Analisi e struttura testo poetico poesie

 

 


 

Analisi e struttura testo poetico poesie

 

I testi seguenti sono di proprietà dei rispettivi autori che ringraziamo per l'opportunità che ci danno di far conoscere gratuitamente a studenti , docenti e agli utenti del web i loro testi per sole finalità illustrative didattiche e scientifiche.

 

LA POESIA

Il verso serve ad essere cantato, dal coro, ma anche nei monologhi o nei dialoghi; il verso, soprattutto, serve a dare espressione forte e condensata ai contenuti morali. Col verso le parole rimangono più impresse e possono essere ricordate meglio anche grazie a figure retoriche di tipo espressivo (anafora, metafora, ellissi): sono meccanismi utilizzati oggi negli slogan pubblicitari o nelle canzoni.
Attenzione a distinguere il testo in prosa dal testo poetico!

 

 

Poesia

Prosa

Introspezione (connotazione)

lirica

prosa lirica

Narrazione (denotazione)

poema

romanzo, racconto, novella

 

La poesia, è sì quel testo in cui si contano le sillabe e si fanno le rime, perché ciò permette di evidenziare la musicalità della parola; ma è anche quel testo che esprime emozioni e sentimenti facendo perno sul contenuto intimo-personale, su rimandi fonici, linguistici e retorici. Questo non significa che la poesia sia priva di contenuti generici, di contenuti storici, politici, sociali.

 

Caratteri della poesia/testo poetico

 

A) Analisi del testo poetico

     Destrutturazione el testo

 

  • Argomento: ipotesi sul titolo e prime riflessioni, parafrasi, individuare parole-chiave, considerazioni sulla tematica del testo, individuazione del messaggio finale (versi finali);
  • Progressione sequenziale: suddivisione in sequenze (numerarle), dare un numero, un titolo appropriato a ciascna sequenza. Individuare la tipologia della sequenza;
  • Analisi dei campi semantici: rapporto significato-significante;
  • Funzioni spazio temporali: significato simbolico-allegorico del luogo (interno/esterno) e/o del tempo;
  • Riflessioni sul titolo: funzione metaforica/simbolica;
  • Analisi delle strutture sintattiche: paratassi/ipotassi;
  • Rapporto forme verbali-forme nominali: stile verbale/stile nominale;
  • Rapporto posizionale aggettivo-sostantivo: analisi di tipo psicologico;
  • Linguaggio poetico: strofa, verso, aspetti fonici, aspetti ritmici, figure retoriche, rima, lessico.

 

 

1) Argomento

  Per comprendere il contenuto informativo o il messaggio della lirica.

  • Leggere il testo. Rileggere.
  • Avanzare ipotesi sul titolo che verranno confermate o meno in seguito.
  • Procedere alla parafrasi (mentalmente e/o per iscritto), per la comprensione letterale del testo poetico.
  • Cercare il significato dei termini sconosciuti.
  • Individuare parole-chiave e le loro molteplici sfumature di significato.
  • Esplorare, globalmente il tema su cui ruota il testo.
  • Riflettere sui versi finali,emblematici (significativi) del messaggio che il poeta ci vuole trasmettere.

 

2) Progressione sequenziale

Per comprendere la successione delle sequenze

  • Fare la scansione in sequenze del testo, stando attenti a tutte le variabili che indicano un cambiamento della situazione.
  • Dare ad ogni sequenza un numero.
  • Dare ad ogni sequenza un titolo appropriato per individuare l’informazione contenuta all’interno.
  • Nel testo poetico la sequenza la possiamo considerare l’individuazione dei vari passaggi logici, ovvero la segmentazione del testo nelle sue unità.
  • Ogni segmento lirico o sequenza deve tener conto di specifiche caratteristiche di linguaggio e di contenuto.
  • Cambio di sequenza: avviene quando si verifica un elemento di rottura. E più dettagliatamente quando cambiano: il tempo, il luogo, la situazione, la tipologia testuale (da una sequenza descrittiva ad una narrativa e viceversa), il personaggio (esce di scena o ne appare uno nuovo), un flash-back.

  
Tipologia della sequenza: individuare la natura e il carattere delle sequenze, che possono essere molteplici (narrativa, descrittiva, argomentativa, meditativa, evocativa, poetica, sarcastica, e così via.

Titolo: attraverso il titolo da assegnare ad ogni sequenza puoi mostrare le tue capacità creative, il tuo saper decodificare e concepire il tuo minitesto (titolo) in maniera originale.

 

3) Analisi dei campi semantici

Per procedere all’analisi dei campi semantici, dal momento che la poesia è un testo polisemico e quindi ricco di significati, devi:

ricerca delle parole chiave: individuare anzitutto le parole chiave, che sono spesso sia una via d’accesso
privilegiata del tema centrale, e cercare di ricondurre il significante al giusto significato.

analisi del campo semantico: ricercare nel testo quei termini che abbiano un chiaro legame di significato
tra di loro.

 

4) Funzioni spazio-temporali

Lo spazio, il paesaggio, la rappresentazione della natura e del tempo hanno un riscontro simbolico-allegorico (considera che quasi sempre nella poesia assumono questa veste!).

-  Il luogo talvolta diviene specchio dell’anima del poeta e i vari paesaggi sono il più delle volte significativi
per coprendere tratti introspettivi, psicologici e contemplativi dell’autore.

-  Anche il tempo deve essere colto in chiave simbolica.

 

5) Riflessioni sul titolo

Nel titolo delle poesie si custodisce il significato più intimo del testo. Ovviamente anche esso è spesso costituito da una parola chiave o da una frase chiave. La sua funzione è quasi sempre metaforica e simbolica per l’intera lirica.

 

6) Analisi delle strutture sintattiche

Come si esprime il poeta? Attraverso gli aspetti linguistici e stilistici del testo e con l’analisi delle strutture sintattiche, entriamo nel “come” il poeta ci trasmette il suo messaggio. La sua scelta si può avvalere di uno stile con periodi brevi o lunghi, di una struttura sintattica in paratassi (periodo ricco di coordinate) o in ipotassi (periodo con prevalenza di subordinate).

Cosa si prefigge il poeta quando sceglie la paratassi? La voglia di esprimere, tramite periodi brevi, concitati, ed essenziali, il suo messaggio deve impressionare, sorprendere il lettore, o per sottolineare o narrare particolari situazioni emotive. Tramite la paratassi l’artista coglie i particolari nell’universale e riferisce ad essi un significato altamente simbolico.

Con la scelta dell’ipotassi si avverte la costruzione di un perodo lungo, ampio, lento, traboccante di descrizioni e una scelta di linguaggio perfezionato e ricercato. L’uso dell’ipotassi, permette di poter dare una descrizione minuziosa e ricca di particolari.

 

7) Rapporto forme verbali forme nominali

Nel testo si possono rinvenire molti verbi o molti aggettivi o sostantivi. Se il poeta nella composizione si serve di molti aggettivi e nomi ha fatto prevalere uno stile nominale. Le ragioni di tale scelta: dare un ritmo fortemente rallentato alla lirica e indugiare con ricchezza di dettagli sulle descrizioni degli eventi o su particolari stati d’animo.
Se invece ha fatto prevalere uno stile verbale era suo intento dare un ritmo fortemente frenetico alla lirica. E poter narrare eventi e momenti del suo animo travagliato.

 

8) Rapporto posizionale aggettivo-sostantivo

L’analisi di questo aspetto ci porta verso un’ottica più psicologica che linguistica. Quando l’aggettivo precede il nome (es. “quello è un grande uomo”) si può registrare un particolare effetto sul valore morale evocato dall’aggettivo e sulla sottolineatura delle qualità, sentimentali o morali interne al personaggio. Se, al contrario, l’aggettivo è posto dopo il nome (quello è un uomo grande) evidentemente l’idea primaria viene rappresentata dall’esteriorità fisica di un uomo e la secondaria rimane quella della qualità (grande). Come hai potuto vedere la priorità dell’aggettivo o del sostantivo carica fortemente il campo semantico e il significato dei versi da analizzare.

 

9)  Linguaggio poetico

  • Lessico: colloquiale, solenne, alto/formale, basso/informale

 

  • Strofa: è l’unità metrica della poesia, costituita da uno schema. L’insieme compatto dei versi forma la strofa, spesso separati da uno spazio bianco.

Il sistema interno alla strofa può essere:
-  distico: formato da due versi
-  terzine: formato da tre versi, quasi sempre endecasillabi
-  tetrastico: formato da quattro versi
-  pentastico: formato da cinque versi
-  esastico: formato da sei versi
-  ottave: formato da otto versi

-  Verso: è l’elemento costitutivo e caratterizzante un testo poetico. Grazie al verso la rima acquista valore. Il
verso prende il nome dal numero delle sillabe che lo compone. Esiste comunque anche il verso libero. 

I nostri versi hanno preso il nome dal numero delle loro sillabe, ma per poterle contare con precisione occorre tener presente che ogni verso stabilisce la posizione della vocale tonica per la rima (ictus) e non il numero di sillabe. Ad esempio: un settenario ha la sillaba tonica nella sesta posizione (7 - 1) e quindi le sillabe sono sette se la rima è piana, ma sono sei se è tronca e sono otto se sdrucciola.
I versi lunghi (dall'ottonario in su) sono detti composti o a due accenti (ictus): vi è la cesura, una pausa del ritmo coincidente con quella del senso, fra i due emistichi di cui il verso è composto.
Inoltre il numero delle sillabe viene modificato da fenomeni comuni come: elisione e iato, sinalefe e dialefe, sineresi e dieresi, aferesi sincope e apocope (normalmente non segnati in manoscritti antichi).


Elisione è la caduta della vocale finale di una parola: Voi ch'ascoltate...
Iato è il contrario dell'elisione, cioè l'emissione separata di due vocali con l'apertura della gola.
Sinalefe è la pronuncia unita e in un'unica sillaba della vocale finale di una parola e di quella iniziale della successiva: Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono (Petrarca, Rime).
Dialefe è la pronuncia separata, in due sillabe, della vocale finale di parola e della iniziale successiva: Che fece me | a me | uscir di mente (Purgatorio VIII, 14).
Sineresi è la pronuncia unita e in un'unica sillaba di due vocali consecutive interne alla parola, che altrove possono essere pronunciate separatamente: «ubbi-dien-te» e non «ubbi-di-én-te». Dieresi è la pronuncia separata e in due distinte sillabe di di due vocali consecutive interne di parola.
Aferesi è la caduta della sillaba iniziale di una parola: `nanzi per innanzi o `sti per questi.
Sincope è la caduta di una sillaba nel mezzo di una parola: spirto per spirito.
Apocope è la caduta della sillaba finale di una parola: fe' per fede.
Infine, è possibile la licenza poetica: una irregolarità sintattica, grammaticale o fonologica in funzione stilistica, voluta o trovata per necessità ritmica.

-  Rima: La rima sta alla fine del verso, ma può ricorrere anche al suo interno, e si chiama interna, o
in fine di emistichio (metà verso), e si chiama rimalmezzo.


La rima si dice:


  1) baciata, se a coppia: AA;


  2) alterna, se a vicenda con un'altra: ABABAB...;


  3) invertita, se in un sistema di tre o più si torna dall'ultima alla prima: CDE.EDC;


  4) incrociata o abbracciata, se ripetuta in centro fra altre uguali: ABBA o CDC.CDC;


  5) incatenata, se si svolge a catena come nella terzina dantesca: ABA.BCB.CDC...


Inoltre, si dicono parole-rima quelle che, di strofa in strofa o all'interno di essa, ritornano uguali e con lo stesso senso.
Si ha invece assonanza quando le parole hanno le stesse vocali, ma diverse consonanti. Esempio: campàne-celàre. C'è però chi parla anche di una assonanza consonantica o semplicemente consonanza per intendere una assonanza in cui sono uguali le consonanti e non le vocali.
Se le parole hanno suoni simili, cioè stessa vocale e consonante vicina ovvero sillaba simile, si parla di allitterazione (ripetizione delle stesse lettere o di gruppi uguali o affini). Esempi: onnipotente, bon... honore... onne... konfano (dal Cantico creature); Po, ben puo' tu portarne la scorza (Petrarca).
Se i suoni delle parole si ripetono in «ordine incrociato», si può parlare di chiasmo sonoro. Esempi: konfano; morte troverà.

 

Fonte: http://www.francesca.larosamazza.com/wp-content/uploads/2009/04/analisi-del-testo-poetico.doc
Autore: Prof. Francesca La Rosa Mazza

 


 

 

 


 

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