio universale (come Adamo, Seth, Enoch, Matusalemme e Noè) e nel periodo successivo (Abramo, Isacco, Giacobbe). In seguito, il termine è stato adottato dai cristiani, specialmente ortodossi, per indicare i vescovi delle diocesi principali. ~ antenato, avo.
 sm. patriarch.

patriarcàle, agg. 1 Relativo a patriarca. vita patriarcale. 2 Basato sul patriarcato. società patriarcale.
 lat. tardo patriarchalis.

patriarcàto, sm. 1 Organizzazione della famiglia, basata sull'autorità paterna, nella quale i diritti vengono trasmessi per linea maschile. 2 Dignità di un patriarca ecclesiastico.
 lat. tardo patriarchatus,-us.

patriàrchio, sm. Residenza di un patriarca.

Pàtrica Comune in provincia di Frosinone (2.738 ab., CAP 03010, TEL. 0775).

patricìda => "parricida"

patrìgno, sm. Il secondo marito della madre, rispetto ai figli nati dal primo matrimonio.
 sm. stepfather.

patrilineàre, agg. Della patrilinearità.

patrilinearità, sf. Consuetudine sociale consistente nel fatto che i figli appartengono alla famiglia paterna e i la successione dei beni segue la linea paterna.

patrilocalità, sf. Consuetudine sociale in base alla quale una coppia deve obbligatoriamente risiedere all'interno del clan del marito.

patrimoniàle, agg. Relativo al patrimonio.
 agg. 1 patrimonial. 2 (tassa) property tax.

patrimònio, sm. Nel diritto è il complesso di rapporti (attivi e passivi) che fanno capo a un soggetto (fisico o giuridico). Qualora vengano considerati solo i beni attivi si parla di patrimonio lordo; nel caso in cui si considerino anche le parti passive, allora si parla di patrimonio netto. ~ capitale, denaro.
 sm. 1 property. 2 (fig.) heritage.
 lat. patrimonium, deriv. da pater,-tris padre.

pàtrio, agg. Relativo alla patria.

patriòta, sm. e sf. (pl.-i) Chi ama la patria e combatte per essa.
 sm. e sf. patriot.

patriottàrdo, agg. e sm. Che, o chi, mostra un patriottismo fanatico.

patriòttico, agg. (pl. m.-ci) Che riguarda la patria.
 agg. patriotic.

patriottìsmo, sm. Sentimento di devozione verso la patria.
 sm. patriotism.
 franc. patriotisme.

patrìstica, sf. Studio delle opere dei primi autori e scrittori cristiani (i padri della chiesa), nel primo periodo di diffusione della religione cristiana, dal II al VII sec., periodo in cui si organizzò e strutturò il pensiero cristiano. La patristica è cronologicamente distinta nel primo periodo (quello di autori contemporanei agli apostoli), nel secondo (II sec.) e nel terzo, che comprende varie scuole di pensiero (alessandrina con Clemente Alessandrino e Origene, antiochena con Luciano d'Antiochia e Giovanni Crisostomo, latina, con Ambrogio, Gregorio Magno e Agostino, dei Cappadoci, con Basilio e Gregorio di Nissa).

patrìstico, agg. (pl. m.-ci) Che si riferisce ai padri della Chiesa.

patriziàto, sm. L'ordine dei patrizi. ~ aristocrazia, nobiltà. <> borghesia, plebe.

Patrìzio (Britannia 390?-461) Santo ed ecclesiastico britannico. Originario della Britannia, fu rapito a dodici anni dai pirati e condotto in Irlanda come schiavo. Fuggito, tornò in patria ove meditò il proposito di dedicarsi alla vita missionaria. Stabilì la sua sede apostolica a Armagh (Ulster). Viene festeggiato il 17 marzo. Patrono d'Irlanda, diffuse il cristianesimo in Irlanda e scrisse Confessio, un'autobiografia, e Lettera a Corotico (re del Galles).

patrìzio, agg. Nobile. ~ aristocratico, blasonato. <> plebeo, popolano.
Nell'antica Roma i patrizi erano gli appartenenti delle famiglie discendenti dai patres, i cui capi sedevano in senato. In seguito, la classe patrizia si allargò anche ad altre famiglie. I patrizi erano una classe chiusa e detentrice del potere economico e politico, in contrapposizione con i plebei. Dopo l'ammissione dei plebei al consolato si formò la nobilitas, una nuova aristocrazia.

patrizzàre, v. intr. Essere simile, nel carattere o nel fisico, al padre o imitarne i comportamenti.

patrocinànte, agg. sm. e sf. Che, o chi, patrocina qualcuno in giudizio.

patrocinàre, v. tr. Sostenere le difese di qualcuno. ~ appoggiare, assistere. ~ ostacolare.
 v. tr. 1 (difendere) to defend. 2 (supportare) support.
 lat. patrocinari, deriv. da patronus difensore.

patrocinàtóre, sm. Chi esercita il patrocinio.

patrocìnio, sm. Difesa, assistenza e rappresentanza in giudizio. ~ aiuto, appoggio. ~ ostacolo.
 sm. 1 pleading, defence. 2 (sostegno) sponsorship.

Pàtroclo Personaggio mitologico. Eroe figlio di Menenzio. Per soccorrere gli achei, indossò le armi dell'amico Achille, ma venne ucciso da Ettore. Il suo corpo fu recuperato da Menelao e Aiace e in suo onore Achille ordinò funerali solenni.

patrologìa, sf. Patristica.

patron, sm. invar. 1 Padrone. 2 Nel linguaggio sportivo, chi organizza un giro ciclistico.

patronàle, agg. Relativo a patrono.

patronàto, sm. 1 Protezione da parte di un'istituzione. 2 Istituzione con fini assistenziali. ~ patrocinio.
 sm. patronage.

patronéssa, sf. Signora che aiuta qualche istituto assistenziale o che fa beneficenza.

Patróni Grìffi, Giusèppe (Napoli 1921-) Drammaturgo. Tra le opere D'amore si muore (1958) e Metti, una sera a cena (1967).

patronimìa, sf. Norma secondo cui i figli derivano il loro nome da quello del padre.

patronìmico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Di nome, derivato da quello del padre.

patròno, sm. 1 Il santo protettore di una città, di una chiesa ecc. il patrono di Pavia è San Siro. 2 Avvocato difensore di una causa. ~ legale. 3 Chi svolge opera di beneficenza. ~ mecenate.
 sm. 1 (dir.) counsel. 2 (socio di patronato) patron. 3 (santo) patron saint.
 lat. patronus, deriv. da pater,-tris padre.

patrònomo, sm. Nell'antica Grecia, ognuno dei sei membri appartenenti a quel collegio spartano che venne fondato da Cleomene III nel 227 a. C. al fine di sostituire l'eforato.

pàtta, sf. 1 Pareggio nel gioco. 2 Al plurale, le marre dell'ancora. 3 Risvolto esterno delle tasche. 4 La striscia di stoffa che copre una fila di bottoni, specialmente l'apertura anteriore dei pantaloni maschili.
 sf. (striscia di stoffa) fly.

Pattàda Comune in provincia di Sassari (3.772 ab., CAP 07016, TEL. 079).

pattàre, v. tr. Nel gioco degli scacchi, terminare una partita alla pari.

patteggiaménto, sm. Il patteggiare.
 sm. plea bargaining.
Nel processo penale è un patto che viene concordato fra il pubblico ministero e l'imputato, relativamente alla pena da richiedere al giudice. Con questo metodo si può giungere a una riduzione della pena prevista fino a un terzo.

patteggiàre, v. intr. Venire a patti. ~ accordarsi, contrattare.
 v. intr. to negotiate.

pattern, loc. sost. invar. Modello, schema, configurazione.

Pàtti Comune in provincia di Messina (12.959 ab., CAP 98066, TEL. 0941). Centro agricolo (coltivazione di agrumi, olive e ortaggi), della pesca, turistico (balneazione) e industriale (prodotti alimentari e meccanici). Venne fondato nell'XI sec. nei pressi di un'abbazia di origine normanna. Vi si trovano i resti di una villa romana risalente al IV sec. Gli abitanti sono detti Pattesi.

Pàtti, Èrcole (Catania 1904-Roma 1976) Scrittore, collaborò con diversi quotidiani e pubblicò varie raccolte di articoli (Viaggio da Tokyo a Bombay, 1934; Il punto debole, 1952) e alcuni romanzi (Quartieri alti, 1940; Un amore a Roma, 1956; La cugina, 1965; Graziella, 1970).

Pàtti, gólfo di Insenatura della costa nordorientale della Sicilia, tra capo Calavà e capo Milazzo.

pattinàggio, sm. Sport praticato su piste di ghiaccio (pattinaggio su ghiaccio), di cemento o legno o su strada (pattinaggio a rotelle). Entrambe le discipline prevedono prove artistiche e prove di velocità; in quest'ultimo caso, le distanze previste variano, su ghiaccio, da 500 a 10.000 m, a rotelle, da 500 m a 200 km. Il pattinaggio su ghiaccio risale all'antichità, ed era in uso presso le popolazioni nordiche; è stato ammesso ai giochi olimpici nel 1924. Il pattinaggio a rotelle ha avuto inizio nel XVIII sec.
 sm. skating.

pattinàre, v. intr. Scivolare con i pattini sul ghiaccio, correre sui pattini a rotelle.
 v. intr. to skate.

pattinatóio, sm. Pista da pattinaggio.

pattinatóre, sm. Chi pratica il pattinaggio.
 sm. skater.

pàttino (1), sm. 1 Ciascuno dei due attrezzi che si applicano alle scarpe di chi pratica il pattinaggio. pattini a rotelle, da ghiaccio. 2 Organo che impone il movimento meccanico di un altro organo.
 sm. 1 skate. 2 (di slitta) runner. 3 (a rotelle) roller skate. 4 (da ghiaccio) ice skates.
 franc. patin, deriv. da patte zampa.

pattìno (2), sm. Moscone.

pàtto, sm. Convenzione particolare tra due parti. ~ accordo, intesa. venire a patti, scendere in trattativa; a patto che, a condizione che.
 sm. 1 agreement, pact. 2 (condizione) condition, term.
 lat. pactum, deriv. da pactus, p.p. di pacisci concludere un patto.

Patton, generale d'acciaio Film di guerra, americano (1970). Regia di Franklyn J. Schaffner. Interpreti: George C. Scott, Karl Malden, Stephen Young. Titolo originale: Patton

Patton, George Smith (San Gabriel 1885-Heidelberg 1945) Generale statunitense, si distinse nel corso della seconda guerra mondiale, in cui ricoprì importanti incarichi di comando, come quello della settima armata, che conquistò la Sicilia nel 1943, e della terza armata nello sbarco in Normandia. Combatté poi presso Avranches e nelle Ardenne. Morì in un incidente d'auto.

pattùglia, sf. Piccolo gruppo di militari, incaricati di svolgere compiti particolari di sorveglianza. ~ squadra, ronda.
 sf. patrol.

pattugliaménto, sm. Servizio di sorveglianza compiuto da una pattuglia.

pattugliàre, v. intr. Andare in pattuglia.

pattugliatóre, sm. 1 Unità di pattugliamento della marina militare il cui compito è di controllare zone diverse. 2 Chi fa parte di una pattuglia.

pattuìre, v. tr. Patteggiare. ~ accordarsi, conciliare.
 v. tr. to reach an agreement on.

pattuìto, agg. Stabilito.

pattùme, sm. Immondizia, spazzatura. ~ sporcizia, sudiciume.

pattumièra, sf. Recipiente per contenere la spazzatura.
 sf. dustbin.

Patù Comune in provincia di Lecce (1.696 ab., CAP 73053, TEL. 0833).

patullàre, v. v. tr. 1 Prendere in giro qualcuno. ~ deridere. 2 Agitare. ~ sballottare.
v. rifl. Giocherellare. ~ divertirsi.

patùrnie, sf. pl. Cattivo umore. ~ malumore, luna.

Pau (comune) Comune in provincia di Oristano (413 ab., CAP 09090, TEL. 0783).

Pau (Francia) Città (83.000 ab.) della Francia, capoluogo del dipartimento dei Pyrénées-Atlantiques.

Pauker, Anna (Codaesti, Moldavia 1894-Bucarest 1960) Politica romena. Studiò medicina a Zurigo. Attiva in politica fin dal 1922, sposò il giornalista Marcel Pauker che aveva conosciuto a Zurigo. Condannata in patria, fu costretta a riparare in Russia, dove il marito fu condannato a morte con l'accusa di trotzkismo (1930). Organizzò la divisione Tudor Vladimirescu, composta da profughi, con la quale rientrò in Romania nel settembre 1944. Dirigente comunista e ministro degli esteri dal 1947 al 1952, cercò, nei limiti del possibile, di sviluppare una politica autonoma rispetto alla Russia. Nel 1952, accusata di sionismo, fu espulsa dal partito.

Paulàro Comune in provincia di Udine (3.207 ab., CAP 33027, TEL. 0433).

Pàuli Arbarèi Comune in provincia di Cagliari (719 ab., CAP 09052, TEL. 070).

Pauli, Wolfgang (Vienna 1900-Zurigo 1948) Fisico svizzero di origine austriaca, fu l'assistente di M. Born e poi di N. Bohr; in seguito ai suoi studi arrivò a enunciare, nel 1924, il principio di esclusione, basato sulla meccanica quantistica. Collaborò poi con W. Heisenberg allo scopo di ricercare un'integrazione fra la meccanica quantistica e la teoria della relatività. Nel 1945 gli fu assegnato il premio Nobel per la fisica.

pauliciàno, sm. Membro di una setta eretica dei secc. VII-X che sosteneva un tipo di dualismo che contrapponeva il Dio celeste al Creatore e respingeva il Vecchio Testamento e l'Incarnazione, riconducendo il cristianesimo a una rigorosa semplicità evangelica.

Paulilàtino Comune in provincia di Oristano (2.688 ab., CAP 09070, TEL. 0785).

Pauline alla spiaggia Film commedia, francese (1982). Regia di Eric Rohmer. Interpreti: Amanda Langlet, Arielle Dombasle, Simon De La Brosse. Titolo originale: Pauline à la plage

Pauling, Linus Carl (Portland 1901-Big Sur 1994) Chimico statunitense premio Nobel per la chimica nel 1954, che compì studi fondamentali per la comprensione dei legami chimici. La sua attività nell'ambito della biochimica consentì di giungere a una maggiore conoscenza di svariate sostanze complesse. Grazie al suo impegno contro le armi nucleari gli venne assegnato anche il premio Nobel per la pace, nel 1962.

Paùllo Comune in provincia di Milano (9.613 ab., CAP 20067, TEL. 02).

paulòwnia, sf. Genere di piante arboree dalle foglie decidue, appartenenti alla famiglia delle Scrofulariacee, che si trovano in Cina e in Giappone.

Paulus, Friedrich von (Breitenau 1890-Dresda 1957) Ufficiale tedesco che guidò la sesta armata sul fronte sovietico nel corso della seconda guerra mondiale, fino alla disfatta successiva all'assedio di Stalingrado, in seguito alla quale si arrese, disobbedendo a Hitler. Durante la prigionia costituì un movimento di ufficiali antinazisti e, in seguito, testimoniò al processo di Norimberga dalla parte degli accusatori; nel 1953 fu rimesso in libertà.

pauperìsmo, sm. Fenomeno per cui a causa di guerre o carestie si ha una situazione di miseria estesa a larghi strati di popolazione.

pauperìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al pauperismo.

Paupìsi Comune in provincia di Benevento (1.709 ab., CAP 82030, TEL. 0824).

paupulàre, v. intr. Emettere il verso del pavone.

paùra, sf. 1 Stato d'animo, di inquietudine e turbamento che si prova al pensiero o alla presenza di cosa reputata pericolosa. ~ panico, spavento, terrore, fifa. <> serenità, tranquillità. 2 Preoccupazione. ~ trepidazione, timore. la paura dell'esame cominciava a farsi sentire. 3 Timore.
 sf. 1 fear. 2 (spavento) scare, fright. 3 (per paura di) for fear of. 4 (avere paura) to be afraid.
 lat. pavura, deriv. da pavor,-oris paura.
Cavaliere senza macchia e senza paura. Appellativo con cui era conosciuto il condottiero francese Pierre Bayard (1476-1524).

Paura Romanzo di R. Wright (1940).

Paura del portiere prima del calcio di rigore, La Romanzo di P. Handke (1970).

Paura di volare Romanzo di E. Jong (1974).

Pauròpodi Ordine di piccoli Miriapodi muniti di un paio di mandibole e di un paio di mascelle e aventi il tronco formato da dodici segmenti con nove paia di arti e testa con antenne setolose.

pauróso, agg. 1 Che mette paura. ~ spaventoso, terrorizzante. <> rassicurante, tranquillizante. 2 Che ha paura. ~ codardo, pavido. <> ardimentoso, ardito. era una persona paurosa per natura. 3 Eccezionale. aveva un'intelligenza paurosa.
 agg. 1 fearful. 2 (che ha paura) timorous, fearful. 3 (che fa paura) frightening.
 deriv. da paura.

pàusa, sf. 1 Breve sosta, intervallo. ~ fermata, interruzione. doveva prendersi una pausa dal lavoro. 2 Interruzione del suono in una composizione musicale.
 sf. 1 pause. 2 (sosta) break.
 lat. pausa, dal greco pausis, deriv. da pàuein far cessare.

Pausània (Sparta 445 a. C.-Tegea ?) Re di Sparta salito al trono nel 409 a. C., favorì la restaurazione della democrazia ad Atene, opponendosi alla politica di Lisandro. Fu inviato in soccorso di Lisandro nel 395 a. C. ma arrivò dopo la sconfitta e l'uccisione di questi, avvenute ad Aliarto. Per questa ragione fu processato e condannato per tradimento e venne condotto in esilio a Tegea, dove rimase fino alla morte.
Pausania
(?-Sparta 468 a. C.) Militare e reggente spartano della famiglia degli Agiadi, figlio di Cleombroto. Resse le sorti della città dal 480 a. C., sconfiggendo nel 479 a. C. i persiani e occupando Cipro e Bisanzio. Dopo essere stato richiamato a Sparta fu accusato di tradimento e venne murato vivo nel tempio di Atena in cui aveva cercato scampo.
Pausania
(II sec.) Scrittore greco autore dell'opera in dieci libri Periegesi della Grecia (160-177). In quest'opera descrive varie zone della Grecia dell'epoca, soffermandosi in particolare sugli aspetti topografici, artistici e storici e lasciando così un'importante testimonianza del suo tempo.

pausàre, v. intr. 1 Interrompere brevemente un'azione, fare una pausa. 2 Riposare. ~ fermarsi.

Paùssidi Famiglia di Insetti Coleotteri con antenne di forma strana e livree di colore giallo-rossastro o brune.

Paustovskij, Konstantin Georgevic (Mosca 1892-1968) Romanziere. Tra le opere Una storia settentrionale (1938) e Cronaca di una vita (1946-1962).

pavàna, sf. Antica danza italiana, elegante e solenne.

Pavaròlo Comune in provincia di Torino (836 ab., CAP 10020, TEL. 011).

Pavaròtti, Luciàno (Modena 1935-) Tenore. È uno dei più popolari cantanti lirici del mondo. Nel suo repertorio Bellini, Donizetti, Puccini e alcune opere verdiane. Recentemente con Carreras e Domingo si è esibito in concerti memorabili alle Terme di Caracalla (1990), a Los Angeles (1994) e a Modena (1997).

pavé, sm. invar. Tipo di lastricato costituito da piccoli blocchi di pietra o di vari tipi di rocce (porfido, granito, basalto, scistose).

Pavelic, Ante (Bradina 1889-Madrid 1959) Politico croato. Capo degli ustascia, nel 1941 con l'occupazione tedesca divenne dittatore. Dopo la guerra riparò all'estero.

paventàre, v. tr. e intr. Temere, aver paura. ~ diffidare, dubitare.

pavesàre, v. tr. Ornare con bandiere, imbandierare. ~ impavesare, parare. <> sguarnire, spogliare.

pavesàta, sf. In marina, serie di pavesi.

pavése, agg. e sm. agg. Relativo alla città di Pavia.
sm. 1 Scudo rettangolare usato dalle milizie medievali. 2 Gala di bandiere.

Pavése, Césare (Santo Stefano Belbo 1908-Torino 1950) Scrittore, allievo di A. Monti. Negli anni Trenta diresse la rivista Cultura che venne poi soppressa dal regime fascista; a causa del suo impegno antifascista fu incarcerato e poi condannato al confino, in Calabria. Nel 1936 pubblicò la raccolta di poesie Lavorare stanca, tentando di innovare le tradizioni poetiche dell'epoca. Scrisse poi vari romanzi e racconti (Paesi tuoi, 1941; La casa in collina; Feria d'Agosto, 1946; Il compagno, 1947; Prima che il gallo canti, 1949; La bella estate, 1949; La luna e i falò, 1950; Notte di festa, 1953), oltre ad altre opere poetiche (Dialoghi con Leucò, 1947; Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, 1951) e saggistiche (La letteratura americana e altri saggi, 1951). Importante fu anche la sua attività di traduttore, mediante la quale diffuse in Italia la conoscenza della lettereratura nordamericana. Morì suicida.

Pavési, Stéfano (Casaletto Vaprio, Cremona 1779-Crema 1850) Maestro di cappella del duomo di Crema e compositore soprattutto di musica religiosa. Fu direttore dal 1826 al 1830 del teatro di corte a Vienna.

Pavìa Città lombarda (77.000 ab., CAP 27100, TEL. 0382) capoluogo di provincia, situata sulle rive del Ticino. Importante mercato di prodotti agricoli e dell'allevamento, la città conta anche insediamenti industriali nei settori metallurgico, meccanico, tessile, alimentare. Venne fondata dai liguri e divenne nell'89 a. C. colonia romana, poi municipio nel 49 a. C. (Ticinum Papiae). Fu capitale longobarda e franca, quindi libero comune (XI-XIII sec.) e in seguito entrò a far parte del ducato dei Visconti. Vide la sconfitta di Francesco I contro Carlo V, nel 1525. Sede di un'antica università, che venne fondata nel 1361, ospitava già dall'XI sec. una scuola di studi giuridici. È ricca di testimonianze storiche e monumentali, come il castello visconteo (1360-1365), il broletto (XII sec.), le chiese di San Michele (1117-1155), San Pietro in Ciel d'Oro (XII sec.), San Teodoro (XII sec.).
Provincia di Pavia
(2.965 km2, 490.000 ab.) Si suddivide nelle tre zone del Pavese a nord-est, della Lomellina a nord-ovest e dell'Oltrepò a sud. Di tradizioni tipicamente agricole (riso, grano, mais e vigneti nell'Oltrepò, allevamento di bovini e suini), ha importanti industrie calzaturiere a Vigevano ed enologiche a Casteggio e a Stradella. Principali centri sono Vigevano, Voghera, Broni, Stradella, Mortara.

 

Pavìa di Ùdine Comune in provincia di Udine (5.422 ab., CAP 33050, TEL. 0432).

Paviàno, sm. Altra denominazione delle Scimmie Catarrine della specie Papio ursino che vive nell'Africa del Sud. Appartiene alla famiglia delle Cercopitecidi.

Pavic, Milorad (Belgrado 1929-) Romanziere serbo. Tra le opere Dizionario dei Chazari (1987).

pàvido, agg. e sm. agg. Che ha paura, timido. ~ codardo. <> ardimentoso.
sm. Persona paurosa. ~ vigliacco. <> coraggioso.
 lat. pavidus, deriv. da pavere spaventarsi.

pavimentàle, agg. Relativo al pavimento.

pavimentàre, v. tr. Fare il pavimento.

pavimentatóre, sm. Operaio che mette in posa i pavimenti.

pavimentazióne, sf. 1 L'atto del pavimentare. 2 Il lastricato delle vie e delle strade e il materiale di cui è costituito.
 sf. paving.

paviménto, sm. Copertura del suolo a mezzo di materiali vari. ~ assito, impiantito, suolo.
 sm. floor.
 lat. pavimentum, deriv. da pavire spianare.

pavimentóso, agg. Riferito a un tessuto epiteliale con cellule poliedriche appiattite collocate su uno o più strati.

Pavlodar Città (342.000 ab.) del Kazakistan, sul fiume Irtys. Capoluogo della provincia omonima.

Pavlograd Città (134.000 ab.) dell'Ucraina, sul fiume Volcja, nella provincia di Dnepropetrovsk.

Pavlov, Ivan Petrovic (Pietroburgo 1882-L'Aia 1931) Ballerina classica russa, attiva dal 1906 al 1927. Celebre interprete della compagnia dei Ballets Russes (Balletti Russi) di Sergej Diaghilev, nel 1911 creò una propria compagnia di balletto che presentò spettacoli di balletto classico nei migliori teatri del mondo. Tra le sue interpretazioni memorabili per grazia e leggerezza, si ricordano il Lago dei cigni di P. I. Caikovkij (1906 e 1911), La morte del cigno di M. M. Fokin (1907), Giselle di A. Adam (1909). Una scelta delle sue esibizioni è stata portata sullo schermo nel 1956 con il titolo Il cigno immortale.

Pavlova, Ànna (Pietroburgo 1882-L'Aia 1931) Ballerina classica russa, attiva dal 1906 al 1927. Celebre interprete della compagnia dei Ballets Russes (Balletti Russi) di Sergej Diaghilev, nel 1911 creò una propria compagnia di balletto che presentò spettacoli di balletto classico nei migliori teatri del mondo. Tra le sue interpretazioni memorabili per grazia e leggerezza, si ricordano il Lago dei cigni di P. I. Caikovkij (1906 e 1911), La morte del cigno di M. M. Fokin (1907), Giselle di A. Adam (1909). Una scelta delle sue esibizioni è stata portata sullo schermo nel 1956 con il titolo Il cigno immortale.

Pavlova, Tatjana (Belopavlovic 1896-Roma 1975) Attrice e regista teatrale russa, sorella di Anna. Nel 1921 si trasferì in Italia, dove aprì la strada al teatro moderno, introducendo i principi estetici di V. Stanislavskij.

Pavolini, Alessàndro (Firenze 1903-Dongo 1945) Politico. Di ideologia fascista, dal 1939 al 1943 fu ministro della cultura popolare, quindi segretario del partito della RSI. Ideò e fu alla guida delle Brigate nere. Mentre tentava la fuga con Mussolini, venne fucilato.

pavoncèlla, sf. Uccello (Vanellus vanellus) della famiglia dei Caradridi e dell'ordine dei Caradriformi. Di colore verde con un ciuffo bruno sul capo, vive nelle zone coltivate e nelle paludi dell'Europa e dell'Asia.

Pavóne Costellazione, classificata nel 1603 da J. Bayer, impossibile da vedere dalle nostre latitudini, in quanto situata nell'emisfero celeste australe.

pavóne, sm. 1 Uccello. 2 Detto di persona vanitosa.
 sm. peacock.
Uccello galliforme appartenente alla famiglia dei Fasianidi, originario di India e Indocina (ne esiste anche una specie originaria del Congo). Viene allevato per lo splendido piumaggio multicolore, che viene aperto a ventaglio dal maschio durante il corteggiamento. La specie indiana è il Pavo cristatus, quella indonesiana Pavo muticus, quella africana Afropavo congensis.

Pavóne Canavése Comune in provincia di Torino (4.060 ab., CAP 10018, TEL. 0125).

Pavóne dél Mèlla Comune in provincia di Brescia (2.480 ab., CAP 25020, TEL. 030).

Pavóne, Rìta (Torino 1945-) Cantante di musica leggera, arrivò al successo negli anni '60. Tra le canzoni La partita di pallone e Come te non c'è nessuno.

pavoneggiàrsi, v. intr. pron. Vantarsi, compiacersi dei propri meriti o della propria bellezza. ~ darsi delle arie.
 v. intr. pron. to show off, to strut about.

pavor nocturnus, loc. sost. m. invar. Disturbo che si presenta nell'infanzia manifestandosi in un risveglio improvviso dopo poche ore di sonno con incubi e scarso riconoscimento dell'ambiente circostante.

Pavùllo nél Frignàno Comune in provincia di Modena (13.379 ab., CAP 41026, TEL. 0536). Centro agricolo (coltivazione di frutta, foraggi e cereali) e industriale (prodotti tessili e alimentari). Vi si trova il castello Montecuccoli, del XVI sec. Gli abitanti sono detti Pavullesi.

Pawlicki, Stefan (Danzica 1839-1917) Filosofo polacco. Membro dell'Accademia Pontificia. Tra le opere, Il materialismo di fronte alla scienza (1870) e Studi sulla filosofia greca (1890).

Pawnee Popolazione indiana dell'America del nord che viveva tra i fiumi Platte e Arkansas; in seguito furono rinchiusi nelle riserve dell'Oklahoma e del Nebraska.

paxillus, sm. invar. Genere di Funghi Basidiomiceti cosmopoliti con gambo facilmente staccabile. Appartiene alla famiglia delle Boletacee.

Paxinù, Katina (Pireo 1900-Atene 1973) Attrice greca. Dopo un'iniziale esperienza teatrale nell'interpretazione dei personaggi del teatro classico, nel 1943 passò al cinema vincendo l'Oscar per la migliore attrice non protagonista nel film Per chi suona la campana. Tra le altre interpretazioni, Il lutto si addice a Elettra (1947) di D. Nichols, Rapporto confidenziale (1956) di O. Welles e Rocco e i suoi fratelli (1960) diretto da Luchino Visconti.

Paxton, Joseph (Milton-Bryant 1801-Sydenham 1865) Architetto inglese. Tra le opere il Crystal Palace per l'Esposizione Internazionale del 1851 a Londra (distrutto da un incendio nel 1937).

pay TV, loc. sost. f. invar. Emittente televisiva i cui programmi sono accessibili, a pagamento, per mezzo di un decodificatore.

Payback Film thriller, americano (1998). Regia di B. Helgeland. Interpreti: M. Gibson, G. Henry.

Payne-Gaposchkin, Cecilia Helena (Wendower, Inghilterra 1900-Cambridge, Massachusetts 1979) Lavorò nell'osservatorio astronomico dell'università di Boston, più nota come università di Harvard. Si è occupata dell'analisi degli spettri stellari e dell'evoluzione delle stelle, scoprendo nuove leggi sui cicli stellari.

Pays de la Loire Regione (3.059.000 ab.) amministrativa della Francia, comprendente i dipartimenti di Loire-Atlantique, Maine-et-Loire, Mayenne, Sarthe e Vendée. Capoluogo Nantes.

Paysan, Catherine (Aulaines, Sarthe 1926-) Pseudonimo di Annie Roulette, scrittrice francese. Trasferì nelle sue opere l'isolamento della grande città, che visse in prima persona essendo stata trasferita a Parigi per insegnare; nonché l'emarginazione degli immigrati. Tra le opere, Noialtri Sanchez (1961), Il negro di sabbia (1968), Come l'oro di un anello (1971), La colline d'en face (1987).

Paysandú Città (75.000 ab.) dell'Uruguay, sul fiume Uruguay. Capoluogo del dipartimento omonimo.

Paz => "La Paz"

Paz (El Salvador), La Dipartimento (246.000 ab.) dell'El Salvador, nella Zona Centrale. Capoluogo Zacatecoluca.

Paz (Honduras), La Dipartimento (112.000 ab.) dell'Hounduras sudoccidentale. Capoluogo La Paz.

Paz (Messico), La Città (138.000 ab.) del Messico, capitale dello stato della Bassa California del Sud.

Paz Estenssoro, Víctor (Tarija 1907-) Politico boliviano. Leader del Movimento nazionale rivoluzionario, fu tre volte presidente della repubblica (1952-1956, 1960-1964 e 1985-1990).

Paz, Octavio (Città del Messico 1914-1998) Scrittore messicano, dopo gli inizi di carattere rivoluzionario e surrealistico (visse a Parigi), si orientò verso temi tipici dell'esistenzialismo. Fra le sue prime opere, Radice dell'uomo (1937); in seguito scrisse alcune raccolte di poesie come Libertà sulla parola, pubblicata nel 1960, Salamandra (1962), Versante est (1968), Ritorno (1976) e una serie di opere di saggistica come Il labirinto della solitudine (1950), I figli del fango (1973). Nel 1990 gli è stato assegnato il premio Nobel per la letteratura.

Pazardzik Città (88.000 ab.) della Bulgaria centro-occidentale, sul fiume Marizza. Capoluogo del distretto omonimo.

pazientàre, v. intr. Avere pazienza. ~ aspettare, attendere.
 v. intr. to be patient.

paziènte, agg., sm. e sf. agg. 1 Che ha pazienza. ~ quieto, tranquillo. <> nervoso, impaziente. si riteneva una persona paziente. 2 Che necessita pazienza. era un paziente lavoro che richiedeva tempo e calma.
sm. e sf. Chi, affetto da una malattia, è sottoposto alle cure di un medico. ~ ammalato, degente.
 agg., sm. e sf. patient.
 lat. patiens,-entis, p.pres. di pati sopportare.

paziènza, sf. 1 Qualità di chi sopporta con rassegnazione le varie avversità. ~ tolleranza. <> insofferenza. 2 Precisione, meticolosità nell'esecuzione di un lavoro. ~ accuratezza. <> negligenza. un lavoro fatto con pazienza.
 sf. 1 patience. 2 (escl.) never mind.
 lat. patientia, deriv. da pati sopportare.

Paziènza, Andrèa (Bologna 1956-Lucca 1988) Disegnatore di fumetti italiano. Fece il proprio esordio professionale nel 1977 sul periodico Linus, rappresentando la contestazione giovanile con il personaggio Penthotal. Nel 1980 passò poi alla rivista Cannibale, creando la striscia di Zanardi, e quindi fornì la propria collaborazione anche a Corto Maltese e Comic Art.

Pazza di Chaillot, La Dramma di J. Giraudoux (postumo 1945).

Pazza storia del mondo, La Film comico, americano (1981). Regia di Mel Brooks. Interpreti: Mel Brooks, Madeline Kahn, Dom De Luise. Titolo originale: History of the World (Part 1)

pazzaménte, avv. Da pazzo, esageratamente.

Pazzàno Comune in provincia di Reggio Calabria (954 ab., CAP 89040, TEL. 0964).

pazzarièllo, sm. Tipico banditore di prodotti alimentari di Napoli.

pazzeggiàre, v. intr. Fare pazzie.

pazzerèllo, agg. Spensierato, capriccioso.

pazzerellóne, sm. Persona allegra, burlone.

pazzésco, agg. (pl. m.-chi) 1 Che concerne la pazzia. ~ insensato. <> razionale. 2 Qualcosa di assurdo. ~ dissennato, folle. <> accorto, assennato, avveduto.
 agg. absurd, crazy.

Pàzzi Famiglia fiorentina originaria di Fiesole, avversaria dei Medici, che organizzò la congiura dei Pazzi, in cui Francesco e Iacopo Pazzi assieme a Bernardo Bandini assalirono nella chiesa di Santa Maria del Fiore Giuliano e Lorenzo de' Medici, uccidendo il primo e ferendo il secondo; la congiura fallì e papa Sisto V intervenne contro Firenze, ma i Medici rafforzarono comunque il loro potere.

Pàzzi (cappella dei) Cappella rinascimentale progettata dal Brunelleschi nel 1429 posta nel chiostro di Santa Croce a Firenze.

Pazzi, pupe e pillole Film comico, americano (1964). Regia di Frank Tashlin. Interpreti: Jerry Lewis, Glenda Farrell, Everett Sloane. Titolo originale: The Disorderly Orderly

Pàzzi, Robèrto (Ameglia, La Spezia 1946-) Romanziere. Tra le opere Cercando l'imperatore (1985), Incerti di viaggio (1996).

pazzìa, sf. 1 Ogni malattia che altera le facoltà mentali. ~ demenza, follia. <> normalità, sanità. 2 Stravaganza. ~ bizzarria.
 sf. 1 insanity, madness. 2 (azione) folly.

pàzzo, agg. 1 Malato di mente. ~ demente, folle. <> normale, sano. uscire pazzo, impazzire. 2 Persona bizzarra. ~ scriteriato. <> accorto, assennato. aveva gusti da pazzi. 3 Chi è in preda a una passione. era pazzo d'amore.
 agg. 1 insane, crazy. 2 (strano) mad, wild. 3 (di gioia) beside oneself with joy.
 lat. patiens,-entis sofferente.

pazzòide, agg., sm. e sf. Che, chi è strano e stravagante. ~ bizzarro, esaltato. <> assennato, coerente.

Pb Simbolo chimico del piombo.

pc Sigla di parsec, unità di misura di distanza usata in astronomia.
PC
Sigla di Personal Computer.
pc
Sigla di per conoscenza.

PCI Sigla del partito comunista italiano.

PCM Sigla di Pulse Code Modulation (modulazione a codifica numerica di impulsi). Si tratta di una tecnica utilizzata per trasformare un segnale dalla forma analogica a quella digitale.

PCUS Sigla del partito comunista dell'unione sovietica.

Pd Simbolo chimico del palladio.

PDA Sigla di Personal Digital Assistant (assistente personale digitale).

PDL In informatica è la sigla di Page Description Language (linguaggio descrittivo di pagina). Designa quei linguaggi di programmazione che descrivono l'aspetto di una pagina stampata.

PDR In informatica è la sigla di Processing Data Rate (velocità di elaborazione dei dati). Viene usata come unità di misura della potenza di un elaboratore.

PDS Sigla del partito democratico della sinistra.

pe Sigla di per esempio.

Pèa, Enrìco (Seravezza, Lucca 1881-Forte dei Marmi 1958) Scrittore. Tra le opere Moscardino (1922) e Il servitore del diavolo (1931).

Peace River Fiume (1.923 km) del Canada. Nasce dalle Montagne Rocciose nella Columbia Britannica e confluisce nel fiume Athabasca formando il fiume Slave. Attraversa la provincia di Alberta settentrionale. Immissario del Grande Lago degli Schiavi è emissario del lago Athabasca. Le sue acque sono utilizzate per il trasporto del legname. Non è navigabile. Forma il lago Williston e alimenta la centrale di Portage Mountain.

Peacock, George (Denton 1791-Ely 1858) Matematico inglese. Concepì la disciplina come scienza delle strutture astratte e non come scienza delle qualità.

peàna, sm. Canto di vittoria.

Peàno, Giusèppe (Spinetta, Cuneo 1858-Torino 1932) Matematico e logico, insegnò analisi infinitesimale a Torino e si occupò dello studio dei concetti fondamentali della matematica, con particolare attenzione al calcolo vettoriale e all'integrazione delle equazioni differenziali. Si occupò poi di logica e strutturò il simbolismo utilizzato in logica matematica, tuttora in uso.

Pearl Harbor Baia dell'isola hawaiiana di Oahu, famosa per la presenza di una base navale statunitense e per l'attacco subito il 7 dicembre 1941 da parte dei giapponesi, che determinò l'entrata in guerra degli Stati Uniti. I danni inflitti alle forze aeronavali nemiche concessero ai giapponesi il controllo di buona parte dell'oceano Pacifico nella prima fase del conflitto.

Pearson, Egon Sharpe (1895-1982) Matematico inglese, figlio di Karl. Fondò la teoria dei test statistici su basi logico-matematiche.

Pearson, Karl (Londra 1857-Coldharbour 1936) Matematico inglese. Introdusse nel metodo scientifico l'uso della statistica. Insegnò all'università di Londra e fondò una rivista, Biometrica, in cui propugnava l'applicazione alla biologia dei metodi matematici. Definì la correlazione tra due variabili e studiò le curve di distribuzione. Scrisse La grammatica delle scienze e Contributi matematici alla teoria dell'evoluzione.

Pearson, Lester Bowles (Toronto 1897-Ottawa 1972) Politico canadese. Di ideologia liberale fu primo ministro dal 1963 al 1968, e nel 1957 fu insignito del premio Nobel per la pace.

Peary, Robert Edwin (Cresson 1856-Washington 1920) Esploratore statunitense che effettuò una serie di spedizioni in Groenlandia. Peary è considerato il primo uomo ad aver raggiunto il polo nord (primato contestato da un altro esploratore statunitense, F. A. Cook) il 6 giugno 1909.
Terra di Peary
Zona nella Groenlandia settentrionale, sulla costa artica, che fu scoperta nel 1892 da R. E. Peary, nel corso di una delle sue spedizioni.

peàta, sf. Tipo di barca da carico utilizzata nella laguna veneta.

pebrìna, sf. Malattia contagiosa dei bachi da seta provocata dallo sporozoo Nosema bombycis.

pècari, sm. Mammifero (noto anche come pecari dal collare, Tayassu tajacu) della famiglia dei Talassuidi e dell'ordine degli Artiodattili. Presente dagli Stati Uniti meridionali all'Argentina, vive in branchi numerosi. Misura sino a 1 m di lunghezza.

pècca, sf. Imperfezione leggera, difetto non grave. ~ errore, fallo. <> dote, pregio.
 sf. fault, defect.

peccaminóso, agg. 1 Pieno di peccato. ~ colpevole. <> innocente. 2 Che spinge al peccato. ~ delittuoso. <> onesto, retto.
 agg. sinful.

peccàre, v. intr. Commettere peccato, sbagliare. ~ difettare, mancare.
 v. intr. 1 to sin. 2 (fig.) to err. 3 (sbagliare) to be guilty.

peccàto, sm. 1 Violazione della legge di Dio. cadere in peccato, peccare. 2 Motivo di rammarico. ~ caduta, colpa. 3 Errore. in quel testo si trovano diversi peccati di ortografia.
 sm. 1 sin. 2 (escl., che peccato!) what a shame.
 lat. peccatum, p.p. di peccare.
Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra. Vangelo di S. Giovanni, cap. VIII. Cristo difende così la donna adultera.

Peccato che sia una sgualdrina Dramma di J. Ford (1633).

Peccato, Il Romanzo di G. Boine (1914).

peccatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi ha commesso peccato.
 sm. sinner.

Peccatrice, Una Romanzo di G. Verga (1866).

pécchia, sf. Ape.

Pècchio, Giusèppe (Milano 1785-Brighton 1885) Patriota ed economista. Dopo i moti del 1821 dovette riparare in Inghilterra nel 1823. Di nobile famiglia, fu uditore al consiglio di stato e deputato. Scrisse sul Conciliatore ma fu allontanato con l'accusa di aver cospirato con i federati (1821). Esiliato in Inghilterra, si dedicò alla stesura delle sue numerose opere, tra le quali Storia dell'economia pubblica in Italia (1829), Vita di Ugo Foscolo (1830) e Storia critica della poesia inglese (1835).

pecchióne, sm. Il maschio dell'ape, fuco.

Pèccioli Comune in provincia di Pisa (4.989 ab., CAP 56037, TEL. 0587).

Pècco Comune in provincia di Torino (252 ab., CAP 10080, TEL. 0125).

péce, sf. Sostanza vischiosa e nerastra, ottenuta come residuo della distillazione dei catrami.
 sf. pitch.
 lat. pix, picis.

pecétta, sf. 1 Brandello di stoffa per riparare uno strappo.2 Benda. ~ cerotto.

Pecétto di Valénza Comune in provincia di Alessandria (1.249 ab., CAP 15040, TEL. 0131).

Pecétto Torinése Comune in provincia di Torino (3.438 ab., CAP 10020, TEL. 011).

pechblenda, sf. Minerale da cui si estraggono l'uranio e il radio.

pechinése, agg. e sm. agg. Relativo a Pechino.
sm. Originario della Cina, è un cane da compagnia dal temperamento affettuoso. Presenta un pelo lungo di diverse varietà di colore.
 agg. e sm. Pekin(g)ese.

Pechìno Capitale della Cina (6.800.000 ab., raggiunge gli 11.000.000 di abitanti considerando tutto l'agglomerato urbano), capoluogo della Regione del Nord, situata al bordo della pianura cinese, un centinaio di chilometri a nord del porto di Tianjin sul mar Giallo. Pechino è la città principale della Cina, sia in campo amministrativo e politico, sia per quanto concerne l'attività culturale, con la presenza di diverse università, istituti accademici e scientifici, musei, teatri e biblioteche. La città è divisa in due parti: la città tartara, con tre zone distinte racchiuse da mura una dentro l'altra (città proibita, imperiale ed esterna), e a sud la città cinese, a forma di rettangolo molto allungato. Anche l'economia vede la città ai vertici nazionali, sia del commercio sia dell'industria (in diversi settori, fra cui quello siderurgico, chimico, vetrario, petrolchimico, dell'abbigliamento, editoriale e cinematografico), sia dell'artigianato (orafo, dei mobili, di lacche e avorio, di rame e giada). Ricca di monumenti, è tuttora presente il palazzo imperiale edificato durante la dinastia dei Ming, racchiuso entro le mura della città proibita o purpurea, oltre a vari templi (della Terra, della Luna, del Sole, del Cielo, dell'Agricoltura, di Confucio) e a edifici situati nelle zone periferiche. Notevoli sono il palazzo d'Estate e le tombe dei Ming. L'insediamento originale risale al V sec. a. C. (Ch'i) e, dopo una distruzione subita nel III sec., diventò la principale città dello stato Yan (con il nome di Yanjing) nel periodo che va dal 440 al 220 a. C. Mantenne il suo predominio anche dopo la creazione dell'impero Qin (221 a. C.). Divenne poi la capitale meridionale del regno dei Liao (con il nome di Nanjing o capitale del Sud, nel X sec.). In seguito fu sotto il dominio dei mongoli (Gengis Khan la distrusse nel 1215), che con Qubilay la ribattezzarono Khanbalik (nel XIII sec.). Sotto la dinastia Yuan (1269-1368) la città si ampliò ulteriormente e sotto la dinastia Ming (1368-1644) assunse il nome di Beiping (pace del Nord) in quanto la capitale fu trasferita a Nanchino: tornò a essere capitale solo nel 1421, ribattezzata con il nome di Peking (Beijing, capitale del Nord). Sede preferita della dinastia Manciù (1644-1911), ha subito un grande declino in concomitanza di un altro trasferimento di capitale a Nanchino. Nel 1900 ci fu la rivolta dei Boxers e la città fu occupata da truppe internazionali. Dopo l'occupazione giapponese (1937) e la liberazione alla fine della seconda guerra mondiale, la città è divenuta capitale della Repubblica popolare cinese nel 1949, riacquistando il suo ruolo di egemonia.

Pechstein, Max (Zwickau 1881-Berlino 1955) Pittore tedesco. Studiò a Dresda; insegnò a Berlino dal 1923 al 1933 e, dopo la parentesi nazista, dal 1945. Aderì al gruppo espressionista Die Brücke, ma in seguito si avvicinò ai fauves e fu tra i promotori della Secessione berlinese. Tra le opere Barca di pescatori (1913, Berlino, Brücke-Museum) e Due ragazze sulla spiaggia (1920, Hannover, Sprengel Museum).

pècia, sf. Ciascuno dei fogli piegati in quattro che componevano i fascicoli dei libri medievali.

peciàrio, sm. Addetto medievale che aveva in cura il deposito dei manoscritti con possibilità di darli in prestito o venderli a docenti e studenti.

pecìle, agg. e sm. Antico portico greco adornato con pitture.

Pecilìidi Famiglia di Pesci ciprinodontiformi di piccole dimensioni con elevato dimorfismo sessuale.

Peck, Gregory (La Jolla 1916) Attore cinematografico statunitense, ha interpretato molti film nei generi tipici hollywoodiani, fra i quali Le chiavi del paradiso (1944), Io ti salverò (1945), Duello al sole (1946), Le avventure del capitano Hornblower (1951), Vacanze romane (1953), L'uomo dal vestito grigio (1956), Moby Dick, la balena bianca (1956), Il buio oltre la siepe (1963, con cui vinse il premio Oscar come miglior attore), Il presagio (1976), I ragazzi venuti dal Brasile (1978), Old gringo (1988).

Peckinpah, Sam (Fresno 1926-Iglewood 1984) Regista cinematografico statunitense. Diresse Sfida nell'Alta Sierra (1962), La ballata di Cable Hogue (1970), Cane di paglia (1971), Pat Garrett e Billy Kid (1973), Convoy (1978) e Osterman Weekend (1983).

Pecora Fiume (1.809 km) della Russia nordoccidentale. Nasce dai monti Urali e sfocia nel mare di Barents, nella baia di Pecora. I suoi principali affluenti sono l'Ilie, l'Izma e il Sula. Bagna la città omonima ed è navigabile solo nella stagione estiva.
Pecora, mare della
Settore del mare di Barents, compreso tra la costa settentrionale russa a sud, le isole Vajgac, Novaja Zemlja a nord-est e Kolgujev a ovest.

pécora, sf. Mammifero (Ovis aries) ruminante del genere degli Ovis, appartenente alla famiglia dei Bovidi (sottofamiglia Caprini). Questo animale è stato addomesticato dall'uomo in epoca preistorica ed è attualmente diffuso in tutto il mondo, con molte razze diverse. Le caratteristiche principali sono un corpo di medie dimensioni, coperto dal vello; il vello viene utilizzato per la produzione della lana. Le pecore vengono allevate preferibilmente al pascolo.
 sf. sheep.
È meglio vivere un giorno da leone che cent'anni da pecora. Frase di Francesco Domenico Guerrazzi in uno scritto a Nicolò Puccini.

pecoràggine, sf. Il comportarsi come una pecora, in modo sottomesso.

pecoràio, sm. Pastore di pecore.
 sm. shepherd.

pecoràme, sm. Quantità di pecore.

Pecoràra Comune in provincia di Piacenza (1.086 ab., CAP 29010, TEL. 0523).

pecoréccio, agg. Relativo alle pecore.

pecorèlla, sf. 1 Piccola pecora. 2 Chi è timido e mansueto. 3 Piccola nuvola, in genere addossata ad altre simili, da sembrare un branco di pecore nel cielo.
 dimin. di pecora.

pecorìle, agg. e sm. agg. Riferito alla pecora.
sm. Ovile.

pecorìno, agg. e sm. agg. Relativo a pecora.
sm. Formaggio pecorino.
 sm. sheep's milk cheese.

pecoróne, sm. 1 Grossa pecora. 2 Persona che segue senza una volontà propria le direttive altrui.

Pecorone Novella di Giovanni Fiorentino (dopo il 1378, pubblicata postuma nel 1558).

pecorùme, sm. Persone che seguono, senza reagire, la volontà dei potenti.

Pecos Fiume (1.183 km) degli USA. Nasce, presso Santa Fé, dalla catena montuosa di Sangre de Cristo nelle Montagne Rocciose e, prima di confluire nel Rio Grande, attraversa in parte lo stato del Texas e il Nuovo Messico.

Pecquet Nome dell'ampolla (cisterna del Pecquet) da cui si origina il dotto toracico in cui scorre la linfa.

Pécs Città (172.000 ab.) dell'Ungheria, capoluogo della contea di Baranya.

pectàsi, sf. Enzima delle idrolasi in grado di catalizzare l'idrolisi dei legami metossicarbonilici delle pectine con formazione di alcool e acido metilico. La pectasi è presente soprattutto nei frutti carnosi nei quali, durante il processo maturativo, scinde le pectine liberando alcool metilico.

pèctico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla pectina.

pectìna, sf. Classe di sostanze naturali complesse (idrocolloidi), presenti in molti vegetali superiori, che ne contengono notevoli quantità soprattutto nella polpa dei frutti. È proprio grazie all'abbondanza di pectine che alcuni frutti (come le mele, le pesche, le albicocche ecc.) sono più adatti di altri alla confezione di marmellate. Particolari pectine vengono anche estratte da mele e limoni per la produzione di gelatine, marmellate e addensanti, grazie alle proprietà di formare gel stabili mediante idratazione.

pectinàsi, sf. Enzima delle idrolasi in grado di depolimerizzare le pectine a esteri metilici dell'acido galatturonico. È una sostanza a basso peso molecolare che si trova nei Funghi. Insieme alla pectasi viene usata nella fase di chiarificazione dei succhi di frutta.

pectizzazióne, sf. Processo di trasformazione, ottenuta mediante azioni esterne, di sostanze solubili in insolubili.

pectolìte, sf. Silicato di sodio e calcio che si trova spesso associato a zeoliti. Si presenta in masse compatte o in aggregati fibroso-raggiati di cristalli monoclini di colore bianchiccio grigiastro.

peculàto, sm. Appropriazione di denaro da parte di chi ha l'ufficio di riceverlo, custodirlo o amministrarlo. ~ concussione, ruberia, sottrazione.
 sm. embezzlement.

peculiàre, agg. Particolare, proprio. ~ caratteristico, distintivo. <> comune, diffuso, generale.
 agg. peculiar.

peculiarità, sf. L'essere peculiare.

pecùlio, sm. Somma di denaro pazientemente accumulata.

peculium, sm. invar. In diritto romano antico, l'insieme di quei beni dei quali potevano disporre liberamente persone diverse dal pater familias.

pecùnia, sf. Denaro.

pecuniàrio, agg. 1 Relativo a denaro. 2 Valutabile in denaro.
 lat. pecuniarius.

Pedàce Comune in provincia di Cosenza (2.240 ab., CAP 87050, TEL. 0984).

pedàggio, sm. Tassa che si paga per transitare con veicoli in determinati luoghi.
 sm. toll.

pedàgna, sf. Sulle imbarcazioni a remi, ognuna delle traverse di legno poste nella parte interna, sul fondo, sulle quali puntano i piedi i vogatori.

pedagnòla, sf. Piccola trave di legno a sezione quadrata che viene utilizzata nella costruzione dei tetti per impedire che le tegole scorrano verso la gronda. Viene posta in corrispondenza della linea di gronda.

pedàgnolo, sm. Fusto d'albero giovane, cresciuto a ceduo, da cui si ricava legna da ardere.

pedagogìa, sf. Disciplina scientifica reativa allo studio delle teorie e dei metodi educativi; anticamente era già presente al tempo degli antichi greci e veniva presa in considerazione da vari autori (Aristotele, Platone, Socrate) come metodo per la formazione del cittadino. Presso i greci si distinsero la tendenza spartana, più incentrata sulle capacità guerriere, e quella ateniese, che allargava l'ambito educativo alle arti e alla letteratura. Presso i romani, si arrivò al modello ideale del civis (Quintiliano nelle sue Institutiones oratoriae tratteggia il sistema educativo romano). Nel cristianesimo diviene particolarmente importante l'aspetto morale e teologico (Sant'Agostino, San Tommaso d'Aquino). In seguito, durante l'umanesimo, l'accento fu posto sulla laicità della formazione individuale. Con J. J. Rousseau (nel XVIII sec.) si ebbe una svolta verso una maggiore libertà di sviluppo delle tendenze individuali, nel rispetto delle leggi di natura. Al termine del XIX sec. la pedagogia assunse il carattere di scienza vera e propria. Agli inizi del XX sec. furono attivi M. Montessori ed E. Claparède, che privilegiarono un approccio di carattere scientifico, mentre in seguito esponenti dell'ideologia marxista (A. Gramsci) criticarono fortemente i metodi tradizionali della disciplina. Attualmente si propende per una visione più interdisciplinare, pratica, piuttosto che puramente teorica.
 sf. pedagogy.

pedagògico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla pedagogia.

pedagogìsmo, sm. Applicazione intransigente di un metodo pedagogico.

pedagogìsta, sm. e sf. Esperto di pedagogia.

pedagogizzàre, v. intr. 1 Fare il pedagogista. 2 Atteggiarsi a pedagogo.

pedagògo, sm. (pl.-ghi) 1 Istitutore e precettore di bambini. 2 Guida, maestro.

pedàina, sf. Affezione necrobiotica che colpisce le zone ungueali e peringueali degli ovini.

pedalàbile, agg. Di strada percorribile in bicicletta.

pedalàre, v. intr. Muovere la bicicletta usando i pedali.
 v. intr. to pedal.

pedalàta, sf. L'azione del pedalare e il modo di farlo.

pedalatóre, sm. (f.-trìce) Chi pedala.

pedàle, sm. Qualsiasi meccanismo che si aziona con i piedi. il pedale del freno non sembrava funzionare correttamente; pedali da bicicletta.
 sm. pedal.
 lat. pedalis, adatto al piede, della sua dimensione.

Pedaliàcee Famiglia di piante Dicotiledoni tropicali appartenete all'ordine delle Tubiflore.

pedalièra, sf. Ogni dispositivo che raccoglie dei pedali e i loro sostegni.

pedalìna, sf. Macchina da stampa tipografica piana, a pressione, di piccole dimensioni, che un tempo veniva azionata a pedale.

pedalìno, sm. Calzino da uomo.

pedalò, sm. invar. Piccola imbarcazione da diporto che si muove per mezzo di piccole pale rotanti azionate da pedali.

pedàna, sf. Tappeto, struttura o oggetto su cui si poggiano i piedi. ~ palco, passerella, podio.
 sf. 1 platform, footboard. 2 (di scherma) piste. 3 (nel salto) springboard.

pedàno, sm. Scalpello usato dai falegnami per tagliare il legno seguendo la direzione delle fibre.

pedantàggine, sf. Pedanteria. ~ puntigliosità.

pedànte, agg., sm. e sf. 1 Che, o chi, segue eccessivamente le regole grammaticali o i regolamenti burocratici. 2 Pignolo.
 agg. pedantic. sm. e sf. pedant.

Pedante gabbato, Il Commedia di S. de Cyrano de Bergerac (1654).

pedanteggiàre, v. intr. Fare il pedante.

pedanterìà, sf. L'essere pedante, esageratamente minuzioso. ~ cavillosità, meticolosità.

pedantésco, agg. (pl. m.-chi) Proprio di pedante, eccessivamente pignolo. quel professore aveva un metodo pedantesco di correzione dei lavori fatti; lingua pedantesca, in voga nel XVI sec. per componimenti satirici.

Pedàra Comune in provincia di Catania (8.034 ab., CAP 95030, TEL. 095).

Pedàso Comune in provincia di Ascoli Piceno (1.934 ab., CAP 63016, TEL. 0734).

pedàta, sf. 1 Orma del piede. 2 Colpo dato con il piede.
 sf. 1 (orma) footprint. 2 (colpo) kick.
 deriv. dal latini pes, pedis.

pedàto, agg. Di foglia, il cui lembo ha due nervature principali dalle quali si dipartono, verso l'esterno, lobi e nervature secondarie.

Pedavéna Comune in provincia di Belluno (4.177 ab., CAP 32034, TEL. 0439).

pedemontàno, agg. Che è situato ai piedi di un monte o di una catena montuosa.

Pedemónte Comune in provincia di Vicenza (795 ab., CAP 36040, TEL. 0445).

pederàsta, sm. Chi pratica la pederastia. ~ pedofilo, invertito, omosessuale.
 sm. homosexual, pederast.

pederastìa, sf. Omosessualità maschile, indirizzata verso i bambini.

Pederòbba Comune in provincia di Treviso (6.517 ab., CAP 31040, TEL. 0423).

Pederzìni, Giànna (Vo di Avio, Trento 1900-Roma 1988) Mezzosoprano italiana. Attiva sulle scene dal 1923 al 1960, fu dotata di un'eccezionale talento interpretativo e di una voce di grande qualità, che le consentì di affrontare opere vocalmente impegnative come Norma di V. Bellini e Carmen di G. Bizet. Partecipò alla prima esecuzione dei Dialoghi delle Carmelitane di Poulenc (1957).

Pedesìna Comune in provincia di Sondrio (33 ab., CAP 23010, TEL. 0342).

pedèstre, agg. 1 Che va a piedi. 2 Mediocre, banale. ~ modesto, piatto, povero. <> geniale, interessante, originale.
 lat. pedester,-stris,-stre, deriv. da pes, pedis.

pedète, sm. Genere di Mammiferi Roditori africani sciuromorfi dalle abitudini notturne, appartenenti alla famiglia dei Pedetidi.

pediàtra, sm. e sf. (pl.-i) Medico specializzato nella cura dei bambini.
 sm. e sf. paediatrician.

pediatrìa, sf. Ramo della medicina che si occupa della cura delle malattie dei bambini.
 sf. paediatrics.

pediàtrico, agg. (pl. m.-ci) Che concerne la pediatria.

pedicellàrie Formazioni sessili o peduncolate, munite di branche mobili (due o tre), mosse da fibre muscolari. Sono tipiche degli Echinodermi.

pedicellàto, agg. In botanica, munito di un pedicello.

pedicellìna, sf. Genere di endoprotti coloniali, della famiglia dei Pedicellinidi, originari dei mari del nord.

pedicèllo, sm. Piccola impurità della pelle; piccolo foruncolo, punto nero.
Pedicelli ambulacrali
In zoologia, estroflessioni tubulari tegumentarie posizionate lungo i canali radiali del sistema ambulacrale degli Echinodermi. In genere terminano in una ventosa.
 lat. pedicellus acaro.

pedicolàre, agg. Relativo a pidocchio.

Pedicùlidi Famiglia di Insetti anopluri a cui appartengono specie parassite di uomini e scimmie.

pediculòsi, sf. Termine medico che indica una dermatosi parassitaria causata da pidocchi.

pedicùre, sm. e sf. Chi per lavoro, è specializzato nella cura dei piedi.
 sm. e sf. chiropodist.

pedìdio, agg. In anatomia, che appartiene al piede.

pedigree, sm. invar. 1 Genealogia di un animale di razza. 2 Certificato genealogico.

pedilùvio, sm. Bagno o immersione dei piedi in acqua.

pedìna, sf. 1 Ognuno dei dischetti con cui si gioca a dama. muovere una pedina, effettuare uno spostamento sulla scacchiera. 2 Persona di scarsa importanza che agisce seguendo istruzioni di altri. in quell'affare, era solo una pedina di poca importanza.
 sf. piece.
 deriv. dal lat. pes, pedis piede.

pedinaménto, sm. Il pedinare.

pedinàre, v. tr. Seguire, spiare qualcuno.
 v. tr. to tail, to shadow.

pèdio, o pèdion, sm. o sm. invar. In cristallografia, forma cristallina semplice formata da un solo piano che si può trovare solo nei cristalli che presentano simmetrie non centrali.
 greco pedíon piano.

Pedionòmidi Famiglia di Uccelli ralliformi comprendente l'unica specie Pedionomus torquatus, i cui individui sono detti anche emipodi dal collare.

Pedipàlpi Ordine di Aracnidi aventi l'opistosoma diviso in dodici segmenti e prosoma in genere non segmentato.

pedipàlpo, sm. Ognuno dei due arti del secondo paio degli Aracnidi, che possono terminare in una ventosa, in un tentacolo o in una chela.

pedìssequo, agg. Che si adegua alle opinioni degli altri, senza originalità. ~ pedestre.

pedivèlla, sf. La leva che unisce il pedale al perno di movimento della bicicletta e simili.

Pedivigliàno Comune in provincia di Cosenza (1.054 ab., CAP 87050, TEL. 0984).

pèdo, sm. 1 Bastone nodoso usato dai pastori per guidare il gregge. 2 Insegna pontificia costituita da un bastone diritto sormontato da una croce.

pedocarpìa, sf. Fenomeno consistente nella fioritura precoce di piante che crescono in condizioni molto svantaggiate.

pedofilìa, sf. Perversione sessuale, caratterizzata da attrazione erotica verso i fanciulli.

pedòfilo, agg. e sm. Che. o chi, manifesta pedofilia.

pedogamìa, sf. Pseudomissia tra una cellula adulta e una giovane.

pedogènesi, sf. 1 L'insieme dei processi che portano alla formazione e all'evoluzione dei suoli. 2 In biologia, partenogenesi ciclica in cui l'embrione si sviluppa all'interno del corpo di una larva anziché di un adulto.

pedologìa, sf. 1 Scienza che si occupa dei rapporti tra i bambini e le istituzioni in genere. 2 La scienza del terreno agrario. ~ geologia agraria.

pedològico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo alla pedologia, scienza che studia i suoli. 2 Relativo alla pedologia, scienza dell'educazione come scienza esatta.
Carta pedologica
Carta geografica sulla quale vengono riportate le caratteristiche pedologiche dei suoli di una regione.

pedòlogo, sm. (pl.-gi) Studioso di pedologia.

pedòmetro, sm. Strumento che offre una misura approssimativa di una distanza percorsa a piedi.

pedonàle, agg. Spazio riservato ai pedoni.
 agg. pedestrian.

pedonalizzàre, v. tr. Riservare uno spazio al solo traffico pedonale.

pedóne, sm. 1 Individuo che va a piedi. i pedoni erano obbligati a servirsi del sottopassaggio. 2 Pezzo del gioco degli scacchi.
 sm. 1 pedestrian. 2 (pezzo degli scacchi) pawn.
 lat. tardo pedo,-onis, dai piedi larghi, deriv. da pes, pedis piede.

Pedréngo Comune in provincia di Bergamo (4.283 ab., CAP 24066, TEL. 035).

pedùccio, sm. 1 Zampetta, specialmente di maiale o di agnello. 2 Pietra su cui è impostata la volta.

pedùla, o pèdula, sf. Calzatura leggera usata dagli alpinisti.

pedùle, sm. e sf. sm. Nelle calze la parte a contatto con la pianta del piede e il calcagno.
sf. Calzature leggere usate dagli alpinisti.

peduncolàre, agg. Relativo a peduncolo.

peduncolàto, agg. Fornito di peduncolo.

pedùncolo, sm. 1 In botanica rappresenta l'elemento di sostegno di un qualsiasi organo. ~ pedicello, picciolo. 2 Organo allungato che ha il compito di sostenere una parte del corpo.
 lat. tardo pedunculus, dimin. di pedo,-onis dai piedi larghi.

Peel, Robert (Chamber Hall 1788-Londra 1850) Politico e statista inglese membro del partito conservatore (i tory), dal 1812 al 1818 ebbe la guida del ministero per l'Irlanda, contrastando le spinte indipendentiste. In seguito fu ministro degli interni (fondando il corpo dei famosi bobby, i poliziotti londinesi, che devono il loro soprannome al diminutivo di Robert, ossia Bob) e, come primo ministro (1834-1835, 1841-1846), introdusse importanti riforme di carattere economico e fiscale; per questo motivo entrò in contrasto con il suo partito e dovette dimettersi.

peeling, sm. invar. Tecnica cosmetica usata per eliminare le impurità della pelle. con il peeling, si fece rimuovere le cellule della superficie più esterna della pelle.
 ingl. peeling, azione dello sbucciare.

PEEP Sigla di Piano Edilizia Economica Popolare.

Peer Gynt Dramma in cinque atti di H. Ibsen (1867). Peer Gynt è un giovane che segue solo le proprie inclinazioni vivendo in un suo mondo fantastico fuori della realtà. In una delle scene incontra la figlia del re dei troll, gli spiriti delle foreste. La principessa vuole sposarlo e lo porta nel mondo dei troll. Peer fugge. Morta la madre Aase, riprende il vagabondaggio. Tornerà in patria solo da vecchio, e morirà accanto alla dolce Solvejg, già da lui rifiutata. Basato su una fiaba popolare norvegese, il dramma costituisce un'esaltazione della libertà di scelta che porta al rifiuto di qualsiasi obbligo e alla ricerca del piacere. L'opera fu accolta con molte critiche, poiché i compatrioti rifiutarono l'identificazione con il protagonista vagabondo e fannullone, che l'autore aveva creato secondo il modello romantico. Amareggiato, Ibsen smise di scrivere per dieci anni. Il lavoro fu musicato da Edvard Grieg nel 1876.

peer-to-peer ("da pari a pari", sigla: P2P) modello di comunicazione informatica nel quale ciascuna delle parti ha le stesse funzionalità e ognuna delle parti può iniziare la sessione di comunicazione, in contrasto con altri modelli come il server/client o il master/slave. In alcuni casi, la comunicazione P2P viene implementata dando ad ognuno dei nodi di comunicazione le funzionalità di server e client. Nel linguaggio corrente il termine Peer to Peer viene usato per descrivere le applicazioni con le quali gli utenti possono, attraverso Internet, scambiarsi direttamente file con altri utenti.

pefloxacìna, sf. Derivato chinolonico usato in farmacologia come antibatterico nel trattamento di infezioni urogenitali e respiratorie. Ha un duplice effetto: inibisce la replicazione del DNA e la sintesi di RNA e di proteine da parte delle cellule batteriche.

pegamòide, sf. Nome commerciale di un materiale che imita il cuoio.

Pegasifórmi Ordine di Pesci privi di vescica natatoria e dal corpo ricoperto di piastre ossee.

Pègaso (costellazione) Costellazione di grandi dimensioni, visibile anche dalle nostre latitudini, in quanto si trova nell'emisfero celeste boreale; è costituita da quattro stelle che le conferiscono una forma quadrata.

Pègaso (letteratura) Rivista pubblicata a Firenze dal 1929 al 1933 e diretta da U. Ojetti. Ebbe fra i collaboratori Pirandello, Papini, Moravia Vittorini, Piovene.

Pègaso (mitologia) Cavallo alato nato dal cadavere di Medusa dopo che era stata uccisa da Perseo. Colpendo con lo zoccolo il terreno avrebbe fatto sgorgare numerose sorgenti.

pèggio, agg., avv. e sm. agg. compar. invar. Peggiore di.
avv. In modo peggiore. fare un lavoro alla peggio, con negligenza.
sm. La cosa di qualità peggiore. il peggio che ti può accadere è tornare a casa a piedi.
 avv. e agg. compar. invar. worse, worst. sm. e sf. 1 the worst. 2 (alla meno peggio) somehow, anyhow.
 lat. peius, da peior,-oris più cattivo.

peggioraménto, sm. Il peggiorare. ~ caduta, decadimento. <> miglioramento.
 sm. worsening.

peggioràre, v. tr. e intr. 1 Ridurre, o ridursi, a uno stato peggiore. ~ danneggiare, rovinare. <> migliorare. 2 Aggravare. ~ declinare, degradare. <> risanare. il suo stato di salute è peggiorato.
 v. tr. to make worse. v. intr. to get worse.
 lat. tardo peiorare.

peggioratìvo, agg. e sm. agg. Cosa che peggiora.
sm. L'alterazione del nome che indica qualità peggiorativa.
 agg. pejorative.

peggióre, agg. e sm. agg. 1 Più cattivo di. 2 Condizione, situazione non positiva. aveva vissuto tempi peggiori.
sm. 1 Persona più cattiva, meno bella, non capace ecc. figurava nella lista dei peggiori della scuola.
 agg. 1 worse, worst. 2 (tra due) the worse. sm. (il peggiore) the worst person.
 lat. peior,-oris, compar. di malus cattivo.

Peggiori anni della nostra vita, I Romanzo di O. Del Buono (1971).

Péglio (Como) Comune in provincia di Como (168 ab., CAP 22010, TEL. 0344).

Péglio (Pesaro) Comune in provincia di Pesaro (641 ab., CAP 61040, TEL. 0722).

pegmatìte, sf. Roccia eruttiva avente cristalli molto grossi.

pegmatìtico, agg. (pl. m.-ci) Di struttura d'implicazione in cui sono orientati i minerali interpenetrati e dei concrescimenti formati dagli stessi.

pégno, sm. Cosa che si dà a garanzia di un credito richiesto. ~ garanzia, malleveria.
 sm. 1 pawn. 2 (oggetto) pledge.
 lat. pignus,-oris.
Diritto reale che viene istituito su beni del creditore a garanzia di un'obbligazione; al posto del debitore, i beni possono essere anche di una terza persona garante. I beni, mobili, vengono consegnati al creditore il quale, se il debitore non paga il debito, può provvedere a metterli in vendita, secondo modalità concordate. In ogni caso, il creditore ha la responsabliità della buona conservazione dei beni.

Pegognàga Comune in provincia di Mantova (6.489 ab., CAP 46020, TEL. 0376).

pegolièra, sf. Imbarcazione, che serviva per impeciare gli scafi dei bastimenti in legno, nel cui mezzo era posto un fornello per scaldare la pece.

pegomyia, sf. Genere di Insetti Ditteri, dell'emisfero boreale, appartenenti alla famiglia dei Muscidi.

Pegu Città (150.000 ab.) del Myanmar, sul fiume omonimo. Capoluogo della provincia omonima (3.800.000 ab.), sul goflo di Martaban, fra i fiumi Irrawaddy e Sittang.

Péguy, Charles (Orléans 1873-Villeroy, Seine-et-Marne 1914) Poeta francese. Tra le opere Il mistero della carità di Giovanna d'Arco (1910) e Santa Genoveffa (1912).

Peh Ho Fiume (480 km) della Cina. Nasce dai monti Hopeh e confluisce nel fiume Yungting.

Pèia Comune in provincia di Bergamo (1.746 ab., CAP 24020, TEL. 035).

peignoir, sm. invar. Mantellina da donna utilizzata per pettinarsi.

Pèio Comune in provincia di Trento (1.824 ab., CAP 38020, TEL. 0463).

Peirce, Benjamin (Salem 1809-Cambridge 1880) Matematico statunitense. Fondò con altri le moderne teorie algebriche.

Peirce, Charles Sanders (Cambridge 1839-Milford 1914) Filosofo, fisico e logico statunitense che diede inizio alla teoria del pragmatismo, in contrapposizione alle idee di W. James. Nel campo della logica, i suoi studi contribuirono a porre le fondamenta della moderna semiotica (Studi di logica, 1883).

Pel di carota Romanzo di J. Renard (1894).

pelagianésimo, sm. Movimento ereticale, fondato nei primi secoli del cristianesimo da Pelagio e Celestio, che affermava che l'uomo può riuscire, con le sue forze, a condurre un'esistenza senza peccato, negando così che la grazia divina fosse necessaria in tal senso e che fosse necessario battezzare i bambini, considerati incapaci di commettere peccato. Il movimento fu combattuto da Sant'Agostino e venne condannato nel 431, nel concilio di Efeso, ma continuò per un certo periodo ad avere influenza in ambito ecclesiastico.

pelagiàno, agg. e sm. Di seguace del pelagianesimo.

pelàgico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al mare aperto, all'oceano.

Pelàgie Arcipelago (4.400 ab.) facente parte della provincia di Agrigento, situato in una zona del Mediterraneo a sud della Sicilia. L'arcipelago è formato dalle isole di Lampedusa, Linosa e Lampione. Le attività economiche prevalenti sono la pesca e il turismo.

Pelàgio (monaco) (360?-?) Monaco irlandese. Visse in Palestina, a Roma e in Africa e istituì il pelagianesimo. Da Roma, la sua dottrina si diffuse in Sicilia, in Africa e in Inghilterra. Fu condannato dal concilio di Cartagine nel 418 ma non cessò di divulgare il suo credo, assistito dai suoi discepoli, tra i quali il più attivo fu Celestio. Scrisse Commento alle lettere di Paolo e De operibus fidei.

Pelàgio (papi) Nome di papi.
Pelagio I
(Roma 500 ca.-561) Papa dal 556. Condannò tardivamente i Tre capitoli, mantenendo precedentemente un atteggiamento ambiguo.
Pelagio II
(Roma 520-590) Papa dal 579.

pèlago, sm. (pl.-ghi) 1 L'alto mare. 2 Grande quantità di ostacoli.

Pèlago Comune in provincia di Firenze (7.218 ab., CAP 50060, TEL. 055).

pelagothùria, sf. Genere di oloturoidi, appartenente alla famiglia dei Pelagoturidi, comprendente oloturie che si sono adattate alla vita pelagica.

pelàme, sm. Tutto il pelo, o mantello, di un animale. ~ mantello, pelliccia.

pelandróne, sm. Scansafatiche, fannullone. ~ lavativo, lazzarone, ozioso, pigro. <> industrioso, laborioso.

pelapatàte, sm. Attrezzo da cucina che serve per sbucciare le patate.

pelàre, v. v. tr. 1 Togliere i peli. ~ depilare, radere. prendere una bella gatta da pelare, mettersi in una situazione di difficile soluzione. 2 Privare della pelle, o della buccia. ~ sbucciare. non riusciva a pelare quella castagna. 3 Sottrarre a poco a poco, con accortezza. ~ spennare, ripulire. stavano pelando quel vecchio, senza che se ne rendesse conto.
v. rifl. Togliersi i peli, depilarsi. ~ radersi.
 v. tr. 1 to skin. 2 (sbucciare) to peel. v. rifl. to go bald.
 lat. tardo pilare coprirsi di peli, deriv. da pilus.

pelargònio, sm. Genere di piante dell'America meridionale, suffruticose o erbacee, appartenente alla famiglia delle Geraniacee.
 greco pelargós cicogna.

pelàsgi Antica popolazione che avrebbe abitato alcune regioni antiche quali Grecia, Creta, Caria, Sicilia, Italia meridionale ed Etruria, prima dell'inizio della civiltà greca.

pelàsgico, agg. (pl. m.-ci) 1 Riferito all'antica popolazione dei pelasgi. 2 Che appartiene alla popolazione dei pelasgi. 3 In archeologia, nella locuzione mura pelasgiche, altra denominazione delle mura ciclopiche.

pelàta, sf. 1 Il pelare. 2 Calvizie.

pelàto, agg. e sm. agg. Privo di peli, piume o buccia.
sm. Pomodoro intero, senza buccia, conservato in vari modi.
 agg. hairless, bald. sm. pl. peeled tomatoes, tinned tomatoes.

pelatóre, sm. Operaio incaricato della raschiatura dei peli delle pelli da conciare.

pelatùra, sf. L'atto e il modo di pelare.

Pelé (Três Coracões 1940-) Edson Arantes do Nascimiento, calciatore brasiliano. Vinse tre titoli mondiali (1958, 1962 e 1970) e segnò ben 1.280 gol.

Pelecanifórmi Ordine di Uccelli provvisti di un lungo becco robusto e di quattro dita unite da una membrana interdigitale.

pelecanoides, sm. invar. Genere di Uccelli procellariiformi con ali ridotte e becco, arcuato e schiacciato, formato da più pezzi.

Pelée Vulcano (1.398 m) situato nella parte settentrionale dell'isola della Martinica.

Pelèo Personaggio mitologico, re di Ftia in Tessaglia. Figlio di Eaco, re di Egina, sposò la dea marina Teti e da lei ebbe Achille. La sua figura è stata più volte raffigurata su frammenti di ceramiche del V sec. a. C. solitamente vestito da cacciatore.

pelìaco, agg. (pl. m.-ci) Relativo al monte greco Pelio.

Pelicosàuri Ordine di Rettili fossili che vissero tra il Carbonifero superiore e il Triassico.

Pelìde Patronimico di Achille (era figlio di Peleo).

Pèlla (comune) Comune in provincia di Novara (1.180 ab., CAP 28010, TEL. 0322).

Pella (Grecia) Nomo (138.000 ab.) della Grecia, al confine con la repubblica della Macedonia. Capoluogo Édessa.

Pèlla, Giusèppe (Valdengo 1902-Roma 1981) Politico democristiano. Nel 1953 e 1954 fu presidente del consiglio e quindi, per due anni, presidente della CECA.

pellàccia, sf. (pl.-ce) 1 Persona senza scrupoli. 2 Persona resistente alla fatica.

pellagra, sf. Malattia causata dall'insufficienza di vitamina PP (niacina), che colpisce i soggetti che si nutrono quasi esclusivamente di granoturco o, più genericamente, di alimenti in cui scarseggiano niacina e triptofano (aminoacido che il nostro organismo trasforma in parte in acido nicotinico). La sintomatologia della pellagra è caratterizzata da lesioni cutanee (principalmente nelle aree maggiormente esposte alla luce), infiammazione del cavo orale e della lingua, dissenteria, irascibilità, confusione mentale e demenza.

pellagróso, agg. e sm. Che, o chi, è affetto da pellagra.

pellàio, sm. Conciatore, o venditore, di pelli.

pellàme, sm. Quantità di pelli conciate.
 sm. leather, hide.

pèlle, sf. 1 Tessuto che riveste il corpo umano e animale. ~ cute, epidermide. avere la pelle d'oca, provare forte sensazione di raccapriccio. 2 La superficie esterna. ~ rivestimento, pellicola. 3 Vita. rischiare la pelle. 4 Scorza. ~ guscio, tegumento. aveva la pelle dura quell'arancia.
 sf. 1 skin. 2 (cuoio) leather. 3 (carnagione) complexion. 4 (buccia) peel. 5 (d'oca) goose pimples, gooseflesh.
 lat. pellis.

Pelle d'asino Favola di Ch. Perrault contenuta nella raccolta I racconti di mia madre l'Oca (1697).

Pelle dell'orso, La Romanzo di A. Zweig (1937).

Pelle di zigrino Romanzo di H. de Balzac contenuto nell'opera La commedia umana (1831).

Pelle, La Romanzo di C. Malaparte (1949).

Pelléas et Mélisande Dramma di M. P. M. B. Maeterlinck (1892).
Pelléas et Mélisande
Dramma lirico in cinque atti di C. Debussy, testo di M. P. M. B. Maeterlinck (Parigi, 1902).

Pellécchia Cima, la più alta (1.369 m), dei monti Sabini, in Lazio.

Pellechet, Marie-Leontine-Catherine (Parigi 1870-Louvenciennes 1900) Bibliografa francese. Scrisse, in collaborazione con L. Polain, il Catalogue général des incunables des bibliothèques publiques de France; i primi tre volumi (1897-1900) e i volumi dal quarto al ventiseiesimo furono pubblicati postumi nel 1970.

pellegrìna, sf. Mantello corto da donna, a volte applicato a una giacca o a un cappotto.

pellegrinàggio, sm. Viaggio a un santuario o ad altri luoghi santi.
 sm. pilgrimage.

Pellegrinaggio del giovane Aroldo Poema di G. G. Byron (1812-1818).

pellegrinàre, v. intr. 1 Andare in pellegrinaggio. 2 Vagabondare.

Pellegrìni, Giovànni Antònio (Venezia 1675-1741) Pittore. Tra le opere Autoritratto (Firenze, Uffizi).

Pellegrìni, Vincènzo (Pesaro 1555?-Milano 1630) Compositore. Sacerdote e maestro di cappella del Duomo di Milano dal 1611. Tra le opere, Canzoni de intavolatura d'organo fatte alla francese (1599).

pellegrìno, agg. e sm. agg. Straniero. ~ errabondo, errante.
sm. Chi va in pellegrinaggio. ~ fedele, penitente.
 sm. pilgrim.
 lat. volg. pelegrinus.

Pellegrìno Monte della Sicilia (606 m), situato a ovest del golfo di Palermo, che rappresenta l'estremità che spinge più avanti del mar Tirreno.

Pellegrino cherubico, Il Opera di poesia di A. Silesius (1675).

Pellegrìno Parménse Comune in provincia di Parma (1.468 ab., CAP 43047, TEL. 0524).

Pellegrìno, Michèle (Centallo, Cuneo 1903-Torino 1986) Divenne arcivescovo di Torino nel 1965 e fu nominato cardinale da Paolo VI nel 1967. Collaborò con numerose riviste e scrisse numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative.

pelleróssa, sm. e sf. Termine utilizzato dagli europei per indicare gli abitanti dell'America settentrionale, a causa dell'abitudine di alcuni di loro a tingersi il viso con ocra rossa. Queste popolazioni erano però estremamente differenziate, sia da un punto di vista etnico, sia culturale e linguistico, pur condividendo diversi tratti comuni (fede nella forza della natura, credenza in un solo dio). L'arrivo dei coloni nordeuropei ne determinò l'eliminazione quasi totale; oggi, i superstiti sopravvivono perlopiù all'interno di riserve.
 sm. e sf. redskin, red Indian.

pellet, sm. invar. Nella tecnica, agglomerato a forma di granuli generalmente sferici ottenuto mediante pellettizzazione.

pellética, sf. (pl.-che) 1 Pelle della carni macellate che non si mangia. 2 Nell'uomo, pelle cascante, floscia.

pelletierìna, sf. Alcaloide presente nella corteccia della radice di melograno.

pelletterìa, sf. 1 Fabbricazione e commercio di merci fatte di pelle conciata o cuoio. 2 Assortimento di oggetti in pelle.
 sf. leather goods.
 franc. pelleterie, deriv. dal franc. antico pel pelle.

pellettière, sm. Chi fabbrica o vende oggetti di pelletteria.

pellettizzazione, sf. Nella tecnica, operazione di agglomerazione per trasformare prodotti polverulenti in granuli, generalmente sferici.

Pellezzàno Comune in provincia di Salerno (9.171 ab., CAP 84080, TEL. 089).

pellicàno, sm. Uccello appartenente al genere Pelecanus, della famiglia dei Pelecanidi e dell'ordine dei Pelecaniformi, di dimensioni che possono arrivare anche fino al metro e mezzo di lunghezza, con piedi palmati, becco giallo molto lungo dotato di una sacca cutanea che viene utilizzata per la pesca. Ne esistono varie specie, alcune delle quali presenti in Europa, come il pellicano comune (Pelecanus onocrotalus) e il pellicano riccio (Pelecanus crispus).
 sm. pelican.

pelliccerìa, sf. Negozio dove si lavorano o si vendono pellicce.
 sf. furrier's shop.

pellìccia, sf. (pl.-ce) 1 Pelle di animale a pelo lungo. 2 Indumento confezionato con pelle di animale a pelo lungo. iniziò la campagna degli animalisti contro le pellicce e chi le vendeva.
 sf. fur coat.
 lat. tardo pelliccia, da pellicius di pelle, deriv. da pellis pelle.

pellicciàio, sm. Chi lavora o vende pellicce.

pelliccióne, sm. 1 Grossa giacca di pelliccia, usata soprattutto dai mandriani. 2 Nel medioevo, ampia veste foderata di pelliccia.

Pèllice Torrente del Piemonte occidentale. Nasce dal monte Granero nelle Alpi Cozie e confluisce nel Po.

Pèllico, Sìlvio (Saluzzo 1789-Torino 1854) Patriota e scrittore iscritto al movimento della carboneria, per la sua attività di patriota fu arrestato dagli austriaci e condannato a morte nel 1820; la pena venne commutata in vent'anni di reclusione, scontata allo Spielberg. Nel 1830 ricevette la grazia e poté tornare in libertà. Celebre il suo diario della prigionìa, Le mie prigioni (1832). Si dedicò anche alla scrittura di tragedie (Francesca da Rimini, 1815; Corradino, 1834) e altre opere.

pellìcola, sf. Membrana sottile, di materiale e uso vario. ~ patina, pelle.
 sf. 1 (membrana) layer, film. 2 (fotog.) film.
 lat. pellicula, dimin. di pellis pelle.

pellicolàre, agg. Simile, nell'aspetto, a una pellicola.

Pèllio Intèlvi Comune in provincia di Como (695 ab., CAP 22020, TEL. 011).

pelliònia, sf. Genere di piante erbacee, spesso striscianti, appartenenti alla famiglia delle Urticacee, diffuse in Asia.

pelliróssa => "pellerossa"

Pellìzza da Volpédo, Giusèppe (Volpedo 1868-1907) Pittore divisionista. I suoi lavori sono ispirati a un deciso realismo sociale caratterizzato da un profondo sentimento poetico e in alcune opere da un'ispirazione simbolista. Tra le opere Il Quarto Stato (1901, Milano, Galleria d'Arte Moderna) e Il sole nascente (1904, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna).

Pellizzàno Comune in provincia di Trento (826 ab., CAP 38020, TEL. 0463).

Pelloux, Luìgi Girolamo (La Roche 1839-Bordighera 1924) Militare e politico. Fu due volte ministro della guerra (1891-1893 e 1896-1897). Nel 1898 e 1899 fu presidente del consiglio e protagonista di una politica reazionaria che nel 1900 lo costrinse a dimettersi.

pellucidità, sf. L'essere pellucido. ~ trasparenza.

pellùcido, agg. Semitrasparente.

Pelmatozòi Sottotipo della classificazione del regno animale, appartenente al tipo degli Echinodermi, sottoregno dei Metazoi, gruppo dei Deuterostomi. Raggruppano la classe dei Crinoidei con specie fossili e viventi.

Pelmo Monte (3.168 m) del Veneto, nelle Dolomiti orientali in provincia di Belluno. È compreso tra le valli di Zoldo e d'Ampezzo.

pélo, sm. 1 Formazione di sostanza cornea presente su varie parti del corpo dei mammiferi. ~ mantello, vello. 2 Produzione epidermica.
 sm. 1 hair. 2 (pelame) hair. 3 (mantello degli animali) fur. 4 (di tappeto) pile.
 lat. pilus.
Elemento annesso alla cute dei Mammiferi, composto perlopiù di cheratina, in parte esterno alla superficie cutanea (il fusto), in parte interno (la radice). La parte del pelo interna alla cute comprende il follicolo pilifero. I peli cadono e ricrescono continuamente, e hanno caratteristiche diverse a seconda delle specie (capelli e ciglia nell'uomo, setole nel maiale, vibrisse nei felini).

pelòbate, sm. Anfibio (noto anche come pelobate fusco, Pelobates fuscus) della famiglia dei Pelobatidi e dell'ordine degli Anuri. Di colore nocciola con macchie più scure, raggiunge gli 8 cm di lunghezza. Diffuso in Europa, è attivo di notte.

Pelobàtidi Famiglia di Anfibi Anuri con vertebra sacrale fusa con l'osso del coccige, cinto scapolare arcifero e privi di costole.

Pelodìtidi Famiglia di Anfibi Anuri anomoceli comprendente il solo genere Pelodytes.

Pelomedùsidi Famiglia di Rettili cheloni pleurodiri comprendente tartarughe d'acqua dolce.

pelóne, sm. Tipo di panno grossolano, pesante e peloso.

Pelòpida (420 a. C. ca.-Cinoscefale 364 a. C.) Militare e statista tebano. Oppositore di Sparta, fuggì ad Atene con l'avvento dell'oligarchia, che in seguito contribuì ad abbattere. Condusse la lega beotica e fu, assieme a Epaminonda, il principale fautore della potenza tebana, culminata nella vittoria di Leuttra (371 a. C.). Morì nella battaglia di Cinoscefale, conclusasi comunque con la vittoria dei tebani.

peloponnesìaco, agg. (pl. m.-ci) Del Peloponneso, relativo al Peloponneso.

Peloponnéso Penisola greca compresa fra mar Ionio e mar Egeo, collegata al continente mediante l'istmo di Corinto (che peraltro è stato tagliato da un canale artificiale alla fine del sec. scorso). Il territorio è perlopiù montuoso, con zone fertili solo sulle coste; per questo motivo, l'agricoltura viene praticata solo nelle zone costiere, mentre sugli altopiani interni prevale l'allevamento degli ovini. Altre attività economiche sono il turismo e l'industria (concentrata nelle città principali, sulla costa, come Patrasso e Corinto). I primi insediamenti risalgolo al Neolitico, mentre intorno al II millennio a. C. si stanziarono nella zona popolazioni di origine ariana, seguite poi dai dori. In seguito fu dominato dalle città di Argo, Elide e Sparta, fino a quando, nel IV sec. a. C. fu conquistato dai macedoni, ai quali subentrarono i romani, nel 140 a. C. Alla caduta dell'impero romano passò sotto il controllo di Bisanzio, ma fu in seguito terreno di scontro fra veneziani e turchi. Nel 1460 fu conquistato dagli ottomani e infine, nel 1828, entrò a far parte della Grecia.
Guerra del Peloponneso
Scontro fra la Lega delio-attica e la Lega peloponnesiaca (431-404 a. C.) per il dominio sulla regione greca. La prima fase del conflitto si concluse con la pace di Nicia (421), mentre la seconda fase portò alla sconfitta di Atene presso Mantinea (418); infine, la terza fase condusse alla definitiva sconfitta di Atene e dei suoi alleati.

pelòria, sf. Malformazione dei fiori consistente nella presenza di simmetria regolare in una corolla zigomorfa.

Peloritàni, mónti Catena montuosa della Sicilia nordoccidentale, estesa da capo Peloro a Portella Mandrazzi. Vetta più elevata la Montagna Grande (1.374 m).

peloritàno, agg. Relativo al capo Peloro e ai monti Peloritani, in Sicilia.

Pelòro, càpo Promontorio della costa nordorientale della Sicilia, sullo stretto di Messina. È chiamato anche Punta del Faro.

pelosità, sf. L'essere peloso.

pelóso, agg. Che ha peli. ~ irsuto, villoso. <> glabro.
 agg. hairy.
 lat. pilosus.

pelòta, sf. Gioco in cui si affrontano due squadre, composte da due o tre giocatori, i quali devono lanciare una palla di gomma contro un muro mediante un cesto di vimini legato al braccio, in modo tale da renderne difficoltoso il recupero agli avversari. È un gioco originario della Spagna, particolarmente diffuso nelle zone basche del paese.
 spagn. pelota, deriv. dal lat. pila palla.

Pelotas Città (290.000 ab.) del Brasile, nello stato di Rio Grande do Sul, sul canale di São Gonçalo.

pèlta, sf. Scudo leggero a forma di mezzaluna o circolare, usato nell'antica Grecia.

peltàsta, sm. (pl.-i) Soldato della fanteria leggera armato di pelta.

peltàto, agg. 1 Armato di pelta. 2 In botanica, di foglia in cui il picciolo si unisce al lembo sul centro della pagina fogliare.

Peltier, Jean-Charles-Athanase (Ham 1785-Parigi 1845) Fisico francese che si dedicò in particolare a studi fisici e meteorologici; scoprì l'effetto termoelettrico omonimo (effetto Peltier) ovvero l'instaurarsi di una differenza di temperatura nei punti di saldatura di due metalli diversi, che è proporzionale all'intensità della corrente.

peltìgera, sf. Genere di Licheni che presentano un tallo frondoso e attraversato inferiormente da un reticolo di venature.

peltinèrvio, agg. Di foglia, con nervature disposte come i raggi di una ruota.

Pelton, Lester (Vermilion 1829-Oakland 1908) Ingegnere statunitense. Partecipò alla caccia all'oro in California e nel 1880 inventò l'omonima ruota, una turbina idraulica.

péltro, sm. Lega metallica, formata da piombo, stagno e rame.
 sm. pewter.
 lat. volg. peltrum.

peluche, sm. invar. Tessuto dal pelo folto e morbido.

Pelùgo Comune in provincia di Trento (311 ab., CAP 38088, TEL. 0465).

pelùria, sf. Peli sottili. ~ lanugine.
 sf. down.

pèlvi, sf. Termine anatomico che designa il bacino.
 lat. pelvis catino.

pelvicellulìte, sf. Infiammazione del connettivo pelvico che può essere acuta o cronica, diffusa o localizzata attorno ai singoli organi.

pèlvico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla pelvi.

pelvimetrìa, sf. Nella donna, misura delle dimensioni del piccolo bacino.

pelviperitonìte, sf. Peritonite che interessa la zona intorno al bacino.

pelvitomìa, sf. 1 Incisione chirurgica del bacinetto renale. 2 Resezione chirurgica della branca orizzontale o di quella ischiopubica del pube in modo da allargare temporaneamente il bacino.

Pelvoux Massiccio della Francia, nelle Alpi del Delfinato. Vetta più elevata il monte Barre des Écrins (4.103 m).

Pemba Isola (206.000 ab.) corallina della Tanzania, nell'oceano Indiano. Centro principale è Chake-Chake.

pèmfigo, sm. Termine medico che designa genericamente una serie di manifestazioni cutanee bollose.

pemmican, sm. invar. Carne essiccata che veniva utilizzata dagli indiani delle praterie come riserva alimentare.

PEN Sigla di Piano Economico Nazionale.

péna, sf. 1 Nel diritto è la sanzione che viene comminata a chi commette un reato. ~ castigo, ammenda. 2 Sensazione di sofferenza. <> felicità, gioia, piacere.
 sf. 1 penalty, punishment. 2 (sentenza) sentence. 3 (sofferenza) sorrow.
 lat. poena, dal greco poinè castigo.
Può essere principale se il reato viene punito con misure che limitano la libertà personale, o pecuniaria se viene punito con un'ammenda in denaro. Nei tempi moderni la pena ha assunto anche altre caratteristiche; per esempio, vengono ritenuti punibili solo gli autori dei reati, la pena è fissata in modo proporzionale alla gravità del reato e, infine, essa è determinata dalla sentenza emessa, non può cioè essere protratta oltre quanto stabilito nella condanna.

penàle, agg. e sf. agg. Che riguarda le pene giudiziarie. codice di procedura penale, insieme delle norme di legge.
sf. Pena pecuniaria stabilita per chi violi le clausole di un patto contrattuale. la penale in caso di mancata consegna del lavoro era molto elevata.
 agg. penal. sf. fine, penalty.
 lat. poenalis.

penalìsta, sm. e sf. (pl.-i) Avvocato o giurista specializzato nel diritto penale.
 sm. criminal lawyer.

penalìstico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo al diritto penale. 2 Riferito ai penalisti.

penalità, sf. Sanzione inflitta a chi trasgredisce un regolamento.
 sf. penalty.

penalizzàre, v. tr. Punire una scorrettezza di gioco con una penalità. ~ castigare. <> giustificare.
 v. tr. to penalize.

penalizzazióne, sf. Svantaggio inflitto per una scorrettezza.

penalty, sf. invar. Punizione.

Penang Stato (1.065.000 ab.) della Malaysia Peninsulare. Capoluogo la città omonima, chiamata anche George Town.

Penàngo Comune in provincia di Asti (492 ab., CAP 14030, TEL. 0141).

penàre, v. intr. Soffrire, patire. ~ tribolare, affliggersi. <> rasserenarsi.
 v. intr. 1 to suffer. 2 (faticare) to struggle, to have trouble.

penàti, sm. pl. 1 Personaggi mitologici, divinità romane antiche, protettrici della famiglia, della case e dello stato. Il loro culto fu parallelo a quello dei Lari. 2 Casa, luogo nativo.

pence, sm. pl. Plurale di penny, moneta divisionaria inglese.

penchant, sm. invar. 1 Simpatia per qualcuno. ~ affinità. 2 Inclinazione nei confronti di qualcosa. ~ attitudine.

pencolàre, v. intr. 1 Mancare di equilibrio, barcollare. ~ pendere, penzolare. 2 Tentennare. ~ dubitare, esitare. <> decidersi, risolversi.

pendàglio, sm. Oggetto ornamentale che penzola, ciondolo. ~ pendente.
 lat. pendalius, deriv. da pendere.

pendant, sm. invar. Abbinamento di oggetti in modo simmetrico e complementare.

pendènte, agg. e sm. agg. Che pende. ~ appeso, ciondolante.
sm. Ciondolo.
 agg. pending. sm. pendant.

pendentif, sm. invar. Gioiello che si porta al collo appeso a una catenella.

pendènza, sf. 1 L'essere pendente 2 Questione non risolta, in sospeso. ~ contesa, controversia 3 Una opportuna valutazione quantitativa dell'inclinazione di una strada, di un grafico, … (in matematica e nelle scienze applicate con questo termine si intende il rapporto tra dislivello e avanzamento orizzontale, nel linguaggio comune spesso viene usato anche come sinonimo di inclinazione, nel senso di variazione a volte rispetto alla orizzontalità, altre rispetto alla verticalità - come quando si parla della pendenza della Torre di Pisa).
 sf. incline, slope, slant.

pèndere, v. intr. Stare appeso, sospeso. ~ penzolare, spenzolare.
 v. intr. 1 to hang. 2 (incombere) to hang over. 3 (essere inclinato) to incline.
 lat. pendere.

 

 

Note:  

Definizioni, informazioni, … sono in gran parte recuperate (a partire dal 1999) da varie fonti accessibili via Internet o da altre fonti "informatiche" freeware; per molti lemmi sono state riviste e, in modo più o meno consistente, riscritte; la revisione è tuttora in corso: solo una parte delle definizioni è stata rivista (vi sono ancora errori e imprecisioni, come del resto si trovano nei dizionari cartacei, anche "famosi"). Le, eventuali, date di morte dei personaggi citati dovrebbero essere aggiornate al luglio 2009; il numero degli abitanti delle località riportate quando è stato aggiornato riporta a fianco anche la data dell'aggiornamento.

Le informazioni (storiche, geografiche, …) sono aggiornate al 1999, ma molte sono state ulteriormente aggiornate

 

     indica l'etimologia
    ~ indica un (circa, e in qualche contesto) "sinonimo"
    <> indica (in genere) un "contrario"

 

Fonte: http://dictionario.wikispaces.com/file/detail/dictionario_p.doc

sito web: http://macosa.dima.unige.it/diz/diz.htm

Autore del testo: http://macosa.dima.unige.it

 

 

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