Rugby

 


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Rugby

 

RUGBY

INTRODUZIONE

La sua immagine, almeno qui da noi, in Italia, è quella del fango, dove uomini muscolosi, resi quasi irriconoscibili dalla muta nerastra che li avvolge come un sudario, si danno battaglia contendendosi un pallone ovale, vischioso imprendibile, che nessuno da fuori riesce a vedere.
Eppure questo sport vanta origini nobili, perché nato in uno dei più aristocratici college inglesi, quello di Rugby appunto, che gli ha dato il nome, ma è soprattutto spettacolo, è disciplina dura e virile, che richiede doti di coraggio, generosità, abnegazione, altruismo e sacrificio, oltre a qualità fisiche notevoli.


E’ un gioco tipicamente collettivo, anzi, è sicuramente
lo sport dove il collettivo si impone sul personaggio singolo e
dove ciascuno dei 15 componenti  di una squadra interpreta
il suo ruolo, la sua funzione come se giocasse su una scacchiera
e fosse mosso da fili che ne condizionano ogni suo movimento,
teso al risultato finale di portare il pallone alla fatidica meta,
oltre la linea di fondo.
Nonostante la sua falsa immagine, il rugby è una disciplina per gente eletta, cioè di grande acume e raziocinio, infatti nei paesi dove è più diffuso, è praticato (esclusa qualche  eccezione) da gente di classe elevata, cioè da chi studia nei college o nelle università.

MA DOVE E’ PRINCIPALMENTE SVILUPPATO?
Ovviamente essendo nato in Inghilterra, nei paesi di lingua inglese, dove conserva le sue più antiche tradizioni. Al vertice oggi c’è la Nuova Zelanda, con i suoi formidabili All Blacks, espressione di uno sport che in quel paese è considerato come una religione, e viene giocato fin dalle elementari. Fortissima la penetrazione del Rugby anche  in Australia, ed in Sud Africa, dove è praticato quasi elusivamente da bianchi,  anche se negli ultimi anni qualche “coloured” è entrato pure in Nazionale.
Eè abbastanza praticato in Canada e Stati Uniti, ma soltanto a livello universitario. Poi in Europa dove il suo fulcro è nelle isole britanniche e in Francia, che appunto danno vita insieme all’Italia (finalmente entrata nell’elite del rugby mondiale) al torneo delle “Sei Nazioni”.

 

SEI NAZIONI

 

Il torneo si disputa ogni anno da Gennaio a Marzo,
richiama decine di migliaia di spettatori nei sei stadi
famosissimi dove si gioca. Cioè lo Stade de France a Parigi;
Twickenham, il tempio sacro del Rugby a Londra;
il Millenium stadium di Cardiff; Murrayfield di Edinburgo
( che detiene il record di pubblico europeo con 102 mila spettatori);
il Lansdowne Road di Dublino, ed infine lo stadio Flaminio a Roma.
Stadi molto capienti, sull’ordine dei 70-80  mila posti, che accolgono
folle di appassionati, in gran parte composte da chi ha giocato,
o da chi ha la passione del Rugby.
Millennium stadium di Cardiff

 

UN PO’ DI STORIA

Da 176 anni gli uomini se le danno con la scusa del Rugby. Un gioco bestiale per soli gentlemen, inventato dagli Inglesi e dominato tutt’ora dai paesi dell’emisfero Australe.
Il Rugby è nato quasi per caso, nel 1823 un certo William Ellis, uno studente del college di Rugby, cittadina dell’Inghilterra, stava partecipando ad una partita di calcio interclasse.
A quel tempo le regole permettevano l’avanzamento della palla solo calciandola, escludendo l’uso delle mani. Ellis, mortificato dal fatto di non sapere calciare questa palla piuttosto riottosa, la prese con le mani e la portò a fondo campo. Naturalmente il capitano della sua squadra si scusò per questo strappo all’etichetta con gli altri giocatori, ma senza motivo: questi ultimi compresero che calciare o correre con la palla poteva aggiungere pepe alla competizione. Quando la cosa venne discussa, si cominciò ad usare la locuzione “così giocano a Rugby”, cambiata in seguito con “il gioco del Rugby”.
Fu deciso si sperimentarlo e altresì di introdurre la regola per la quale un giocatore potesse correre con la palla tra le mani se l’avesse presa al volo o al primo rimbalzo. I giocatori che lo provarono lo apprezzarono subito.
Nel 1841 il Rugby College adottò ufficialmente il gioco omonimo. Durante i successivi anni moltissime altre scuole si fecero contagiare da questa febbre, fino a che fu necessario organizzare un incontro per standardizzare e modernizzare le regole. Fu anche in questo periodo che molte federazioni nazionali presero forma.
Nella terra del Rugby per eccellenza, la Nuova Zelanda, il Rugby venne introdotto nel 1870, ma già 18 anni dopo i maori erano pronti alla prima strepitosa tournèe nelle isole Anglosassoni: 33 vittorie su altrettante partite.
La prima sfida ufficiale tra due nazionali risale al 1879: Scozia e Inghilterra si sfidano per la Calcutta Cup, un trofeo ideato da un gruppo di studenti di Rugby che avevano fondato un club a Calcutta  appunto. La squadra vincitrice custodiva il trofeo per un anno, fino al successivo incontro, però nel 1897 gli scozzesi sconfitti, confessarono di non averlo portato, perché sicuri di vincere. Da allora la coppa è custodita in una gioielleria di Londra.

PERCHE’ NON E’ UNA COMPETIZIONE OLIMPICA?
Il Rugby partecipò alle Olimpiadi del 1920 e del 1924, dove furono gli U.S.A. a vincere in entrambe le occasioni la medaglia d’oro. Tuttavia la disciplina venne tolta dal novero delle Olimpiadi, per la sua scarsa popolarità tra gli Americani, dimenticando che gli Statunitensi non c’entravano nulla con la diffusione mondiale di uno sport nato in Inghilterra.
Una piccola rivincita il Rugby se la prese quando finalmente fu istituita la Coppa del Mondo nel 1987.

 

COPPA DEL MONDO

 

Il Rugby è stato l’ultimo degli sport di massa ad istituire un proprio campionato del mondo, principalmente perché l’IRB (International Rugby Board) temeva che facendo una cosa simile si sarebbe arrivati ad un Rugby professionistico, come in effetti è successo in tutto il mondo nel 1995, esclusa una felice eccezione l’Argentina. Addirittura nel 1985 l’IRB emetteva una risoluzione nella quale si vietava espressamente qualsiasi tipo di torneo internazionale simile ad una Coppa del  Mondo. Ma al principio degli anni 80 le pressioni da parte neozelandese ed australiana per organizzare la Coppa del Mondo si fecero sempre più intense. Con l’esclusione del Sud Africa dal panorama mondiale del rugby per via dell’Apartheid, in particolare la Nuova Zelanda era avida una competizione seria.
L’IRB accettò la proposta fatta dalle due suddette nazioni e stabilì che nel 1987 si sarebbe tenuta la prima Coppa del Mondo. Furono altresì invitate 14 nazionali a prendervi parte. La competizione appena nata ebbe comunque successo da subito, sebbene più piccolo di quello del 1995. il dato più significativo della Prima Edizione furono i 600 milioni di telespettatori complessivi. Anche i pubblicitari cominciarono ben presto ad amarla, dato che in molte nazioni, ma in particolare nel Regno Unito, Francia e Australia il rugby era lo sport della middle classe. Il mercato era enorme e molto ricco, quindi i piani per la Seconda Coppa del Mondo, da tenersi nel 1991 nel Regno Unito furono studiati fin da subito.
Anche stavolta fu bissato il successo della precedente edizione, con un numero ancora più alto di spettatori. Oramai il Rugby era battuto per popolarità solo dalle Olimpiadi, dalla Coppa del Mondo di calcio e dal campionato asiatico. La successiva Coppa del  Mondo, quella del 1995, venne organizzata coraggiosamente dal Sud Africa , riammesso da appena tre anni nelle competizioni Internazionali. Successivamente la Coppa andrà in Inghilterra nel 1999, e l’ultima edizione nel 2003 in Australia.

 

REGOLE


I giocatori:


1 pilone
2 tallonatore
3pilone
4 seconda linea centro
5 seconda linea centro
6 terza linea flanker
7 terza linea flanker
8 numero 8
9 mediano di mischia
10 mediano d’apertura
11 tre quarti ala
12 tre quarti centro
13 tre quarti centro
14 tre quarti ala
15 estremo

 

Schieramento in campo

 

linea d'invio_______________________________________

              *1            *2                 *3

linea dei 10 metri__________________________________

                      *4               *5   
              *6            *8                 *7
                      *10              *9

linea dei 22 metri__________________________________

              *11          *12       *13        *14
                               *15

linea interna di meta_______________________________

                         area di meta

RUOLI  DEI GIOCATORI 
Gli otto giocatori che costituiscono prima, seconda e terza linea sono definiti AVANTI: gli avanti sono quelli che si contendono le mischie e le rimesse laterali. La mischia può essere chiusa o aperta:  a una mischia chiusa partecipano minimo 5 giocatori per parte e minimo altri 5 stanno vicini quando avviene l’apertura del gioco, mentre a una mischia aperta partecipano uno o più giocatori in piedi a diretto contatto con l’avversario quando il pallone è a terra. Nello schieramento in campo dietro agli avanti stanno i due mediani, dietro i mediani stanno quattro tre quarti e dietro i tre quarti c’è un estremo. Durante una partita sono permesse 7 sostituzioni per squadra e la partita dura 80 minuti divisi in due tempi con intervallo di 10 minuti.

DIMENSIONI DEL CAMPO DI GIOCO
Il campo da gioco è lungo in totale m. 144 considerano 100m. tra le linee interne di meta e m.22 per ogni area di meta; è diviso a metà da una linea d’invio. In ciascuna metà campo sono tracciate altre due linee: la linea dei 22 metri rispetto a quella di meta e la linea dei 10 metri rispetto a quella d’invio. La larghezza del campo e m.70. Le porte, costituite da due pali di legno alti m.6 e uniti trasversalmente da una sbarra alta da terra 3m., si trovano al centro delle linee interne di meta. Il pallone ovale è lungo 280 – 300 mm con circonferenze in lungo di 760 – 790 mm, in largo di 580 – 620 mm e il peso varia da 400 – 440 grammi. Per quanto riguarda la lunghezza è di 28 cm.


ARBITRO
In campo vi devono essere un arbitro e due giudici di linea, in caso di partite di un certo rilievo può essere presente anche il TMO (Television Match Official) che ha il compito, su richiesta di arbitro, di verificare se un’azione in area di meta ha portato o meno una segnatura.

 

SISTEMA DI PUNTEGGIO
Ogni meta realizzata vale 5 punti. Una meta si realizza depositando con una mano o le mani il pallone nell’area di meta avversaria direttamente. La squadra che ha realizzato una meta ha diritto a un calcio di conversione o trasformazione che vale due punti: il calcio s’effettua dalla posizione perpendicolare al punto di realizzazione della meta con lo scopo di far superare al pallone la sbarra trasversale della porta. Altri tipi di calci sono quelli di punizione e di rimbalzo (drop) che se realizzati danno diritto a tre punti. Il calcio di punizione come quello di conversione viene definito piazzato in quanto il pallone è fermo sul campo invece il calcio di rimbalzo avviene durante un’azione di gioco dopo aver fatto rimbalzare il pallone sul campo.

  • Il passaggio può avvenire con le mani (solo all'indietro), oppure con i piedi (anche in avanti). In caso contrario se il passaggio viene effettuato in avanti, oppure il pallone cade dalle mani del portatore viene fischiata una mischia in favore della squadra non in possesso, sul punto in cui è avvenuta l’infrazione.

 

  • Il placcaggio è concesso solamente sul giocatore che ha la palla ed è concesso dal busto ai piedi.
    • Se il placcatore tende a "ribaltare" il placcato sollevandolo completamente da terra, deve accompagnarlo nella caduta onde evitare gravi infortuni.
    • I giocatori che non hanno il possesso della palla non devono e non possono procurare alcun danno a nessun altro giocatore che non sia in possesso di palla.
  • Quando un giocatore è placcato e ha almeno un ginocchio a contatto col terreno o è seduto o è sopra un altro giocatore a contatto col terreno deve necessariamente, a scelta:
    • Passare la palla
    • Lasciare la palla e quindi creare un a ruck
    • Non interferire più con l’azione, quindi non giocando più la palla evitando così un fuorigioco alla sua squadra
    • Segnare una meta (Nel caso il placcaggio sia avvenuto in prossimità della linea di meta)
  • Se la squadra che subisce un fallo mantiene il possesso del pallone e riesce comunque a rimanere in una situazione di gioco positiva, è concesso dall'arbitro il "vantaggio", ovvero il fallo non viene fischiato e la formazione può proseguire l'azione; qualora, nel prosieguo di questa azione, detta squadra non riuscisse a concretizzare il vantaggioconcesso, l'arbitro tornerebbe sul punto della prima infrazione prendendo una decisione (calcio di punizione, mischia) in favore della squadra che ha subito il fallo.
  • Quando viene commessa un'infrazione di minore importanza (Ad esempio un "in avanti"), nello stesso punto viene giocata la "mischia".
    • La mischia viene composta da elementi di entrambe le squadre: minimo 5 giocatori per formazione, di cui 3 in prima linea, contrapposti in 2 gruppi.
    • I due "pacchetti di mischia" devono essere divisi da una linea parallela a quella di meta.
    • La testa e le spalle dei giocatori in mischia devono essere al di sopra della linea dei fianchi.
    • Il giocatore in prima linea (a contatto con gli avversari) non deve avere la testa vicina a quella di un suo compagno di squadra (le due parti si incastrano).
    • La palla viene posta nella mischia dal mediano di mischia della squadra che non ha commesso il fallo, il quale deve lanciarla con entrambe le mani, in un unico movimento al centro del corridoio formato dalle prime linee.
    • Quando la palla tocca terra, ogni giocatore di prima linea può attirarla con i piedi dalla sua parte solo se prima è stata toccata dal tallonatore di una delle due squadre. Il tallonatore, infatti,come suggerisce la parola, ha il compito di "tallonare" la palla verso la sua squadra.
  • La rimessa laterale (touche) si effettua dal punto in cui la palla è uscita, con i pacchetti di mischia delle due squadre schierati (tutti o in parte) in fila fianco a fianco, separati dalla linea immaginaria dell'uscita della palla. I primi uomini della fila devono essere ad una distanza minima di 5 metri dalla linea di fallo laterale.
    • I restanti giocatori devono tenersi lungo le parallele immaginarie tirate a minimo 10 metri dallo schieramento di touche. Fatta esclusione per il  mediano di mischia.
  • Le infrazioni più gravi, come l'antigioco ed il fuorigioco, sono punite con un calcio di punizione.
  • I falli di antigioco sono tutte le infrazioni che tendono ad "uccidere" il gioco e quelle che mettono in pericolo l'incolumità dell'avversario.

In entrambe le situazioni l’arbitro può prendere sanzioni disciplinari nei confronti del giocatore che ha commesso l’infrazione, quali:
-cartellino giallo, quindi espulsione temporanea per 10 minuti
-cartellino rosso espulsione definitiva.

  • Il "fuorigioco" viene fischiato quando un giocatore è in una posizione per la quale è fuori dal gioco, ovvero quando cerca di intervenire sul pallone trovandosi nella linea avversaria, oppure  entra in una ruck lateralmente, a questo punto l’arbitro concede una punizione alla squadra che ha subito l’infrazione.
  • La "punizione" può essere calciata da qualsiasi giocatore della squadra che ha subito il fallo. Tuttavia non è obbligatorio calciare il pallone, ma si può optare per diverse soluzioni:
    • Chi calcia la palla lo può fare in qualsiasi direzione e giocare la palla di nuovo, eccetto se ha indicato all'arbitro la sua intenzione di calciare la palla tra i pali verticali e sopra la sbarra parallela al terreno che costituiscono la porta avversaria.
    • I compagni di squadra devono rimanere dietro la palla fino a quando questa non viene calciata.
    • Gli Avversari devono tenersi lungo la parallela immaginaria tirata a minimo 10 metri da dove viene battuta la punizione.
  •  La meta è valida solamente se la palla viene schiacciata a terra nell'area di meta della squadra avversaria, se la palla viene schiacciata nella propria area di meta la si definisce "Annullata". In questo caso se la palla è stata portata in area di meta dal giocatore si riprende con una mischia ai cinque metri i favore della squadra che difende, mentre se la palla entra in area di meta e poi il giocatore annulla, si riprende con un drop(obbligato) dai 22 della squadra che difende.
  • La "meta tecnica" (5 punti) viene assegnata, su decisione dell'arbitro, se la squadra che è in difesa commette un fallo, senza il quale evidentemente una meta sarebbe stata segnata.
  • Il "drop" o "calcio di rimbalzo" è un particolare calcio, in cui un giocatore, da qualsiasi posizione del campo, calcia il pallone, dopo averlo fatto rimbalzare, in mezzo ai pali e sopra alla sbarra orizzontale della porta della squadra avversaria. Vale 3 punti (come la punizione). Se il "drop" viene effettuato come calcio di inizio o di ripresa del gioco dopo una segnatura, anche se la palla passa tra i pali e sopra la sbarra della porta non viene attribuito alcun punto alla squadra che ha effettuato il calcio.
  • Il “mark” si verifica quando la palla viene calciata nei 22 della squadra che difende. In questo caso se  il giocatore la prende al volo può o decidere di giocare o chiamare il “mark” ovvero, fissare il punto fermando così il gioco, e riprendendo a giocare.La ripresa del gioco può avvenire o alla mano oppure calciando in touche il pallone
  • La”ruck” si verifica quando un giocatore placcato 

LO SPIRITO DEL RUGBY


E’ lo sport di squadra per eccellenza, l’importante è darsi sostegno l’uno con l’altro sia quando si attacca che quando si difende “MAI LASCIARE UN COMPAGNO DA SOLO IN BALIA DEGLI AVVERSARI”. Nonostante sia uno sport di lotta, il rispetto in campo è l’elemento essenziale, sia quando si vince che quando si perde, perché in ogni caso la squadra avversaria va rispettata per tutti gli ottanta minuti, anche se il punteggio può essere fortemente penalizzante per una delle due formazioni. Si combatte con lealtà per ottanta minuti e alla fine della gara esiste un TERZO TEMPO dove si festeggia con gli avversari creando uno spirito di solidarietà. A  differenza del calcio le decisioni dell’arbitro sono sempre rispettate da tutti, ed il pubblico applaude anche gli avversari, creando così una festa. Questo in poche parole è lo spirito del rugby, ovvero lo spirito di uno sport che trasmette e che insegna valori che nella vita risultano molto importanti, come la lealtà,lo spirito di sacrificio per un compagno, il rispetto e l’amicizia.

 

I TRE TIPI DI RUGBY

Il termine rugby è un termine generale che si riferisce a tre sport, simili ma ben distinti: il Rugby a 15 (Rugby Union), il Rugby a 13 (Rugby League) e il rugby a 7.
Le tre forme di gioco sono molto diffuse in: Regno Unito, Irlanda, Francia, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica e isole del Pacifico come Figi, Samoa, Tonga.
Inoltre il Rugby a 15 è popolare in Italia, Romania e Argentina mentre il Rugby a 13 è lo sport nazionale in Papua Nuova Guinea ed è popolare in Russia e Marocco.
Ovviamente le tre varianti di gioco sono praticate in numerose altre nazioni ma gli atleti a livello agonistico sono ancora pochi.
In Australia e Nuova Zelanda i due regolamenti sono conosciuti come "Union" (a 15) e "League" (a

 

LE DIFFERENZE

Le particolarità del Rugby a 15 comprendono la mischia, dove raggruppamenti di giocatori avversari si spingono uno contro l'altro per conquistare il possesso della palla, e la touche dove due file di giocatori tentano di afferrare la palla che viene rimessa dalle linee laterali.
Nel Rugby a 13 la mischia esiste, ma ha un'importanza notevolmente ridotta, e non ci sono le touche; inoltre non esiste il fallo di "tenuto", quindi, a differenza del Rugby a 15, cadere con la palla e trattenerla non comporta una punizione.
La principale differenza tra i due sport, oltre al numero di giocatori, è che il possesso della palla a seguito di un placcaggio è conteso nel Rugby a 15 mentre non è conteso in quello a 13.
I punti si ottengono in entrambi gli sport schiacciando la palla nell'area di meta avversaria o calciando la palla tra i pali della porta avversaria.
Per il rugby a 7 si veda la voce specifica.

 

ALTRE VERSIONI

Un'altra formula di gioco è il Rugby a 10. Il Touch rugby e il Beach rugby offrono varianti dello stesso regolamento senza il notevole impegno muscolare e altre doti agonistiche del rugby tradizionale.

 

I TORNEI PIU’ IMPORTANTI 

Accanto alla Coppa del mondo di Rugby, disputata ogni quattro anni, vengono giocati annualmente due prestigiosi tornei, il "Sei Nazioni" e il "Tri Nations", rispettivamente svolti nell'emisfero boreale e in quello australe.

 

Il Sei Nazioni

Il torneo più famoso dopo la coppa del mondo era il Cinque Nazioni (Five Nations) che si giocava tra le nazionali di rugby della Francia, Scozia, Inghilterra, Galles, Irlanda; in seguito questo torneo ha cambiato nome in quanto è stata ammessa un'altra nazione l'Italia, e quindi oggi è chiamato il Sei Nazioni (Six Nations). Una curiosità di questo torneo: la squadra che perde tutte le partite si guadagna il simbolico "Cucchiaio di Legno" (Wooden Spoon), che non è un oggetto reale ma sottolinea la prestazione negativa della squadra. Il "premio" ironico fu ideato nel primo '900 come scherno degli inglesi nei confronti degli irlandesi che allora erano la squadra materasso del torneo; si narra che sia custodito nelle isole Shetland.

 

Il Tri Nations

Il corrispettivo del Sei Nazioni al di sotto dell'equatore è il Tri Nations (ovvero "Tre Nazioni"): una competizione simile a quella europea, nel modello, disputata da tre nazionali di rugby che sono tra le più celebri e forti al mondo ossia quella neozelandese, quella sudafricana e quell' australiana.

 

 

Fonte: http://www.matteirho.it/mattei/ed_fis/ricerche/rugby.doc

Autori del testo: Gibellini, Rota

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