Le tipologie aziendali economia aziendale

 


Le tipologie aziendali economia aziendale

 

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Le tipologie aziendali economia aziendale

Gli uomini necessitano di bisogni di diversa intensità e natura, sia come individui che come gruppi di individui (es. famiglie). A loro volta, i bisogni per essere soddisfatti necessitano di strumenti e oggetti, più in generali di beni (utilità) che però o non esistono in natura o esistono in maniera limitata e non sono immediatamente disponibili. La disponibilità dei beni deriva dall’ATTIVITA’ ECONOMICA che consiste nell’insieme delle azioni coordinate al fine di produrre beni per soddisfare bisogni , definiti economici.
Occorre confrontare da un lato la dinamicità
dei bisogni e dall’altra l’insufficienza delle risorse. In quest’ultimo caso, l’attività economica, adotta criteri di razionalità e il principio del minimo prezzo (o massimo risultato) secondo il quale bisognerebbe ottenere il massimo risultato con il minor impiego di risorse. Tale principio coniuga due dimensioni fondamentali:
-         Efficacia, ossia il raggiungimento dell’obiettivo preposto dall’individuo
-         Efficienza, ossia il raggiungimento dell’obiettivo con il minimo impiego di risorse
La produzione di beni economici non conduce al soddisfacimento se non associata ad una fase ulteriore, cioè al consumo. In definitiva, l’attività economica comprende: in primo luogo la produzione e in secondo il consumo dei beni destinati al soddisfacimento dei bisogni. L’ attività di produzione e di consumo non è mai stata separata ma, mentre in passato si produceva quanto necessario al diretto consumo, col tempo numerosi eventi hanno alimentato lo sviluppo, parliamo di fenomeni come la scoperta di nuove tecnologie, la diffusione della divisione del lavoro in forza del quale a ciascuno sono attribuiti compiti specifici e l’introduzione della moneta che ha agevolato gli scambi e assegnato valore ai beni.

 

L’AZIENDA è l’organismo o l’unità economica che svolge l’attività di produzione o di consumo. Si distingue:
-         Azienda di produzione (impresa) che soddisfa i bisogni indirettamente in quanto si limita a produrre beni e servizi destinati allo scambio
-         Azienda di consumo (o di erogazione) che utilizza quei beni e servizi per soddisfare direttamente i bisogni.
Il criterio differenziale sta proprio nella modalità, pertanto la finalità originaria e naturale è sempre comune: soddisfare i bisogni. Una volta conclusi i processi produttivi i beni ottenuti possono essere messi su mercato costituendo beni di consumo finale, o costituendo beni di consumo intermedio se necessari per produrre ulteriori beni.
Nel sistema economico, tra imprese e aziende di consumo si formano relazioni intense, prevalentemente sotto forma di scambi. Le imprese utilizzano le risorse finanziarie ricevute dai consumatori finali o intermedi per rigenerare i cicli produttivi, acquistando i fattori produttivi necessari. Le famiglie e gli individui ricevono risorse finanziare prestando alle imprese il proprio lavoro. Le famiglie e le imprese conferiscono una parte della loro disponibilità alle pubbliche amministrazioni, le quali erogano le risorse per offrire servizi.
L’ECONOMIA AZIENDALE
L’economia aziendale come scienza nasce alla fine degli anni ’20 grazie agli studi del prof Gino Zappa. L’analisi scientifica comprende:
-         La gestione, che studia il funzionamento delle aziende e le condizioni di equilibrio
-         La rivelazione, che studia le tecniche di determinazione e rappresentazione delle quantità tipiche di ogni azienda (costi, ricavi, reddito, capitale etc.)
-         L’organizzazione, che studia le modalità delle azioni da compiere per realizzare i processi produttivi nell’impresa, la loro distribuzione e il loro coordinamento.
Una caratteristica particolare dell’economia aziendale è che essa nasce come una forma di economia istituzionale strumentale per risolvere i problemi inerenti all’attività economica, formato da una pluralità di elementi, che evidenzia regole di comportamento e finalità proprie. Inoltre, condivide con le altre discipline economiche alcune caratteristiche, ovvero:
-         E’ una scienza empirica, in quanto ricerca leggi e uniformità di fenomeni complessi secondo una metodologia induttiva/deduttiva;
-         È una scienza positiva, in quanto descrive e interpreta la realtà;
-         È una scienza normativa, in quanto individua e propone norme di comportamento valide per conseguire i fini (ciò che dovrebbe essere);
-         È una scienza sociale, in quanto analizza i comportamenti degli individui.

 

 

 

LE TIPOLOGIE AZIENDALI
❶ Le aziende di produzione
Le aziende di produzione mirano al soddisfacimento indiretto dei bisogni, si limitano a produrre beni non esistenti in natura, beni scarsi e ad offrire ulteriori servizi di vario tipo. E’ possibile distinguere:

  • Le aziende di produzione originaria, che si limitano ad acquisire beni così come offerti dalla natura, senza apportare trasformazioni o interventi. Rientrano le aziende del settore primario quali:
  • aziende minerarie ed estrattive che svolgono un attività di estrazione di materie e minerali dal sottosuolo dedite alla pesca o alla caccia;
  • aziende agrarie dedite alla coltivazione del suolo e all’allevamento del bestiame.
  • Le aziende di produzione derivata costituisce il settore secondario e terziario.

Nel settore primario rientrano le:

  •  aziende industriali la cui attività consiste nel trasformare le materie prodotte dalle aziende di produzione originaria al fine di ottenere prodotti destinati al consumo finale o ad ulteriori attività produttive.

Nel settore terziario rientrano le:

  •  aziende mercantili, che attuano il processo di distribuzione, ovvero acquistano beni-merci dai produttori per rivenderli ad altre aziende che debbono o consumarli, o impiegarli ad altre attività, o collocarli sul mercato dei consumatori finali (es. supermercati)
  • aziende di servizi, la cui attività consiste nell’offrire diversi servizi (es. aziende di trasporto, di assistenza, aziende elettriche e telefoniche etc)
  • aziende finanziarie, che svolgono un attività centrale nel sistema economico poiché favoriscono sia il movimento finanziario sia le correlazioni tra aziende di consumo e di produzione (es. aziende bancarie e assicuratrici).

Le aziende di consumo/erogazione
Le aziende di consumo mirano al soddisfacimento diretto dei bisogni e si distinguono in:

  • Aziende di consumo, dirette a soddisfare i bisogni delle persone che costituiscono le medesime aziende. In tale ambito rientrano la famiglia (azienda familiare) e lo stato, la regione, le province e i comuni (aziende erogatrici pubbliche o territoriali).
  • L’azienda familiare rappresenta l’azienda erogatrice più antica e diffusa i cui bisogni vengono soddisfatti utilizzando i mezzi provenienti da redditi di lavoro o patrimoniali o dallo svolgimento di attività imprenditoriali riconducibili ad uno o più componenti della famiglia stessa.
  • Le aziende erogatrici pubbliche soddisfano i loro bisogni utilizzando i mezzi provenienti dai tributi.
  • Aziende di erogazione in senso stretto, dirette a soddisfare i bisogni delle persone esterne all’azienda. Una particolare tipologia sono le:
  • aziende no profit, che conseguono obiettivi sociali. Nascono e si sviluppano in seguito all’iniziativa di gruppi di persone fisiche che spontaneamente ed autonomamente impiegano risorse e dedicano tempo. Configura un modello innovativo che trae i mezzi necessari alla sua finalità da fonti interne (redditi) ed esterne (contributi) da parte dei soggetti appartenenti all’organizzazione.

Le Aziende composte che svolgono sia l’attività di produzione che di erogazione (es. aziende familiari che svolgono attività agricola, aziende sanitarie locali etc)
LE COMPONENTIDELL’AZIENDA
Ai fini della produzione è necessario l’impiego di risorse che prendono il nome di FATTORI PRODUTTIVI tra cui il capitale e il lavoro. Il capitale è ogni bene utile per il soggetto che lo impiega. Il capitale può essere formato da beni materiali e beni immateriali: i beni materiali hanno un’essenza fisica, contrariamente a quelli immateriali. Può coincidere con il denaro o altre disponibilità finanziarie equivalenti (fattori produttivi generici) o anche con altri beni e servizi destinati alla produzione (fattori produttivi specifici o tecnici). Si opera una distinzione tra fattori a fecondità semplice il cui utilizzo si esaurisce in un solo ciclo produttivo e fattori a fecondità ripetuta, più volte utilizzabili (es. macchinari e impianti).Il lavoro è ottenuto mediante relazioni di scambio e si sviluppa in attività di specie diverse, da quelle semplici di tipo esecutivo, a quelle più complesse che richiedono conoscenze e potenzialità specifiche.
Capitale e lavoro costituiscono la componente oggettiva e soggettiva del sistema aziendale:
-         il fattore capitale (c.o.), ovvero l’insieme dei mezzi che l’azienda utilizza per produrre, che possono ricondursi tanti ai mezzi finanziari (denaro e titoli rappresentativi) quanto ai mezzi tecnico-economici (fabbricati, macchinari, materie prime etc).
-         il fattore lavoro (c.s.), ovvero l’insieme dei soggetti che partecipano all’attività dell’impresa (proprietari, dirigenti e lavoratori dipendenti).
Ogni azienda può essere osservata come un SISTEMA DI FORZE, costituito da:

  • I mezzi (M), cioè i beni economici destinati alla produzione e al consumo;
  • Le persone (P), cioè gli individui che partecipano all’attività aziendale;
  • L’organizzazione (O), componente immateriale che combina razionalmente le risorse umane e non, al fine di favorirne la funzionalità per raggiungere gli scopi.

S= f(M,P,O)
L’azienda è funzione della combinazione degli elementi costitutivi del sistema
Le componenti del sistema sono tutte finalizzate all’attività di produzione e di consumo per cui sono strumentali, sono complementari in quanto necessarie per il fine, e interdipendenti in quanto si stabiliscono diverse relazioni. Di conseguenza l’azienda può definirsi come un sistema di forze strumentali, complementari e interdipendenti ai fini dello svolgimento dell’attività di produzione o di consumo.

LE FINALITA’ DELL’IMPRESA
La finalità dell’impresa è creare valore in termini di produzione ed equa distribuzione della ricchezza, in altri termini realizzare beni che abbiano un valore e non solo ottenere il massimo risultato con il minor impiego di risorse. Al fine di soddisfare i bisogni occorre che questi abbiano valore, cioè che qualcuno riconosca l’utilità che deriva dall’uso di quei prodotti o servizi. Ne deriva che i prodotti e i servizi possono essere collocati sui mercati solo se offrono ai clienti un’utilità ad un prezzo che sono disposti a pagare.
EVOLUZIONE DEL SISTEMA AZIENDALE (VITA)
La vita dell’azienda segue 3 passaggi:
1.       l’istituzione, che corrisponde alla nascita dell’azienda;
2.       il funzionamento, che corrisponde alla vita, crescita e sviluppo dell’azienda;
3.       la cessazione, che corrisponde alla fase conclusiva. E’ assoluta quando la combinazione aziendale cessa di esistere e relativa quando muta, dal punto di vista soggettivo o giuridico, ma non cessa di esistere.

 

I CARATTERI DISTINTIVI DEL SISTEMA AZIENDALE
L’impresa è definita come una pluralità di elementi che ne costituiscono la struttura e orientati ad uno scopo. Questi elementi sono tra loro complementari e interdipendenti. Ogni impresa è diversa dall’altra ed instaura relazioni esterne ai propri confini, nel momento in cui scambia input ed output.
La teoria sistematica si sviluppa negli ultimi decenni e si presenta come un approccio metodologico innovativo. Permette di approfondire la conoscenza circa la complessità dei fenomeni, ponendo l’attenzione sulle relazioni tra i diversi elementi dell’oggetto di studio e tra i sistemi stessi. Questa impostazione richiama alcuni concetti tra cui:
-         La struttura, cioè l’insieme degli elementi che fanno parte del sistema e le loro relazioni. Il numero, la varietà degli elementi e l’intensità delle relazioni incide sul grado di complessità del sistema. Il sistema per cui può essere semplice, complesso o ultracomplesso;
-         Il contesto ambientale, cioè l’insieme dei sistemi esterni che interagiscono con un dato sistema, separato da questi da un confine.  Il sistema per cui può essere chiuso, aperto o parzialmente aperto;
-         Il controllo del sistema, cioè la capacità del sistema di adattarsi alle influenze che provengono dall’esterno per superare le condizioni di disequilibrio (omeostasi).
La teoria aziendale, sin dalle sue origini, ha individuato le potenzialità dei modelli sistemici per spiegare la complessa fenomenologia delle aziende ricorrendo ad analogie al fine di attribuire alle aziende le caratteristiche di altri tipi di sistemi. Questo modello presenta l’azienda come un sistema:
-         Aperto, in quanto vive grazie ai continui scambi con il contesto esterno di materie, energie e informazioni. Ciò determina reciproca influenza;
-         Dinamico, in quanto caratterizzato da relazioni vitali tra gli elementi della struttura e relazioni con i sistemi esterni, con un grado di intensità e qualità mutevole. Ciò comporta l’esigenza di perseguire condizioni di equilibrio mutevoli nel tempo;
-         Economico, in quanto svolge l’attività di produzione e di consumo di beni economici;
-         Complesso, in quanto gli elementi della struttura e le relazioni variano;
-         Probabilistico, in quanto il funzionamento e il risultato del sistema è sottoposto all’incertezza in termini di non raggiungimento dello scopo.
La prospettiva sistematica offre una chiara ed efficace lettura del comportamento delle aziende e supera l’immagine statica del loro funzionamento. Tuttavia, ciascuna azienda deve essere contestualizzata, ovvero analizzata come sistema inserito in un dato contesto socio-economico al quale è necessario adattarsi per sopravvivere.

IL RAPPORTO TRA AZIENDA-AMBIENTE
L’ambiente può offrire opportunità, ovvero circostanze vantaggiose ma può anche costituire vincoli e limiti di diversa natura. L’ambiente può essere generale (macroambiente) e specifico (microambiente).
Il macroambiente richiama condizioni e caratteristiche relative all’ambito più ampio nel quale è inserita l’azienda e in questo contesto l’influenza degli scambi è diretta. Il macroambiente comprende:
-         Ambiente fisico naturale, che comprende le caratteristiche naturali e territoriali dello spazio in cui opera l’impresa (clima, morfologia, risorse naturali, comunicazione etc). Vien da sé che, laddove le condizioni economiche, le comunicazioni e la vicinanze delle risorse naturali sono favorevoli, lo svolgimento dei processi produttivi è più agevolato e influirà positivamente le aziende sulle decisioni di localizzazione. Inoltre, la presenza di aziende da luogo a fenomeni quali l’incremento demografico. E’ ovvio che la popolazione si concentrerà in quelle zone più sviluppate con conseguente abbandono di quelle meno sviluppate.
-         Ambiente politico/istituzionale, che comprende l’organizzazione e il ruolo esercitato dagli organi del potere politico, nonché l’insieme delle norme che definiscono l’ordinamento giuridico. Ciò influenza ampiamente lo sviluppo dell’impresa, concedendo opportunità e vantaggi o imponendo limiti e vincoli all’autonomia. E’ frequente la tendenza delle aziende di condizionare il potere politico sollecitando interventi normativi più favorevoli attraverso forme di associazioni.
-         Ambiente socio/culturale, è rappresentato dall’insieme dei valori culturali ed etici e dalle conoscenze diffuse in un dato contesto. Ciò può esprimere incentivi o ostacoli all’affermazione di un azienda. Le conoscenze tecnologiche di un paese assumono importanza strategica fondamentale.
-         Ambiente economico/generale, che comprende da un lato l’organizzazione generale dell’attività economica ed in particolare l’intervento dello stato che può integrare o sostituire del tutto l’iniziativa privata, e dall’altro lato la struttura produttiva. E’ da sottolineare che l’economia influenza lo sviluppo dell’attività imprenditoriale.
Il microambiente è composto dalle organizzazioni, dagli operatori, dagli agenti economici con cui l’impresa interagisce sulla base di scambi di mercato. L’influenza degli scambi è indiretta poiché avviene in mercati che, nel loro insieme, costituiscono l’ambiente specifico. Gli scambi sono necessari per svolgere la funzione produttiva e si articolano in:
-         Mercato delle materie prime, che fornisce all’impresa i fattori da trasformare e le fonti di energia;
-         Mercato delle tecnologie, che fornisce impianti e altri mezzi tecnici;
-         Mercato del lavoro, che fornisce le varie competenze necessarie per svolgere l’attività;
-         Mercato di capitali, che fornisce i finanziamenti necessari a titolo di proprietà o di prestito;
-         Mercato di sbocco, dove l’impresa colloca i suoi prodotti e servizi al termine del processo produttivo.
In ogni caso, vengono a crearsi rapporti tra l’azienda ed il sistema sociale (fornitori, clienti, banche, lavoratori, concorrenti etc).

RISCHIO ECONOMICO DI IMPRESA E RESPONSABILITA’ SOCIALE
Il valore aggiuntivo misura la ricchezza che si aggiunge alle risorse per via della loro combinazione all’interno dell’impresa ed è dato dalla differenza tra il valore dei prodotti e dei servizi collocati sul mercato e il valore delle risorse utilizzate nella produzione. La sua determinazione è importante per individuare le imprese che agiscono efficientemente in quanto ottengono il massimo risultato e assume ancor più rilevanza quando realizzano prodotti innovativi caratterizzati da un utilità elevata. Inoltre, la ricchezza creata dall’impresa, non è fine a se stessa ma pone il problema di come distribuire la ricchezza tra coloro che hanno partecipato all’attività imprenditoriale (soprattutto coloro che hanno offerto capitale e lavoro) e lo Stato. Questa distribuzione crea interessi contrapposti ma trova sempre il suo presupposto in 3 condizioni:

  • Economicità, l’impresa deve produrre e distribuire ricchezza, e quindi creare valore;
  • Continuità, l’impresa deve perdurare nel tempo e al contempo creare valore durevolmente;
  • Autonomia, l’impresa deve trovare le condizioni per un funzionamento equilibrato.

 

In sostanza:
-         Nell’impresa si svolgono i processi produttivi dai quali ottenere i prodotti e i servizi utili per soddisfare i bisogni;
-         L’attività di produzione esige un capitale che in un secondo momento viene impiegato per acquistare i fattori produttivi specifici indispensabili per ottenere i prodotti e i servizi;
-         L’impresa si serve di lavoratori specializzati che remunera periodicamente;
-         I fattori produttivi sono combinati in base a criteri che tendono a massimizzare il loro uso;
-         I prodotti e i servizi, risultato della combinazione, vengono collocati sui mercati se offrono utilità e il loro valore è misurato dai prezzi che si formano sui mercati di collocamento. Il loro collocamento consente di recuperare le disponibilità finanziarie per rigenerare i processi produttivi, remunerare il lavoro e il capitale destinato all’attività d’impresa, e per distribuire ricchezza utile al soddisfacimento dei bisogni.
In sostanza persegue:
-         finalità naturale (o originante), capacità di soddisfare i bisogni umani;
-         finalità istituzionale, capacità di creare durevolmente valore;
-         finalità funzionale, capacità di perdurare nel tempo rinnovando i processi produttivi;
-         funzione strumentale, capacità di perseguire una situazione di economicità. Non si identifica come obiettivo assoluto ma come obiettivo amministrativo posto alla base della continuità aziendale e quindi strumentale per la finalità istituzionale.

 

Possono configurarsi diversi RISCHI:
●  Il rischio economico di impresa si manifesta nel momento in cui i processi produttivi non creano valore sufficiente per remunerare fattori produttivi e capitale e rappresenta una condizione di esistenza dell’impresa a prescindere dall’oggetto specifico di attività. Tale rischio trova origine nell’incertezza circa la futura evoluzione dell’ambiente in cui l’azienda opera e con cui interagisce. Trattasi di un rischio speculativo.

●  Il rischio sistematico di impresa rappresenta un insieme di rischi specifici nella natura e nella dimensione temporale che gravano differentemente su tutti i portatori di interessi nell’azienda (“stakeholders”). I proprietari sono i soggetti maggiormente esposti al rischio, a seguire i portatori di interessi interni e per ultimo i portatori esterni. Infatti si distinguono in:
-         portatori interni di interessi (proprietari, amministratori e lavoratori dipendenti)
-         portatori esterni di interessi costituiti da quei soggetti interessati all’andamento aziendale (banche, intermediari finanziari, fornitori, stato, clienti)
Spetta agli organi aziendali di governo adottare regole di buona amministrazione e atteggiamenti giusti per neutralizzare o almeno limitare al massimo gli effetti negativi.

●  Il rischio economico generale è quel rischio che incidere, positivamente o negativamente, sull’economia delle singole imprese e che può riflettersi, direttamente o indirettamente, su altre economie fino ad interessare l’intero contesto economico di un paese.

 

LE AZIENDE PUBBLICHE: CARATTERI STRUMENTALI E DI FUNZIONALITA’
Tra le tipologie aziendali ci sono le aziende pubbliche, ovvero aziende di erogazione (detta pura) la cui attività consiste nell’acquisire i mezzi monetari, raccoglierli per poi impiegarli allo scopo di soddisfare direttamente i bisogni di certe collettività. In sostanza svolgono un attività di consumo. In tutte le fasi deve rispettare il principio del minimo mezzo, realizzando quella che CASSANDRO chiamava “l’economia del consumo”.

ECONOMIA DEL CONSUMO (CIT.CASSANDRO)
E’ uno dei primi autori a sostenere che, come nella produzione occorre stabilire e studiare il rapporto tra utilità prodotte e consumate, così nel consumo occorre determinare e studiare il rapporto tra l’onere sostenuto per soddisfare i vari bisogni e il vantaggio conseguito col soddisfacimento dei bisogni stessi. Sia nel consumo che nella produzione si agisce comparando utilità consumate e create e scegliendo, tra le alternative, quelle che rendono più alto il rapporto tra utilità create e utilità consumata”

 

 

 


 

Si distinguono:

  • Le aziende pubbliche territoriali, che quasi sempre si configurano come aziende composte, mirano a soddisfare i bisogni della collettività presente in una circoscritta area territoriale. Sono:
    • Lo stato, che definisce ed attua le politiche nazionali, sceglie le convenienti politiche economiche inerenti alla tutela dell’identità nazionale.
    • Le regioni, che programmano e coordinano il sistema socio-economico regionale;
    • Le province e i comuni, che producono ed erogano servizi per soddisfare i bisogni delle popolazioni locali.
  • Le aziende pubbliche funzionali, definite anche enti pubblici non economici, erogano servizi ai cittadini, indipendentemente dall’area territoriale di appartenenza, al fine di soddisfare determinate categorie di bisogni. A differenza delle aziende territoriali, queste non sono mai titolari di funzioni (e quindi responsabili) ma si limitano ad offrire servizi. Ognuna di esse, seppur dotata di autonomia tecnica-operativa, e talvolta anche giuridica, fa capo ad un azienda territoriale che ne costituisce l’ente sovraordinato, ne definisce gli indirizzi, ne condizione le decisioni e ne esercita il controllo. Le aziende funzionali dipendenti da aziende territoriali si dividono in:
    • Nazionali (INAIL, INPS)
    • Regionali (ASL, ADISU)
    • Comunali o provinciali (IACP, APT)

               Inoltre, in base alle modalità istitutive, si distinguono in:

    • Corporazioni, rappresentate da collettività di persone che contribuiscono al finanziamento dell’istituto;
    • Fondazioni, i cui mezzi derivano da un patrimonio vincolato, per legge, al raggiungimento di uno scopo specifico. In poche parole istituite appositamente per uno scopo.

 

Il PROCESSO AZIENDALE si sostanzia, da un lato nella raccolta dei mezzi monetari e non, e dall’altro nell’impiego di tali mezzi per soddisfare i bisogni. L’impiego dei mezzi finanziari per l’acquisto dei beni e servizi necessari configura il “piano dei consumi” che, per essere razionale, deve consentire che l’ultimo denaro impiegato nei diversi consumi rechi sempre la stessa utilità. In questo caso, l’intero processo può rappresentarsi come l’incontro di due semicircuiti:

  • Il semicircuito della provvista, attraverso il quale si raccolgono i mezzi finanziari da soggetti esterni all’azienda;
  • Il semicircuito dei consumi, relativo all’impiego della provvista per soddisfare i bisogni.

Ovviamente, per raggiungere buoni risultati, i due semicircuiti devono armonizzarsi, in termini di consistenza e di andamento dinamico nel tempo.

● Se i due circuiti non si armonizzano, all’attività di pura di erogazione si aggiunge una gestione patrimoniale creando:
-         Risparmio (avanzo), se la provvista eccede i consumi. La gestione consiste nel trovare opportune forme di investimento degli avanzi disponibili;
-         Fabbisogno (disavanzo), se la provvista non copre integralmente i consumi. La gestione mira a finanziare il disavanzo prodotto, per esempio tramite dilazioni di pagamento.

● Se all’attività si aggiunge un’attività patrimoniale di tipo redditizio il patrimonio prevede anche la presenza di beni da reddito, rappresentati da tutti quei beni che non concorrono direttamente al soddisfacimento dei bisogni ma procurano i mezzi necessari per raggiungere tale scopo (es. terreni, obbligazioni, fabbricati).

● Se all’attività di pura erogazione si aggiunge anche ad una gestione patrimoniale sono previsti ulteriori circuiti quali:
-         Il circuito degli investimenti, che inizia con le uscite e termina con le entrare;
-         Il circuito dei finanziamenti, che inizia con le entrate e termina con le uscite.

● Se all’attività di pura erogazione si aggiunge anche l’esercizio di impresa il patrimonio comprenderò non solo beni di consumo e di reddito ma anche i fattori produttivi. I motivi che spingono un azienda a intraprendere tale esercizio deriva dalla necessità di disporre un ulteriore fonte di ricchezza per alimentare la gestione erogativa o per produrre beni e servizi da consumare nella stessa azienda. In questa tipologia di azienda si aggiunge un altro un altro circuito:
-         Il circuito degli investimenti in imprese, che inizia con le uscite relative all’investimento e termina con le entrate che ne conseguono.

Le aziende che svolgono una pura attività di erogazione non sono molto diffuse mentre lo sono le aziende composte dove produzione e consumo coesistono.

 

Fonte: http://download2.mediafire.com/odx66so9xagg/2jpainx6kx2xvsj/Lineamenti+di+Economia+aziendale+-+parte+1.docx

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