Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale S parte 4

 

 

 

Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale S parte 4

 

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Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale S parte 4

 

sbilàncio, sm. (pl.-ci) Squilibrio, alterazione dell'equilibrio.

sbilènco, agg. (pl. m.-chi) Storto, pendente su un lato. ~ invlinato, obliquo, sghembo.

sbirciàre, v. tr. Osservare di sfuggita, quasi a non voler mostrare un'attenzione particolare. ~ curiosare, spiare.
 v. tr. 1 (di sfuggita) to glance at. 2 (senza farsi vedere) to peep.

sbirciàta, sf. L'atto dello sbirciare, in modo rapido. ~ occhiata.

sbirràglia, sf. coll. L'insieme degli sbirri detto in senso dispregiativo.

sbirrésco, agg. (pl. m.-chi) Tipico degli sbirri.

sbìrro, sm. Poliziotto, in senso spregiativo. ~ agente, guardia.
 sm. cop.

sbizzarrìre, v. v. tr. Eliminare i capricci in qualcuno.
v. rifl. Divertirsi, sfogando il proprio estro e le proprie capacità. ~ capricciarsi, sfogarsi. <> controllarsi, trattenersi.
 v. rifl. to indulge one's whims.

sbloccàggio, sm. L'azione di sbloccare.

sbloccaménto, sm. Sblocco, lo sbloccare.

sbloccàre, v. v. tr. 1 Disinceppare un meccanismo. ~ liberare. non riusciva a sbloccare la serratura della porta. 2 Togliere un blocco militare. 3 Svincolare. ~ autorizzare, concedere.
v. intr. Togliere un ostacolo. <> bloccare, sbarrare.
v. rifl. Liberarsi da un vincolo, ostacolo. la situazione non accennava a sbloccarsi.
 v. tr. 1 to clear, to unblock. 2 (freni) to release. 3 (affitti, prezzi) to decontrol.
 da s-+ bloccare.

sblòcco, sm. Eliminazione di un vincolo o restrizione. ~ rimozione. <> impedimento, ostacolo.

sbòbba, sf. Minestra poco appetibile, disgustosa. ~ brodaglia. <> leccornia, prelibatezza.

sbobinaménto, sm. L'effetto di sbobinare un nastro.

sbobinàre, v. tr. La trascrizione di un testo da nastro magnetico a carta.

sboccàre, v. v. tr. 1 Far fuoriuscire del liquido da un contenitore, quale bottiglia, fiasco. 2 Spezzare l'estremità superiore di bottiglie e contenitori simili.
v. intr. 1 Sfociare. il colloquio non è sboccato in alcuna decisione utile. 2 Terminare in un certo modo o in certo luogo.
 v. intr. 1 to flow into. 2 (strada) to lead into. 3 (giungere) to come out.
 da s-+ deriv. da bocca.

sboccatàggine, sf. Volgarità, modo scurrile di parlare.

sboccàto, agg. 1 Volgare. ~ osceno, scurrile. <> castigato, pulito. 2 Oggetto che presenta l'imboccatura rotta.
 agg. 1 coarse. 2 (linguaggio) foul.

sboccatùra, sf. 1 Ciò che è stato sboccato.

sbocciàre, v. intr. Nascere, manifestare. ~ fiorire.
 v. intr. to open, to bloom.
 da s-+ deriv. da boccia.

sbòccio, sm. L'azione dello sbocciare. Fioritura.

sbócco, sm. (pl.-chi) 1 L'azione di sboccare. 2 Uscita, terminazione. sbocco professionale. 3 Soluzione. non c'era sbocco a quella situazione. 4 Fuoruscita, espulsione. sbocco di sangue.
 sm. 1 outlet. 2 (di fiume) mouth. 3 (di strada) end. 4 (uscita) way out.
 deriv. da sboccare.

sbocconcellàre, v. tr. Alimentare a piccole dosi. ~ piluccare.
 v. tr. to nibble.

sbòffo => "sbuffo"

sbollentàre, v. tr. Immergere per breve tempo, in acqua che bolle.

sbollìre, v. intr. 1 Terminare di bollire. ~ raffreddare. 2 Cessare.
 v. intr. (fig.) to calm down, to cool down.
 da s-+ bollire.

sbolognàre, v. tr. Vendere oggetti di poco valore o utilità. ~ rifilare.

sbòrnia, sf. Sbronza, forte ubriacatura.
 sf. (prendersi una sbornia) to get plastered.

sborniàre, v. v. tr. Ubriacare. ~ inebriare.
v. rifl. Ubriacarsi. ~ sbronzarsi.

sborniàrsi, v. rifl. Ubriacarsi.

sborsàre, v. tr. 1 Estrarre dalla borsa. 2 Spendere, pagare. <> incassare, intascare.
 v. tr. to pay.
 da s-+ deriv. da borsa.

sbórso, sm. Il denaro sborsato.

sboscaménto, sm. L'operazione di togliere gli alberi da un terreno.

sboscàre, v. tr. Diboscare.

sbottàre, v. intr. Scoppiare, parlare in modo improvviso, sfogare. ~ erompere, esplodere. <> controllarsi, trattenersi.
 v. intr. (d'ira) to explode with anger.

sbottàta, sf. Ciò che viene detto sbottando.

sbòtto, sm. Lo sbottare.

sbottonàre, v. v. tr. Far uscire, in un indumento, i bottoni dai rispettivi occhielli. ~ slacciare. <> abbottonare.
v. rifl. Togliersi alcuni bottoni dai rispettivi occhielli degli indumenti indossati.
 v. tr. e v. rifl. to undo, to unbutton.

sbottonatùra, sf. L'effetto dello sbottonare.

sbozzàre, v. tr. 1 Stabilire un primo profilo a una statua. 2 Definire una prima struttura di massima in un progetto. ~ abbozzare, delineare. <> perfezionare, rifinire. sbozzare un'opera drammatica, farne uno schema preliminare.
 da s-+ deriv. da bozza.

sbozzàto, sm. Pezzo ottenuto mediante la sbozzatura.

sbozzatóre, sm. Colui che lavora il marmo.

sbozzatùra, sf. 1 Lo sbozzare. 2 In tecnologia e metallurgia, la prima operazione che si effettua su di un pezzo allo scopo di fargli assumere una forma simile a quella definitiva ma grossolana. ~ sgrossatura.

sbozzimàre, v. tr. Eliminare la bozzima nei tessuti.

sbozzimatùra, sf. L'operazione dello sbozzimare.

sbòzzo, sm. L'azione dello sbozzare.

sbozzolàre, v. intr. 1 Raccogliere i bozzoli da seta dalle foglie. 2 Uscire dal bozzolo.

sbozzolatùra, sf. L'operazione di raccolta dei bozzoli.

sbracaménto, sm. L'atto dello sbracare.

sbracàre, v. v. tr. Togliere i pantaloni.
v. rifl.1 Mettersi a proprio agio togliendosi alcuni vestiti. 2 Sbattersi per qualcuno.

sbracàto, agg. 1 Senza pantaloni. 2 Sguaiato.

sbracciàre, v. v. tr. Togliere dal braccio. ~ deporre.
v. intr. Agitare le braccia. ~ gesticolare.
v. rifl. 1 Far gesti con le braccia. ~ scalmanarsi. 2 Darsi da fare. ~ affaccendarsi. 3 Tirarsi su le maniche o indossare un abito con le maniche corte.

sbracciàrsi, v. rifl. 1 Gesticolare, agitando le braccia. 2 Scoprirsi le braccia. 3 Affannarsi per raggiungere uno scopo.

sbracciàto, agg. Con le braccia scoperte, indumento senza maniche o con maniche corte.
 agg. 1 (a braccia scoperte) bare-armed. 2 (indumento) sleeveless.

sbràccio, sm. (pl.-ci) Il movimento del braccio necessario per svolgere certi esercizi di ginnastica.

sbraciàre, v. v. tr. Attizzare, scoprire la brace per permetterne l'accensione.
v. intr. Vantare capacità.

sbraciàta, sf. 1 L'atto dello sbraciare fatto una sola volta. 2 Vanteria.

Sbràgia, Giancàrlo (Roma 1926-1994) Attore e regista teatrale e televisivo. Interpretò i classici e i contemporanei e dal 1960 lavorò al Piccolo Teatro. Interpretò vari ruoli in sceneggiati televisivi, come Cime tempestose (1956), I superstiti (1965), Qui squadra mobile (1973), Anna Karenina (1974) e Vita di Antonio Gramsci (1981).

sbraitàre, v. intr. Gridare con molta agitazione, muovendo le braccia scompostamente. ~ strepitare, strillare.
 v. intr. to yell, to shout, to bawl.

sbramàre, v. tr. 1 Soddisfare una propria brama. 2 Effettuare la sbramatura del riso.

sbramatùra, sf. Operazione propria della lavorazione del riso, consistente nella privazione dalle cariossidi del glume.

sbramìno, sm. Arnese utilizzato per ripulire il risone.

sbranaménto, sm. L'atto dello sbranare.

sbranàre, v. v. tr.1 Dilaniare le carni, ridurre in brani. ~ divorare, straziare. il felino cominciò a sbranare la preda appena cacciata. 2 Malmenare. avrebbe voluto sbranarlo per ciò che gli aveva fatto.
v. rifl. 1 Ridursi a brani, reciprocamente. 2 Scontrarsi senza esclusione di colpi.
 v. tr. to tear to pieces.
 da s-+ deriv. da brano.

sbrancàre, v. tr. Disperdere un branco, romperne l'unità.

sbràno, sm. 1 Strappo, rottura, lacerazione. ~ lesione. 2 Lo sbranare.

sbrattàre, v. tr. Pulire dall'imbratto.

sbràtto, sm. Lo sbrattare e l'effetto.

sbravazzàre, v. intr. Fare il bravaccio, il prepotente.

sbreccàre, v. v. tr. Rompere gli orli di contenitori di ceramica.
v. intr. pron. Scheggiarsi.

sbreccàto, agg. Che è stato scheggiato sulle estremità superiori.

sbrecciàre, v. tr. Danneggiare un muro esterno di una fortificazione di difesa solo superficialmente.

sbrendolàre, v. intr. Pendere, cadere a sbrendoli.

sbrèndolo, sm. Brandello che casca da un vestito o dalla tappezzeria.

sbriciàre, v. v. tr. Frantumare in piccoli pezzi.
v. intr. pron. Frantumarsi in piccoli pezzi.

sbriciolaménto, sm. L'effetto dello sbriciolare o sbriciolarsi.

sbriciolàre, v. v. tr. 1 Ridurre in briciole. 2 Ridurre in frantumi. ~ sminuzzare, stritolare. l'onda d'urto sbriciolò i vetri delle abitazioni.
v. intr. pron. Ridursi in briciole.
 v. tr. e v. intr. pron. to crumble.
 da s-+ deriv. da briciole.

sbrigàre, v. v. tr. Portare a compimento una faccenda. ~ adempiere, concludere, terminare. aveva ancora troppi affari da sbrigare per potersi fermare a riposare; sbrigare una pratica, evaderla.
v. intr. pron. Agire con lestezza. ~ affrettarsi, spicciarsi. <> indugiare, temporeggiare.
v. rifl. Uscire da un impiccio, liberarsi di una preoccupazione. non trovava il modo di sbrigarsi dai debiti.
 v. tr. 1 to deal with, to get through. 2 (cliente) to attend to. v. intr. pron. e v. rifl. to hurry up.
 da s-+ deriv. da briga.

sbrigatività, sf. L'essere sbrigativo.

sbrigatìvo, agg. 1 Spiccio, veloce nel portare a termine. ~ celere. 2 Impreciso e frettoloso. giudizio sbrigativo. 3 Fattibile con rapidità. lavoretto sbrigativo.
 agg. 1 brisk, quick. 2 (giudizio) hasty. 3 (brusco) brusque, abrupt.

sbrigliàre, v. v. tr. 1 Togliere le briglie. ~ sciogliere, slegare. <> frenare, imbrigliare. 2 Eliminare qualsiasi freno, impedimento.
v. intr. pron. Liberarsi da ogni freno o impedimento.

sbrigliatézza, sf. Non avere alcun impedimento, l'essere sbrigliato.

sbrigliàto, agg. Sfrenato, privo di limitazioni.

sbrinaménto, sm. L'operazione dello sbrinare.
 sm. defrosting.

sbrinàre, v. tr. Togliere la brina da una superficie.
 v. tr. to defrost.

sbrinatóre, sm. Strumento adatto a compiere lo sbrinamento.

sbrinatùra, sf. Sbrinamento.

sbrindellàre, v. v. tr. Ridurre a brandelli.
v. intr. Essere a brandelli.
 da s-+ deriv. da brindello.

sbrindellàrsi, v. intr. pron. Ridursi a brandelli, lacerarsi. ~ stracciarsi.

sbrindellàto, agg. Che cade a pezzi, stracciato. ~ lacero, sdrucito.
 agg. tattered, in tatters, ragged.

sbrindèllo, sm. Brindello.

sbrinz, sm. invar. Tipo di formaggio svizzero.

sbrodolaménto, sm. L'effetto dello sbrodolarsi o sbrodolare.

sbrodolàre, v. v. tr. 1 Sporcare di brodo. 2 Essere prolisso in un discorso.
v. intr. Far colare del liquido.
v. rifl. Sporcarsi di brodo o liquidi untuosi.
 to stain, to dirty.

sbrodolatùra, sf. Sbrodolamento.

sbrodolóne, sm. 1 Chi è solito sporcarsi mangiando. 2 Chi si esprime in modo confuso.

sbrogliàre, v. v. tr. 1 Risolvere una questione. ~ dipanare, sbrigare. aveva diversi problemi da sbrogliare. 2 Sciogliere dei nodi.
v. rifl. Togliersi dai problemi. non era in grado di sbrogliarsi da quegli impicci.
 1 to untangle. 2 (fig.) to sort out.
 da imbrogliare sostituendo s-a in-.

sbrónza, sf. Sbornia, ubriacatura.
 sf. (prendersi una sbronza) to get sloshed, to get tight, to get plastered.

sbronzàrsi, v. rifl. Ubriacarsi.

sbrónzo, agg. Ubriaco.
 agg. plastered, sloshed, tight.

sbruffàre, v. tr. 1 Spruzzare dalla bocca o dal naso. 2 Esagerare nel raccontare le cose.

sbruffàta, sf. L'atto dello sbruffare una volta.

sbrùffo, sm. L'atto dello sbruffare, liquido che è stato sbruffato.

sbruffonàta, sf. Comportamento da sbruffone.

sbruffóne, sm. Spaccone, che esagera nel raccontare.
 sm. boaster, braggart.

sbruffonerìa, sf. Sbruffonata.

sbucàre, v. v. tr. Fare uscire.
v. intr. 1Uscire improvvisamente da un luogo. ~ spuntare. 2Apparire all'improvviso.
 v. intr. 1 to emerge, to come out. 2 (comparire) to spring, to pop out.

sbucciapatàte, sm. invar. Strumento utilizzato per pelare la buccia delle patate.

sbucciàre, v. v. tr. 1 Togliere la buccia. ~ pelare, sgusciare. 2 Escoriare.
v. intr. pron. Uscire dalla buccia, pelle.
 v. tr. 1 to peel. 2 (piselli) to shell. 3 (escoriare) to graze.

sbucciatùra, sf. Spellatura, abrasione della pelle o involucro esterno. ~ pelatura, sgusciatura.

sbudellaménto, sm. L'atto di sbudellare.

sbudellàre, v. v. tr. 1 Far uscire le budella, sventrare. ~ eviscerare. non osava guardare quell'uomo mentre sbudellava quelle povere bestie. 2 Ferire al ventre.
v. intr. pron. Nella locuzione sbudellarsi dalle risate, ridere a più non posso.
 v. intr. pron. (per il ridere) to split one's sides laughing.
 da s-+ deriv. da budello.

sbuffànte, agg. Ansimante.

sbuffàre, v. intr. 1 Emettere rumorosamente il fiato. ~ ansimare. 2 Emettere fumo o getti di gas in genere.
 v. intr. 1 to pant, to puff. 2 (dalla noia) to snort.

sbuffàta, sf. L'azione dello sbuffare.

sbùffo, sm. 1 L'azione dello sbuffare. 2 Rigonfiamento.
 sm. puff.

sbugiardàre, v. tr. Smascherare una falsità.

sbullettàre, v. v. tr. Togliere le bullette.
v. intr. Mostrare le bullette.

sbullonàre, v. tr. Togliere i bulloni.

sburocratizzàre, v. tr. Eliminare gli appesantimenti burocratici.

sburràre, v. tr. Togliere, eliminare la componente di burro dal latte.

sbuzzàre, v. tr. Sventrare.

Sc Simbolo chimico dello scandio.
SC
Sigla di Suprema Corte.

scàbbia, sf. Malattia contagiosa della pelle dovuta alle femmine di acari del genere Sarcoptes. Si diffonde facilmente per contagio diretto o attraverso gl'indumenti e si manifesta con forte prurito in special modo nelle pieghe delle falangi, gomiti, polsi, ascelle, sotto le mammelle o i genitali.
 sf. scabies.
 lat. tardo scabia, deriv. da scabere grattare.

scabbiatùra, sf. In metallurgia indica un'incrostazione silicea.

scabbióso, agg. Che è affetto da scabbia, una malattia della pelle.
 lat. scabiosus.

scabìno, sm. Giudice.

scabiósa, sf. Genere di piante erbacee e suffruticose appartenenti alla famiglia delle Dipsacacee diffuse nelle zone del Mediterraneo.

scabrézza, sf. Scabrosità.

scàbro, agg. 1 Aspro e ruvido al tatto. ~ granuloso, rugoso. 2 Poco armonioso.
 agg. rugged, rough.

scabrosità, sf. invar. L'essere poco levigato.

scabróso, agg. 1 Scabro. ~ aspro, rugoso. <> levigato, liscio. 2 Difficile da risolvere. ~ arduo, ostico. 3 Che urta la sensibilità comune, delicato. ~ imbarazzante, scottante.
 agg. 1 rugged, rough. 2 (arduo) difficult. 3 (fig.) delicate, awkward.
 lat. tardo scabrosus.

scaccàto, agg. 1 Disegnato o fatto a scacchi. 2 In araldica, di scudo costituito da trentasei caselle di due smalti diversi disposte in modo da alternare i due colori su sei file orizzontali.

scàcchi, sm. pl. Gioco da tavolo, disputato tra due persone, su una scacchiera con sessantaquattro caselle, sulla quale ogni giocatore può muovere uno dei sedici pezzi a turno. L'intento e fine del gioco è quello di immobilizzare il re avversario (scacco matto). La sua origine è antichissima, si ritiene indiana, giunse in Europa dal mondo arabo nell'XI sec., mentre le attuali regole vennero formalizzate solo nel XV sec. Dalla seconda metà del 1900, il gioco degli scacchi è stato studiato anche da un punto di vista informatico e dell'intelligenza artificiale, per le complicatissime relazioni tra l'attività decisionale e l'analisi profonda che viene compiuta prima di effettuare qualunque mossa. Le competizioni vengono regolate dalla FIDE (Fédération internationale des échecs) fondata a Parigi nel 1924.

scacchiàre, v. tr. Il compimento della scacchiatura.

scacchiatùra, sf. Operazione svolta sulle viti o altre piante per permettere di ottenere frutti con più vigore, eliminando parte dei germogli.

scacchièra, sf. Superficie quadrata divisa in 64 caselle alternativamente bianche e nere, usata per il gioco degli scacchi o dama.
 sf. chessboard.

scacchière, sm. Zona di rilevante importanza strategica.
 franc. antico eschaquier.

scacchìsta, sm. (pl.-i) Colui che gioca a scacchi.

scacchìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al gioco degli scacchi.

Scàccia, Màrio (Roma 1916-) Attore teatrale. Ripropose il repertorio di Petrolini e si affermò in ruoli grotteschi. Fra le migliori interpretazioni Aspettando Godot (1988), I ragazzi irresistibili (1991), Ubu re (1995).

scacciàcani, agg. invar. Pistola a salve usata in genere per spaventare i cani.

scacciamósche, sm. invar. Oggetto utilizzato per allontanare le mosche.

scacciapensièri, sm. invar. 1 Strumento di piccole dimensioni che viene suonato posizionandolo fra le labbra. 2 Diversivo, passatempo.

scacciàre, v. tr. 1 Cacciare in modo violento da un luogo. ~ espellere. 2 Fugare, allontanare. ~ bandire, respingere.
 v. tr. 1 to chase away, to drive away. 2 (di casa) to throw out of the house.

scaccìno, sm. L'addetto alle pulizie della chiesa.

scàcco, sm. (pl.-chi) 1 Ogni singolo quadrato che compone la scacchiera. ~ casella. 2 Ogni singolo pezzo del gioco degli scacchi. 3 Mossa del gioco che mette in difficoltà l'avversario. scacco matto, mossa conclusiva. 4 Sconfitta. ~ disfatta, fallimento. <> successo, trionfo.
 sm. 1 square. 2 (disegno) check pattern. 3 (fig.) reverse, setback. 4 (scacco matto) checkmate.
 provenz. escac, dal persiano shah re.

scaccografìa, sf. L'insieme delle trascrizioni delle mosse compiute nel gioco degli scacchi, utilizzando codici di numeri e lettere.

scaccolàrsi, v. rifl. Pulirsi dalle caccole.

scaccomàtto, sm. invar. Mossa vincente nel gioco degli scacchi.
 sm. checkmate.
 persiano shah mat il re è morto.

scadènte, agg. Di poco valore. ~ grossolano, mediocre. <> eccellente, pregiato.
 agg. shoddy, poor.

scadènza, sf. 1 Data o periodo entro cui deve avvenire o essere soddisfatto un certo impegno. ~ limite, termine. scadenza illimitata. 2 Termine di un rapporto o impegno preso precedentemente. scadenza di una cambiale.
 sf. 1 time limit, deadline. 2 (termine di validità) expiration, expiry.

scadenzàre, v. tr. Imporre delle scadenze.

scadenzàrio, sm. Registro in cui sono annotate delle scadenze.

scadére, v. intr. 1 Perdere valore. ~ peggiorare, svalutarsi. scadere di credito. 2 Giungere alla scadenza. ~ decadere, terminare. gli scadeva l'assicurazione dell'auto in quel periodo.
 v. intr. 1 to fall due, to be due, to expire. 2 (decadere) to go down. 3 (valore, forze) to go down, to decline.
 lat. volg. excadere, comp. da ex-+ cadere cadere.

scadiménto, sm. Decadenza, impoverimento. ~ declino, peggioramento.
 sm. deterioration, decline.

Scàfa Comune in provincia di Pescara (3.863 ab., CAP 65027, TEL. 085).

scàfa, sf. Piccola imbarcazione priva di vela che veniva usata al tempo dei romani e durante il medioevo per servire una nave più grande e per operazioni di salvataggio.

Scafàndridi Famiglia di Molluschi opistobranchi dalla conchiglia estremamente sottile e muniti di un piede trasformato in organo di nuoto.

scafàndro, sm. Tuta rigida e impermeabile utilizzata dai palombari per immersioni e lavori da compiere in profondità.
 sm. diving suit.

Scafàti Comune in provincia di Salerno (40.710 ab., CAP 84018, TEL. 081). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi e frutta) e industriale (prodotti del legno, del tabacco, tessili, meccanici, chimici e alimentari). Gli abitanti sono detti Scafatesi.

scaffalàre, v. tr. 1 Arredare con scaffali. 2 Disporre in scaffali.

scaffalatùra, sf. 1 Operazione dello scaffalare. 2 Insieme degli scaffali.
 sf. shelving.

scaffàle, sm. Mobile costituito da uno o più ripiani per appoggiarvi degli oggetti. ~ mensola, ripiano.
 sm. 1 shelf. 2 (libreria) bookshelf. 3 (mobile) set of shelves.
 longob. skafa.

Scafìdidi Famiglia di Insetti Coleotteri cosmopoliti, fungivori, di piccola dimensione e forma ovale caratterizzate da brevi elitre che lasciano intravedere l'estremità dell'addome e da antenne clavate o filiformi.

scafìsta, sm. (pl.-i) 1 Colui che si occupa di controllare la corretta realizzazione dello scafo.2 Il guidatore di un motoscafo, specialmente di contrabbandiere.

scàfo, sm. La parte portante di una imbarcazione. ~ chiglia.
 sm. hull.
 greco skàphos

scafòide, agg. e sm. Relativo a ognuna delle due piccole ossa del tarso e del carpo. ~ navicolare.

Scafòpodi Classe appartenente al tipo dei Molluschi, sottoregno dei Metazoi. Hanno corpo conico, allungato, con conchiglia di protezione tubulare e conica, aperta alle due estremità.

scagionàre, v. v. tr. Discolpare dimostrando l'innocenza. <> accusare, incolpare.
v. rifl. Discolparsi dimostrando la propria innocenza.
 v. tr. 1 to free from blame. 2 (esonerare) to exonerate.

scàglia, sf. 1 Piccola squama di pesci e serpenti. 2 Piccola scheggia di ferro o legno. ~ lastra, piastrina.
 sf. 1 scale. 2 (scheggia) flake.
 german. skalja.

scagliàre, v. v. tr. 1Lanciare con violenza un oggetto. ~ gettare. 2 Pulire dalle scaglie.
v. intr. pron. Lanciarsi con furia contro qualcuno o qualcosa.
 v. tr. to throw, to fling. v. intr. pron. 1 to fling, to hurl. 2 (fig.) to rail at.

scagliòla, sf. Pietra utilizzata per fare stucchi e gessi.

scaglionaménto, sm. La disposizione in reparti, scaglioni.

scaglionàre, v. tr. 1 Disporre e organizzare in scaglioni. 2 Dilazionare nel tempo.
 v. tr. 1 to spread, to space out. 2 (mil.) to echelon.

scaglióne, sm. 1 Gruppo o suddivisione a scopo organizzativo. scaglione di rinforzo. 2 Gradino naturale o artificiale. 3 Dente.
 sm. 1 group. 2 (fascia) class, bracket. 3 (mil.) echelon.
 franc. échelon, deriv. da échelle scala; nei significati [2 ] e [3 ]: deriv. da scaglia.

scaglióso, agg. Che presenta molte scaglie.

Scagnèllo Comune in provincia di Cuneo (220 ab., CAP 12070, TEL. 0174).

scagnòzzo, sm. Esecutore di ordini, alle dipendenze di qualcuno. ~ galoppino, portaborse.

Scàla Comune in provincia di Salerno (1.455 ab., CAP 84010, TEL. 089).

scàla, sf. 1 Struttura fissa o mobile formata da più gradini o da pioli fissati a due montanti paralleli per permettere l'accesso a piani superiori o, comunque, superare dislivelli. ~ gradinata, scalinata. 2 Gradazione, ordinamento in livelli consecutivi (s. musicale, s. reale, s. di colori, …). ~ gerarchia, graduatoria. 3 Parte dello strumento di misurazione, su cui effettuare la lettura della misura. 4 Rapporto fra le distanze su una mappa (o su un disegno o in una fotocopia o …) e quelle reali. 5 Dimensione (per estensione dal significato precedente) sperimentare su vasta scala, su scala ridotta, … economie di scala (diminuzione del costo medio di produzione all'aumentare della dimensione dell'impianto)
 sf. 1 stairs, staircase. 2 (di corda) ladder. 3 (mobile) escalator. 4 (di valori, graduata, …) scale. 5 (di sicurezza) fire escape. 6 (mus.) scale. 7 (a carte) straight (reale: straight flush). 8 (su vasta scala) on a large scale.
Se fissa, è presente negli edifici come elemento architettonico e può essere composta da più rampe intervallate da pianerottoli. Quando è portatile è costruita, in genere, con metallo o legno. La scala mobile è invece una scala fissa nella quale gli scalini salgono o scendono meccanicamente, trasportando le persone da un piano all'altro.
Scala di Beaufort
Viene utilizzata in meteorologia per misurare l'intensità del vento; associa un grado a un intervallo di velocità espresse in m/s:
0 (0-0.5: calma piatta), 1 (-1.7: bava), 2 (-3.3: brezza leggera; muove le foglie), 3 (-5.2: brezza tesa; muove i ramoscelli), 4 (-8.5: v. moderato; muove i rami), 5 (-11: v. fresco; solleva polvere e carta), 6 (-14.1: v. forte; agita alberi e sibila), 7 (-17.2: burrasca moderata; diffile tenere ombrelli aperti), 8 (-20.8: b. fresca; diffile camminare), 9 (-24.4: b. forte), 10 (-28.5: b. foritssima), 11 (-32.6: fortunale), 12 (oltre: uragano)
Scala cartografica
In cartografia e, più in generale, nel disegno tecnico, è il rapporto tra le dimensioni lineari dell'oggetto reale e quelle della sua rappresentazione grafica. Viene abitualmente riportata sul disegno stesso con un'indicazione numerica (per esempio, 1:10.000 sta a indicare che la distanza di 1 cm misurata su una carta geografica corrisponde alla distanza di 10.000 cm = 100 m nella realtà) oppure con una rappresentazione grafica.
Scala degli strumenti di misura
Scala formata da una superficie piana o cilindrica, sulla quale è fissata la graduazione e sopra la quale scorre l'indice dello strumento.
Scala di integrazione
In elettronica è il livello di miniaturizzazione dei moderni circuiti elettronici.
Scala graduata
In uno strumento di misurazione è la parte nella quale viene letto il valore della grandezza da misurare. Ne esistono di diversi tipi, a seconda del valore numerico riportato; può essere metrica se tale valore è direttamente proporzionale alle divisioni poste a uguale distanza; funzionale se è proporzionale a una funzione assegnata a tale grandezza e logaritmica se il rapporto è proporzionale al logaritmo della grandezza da misurare.
Scala mobile
In economia, meccanismo automatico per la salvaguardia del potere d'acquisto reale delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, introdotto nella normativa italiana nel 1946 e abolito nel 1992.
Scala musicale
In musica è una successione di suoni, punto di partenza per ogni sistema musicale; nel sistema armonico moderno, essa è costituita da una serie di otto suoni, l'ultimo dei quali rappresenta la ripetizione del primo (do, re, mi, fa, sol, la, si, do: scala di do maggiore). La sua struttura è basata nell'ambito dell'ottava i cui modi (gradi) procedono, di solito, in relazione all'intervallo tra essi, in toni e semitoni. La scala, "classica", che procede per toni e semitoni è detta diatonica (5 toni - T - e 2 semitoni - S), quella che procede per semitoni è detta cromatica (12 semitoni). Il procedimento tecnico che utilizza i dodici semitoni di un'ottava ha dato origine alla dodecafonia (elaborata dal musicista austriaco A. Schönberg). Le scale diatoniche possono essere maggiori (dalla nota iniziale alla stessa nota dell'ottava successiva si passa attraverso la successione TTSTTTS: scala di do maggiore [vedi sopra], scala di re maggiore [Re, Mi, FaDiesis, Sol, La, Si, DoDiesis, Re], ...) o minori (di vari tipi; quelle armoniche corrispondono alla successione STST(T+S)ST). La nota fondamentale di una scala, quella da cui inizia e con cui essa finisce, si chiama nota "tonica". La scala utilizzata da un brano musicale si chiama anche "tonalità".
Scale per la misurazione dei terremoti
Sono scale che quantificano l'intensità di un movimento tellurico. I due modelli utilizzati abitualmente a questo scopo sono la scala Mercalli e la scala Richter. La prima è empirica e misura il sisma rapportandolo agli effetti prodotti sul territorio interessato. La seconda è invece più scientifica, basandosi sulla misurazione dell'energia liberata dalla scossa tellurica nella sua origine.
Scale termometriche
Utilizzate per la misura delle temperature, vengono normalmente riferite a livelli termici universalmente rilevabili. La scala termometrica utilizzata in Italia è quella ideata da Anders Celsius nella prima metà del Settecento, che suddivise in cento gradi (°C) l'escursione termica tra il punto di fusione del ghiaccio (0 °C) e il punto di ebollizione dell'acqua misurata a livello del mare (100 °C). Tra le scale termometriche che vengono abitualmente utilizzate in altri Paesi o per misurazioni scientifiche è opportuno ricordare la scala Fahrenheit (°F), la scala Réaumur (°r), la scala Rankine (°R) e la scala Kelvin (°K).

Scala a chiocciola, La Opera di poesia di W. B. Yeats (1933).
Scala a chiocciola, La
Film giallo, americano (1946). Regia di Robert Siodmak. Interpreti: Dorothy McGuire, Ethel Barrymore, George Brent. Titolo originale: The Spiral Staircase

Scàla Coeli Comune in provincia di Cosenza (2.034 ab., CAP 87060, TEL. 0983).

Scala di seta, La Farsa in un atto di G. Rossini, libretto di G. Foppa (Venezia, 1812).

Scàla, Dèlia (Bracciano 1929-) Odette Bedogni, attrice di rivista. Fu celebre soubrette cinematografica e televisiva al fianco di Modugno, Chiari e Dapporto.

scalandróne, sm. Passerella che collega la nave alla banchina. ~ scaletta.

scalàre, agg. e v. agg. 1 Graduato. 2 Grandezza il cui valore è definibile da un solo numero, relativo a una unità di misura.
v. tr. 1Salire, arrampicarsi. <> discendere. 2 Diminuire. ~ sottrarre, togliere. scalare un interesse. 3 Fare una scalata.
 agg. scaled, graduated. v. tr. 1 to scale, to climb. 2 (detrarre) to deduct. 3 (debito) to reduce, to scale down.
 deriv. da scala.

Scalàridi, o Scalarìidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi Prosobranchi dell'ordine dei Mesogasteropodi che presentano una conchiglia turricolata.

scalàta, sf. L'atto dello scalare.
 sf. climbing, climb.

scalàto, agg. Che è stato ridotto, diminuito.

scalatóre, sm. Colui che si dedica a scalare le montagne per passione o sport. ~ alpinista.
 sm. climber.

scalcagnàto, agg. Scalcinato, ridotto in pessime condizioni. ~ logoro, sciupato.

scalcàre, v. tr. Tagliare la carne cotta in pezzi, per portarla in tavola.

scalciàre, v. tr. Dare calci.

scalcinàre, v. v. tr. Togliere la calcina e l'intonaco dai muri.
v. intr. Perdere l'intonaco.

scalcinàto, agg. 1 Che ha perso l'intonaco. 2 Ridotto male. ~ scalcagnato.

scalcinatùra, sf. L'operazione dello scalcinare.

scàlco, sm. (pl.-chi) 1 Persona che si occupa dello scalco. 2 L'azione dello scalcare.

scaldaàcqua, sm. invar. Apparecchio per scaldare l'acqua.

scaldabàgno, sm. invar. Scaldaacqua adibito a uso domestico.
 sm. water heater.

scaldabànchi, sm. e sf. invar. Scolaro che frequenta la scuola con scarsi risultati.

scaldàcqua => "scaldaacqua"

scaldalètto, sm. (pl. scaldalètti) Arnese utilizzato per riscaldare le lenzuola del letto.

scaldamàni, sm. invar. Recipiente sferico di metallo usato per scaldarsi le mani.

scaldamùscoli, sm. invar. Indumento in genere di lana che si applica sui muscoli delle cosce e polpacci.

scaldapànche, sm. invar. e sf. invar. Alunno negligente.

scaldapiàtti, sm. invar. Arnese utilizzato per tenere in caldo i cibi.

scaldapièdi, sm. invar. Piccolo contenitore riscaldato su cui appoggiare i piedi per scaldarli.

scaldàre, v. v. tr. 1 Riscaldare. ~ intiepidire. <> raffreddare. scaldare la poltrona, non fare il proprio lavoro nonostante si sia presenti. 2 Eccitare. scaldare gli animi.
 lat. tardo excaldare, comp. da ex-+ deriv. da calidus caldo.
v. rif. Riscaldarsi.
v. intr. pron. 1 Diventare caldo. 2 Inquietarsi, eccitarsi. ~ accalorarsi, infuocarsi. si scaldava sempre parlando di politica.
 v. tr. e v. intr. to heat. v. rifl. e v. intr. pron. 1 (persone) to warm oneself. 2 (cose) to warm up. 3 (arrabbiarsi) to get angry. 4 (eccitarsi) to get worked up.

Scaldasóle Comune in provincia di Pavia (832 ab., CAP 27020, TEL. 0382).

scaldàta, sf. L'effetto dello scaldare.

scaldavivànde, sm. invar. Aggeggio in cui vengono mantenuti in caldo i cibi da portare in tavola.

scàldico, agg. (pl. m.-ci) 1 Degli scaldi. 3 Di un genere di poesia caratterizzato da una struttura metrica complessa e molto rigida.

scaldìno, sm. Vaso in cui vengono messi dei carboni accesi, per scaldarsi in genere le mani.

scàldo, sm. Nella letteratura islandese e norvegese dei secc. IX-XIV, poeta guerriero la cui tradizione era tramandata di padre in figlio.

scalèa, sf. Scalinata a più rampe, in genere davanti a una chiesa.

Scalèa Comune in provincia di Cosenza (8.828 ab., CAP 87029, TEL. 0985).

Scalénghe Comune in provincia di Torino (2.740 ab., CAP 10060, TEL. 011).

scalèno, agg. Tipo di triangolo, avente i lati di diversa lunghezza.
Muscoli scaleni
Termine anatomico che designa alcuni muscoli del collo. Servono all'inspirazione, alzando le costole, alla deviazione laterale del collo e per mantenere rigida la colonna vertebrale.

scalèo, sm. 1 Scala a pioli a libretto in grado di reggersi da sola. 2 Mobiletto.

scalétta, sf. La sequenza delle scene da svolgere in uno spettacolo.

Scalétta Zanclèa Comune in provincia di Messina (2.677 ab., CAP 98029, TEL. 090).

Scàlfari, Eugènio (Civitavecchia 1924-) Giornalista e saggista. Tra le opere Razza padrona (con Giuseppe Turani, 1974) e Interviste ai potenti (1979). Nel 1976 fondò il quotidiano Repubblica che diresse fino al 1996.

Scàlfaro, Òscar Luìgi (Novara 1918-) Politico. Democristiano, dal 1946 fu deputato e da allora più volte ministro. Nel 1992 divenne presidente della repubblica, succedendo a F. Cossiga e rimanendo in carica fino al maggio 1999.

scalfìre, v. tr. Intaccare leggermente. ~ incidere, segnare.
 v. tr. to scratch.

scalfittùra, sf. 1 Effetto dello scalfire. ~ abrasione. 2 Graffio, lesione della pelle. ~ escoriazione, lesione.

Scalìgeri o della Scala. Famiglia italiana, di cui molti membri di parte ghibellina furono signori o podestà di Verona. Il più noto, Cangrande I (Verona 1291-Treviso 1329) offrì asilo a Dante esiliato.

scalìgero, agg. e sm. agg. Relativo alla famiglia dei Della Scala di Verona.
sm. Veronese.

scalinàta, sf. Scala all'interno degli edifici.
 sf. staircase.

scàlino, sm. 1 Ogni singolo ripiano che compone una scala. 2 Piccolo ripiano che serve a superare il dislivello fra due superfici. era inciampato nello scalino. 3 Grado gerarchico. gli mancavano ancora alcuni scalini per raggiungere il comando.
 sm. step.
 deriv. da scala.

Scalìno, pìzzo Vetta (3.323 m) del gruppo montuoso sudorientale del Bernina, tra la val Malenco e quella di Poschiavo, in provincia di Sondrio.

scalmàna, sf. 1 Malanno. 2 Vampa di calore.

scalmanàrsi, v. intr. pron. Agitarsi, darsi molto da fare.

scalmanàto, agg. Esagitato. ~ trafelato. <> calmo, controllato.

scalmièra, o scalmière, sf. o sm. Insieme degli scalmi di una imbarcazione.

scàlmo, sm. Perno del remo a forma di forcella.

scàlo, sm. 1 Luogo di imbarco, sbarco. ~ approdo, attracco. 2 Luogo di sosta per carico, scarico merci. scalo merci. 3 La sosta stessa. ha fatto scalo di due ore.
 sm. 1 stop. 2 (naut.) slipway. 3 (aereo) to make a stopover at. 4 (merci) goods yard.
 etimo incerto.

scalògna, sf. Sfortuna. ~ iella. <> fortuna.

scalognàto, agg. Sfortunato.

scalógno, sm. Angiosperma (Allium ascalonicum) della famiglia delle Gigliacee e dell'ordine delle Liliiflore. Pianta erbacea coltivata in Europa. I suoi bulbi sono utilizzati in cucina.

scalòide, sm. Successione di parallelogrammi aventi una base su di una retta comune e i lati adiacenti alla base a due a due sovrapposti.

scalóne, sm. Scala di grandi proporzioni architettoniche. ~ gradinata, scalinata.

Scalóne Passo (740 m) della Calabria settentrionale, tra la valle di Sangineto e quella di Crati, in provincia di Cosenza.

scalòppa, sf. Piccola fetta di vitello.
 sf. escalope.
 franc. escalope.

scaloppìna, sf. Piccola fetta di vitello cotta.
 sf. escalope.

scalpàre, v. tr. Scotennare.

scalpellàre, v. tr. Lavorare utilizzando lo scalpello. ~ intagliare, incidere.

scalpellatùra, sf. L'effetto dello scalpellare.

scalpellìno, sm. Chi lavora il marmo.

scalpèllo, sm. Attrezzo di metallo utilizzato per lavorare la pietra.
 sm. chisel.

scalpicciàre, v. intr. Camminare facendo rumore con i piedi.

scalpiccìo, sm. Il rumore prodotto dallo scalpicciare. ~ calpestio.
 sm. shuffling.

scalpitàre, v. intr. Fremere, agitarsi. ~ spazientirsi.

scalpitìo, sm. L'effetto dello scalpitare.

scàlpo, sm. Cuoio capelluto.

scalpòre, sm. 1 Rumore, chiasso. ~ eco, notizia. 2 Impressione, risentimento.
 sm. 1 fuss. 2 (impressione) sensation. 3 (rumore) row, noise.

scaltrézza, sf. Furbizia. ~ astuzia. <> ingenuità.

scaltrìre, v. v. tr. Rendere esperto, abile. ~ smaliziare.
v. intr. pron. Diventare scaltro, furbo.

scaltrìto, agg. Che è diventato scaltro. ~ esperto, smaliziato.

scàltro, agg. 1 Astuto, furbo, accorto. ~ abile, attento. <> ingenuo, sprovveduto. 2 Che mostra scaltrezza.
 agg. shrewd, cunning.

Scàlve Valle delle Prealpi Bergamasche, che sbocca nella val Camonica, attraversata dal torrente Dezzo. Il passo di Vivione la collega con la val Paisco.

scalzacàne, o scalzacàni, sm. e sf. invar. 1 Persona abbigliata molto male. 2 Persona poco esperta nel proprio lavoro. ~ incapace, schiappa. <> campione, fuoriclasse.

scalzàre, v. v. tr. 1 Togliere calze e scarpe. 2 Togliere qualcuno da una posizione acquisita. ~ spodestare. 3 Rimuovere. ~ divellere. scalzare un masso dal percorso.
v. rifl. Togliersi calze e scarpe.
 v. tr. (togliere da una carica ecc.) to undermine.
 lat. excalceare, comp. da ex-+ deriv. da calceus scarpa.

scàlzo, agg. Che è senza calze e scarpe, a piedi nudi.
 agg. barefooted, barefoot.
 lat. tardo excalceus, deriv. da excalceare.

Scalzóne, Àngelo (Casal di Principe, Caserta 1931-Vellejuife, Parigi 1987) Specialista di tiro al piattello italiano. Fu campione italiano e campione olimpionico (Olimpiadi di Monaco del 1972).

scamatàre, v. tr. Battere gli abiti o la lana dei materassi con lo scamato.

scamàto, sm. Bacchetta che viene utilizzata per battere materassi di lana e abiti.

scambiàre, v. v. tr. 1 Prendere qualcosa, dando in cambio altre cose. ~ barattare. 2 Riconoscere una persona per un'altra. ~ confondere. l'aveva scambiata per un'altra persona di sua conoscenza. 3 Parlare. gli piaceva scambiare due chiacchiere durante la pausa pranzo.
v. rifl. Dare e ricevere in modo vicendevole. si scambiarono i regali.
 v. tr. 1 to exchange. 2 (confondere) to mistake.
 da s-+ cambiare.

scambiatóre, sm. In fisica apparecchio nel quale avviene uno scambio di calore tra due fluidi. In base alla funzione svolta gli scambiatori di calore si distinguono in riscaldatori, refrigeratori, condensatori, evaporizzatori.
Scambiatore di ioni
Sostanza in grado di rendere possibile lo scambio degli ioni in essa contenuti con altri presenti nelle soluzioni cui viene posta a contatto. È usata particolarmente nella depurazione delle acque, nei preparati farmaceutici e nella desalinizzazione.

scambiévole, agg. Reciproco.
 agg. reciprocal, mutual

scambievolménte, avv. In modo reciproco.

scàmbio, sm. (pl.-i) 1 Effetto dello scambiare. ~ baratto, permuta. un fitto scambio di lettere preparò l'organizzazione della manifestazione. 2 Dispositivo meccanico che agisce su rotaie mobili. 3 Passaggio.
 sm. 1 exchange. 2 (ferr.) points.
 deriv. da scambiare.

Scambio simbolico e la morte, Lo Opera di sociologia di J. Baudrillard (1976).

scambìsta, sm. Colui che manovra o effettua scambi.

scamiciàrsi, v. rifl. Rimanere in maniche di camicia.

scamiciàto, agg. e sm. agg. Che è in maniche di camicia.
sm. 1 Persona facinorosa. 2 Abito femminile senza maniche.

scammonèa, o scamonèa, sf. Nome comune del Convolvulus scammonia, un convolvolo dalla cui radice viene estratta una resina usata in medicina come purgante. È diffusa dalla Siria all'Asia Minore.

scamòrza, sf. 1 Tipo di formaggio. 2 Persona debole.

scamoscerìa, sf. Conceria per la preparazione delle pelli scamosciate.

scamosciàre, v. tr. Conciare una pelle per renderla morbida.

scamosciàto, agg. 1 Pelle che ha le qualità di quella del camoscio. 2 Fatto in pelle di camoscio.

scamosciatùra, sf. 1 In pellicceria, tipo di pettinatura dei peli che viene effettuata mediante un cardo meccanico. 2 Particolare sistema di concia in cui le pelli vengono trattate con oli di pesce.

scamozzàre, v. tr. Mozzare.

Scamòzzi, Vincènzo (Vicenza 1552-Venezia 1616) Architetto. Importante esponente dell'architettura rinascimentale veneta, attivo anche in vari paesi europei, ha creato numerosi lavori architettonici nei quali l'aspetto estetico e la funzionalità sono combinati in modo perfetto. Tra le opere, Rocca Pisana a Lonigo (1576), Palazzo Trissino a Vicenza (1577-1579) e Teatro di Sabbioneta (1588-1590).

scampagnàta, sf. Gita in campagna. ~ escursione, passeggiata.
 sf. trip to the country.

Scampagnata, La Film drammatico, francese (1936). Regia di Jean Renoir. Interpreti: Sylvia Bataille, Gabriello, Jeanne Marken. Titolo originale: Une partie de campagne

scampanàre, v. v. intr. Suonare le campane.
v. tr. Rendere le estremità di un abito a forma di campana.

scampanàta, sf. 1 Lungo suono di campane. 2 Fracasso.

scampanàto, agg. Che ha le estremità allargate a forma di campana.

scampanatùra, sf. L'effetto dello scampanare.

scampanellàre, v. intr. Suonare un campanello.

scampanellàta, sf. Suono di un campanello.

scampanellìo, sm. Suono continuo e ritmico di un campanello.

scampanìo, sm. Suono festoso di campane.

scampàre, v. v. tr. Salvare da un pericolo. ~ evitare, schivare. l'aveva scampata bella, aveva evitato un grosso pericolo.
v. intr. 1Sottrarsi da un pericolo. 2 Cercare rifugio. scampare all'estero.
 v. tr. 1 to save, to rescue. 2 (evitare) to escape. v. intr. to escape, to survive.
 da s-+ deriv. da campo.

scampàto, agg. Fuori pericolo.
 agg. 1 survived. 2 (evitato) avoided, escaped.

scampionatùra, sf. Nell'industria tessile, operazione consistente nel prendere un campione di tessuto e nell'osservarne l'evoluzione del film e delle trame allo scopo di eseguire la messa in carta dell'armatura.

Scampitèlla Comune in provincia di Avellino (1.846 ab., CAP 83050, TEL. 0827).

scàmpo, sm. 1 Salvezza. 2 Crostaceo marino.
 sm. 1 safety, escape. 2 (zool.) prawn.

scàmpolo, sm. Ritaglio di tessuto avanzato. ~ avanzo, brandello.
 sm. remnant.

scanalàre, v. v. tr. Costruire un canale.
v. intr. Straripare.

scanalàto, agg. Che presenta scanalature.

scanalatrìce, sf. Macchina che produce scanalature.

scanalatùra, sf. 1 Incavo. 2 Operazione dello scanalare.
 sf. groove, channel.

scancellàre, v. tr. 1 Cancellare. 2 Annullare. ~ abolire.

scandagliàre, v. tr. 1 Misurare con lo scandaglio. ~ sondare. 2 Valutare più possibilità. ~ indagare.
 v. tr. 1 to sound. 2 (fig.) to probe, to sound out.

scandàglio, sm. (pl.-gli) 1 Strumento a filo e piombo usato per misurare le profondità. 2 L'atto dello scandagliare.
 lat. scandaculum, deriv. da scandere salire.

Scandàle Comune in provincia di Crotone (3.558 ab., CAP 88070, TEL. 0962).

scandalìsmo, sm. Esagerazione ed eccessivo risalto dato alle notizie di cronaca.

scandalìsta, sm. e sf. (pl.-i) Chi crea scandali.

scandalìstico, agg. (pl. m.-ci) Che crea scandalo.
 agg. sensational.

scandalizzàre, v. v. tr. Dare scandalo.
v. intr. pron. Provare sensazioni di turbamento.
 v. tr. to scandalize, to shock. v. intr. pron. to be shocked.

scàndalo, sm. 1 Azione che è contraria alla morale comune. ~ scalpore, turbamento. pietra dello scandalo, l'oggetto del contendere. 2 Cosa fatta male. 3 Diffusione di notizie incresciose. i giornali popolari cercavano sempre lo scandalo per vendere più copie.
 sm. scandal.
 lat. tardo scandalum, dal greco skàndalon occasione di peccato.

Scandalo a Filadelfia Film commedia, americano (1940). Regia di George Cukor. Interpreti: Katharine Hepburn, Cary Grant, James Stewart. Titolo originale: The Philadelphia Story

Scandalo al sole Film commedia, americano (1959). Regia di Delmer Daves. Interpreti: Richard Egan, Dorothy McGuire, Sandra Dee, Arthur Kennedy. Titolo originale: A Summer Place

Scandalo internazionale Film commedia, americano (1948). Regia di Billy Wilder. Interpreti: Jean Arthur, Marlene Dietrich, John Lund. Titolo originale: A Foreign Affair

scandalóso, agg. 1 Che provoca scandalo. 2 Sfacciato.
 agg. scandalous, outrageous.

Scandelùzza Comune in provincia di Asti (250 ab., CAP 14020, TEL. 0141).

scandènte, agg. Relativo a una pianta rampicante che si aggrappa con i rami a sostegni o ad altre piante.

Scanderbeg (Kruja 1403-Alessio 1468) Patriota albanese, figlio di Giovanni Castriota, nobile signore albanese. In occasione dell'occupazione ottomana dell'Albania, venne deportato ad Adrianopoli, dove si convertì all'islam (1415); assunse il nome di Alessandro e, con il titolo di bey, guidò l'esercito del sultano contro serbi, ungheresi e veneziani. Dopo la sconfitta di Nis (1443), tornò in patria e, riconvertitosi al cristianesimo, comandò la resistenza contro i turchi dalla sua fortezza di Kruja. Con il trattato di Alessio, venne riconosciuto dai veneziani capitano dell'Albania (1448). Si alleò al re di Napoli Ferdinando I d'Aragona, tanto da sollevare i sospetti e l'ostilità dei veneziani che temevano che il Basso Adriatico potesse cadere in mano agli aragonesi. L'aiuto fornito da alcuni sovrani europei e da papa Pio II non si materializzò mai fino in fondo in una vera e propria spedizione militare e, nel momento in cui il sultano Maometto II scatenò l'offensiva, riuscì a opporglisi, ma morì poco dopo.

Scandiàno Comune in provincia di Reggio Emilia (21.908 ab., CAP 42019, TEL. 0522). Centro agricolo (coltivazione di viti, foraggi e cereali), dell'allevamento di suini e di bovini e industriale (prodotti dell'abbigliamento, alimentari, chimici e meccanici). Vi si trovano la chiesa di Santa Maria, del XV sec., e la rocca costruita tra il XIII e il XV sec. Gli abitanti sono detti Scandianesi.

Scandìcci Comune in provincia di Firenze (53.253 ab., CAP 50018, TEL. 055). Centro industriale (calzaturifici, concerie, prodotti per l'edilizia, alimentari, farmaceutici, meccanici e grafici). Vi si trova nelle vicinanze l'abbazia di San Salvatore, costruita tra il X e il XIV sec. Gli abitanti sono detti Scandiccesi.

Scandinàvia Penisola dell'Europa settentrionale comprendente la Svezia e la Norvegia. È situata tra il golfo di Botnia a est, il mar Baltico a sud-est, il mare del Nord e l'oceano Atlantico a ovest, il mar Glaciale Artico a nord. La penisola è attraversata dalla catena della Alpi Scandinave che si sviluppano parallelamente alla costa atlantica, che risulta essere alta e frastagliata, caratterizzata da numerose isole e da strette insenature (fiordi) spesso tortuose e ramificate che si allungano verso l'entroterra anche per 200 km. La costa atlantica norvegese, quasi ovunque rocciosa, è costellata da circa 150.000 isole e isolotti. I litorali svedesi sono generalmente bassi e frastagliati. Sul versante orientale le montagne si abbassano formando colline che digradano verso le grandi pianure costiere (le regioni Svealand e Götaland situate all'estremità meridionale della Svezia). Numerosi sono i fiumi, utilizzati per produrre energia elettrica e per il trasporto di legname, e i laghi, i più importanti dei quali sono il lago Vänern, il Vättern e il Mälaren. Il clima è molto rigido nel centro nord, mentre le coste occidentali godono dell'influsso benefico della corrente del golfo, dove le precipitazioni sono abbondanti. Nell'area scandinava compresa nel circolo polare artico, a mano a mano che si sale di latitudine si allunga la durata del giorno in estate e quella della notte in inverno. La vegetazione naturale è composta da tundre e licheni nella parte settentrionale, nel resto della penisola si trovano vastissime foreste di conifere, boschi di faggi e betulle. La Svezia possiede il parco naturale più grande d'Europa: il parco nazionale di Padjelanta che si estende per 205.000 ettari. Sono presenti giacimenti di minerali ferrosi; a sud è sviluppata l'agricoltura. Le possibilità agricole sono tuttavia limitate per la scarsità dei terreni fertili e le condizioni sfavorevoli derivanti dalla latitudine. La produzione lattiero-casearia, lo sfruttamento delle risorse forestali, la pesca marittima e l'allevamento del bestiame superano, invece, molto ampiamente il fabbisogno locale. Lo sfruttamento dell'energia elettrica prodotta a basso costo, contribuisce allo sviluppo di una fiorente industria (metallurgica, elettrometallurgica, chimica, della cellulosa, alimentare ecc.), che trova imponenti sbocchi sul mercato mondiale. Il livello culturale e sociale e la prosperità economica molto elevata dei paesi scandinavi li pongono in posizione di primo piano rispetto alle altre nazioni occidentali. Fin dal medioevo la Scandinavia era suddivisa nei due regni di Svezia e di Norvegia che si unirono, congiuntamente alla Danimarca, nel 1397 (Unione di Kalmar). Nel 1523 la Svezia riconquistò la sua autonomia sotto la dinastia dei Vasa, con Gustavo I che fu proclamato re di Svezia. Negli anni seguenti, il movimento riformatore raggiunse la Scandinavia e il luteranesimo divenne religione di stato in Svezia. Sul piano politico la Norvegia invece continuò a essere unita alla Danimarca fino al 1814 (pace di Kiel). L'anno successivo fu trasformata in regno e legata alla corona svedese.

scandinàvo, agg. e sm. agg. Della Scandinavia.
sm. Abitante della Scandinavia.
 agg. e sm. Scandinavian.

scàndio, sm. Elemento chimico di numero atomico 21, peso atomico 44,96 e simbolo Sc. Presente in minime tracce sulla crosta terrestre, si trova in natura nella thorveitite. Il metallo, di colore bianco argenteo, è molto leggero, con punto di fusione più elevato di quello dell'alluminio, presenta buone caratteristiche per le costruzioni aerospaziali. L'ossido (Sc2O3) viene impiegato per la costruzione di lampade di elevata luminosità. L'isotopo radioattivo 46Sc è usato come tracciante negli impianti chimici.

scandìre, v. tr. 1 Pronunciare con chiarezza le sillabe che compongono una parola. ~ sillabare. scandire il tempo, tenere il ritmo. 2 Analizzare un verso, nella metrica classica. 3 Analizzare un'immagine.
 v. tr. 1 to scan. 2 (parole) to pronounce distinctly.
 lat. scandere salire.

Scandolàra Ravàra Comune in provincia di Cremona (1.578 ab., CAP 26040, TEL. 0375).

Scandolàra Rìpa d'Òglio Comune in provincia di Cremona (687 ab., CAP 26047, TEL. 0372).

Scandrìglia Comune in provincia di Rieti (2.097 ab., CAP 02038, TEL. 0765).

scannàre, v. tr. Ammazzare, recidendo la gola. ~ sgozzare.
 v. tr. 1 (persona) to slit the throat. 2 (animale) to butcher.

scannatóio, sm. (pl.-i) Luogo in cui si effettua la macellazione delle bestie. ~ macello.

scannellàre, v. tr. Produrre degli incavi a scopo di decorazione.

scannellàto, agg. e sm. agg. 1 Scanalato. 2 Gonna che presenta delle larghe pieghe.
sm. Tecnica per scannellare i metalli.

scannèllo, sm. 1 Taglio di carne bovina. 2 Contenitore da scrivania in cui riporre buste e carte.

scanner, sm. invar. Letteralmente significa analizzatore. In informatica indica un dispositivo di input che permette di acquisire dati mediante la scansione ottica di un documento.

scannerizzàre, v. tr. In informatica, l'azione di scansione ottica (e digitalizzazione) fatta con scanner. È un "americanismo": in italiano si dovrebbe usare "scandire".

scànno, sm. Seggio, sedile imponente. ~ sgabello.
 sm. bench, seat.
 lat. scamnum.

Scànno Comune in provincia di L'Aquila (2.352 ab., CAP 67038, TEL. 0864).
Scanno
Lago dell'Abruzzo, esteso tra la Montagna Grande e il Piano delle Cinquemiglia, a 930 m di altitudine, presso il paese omonimo. Meta di turismo estivo e invernale.

Scàno di Montifèrro Comune in provincia di Oristano (1.912 ab., CAP 09078, TEL. 0785).

scansafatìche, sm. e sf. invar. Persona che non ha voglia di lavorare. ~ fannullone, pigro.
 sm. e sf. slacker, lazybones.

Scansàno Comune in provincia di Grosseto (4.681 ab., CAP 58054, TEL. 0565).

scansàre, v. v. tr. 1 Spostare. 2 Evitare. ~ schivare. <> affrontare.
v. intr. pron. Farsi da parte per evitare qualcosa.
 v. tr. 1 (rimuovere, spostare) to shift, to move. 2 (evitare) to avoid. v. intr. pron. to move aside, to move out of the way.

scansìa, sf. Mobile composto da più ripiani. ~ mensola, scaffale.
 sf. 1 shelves. 2 (libreria) bookcase.

scansióne, sf. L'atto dello scandire.

scànso, sm. Nella locuzione a scanso di, per evitare.
 sm. (a scanso di) to avoid, in order.

scantinàre, v. tr. In viticoltura, operazione consistente nell'allargare le fosse di impianto dei ceppi.

scantinàto, sm. Locale posto nel seminterrato di un edificio.
 sm. basement.

scantonaménto, sm. L'atto dello scantonare.

scantonàre, v. v. intr. Deviare rapidamente in un'altra strada. ~ evitare, schivare.
v. tr. Smussare gli angoli.
 v. tr. to turn the corner.

scantonatùra, sf. 1 Lo scantonare. 2 In architettura, smussatura di uno spigolo. 3 In architettura, superficie di raccordo che viene posta nel punto in cui altre due superfici murarie ortogonali, due lesene o due paraste formano uno spigolo.

Scanzàno Jònico Comune in provincia di Matera (6.210 ab., CAP 75020, TEL. 0835).

scanzonàto, agg. 1 Superficiale. ~ disinvolto, spensierato. 2 Spregiudicato.

Scanzorosciàte Comune in provincia di Bergamo (8.179 ab., CAP 24020, TEL. 035).

scapaccióne, sm. Sberla data dietro il capo. ~ scappellotto.
 sm. smack, slap, clout.

Scapanorìnchidi Famiglia di Pesci squaliformi.

scapatàggine, sf. Superficialità.

scapàto, agg. 1 Senza capo. 2 Superficiale.

scapestràtaggine, sf. Azione da scapestrato.

scapestràto, agg. 1 Colui che si mostra superficiale, spregiudicato. ~ scapigliato, scavezzacollo, sregolato. <> posato, serio. 2 Senza valore.
 agg. dissolute.

scapezzàre, v. tr. 1 Tagliare nella parte superiore. 2 Mozzare, decapitare.

scapicollàrsi, v. intr. pron. Precipitarsi con velocità, a rischio di cadere.

scapicòllo, sm. Precipizio, strada a forte pendenza.

scapigliàre, v. v. tr. Disordinare i capelli.
v. intr. pron. Arruffarsi, scompigliarsi i capelli.

scapigliàto, agg. e sm. agg. Dai capelli disordinati, scomposti. ~ scarmigliato, spettinato. <> azzimato, pettinato.
sm. Del movimento letterario della scapigliatura.

scapigliatùra, sf. 1 Atteggiamento di disordine, di dissoluzione. 2 Movimento letterario lombardo dell'Ottocento.
Movimento artistico e letterario italiano, che ebbe come centro principale Milano, negli anni 1860-1870; è la traduzione del termine francese bohème, utilizzato per la prima volta nel titolo di un'opera di Cletto Arrighi. I referenti letterari del movimento sono il decadentismo francese (C. Baudelaire), la letteratura fantastica e orrorifica (E. T. A. Hoffman, E. A. Poe) e alcuni esponenti della letteratura umoristica (L. Sterne, H. Heine). Gli scapigliati affermano, coordinando perfettamente impegno artistico e costume di vita, un profondo rifiuto e una protesta contro la morale borghese, la religione e la retorica risorgimentale. I punti salienti del movimento sono il risultato di una scelta anticonformista e rappresentano, sotto alcuni punti di vista, l'estrema propaggine del romanticismo, ossia l'interesse per i temi funebri, ossessivi, ironici e per gli eccessi dell'alcol e della droga. Essi saranno gli anticipatori della corrente verista, anch'essa profondamente attratta da un modo di vita sregolato. Il loro stile predilige una prosa sperimentale, aperta alle espressioni dialettali e alla lingua parlata, in opposizione a Manzoni e Verga, massimi esponenti della tradizione che gli scapigliati contestano. Tra gli autori più importanti e rappresentativi: Emilio Praga, Cletto Arrighi, Iginio Ugo Tarchetti, Arrigo Boito.
Nel campo prettamente artistico, gli scapigliati propongono un progressivo rifiuto del gusto dominante e della tradizione, la volontà di difendere l'autonomia dell'arte e di rapportarla maggiormente alla realtà quotidiana; sentono anche la necessità di allontanarsi il più possibile da quel provincialismo eccessivo nel quale sembra essere caduta la lingua e la cultura italiana, per stare al passo con le nuove tendenze europee. In pittura si fa ricorso a un intenso colorismo che compone forme per approssimazione, privilegiando un marcato gioco di ombre e luci. Tra gli artisti più rappresentativi, Tranquillo Cremona e Federico Faruffini.

Scapigliatura e il 6 febbraio, La Romanzo di C. Arrighi (1862).

Scapìno Maschera della commedia dell'arte che rappresenta un servo furbo e intrigante.

scapitàre, v. intr. Subire un danno.

scàpito, sm. 1 Danno. 2 Nella locuzione a scapito di, a svantaggio.
 sm. 1 damage. 2 (perdita) loss. 3 (a scapito di) to the detriment of.

scapitozzàre, v. tr. Scapezzare.

scàpo, sm. 1 Stelo. 2 Fusto di una colonna.

scapocchiàre, v. tr. Togliere la capocchia di chiodi o spilli.

scàpola, sf. Ossa dello scheletro situate in numero di due sul lato posteriore del torace. Piatte, hanno forma di triangolo con la punta rivolta verso il basso. Superiormente si articolano con la clavicola e con l'omero.
 sf. shoulder blade.

scapolalgìa, sf. Dolore alla spalla, generalmente provocato da affezioni artritiche.

scapolàre, agg., sm. e v. agg. Della scapola
sm. Componente dell'abito monastico che si appoggia sul petto o spalle.
v. intr. 1 Sfuggire. 2 Evitare un ostacolo.

Scàpoli Comune in provincia di Isernia (1.033 ab., CAP 86070, TEL. 0865).

scapolìte, sf. Alluminosilicato di calcio e sodio appartenente alla serie delle scapolite, una serie formata dalle miscele isomorfe di marialite e meionite.

scàpolo, sm. Uomo non sposato. ~ celibe. <> ammogliato, sposato.
 sm. bachelor.

scapolóne, agg. Uomo che persiste nella condizione di scapolo.

scappaménto, sm. 1 Fuoruscita di gas o liquidi, in particolare lo scarico dei gas dell'automobile e il tubo stesso. 3 Meccanismo di regolazione di vari congegni.
 sm. exhaust.

scappàre, v. intr. 1 Fuggire per timore. ~ dileguarsi, evadere. 2 Sfuggire di mano. gli era scappato il bicchiere dalle mani. 3 Prorompere. gli scappò una bestemmia. 4 Fare una breve scappata.
 v. intr. 1 to run, to escape. 2 (sfuggire) to slip. 3 (andare di fretta) to rush.
 da s-+ deriv. da cappa.

scappàta, sf. 1 Andare e tornare da un luogo in breve tempo. ~ capatina. 2 Mancanza non grave e perdonabile.
 sf. quick visit, flying visit.

scappatèlla, sf. Mancanza, leggerezza commessa per imprudenza. ~ bricconata, marachella.
 sf. 1 escapade. 2 (amorosa) casual affair.

scappatóia, sf. Via di uscita da una situazione complessa. ~ rimedio, espediente.
 sf. way out, loophole.

scappellàre, v. v. tr. 1 Levare il cappello. 2 Salutare agitando il cappello in aria.
v. rifl. Togliersi il cappello.

scappellàta, sf. L'atto dello scappellare per salutare.

scappellòtto, sm. Colpo fatto a mano aperta dietro il capo. ~ scapaccione.

Scappo dalla città (La vita, l'amore e le vacche) Film commedia, americano (1991). Regia di Ron Underwood. Interpreti: Billy Crystal, Daniel Stern, Bruno Kirby. Titolo originale: City Stickers

scappottàre, v. v. intr. Non subire il cappotto nei giochi.
v. tr. Aprire il tettuccio di un'automobile.

scappucciàre, v. v. tr. Togliere il cappuccio.
v. intr. 1 Inciampare con la punta del piede, incespicare. 2 Commettere un errore.

scapricciàre, v. v. tr. Far passare un capriccio.
v. intr. pron. Togliersi un capriccio, soddisfarsi. ~ sbizzarrirsi.

scarabàttola, o scarabàttolo, sf. o sm. 1 Mobiletto a vetri atto a riporre soprammobili e piccoli oggetti preziosi. 2 Oggetto che non ha valore. ~ carabattola.

scarabèo, sm. 1 Insetto dal corpo ovale e nero lucente, sacro agli antichi egizi. 2 Pietra intagliata a forma di insetto.
 sm. (insetto) beetle.
Scarabeo ercole (Dynastes hercules)
Presente nell'America tropicale.
Scarabeo rinoceronte (Oryctes nasicornis)
Molto noto in Italia, è lungo circa 5 cm e il maschio è dotato di un grande corno cefalico.
Scarabeo sacro (Scarabeus sacer)
Scarabeo comune in Italia, nei luoghi caldi, sulle spiagge. Lungo fino a quattro centimetri, depone il proprio uovo in escrementi animali che, composti a forma di palline sferiche, saranno fatti rotolare fino al nido e serviranno da nutrimento alla larva.
Scarabeo stercorario (Geotrupes stercorarius)
Scarabeo dal comportamento identico allo scarabeo sacro, ma di minori dimensioni.

Scarabeo d'oro, Lo Racconto di E. A. Poe (1843).

scarabocchiàre, v. tr. 1 Scrivere senza ordine. ~ scribacchiare. 2 Macchiare, sporcare. ~ imbrattare.
 v. tr. to scrawl, to scribble.

scarabòcchio, sm. (pl.-chi) L'effetto dello scarabocchiare.
 sm. scrawl, scribble.

scaracchiàre, v. intr. Sputare catarro.

scaràcchio, sm. Sputo catarroso.

scarafàggio, sm. Nome comune di Insetti appartenenti all'ordine degli Ortotteri. Sono cosmopoliti, hanno corpo piatto e tondo, di colore nero scuro, apparato masticatore notevole e abitudini notturne. Vivono nelle fessure che abbandonano di notte. Sono molto dannosi per le derrate alimentari.
 sm. cockroach.
 lat. volg. scarafaius.

scaramàntico, agg. Relativo alla scaramanzia.

scaramanzìa, sf. Scongiuri superstiziosi per allontanare la cattiva sorte.
 sf. luck.

scaramàzza, agg. Perla non perfetta.

scaramàzzo, agg. Di perla, irregolare.

Scaràmia Capo della costa meridionale della Sicilia sede di un faro. Limita a est il golfo di Gela.

scaramùccia, sf. (pl.-ce) Breve scontro, di poca importanza. ~ schermaglia.
 franc. antico escharmuche.

Scaramùccia Maschera della commedia dell'arte napoletana che rappresenta un capitano spaccone.

scaramucciàre, v. tr. 1 Fare una scaramuccia. 2 Litigare, baruffare. ~ bisticciare.

scaraventàre, v. v. tr. Lanciare con molta violenza, lontano da sé. ~ proiettare.
v. intr. pron. Lanciarsi con violenza contro qualcosa o qualcuno.
 v. tr. to fling, to hurl.

scarceraménto, sm. Scarcerazione.

scarceràre, v. tr. Far uscire dal carcere. ~ rilasciare. <> incarcerare, recludere.
 v. tr. to release.

scarcerazióne, sf. Atto del rimettere fuori dal carcere in libertà. ~ rilascio. <> carcerazione, reclusione.
 sf. release.

Scarcies, Great Fiume (260 km) dell'Africa occidentale. Nasce in Guinea e sfocia nell'oceano Atlantico.

Scarcies, Little Fiume (270 km) dell'Africa Ocicdentale. Nasce in Guinea con il nome di Mongo e sfocia nell'oceano Atlantico.

scardàre, v. tr. Togliere da un involucro spinoso.

scardassàre, v. tr. Pettinare con lo scardasso, cardare.

scardassatùra, sf. Operazione della scardassare.

scardàsso, sm. Strumento utilizzato per raffinare e pettinare la lana.

scardinaménto, sm. L'azione dello scardinare.

scardinàre, v. v. tr. Togliere con violenza dai cardini. ~ divellere.
v. rifl. Uscire dai cardini.
 v. tr. to take off its hinges, to unhinge.

Scarface (Lo sfregiato) Film poliziesco, americano (1932). Regia di Howard Hawks. Interpreti: Paul Muni, Ann Dvorak, George Raft. Titolo originale: Scarface

Scarfòglio, Edoàrdo (Paganica, L'Aquila 1860-Napoli 1917) Saggista. Tra le opere Il libro di don Chisciotte (1885).

scàrica, sf. (pl.-che) 1 Successione ravvicinata di spari. ~ raffica. 2 Evacuazione. ~ dissenteria. 3 Passaggio di corrente. ~ scossa.
 sf. 1 hail, volley. 2 (elettrica) discharge.
In fisica è il flusso di cariche elettriche attraverso un gas, un materiale solido o liquido che, in condizioni ordinarie svolge una funzione isolante. La scarica negli isolanti è provocata da perdita di isolamento nel punto in cui si verifica. Si dice disruptiva quando la differenza di potenziale agli estremi del dielettrico è superiore a un valore determinato tipico di ogni materiale. Nei gas, essa è il fenomeno mediante il quale si verifica il passaggio della corrente attraverso il gas stesso. Per provocare la scarica nei gas, si ricorre a strumenti particolari, detti tubi a scarica, formati da lunghi tubi di vetro contenenti un gas qualunque sotto pressione, alle cui estremità vengono collocati degli elettrodi con tensione costante.
Scarica a corona
Scarica elettrica che si verifica a pressione atmosferica, con differenza di potenziale elevato.
Scarica a effluvio
Scarica che ha luogo quando uno degli elettrodi è appuntito.

scaricabarìli, o scaricabarìle, sm. sing. 1 Persona che declina responsabilità su altri. 2 Gioco di ragazzi.

scaricaménto, sm. Azione dello scaricare merci.

scaricàre, v. v. tr. 1 Deporre il carico. 2 Togliere. 3 Sparare dei colpi con arma da fuoco. 4 Far perdere la carica elettrica. ~ esaurire. <> caricare. 5 Declinare. scaricò la responsabilità sul suo subalterno.
intr. pron. 1 Perdere la carica. 2 Sboccare. le fognature si scaricano tutte nel fiume.
 v. tr. 1 to unload. 2 (riversare) to discharge. v. intr. pron. 1 (orologio) to wind down, to run. 2 (batteria) to go flat. 3 (rilassarsi) to unwind. 4 (responsabilità) to free oneself.
 da s-+ caricare.

scaricatóio, sm. Zona in cui effettua lo scarico.

scaricatóre, sm. Chi è addetto allo scarico di merci. ~ facchino.
 sm. 1 unloader. 2 (di porto) docker.

scàrico, agg. e sm. (pl. m.-chi) agg. 1 Privo di carica o carico. 2 Libero, privo di preoccupazioni. era scarico da pensieri dannosi.
sm. 1 Operazione dello scaricamento. 2 Luogo di deposito dei rifiuti. ~ discarica, immondezzaio. divieto di scarico. 3 Insieme delle tubature per far defluire dei liquidi. 4 Scappamento.
 agg. 1 unloaded. 2 (orologio) run down. 3 (batteria) flat, dead. sm. 1 unloading. 2 (di immondizie) tipping, dumping. 3 (acqua di scarico) waste water.
 da s-+ carico; nel significato di sm.: deriv. da scaricare.

Scàridi Famiglia di Pesci Perciformi diffusi nelle zone costiere dei mari caldi le cui ossa boccali formano una protuberanza simile al becco di un pappagallo e i cui denti si uniscono come a formare placche trituratrici. Non presentano dimorfismo sessuale nella livrea.

scarificàre, v. tr. 1 Incidere in superficie. 2 Frammentare le zolle di un terreno.

scarificatóre, sm. Attrezzo per scarificare il terreno.

scarificatùra, sf. Operazione dello scarificare.

scarificazióne, sf. Incisione superficiale.

scariolànte, agg. Che ha andamento analogo a una carriola.

scarites, sm. invar. Genere di Insetti Coleotteri appartenenti alla famiglia dei Carabidi con il capo provvisto di mandibole dentellate, tibie anteriori in grado di scavare, livree nere lucide e corsaletto separato dalle elitre per mezzo di una strozzatura.

Scarlàtti, Alessàndro (Palermo 1660-Napoli 1725) Compositore, uno dei massimi esponenti della scuola napoletana. È stato l'artefice di un profondo rinnovamento del linguaggio musicale nel campo operistico. A lui sono dovute tre innovazioni: la trasformazione del recitativo secco in accompagnato (Rosaura, 1690); lo sviluppo del modello di aria tripartita con il da capo secondo lo schema A-B-A, dove l'ultima parte era una ripetizione, di solito variata liberamente dal cantante, della prima parte; la tripartizione della sinfonia di apertura nei tre movimenti adagio-allegro-adagio (Dal male il bene, 1696). Nonostante le concessioni alla moda del tempo e ai virtuosimi canori, i suoi lavori sono caratterizzati da un linguaggio musicale di grande nobiltà. Il suo modello di aria, in particolare, fece scuola anche negli oratori e nelle cantate. Tra i moltissimi melodrammi della sua produzione, si citano, La caduta dei decemviri (1667), Mitridate Eupatore (1707), Tigrane (1715), Marco Attilio Regolo (1719), Il trionfo della libertà (1707), il Trionfo dell'onore (1718), La Griselda (1721). Alessandro Scarlatti fu autore anche di trentacinque oratori (Passione secondo San Giovanni, 1680; Il trionfo della Vergine, 1706; Sedecia, re di Gerusalemme, 1706; La Vergine addolorata, 1717), 601 cantate (nelle quali prevale lo schema recitativo e aria con il da capo), sette sonate per flauto e basso continuo, dodici concerti grossi, messe, nonché famose Toccate e fughe per clavicembalo. Le cantate testimoniano un'invenzione melodica insuperabile, unitamente a una sentita partecipazione dell'autore.

Scarlàtti, Doménico (Napoli 1685-Madrid 1757). Figlio di Alessandro, studiò sotto la guida del padre. Nel 1701 fu nominato organista della real cappella di Napoli. Nel 1703 compose l'opera teatrale L'Ottavia restituita al trono. Completò gli studi musicali a Venezia, dove conobbe A. Vivaldi e G. F. Händel. Dal 1714 al 1719 fu maestro di cappella in San Pietro. Nel 1720 fu a Lisbona al servizio di Giovanni V e da allora abbandonò il teatro e si dedicò alla composizione di musica sacra. Nel 1746 divenne maestro dei re di Spagna. Gli Essercizi per gravicembalo (1738) e le altre composizioni per clavicembalo (ca. 550 sonate in totale) ne fanno il pioniere della tecnica del clavicembalo e consacrano la fama di D. Scarlatti come creatore di uno stile. Quasi tutte le composizioni sono in un unico movimento bipartito (esposizione del tema, sviluppo e modulazione della dominante, ritorno alla tonica). Le composizioni sono caratterizzate da linguaggio originale, fantasia inesauribile, semplicità formale, talvolta gusto dell'improvvisazione e del virtuosismo tecnico. Le sonorità e le risorse tecniche del clavicembalo sono sfruttate con perizia, mentre gli abbellimenti sono utilizzati con parsimonia. Inoltre, è autore di una dozzina di opere teatrali, tra le quali si ricordano Tetide in Sciro (1712), Ifigenia in Aulide (1713), Ifigenia in Tauride (1713), Amleto (1715) e la Dirindina (1715, farsa). Tra le composizioni di musica sacra di Domenico Scarlatti, si citano Stabat Mater, Salve Regina (1756), Messa (1754), oltre ai Salmi.

scarlattìna, sf. Malattia infettiva esantematica provocata dallo streptococco beta emolitico del gruppo A. Dato che il batterio sopravvive a lungo in condizioni ambientalmente favorevoli, il contagio si diffonde per mezzo delle goccioline di saliva o tramite oggetti precedentemente usati da persone infette. L'infezione ha un periodo di incubazione che può variare da due a cinque giorni, durante i quali si manifestano febbre e difficoltà nella deglutizione, accompagnate dalla tumefazione dei linfonodi laterocervicali. Terminata l'incubazione, compare l'esantema che si diffonde rapidamente dal volto fino al tronco, provocando arrossamento al cavo orale. La terapia consiste nella somministrazione di antibiotici.
 sf. scarlet fever.

scarlàtto, agg. e sm. agg. Dal colore rosso vivo.
sm. Colore rosso vivo.
 agg. e sm. scarlet.

Scarlìno Comune in provincia di Grosseto (2.782 ab., CAP 58020, TEL. 0566).

Scarmàgno Comune in provincia di Torino (776 ab., CAP 10010, TEL. 0125).

scarmigliàre, v. v. tr. Arruffare.
v. intr. pron. Arruffarsi i capelli.

scarmigliàto, agg. Con i capelli arruffati. ~ scomposto, spettinato.
 agg. dishevelled, ruffled.

Scarnafìgi Comune in provincia di Cuneo (1.771 ab., CAP 12030, TEL. 0175).

scarnàre, v. tr. Togliere la componente carnosa.

scarnatùra, sf. Operazione dello scarnare.

scarnificàre, v. tr. 1 Togliere la carne circostante. 2 Ridurre ai fatti essenziali.

scarnificazióne, sf. Operazione di scarnificare.

scarnìre, v. v. tr. Scarnificare.
v. intr. Smagrire.

scarnitùra, sf. 1 Lo scarnire. 2 Nell'industria del cuoio, l'assottigliare un pezzo di pellame.

scàrno, agg. 1 Magro. ~ asciutto, mingherlino. <> grasso. 2 Senza ornamenti.
 agg. 1 bony, skinny, lean, thin. 2 (fig.) meagre.

scarógna, sf. Sfortuna, iella, sventura. ~ scalogna.

scarognàto, agg. 1 Iellato. ~ sfortunato. 2 Che porta sfortuna. ~ menagramo.

scaròla, sf. Qualità di verdura.

scàrpa, sf. 1 Calzatura. fare le scarpe a qualcuno, danneggiarlo di nascosto. 2 Cuneo per bloccare le ruote dei veicoli in sosta.
 sf. 1 shoe. 2 (da ginnastica) gym shoes. 3 (di tela) plimsolls.
 dal german. skarpa tasca di pelle.

Scàrpa, Antònio (Motta di Livenza 1752-Binasco 1832) Medico e chirurgo. Innalzò l'oftalmologia a scienza e introdusse innovazioni nella tecnica chirurgica, individuando tra l'altro, varie diramazioni nervose.

Scàrpa, Càrlo (Venezia 1906-Sendai, Giappone 1978) Architetto. Tra le opere la villa Zoppas a Conegliano (1948) e la casa Veritti a Udine (1955-1960).

scarpàio, o scarpàro, sm. Calzolaio.

Scarpanto Piccola isola del Dodecanneso, posta tra Creta e Rodi nell'Egeo meridionale. Karpathos è il nome greco dell'isola, in turco Kerpe. Ha un'estensione di 301 km2 e conta circa 6.000 abitanti. È caratterizzata da una forma lunga e stretta (48 km di lunghezza e 5 km di larghezza media) e da un territorio montuoso (altezza massima: Kalì Limni 1.215 m). Il turismo è ancora relativamente limitato sull'isola e concentrato nei mesi estivi. Karpathos è il capoluogo odierno dell'isola, detto comunemente Pigadia. Situato sulla costa orientale, si affaccia sull'ampia baia di Vronti e sulla spiaggia omonima. È il porto principale e centro dell'attività turistica dell'isola. In antichità fu colonizzata da Creta e da Argo. Divenne quindi parte dell'impero d'oriente; passò poi ai genovesi, ai veneziani, ai turchi e agli italiani (con il nome di Scarpanto). Appartiene alla Grecia dal 1947.

scarpàta, sf. Pendio. ~ dirupo, burrone.
 sf. scarp, escarpment.

Scarpe al sole, Le Opera di narrativa di P. Monelli (1921).

scarpellàto, o scerpellìno, agg. 1 Di occhio, che ha le palpebre rovesciate e arrossate. 2 Relativo a una persona che ha le palpebre scarpellate.

Scarperìa Comune in provincia di Firenze (5.852 ab., CAP 50038, TEL. 055).

scarpétta, sf. Scarpa bassa da signora. fare la scarpetta, raccogliere con il pane ciò che è rimasto nel piatto.
 vezz. di scarpa.

Scarpétta, Eduàrdo (Napoli 1853-1925) Commediografo e attore. Esordì giovanissimo (1868) nel teatro e divenne capocomico nel 1879. Tra le opere, sono da ricordare le commedie Miseria e nobiltà (1888), 'Nu turco napulitano (1888) e Il figlio di Iorio (1904), parodia dell'omonima tragedia di G. D'Annunzio che rispose alla parodia con un'azione legale. I lavori teatrali di Scarpetta sono animati dall'irresistibile vis comica napoletana.

Scarpette rosse Film musicale, britannico (1948). Regia di Michael Powell e Emeric Pressburger. Interpreti: Moira Shearer, Anton Walbrook, Marius Goring. Titolo originale: The Red Shoes

scarpièra, sf. Mobiletto in cui sono riposte le scarpe.
 sf. shoe rack.

scarpinàre, v. intr. Camminare con fatica per molto tempo.

scarpinàta, sf. Lunga camminata.

scarpóne, sm. Scarpa robusta e che garantisce maggiore protezione al piede.
 sm. boot.

scarrocciàre, v. intr. In marina, subire uno scarroccio.

scarròccio, sm. (pl.-ci) Spostamento su un lato, detto di imbarcazione.

scarrozzàre, v. v. tr. Portare a spasso con un veicolo.
v. intr. Andare a spasso con un veicolo.

scarrozzàta, sf. Gita.

scarrucolaménto, sm. Lo scarrucolare.

scarrucolàre, v. v. tr. Togliere la fune dalla carrucola.
v. intr. Scorrere nella carrucola.

scarruffàre, v. tr. Scompigliare i capelli o il pelo di un animale. ~ arruffare.

scarseggiàre, v. intr. Essere, diventare insufficiente. <> abbondare.
 v. intr. 1 to be scarce. 2 (di) to be short of. 3 (venire a mancare) to run out.

scarsélla, sf. Contenitore in cuoio per il denaro.

scarsézza, sf. L'essere scarso. ~ scarsità.
 sf. 1 shortage, scarcity. 2 (mancanza) lack.

scarsità, sf. invar. Insufficienza. ~ carenza, scarsezza. <> abbondanza, ricchezza.

scàrso, agg. 1 In quantità insufficiente. ~ carente. <> abbondante. 2 Di valore inferiore. 3 Di poche parole o fatti.
 agg. 1 scanty, scarce. 2 (mancante di) lacking in. 3 (povero) poor, lean.

scartabellàre, v. tr. Sfogliare rapidamente. ~ scorrere.

scartafàccio, sm. (pl.-ci) Insieme disordinato di fogli.

scartaménto, sm. Distanza che separa i bordi interni delle rotaie.
 sm. gauge.
 franc. écartement.

scartàre, v. v. tr. 1 Togliere da un involucro cartaceo. <> incartare. 2 Rifiutare. <> consentire, mantenere. era una ipotesi da scartare. 3 Eliminare una carta da gioco. 4 Fare un dribbling nel gioco del calcio. scartare un avversario.
v. intr. Deviare su un lato, in modo improvviso. ~ evitare, scansare.
 v. tr. 1 to unwrap. 2 (eliminare) to discard. 3 (pacco) to unwrap. v. intr. to swerve.
 da s-+ deriv. da carta.

scartàta, sf. L'azione dello scartare.

scartavetràre, v. intr. Utilizzare la carta vetrata su una superficie.
 v. tr. to sandpaper, to glasspaper.

scartavetràto, agg. Che è stato lavorato con la carta vetrata.

scartavetratùra, sf. Operazione consistente nello scartavetrare qualcosa.

scartìna, sf. 1 Carta di poco valore nei giochi di carte. 2 Persona inetta.

scàrto, sm. 1 Ciò che viene eliminato. ~ rifiuto. scarti di magazzino. 2 L'azione di scartare. 3 Differenza di valori. 4 Deviazione improvvisa di un veicolo su un lato. 5. Balzo laterale improvviso.
 sm. 1 scrap. 2 (a carte) discard. 3 (oggetto) reject. 4 (veicolo) swerve. 5 (differenza) difference.
 deriv. da scartare.

 

scartocciàre, v. v. tr. Togliere dal cartoccio, contenitore.
v. intr. Perdere le foglie.

scartòffia, sf. Insieme di pratiche e documenti di ufficio.

scassaquìndici, sm. invar. Gioco simile alla morra.

scassàre, v. v. tr. 1 Rompere. 2 Togliere da una cassa. 3 Dissodare il terreno.
v. intr. pron. Rovinarsi, guastarsi.

scassàto, agg. 1 Che si è rovinato, rotto. 2 Dissodato.

scassinaménto, sm. L'azione di scassinare.

scassinàre, v. tr. Manomettere serrature, porte per aprirle. ~ forzare.
 v. tr. 1 to force open, to break. 2 (cassaforte) to crack a safe.

scassinatóre, sm. (f.-trìce) Chi scassina. ~ ladro, rapinatore.
 sm. housebreaker, burglar.

scàsso, sm. 1 L'azione di scassinare. ~ effrazione, manomissione. 2 Lo scassare un terreno.
 sm. 1 (casa) housebreaking. 2 (serratura) lock-picking.

scatafàscio => "catafascio"

scatarràre, v. intr. Espellere il catarro, tossendo.

scatenaménto, sm. L'effetto di scatenare o scatenarsi.

scatenàre, v. tr. v. tr. 1 Togliere ogni freno, vincolo. ~ liberare, slegare. <> incatenare. scatenò la sua ira contro gli oppositori. 2 Sciogliere le catene. scatenò i cani contro i malviventi.
v. intr. pron. Agire con violenza, insorgere.
 v. tr. 1 to set off, to stir up. 2 (fig.) to incite. v. intr. pron. 1 (temporale) to break out. 2 (arrabbiarsi) to rage. 3 (rivolta) to burst out.
 da s-+ deriv. da catena.

scatenàto, agg. Che è privo di freni, iracondo. ~ esagitato, infuriato. <> incatenato.
 agg. wild, unrestrained.

scato- Primo elemento di parole composte.
 dal greco skôr, skatós escremento.

Scatofàgidi Famiglia di Insetti Ditteri Brachiceri diffusi nell'emisfero settentrionale a cui appartengono individui di dimensioni medie e piccole con addome a clave o cilindro e robuste ali iridescenti. ~ cordiluridi.

scàtola, sf. 1 Recipiente, contenitore. comprare a scatola chiusa, senza verificare la consistenza o la qualità. 2 Il contenuto di una scatola. 3 Cavità. scatola cranica.
 sf. 1 box. 2 (di cartone) carton. 3 (di latta) can, tin. 4 (scatola nera) black box.
 lat. mediev. castula, dal german. kasto.

scatolàme, sm. 1 Prodotti confezionati in scatola. 2 Insieme di scatole.
 sm. canned food.

scatolàre, agg. Dalla forma a scatola.

scatolàto, agg. Detto in particolare di lamiere piegate a saldate a scatola per aumentarne la rigidità.

scatolétta, sf. Piccola scatola contenente conserve alimentari.

scatolifìcio, sm. Fabbrica di scatole.

scatòlo, sm. -metilindolo che si forma per fusione alcalina delle proteine o durante la putrefazione. Si trova negli escrementi umani vicino a tracce di indolo.

scatologìa, sf. (pl.-gìe) Qualcosa di osceno e immorale.

scatològico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla scatologia.

Scatòpsidi Famiglia di piccoli Insetti Ditteri dalle lunghe ali. Vivono in luoghi umidi generosi di sostanze organiche in putrefazione.

scattànte, agg. Veloce e pronto.

scattàre, v. intr. 1 Iniziare. fece scattare la retata. 2 Muoversi repentinamente, balzare. scattare sull'attenti. 3 Rilasciare un congegno a molla. 4 Prorompere.
 v. intr. 1 (congegno) to be released. 2 (balzare) to spring up. 3 (sport) to put on a spurt. 4 (di rabbia) to fly into a rage.
 lat. excaptare, comp. da ex-+ captare, da capere prendere.

scattering, sm. invar. Diffusione.

scattìsta, sm. (pl.-i) Atleta portato per la velocità.

scàtto, sm. 1 L'azione dello scattare. con un ultimo scatto riuscì a tagliare il traguardo per primo. 2 Slancio, moto improvviso. ~ balzo, guizzo. scatto d'ira. 3 Rumore che accompagna lo scattare di un meccanismo. lo scatto della serratura lo fece sobbalzare.
 sm. 1 (congegno) release. 2 (meccanismo) click. 3 (balzo) dart, spring. 4 (di scatto) suddenly. 5 (scoppio) outburst. 6 (d'ira) fit. 7 (telefonico) unit. 8 (di stipendio) increment.
 deriv. da scattare.

scaturìgine, sf. Origine, sorgente.

scaturìre, v. intr. 1 Fuoriuscire, sgorgare. 2 Originare.
 v. intr. to spring, to gush.

Scàuro, Màrco Emìlio (163-89? a. C.) Politico romano. Dal 115 fu console e dal 111 divenne legato di L. Calpurnio Bestia in Africa. Dal 109 fu censore.

scautìsmo e derivati => "scoutismo e derivati"

scavalcaménto, sm. L'azione dello scavalcare.

scavalcàre, v. v. tr. Superare un ostacolo. ~ oltrepassare, sorpassare.
v. intr. Scendere da cavallo.
 v. tr. 1 to step over. 2 (ostacolo) to pass. 3 (arrampicandosi) to climb over. 4 (soppiantare) to supplant. 5 (fig.) to get ahead of.

scavallàre, v. v. tr. Far cadere da cavallo. ~ disarcionare.
v. intr. 1 Agitarsi. ~ dimenarsi. 2 Comportarsi in modo sbrigliato. ~ scatenarsi.

scavàre, v. tr. 1 Estrarre. scavare minerali. 2 Creare una cavità. ~ incavare. 3 Esaminare a fondo. scavare fra i ricordi, indagare.
 v. tr. 1 to dig. 2 (in miniera) to mine. 3 (legno) to hollow out.
 lat. excavare, comp. da ex-+ cavare scavare.
La goccia scava la pietra. Proverbio latino citato da Orazio, Lucrezio e Seneca.

scavàto, agg. Smagrito.

scavatóre, agg. e sm. (f.-trìce) agg. Utile a scavare.
sm. 1 Operaio che si occupa dello scavo. 2 Macchina per fare gli scavi nel terreno.

scavatùra, sf. 1 L'atto di scavare. 2 Incavatura.

scavezzacòllo, sm. (pl. scavezzacòlli) Ragazzo scapestrato. ~ birbante, discolo.

scavezzàre, v. tr. Scapezzare, rompere.

scàvo, sm. 1 Scavatura. 2 Al plurale indica zone di importanza archeologica in cui si scava. ~ rovine, vestigia.
 sm. excavation, excavating.

scazónte, sm. In metrica antica altra denominazione del coliambo.

scazzàrsi, v. rifl. Stufarsi.

scàzzo, sm. Noia.

scazzóne, sm. Nome volgare del Cottus gobio, un pesce scorpeniforme d'acqua dolce appartenente alla famiglia dei Cottidi. Vive in Italia e nell'Europa del nord.

scazzottàre, v. v. tr. Dare dei cazzotti.
v. rifl. Prendersi a cazzotti. ~ azzuffarsi, picchiarsi.

scazzottàta, sf. Rissa.

scazzottatùra, sf. Scazzottata.

Scebeli (Basso) Regione (571.000 ab.) della Somalia meridionale. Capoluogo Merca.

Scebeli (Medio) Regione (352.000 ab.) della Somalia meridionale. Capoluogo Giohar.

sceccàrio, sm. Libretto degli assegni di conto corrente.

scégliere, v. tr. 1 Prendere, indicare il proprio favore. 2 Preferire. non lo aveva scelto come amico. 3 Selezionare. fu scelto come assistente.
 v. tr. 1 to select, to choose. 2 (selezionare) to sort out.
 lat. exeligere, comp. da ex-+ eligere.

sceglitóre, sm. Operaio addetto alla selezione dei prodotti per le conserve.

sceiccàto, sm. Territorio soggetto all'autorità dello sceicco.

sceìcco, sm. (pl.-chi) Autorità del mondo arabo.
 sm. sheikh.

Sceicco bianco, Lo Film commedia, italiano (1952). Regia di Federico Fellini. Interpreti: Alberto Sordi, Brunella Bovo, Leopoldo Trieste.

scekeràre e derivati => "shakerare e derivati"

Scèlba, Màrio (Caltagirone 1901-Roma 1991) Politico. Democristiano, fu due volte ministro degli interni (1947-1953 e 1960-1962) e nel 1954 e 1955 presidente del consiglio. Nel marzo del 1969 è divenuto presidente del parlamento europeo succedendo a A. Poher.

scelleratàggine, sf. Azione da scellerato.

scelleratézza, sf. Malvagità, azione da scellerato.

scelleràto, agg. e sm. agg. Malvagio, nefando. ~ perverso, sciagurato.
sm. Persona malvagia, che si è macchiata di delitti.
 agg. e sm. wicked person, evil person.

scellìno, sm. 1 Moneta austriaca; un euro vale 13, 7603 scellini. 2 Ventesima parte della sterlina inglese.
 sm. shilling.

scélta, sf. 1 L'atto di scegliere. 2 Selezione.
 sf. 1 choice. 2 (selezione) selection. 3 (di seconda scelta) second-rate.

Scelta di Sophie, La Romanzo di W. Styron (1979).

sceltézza, sf. Raffinatezza.

scélto, agg. 1 Preferito. 2 Preparato e abile.
 agg. 1 selected. 2 (gruppo) carefully. 3 (tiratore) crackshot.

scemàre, v. v. tr. Calare, diminuire.
v. intr. Diminuire. ~ affievolirsi, esaurirsi. <> aumentare.
 v. tr. e v. intr. to diminish.

scemàta, sf. Scemenza, atteggiamento stupido.

scemènza, sf. Qualità di chi è scemo. ~ idiozia, scempiaggine, stupidità. <> acume, intelligenza.

scémo, agg. e sm. agg. 1 Debole, non pieno. 2 Stupido, senza senno. ~ imbecille. 3 Sciocco, insulso.
sm. Deficiente.
 agg. idiotic, stupid, silly. sm. idiot.

scempiàggine, sf. Sciocchezza.

scempiàre, v. v. tr. Rendere scempio, sdoppiare.
v. intr. pron. Sdoppiarsi.

scémpio, agg. e sm. agg. 1 Semplice, singolo. 2 Stupido.
sm. Strage, sterminio.
 sm. 1 massacre, slaughter, destruction. 2 (fig.) ruin.

scèna, sf. 1 Luogo in cui recitano gli attori in un teatro. entrare in scena, salire sul palcoscenico. 2 Elementi del palcoscenico. 3 Azione della rappresentazione teatrale. 4 Spettacolo. 5 Esagerazione, sceneggiata. quella scena pietosa poteva anche evitarsela.
 sf. 1 scene. 2 (zona del palcoscenico) stage.
 lat. scaena, dal greco skenè tenda.

Scèna (in ted. Schenna) Comune in provincia di Bolzano (2.527 ab., CAP 39017, TEL. 0473).

scenàrio, sm. 1 Apparato scenico. ~ fondale. 2 Paesaggio naturale, ambiente. ~ panorama, veduta.
 sm. 1 set, scenery. 2 (ambiente) backdrop, background.
 lat. tardo scaenarius.

scenarìsta, sm. Colui che scrive la sceneggiatura o il soggetto di uno spettacolo.

scenàta, sf. Manifestazione violenta di rimprovero. ~ litigio.
 sf. row, scene.

scéndere, v. v. tr. Percorrere dall'alto al basso.
v. intr. 1 Muoversi verso il basso. <> salire. 2 Abbassare. 3 Cadere. scendeva una fitta neve. 4 Sottomettersi. 5 Smontare. scendere da cavallo.
 v. tr. 1 (scale) to go down, to come down. 2 (dal treno) to get off of the train. 3 (da un albero) to climb down a tree. 4 (diminuire) to drop, to fall.
 da discendere.

scendilètto, sm. invar. Tappeto posto nelle vicinanze del letto.

Scene da un matrimonio Film drammatico, svedese (1973). Regia di Ingmar Bergman. Interpreti: Liv Ullmann, Erland Josephson, Bibi Andersson. Titolo originale: Scener ur ett Aktenksap

Scene della vita di bohème Romanzo in seguito adattato a dramma di H. Murger (1851).

Scene della vita privata Ciclo di romanzi di H. De Balzac (1830, 1834).

Scene descrittive Opera di poesia di W. Wordsworth (1793).

Scene di caccia in bassa Baviera Film drammatico, tedesco (1969). Regia di Peter Fleischmann. Interpreti: Martin Spee, Else Quecke, Angela Winkler. Titolo originale: Jagdszenen aus Niederbayern

sceneggiàre, v. tr. Descrivere in scene, un testo letterario allo scopo di farne una rappresentazione.
 v. tr. to write the script for, to script.

sceneggiàta, sf. 1 Rappresentazione teatrale. 2 Atteggiamento plateale per convincere qualcuno.
 sf. act, show, performance.

sceneggiàto, agg. Che è stato suddiviso in scene, atti.
 agg. serial.

sceneggiatóre, sm. (f.-trìce) Colui che scrive la sceneggiatura.
 sm. scriptwriter.

sceneggiatùra, sf. 1 Suddivisione in scene di un'opera. 2 Testo dei dialoghi di una scena.
 sf. script.

scenétta, sf. Breve rappresentazione scenica in genere di carattere comico.

scènico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla scena.
 agg. scenic, stage.
 lat. scaenicus, dal greco skenikòs.

scenografìa, sf. Insieme degli elementi che costituiscono l'ambientazione scenica di un'opera teatrale e per esteso la tecnica dell'allestimento dell'ambiente di una rappresentazione teatrale o cinematografica. Inizialmente il teatro greco si svolgeva semplicemente all'aperto, poi si cominciarono a caratterizzare alcuni spazi con l'aggiunta di sfondi dipinti su legno o tela (Sofocle ed Euripide). In epoca medievale, con il dramma liturgico e la sacra rappresentazione, il carattere pittorico verrà accentuato, tutto si svolgerà in estensione, per meglio rappresentare episodi del Vangelo e della vita dei santi, attraverso un susseguirsi di scene nello stesso quadro. In epoca rinascimentale vengono riproposti i temi classici, con l'utilizzo, però, della tecnica prospettica. Nel XVII sec. inizia il periodo della grande scenografia italiana, caratterizzata da bizzarri giochi prospettici, sempre più arditi e imprevedibili, ossia fughe architettoniche di paesaggi, angolazioni e scorci dal sotto in su. Un'attenta e precisa ricostruzione storica si avrà in epoca neoclassica, continuando poi, con la corrente romantica, fino alla forma lirica di R. Wagner. Agli inizi del Novecento si passò alla scena tridimensionale, i cui massimi maestri furono A. Antoine, Appia e G. Craig. Con le varie scoperte che si susseguono nel campo artistico e tecnologico, la scenografia compie notevoli progressi, soprattutto grazie a W. Gropius e N. Bal Geddes, ideatori del teatro a scena totale, e a R. E. Jones (padre della scuola americana). Una nuova impostazione nella scelta degli ambienti e degli oggetti è data dagli allestimenti del teatro epico didattico di B. Brecht. Nel cinema, l'utilizzo della macchina da presa, ha cambiato la concezione della scenografia, rendendo possibile un assoluto realismo.
 sf. 1 stage. 2 (allestimento) scenery. 3 (cinem.) set.

scenogràfico, agg. (pl. m.-ci) Riguardante la scenografia.

scenògrafo, sm. Colui che si occupa di allestire la scenografia di uno spettacolo.
 sm. scene-designer.

scenotècnica, sf. (pl.-che) Tecnica per realizzare apparati scenici.

scenotècnico, agg. e sm. (pl. m.-ci) 1 Che si riferisce alla scenotecnica. 2 Che, chi è esperto di scenotecnica.

scentràre, v. v. tr. Far perdere la centratura.
v. rifl. Perdere la centratura, il bilanciamento.

scentràto, agg. Che non è più centrato.

scèpsi, sf. invar. Filosofia che punta a un processo cognitivo che non sia dogmatico.

scerìffo, sm. 1 Rappresentante della legge nei paesi anglosassoni. 2 Nobile discendente da Maometto nei paesi musulmani.
 sm. sheriff.

scèrnere, v. tr. 1 Separare, distinguere. 2 Vedere.
 lat. excernere, deriv. da ex-+ cernere.

Scèrni Comune in provincia di Chieti (3.848 ab., CAP 66020, TEL. 0873).

scervellàrsi, v. intr. pron. Lambiccarsi il cervello, rimuginare.
 v. intr. pron. to rack one's brains.

scervellàto, agg. Dissennato, sbadato.
 agg. scatterbrained, featherbrained.

scésa, sf. 1 Azione del scendere. 2 Strada che procede verso il basso.

scetticìsmo, sm. sing. 1 Diffidenza, tendenza all'incredulità. 2 Atteggiamento filosofico che nega la possibilità di raggiungere la verità o la certezza da parte della mente umana.
 sm. scepticism.
Circa il problema della conoscenza, lo scetticismo è una dottrina che afferma la soggettività di ogni conoscenza e la sua impossibilità di adeguarsi al reale. La sua origine risale alla Grecia antica; le scuole scettiche erano tre: la prima (IV-III sec. a. C.) fondata da Pirrone di Elide; la seconda (III-II sec. a. C.), identificata con la seconda e terza accademia, ha avuto Carneade di Cirene come massimo rappresentante; con lui, lo scetticismo viene attenuato nella forma della verosimiglianza. La terza (dal I sec. a. C. al II d. C.), con Enesidemo di Cnosso, Agrippa e Sesto Empirico, ritornò a possedere l'originario carattere radicale, di tipo pirroniano. In età moderna, lo scetticismo riapparve in alcuni pensatori francesi, quali Montaigne (non esiste armonia tra la realtà esterna e il pensiero) e P. Charron. Hume infine sostenne la veridicità della sensazione, ma non quella del pensiero.

scèttico, agg. (pl. m.-ci) Che mostra scetticismo. ~ cinico, incredulo.
 agg. sceptical.

scèttro, sm. Bastone simbolo dell'autorità e del potere.
 sm. sceptre.
 lat. sceptrum, dal greco skèptron bastone.

sceveràre, v. tr. Distinguere.

Scèvola, Gàio Mùzio Leggendario eroe romano. Tentò di introdursi nel campo etrusco al fine di uccidere Porsenna, ma per errore colpì il suo scrivano. Catturato, punì volontariamente la mano che aveva commesso quell'errore tenendola su un braciere e Porsenna, sbalordito, lo liberò e fece pace con i romani.

scévro, agg. Privo, immune.

Schacht, Hjalmar (Tingleff 1877-Monaco 1970) Politico e finanziere tedesco. Fu due volte presidente della Reichsbank, dal 1923 al 1930 e dal 1933 al 1939, quindi aderì al nazismo. Dal 1934 al 1937 fu anche ministro dell'economia.

Schad, Christian (Miesbach 1894-Stoccarda 1982) Pittore tedesco. Tra le opere Lotte (1927, Hannover, Landesmuseum).

Schadow, Johnann Gottfried (Berlino 1764-1850) Scultore tedesco. Tra le opere Tomba del conte von der Marck (1789-1790, Berlino, Chiesa della Dorotheenstadt).

Schaeffer, Pierre (Nancy 1910-) Compositore francese. È autore di composizioni di musica concreta.

Schally, Andrew (Wilno 1926-) Fisiologo statunitense. Di origine polacca, si occupò particolarmente dello studio degli ormoni ipotalamici, isolandone molti. Nel 1967, con R. Yalow e R. Guillemin, fu insignito del premio Nobel.

Scharoun, Hans (Brema 1893-Berlino 1972) Architetto tedesco. Tra le opere la casa Schminke a Löbau (1923), il ginnasio femminile Scholl a Lünen (1956-1958) e la filarmonica di Berlino (1956-1963).

Schasler, Max (Deutsch-Krone 1819-Jena 1903) Filosofo tedesco. Svolse ricerche di estetica. Contrappose il bello artistico al bello naturale. Tra le opere Kritische Geschichte des Ästhetik von Plato bis auf die Gegenwart (Storia critica dell'estetica da Platone ai nostri giorni, 1872).

Schawlow, Arthur (Mount Vernon 1921-) Fisico statunitense. Condusse importanti ricerche che portarono allo sviluppo del laser e nel 1981 fu insignito del premio Nobel.

schèda, sf. Foglio di carta o cartoncino utilizzato per classificare, ordinare, mantenere delle informazioni. scheda segnaletica, contenente le informazioni anagrafiche di un ricercato dalla forza pubblica.
 sf. 1 card. 2 (elettorale) ballot paper. 3 (perforata) punch card.
 lat. scheda, dal greco schède.

schedàre, v. tr. Registrare informazioni in un predeterminato ordine. ~ annotare, catalogare.
 v. tr. 1 to file. 2 (catalogare) to catalogue. 3 (registrare) to put down.

schedàrio, sm. (pl.-i) 1 Raccolta di più schede. 2 Mobile adibito a contenere delle schede. ~ archivio, casellario.
 sm. 1 card-index, file. 2 (mobile) filing cabinet.

schedarìsta, sm. (pl. m.-i) Persona che si occupa di tenere ordine in uno schedario.

schedàto, agg. e sm. agg. Registrato in schede.
sm. Persona registrata negli schedari della forza pubblica.

schedatóre, sm. (f.-trìce) Colui che compila le schede.

schedatùra, sf. L'atto di schedare qualcuno o qualcosa.

schedìna, sf. Modulo da compilare per partecipare a un concorso pronostici, quale il totocalcio.
 sf. coupon.

scheduling, sm. invar. Letteralmente significa ordinamento. In informatica indica l'azione compiuta da un programma chiamato scheduler che determina l'ordine mediante il quale le risorse di un sistema possono essere utilizzate dai processi.

Scheel, Walter (Solingen 1919-) Politico tedesco. Di ideologia liberale, dal 1969 al 1974 fu vicecancelliere della RFT e quindi divenne presidente della repubblica, titolo che conservò fino al 1979.

Scheele, Karl Wilhelm (Stralsund 1742-Köping 1786) Chimico svedese. Scoprì l'ossigeno e isolò numerose sostanze, tanto da essere considerato uno degli iniziatori della chimica moderna.

scheelìte, sf. Tungstato di calcio di formula CaWO4 che viene utilizzato per fabbricare gli acciai al tungsteno. Si presenta in cristalli tetragonali bipiramidati gialli o bruni.
 dal nome del chimico svedese K. W. Scheele.

schéggia, sf. (pl.-ge) 1 Frammento appuntito di pietra o legno che si è staccato in seguito a un colpo. ~ scaglia. 2 Frammento di proiettile o ordigno esploso.
 sf. sliver, splinter.

Schéggia e Pascelùpo Comune in provincia di Perugia (1.557 ab., CAP 06027, TEL. 075).

scheggiàre, v. v. tr. Produrre delle schegge.
v. intr. pron. Frammentarsi.
 v. tr. e v. intr. pron. 1 to splinter. 2 (piatti) to chip.

scheggiàto, agg. Che presenta scheggiature.

scheggiatùra, sf. 1 L'effetto prodotto dallo scheggiare. 2 La posizione in cui un oggetto è scheggiato.

Scheggìno Comune in provincia di Perugia (493 ab., CAP 06040, TEL. 0743).

Scheidemann, Philipp (Kassel 1865-Copenaghen 1939) Politico tedesco. Di ideologia socialdemocratica, nel 1919 fu per quattro mesi cancelliere della repubblica di Weimar, quindi si dimise, rifiutandosi di firmare il trattato di Versailles.

Scheidt, Samuel (Halle 1587-1654) Compositore tedesco. È autore, tra l'altro, di intavolature per organo.

Scheiner, Christoph (Wald 1573-Neisse 1650) Astronomo tedesco, fervido anticopernicano, scrisse molti trattati contro Galileo Galilei; si considerava primo scopritore delle macchie solari, rilevate nel 1626 grazie a un cannocchiale da lui stesso inventato.

Schèlda Fiume dell'Europa occidentale (370 km). Nasce in Francia, a nord di San Quintino, scorre quindi in Belgio, dove attraversa le città di Gand e Tournai, passa nei Paesi Bassi e, con un ampio estuario, sfocia nel mare del Nord. Navigabile da Cambrai fino alla foce, è una delle più sfruttate vie di navigazione interna europea. Una fitta rete di canali, infatti, la collega alla Mosa, alla Sambre, all'Oise, alla Somme e al bacino della Senna.

Scheler, Max (Monaco 1874-Francoforte sul Meno 1928) Filosofo tedesco. Studiò a Jena. Docente a Jena, Monaco, Colonia e Francoforte, ha svolto ricerche sui problemi morali. Tentando di superare i presupposti kantiani dell'etica, propose, in sostituzione, l'atto d'amore e la solidarietà tra persone. Tra le opere Wesen und Formen der Sympathie (Essenze e forme della simpatia, 1923) e Vom Ewigen in Menschen (Dell'eterno nell'uomo, 1921).

scheletràto, sm. Riproduzione essenziale di un oggetto nella sua struttura portante e fondamentale.

schelètrico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo a uno scheletro. 2 Molto magro. ~ scarno. 3 Conciso. <> prolisso.

scheletrìre, v. tr. Ridurre a uno scheletro.

scheletrìrsi, v. rifl. Ridursi a uno scheletro.

scheletrito, agg. Ridotto a uno scheletro.

schèletro, sm. 1 L'insieme delle formazioni ossee e delle cartilagini che compongono la struttura di sostegno del corpo umano e degli altri Vertebrati. 2 Struttura o impalcatura di sostegno.
 sm. skeleton.
Nell'uomo è composto di 208 ossa. L'asse di sostegno è costituito dalla colonna vertebrale, composta da trentatré ossa (vertebre) e alla cui sommità si articola il cranio. Dalle vertebre si dipartono, lateralmente, dodici paia di ossa curve (costole) che si collegano anteriormente allo sterno, chiudendo così il torace. Gli arti superiori sono collegati alla colonna vertebrale tramite il cinto scapolare (scapola e clavicola), mentre gli arti inferiori tramite il cinto pelvico (osso iliaco).

Schell, Maximilian (Vienna 1930-) Attore e regista austriaco. Dopo essersi esibito nei più rinomati teatri in Austria e all'estero, è passato al cinema e si è dedicato saltuariamente anche alla regia (Primo amore, 1970; Il giudice e il suo boia, 1975). Tra le sue interpretazioni cinematografiche, Vincitori e vinti (1961, premio Oscar), I sequestrati di Altona (1962) e Il castello (1969).

Schelling, Friedrich Wilhelm Joseph (Leonberg 1775-Ragaz 1854) Filosofo tedesco. Fondò con Schlegel, Novalis e Tieck, a Jena, il circolo romantico, insegnò anche a Monaco (1827) e a Berlino (1841). Nel 1800 pubblicò l'opera più organica della prima fase del suo pensiero, Sistema dell'idealismo trascendentale. Egli rivendica, nei confronti di Fichte, il valore oggettivo della natura, distinguendo fra spirito, o soggetto, e natura, od oggetto; perciò natura e spirito non sono sostanzialmente diversi, ma due stadi della medesima realtà: l'Assoluto, che viene conosciuto attraverso l'intuizione estetica. Per controbilanciare il successo della filosofia di Hegel, modificò il suo pensiero schierandosi contro il razionalismo, negando cioè la possibilità di comprendere con il pensiero puro l'essenza del reale, ed elaborò una filosofia positiva che, nell'ultima fase del suo pensiero, accetta come strumenti la fede e la rivelazione, e riconosce il Dio personale delle religioni positive, diventando così uno degli iniziatori dell'irrazionalismo moderno. Fra le sue opere, Filosofia e religione (1804), Ricerche filosofiche sull'essenza della libertà umana (1809), Filosofia della rivelazione (1854).

schèma, sm. (pl.-i) 1 Modello semplificato di rappresentazione di uno strumento o apparecchio, tramite simboli convenzionali. 2 Struttura di un lavoro. ~ abbozzo, progetto. 3 Modello rigido.
 sm. 1 outline, scheme, plan. 2 (diagramma) diagram.

schematicità, sf. invar. Attitudine a schematizzare.

schemàtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a uno schema. ~ abbozzato, sintetico. <> dettagliato, preciso.
 greco schematikòs, deriv. da schèma.

schematìsmo, sm. L'attitudine a procedere per schemi.

schematizzàre, v. tr. Rappresentare con uno schema.

schematizzazióne, sm. L'effetto dello schematizzare.

Schengen, accòrdo di Accordo entrato in vigore il 26 ottobre 1997; stabilisce la possibilità di viaggiare senza più controlli alle frontiere di otto paesi europei, tra i quali Italia, Germania, Francia, Lussemburgo, Spagna e Portogallo. Il trattato prende il nome da una piccola città del Lussemburgo; sottoscritto dall'Italia nel 1990, il nuovo accordo rivoluziona il sistema di sorveglianza delle frontiere nazionali, consentendo la libera circolazione dei cittadini dei paesi aderenti. Grecia, Belgio e Olanda si ripromettono di aderire al trattato quanto prima. Se il trattato permette di realizzare un passo verso l'Europa senza frontiere e unita, introduce però problemi di controllo della criminalità, e ha pertanto comportato un notevole incremento degli sforzi di cooperazione tra le varie polizie nazionali.

scheràno, sm. Assassino, sgherro.

schèrma, sf. Arte del battersi praticata con armi bianche (sciabola, fioretto e spada), un tempo a scopo di difesa o di offesa e oggi come disciplina sportiva. Già nell'antica Roma la scherma aveva una componente ludica. La scherma ebbe grande diffusione nel medioevo e, dopo un periodo di decadenza, dovuta probabilmente all'introduzione delle armi da fuoco, riprese la sua evoluzione nel XIX sec. caratterizzandosi come attività agonistica e divenendo in seguito (1896) disciplina olimpica. Muniti di uno speciale abbigliamento di colore bianco, composto da giubbotto imbottito, maschera protettiva, pantaloni, calze e guanto da impugnatura, gli schermidori si affrontano in assalti cercando di toccare l'avversario in determinate parti del corpo e di pararne i colpi. Sono previste numerose posizioni classiche per l'attacco e la difesa, finalizzate a scoprire la guardia dell'avversario e a colpirlo. Le gare si distinguono per il numero di colpi portati a segno in funzione della durata prestabilita per ciascun combattimento. La scherma in Italia è regolata dalla FIS (Federazione italiana scherma), con sede a Roma, che aderisce, per l'attività olimpica, al CONI, mentre per l'attività internazionale alla FIE (Fédération Internationale d'Escrime), che ha sede a Parigi e che nel 1914 ne aveva fissato le regole, tuttora valide.
 sf. fencing.

schermàggio, sm. (pl.-gi) L'atto di schermare.

schermàglia, sf. 1 Scontro. 2 Scaramuccia.
 sf. skirmish.

schermàre, v. tr. Proteggere da una azione dannosa o fastidiosa.
 v. tr. 1 to screen. 2 (tecn.) to shield.

schermàta, sf. Rappresentazione di uno schermo.

schermàto, agg. Protetto.

schermatùra, sf. Schermaggio.

schermìre, v. v. intr. 1 Combattere con armi da taglio. 2 Schivare.
v. rifl. Evitare, proteggersi schivando.
 german. skirmjan proteggere.

schermitóre, o schermidóre, sm. Chi pratica la scherma. ~ spadaccino.

schérmo, sm. 1 Riparo. 2 Dispositivo di vario tipo atto a impedire che determinati fenomeni si propaghino a una specifica area dello spazio. 3 Tela su cui si proiettano delle immagini. 4 Superficie fluorescente su cui vengono mostrate delle immagini (per esempio di un televisore).
 sm. 1 defence, protection. 2 (tv, cinem.) screen.
Può essere utilizzato per circoscrivere una zona caratterizzata da radiazioni indesiderate o dannose, come la parete di piombo che protegge dalle radiazioni l'operatore di un'apparecchiatura radiografica. Altri tipi di schermo, sfruttando le proprietà di certi materiali, possono invece essere utilizzati per rendere visibile una radiazione, come le superfici di materiale riflettente (tela, intonaco o altro) sulle quali vengono proiettate le immagini fotografiche o cinematografiche o come gli schermi fluorescenti, formati da lamine di materiale isolante sulle quali sono distesi strati di sostanze che, se colpite da radiazioni elettromagnetiche, diventano luminescenti. Esempio pratico di quest'ultima categoria di schermi è la superficie anteriore di tutti i cinescopi di televisori, monitor ecc. Esistono poi schermi, costituiti da lamierini metallici di varia natura, che vengono utilizzati per evitare la diffusione di forti campi elettromagnetici o magnetici.

schermografàre, v. tr. Praticare una schermografia.

schermografìa, sf. Immagine ottenuta utilizzando strumenti radiologici.

schermogràfico, agg. Ottenuto con una schermografia.

schernévole, agg. Che dimostra scherno. ~ beffardo.

schernìre, v. tr. Beffeggiare, deridere. <> elogiare.
 v. tr. to sneer at, to mock.

schernitóre, sm. Colui che schernisce.

schérno, sm. Derisione sarcastica. ~ dileggio, sberleffo.
 sm. derision, mockery.

scherzàndo, avv. In musica, indicazione espressiva che indica di effettuare un'esecuzione gentile e spiritosa.

scherzàre, v. intr. 1 Giocare. 2 Trascorrere il tempo facendo cose piacevoli. 3 Evitare di prendere seriamente una questione. è un tipo che non scherza, da prendere sul serio. 4 Prendersi gioco di qualcuno.
 v. intr. to make fun, to joke.
 longob. skerzan.

scherzévole, agg. 1 Che adora scherzare. 2 Scherzoso.

schérzo, sm. 1 L'atto di scherzare. 2 Burla. 3 Impresa di facile realizzazione.
 sm. 1 joke. 2 (cosa da nulla) child's play. 3 (tiro) trick.
In musica, composizione di carattere giocoso che fa parte di una sonata. Nella musica da camera e in quella strumentale del XVIII sec., sostituì il minuetto. Introdotto definitivamente da L. van Beethoven, era caratterizzato da un ritmo ternario rapido e da una struttura formale tripartita. F. Chopin dette allo scherzo dignità di composizione autonoma con le sue celebri creazioni per pianoforte (op. 20, op. 31, op. 39 e op. 54).

Scherzo, Lo Romanzo di M. Kundera (1967).

scherzóso, agg. 1 Che è fatto scherzando. ~ divertente, giocoso. <> serioso, drammatico. 2 Che scherza facilmente, gioviale.
 agg. 1 playful. 2 (faceto) jocose, humorous.

schettinàggio, sm. Il pattinaggio a rotelle.

schettinàre, v. intr. Pattinare.
 v. intr. to roller-skate.

schèttino, sm. Pattino a quattro rotelle.
 sm. pl. roller skates.

Scheuchzeriàcee Famiglia di piante palustri dell'ordine delle Elobie comprendente quattro generi. Sono diffuse nell'emisfero settentrionale.

schiàccia, sf. (pl.-ce) Trappola per animali realizzata con assi e contrappesi.

schiacciaménto, sm. 1 L'effetto dello schiacciare. 2 Appiattimento.
Termine con il quale si indica la deviazione dalla forma sferica di un astro, dovuta al moto di rotazione intorno al proprio asse. Per la Terra vale 0,0034.

schiaccianóci, sm. invar. Strumento per rompere noci, mandorle, nocciole ecc.
 sm. invar. pl. nutcrackers.

Schiaccianoci, Lo Balletto in due atti di P. I. Cajkovskij (San Pietroburgo, 1892).

schiacciànte, agg. 1 Che schiaccia. 2 Che annienta.

schiacciapatàte, sm. invar. Strumento per schiacciare le patate lessate.
 sm. potato masher.

schiacciàre, v. v. tr. 1 Pressare con forza, fino a deformare o rompere. ~ comprimere. 2 Vincere nettamente. 3 Pigiare. schiacciare un pulsante. 4 Opprimere. ~ angosciare. i ricordi rischiavano di schiacciarlo inesorabilmente.
v. intr. pron. 1 Rimanere compresso dopo un urto. 2 Schiantarsi.
 v. tr. 1 to crush. 2 (noci) to crack. 3 (patate) to mash. 4 (premere) to press. 5 (un pisolino) to have a nap.
 voce onom.

schiacciasàssi, sm. invar. Macchina utilizzata per livellare la strada.

schiacciàta, sf. 1 Colpo che esercita una forte compressione, pressione. 2 Annientamento. 3 Tipo di focaccia.

schiacciàto, agg. 1 Appiattito. 2 Sconfitto nettamente.

schiacciatùra, sf. L'azione di schiacciare.

schiaffàre, v. tr. Mettere con molta furia.

schiaffeggiàre, v. tr. 1 Prendere a schiaffi. 2 Urtare con successive ondate.
 v. tr. to smack, to slap.

Schiaffino, Juan Albèrto détto Pepe (Montevideo 1925-) Calciatore italo-uruguaiano. Nel 1950 vinse i campionati del mondo con l'Uruguay, quindi giocò nel Milan, conquistando tre scudetti, nella Roma e nella nazionale italiana.

schiàffo, sm. Sberla sul viso. ~ ceffone, manrovescio.
 sm. smack, slap.

Schiaffo, Lo Film d'avventura, americano (1932). Regia di Victor Fleming. Interpreti: Clark Gable, Jean Harlow, Gene Raymond. Titolo originale: Red Dust

schiamazzàre, v. intr. Vociare, gridare. ~ rumoreggiare.
 v. intr. to cackle, to squawk.
 deriv. dal lat. exclamare.

schiamazzatóre, sm. Chi schiamazza.

schiamàzzo, sm. Rumore scomposto, baccano fastidioso. ~ chiasso, strepito.
 sm. racket, row.

schiantàre, v. v. tr. Far crollare, rompere. ~ spaccare. schiantare il cuore di qualcuno, addolorare.
v. intr. Morire. ~ schiattare. schiantare per il troppo lavoro, non reggere lo sforzo.
v. intr. pron. Rompersi con molto rumore.
 v. tr. e v. intr. pron. to crash, to break.
 da s-+ chiantare piantare.

schiànto, sm. 1 L'effetto dello schiantare. ~ cedimento, crollo. era uno schianto di ragazza, una bellezza fuori dal comune. 2 Rumore prodotto dallo schiantarsi di qualcosa. di schianto, all'improvviso.
 sm. 1 tearing sound, crash. 2 (di schianto) suddenly.
 deriv. da schiantare.

Schiaparèlli, Èlsa (Roma 1896-Parigi 1973) Stilista italiana. Esordì nel 1926 imponendosi subito nel mondo della moda parigino e aprendo negli anni '30 un atelier di fama internazionale. Ripresa l'attività nel 1949, dovette però arrendersi nel 1954 ai problemi economici subentrati nel dopoguerra.

Schiaparèlli, Giovànni Virgìnio (Savigliano 1835-Milano 1910) Astronomo italiano, stabilì il periodo di rotazione di Mercurio e Venere, fu direttore dell'osservatorio di Brera (Milano); studiando la superficie di Marte scoprì le strutture rettilinee (canali) che verranno in seguito analizzate da P. Lowell, il quale arriverà a formulare l'ipotesi di una qualche forma di vita sul pianeta.

schiàppa, sf. Persona di poco valore. ~ scalzacane, incapace. <> asso, campione.
 sf. duffer.

schiariménto, sm. 1 L'effetto dello schiarire o schiarirsi. 2 Chiarimento.
 sm. information, explanation.

schiarìre, v. v. tr. 1 Far diventare più chiaro. ~ scolorire. <> scurire. 2 Rendere nitido. ~ illimpidire. <> intorbidire.
v. intr. pron. Diventare più chiaro, più percettibile.
 v. tr. 1 to clear, to lighten. 2 (capelli) to bleach. v. intr. pron. to grow brighter, to clear up.
 da s-+ deriv. da chiaro.

schiarìta, sf. L'effetto di rasserenarsi del cielo. ~ miglioramento. <> annuvolamento.
 sf. 1 bright spell. 2 (fig.) improvement.

schiaritùra, sf. Operazione per schiarire.

schiascopìa, sf. Esame oftalmologico atto a determinare il grado di rifrazione oculare. ~ cheratoscopia.

schiàtta, sf. Stirpe. ~ discendenza.

schiattàre, v. intr. Scoppiare. ~ sbottare, reagire.

Schiava d'amore Film drammatico, russo (1975). Regia di Nikita Mikhalkov. Interpreti: Elena Solovej, Rodion Nahapetov, Aleksander Kalyagin. Titolo originale: Rabà Liubví

schiavésco, agg. (pl. m.-chi) 1 Riferito a uno schiavo. 2 Da schiavo.

Schiàvi di Abrùzzo Comune in provincia di Chieti (1.965 ab., CAP 66045, TEL. 0873).

Schiàvio, Àngelo (Bologna 1905-1990) Calciatore italiano. Fu attaccante del Bologna, fece parte della nazionale azzurra per ventuno volte contribuendo alla vittoria mondiale del 1934. Segnò ben 222 reti in serie A.

schiavìsmo, sm. 1 Sfruttamento degli schiavi. 2 Sfruttamento dei lavoratori.

schiavìsta, sm. Chi pratica lo schiavismo. ~ negriero, aguzzino.

schiavìstico, agg. (pl. m.-ci) Dello schiavismo.

schiavitù, sf. invar. La condizione in cui si è privati della libertà. ~ cattività, prigionia.
 sf. slavery.
Antica istituzione presente in quasi tutte le società per la quale gli appartenenti a determinati gruppi etnici venivano privati, quasi sempre in seguito a conquiste belliche, dei diritti civili e politici e venivano considerati come proprietà di un padrone (vincitore). Nell'antichità la schiavitù veniva accettata senza suscitare problemi morali, solo gli stoici e in particolare Seneca, manifestarono opinioni contrarie. Dopo un periodo di grande diffusione (V-II sec. a. C.-II sec. d. C.), l'istituzione entrò in crisi (V sec. d. C.) per la mancanza di guerre di conquista. Le mansioni riservate agli schiavi erano caratterizzate dalle grande durezza delle condizioni (lavori in miniera o nell'agricoltura) e dalla scarsa possibilità di affrancamento. Nel medioevo la diffusione della schiavitù si ebbe in particolare per i lavori domestici e le coltivazioni dei campi, dove si sviluppò nella forma della schiavitù della gleba. I paesi di origine degli schiavi erano prevalentemente quelli slavi dove i veneziani esercitavano liberamente il mercato, il commercio e l'importazione. La scoperta dell'America con la necessità di sfruttare i nuovi territori, le miniere e le piantagioni contribuì a sviluppare ulteriormente la tratta degli schiavi, spostando i centri di provenienza alle regioni mediorientali e africane. Tra il XVI e il XVIII sec. un grande numero di africani fu deportato nelle colonie spagnole, francesi, inglesi e nei territori nordamericani, per sfruttare a fondo le piantagioni di zucchero, di tabacco e di cotone. Con il diffondersi della rivoluzione industriale, venne meno la necessità di utilizzare manodopera in schiavitù: ciò spinse i Paesi più avanzati a sostenerne l'abolizione e, per quanto riguarda l'Europa, una clausola in tal senso venne introdotta nei lavori conclusivi del congresso di Vienna del 1815, in Inghilterra venne abolita nel 1848. Negli Stati Uniti d'America costituì uno dei motivi della guerra di secessione, conclusasi con l'emendamento della costituzione e la relativa abolizione della schiavitù nel 1865. Soltanto nel 1926 la Società delle Nazioni deliberò sul piano del diritto internazionale la fine della schiavitù e della tratta.

schiavizzàre, v. tr. Rendere servi, privare della libertà. ~ asservire, angariare.

schiavizzazióne, sf. L'effetto di schiavizzare.

schiàvo, agg. e sm. agg. 1 Che è privo della libertà. ~ prigioniero. 2 Che si lascia dominare. ~ assoggettato, servo. 3 Oppresso. era schiavo dei suoi colleghi. 4 Della Schiavonia, sulla riva adriatica slava.
sm. 1 Chi è privo della libertà. ~ schiavizzato. <> libero. la rivolta degli schiavi fu cruenta. 2 Chi è oppresso.
 agg. e sm. slave.
 lat. mediev. sclavus slavo, prigioniero di guerra.

Schiavo d'amore Romanzo di W. S. Maugham (1915).

Schiavón Comune in provincia di Vicenza (2.237 ab., CAP 36060, TEL. 0444).

Schiavóne (Zara ca. 1518-Venezia 1563) Andrea Medolla detto lo Schiavone. Pittore. Tra le opere Adorazione dei Magi (ca. 1547, Milano, Pinacoteca Ambrosiana) e Annunciazione (1553-1555, Belluno, San Pietro, organo).

schiccheràre, v. tr. 1 Scrivere con poco impegno. 2 Scrivere in modo faticoso. 3 Fare segni e scritture brutti o disordinati.

schidionàre, v. tr. Cucinare usando uno schidione.

schidionàta, sf. La carne infilata nello schidione.

schidióne, sm. Spiedo lungo e sottile per cuocere a fuoco vivo pezzi di carne o volatili.

Schiele, Egon (Tulin 1890-Vienna 1918) Pittore austriaco. Entrato a far parte del movimento secessionista viennese, ben presto se ne staccò, accostandosi all'espressionismo. Di quest'ultima corrente diede un'interpretazione personalissima nei suoi nudi, ritratti e paesaggi. Tra le opere Autoritratto con le dita aperte (ca. 1911, Vienna, Historisches Museum der Stadt Wien), Ritratto di Johann Harms (1916, New York, Solomon R. Guggenheim Museum), Famiglia (1917-1918, Vienna, Österreichische Galerie) e Abbraccio o Gli amanti (1917, Vienna, Österreichische Galerie).

schièna, sf. 1 Parte posteriore del dorso. chinare la schiena, sottomettersi; voltare la schiena, abbandonare qualcuno. 2 Groppa di animale.
 sf. back.
 german. skina.

schienàle, sm. Parte della sedia su cui poggia la schiena e le spalle.
 sm. back.

schienàta, agg. Colpo dato sulla schiena con cui si atterra un avversario nella lotta.

schièra, sf. Gruppo numeroso di persone. ~ folla, moltitudine.
 sf. 1 (gruppo) band, group. 2 (mil.) rank. 3 (fila) row. 4 (quantità notevole) throng, crowd.
 provenz. esquiera.

schieraménto, sm. 1 Lo schierarsi. 2 La disposizione militare di un esercito. 3 Gruppo di sostenitori di un ideale, di un partito. gli opposti schieramenti si contendevano l'elettorato a colpi di slogan populistici.
 sm. 1 (mil.) formation. 2 (alleanza) alliance.

schieràre, v. v. tr. 1 Disporre in schiere. ~ allineare, incolonnare. 2 Disporre un esercito per la battaglia. la flotta fu schierata di fronte al porto della città.
v. rifl. 1 Prendere posizione. ~ allearsi. non voleva schierarsi con nessuno dei due contendenti. 2 Disporsi in schiere.
 v. tr. to line up, to draw up. v. rifl. to draw up, to line up.
 deriv. da schiera.

schiettaménte, avv. Senza giri di parole, in modo franco.

schiettézza, sf. Sincerità, franchezza.

schiètto, o schiétto, agg. 1 Semplice e puro. ~ naturale. <> adulterato, contraffatto. 2 Onesto, leale.
 agg. 1 genuine, pure. 2 (sincero) sincere.

schifàre, v. v. tr. Disprezzare. ~ snobbare. 2 Disdegnare, disgustare. ~ rifiutare.
v. intr. pron. Provare schifo

schifàto, agg. Disgustato.

schifézza, sf. Oggetto ripugnante, immondo. ~ porcheria.
 sf. filth.

schifiltosità, sf. L'essere schifiltoso.

schifiltóso, agg. Dai gusti difficili e ricercati. ~ schizzinoso, smorfioso.

schifìo, sm. Schifo.

schìfo, agg. e sm. agg. 1 Ritroso, schivo. 2 Insopportabile.
sm. 1 Repulsione dovuta a disgusto. ~ nausea.2 Ripugnanza, ribrezzo. avere a schifo un oggetto. 3 Piccola imbarcazione utilizzata nelle gare sportive o nella pesca lungo le coste.
 sm. 1 disgust. 2 (fare schifo) to be awful.
 Nei significati [1] e [2] franc. eschif, dal german. skiuhjan aver riguardo.

schifosàggine, sf. L'essere schifoso.

schifosità, sf. L'essere schifoso.

schifóso, agg. 1 Che provoca disgusto, ribrezzo. ~ nauseabondo, repellente. <> affascinante, allettante. 2 Brutto. <> bello.
 agg. 1 revolting, disgusting. 2 (pessimo) awful, dreadful.

Schignàno Comune in provincia di Como (901 ab., CAP 22020, TEL. 031).

Schilbèidi Famiglia di Pesci siluriformi d'acqua dolce diffusi in Africa, nell'Asia meridionale e nell'arcipelago malese. Hanno due pinne dorsali, una lunga pinna anale e da due a otto barbigli.

Schillebeeckx, Edward (Anversa 1914-) Teologo cattolico belga. Ispirò il Nuovo catechismo olandese contribuendo attivamente al concilio Vaticano II. Tra le sue opere, L'intelligenza della fede (1972) e Umanità. La storia di Dio (1989).

Schiller, Friedrich (Marbach 1759-Weimar 1805) Poeta e drammaturgo tedesco. Figlio di un ufficiale, frequentò l'Accademia militare del Württemberg, dove studiò giurisprudenza e medicina. Si fece conoscere giovanissimo con il dramma I masnadieri (1781). I suoi primi lavori risentono l'influenza dello Sturm und Drang dal quale successivamente si staccò dedicandosi agli studi estetici e storici. L'amicizia e la collaborazione con J. W. Goethe e lo studio di I. Kant gli consentirono di raggiungere un ideale classico, pur con sfumature di realismo romantico. Dal 1787 si stabilì a Weimar e diresse, con Goethe, il teatro di corte. Con il saggio Sulla poesia ingenua e sentimentale (1795) Schiller propose una distinzione fondamentale tra poesia ingenua e poesia sentimentale. Ingenua è la poesia degli antichi, nata a diretto contatto con la natura, oggettiva e impersonale, dai lineamenti precisi e definiti; sentimentale è la poesia propria dei moderni, basata sulla frattura tra l'io e gli oggetti, tra l'ideale e il reale, riflessiva, dai contorni indefiniti che l'avvicinano alla musica. Portando all'estremo questa distinzione, i romantici, tra cui W. A. Schlegel, arrivarono a formulare un'opposizione netta tra letteratura classica e letteratura romantica. La fama di Schiller resta affidata principalmente alle sue opere drammatiche, La congiura del Fiesco a Genova (1782), Intrigo e amore (1783), Don Carlos (1787), Wallenstein (trilogia 1796-1799, composta da Il campo di Wallenstein, 1796; I Piccolomini, 1797-1798; La morte di Wallenstein, 1798-1799), Maria Stuarda (1801), La pulzella di Orléans (1801), Guglielmo Tell (1804). I drammi furono concepiti da Schiller come espressione degli ideali di libertà, giustizia, del bello e del buono, con intenti educativi ed etico politici. Le poesie, Odi (1786-1789, fra cui Alla gioia usata da Beethoven per il quarto tempo della Sinfonia n. 9), Xenie (1797), Ballate (1798). I saggi, Storia della decadenza dei Paesi Bassi (1789), Storia della guerra dei trent'anni (1791-1793), Grazia e dignità (1793), Lettere sull'educazione estetica dell'uomo (1795), Del sublime (1801). Portatrice dei valori di libertà e di giustizia, l'opera di Schiller ebbe un successo popolare nell'Ottocento. In Italia, G. Verdi ne ricavò ben quattro opere (Giovanna d'Arco, 1845; I masnadieri, 1847; Luisa Miller, 1849; Don Carlos,1867). Oggi la critica tende a rivalutare piuttosto la sua figura di intellettuale e i suoi scritti di estetica.

Schillings, Max von (Düren, Renania 1868-Berlino 1933) Compositore e direttore d'orchestra tedesco. Maestro a Bayreuth e poi all'opera di stato di Berlino. Tra le composizioni, l'opera teatrale Monna Lisa (1915).

Schilpàrio Comune in provincia di Bergamo (1.343 ab., CAP 24020, TEL. 0346).

Schindler's List (La lista di Schindler) Film drammatico, americano (1993). Regia di Steven Spielberg. Interpreti: Liam Neeson, Ben Kingsley, Ralph Fiennes. Titolo originale: Schindler's List

schinière, sm. Armatura di protezione della gamba.

Schinkel, Karl Friedrich (Neuruppin 1781-Berlino 1841) Architetto tedesco. Tra le opere Neue Wache (1816-1817) e Schauspielhaus (1818-1821) a Berlino.

Schìo Comune (36.000 ab., CAP 36015, TEL. 0445) in provincia di Vicenza. Importante e rinomato centro di produzione della lana, conosciuto fin dal XVIII sec., è sede anche di industrie alimentari, tessili, metalmeccaniche, grafiche, del legno e dei materiali edili. Monumenti importanti sono la chiesa gotica di San Francesco (XV sec.), il duomo (XIX sec.), la chiesa di San Niccolò (XIII sec.) e la chiesa di San Martino (XI sec.).

schioccàre, v. v. tr. Produrre uno schiocco con lingua o dita. ~ scroccare. schioccò le dita per richiamare la sua attenzione.
v. intr. Fare schiocchi. ~ scrocchiare.
 v. tr. e v. intr. 1 to snap. 2 (frusta) to crack. 3 (lingua) to cluck.
 da s-+ chioccare.

schiòcco, sm. Rumore rapido e secco, tipicamente prodotto con una frusta. ~ schioccata, scrocchio.

schiodàre, v. v. tr. 1 Togliere i chiodi. <> inchiodare. 2 Allontanare.
v. rifl. Allontanarsi.

schiodatùra, sf. Operazione dello schiodare.

schioppettàta, sf. Colpo prodotto da uno schioppo. ~ fucilata, sparo.

schiòppo, sm. Fucile da caccia.

Schiràldi, Vittòrio (Bergamo 1938-) Scrittore italiano. Nei suoi lavori, tra cui Baciamo le mani (1972), Sii bella, sii triste (1974), Famiglie (1981), Frammenti e stelle (1992) e Una vita in prestito (1995), si è dedicato in particola modo al mondo siciliano.

schiribìlla, sf. Nome comune di Uccelli ralliformi del genere Porzana.

schiribìzzo, sm. Ghiribizzo.

Schirra, Walter (Hackensack 1923-) Astronauta statunitense. Organizzò il primo appuntamento in orbita nel 1965 e tre anni più tardi fu al comando dell'Apollo VII.

schisàre, v. tr. 1 Nel gioco del biliardo, sfiorare lateralmente la palla dell'avversario. 2 Sfiorare.
 greco schízein sfiorare.

schìsma, sm. (pl.-i) L'intervallo più piccolo dell'acustica musicale, quello tra il do e il si diesis. Equivale al rapporto 32.805: 32.768.
 greco schísma scissura.

schisto- Primo elemento di parole composte.
 dal greco schistós diviso, spaccato.

schìsto e derivati => "scisto e derivati"

schistosòma, sm. (pl.-i) Bilharzia.

schistosomìasi, sf. Gruppo di malattie parassitarie provocate da trematodi schistosomatidi. ~ bilharziosi.

schitarràre, v. intr. Suonare la chitarra, strimpellare.

schiùdere, v. v. tr. Aprire lentamente e lievemente. <> chiudere.
v. intr. pron. 1 Aprirsi, sbocciare. ~ germogliare, fiorire. <> appassire, avvizzire. 2 Cominciare.
 v. tr. e v. intr. pron. to open.

schiùma, sf. 1 Insieme delle bolle d'aria prodotte da un liquido in ebollizione o agitato. ~ spuma. 2 Materiale per costruire pipe.
 sf. 1 froth, foam. 2 (di sapone) lather. 3 (di latte) froth. 4 (di bollitura e fig.) scum.

Schiuma dei giorni, La Romanzo di B. Vian (1947).

schiumaiòla, sf. Arnese da cucina, usato per togliere la schiuma da un liquido.
 sf. skimmer.

schiumàre, v. v. tr. Togliere la schiuma. ~ spumare, filtrare, pulire.
v. intr. Produrre schiuma.
 v. tr. to skim. v. intr. to foam.

schiumaròla => "schiumaiola"

schiumatóre, sm. Nella locuzione schiumatore dei mari per denominare altrimenti i pirati.

schiumògeno, agg. Che produce schiuma. ~ saponoso, spumoso. <> antischiuma, antischiumogeno.

schiumosità, sf. invar. Qualità, tendenza a produrre schiuma.

schiumóso, agg. Che presenta schiuma. ~ spumoso.

schiùsa, sf. Lo schiudersi.

schiùso, agg. Aperto.
 agg. ajar.

schivàbile, agg. Che può essere evitato.

schivàre, v. tr. Evitare. ~ eludere.
 v. tr. to avoid, to dodge.

schivàta, sf. Azione dello schivare.

Schivenòglia Comune in provincia di Mantova (1.316 ab., CAP 46020, TEL. 0386).

schìvo, agg. Ritroso, chiuso. ~ riservato. <> esibizionista, sfrontato.
 agg. 1 reserved. 2 (timido) shy.

schiz(o)- Primo elemento di parole composte.
 dal greco schízein spaccare.

Schizastèridi Famiglia di Echinoidi dell'ordine degli Spatangoidei risalenti al Cretaceo che vivono nei fondali fangosi. Hanno l'ambulacro anteriore piantato in un solco e il guscio a forma di cuore e ricoperto da aculei molto sottili.

schizofasìa, sf. Dissociazione del linguaggio tipica della schizofrenia caratterizzata dall'emissione di parole incomprensibili.

Schizofìte Organismi vegetali elementari suddivisi in tre grandi classi: i batteri, le alghe azzurre e i virus. I batteri sono eterotrofi, cioè ricavano il sostentamento da materiali elaborati da altri organismi, mentre le alghe sono autotrofe, cioè elaborano autonomamente le sostanze necessarie alla vita, i virus occupano una regione intermedia.

schizofrenìa, sf. Malattia mentale caratterizzata da mancata associazione dei vari elementi che costituiscono la struttura psichica dell'uomo. Insorge generalmente nell'età giovanile e ha un decorso lento con peggioramento progressivo. Le attività intellettive, volitive e affettive vengono alterate dalla presenza di allucinazioni, si ha un alternarsi di stati euforici e depressivi, il pensiero è disordinato e dominato da deliri e strane associazioni. Il termine fu introdotto nel 1911 dallo psichiatra tedesco E. Bleuler.

schizofrènico, agg. (pl. m.-ci) Che presenta i sintomi della malattia mentale della schizofrenia. ~ alienato, folle. <> sano.

schizògeno, agg. In botanica, relativo agli spazi che si formano tra le cellule per apertura della lamella mediana della parete e per separazione delle cellule.

Schizogoniàcee Famiglia di Alghe Cloroficee ulotricali ogni cellula delle quali ha un cloroplasto centrale a forma di stella. Sono munite di tallo laminare o filamentoso.

schizòide, agg. e sm. agg. Che si mostra indifferente e apatico verso la realtà
sm. Chi si mostra schizoide.

schizomanìa, sf. Malattia di chi è schizoide.

schizonichìa, sf. Anomala spaccatura longitudinale delle unghie.

schizonòia, sf. In psicologia, tendenza in un individuo a fare razionalmente scelte di vita che si discostano dall'orientamento dell'attività psichica inconscia.
 comp. dal greco schízein separare + nûs noia.

schizònte, sm. In botanica, studio della riproduzione sessuata degli sporozoi da cui hanno origine i merozoiti. ~ trofozoite.

Schizopèltidi Famiglia di minuscoli Aracnidi pedipalpi tropicali che presentano cheliceri a uncino e pedipalpi che assomigliano ad arti ambulatori. Sono diffusi in Africa e Asia. ~ schizomidi, tartaridi.

Schizoporèllidi Famiglia di briozoi stelmatopodi chilostomi a cui appartengono generi attuali e fossili del Cretaceo. Hanno aperture a forma di semiluna e in genere formano incrostazioni.

schizotimìa, sf. Timidezza, chiusura maniacale che presenta però delle reazioni spropositate.

schizzàre, v. v. tr. 1 Gettare spruzzi. ~ sprizzare, zampillare. schizzare veleni, mostrare odio, invidia. 2 Sporcare. ~ inzaccherare, macchiare.
v. intr. 1 Zampillare. 2 Scattare, balzare all'improvviso. ~ guizzare. schizzare come un fulmine.
v. rifl. Bagnarsi, sporcarsi con un liquido.
 v. tr. 1 to squirt out, to splash. 2 (sporcare) to spatter. 3 (abbozzare) to sketch. v. intr. 1 to squirt, to spurt. 2 (balzare via) to spring, to jump. 3 (saltar fuori) to dart up.
 voce onom.

schizzàta, sf. L'effetto dello schizzare.

schizzàto, agg. Pieno di schizzi.

schizzétto, sm. Piccolo strumento per schizzare liquidi.

schizzinóso, agg. Incontentabile, dai gusti difficili.
 agg. finicky, fussy.

schìzzo, sm. 1 Spruzzo di un liquido. ~ getto, fiotto. 2 Abbozzo. ~ bozzetto.
 sm. 1 squirt, spurt, splash. 2 (abbozzo) sketch.

Schlegel, August Wilhelm von (Hannover 1767-Bonn 1845) Critico letterario. Tra le opere Lezioni sulla letteratura e le arti belle (1801-1804) e Lezioni sull'arte e la letteratura drammatica (1809-1811).

Schlegel, Friedrich von (Hannover 1772-Dresda 1829) Critico letterario. Tra le opere Storia della poesia dei greci e dei romani (1798) e Storia della letteratura antica e moderna (1815).

Schleicher, August (Meiningen 1821-Jena 1868) Linguista tedesco. Tra le opere Compendio di grammatica comparata delle lingue indoeuropee (1861-1862).

Schleicher, Kurt von (Meiningen 1882-Jena 1934) Generale tedesco. Dal 1932 fu ministro della difesa e nell'anno successivo cancelliere, precedendo al potere Hitler. Morì per mano nazista nella notte dei lunghi coltelli.

Schleiermacher, Friedrich Daniel Ernst (Breslavia 1768-Berlino 1834) Teologo tedesco. Tra le opere Discorsi sulla religione (1799), Monologhi (1800) e La fede cristiana (1821-1822).

Schlemmer, Oskar (Stoccarda 1888-Baden-Baden 1943) Pittore tedesco. Tra le opere Le scale del Bauhaus (1932, New York, Museum of Modern Art).

Schlesinger, Arthur M. junior (Columbus, Ohio 1917-) Storico statunitense. Tra le opere L'età di Roosevelt (1957-1960).

Schlesinger, John (Londra 1926-) Regista cinematografico inglese. Diresse Un uomo da marciapiede (1969), Domenica, maledetta domenica (1971), Il giorno della locusta (1975), Madame Sousatzka (1989) e The innocent (1993).

Schleswig-Holstein Stato confederato (15.727 km2, 2.614.000 ab.) della Germania, al confine con la Danimarca, la cui capitale è Kiel. Il territorio è pianeggiante e acquitrinoso con numerosi bacini lacustri, è bagnato su due lati dal mare del Nord e dal mar Baltico. Le risorse economiche sono date dall'allevamento di bovini e suini, dall'agricoltura (foraggi, cereali, patate, barbabietole da zucchero), dalla pesca, dallo sfruttamento delle foreste, dal turismo balneare. Nelle principali città (Kiel, Lubecca, Flensburg) sono concentrate le industrie tessili, meccaniche, alimentari e cantieri navali. Originariamente ducato autonomo, divenne vassallo della Danimarca. In seguito fu conteso da Svezia, Prussia, Danimarca e Austria, dal 1867 fu assegnato alla Prussia che, dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale, dovette rinunciare alla parte settentrionale, che fu annessa alla Danimarca con il nome di Jutland meridionale (1920). Nel 1946 lo Schleswig è diventato un Land della Repubblica federale di Germania.

Schlieffen, Alfred von (Berlino 1833-1913) Feldmaresciallo tedesco. Nel 1905 elaborò l'omonimo piano, secondo il quale, in caso di guerra con la Francia, l'esercito avrebbe attraversato il Belgio neutrale.

Schliemann, Heinrich (Neubukow 1822-Napoli 1890) Archeologo tedesco. Ricco commerciante e appassionato lettore di Omero, intese esplorare i luoghi descritti nei poemi omerici. Scoprì nella regione di Hissarlik le rovine della città di Troia (1874). A Micene scavò e portò alla luce le tombe dell'acropoli, identificate come quelle degli Atridi; eseguì altri importanti scavi a Orcomeno, in Beozia, dove scoprì il tesoro di Minia (1880-1881) e a Tirinto dove scoprì l'omonimo palazzo (1884-1886). A Schliemann va riconosciuto un ruolo di pioniere nella scoperta della civiltà micenea. Fra le opere Antichità troiane (1874), Micene (1878), Orcomeno (1881) e Tirinto (1886).

Schlöndorff, Volker (Wiesbaden 1939-) Regista cinematografico tedesco. Diresse Il caso Katharina Blum (1975), Il tamburo di latta (1979), L'inganno (1981), Un amore di Swann (1983), Voyager (1991), L'arco (1996).

Schlosser, Julius von (Vienna 1866-1938) Storico dell'arte. Tra le opere La letteratura artistica (1924).

Schlüter, Andreas (Danzica o Amburgo? ca. 1664-San Pietroburgo 1714) Scultore e architetto. Fu uno dei più importanti rappresentanti dell'arte barocca tedesca. Tra le opere Monumento equestre al Grande Elettore Federico Guglielmo (1697-1698, Berlino, Palazzo di Charlottenburg) e Palazzo Reale a Berlino (1698-1707).

Schlüter, Poul (Túnder 1929-) Politico danese. Di ideologia conservatrice, fu leader di partito e dal 1982 al 1993 primo ministro.

Schmidt, Bernardo (Naissaar 1879-Amburgo 1935) Astronomo e ottico tedesco, realizzò un nuovo e avveniristico telescopio riflettore, ancora oggi utilizzato nell'astrofisica, applicando a uno specchio sferico una lente correttrice, in modo da ottenere un'immagine stabile e precisa a largo campo.

Schmidt, Erhard (Dorpat 1876-Berlino 1956) Matematico tedesco. Compì importanti studi sulle equazioni integrali e sugli spazi infiniti dimensionali.

Schmidt, Helmut (Amburgo 1918-) Politico tedesco. Di ideologia socialdemocratica, dal 1974 al 1982 fu cancelliere della RFT.

Schmidt, Maarten Astronomo americano che nel 1963, dall'osservatorio di Monte Palomar, riuscì a ottenere uno spettro per una stella blu di Sandage; tale stella si trovava a circa un miliardo e mezzo di anni luce, ossia esternamente alla Via Lattea. Data l'enorme distanza doveva consistere in un ammasso di stelle, anche se appariva singola a forma sferica; si scoprì in seguito trattarsi di una radiosorgente quasi stellare, che venne denominata quasar.

Schmidt-Rottluff, Karl (Rottluff 1884-Berlino 1976) Pittore tedesco. Tra le opere Donna pensosa (1910, Berlino, Brücke-Museum) e Quattro bagnanti sulla spiaggia (1913, Hannover, Sprengel Museum).

Schmitt, Karl (Plettenberg, Westfalia 1888-1985) Filosofo politico tedesco. Tra le opere Romanticismo politico (1919) e Le categorie del politico (1963).

schnauzer, sm. invar. Cane originario della Germania, presenta un pelo ispido di colore nero o brizzolato. Caccia i topi con grande abilità. È utilizzato soprattutto come cane da guardia, da difesa e da compagnia.

Schneider, Romy (Vienna 1938-Parigi 1982) Attrice cinematografica austriaca. Interpretò la serie Principessa Sissy (1954-1958), La piscina (1968), La califfa (1970), L'amante (1970), Ludwig (1973), La morte in diretta (1979), Fantasma d'amore(1980), Guardato a vista (1982).

Schnitzler, Arthur (Vienna 1862-1931) Drammaturgo. Tra le opere Anatol (1893), Il girotondo (1896), La contessina Mizzi (1907) e Professor Berhardi (1912).

schnörchel, sm. invar. Tubo che consente di portare aria sotto il livello del mare.

schockàre e derivati => "scioccare e derivati"

Schoedsack, Ernest Beaumont (Council Bluffs 1893-1976) Regista cinematografico statunitense. Diresse La pericolosa partita (1932) e King Kong (1933).

schola, sf. invar. 1 Nell'antica Roma, luogo di riunione presente nelle sedi di diverse associazioni e nei complessi termali e costituito generalmente da una sala munita di sedili e decorata. 2 Nel basso impero e a Bisanzio era un collegio di funzionari militari o civili.

Scholz, Georg (Wolfenbüttel 1890-Waldkirch 1945) Pittore tedesco. Tra le opere Paesaggio a Durlach (1925, Mannheim, Kunsthalle).

Schönbein, Christian Friedrich (Metzingen 1799-Baden-Baden 1868) Chimico tedesco. Compì importanti studi sui fenomeni elettrochimici e nel 1846 brevettò il fulmicotone.

Schönberg, Arnold (Vienna 1874-Los Angeles 1951) Compositore austriaco, uno dei maggiori dell'epoca contemporanea. Grande innovatore del linguaggio musicale, elaborò i principi della dodecafonia. Sostenitore della musica tradizionale tedesca di R. Wagner e J. Brahms, si avvicinò in seguito a Mahler e al tardo sinfonismo romantico. Da una fase atonale passò definitivamente all'adozione integrale della tecnica dodecafonica a cui rimase fedele fino alla morte. Dopo aver vissuto a Vienna e a Berlino, emigrò negli USA nel 1933, all'avvento del nazismo. Tra le sue opere, Notte trasfigurata (1899), Pelleas und Melisande (1903), Gurrelieder (1911); nella fase atonale compose 3 Klavierstücke op. 11 (1909), Pierrot lunaire (1912), Serenade op. 24 (1923), con tecnica dodecafonica, Suite per pianoforte op. 25 (1924), Concerto per violino e orchestra (1936), Ode a Napoleone (1942), Il sopravvissuto di Varsavia (1947). Delle opere, due atonali, Erwartung (1909), La mano felice (1913), due dodecafoniche Dall'oggi al domani (1929) e Mosè e Aronne (1930-1932), suo capolavoro, rimasto incompiuto.

Schongauer, Martin (Colmar 1453-Breisach 1491) Pittore tedesco. Tra le opere Maria nel roseto (1473, Colmar, San Martino) e Natività (ca. 1480, Berlino, Gemäldegalerie).

schooner, sm. invar. Veliero a due alberi.

Schopenhauer, Arthur (Danzica 1788-Francoforte 1860) Filosofo tedesco. Figlio di un banchiere e di una scrittrice, nel 1805, alla morte del padre, si stabilì a Weimar con la madre. Qui conobbe C. M. Wieland e J. W. Goethe. Contrario a ogni mondanità, si ritirò in solitudine per portare a termine gli studi. Nel 1809 s'iscrisse alla facoltà di medicina a Gottinga. Nel 1811, si trasferì a Berlino per frequentare i corsi di filosofia. Nel 1813 si laureò a Jena con una tesi Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente. Schopenauer sostiene che non esiste un rapporto diretto tra percezione e realtà, ma tutto ciò che il soggetto deduce dal suo rapporto con l'esterno appartiene alla rappresentazione del soggetto stesso. La volontà è il fondamento della rappresentazione. In contrasto con l'idealismo di Hegel e di Fichte, del quale fu allievo a Berlino, elaborò una nuova interpretazione della filosofia kantiana, contrapponendo al mondo fenomenico che è apparenza e illusione, la vera realtà, identificata con un'oscura volontà di vivere, una e infinita per tutto l'universo, la quale è alla radice anche dell'essere umano. L'uomo è una carica energetica volitiva che spinge il suo essere alla continua affermazione della materialità contro la spiritualità. L'individuarsi della volontà nelle forme particolari di esistenza porta nella vita il dolore, eliminabile radicalmente solo con la negazione progressiva della volontà di vivere e, temporaneamente, con la contemplazione dell'arte (architettura, pittura, scultura, poesia, tragedia e musica), della giustizia, con la compassione, per raggiungere il completo distacco dal mondo identificato nel nirvana buddhistico (o ascesi). Ogni forma artistica offre la conoscenza del mondo ideale, ma la musica ha uno statuto speciale, in quanto non ha bisogno di alcun supporto sensibile. Essa esprime tutto l'arco di sentimenti e la loro conoscenza, espressa nel linguaggio musicale, provoca nell'ascoltatore una liberazione dal condizionamento materiale. La musica è la forma artistica che meglio realizza la terapia di liberazione dal male del mondo. Il pensiero di Schopenauer è contrassegnato in modo saliente dal pessimismo, dal platonismo e dalle filosofie orientali. Egli inquadra in termini filosofici i motivi favoriti dell'estetica romantica. Tra le sue opere, Il mondo come volontà e rappresentazione (1818), I due problemi fondamentali dell'etica (1841) e, infine, Parerga e Paralipomena (1851), un'opera filosofica di facile accesso diretta a un pubblico più vasto, con la quale, dopo essere stato ignorato per anni, Schopenauer divenne improvvisamente una celebrità letteraria. I temi dell'irrazionalismo e del pessimismo eserciteranno un forte influsso sulla cultura europea sia in letteratura che in filosofia.

 

 

Note:  

Definizioni, informazioni, … sono in gran parte recuperate (a partire dal 1999) da varie fonti accessibili via Internet o da altre fonti "informatiche" freeware; per molti lemmi sono state riviste e, in modo più o meno consistente, riscritte; la revisione è tuttora in corso: solo una parte delle definizioni è stata rivista (vi sono ancora errori e imprecisioni, come del resto si trovano nei dizionari cartacei, anche "famosi"). Le, eventuali, date di morte dei personaggi citati dovrebbero essere aggiornate al luglio 2009; il numero degli abitanti delle località riportate quando è stato aggiornato riporta a fianco anche la data dell'aggiornamento.

Le informazioni (storiche, geografiche, …) sono aggiornate al 1999, ma molte sono state ulteriormente aggiornate

 

     indica l'etimologia
    ~ indica un (circa, e in qualche contesto) "sinonimo"
    <> indica (in genere) un "contrario"

 

Fonte: http://dictionario.wikispaces.com/file/detail/dictionario_s.doc

sito web: http://macosa.dima.unige.it/diz/diz.htm

Autore del testo: http://macosa.dima.unige.it

 

 

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