Lezioni di greco antico

 


Lezioni di greco

 

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Lezioni di greco antico

 

Appunti di Greco antico

 

Introduzione

 

 

 

La base della lingua unitaria greca formatasi nel IV secolo a.C., è il dialetto Attico, che fa parte del Gruppo Ionico (altri dialetti fanno parte del Gruppo Eolico e del gruppo Dorico).

 

 

A partire dal V secolo a.C. gli Attici, appartenenti alla stirpe ionica, crearono nel loro dialetto opere storiche, drammatiche, oratorie, filosofiche, tra le più importanti della letteratura greca. Il dialetto attico costituì così la base della lingua unitaria (dialetto comune).

 

 

 

FONETICA

LA SCRITTURA

 

1 - ALFABETO

 

Vengono nella tabella indicati i segni (maiuscoli e minuscoli), i nomi ed i suoni corrispondenti, secondo la dottrina del filologo olandese Erasmo di Rotterdam, che sembra la più vicina a quella usata dai

Greci antichi.

 

Α

α

alfa

voc.

a, può essere breve ˇ o lunga ˉ (ancipite)

B

β

beta

cons.

B

Γ

γ

gamma

cons.

g, sempre dura; suona n davanti a γ κ ξ χ

Δ

δ

delta

cons.

D

Ε

ε

epsilon

voc.

e, sempre breve: ˇ

Ζ

ζ

zeta

cons.

z, sempre dolce (italiano zero)

Η

η

eta

cons.

e, sempre lunga: ˉ

Θ

θ

teta

cons.

Th

Ι

ι

iota

voc.

i,  breve ˇ o lunga ˉ (ancipite)

Κ

κ

cappa

cons.

K

Λ

λ

lambda

cons.

L

Μ

μ

mi

cons.

M

Ν

ν

ni

cons.

N

Ξ

ξ

xi

cons.

x : ks

Ο

ο

omicron

voc.

o, sempre breve: ˇ

Π

π

pi

cons.

P

Ρ

ρ

rho

cons.

R

Σ

σ,ς

sigma

cons.

s,   ς sempre e solo in fine di parola

Τ

τ

tau

cons.

t, anche prima di  ι + vocale

Υ

υ

ϋpsilon

voc.

ϋ francese, breve ˇ o lunga ˉ: suona u nei dittonghi

Φ

φ

fi

cons.

f = ph

Χ

χ

chi

cons.

Kh

Ψ

ψ

psi

cons.

Ps

Ω

ω

omega

voc.

o, sempre lunga: ˉ

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Segni alfabetici dell’aspirazione (spiriti)

 

Si tratta di spirito aspro e spirito dolce.

 

Spirito aspro : aspirazione   `

E’ il prodotto della riduzione, arrotondamento e sovrapposizione della H (maiuscola di η), quasi a compensare la perdita di una consonante originaria.
La υ e la ρ (rho) iniziali di parola, lo devonoportare.

Le vocali, i dittonghi iniziali di parola, lo possono portare.

In pratica nella pronunzia non si avverte, proprio come in italiano.

Altre lingue es. latino, francese, tedesco, lo trascrivono come una h.

Esempio:   

Greco:      `iππόδρομος

Latino       hippodromos

Italiano     ippodromo

Francese   hippodrome

Tedesco    Hippodrom

 

Spirito dolce : ̉

Si mette su vocali o dittonghi iniziali, se non c’è aspirazione.

 

Segni alfabetici rari (digamma, stigma, koppa, sampi, jod): non li consideriamo, in quanto o sono in disuso, o vengono usati raramente.
Lo jod = ј (i latino di iam, i consonantico), è usato solo dai grammatici moderni per spiegare fenomeni fonetici.

 

2 – SEGNI ORTOGRAFICI

 

  1. Segni del tono
  2. Segni indicativi di fenomeni fonetici
  3. Segni d’interpunzione

 

Segni del tono

a) Accento acuto ́   : sovrapposto alla sillaba da pronunziare con
elevazione di voce

b) Accento grave ̀   : indica mancanza di tono.

c) Accento circonflesso ̃  : fusione dei due precedenti
accenti. Indica un tono prolungato.

 

Segni indicativi di fenomeni fonetici

  1. Apostrofo: segno d’elisione, come in italiano
  2. Coronide ̉  : simile allo spirito dolce, indica crasi, unione di due parole in una
  3. Dieresi: ¨ : indica divisione di un dittongo

 

Segni d’interpunzione

Sono quattro:

  1. La virgola, come in italiano
  2. Il punto, come in italiano
  3. Il punto in alto: corrisponde al punto e virgola o due punti italiano
  4. Il punto e virgola: corrisponde al punto interrogativo italiano

 

 

NATURA DEI SUONI E LORO INCONTRI


Natura delle vocali

 

In ognuna delle sette vocali è necessario distinguere tre caratteristiche

  1. la quantità: brevi, lunghe, ancipiti (v. tabella alfabeto)
  2. la qualità: aspre (α ε η ο ω) o dolci (ι υ)
  3. il suono: cupo (υ ο ω); medio (α ); chiaro (ι ε η)

 

Fenomeni fonetici delle vocali

 

In greco, come in latino, esiste una chiara distinzione tra radice, tema, e desinenza. Il tema deriva dalla radice.

 

Nell’applicazione delle desinenze, le vocali possono creare fenomeni fonetici, dovuti a tre cause:

   -  Incontri di vocali tra loro

  1. Incontri di vocali e consonanti
  2. Mutamenti organici in vocali isolate

 

1 - Incontri di vocali tra loro (semplici cenni)

Sono 4, dovuti alla divisione tra aspre e dolci, tenendo pure conto della loro quantità:

 

  1. aspre con dolci  (aspra breve + dolce: dittongo proprio;

                                aspra lunga + dolce: dittongo improprio)

  1. dolci con dolci   (la u mantiene la pronuncia di u francese)
  2. dolci con aspre  (forma due sillabe)
  3. aspre con aspre (contrazioni, crasi, elisioni, consonanti eufoniche,ecc)da fare new/lezonigrecoa004.doc

 

Contrazione (casi)

 

A :  α-α  α-ε  α-η = ̃α          -       α-ο  α-ω  = ω

E :  ε-α  = η   talora = ̃α        -       ε -ε = ει      -   ε-ο = ου

 

Ο :  ο-α ο-η = ω     -     ο-ε ο-ο= ου    -   ο-η ο-ει  = οι

 

Η :  η-ε  η-α  = μ    -     η-ο μ-ου  = ω

 

Ω :  ω-α ω-η  =  ω

 

 

Crasi (mischianza, κρ̃ασις) è la fusione di due parole in una. E’ indicata dalla coronide

 

Elisione

A volte, anziché la crasi avviene tra due vocali aspre, l’elisione di una delle due. Come in italiano è indicata dall’apostrofo

 

Aggiunta di consonanti eufoniche

Spesso invece della crasi o elisione, avviene l’aggiunta alla vocale finale della prima parola, una consonante, detta mobile o eufonica. Ciò anche se la vocale finale è dolce.

 

 

 

2 – Incontri di vocali e consonanti

  1. allungamento per posizione di vocale breve (ai metrici, una consonante breve per natura è considerata lunga se se è seguita da due consonanti o una consonante doppia, anche se appartenenti al vocabolo successivo)
  2. abbreviamento per posizione di vocale lunga (in questi casi: davanti al gruppo ντ; nel dittongo ηυ davanti a consonante; nei dittonghi ωι e āι davanti a consonante)
  3. allungamento di compenso (Nella formazione o nella flessione delle parole, qualora cadano una o più consonanti, la vocale breve che precede può allungarsi per compenso secondo questa norma: ă in ā e talora in η; ε in ει; ο in ου; ĭ in ī; ŭ in ū. (NB. A volte siamo costretti a usare caratteri latini per poter mettere i simboli esatti).

 

 

3 – Mutamenti organici delle vocali

 

 Sono mutamenti che avvengono nelle vocali prese in sé. Si dividono in due categorie:

 

  1. Allungamento organico: nella flessione, la vocale breve finale del tema si muta nella lunga corrispondente; ma l’ α impura (cioè preceduta da ε, ι, ρ) si allunga in η
  2. Gradazione vocalica o apofonia: una vocale o dittongo assume suono e/o quantità diversi. Se ne distinguono 6 categorie principali di 4 gradi ciascuna, con varianti. Ovviamente non vengono qui elencati! Basta prevedere nella lettura che si possono incontrare tali gradazioni.

 

 

 

Natura delle consonanti

 

Per semplificare, ci limitiamo a queste scarne notizie. Impareremo a riconoscere le numerosissime combinazioni attraverso la lettura.

 

Le consonanti possono essere suddivise secondo la natura del suono e secondo l’organo con il quale si pronunziano:

 

9 mute: labiali, gutturali, dentali; ogni categoria ha il suono tenue,   
medio, aspirato (9 gradi)

5 sonore: linguali, nasali, sibilanti;

3 doppie: incontri di labiali, gutturali, dentali con sibilante:

   ψ(πσ), ξ (κσ) ζ (σδ).

 

 

Fenomeni fonetici delle consonanti

 

Ci limitiamo ad elencare la classificazione dei principali fenomeni fonetici che avvengono onde evitare suoni sgradevoli nell’incontro tra consonanti. Accanto ad ogni voce, un semplice esempio.

 

  1. Assimilazione     βλάβ-σω   = βλάψω     (danneggerò)                  
  2. Dissimilazione    α̉νυτ-τός   = α̉νυστός    (compiuto)
  3. Fusione             λίτјοπαι     = λίσσοπαι    (prego)
  4. Eliminazione      χάριτ-ς      = χάρι-ς       (grazia)
  5. Aggiunta           уαπ-ρός     = уαπ-β-ρός (il congiunto)
  6. Vocalizzazione   πάτρ-σι      = πάτρά-σι    (ai padri) 
  7. Trasposizione    μόρ-јα        = μο̃ι-ρα      (fato)  

 

 

 

ACCENTAZIONE

 

 

La quantità dell’ultima sillaba della parola determina la posizione e talora il tipo di accento.

 

Ricopiamo da pag. 4:

 

Segni del tono

a) Accento acuto ́   : sovrapposto alla sillaba da pronunziare con
elevazione di voce

NB Le parole che hanno l’accento acuto sull’ultima, penultima, terz’ultima sillaba, sono chiamate rispettivamente ossitone, parossitone e proparossitone.

 

b) Accento grave ̀   : indica mancanza di tono.


NB Le parole che non hanno accento sull’ultima sillaba, si chiamano baritone.

 

c) Accento circonflesso ̃  : fusione dei due precedenti
accenti. Indica un tono prolungato.

NB Sono dette perispòmene e properispòmene le parole che hanno l’accento circonflesso rispettivamente sull’ultima e sulla penultima sillaba

 

 

PROCLITICHE ED ENCLITICHE
Le parole monosillabe e bisillabe senza accento, si dividono in due categorie: proclitiche ed enclitiche.

 

  1. Parole proclitiche o atone: parole monosillabe che si appoggiano così strettamente alle parole successive da non avere accento;
  2. Parole enclitiche: parole monosillabe e bisillabe che si appoggiano  così strettamente alle parole precedenti da perdere il loro accento.
    Le parole che precedono le enclitiche si comportano, riguardo all’accento nel seguente modo:

 

1 - le ossitone mantengono l’accento acuto: un (certo) poeta, ποιητής  τις;


2 – le parossitone non subiscono modificazioni davanti alle enclitiche monosillabe: un (certo) discorso, λόуος τις; 


3 – le perispomene non subiscono mutamenti; 


4 – le proparossitone e le properispomene prendono un secondo accento acuto sull’ultima sillaba.

 

MORFOLOGIA

 

BREVE INTRODUZIONE
in sostituzione di futuri approfondimenti

 

In greco, come in latino, esiste la flessione delle seguenti parti del discorso:

  1. articolo;
  2. sostantivo;
  3. aggettivo;
  4. pronome;
  5. numerale;
  6. verbo.

 

TEMA E DESINENZA

 

Importante la distinzione da farsi fra tema e desinenza:

  1. il tema (invariabile) esprime il concetto;
  2. la desinenza (variabile) serve ad indicare:

il genere  (maschile, femminile, neutro)
il numero(singolare, duale, plurale)
il caso  (nominativo, genitivo, dativo, accusativo, vocativo: 
esistono tracce notevoli di tre casi scomparsi - ablativo,
strumentale, locativo - le cui desinenze sono rimaste
come distintive di avverbi o sono state adottate come
desinenze di altri casi, fra quelli rimasti in uso;
i complementi espressi in latino con l’ablativo, vengono
di solito distribuiti tra il genitivo e il dativo)
dell’articolo, del sostantivo, dell’aggettivo, del
pronome e del numerale (flessione nominale);

   la persona, il  numero, il  genere, il  tempo, il  modo
del verbo (flessione verbale).

 

TEMI

 

I temi si dividono in 3 categorie(determinanti rispettivamente della 1, 2 e 3 declinazione):

 

1 – temi uscenti in α pura se preceduta da α,ε,ι,ρ  o impura;

2 – temi uscenti in  ο e ω;

3 – temi uscenti in consonante, compresi quelli nelle vocali dolci: i e υ, che talora assumono il valore di ј (jod) e Ŧ (digamma).

 

DECLINAZIONE DELL’ARTICOLO

 

TEMI

το

τα

το

GENERI

Maschile

Femminile

Neutro

 

Nominativo     il,lo         ό                 ή                         τό                       

Genitivo         del,dello   το̃υ               τ̃ης                      tou  
Dativo           al,allo     τ̣̃ω                τ̃η                        τ̣̃ω   
Accusativo      il,lo         τόν               τ́ήν                      τό

 

Nominativo   i due           τ́ω                 τ́α                     τ́ω 
Genitivo       dei due        το̃ιν               τα̃ιν                       το̃ιν
Dativo           ai due       το̃ιν              τα̃ιν                        το̃ιν

Accusativo    i due            τ́ω                τ́α                        τ́ω

 

Nominativo   i,gli              ὸι                  ὰι                           τ́α
Genitivo       dei,degli       τ̃ωv               τ̃ωv                           τ̃ωv
Dativo          ai,agli          τoĩς               τα̃ις                        τoĩς
Accusativo    i,gli             τούς              τ́ας                         τ́α

 

 

Nota

 

Data la complessità delle varianti, contrazioni ed irregolarità, ed il fatto  che non si tenda qui ad un insegnamento scolastico che giunga a tradurre dall’italiano al greco, si tratteranno nel loro insieme i sostantivi, gli aggettivi, i pronomi sia maschili che femminili, dando unicamente rilievo alle tre categorie di temi ed alle varie desinenze e declinazioni.
Non sarà possibile elencare tutte le numerosissime varianti, ma si rimanda ad un apprendimento della lingua che ciascuno farà man mano che affronterà la lettura, del Nuovo Testamento, ovviamente con l’ausilio di una versione in lingua italiana e di un dizionario.

 

 

 

 

 

 

PRIMA DECLINAZIONE
(si indicano solo desinenze)

 

Femminili    Temi uscenti in α pura (es. θύρα, porta)

                   

                    Nominativo Genitivo  Dativo   Accusativo  Vocativo          

Singolare             α                 ας (a-εs)    ̣α            αν          α
Duale                 α                  αιν            αιν         α            α

Plurale                 αι           ̃ων           αις          ας           αι

 

 

       Temi uscenti in α impura (es. κεφαλή, testa)

 

                    Nominativo Genitivo  Dativo   Accusativo  Vocativo

 

Singolare             ή           ̃ης          ̃η            ήν          ή

Duale                   ά            α̃ιν         α̃ιν         ά            ά    
Plurale                  αί           ̃ων          α̃ις          άς          αί   
                                                                               

Temi uscenti in  ă pura (μαχαιρă, spada)

 

                    Nominativo Genitivo  Dativo   Accusativo  Vocativo

 

Singolare              ă            ­­­­­­­­­­­­­­­­­­āς           ặ            ăν          ă
Duale                   ā            αιν          ā            αιν         ā
Plurale                  αι           ̃ων          αις          ας          αί

 


Temi uscenti in  ă impura (τραπεζă, tavola)

 

                    Nominativo Genitivo  Dativo   Accusativo  Vocativo

 

Singolare              ă             ης         η             ăν           ă

Duale                   ā            αιν         αιν         ā            ā

Plurale                  αί           ̃ων          αις          ας          αί

 

 

 

Maschili

Hanno solo temi uscenti in ā: pura, che resta invariata, impura che si muta in η

 Temi uscenti in  α pura (νεανίας, giovinetto)

                   
Nominativo Genitivo  Dativo   Accusativo  Vocativo

 

Singolare             as            ου          ạ            αν          α
Duale                  α                    αιν         αιν          α           α    
Plurale                 αι            ̃ων          αις          ας          αι

  

              Temi uscenti in  α impura (στατιώτης [da ας], soldato)

 

                    Nominativo Genitivo  Dativo   Accusativo  Vocativo

Singolare               ης            ου            η           ην           ̃ωτα   
Duale                    α           αιν         αιν        α            α   

Plurale                  αι          ̃ων          αις         ας          αι


Temi uscenti in α contratti (πν̃α [da πνάα], mina)

                     

Nominativo Genitivo  Dativo   Accusativo  Vocativo

Singolare              πν̃α         πν̃ας        πν̃ ạ             πν̃αν              πν̃α
Duale                   πν̃α        πνα̃̃ιν      πνα̃̃ιν     πν̃α          πν̃α
Plurale                   πνα̃ι        πν̃ων        πνα̃̃ις       πν̃ας        πνα̃ι  

Non esistono neutri   

 

SECONDA DECLINAZIONE

I temi in о oppure ω possono essere maschili, femminili e neutri. I maschili ed i femminili hanno le stesse desinenze; i neutri si distinguono solo nelle desinenze del nominativo, accusativo e vocativo singolare e plurale (come in latino).

La diversa quantità dell’uscita del tema fa sì che i nomi in ο abbiano terminazioni assai diverse da quelli in ω

      

 

 

Temi uscenti in   ο (̉ο άνθρωπоς, uomo; ή ν̃ησος, isola)

                   

                    Nominativo Genitivo  Dativo   Accusativo  Vocativo
Singolare              оς          оυ          ̣ω           ον          ε
Duale                   ω           оιν         оιν         ω           ω    

Plurale                  оι           ων          оις          ους         оι

 

Neutro                    (τό μ́ετρον, il metro)

 

                    Nominativo Genitivo  Dativo   Accusativo  Vocativo

Singolare              ον          ου          ̣ω           ον          ε    
Duale                   ω           оιν         оιν         ω           ω    

Plurale                  α            ων          αις          α           α

 

                    Temi uscenti in ο contratti ( νо̃υς, da νоος, mente)

                    Nominativo Genitivo  Dativo   Accusativo  Vocativo
Singolare        νо̃υς         νо̃υ         ν̣̃ω      νо̃υν            νо̃υ
 
Duale             ν́ω             νο̃ιν        νο̃ιν        ν́ω              ν́ω
Plurale             νο̃ι                  ν̃ων       νο̃ις       νо̃υς          νο̃ι

 

                                              

                            (тό ̉ο     στο̃υν, da οστε̃ον, osso)

Nominativo Genitivo  Dativo   Accusativo  Vocativo

Singolare              о̃υν        о̃υ          ̣̃ω            о̃υν          о̃υν
Duale                     ́ω          ο̃ιν         ο̃ιν            ́ω             ́ω         
Plurale                    ̃α          ̃ων         ο̃ις             ̃α             ̃α

 
Temi uscenti in ω (̉ο léως , popolo)

Maschile          Nominativo Genitivo  Dativo   Accusativo  Vocativo


Singolare                  ώς             ώ           ̣ώ           ών          ώς
Duale                       ώ       ̣ώ           ̣ω           ώ           ώ
Plurale                    ώ         ών          ̣ώς          ώς          ώ    

 

 

                     Temi uscenti in ω (̉το ̉ανώγεων, sala)

Neutro            Nominativo Genitivo  Dativo   Accusativo  Vocativo

Singolare              ων          ω           ώ           ων          ων
Duale                   ω           ̣ω           ̣ω           ω           ω
Plurale                  ω           ων          ̣̣ως          ω           ω

 

 

NOTA IMPORTANTE

Di qua in poi, avendo dato un piccolo saggio della scrittura di greco antico, a causa della nota difficoltà di scrittura, in quanto non basta il carattere “Greek (Greco) per scrivere correttamente e velocemente il testo, useremo, sovente, per le desinenze e altro, i caratteri normali con la pronuncia del rispettivo suono greco,

mischiati con caratteri greci ovevvenga più semplice.Non verrà anche tenuto conto degli accenti, spiriti, ecc.

 

 

TERZA DECLINAZIONE
(flessione dei temi in consonante)

 

Possono essere di genere maschile, femminile o neutro.

I maschili e i femminili hanno le stesse desinenze; i neutri si distinguono solo nelle desinenze del nominativo, accusativo e vocativo singolare (tema puro) e plurale (a breve).

 

I temi possono essere catalogati nelle seguenti specie:

 

  1. labiale: p, b, f che + σ diventano ψ
  2. gutturale (k, g, c) che + σ diventano ξ
  3. dentale (t, d, q) che + σ subiscono variazioni
  4. in liquida (l, n, r, nt) che subiscono variazioni
  5. in sibilante (σ)
  6. in ι
  7. in υ

 

Le variazioni sono numerosissime, per cui con l’esercizio si imparerà a riconoscere le desinenze.

Negli sp£ecchietti seguenti si riportano alcuni esempi a caso, per facilitare il riconoscimento

 

Å φλεβ (vena)

 

                    Nominativo Genitivo  Dativo   Accusativo  Vocativo

 

Singolare           φλεψ      flebòs     flebì       fleba   φλεψ Duale               flebe      fleboiv    fleboiv      flebe    flebe

Plurale                fl˜bes        flebòn     flepsi          fl˜bas      fl˜bes

 


Ð kolak (l’adulatore)


Nominativo Genitivo   Dativo     Accusativo  Vocativo

Singolare,           kolaξ        kolakos   kolaki      kolaka        kolaξ        

duale                  kolake        kol£koin  kol£koin  kolake          kolake

plurale                kÒlakes    kol£kων   kolaξι(ν)  kÒlakas      kolake   

 

 

Ð „cqàj (il pesce)

 

                         Nominativo Genitivo  Dativo   Accusativo  Vocativo

Singolare             „cqàj       „cqáoj     „cqái       „cqáν            „cqá        Duale                   „cqáe          „cqáoiν    „cqáoiν     „cqáe            „cqáe

Plurale                 „cqáej      „cqáων    „cqási(n)   „cqáj        „cqáej 

 

Irregolarità della declinazione

 

Non ci fermiamo sulle irregolarità della declinazione

Saltiamo gli aggettivi: basta sapere che anch’essi subiscono accanto al nome la declinazione eprendono anch’essi il genere del nome che accompagnano.

 

Comparativi e superlativi (vengono pure essi declinati)

 

Si ottengono aggiungendo dei suffissi all’uscita del tema maschile di grado positivo. Sono di tre categorie

- suffisso tero, tera, tero per il comparativo;tato, tata, tato per il  
superlativo

- suffisso ion per il comparativo; isto, ista, isto per il superlativo

- comparazione irregolare (esiste un elenco, che non viene qui riportato).

 

                                  ALCUNI PRONOMI

 

Subiscono anch’essi le declinazioni.  Circa il genere, non sempre c’è il duale. Non sempre c’è il vocativo.

Li riportiamo brevemente, senza le immancabili irregolarità

 

 

 

 

Personali

 

                Nominativo        Genitivo           Dativo           Accusativo  Voc

Singolare io         ™gè            ™moà, moà            ™mo‹, mo‹            ™mš, mš          

Duale      noi due nó              nùn                     nùn                  nó            nó

Plurale    noi        ºme‹j         ºmîn                     ºm‹n                 ºm©j 

 

 

Singolare  Tu              di te  soà          a te  so…           te             

Duale           sfè                     sfùn                 sfùn               sfè        sfè                                Plurale         Øme‹s                    Ømîn                 Øm‹n               Øm©j

 

 

Singolare                     di lui                a lui               lui  œ                    

Duale (non si usa)

Plurale       essi sfe‹j      di essi  sfîn        a essi  sf…si(n)    essi  sf©j

 

Possessivi

 

Mio, mia,mio (neutro)                 ™mÒj                   šm»             ™mÒn

Tuo, tua, tuo (neutro)                sÒj                 s»               sÒn

Suo, sua, suo (neutro)                Ój                  ¼               Ón               

Nostro, nostra, nostro (neutro)      ¹mšteroj          ¹metšra       ¹mšteron        

Vostro, vostra, vostro (neutro)      Ømšteroj           Ømetšra      Ømšteron

Loro, loro (femm.) loro (neutro)    sfšteroj           sfetšra      sfšteron

 

 

FLESSIONE VERBALE

 

Persone: prima, seconda, terza

Numeri:  singolare, duale, plurale

Generi:   attivo, medio (che ha in genere funzione di passivo), passivo

Modi:      finiti (forme esplicite), nomi verbali (forme implicite)

             Modi finiti: indicativo, congiuntivo, ottativo (da desiderare),
imperativo

             Nomi verbali: infinito (che ha valore di sostantivo indeclinabile)
participio e due aggettivi verbali, che appartengono alla  
categoria degli aggettvi.

 

Tempi:    presente, imperfetto, futuro semplice, aoristo (corrisponde nell’indicativo al nostro passato remoto), perfetto (corrisponde nell’indicativo, al nostro passato prossimo),  piuccheperfetto, futuro anteriore.

Categorie di tempi

 

Il verbo greco ha due categorie di tempi:

 

  1. tempi principali: presente, futuro semplice, perfetto, futuro anteriore
  2. tempi storici: imperfetto, aoristo, piuccheperfetto.

 

Anche per i verbi si deve distinguere:

  1. il tema: la parte invariabile
  2. la desinenza: la parte variabile.

 

Vi sono però molte varianti legate alle leggi della fonetica.

 

NOTA

Nello studio della flessione verbale è molto importante apprendere quali siano gli elementi che costituiscono le desinenze e a quali fenomeni fonetici possa dar luogo l’incontro dell’uscita del tema con l’uscita della desinenza.

Avvertiamo pertanto che l’analisi di una forma verbale deve sempre aver inizio dalla fine del vocabolo, per risalire via via fino all’esame della parte tematica

 

 

MODI FINITI
(Indicativo, congiuntivo, ottativo, imperativo)

 

Nei modi finiti un solo elemento della desinenza indica persona, numero e genere.

Sono tre i tipi di tali suffissi fondamentali:

  1. Per i tempi principali (presente, futuro semplice, perfetto, futuro anteriore)
  2. Per i tempi storici (imperfetto, aoristo, piuccheperfetto)
  3. Per l’imperativo di qualsiasi categoria di tempo che abbia l’imperativo

 

Ciascuno ha forme distinte per il genere attivo e per il medio-passivo (l’aoristo passivo usa le forme attive).

 

 

 

Suffissi dei tempi principali

 

                           Attivo                 Medio-passivo

Singolare

ω; μι
si

ti

mai
sai
tai

Duale

tωv
tωv

sθon
s
θon

Plurale

men
te
nti

meθa
s
θe
vtai

 

 

Tempi storici


Attivo                Medio-passivo

Singolare

m,= n oppure a
s,
[t]

Men
so
to

Duale

Ton
thn

σθon
s
θηn

Plurale

Men
te
n[t]; san

Meθa
s
θe
νto

 

 

Imperativo


Attivo                Medio-passivo

Singolare

- ; θ; ς; ον
τω

σο
σθω

Duale

Τον
των

σθον
σθων

Plurale

Τε
ντων; τωσαν

σθε
σθων; σθωσαν                            

 

 

MODI VERBALI
Omettiamo per ora l’esposizione dei relativi suffissi.

 

 

Vocali tematiche

 

Risalendo dalla desinenza al tema, incontriamo, a volte, le

vocali tematiche, di suono o, e.

Esempi:
lÚ-o-men, noi sciogliamo, o caratterizza il modo indicativo

lÚ- ω-men, che noi sciogliamo, ω caratterizza il congiuntivo

Tali vocali hanno la funzione di segnale del modo, solo quando il modo non sia già indicato dal suffisso successivo (come accade nell’imperativo e nei nomi verbali). Quindi non sono necessarie per tutte le forme verbali.

 

Tema del presente e tema verbale

 

Esistono due grandi categorie di verbi:

    1. verbi in ω
    2. verbi in μι.


Il tema del presente si ricava togliendo rispettivamente alla prima persona singolare attiva dell’indicativo presente le desinenze ω e μι.

Esistono molti verbi che hanno il tema del presente uguale al tema verbale; ma molti altri formano il tema del presente dal tema verbale o aggiungendo un suffisso, o togliendolo, o ampliando il grado apofonico (v. mutamenti organici delle vocali). Questi suffissi sono numerosi e talora coesistono, ma si possono empiricamente raggruppare in

- otto classi di verbi in ω

- due classi di verbi in μι.

L’esame di tali classi viene qui omesso.

 

 

I TEMPI

I – PRESENTE E IMPERFETTO

 

Il tempo presenteè il punto di partenza e di riferimento di tutta la flessione verbale.

Ad esempio, mentre per l’italiano i verbi si trovano nel dizionario all’infinito, per il greco si trovano alla prima persona del presente.

 

Esistono molte eccezioni, contrazioni, particolarità, aggiunta o caduta di vocali o consonanti, ecc.

Ci limitiamo qui ad esporre qualche flessione.

Trascuriamo le particolarità dell’accentazione ed altre varianti.

 

Verbi in ω

1 - Presente

iNDICATIVO

                                        ATTIVO                   MEDIO-PASSIVO

                                        Sciolgo                  mi sciolgo, sono sciolto

 

Singolare

ω

LÚeis

lÚei

LÚomai

η, lÚei

LÚetai

 

Duale

LÚeton

lÚetov

LÚesθoν

LÚesθoν

Plurale

LÚomen

LÚete

lÚousiv

LÚomeθa

LÚesθe

lÚontai

 

 

N.B. Ci limitiamo a mettere solo i suffissi


CONGIUNTIVO

 

                                   io sciolga                    sia sciolto, mi sciolga

 

Singolare

-  ω

  1. ης
  2. η

- ω-mai

    - η

   - η-tai

Duale

  1. η-τον
  2. η-τον
  1. η-σθον
  2. η-σθον

Plurale

  1. ω-пεν
  2. η-τε
  3. ω-σι(ν)
  1. ώ-пεθv
  2. η-σθε
  3. ω-ντai

 

 OTTATIVO

                                  Sciogliessi,sciolga         sia,fossi,sarei scioto,ecc
scioglierei

 

Singolare

  • oi-mi
  • oi-ς
  • oi
  • o…-mhn
  • oi-o
  • oi-to

Duale

  • oi-ton
  • oi-thn
  • oi- σθον
  • oi-σθην

 

Plurale

  • oi-men
  • oi-te
  • oie-ν(t)
  • o…-meθa
  • o…- σθη
  • oi-nto

 

IMPERATIVO

 

                                  Sciogli!                        Sii sciolto! Sciogliti!

 

Singolare

    - ε

    - š-τω

 

  • ou
  • š-σθω

 

Duale

  • ε-ton
  • š-των
  • ε- σθον
  • ε-  -

Plurale

  • ε-tε
  • Ò -ντων  oppure
    š-τωσaν

 

  • ε- σθε
  • š- σθων   oppure
    š
    - σθωσαν

 

 

 

 

INFIN ITO

Sciogliere, lÚ-ein

Essere sciolto, lÚe- σθai

PARTICIPIO

Sciogliente,
lÚ-ων,
lÚ-ou-sa
l
̃υ-ον

 

Scioglientesi,
lu- Ò-meno-ς

Lu-o-mšnη

Lu- Ò-meno-ν

 

 

 

2 – Imperfetto

 

L’imperfetto, come pure il piuccheperfetto, ha solo il modo indicativo,

E’ caratterizzato da un fenomeno molto importante, comune oltre che per i verbi in ω, anche per i verbi in μι: l’aumento.

Che cos’è l’aumento
Si divide in due specie: 1 – aumento sillabico
2 – aumento temporale.

1 – aumento sillabico      

I verbi che hanno il tema che comincia per consonante premettono al verbo la vocale ε. Se il verbo inizia per ρ, questa si raddoppia.

N.B I verbi boúlomai, voglio; dúnamai, posso; mšllω, indugio, sto per …

Possono avere l’aumento in η.

 

2 – aumento temporale

I verbi che hanno il tema che comincia per vocale o dittongo, combinano il prefisso avverbiale ε con la vocale o dittongo iniziale in modo che ne risulta talora una vera e propria contrazione, spesso invece un puro e semplice allungamento dell’iniziale, che avviene come segue:

 

α in η; ε in η; o in ω; ι breve in ι lunga; υ breve in υ lunga;

ai e v in ņ; oi  ̣ω; au  in ηυ.

 

Esistono eccezioni e particolarità(alcuni verbi hanno l’aumento sulla seconda vocale; altri hanno l’aumento sillabico e temporale; altri che originariamente cominciavano per sigma o digamma, perdettero in seguito tali consonanti, e l’aumento sillabico ε si contrasse con la vocale successiva o rimase inalterato) di cui non vengono qui riportari gli esempi.

 

Aumento nei verbi composti con preposizione

Nei verbi composti l’aumento viene applicato alla parte verbale del tema, no n alla preposizione. La preposizione šκ  davanti all’aumento diventa

šξ.

 

Non tutti i verbi si comportano come sopra, ma non trattiamo qui le eccezioni.

 

Imperfetto: flessione del verbo sciogliere, λυω, sciolgo

                                        Attivo                      Medio-passivo
(scioglievo)            (ero sciolto, mi scioglievo)

Singolare  

›-λu o - ν

›-λu – ε - ς
›-λu – ε

™-λu Ò - mην
™-λÚ - ou
™-
λÚ - ε - to

Duale

™-λÚ - ε – toν
™-λu - š - tην

™-λÚ - ε – sθoν
™-λu - š -  sθην

Plurale

™-λÚ - o – mεν

™- λÚ - ε - tε
›-λu o - ν

 

™-λu Ò – μεθα
™-λÚ – ε -  sθε
™- λÚ - o - νto

 

Presente e imperfetto contratti
I verbi in ω che hanno il tema uscente in vocale aspra (α, ε, o) la contraggono con la vocale tematica o il dittongo successivo, secondo le regola della contrazione (Esempi con attivo: τιμαω (onoro)= τιμ̃ω;  φιλεω (amo)= φιλω; un esempio con medio-passivo: τιμ£oμαι = τιμ̃ωμαι)

Esistono molte eccezioni alla precedente regola, che non vengono qui riportate.

 

Verbi in μι

Esistono moltissimi verbi irregolari.

  • Tra quelli regolari presentiamo (tralasciando lo spirito aspro sulla prima i di στη-μι per motivi di scorrevolezza del lavoro) parte delle flessioni del verbo στη-μι (colloco).

 

INDICATIVO

                                  Attivo                         Medio-passivo

Singolare

στη-μι

στη-ς

στη-σι (ν)

στα-μαι

στα-σαι

στα-ται

 

Duale

στα-τον

στα-τον

 

στα-σθον

στα-σθον

 

Plurale

στα-μεν
στα-τε
στ̃̃α-σι (ν)


 

στ́α-μεθα

ίστα-σθε

στα-νται

 

CONGIUNTIVO

                                        Attivo                   Medio-passivo

Singolare

Ιστ̃ω

Ιστ̃ης

Ιστ̃η

Ιστ̃ω-μαι

Ιστ̃η

Ιστ̃η-ται

Duale

Ιστ̃η-τoν

Ιστ̃η-τoν

Ιστ̃η-σθον
Ιστ̃η-σθον

Plurale

Ιστ̃ω-μεν

Ιστ̃ω-τε

Ιστ̃ω-σι(ν)

Ιστ́ω-μεθα
Ιστ̃η-σθε
Ιστ̃ω-νται

 

 

OTTATIVO

                                        Attivo                     Medio-passivo

Singolare

Ι-στα-́ ιην
Ι-στα-́ ιης
Ι-στα-́ ιη

Ι-στα-́ ι-μην
Ι-στα-́ ̃ι-o
Ι-στα-́ ̃ι-το

Duale

Ι-στα-́ ιη-τoν, Ι-στα-́̃ι -τον
Ι-στα-́ ιη-την, Ι-στα-
- την

Ι-στα-́ ̃ι- σθoν
Ι-στα-́ ̃ι- σθην

Plurale

Ι-στα-́ ιη-μεν
Ι-στα-́ ιη-τε
Ι-στα-́ ιη-σαν

Ι-στα-́ ι- μεθα
Ι-στα-́ ̃ι- σθε
Ι-στα-́ ̃ι-ητo

 

Si tralascia l’imperativo, il participio e l’imperfetto

 

 

II – FUTURO SEMPLICE ATTIVO E MEDIO

 

Il futuro semplice ha una forma apposita per il passivo.

Vediamo ora la forma attiva e media (molti verbi usano la forma media in luogo di quella attiva, pur non essendo deponenti al presente. Non mancano futuri medi con valore passivo.

Il futuo semplice è privo di modi congiuntivo e imperativo

 

Il futuro si forma dal tema verbale, aggiungendo il suffisso σ più le stesse vocali tematiche e desinenze del presente dei verbi in ω. Nessuna differenza esiste per il futuro tra i verbi in ω e i verbi in μι.

 

Vi sono 4 specie di futuro semplice:

  • sigmatico: così detto dalla permanenza di σ;
  • contratto: nel quale  σ cade provocando contrazioni vocali;
  • attico: sottospecie del contratto;
  • dorico: sigmatico e contratto nella forma media.

 

Vi sono comunque molte eccezioni a questa regola.

 

Sempre per praticità, le solite tabelle verranno compilate in carattere italiano. Più che altro per essere in grado di riconoscere un futuro attivo o medio.
Si prenderanno come esempio il verbo λ
Úω, sciolgo e φανω, mostro, al modo indicativo (tralasciando l’ottativo, l’infinito e il participio.

                               Futuro Sigmatico                Futuro contratto
attivo        Medio            Attivo            Medio

                          scioglierò   mi scioglierò        mostrerò    mi mostrerò

INDICATIVO

Singolare

lúseton
lúseis

lúsei

Lúsomai
lúsei  o  lúsη
lúsetai

Fanò
fanèis
fanèi

Fan(o)ùmai
fanèi  o  fanè
fanèitai

Duale

Lúseton
lúseton

Lúseton
lúseton

Fanèiton
fanèiton

Fanèisθon
fanèisθon

Plurale

Lúsomen
lúsete
lúsousi(n)

Lusómeθa
lúsesθe
lúsontai

Fan(o)ùmen
fanèite
fan(o)ùsi(n)

Fan(o)ùmeθa
fanèisθe
fan(o)untai

 

NB. Ou pronuncia: u

 

 

III – AORISTO ATTIVO E MEDIO

 

L’aoristo (indeterminato, da: a + orizo, delimito) all’indicativo corrisponde al nostro passato remoto, mentre in genere corrisponde ad un’azione incipiente e momentanea senza fisso riferimento di tempo, di cui possiamo individuare il valore solo dal contesto.

E’ il tempo più ricco di forme in tutta la flessione verbale. Oltre l’attivo e il medio ha pure il passivo, e non difetta di alcun modo finito o verbale.

 

Dell’aoristo attivo e medio esistono tre tipi distinti tra loro:

  1. Aoristo debole o primo: è proprio dei temi in vocale e della maggior parte dei temi in consonante; si forma dal tema del presente in ω;
  2. aoristo forte o secondo: si forma dal tema verbale;
  3. aoristo fortissimo o terzo: è detto anche atematico, perché l’indicativo, l’imperativo, l’infinito e il participio mancano del tutto di vocali tematiche.

 

Non è materialmente possibile portare gli svariati esempi di un

tempo così complesso. Si imparerà a riconoscerlo, tanto più che si deve leggere unicamente dal greco. Ci limitiamo all’indicativo del verbo sciolgo che appartiene all’ aoristo debole, più comune.
Scusate le imprecisioni!!

                                        Attivo                                Medio

INDICATIVO                       Sciolsi                                mi sciolsi

 

Singolare

Élusa
élusas
éluse

Elusàmen
elùso
elùsato

Duale

Elùsaton
elùsaten

Elùsasθon
Elùsasθen

Plurale

Elùsamen
elùsate
élusan

Elusàmeθa
elùsesθe
elùsanto

 

 

IV- PERFETTO, PIUCCHEPERFETTO, FUTURO ANTERIORE
(anch’essi soggetti a svariatissimi tipi, che si tralasciano)

 

Il perfetto (il nostro passato prossimo), il piuccheperfetto e il futuro anteriore, indicano tutti un’azione compiuta e hanno come caratteristica comune il raddoppiamento, un prefisso che esprime appunto il compimento dell’azione.

 

Anch’essi hanno i tre tipi: debole, forte, fortissimo.

 

Ci limitiamo a qualche esempio di debole usando sempre il verbo sciolgo.

 

                                     Perfetto indicativo      Piuccheperfetto indicativo

                                          (ho sciolto)                (avevo sciolto)

 

Singolare

Léluka
lélukas
léluke

Elelùkein
elelùkeis
elel§kei

Duale

Lelùkaton
Lelùkaton

Elelùkeiton
elelukèitηn

Plurale

Lelùkamen
lelùkate
lelùkasi (n)

Elelùkeimen
elelùkeite
elelùkeisan

 

                              

 

Perfetto medio passivo
S
i riconosce solo dal raddoppiamento, dalle modificazioni del tema e dalle desinenze dei tempi principali.

La difficoltà della flessione del perfetto medio-passivo è relativa per chi conosce sufficientemente la fonetica. E’ necessario distinguere i temi verbali in:  1) vocale; 2) muta; 3) liquida.

 

Vengono elencati solo alcuni

 

temi in vocale breve

 

klàω, rompo              ké–kla–s–mai, sono stato rotto

akèomai, risano         ηke-s-mai, sono stato risanato

déω, lego                  dé-de-mai, sono stato legato
teléω, finisco             te-téle-s-mai

lùω, sciolgo               lé-lu-mai

 

ecc.

 

temi in vocale lunga o dittongo

 

akoùω, odo               ¼kou-s-mai

paìω, percuoto           pé-pai-s-mai

 

ecc.

 

I verbi faccio, piango, chiudo, mutilo, percuoto, ammucchio, possono o no avere la  s.
Es. dràω, faccio = dé-dra-s-mai o dé-dra-mai.

 

Flessione dell’indicativo del perfetto medio-passivo(si tralascia congiuntivo, ottativo, imperativo, infinito, participio) di due verbi, ad indicare i mutamenti di una vocale e di una labiale:

 

lùω, sciolgo: sono stato sciolto (tema in vocale)

Singolare                  lé-lu-mai, lé-lu-sai, lé-lu-tai

Duale                       lé-lu-sθov, lé-lu-sθov

Plurale                      le-lù-meθa, lé-lu-sθe, lé-lu-ntai

 

 

 

Γραφω, scrivo: sono stato scritto (tema in labiale)


Singolare                  e-γ-gràm-men, e-γé-graψo. e-γé-grap-to

Duale                       e-γé-graf-θon, e-γé-graf-θηv

Plurale                      γe-gràm-meθa, γé-graf-θe, γe-gram-mènoi

 

 

Piuccheperfetto medio passivo

Flessione dell’indicativo di un verbo con tema in vocale

 

lùω, sciolgo: ero stato sciolto (tema in vocale)

 

Singolare                  e-le-lù-men, e-lé-lu-so, e-lé-lu-to

Duale                       e-lé-lu-sθon, e-lé-lu-sθηn

Plurale                      e-le-lù-meθa, e-lé-lu-sθe, e-lé-lu-vto


Futuro anteriore medio passivo

Si forma per lo più aggiungendo al tema del perfetto medio-passivo la desinenza del futuro sigmatico medio: -σομαι.

                              

 

V – AORISTO E FUTURO SEMPLICE PASSIVI

 

Si dividono in:

  • deboli
  • forti

 

Indicativo di lùω, sciolgo, fui sciolto (debole)

Singolare                  e-lù-θηn, e-lù-θηs, e-lù-θη

Duale                       e-lù- θη-ton, e-lu- θ́η-tηn

Plurale                      e-lù- θη-men, e-lù- θη-te, e-lù- θη-san

 

VI – AGGETTIVI VERBALI

 

Esistono due aggettivi verbali formati dal tema verbale con l’aggiunta dei suffissi to (tòs, tè, ton indica un’azione passiva passata o possibile)  e  teo (téos, téa, téov corrisponde al gerundivo latino).

 

Esempio:  λυτ́ος, sciolto o solubile, λυτ́éoς, da sciogliersi.

 

 

 

PARTI INVARIABILI DEL DISCORSO

 

Sono:

  • avverbio;
  • preposizione;
  • congiunzione;
  • interiezione.

 

Non ci fermeremo a studiare come si sono formate, le loro derivazioni, ecc, ma esclusivamente come vanno usati.

 

AVVERBI

 

 

Come tutti sanno, servono a modificare in varie maniere il senso degli aggettivi o dei verbi o degli altri avverbi, quando vengono ad essi aggiunti.

 

Categorie di avverbi

  • di modo e di qualità;
  • di quantità;
  • di tempo;
  • di luogo.

 

Alcuni sono correlativi.

Sono avverbi anche le cosiddette particelle affermative e negative.

Alcuni esempi, non esaustivi.

 

1 – Avverbi di modo e di qualità

Derivano da aggettivi, participi, pronomi con forme simili al genitivo plurale:

  • filως, amichevolmente
  • kal̃ως, in modo bello
  • megàlως, grandemente
  • krÚfa, nascostamente,

 

2 – Avverbi di quantità

 

  • polÚ, molto
  • meg£la, grandemente
  • ṕοson, quanto?
  • m£la, molto.

 

3- Avverbi di tempo

 

  • νεωςτ…, recentemente
  • π́αλαι, anticamente
  • αÚριον, domani
  • πρ̃ωτον, dapprima
  • £llote, altre volte
  • ̉οΨέ, tardi
  • taca, presto
  • polĺα, frequentemente

 

4 – Avverbi di luogo

 

Richiedono attenzione per usarli, e quindi riconoscerli, in quanto si deve distinguere lo stato in luogo, o il moto

 

  • Stato in luogo: άνω, in su; ένθα, colà; έντός, dentro, πάντη ovunque; οίκοι, in casa; £lloti,  £llη, altrove; ένθάδε, qui; α̉υτο̃υ, ivi; egǵυs, vicino;        
  • moto a luogo: άνω, in su; ένθα, colà; πο̃ι, altrove; οίκαδε, a casa; £llose, £llη, altrove;
  • moto da luogo: ένθεν, di là; ένθεν.δε, di qui;
  • moto per luogo:  £llη, per altro luogo.

 

4 – Avverbi correlativi (solo alcuni)

                               diretti                                   indiretti

  • πο̃υ? Dove?; πο̃ι? In qual luogo?     Οπο̃υ, dove; οπο̃ι , in qual luogo
  • π́οθεν? di dove?                          οπ́οθεν, di dove;  
  • π́οτεν? Quando?                         Οπ́οτεν, quando

 

 

5 – Particelle affermative e negative

 

- Sono avverbi affermativi: káι  sì; δ́η, certamente;

- Sono avverbi negativi: ού, che nega il fatto, μ́η, che nega il pensiero.

 

Tralasciamo le preposizioni, le congiunzioni, le interiezioni.

 

 

 

 

 

QUALCHE NOZIONE ESSENZIALE DI SINTASSI

 

 

 

  • Articolo

 

Conserva il valore originario di pronome dimostrativo nelle contrapposizioni:        
Ð μ́εν … Ð δ́ε, l’uno … l’altro. Al neutro può avere valore avverbiale:

τά μ́εν … τά δ́ε, ora …ora; parte …parte.

Ha inoltre valore di pronome all’inizio di proposizione, se si riferisce a un nome precedente, purché sia seguito da δ́ε.

 

Se un nome ha un complemento (aggettivo, participio o avverbio), si premette al complemento l’articolo quando si voglia stabilire un confronto tra la persona o la cosa indicata dal nome e le persone o le cose della medesima specie.

 

I nomi propri hanno l’articolo quando sono già noti.

 

L’articolo preposto a un aggettivo, o participio, o avverbio o infinito, dà loro il valore di sostantivo.

 

 

  • Concordanze

 

Se il soggetto è neutro plurale, il verbo si mette di solito al singolare.

 

Talora il soggetto, maschile o femminile, ha il predicato neutro.

 

 

  • I casi

 

Come in latino, hanno il doppio nominativo i verbi di essere, divenire, sembrare, essere stimato, essere eletto, essere chiamato, ecc.

 

Genitivo

 

  • Con sostantivo: possessivo, di derivazione, di colpa, di misura, di qualità, di quantità, di età, di prezzo, di materia, soggettivo (la paura dei nemici, ossìa: i nemici temono), oggettivo, la paura dei nemici.
  • Con aggettivi
  • Con verbi
  • Con avverbi
  • Di tempo: es. noktÒs, di notte.

 

Dativo

  • Con nomi e pronomi

 

  • di vantaggio,
  • etico
  • di compagnia
  • strumentale
  • di causa
  • di modo
  • di tempo determinato
  • di limitazione
  • di misura

 

  • Con aggettivi e avverbi
  • Con verbi

 

Accusativo

 

  • Indipendente

 

  • di relazione
  • di estensione (spazio, tempo, età)

 

  • Avverbiale (ottimamente)
  • Dipendente

 

 

4. Prolessi e attrazione

 

  • Prolessi

 

Talora si pone come complemento oggetto della proposizione principale il soggetto della proposizione dipendente.

 

 

 

 

  • Attrazione

 

Attrazione diretta

 

Talora, il pronome relativo - che dovrebbe concordare solo in genere e numero col nome o pronome al quale si riferisce, e per il caso dovrebbe dipendere dal verbo della proposizione di cui fa parte – viene attratto, e cioè concorda col nome o pronome anche nel caso.

 

Attrazione inversa

 

Talora il relativo attrae nel suo caso il nome della principale a cui si riferisce.

 

 5. I tempi

 

Presente

Si può usare in luogo dell’aoristo come presente storico.

E’ usato in luogo del perfetto in alcuni verbi.

 

Imperfetto

Talora indica un’azione abitudinaria, e qualche volta un semplice tentativo di azione (imperfetto di conato).

 

Futuro

Talora può essere espresso da μέλλω con l’infinito: sono per … sto per …

 

Aoristo

  • Indicativo: indica un’azione passata, senza riguardo a durata o a svolgimento (passato remoto. Può avere valore gnomico come in latino;
  • Participio: indica in genere un’azione anteriore alla principale;
  • Congiuntivo, ottativo, imperativo e infinito: indica solo la qualità incipiente e momentanea dell’azione considerata in sé e per sé come un punto del tgempo, che è determinato dalla proposizione principale.

 

Perfetto

  • Indicativo: indica un’azione compiuta, il cui effetto dura ancora nel presente (passato prossimo). Talora ha valore di presente.
  • Participio: indica un’azione anteriore alla principale, ma perdurante nei suoi effetti;
  • Congiuntivo, ottativo, imperativo, infinito: indica solo la qualità compiuta dell’azione, che continua nei suoi effetti.

 

Piuccheperfetto

Ha valore di imperfetto nei verbi in cui il perfetto equivale ad un presente.

 

Futuro anteriore

Ha valore di futuro nei verbi in cui il perfetto equivale ad un presente.

 

 

6.  I modi

 

Proposizioni principali

 

  • Indicativo: modo della realtà;
  • Congiuntivo: modo dell’aspettazione, dell’esortazione e del comando, della proibizione e del dubbio;
  • Ottativo: - senza αν, modo del desiderio
    - con
    an, modo della possibilità rispetto al presente e
    talora per esprimere modestamente un’opinione sicura;
  • Imperativo:  Modo del comando. E’ sostituito nelle prime persone – che mancano – dal congiuntivo.

 

Proposizioni dipendenti (usano sovente particelle di congiunzione)

 

    • Ipotetiche

 

Costituiscono la protasi, o premessa, di un periodo ipotetico, di cui l’apodosi, o conseguenza è reggente.

 

In greco il periodo ipotetico ha quattro forme:

 

  • Realtà: protasi all’indicativo, apodosi all’indicativo e all’imperativo;
  • Eventualità: la protasi indica probabilità nel presente o nel futuro e si esprime col congiuntivo (presente o aoristo), l’apodosi indica certezza e si esprime coll’indicativo (presente e più spesso futuro) e con l’imperativo;
  • Possibilità: si riferisce al presente, e la protasi vuole εỉ coll’ottativo, l’apodosi l’ottativo (presente o aoristo) con ¥ν.;
  • Irrealtà: possibilità, nel presente o nel passato, non realizzata, con la protasi all’indicativo (perfetto o aoristo) e εỉ, e l’apodosi nello stesso modo e tempo con ¥ν.

 

    • Concessive: Sono una specie di ipotetiche
    • Finali: indicano uno scopo
    • Consecutive
    • Causali
    • Dichiarative
    • Relative
    • Temporali, locali, modali

 

 

7.  Interrogazioni

 

Proposizioni interrogative dirette

 

    • Semplici
    • doppie(pÒteon ... η)

 

Proposizioni interrogative indirette

 

Sono in forma di proposizione dipendente e possono anch’esse essere semplici e doppie.

 

Risposte

 

Sì: ναì, eidon, ecc.

No: ού, ούχì, ecc

 

 

8.  L’Infinito

 

Soggetto dell’infinito

 

Esso sta di regola in accusativo; se è uguale al soggetto della principale, si tace e il predicato nominale si pone in nominativo.

 

 

 

 

 

 

Costruzione personale

 

Il greco preferisce la costruzione personale (come videor in latino) col nominativo e l’infinito.

 

Infiniti soggettivo e oggettivo

 

  • Soggettivo: è soggetto dei verbi e delle espressioni cosiddette impersonali, come inlatino
  • Oggettivo: è oggetto dei verbi di volere, desiderare, pregare, credere, stimare, dire, promettere, ecc.

 

Infiniti finale e consecutivo

 

  • Finale: Si adopera con verbi d’ogni genere, ma specialmente quelli di dare, mandare, scegliere e simili;
  • Consecutivo: nelle consecutive. La congiunzione éστε può omettersi.

 

Infinito come complemento di nomi

 

E’ usato spesso come complemento di aggettivi e sostantivi.

 

Infinito coll’articolo

 

L’infinito preceduto da un articolo equivale a un sostantivo neutro e si usa come ogni altro sostantivo.

 

Infinito assoluto o indipendente

 

Infinito come imperativo

 

E’ un uso quasi soltanto poetico.

 

 

9. Discorso diretto e indiretto

 

 

Discorso diretto: le parole e i pensieri si esprimono in modo indipendente

Discorso indiretto: le parole e i pensieri dipendono da un verbo (dire, narrare, annunziare, ecc).

 

 

 

10. Il participio

 

    • Attributivo: quando è un aggettivo, e come tale ha valore attributivo, quando è preceduto dall’articolo, dal quale può essere sostantivato;
    • Predicativo: non preceduto dall’articolo. Serve spesso a rendere più compiuto e preciso il significo di molti verbi;
    • Appositivo: serve per esprimere in forma implicita una preposizione secondaria (modale, finale, temporale, causale, concessiva, ecc.). Può essere:
      - Congiunto o concordato (concorda col genere, numero e caso col nome della proposizione reggente a cui si riferisce;
      - Assoluto:
      1) Genitivo assoluto:
      una proposizione dipendente temporale, causale, condizionale o concessiva, il cui soggetto non sia uguale al soggetto o al complemento oggettivo della principale, si può esprimere in forma implicita col genitivo assoluto. Cioè il soggetto si pone in genitivo, e il participio - che rappresenta il predicato – concorda col soggetto in genere, numero e caso;
      2) Accusativo assoluto:
      coi participi dei verbi e delle espressioni impersonali
      invece del genitivo si adopera l’accusativo neutro assoluto

 

 

 

 

Ed ora, buona meditazione biblica!

 

 

 

Fonte: http://www.federagione.it/archivio/lezionigreco.doc

Sito web: http://www.federagione.it

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