Grammatica aggettivi avverbi pronomi verbi

 


 

Grammatica aggettivi avverbi pronomi verbi

 

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Grammatica aggettivi avverbi pronomi verbi

 

I pronomi

I PRONOMI PERSONALI SOGGETTO

 

io
tu
lui/lei/Lei
noi
voi
loro

 

  • Normalmente non si esprime il soggetto.
  • Si usa tu in situazioni informali.
  • Si usa Lei/lei in situazioni formali.
  • Si usa voi in situazioni informali e formali.

 


I PRONOMI PERSONALI DIRETTI

I pronomi personali diretti sostituiscono l’oggetto diretto.
(L’oggetto diretto risponde alla domanda Chi? Che cosa?)
p.es.  - Mangi la mela? (Che cosa mangi? La mela! )
- Sì, la mangio.

 

pronomi diretti atoni

         mi
ti
lo / la / La
ci
vi
li / le

 

  • Lo e la si possono apostrofare.

p.es.  - Hai mangiato la mela?
         - Sì, l’ho mangiata.

  • Li e le non si possono apostrofare.

p.es.  - Hai invitato i vicini?
         - Sì, li ho invitati.

 

  • I pronomi diretti atoni precedono immediatamente il verbo coniugato.

      p.es.  Luisa mi vuole conoscere.

  • Nella forma negativa la sequenza è sempre: non + pronome + verbo

         p.es.  Non lo so.

  • Quando c’è un infinito nella frase, i pronomi diretti atoni seguono quest’infinito, che perde la vocale finale, e si incorporano ad esso formando così una sola parola.

      p.es.  Sono contenta di vedervi!

 

  • Davanti al verbo avere si usa ce, soprattutto nelle risposte brevi con sì e no.

         p.es.  - Hai i libri d’italiano con te?
- Sì, ce li ho.

 


I PRONOMI PERSONALI INDIRETTI

I pronomi personali indiretti sostituiscono l’oggetto indiretto.
(L’oggetto indiretto risponde alla domanda A chi? A che cosa?)
p.es.  - Dai il libro a Roberto? (A chi dai il libro? A Roberto! )
- Sì, gli do il libro.

 

pronomi indiretti atoni

         mi                (= a me)
ti                 (= a te)
gli / le / Le    (= a lui / a lei / a Lei)
ci                 (= a noi)
vi                 (= a voi)
gli                (= a loro)

 

  • I pronomi indiretti atoni precedono immediatamente il verbo coniugato.

      p.es.  Paolo mi vuole scrivere.

  • Nella forma negativa la sequenza è sempre: non + pronome + verbo

         p.es.  - Hai chiamato Luigi?
- Non gli parlo da due settimane.

  • Quando c’è un infinito nella frase, i pronomi indiretti atoni seguono quest’infinito, che perde la vocale finale, e si incorporano ad esso formando così una sola parola.

      p.es.  Sei venuto per parlarmi?


LE FORME TONICHE DEI PRONOMI PERSONALI DIRETTI E INDIRETTI

Le forme toniche dei pronomi personali si usano:

  • per sottolineare, enfatizzare la persona indicata dal pronome diretto o indiretto.

p.es.  – Hai invitato Luigi alla festa?
– Sì, ho invitato anche lui!

  • per indicare un contrasto.

p.es.  – Paolo vuole scrivere a me, non a te!

  • quando i pronomi sono preceduti da una preposizione.

p.es.  – Hai comprato un regalo per Sandra e Gianni?.
- Sì, ho comprato due regali, uno per lei e l’altro per lui!

 

 

Forme toniche dirette

me
te
lui / lei / Lei
noi
voi
loro

 

Forme toniche indirette

a me
a te
a lui / a lei / a Lei
a noi
a voi
a loro

 

  • Le forme toniche dirette e indirette si mettono dopo il verbo, spesso alla fine della frase.

 

  • Quando questi pronomi seguono parole come dentro, fuori, prima, dopo, sopra, sotto, senza, dietro sono preceduti solitamente da di.

p.es. I vicini che vivono sotto di noi hanno avuto un figlio.

  • Con le seguenti esclamazioni si usano i pronomi tonici:

Povero te!
Beato te!


CI DI LUOGO

Il pronome atono ci può avere la funzione di avverbio di luogo, quindi può sostituire un’indicazione di luogo.
p.es.  - Vai spesso in Italia?
         - Sì, ci vado almeno una volta all’anno.

Il ci di luogo si usa anche con il verbo essere nel senso di “esistere, trovarsi”.
p.es.  Quanti chilometri ci sono da Torino a Palermo?
Ci sono tanti tipi strani nel mondo.

 

  • Siccome il ci di luogo è un pronome atono, precede immediatamente il verbo coniugato.

      p.es.  - Vai spesso in Italia?
- Ci vado tutti gli anni.

  • Quando c’è un infinito nella frase, il ci di luogo segue quest’infinito, che perde la vocale finale, e si incorpora ad esso formando così una sola parola.

      p.es.  - Ti piace l’Italia?
- Sì, mi piacerebbe molto andarci.

 

 

I PRONOMI dimostrativi

Quando questo e quello si usano senza sostantivo, sono dei pronomi.
p.es.  - Quali stivali desidera provare?
                   - Quelli neri con il tacco alto.

 

 

singolare

 

plurale

 

maschile

 

questo
quello

 

questi
quelli

 

femminile

 

questa
quella

 

queste
quelle

 


I PRONOMI POSSESSIVI

 

maschile

 

femminile

 

singolare

 

plurale

 

singolare

 

plurale

 

mio
tuo
suo
nostro
vostro
loro

 

miei
tuoi
suoi
nostri
vostri
loro

 

mia
tua
sua
nostra
vostra
loro

 

mie
tue
sue
nostre
vostre
loro

 

Le forme dell’aggettivo possessivo si possono anche usare come pronomi, cioè, senza sostantivo. Il pronome allora sostituisce il sostantivo.
p.es.  La mia ragazza si chiama Silvia, e la tua?

 

Il pronome possessivo è solitamente preceduto dall’articolo determinativo.
p.es.  Mia madre è più severa della tua.

! Nel caso di risposte brevi di solito non si mette l’articolo davanti al
pronome possessivo.
p.es.  - Di chi è quella casa? E’ di Roberto?
                   - Sì, è sua.

! Nelle domande in cui il pronome segue il verbo essere non si mette
l’articolo.
p.es.  - Quella casa è tua?
                   - No, non è mia, è di mio fratello.

Una “quasi” regola: se c’è l’articolo nella domanda, si ripete nella risposta.
p.es.  - Questa è la vostra camera?
                   - No, non è la nostra.


I verbi

L’INDICATIVO PRESENTE

L’indicativo presente indica azioni che si svolgono nel momento stesso in cui si parla.

 

L’indicativo presente con valore di futuro

In italiano si può usare l’indicativo presente per indicare azioni future rispetto al presente.
p.es.  Questo pomeriggio vado dal parrucchiere.

 

I verbi regolari

 

parlare

(io)    parlo
(tu)   parli
(lui)   parla
(noi)  parliamo
(voi)  parlate
(loro) parlano

 

studiare

(io)    studio
(tu)   studi
(lui)   studia
(noi)  studiamo
(voi)  studiate
(loro) studiano

 

chiamarsi

(io)    mi chiamo
(tu)   ti chiami
(lui)   si chiama
(noi)  ci chiamiamo
(voi)  vi chiamate
(loro) si chiamano

 

scrivere

(io)    scrivo
(tu)   scrivi
(lui)   scrive
(noi)  scriviamo
(voi)  scrivete
(loro) scrivono

 

dormire

(io)    dormo
(tu)   dormi
(lui)   dorme
(noi)  dormiamo
(voi)  dormite
(loro) dormono

 

capire

(io)    capisco
(tu)   capisci
(lui)   capisce
(noi)  capiamo
(voi)  capite
(loro) capiscono

 

L’accento della 3° persona plurale (loro) corrisponde a quello della 1° persona singolare (io).

 


I verbi irregolari

 

essere

(io)    sono
(tu)   sei
(lui)   è
(noi)  siamo
(voi)  siete
(loro) sono

 

avere

(io)    ho
(tu)   hai
(lui)   ha
(noi)  abbiamo
(voi)  avete
(loro) hanno

 

fare

(io)    faccio
(tu)   fai
(lui)   fa
(noi)  facciamo
(voi)  fate
(loro) fanno

 

sapere

(io)    so
(tu)   sai
(lui)   sa
(noi)  sappiamo
(voi)  sapete
(loro) sanno

 

potere

(io)    posso
(tu)   puoi
(lui)   può
(noi)  possiamo
(voi)  potete
(loro) possono

 

andare

(io)    vado
(tu)   vai
(lui)   va
(noi)  andiamo
(voi)  andate
(loro) vanno

 

venire

(io)    vengo
(tu)   vieni
(lui)   viene
(noi)  veniamo
(voi)  venite
(loro) vengono

 

dire

(io)    dico
(tu)   dici
(lui)   dice
(noi)  diciamo
(voi)  dite
(loro) dicono

 

uscire

(io)    esco
(tu)   esci
(lui)   esce
(noi)  usciamo
(voi)  uscite
(loro) escono

 

volere

(io)    voglio
(tu)   vuoi
(lui)   vuole
(noi)  vogliamo
(voi)  volete
(loro) vogliono

 

stare

(io)    sto
(tu)   stai
(lui)   sta
(noi)  stiamo
(voi)  state
(loro) stanno

 

dovere

(io)    devo
(tu)   devi
(lui)   deve
(noi)  dobbiamo
(voi)  dovete
(loro) devono


 

 

dare

(io)    do
(tu)   dai
(lui)   dà
(noi)  diamo
(voi)  date
(loro) danno

 

spegnere

(io)    spengo
(tu)   spegni
(lui)   spegne
(noi)  spegniamo
(voi)  spegnete
(loro) spengono

 


IL PASSATO PROSSIMO

Il passato prossimo indica azioni avvenute nel passato.
Si forma con l’indicativo presente di essere o avere + il participio passato del verbo principale.

 

La formazione del participio passato

Il participio passato regolare

cant - ARE            cant - ATO
sent - IRE             sent - ITO
cred - ERE            cred - UTO

 

Il participio passato irregolare

 

chiudere               chiuso
decidere               deciso
dividere                diviso
prendere               preso

 

venire                            venuto
piacere                 piaciuto
bere                      bevuto
vivere                            vissuto

 

correre                  corso
perdere                 perso

 

mettere                messo
succedere             successo

 

nascere                nato
essere                  stato

 

piangere               pianto
vincere                 vinto
spegnere              spento

 

correggere            corretto
cuocere                cotto
dire                      detto
fare                      fatto
leggere                 letto
scrivere                scritto
tradurre                tradotto

 

chiedere               chiesto
proporre                proposto
rimanere               rimasto
rispondere            risposto
vedere                  visto

 

aprire                    aperto
offire                    offerto

 

scegliere               scelto

 


Essere o avere?

Si usa avere con in verbi transitivi (i verbi che hanno un oggetto diretto).
p.es.  Ho letto un articolo molto interessante.

Si usa essere con i verbi intransitivi (i verbi che non hanno un oggetto diretto). Sono soprattutto verbi di

  • moto (andare, arrivare, tornare,...)
  • stato (stare, rimanere,...)
  • cambiamento di stato (diventare, nascere,...)

p.es.  La settimana scorsa sono rimasta a casa.

!! Con i verbi bastare, costare, mancare, piacere, sembrare e succedere si
usa anche essere.
p.es.  Quanto è costata questa maglietta?
                   Parigi mi è piaciuta molto!

Con i verbi riflessivi si usa sempre essere.
p.es.  Mi sono appena lavata le mani.

! Alcuni verbi possono a volte essere usate come riflessivi per sottolineare
l’azione e il piacere.
p.es.  Ieri sera mi sono bevuta un buon bicchiere de vino!

 

L’accordo del participio passato

Quando l’ausiliare è essere, il participio passato si accorda con il soggetto.
p.es.  Mia madre è venuta a Parigi con me.

Quando l’ausiliare è avere e c’è un pronome diretto (lo, la, li o le) nella frase, il participio passato si accorda con il pronome diretto.
p.es.  - Hai chiamato i tuoi genitori?
                   - Sì, li ho chiamati ieri sera.

 

In tutti gli altri casi, non c’è accordo.

         p.es.  Abbiamo comprato una macchina nuova.

 

 


L’INDICATIVO FUTURO SEMPLICE

 

L’indicativo futuro semplice si usa per indicare azioni future rispetto al presente. Sopratutto per esprimere promesse, fare previsioni, parlare di progetti futuri.

 

Il futuro semplice si può anche usare per fare delle ipotesi.

p.es. Dove sarà Giovanni in questo momento?

 

 

I verbi regolari

 

 

partire

 

(io)    partirò

(tu)   partirai

(lui)   partirà

(noi)  partiremo

(voi)  partirete

(loro) partiranno

 

 

prendere

 

(io)    prenderò

(tu)   prenderai

(lui)   prenderà

(noi)  prenderemo

(voi)  prenderete

(loro) prenderanno

 

 

parlare

 

(io)    parlerò

(tu)   parlerai

(lui)   parlerà

(noi)  parleremo

(voi)  parlerete

(loro) parleranno

 

 

Nella coniugazione dei verbi in –ire non c’è differenza al futuro tra i verbi tipo partire e quelli tipo finire.

 

Al futuro semplice i verbi regolari della coniugazione in –are trasformano in e la a dell’infinito.

 

Alcuni casi particolari

 

 

cercare

 

(io)    cercherò

         ...

 

 

pagare

 

(io)    pagherò

         ...

 

 

Nei verbi in –care e –gare si aggiunge una h prima della e.

 

 

baciare

 

(io)    bacerò

         ...

 

 

mangiare

 

(io)    mangerò

         ...

 

 

I verbi in –ciare e –giare perdono la i.


 

I verbi irregolari

 

 

essere                  sarò

fare                      farò

dare                     darò

stare                     starò

 

 

venire                            verrò

tenere                  terrò

bere                      berrò

volere                            vorrò

rimanere               rimarrò

 

 

avere                    avrò

potere                   potrò

vedere                  vedrò

andare                  andrò

 

 

dovere                  dovrò

sapere                  saprò

vivere                            vivrò

 

 

 


IL CONDIZIONALE DI VOLERE

 

Si usa per esprimere un desiderio o fare una richiesta e per offrire in modo gentile.

         p.es.  - Cosa vorrebbe bere?

                   - Vorrei un bicchiere di vino rosso.

 

 

volere

 

(io)    vorrei

(tu)   vorresti

(lui)   vorrebbe

(noi)  vorremmo

(voi)  vorreste

(loro) vorrebbero

 

 

 

 

 

IL GERUNDIO

 

Il gerundio regolare

 

cant - ARE            cant - ANDO

legg - ERE            legg - ENDO

sent - IRE             sent - ENDO

 

 

Il gerundio irregolare

 

dire                      DICENDO

fare                      FACENDO

bere                      BEVENDO

 

 

Stare + gerundio

 

La forma ‘stare + gerundio’ si usa per parlare di ciò che sta succedendo in questo momento.

p.es. Sto parlando.

                  Ci stiamo lavando.

 

La forma ‘stare al futuro + gerundio’ si usa spesso per fare delle ipotesi.

p.es. Cosa starà facendo Gianni in questo momento?

 

 


LA FORMA IMPERSONALE DEI VERBI

 

La forma impersonale dei verbi si usa quando la persona che compie l’azione non è determinata, quando il soggetto non è preciso.

 

 

Si può esprimere in vari modi:

 

con l’uso del verbo alla seconda persona singolare (tu):

p.es.  - In Italia (tu) devi lavorare per 35 anni per andare in

  pensione.

 

con l’uso della particella si + verbo alla terza persona singolare

p.es.  - In Italia si deve lavorare per 35 anni per andare in pensione.

 

  • Nella forma negativa la sequenza è sempre: non + si + verbo

         p.es.  – In quel ristorante non si mangia bene.

 

  • Con i verbi riflessivi nella forma impersonale, la particella si del riflessivo diventa ci.

         p.es.  – Ci si veste eleganti quando si va ai matrimoni.

 

 

 

 

LA FORMA NEGATIVA

 

La negazione non si mette davanti al verbo.

p.es.  (Tu) non studi cinese.

 

 

 

 

L’USO DEL VERBO PIACERE

 

Con il verbo piacere si usa sempre un pronome indiretto.

         p.es. Ti piace la moda italiana?

 

Il soggetto di (non) mi piace può essere un infinito o un nome al singolare.

         p.es.  Non mi piace leggere.

                   Mi piace lo sport.

 

Il soggetto di (non) mi piacciono è sempre un nome al plurale.

         p.es.  Mi piacciono gli spaghetti.


L’USO DEL VERBO DISPIACERE

 

Con il verbo dispiacere si usa sempre un pronome indiretto.

         p.es. Mi dispiace, non lo so.

Ti dispiace aprire la finestra?

                   Vi dispiace se fumo una sigaretta?

 

Il verbo dispiacersi si costruisce come il verbo piacere, ma non è la sua forma negativa.

 

 

  • Si usa per esprimere dispiacere, per scusarsi.

p.es. - Mi  sa dire dov’è la biblioteca comunale?

                   - Mi dispiace, non lo so.

 

  • La domanda ‘Ti dispiace + infinito’ si usa per chiedere un favore.

         p.es. Ti dispiace aprire la finestra?

 

  • La domanda ‘Ti dispiace + se + verbo coniugato’ si usa per chiedere il permesso.

         p.es. Ti dispiace se apro la finestra?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’USO DEL VERBO VOLERCI

 

Il verbo volerci significa in generale “esserenecessario, occorrere”.

 

Il verbo volerci si usa sempre alla terza persona singolare o plurale, a seconda del soggetto.

p.es. Da Piacenza a Torino ci vuole circa un’ora. (singolare)

         Da Roma a Napoli ci vogliono circa due ore. (plurale)

 

 


L’USO DEI VERBI SAPERE E CONOSCERE

 

Sapere + infinito: sapere esprime un’abilita.

Nelle risposte si deve ripetere l’infinito.

         p.es.  - Sai cucinare?

                   - No, non so cucinare.

 

 

Sapere + frase: sapere esprime una conoscenza.

Nelle risposte si usa solitamente il pronome lo.

         p.es.  - Sai come si chiama questa ragazza?

                   - No, non lo so.

 

 

Conoscere + nome: conoscere esprime una conoscenza.

Nelle risposte si usa solitamente un pronome diretto.

         p.es.  - Conosci la storia di Cappuccetto Rosso?

                   - Sì, la conosco.

 

 


 

Gli articoli

 

GLI ARTICOLI DETERMINATIVI E INDETERMINATIVI

 

  •  
  • l’articolo determinativo
  •          maschile
  •          singolare                                 plurale
  •  
  •          IL figlio                                    I figli
  •          L’aperitivo                                GLI aperitivi
  •          LO zio                                               GLI zii
  •          LO studente                                      GLI studenti
  •  
  •          femminile
  •          singolare                                 plurale
  •  
  •          LA figlia                                   LE figlie
  •          L’amica                                    LE amiche
  •         
  •  
  • l’articolo indeterminativo
  •          maschile
  •          singolare                                 plurale
  •  
  •          UN figlio                                  DEI figli
  •          UN aperitivo                             DEGLI aperitivi
  •          UNO zio                                   DEGLI zii
  •          UNO studente                          DEGLI studenti
  •  
  •          femminile
  •          singolare                                 plurale
  •  
  •          UNA figlia                                DELLE figlie
  •          UN’amica                                 DELLE amiche
  •         
  •  
  •  
  • Gli articoli vanno sempre prima dei nomi.
  •  
  •  
  • L’articolo indeterminativo si usa quando il nome non è definito, non è precisato.

         p.es.  Mi passi un dizionario, per favore?


  • L’articolo determinativo si usa:
  • quando il nome è determinato

p.es.  Mi passi il dizionario di Sara, per favore?

  • con nomi astratti o nomi che indicano una categoria

                   p.es.  Il cinema è una mia passione.

                            L’amore è una cosa meravigliosa.

  • con i nomi geografici, ma normalmente NON con quelli che indicano le città.

p.es.  Il Nilo è il fiume più lungo del mondo.

           Napoli è una città sporca.

  •  
  •  

GLI ARTICOLI PARTITIVI

  •  
  • Del, dell’, dello, della, dei, degli e delle si possono usare per indicare una quantità indeterminata.
  • (Le forme singolari si usano con nomi che non hanno di solito il plurale; le forme plurali corrispondono all’articolo indeterminativo.)
  •          p.es.  Devo comprare della farina.
  •                    Devo comprare dei fagioli.

 

I nomi (= i sostantivi)

 

Il plurale regolare

  •  
  •  
  • sostantivi in -o
  •         
  • singolare                                 plurale
  •  
  •          il soggiorno                             I SOGGIORNI
  •          l’aperitivo                                GLI APERITIVI
  •  
  •      !!  la mano                                   LE MANI
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  • sostantivi in -a
  •  
  • singolare                                 plurale
  •  
  •          la casa                                     LE CASE
  •          la turista                                  LE TURISTE
  •  
  • il problema                               I PROBLEMI
  • il turista                                   I TURISTI
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  • sostantivi in -e
  •         
  • singolare                                 plurale
  •  
  •          il padre                                    I PADRI
  •          la madre                                  LE MADRI
  •  

 

 


Alcuni plurali particolari

  •  
  •  
  • sostantivi in -o
  •         
  • singolare                                 plurale
  •  
  •          -io                                           -ii/-i
  •          lo zio                                       GLI ZII
  •          il figlio                                     I FIGLI
  •  
  •          -go                                         -ghi/-gi
  •          l’albergo                                  GLI ALBERGHI (accento sulla penultima sillaba)
  •          lo psicologo                             GLI PSICOLOGI (accento sulla terzultima sillaba)
  •  
  •  
  •          -co                                         -chi/-ci
  •          il tedesco                                 I TEDESCHI (accento sulla penultima sillaba)
  •          il medico                                  I MEDICI (accento sulla terzultima sillaba)
  •  
  •  
  • Però, ci sono molte eccezioni:
  •          p.es.  amico                   →    amici
  •                    greco          →    greci
  •  
  •  
  •  
  • sostantivi in -a
  •         
  • singolare                                 plurale
  •  
  •          -ca                                          -che/-chi
  •          l’amica                                     LE AMICHE
  •          il monarca                               I MONARCHI
  •  
  •          -ga                                         -ghe/-ghi
  •          la collega                                 LE COLLEGHE
  •          la belga                                   LE BELGHE
  •          il collega                                  I COLLEGHI
  •       !! il belga                                    I BELGI
  •  
  •  

  •  
  •  
  • sostantivi in -e
  •         
  • singolare                                 plurale
  •  
  •          la moglie                                 LE MOGLI
  •  

 

 

Il plurale delle parole in –cia e –gia

 

 

singolare                                   plurale

 

         la farmacia                                LE FARMACIE

         l’allergia                                     LE ALLERGIE

 

la provincia                                LE PROVINCE

         la spiaggia                                 LE SPIAGGE

 

         la camicia                                  LE CAMICIE

la ciliegia                                   LE CILIEGIE

 

 

La i c’èanche al plurale quando

  • la i ha l’accento com in farmacia, il plurale è farmacie
  • prima della parte finale –cia e –gia c’è una vocale (ciliegia)

 

La i non c’è al plurale quando

  • prima della parte finale –cia e –gia c’è una consonante (spiaggia)

 

 


Il plurale IRregolare

 

 

singolare                                 plurale

 

         la città                                     LE CITTA’

         l’università                              LE UNIVERSITA’

il caffè                                     I CAFFE’

 

l’autobus                                 GLI AUTOBUS

il tram                                     I TRAM

il bar                                       I BAR

 

la bici                                      LE BICI

la moto                                    LE MOTO

il cinema                                 I CINEMA

 

la crisi                                     LE CRISI

la tesi                                               LE TESI

l’analisi                                    LE ANALISI

 

      !  il re                                         I RE

     !!  l’uomo                                     GLI UOMINI

 

 

 

 

 


IL GENERE DEI NOMI

 

In italiano ci sono due generi: il machile e il femminile.

Non è sempre facile sapere quali nomi sono maschili e quali femminili.

Ecco alcuni trucchi:

 

Secondo la terminazione sono solitamente di genere maschile:

  • i nomi in –o      p.es. il bambino
  • i nomi in –ma   p.es. il problema
  • i nomi in –ore   p.es. il fiore
  • i nomi in –one  p.es. il sapone
  • i nomi in –ale   p.es. il giornale
  • i nomi in –ile    p.es. il fucile

 

Secondo la terminazione sono di genere maschile e femminile:

  • i nomi in –ista  p.es. il turista, la turista

 

Secondo la terminazione sono solitamente di genere femminile:

  • i nomi in –a      p.es. la bambina
  • i nomi in –tà    p.es. la città
  • i nomi in –tù    p.es. la gioventù
  • i nomi in –i       p.es. la tesi
  • i nomi in –ione p.es. la lezione
  • i nomi in –ie     p.es. la serie
  • i nomi in –ice   p.es. la lavatrice

 

I nomi che terminano in consonante sono solitamente di genere maschile. Sono soprattutto parole di origine straniera:

         p.es. il bar

 

Però, ci sono molte eccezioni:

         p.es. il pilota, la canzone, la radio, la mano, l’e-mail (f.)


  •  

Gli aggettivi

  •  
  • L’aggettivo determina il nome a cui si riferisce.
  •  
  •  
  • IL PLURALE DEGLI AGGETTIVI
  •  
  •  
  • aggettivi in –o/-a
  •         
  • singolare                                 plurale
  •  
  •          l’appartamento nuovo              GLI APPARTAMENTI NUOVI
  •          la casa nuova                          LE CASE NUOVE
  •  
  •  
  •  
  • aggettivi in –e
  • singolare                                 plurale
  •  
  •          il bambino grande                    I BAMBINI GRANDI
  •          la bambina grande                            LE BAMBINE GRANDI
  •  

 

 

Sostantivi usati come aggettivi sono invariabili.

         p.es.  Gli abiti rosa.

                   Il muro viola.

 

 

 

 


  • GLI AGGETTIVI BELLO E BUONO
  •  
  • Se gli aggettivi bello e buono sono dopo il nome, seguono la regola dei normali aggettivi in –a e –o.
  •          p.es.  I suoi libri sono proprio belli!
  •  
  • Bello
  •  
  • Se bello è prima del nome, segue la regola dell’articolo determinativo.
  •  

il                 libro                               i                  libri

il BEL                                                i BEI

 

l’                 albero                                     gli               alberi

il BELL’                                              i BEGLI

 

lo                stadio                                      gli               stadi

il BELLO                                            i BEGLI

 

 

la                ragazza                          le                ragazze

la BELLA                                            le BELLE

 

l’                 idea                               le                idee

la BELL’                                             le BELLE

  •  

Buono

 

  • Se buono è prima del nome, segue la regola dell’articolo indeterminativo. Il plurale di buono è regolare.
  •  

un               bambino                         dei              bambini

un BUON                                           dei BUONI

 

un               artista                                     degli           artisti

un BUON                                           dei BUONI

 

uno             studente                        degli           studenti

un BUONO                                        dei BUONI

 

 

una             ragazza                          delle            ragazze

una BUONA                                       delle BUONE

 

un’              amica                             delle            amiche

una BUON’                                        delle BUONE


GLI AGGETTIVI POSSESSIVI

 

 

IL       MIO   libro

LA      MIA    casa

I        MIEI  libri

LE      MIE    case

 

IL       TUO   libro

LA      TUA   casa

I        TUOI  libri

LE      TUE   case

 

IL       SUO   libro

LA      SUA   casa

I        SUOI  libri

LE      SUE   case

 

IL       SUO   libro

LA      SUA   casa

I        SUOI libri

LE      SUE   case

 

 

IL    NOSTRO libro

LA   NOSTRA casa

I     NOSTRI  libri

LE   NOSTRE  case

 

IL    VOSTRO libro

LA    VOSTRA casa

I      VOSTRI  libri

LE    VOSTRE  case

 

IL       LORO libro

LA      LORO casa

I        LORO libri

LE      LORO case

 

 

 

Quando il sostantivo non è precisato, si usa l’articolo indeterminativo.

         p.es.  Un mio amico mi ha consigliato questo ristorante.

 

L’uso dell’articolo davanti all'aggettivo possessivo

 

 

regola:        ARTICOLO + POSSESSIVO + NOME

 

                   p.es.  LA mia casa

                                      I miei amici

                                      IL mio cane

 

         ! eccezione: LEGAMI FAMILIARI AL SINGOLARE

                            / + POSSESSIVO + NOME

 

                            p. es. / mio figlio

                                               / vostra zia

                                     / sua sorella

 

                   !! eccezione:         LORO

                                               ARTICOLO + POSSESSIVO + NOME

 

                                     p.es.  IL loro cugino

 

 

In alcune espressioni, l’aggettivo possessivo è dopo il nome.

         p.es.  Vieni a casa mia o ci vediamo in città?

                   Mamma mia!


Gli aggettivi dimostrativi

 

 

 

QUESTO libro                                    QUESTI libri

QUESTO/QUEST’appartamento          QUESTI appartamenti

QUESTO studente                             QUESTI studenti

 

QUESTA casa                                    QUESTE case

QUESTA/QUEST’amica                      QUESTE amiche

 

 

 

 

il                 libro                               i                  libri

quel                                                  QUEI

 

l’                 appartamento                 gli               appartamenti

QUELL’                                              QUEGLI

 

lo                studente                        gli               studenti

QUELLO                                            QUEGLI

 

 

la                casa                               le                case

QUELLA                                             QUELLE

 

l’                 amica                             le                amiche

QUELL’                                              QUELLE

 

 

 


Gli aggettivi di quantita’

 

-        poco

+       un po’

++     molto/ tanto

+++ troppo

 

Quando troppo, molto, tanto e poco accompagnano un nome (sostantivo), sono variabili.

p.es. Ha tanti soldi.

 

Quando un po’ accompagna un nome (sostantivo), si usa di

p.es. Vorrei un po’ d’acqua.

 

(In tutti gli altri casi troppo, molto, tanto, un po’ e poco sono invariabili.)

 


  •  

Gli avverbi

 

L’avverbio serve a determinare

  • un verbo

              p.es. Dobbiamo andare lentamente.

  • un aggettivo

p.es. E’ un amico veramente speciale.

  • un altro avverbio

p.es. Con lui mi trovo veramente bene.

 

 

 

Gli AVVERBI di MoDO

 

Questi avverbi indicano il modo, la maniera in cui si fa qualcosa.

 

 

Formazione:

 

Si aggiunge il suffisso-mente al femminile degli aggettivi.

 

 

aggettivo

 

caldo

felice

! difficile

! particolare

 

 

formazione dell’avverbio

 

calda + mente

felice + mente

! difficil + mente

! particolar + mente

 

 

avverbio

 

caldamente

felicemente

! difficilmente

! particolarmente

 

Se l’ultima sillaba dell’aggettivo è –le o –re, si elimina la e finale.

 

 

Forme irregolari

 

 

aggettivo

 

leggero

violento

buono

cattivo

 

 

avverbio

 

leggermente

violentemente

bene         

male

 

 


Gli AVVERBI di Dubbio

 

Questi avverbi mettono in dubbio un evento o un fatto.

 

 

Forse

Magari

Probabilmente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli AVVERBI di quantita’

 

Questi avverbi indicano in modo non preciso, indefinito, una quantità.

 

 

--                niente

-                 poco

+                un po’

++              abbastanza

+++            molto/ tanto

++++         troppo

 

 

Tutti questi avverbi sono invariabili.

         p.es.  La tua casa è molto bella e abbastanza grande.

         Ho studiato poco.

         Questo libro è troppo difficile.

Ti alzi sempre molto presto?

Queste bistecche sono un po’ dure.

 

Con niente il verbo è alla forma negativa.

         p.es.  Lo spettacolo non era niente male!

 

 


Gli AVVERBI di FREQUENZA

 

Questi avverbi indicano la frequenza con la quale si fa l’azione.

 

 

Sempre

Quasi sempre

Di solito / Solitamente

Spesso

A volte

Raramente

Quasi mai

Mai

 

 

 

  • Con mai e quasi mai il verbo è alla forma negativa.   

p.es. Non vado mai in discoteca.

 

 

 

 

 

 

 

La posizione degli avverbi

 

Solitamente gli avverbi vanno dopo il verbo.

 

 


 

Le preposizioni

 

 

Andare

Essere

Abitare

Venire

 

 

IN

 

 

+ Paese, regione

 

p.es. Vado in Italia.

 

A

 

 

+ città

 

p.es. Abito a Roma.

 

DA

 

+ persona       (a casa di)

 

 

p.es. Vengo da mia nonna.

 

 

Andare

Venire

 

 

 

 

 

 

!!!

 

A

 

+ verbo all’infinito

 

p.es. Vado a mangiare un

        gelato.

 

 

IN

 

 

+ mezzo di trasporto

 

p.es. Vado sempre in

        bicicletta.

 

 

A

 

 

piedi

cavallo

 

 

p.es. Vado sempre a piedi.

 

 

 

IN

 

 

+ stagione

 

p.es. In primavera.

 

 

 

+ mese

 

 

p.es. In settembre.

 

NEL

 

 

+ anno

 

p.es. Nel 1998.

 

 

+ secolo

 

 

p.es. Nel ventesimo secolo.

        Nel ‘900.

 

 

 


 

 

Andare

 

 

A

 

casa

scuola

letto

teatro

 

 

AL

 

 

bar

ristorante

cinema

supermercato

 

 

ALLA

 

 

stazione

posta

 

 

ALL’

 

 

università

 

IN

 

 

via Liguria

piazza del campo

albergo

banca

città

discoteca

ufficio

macelleria

 

 

DAL

 

 

macellaio

medico

 

 


 

LA Durata

 

p.es.  Francesca ha un lavoro per un anno.

         (Il lavoro dura un anno.)

 

p.es.  Francesca lavora da settembre.

         (Ha cominciato a lavorare in settembre.)

 

p.es.  Francesca lavora fino a Natale.

         (A Natale finisce di lavorare)

 

p.es.  Francesca ha lavorato da settembre a Natale.

         (Ha cominciato a lavorare in settembre e ha finito di lavorare a

 Natale.)

 

 

LA Provenienza

 

p.es.  Di dove sei?

         (statico)

 

p.es.  Da dove vieni?

         (dinamico)

 

 

LO SCOPO, LA FINE

 

p.es.  Ho bisogno di 100 euro per comprare una bicicletta.

 

 

L’USO DELLE PREPOSIZIONI CON IL VERBO PREFERIRE

 

p.es.  Preferisci il vino o la birra?

         Preferisco il vino alla birra.

         Preferisco bere un buon bicchiere di vino.


Le preposizioni articolate

 

 

preposizione                +       articolo determinativo

 

in                                  IL, L’, LO      (masch. sing.)

da                                 LA, L’          (fem. sing.)

a                                    I, GLI          (masch. plur.)

di                                  LE               (fem. plur.)

su

 

 

 

masch.sing.

 

 

fem. sing.

 

masch. pl.

 

fem. pl.

 

 

IL

 

L’

 

LO

 

LA

 

L’

 

I

 

GLI

 

LE

a

 

AL

 

ALL’

 

ALLO

 

ALLA

 

ALL’

 

AI

 

AGLI

 

ALLE

in

 

NEL

 

NELL’

 

NELLO

 

NELLA

 

NELL’

 

NEI

 

NEGLI

 

NELLE

da

 

DAL

 

DALL’

 

DALLO

 

DALLA

 

DALL’

 

DAI

 

DAGLI

 

DALLE

di

 

DEL

 

DELL’

 

DELLO

 

DELLA

 

DELL’

 

DEI

 

DEGLI

 

DELLE

su

 

SUL

 

SULL’

 

SULLO

 

SULLA

 

SULL’

 

SUI

 

SUGLI

 

SULLE

 

 

Andare

Abitare

 

NEI

 

Paesi Bassi

 

 

NEGLI

 

Stati Uniti

 

 

NELL’

 

Italia del Sud

 

 

NEL

 

Sud dell’Italia

 

 


Le congiunzioni

 

Le congiunzioni sono piccole parole usate per collegare delle frasi o delle idee.

 

p.es.  - Oggi sono molto stanco.

         - Anch’io.

 

p.es.  - Non capisco una parola di russo.

         - Neanch’io.

 

p.es.  Studio molto e dormo poco.

 

p.es.  Stasera restiamo a casa o andiamo al cinema.

         Stasera restiamo a casa oppure andiamo al cinema.

 

p.es.  Devo andare in Spagna per il lavoro, ma preferisco l’Italia.

         Devo andare in Spagna per il lavoro, però preferisco l’Italia.

 

p.es.  Vado spesso in piscina perché amo nuotare.

 

p.es.  Quando sono tornato dalle vacanze, ho trovato una lettera di mio zio.

 

p.es.  Vivo in una città dove non c’è molta criminalità.

 

p.es.  Devi prima cuocere la pasta, poi scolare la pasta e poi condirla con il

sugo.

 


La sintassi

 

IL PERIODO IPOTETICO

 

La formazione dell’ipotesi: SE + CONDIZIONE + CONSEGUENZA

 

 

Il periodo ipotetico della realtà

 

 

Per esprimere un’ipotesi reale, si usa: se + presente + presente.

         p.es.  Se Elena comincia a parlare, non la finisce più.

 

 

Per esprimere un’ipotesi reale al futuro, si usa: se + futuro + futuro.

         p.es.  Se contiuerà a piovere, resteremo a casa.

 

La stessa ipotesi si può però anche esprimere con l’indicativo presente:

se + indicativo presente + indicativo presente.

         p.es.  Se contiua a piovere, restiamo a casa.

 

 

 

 

Fonte: http://www.clt.be/avb/doc/Grammatica2oAnno1oSemestre.doc

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

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