Il modello atomico di Thomson

 


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Il modello atomico di Thomson

 

     Subito dopo la scoperta degli elettroni, quando ancora non si aveva un'idea precisa di come fosse distribuita la carica positiva, vennero formulati i primi modelli di atomo. Il più noto di questi fu proposto, nel 1904, da Joseph John Thomson.
Si tratta di un modello che potremmo definire pieno a cariche diffuse. Secondo lo scienziato inglese l'atomo doveva essere costituito da una sfera omogenea di elettricità positiva, ma senza peso, nella quale si trovavano disseminati gli elettroni, come si trattasse di uvetta nel panettone. Per questo motivo all'atomo di Thomson venne anche assegnato il nome irriverente (ma efficace) di "modello a panettone".
Il modello non era, come a volte si vuol far credere, una costruzione ingenua e banale: si trattava, invece, di una struttura fisica perfettamente coerente e sostenuta da rigorosi calcoli matematici. La situazione di equilibrio, all'interno dell'atomo, si realizzava, secondo Thomson, perché le forze di repulsione degli elettroni con carica negativa venivano bilanciate dall'attrazione esercitata dalla carica positiva, diffusa all'interno dell'atomo, sugli elettroni stessi.
Fu tuttavia un fondamentale esperimento condotto dal fisico inglese Ernest Rutherford (1871-1937) a dimostrare che il modello di Thomson era del tutto inadeguato.

 

Fonte: http://www.ianua.com/patrizia/scuola/file/2H/atomo3corretto.doc

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