Uso delle maiuscole e minuscole

 


 

Uso delle maiuscole e minuscole

 

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Uso delle maiuscole e minuscole

 

Sull'uso delle maiuscole

Uno dei fenomeni più vistosi, tra quelli che ognuno può agevolmente osservare  leggendo opere di ogni tipo, da quelle di divulgazione, ai manuali scolastici, ai saggi, alle riviste, ai giornali…, è quello del ricorso continuo alle iniziali minuscole a danno delle maiuscole.

Cerchiamo dunque di mettere ordine in questo campo e vedere quale dovrebbe essere il corretto uso delle maiuscole, dando qualche spiegazione.

Deve essere usata la lettera iniziale maiuscola nei seguenti casi:

- dopo ogni punto fermo;

- dopo il punto interrogativo, salvo che non si susseguano più domande (in questo caso la maiuscola si pone solo dopo l'ultimo punto interrogativo), lo stesso dicasi per il punto esclamativo;

- dopo i due punti seguiti dalle virgolette, quando si introduce un discorso diretto;

- con tutti i nomi propri, categoria nella quale dobbiamo considerare che rientrino, oltre che i nomi e i cognomi delle persone, (un nome di persona scritto con la minuscola significa un’altra cosa; ad es. : “Sei un arlecchino" (= una persona poco seria)… "Non fare il giuda" (= il traditore)…” etc.; in questi casi il nome proprio è divenuto un nome comune il che giustifica la minuscola). Perciò vanno con la maiuscola:

i nomi  e gli appellativi sacrali: Dio, Iddio, Spirito Santo, Vergine, Madonna, Cristo, Croce, San/Santo/Santa, ecc.; es. San Francesco, Sant'Andrea, Santa Caterina da Siena, i Santi Apostoli (nota che Vergine è anche il nome di una costellazione);

i sostantivi che indichino cariche pubbliche o autorità civili o religiose:, così scriveremo: Il Presidente della Repubblica… il Prefetto di Milano... l'Assessore all'urbanistica... il Re d'Italia... il Papa, il Vescovo, il Rabbino capo, l'Imam... (si scrive tuttavia papa quando segue il nome proprio es. papa Roncalli, oppure il cardinal Martini; (le ragioni per questi nomi e per i precedenti stanno nella necessità e nel dovere di mostrare rispetto e deferenza per chi o “rappresenta” non solo se stesso, ma una intera comunità, o è investito di una carica; scrivere pertanto i sostantivi riferiti alla religione con la minuscola costituisce oltraggio a quella religione e a quanti vi aderiscono, così come scrivere con la minuscola i sostantivi riferiti a cariche pubbliche significa rifiutare o voler sminuire quelle cariche stesse);

i nomi degli ordini religiosi: i Gesuiti, i Salesiani, le Orsoline, ecc.;

le sigle: O.N.U., C.G.I.L., B.P.M., R.A.I., A.C.L.I., U.D.C., P.R.C.; (queste per esteso vanno scritte con tutte le iniziali maiuscole,  dei sostantivi e anche degli aggettivi, ma non le congiunzioni o le preposizioni, es.: l'Organizzazione delle Nazioni Unite, La Confederazione Generale Italiana del Lavoro, La Banca Popolare di Milano, ecc., le sigle perciò non possono che rispettare quelle maiuscole omettendo le parole in minuscolo ; il punto dopo le lettere non è facoltativo, giacché sta proprio a significare che si tratta di una lettera iniziale di parola, non scriveremo perciò “ONU” e meno che mai “Onu”);

i topografici via, viale, vicolo, corso, piazza, piazzale, ponte, ecc quando siano seguiti dal nome proprio: Ponte Vecchio, Via Cavour, Piazza della Repubblica, Corso d'Italia...;

 i secoli, e i periodi storici, letterari, artistici...: il Trecento, l'Illuminismo, il Romanticismo, l'Impressionismo, ecc. ;

i nomi geografici ed astronomici nonché quelli dei segni zodiacali; es.:   il Mar Morto, il Mar Mediterraneo, l'Eufrate, la Città di Siena, le Montagne Rocciose, la Selva Nera, il Lago Maggiore, il Fiume Giallo, la Piana delle Cinque Miglia, l’Orsa Maggiore, il Leone, la Bilancia, ecc. ... (come si vede da questi esempi i sostantivi mare, montagne, selva, lago, fiume, pianura/piana, ecc. si scrivono con la maiuscola quando accompagnano un nome proprio con il quale sono strettamente uniti, negli altri casi vogliono invece la minuscola);   il Sole, Saturno, Marte,  la Terra... (per Sole, Luna e Terra si usa la maiuscola quando si vogliono indicare i corpi celesti, la minuscola negli altri casi. Esempi: "Durante le eclissi la Luna si trova tra il Sole e la Terra"; "Oggi è una bella giornata di sole"; "Ti sei sporcato le scarpe di terra"; "Questa mattina ti sei svegliata con la luna di traverso?");       

i nomi delle stagioni, dei mesi e dei giorni della settimana, così si dovrebbe scrivere: Primavera, Settembre, Domenica, ecc.;

i nomi delle festività: Natale, Pasqua, Capodanno, Ferragosto, …;

 i nomi dei corpi armati: Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia Forestale, Vigili Urbani, Vigili del Fuoco, la Marina, l'Aeronautica, l'Esercito... (Qui occorre stare attenti giacché si dovrà scrivere ad es. “I Presidente della Repubblica ha fatto un elogio dei Carabinieri (intendendo l’Arma intera), ma si scriverà: “I falsari di euro sono stati scoperti dai carabinieri” (volendo indicare solo alcuni di essi);

 le personificazioni: la Virtù, la Giustizia, la Sapienza ecc.;

i punti cardinali ed i sostantivi settentrione, meridione,occidente ed oriente quando vogliamo indicare tutta una regione geografica: “I venti di guerra del vicino Oriente”, “L'Occidente europeo”... (Nord e Sud, scritti con la maiuscola, oltre che i punti cardinali possono indicare anch'essi tutta un'area geografica: “Nel Sud dopo l'Unità si diffuse il fenomeno del brigantaggio”);

i nomi dei popoli e abitanti di regioni: i Vichinghi, i Romani (=gli antichi romani), gli Italiani, i Francesi, gli Austriaci, i Toscani, i Piemontesi... ; (con la minuscola ovviamente si scrivono invece gli aggettivi corrispondenti: “Gigi fuma i toscani”, “I vini piemontesi sono assai pregiati”, “I pittori francesi sono straordinari”; La maiuscola dunque è giustificata dalla necessità di distinguere i sostantivi dagli aggettivi. Nota: il nome al singolare di abitante di città preceduto da un articolo determinativo e scritto con la maiuscola indica l’abitante per antonomasia, es. l’Assisiate (=San Francesco d’Assisi) il Tudertino (= Jacopone da Todi), ecc.); Nota: nei testi di storia il Milanese = il territorio di Milano, il Napoletano = il territorio di Napoli; giuseppina = dell'imperatore Giuseppe;

quando si vuole indicare un'opera d'arte con il nome del suo autore: Ho comprato un Caravaggio...;

i sostantivi che indicano istituzioni, enti, ministeri, enti locali, società, associazioni: la Chiesa, la Regione, la Provincia, il Comune, la Comunità Montana, il Parco dello Stelvio, la Presidenza della Repubblica, la Camera dei Deputati o semplicemente la Camera, il Senato della Repubblica o semplicemente il Senato, il Consiglio dei Ministri, la Corte Costituzionale, la Corte dei Conti, il Consiglio Superiore della Magistratura, il Ministero della Difesa, il Ministero della Pubblica Istruzione, la Pubblica Amministrazione, l’Alitalia, la Telecom, la Banca Nazionale del Lavoro, il Credito Artigiano,  ecc.; (qui la ragione sta nella necessità di differenziare nella scrittura la chiesa (edificio) dalla Chiesa (istituzione), la regione (area geografica) dalla Regione (ente amministrativo, e lo stesso vale per provincia/Provincia e comune/Comune; gli altri invece si considerano nomi propri costituiti da più parole, così come accade anche per i titoli delle opere d'arte);

le espressioni del tipo l’Asse Roma-Berlino, la Pace di Cateau-Cambrésis, il Trattato di Roma, ecc. (in questi esempi asse, pace, trattato, vogliono la maiuscola perché si considerano strettamente legati a quel che segue come nei titoli e se fossero tutti insieme un nome proprio);

i titoli delle opere, delle testate giornalistiche e dei periodici: I Promessi Sposi, la Critica della Ragion Pura, l'Ultima Cena di Leonardo, l'Aida, la Turandot, Il Messaggero, Corriere della Sera, L’Europeo, L’Espresso, ecc. (nella carta stampata è uso scrivere questi titoli in corsivo; quando poi un titolo comprende un articolo ed esso titolo viene nel discorso preceduto da una preposizione, è buona norma non costituire una preposizione articolata, (“di” diventando de e “in” diventando ne); Es.: “La prosa de I Promossi Sposi è assai complessa e varia”.; “Ne L’Espresso di ieri c’era un articolo assai interessante…”; “Mio zio scriveva su L’Europeo …”.  La ragione di ciò nasce dalla necessità di far capire se l’articolo rientri o no nel titolo, anche se l’applicazione di questo criterio può generare piccole cacofonie.

- con i numerali preceduti dalla parola anni, come nelle espressioni: anni Cinquanta, anni Settanta. ecc.;

- con le abbreviazioni di dottore, professore, avvocato, ecc. davanti al nome proprio: il Prof. Fumagalli... l'Avv. Agnelli... ecc. e così si scrive anche nei bigliettini da visita;

con i pronomi lei e voi usati in maniera reverenziale; così si scriverà Lei e Voi in atti di valore giuridico, o amministrativo, o in lettere burocratiche o anche commerciali; questa maiuscola si trascina anche nelle enclitiche, così si scriverà: "Avrò piacere di incontrarLa…" . ­

 

Si scrivono poi:

Arma e non arma, quando si vogliono indicare i Carabinieri;

Autorità e non autorità, quando si vuole indicare un insieme di persone che ricoprano cariche pubbliche e religiose (es.: "All'inaugurazione dell'autostrada del sole sono intervenute tutte le Autorità della Provincia");

Autore e non autore, quando si vuole indicare con questa parola un artista famoso di cui si sta parlando e che si è già nominato (la forma latina Auctores indica l'insieme degli Autori della letteratura latina e anche quegli scrittori riconosciuti come vere autorità intellettuali);

Borsa e non borsa, quando si vuole indicare la Borsa Valori (es.: "Il mese scorso la Borsa ha avuto un andamento altalenante");

la Capitale, l'Urbe e non la capitale, l'urbe, quando si vuole indicare la città di Roma;

Costituzione e non costituzione, per indicare la suprema raccolta delle leggi di uno Stato;

Destra e non destra, quando si vuole indicare la cosiddetta destra storica che governò negli anni immediatamente successivi alla raggiunta unità d'Italia;

Facoltà ed Università, e non facoltà ed università, per indicare i luoghi di studio: l'Università di Pisa... la Facoltà di Scienze della Comunicazione, la Facoltà di Lettere...; (qui anche si vuole differenziare la scrittura di termini che hanno due significati: facoltà (possibilità di fare) da Facoltà, università (insieme di persone) da Università nel senso già detto);

Governo e non governo, per indicare l'insieme dei Ministri che governano un Paese;

Lettere e non lettere, per indicare le cosiddette Belle Lettere, cioè le letterature, nonché il nome della Facoltà in cui si studiano ("Mi sono iscritto alla Facoltà di Lettere" - "Leonardo era anche un cultore delle Lettere");

Natura e non natura, quando non si voglia indicare l'indole o il modo di essere, ma l'entità astratta o personificata (es. il Dialogo della Natura e di un Islandese di Leopardi; Deus sive Natura);

Nostro e non nostro, quando si sta parlando in genere di un artista (scrittore, musicista, pittore, ecc.) e non si vuole sempre ripeterne il nome;

Paese e non paese, quando si vuole indicare la nazione e non il paesello;

Stato enon stato, quando si vuole indicare  l'apparato burocratico che ci governa;

Storia e non storia, per indicare non un racconto, una vicenda, un avvenimento, bensì lo svolgersi degli avvenimenti nel tempo (come se fosse una entità);

Tesoro e non tesoro, per indicare il Ministero del Tesoro, (la ragione sta nel fatto che si tratta di abbreviazioni di nomi propri che trovano corrispondenti in nomi comuni);

Unità e non unità, per significare l'unità d'Italia (il sostantivo però non deve essere seguito da specificazione, altrimenti resta la minuscola).

 

fonte: http://tecred.settimopiano.it/duemilaundici/wp-content/uploads/2011/10/Sulluso-delle-maiuscole.docx

sito web: http://tecred.settimopiano.it/

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