Prima comunione

 


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PREPARAZIONE ALLA PRIMA COMUNIONE

LA SANTA MESSA

 

 

 

 

 

 

 

 

DOMENICA: perché?

Tutti i popoli hanno dei giorni di festa. Il popolo ebraico, a cui apparteneva Gesù, aveva ed ha ancora oggi il SABATO come giorno di festa e di riposo.
È un giorno di preghiera dedicato al Signore, nel quale gli Ebrei ringraziano Dio per le meraviglie della creazione e celebrano un grande avvenimento della loro storia: la liberazione dalla schiavitù d’Egitto ed il passaggio del Mar Rosso, un prodigio compiuto da Dio per il suo popolo.

E per noi?

La DOMENICA è il giorno più bello della settimana: non c’è scuola, mamma e papà non lavorano; si può riposare di più, fare qualche bella passeggiata, riunirsi per un buon pranzo, andare a trovare i cugini………… Si ha tempo a disposizione.

La DOMENICA è il primo giorno della settimana, quello che dà sapore a tutti gli altri giorni. Un momento bellissimo da condividere.

Che cosa vuol dire “DOMENICA”?

È una parola che deriva dal latino e significa
“GIORNO DEL SIGNORE”
I cristiani sanno che è il giorno in cui celebrano la RISURREZIONEdi Gesù.
Quel giorno tutto è cominciato:
è la festa della VITA, la festa di PASQUA.

 

Da duemila anni la DOMENICA i cristiani sono invitati dal Signore a radunarsi per ascoltare la sua PAROLA e per condividere il suo PANE: questa riunione si chiama MESSA.

 

 

IL RITO DELLA MESSA


 

 

RITI DI INTRODUZIONE
Radunatevi nel mio nome

Andare a scuola per imparare, organizzare un gioco per divertirsi, fare una gita per vedere cose belle, partecipare ad una festa per godere della reciproca amicizia,… sono tutte occasioni per stare insieme ai nostri compagni e parenti. Se ognuno collabora e dà il suo contributo per la buona riuscita di ciò che si sta facendo, questi momenti manifestano l’amore che unisce l’uno all’altro e la gioia di avere tante cose in comune. Il raduno dei cristiani a Messa è un fatto anche umano di grande valore perché lì sono tutti uguali, giovani e vecchi, poveri e ricchi, persone che stanno vivendo momenti di gioia e persone che soffrono.

 

 

 

 


Entro in chiesa, saluto Gesù crocifisso con ………………………………………………………….
All’ ingresso del sacerdote …………………………………………………………………………….
Si incomincia con il canto, che ci fa sentire più uniti.
Il sacerdote va verso l’altare, lo bacia perché l’altare è segno di Gesù e annuncia che l’assemblea è pronta per celebrare la messa, riunita


Dopo il segno della CROCE il sacerdote dà il benvenuto a tutti con questo saluto o con uno simile:

Sac.    - La grazia del Signore nostro Gesù Cristo,
l’amore di Dio Padre e la comunione
dello Spirito Santo sia con tutti voi.
Tutti   - E con il tuo Spirito

ATTO PENITENZIALE

GLORIA

 

 


Proposta di lavoro
Gesù desiderava tanto che i suoi discepoli rimanessero ________________________sempre uniti. Per questo ha fatto a loro e a noi una promessa. Cerca le parole di Gesù nel Vangelo di Matteo (18,20) e trascrivile nella nuvoletta.

 

LITURGIA DELLA PAROLA
Ascoltate la Mia parola

Ascoltare vuol dire essere attenti a quello che ci viene detto, specialmente se ci parlano le persone che ci amano e che vogliono il nostro bene. Come si risponde a queste parole? Non basta un frettoloso: “Sì, ho capito!” Ciò che conta è riflettere su quelle parole, farle proprie e metterle in pratica. Le parole che ascoltiamo o che leggiamo non sono tutte ugualmente importanti; molte, purtroppo, sono false o cattive: bisogna saper distinguere!


 

 



Dio ci parla per farci conoscere il Suo amore.

Durante la Santa Messa ascolterai le tre letture che ci fanno capire che Dio ha parlato lungo molti secoli ed in diverse circostanze, per rivelare il suo progetto d’amore per gli uomini.

ASCOLTA SEDUTO


  • una prima lettura, presa dai libri della Bibbia che compon- gono l’Antico Testa-mento (sono libri scritti prima della nascita di Gesù);
  • un salmo, che è una piccola poesia-pre-ghiera molto antica,  che serve per pregare e ringraziare Dio per le parole che ascoltiamo;
  • una seconda lettura, presa invece dal Nuovo Testamento (sono libri scritti durante e dopo la vita di Gesù sulla terra)

Alla fine di ogni lettura, proprio per ricordarci che è Dio che ci sta parlando, il lettore dice: “Parola di Dio” e tutti rispondiamo: “Rendiamo grazie a Dio”.

MI ALZO IN PIEDI

  • La terza lettura è dal Vangelo. È il momento più importante della LITURGIA della PAROLA

 

COMPIO IL SEGUENTE GESTO:

    • _________________________________________________________________
    • _________________________________________________________________
    • _________________________________________________________________

Al termine della lettura del Vangelo,
il sacerdote dice: “Parola del Signore” e tutti rispondiamo: “Lode a te, o Cristo”.
Anche queste parole servono per ricordarci che Gesù ci ha parlato attraverso il Vangelo.
MI SIEDO E ASCOLTO L’OMELIA

Alla Parola di Dio siamo invitati a rispondere con le PREGHIERE DEI FEDELI (o preghiera Universale)

Proposta di lavoro

Gesù nella Messa ci parla e ci fa conoscere la parola di Dio che è come la base su cui costruire la “casa” della nostra vita. Trascrivi nella nuvoletta le parole di Gesù che trovi in
Matteo 7,24.


LITURGIA  EUCARISTICA
OFFERTORIO
Presentatevi a Me con i vostri doni

 

I simboli di questo particolare momento sono il pane che mangiamo ogni giorno e il vino della nostra tavola; ci ricordano la fatica e il lavoro degli uomini e la gioia che Dio dona a tutti, il necessario per vivere.
Nel momento della PRESENTAZIONE DEI DONI, il pane ed il vino vengono portati all’altare da alcune persone presenti alla Messa, come in una piccola processione.
Il significato di questo gesto non è solo di portare quello che serve per la Messa, ma vuol dire che Dio, rappresentato dal sacerdote, aspetta che andiamo da Lui. Lui ci ha dato molti doni e si aspetta che anche noi offriamo qualcosa a Lui, in segno di riconoscenza e di gratitudine.
Insieme a questi doni, ciascuno di noi offre a Dio la propria vita.

 

 

 

 


 


SCAMBIO DELLA PACE

               Sac.    – Prima di presentare i nostri doni all’altare,
scambiamoci un segno di pace

   Ci scambiamo la pace di Cristo. Ci impegniamo così a volerci bene, a perdonarci vicendevolmente, e a portare la pace a casa, a scuola e dappertutto.

 


Il sacerdote recita questa preghiera sui doni appena portati all’altare:



Benedetto sei Tu, Signore,
Dio dell’universo:
dalla Tua bontà abbiamo ricevuto questo pane, frutto della terra e del lavoro dell’uomo.
Lo presentiamo a Te, perché diventi per noi cibo di vita eterna.

Benedetto sei Tu, Signore,
Dio dell’universo:
dalla Tua bontà abbiamo ricevuto questo vino, frutto della vite e del lavoro dell’uomo.
Lo presentiamo a Te, perché diventi per noi cibo di vita eterna.


E tutti rispondiamo:

Benedetto nei secoli il Signore.
MI ALZO IN PIEDI E RECITO IL CREDO


Con la recita del Credo noi diciamo la nostra fede,
il nostro SI’ a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo ed alla Chiesa.

 

 

 

 

 


Proposta di lavoro

Gesù ci ha insegnato che, quando si dona, quello che vale è la generosità. Per questo Gesù ha lodato la donna vedova e povera che ha donato tutto quello che aveva.  Leggi questo episodio nel Vangelo di Marco 12, 41-44 e trascrivi poi nella nuvoletta le parole di Gesù riportate al versetto 33.


 


LITURGIA  EUCARISTICA
MEMORIALE
Ringraziare, ricordare, celebrare
Quando, insieme ad altri ricordiamo un importante avvenimento della nostra storia o un grande personaggio del passato, noi celebriamo quel fatto o quel personaggio. Una celebrazione avviene in un clima di festa, con segni e gesti particolari che esprimono lode e riconoscenza.
I cristiani ricordano gli interventi di Dio lungo la storia, per il bene di tutta l’umanità e di questo ringraziano il Signore ed elevano a Lui la loro preghiera
.
 

 

 

 

 


La PREGHIERA EUCARISTICA è il momento centrale della Messa. Questa preghiera solenne ha inizio con un canto di lode e di ringraziamento perché è con gioia e profonda riconoscenza che i cristiano celebrano il Memoriale del Signore.

 

 

 

Gesù ha voluto che il pane e il vino diventino i simboli del suo corpo e del suo sangue,
dati per la salvezza di tutti noi.

Ora il sacerdote, con le mani distese sul pane e sul vino, ripetendo i gesti che Gesù ha fatto e le parole che Gesù ha detto nell’ultima cena, domanda a Dio che mandi il suo Spirito a santificare i doni perché diventino il CORPO e il SANGUE di Gesù.

Questo momento della Messa si chiama CONSACRAZIONE.

 


Nella notte in cui fu tradito Egli prese il pane, ti rese grazie con la preghiera di benedizione, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse: «Prendete e mangiatene tutti: questo è il mio corpo, offerto in sacrificio per voi».
Dopo la cena, allo stesso modo, prese il calice e rese grazie, lo diede ai suoi discepoli e disse: «Prendete e bevetene tutti: questo è il calice del  mio sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di Me».

E’ un momento solenne. La nostra attenzione viene richiamata anche dal suono dei campanelli.
SIAMO TUTTI IN GINOCCHIO, per adorare il Corpo ed il Sangue di Gesù.

Al termine del momento della consacrazione, il sacerdote proclama che tutta la celebrazione è MISTERO DELLA FEDE, e noi rispondiamo:

 

 


                                                                                                         

 

 

 

 



LITURGIA  EUCARISTICA


COMUNIONE


Mangiate il pane della vita

 

Per vivere e crescere non possiamo fare a meno del cibo quotidiano, che qualcuno ci prepara ogni giorno con amore. Ma mangiare non si riduce solo ad un fatto fisico, materiale, se si pensa a quante cose sono necessarie perché il cibo giunga alla nostra tavola.
Com’è diverso, inoltre, consumare un pasto da soli invece che con tanti amici intorno a noi! Tutto sembra più buono e quel cibo, allora, in famiglia o con gli amici, sarà un segno di COMUNIONE, di AMICIZIA, di comunione fraterna.

 

 

 

 


IN PIEDI CON LE MANI APERTE 
Tutti siamo chiamati alla domenica a Messa. Davanti a Dio ci sentiamo come fratelli: poveri e ricchi, grandi e piccoli; siamo tutti figli dello stesso Padre. Per questo recitiamo insieme:

 

 

 

 

Proposta di lavoro

Stiamo per essere invitati alla mensa del Signore e fra poco riceveremo il Pane Eucaristico, che è il corpo ed il sangue di Gesù.
Ricordi il miracolo della moltiplicazione dei pani operata da Gesù per saziare le folle che lo seguivano? Egli comprende i bisogni materiali dell’uomo, ma vuole saziare anche la fame spirituale, il suo bisogno di Dio; per questo promette se stesso come PANE DI VITA.
Trascrivi nella nuvoletta la frase detta da Gesù che trovi nel Vangelo di Giovanni 6, 35


 

 

Eccoci arrivati all’incontro con Gesù nell’Eucaristia.
La Cena del Signore è pronta: tutti sono invitati al solenne “pranzo” di questa festa.

 

Il sacerdote prende in mano il pane (l’OSTIA grande), lo spezza per noi, e dice:

 

 


Gesù si dona a tutti!

 

Sac. – Beati gli invitati alla cena del Signore. Ecco l’agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo.
Tutti – O Signore non sono degno di partecipare alla tua mensa ma dì soltanto una parola ed io sarò salvato.


In questo momento, chi sa di non avere nel cuore qualcosa che dispiace a Gesù, cioe´
  • E’ IN GRAZIA DI DIO

e se

  • E’ A DIGIUNO DA UN’ORA

puo´andare a ricevere il CORPO e il SANGUE di  Gesù.

 

E’ il momento della COMUNIONE
in cui diventiamo una sola cosa con Gesù!

 

Il sacerdote ci dice:
“il Corpo di Cristo”
e noi rispondiamo: “Amen”.

 

L’ostia consacrata, il corpo di Gesù, si riceve direttamente in bocca oppure  tenendo le mani a forma di croce rivolte verso l’alto (la mano destra sotto la sinistra).

 


RITI DI CONCLUSIONE
Andiamo in pace!
Nel nome di Cristo!

La nostra comunione con Gesù ci porta ad iniziare una nuova vita, faticosa ma piena di gioia e di amore. Nelle strade del nostro paese, a casa, a scuola, nel gioco, ovunque dobbiamo fare del bene ed aiutare il prossimo, rimanendo uniti a Gesù e comportandoci da figli di Dio.
 

 

 

 


La Messa sta per finire. Abbiamo ascoltato la Parola di Dio, abbiamo pregato insieme e partecipato all’Eucaristia; adesso il sacerdote ci dona la benedizione, perché la gioia di stare con il Signore non ci abbandoni e ci accompagni nella vita di tutti i giorni.

 




 

 


 

 

 


Dopo una festa, prima di partire, diciamo grazie a colui che ci ha invitato.
 Alla fine della celebrazione diciamo grazie con un canto
e poi usciamo e portiamo a tutti l'amore che abbiamo ricevuto.

La celebrazione è finita. Ora tutto quello che abbiamo visto, ascoltato, quello che abbiamo vissuto insieme nella Messa (EUCARESTIA) diventa un impegno nella vita: noi vogliamo testimoniare a tutti quelli che incontriamo la nostra gioia, perché Gesù sia conosciuto e amato ovunque.

“Andate in tutto il mondo e predicate il mio Vangelo…: Io sarò con voi”


http://catechesicarate.altervista.org/catechesi/file_documenti/4_elementare/Doc_Albiate/fascicolo_comunione/Libretto_Messa_S.Comunione.doc

 

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

 

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