Analisi grammaticale
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Analisi Grammaticale
L'analisi grammaticale è la descrizione delle 9 parti del discorso e delle loro caratteristiche. Non la si può fare se non si conoscono le parti del discorso (morfologia). Per questo vengono presentate le seguenti informazioni...
VERBO: significato |
VERBO: coniugazione |
VERBO: forma |
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AGGETTIVO |
NOME |
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PRONOME |
ARTICOLO |
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PREPOSIZIONE |
AVVERBIO |
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INTERIEZIONE |
CONGIUNZIONE |
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1. VERBO
A) SIGNIFICATO
attiva
2) Verbi intransitivi
Una speciale categoria di intransitivi, infine, è quella dei cosiddetti verbi impersonali, che indicano condizioni atmosferiche, e che si usano prevalentemente alla 3a persona singolare: annotta, albeggiava, piove, nevicherà, ecc. Ma possono essere usati impersonalmente anche altri verbi (come: accadere, succedere, bastare, bisognare, occorrere, importare, parere, ecc.) unendoli alle particelle pronominali mi, ti, si, ci, vi, gli, le. Es.: Mi succede ogni giorno; Non bisogna farlo; Non gli importa nulla. Ci sono infine verbi impersonali che possono, in certi casi, divenire personali: Fioccano quattrini; Piovono legnate; Tuona il cannone. B) CONIUGAZIONE
Tutti i verbi della lingua italiana sono suddivisi in tre coniugazioni sulla base della desinenza dell'infinito presente: -are = 1a coniugazione; -ere = 2a coniugazione; -ire = 3a coniugazione. Vediamo ora le particolarità di ciascuna coniugazione.
2a coniugazione
3a coniugazione
C) FORMA
Ricordiamo infine cinque verbi che possono essere usati in modo particolare: due Ausiliari e tre Servili. |
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2. NOME Di solito i nomi, o sostantivi, possono essere considerati sotto tre aspetti: la SPECIE, il GENERE e il NUMERO. SPECIE Dal punto di vista della specie i nomi possono essere concreti (pane), astratti (giustizia), comuni (casa), o propri (Giorgio). GENERE Per quanto riguarda il genere i nomi italiani possono essere soltanto maschili o femminili, perché manca nella nostra lingua il neutro (presente nella lingua latina, ad esempio, o in quella tedesca). Tuttavia il passaggio da maschile a femminile non sempre è facile. Certo, ci sono nomi a cui basta cambiare la vocale terminale per ottenere il cambio di genere: bambino / bambina; figlio / figlia, ecc. Ma direttore diventa direttrice, poeta diventa poetessa, e vigile rimane vigile (un vigile, una vigile). Le regole che governano questa trasformazione sono molte e, tutto sommato, nell'incertezza conviene consultare il dizionario. Possiamo però ricordare alcuni gruppi di nomi particolari.
Più in generale, a proposito dei nomi, possiamo ricordare alcune particolarità.
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3. ARTICOLO È la parte variabile del discorso che si mette davanti al nome per precisare il genere e il numero (il gatto, la gatta, i gatti, le gatte). Può essere di due specie: determinativo quando indica una cosa in particolare (ilgatto), indeterminativo quando è generale (un gatto). determinativo masch. sing.: il, lo femm. sing.:la masch. plur.: i, gli femm. plur.: le indeterminativo masch. sing.: un, uno femm. sing.: una È bene ricordare che:
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4. AGGETTIVO È la parte variabile del discorso che si aggiunge al nome (o ad un'altra parte del discorso usata come nome, cioè sostantivata) per indicare una qualità o per darne una precisa determinazione. E infatti gli aggettivi si dividono in: QUALIFICATIVI e DETERMINATIVI. QUALIFICATIVI Sono gli aggettivi che aggiungono al nome una qualità: bello, brutto, piccolo, grande, ecc. Hanno la loro declinazione, cioè hanno un maschile e un femminile, un singolare e un plurale, e si accordano ai nomi ai quali si aggiungono: bambino bello, bambina bella, bambini belli, bambine belle. Esistono però aggettivi che hanno una sola forma per entrambi i generi (un oggetto utile; una cosa utile), entrambi i numeri (un vestito rosa, due vestiti rosa), genere e numero insieme (conflitto impari, lotta impari, conflitti impari, lotte impari). I gradi di qualificazione che un aggettivo qualificativo può assumere sono tre: positivo, comparativo, superlativo.
È bene inoltre ricordare che:
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5. PRONOME È la parte variabile del discorso che si usa invece del nome. I pronomi possono essere: 1) Personali; 2) Possessivi; 3) Dimostrativi; 4) Relativi; 5) Indefiniti 1) Personali Sono i pronomi che si usano invece del nome, proprio o comune, di persona. Possono avere valore di soggetto o complemento, possono cioè indicare: a) la persona che parla; b) la persona a cui si parla; c) la persona di cui si parla. soggetto complemento io me, mi tu te,,ti egli, esso lui, lo, gli, sé, si ella, essa lei, la, le, sé, si noi noi, ce, c voi voi, ve, vi essi loro, li, sé, si esse loro, le, sé, si Esaminiamo ora alcune particolarità dei pronomi personali.
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6. AVVERBIO È quella parte del discorso che si unisce al verbo, ma anche all'aggettivo, al nome o ad un altro avverbio, per modificarne, graduarne, completarne, precisarne l'azione o il significato, e potrebbe essere tolta dal discorso senza fargli perdere tutto il suo significato. Si possono classificare gli avverbi in 8 gruppi.
Ci sono poi i modi avverbiali e le locuzioni avverbiali, che sono espressioni variabili formate:
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7. PREPOSIZIONE È la parte invariabile del discorso che si "prepone" al nome o al pronome per esprimere una relazione di dipendenza tra due termini di una stessa proposizione (Vado a Roma; Vengo da lontano; Guardare in cielo). Si distinguono in: 1) Proprie e 2) Improprie. 1) Proprie Sono: di, a, da, in, con, su, per, fra, tra, verso. Possono restare così, cioè semplici, o unirsi ad un articolo, diventando articolate: semplici articolate a al agli ai allo alla alle da dal dagli dai dallo dalla dalle di del degli dei dello della delle in nel negli nei nello nella nelle su sul sugli sui sullo sulla sulle 2) Improprie Sono nomi, avverbi, aggettivi, verbi usati in funzione di proposizione. Es.: causa la pioggia; duranteil concerto; vicino a te; soprala casa; oltreil monte; senza paura; contro il muro; ecc. Le locuzioni prepositive nascono invece dall'unione:
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8. CONGIUNZIONE È la parte invariabile del discorso che serve a congiungere fra loro gli elementi di una stessa proposizione (Giulio e Carlo vanno a scuola) o due proposizioni (Giulio va a scuola e Carlo rimane a casa). Le congiunzioni si possono classificare in: COORDINATIVE, SUBORDINATIVE, CORRELATIVE. COORDINATIVE Congiungono due proposizioni simili o due parti simili della stessa proposizione. Si suddividono a loro volta in:
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9. INTERIEZIONE È la parte invariabile del discorso che serve a esprimere un sentimento di meraviglia, noia, dolore, ecc. Attenzione però: non sono interiezioni le imitazioni di suoni o versi, cioè le onomaee: din don, bau bau, tic tac, ecc. Le interiezioni, o esclamazioni, si possono dividere in: semplici e composte.
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Fonte: http://files.achillefolgieri.webnode.com/200000050-63722646bf/Analisi%20Grammaticale%201.doc
Autore del testo: non indicato nel documento di origine
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Fonte: http://www.francesca.larosamazza.com/wp-content/uploads/2009/03/analisi-grammaticale.doc
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