Eosinofili che cosa sono

 

 


 

Eosinofili che cosa sono

 

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Eosinofili che cosa sono

 

Granulociti eosinofili

 

 

Granulociti eosinofili- Sono le particelle deputate al contrasto di alcune malattie allergiche (asma bronchiale, rinite allergica, orticaria...) e di parassitosi. Aumentano, durante fenomeni allergici di qualsiasi natura e in fenomeni infezioni da alcuni tipi di parassiti e nel caso di autoimmunità.  Diminuiscono in caso d’infezioni batteriche gravi.

 

Fonte: http://farrapo.awardspace.com/2/Esami%20ematochimici.doc

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

Parola chiave google : eosinofilo tipo file : doc

 

 


 

Eosinofili che cosa sono

ELEMENTI FIGURATI DEL SANGUE

Il sangue è un tessuto la cui matrice extracellulare è liquida ed in continuo movimento. E’ un fluido leggermente (pH= 7,4), dal colore rosso vivace, viscoso, il cui volume è pari al 7% del peso corporeo (5 litri ca.); la funzione principale è quella di trasporto di sostanze.
Possiamo distinguere:
1)      una parte corpuscolata o figurata, formata da eritrociti, leucociti e piastrine
2)      una parte liquida detta plasma, che rappresenta la matrice extracellulare

Il sangue, prelevato e trattato con anticoagulanti, può essere separato per centrifugazione in tre strati:
a)      lo strato più denso, formato da eritrociti (44%)
b)      buffy coat, (1%), uno straterello bianco-grigiastro che si deposita sopra gli eritrociti, costituito da leucociti e piastrine
c)      plasma (55%), il sopranatante formato da un liquido giallo paglierino
Ematocrito: volume occupato da eritrociti e leucociti.

 

B) Leucociti o globuli bianchi
Sono cellule nucleate coinvolte nella difesa dell’organismo, contro l’aggressione da agenti esterni (batteri, virus, funghi, etc.) e contro corpi estranei che abbiano superato la barriera epitelia­le della cute o delle mucose.
Si formano nel midollo osseo, si muovono nel sangue e dopo uno-due giorni fuoriescono dai vasi e vanno nei tessuti (in particolare nei connettivi) dove svolgono la loro azione; sono richiamati da fattori chemiotattici rilasciati nelle aree di infiammazione per presenza di un agente patogeno o di un corpo estraneo (chemiotassi). I globuli bian­chi sono in grado di sviluppare una locomozione molto atti­va; questa proprietà è associata ad una spiccata deformabilità della cellula che ne permette la fuoriuscita dai vasi sanguigni mediante un pro­cesso chiamato diapedesi
Sono comprese nel termine generico di leucociti popola­zioni cellulari assai eterogenee fra loro per forma e funzioni, quali i granulociti, i monociti e i linfociti. Tradiziona­lmente si assegnava alle prime due classi di cellule le funzioni di dife­sa innata o aspecifica, mediate dal processo della fagocitosi, e ai linfociti le funzioni di difesa specifica, mediate dalla sintesi e secrezione degli anticorpi e delle linfochine. In real­tà, oggi sappiamo che anche i processi della cosiddetta difesa aspecifica sono innescati e controllati da molecole (anticorpi e/o linfochine) utilizzati - ma non prodotti - dai granulociti e dai monociti.

In base alla presenza di granuli nel loro citoplasma si dividono in:
1)      granulociti, con presenza di granuli specifici (detti anche polimorfonucleati- PMF)

    • neutrofili (50-70%)
    • eosinofili (2-3%)
    • basofili (0,1-1%)

2)      agranulociti, hanno solo granulazioni aspecifiche (lisosomi):

    • monociti (3-8%)
    • linfociti (20-30%)
  • Granulociti neutrofili

Sono i più numerosi, presentano nucleo lobato (3-5 lobi); la forma polilobata del nucleo è assai irregolare, per questa ragione i neutrofili sono anche indicati con il termine di granulociti polimorfonucleati 
Hanno vita breve, 12-14 ore, e sono le prime cellule coinvolte nelle infezioni batteriche; la loro funzione principale è la fagocitosi, , l'uccisione e la digestione dei batteri che penetrano nell’organismo.
Presentano granuli primari, che sono essenzialmente lisosomi e granuli secondari, detti anche specifici, ricchi di enzimi.
La funzione primaria dei granulociti neutrofili è la fagocito­si, l'uccisione e la digestione dei batteri che penetrano nell'or­ganismo.
I granulociti neutrofili hanno un periodo di permanenza nel sangue circolante di sole 6-7 ore: transitano nel circolo sanguigno soltanto il tempo necessario per raggiungere le mucose o i siti ove è necessario contrastare una pene­trazione batterica già avvenuta.
 In condizioni normali circa la metà dei neutrofili circolano liberi nel sangue, formando il cosiddetto pool circolante; gli altri sono in parte adesi debolmen­te alle pareti vasali ed in parte contenuti nei connettivi lassi dei vari distretti dell'organismo (pool marginato).
Dopo l’ingestione di batteri o di altri corpi estranei, i granuli specifici si fondono con il fagosoma e vi riversano le molecole in essi contenute. Una di queste è il lisozima, un enzima in grado di idrolizzare i legami glicosidici  peculiari della parete batterica; un'altra è la lattoferrina, che lega gli ioni ferrici sottraendoli alle necessità vitali dei batteri.  
 Dopo i granuli specifici, anche i granuli primari si fondono con il fagosoma. Questi - che sono lisosomi primari modificati - veicolano idrolisi acide e mieloperossidasi che, in presenza di ioni cloro e perossido d'idrogeno, produce acido ipocloroso, dotato di forte attività battericida.
II granulocito neutrofìlo possiede, dunque, diversi meccanismi battericidi che gli conferiscono una capacità di "superuccidere” (overkill) i batteri.
I neutrofili di solito de­generano dopo la digestione del materiale fagocitato ed insie­me ai residui cellulari e al materiale estraneo fagocitato dan­no origine al cosiddetto pus.

 

  • Granulociti eosinofili

Sono molto  mobili, abbandonano rapidamente il sangue per penetrare nei connettivi. Presentano un nucleo bilobato; hanno una specifica azione contro i parassiti e modulano le reazioni infiammatorie innescate dai granulociti basofili/mastociti.
Presentano un nucleo bilobato e iI citoplasma è ricco di granuli specifìci, che contengono una proteina fortemente basica detta MBP (proteina basica maggiore), oltre a svariati enzimi lisosomiali.
In genere, circa 5 minuti dopo la pene­trazione di un parassita nel tessuto connettivo, si ha un accu­mulo di mastociti e basofili nella sede interessata. In circa 15 minuti un grande numero di eosinofili si concentra nella zona migrando dal sangue circolante in risposta ai vari fattori chemiotattici secreti sia dai mastociti, sia dai linfociti T.
 Entro cir­ca 2 ore dall'invasione, gli eosinofili circondano i parassiti si­no ad incapsularli e rilasciano il contenuto dei granuli, fra cui l'MBP e le altre sostanze in grado di ucciderli.
Analogamente a quanto avviene per i basofili, anche la degranulazione de­gli eosinofili è secondaria alla presenza di anticorpi specifici diretti contro il parassita, appartenenti però alla classe IgG.
I granulociti eosinofili svolgono un ruolo anche nei proces­si infiammatori non provocati da parassiti. Anche in questi casi essi sono richiamati nella sede dai mastociti e dai granu­lociti basofili, ma probabilmente per svolgere un ruolo diver­so: spegnere il processo infiammatorio.
Gli eosinofili conten­gono infatti l'enzima istaminasi, per mezzo del quale sono in grado di degradare l’istamina, e l'enzima arilsulfatasi, che è capace di inattivare il leucotriene C.

 

  • Granulociti basofili

Presentano numerosi granuli specifici che mascherano il nucleo (è suddiviso in 2-3 lobi ).
Sono responsabili dei sintomi associati alle reazioni allergiche: i granuli specifici dei basofili sono molto si­mili a quelli dei mastociti (sono omologhi ai basofili, presenti a livello tissutale), l'esocitosi è generalmente mediata da anticorpi della classe IgE  nel corso di una reazio­ne che viene definita di ipersensibilità immediata.
Alcuni antige­ni, detti allergèni, come quelli presenti nel polline, inducono i linfociti a produrre anticorpi della classe IgE. Queste immuno-globuline si legano sulla membrana dei basofili e dei mastociti perché entrambi esprimono alla loro superfici un recettore per il frammento Fc delle IgE. Quando una seppur piccola quantità di uno di questi antigeni penetra di nuovo nell'orga­nismo, si lega alle IgE specifiche presenti sulla superficie dei basofili e dei mastociti, provocando l'esocitosi dei granuli.
Nei granuli dei basofili, come nei mastociti, sono imma­gazzinati l’istamina e, l’eparina ed il leucotriene C e vari fattori chemiotattici per i granulociti eosinofili.
L'istamina ed il leucotriene C sono responsabili di molti dei sintomi associati alle reazioni allergiche.

 

 

 

Fonte: http://www.liceomedi.com/public/doc/D090/Elementi_figurati_del_Sangue.doc

sito web : http://www.liceomedi.com/

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

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