Definizioni termini economici dalla A alla B

 


Definizioni termini economici dalla A alla B

 

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GLOSSARIO ELEMENTARE DI TERMINI ECONOMICI
A LIVELLO INTRODUTTIVO PER GLI STUDENTI DI ECONOMIA APPLICATA ALL'INGEGNERIA

 

A

 

ABBUONI

Somme che una parte (tipicamente il venditore) rinuncia a percepire pur avendo a suo tempo acquisito dalla controparte il diritto a percepirle. Tale rinuncia non avviene senza motivo: tipico il caso di una motivata rimostranza sulla natura della fornitura da parte dell’acquirente, rimostranza che porti a un accomodamento.
Nel conto economico i ricavi vanno registrati al netto di abbuoni, resi e sconti.

 

ABI   Associazione bancaria italiana.

E' l'associazione che, dal 1919, raggruppa tutti gli operatori bancari e finanziari italiani.

 

ABUSO DI INFORMAZIONI PRIVILEGIATE

Reato compiuto da chi, essendo in possesso di informazioni privilegiate in ragione della partecipazione al capitale di una società, ovvero dell'esercizio di una funzione, anche pubblica, di una professione o di un ufficio: I. acquista, vende o compie altre operazioni, anche per interposta persona, su strumenti finanziari avvalendosi delle informazioni medesime; II. senza giustificato motivo, dà comunicazione delle informazioni, ovvero consiglia ad altri, sulla base di esse, il compimento di taluna delle operazioni di cui sopra (art. 180, comma 1, Tuf). Individua altresì il reato compiuto da chi, avendo ottenuto, direttamente o indirettamente, informazioni privilegiate, acquista, vende o compie altre operazioni, anche per interposta persona, su strumenti finanziari avvalendosi delle ripetute informazioni (art. 180, comma 2, Tuf).

L‘equivalente inglese dell’abuso di informazioni privilegiate è l’insider trading.

 

ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE SUL MERCATO

Rientra tra i comportamenti sanzionati dalle norme antitrust. Si configura in particolare quando:

a) si impongono direttamente o indirettamente prezzi di acquisto, di vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose;

b) si impediscono o limitano la produzione, gli sbocchi o gli accessi al mercato, lo sviluppo tecnico o il progresso tecnologico, a danno dei consumatori;

c) si applicano nei rapporti commerciali con altri contraenti, condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti, così da determinare per essi ingiustificati svantaggi nella concorrenza;

d) si subordinano la conclusione dei contratti all'accettazione da parte degli altri contraenti di prestazioni supplementari che, per loro natura e secondo gli usi commerciali, non abbiano alcuna connessione con l'oggetto dei contratti stessi.

 

ACCESSO

In linea generale accesso significa possibilità di raggiungere ed utilizzare; si trova questo termine  in espressioni quali accesso al credito, accesso al mercato, accesso alle tecnologie, accesso alle materie prime e simili. Per esempio nella definizione di concorrenza perfetta si pone come condizione che le imprese abbiano pari possibilità di accesso ai fattori della produzione e ai mercati di collocamento dei prodotti. In questo senso si ha simmetria tra il concetto di accesso al mercato (punto di vista del potenziale acquirente) e quello di collmento sul mercato (punto di vista del potenziale venditore).

Nel linguaggio della net economy (economia in rete) accesso assume non solo il significato diretto e ovvio di raggiungere e utilizzare la rete, ma più in generale quello di “esserci nella rete”, cioè di farne parte, di non restare esclusi. Ma anche di essere riconosciuti dagli altri come parte integrante della rete. E’ evidente che la globalizzazione incide sul concetto di accesso che deve ora riguardare l’universo e non solo il microsistema di più immediata appartenenza. Ancor più evidente è che la questione dell’accesso è fortemente interconnessa con quella dello sviluppo delle tecnologie ITC che rendono possibile in modo rapido ed efficace l’accesso a distanza.

Il rilievo dell’accesso nell’attuale fase di sviluppo dell’economia ha portato alcuni studiosi a teorizzare che la nostra sarebbe l’economia dell’accesso o addirittura l’era dell’accesso: uno slogan semplicistico, ma efficace può essere: “il nuovo mercato è la rete, la nuova proprietà è l’accesso”. In effetti si registra un’evoluzione per alcuni versi sociologica oltre che economica dalla identità strutturata attorno al concetto di proprietà, all’identità riconosciuta attraverso le possibilità di accesso. Nuove classi sociali vengono a strutturarsi in base al livello di accesso cui ciascuna di esse ha diritto o meglio che riescono veramente a conseguire a fronte di un diritto teorico uguale per tutti. E’ curioso che il termine accesso sia lo stesso usato per esprimere difficoltà e diritti dei portatori di handicap.

Si riducono alcune barriere, per esempio si riduce il blocco costituto dalle distanze, almeno per la fase della comunicazione, ma rimangono alcune vecchie o nuove difficoltà, quali la lingua, l’approccio culturale, il ceto di appartenenza.

Forse i limiti all’accesso sono la causa delle nuove esclusioni che riguardano chi non può accedere alla rete perché non sa come farlo, perché non ha l’alfabetizzazione necessaria (non parla la “lingua”) e/o perché gli altri, detentori del diritto di accesso, non lo riconoscono come “omogeneo”. Impietoso, ma rivelatore il “gioco” di sbattere via i non graditi dalla comunità delle “chat” .

Istruttivo anche il successo delle card: tutti club (dai lettori dei giornali agli utenti di un servizio) si sostanziano con una card che identifica l’appartenenza e dà l’accesso, card che è soprattutto uno status symbol aldilà degli effettivi vantaggi che assicura e fotografa chi ha l’accesso rispetto a chi non lo ha.

La possibilità privilegiata di accesso deriva tanto dall’attrezzatura necessaria, ormai alla portata di molti, quanto piuttosto dal saper fare; ma non solo il saper fare, a volte il limite sta nel non disporre della rubrica degli “indirizzi” necessari per l’accesso, gli indirizzi di quelli che ti “rispondono”. Il valore è la rubrica, nel senso dei contatti in base ai quali gli altri ti accolgono nella rete o, meglio, nella “maglia giusta”.

E’ innegabile, comunque, che la possibilità di accesso per via telematica dischiude nuove opportunità, anche se non manca chi fa notare che si potrà pur vendere il salame dalle fattorie italiane via INTERNET in Australia, ma poi il salame per completare la vendita occorre sempre portarlo in Australia e quindi la logistica ha la sua rivincita.

Due riflessioni su Università e accesso: si pone la questione se - ed eventualmente come - debba essere selettivo l’accesso all’Università; si pone anche la questione di quali accessi apra l’Università, come strumento di promozione della cultura e delle capacità di apprendere e/o come occasione professionalizzante.

Tra i parametri condizionanti l’accesso va considerata la ricerca dell’attenzione delle persone alle quali si vuole accedere.

 

ACCISE

Le accise sono imposte indirette sulla produzione e sui consumi, denominate anche imposta di fabbricazione o imposta di consumo, che sono commisurate alla quantità e non al valore del bene acquistato; tipico il caso della benzina sulla quale il carico fiscale è un tot per litro e non una percentuale del prezzo pagato.

A titolo d’esempio, sono riportati nel grafico i valori del prelievo fiscale totale (accisa più IVA) sul gasolio per autotrazione in diversi Paesi dell’UE. Come si può vedere, il valore medio si aggira intorno a mezzo euro con una punta in Inghilterra che si avvicina a un euro.


Tale incidenza ha effetti sulla competitività relativa in un dato Paese del trasporto su treno rispetto a quello su strada, ma anche sulla localizzazione di attività produttive in un Paese rispetto ad un altro, per comparti nei quali l’incidenza delle spese di trasporto è sensibile; evidentemente l’incidenza fiscale sui carburanti è anche uno strumento di politica ambientale. Importante anche la scelta dello strumento nel senso che l’IVA si trasferisca automaticamente sul consumatore, l’accisa no (comunque anche se il trasferimento non è automatico, pure l’accisa in modo più o meno diretto finisce per trasferirsi sul consumatore).

 

ACCONTI SUI DIVIDENDI

In alcuni casi è possibile la distribuzione infrannuale dei dividendi di un’azienda il cui andamento soddisfi alcune condizioni. In tal modo si evitano penalizzazioni di chi per avere un’utile investe in azioni rispetto a chi sceglie altre forme di investimento che procurano un reddito periodico e non ritardato.

 

ACQUISTO

 

Nel caso di un bene materiale l’acquisto è un contratto con il quale i diritti di proprietà di un bene passano dal venditore all’acquirente (dal produttore al consumatore, nel modello di mercato supersemplificato). Si possono porre una varietà di situazioni, per esempio l’acquisto di una nuda proprietà che lascia alla parte venditrice il diritto d’uso del bene in questione.

Occorre in particolare distinguere la proprietà del bene dal possesso del bene che vuol dire detenerlo: per esempio un rivenditore d’auto che tiene nel proprio autosalone la vettura di un cliente per venderla ne ha legittimamente il possesso, ma non la proprietà.

Perfezionamento del contratto di acquisto, trasferimento del possesso e pagamento sono tre eventi connessi, ma distinti: per esempio nell’acquisto a credito il pagamento può essere differito (dilazionato), ma comunque il contatto di acquisto è perfettamente valido e il possesso è in genere trasferito prima che il pagamento si completato.

Nel caso dell’acquisto di un servizio l’acquisto è il contratto con il quale il prestatore di servizi si obbliga a prestarli a determinate condizioni.

L’operazione simmetrica dell’acquisto è ovviamente la vendita.

 

ACQUISIZIONE                                                                                                                             3.1

Acquisto di una società (ossia del pacchetto di maggioranza, o addirittura della totalità delle azioni) da parte di un’altra società. Può essere amichevole (nel caso si tratti di una cessione concordata tra acquirente e venditore) o aggressiva , nel caso la conquista sia avvenuta contro la volontà del precedente proprietario, per esempio nel caso di rastrellamento di azioni in Borsa. Il termine è spesso usato in contrapposizione con il termine fusione: la differenza sta nella circostanza che nell’acquisizione sopravvivono entrambi i soggetti (quello che acquisisce e quello che è acquisito) e passa di mano solo la proprietà (il pacchetto di maggioranza delle azioni) della società acquisita; la fusione invece porta alla scomparsa del soggetto acquisito.

OPA

L’operazione inversa dell’acquisizione è la cessione (dell’intera azienda o di un suo ramo).

Take over è l’espressione inglese sinonimo di acquisizione.

COMPLETARE

 

ADHOCRAZIA

Neologismo usato per descrivere una modalità di organizzazione che si basa sulla scelta di utilizzare strutture create caso per caso (ad hoc) secondo le esigenze. Per esempio creare una struttura ad hoc temporanea responsabile della fase di ingresso in borsa di una società prima non quotata. E’ evidente la connessione con uno stile di direzione di tipo MBE, vale a dire che pone la priorità sull’identificazione e sul superamento delle condizioni di emergenza mano a mano che si presentano

Il termine è spesso usato in contrapposizione al tradizionale termine burocrazia individuata come struttura rigida e tendenzialmente stabile.

Lo sviluppo delle ITC rende efficace questo tipo di organizzazione perché è più agevole condividere le informazioni e interagire anche in modo informale.

Sono evidenti i punti di contatto con un’organizzazione a task-force; la principale differenza sta nel fatto che un’unità a task-force è in genere un’eccezione all’interno di una macrostruttura composta prevalentemente di unità tradizionali, mentre l’adhocrazia è una scelta di fondo, nella direzione di usare in maniera generalizzata un modello molto flessibile di organizzazione.

E’ indispensabile però marcare la differenza fra, da una parte, un’organizzazione flessibile e dinamica che risponda alle diverse esigenze (tutti parametri positivi) e dall’altra un assetto confuso che veda incertezza di ruoli e soprattutto di responsabilità: gli schemi operativi vincenti di una squadra di calcio possono essere numerosi, ma raramente vince una squadra che adotta quello della partita “della parrocchietta” dove due gruppi, di undici persone ciascuno, corrono appresso al pallone con ruoli indifferenziati.

 

AFFITTO

Contratto con il quale una parte (detta conduttore o locatario, o affittuario) si assicura il diritto d’uso temporaneo di un bene materiale, che resta di proprietà dell’altra parte (locatore). Affitto è nella sostanza sinonimo di locazione e di noleggio, espressione di uso più comune per i beni mobili. Il controvalore può essere proporzionato o al tempo (tipico l’affitto mensile di un appartamento) o all’uso del bene (autovettura a noleggio con costo proporzionato al chilometraggio o noleggio di macchine fotocopiatrice con un canone legato al numero di copie effettuate in un certo intervallo di tempo).

Il leasing è una forma particolare di affitto con diritto di riscatto.

 

AGGIO E DISAGGIO

All’interno della voce di bilancio risconti e con riferimento ai prestiti, vanno registrati come aggi la maggiore somma incassata rispetto al valore mutuato da rimborsare alla scadenza e come disaggi la minore somma incassata. Il primo valore è un minor onere finanziario, il secondo un maggior onere finanziario.

 

AGGIOTAGGIO

Reato compiuto da chi divulga notizie false, esagerate o tendenziose, ovvero pone in essere operazioni simulate o altri artifici idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari o l'apparenza di un mercato attivo dei medesimi (art. 181, comma 1, Tuf).

ALIQUOTA                                                                                                                                     3.3

Le imposte prelevate dal fisco sono determinate come una quota delle risorse possedute (patrimonio) o delle risorse generate (reddito) dai soggetti economici, ovvero su somme trasferite da un soggetto economico all’altro. La quota di prelievo è determinata aliquota.

Nel caso delle imposte dirette sul reddito il prelievo avviene sia sui redditi delle persone fisiche, sia su quello delle persone giuridiche, quali le società.

Il livello dell’aliquota risulta da due ordini di considerazioni:

  • nel medio lungo periodo, grado di intervento dello Stato in economia (quanto più lo Stato intende erogare servizi, tante più risorse dovrà procurare);
  • nel breve periodo, necessità (o volontà dello Stato) di accelerare o comunque guidare lo sviluppo delle attività economiche (se scende il prelievo fiscale  i consumatori hanno più risorse disponibili per consumi o investimenti privati).

 

Nei paesi industrialmente avanzati le aliquote sono progressive: la costante di proporzionalità tra prelievo e reddito non è fissa, ma aumenta per fasce (o scaglioni) di reddito. La progressività dell’aliquota è da ritenere un metodo di ridistribuzione delle risorse tra cittadini.

Vedi ONERI FISCALI

 

ALLARGAMENTO UNIONE EUROPEA

Si indica con quest’espressione il processo, ormai avviato, a conclusione del quale si avrà l’ingresso di altri dieci paesi nell’Unione Europea che raggiungerà il totale di venticinque membri e di 459 milioni di cittadini dagli attuali 379 milioni. I dieci paesi candidati sono: Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia, Lituania, Estonia, Lettonia, Malta, Cipro, Slovacchia. I negoziati in corso che dovrebbero concludersi entro l 2002 riguardano 29 aree tematiche, dall’agricoltura all’ambiente alla liberalizzazione dei mercati per citare solo alcune voci dell’ambito economico scientifico. Il costo dell’allargamento non sara sostenuto integralmente dai paesi entranti (in gergo new entry), e la parte che i quindici, per considerazioni di solidarietà si addosseranno è stimata entro 1,3 del PIL totale degli stessi quindici.

 

AMBIENTE

Ambiente esterno rispetto a un sistema dato è quanto esiste ed evolve all’esterno del sistema considerato. L’ambiente prossimo di un sistema dato è (in una gerarchia di sistemi) il sovrasistema prossimo di livello superiore di detto sistema, escluso il sistema dato. L’intero ambiente include tutti i sovrasistemi possibili. Per sopravvivere, un sistema fisico deve scambiare materia energia con l’ambiente, adattarsi ad esso e, a sua volta, modificare l’ambiente con il quale interagisce. In particolare l’ambiente influenza la struttura e il funzionamento del sistema decisionale dell’azienda.

In un'altra accezione si intende per ambiente il sistema naturale nel quale si collocano le attività umane. Concetti collegati sono la protezione dell’ambiente e le risorse ambientali. La tendenza attuale è quella di mirare allo sviluppo sostenibile, in altre parole una crescita che abbia carattere di compatibilità ambientale e quindi di durata senza controindicazioni. La protezione dell’ambiente dal punto di vista economico viene vista nei tempi più recenti soprattutto come un’opportunità di nuova domanda qualificata e non più come un vincolo esterno. Nella stessa logica non si considera più un eventuale effetto ambientale negativo come una diseconomia esterna; infatti da una parte la normativa tenda ad evitare che si creino potenziali danni ambientali e comunque il principi base è diventato ”polluter pays” cioè chi inquina paga.

AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA

 

In caso di difficoltà, nell’andamento di un’azienda, ma difficoltà non così gravi da comportare automaticamente il fallimento, si procede a una gestione temporanea di attività e passività (Amministrazione controllata) mirata a superare la situazione di crisi. Sia in Amministrazione controllata sia in caso di fallimento, obiettivo primario è restituire, almeno in parte quanto spetta ai creditori. In questi casi è esercitata dal Tribunale un’azione di sorveglianza e si persegue il consenso di creditori.

COMPLETARE

Un caso particolare di amministrazione straordinaria è quello degli organismi di intermediazione finanziaria. L’amministrazione straordinaria è adottata con provvedimento del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, su proposta della Banca d'Italia o della Consob, ciascuna per le materie di propria competenza, che dispone con decreto lo scioglimento degli organi con funzione di amministrazione e di controllo delle Sim, delle società di gestione del risparmio e delle Sicav (art. 56, comma 1, Tuf). Il provvedimento è assunto quando: a) risultino gravi irregolarità nell'amministrazione ovvero gravi violazioni delle disposizioni legislative, amministrative o statutarie; b) siano previste gravi perdite del patrimonio della società; c) lo scioglimento sia richiesto con istanza motivata dagli organi amministrativi o dall'assemblea straordinaria ovvero dal commissario che abbia assunto la gestione della società ai sensi dell'art. 53 del Tuf. Le funzioni dei disciolti organi sono svolte da uno o più commissari e da un comitato di sorveglianza nominati dalla Banca d'Italia. Il provvedimento può altresì essere assunto nei confronti delle succursali italiane di imprese di investimento extracomunitarie (art. 56, comma 2, Tuf). La direzione della procedura e tutti gli adempimenti a essa connessi spettano alla Banca d'Italia.

 

AMMORTAMENTO                                                                                                     3.3          4.3

Operazione contabile, effettuata per tener conto della circostanza che un bene (tipicamente strumentale) ha una sua vita tecnica (tempo durante il quale può essere efficacemente utilizzato per la produzione) non infinita. Si definisce quota di ammortamento in un periodo di tempo (tipicamente un anno) la frazione del valore del bene che si riferisce alla perdita di valore durante quell’esercizio. Nel caso di quote di ammortamento uniformi, se il bene in un periodo di esame (per esempio un periodo d’investimento) di n anni passa da un valore iniziale I0 a un valore residuo (che si può chiamare finale in quanto valido alla fine del periodo) If , la quota d’ammortamento in ciascuna anno k compreso fa  I n  sarà   ak  =  ( I0 – If ) /  /  n Nel caso in cui il periodo d’esame di n anni coincida con la vita tecnica dell’impianto, allora  If  = 0.

Nella valutazione dei progetti di investimento gli ammortamenti, non essendo effettivi esborsi, non sono da includere direttamente tra le uscite ai fini del calcolo dei flussi di cassa. Nondimeno, gli ammortamenti intervengono nei flussi di cassa indirettamente, in quanto sono entro certi limiti per la normativa fiscale italiana, equivalenti a detrazioni che riducono l’imponibile e quindi il prelievo fiscale. Il risultato netto dell’equiparazione degli ammortamenti a detrazioni è che i flussi di cassa netti (cioè dopo aver sottratto il prelievo fiscale) sono più elevati.

Ha interesse la questione dell’impatto che possibili scelte sulla logica di ammortamento hanno ai fini delle valutazioni di convenienza di un progetto di investimento. Va premesso che la dinamica degli ammortamenti (numero di anni di ammortamento e quote fisse o variabili e in quale misura) è fissato dalla legge in termini di “intervalli di valori consentiti”. All’interno di tali valori l’imprenditore sceglie sulla base di un ragionamento di convenienza, in questo caso si ripropone di massimizzare il VAN.

Nei documenti di bilancio le voci relative agli ammortamenti vanno costruite in correlazione con il valore del corrispondente bene inserito tra le immobilizzazioni tecniche, che figurano nello stato patrimoniale alla colonna attività (o impieghi):

  • le quote di ammortamento figurano nel conto economico tra le perdite (uscite), anche se come già detto non sono veri e propri esborsi; conseguentemente si vengono a ridurre gli utili conseguiti nell’esercizio;

 

  • il fondo ammortamento nello stato patrimoniale registra (nella colonna delle passività , vale a dire delle provenienze o fonti) le quote di ammortamento accantonate negli anni allo scopo di costituire le disponibilità necessarie ad acquisire uno nuovo strumento della produzione una volta che il vecchio non sia più utilizzabile; se il bilancio (e in particolare lo stato patrimoniale) è in forma riclassificata, allora il fondo di ammortamento non appare più tra le passività, ma appare in detrazione (quindi con il segno negativo) nella colonna attività a ridurre il valore delle immobilizzazioni tecniche; in altre parole, nello stato patrimoniale riclassificato in un’unica colonna appaiono, con segno diverso le due voci che prima apparivano in colonne diverse.

Quanto sopra esposto può essere interpretato nel modo seguente: gli ammortamenti sono un costo sostenuto per l’utilizzo dell’immobilizzazione tecnica (per esempio un impianto); questo spiega perché va inserito tra i costi del conto economico. Ma il proprietario dell’impianto è la stessa azienda in questione, quindi la somma contabilizzata come costo riappare a patrimonio dell’azienda che in un certo senso la riceve da se stessa.  Il quadro risulta più chiaro se si stabilisce un’analogia con l’affitto: anche l’affitto è un costo sostenuto per utilizzare l’impianto ma, essendo l’impianto proprietà di un soggetto (il proprietario) che è esterno all’azienda, il controvalore dell’affitto esce dalle casse dell’azienda e va nelle casse del proprietario; (è ovvio che solo nel caso dell’affitto si ha una riduzione di liquidità perché il denaro fisicamente esce dalla cassa).

Si pone anche per la redazione del bilancio la questione della convenienza o meno ad ammortamenti accelerati. Ricordando che la legge fissa dei limiti al riguardo, si osservi che ammortamenti rapidi, in quanto portano ad una veloce riduzione del valore a libro delle immobilizzazioni tecniche veloci, “nascondono” gli utili, nel senso che aumentano i costi esposti in bilancio. Gli utili nascosti potrebbero “riapparire” sotto forme di plusvalenza all’atto della eventuale cessione degli impianti registrati fra le immobilizzazioni tecniche.  Questo tipo di ragionamenti dà margini di “ottimizzazione” in vista del carico fiscale.

 

ANALISI COSTI BENEFICI

 

L’analisi costi benefici è una metodica di supporto alle decisioni che si ripropone di elencare compiutamente e possibilmente quantificare i pro e i contro delle diverse alternative sulle quali è possibile orientare la scelta: rientrano in questo approccio il concetto di costo opportunità e la valutazione dei progetti di investimento. Il tasso di attualizzazione è la procedura che consente di rendere omogenei (e quindi sommabili) valori monetari di eventi che si verificano in tempi diversi.

 

ANALISI INPUT OUTPUT

L’analisi di input output, introdotta da Leontief (attraverso le tavole - o tabelle - di input output che portano il suo nome) è utilizzato in alcune versioni della teoria generale dell’equilibrio per descrivere le correlazioni intersettoriali: infatti in questo modello ogni settore usa come fattori della propria produzione i prodotti degli altri settori e anche il proprio prodotto. Tra le assunzioni più importanti: si usano grandezze aggregate (per esempio la domanda_aggregata e non quella del singolo operatore); si considera nota la domanda di ciascun prodotto, si considerano noti e fissati i valori dei coefficienti tecnici di produzione . .

I coefficienti tecnici di produzione cioè la quantità di fattore necessaria per produrre un’unità di prodotto sono raccolti in una tabella (le cui dimensioni sono uguali al numero dei beni consumati per il numero dei beni prodotti numeri che sono tra loro uguali e quindi risulterà una matrice quadrata); tale tabella dà per ogni prodotto (nel nostro esempio per ogni riga) la quantità dei diversi fattori necessaria alla produzione di un’unità del prodotto stesso. Più esattamente, la tavola di Leontief non fa riferimento alle quantità, ma ai valori monetari e quindi le grandezze tabellate a i k indicano il valore del fattore k necessario per produrre un’unità di valore del prodotto i; in altre parole, ogni quantità è moltiplicata per il proprio prezzo:
a i k  =  u i k . pi  / pk .dove u i k sono i coefficienti tecnici di produzione e pi è il prezzo del fattore i. Sia i che k variano da 1 a N se N è la dimensione della matrice quadrata.

Immaginiamo che nel sistema siano definiti gli obiettivi di consumo ci  : avremo allora le equazioni      xi  = Σ a i k x k  + c i  dove le incognite xi  rappresentano le quantità da produrre per conseguire gli obiettivi di consumo ci  .

Naturalmente vale il vincolo che nessuno dei valori individuati dalla soluzione del sistema di N equazioni in N incognite deve risultare superiore alle possibilità di produzione.

 

ANTITRUST

Dizione generica per indicare un organismo preposto a identificare e reprimere comportamenti distorsivi della libera concorrenza. In Italia opera in tal senso l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Su scala dell’Unione Europea la funzione è svolta da un’apposta Direzione Generale della Commissione Europea.

Tra i comportamenti oggetto di sanzione dell’Antitrust ricordiamo:

le intese restrittive della libertà di concorrenza (tra le quali rientra il cartello)

  •  

l’abuso di posizione dominante

COMPLETARE

 

APPROVVIGIONAMENTO

L’approvvigionamento è una funzione aziendale consistente nell’acquisizione di materie prime e/o semilavorati necessari per la produzione. Rientra nella più generale funzione logistica ed è legata alla gestione del magazzino dei materiali in ingresso. I costi di approvvigionamento influenzano in particolare la determinazione del lotto ottimale d’ordine.

 

ARBITRAGGIO

Operazione commerciale volta a conseguire un guadagno in base alla differenza tra prezzi in un luogo (su un mercato) di un bene e prezzi dello stesso bene in un altro luogo, nello stesso tempo.

La speculazione è l’analoga operazione svolta però con riferimento al tempo e non allo spazio.

Il termine ha assunto anche altri significati completamente diversi come:

  • sinonimo,  improprio, di arbitrato
  • sinonimo di scelta all’interno di un numero definito di alternative (in genere una coppia) o, meglio, compatibilizzazione, ricerca del punto di equilibrio tra due esigenze contrastanti; in questo senso è una traduzione approssimativa del termine inglese trade-off.

 

ARBITRATO

Intervento per dirimere una controversia civile (per esempio nell’esecuzione di un contratto) di uno o più decisori, nominati d’intesa tra le parti. La lentezza della giustizia civile in Italia ha visto crescere le occasioni di ricorso all’arbitrato.

 

ASSEGNO

Titolo di credito all’ordine utilizzato come mezzo di pagamento sostitutivo della moneta consistente con riferimento a una somma determinata (importo dell’assegno):

  • nel caso di un assegno di conto corrente bancario o assegno bancario, in  un ordine di pagamento del detentore di un conto;

 

  • nel caso di un assegno circolare, in una promessa di pagamento da parte della banca emittente.

 

ASSEMBLEA DEI SOCI

Organo decisionale massimo di ogni struttura societaria. All’assemblea competono in esclusiva alcune importanti decisioni fra le quali:

  • L'assemblea ordinaria:
  • approva il bilancio (2432 e seguenti);
  • nomina gli amministratori (2383), i sindaci (2400) e il presidente del collegio sindacale (2398);
  • determina il compenso degli amministratori (2389) e dei sindaci (2400), se non è stabilito nell'atto costitutivo;
  • delibera sugli altri oggetti attinenti alla gestione della società riservati alla sua competenza dall'atto costitutivo, o sottoposti al suo esame dagli amministratori, nonché sulla responsabilità degli amministratori e dei sindaci (2393, 2407 e seguente).

 

    -       L’assemblea straordinaria straordinaria delibera sulle modificazioni dell'atto costitutivo(2436 e seguenti) e sull'emissione di obbligazioni (2410 e seguenti). Delibera altresì sulla nomina e sui poteri dei liquidatori a norma degli artt. 2450 e 2452.

 

ASSOCIAZIONE TEMPORANEA D’IMPRESE ATI

L’associazione temporanea d’imprese è una forma di joint venture che vede la collaborazione tra due o più imprese legata a una singola fornitura, di un qualche rilievo, assolta alla quale il rapporto si scioglie. In genere viene indicato al committente quale delle imprese partecipanti agisce da capofila.

 

ASSET

Il termine asset indica qualsiasi valore materiale o immateriale posseduto dall’azienda e registrato in bilancio (nello stato patrimoniale da cui l'espressione più completa asset patrimoniale). Conseguentemente l’espressione italiana equivalente è attività nel senso di poste attive di bilancio.

Il termine di significato opposto rispetto ad asset è liability che si riferisce a qualsiasi passività registrata in bilancio.

 

ATTENZIONE (nel marketing)

Mentre l’offerta di informazione è praticamente infinita, la sua domanda è limitata al totale delle ore di veglia (o, meglio, di disponibilità a ricevere informazioni) di ciascun essere umano. Da questa ovvia considerazione nasce il valore economico dell’attenzione e dei mezzi per raggiungerla e incrementarla.

L’attenzione dei potenziali destinatari è un valore soprattutto nel mercato pubblicitario (connesso al concetto di attenzione è il concetto di audience). I nuovi media interattivi consentano la commercializzazione dell’attenzione: si pensi al valore dei contatti sui siti WEB e alla commercializzazione dei links.

La commercializzazione di molti prodotti in modo particolare nel modo dell’intrattenimento, film e musica per esempio) fortemente dipende dalla possibilità di conquistare attenzione, cioè di rompere il muro della disattenzione, dell’indistinguibilità nella massa delle offerte alternative.

Si può anche vedere la ricerca dell’attenzione come uno strumento che facilita l’accesso alle persone destinatarie dei messaggi.

ATTIVITA’

 

Le attività sono una componente essenziale dello Stato Patrimoniale di un’azienda che descrive gli impieghi che l’azienda sta facendo delle risorse di cui dispone, cioè delle sue passività.

Le attività sono descritte in un’apposita colonna dello Stato Patrimoniale e comprendono le attività fisse e le attività correnti le cui ulteriori suddivisioni sono esposte alla voce Stato patrimoniale sintetico.

Ovviamente, nel linguaggio corrente attività di un’azienda sta anche ad indicare lo stato di funzionamento dell’azienda e l’insieme delle operazioni che questa svolge.

 

ATTUALIZZAZIONE

Operazione di aggiustamento dei valori economici di entrate o uscite per tener conto della diversa data alla quale le corrispondenti disponibilità si verificano. Il valore riportato al tempo zero (valore attuale) di una somma   S   percepita dopo n  anni è      S0   =   S  / ( 1+ iA ) n

Il valore così calcolato è inferiore a S0 in coerenza con l’osservazione intuitiva che la somma è meglio averla fin dall’inizio per poterla impiegare (mettere a frutto), perché i frutti ottenibili dall’impiego della somma S0 per n anni sono colti da chi detiene la somma durante questo periodo; l’indice iA esprime il valore percentuale del frutto annuo ottenibile.

Nella valutazione dei progetti di investimento, l’indice di attualizzazione (o tasso di attualizzazione)  iA è il rendimento che l’investitore si attende da investimenti della stessa classe, vale a dire aventi caratteristiche analoghe (per tasso di rischio, dimensione e durata) a quello in esame.  In questo senso si può affermare che il tasso di attualizzazione è il tasso di interesse che l’investitore si aspetta dall’impiego del proprio danaro non in un semplice prestito, ma in quella classe di investimenti. A questo contesto fa riferimento al concetto di costo – opportunità.

Il significato economico di attualizzazione è distinto da quello di inflazione. Infatti anche in assenza di inflazione è vero che il denaro investito frutta e il tasso di attualizzazione ci dice proprio quanto ci aspettiamo che frutti. Questa attesa di rendimento dal denaro investito è alla base del concetto di interesse in occasione di un prestito.

Nondimeno, in presenza di inflazione il valore numerico dell’indice di attualizzazione dovrà tener conto sia del rendimento reale atteso, sia degli effetti di perdita di valore del denaro causato dall’inflazione; pertanto, in presenza di inflazione il valore del tasso di attualizzazione sale (in prima approssimazione si può dire che il tasso di attualizzazione è pari al tasso di rendimento reale desiderato, più il tasso previsto di inflazione).

L’attualizzazione è concetto di rilievo per la valutazione dei progetti di investimento.

 

AUMENTO DI CAPITALE

Pere sviluppare le attività dell’azienda i soci possono decidere di aumentare l’entità del capitale sociale: assunta questa decisione si può decidere se le nuove quote saranno sottoscritte da chi è già  socio, o saranno accettati nuovi soci o si metteranno dette quote in borsa.

 

AUTOFINANZIAMENTO

Capacità dell’azienda di reperire al proprio interno (limitando quindi il ricorso al credito) le risorse necessarie alla prosecuzione proficua delle sue attività e al suo sviluppo. Le risorse interne derivano dal capitale proprio (eventualmente aumentato per consentire lo sviluppo dell’azienda) e dalla destinazione a investimento degli utili conseguiti (questa scelta in genere comporta un aumento del valore dell’azienda – e quindi un potenziale capital gain -, ma anche una riduzione dei dividendi)..

 

AUTORITA’ PUBBLICA

Funzioni
Articolazione

 

AZIENDA

V. IMPRESA

 

AZIONE                                                                                                                                            3.1

Titolo di proprietà di una quota del capitale sociale di un’impresa. A differenza dell’obbligazione, dà luogo ai rischi e ai diritti e ai doveri dell’azionista, in particolare:

  • al voto in assemblea dei soci;

 

  • all’introito pro quota degli eventuali utili divisi (dividendi) o, se va male,  all’assunzione pro quota delle eventuali perdite;
  • al guadagno (o alla perdita) sul valore delle azioni (o più in generale sul valore dell’azienda).

 

Si parla di azioni privilegiate quando sono dotate di particolari diritti: un caso particolare è la cosiddetta golden share pacchetto azionario che è dotato di particolari poteri (anche al di là del suo peso percentuale nel capitale azionario, per esempio, con riferimento a decisioni quali le acquisizioni, le fusioni, o la nomina degli amministratori. Nell’attuale fase di privatizzazione, lo Stato all’atto della vendita ai privati può decidere di riservarsi la golden share, cioè particolari poteri assegnati alle azioni che restano di proprietà dello Stato.

L’entità delle azioni emesse dipende dal fabbisogno di capitale da parte dell’azienda e dalla disponibilità che si prevede i soci, o gli investitori in genere se l’azienda è quotata in borsa, abbiano ad investire il loro denaro nell’azienda. Il taglio delle azioni (valore nominale di ogni azione) dipende dall’opportunità o meno di facilitare la partecipazione anche di piccoli azionisti.

La borsa è la sede delle contrattazioni (e quindi delle quotazioni) dei titoli azionari.

Un caso particolare è l’acquisto di azioni proprie …..

Vedi anche MAGGIORANZA CALL PUT

 


 

B

 

BANCHE ORDINARIE

Le banche gestiscono moneta fiduciaria creata a partire dalla base monetaria emessa dalla banca centrale nel senso che gestiscono depositi in conto corrente con importi suscettibili di trasferimento mediante assegni ed ordini di bonifico.

Tra gli obblighi delle banche è incluso quello di detenere una riserva obbligatoria cioè di tenere capitali in opportuna forma per far fronte alle esigenze previste ed impreviste derivanti dalla loro funzione.

 

BANCA CENTRALE

La banca centrale crea la base monetaria emettendo i biglietti e utilizzandoli per concedere crediti al Tesoro e alle banche ordinarie. I biglietti entrano in circolazione per esempio quando il Tesoro effettua pagamenti; una parte di detti biglietti viene depositata presso le banche. A loro volta le banche, concedendo credito e acquistando titoli, immettono di nuovo in circolazione una parte dei biglietti ricevuti che possono ritornare in parte presso le banche che se ne avvalgono per nuovi prestiti. Si stabilisce in tal modo la circolazione monetaria e si crea la moneta fiduciaria. In Italia la funzione di Banca Centrale era svolta dalla Banca d’Italia fino all’entrata in funzione della Banca Centrale Europea (BCE), che ne ha assunto alcune funzioni per l’Europa dei quindici e altre, in particolare per i paesi che hanno adottato come propria moneta l‘euro.

MONETA  TASSO UFFICIALE DI SCONTO   BASE MONETARIA OFFERTA DI MONETA
VELOCITA’ DI CIRCOLAZIONE DELLA MONETA

 

BANCA CENTRALE EUROPEA  BCE

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BANCA D’ITALIA

 

Banca Centrale italiana fino all’entrata in funzione della Banca Centrale Europea BCE che ne ha assunto alcune funzioni per l’Eruropa dei quindici e, in particolare, per i paesi che hanno adottato come propria moneta l‘euro.

 

BASE MONETARIA

La base monetaria è costituita dalla moneta circolante (nella disponibilità fisica delle famiglie delle imprese) e dalle riserve detenute dalle banche ordinarie presso la banca centrale. Su questa quantità il sistema bancario esercita il processo moltiplicativo della moneta stessa e del credito.

 

BENCHMARK

(V. Parametro oggettivo di riferimento)

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BENI

Qualunque mezzo destinato a soddisfare bisogni economici.

Un bene ha valenza economica (si dice che un bene è economico) quando qualcuno è disposto per averlo a cedere qualcosa di suo (cioè ad effettuare lo scambio).

Si distinguono rispetto all’uso:

  • beni diretti o di consumo (destinati al consumo finale, sia esso immediato o differito, e in tal senso beni finali);
  • beni destinati alla produzione vale a dire fattori produttivi (detti anche intermedi come contrapposto a finali).

 
Un’altra distinzione riguarda la natura dei beni :

  • beni materiali (oggetti fisici);
  • servizi cioè prestazioni di persone (consulenza, assistenza, prestazione di lavoro in genere); può essere un bene (lo si definisce bene immateriale) anche il risultato di un servizio per esempio un progetto o più in generale le conoscenze generate da uno studio, una ricerca .

Quanto alle modalità di soddisfacimento dei bisogni, i beni si distinguono in:

  • beni durevoli quando l’utilizzo può essere ripetuto (ad esempio l’automobile);
  • beni non durevoli quando l’utilizzo si ha una sola volta (tipico esempio il cibo).

Per esempio le materie prime utilizzate da un’azienda sono beni materiali, fattori produttivi, beni non durevoli. Gli impianti da questa utilizzati sono anch’essi beni materiali e fattori produttivi, ma sono beni durevoli; in quanto durevoli sono denominati anche beni di investimento a significare, che a fronte di un esborso immediato per il loro acquisto, è possibile un utilizzo protratto nel tempo .

Un bene con caratteristiche peculiari è la moneta caratterizzato dal fatto che può essere convertito agevolmente e senza perdite in ciascuno degli altri beni presenti sul mercato

 

BENI COMPLEMENTARI

V. BENI SOSTITUTI


 

BENI NORMALI E BENI INFERIORI

La variazione del prezzo di un bene influenza il consumatore su due fronti:

  • modifica il reddito reale del consumatore in quanto gli consente, a parità di reddito monetario, di comprare più beni (effetto di reddito);

 

  • lo induce a sostituire i beni più convenienti al posto di quelli più costosi (effetto di sostituzione).

 

Nella maggioranza dei casi (beni normali, detti anche beni superiori) l’effetto di reddito è positivo (l’elasticità rispetto al reddito hI = dx / dI . I / x è positiva): un aumento del reddito causa un aumento del consumo di quel bene. In questo caso si pone la questione se l’incremento di un punto percentuale del reddito determina per la quantità consumata un incremento di entità superiore (hI > 1) o inferiore (hI < 1)a un punto percentuale.

Vedi CURVA DELLA DOMANDA RICAVATA DALLE CURVE DI INDIFFERENZA
EFFETTO DI SOSTITUZIONE ED EFFETTO DI REDDITO
CURVA REDDITO CONSUMO  CURVA DI ENGEL

BENI SOSTITUTI - BENI SOSTITUIBILI - BENI SUCCEDANEI - SURROGATI

 

Beni che sostituiscono (BENI SOSTITUTI o BENI SOSTITUTIVI) altri beni  ovvero che possono essere sostituiti da altri beni (BENI SOSTITUIBILI). Il grado di sostituibilità di un bene ha effetto sulla sua curva di domanda: più il bene è sostituibile, più la sua domanda sarà elastica rispetto al prezzo.

Il termine surrogato implica nel linguaggio comune una sostituzione imperfetta; diverso è il significato di bene succedaneo, come spiegato nel seguito.

Consideriamo l’elasticità del bene i rispetto a pj (prezzo del bene j) :
h ij  =     d qi  / d pj  .  pj / qi    essendo qi   la quantità del bene i

se h ij  > 0  il bene j è succedaneo del bene i cioè l’aumento di prezzo del bene j aumenta il consumo del bene i ;
se h ij  = 0  il bene j e il bene i sono indipendenti nei riguardi del consumo.
se h ij  < 0  il bene j è complementare del bene i cioè la riduzione di prezzo del bene j aumenta il consumo del bene i .

 

 

 

 

 


La grandezza h ij  è detta elasticità incrociata della domanda (incrociata perché dà la variazione della domanda del bene i al variare del prezzo non del bene o, ma del bene j). Essa si riferisce alla variazione nella quantità domandata conseguente ad un cambiamento del prezzo, senza che siano stati introdotti aggiustamenti volti a compensare il conseguente cambiamento nel livello del reddito reale. E’ questo l’approccio più significativo perché l’interesse si concentra generalmente sulla relazione tra i beni nell’ambito del mercato complessivo, piuttosto che in quello relativo a un consumatore individuale.

Per un singolo individuo è possibile, partendo dalle sue curve di utilità, porre una definizione più accurata dei beni succedanei: il bene j è un succedaneo del bene i se il tasso marginale di sostituzione del bene j in termini monetari diminuisce quando il bene i sia sostituito dalla moneta in modo tale che la posizione del consumatore non migliori e non peggiori.

L’elasticità incrociata della domanda individuale può in linea di principio essere ricavata dalle curve di indifferenza con considerazioni analoghe a quelle adottate per ricavare dalle curve di indifferenza la curva diretta della domanda

V. CURVA DELLA DOMANDA RICAVATA DALLE CURVE DI INDIFFERENZA

 

BEST EXECUTION


Negoziazione su uno strumento finanziario quotato in un mercato regolamentato al di fuori di esso e a condizioni di prezzo migliori di quelle disponibili sul mercato stesso. Costituisce una delle ipotesi di deroga all'obbligo di esecuzione delle negoziazioni nei mercati regolamentati previsto dal Regolamento Consob in materia di mercati.

BILANCIA DEI PAGAMENTI

 

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BILANCIO                                                                                                                                       3.3

 

Insieme di documenti che descrivono situazione risultati e prospettive dell’impresa. Ha rilievo non solo per gli azionisti, ma anche per i soggetti esterni che vogliano conoscere le condizioni dell’impresa con la quale eventualmente intrattenere rapporti economici di qualunque tipo, per esempio potenziali acquirenti di obbligazioni o azioni, creditori, fornitori, clienti. Il bilancio dà anche le informazioni necessarie per la valutazione dell’azienda in caso di sua cessione a terzi.

La redazione del bilancio è regolata dal Codice Civile  (Titolo V Capo V Sezione IX). La falsa rappresentazione (con dolo) di dati falsi nel bilancio è un reato (falso in bilancio) previsto dal Codice Penale.

Il bilancio comprende il conto economico e lo stato patrimoniale (due tabelle descrittive dell’andamento dell’azienda), nonché la nota integrativa.

Il conto economico ha l’obiettivo di esporre i profitti e le perdite che si sono verificate durante l’esercizio, cioè durante un periodo di tempo (tipicamente un anno solare) e, come loro saldo, il risultato ottenuto (utile o perdita a seconda che prevalgano i profitti o le perdite); in definitiva il conto economico espone la ricchezza creata (o consumata) dell’impresa. Il conto economico è il documento base per la valutazione reddituale dell’azienda.

Lo stato patrimoniale espone le risorse di cui dispone l’azienda e l’impiego che l’azienda fa di queste risorse. Lo stato patrimoniale è il documento base per la valutazione patrimoniale dell’azienda.

L’utile d’esercizio è la grandezza che, figurando in entrambi gli schemi (si calcola dal conto economico e viene trascritta nelle passività dello stato patrimoniale), li correla. Un’altra voce simultaneamente presente nelle due tabelle è la consistenza delle giacenze (magazzino) finali che figura tra le attività dello stato patrimoniale e tra le attività (profitti) del conto economico .

Tra le grandezze che correlano le due tabelle, ma non che appaiono simultaneamente in entrambe, sono da ricordare:

  • le quote e i rispettivi fondi
  • i debiti e gli oneri finanziari
  • i crediti e i proventi finanziari

                                               
Una visione sintetica dei dati più salienti di un bilancio si ottiene facendo ricorso agli indici di bilancio.

(vedi anche RICLASSIFICAZIONE)

 

BISOGNI                                                                                                                                         

Esigenza espressa da un operatore economico: si soddisfa attraverso la disponibilità di un bene. In genere si fa riferimento al soggetto economico consumatore, ma anche un produttore abbisogna dei fattori produttivi che sono necessari alla sua produzione. Si usa dire che i bisogni economici sono:

  • soggettivi (dipendono da individui a individuo);
  • ripetitivi (nel tempo si ripetono, tipico esempio il cibo)
  • saziabili (si raggiunge la saturazione nel bisogno di un dato bene);
  • illimitati (nascono sempre nuovi bisogni).

 

BOLLA SPECULATIVA

 

Situazione temporanea della borsa che vede una generalizzata sovrastima del valore dei titoli alimentata da comportamenti di convenienza e poco aderente alla realtà e quindi destinata a sgonfiarsi a danno di chi detengo i titoli “troppo a lungo” rispetto alla dinamica della bolla vedrà i propri titoli più o meno rapidamente sgonfiarsi. Si genererò in tal modo non un capital gain, ma un capital loss. Recente esempio in tal senso la generalizzata perdita di valori del NASDAQ dopo un periodo di crescita che ha portato, per alcuni titoli, a quotazioni difficilmente comprensibili.

 

BONUS SHARE

 
Azioni da assegnare gratuitamente, in proporzione al capitale detenuto, ai sottoscrittori che hanno conservato per un periodo di tempo prefissato la quota di azioni acquistata al momento dell'offerta pubblica di vendita. Strumento abitualmente utilizzato nelle operazioni di privatizzazione, sia in Italia che all'estero, al fine di incentivare la stabilità degli assetti azionari.

 

BORSA                                                                                                                                              3.1

La borsa è la sede delle contrattazioni (e quindi delle quotazioni) dei titoli azionari, nonché delle contrattazioni (e quindi delle quotazioni) dei titoli obbligazionari.

La borsa trasferisce risorse dai risparmiatori alle imprese attraverso un certo tipo di investimenti finanziari ed è simultaneamente sede di aspettative (attraverso auspicati mix di capital gain e dividendi) di profitti immediati o di ritorni a medio lungo termine. Naturalmente la borsa è anche sede di fenomeni speculativi da parte di operatori dotati di particolari entità di capitali  in generale risorse che tendono ad influenzarne l’andamento nel proprio interesse.

La più importante borsa al mondo è quella di New York, la mitica NYSE di Wall Street i cui andamenti sono espressi dall’indice Dow Jones. Di grande rilievo Tokyo, Londra, Francoforte. La borsa italiana ha sede a Milano.

Borse particolari sono quelle dei titoli tecnologici, di gran lunga la più importante fra queste è il NASDAQ.

NUMTEL

Borsa
L'ordinamento nazionale non contempla una definizione di borsa; nella relazione il termine è utilizzato come sinonimo di mercato. La normativa comunitaria intende per borsa un mercato regolamentato che soddisfa le condizioni indicate nella direttiva 74/274/CEE.

MIB30

 

BOTTOM-LINE                                                                                                                             3.3

Espressione di gergo per indicare che in definitiva nelle attività produttive quello che conta eèquanto profitto si genera, cioè qual è il valore dell’ultimo rigo del conto economico dell’azienda. Più in generale la considerazione sul risultato economico generato si applica anche a un singolo progetto di investimento o alla gestione di una singola commessa: a seconda del valore del “bottom line” si decide se l’iniziativa conviene o meno.

(Cfr. REDDITO NETTO)

 

BREVETTI

Proprietà intellettuale (Intellectual Property Right IPR)

Il valore dei brevetti nel bilancio, come per il know-how, è tipicamente registrato all’interno dello stato patrimoniale tra le immobilizzazioni tecniche immateriali che danno luogo sul conto economico a quote di ammortamento.

licenze

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BUDGET                                                                                                                                          3.2

Risorse finanziarie destinate, all’interno di una realtà economica (tipicamente un’azienda, ma anche una struttura pubblica), al conseguimento di un determinato obiettivo. Gli elementi necessari per caratterizzare completamente un budget sono tre (oltre all’ammontare delle risorse spendibili):
l’obiettivo programmatico;
il soggetto che spende (l’unità organizzativa che ha la responsabilità del budget;
la natura della spesa (investimento, spesa corrente o simili).

  •  
  • L’attribuzione di un budget dovrebbe essere il risultato dell’approvazione di un business plan che identifichi obiettivi, risorse e azioni (il budget è appunto la componente finanziaria delle risorse).

 

BUROCRAZIA

 
Originariamente il termine indicava semplicemente l’assetto organizzativo di una struttura complessa, ma è venuto via via ad assumere, impropriamente, un significato negativo con conseguente confusione tra la burocrazia e la burocratizzazione, cioè un comportamento che vede  le funzioni assegnate, le regole e il conseguente assetto di potere perseguiti dagli addetti come un valore in sé e non come un strumento per un’efficace operatività dell’insieme.

Il desiderio di prevenire i guasti della burocratizzazione porta alcuni a perseguire l’alternativa estrema della adhocrazia.

 

BUSINESS PLAN                                                                                                                           3.2

Documento di analisi di un’attività economica nel quale sono definiti gli obiettivi, le risorse (finanziarie e di personale), e le azioni necessarie a conseguire detti obiettivi (per esempio la produzione, la commercializzazione ecc.) con l’indicazione delle corrispondenti entrate ed uscite e delle responsabilità dei singoli soggetti. L’attenzione è posta sulla redditività dell’investimento, ma anche sulle previste disponibilità di cassa per evitare che l’impresa abbia difficoltà di liquidità. Un business plan copre un arco di tempo almeno annuale, comunque con l’indicazione di situazioni intermedie; è strumento di progettazione delle attività economiche e soprattutto strumento di verifica in corso d’opera del rispetto o meno delle previsioni (monitoraggio), allo scopo di apportare le necessarie azioni correttive. Il business plan si sostanzia con l’effettiva assegnazione delle risorse (di personale o finanziarie (budget).

 


Si usa in gergo borsistico il termine scalata per indicare un tentativo di acquisizione aggressiva e l’espressione cavaliere bianco per indicare il soggetto che viene in soccorso di un’azienda oggetto di un tentativo di acquisizione aggressiva.

Come sinonimo dell’espressione “perdita di valore” si usa un po’ impropriamente il termine svalutazione.

Analogo risultato si ottiene applicando come quota annua di ammortamento I0 /m dove m è la vita tecnica dell’impianto: infatti dopo n anni (con n < m) il valore residuo  sarà If = I0 (m-n)/m.

Si ricorda che il coefficiente tecnico di produzione è l’inverso del corrispondente prodotto marginale di un fattore.

L'assemblea ordinaria deve essere convocata almeno una volta all'anno, entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio sociale. L'atto costitutivo può stabilire un termine maggiore, non superiore in ogni caso a sei mesi, quando particolari esigenze lo richiedono.  
L'assemblea deve essere convocata dagli amministratori mediante avviso contenente l'indicazione del giorno, dell'ora e del luogo dell'adunanza e l'elenco delle materie da trattare (2393). L'avviso deve essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica almeno quindici giorni prima di quello fissato per l'adunanza. In mancanza delle formalità suddette, l'assemblea si reputa regolarmente costituita, quando è rappresentato l'intero capitale sociale e sono intervenuti tutti gli amministratori e i componenti del collegio sindacale. Tuttavia in tale ipotesi ciascuno degli intervenuti può opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si ritenga sufficientemente informato.

 

In inglese asset.

L’aumento di valore delle azioni, cioè l’aumento del loro prezzo rispetto alla data dell’acquisto, (in altre parole l’aumento del valore dell’impresa) dà luogo a capital gain, vale a dire a un vantaggio economico per l’azionista.

A volte, soprattutto con riferimento all’impresa, si preferisce parlare in linea generale di prodotti, usando il termine beni per gli oggetti fisici e il termine servizi per i prodotti immateriali.

Questi particolari beni rientrano perfettamente nella definizione generale: sono economici in quanto qualcuno è disponibile ad acquistarli ( si pensi ai brevetti o al valore di un progetto).

Nel conto economico figura anche (nella colonna perdite) il valore delle consistenze iniziali del magazzino.

 

Fonte:http://host.uniroma3.it/docenti/iacobone/testi/glossario%20parte%201_.doc

Autore del testo: Prof. Fabio PISTELLA ?

 

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