Imprese pubbliche

 


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Imprese pubbliche

 

LE IMPRESE PUBBLICHE

Lo Stato garantisce:

  • la produzione di beni pubblici puri (difesa, giustizia, sicurezza);
  • l'offerta di servizi sociali (sanità, istruzione, previdenza);
  • la produzione e l'offerta di beni e servizi di pubblica utilità (settore energetico, dei trasporti e delle telecomunicazioni); in quest'ultimo caso, l'intervento dello Stato non riguarda beni pubblici, ma beni privati che presentano le caratteristiche dell'escludibilità e della rivalità.

 

LE RAGIONI PER CUI LO STATO SI SOSTITUISCE AGLI IMPRENDITORI PRIVATI sono le seguenti:

  • situazioni di fallimento dei mercati che impediscono una allocazione ottimale delle risorse;
  • divario tra fini privati e fini pubblici: l'imprenditore privato non ha necessità di raggiungere certi fini come, per esempio, la distribuzione dell'energia elettrica anche nei piccoli centri...l'imprenditore Stato, viceversa, si pone lo scopo di raggiungere i massimi benefici per l'intera collettività;
  • attuazione di una politica industriale volta a sanare squilibri territoriali o a potenziare determinati settori industriali basilari;
  • tutela di determinate produzioni strategiche; es. le armi segrete;
  • difesa della salute pubblica attraverso la garanzia dell'integrità del prodotto.

 

COME INTERVIENE LO STATO NELL'ECONOMIA:

  • LE AZIENDE AUTONOME: sono articolazioni della Pubblica Amministrazione (fanno capo a un ministero); sono prive di personalità giuridica, hanno bilancio autonomo che viene presentato in allegato al bilancio dello Stato per l'approvazione annuale da parte del Parlamento; non hanno un patrimonio proprio, il personale è costituito da dipendenti pubblici.
  • LE AZIENDE MUNICIPALIZZATE: sono collegate alla regione o alla provincia o al comune, gestiscono servizi di pubblica utilità (trasporti urbani, raccolta rifiuti...); la loro struttura è simile a quella delle aziende autonome.
  • GLI ENTI PUBBLICI ECONOMICI: sono dotati di personalità giuridica, hanno un proprio patrimonio, un bilancio autonomo che è allegato a quello dello Stato ma non è oggetto di approvazione da parte del Parlamento, organi direttivi propri e propri dipendenti il cui contratto di lavoro è regolato dal diritto privato. Siccome agiscono sul mercato come le imprese commerciali private, sono tenuti all'iscrizione nel registro delle imprese ma non sono soggetti al fallimento e al “rischio di impresa”: le eventuali passività di bilancio sono ripianate dallo Stato.
  • IMPRESE A PARTECIPAZIONE STATALE: sono imprese private, società per azioni, il cui pacchetto azionario fa capo, in tutto o in parte a holding finanziarie di totale proprietà dello Stato (azionariato di Stato); si tratta di un sistema a economia mista in cui lo Stato utilizza le società private per la realizzazione di finalità pubbliche.

La relativa struttura organizzativa vede al vertice il governo che impartisce le direttive e opera attraverso enti pubblici di gestione (IRI, ENI...) che, a loro volta, controllano le società finanziarie di settore; alla base del sistema vi sono le singole imprese. Il Ministero delle partecipazioni statali viene istituito, nel 1956, proprio allo scopo di razionalizzare il sistema degli enti pubblici di gestione e svolge il proprio ruolo fino al 1990 circa.

 

IL PROCESSO DI PRIVATIZZAZIONE: a partire dagli anni novanta, il sistema delle partecipazioni statali viene progressivamente modificato ricollocando sul mercato alcune quote azionarie di imprese a partecipazione pubblica. Nel 1993, il ministero delle partecipazioni statali viene soppresso e la fase delle privatizzazioni viene gestita dal ministero del tesoro (attualmente denominato ministero dell'economia e delle finanze).

 

Il sistema delle partecipazioni statali entra in crisi già dagli anni settanta e ciò sia a causa degli oneri, ormai insostenibili, sia a causa del cd. shock petrolifero del 1973, quando il brusco rialzo dei costi dell'energia determina gravi problemi in tutto il settore industriale, a livello mondiale e causa un generalizzato rialzo dell'inflazione.

Il programma governativo delle privatizzazioni comincia nel 1992 e assume rilievo sotto due aspetti:

  • formale, per cui l'ente pubblico economico viene trasformato in società per azioni e l'intero pacchetto azionario viene attribuito allo Stato (privatizzazione fredda);
  • sostanziale, per cui il capitale azionario, derivato dalla trsformazione degli enti economici, viene ceduto ai privati.

 

OBIETTIVI DEL PROCESSO DI PRIVATIZZAZIONE: risanare le finanze pubbliche; stabilire netti confini tra potere politico e potere economico; favorire lo sviluppo di tecnologie...ristrutturare le imprese da privatizzare allo scopo di aumentarne l'efficienza e svilupparne la competitività.

 

CARATTERISTICHE DEL PROCESSO DI PRIVATIZZAZIONE: quest'ultimo è accompagnato da una regolamentazione che garantisce i consumatori e avviene attraverso due metodi:

  • l'azionariato diffuso: le azioni sono suddivise tra molti piccoli azionisti; c'è una divisione tra proprietà e gestione e il consiglio di amministrazione risponde del suo operato all'assemblea degli azionisti;
  • il nocciolo duro: si cede la maggior parte delle azioni a pochi azionisti ai quali spetta la scelta degli amministratori e il controllo sulla gestione dell'impresa.

 

FORMULE DI PARTECIPAZIONE ALLE SOCIETA' DISMESSE: suscita particolare interesse “l'azione d'oro” o “golden share”,  una quota azionaria che lo Stato si riserva nel momento in cui colloca sul mercato  un'azienda pubblica; grazie ad essa, lo Stato controlla l'assemblea degli azionisti e può evitare interferenze negative in settori strategici per l'economia nazionale.

 

I PREZZI PUBBLICI

Il prezzo che lo Stato fissa, nell'offrire sul mercato beni o servizi, può essere:

  • privato:si forma liberamente sul mercato, copre il costo di produzione e assicura un profitto;
  • quasi privato o prezzo sociale: si ha quando lo Stato, anziché perseguire un normale profitto, tiene conto anche degli interessi collettivi;
  • prezzo pubblico o tariffa pubblica: è riferibile all'attività produttiva delle aziende autonome e degli enti pubblici che operano, il più delle volte, in regime di monopolio; il prezzo deve essere tale da coprire i costi di produzione sostenuti;
  • prezzo politico: è condizionato da forti esigenze sociali; le perdite subite dalle imprese pubbliche che applicano i prezzi politici sono ripianate dallo Stato.

 

LA POLITICA TARIFFARIA: quando l'obiettivo dell'impresa pubblica è di aumentare il benessere della collettività, è possibile che la tariffa non copra completamente il costo di produzione. In questo caso, si può fissare un prezzo pari al costo marginale, il che significa produrre in perdita poiché, nel monopolio, il costo marginale è sempre inferiore al costo medio.

Per fare in modo che l'impresa pubblica non subisca perdite e che il prezzo copra il costo totale di produzione si possono applicare diverse politiche tariffarie:

  • prezzo pari al costo medio: il prezzo del servizio è unico per tutti ed è fissato al livello del costo medio (cioè del costo totale diviso per il numero delle unità prodotte);
  • tariffe differenziate: si diversificano i consumatori in base a criteri economici o sociali. Così è con i prezzi molteplici (la prima e la seconda classe del treno) e con i prezzi differenziati in base alla quantità consumata (come avviene per le fonti energetiche: la tariffa varia a seconda dei livelli di consumo).
  • le tariffe a due parti: una parte fissa, canone, viene fatta pagare a tutti, indipendentemente dal consumo; una parte varia, in base alle unità consumate (si pensi al servizio telefonico).

 

Fonte: http://share.itismajo.it/polotecnicobraidese/1213-5d/Materiali/le%20imprese%20pubbliche.doc

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