Educazione fisica

 


Educazione fisica

 

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EDUCAZIONE FISICA

 

PREMESSA

Compito dell’Educazione Fisica / Scienze Motorie è quello di contribuire alla formazione integrale dell’individuo, facendo interagire sinergicamente l’area affettiva, l’area motoria e l’area cognitiva.
Il rispetto di uno sviluppo equilibrato della persona come “sentimento”, “movimento”, “consapevolezza” aiuta ogni individuo a compartecipare alla propria formazione di adulto in equilibrio con sé, con gli altri e con le potenzialità che caratteristiche genetiche, ambientali e circostanziali gli hanno offerto.
La premessa è ripresa dal POF antecedente le Indicazioni Nazionali 2010: l’Educazione Fisica- (  Scienze Motorie per le classi del primo anno della secondaria di secondo grado 2010-2011)- nel suo compito essenziale non può che essere la disciplina sino ad oggi espressa dai programmi del 1982.
Indubbiamente l’impianto disciplinare viene ad essere declinato con diversa modalità ma il cuore dell’unica materia scolastica che ha come essenziale strumento di lavoro IL CORPO, il corpo della singola persona, pulsa sempre scandendo quanto indicato nella “vecchia” premessa.
Questo è anche il motivo per il quale, alla veste nuova del POF 2010 -  2011, si allega lo schema di collegamento tra le tassonomie indicate nei precedenti piani dell’offerta formativa e gli ambiti delle competenze per le quali si opera e che rappresentano, con gli obiettivi specifici di apprendimento, la diversa declinazione dell’impianto disciplinare data  dalle INDICAZIONI NAZIONALI.

LE INDICAZIONI NAZIONALI

Le Indicazioni Nazionali per i Licei Scientifico e Classico  rispetto al Profilo Educativo,culturale e professionale recitano:

“I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze, abilità e competenze sia adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, sia coerenti con le capacità e le scelte personali”. (art. 2 comma 2 del regolamento recante “Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei…”).
Nelle LINEE GENERALI E COMPETENZE si sottolinea che al temine del percorso liceale lo studente ha acquisito la consapevolezza della propria corporeità intesa come conoscenza, padronanza e rispetto del proprio corpo; ha consolidato i valori sociali dello sport e ha acquisito una buona preparazione motoria; ha maturato un atteggiamento positivo verso uno stile di vita sano e attivo; ha colto le implicazioni e i benefici derivanti dalla pratica di varie attività fisiche svolte nei diversi ambienti.

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
Primo Biennio

La percezione di sé ed il completamento dello sviluppo funzionale delle capacità motorie ed espressive
Lo studente dovrà conoscere il proprio corpo e la sua funzionalità, ampliare le capacità coordinative e condizionali realizzando schemi motori complessi utili ad affrontare attività sportive, comprendere e produrre consapevolmente i messaggi non verbali leggendo criticamente e decodificando i propri messaggi corporei e quelli altrui.
Lo sport, le regole e il fair play
La pratica degli sport individuali e di squadra, anche quando assumerà carattere di competitività, dovrà realizzarsi privilegiando la componente educativa, in modo da promuovere in tutti gli studenti la consuetudine all’attività motoria e sportiva.
E’ fondamentale sperimentare nello sport i diversi ruoli e le relative responsabilità, sia nell’arbitraggio che in compiti di giuria.
Lo studente praticherà gli sport di squadra applicando strategie efficaci per la risoluzione di situazioni problematiche; si impegnerà negli sport individuali abituandosi al confronto ed alla assunzione di responsabilità personali; collaborerà con i compagni all’interno del gruppo facendo emergere le proprie potenzialità.
Salute, benessere, sicurezza e prevenzione
Lo studente conoscerà i principi fondamentali di prevenzione per la sicurezza personale in palestra, a casa e negli spazi aperti, compreso quello stradale; adotterà i principi igienici e scientifici essenziali per mantenere il proprio stato di salute e migliorare l’efficienza fisica, così come le norme sanitarie e alimentari indispensabili per il mantenimento del proprio benessere.
Conoscerà gli effetti benefici dei percorsi di preparazione fisica e gli effetti dannosi dei prodotti farmacologici tesi esclusivamente al risultato immediato.
Relazione con l’ambiente naturale e tecnologico
Le pratiche motorie e sportive realizzate in ambiente naturale saranno un’occasione fondamentale per orientarsi in contesti diversificati e per il recupero di un rapporto corretto con l’ambiente; esse inoltre favoriranno la sintesi delle conoscenze derivanti da diverse discipline scolastiche.

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
Secondo Biennio
Nel secondo biennio l’azione di consolidamento e di sviluppo delle conoscenze e delle abilità degli studenti proseguirà al fine di migliorare la loro formazione motoria e sportiva.
A questa età gli studenti, favoriti anche dalla completa maturazione delle aree cognitive frontali, acquisiranno una sempre più ampia capacità di lavorare con senso critico e creativo, con la consapevolezza di essere attori di ogni esperienza corporea vissuta.
La percezione di sé ed il completamento dello sviluppo funzionale delle capacità motorie ed espressive
La maggior padronanza di sé e l’ampliamento delle capacità coordinative, condizionali ed espressive permetteranno agli studenti di realizzare movimenti complessi e di conoscere ed applicare alcune metodiche di allenamento tali da poter affrontare attività motorie e sportive di alto livello, supportate anche da approfondimenti culturali e tecnico-tattici.
Lo studente saprà valutare le proprie capacità e prestazioni confrontandole con le appropriate tabelle di riferimento e svolgere attività di diversa durata e intensità, distinguendo le variazioni fisiologiche indotte dalla pratica motoria e sportiva. Sperimenterà varie tecniche espressivo-comunicative in lavori individuali e di gruppo, che potranno suscitare un’autoriflessione ed un’analisi dell’esperienza vissuta.
Lo sport, le regole e il fair play
L’accresciuto livello delle prestazioni permetterà agli allievi un maggiore coinvolgimento in ambito sportivo, nonché la partecipazione e l’organizzazione di competizioni della scuola nelle diverse specialità sportive o attività espressive.
Lo studente coopererà in équipe, utilizzando e valorizzando con la guida del docente le propensioni individuali e l’attitudine a ruoli definiti; saprà osservare ed interpretare i fenomeni legati al mondo sportivo ed all’attività fisica; praticherà gli sport approfondendone la teoria, la tecnica e la tattica.

 

Salute, benessere, sicurezza e prevenzione
Ogni allievo saprà prendere coscienza della propria corporeità al fine di perseguire quotidianamente il proprio benessere individuale. Saprà adottare comportamenti idonei a prevenire infortuni nelle diverse attività, nel rispetto della propria e dell’altrui incolumità; egli dovrà pertanto conoscere le informazioni relative all’intervento di primo soccorso.
Relazione con l’ambiente naturale e tecnologico
Il rapporto con la natura si svilupperà attraverso attività che permetteranno esperienze motorie ed organizzative di maggior difficoltà, stimolando il piacere di vivere esperienze diversificate, sia individualmente che nel gruppo.
Gli allievi sapranno affrontare l’attività motoria e sportiva utilizzando attrezzi, materiali ed eventuali strumenti tecnologici e/o informatici.

OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
Quinto Anno
La personalità dello studente potrà essere pienamente valorizzata attraverso l’ulteriore diversificazione delle attività, utili a scoprire ed orientare le attitudini personali nell’ottica del pieno sviluppo del potenziale di ciascun individuo. In tal modo le scienze motorie potranno far acquisire allo studente abilità molteplici, trasferibili in qualunque altro contesto di vita. Ciò porterà all’acquisizione di corretti stili comportamentali che abbiano radice nelle attività motorie sviluppate nell’arco del quinquennio in sinergia con l’educazione alla salute, all’affettività, all’ambiente e alla legalità.
La percezione di sé ed il completamento dello sviluppo funzionale delle capacità motorie ed espressive
Lo studente sarà in grado di sviluppare un’attività motoria complessa, adeguata ad una completa maturazione personale.
Avrà piena conoscenza e consapevolezza degli effetti positivi generati dai percorsi di preparazione fisica specifici. Saprà osservare e interpretare i fenomeni connessi al mondo dell’attività motoria e sportiva proposta nell’attuale contesto socioculturale, in una prospettiva di durata lungo tutto l’arco della vita.
Lo sport, le regole e il fair play
Lo studente conoscerà e applicherà le strategie tecnico-tattiche dei giochi sportivi; saprà affrontare il confronto agonistico con un’etica corretta, con rispetto delle regole e vero fair play. Saprà svolgere ruoli di direzione dell’attività sportiva, nonché organizzare e gestire eventi sportivi nel tempo scuola ed extra-scuola.

 

Salute, benessere, sicurezza e prevenzione
Lo studente assumerà stili di vita e comportamenti attivi nei confronti della propria salute intesa come fattore dinamico, conferendo il giusto valore all’attività fisica e sportiva, anche attraverso la conoscenza dei principi generali di una corretta alimentazione e di come essa è utilizzata nell’ambito dell’attività fisica e nei vari sport.
Relazione con l’ambiente naturale e tecnologico
Lo studente saprà mettere in atto comportamenti responsabili nei confronti del comune patrimonio ambientale, tutelando lo stesso ed impegnandosi in attività ludiche e sportive in diversi ambiti, anche con l’utilizzo della strumentazione tecnologica e multimediale a ciò preposta.

 

 
Palestra

 

 

AMBITI

I BIENNIO

II BIENNIO

Competenze

Conoscenze/Abilità

Conoscenze/Abilità

CONOSCERE
IL PROPRIO CORPO
E LE MODIFICAZIONI

  • Conoscere le potenzialità del movimento del corpo ele funzioni fisiologiche in relazione al movimento
  • Elaborare risposte motorie efficaci in situazioni complesse
  • Conoscere gli elementi dell’educazione posturale
  • Assumere sempre poture corrette, soprattutto in presenza di carichi

PERCEZIONE
SENSORIALE
(vista,tatto,udito
ritmo…)

  • Percepire e riconoscere il ritmo delle azioni ( stacco e salto, terzo tempo )
  • Riprodurre il ritmo nei gesti e nelle azioni anche tecniche degli sport
  • Riconoscere e confrontare i ritmi dei gesti e delle azioni anche nello sport
  • Riprodurre e saper realizzare ritmi personali delle azioni e dei gesti anche tecnici dello sport, saper interagire con il ritmo del compagno

COORDINAZIONE
(schemi motori,
equilibrio,orientamen-
to spazio-tempo)

  • Conoscere i principi scientifici fondamentali che sottendono la prestazione motoria e sportiva
  • Avere consapevolezza di una risposta motoria efficace ed economica
  • Conoscere i principi fondamentali della teoria e metodologia dell’allenamento
  • Gestire in modo autonomo la fase di avviamento motorio in funzione dell’attività scelta e del contesto
  • Trasferire e ricostruire autonomamente e in collaborazione metodi e tecniche di allenamento, adattandole alle capacità, esigenze, spazi e tempi di cui si dispone
  • Analisi del movimento discriminando le azioni non rispondenti al gesto richiesto

ESPRESSIVITÀ CORPOREA

  • Riconoscere le differenze tra il movimento funzionale e il movimento espressivo esterno e interno
  • Ideare e realizzare semplici sequenze di movimento, di situazioni dinamiche, danzate o di espressione corporea
  • Conoscere le tecniche mimico-gestuali e di espressione corporea e le interazioni con altri linguaggi ( musicale, coreutico, teatrale e iconico )
  • Comprensione di ritmo e fluidità del movimento

GIOCO, GIOCO-SPORT E SPORT
 ( aspetto relazionale e cognitivo )

  • Conoscere gli aspetti essenziali della struttura e dell’evoluzione dei giochi e degli sport di rilievo nazionale e della tradizione locale, la terminologia, il regolamento e la tecnica dei giochi e degli sport
  • Trasferire e ricostruire autonomamente semplici strategie, regole, adattandole alle capacità e alle esigenze, agli spazi e ai tempi di cui si dispone
  • Utilizzare il lessico specifico della disciplina
  • Conoscere la struttura e l’evoluzione dei giochi e degli sport individuali e collettivi affrontati
  • Elaborare autonomamente e in gruppo tecniche e strategie dei giochi sportivi trasferendole a spazi e tempi disponibili
  • Cooperare in equipe utilizzando e valorizzando le propensioni e attitudini individuali

 

SICUREZZA
(Prevenzione, primo soccorso e salute, corretti stili di vita)

  • Conoscere i principi generali della prevenzione, della sicurezza della persona in palestra,a scuola e all’aperto
  • Conoscere i principi igienici essenziali che favoriscono il  mantenimento dello stato di salute e il miglioramento dell’efficienza fisica
  • Assumere comportamenti funzionali alla sicurezza in palestra, a scuola, negli spazi aperti
  • Assumere comportamenti funzionali alla   sicurezza in palestra, a scuola, negli spazi aperti
  • Assumere comportamenti attivi finalizzati ad un miglioramento dello stato di salute e di benessere
  • Conoscere i principi generali della prevenzione, della sicurezza della persona in palestra,a scuola e all’aperto
  • Conoscere i principi generali dell’alimentazione e l’importanza nell’attività fisica
  • Conoscere l’aspetto educativo e sociale dello sport
  • Assumere comportamenti funzionali alla   sicurezza
  • Curare l’alimentazione relativa al fabbisogno quotidiano
  • Interpretare le dinamiche afferenti al mondo sportivo e all’attività fisica

AMBIENTE NATURALE

  • Conoscere alcune attività motorie e sportive in ambiente naturale
  • Sapersi esprimere e orientare in attività in ambiente naturale
  • Conoscere attività motorie e sportive in ambiente naturale
  • Sapersi esprimere e orientare in attività ludiche e sportive in ambiente naturale, nel rispetto del comune patrimonio teritoriale

ACQUATICITÀ

  • Conoscere più tipi di attività motoria negli ambienti acquatici
  • Allenare la resistenza
  • Utilizzare elementi della pallanuoto e del nuoto di salvamento
  •  
  • Conoscere l’attività motoria e sportiva in elementi acquatici
  • Giocare a pallanuoto
  • Tecniche di salvamento e del primo soccorso

 

AMBITI

QUINTO ANNO

Competenze

Conoscenze/Abilità

CONOSCERE
IL PROPRIO CORPO
E LE MODIFICAZIONI

  • Conoscere l’educazione motoria, fisica,e sportiva nelle diverse età e condizioni
  • Saper organizzare e applicare personali percorsi di attività motoria e sportiva e autovalutazione del lavoro
  • analisi ed elaborazione dei risultati testati

PERCEZIONE
SENSORIALE
(vista,tatto,udito
ritmo…)

  • Riconoscere il ritmo dei gesti e delle azioni anche sportive
  • Cogliere e padroneggiare le differenze ritmiche e realizzare personalizzazioni efficaci nei gesti e nelle azioni sportive

COORDINAZIONE
(schemi motori,
equilibrio,orientamento spazio-tempo
 

  • Avere consapevolezza della correlazione dell’attività motoria e sportiva con altri saperi
  • Realizzare progetti motori e sportivi che prevedano una complessa coordinazione globale e segmentaria individuale e in gruppi con e senza attrezzi

Competenze

Conoscenze/Abilità

ESPRESSIVITÀ CORPOREA

  • Conoscere possibili interazioni tra linguaggi espressivi e altri ambiti ( letterario, artistico, ecc.)
  • Padroneggiare gli aspetti non verbali della comunicazione
  • Realizzare progetti interdisciplinari ( es.trasposizione motoria delle emozioni suscitate da una poesia, un’opera d’arte..)

GIOCO, GIOCO-SPORT E SPORT
( aspetto relazionale
e cognitivo )

  • Conoscere l’aspetto educativo e sociale dello sport
  • Osservare e interpretare i fenomeni di massa legati al mondo dell’attività motoria e sportiva e proposti dalla società

SICUREZZA
(Prevenzione, primo soccorso e salute, corretti stili di vita)

  • Conoscere le norme di prevenzione e gli elementi di primo soccorso, gli effetti sulla persona dei percorsi di preparazione fisica graduati opportunamente e dei procedimenti farmacologici tesi solo al risultato
  • Applicare le norme di prevenzione per la sicurezza e gli elementi fondamentali del primo soccorso
  • Assumere stili di vita e comportamenti attivi nei confronti della salute dinamica, conferendo il giusto valore alla attività fisica e sportiva

AMBIENTE NATURALE

  • Conoscere i diversi tipi di attività motoria e sportiva in ambiente naturale
  • Sapersi orientare in attività sportive in ambiente naturale, nel rispetto dl comune patrimonio territoriale

ACQUATICITÀ

  • Conoscere le norme di prevenzione e gli elementi del primo soccorso in acqua
  • Applicare le norme di prevenzione per la sicurezza e gli elementi del primo soccorso in acqua

 

CONTENUTI GENERALI E SPECIFICI

Per i contenuti generali e specifici che verranno utilizzati, nello sviluppo dell’attività mirante il perseguimento delle competenze delineate, si rimanda alla programmazione ( quella consuntiva, di fine anno, in modo particolare) di ogni singolo docente della disciplina.

 

METODOLOGIA

Il lavoro sarà svolto per classe ( la realtà delle lezioni impartite per squadra appartiene ad un numero limitato di scuole sul territorio nazionale) ed i  punti nodali della metodologia utilizzata trovano fondamento:

  • nella motivazione dell’allievo e sulla necessità di sviluppare abilità trasferibili
  • sulla partecipazione totale della persona all’apprendimento
  • sull’ampio utilizzo delle informazioni corporee (analisi percettiva) per sviluppare l’apprendimento
  • nell’iter che partendo dal globale ritorna al globale secondo la sintesi delle fasi: globale®analitica-percettiva®verbale®globale arricchita
  • nel ruolo dell’errore come momento di lavoro ed occasione di crescita perchè stimola gli allievi ad utilizzare in modo autonomo le proprie forze ed a valutare il proprio lavoro

 

STRUMENTI

  • Palestre ( di pallacanestro- pallavolo- ginnastica), piscina, campi e spazi all’aperto anche esterni alla scuola
  • Attrezzatura di varia tipologia
  • Materiale audiovisivo
  • Testi specifici della biblioteca, testo scolastico ( In Perfetto Equilibrio ed. G. D’Anna), atlanti, materiale del laboratorio di biologia (scheletro, tavole anatomiche …)

 

 

                                                       
VERIFICA - VALUTAZIONE

Ogni docente utilizza e struttura prove specifiche non soltanto in concordanza con gli elementi della propria programmazione ma anche sulla base della metodologia ( qui proposta in sintesi) che sottende lo sviluppo della sua didattica.
In linea generale le Prove di verifica per la valutazione delle conoscenze si attuano con:

  • momenti di verbalizzazione (si riferiscono al lavoro in itinere durante il quale si chiede all’allievo di formulare una riflessione, di affrontare l’analisi di un determinato problema e che può avere valore di verifica in talune circostanze);
  • utilizzo di questionari a risposta aperta/chiusa/multipla;
  • trattazione (scritta) sintetica di argomenti.

 

Le Prove di verifica per la valutazione delle capacità  sono realizzate in prevalenza con la tecnica dell’osservazione mirante alla rilevazione della “presenza/assenza”, del “grado di efficacia”, dell’ “attribuzione di un giudizio qualitativo” rispetto al dato più o meno complesso che si desidera verificare.
Questa va intesa come osservazione dell’insegnante ma sarà utilizzata anche la  “verifica reciproca” tra studenti che, nell’ambito dell’educazione fisica, viene  utilizzata per lo sviluppo della capacità di osservazione dell'alunno-verificatore, la sua assunzione di responsabilità e di rigore rispetto a delle precise regole di osservazione che sono state stabilite ( l'operato del verificatore viene sottoposto a verifica da parte dell’insegnante).

 

ATTIVITÀ DIDATTICHE DI RECUPERO

Il sostegno ed il recupero verranno effettuati durante l’attività curricolare ( soprattutto con forme individualizzate), attraverso l’attività sportiva scolastica svolta in orario extracurricolare, attraverso il terzo settore del progetto “Attività Sportiva scolastica”.

 

 

 

VOTO

 

GIUDIZIO

 

COMPETENZE
RELAZIONALI

 

PARTECIPA-ZIONE

 

RISPETTO
 DELLE
 REGOLE

 

METODO

 

CONOSCENZE / ABILITA’

POSSESSO
COMPE-
TENZE QeQ
/CAPDI

 
10

 

OTTIMO

 

PROPOSITIVO
     LEADER

 

COSTRUTTIVA
  ( SEMPRE)

 

Condivisione
Autocontrollo

 

Rielabora-
tivo
Critico

 

Approfondita
Disinvolta/
Sicuramente
autonomo
nella
Applicazione

 

Esperto/
Livello 3
Eccelle

 

   9

 

DISTINTO

 

COLLABORATIVO

 

EFFICACE
( quasi sempre )

 

Applicazione
sicura
costante

 

Organizzato
Sistematico

 

Certa
Sicura/
Autonomo nell’applicazione

 

Abile/Compe
tente
Livello 3
Supera

 
  8

 

BUONO

 

DISPONIBILE

 

ATTIVA
PERTINENTE
  ( spesso)

 

Conoscenza
Applicazione

 

Organizzato

 

Soddisfacente
Applica

 

Competente/
Livello 2
Supera

 

  7

 

PIU’ CHE
SUFFI-
CIENTE

 

SELETTIVO

 

ATTIVA
(  sovente)

 

Conoscenza
regole
principali

 

Mnemonico
Meccanico

 

Globale/
Applica globalmente

 

Principiante/
Avanzato
Livello 2
possiede

 
  6

 

SUFFI-
CIENTE

 

DIPENDENTE
poco adattabile

 

DISPERSIVA
SETTORIALE
( talvolta )

 

Guidata
essenziale

 

Superficiale

 

Essenziale/
Applica gli elementi minimi

 

Principiante/
Livello 1
Possiede
Si avvicina

 
 5

 

MEDIOCRE

 

CONFLITTUALE
     PASSIVO

 

OPPOSITIVA

 

Insofferenza

 

Difficoltoso

 

Parziale/
Applica parzialmente

 

Non
Competente/
Livello 0
Non possiede

 

4

 

INSUFFI-
CIENTE

 

CONFLITTUALE
     PASSIVO

 

OPPOSITIVA
PASSIVA

 

Rifiuto

 

Non ha metodo

 

Non Conosce/
Assai parzialmente

 

Non
Competente/
Livello 0
Non possiede

 

2 - 3

 

GRAVEME
INSUFFI
CIENTE

 

CONFLITTUALE
     PASSIVO

 

OPPOSITIVA
PASSIVA

 

Rifiuto

 

Non ha metodo

 

Non
Conosce
Nulla/
Non applica

 

Non
Competente/
Livello 0
Non possiede

Tabella  di valutazione

 

 

COLLEGAMENTO TRA LE TASSONOMIE PRESENTI NEL POF 2009-2010 E GLI AMBITI DELLE COMPETENZE DEL POF 2010-2011

AMBITO DI COMPETENZA
                  A

CONOSCERE IL PROPRIO CORPO E  LE MODIFICAZIONI

AMBITO DI COMPETENZA
                  B

PERCEZIONE SENSORIALE
(vista, tatto, udito, ritmo…)

AMBITO DI COMPETENZA
             C

COORDINAZIONE
(schemi motori, equilibrio, orientamento spazio-tempo)

AMBITO DI COMPETENZA
                  D

ESPRESSIVITA’ CORPOREA

AMBITO DI COMPETENZA
                  E

GIOCO, GIOCO-SPORT E SPORT
( aspetto relazionale e cognitivo)

AMBITO DI COMPETENZA
              F

SICUREZZA
(prevenzione, primo soccorso)
E SALUTE
( corretti stili di vita)

AMBITO DI COMPETENZA
                  G

AMBIENTE NATURALE

AMBITO DI COMPETENZA
                  H

ACQUATICITA’

           
Acquisizione/miglioramento della capacità di relazionare con gli altri
Ambito A-B-D-E-G

 Acquisizione/miglioramento della capacità di relazionare con gli oggetti (codificati /
non codificati)
Ambito B-C-E-F
Conoscenza/miglioramento della capacità di gestione del canale cinestesico
Ambiti A-B-C-D-E-F-G
Conoscenza/miglioramento della capacità di gestione del canale visivo
Ambito B-C-E

 Conoscenza/miglioramento della capacità di gestione del canale uditivo
Ambito B-C

 Conoscenza/miglioramento della capacità della funzione respiratoria
Ambito A-E-F-G-H

 

 Percezione e conoscenza della circolazione del sangue
Ambito A-E-F-G-H

 Conoscenza/miglioramento della funzione di equilibrio
Ambito A-B-C-E-F-G

 Conoscenza/miglioramento della capacità di organizzarsi nello spazio
Ambito A-B-C-D-E-F-G-H

Conoscenza/miglioramento della funzione di coordinazione
Ambito A-B-C-E-F-G

 Conoscenza/miglioramento della capacità di percezione del tempo
Ambito A-B-C-D-E-G

 Conoscenza/miglioramento della capacità di percezione spazio/temporale
Ambito C-E

Conoscenza/miglioramento della mobilità articolare
Ambito A-C-D-E-H

Conoscenza/miglioramento della resistenza
Ambito A-B-D-E-F-G

 Conoscenza/miglioramento della velocità
Ambito A-B-C-E

 Conoscenza/miglioramento della forza
Ambito A-E-F-G-H

 Conoscenza e utilizzo del linguaggio del corpo
Ambito B-C-D-E

 Conoscenza/miglioramento della pratica sportiva
Ambito A-B-C-E-F-G-H
Conoscenza e pratica di attività in ambiente naturale
Ambiti A-B-C-E-F-G

 

 Conoscenza del concetto di salute dinamica
Ambiti A-B-C-F-G

 Conoscenza/approfondimento delle tematiche collegate all’alimentazione
Ambito A-E-F-G-H

 Conoscenza delle norme di comportamento per la prevenzione degli infortuni e per il primo soccorso
AmbitoE-F-G-H

 

PRECISAZIONE CONCLUSIVA

Quanto esposto nelle pagine precedenti, relativamente agli obiettivi specifici di apprendimento, anche se scanditi su due bienni ed un monoennio, presenta un’ampiezza di elementi e di aspetti che risultano difficilmente sviluppabili nell’arco delle due ore settimanali dedicate alla disciplina in questione. Pertanto occorre precisare che ogni docente definirà nell’ambito della propria programmazione le  conoscenze, le abilità e le competenze  che ritiene didatticamente più opportuno privilegiare e sviluppare  per le proprie classi tenendo conto degli spazi e dei tempi a disposizione e cercando anche di sfruttare al meglio le proprie competenze e le  esperienze specifiche. 

 

http://www.liceovarchi.it/moodle/file.php/1/edfisica1011sc.doc

 

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

 


 

Educazione fisica

Storia dell’educazione fisica

Lezione 11/02/04

Le competenze fisiche sono nate in funzione del momento storico (evoluzione sociale, economica, politica...)

Libri:

  • Girolamo Mercuriali – L’arte ginnastica – Ediz. Minerva Medica

Libro scritto tra il 1500 ed il 1600, la bibbia delle scienze motorie. E’ il primo libro scritto sulle scienze motorie. Dà la visione di esse dal passato verso il futuro. Tutto ha preso origine dall’atletica che è stata la prima disciplina che prevedeva l’effettuazione di movimenti non a caso ma con logiche scientifiche. La parola “scienza” ancora non esisteva, quindi la ginnastica era “arte”, così come la medicina... Il giorno dell’esame avremo il testo da leggere e commentare in maniera critica (cosa è tuttora valido, cosa no). L’introduzione è da studiare bene (eventuali domande su di essa non saranno fatte a libro aperto).

  • Renata Freccero – La fabbrica dei corpi – Levrotto e Bella editori

E’ un testo particolarmente formativo. Ogni epoca storica fabbrica il suo corpo (in funzione dell’economia, delle scienze, delle scoperte, della politica, della società).

  • Renata Freccero – La cultura plagiata – Storia dell’educazione fisica volumi I e II. Libri pieni di dati e date. Evoluzioni normative dello sport. Conflitto CONI – e federazioni ginnastiche, parte che va saputa. Sport come grosso fenomeno sociale. “Cercate di vederli come potete”.
  • Dispensa sulla formazione olimpica (disponibile da aprile)

Rifondazione dello spirito olimpico nel 3° millennio. Ideali olimpici da diffondere per fondare lo “spirito europeo” / occidentale. Le olimpiadi sono state un fenomeno talmente importante che prima di Cristo gli anni si contavano dalle prime olimpiadi (ufficiali). Erano il collante Grecia – Italia (primordi dell’Europa). Agli atleti vincitori delle olimpiadi era consegnata una corona di un ulivo speciale che la dea Nike portava sulla testa dell’atleta. Ulivo perché fin dall’inizio i giochi olimpici hanno rappresentato il motivo per la “tregua ellenica” (durante le olimpiadi venivano sospese le guerre).

Il primo significato (di tre) delle olimpiadi è quindi il dialogo interpopoli – pace. Nel 2004, per la prima volta, la fiaccola olimpica partirà e percorrerà i Paesi del terzo mondo portando con sé impegni dei capi di stato a far cessare le guerre durante le olimpiadi.

Il secondo significato delle olimpiadi è il significato dell’essere atleti.
A Micene nacque la prima scuola di medicina occidentale, quella di Asclepoide ed Epidauro. Si trovava in un ambiente molto ameno e il suo scopo era riacquistare o migliorare la forma fisica. La zona più bassa (e facile da raggiungere) della scuola era occupata da uno stadio – pista di atletica in cui si correva. Poco più in alto si trovava una sorgente di acqua (simbolo della vita) con cui gli atleti potevano dissetarsi e pulirsi. Poco più in alto erano disposte palestre per esercizi ginnici e stanze in cui gli atleti potevano riposarsi e dormire. Ci si occupava addirittura di preoccuparsi che sognassero perché si riteneva che i sogni potessero scaturire solo da menti sane e rinforzarle, una mente forte e sana è indispensabile per vincere. I vari livelli della scuola rappresentano il fatto che la qualità del corpo è ottenibile soltanto elevandosi. Il corpo poi riflette la qualità della mente. Amore fisico (l’amore è la vera scienza – Platone). Per essere bravi scienziati occorre amare la disciplina che si studia. L’amore fisico è l’amore per le scienze motorie. Sopra alle palestre, dopo una salita ripida e difficile, si trovava il teatro di Epicuro in cui venivano rappresentate delle tragedie con lo scopo di formare i popoli. Le abilità motorie degli atleti migliori (che con i loro corpi belli ed educati ai movimenti rappresentavano in teatro l’esempio per il popolo) erano una forma d’arte. Il popolo doveva cercare di imitare gli atleti che erano semidei e che, a loro volta, imitavano gli dei. Tutta la scuola era circondata da piante mediche e cedri del Libano.

Le prime olimpiadi ufficiali vengono fatte risalire al 776 a.c.. In realtà esistono dal periodo neolitico ma avevano altri criteri. Il 776 è il primo anno in cui vengono realizzate le statue degli atleti per premiarli ed elevarli a guida del popolo. Quando si sentì l’esigenza di datare il periodo in cui si viveva, si prese come inizio l’Evento dell’epoca (le olimpiadi) e si scelsero le prime che avevano lasciato un segno tangibile (le statue).

1492 (scoperta America) – 1789 (rivoluzione francese): epoca moderna
1789 – 1980 (invenzione PC): epoca contemporanea
1980 – oggi: epoca informatica

 

      3.000 a.c.

     Religiosità

Battria 630 a.c.
Zaratustra 7° sec. a.c.

Avasta

Mihir

Mazda

Mitrismo

Gorakhpur 560 a.c.

Siddharta / Il Buddha

Buddhina


Disco (discobolo): simbolo di perfezione (rotondo) e simbolo di diffusione della cultura greca.

Tavromachie: salto del toro. Origine dei primi giochi olimpici. I giovani dovevano essere in grado di dominare il toro con la mente e con il corpo. Se non riuscivano e morivano o si ferivano meritavano di morire. Competenza, fisica ma anche studio dell’avversario, furbizia per superarlo. L’uomo è più forte del toro per le sue competenze tecniche e mentali.

Perché nascono i giochi?

Mito di Prometeo (colui che conosce il passato) che ha rubato il fuoco a Zeus, suo padre, per donarlo agli uomini. Prima del fuoco gli uomini mangiavano cibi crudi, vivevano al freddo e non forgiavano il metallo. Attorno al focolare si forma la prima forma tribale di famiglia. Grazie al fuoco l’uomo inizia a modificare il mondo piuttosto che subirlo. L’uomo assume dignità ma non gli basta perché si sente ancora debole, deve superare altre forze (il toro). Studia il movimento degli animali. Giove punisce Prometeo incatenandolo in cima al monte Caucaso (l’Everest della situazione) dove un’aquila tutti i giorni gli mangia il fegato che però, essendo Prometeo un dio immortale, tutte le notti si rigenera. L’aquila è Giove che vola alto. Il fratello di Prometeo si chiama Epimeteo e conosce il futuro. Epimeteo dona agli uomini le abilità motorie. Giove si incazza anche con gli uomini (per la storia del fuoco) e scaglia loro contro Epimeteo e Pandora che fa uscire tutti i vizi dal suo vaso tranne la speranza che rimane nel cuore degli uomini. La madre di Prometeo è Titanide (madre dei Titani, i giganti). Il primo titano è Ercole, che, avendo superato le dodici fatiche (la prima delle quali fu la sconfitta del leone di Nemea che mangiava ragazzi e tutti quelli che gli capitavano a tiro, nonché la liberazione di Prometeo dopo esserci stato mandato da Giove mosso a pietà), diventa il simbolo dei giochi olimpici. Il primo simbolo dei giochi è il leone di Nemea e Nemea è la prima sede dei giochi olimpici, dedicati ai valorosi caduti in guerra. I Giochi sono la formazione umana che insegna all’uomo a dare il meglio di sé stesso e a raggiungere il massimo ad imitazione degli dei. L’uomo, grazie alle scienze motorie è ora più forte. Le due scoperte principali dell’umanità sono il fuoco e le scienze motorie.

La nascita degli agoni

Il gioco non era visto come competizione ma come modo per mettere a confronto le proprie competenze con quelle altrui. Il migliore per vincere però dev’essere anche un puro di cuore (tema dominante e valore olimpico attuale) per meritarsi l’aiuto degli dei. Dev’essere umile per non irritare gli dei e nello stesso tempo cercare di imitarli per esserne degno.

Parole chiave

 

Agonos

Athlos – premio (ulivo sacro che cresce solo attorno a Olimpia)

Athlopedia : costruzione morale degli atleti

Athlitis: capaci di condurre una vita di eremitaggio a favore della virtù agonistica

Athilos = miserabile

Tragoidia = canto dei capri, coloro che si “bruciano” (dopano) pur di vincere


Prototipo: primo modello. Quando un atleta vinceva vinceva tutta la famiglia (padre portato in trionfo con la corona d’ulivo sulla testa dai figli vincitori) perché aveva saputo formare il vincitore. Cerimonia del trionfo: valore religioso e sacro a cominciare dal valore della famiglia.

 

Prostituirsi

Libero arbitrio

Atletismo

Professionismo

Giocar(si)

Qualità

De intelligentia corporis

Quantià (scelta competitiva)

Eros (amore)

Violarsi


Lezione 18/02/04

Da luglio 2004 per legge verrà istituita la 3° ora di educazione fisica nelle scuole e sarà dedicata all’educazione stradale.

Secondo i Greci a vincere non era il migliore ma quello che seguivano gli dei (sono loro a far rimbalzare la palla in un modo piuttosto che in un altro). La buona sorte nello sport è una componente enorme.

Gestire il successo, mantenere l’equilibrio psicofisico, mantenere le abitudini di vita, giocare e non giocarsi.

Homo ludens

La formula vuole sostituire quella che usiamo per designare la nostra specie, Homo sapiens: tra gli esseri viventi l’uomo sarebbe caratterizzato, più ancora che dalla sapienza, cioè dalla capacità di conoscere, da un suo tipico comportamento: il gioco.
Alla radice di molte attività umane, dalla costruzione di strumenti al commercio, dalla poesia alla guerra, troveremo un’intenzione ludica.
Un aspetto non secondario della realtà umana del quale la storia non può fare a meno di occuparsi, è rappresentato dall’uso del tempo libero, dall’esigenza del gioco, dalle situazioni sorte per soddisfare tale esigenza.

Giochi Nemei

Presero il nome dalla località dell’Argolide Nemea ove Ercole uccise il leone Nemeo.
Si celebravano ogni due anni all’inizio di Agosto. I giochi di Nemea, che erano stati istituiti alla morte di Ofelte, il piccolo figlio di Licurgo abbandonato dalla nutrice Ipsipile (così narra la leggenda), erano considerati agoni funebri. I partecipanti vestivano a lutto e i vincitori, anziché la corona d’ulivo, ricevevano un ramo di palma o di quercia. La vittoria, se aggiunta a quella di altre manifestazioni agonistiche, assicurava particolare gloria e prestigio al vincitore.
Storicamente io giochi furono istituiti verso il 1.225 a.C. Dopo le guerre persiane assunsero il carattere di celebrazioni dei giovani caduti in difesa della patria.
Le gare disputate erano le seguenti: corse piane su varie distanze, stadio e dolichos, il salto in lungo, il lancio del disco e del giavellotto, lotta e pugilato.

Luoghi dei giochi

I santuari che i Greci ritenevano appartenere a tutta la comunità nazionale erano sede di varie feste e celebrazioni. Il fine era di cementare il senso di appartenenza all’intera ellade, si tenevano gare ovunque sorgessero i santuari di una certa rilevanza: i Giochi istmici a Corinto; i Giochi Pitici a Delfi, i Giochi nemei a Nemea, i giochi olimpici a Olimpia.

Giochi Pitici

La caratteristica più importante era la musica.
I giochi pitici o pizii erano celebrati da Delfo in onore di Apollo Pitio che aveva ucciso il serpente Pitone alle falde di Parnaso.
Si celebravano ogni 4 anni e in origine si trattava di un agone musicale fra citaredi. In seguito si aggiunsero i flautisti, gli auleti e gare ginniche che aumentavano ad ogni ricorrenza per numero e importanza. Particolare rilievo assunsero le gare per fanciulli, che potevano cimentarsi anche nel pancrazio sin dall’anno 344 a.C. Molta importanza era data alle orazioni dei retori e alle dispute fra i filosofi e fra poeti, tuttavia la caratteristica dei giochi pitici rimase la competizione musicale.
Pindaro nelle pitiche ci narra che nella corsa del 462 a.C. 40 cocchi si rovesciarono e solo l’auriga del re Cirene giunse illeso al termine della corsa.

Apollo: dio del sole e dell’arte
Pindaro: poeta olimpico

Le gare dei carri erano le più seguite, come quelle di formula 1 oggi. Gli spettatori speravano di vedere incidenti.

Giochi istmici o corinzi

Istituiti da Teseo in onore di Poseidone (dio del mare). Ai tempi di Solone si premiava con 500 dracme i vincitori dei giochi. Dal 582 a.C. vengono celebrati ogni 2 anni, in primavera. La felice posizione di Corinto e la sua fama di città del lusso e dei piaceri, contribuiscono in modo determinante a rendere i giochi istmici i più frequentati tra i giochi greci.

Gli spiriti olimpici

  1. Spirito di pace = dialogo interpopoli = tregua olimpica
  2. Spirito di vittoria: abbraccio fra popoli – incoronazione del migliore che è la risultante di una perfetta formazione ottenuta nel Paese d’origine (la vittoria, personificata dalla Nike è comunque un atto da parte di un dio forte che discende sull’atleta vincitore ma non appoggia i piedi per terra, le ali la mantengono sospesa).
  3. Spirito religioso: la religione dello sport è la dedizione a una vita leale e morale finalizzata all’esercizio fisico che è intelligenza corporea.

 

1896: spirito olimpico contemporaneo. Citius, altius, fortius (+ veloce, + alto, + forte).

  1. Città fortemente inquinate, fortemente industrializzate. C’erano molte malattie polmonari. I bambini lavoravano, si ammalavano di malattie respiratorie, scoliosi. Il quadro svedese che potenzia la colonna vertebrale per la riabilitazione. La ginnastica risponde alla sua epoca.
  2. Corsa agli armamenti, colonialismo e si va verso la 1° guerra mondiale. La mitragliatrice è stata inventata da poco. Il carro armato è in corso di studio. La ginnastica è militare: servono tanti soldati. Angelo Mosso teorico del tempo che andava contro questo tipo di ginnastica. Inascoltato.

 

Oggi: occorre fondare un nuovo spirito, ritrovare i tre originali. Sport come gioco insieme al rispetto delle regole.

Feste panatenee

Erano costituite soprattutto da corse di cavalli, l’auriga fa girare il cocchio attorno alle mete. Ci furono numerose vittorie di donne in qualità di proprietarie dei cavalli. Le quadrighe compaiono dalla 25° olimpiade, la corsa armata dalla 65°, la corsa con i muli dalla 70°, la corsa con le bighe dalla 93°. Nove giudici consegnavano la corona d’ulivo selvatico (Cotinos) ai vincitori. I vincitori erano insigniti di un grande privilegio, il loro nome era inciso sulla pietra ed il loro ricordo onorato con statue ed inni. I campioni erano cittadini rispettati della polis.

Parole chiave

  • Intelligenza corporea:
    • Paideia: armonia, relax, no stress
    • Areté: virtù, lealtà, senso morale, elevazione di spirito, coraggio in guerra
    • Kalogathìa: bello in quanto forte, coraggioso, virtuoso.

 

  • Intelligenza mentale:
    • Poiesis: arti leggermente inferiori a quelle logiche.
    • Techne: applicazione delle arti poietiche (tecnica)
    • Praxis: perizia, nel piccolo.
  • Unione dell’intelligenza corporea + mentale dà:
    • Periagoghe: conversione (come potenziamento dei corpi attraverso l’attività fisica).
    • Ballein: lanciare.
    • Diskos: disco. I compagni di Achille nei momenti di pausa lanciavano il disco verso il mare come anti stress. Il disco era un oggetto perfetto, come il sole. Solone, il primo legislatore, tiene in mano il disco. Il lancio dev’essere un movimento preciso per permettere all’oggetto di andare più lontano possibile. I Greci hanno lanciato la loro cultura fino a noi.

 

  • Pali: lottare, occorre averne voglia e capacità.
  • Agathos: persona coraggiosa.
  • Gimnos / athletes: nudi (in realtà erano cosparsi di oli e resine e ricoperti con sabbia per non prendere freddo durante l’inattività. Queste paste erano dolorose da togliere. Una volta tolte venivano vendute a caro prezzo ai “fan” degli atleti: l’humus che contenevano significava forza.

I ginnasi nacquero anche per i figli illegittimi abbandonati che venivano formati facendo moltissima attività fisica.

  • Pentathlo: circuito di 5 gare.
  • Giochi pitici
  • Giochi nemei
  • Giochi corinzi
  • Giochi panatenei
  • Giochi olimpici
  • Agon: gioco leale in cui vinceva il migliore, quello scelto dagli dei.
  • Giochi panellenici: Grecia + territori conquistati.

 

Afesi: punto di partenza della morale sportiva.

Enaretos: forma di virtù.

Il passaggio delle Olimpiadi deve migliorare la vita della città in cui si tiene.

La fabbricazione dei corpi

  • 776 a.C. tempo Olimpico: scienze, musica, logica, matematica, aritmetica, geometria, filosofia. La civiltà era nelle città di Corasmia e Bactria dove vivevano gli Ari che nel 3.000 a.C. migrarono diffondendo la loro cultura e religioni: Mir, Mazda, e Mitra (dio del bene e del male; la parte corporea era quella maligna). Da loro si diffusero ai Greci i miti Orfici (Orfeo, dio del sonno) e i misteri Eleusi, indicibili. Erano religioni di morte che predicavano il distacco dalla vita attraverso sostanze stupefacenti e l’uccisione dei bambini. Il tempo olimpico è la risposta dello spirito della vita su quello della morte. Le religioni di morte finiscono poi nel Manicheismo, poi ai Catari e agli Albigesi. Altrove la risposta della vita alla morte segue la strada del Buddha e delle arti marziali (sempre risposta dell’attività fisica).
  • 1492 d.C. tempo della meccanica: biologia, fisica, chimica, anatomia, scienze motorie, scienze umane.
  • 1980 d.C. tempo informatico: computer graphic, intelligenza artificiale, scienze complessiste.

 

Lezione 26/02/04

Il tempo olimpico nasce per reazione ai miti orfici, ai misteri eleusuni e al culto di Mazda e Mir.

Zaratustra nasce a Bactria, Persia ed è di origine Aria nel 500 a.C.. Scrive l’Avesta (in sanscrito).

In oriente, sempre in risposta alle filosofie della morte, nasce il Buddismo che, dal punto di vista motorio, dà origine alle arti marziali. A Pechino si giunge addirittura alla fondazione di un teatro di arti marziali dove gli atleti inscenavano spettacoli al fine di guadagnarsi da vivere.

Le filosofie della morte proseguono con il manicheismo, che è stato combattuto da S.Agostino nel medioevo e con i Catari e gli Albigesi che sono stati contrastati dalla santa inquisizione.

Il tempo olimpico rappresenta il tempo della vita in cui gli dei sono da un lato modelli di vita, dall’altro spiegazioni logiche ai fenomeni naturali. Nell’epoca cristiana la chiesa rigetta il tempo ed i valori olimpici creando l’atleta cristiano che non ha paura di farsi sbranare dai leoni perché alla sua morte seguirà il paradiso.

Gli Ari migrano in Grecia, a Creta (estesa 10 volte rispetto alla Creta odierna) dando origine alla civiltà minoica (Achei, Iliade) dove i messaggi degli Ari vengono reinterpretati nella “cultura della luce e del Buon Pensiero”. I giovani vengono “provati” in giochi come la Taurocatarsia (accarezzamento del toro). Se non passano la prova non sono degni di ereditare dai genitori o di permanere nella cerchia degli aristocratici. I giovani devono dimostrare di non avere paura e di essere generosi con l’avversario (in questo caso il toro) non uccidendolo, anche perché era un bene prezioso, e ringraziandolo per avere partecipato alla competizione. Lo spirito dell’agone era il profondo rispetto per l’avversario. Se l’atleta veniva ucciso dal toro dimostrava di non valere nulla perché il toro era stato più forte di lui.

Significato simbolico del disco, importante! Leggerlo sul mercuriale e sulla fabbrica dei corpi. Nell’età del ferro il disco era scuro, di ferro. Era un oggetto talmente importante che Achille ne conserva uno sulla nave per donarlo al suo rientro in patria (e sulle navi non c’era spazio). Il disco è perfetto, simbolo di luce. Il suo lancio, per essere fatto in maniera efficace, dev’essere fatto da una persona nel contempo intelligente e forte. L’olimpismo era la strada per arrivare alla luce.

Creta scompare a seguito di un eruzione vulcanica e di un terremoto che distrugge un’intera civiltà. I giochi però si riaffermano nelle polis greche, tra cui Nemea dove c’erano gli Achei e Agamennone.
776 a.C. – 1492 d.C.: uomo bio-atomico. Culto dell’atleta, fondazione della geometria, delle scienze, della filosofia. L’esercizio fisico è visto come una pratica di vita, così importante da essere utilizzato anche per la crescita degli orfani. Si creano le statue degli atleti perché erano l’unico modo per divulgare in ogni luogo la loro immagine e far sì che la gente li assumesse come modelli. Erano dei semidei perché lavoravano e soffrivano per perfezionarsi (e gli dei erano perfetti) e perché, vincendo, dimostravano di godere del favore degli dei. Il vincitore era infatti scelto da loro, questo lo rende un semidio, non solo, era anche il trionfo di un dio su un altro che magari parteggiava per un avversario. Questi concetti della visione dell’epoca circa lo sport ci vengono tramandati da Pindaro.

Grazie al dono di Prometeo, l’uomo da oggetto in balia delle forze della natura diventa soggetto. Gli uomini si elevano al rango di semidei. Ercole, che va a liberare Prometeo, è l’eroe forte e buono che dà il meglio di sé. E’ il modello olimpico per eccellenza. Liberando Prometeo libera il salvatore dell’umanità.

Afesi: costruzione morale dell’atleta.

Giochi Panellenici (tutta la Grecia)

  1. Ippodromo: corse dei cavalli.
  2. Gare di pentathlon: lancio del disco e del giavellotto, lotta, salto in lungo da fermo, corsa dei 200m.
  3. Lotta, puglilato, Pancrazio (sorta di box con cesti appesantiti al posto dei guantoni che potevano provocare danni permanenti all’avversario).
  4. Corsa breve (400m) e lunga (4.800m).
  5. Poeti, citaredi, auli, flautisti, retori.

 

Per Platone saper lanciare il disco significava aver compiuto “la conversione”. Discobolo (diskos + ballein, lanciare). Mito degli uomini legati contro il muro di una caverna. Dietro di loro c’è l’ingresso con la luce del sole che penetra ma loro non possono voltarsi. Hanno, alle spalle, degli uomini liberi che su di un muro dispongono oggetti di cui loro vedono solo le ombre proiettate sulla parete della caverna che gli si trova davanti. Loro credono che quella sia la realtà e solo chi ha la forza di spezzare le catene, di superare il muro e il coraggio di abiutarsi alla luce del sole può compiere la conversione e vedere la realtà com’è veramente. Per Platone però non è sufficiente saper lanciare imitando gli altri. Occorre dare il massimo ed essere creativi. Per questo non era un sostenitore dello sport che era per lui troppo imitativo.

Democrito, l’atleta filosofo

Per diventare un vero atleta occorreva possedere l’areté, la vera virtù. Le premesse di un fisico prestante erano:

  • Intelligenza corporea:
    • Paideia: armonia, relax, no stress
    • Areté: virtù, lealtà, senso morale, elevazione di spirito, coraggio in guerra
    • Kalogathìa: bello in quanto forte, coraggioso, virtuoso.

 

  • Intelligenza mentale:
    • Poiesis: arti leggermente inferiori a quelle logiche.
    • Techne: applicazione delle arti poietiche (tecnica)
    • Praxis: perizia, nel piccolo.

Senza le quali non si accedeva alle abilità più pratiche.

Nell’antica Grecia c’erano molti giochi ma i principali, quelli che attiravano le folle erano:

  1. Giochi Nemei
  2. Giochi Olimpici: a Olimpia, per accedere allo stadio c’era un tunnel da cui potevano passare solo gli atleti ed i loro preparatori. L’uscita dal tunnel rappresentava la conversione. La cripti (tunnel) rappresentava il passaggio come ascesi. Gli atleti quando vi uscivano dovevano avere la mente libera, pronta a far loro dare il meglio.
  3. Giochi Istmici: mezzo di comunicazione delle notizie.
  4. Giochi Pizi: Pizia era una ragazza che viveva nella foresta con due genitori da cui non voleva staccarsi. Apollo s’innamora di lei e la vuole possedere ma lei non vuole per non separarsi dai suoi genitori. Apollo allora non la punisce ma la trasforma in alloro che è poi la pianta che la Nike appoggia sulla testa degli atleti vincitori dei giochi Pizi.
  5. Giochi Panellenici.

 

Democrito visse dal 460 al 370 a.C. e fu l’unico a vincere tutti e 5 i giochi. Fu l’unico pentathlo (athlo = premio dato all’atleta). Democrito era anche medico e filosofo, l’ideale dell’uomo forte e intelligente. Inventò la teoria atomica.

Il passaggio di un olimpiade su un territori deve avere una serie di ricadute:

Positive: dialogo, investimenti, performance, record, opere, modifiche urbanistiche, impianti, immagine e pubblicità.

Negative: show, speculazione, doping, cattedrali (opere grandiose quanto inutili), devastazione ambientale, eccesso di infrastrutture, comunicazione dell’inganno.

Olimpiadi antiche:

  • 776 a.C.
  • Società: aristos (il migliore, il saggio), polis (rifugio).
  • Prototipo: creazione artistica dell’atleta, scelta di qualità, fabbricazione per la durata.

Olimpiadi moderne:

  • Società post-ideologica
  • Globalizzazione
  • Prototipo: creazione informatizzata dell’atleta.
  • Scelte di quantità, fabbricazione per i consumatori.

 

L’era informatica si concentra sulla fabbricazione di alte performances.

Amore fisico: amore per le scienze motorie. Eros. Per Platone “divina mania”, demone intermedio tra amore e dei. Diotima, demone nato dall’unione della povertà e dell’ingegno. Era un genio squilibrato all’eterna ricerca della bellezza e sapienza di cui aveva geneticamente la mancanza. Se prevale la povertà c’è la violazione dell’uomo, la prostituzione, la quantità, il doping. Se prevale l’ingegno c’è il narcisismo, la qualità, la perfezione.

La costruzione del buon atleta (athlopedia)parte dall’afesi ed è finalizzata all’areté, capacità di assolvere bene al proprio conto.

  • Periagoghé: conversione.
  • Igea: igiene fisica e buona amicizie.
  • Paideia: cultura.
  • Agonas: gara.
  • Pali: lotta.
  • Sinartros: dialogo.
  • Ipnos: sonno.
  • Oniro: sogno.
  • Kothinos: elevazione dell’atleta.
  • Athlitis: capace di condurre una vita di ritiro finalizzata alla virtù agonistica.
  • Athlos: capace di gareggiare.

 

L’amore fisico per la pratica sportiva dà la resistenza necessaria alla sofferenza dello sport.

Valori olimpici del 3° millennio:

  1. Intesa e confronto tra i popoli.
  2. Dialogo.
  3. Speranza.
  4. Pace.
  5. Amore per lo sport.

 

Competizione, partecipazione, solidarietà, rispetto del codice sportivo, pari opportunità, principi morali.

La storia dell’educazione fisica è la storia di tutte le storie. Utile per capire che direzione prenderà il futuro, dove stiamo andando. Analizza le parole scritte dagli antichi, la filosofia, la religione.

Lezione 3-03-2004 appunti di Alessandro Giusiano

 

Dispensa:

Storia dell’educazione fisica è la storia di tutte le storie.
Olimpiade: forma di educazione per il popolo
Virtù Universale: nel momento in cui si uniforma l’atletismo, si uniforma anche il resto della popolazione.

 

LOGOS      PHILIA         AGON

Discorso         amore         agonismo

 

Ideali olimpici fondano educazione atletica che è l’origine di tutta l’Europa

 

I Portici nelle città sono stati inventati per gli atleti, quando faceva brutto tempo si allenavano li sotto.
Nascono anche gli ANFITEATRI i quali furono coperti da teloni leggeri, edificio dedicato solamente agli atleti.

 

I CORPI

I corpi nel periodo egizio erano statici, duri perché il periodo storico di cui facevano parte impediva una strutturazione del corpo a causa della divisione in caste.
Noi attraverso la caccia, ne abbiamo fatto virtù e quindi sport, atleta.

Gli Etruschi osservavano lo sport ma non era di loro interesse praticarlo.
Ad eccezione dei Greci, i corpi come quelli delle 3 Grazie, erano in sovrappeso.

ALFONSO BORELLI medico napoletano è il fondatore della ginnastica medica 1500

Ginnastica Segmentata    periodo dell’industrializzazione       

S. Filippo Neri fu il primo santo che istituì i lazzaretti a Milano

Come Dio fa nascere le piante medicamentose, egli fa nascere le persone adatte a curare il male, i medici in grado di guarire le persone.

1651 riforma Anatomia ad Amsterdam perché sono riusciti ed esplorare il corpo umano nel suo interno.
Attraverso i martiri dei santi, vengono svolti studi anatomici.

Nel Medioevo non ci sono state ricerche e rilevamenti nel campo dell’anatomia a causa della chiesa che impediva gli studi medici perché per loro il medico più grande era Dio e nessun altro poteva guarire le persone.

OLIMPIADI DI BERLINO 1936                    corpi tutti standardizzati, tutti assieme formano un unico movimento.

Lezione 10/03/04

Ogni epoca fabbrica i suoi corpi

  • “Il corpo è un fatto sociale totale” 1950
  • “Il corpo è il simbolo che ogni società usa per parlare dei suoi fantasmi” 1976
  • “Il corpo è significato flottante per eccellenza, l’analizzatore delle istanze reali” 1989                     fluttuante

 

  • Gli Egizi rappresentavano corpi statici: la loro società era a caste impermeabili.
  • Antica Grecia: corpi perfetti, equilibrati. Anche quelli femminili.
  • 1500: corpi possenti, forti, studio dell’anatomia e della chirurgia. La medicina e la chirurgia si affrancano dalla teologia e dalla filosofia e diventano lauree a sé stanti.
  • Michelangelo era allievo di un chirurgo e per lui disegnava i corpi: studio dell’anatomia.

 

  • Nel 1685 Alfonso Borelli scrive “Il movimento degli animali” nel periodo in cui Girolamo Mercuriali scrive l’arte ginnastica. E’ il primo studio sul movimento.
  • Nel 1883 Renoir disegna un corpo di donna cicciotto, bellissimo per l’epoca, in sovrappeso per noi. Era un corpo morbido, materno.

 

  • Oggi: società del rendimento. Il corpo deve essere efficiente, pronto, veloce. I corpi di uomini e donne si somigliano sempre più perché i loro ruoli (e rendimenti anche sul lavoro) devono eguagliarsi. Sono legati a leggi economiche. Qualità e quantità.

Temi che riguardano il canone dei corpi:

  • Pedagogico (educativo), quello degli antichi Greci.
  • Storico (evoluzione delle discipline sportive).
  • Tecnico – strumentale (i corpi devono adattarsi al territorio in cui sono inseriti: è inutile imparare a sciare in una zona priva di montagne).

 

Dopo il 1870 cambia la concezione del corpo. Nasce lo sport moderno, finalizzato al rendimento (erano necessari corpi robusti per essere produttivi nelle fabbriche).

Storia:

  • Realtà attuale.
  • Precedente (fantasmi di cui parla ogni società che rappresentano ciò che non c’è più, ma che, essendoci stato, influenza ciò che c’è).

 

All’inizio del 1800 inizia la sportivizzazione della donna. Nel 1900 a Parigi c’è la prima esibizione di tenniste. L’olimpiade di Amsterdam del 1928 è la prima che vede la partecipazione femminile.

Epoche di fabbricazione dei corpi:

  • Epoca classica
  • Medioevo: corpo religioso, privo di importanza. Il solo soggetto forte è il cavaliere, cultura cavalleresca ed epica. Il corpo è naturale e non si cerca di modificarlo perché così lo ha fabbricato dio.
  • Rinascimento (15° - 16° secolo): rifondazione del corpo ludico, dei giochi di squadra. Periodo di Mercuriali. Nel 1452 nasce Leonardo da Vinci che poi finanziato da Isabella D’Este si dedica allo studio dell’anatomia presso la chiesa di S.M. Novella. In Italia c’è in atto l’inquisizione e quindi tutti i lavori sulle scienze motorie rimangono nel sottobosco, non pubblicati. Dosso Dossi dipinge i “Due santi dottori” per il nosocomio (ospedale) di Ferrara. A Mantova viene fondata la Ca’ Zoiosa dove, tra le materie di studio, c’è anche l’educazione fisica. San Filippo Neri tutela le scienze mediche e fonda confraternite (case di cura) per curare i malati. In Europa c’è crisi economica (e conseguente malessere) a causa delle guerre contro l’islam e quelle fra gli stati europei. In Italia ci sono contese tra i regni e invasioni di potenze straniere. La Spagna finanzia le spedizioni di Cristoforo Colombo come investimento per nuove rotte e, in seguito alla scoperta dell’America, per rimpinguare con le risorse scoperte le proprie casse. In Italia ci sono pochi soldi per finanziare le ricerche delle scienze motorie e mediche ma moltissime idee. Con l’aggravarsi della crisi economica, i signori italiani svendono tutto, tra cui gli studi sulle scienze mediche e motorie. Gli inglesi le acquistano e, grazie a queste idee, codificano le regole delle attività fisiche agonistiche italiane inventando lo sport. Il popolo è misero e malato e costa all’erario. La prevenzione è uno strumento più efficace della cura così la chiesa incoraggia e finanzia la ricerca medica e motoria. Emergono così i medici santi (prima San Filippo Neri e poi San Carlo Borromeo che aprono nosocomi. San Carlo, ricco, teneva nella sua casa una ricca biblioteca di testi medici e di scienze motorie). La chiesa dà incarico ai santi medici di diffondere la medicina, la chirurgia e l’educazione fisica. I Gesuiti contribuiscono da allora alla diffusione dell’esercizio fisico. In contrapposizione a questo però, gli stranieri che via via dominano l’Italia non volevano che gli italiani praticassero attività fisica (che li avrebbe rafforzati), quindi l’educazione fisica va e viene dalle scuole. Nel 1600, nel corso della peste, i testi medici e motori vengono protetti da uomini di chiesa. I corpi del rinascimento sono possenti, titanici, cesari (dominanti). Il corpo rinascimentale è anche ludico per partecipare alle feste di corte e godersi la gioia della vita.
    • 1543 redazione del primo atlante anatomico
    • 1546/7 L’Arte Gymnastica – Girolamo Mercuriali
    • 1655 De Motu Animalium – Alfonso Borelli.
  • Inizio dell’epoca industriale: invenzione delle macchine meccaniche (prima fra tutte l’orologio che scandisce un tempo fino ad allora libero). I datori di lavoro dell’epoca industriale devono far rendere i loro dipendenti il massimo nelle ore di lavoro. La costruzione dei corpi è funzionale al loro utilizzo nel lavoro con le macchine. I corpi da seguire erano quelli rurali (contadini, boscaioli,...). Tra il 1600 ed il 1700 furono inventati 192 giochi che venivano praticati nel corso delle feste patronali.
    • Galileo, Cartesio inventano la meccanica ed inizia la concezione del corpo – macchina. Le ginnastiche rispecchiano i movimenti meccanici. Si ricerca il rendimento passando dalla qualità alla quantità.
    • Tiziano è il pittore più preciso e fedele dell’epoca.
    • Corpi valetudinari: malaticci, se possono vengono recuperati con la ginnastica, se no vengono scartati.
    • 1700 Tedeschi e svedesi pensano il movimento, lo studiano per applicarlo in maniera scientifica ed adeguata. Le ginnastiche vengono pensate e costruite secondo i primi canoni metodologici.
    • 1861 Insegnamenti scolastici dell’educazione fisica in tutta Italia.
  • Epoca post – ideologica (quella attuale).

 

Sono la società, l’economia, la politica a scegliere i corpi. Per questo motivo il corpo “fluttua” e non è uguale in tutte le epoche. Guardando un corpo si può capire la società da cui proviene e vice versa.

  1. Epoca antica, prima del 776 a.C. (prima olimpiade ufficiale): Egizi, Assiri, Babilonesi, Fenici, Sumeri. Il tempo è quello biologico, naturale. Con il bel tempo si lavorava e produceva. Non c’erano strategie programmatiche da perseguire.
  2. Epoca classica: Greci e Romani. Diffusione di pratiche per migliorare la qualità della vita delle popolazioni. Gli Aristos sceglievano i migliori per le olimpiadi ma tutti erano atleti. I Romani spettacolarizzarono lo sport e l’atletismo non era più un valore in sé. I campi di Marte servivano per formare i guerrieri. Gli spettacoli erano utilizzati come pubblicità della potenza e pietà di Roma. I Romani erano uomini di guerra il cui scopo era la predazione per portare il benessere a Roma.
  3. Epoca medievale: 476 d.C., epoca medievale, conflitti stato – chiesa. Atleti cristiani. I corpi erano naturali e religiosi, l’allenamento è solo la preghiera. Unica eccezione sono i cavalieri che dovevano fare le guerre. Nelle scuole palatine si insegnava anche il nuoto che serviva ai cavalieri per guadare i fiumi in guerra.
  4. Epoca moderna, 1492 d.C.: rinascimento. Corpo ludico, ma di elite. Il popolo può permettersi dei momenti ludici in occasione delle festività. I giochi erano cruenti perché erano occasioni rare in cui chi gareggiava doveva dimostrare tutto il suo valore in poco tempo. L’elite invece rifonda l’agonismo classico. Attorno al 1600 gli inglesi scoprono lo sport che li entusiasma al punto da non farli più andare in chiesa la domenica. Viene emesso il Sunday Observance Act da Giacomo I che vieta le competizioni al di fuori della propria contea al fine di costringere gli inglesi ad andare in chiesa (e pagare la decima). In Europa si studiano le scienze, Borrelli e Mercuriali scrivono i loro testi. Nascono i nosocomi in Italia per opera di San Filippo Neri, San Carlo Borromeo, la famiglia Bolongaro ed i Rosminiani. Nascono i giochi e l’agonismo (rifiutato però da certi popoli, come la Germania, che si limita all’educazione fisica).

Dal 1800 si applicano al movimento la didattica e le metodologie. L’ambiente è fortemente inquinato dal monossido di carbonio emesso dalla combustione del carbone. Il popolo soffre di rachitismo e scoliosi. Occorrono ginnastica medica ed esercizi respiratori. C’è tecnologia, l’industria bellica e le armi chimiche.

  1. Epoca informatica, 1980 in poi. Nascono le scienze motorie complessiste (specializzate), la fabbricazione umana dell’uomo (e non più naturale), le cellule staminali. C’è un’esigenza di mantenimento della forma fisica e di rendimento. Per contrasto la vita è statica con poco movimento naturale.

Lezione 17/03/04

Ripasso della storia olimpica

Vicino a Nemea, presso la scuola di Asclepiade, si trovava la fonte della vita. Più in basso rispetto alla fonte si trova lo stadio, sopra, dopo un’ardua salita, il teatro in cui recitavano atleti dal corpo perfetto con cui gli spettatori si identificavano. Nemea, vicino a Neplia, prima capitale della Grecia, fu la sede dei primi giochi, giochi nemei.

La Grecia si trovava in un periodo di grave decadenza sociale ed economica. L’oracolo di Delfi, interrogato in proposito, rispose che la soluzione era ricominciare i giochi atletici. La Sibilla di Delfi era la voce del dio Apollo. Gli statisti greci le avevano già provate tutte per contrastare la decadenza: leggi, scuole, guardie armate, templi, beneficenza ma nulla aveva funzionato così provarono a dare ascolto all’oracolo. Lo sport si contrappose alle pratiche della morte (ricerca di paradisi artificiali nell’alcol e oppio, che corrispondevano a quanto predicato dai miti orfici – Orfeo, dio del sonno – e i misteri eleusini, quelli che predicavano una morte precoce e indolore per i bambini ancora innocenti, perché non soffrissero). L’inizio dei giochi atletici, e dell’era olimpica, diede inizio alla più magnifica e grande civiltà ellenica. L’educazione nelle scuole si fondava su: cultura, arte ed educazione fisica.

Differenza tra lo spirito olimpico antico (776 a.C.) e contemporaneo (1896 d.C):

  • Antico:
  • Pace tra i popoli, Kotinos, trionfo olimpico.
  • Vittoria, Nike, abbraccio olimpico.
  • Religione olimpica (celebrazione dei giochi in luoghi sacri), imitazione degli dei da parte degli atleti (Ercole, dio olimpico per eccellenza).
  • Contemporaneo:
  • Citius
  • Altius
  • Fortius

Nati a 18 anni di distanza dalla 1 GM, durante l’industrializzazione, sotto i grandi imperi e il loro spirito di colonizzatori.

Parole chiave:

  • Enareto: virtù delle virtù
  • Arete: virtù
  • Disco: simbolo di equilibrio perfetto
  • Tavrocatharpsia: salto del toro accarezzandolo.

 

L’arte ginnastica

Nella seconda metà del 1500 l’Europa era flagellata da un’epidemia di peste e subiva un decremento delle nascite. Come rimedio l’uomo arriva nuovamente all’attività fisica e inventa le scienze motorie come mezzo per rincorrere la salute e prolungare la vita. I corpi furono classificati in:

  • Egri (malati) a cui veniva applicata l’anatomia e la chirurgia secondo il principio “o la va o la spacca”.
  • Neutri, valetudinari (non proprio in forma ma nemmeno malati) che venivano sottoposti alla ginnastica per fortificarli.
  • Sani a cui veniva anche consigliata la ginnastica per essere ancora più sani.

 

In quell’epoca nascono le prime macchine e occorrevano corpi forti, sani e longevi per farle funzionare. Longevi per ridurre le necessità di formazione di nuovi operatori.

Per le classi ricche, invece, bisognava studiare particolari accorgimenti, ad esempio, un’esposizione ai raggi solari li avrebbe fatti abbronzare, rendendoli simili a chi era costretto a lavorare all’aperto. Questo sarebbe stato sconveniente, quindi il movimento che veniva loro consigliato era lontano dai raggi solari.

Lezione 24-03-2004 appunti di Alessandro Giusiano

Vicino a Padova iniziano i primi studi di Anatomia presso Isabella D’Este e Gonzaga.

LUDGUNI BATAVORUM fino al 1700 era il nome originale della città da oggi noi chiamata Amsterdam (vedi immagini di Andrea del Vesalio su Arte Ginnastica)

La società italiana fa fatica ad entrare nell’ambito europeo nonostante i suoi grandi personaggi Leonardo, Galileo,…  
Peste ed invasioni spagnole riducono il tempo del gioco.

1500-1600 di fonda la “Macchina Umana” assieme al periodo della industrializzazione in cui nascono le macchine.
I corpi dovevano rendere, dovevano lavorare e quindi produrre di più. È per questo che il corpo deve essere perfezionato. (arte ginnastica, vedi introduzione)

Tutti gli sport del 1600 hanno la base sul MOVIMENTO DELL’OROLOGIO perché fu una grande invenzione del periodo quindi doveva essere seguita.
Durante le invasioni le Scienze Motorie erano ferme a causa della volontà del Papa. Arrivano i Santi che le ripromuovono.

Dal 1600 al 1900 che cosa succede?
Si passa dell’uomo bio-meccanico all’uomo informatico. Riferimento al film preso in visione “Metropolis” 1926

Al giorno d’oggi noi dobbiamo creare quantità in breve tempo e poi è necessario il cambiamento perché entra in gioco la noia. In questo nostro periodo si creano miti veloci che poi vengono in fretta sostituiti.
1926 sport solo per i privilegiati, ginnastica meccanizzata secondo i movimenti dell’orologio.
La fabbrica dei corpi vedi p. 31

In base all’epoca storica noi costruiamo un corpo. 1929 = massa uniforme inquadrata
Greci: riconversione dei corpi, avevano la dignità di appartenere al mondo greco, tutti i corpi senza distinzioni. Ruolo della donna in grecia: maternità e perfezione.

Corpi del 1500 si ispiravano a Cesare ma intelligenza sparisce.

1700: le scienze progrediscono, l’uomo va raddrizzato come un albero.
Dal 1730 circa si inizia ad intuire che bisognasse raddrizzare i corpi.

1884 nascono i primi studi di ginnastica ortopedica.
Arte Ginnastica vedi p.15

INDIRIZZO PEDAGOGICO UMANISTICO
Vittorino da Feltre 1378 – 1446
Baldassarre Castiglione 1478 – 1529 scrive il discorso sopra il calcio fiorentino

INDIRIZZO BELLICO
Nicolò Macchiavelli 1436 – 1527  Arte della Guerra 1521

INDIRIZZO MEDICO
Girolamo Mercuriale 1530 – 1606 Arte Ginnastica
Il Cristiano era l’atleta di Cristo

Calcio Fiorentino nasce perché si dovevano sfidare i medici e i principi di sangue blu.

Nel periodo di Vittorino e Baldassarre la ginnastica per l’uomo di corte è un compromesso fra la ginnastica bellica e quella pedagogica.

Nella “casa Gioiosa” di Isabella Deste si riprende per la prima volta in Italia il ginnasio greco. Finito il periodo di Vittorino e Baldassarre non c’è più periodo della ginnastica pedagogica ma solo più bellica. Nasce quindi il periodo di Macchiavelli.

Esercizio Fisico in Inghilterra

J.LOCKE 1632 – 1704
Educazione del corpo Mens sana in Corpore sano

T. ARNOLD 1795 – 1842
Celebra lo sport in nome della religione

T. HUGHES 1822 – 1896

C. KINGSLEY
Scuola di cristianesimo muscolare, afferma la religione della salute e del peccato.

H. SPENCER 1820 – 1903
Favorevole ai giochi liberi nell’educazione intellettuale morale e fisica.

ROBERT BADEN POWELL  1857 – 1941
Scout obbligatorietà educazione fisica, metodo svedese

L’Inghilterra si serve dell’esercizio sportivo come lo strumento più adatto alla creazione dell’individuo forte fisicamente e moralmente, spinto alle conseguenze esterne.

INDIRIZZO BELLICO

A. MCLAREN 1821 – 1886

Prof. di scherma segue evolversi della ginnastica tedesca sotto l’influenza svedese e francese

INDIRIZZO MEDICO
Chias, Ling Hjalman, Georgii… creano i presupposti della terapeutica trattate come arte chimica e tecnica nuova.


Lezione 31-03-2004 appunti di Alessandro Giusiano

1600 : fondazione delle Scienze Motorie, scienze che nascono assieme alla medicina

1500: UOMO  opera non definita

non esistono più i cicli della vita, non esiste più l’involuzione secondo l’età. È sempre di più richiesta un’ALTA PRESTAZIONE, rendere ogni anno di più

PALLADIO: costruisce il grande teatro Olimpico ed è qui che avviene la prima rappresentazione dedicata all’antica Olimpia.
Sono gli Architetti che disegnano il movimento e di conseguenza lo condizionano (vedi p.8 le origini delle Scienze Motorie. Arte ginnastica)

Al tempo si faceva sport per vedere chi tra gli sfidanti valeva di più. La pratica agonistica definiva la propria appartenenza sociale del periodo.

SPORT MODERNO nasce nelle corti come élite (vedi introduzione e premessa di arte ginnastica)

Le famiglie italiane ricche, i nobili Umberti, Alfonso, Gonzaga…, promuovevano le scienze motorie. 
Isabella D’Este riunisce i migliori scrittori, pittori, medici chirurghi,studiosi per fondare le scienze mediche e motorie. Tutto questo nel famoso palazzo Tee e in altre sale del palazzo Gonzaga. Nei giardini allestisce per Vittorino la casa Gioiosa.

Ora dopo la fondazione dell’uomo bisogna fondare l’insegnante. L’uomo capisce che ci sono tanti tipi di uomo e non sono tutti uguali, fisici diversi. Bisogna essere in grado di saper formare tutti i corpi.

Da 1600 in Italia con la peste, passiamo in Germania (vedi Sport e Società p. 29 30 31) dove si tenta di rifondare l’ed fisica. Non esistono ancora i Prof di Ed. Fisica però si conosceva già l’Ed Fisica. Ci credevano e scrivono il primo libro di Metodologia dell’Ed Fisica.

Prima teoria dell’Ed Fisica è la REVISIONE

In questo periodo si cerca di trovare la vera virtù, in Europa era di fondere tutti gli strati sociali, una costante di vita, trovare la perfezione fisica.

La pratica si svolge in relazione alle età degli allievi, fine ‘700 inizi ‘800, alla loro costituzione fisica e se possibile sotto il controllo di un medico.

Il Pentathlon diventa la base su cui fondare l’insegnamento della educazione fisica

RINASCIMENTO: sta a cavallo tra il 1492 e 1530, tempo più che altro italiano. Quando si interrompe questo periodo e cadono i valori inizia una crisi esistenziale e vita sregolata.

Tra 1500 e 1800 si crea un uomo burlesco, felice e moralmente sano, non più il cavaliere.
Si fondano i grandi attrezzi in Germania: travi, palchi di risalita, tiri alla fune…

1800 nascono i piccoli attrezzi

nasce in Svezia la ginnastica libera.

In base alle REGOLE SPORTIVE, si modifica il gesto. Gli inglesi sono i primi a porre una regolamentazione nello sport. Nel frattempo in Germania esplosione dei filantropini, un rifacimento sulla tipologia del ginnasio.

Lezione 07/04/04

La storia è divisa nei seguenti tre periodi:

  1. Tempo olimpico
  2. 1500: recupero del tempo olimpico e nascita dello sport moderno (Isabella Gonzaga). L’Italia inventa lo sport ma poi lo svende agli inglesi che gli danno le regole.
  3. 1789 Epoca moderna (+ epoca informatica in cui il corpo diventerebbe l’unica certezza che ha l’uomo – che non hai più un lavoro stabile, relazioni stabili... – e quindi deve garantire prestazione, bellezza, sicurezza)

 

Epoca moderna: citius, altius. fortius. Periodo di colonialismo, di imperi e della “grandeur” francese. I popoli devono essere forti e dominanti. Tutto ciò durerà fino alla I guerra mondiale con il crollo degli imperi e del colonialismo.

In Italia la storia dal 1900 al 1914 è caratterizzata dal timore, da parte del regno, che le associazioni sportive possano minar il potere reale. Lo stato si pone quindi il problema della repressione o del controllo dello sport. Lo sport era inteso come attività non di ginnastica (militare) e non di discipline paramilitari, competitive. Le discipline ginnastiche, paramilitari e non competitive ebbero invece grande impulso da parte della F.G.N.I. (Federeazione Ginnastica Nazionale Italiana) che le vedeva come un antidoto allo sport e le spettacolarizzava per attirare pubblico distogliendolo dallo sport (con scarsi risultati).

1861: a Torino si tiene il primo corso di formazione per gli insegnanti di ginnastica con l’obiettivo di costruire il cittadino soldato per combattere per il risorgimento italiano ed il colonialismo.
1876: trasformismo, punti principali del programma:

  1. Istruzione elementare laica, gratuita e obbligatoria.
  2. Riduzione delle imposte.
  3. Riforma elettorale.

I borghesi sfidano i nobili nello sport e non solo.
Umberto I presiede il 7° congresso ginnastico con l’obiettivo di controllare cosa capiti. Fondazione della Scuola di Educazione Fisica Nazionale.
1877: entra in vigore l’obbligo per stato e comuni di procedere all’insegnamento elementare per frequenze di 2-3 anni. Occorrono finanziamenti cospicui per la costruzione di scuole e per gli insegnanti.
1878: De Sanctis promulga una legge che regola la “ginnastica educativa”. De Sanctis era un critico estetico e voleva una ginnastica educativa non militare ma nei fatti l’operazione non riuscì. Regna Vittorio Emanuele II che succede a Umberto I. I cattolici sono contro lo stato perché volevano la restituzione di Roma al papa e scomunicano chiunque faccia politica. A corte domina la bella e mondana regina Margherita fortemente antidemocratica e che si circonda, assieme al re, di pessimi cortigiani.
1892: De Coubertin inizia una campagna di viaggi e corrispondenza per le Olimpiadi.
1893: lo stato delega alle società sportive private lo sport nelle scuole: scherma, velocipede, canottaggio, pattinaggio, alpinismo, “esercizi pedestri”, pugilato, atletica, “ginnastica marinaresca” (nuoto). Erano discipline considerate inutili. Quelle utili, la ginnastica educativa, le tiene sotto la sua gestione. Inizia la fase che vede la contrapposizione tra la Federazione Ginnastica (statale) che promuoveva la ginnastica paramilitare non competitiva e spettacolare e le società sportive che promuovevano lo sport (discipline inutili e insanamente competitive). La Federazione non voleva agonismo ma finalità educative e effetti scenici (saggi ginnici) e considerava le competizioni propaganda sovversiva. Lo sport invece si orienta verso il campionismo ed i professionismo. La Federazione era bloccata tra i puristi (che rifiutavano l’idea delle competizioni) e gli empiristi (che spingevano verso la spettacolarizzazione che porterà poi al sabato fascista).
1894: a Parigi si incontrano 69 delegati di 12 nazioni per organizzare le olimpiadi di Atene 1896. Per l’Italia c’è il Conte Patti. Alla prima olimpiade italiana parteciperanno soltanto 4 atleti italiani non finanziati né incoraggiati dallo stato.
1896: A Roma viene fondato il Comitato per l’Istituto Nazionale che tenta una liberalizzazione dell’educazione fisica in contrapposizione alla FGNI ingessata. “I giovani domandano aria e giochi”. All’interno del comitato emerge la personalità di Luigi Lucchini.
1900: Olimpiade di Parigi. Nuova scarsa partecipazione italiana. L’iscrizione della squadra di canottaggio viene respinta perché giunge con un lieve ritardo. La Federazione diffida i ginnasti dal parteciparvi.
1904: Olimpiade di St. Louis, località lontana e costosa da raggiungere. Gli italiani praticamente non ci sono. Nonostante tutti i timori dello stato, in realtà nelle società sportive c’è più che altro solo sincera passione sportiva. I socialisti inizialmente vedevano male lo sport perché distoglieva le masse dalle lotte proletarie e appoggiavano invece la ginnastica perché formava cittadini soldati che avrebbero poi potuto formare la “nazione armata” per loro contrapposta allo “stato armato”. Successivamente invece i socialisti utilizzarono lo sport per attrarre le masse così come la chiesa secondo quanto stabilito da papa Leone 13° nella sua Rerum Novarum. Nella FGNI Romano Guerra si rende conto di non potersi opporre alla pressione sociale per lo sport e che non ha senso lasciare lo sport in mano ai partiti (socialista) e ai religiosi ma non viene ascoltato.
1906: Giochi intermedi di Atene. In Italia viene fondato l’Istituto Lucchini (che diventerà poi, nel 1914, il CONI) che ha come obiettivo quello di “scegliere, preparare e sostenere gli italiani per le olimpiadi del 1908 a Londra. Ai Giochi di Atene la rappresentativa italiana, finalmente sostenuta dallo stato, ottiene il 6° posto.
1908: Olimpiadi di Londra: Pietri vince la maratona (che fu portata in quell’occasione da 42,150km agli attuali 42,195km per farla arrivare sotto il castello della regina) ma viene squalificato perché sostenuto dai giudici negli ultimi metri. La regina, commossa, fa realizzare una coppa apposta per Pietri e gliela consegna. In Italia le imprese di Pietri causano grande commozione e stimolano la fantasia popolare. Pietri è un mito.
1909-1921: era giolittiana. Giolitti non voleva mettersi contro lo sport perché si rendeva conto che la pressione che lo sosteneva era troppo grande. Sceglie quindi di cercare di controllarlo più che di osteggiarlo. Delega il giurista Lucchini ad occuparsene.
1909: Legge Danèo / Credàro, prima legge organica del settore. Istituisce l’obbligo di un corso di educazione fisica nelle scuole: ginnastica, tiro a segno, canto corale (per abituare ad agire tutti assieme, perchè il canto dava coraggio e perché faceva bene all’apparato respiratorio) e tutti gli esercizi atti a formare forza e carattere.
Le scuole di ginnastica di Torino, Roma e Napoli vengono trasformate in istituti di magistero.
1910: L’Istituto Lucchini diventa “ente morale” con le seguenti funzioni:

  1. Coordinare le varie istituzioni che hanno a che fare con l’educazione fisica.
  2. Promuovere la fondazione di sodalizi, campi, palestre, scuole, la pubblicazione di periodici e la propaganda sportiva.
  3. Dare impulso allo studio del progresso scientifico, didattico e tecnico in materia di sport.
  4. Ricercare e suggerire ogni mezzo “giovevole” all’istituto stesso.

L’Istituto fonda sue succursali in tutti i capoluoghi di provincia e nelle colonie.
1914: L’isituto Lucchini diventa il CONI, riconosciuto dal CIO che ha come obiettivo non solo l’organizzazione della squadra olimpica italiana, ma anche il coordinamento di tutto lo sport italiano.

Lezione 21/04/04

Golf

Il golf nasce nel 1600 per le sue analogie con il movimento dell’orologio, appena inventato e per via delle mazze di ferro, legno e bronzo, come gli strumenti dell’orchestra del melodramma che stava nascendo. L’aristocrazia è estremamente distante dal popolo e va nei campi, anziché con le zappe, con le mazze da golf.

Periodo Giolittiano

Durante questo periodo, che va all’incirca dall’inizio del 20° secolo al 1915, data dell’ingresso dell’Italia nel 2° conflitto mondiale, la ginnastica nelle scuole prima è esclusivamente militare e trascura completamente la parte medica e pedagogica. Con la legge Dàneo / Credàro (1909), le tre specialità vengono finalmente armonizzate.

Lezione 28/04/04

Durante il periodo giolittiano l’ostilità statale nei confronti dello sport era dovuta a due fattori: la paura della “competenza fisica” e ai pericoli sovversivi degli assembramenti delle società sportive. Per questo motivo le società sportive sono dedicate ai re, ai patrioti ed ai santi, per “rassicurare” lo stato.

1909 la legge Dàneo / Crèdaro viene promulgata sull’entusiasmo dovuto ai buoni risultati ottenuti alle olimpiadi del 1908.

1910: le Scuole Normali di Ginnastica di Torino, Roma, e Napoli sono trasformate in Istituti di Magistero.

1914: al CONI viene affidato non solo la promozione olimpica ma il coordinamento dell’intero sport italiano.

1923: riforma Gentile della scuola

1922: si spaccano gli accordi Chiesa – Partito Popolare e Confederazione Generale del Lavoro – socialisti. Mussolini minaccia la marcia militare su Roma qualora non venga nominato primo ministro. Giolitti e le altre autorità non lo ostacolano perché sottovalutano il fascismo per la sua eterogeneicità ed emotività: ritenevano di poterlo utilizzare per riportare ordine nel Paese e poi sbarazzarsene. Marcia su Roma e Mussolini viene nominato primo ministro. Mussolini cerca subito l’appoggio della chiesa (ostile allo Stato fin dalla presa di Roma) finanziandola e rende illegale la massoneria. L’accordo con la chiesa dà potere a Mussolini e stabilizza la politica. A Mussolini manca ancora un ultimo passo per cementare il suo rapporto con la chiesa e nomina Gentile ministro. Nel 1923 Gentile riforma la scuola e introduce l’insegnamento della religione cattolica come religione di Stato nelle scuole elementari e medie ma toglie l’insegnamento dell’educazione fisica dalle scuole. Perché?

Gentile in realtà considera un tutt’uno l’educazione dello spirito e del corpo, tornando a quanto credevano i Greci. La riforma Gentile invece toglie l’educazione fisica dalle scuole, licenzia tutti i professori di educazione fisica, istituisce l’ENEF (Ente Nazionale di Educazione Fisica) e chiude i 3 Istituti di Magistero. L’ENEF neofondato va subito in crisi per insufficienza di fondi. Nel 1927, sotto il ministero Fedele, l’ENEF viene soppresso e viene istituita l’ONB (Opera Nazionale Balilla). Nel 1932 viene istituita la Regia Accademia di Educazione Fisica e Giovanile e tutto lo sport viene inserito sotto l’egida del CONI di Roma che addirittura gestisce in un’unica cassa tutte le sue succursali.

1924: Salvi viene nominato direttore dell’ENEF. Salvi è un medico e questo può far ritenere che Gentile voglia un medico a capo dell’organismo per tutelarne l’indipendenza dall’autoritarismo statale. L’idea di un indirizzo medico dell’educazione fisica era già stata trattata dal fisiologo torinese Angelo Mosso.

1928: viene promulgata la Carta dello Sport. L’educazione fisica generica viene affidata all’ONB ma la specializzazione agonistica è totalmente affidata al CONI, tant’è che se l’ONB voleva organizzare delle competizioni doveva ottenere il permesso da quest’ultimo. Gli insegnanti di educazione fisica devono prendere la tessera del partito fascista (come tutti no?) e entrare nell’ONB per esercitare la loro professione.

Seconda Guerra Mondiale

1944: Giulio Onesti (avvocato astigiano) viene nominato nuovo presidente del CONI con l’incarico di salvare lo sport italiano reduce dalla catastrofe delle guerra. Il primo problema che si trova ad affrontare è il ripristino degli impianti sportivi che erano stati costruiti in gran numero da Mussolini e che erano andati allo sfascio nel corso del conflitto. Onesti rimarrà al CONI fino al 1977 riuscendo finalmente ad ottenere l’autonomia dello sport italiano dallo Stato. Nel 1948 lo Stato abolì il contributo che dava al CONI che quindi dovette trovare altre forme di finanziamento. Onesti ebbe un colpo di genio e si accordò con la SISAL prendendo la gestione (e gli introiti) del Totocalcio fin dal campionato 1948 / 49. Onesti, fin dall’inizio del suo incarico, si preoccupò delle olimpiadi costituendo il Credito Sportivo per finanziare la preparazione degli atleti italiano e riuscendo ad ottenere dei buoni risultati fin dalle olimpiadi di Londra del 1948. Nel 1956 ottiene i giochi invernali a Cortina che misero in ottima luce l’Italia permettendo l’ottenimento delle olimpiadi del 1960 a Roma. Purtroppo i risultati che Onesti ottiene nel campo dell’educazione fisica non sono altrettanto brillanti: tenta di portare l’agonismo nella scuola con l’istituzione dei Giochi della Gioventù ma con scarso seguito, tant’è che a tutt’oggi i campioni in Italia si formano all’interno delle federazioni e non all’interno delle scuole.

Concetti chiave:

  • Perché l’incongruenza tra le idee di Gentile che predica l’unità fisica e psichica e la sua politica che toglie l’educazione fisica dal campo formativo scolastico?
  • Lo sport fa di nuovo paura alla politica.
  • Il “santo medico” del momento è Rosmini.
  • All’epoca di Gentile la pedagogia era una branca della filosofia.
  • Gentile prende da Hegel l’idea che ognuno si costruisse fin dall’infanzia: concetto del divenire (werden). Lo spirito si manifesta attraverso il corpo. Corpo e spirito sono un unico ma:
    • Sopprime gli Istituti Magistrali e licenzia gli insegnanti.
    • Lo sport viene affidato alla tutela del CONI, l’educazione fisica no.
    • Perché? 3 ipotesi:

 

  • Gentile non riuscì o non volle resistere a pressioni politiche che non gli permisero di mantenere l’educazione fisica viva nelle scuole.
  • Gentile tolse l’educazione fisica dalle scuole per tutelarne l’indipendenza e per evitare che venisse strumentalizzata dallo stato (ginnastica militare, ecc...)
  • Gentile aveva le idee giuste ma, da buon idealista, non riteneva prioritaria l’applicazione concreta delle idee giuste.
  • Seconda guerra mondiale

 

  • Onesti deve salvare lo sport: Totocalcio.
  • 1945: riforma scolastica che reintegra l’educazione fisica negli impianti scolastici. Occorre finanziare la costruzione di impianti adatti nelle scuole e pagare due insegnanti perché le classi vengono divise secondo i sessi. Le tasse scolastiche vengono aumentate di 300£ per farlo ma l’attuazione della riforma si ha solo nel 1958.
  • 1958: gli ISEF vengono costituiti (prima Roma e poi Torino nel 1959) e sono equiparati alle università.

Lezione 05/05/04

Il 12/05 non ci sarà lezione.
Il 17/05 alle 11:00 ci sarà il recupero della lezione del 12/05
Il 19/05 ci sarà l’esonero per chi si è iscritto oggi.

All’inizio del secolo 20° gli sport popolari (nel senso di pubblico) erano:

  • ciclismo
  • regate
  • canottaggio
  • saggi ginnici
  • atletica

 

La società era prevalentemente agricola, avviata verso l’industrializzazione (oggi siamo nell’era post ideologica e post industriale). Il fascismo, dopo la contraddittoria era giolittiana in cui lo sport veniva contrastato da una parte per paura di quello che avrebbero potuto fare le masse che aggregava, e favorito (da un certo punto in poi) dall’altra con il CONI e la partecipazione alle olimpiadi di Londra del 1908 (prima in cui si vide il pattinaggio su ghiaccio, primo sport invernale), ritenne di utilizzare l’educazione fisica come mezzo di mobilitazione e militarizzazione delle masse. Nasce prima l’ONB (Opera Nazionale Balilla) e poi la GIL (Gioventù Italiana Littoria). Lo sport individuale è invece un fenomeno di elite sotto l’egida del CONI. Le masse contadine si urbanizzano, militarizzano e si rendono più adatte ad essere impiegate come forza lavoro nell’industria. I movimenti artistici (futurismo e dadaismo robottizzano addirittura il corpo umano). Tornando sul piano concreto invece, l’educazione fisica deve anche servire a rendere le donne più robuste per procreare: occorrono più braccia per l’industria e per la guerra. Dall’altra parte serpeggiava l’idea che lo sport potesse invece compromettere la maternità. Lo sport formava il carattere. Riprende la formazione dei professori di educazione fisica: gli uomini a Roma all’acqua acetosa e le donne ad Orvieto all’accademia. I professori vengono riinseriti nelle scuole con un ruolo molto importante. I movimenti delle masse ai saggi ginnici sono sincroni e guai a chi sbagliava. Non esiste spazio per la creatività individuale: bisogna solo essere dei perfetti esecutori di ordini.

Parole chiave del ventennio fascista:

  • Inquadramento
  • Globalizzazione
  • Atleti combattenti

 

L’inizio del 20° secolo vede un nuovo assetto in Europa: gli imperi coloniali sono corollati e Italia e Germania formano un asse che ha lo scopo di conquistare e dominare il mondo. Per questo occorrono molti bambini soldati. L’educazione fisica viene strumentalizzata per scopi militari, il popolo viene irregimentato.

Parola chiave del 19° secolo: colonizzazione.

La guerra (II mondiale) congelerà tutto: lo sport sopravviverà e verrà fatto rinascere subito dal CONI, mentre l’educazione fisica soffrirà fino al 1958, quando verrà riintrodotta nelle scuole. Dopo la guerra si ripresero tutti i concetti, le tecniche, i materiali dello sport pre guerra e si riavviò l’evoluzione. L’applicazione della scienza allo sport (anche della medicina sportiva) si ha a partire dagli anni ’60, gli anni ’70 vedono l’applicazione dei primi frutti della ricerca scientifica applicata allo sport (tessuti e materiali tecnici...). Gli anni ’80 vedono la massificazione dello sport.

Tempo contemporaneo: corpi informatizzati, atleti usa e getta che devono rendere moltissimo ma hanno una carriera breve. Grande quantità, grande rendimento. Per la prima volta nella storia la gente cerca il ringiovanimento attraverso lo sport. Nel corso del rinascimento, le classi emergenti chiedevano ai professionisti ginnici di renderli fisicamente abili come i nobili (es. bravi come loro nel calcio fiorentino) ma il fenomeno sportivo riguardava comunque solo le classi più agiate. Oggi lo sport è un fatto di massa, un mezzo per rimanere giovani, sani, e sicuri di sé sia fisicamente che psichicamente.

Lezione 17/05/04

Il calcio

In Italia le origini del calcio risalgono al rinascimento con il calcio fiorentino. Esplode alla fine del secolo 19° con la regolamentazione di cui si occupa Rimé. Nel 1919 le regole vengono uniformate a livello internazionale. Il primo mondiale di calcio si svolge nel 1930 a Montevideo ma l’Italia non vi partecipa. Partecipa a quello di Roma del 1934 organizzato dallo stato fascista che voleva fare propaganda di sé e lo vince con qualche polemica circa i favori arbitrali. Le polemiche si spegneranno nel 1938 al mondiale di Parigi che vincerà nuovamente l’Italia, questa volta in uno stato nemico e con un pubblico fortemente ostile. La nazionale di calcio viene guidata fin dall’inizio da Vittorio Pozzo che “inventa” la figura del commissario tecnico, crea il mito degli “azzurri” e guiderà la nazionale fino al 1948 traghettandola salva dalla II guerra mondiale. In Italia si trasforma il calcio in un’arte. I paesi latini giocano con il “metodo” che consiste in un attacco a W in cui la punta centrale funge da regista. I paesi di scuola anglosassone adottano il “sistema” che è più tecnico e tatticamente valido.

Seconda Guerra Mondiale

1948 dimissioni di Pozzo in seguito ai risultati deludenti della nazionale alle olimpiadi di Londra del 1948. La nazionale è sopravvissuta alla guerra grazie a pozzo ma i danni non sono ancora stati rimediati.

04/05/1949 l’aereo del “Grande Torino” si schianta contro un muro della basilica di Superga. A bordo c’è il meglio dell’Italia calcistica e questo è un colpo durissimo per il calcio italiano che faticherà a riprendersi.

 

Fonte: http://www.asberto.net/Anno%202/Storia%20dell%27educazione%20fisica.doc.

 

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

 

Educazione fisica

CAPACITA’ COORDINATIVE E CAPACITA’ CONDIZIONALI

 

Le capacità coordinative sono date dalla capacità di svolgere in modo regolare il movimento; sono pertanto dei prerequisiti funzionali, che ci consentono di eseguire un gesto, anche complesso, in maniera armoniosa e con economia di energie.

Le capacità condizionali invece contraddistinguono le potenzialità fisiche di un individuo, i suoi prerequisiti strutturali, e sono date dall’insieme delle caratteristiche morfologiche. Sono la forza, la resistenza, la velocità( o rapidità ).

Una dote che si pone a metà strada fra le capacità condizionali e coordinative è la mobilità articolare, definibile come capacità di eseguire i movimenti in maniera coordinata e con la massima escursione articolare.      

 

LE CAPACITA’COORDINATIVE

 capacità coordinative necessarie sono: capacità di apprendimento motorio, capacità di controllo motorio , e capacità di adattamento e trasformazione del movimento.

  • Capacità di apprendimento motorio: consente all’individuo di apprendere nuovi movimenti e di farli propri attraverso l’allenamento.   
  • Capacità di controllo motorio: il soggetto è in grado di controllare i movimenti.
  •  Capacità di adattamento e trasformazione del movimento: rappresenta l’abilità di mutare il proprio gesto motorio, ottimizzandolo nel più breve tempo possibile, in relazione a nuove ed imprevedibili condizioni ambientali.

 

LA COORDINAZIONE

La coordinazione è quella capacità che ci permette di compiere il gesto atletico nella maniera più corretta, efficace e senza inutile dispendio di energia.Quando si dice che “ la potenza è nulla senza controllo “ , si intende proprio che la forza, la velocità, e la mobilità articolare devono essere coordinate in maniera armonica in modo da dosare ognuna di tali componenti nella giusta quantità al fine di compiere in modo ottimale il movimento che ci prefiggiamo. La coordinazione è governata in massima parte del sistema nervoso centrale che è in grado di assumere ed elaborare informazioni dall’esterno anche istantaneamente.

I principi generali per lo sviluppo delle capacità coordinative sono:

     a)   La multilateralità orientata ovvero l’utilizzo di una vasta gamma di esercizi differenti;

     b)   La gradualità nel progressivo aumento della difficoltà del gesto;

     c)   La tempestività nell’intervento, stimolando le capacità coordinative nel periodo migliore ( 11   

           - 13 anni).

E’ piuttosto difficile riuscire a valutare specificatamente la coordinazione, dato che nella riuscita di un gesto o di un esercizio intervengono altre qualità motorie come la forza, la resistenza o la mobilità articolare. Alcuni test , comunque possono dare un’idea di alcuni aspetti della coordinazione come l’equilibrio o la capacità di eseguire correttamente un certo movimento.

( capacità di destrezza di accoppiamento tra parti diverse del corpo e i loro movimenti es.salto della funicella.  Capacità oculo-manuale es.tiro al bersaglio. Equilibrio statico es. camminare su una trave. Equilibrio dinamico es. ricerca di equilibrio su tavolette instabili. Capacità di accoppiamento tra parti diverse del corpo e i loro movimenti orientamento spazio-temporale es. palleggiare sopra la testa con un pallone da pallavolo percorrendo un dato tracciato.  

 


LE CAPACITA’ CONDIZIONALI

Le capacità fisiche sono diverse per ciascuno: dipendono dalla costituzione fisica, dall’allenamento e da molti altri fattori interni ed esterni al corpo. Ogni gesto deve essere il più possibile funzionale allo scopo che intendiamo raggiungere. Per fare questo occorre sfruttare al meglio le nostre possibilità psicofisiche, cosa che si ottiene con precise tecniche di allenamento che mirano a migliorare le nostre capacità condizionali: forza, velocità, resistenza..

Le capacità condizionali dipendono dall’efficienza di tutti gli apparati del nostro corpo e sono dipendenti le une dalle altre. 

 

LA FORZA

La forza è la capacità che ha un muscolo, contraendosi, di vincere od opporsi ad una resistenza che può essere rappresentata dal peso del corpo o di parte di esso ( ad esempio in certi esercizi al corpo libero ) o di carichi esterni ( ad esempio nel sollevamento pesi o nel lancio di un attrezzo ). La forza è determinata da diversi fattori:

  • la dimensione del muscolo ( maggiore è la sua sezione trasversale, maggiore è la forza che riesce a sviluppare.
  • La qualità neuro vascolare delle fibre
  • La disponibilità di riserve energetiche
  • La capacità di coordinazione interna, cioè di sincronizzare le varie unità che contribuiscono al movimento
  • Il sesso e l’età
  • La predisposizione naturale                                                                                                                                                                                          

In base al modo in cui il muscolo si contrae, distinguiamo tre forme fondamentali di forza:

 Forza massimale-è la massima tensione che può sviluppare un muscolo per vincere una forte resistenza. Quando si esprime la forza massimale, la velocità di esecuzione è generalmente bassa ( es. sollevamento  pesi,lotta ).

Potenza o forza esplosiva- si distingue dalla forza massimale per l’alta velocità di esecuzione e perché non deve vincere una forte resistenza. Ij muscolo “ esplode “ tutta la sua tensione con la massima velocità ( es. pugilato, lancio del giavellotto, calcio ).

 Forza resistente- è la capacità che abbiamo di resistere alla fatica durante uno sforzo prolungato. Tale forza non utilizza né la massima potenza né la massima velocità, ma tende ad una prestazione costante ( es. maratona, alpinismo ).

 

Alleniamo la forza

 Per allenare un muscolo occorre sottoporlo ad uno sforzo maggiore di quello cui è abituato, tuttavia le modalità di allenamento saranno differenti a seconda del tipo di forza che vogliamo ottenere.

Esse si differenzieranno per carico di lavoro, numero di ripetizioni dell’esercizio e velocità di esecuzione.


LA VELOCITA

La velocità rappresenta il tempo impiegato a compiere un certo gesto, ma comunemente si parla di “ velocità “ quando il tempo impiegato è breve. La velocità è determinata da diversi fattori:

  • fattori fisici:la velocità è strettamente connessa con la struttura del muscolo e in particolare con la quantità di fibre veloci ( fibre bianche )in esso contenute-  
  • funzionalità del sistema nervoso ( che influisce sulla velocità di reazione ) e di quello muscolare ( per la velocità di contrazione )
  • corretta tecnica di esecuzione del gesto che razionalizza al massimo lo sforzo e il dispendio di energia ,
  • capacità mentali di decisione e concentrazione-

La velocità di esecuzione di un gesto è caratterizzata da due componenti fondamentali: la velocità di reazione e la velocità di esecuzione-  La combinazione tra le due determina la velocità di spostamento. La prima è rappresentata dal tempo che intercorre da quando si riceve uno stimolo ( ad es. il rumore del colpo di pistola dello starter ) a quando inizia la risposta ( ad es. mettersi a correre o tuffarsi in acqua in una gara di nuoto ). La seconda consiste nella rapidità con cui si effettua il gesto e dipende dalla conformazione muscolare quanto dalle riserve energetiche ( ATP e fosfocreatina ) presenti nel muscolo e che il muscolo può “ spendere “per il suo movimento.

 

Alleniamo la velocità

La velocità di esecuzione è allenabile solo limitatamente. Allenando forza e resistenza e perfezionando al massimo la tecnica di esecuzione del gesto si ottengono sensibili miglioramenti; ad es. un muscolo allenato contiene riserve di fosfocreatina che gli permettono sforzi della durata di 9- 10 secondi prima di attivare il metabolismo anaerobico lattacido; un muscolo non allenato ,

invece, esaurisce le stesse riserve in metà tempo.


LA RESISTENZA

La resistenza è la capacità di prodursi in sforzi prolungati, tollerando fatica e stanchezza. L’esperienza di tutti i giorni ci dimostra come uno sforzo può essere tanto più prolungato, quanto minore è la forza richiesta. Con la sensazione di fatica, il nostro corpo ci segnala che i limiti di energia a disposizione e quindi sopportazione di un dato sforzo sono stati superati: è un segnale di allarme che non va assolutamente ignorato . L’allenamento tende ad innalzare tali limiti-

L’organismo ha a disposizione tre meccanismi per fornire energia ai muscoli sotto sforzo:

  • aerobico ( l’energia è  fornita dal consumo di zuccheri e grassi in presenza di ossigeno e permette sforzi prolungati a bassa intensità )
  • anaerobico lattacido ( l’energia è fornita dal consumo di zuccheri in assenza di ossigeno determinando l’accumulo dell’acido lattico, un prodotto di scarto responsabile della fatica muscolare e permette sforzi prolungati ad alta intensità ).
  • Anaerobico alattacido ( l’energia è fornita dal consumo di sostanze già presenti nel muscolo: l’adenosintrofosfato ATP e la fosfocreatina PC in assenza di ossigeno e permette successioni prolungate di movimenti veloci )

Tali meccanismi entrano in gioco a seconda della durata e dell’intensità dello sforzo, integrandosi tra loro. Quando l’esercizio prevede continue contrazioni muscolari contro forti resistenze ( es. canottaggio, ciclismo ) si parla di resistenza alla forza.Quando l’esercizio prevede il mantenimento di un’alta velocità di esecuzione ma non richiede l’uso della forza massima, si parla di resistenza alla velocità.

Dato che la resistenza è in strettissimo contatto con la funzionalità dell’apparato cardiocircolatorio e respiratorio, è evidente che si può pensare di intervenire con allenamenti specifici su questa qualità motoria solo una volta che tali apparati  siano perfettamente sviluppati.( non prima dei 12-13 anni )-

Si possono distinguere due tipi di resistenza.

La resistenza generale o di base è la capacità di sopportare uno sforzo prolungato ma di bassa intensità. Sfrutta il meccanismo aerobico, la produzione di acido lattico è minima ed esso viene facilmente trasportato dal sangue al fegato che lo trasforma in zucchero nuovamente utilizzabile dai muscoli. I battiti cardiaci si mantengono si ui 130-140/min.e di fatto l’organismo si mantiene in una sorta di equilibrio.

La resistenza specifica è quella tipica di ogni specialità e che l’atleta deve sviluppare a seconda della sua disciplina: la resistenza che deve avere un rocciatore è diversa da quella di un calciatore o di un tennista.  Sfrutta prevalentemente il meccanismo anaerobico lattacido ma anche quello

aerobico in diverse combinazioni a seconda del tipo di sforzo e della costituzione dell’atleta.

 

Alleniamo la resistenza

I due tipi di resistenza ( generale e specifica ) vanno allenati con modalità differenti. Per allenare la prima, il metodo più semplice e diffuso è la corsa lenta a velocità costante. La durata dell’esercizio deve essere in relazione alla preparazione e alla costituzione dell’atleta, ma dai 5-10 minuti di una persona poco allenata, col tempo si possono raggiungere senza problemi i 50-60 minuti. Le pulsazioni devono mantenersi entro i 120-150 battiti al minuto in modo che l’esercizio sia aerobico. L’allenamento della resistenza specifica prevede in generale ritmi di allenamento superiori, ma di durata inferiore perché con carichi di lavoro alti avremo uno sforzo anaerobico che produce acido lattico che induce l’insorgenza della sensazione di fatica o dolori muscolari in tempi più brevi.


LA. MOBILITA’ ARTICOLARE

La mobilità, o flessibilità, è la capacità di compiere il gesto sfruttando appieno le possibilità concesse dall’articolazione; in modo che esso sia efficace e richieda il minimo sforzo possibile ottenendo il massimo risultato. Questa capacità è fondamentale in tutti gli sport e assolutamente indispensabile in quelli che richiedono particolare destrezza e scioltezza.

La mobilità è in primo luogo condizionata dall’efficienza articolare, ma anche dall’efficienza muscolare che si esprime nella foeza e nella velocità, e infine, anche dall’elasticità di muscoli, legamenti e tendini. Inoltre essa dipende dalle caratteristiche anatomiche: conformazione fisica, sesso ed età-.

 

Alleniamo la mobilità articolare  

E’ uno dei casi in cui un allenamento costante e continuo permette di ottenere risultati visibili; altrettanto facilmente, però, tali risultati si perdono a seguito di inattività.

In ogni caso la mobilità articolare si può allenare con

  • esercizi attivi
  • esercizi passivi o stretching.

 

Gli esercizi attivi tendono alla ripetizione continua di movimenti che possono essere effettuati o no con l’uso di attrezzi; si basano su rapide contrazioni per ottenere un veloce stiramento dei muscoli antagonisti a quelli che si contraggono.

 

Gli esercizi passivi consistono nel raggiungere e mantenere per un certo tempo posizioni di distensione e stiramento muscolare. In una prima fase si raggiunge la posizione prevista e si mantiene per una trentina di secondi, in una seconda fase si forza l’allungamento con lentezza e gradualità per poi mantenere per altri 30 secondi la nuova posizione raggiunta. I movimenti vanno fatti lentamente interrompendosi al primo accenno di dolore.


 

Fonte: http://www.caioplinio.it/Materiale_didattico/dispensa%20Educazione%20Fisica.doc

 

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

 

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