cartelli di avvertimento

 


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cartelli di avvertimento

 

Cartelli di avvertimento

Carichi sospesi

Materiali radioattivi

Carrelli di movimentazione

Pericolo generico

Rischio biologico

Sostanze velenose

Raggi LASER

Materiale infiammabile o alta temperatura (1)

Tensione elettrica pericolosa

Sostanze corrosive

Campo magnetico intenso

Materiale comburente

Materiale esplosivo

Radiazioni non ionizzanti

Pericolo di inciampo

Caduta con dislivello

Bassa temperatura

Sostanze nocive irritanti

 

 


(1) In assenza di un controllo specifico per alta temperatura DLG n° 493 del 14/08/1996 - Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro


 

 

Cartelli di prescrizione

Protezione obbligatoria degli occhi

Protezione obbligatoria delle vie respiratorie

Protezione obbligatoria del viso

Guanti di protezione obbligatoria

Calzature di sicurezza obbligatoria

Obbligo generico (con eventuale cartello supplementare)

Casco di protezione obbligatoria

Protezione obbligatoria dell'udito

Protezione obbligatoria del corpo

 

Protezione individuale obbligatoria contro le cadute

Passaggio obbligatorio per i pedoni

 


DLG n° 493 del 14/08/1996 - Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro


Cartelli di divieto

Vietato fumare o usare fiamme libere

Vietato ai pedoni

Divieto di spegnere con acqua

Divieto di accesso alle persone non autorizzate

Vietato fumare

Acqua non potabile

 

Vietato ai carreli di movimentazione

Non toccare

 


DLG n° 493 del 14/08/1996 - Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro


 

Cartelli di salvataggio

Percorso/uscita di emergenza

Percorso/uscita di emergenza

Percorso/uscita di emergenza

Percorso/uscita di emergenza

Percorso/uscita di emergenza

Direzione da seguire (segnali di informazione addizionali ai pannelli che seguono)

Direzione da seguire (segnali di informazione addizionali ai pannelli che seguono)

Direzione da seguire (segnali di informazione addizionali ai pannelli che seguono)

Direzione da seguire (segnali di informazione addizionali ai pannelli che seguono)

Pronto soccorso

Doccia di sicurezza

Lavaggio degli occhi

 

Barella

Telefono per salvataggio e pronto soccorso

 


DLG n° 493 del 14/08/1996 - Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro


 

 

 

 

Cartelli per le attrezzature antincendio

Lancia antincendio

Scala

Estintore

Telefono per gli interventi antincendio

Direzione da seguire (cartelli da aggiungere a quelli che precedono)

Direzione da seguire (cartelli da aggiungere a quelli che precedono)

 

Direzione da seguire (cartelli da aggiungere a quelli che precedono)

Direzione da seguire (cartelli da aggiungere a quelli che precedono)

 


DLG n° 493 del 14/08/1996 - Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro


 

Contrassegni relativi alle categorie di pericolo

Riportate sulle etichettature delle sostanze e preparati pericolosi


Tipologia del rischio
Che può esplodere per effetto della fiamma o che è sensibile agli urti e agli attriti più del dinitrobenzene

Categoria di pericolo
Esplosivo

Contrassegno E

 

Tipologia del rischio
Che a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provoca una forte reazione esotermica

Categoria di pericolo
Comburente

Contrassegno O

 

Tipologia del rischio
Che a contatto con l'aria a temperatura normale, senza ulteriore apporto di energia, può riscaldarsi e infiammarsi. Che allo stato solido può facilmente infiammarsi per rapida azione di una sorgente di accensione e continuare a bruciare o a consumarsi anche dopo l'allontanamento della sorgente di accensione. Che allo stato liquido ha punto di infiammabilità inferiore a 21°C. Che allo stato gassoso si infiamma a contatto con l'aria a pressione normale, ovvero: che a contatto con l'acqua umida sprigiona gas facilmente infiammabile in quantità pericolose

Categoria di pericolo
Estremamente infiammabile e facilmente infiammabile

Contrassegno F+ e F

 

Tipologia del rischio
Sostanza con punto di infiammabilità pari o superiore a 21°C

Categoria di pericolo
Infiammabile

Contrassegno R10

 

Tipologia del rischio
Che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea può comportare rischi gravi, acuti o cronici, o anche la morte

Categoria di pericolo
Molto tossico e Tossico

Contrassegno T+ e T

 

Tipologia del rischio
Che, per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea può comportare rischi di gravità limitata

Categoria di pericolo
Nocivo

Contrassegno Xn

 

Tipologia del rischio
Che, pur non essendo corrosivo, può produrre al contatto immediato, prolungato o ripetuto con la pelle e le mucose una reazione infiammatoria

Categoria di pericolo
Irritante

 

 

Contrassegno Xi

 

Tipologia del rischio
Che può essere nocivo per gli ecosistemi, lo strato di ozono e l'ambiente in generale

Categoria di pericolo
Nocivo per l'ambiente

 

 

Contrassegno N

 

Tipologia del rischio
Che a contatto con i tessuti vivi, può esercitare su di essi un'azione distruttiva

Categoria di pericolo
Corrosivo

Contrassegno C

 

Tipologia del rischio
Può provocare reazioni di sensibilizzazione in un numero considerevole di persone

Categoria di pericolo
Sensibilizzante

Contrassegno R42 e/o R43

 

Tipologia del rischio
Sostanze note per effetti cancerogeni sull'uomo

Categoria di pericolo
Cancerogeno

Contrassegno Carc. Cat. 1

 

Tipologia del rischio
Sostanze che verosimilmente possono provocare effetti cancerogeni sull'uomo

Categoria di pericolo
Cancerogeno

Contrassegno Carc. Cat. 2

 

Tipologia del rischio
Sostanze sospettate di provocare effetti cancerogeni sull'uomo

Categoria di pericolo
Cancerogeno

Contrassegno Carc. Cat. 3

 

Tipologia del rischio
Può causare alterazioni genetiche ereditarie

Categoria di pericolo
Mutageno

Contrassegno Muta. Cat.

Può essere indicata la categoria della sostanza cancerogena, mutagena o tossica per la riproduzione (ad esempio 1, 2 o 3)

Tipologia del rischio
Può causare riduzione della fertilità ed effetti tossici a livello di sviluppo della progenie

Categoria di pericolo
Tossico per la riproduzione

Contrassegno Repr. Cat.

Può essere indicata indicata la categoria della sostanza cancerogena, mutagena o tossica per la riproduzione (ad esempio 1, 2 o 3)

Tipologia del rischio
Può danneggiare gli ecosistemi specificati

Categoria di pericolo
Pericoloso per l'ambiente

Contrassegno R52, R53, R59

 

Tipologia del rischio
Rischio biologico

Categoria di pericolo
Rischio biologico

Segnale di rischio biologico

 

Tipologia del rischio
Radiazioni ionizzanti

Categoria di pericolo
Radiazioni ionizzanti

Radiazioni ionizzanti

 


 

Contrassegni unificati di pericolo (solo per il trasporto)

Etichette quadrate disposte di spigolo
I contrassegni unificati, di pericolo apposti anteriormente, posteriormente e sulle fiancate dei veicoli cisterna stradali e ferroviari che trasportano materie classificate pericolose sono di due tipi.
Il primo tipo, è costituito da tabelloni o pannelli di conformazione quadrata, posizionati sui veicoli di spigolo, sulle cui superfici sono riportati i contrassegni di pericolo internazionalmente concordati in relazione alla classificazione assegnata alle materie trasportate.


Descrizione contrassegno
Nero su fondo arancio; bomba esplodente nella metà superiore, numero di divisione e lettera del gruppo di compatibilità appropriata nella metà inferiore; piccola cifra 1 nell'angolo inferiore

Tipologia pericolo
Soggetto all'esplosione, divisioni 1.1, 1.2 e 1.3

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Nero su fondo arancio; numero della divisione 1.4 che occupa la maggior parte della metà superiore, lettera del gruppo di compatibilità appropriata nella metà inferiore; piccola cifra 1 nell'angolo inferiore

Tipologia pericolo
Soggetto all'esplosione, divisione 1.4

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Nera su fondo arancio; numero della divisione 1.5 che occupa la maggior parte della metà superiore, lettera del gruppo di compatibilità appropriata nella metà inferiore; piccola cifra 1 nell'angolo inferiore

Tipologia pericolo
Soggetto all'esplosione, divisione 1.5

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Nero su fondo arancio; bomba esplodente nella metà superiore

Tipologia pericolo
Pericolo di esplosione

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Bombola per gas nera o bianca su fondo verde con una piccola cifra 2 nell'angolo inferiore

Tipologia pericolo
Gas non infiammabile e non tossico

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Fiamma nera o bianca su fondo rosso

Tipologia pericolo
Pericolo di incendio (materie liquide infiammabili)

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Fiamma nera su fondo costituito da bande verticali equidistanti alternativamente rosse e bianche

Tipologia pericolo
Pericolo di incendio (materie solide infiammabili)

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Fiamma nera su fondo bianco; il triangolo inferiore dell'etichetta di colore rosso

Tipologia pericolo
Spontaneamente infiammabile

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Fiamma nera o bianca su fondo blu

Tipologia pericolo
Pericolo di emanazione di gas infiammabili a contatto con l'acqua

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Fiamma su cerchio, nero su fondo giallo con una piccola cifra 5.1 nell'angolo inferiore

Tipologia pericolo
Materia comburente

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Fiamma su cerchio, nero su fondo giallo con una piccola cifra 5.2 nell'angolo inferiore

Tipologia pericolo
Perossido organico

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Fiamma su cerchio, nero su fondo giallo

Tipologia pericolo
Pericolo di attivazione di un incendio

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Testa di morto su due tibie; nero su fondo bianco

Tipologia pericolo
Materia tossica, da tenere isolata da derrate alimentari o da altri oggetti di consumo

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Croce di Sant'Andrea su spiga di grano, nera su fondo bianco

Tipologia pericolo
Materia nociva, da tenere isolata da derrate alimentari o altri oggetti di consumo

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Trifoglio schematizzato, iscrizione RADIOATTIVO, una banda verticale nella metà inferiore, con il seguente testo:
Contenuto ...
Attività ...
Piccola cifra 7 nell'angolo inferiore. Simbolo e iscrizioni nere, fondo metà superiore: giallo; fondo metà inferiore bianco, banda verticale rossa

Tipologia pericolo
Materia radioattiva in colli di categoria I-BIANCA; in caso di avaria dei colli pericolo per la salute a causa di ingestione, inalazione o contatto con la materia che si trova sparsa

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Come la precedente, ma con due bande verticali, con il seguente testo:
Contenuto ...
Attività ...
Indice di trasporto ... (nella casella rettangolare bordata di nero).
Piccola cifra 7 nell'angolo inferiore. Simbolo e iscrizioni nere, fondo metà superiore: giallo; fondo metà inferiore bianco, bande verticali rosse

Tipologia pericolo
Materia radioattiva in colli di categoria I-GIALLA; colli da tenere lontano da colli che portano una etichetta con l'iscrizione FOTO; in caso di avaria dei colli pericolo per la salute a causa di ingestione, inalazione o contatto con la materia che si trova sparsa, come pure rischio di radiazione esterna a distanza

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Come 7B, ma con tre bande verticali nella metà inferiore

Tipologia pericolo
Materia radioattiva in colli di categoria l-GIALLA; colli da tenere lontano da colli che portano una etichetta con l'iscrizione FOTO; in caso di avaria dei colli pericolo per la salute a causa di ingestione, inalazione o contatto con la materia che si trova sparsa, come pure rischio di radiazione esterna a distanza

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Trifoglio schematizzato, iscrizione RADIOATTIVO e cifra 7; simbolo e iscrizione neri; metà superiore fondo giallo, inferiore fondo bianco

Tipologia pericolo
Materie radioattive che presentano pericoli descritti nelle etichette N° 7A, 7B e 7C

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Gocce colanti da una provetta su una lastra e da un'altra provetta su una mano; nere su fondo bianco, il triangolo inferiore dell'etichetta di colore nero bordato di bianco

Tipologia pericolo
Materie corrosive

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Fondo bianco con sette bande verticali nere nella metà superiore e piccola cifra 9 in nero nella metà inferiore

Tipologia pericolo
Materie e oggetti diversi che presentano pericoli differenti da quelli che sono contemplati dalle altre etichettature

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Ombrello aperto nero e sei gocce d'acqua nera, su fondo bianco o contrastante appropriato

Tipologia pericolo
Teme l'umidità

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Calice di vetro nero su fondo bianco o su fondo contrastante appropriato

Tipologia pericolo
Fragile, oppure da movimentare con precauzione

Contrassegno

 

Descrizione contrassegno
Etichetta triangolare rossa con punto esclamativo nero, su fondo bianco

Tipologia pericolo
Da movimentare con precauzione

Contrassegno

 


Etichette di tipo rettangolare e del secondo tipo
Il secondo tipo è costituito da un pannello o tabellone di forma rettangolare, lungo cm 40 e alto cm 30, avente il fondo di colore arancio non retroriflettente e contorno ribordato di nero, suddiviso orizzontalmente in due campi uguali mediante una linea nera.
Nel campo superiore sono riportati dei numeri, talora preceduti dalla lettera X, di regola composti da due o tre cifre. Nel campo inferiore è invece riportato un numero composto da quattro cifre, per cui l'aspetto del tabellone è il seguente:

Il numero riportato nel campo superiore del pannello è il numero o codice di pericolo relativo alla sostanza trasportata. Esso consente infatti di identificare con immediatezza la tipologia dei pericoli che la materia trasportata presenta.
Il numero di quattro cifre riportato nel campo inferiore del pannello è invece il numero che in base ad un codice elaborato dal Comitato di esperti operante sotto l'egida del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC), consente di identificare la materia trasportata.
Tale numero viene pertanto correntemente chiamato numero ONU.
A completamento di quanto esposto si riportano nel seguito, nell'ordine:

  1. il prospetto (l.3) specificante la tipologia del pericolo identificato da ogni singola cifra componente il numero di pericolo;
  2. il listato (1.4) ordinato in modo crescente rispetto alle prime due cifre, di tutti i numeri di pericolo considerati, con l'indicazione delle rispettive tipologie e delle materie che tali pericoli presentano;
  3. le schede, relative ad ogni singolo numero di pericolo considerato, susseguentesi in modo crescente rispetto alle prime due cifre, in ciascuna delle quali sono riportati:
    • i simboli di pericolo riprodotti sulle etichette e sui pannelli dei mezzi di trasporto;
    • la tipologia dei pericoli;
    • le cautele che devono osservare i soccorritori;
    • gli orientamenti per i primi soccorsi a infortunati;
    • cosa fare in caso di incendio;
    • cosa fare in caso di spandimento;
    • il listato dei numeri ONU, la denominazione, la classe, l'ordinale e le etichette di pericolo di tutte le materie classificate cui è attribuito il numero di pericolo relativo alla scheda.

Nota bene: i numeri di pericolo preceduti dalla lettera X (non usare acqua) sono riportati dopo il pericolo 90.

  1. L'elenco complessivo di tutte le sostanze pericolose classificate, ordinate in base al numero ONU loro attribuito, riportato in ordine crescente nella seconda colonna, contenente:
    • il numero di pericolo;
    • la denominazione della materia che il numero ONU identifica;
    • la classe e l'ordinale secondo la classificazione ADR e RID;
    • i numeri identificativi delle etichette da applicare sui veicoli che trasportano la materia.
  2. Il prospetto recante l'elencazione dei colori di regola applicati sulle ogive dei recipienti mobili contenenti gas pericolosi sotto pressione di corrente impiego.

 

 

 

ARMADIO

 

INDICAZIONI PRATICHE PER L’IMMAGAZZINAMENTO IN SICUREZZA DI PRODOTTI CHIMICI PERICOLOSI

DOVE IMMAGAZZINARLI

  1. le scorte dovrebbero essere immagazzinate in locali separati, meglio se esterni, adeguatamente compartimentati, dotati di dispositivi automatici antincendio e di adeguata areazione (finestre, sistemi di ventilazione forzata); ai piani si possono prevedere locali separati dai laboratori (reagentari) ove conservare i prodotti necessari durante la settimana lavorativa.
  2. in laboratorio possono essere disposti prodotti nelle quantità strettamente necessarie alle sperimentazioni in corso, all’interno di armadi chiusi, preferibilmente di sicurezza.

Gli armadi devono essere posizionati lontano da corridoi, da aree di lavoro, dagli accessi al laboratorio o al locale, da uscite di sicurezza, da fiamme libere (bunsen, stufe, ecc.) e non dovrebbero ostacolare il raggiungimento di dispositivi di emergenza (estintori, cassetta del pronto soccorso, doccette lavaocchi, ecc.). Gli armadi aspirati, in particolare, devono essere posizionati in modo tale che sia possibile il convogliamento del flusso d’aria in espulsione verso l’esterno (possono essere collegati per esempio al sistema di aspirazione delle cappe chimiche del laboratorio).
Presso ogni magazzino o reagentario dovrebbe essere disponibile il materiale per l’assorbimento e la neutralizzazione di eventuali versamenti, così come indicato nelle Schede di Sicurezza.

COME IMMAGAZZINARLI
Il reagentario deve essere un armadio a ripiani, di sicurezza (armadi aspirati/antincendio) per particolari categorie di prodotti (acidi, basi, sostanze infiammabili e/o tossiche), dotato di porte che ne permettano la chiusura; inoltre deve essere dotato di:

  1. ripiani con bordo esterno rialzato per evitare lo scivolamento dei contenitori e per contenere eventuali perdite o versamenti;
  2. vasca di raccolta almeno alla base della pila di ripiani
  3. indicazione dei pericoli dei prodotti contenuti, mediante apposita segnaletica di sicurezza
  4. particolari caratteristiche di resistenza al fuoco, se trattasi di armadio antincendio.

Su ogni armadio dovrebbe inoltre essere affisso un foglio contenente le seguenti informazioni:

  • elenco dei prodotti contenuti con relative indicazioni di pericolo e data di aggiornamento dell’elenco stesso;
  • riferimenti su dove trovare le relative schede di sicurezza;
  • nome e numero telefonico del responsabile di laboratorio;

All’interno del reagentario, i prodotti dovrebbero essere disposti in modo tale che:

  • i corrosivi, i caustici e gli irritanti si trovino al di sotto del livello degli occhi;
  • nei ripiani inferiori trovino posto i contenitori più grandi e le sostanze più pericolose;
  • i contenitori non siano ammassati uno sopra l’altro e non sovraccarichino troppo il ripiano;
  • i contenitori rechino idonea etichetta con indicazione almeno del nome chimico della sostanza o del preparato, della classe e del simbolo di pericolo;
  • siano rispettate le eventuali indicazioni particolari indicate nella Scheda di Sicurezza (voce Manipolazione e Stoccaggio);
  • siano rispettate le reciproche incompatibilità (vedi schede di sicurezza e tabella allegata);
  • siano separati i solidi dai liquidi;
  • siano al riparo dall’azione diretta dei raggi solari e da altre fonti di calore.

Nel caso siano impiegati scaffali, questi devono essere adeguatamente fissati.
Alcune sostanze necessitano di precauzioni particolari:

  • i liquidi infiammabili devono essere alloggiati in armadi antincendio ad uso esclusivo; quelli che necessitano di basse temperature, devono essere conservati in frigoriferi antideflagranti (AD) nelle loro parti sia interne che esterne, meglio se alimentati tramite interruttore preferenziale separato; all’interno dei locali non devono comunque superare i quantitativi indicati nel CPI (Certificato Prevenzione Incendi) o nel NOP (Nulla Osta Provvisorio) od eventuali deroghe;
  • gli agenti ad elevata tossicità (es. cancerogeni) devono essere riposti separatamente in armadi preferibilmente aspirati e chiusi a chiave;
  • per i prodotti particolarmente reattivi e soggetti a diminuzione della loro stabilità chimica col tempo o al contatto con l’aria (es. perossidi organici, acido perclorico, ecc.) dovrebbe essere indicata sull’etichetta la data di acquisto e quella di apertura.

N.B.: lo stato fisico-chimico dei prodotti immagazzinati e l’integrità dei contenitori non sono immutabili nel tempo.
Dovrebbero essere istituite procedure di verifica periodica (almeno una volta l’anno) dei prodotti chimici immagazzinati: quelli non identificabili, deteriorati o molto vecchi dovrebbero essere eliminati.
COSA NON FARE

  • immagazzinare i prodotti chimici sul pavimento, sui banchi di lavoro, sotto cappa
  • effettuare operazioni di travaso nello stesso locale di deposito o all’interno del laboratorio

INCOMPATIBILITÀ DI ALCUNE SOSTANZE


Prodotto

Immagazzinare separatamente da:

 

 

Acetilene

Cloro, bromo, rame, fluoro, argento, mercurio

Acetone

Acido nitrico, acido solforico, perossido di idrogeno, cloroformio, bromoformio, metalli alcalini

Acidi forti

Basi forti

Acido acetico

Acido cromico, acido nitrico, acido perclorico, perossidi, permanganati, glicole etilenico

Acido cianidrico

Acido nitrico, alcali

Acido cromico

Acido acetico, canfora, naftalina, glicerina, trementina, alcool, liquidi infiammabili

Acido fluoridrico

Ammoniaca

Acido nitrico concentrato

Acetone, anilina, acido acetico, acido cromico, acido cianidrico, idrogeno solforato, liquidi e gas infiammabili

Acido ossalico

Argento, mercurio

Acido perclorico

Anidride acetica, bismuto e sue leghe, sostanze organiche combustibili

Acido solforico

Clorati, perclorati, permanganati di metalli alcalini

Ammoniaca (anidra)

Mercurio, cloro, ipoclorito di calcio, iodio, bromo, acido fluoridrico

Ammonio nitrato

Acidi, polveri metalliche, liquidi infiammabili, clorati, nitriti, zolfo, sostanze organiche combustibili finemente suddivise

Anilina

Acido nitrico, perossido di idrogeno

Argento

Acetilene, acido ossalico, composti ammoniacali, acido tartarico, acido fulminico

Bromo, cloro

Acetilene, ammoniaca, butadiene, butano, metano, propano (e altri gas di petrolio), idrogeno, carburo di sodio, trementina, benzene, metalli finemente suddivisi

Calcio ossido

Acqua

Carbone attivo

Ipoclorito di calcio, tutti gli agenti ossidanti

Clorati e perclorati

Sali di ammonio, acidi, polveri metalliche, zolfo, sostanze combustibili finemente suddivise

Cloroformio

Acetone, alcali, fluoro, metalli, metanolo

Fluoro

Ogni sostanza

Fosforo (bianco)

Aria, ossigeno

Idrazina

Perossido di idrogeno, acido nitrico, agenti ossidanti

Idrocarburi

Fluoro, cloro, bromo, acido cromico, perossidi

Idrogeno solforato

Acido nitrico fumante, sostanze ossidanti

Iodio

Acetilene, ammoniaca (anidra o acquosa), idrogeno

Liquidi infiammabili

Nitrato di ammonio, acidi inorganici, perossido di idrogeno, alogeni, sodio perossido

Mercurio

Acetilene, acido fulminico, ammoniaca

Ossigeno

Idrogeno, tutte le sostanze combustibili o infiammabili

Perossidi organici

Acidi (organici o minerali)

Perossido di idrogeno

Rame, cromo, ferro, la maggior parte dei metalli e loro sali, alcool, acetone, anilina, sostanze combustibili o infiammabili

Potassio permanganato

Glicerina, glicole etilenico, benzaldeide, acido solforico

Rame

Acetilene, perossido di idrogeno

Sodio nitrito

Sali di ammonio

Sodio perossido

Tutte le sostanze ossidabili (alcoli, acido acetico glaciale, benzaldeide, solfuro di carbonio, ecc.)

 

Corso Prevenzione Protezione Cartelli di avvertimento

 

Fonte: http://www.amaldimacomer.it/MaterialeCorsoPrevenzioneProtezione/Cartelli.doc

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

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