Mercato di concorrenza perfetta

 


Mercato di concorrenza perfetta

 

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Mercato di concorrenza perfetta

 

LE FORME DI MERCATO

LA CONCORRENZA PERFETTA

 

LA FORMA DEL MERCATO in cui un'impresa opera dipende dal numero complessivo delle imprese che sono presenti su quel mercato e dalle loro caratteristiche.

Sappiamo che l'impresa deve decidere quanti beni produrre e a che prezzo venderli ma queste decisioni dipendono dalle caratteristiche dell'impresa, dalla tipologia del bene prodotto e dal contesto in cui l'impresa opera; l'insieme di questi elementi costituisce la forma di mercato.

Dunque, la forma di mercato influenza le decisioni dell'impresa; è opportuno, quindi, conoscere le caratteristiche delle varie forme di mercato e l'analisi economica ne individua; generalmente, quattro.

 

IL MERCATO DI CONCORRENZA PERFETTA – CARATTERI

  • numero elevato di produttori e di consumatori > ne' gli uni ne' gli altri possono determinare il prezzo o influenzare le quantità prodotte
  • omogeneità del prodotto > dal punto di vista del consumatore, la scelta di un produttore anziché un altro è del tutto indifferente
  • trasparenza delle informazioni > ogni operatore è a conoscenza di tutto quanto avviene sul mercato
  • assenza di barriere economiche all'entrata e all'uscita > le imprese possono iniziare o terminare la produzione secondo la loro convenienza

 

Nel mercato di concorrenza perfetta, l'impresa è price taker ovvero essa prende il prezzo di mercato come un dato che non è possibile modificare.

Questa situazione si può rappresentare graficamente attraverso la curva dei ricavi unitari di impresa che, nei mercati di libera concorrenza, assume l'andamento di una retta parallela all'asse delle ascisse (grafico pag. 167) > nei mercati di concorrenza perfetta, il prezzo coincide con il ricavo medio e con il ricavo marginale.

Si ricordi che il ricavo totale è il prodotto del prezzo per la quantità venduta; il ricavo medio si ottiene dividendo il ricavo totale per il numero di unità vendute; il ricavo marginale è la variazione del ricavo totale derivante dall'incremento di una unità di quantità venduta.

 

L'EQUILIBRIO DELL'IMPRESA CONCORRENZIALE NEL BREVE PERIODO. L'imprenditore è interessato a massimizzare il profitto che corrisponde alla differenza tra i ricavi e i costi di produzione > a questo proposito è più opportuno parlare di extraprofitto che è rappresentato da ciò che rimane all'imprenditore dopo avere pagato tutti i costi, compresa la sua remunerazione (infatti, la remunerazione dell'imprenditore è inserita tra i costi fissi). Con riferimento al grafico di pag. 168, possiamo affermare che fino a quando i costi marginali sono inferiori ai ricavi marginali, aumentando la produzione di una unità, è possibile realizzare un ulteriore extraprofitto; quando la curva dei costi marginali supera quella dei ricavi marginali, aumentando la produzione di una unità, si possono ottenere solo perdite. Quando l'extraprofitto ottenibile dall'impresa è al massimo, si dice che l'impresa ha raggiunto il punto di ottimo economico cioè il livello di produzione più conveniente; naturalmente, al crescere del prezzo di mercato, l'impresa avrà convenienza a espandere la produzione (si veda il grafico a pag.169). Infine, si consideri che la curva di offerta di mercato di un bene corrisponde al tratto crescente della curva dei costi marginali ed esprime il principio secondo cui al crescere del prezzo anche la quantità offerta cresce (grafico pag. 169).

Nei mercati di concorrenza perfetta sono le variazioni del prezzo a mettere in equilibrio la domanda e l'offerta dei beni.

 

L'EQUILIBRIO DELL'IMPRESA CONCORRENZIALE NEL LUNGO PERIODO. La presenza di extraprofitti può attirare nuove imprese che modificano l'equilibrio del mercato > l'ingresso di nuove imprese farà crescere il volume totale dei beni prodotti e originerà un nuovo punto di equilibrio in corrispondenza del quale la quantità venduta sarà maggiore ed il prezzo più basso > la riduzione del prezzo di mercato farà diminuire gli extraprofitti fino a farli sparire e le imprese rimaste sul mercato potranno conseguire solo il profitto normale.

Prezzo di entrata > l'imprenditore entra nel mercato di concorrenza solo se il prezzo è superiore al costo medio unitario di produzione > il prezzo di mercato, a confronto con i costi medi di produzione, determina le condizioni di profittabilità per l'ingresso di nuove imprese.

Prezzo di esclusione > è pari al costo medio di produzione al netto dei costi irrecuperabili (es. le spese per la pubblicità).

 

CONCLUSIONE > nei mercati di concorrenza perfetta si producono i beni che rispecchiano i desideri del consumatore (principio della sovranità del consumatore) alle condizioni di costo più basse e, quindi, più efficienti dal punto di vista produttivo.

 

Fonte: http://share.itismajo.it/polotecnicobraidese/Classe5B/Materiali/concorrenza%20perfetta.doc

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

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