Olimpiadi

 


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Olimpiadi

 

Con questo nome si indicano i giochi che si svolgevano ogni quattro anni ad Olimpia, in onore di Zeus.
Tutto l’interesse del paese era letteralmente rivolto a questa festa e perfino le feste e le guerre che in quel periodo erano assai frequenti fra le varie città greche, venivano sospese per far sì che tutti  i cittadini indistintamente potessero essere presenti. La città a cui spettava l’organizzazione dei giuochi, Olimpia, disponeva ogni cosa, dalla verifica degli impianti alla nomina di magistrati  incaricati di ricevere, accettare e scartare le iscrizioni dei concorrenti. Alle gare potevano partecipare adulti e giovinetti di origine greca, che non fossero colpevoli di delitti e dimostrassero di essere ben allenati. I giuochi duravano sette giorni tra la fine di giugno e la prima quindicina di luglio: il primo e l’ultimo giorno erano consacrati ai riti religiosi propiziatori. Nel secondo giorno incominciavano le gare; la prima gara era la corsa semplice sul rettilineo dello Stadio; seguiva la corsa doppia (cioè due volte il rettilineo). Queste corse piane erano rese più difficili dal fatto che il fondo della pista, cosparso di un denso strato di sabbia, rendeva più faticosa la corsa. Nel terzo e quarto giorno veniva disputato il pentathlon, che consisteva in una gara di salto, nel lancio del giavellotto, nel lancio del disco, nella corsa e nella lotta. Nel quinto giorno si avevano le gare riservate ai giovinetti, che si esibivano nella corsa, nella lotta, nel pugilato. Nel sesto giorno venivano disputate le gare dei cavalli. Terminata la disputa delle gare, si aveva la proclamazione del vincitore che riceveva, con una cerimonia particolare, una ghirlanda di ulivo ed un ramo di palma. Il vincitore olimpionico era considerato come un eroe in Grecia: la sua città gli tributava onori e feste grandiose, era da tutti ammirato.
Solo nel 396 d.C., cioè dopo ben 1172 anni dal loro inizio, l’imperatore d’Oriente Teodosio I ordinava l’abolizione dei Giochi olimpici ritenendole ormai non più compatibili con la trionfante civiltà cristiana. Tutte le attrezzature di Olimpia furono incendiate e rase al suolo, e per molti secoli di queste feste rimase solo il ricordo tramandato dalle descrizioni degli antichi scrittori.
Tra il 1600 e il 1700 il senso sportivo si afferma in tutta Europa. Anche i giochi si affinano, vengono studiati, hanno una regolamentazione che          li classifica e li individua. Ormai lo sport è entrato nella concezione della vita moderna e trova il suo naturale e splendido nelle Olimpiadi moderne che ritornano per affratellare gli uomini in un pacifico e generoso agonismo. Non fu facile giungere ad organizzare e a ripristinare i nuovi Giochi olimpici. Furono fatti parecchi tentativi, tutti però senza molta convinzione e con risultati disastrosi. Solo nel 1892, e precisamente il 25 novembre, a Parigi, nell’anfiteatro della Sorbona, il barone Pierre De Coubertin, in occasione del quinto anniversario dell’ “Unione Francese degli Sport Atletici” ‘, dichiarò che bisognava ristabilire i Giochi olimpici. Infatti dopo due riunioni preliminari, la prima a New York nel 1893 e la seconda a Londra nel 1894, il 16 giugno 1894 a Parigi, un Congresso internazionale formato da 79 delegati deliberò il ristabilimento dei Giochi olimpici e designò come prima sede per la grande manifestazione Atene, in onore e ricordo degli antichi giochi.
Venne formato un Comitato Olimpico Internazionale (C.I.O.) alla presidenza del quale venne eletto all’unanimità il barone De Coubertin (carica che tenne fino alla morte avvenuta nel 1925) e comprendente un segretario e undici membri internazionali. In seguito sorsero nelle varie nazioni comitati che, riconosciuti dal C.I.O., guidavano e curavano l’organizzazione sportiva del proprio paese in relazione all’attività olimpionica e in Italia prese il nome di C.O.N.I. (Comitato olimpico nazionale italiano).
Ormai si era sulla buona strada. Nel 1896 la prima Olimpiade moderna decreta un successo senza precedenti allo sport. La frase del barone De Coubertin: ”Quello che importa nei Giochi olimpici non è il vincere ma il partecipare. Nella vita non è essenziale la vittoria, ma il combattere bene”, diviene l’emblema della grande manifestazione. Dal 1896 le Olimpiadi vengono disputate regolarmente ogni quattro anni con un continuo crescendo d’interesse e di partecipazione. In oltre cinquanta anni solo tre volte esse non ebbero svolgimento, a causa di avvenimenti bellici nel 1916, nel 1940 e nel 1944. Il numero delle Nazioni e degli atleti iscritti è aumentato notevolmente di Olimpiade in Olimpiade.
A partire dal 1924, a Chamonix, venne indetta anche una versione invernale dei Giochi, nella quale si raggruppano gli sport che si praticano sulla neve e sul ghiaccio. Anch'essi si disputano a cadenza quadriennale, ma dal 1994, con l'edizione di Lillehammer, sono sfalsati di due anni rispetto a quelli estivi.
I primi Giochi dell'era moderna comprendevano una serie di sport e competizioni poi progressivamente cancellati dal programma olimpico. Nell'atletica, per esempio, c'erano il tiro alla fune, prove come il lancio del disco e del giavellotto a due mani e competizioni di salto in alto, in lungo e triplo da effettuare senza rincorsa.
La prima partecipazione italiana a un'Olimpiade risale all'edizione parigina del 1900, ma già quattro anni prima Carlo Airoldi, 27 anni, lombardo di Origgio, aveva tentato di partecipare alla maratona olimpica di Atene. Per disputare la gara, aveva raggiunto la capitale greca a piedi, ma non aveva potuto gareggiare perché accusato di professionismo; l'anno prima aveva infatti percepito un premio di quindici lire in occasione della corsa podistica Torino-Marsiglia-Barcellona: mille chilometri in dodici tappe. In allenamento percorse la distanza da Maratona ad Atene in un tempo nettamente inferiore a quello poi effettivamente impiegato dal vincitore.
Il primo italiano a conquistare una medaglia olimpica fu, nel 1900 a Parigi, il conte Gian Giorgio Trissino, vincitore dell'oro in una prova di salto nella disciplina dell'equitazione. Nel 1928, ad Amsterdam, fu invece la prima medaglia italiana in campo femminile: l'argento conquistato dalle giovanissime atlete della Società ginnastica pavese (tutte dai 14 ai 17 anni) nel concorso generale a squadre. Per il primo oro olimpico femminile si dovette attendere le Olimpiadi del 1936, a Berlino, quando Ondina Valla vinse la gara degli 80 m ad ostacoli.
Alle Olimpiadi del 1920 di Anversa (anno in cui la rappresentativa italiana vestì per la prima volta la maglia azzurra) fece la sua comparsa la bandiera con fondo bianco e i cinque cerchi colorati e intrecciati, che erroneamente si crede rappresentino i cinque continenti partecipanti, allacciati nello spirito di amicizia: in realtà, l'idea dei cinque cerchi, lanciata dallo stesso de Coubertin, è quella di rappresentare i colori (l'azzurro, il giallo, il nero, il verde e il rosso) che ricorrono maggiormente nelle bandiere delle nazioni del mondo. Sempre nel 1920 ad Anversa fu pronunciato per la prima volta il giuramento olimpico, che da allora viene tradizionalmente letto durante la cerimonia di apertura da un atleta della rappresentativa del paese ospitante.
Eventi storico-politici influenzarono spesso lo svolgimento delle Olimpiadi. A differenza dei Giochi olimpici dell'antichità, per i quali la tradizione voleva che durante la loro celebrazione si sospendesse ogni conflitto bellico in corso, per tre volte le Olimpiadi moderne vennero annullate, nel 1916, nel 1940 e nel 1944, a causa delle guerre mondiali. In altre occasioni le Olimpiadi divennero scenario di eventi legati a tensioni politiche, in chiara contraddizione con l'idea di fratellanza universale che dovrebbe ispirare la manifestazione.
Nel 1936, durante le Olimpiadi di Berlino, Adolf Hitler, abbandonando platealmente la tribuna al momento della premiazione, si rifiutò di riconoscere le vittorie dell'atleta statunitense di colore Jesse Owens, vincitore di quattro medaglie d'oro.
Durante i Giochi di Monaco del 1972, un gruppo di guerriglieri arabi del movimento palestinese Settembre Nero uccise due membri della squadra israeliana e ne presero in ostaggio altri nove, che persero poi la vita insieme a cinque guerriglieri durante lo scontro a fuoco con la polizia tedesca. In segno di lutto le Olimpiadi si fermarono per un giorno e la decisione di continuare ugualmente i Giochi fu criticata da molti.

 

 

ROMA 1960
(25 Agosto – 11 Settembre)

Dopo che De Coubertin, organizzatore delle prime edizioni delle olimpiadi Moderne, l’aveva decantata come nuova Grecia e richiesta inutilmente più volte, finalmente dopo 64 anni Roma è eletta sede della XVII edizione dei Giochi Olimpici.
Fu un vero successo sia per il paesaggio, caratteristico e imponente, pieno di opere d’arte sia per l’armonia con cui furono organizzati i Giochi.
Complessivamente le nazioni partecipanti furono 83 e fu l’ultima volta che il Sud Africa partecipò alle Olimpiadi dalle quali fu poi escluso per protesta contro la discriminazione razziale che stava coinvolgendo anche lo sport.
Le nazioni che parteciparono furono:

Urss, Usa, Germania, Italia, Australia, Ungheria, Gran Bretagna, Polonia, Giappone, Romania, Turchia, Cecoslovacchia, Bulgaria, Danimarca, Svezia, Svizzera, Finlandia, Francia, Belgio, Iran, Nuova Zelanda, Olanda, Sud Africa, Austria, Jugoslavia, Pakistan, Argentina, Rau, Antille, Brasile, Grecia, Etiopia, Norvegia, Canada, Ghana, India, Marocco, Portogallo, Singapore, Taiwan, Iraq, Messico, Spagna, Venezuela.

 

L’organizzazione risultò perfetta e gli atleti furono 5348 (di cui 610 donne) che si sfidarono nei diciassette sport in programma:

  • ATLETICA LEGGERA  MASCHILE/FEMMINILE
  • CALCIO
  • CANOA MASCHILE/FEMMINILE
  • CANOTTAGGIO 
  • CICLISMO
  • EQUITAZIONE
  • GINNASTICA   MASCHILE/FEMMINILE
  • HOCKEY SU PRATO
  • LOTTA GRECO-ROMANA
  • LOTTA LIBERA
  • NUOTO MASCHILE/FEMMINILE
  • PALLACANESTRO
  • PENTATHLON   MODERNO
  • PUGILATO
  • SCHERMA MASCHILE/FEMMINILE
  • SOLLEVAMENTO PESI
  • TIRO A SEGNO
  • TIRO A VOLO
  • VELA

 

Nell’ambito dei Giochi, Roma organizza la maratona al di fuori dello stadio, con partenza dal Campidoglio ed arrivo sotto l’arco di Costantino dove la vittoria è assegnata ad Abebe Bikila, etiope che corre a piedi nudi.
Donne di rilievo dell’epoca furono Wilma Rudolph , "la gazzella nera" che vinse ogni gara di velocità e Larissa Latynina schermitrice. Nella categoria ginnastica la squadra più forte si dimostrò l’Unione Sovietica che riuscì ad imporsi con gran vantaggio anche nel sollevamento pesi con Juri Vlassov, soprannominato "Ercole di Roma", con un sollevamento in tre riprese di oltre 537 chili, mentre nella boxe si fecero notare due atleti che si ricordano ancora oggi come grandi dello sport,  Nino Benvenuti e Cassius Clay.

Le Olimpiadi del 1996 hanno celebrato il centenario dei Giochi moderni e si sono svolte ad Atlanta, sede dello sponsor ufficiale dei Giochi, la Coca-Cola: decisione molto contestata, in quanto esempio evidente delle sempre maggiori concessioni dello sport alle regole dei profitti commerciali, e soprattutto perché la candidatura di Atlanta ha avuto la meglio su quella di Atene, a cui molti ritenevano spettasse di diritto ospitare l'edizione del centenario. Anche ad Atlanta, dove hanno preso parte le rappresentative di 197 paesi, tra cui per la prima volta la Palestina, con oltre 10.000 atleti deputati a rappresentarle ed a sfidarsi in 32 sport, la manifestazione è stata celebrata in un clima teso per il grande controllo di mezzi di sicurezza che tuttavia non sono riusciti a evitare un attentato terroristico di matrice rimasta ignota. Infatti alle 1,20 del mattino del 28 Luglio mentre migliaia di persone si divertivano affollando l'immenso Centennary Olympic Park, esplode una bomba dalla potenza devastante. Sul suolo rosso di sangue rimangono uccise due persone e ferite più o meno gravemente oltre cento. Ma di li a poco l'eco dell'attentato si spegne, viene arrestato il presunto colpevole, i giochi possono finalmente continuare.

 

 

 

 

 

 

Gli sport che vengono premiati sono attualmente 31:


  • tuffi,
  • nuoto,
  • nuoto sincronizzato,
  • pallanuoto,
  • tiro con l'arco,
  • badminton,
  • baseball,
  • softball,
  • calcio,
  • pallacanestro,
  • pugilato,
  • canoa-kayak,
  • ciclismo,
  • equitazione,
  • scherma,
  • hockey su prato,
  • ginnastica artistica, 
  • ginnastica ritmica,
  • judo,
  • pentathlon moderno,
  • canottaggio,
  • tiro a segno,
  • tiro a volo,
  • ping-pong, pallamano,
  • tennis,
  • atletica leggera, pallavolo,
  • pesistica,
  • lotta,
  • vela.

 

Le Olimpiadi seguono uno schema fisso. Durante la cerimonia di apertura si svolge una parata, aperta sempre dalla squadra greca e chiusa dalla squadra della nazione che ospita i Giochi. Viene quindi suonato l'inno olimpico e viene alzata la bandiera ufficiale dei Giochi.
Secondo un'usanza introdotta per la prima volta in occasione delle Olimpiadi di Berlino del 1936, un atleta entra nello stadio sostenendo la torcia olimpica, accesa a Olimpia e poi trasportata di città in città da una lunga staffetta di corridori, chiamati tedofori. La cerimonia si chiude con un volo di colombe bianche, che simboleggiano lo spirito di pace, ideale animatore dei Giochi nello stadio. Al termine di ogni gara hanno luogo le cerimonie di premiazione in onore dei vincitori delle medaglie. I primi tre atleti classificati ricevono sul podio medaglie d'oro, d'argento e di bronzo. La tradizione di premiare i primi tre venne introdotta solo nel 1900, a partire dalla seconda edizione di Parigi: ad Atene nel 1896 vennero dati riconoscimenti ufficiali solo al vincitore e al secondo arrivato. La premiazione viene chiusa dalle note dell'inno del paese vincitore, mentre vengono innalzate le bandiere dei tre primi classificati. Inoltre, a partire dalle Olimpiadi del 1928 di Amsterdam i nomi dei primi sei classificati di ogni prova vengono incisi sui muri dello stadio.
Per tutta la durata dei Giochi brucia la fiamma olimpica. Essa simboleggia lo sforzo degli atleti verso la perfezione e la vittoria, ed è accesa, come già affermato sopra, durante la cerimonia di apertura.
Il numero dei partecipanti per nazione varia da sport a sport. Negli sport a squadre ogni nazione può partecipare con una sola formazione. La selezione è effettuata in appositi tornei preolimpici. I premi sono assolutamente simbolici e sono destinati, come già sottolineato, ai primi tre classificati di ogni competizione. Le Olimpiadi sono gare individuali di atleti, e non dei paesi che essi rappresentano; il Comitato olimpico infatti non tiene conto dei risultati globali delle squadre. Nonostante ciò i mass media, che seguono in misura sempre maggiore i Giochi, trasformandoli in eventi planetari, elaborano due tipi di classifiche rispetto ai risultati a livello nazionale. La prima tiene conto solo delle medaglie vinte da ogni singolo paese; la seconda stabilisce un punteggio secondo la posizione degli atleti: 10 punti al primo classificato, 5 al secondo, 4 al terzo, 3 al quarto, 2 al quinto e 1 al sesto.

 

Fonte: http://vgg.labcad.di.unimi.it/cbus/webscu/2005/FAUSER/protetti/Tesinaolimpiadi.doc

Sito web da visitare: http://vgg.labcad.di.unimi.it/cbus/

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