La virgola

 


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La virgola

La virgola indica una pausa breve, nel corpo del periodo, per isolare le varie proposizioni che lo compongono, o i vari elementi che compongono le varie proposizioni.
Siccome assai spesso la virgola è adoperata con eccessiva parsimonia o con esagerata abbondanza, richiamiamo qui alcune regole precise che presiedono al suo uso.
La virgola si adopera:

    1. prima e dopo il vocativo: es. su, ragazzi, siate buoni;
    2. quando vi sia un’enumerazione, dinanzi a ogni termine di essa che non sia unito agli altri con congiunzione: es. venne, vide, vinse; Tizio, Caio e Sempronio; Tizio, Caio o Sempronio;
    3. anche quando nelle enumerazioni vi siano congiunzioni, purché siano ripetute a ogni termine: es. e corre, e si precipita, e vola; o Roma, o morte, invece: Roma o morte;
    4. per separare quegli elementi della proposizione o del periodo che si possono staccare dal resto senza pregiudizio del senso, come le apposizioni, gl’incisi, i complementi circostanziali e le proposizioni che ne fanno le veci: es. Garibaldi, l’eroe dei Due Mondi, fu uno dei maggiori fattori d’Italia; il sole splende, nel vespero, con minor fiamma; Cesare, conquistate che ebbe le Gallie, tornò a Roma;
    5. dopo alcuni avverbi: , no, bene, quando hanno valore di un’intera proposizione: es. sí, ho una buona speranza; no, non posso venire; bene, ce la vedremo;
    6. nelle proposizioni in cui non si ripeta il verbo già espresso in una proposizione precedente: es. le fortezze furono smantellate; le città, distrutte; le campagne, devastate;
    7. davanti a sebbene, affinché, che consecutivo, se condizionale, ma, però, anzi, e nelle proposizioni correlative: es. è buono, ma poco puntuale; sarà promosso, se studia; egli è tanto buono, quanto studioso; lavorò tanto, che si ammalò;
    8. prima di una proposizione relativa: es. ho visto tuo fratello, che mi ha salutato; purché il pronome relativo non sia legato al suo nome con valore determinante, in modo da formare con esso un’unica espressione, che perciò non può dividersi con una virgola: es. ho letto il libro che mi hai dato.

Non si mette invece mai la virgola:

  1. tra brevi frasi unite da , e, o: es. né l’oro né gli onori possono piegarmi; si avvedevano di qualche stella e pianeta; il piacere è sempre o passato o futuro;
  2. quando la proposizione subordinata ha funzione di soggetto o di complemento oggetto: es. non è certo che egli parla; mi auguro che egli riesca.

 

Fonte: http://digilander.libero.it/Zarilla/blog/Ortografia%20e%20Ortoepia.doc

Sito web da visitare: http://digilander.libero.it/Zarilla/

Autore del testo: A.M.Porcelli

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