Giovanna d' Arco

 

 


Giovanna d' Arco

 

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giovanna d' arco


GIOVANNA D'ARCO

 

La vita e l'attività di Giovanna D'Arco (1412 - 1431) sono racchiuse nell'ultima fase della guerra che vide opposte la Francia e l'Inghilterra (convenzionalmente considerata la guerra dei Cento Anni), le cui cause furono fondamentalmente dinastiche.
La storiografia ha dato enorme rilievo a questa guerra che si intreccia con episodi storici che caratterizzano "la crisi del Trecento" destinata a perpetuarsi nel secolo successivo: la diffusione della peste nera (1348), la guerriglia contadina in Francia (jacquerie), il millenarismo - apocalittico rivoluzionario dei contadini inglesi, sostenuti dal predicatore John Ball, la lotta tra armagnacchi e borgognoni, la cattività avignonese (1308 - 1378) e lo Scisma d'Occidente (1378 - 1417).
L'Aquitania, regione della Francia, era stata data in feudo dai francesi agli inglesi, ma Filippo VI, rivolendola tra i suoi possedimenti, provocò le ire di Edoardo III, re d'Inghilterra, detto il Principe nero, che mirando ad espandere i suoi territori in Francia, non accettò la richiesta di Filippo VI e dichiarò guerra dicendo di essere lui il vero re d'Inghilterra e Francia, essendo figlio di  una sorella di Filippo il Bello. Alla morte del re, quale erede al trono, venne designato Filippo di Valois cugino  del defunto re Carlo VI. 
L'esito della battaglia anglo-francese, che doveva essere veloce e in favore della Francia, che era la nazione più forte d'Europa, finì con la vittoria degli inglesi e diede origine alla decadenza della Francia. 

26 agosto 1346
Gli eserciti inglese e francese si scontrano nella "battaglia di Crecy": l'esercito inglese sbarca in Normandia guidato da Edoardo III, con un'armata di circa 20000 uomini e la popolazione della città e di quelle vicine, è costretta a scappare. 
Nel frattempo Filippo VI, emana un bando nel quale si richiede a tutti gli uomini abili alle armi, di unirsi all'esercito francese dando inizio così alla spedizione contro gli inglesi. Quando l'esercito francese, che supera numericamente quello inglese, arriva davanti al nemico, essendo troppo stanco per iniziare a combattere, rimanda lo scontro all'indomani. Inaspettatamente, però, i cavalieri francesi, bramosi di gloria, si lanciano verso il nemico, e finiscono decimati a causa della posizione privilegiata inglese, e delle nuove armi in loro possesso. 

4 agosto 1347
gli inglesi conquistano anche la città di Calais.

1349
l'Europa viene investita a decimata dalla peste. 

1350
Muore il re di Francia Filippo VI e ad agosto gli succede il figlio Giovanni II "Il Buono".

1355
L'esercito inglese, tornato a Calais, inizia a minacciare altre città francesi. La loro permanenza in territorio francese dura solo dieci giorni poiché i francesi decidono di bruciare tutti i raccolti dei contadini e gli inglesi trovandosi senza provviste sono costretti a tornare in patria.

1356
"Battaglia di Poitiers": gli inglesi sconfiggono i francesi e fanno prigioniero Giovanni il Buono.

1360
Inghilterra e Francia firmano un trattato di pace con il quale l'Inghilterra, rinunciando ad espandersi, acquisisce la parte sud-occidentale della Francia.

1365
muore il re di Francia Giovanni II il Buono al quale succede il figlio Carlo V, il Saggio. 

1369
Dopo la tregua del trattato di nove anni prima, riniziano le guerriglie tra i francesi e gli inglesi. 

1380
muore re Carlo V e  gli succede il figlio Carlo VI “il folle”, mentre vi sono lotte interne tra i conti di Berry, di Borgogna, di Borbone e d'Angiò.

1392
A causa della pazzia di Re Carlo VI, si scatenano una serie di scontri interni per la successione tra Filippo di Borgogna e Luigi d'Orleans e tra tutti coloro che sono a favore dell'uno o dell'altro pretendente al trono.

1410
Non avendo risolto la questione della successione e non essendoci nessuno al potere, ha inizio una guerra tra  i Borgognoni, guidati da Giovanni Senza Paura, e gli Armagnacchi, guidati da Bernardo e Carlo d'Orleans, per il controllo della Francia.

6 gennaio 1412
Jeanne d'Arc o Jehanne Darc, nella versione più arcaica, nasce nella casa di Jacques d’Arc e della moglie Isabelle Romèe, nel villaggio di Domrèmy (oggi Domremy la Pucelle) nei Vosgi, nella contea di Bar, sulla riva sinistra della Mosa. Viene al mondo dopo tre maschi, i fratelli maggiori, Jacques, Jean e Pierre.
Da circa cinquant'anni la Francia è un paese sempre in subbuglio, con i feudatari continuamente miranti a superare in potenza il sovrano, sobillati dalla monarchia inglese che mira a conquistarla.
Nel mondo frazionato di allora anche un piccolo villaggio come Domrémy era diviso in due: metà apparteneva al duca Renato D'Angiò e metà al re francese. Borgognoni erano gli abitanti del vicino paese di Maxey, mentre dall'altra parte del fiume abitavano i "fideles" del duca di Lorena, vassallo dell'imperatore romano- germanico Come per gli altri villaggi francesi, Domrémy era preda delle scorrerie e delle devastazioni di truppe mercenarie che saccheggiavano i raccolti dei contadini. Tutto contribuiva a rendere precaria la vita di quel tempo, compresi i frequenti tradimenti di masnadieri come quello di Robert de Laarbrück, che nel 1424 passava dalla parte dei Borgognoni (alleati degli Inglesi), seminando il terrore nella regione della Lorena.

1413
A Parigi inizia una rivolta guidata da Caboche e strumentalizzata dal duca di Borgogna, Giovanni Senza Paura, contro i borghesi ed i nobili. Dopo una breve vittoria, i nobili riescono a sopprimere la rivolta ed a cacciare Giovanni di Borgogna quale traditore. 
Sempre nel 1413, muore Enrico IV e gli succefe il figlio Enrico V.

25 ottobre 1415
Enrico V, con la battaglia di Azincourt, prende possesso della Normandia. 

1418
I Borgognoni di Giovanni Senza Paura, aiutati dagli inglesi, riconquistano Parigi e Carlo Il Pazzo è costretto a fuggire e a rifugiarsi dentro la Bastiglia.

1419
Giovanni Senza Paura viene assassinato a Montereau da sicari inviati da Carlo VII di Francia. Gli succede il figlio Filippo III il Buono.

21 maggio 1420
Carlo VI firma il "Trattato di Troyes" con il quale, dando in sposa sua figlia Catherine al re d'Inghilterra Enrico V, lo fa divenire suo erede al trono di Francia, togliendo la legittimità al figlio Charles VII.
In più di mezzo secolo, la Francia, che ha visto ad una ad una perse tutte le sue città, vede allontanare sempre più anche la speranza di vittoria del proprio esercito e vede la dinastia dei Valois, non avere più futuro. 

31 agosto 1422
Muore Enrico V, lasciando in eredità il trono d'Inghilterra e di Francia, al figlio Enrico VI che è ancora un bambino.

21 ottobre 1422
Muore anche re Carlo VI. Il figlio Charles VII, benchè non sia l'erede designato al trono di Francia, viene riconosciuto re dai suoi fedeli soldati, re di quelle poche terre che ancora gli rimangono.
Le sorti della guerra dei Cent’Anni hanno diviso la Francia in tre blocchi (le tre France). Il Nord e l'Ovest del paese sono in mano inglese e governati dal reggente duca di Bedford, zio del piccolo Enrico VI. Ad Est il ducato di Borgogna governato da Filippo "il Buono", alleato degli Inglesi. A Sud della Loira il dominio del delfino Carlo.

Giovanna D'Arco ha dieci anni e la sua vita si snoda nelle forme usuali delle ragazze di campagna di quel tempo: i lavori casalinghi (filare, cucire) si alternano a quelli più impegnativi, come sorvegliare il gregge e custodire la mandria comunale. All'educazione religiosa provvede la madre Isabella, la quale, con molto fervore, riesce, attraverso anche "esempi" edificanti, come il racconto delle storie di S. Margherita di Antiochia e S. Caterina di Alessandria (tra le sante più venerate a quell'epoca), a legare nell'animo di Giovanna il sentimento religioso con i valori civili.
La ragazza, dimostrando un precoce interesse verso gli eventi politici di allora, li leggeva in chiave religiosa, come espressione dell'eterna lotta tra bene e male: il re, sottoposto come Cristo ad un ingiusto calvario, gli Inglesi e i loro alleati borgognoni con le sembianze del diavolo.

1425
All’età di 13 anni comincia a sentire delle voci da lei attribuite a S. Margherita, a S. Caterina e all'arcangelo Michele, il cui santuario di Mont -Saint Michel, tra Bretagna e Normandia era un territorio fedele al delfino in piena regione controllata dagli Inglesi, e appariva il grande protettore del regno di Francia, avversario del guerriero celeste S. Giorgio, patrono dell'Inghilterra.

1428
Le “Voci” continuano a perseguitare Giovanna ripetendo sempre lo stesso messaggio: “Il regno di Francia è in pericolo e può essere salvato soltanto da un tuo intervento”.
In Francia le animosità reciproche tra francesi e inglesi non hanno mai fine. La contesa per il trono non è cessata. Re CARLO VII regna solo per volontà di una parte di francesi, e sono quelli che non riconoscono la successione al re d'Inghilterra.
Carlo VII era un tipo infantile, demotivato, rassegnato e povero, che non ha nessuna intenzione di entrare in conflitto con Inglesi e Borgognoni per reclamare ciò che gli appartiene.
12 febbraio 1429
Un'armata inglese guidata da Falstaff scorta 300 carri contenenti aringhe verso la città di Orleans, poiché non vi sono più scorte di cibo nella città assediata. Il conte di Clermont ed i suoi uomini, devono raggiungere le truppe di La Hire e di John Stuart per effettuare un attacco a sorpresa agli inglesi dopo aver fatto un patto secondo il quale dovevano attendere il suo arrivo prima di sferrare l'attacco. Gli inglesi, accortisi della loro presenza, cercano di anticipare la controffensiva costituendosi un riparo con i loro 300 carri messi a forma di un  grande quadrato al cui interno si rifugiano i soldati stessi insieme ai viveri e, all'esterno, pongono dei picchetti per far ferire i cavalli e i soldati francesi. Vista la situazione, gli scozzesi iniziano l’attacco e i francesi li seguono, senza aspettare l'arrivo di Clermont e dei suoi uomini. Gli inglesi fanno una carneficina, e il loro attacco è talmente forte che, quando arriva Clermont, capisce la situazione e non impegna i suoi in quell'inutile battaglia alla quale venne dato il nome di "Battaglia delle aringhe".
Gli inglesi per nulla intimoriti, riattraversano la Manica, si organizzano nella loro base in Normandia appena riconquistata nel '422, e sferrano l' attacco alla Francia.
La battaglia conclusiva si svolge ad Orleans, i francesi sono sconfitti dagli arcieri di FALSTAFF; e mentre i borgognoni assediano diverse città, per gli inglesi la marcia verso la conquista di Parigi diventa una passeggiata.

Autunno 1428
La città di Orlèans è in grave pericolo: l’armata inglese del duca di Bedford sta per circondarla.

12 ottobre 1428
Thomas de Montacute, conte di Salysbury in Inghilterra e conte di Pèrche in Francia, ha assunto il comando delle operazioni militari contro Orlèans. Per gli abitanti della città la situazione è molto critica.

17 ottobre 1428
Le artiglierie inglesi bombardano duramente il centro abitato di Orlèans.

12 febbraio 1429
Giovanna, in abito maschile e coi capelli tagliati corti alla maniera dei ragazzi, si presenta al comandante francese di Vaucouleurs, sulla Mosa a pochi chilometri a nord di Domremy, e lo prega di inviarla al cospetto del Delfino di Francia, Carlo VII, perché gli possa riferire gli “ordini” ricevuti dalle “Voci”: liberare Orlèans con una grande vittoria militare e incoronare il Delfino a Reims.
Riesce a suggestionare il comandante della fortezza, il capitano di Robert de Bandicourt, annunciando la sua missione divina. Le viene assegnata tre uomini di scorta in compagnia dei quali Giovanna deve raggiungere, percorrendo all'incirca cento chilometri a cavallo, Chinon, sulla riva sinistra della Loira, dove risiede il delfino.
giovanna d' arco
23 febbraio 1429
Giovanna e la sua scorta arrivano nei pressi del castello reale di Chinon: gli uomini di guardia ne annunciano l’arrivo imminente.

Marzo 1429
Per ordine di Carlo VII, Giovanna è accolta nel castello dove le si concede una camera.
Carlo VII, malgrado sia turbato dalla personalità di Giovanna, incerto e sospettoso, la sottopone all'esame dei teologi dell'università di Poitiers. Questi ultimi si convincono che la risolutezza di Giovanna, "... in nome di Dio, gli uomini d'arme si batteranno e Dio darà loro la vittoria ." è un segno del favore divino a lei concesso. Da allora Giovanna D'Arco viene chiamata dai suoi seguaci "Pucelle" (la Pulzella, la Vergine).

Aprile 1429
Giovanna, sotto la protezione del duca di Alencon, si stabilisce a Tours, dove incomincia a formare il gruppo di persone fidate e di armati che l’avrebbero scortata verso Orlèans.

27 aprile 1429
L’armata di soccorso, composta da circa 7.000 uomini, condotta da grandi capitani come Armagnac, La Hire, Gaucourt e dalla stessa Giovanna, inizia finalmente la marcia verso Orlèans. Era abbastanza difficile per quell’epoca vedere una donna marciare alla testa di un’armata.

28-29 aprile 1429
Nella notte Giovanna con il comandante La Hire e duecento lancieri, attraversa il fiume che costeggia Orlèans all’altezza di Reully, mentre il grosso dell’armata rimane dalla parte opposta del fiume, ed eludendo gli inglesi riesce ad entrare in Orlèans.
La Pulzella fece il suo ingresso avanzando su un grande cavallo bianco, chiusa in una risplendente armatura, seguita dal Bastardo d'Orléans (figlio illegittimo del fratello di Carlo VI, Luigi d'Orléans) e da un leggendario capo militare, il guascone Etienne de Vignolles.

 

4 maggio 1429
Giovanna, preoccupata per le sorti dell’armata di cui non si hanno più notizie, decide di uscire dalla città con cinquecento uomini per cercare “i suoi soldati dispersi e abbandonati”. Senza essere ostacolata dagli inglesi, all’alba riesce a ricongiungersi con i suoi uomini.

6 maggio 1429
Dopo un ennesimo consiglio di guerra, la Pulzella ha deciso di attaccare le fortificazioni inglesi di Augustins e delle Tourelles.
giovanna d' arco7 maggio 1429
Le forze francesi, con l’aiuto della milizia dei volontari, attaccano e distruggono le fortificazioni inglesi.

8 maggio 1429
All’alba i reparti inglesi cominciano a ritirarsi, abbandonando le ultime roccaforti nelle loro mani. Conducono con loro i prigionieri, ma lasciano il materiale, viveri, munizioni, artiglieria.

9 maggio 1429
All’alba tutta Orlèans è sveglia: i cittadini vogliono impedire alla Pulzella di partire. Invece la loro liberatrice deve lasciarli perché la sua missione non è terminata. Attraverso Blois raggiungerà Tours, dove in onore suo, di Carlo VII e della sua corte si preparano grandiosi festeggiamenti.

10 maggio 1429
La notizia della liberazione di Orlèans, giunta a Parigi (in mano inglese), è accolta con costernazione dai simpatizzanti dei borgognoni e degli occupanti e con gioia segreta da coloro che attendono la liberazione e il ritorno del re Carlo VII.

18 giugno 1429
L’armata francese, comandata da Giovanni II duca d’Alencon e con in testa la Pulzella, affronta la potente armata inglese presso Patay, qualche miglio a nord-ovest d’Orlèans. La vittoria fu esaltante e totale: gli inglesi, sbaragliati, lasciarono circa diecimila caduti sul terreno, mentre le perdite francesi furono irrisorie.

22 giugno 1429
Carlo VII lascia Sully per Chateauneuf-sur-Loire, dove ha deciso di tenere un gran consiglio della corona per prendere tutte le decisioni sulle prossime mosse da compiere. Giovanna, invece, è dell’avviso che si debba partire subito per Reims, la città della consacrazione e dell’incoronazione. Durante un colloquio con il re, questi la invita a prendersi un periodo di riposo.

27 giugno 1429
Finalmente il corteo reale, protetto da dodicimila uomini tra fanti, arcieri e cavalieri si muove verso Reims, preceduto da un’avanguardia dove cavalca la Pulzella.

10 luglio 1429
Tra due ali di arcieri che Giovanna ha fatto schierare lungo le strade principali, il re fa il suo ingresso in Troyes seguito dalla corte ancora incredula, dopo che la guarnigione inglese ha lasciato la città senza danni.

13 luglio 1429
Carlo VII pone il campo a Bussy-Lettrè nei pressi di Chalons-sur-Marne. Gli abitanti della città avevano promesso ai loro vicini di Reims di resistere alla Pulzella e al re molto più a lungo degli abitanti di Troyes, ma all’apparire del corteo reale e dell’armata, aprono le loro porte senza sparare un solo colpo: Reims è ormai a un giorno di marcia.

17 luglio 1429
Finalmente il giorno tanto atteso è arrivato. Nella cattedrale di Reims l’arcivescovo Regnault, incorona solennemente Carlo VII quale re di Francia. Giovanna è proprio dietro al suo re.

22 luglio 1429
Carlo VII di Francia si rimette in cammino con la sua armata per la riconquista delle città ancora in mano inglese e per arrivare a Parigi.

16 agosto 1429
L’armata francese conquista la fortezza di Creil, il nodo militare più importante per la difesa di Parigi, da nord.

26 agosto 1429
La Pulzella e il duca d’Alencon, con una forte avanguardia, raggiungono Parigi e si accampano davanti alla basilica di Saint-Denis, il leggendario luogo delle sepolture reali.

5 settembre 1429
Giovanna d’Arco, alla testa della sua avanguardia, si impadronisce del sobborgo parigino di La Chapelle.

13 settembre 1429
Prima di lasciare Saint-Denis, per rientrare nell’Orleanese con tutta l’armata di Carlo VII, la pulzella porta nella basilica, come ex-voto, l’armatura e la spada che in combattimento ha strappato dalle mani di un inglese.

Ottobre 1429
L’armata francese pone l’assedio a Saint-Pierre-le-Moutier, e sotto la spinta della Pulzella i reparti francesi si gettano all’assalto delle mura con un coraggio incredibile. La città è occupata in poche ore.
Le truppe che hanno subìto la maggior sconfitta sono gli alleati degli inglesi, i Borgognoni; le visione mistiche e le voci celesti che GIOVANNA riceveva e gli suggerivano a chi dovevano essere indirizzati gli attacchi dei francesi, fa nascere nelle loro file la nomina di strega, con un unico scopo quella di stimolare chiunque a catturarla e quindi far finire le "disgrazie" dei Borgognoni.

4 aprile 1430
Il duca Filippo di Borgogna, alleato degli inglesi, è entrato nella cittadina di Pèronne e minaccia le città francesi da poco rioccupate nella Champagne e nell’Ile-de-France.

Maggio 1430
La guerra si sta mettendo male per i francesi: le forze anglo-borgognone assediano Compiègne e invadono il territorio limitrofo, mentre il giovane re Enrico d’Inghilterra sbarca a Calais con una forte armata
CARLO da alcuni mesi aveva mutato atteggiamento. All'insaputa di Giovanna nonostante le vittorie, o forse proprio per queste che gli davano più forza, aveva iniziato delle trattative segrete con gli inglesi.
La popolazione dopo i successi, trascorso l'inverno, era convinta di una ripresa dell'offensiva vittoriosa, soprattutto quella che doveva essere condotta su Parigi; invece Carlo all'inizio dell'anno aveva già sciolto l'esercito, deciso a proseguire le trattative di pace con accordi bilaterali.

23 maggio 1430
Giovanna, guarita da una brutta ferita alla gamba, si riorganizza con un manipolo di suoi seguaci, poi, guidata dalle solite voci celesti, senza alcun appoggio militare, attacca le truppe borgognone che stavano assediando Compeigne, nella quale riesce ad entrare senza colpo ferire. Poi, verso sera, esce dalla città alla testa di 600 uomini e si dirige verso Margny, dove la guarnigione borgognona si dà alla fuga. Nella pianura di Margny, la Pulzella è attaccata da sinistra da un reparto borgognone e da destra gli piomba addosso un reparto inglese. Nonostante l’accanita resistenza Giovanna d’Arco viene fatta prigioniera il 24 maggio.

24 maggio 1430
La Pulzella è chiusa con il fedele Jean D’Aulon e il fratello Pierre nei sotterranei del castello Beaulieu, non lontano da Compiègne.

25 maggio 1430
I dottori dell’Università di Parigi reclamano a gran voce un processo per eresia nei confronti di Giovanna.

13 novembre 1430
La vecchia contessa di Ligny muore e Giovanna perde la sua ultima protettrice terrena.

21 novembre 1430
La Pulzella è venduta agli Inglesi per la somma di diecimila ducati d’oro e finisce segregata in un castello di Rouen.

29 novembre 1430
Dietro la richiesta dei dottori universitari di Parigi, Giovanna viene consegnata ad alcuni ufficiali borgognoni, i quali la conducono ad Arras, poi nel castello di Drugy e infine nella cittadella fortificata di Crotoy, quasi sulla Manica.

9 gennaio 1431
Il vescovo di Beauvais, Pierre Cauchon, in virtù del potere che gli è stato conferito, dà l’incarico di procuratore generale al processo al canonico Jean d’Estivet.

13 gennaio 1431
Il vescovo Cauchon, che sta abilmente manovrando le testimonianze a carico della Pulzella, fa venire presso l’abate della Trinità di Fècamp, un prete inglese, William Haiton, Jean de La Fontaine, Nicolas de Venderes e Nicolas Loiseleur, canonico di Rouen, per esporre loro i fatti della prima seduta preliminare, dando loro lettura di una serie di informazioni raccolte nel paese originario di Giovanna.

21 febbraio 1431
Verso le 8 del mattino, davanti al tribunale ecclesiastico, radunato nella cappella reale del castello di Rouen, in prima seduta, presenti i giudici e una quarantina di dottori in teologia e in diritto, su ordine del conte-vescovo Pierre Cauchon, viene condotta la Pulzella, accusata di stregoneria. Alle accuse d'eresie, incantesimi e possessione del diavolo, Giovanna si difende sostenendo sempre che le sue azioni erano ispirate dal cielo, da un ordine divino. Il vescovo CAUCHON è invece implacabile. Riconferma le sue accuse di stregoneria e aggiunge che ostinandosi la Pulzella a portare abili maschili nonostante i divieti ecclesiastici.

22 febbraio 1431
Condotta dall’usciere Massieu, Giovanna si presenta ai giudici per la seconda udienza.

24 febbraio 1431
Quando inizia il terzo interrogatorio pubblico, sotto gli occhi del vescovo Cauchon e della Pulzella sono seduti oltre sessanta fra dottori e teologi. Per la terza volta Cauchon cerca di imporre a Giovanna la sua formula di giuramento e per la terza volta lei si oppone.

27 febbraio 1431
Si apre di nuovo il dibattito. Il più preoccupato e nervoso è il vescovo Cauchon, gran burattinaio di questo processo, perché finora il dibattito ha seguito la strada voluta dalla Pulzella e non quella voluta da lui. Dopo tre interrogatori, malgrado tutti gli sforzi, né lui, né Jean Beaupère sono riusciti a costringere Giovanna a fare un passo falso, a confondersi, non hanno potuto obbligarla a pronunciare una frase imprudente con cui comprometterla.

1° marzo 1431
Si apre la quinta udienza e il vescovo di Beauvais obbliga la Pulzella a pronunciare un nuovo giuramento senza riserve.

10 marzo 1431
Primo interrogatorio segreto, a porte chiuse.La vita della prigioniera muta radicalmente; per nessuna ragione le è permesso di uscire dalla cella perché abbia contati solo con i giudici e gli inquisitori.

12 marzo 1431
Il secondo interrogatorio dura tutta la giornata, praticamente senza intervallo. Le vengono ancora poste delle domande su San Michele, Santa Caterina e Santa Margherita, sulla frequenza delle apparizioni.

15 marzo 1431
L’interrogatorio si apre con una intimazione di Pierre Cauchon a Giovanna, nella quale il vescovo chiede alla Pulzella di affidarsi alla chiesa facendo la precisa distinzione tra la Chiesa dei preti e dei fedeli e quella dei beati. Giovanna rifiuta di rispondere a questa domanda capziosa.

27 marzo 1431
Giovanna è condotta nella “camera dei paramenti”, un locale dove ha trovato sede provvisoria il tribunale. E’ un’udienza pubblica in cui l’accusata sarà messa a confronto con il promotore inquisitoriale D’Estivet.

12 aprile 1431
Nella cappella del palazzo arcivescovile di Rouen, di cui Cauchon si crede ormai padrone assoluto, si riunisce una commissione di teologi sotto la presidenza di un certo “maestro Ermengard”, che dopo un lungo consulto emette alcune osservazioni sulle parole e sui fatti della Pulzella. Giovanna d’Arco è colpevole di superstizione, di blasfemia, idolatria, e, secondo i teologi, non merita indulgenza.

18 aprile 1431
L’imperturbabile Pierre Cauchon, con alcuni assistenti, va a visitare Giovanna nella cella del castello. Essa è ammalata: ha una febbre molto alta.

23 maggio 1431
Giovanna è condotta davanti ai giudici: il canonico Pierre Maurice le espone per l’ultima volta la serie dei suoi errori poi la invita a “tornare in seno alla Chiesa e alla verità”. Giovanna afferma di non poter fare altro che sostenere ciò che è stato detto durante il processo, e cioè, che “Dio è davanti a tutti”.

24 maggio 1431
Pierre Cauchon ha organizzato per la sentenza pubblica e la condanna di Giovanna una messa in scena grandiosa: sarà il momento culminante del suo “capolavoro”.

30 maggio 1431
Giovanna viene condotta al rogo sulla piazza del Vieux Marchè di Rouen. E’ un mercoledì. Il frate domenicano Martin Ladvenu l’aveva confessata e Cauchon permise che si comunicasse. Avvolta dalle fiamme Giovanna d’Arco, Pulzella d’Orlèans, gridò più volte ad altissima voce il nome di Gesù.
L'alta cifra pagata e la solennità con cui Giovanna d'Arco fu sottoposta a processo e quindi giustiziata, indicano bene che non si trattava di una stupida contadinella nè tale era ritenuta dalle personalità politiche del tempo. Prima di ucciderla infatti, forse temendo di scatenare l'indignazione della folla, vollero strapparle quell'alone di santità che ella aveva acquistato e per questo venne organizzato un grandioso processo ecclesiastico sotto l'egida della più grande università del tempo, quella di Parigi, la quale era chiaramente connivente con l'Inghilterra. Si radunarono i maggiori prelati i quali discussero il "caso". Tutta la sapienza teologica dell'epoca venne mobilitata per dichiararla eretica.
I borgognoni che l'avevano catturata e consegnata agli inglesi non si sentirono minimamente colpevoli. Dissero che nella sua breve vita terrena, in questo modo così sfortunato, si era conquistata il Paradiso che desiderava, e che loro avevano solo contribuito a mandarcela!

1441
Carlo VII conquista uno dei territori più preziosi della Francia: la Champagne.

1449
La città di Rouen viene riconquistata dai francesi e CARLO VII (che non aveva fatto nulla per salvare la Pulzella) ordina la revisione di questo famoso processo. Ne seguirà poi un altro nel 1456, finchè il 7 LUGLIO, Giovanna verrà riabilitata. Nacque così il mito dell'eroina trasformata poi in un simbolo nazionale. Fu poi beatificata nel 1909; canonizzata nel 1920 dal pontefice Benedetto XV, e nello stesso anno il governo francese decise di consacrare al suo ricordo una festa nazionale.

Il suo grido di battaglia “Chi mi ama, mi segua” è entrato ormai nell’uso comune in molte lingue.

1453
con la Battaglia di Castillon, che liberava la città di Bordeaux, si ha l'inizio di una Francia totalmente riconquistata che porta alla fine della "Guerra dei Cent'Anni".

 

Fonte: http://www.itchiavari.it/lettere/storia_3/appunti_42_giovannadarco.doc
Autore: Giuseppe Guidotti
Sito web: http://www.itchiavari.it

 

 

 


 

Giovanna d' Arco

 

LA GUERRA DEI CENT’ANNI (1337 – 1453)

LE CAUSE
Tra l’XI e il XII secolo in Francia i grandi vassalli (= padroni delle terre) sono più forti del re.
Nel 1066 Guglielmo, duca di Normandia, diventa anche re dell’Inghilterra. Così il re dell’Inghilterra controlla anche un grande feudo (= pezzo di terra)  in Francia.
Altri legami di parentela legano Francia e Inghilterra negli anni dopo il 1066.
Per questi motivi alla fine del XII secolo quasi tutte le regioni atlantiche della Francia (= regioni che guardano verso l’Oceano Atlantico, a Nord della Francia) sono terre che dipendono dal re d’Inghilterra.

FRANCIA E INGHILTERRA ALLA FINE DEL XIII SECOLO
Alla fine del XIII secolo Francia e Inghilterra si trovano in questa situazione:

  1. il re della Francia e il re dell’ Inghilterra sono molto forti e sono in conflitto fra loro
  2. il re dell’Inghilterra è un vassallo del re della Francia, perché è padrone di grandi feudi nel Nord della Francia
  3. il re della Francia vuole limitare i rapporti commerciali tra le regioni della Francia del Nord e l’Inghilterra
  4. – il re dell’Inghilterra vuole essere padrone del ducato di Normandia

      – il re dell’Inghilterra non vuole che il re della Francia aiuti la Scozia a rimanere indipendente dall’Inghilterra

LE TAPPE DELLA GUERRA DEI CENT’ANNI
1. LA GUERRA INIZIA. Nel 1328 muore il re della Francia, Carlo IV. Carlo IV non ha figli maschi, così ci sono due uomini che vogliono diventare il nuovo re della Francia:

  • Filippo di Valois (= il cugino di Carlo IV; è francese)
  • Edoardo III (= il re dell’Inghilterra; è inglese)

Filippo di Valois diventa il nuovo re della Francia, ma nel 1337 Edoardo manda un esercito in Francia, perché continua a dire che il nuovo re della Francia deve essere lui.
2. L’INGHILTERRA È MOLTO FORTE (1337 – 1415). L’esercito inglese è molto forte e usa armi potenti, per esempio un nuovo tipo di arco a lunga gittata (= arco che lancia le frecce molto lontano) che ferma la cavalleria francese. Nel 1415 l’esercito inglese occupa Parigi.
3. LA FRANCIA VINCE LA GUERRA (1429 – 1453). Giovanna d’Arco è una giovane donna francese. Lei dice che Dio le ha chiesto di salvare la Francia dagli inglesi. Per questo lei chiede al re della Francia, di potere guidare l’esercito francese contro gli inglesi. Nel 1429 l’esercito francese guidato da Giovanna d’Arco manda via gli inglesi dalla città di Orléans e da questo momento l’esercito francese inizia a vincere tutte le battaglie. Il re della Francia capisce che la Francia sta per vincere la guerra contro l’Inghilterra e sa di non avere più bisogno di Giovanna d’Arco. Per questo, quando Giovanna d’Arco è ferita durante una battaglia vicino a Parigi, il re della Francia non fa niente per aiutarla. Gli inglesi catturano (= prendono) Giovanna d’Arco, dicono che lei è una strega e nel 1431 Giovanna d’Arco muore bruciata viva sul rogo.

PERCHÉ LA GUERRA DEI CENT’ANNI È IMPORTANTE
La Guerra dei cent’anni è importante perché:

  1. durante la guerra le persone che abitano in Francia e in Inghilterra iniziano a sentire che sono parte di un Paese unico
  2. alla fine della guerra la Francia manda via l’Inghilterra da tutti i territori francesi e il re della Francia diventa molto forte e potente
  3. alla fine della guerra il re dell’Inghilterra non pensa più di conquistare i territori della Francia e cerca di diventare più forte sui mari. Per questo fa costruire barche forti e veloci, che formano la flotta inglese

 

fonte: http://www.inretelab.altervista.org/storia/contenuti/medioevo/guerra_cento_anni.doc

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

 

 

 

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