Getto lancio del peso

 


Getto lancio del peso

 

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Getto lancio del peso

 

IL GETTO DEL PESO

Le specialità di lancio in atletica leggera sono 4 e possono essere classificate, sulla base delle caratteristiche della rincorsa, in due tipologie:

  1. lineari (PESO e GIAVELLOTTO);
  2. rotatori (DISCO e MARTELLO).

Ogni singola specialità assuma una denominazione differente da quella generica di lancio in considerazione dell’azione che l’arto superiore lanciante dell’atleta compie per scagliare l’attrezzo il più lontano possibile.
Abbiamo quindi le seguenti terminologie più corrette:
- GETTO DEL PESO: il movimento che si effettua è da arto superiore flesso (nella posizione di partenza) ad arto superiore disteso (nella posizione finale dopo il lancio).
- LANCIO DEL DISCO e LANCIO DEL MARTELLO: l’azione tecnica si compie mantenendo in ogni sua fase l’arto superiore lanciante sempre disteso.
- TIRO DEL GIAVELLOTTO: il movimento si esegue partendo con l’arto superiore lanciante disteso, per poi fletterlo all’indietro nella fase preparatoria di caricamento e ritornare ad arto disteso nella fase finale di rilascio.  
In tutti i lanci ha un ruolo fondamentale la combinazione forza-rapidità. L’efficacia del lancio è notevolmente incrementata dal coinvolgimento degli arti inferiori insieme a quelli superiori e la capacità motoria più importante per un lanciatore è rappresentata dalla forza esplosiva degli arti inferiori.    

Il getto del peso consiste nel lanciare, facendo uso di un solo braccio, una sfera metallica, di peso differente a seconda del sesso e dell’età dell’atleta (maschi 7,257 Kg. - femmine 4 Kg.; a livello scolastico: allievi maschili 5 Kg. -  juniores maschili 6 Kg. - allieve e juniores femminili 3 Kg.), il più lontano possibile senza uscire dai limiti di una pedana circolare del diametro interno di 2,135 m. Il peso deve cadere all’interno di un settore di lancio, davanti alla pedana, di 40° (ora, con il nuovo regolamento internazionale, è di 34,92°) con il vertice coincidente con il centro della pedana.   


Sopra è presentata la pianta regolare della pedana circolare con fermapiede rialzato a forma di arco nella parte anteriore utilizzata nelle gare di getto del peso.

 
IMPUGNATURA DEL PESO:

Il peso è appoggiato prevalentemente sulle tre dita centrali (indice, medio, anulare) della mano, che è flessa al polso . Il peso è sostenuto dalle prime due falangi delle dita medie, che sono leggermente allargate, e non poggia sul palmo della mano. Questo per permettere all’atleta evoluto di effettuare un’ulteriore ultima spinta sull’attrezzo, nella fase finale dell’azione di lancio, per effetto dell’estensione delle dita. Il pollice ed il mignolo fungono da supporto e rafforzano la presa sostenendo il peso ai lati.
L’attrezzo è appoggiato sul collo sotto l’angolo della mandibola, e in tale posizione deve rimanere fino al completamento dell’azione di lancio, nel momento in cui l’arto superiore inizia la fase di distensione.        

ANALISI DELLA TECNICA DI LANCIO RETTILINEA O DORSALE (vedi anche la fotocopia con la sequenza disegnata delle varie fasi del movimento):

 

La tecnica è stata introdotta dallo statunitense Parry O’Brien (perciò l’azione tecnica viene anche definita stile O’Brien) negli anni cinquanta e si basa su uno spostamento rettilineo all’indietro.

Le fasi del lancio sono quattro (l’analisi tecnica prende in considerazione un atleta con l’arto destro dominante, un sinistro eseguirà lo stesso gesto con il movimento opposto):

  1. Posizione di partenza.
  2. Traslocazione.
  3. Posizione di piazzamento finale.
  4. Finale di lancio.

 
POSIZIONE DI PARTENZA
L’atleta si pone in appoggio sul piede destro, nella parte posteriore della pedana, con le spalle (o il fianco sinistro) rivolte nelle direzione di lancio e con l’attrezzo in appoggio contro il collo (sopra la clavicola). L’arto superiore destro è flesso al gomito rivolto in basso mentre quello sinistro è leggermente flesso verso l’avanti-alto per stabilire l’equilibrio.

TRASLOCAZIONE
Dalla posizione sopra descritta l’atleta compie una flessione del busto in avanti ed un contemporaneo caricamento sulla gamba destra che si piega come fosse una molla mentre la gamba sinistra si eleva, si flette e si avvicina all’altra gamba. Il ginocchio sinistro è leggermente dietro il ginocchio destro. Il tronco si flette sulla coscia destra e l’atleta si “raccoglie” prima di spostarsi velocemente sulla pedana per esplodere nel lancio finale.
Avviene dunque la cosiddetta traslocazione sul diametro della pedana: l’atleta compie contemporaneamente una spinta della gamba destra mentre la gamba sinistra, che si era flessa, si distende rapidamente  all’indietro (calcio all’indietro) per aiutare e rendere più veloce il movimento dell’arto destro; infatti il corpo trasloca rapidamente per effetto della distensione dell’arto sinistro e di una energica spinta di quello destro (movimento simile ad un balzo).

POSIZIONE DI PIAZZAMENTO FINALE
Terminata la fase di traslocazione l’atleta si trova nella posizione di piazzamento finale. Il piede destro lascia il terreno radente al suolo e va a prendere contatto all’incirca sul centro della pedana, in appoggio sull’avampiede e quindi con il tallone sollevato, pressoché contemporaneamente a quello sinistro, che prende molto velocemente contatto alla base del fermapiede, davanti al quale si arresta.
Il tronco, durante la traslocazione, si è rialzato leggermente. Il peso del corpo deve essere sull’arto inferiore destro, le spalle e l’arto superiore sinistro mantengono il più possibile la posizione di partenza.

FINALE DI LANCIO
Il finale di lancio inizia con la spinta verso l’avanti-alto della gamba destra con dinamica frontalizzazione del bacino che sarà completata dall’azione di distensione e tenuta della gamba sinistra (azione di puntello). Contemporaneamente avviene l’entrata del petto e del braccio destro che, con il gomito in fuori inizia a distendersi e lanciare. Nella fase di avanzamento del busto il braccio sinistro compie un movimento verso l’alto-avanti. Nell’azione finale di lancio le spalle sono direzionate frontalmente verso il settore di lancio, l’arto superiore destro è in completa estensione e l’articolazione del polso resta rigida con il palmo della mano rivolto in avanti.
Abbandonato l’attrezzo, l’atleta, per evitare in seguito alla dinamicità dell’azione di uscire dalla pedana compiendo così un  lancio nullo, è costretto ad effettuare il “cambio”, che consiste nella sostituzione del piede sinistro con il piede destro nell’appoggio sul terreno.
E’ questa un’azione che segue naturalmente al lancio, se tutte le azioni precedenti sono state eseguite nel rispetto della tecnica.

Va peraltro precisato che tutte le azioni sopra descritte, presentate come fossero fasi a sé stanti e quasi staccate le une dalle altre, sono in realtà armoniosamente fuse nel dinamismo esecutivo del gesto, la cui durata è comunque brevissima, inferiore al secondo (6-7 decimi).                       

CENNI DI REGOLAMENTO TECNICO    

La misurazione del lancio: la misurazione di ciascun lancio deve essere fatta immediatamente dopo il lancio, dall’impronta più vicina alla pedana lasciata dalla caduta del peso alla parte interna del fermapiede, lungo una linea che va dall’impronta fatta dall’attrezzo al centro della pedana.  

- Il peso deve essere lanciato dalla spalla con una sola mano. Nel momento in cui l’atleta prende posizione in pedana per iniziare un lancio il peso deve essere in stretta prossimità del collo o del mento e la mano non deve essere abbassata da questa posizione durante l’azione di lancio. Il peso non deve essere portato dietro la linea delle spalle.

- Il lancio è nullo se il concorrente, dopo che è entrato in pedana ed ha cominciato ad eseguire un lancio, tocca con qualsiasi parte del corpo il terreno al di fuori della pedana circolare o la parte superiore del fermapiede o si libera scorrettamente dell’attrezzo durante l’esecuzione dell’azione tecnica di lancio.

- Perché il lancio sia valido il peso deve cadere completamente entro i margini interni del settore di caduta.

- Il concorrente non deve lasciare la pedana fino a che l’attrezzo non ha toccato il terreno. Lasciando la pedana, il primo contatto con il terreno all’esterno della pedana deve avvenire completamente dietro la linea bianca tracciata all’esterno della pedana e che passa idealmente per il centro della pedana stessa.     

 

Fonte: http://attivitarecupero.altervista.org/edfisica/4.doc

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

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