Capo Verde
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CAPO VERDE
CONFINI E TERRITORIO:
Capo Verde, è un arcipelago appartenente al Senegal, formato da dieci grandi isole e cinque piccoli isolotti.
L’arcipelago si divide in due gruppi: sopravento a nord e sottovento a sud.
A sopravento appartengono le isole di: Santo Antão, São Vicente, Santa Luzia, São Nicolau, Sal e Boa Vista.
A sottovento appartengono: São Tiago, Brava, Fogo e Maio.
Capo Verde ha un origine vulcanica, ed è caratterizzato da rilievi, fatta eccezione per Sal, Boa Vista e Maio, tre isole pianeggianti.
Pico de Cano, è la vetta più alta (2829 m), situata nell’isola di Fogo, e costituisce l’unico vulcano attivo nelle isole.
CLIMA:
Capo Verde è caratterizzato da un clima tropicale secco, con lunghi periodi di siccità.
Con una temperatura media annua di 24°C, Capo Verde è bagnato dalle piogge nel periodo tra Agosto ed Ottobre.
FLORA E FAUNA:
La vegetazione è scarsa: solo le piante che resistono all’aridità di quei posti, possono sopravvivere.
Esempio di queste è l’aloe.
Anche la fauna è ridotta: l’arcipelago ospita solo lucertole, scimmie, capre selvatiche e molte specie di uccelli.
ORDINAMENTO DELLO STATO
Capo Verde è una repubblica Indipendente dal 5 Luglio 1975. la sua capitale è Praia sull’isola di Sào Tiago. In base alla Costituzione del 1981, il Partito africano per l’indipendenza di Capo Verde (PAICV) era l’unico partito politico legale; il potere legislativo era affidato a un’Assemblea nazionale che eleggeva il presidente, a cui spettava il potere esecutivo. Le riforme introdotte nel 1990 hanno tuttavia posto termine al ruolo dominante del PAICV, permettendo votazioni libere e democratiche per l’elezione del presidente e del Parlamento. Durante le elezioni del gennaio 1991, indette per nominare i 79 membri dell’Assemblea nazionale, il PAICV è stato sconfitto dal neonato Movimento per la democrazia (MPD). Le elezioni presidenziali del mese seguente hanno visto la sconfitta del presidente Aristides Pereira (in carica dal 1975) a opera del leader del MPD, Antonio Mascarenhas Monteiro.
ECONOMIA
L’ARCIPELAGO DI Capo Verde non ha un’economia molto sviluppata. A questo hanno contribuito la posizione strategica dell’arcipelago, e i disaccordi riguardanti la politica.
L’economia di Capo Verde è basata sulle colture di piantagione, la pesca ed il commercio di transito.
Il 43% della popolazione attiva è assorbita nel settore principale.
Nel 1999 il P.N.L. era di 569 milioni di dollari U.S.A., il P.N.L. pro capite era di 1.330 dillari U.S.A.
Circa la metà della popolazione si dedica all’agricoltura di sussistenza, ma il suolo, -di origine vulcanica– permette di coltivare solo nelle vallate; l’arativo invece, non raggiunge nemmeno il 10% della superficie territoriale.
Si ricavano solo minime quantità di mais, manioca,patate dolci, legumi e canna da zucchero, insufficienti per soddisfare le necessità interne. Per questo, la maggior parte della merce importata è costituita da prodotti alimentari, mentre vengono esportati solo banane e caffè.Un grave problema è quello della scarsità idrica, recentemente reso ancor più evidente dalla siccità, che ha colpito anche il bestiame (bovini, ovini, suini, e caprini).
Hanno anche una discreta importanza l’estrazione del sale e della pozzolana, e la pesca, che oltre a fornire il 30% del P.N.L., alimenta l’industria conserviera.
A riguardo di quest’ultima questa si ricordano alcune fabbriche per la lavorazione del tabacco, della canna da zucchero, distillerie di rum, cementifici….
Importanti, ma insufficienti sono gli aiuti esteri, usati soprattutto per potenziare le strutture idriche di questo piccolo Stato.
La politica economica mira ad una liberalizzazione del mercato tramite la privatizzazione delle imprese statali.
Per questo motivo, il governo nel 1993 ha autorizzato alcuni investitori stranieri ad occuparsi delle imprese passibili di privatizzazione.
Tuttavia Capo Verde, anziché verso l’Africa, ha rivolto il suo interesse verso Europa e Stati Uniti. Scarse sono le vie di comunicazioni: solo l’aeroporto di Espargos, ed il Porto Grande.
POPOLAZIONE
La popolazione è composta in prevalenza (71%) da creoli o mestiços. Discendenti dall’unione dei coloni europei con le popolazioni africane, mentre gli altri abitanti sono di ceppo africano. In base alle stime del 1998 la popolazione di Capo Verde è di circa 399.857 unità, con una densità media di 99 abitanti per km2. I tassi di incremento demografico sono sempre stati elevati; nel 1991, ad esempio, il tasso annuale ancora del 3,1%. Per questo motivo, e a causa delle ricorrenti siccità, l’emigrazione ha costantemente caratterizzato la vita delle isole e si è sistemato che più di 600.000 capoverdiani o loro discendenti vivano attualmente all’estero, più della metà risiedono negli STATI UNITI. Nei primi anni NOVANTA la speranza di vita degli abitanti di Capo Verde non superava i 68 anni di età.
La lingua ufficiale è il Portoghese, tuttavia viene abitualmente utilizzato il Crioulo, un dialetto creolo che unisce al portoghese molti elementi africani. Il 94% della popolazione professa la religione cattolica. La minoranza religiosa più considerata appartiene alla Chiesa Nazarena Protestante. I maggiori centri urbani sono Praia, la capitale (61:707 abitanti nel 1990), sull’isola di Sao Tiago, e Mindelo, principale porto e centro commerciale, sull’isola di Sao Vicente.
STORIA
Le isole furono utilizzate come punti di approdo dalle imbarcazioni da pesca senegalesi, prima dell’arrivo degli europei, intorno al 1456. Furono poi rivendicate da Portogallo nel 1460 che, poco dopo, le colonizzò. Nel 1495 l’arcipelago venne dichiarato possedimento della Corona portoghese e negli anni seguenti furono importati schiavi dal continente africano per coltivare la terra. Avendo raggiunto una discreta prosperità, le isole attirarono pirati e conquistatori stranieri (inglesi, olandesi e francesi) che le attaccarono ripetutamente nei secoli successivi. Nel 1876, quando fu abolito il commercio degli schiavi (per il quale le isole erano servite da porto di collegamento), la loro importanza diminuì sensibilmente, anche se la presenza di un porto per il carico del carbone e di una stazione sottomarina per comunicazioni via cavo presso Mindelo attrasse molte imbarcazioni fino alla prima guerra mondiale.
Il commercio riprese vigore intorno alla metà del XX secolo. Come altri possedimenti portoghesi in Africa, nel 1951 le isole furono designate come provincia d’oltremare. Dopo il colpo di stato in Portogallo, nell’Aprile del 1974 fu promessa dall’arcipelago L’autodeterminazione e le isole acquisirono l’indipendenza il 5 Luglio 1975. Sotto il primo presidente, Aristides Pereira, Capo Verde divenne uno stato monopartitico e non-allineato, ma fortemente dipendente dagli aiuti occidentali. Le riforme, entrate in vigore nel 1990, hanno permesso le prime elezioni presidenziali libere, vinte da Antonio Mascarenhas Monteiro nel 1991.
Fonte: http://www.itcromanazzi.it/indire/documenti/capoverde.doc
Autore del testo: non indicato nel documento di origine
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