Molluschi

 

 

 

Molluschi

 

Appunti di Biologia Animale
Prof. Biagio D’Aniello

MOLLUSCHI
Il nome deriva dal latino: molluscus = molle. Ne sono note 80.000 specie. Le dimensioni variano da 1 mm (piccoli gasteropodi) a circa 20 m (Architeuthis). Alcune chiocciole australiane misurano fino a 70 cm (Syrinx aruanus). Tridacna gigas (bivalvi) raggiunge 1,5 m. Si tratta di organismi protostomi. Evidenze di ripetizione seriale di strutture sono solo presenti in Neopilina (monoplacofori), ma sembra che non si tratti di una vera metameria. Sono eucelomati, ma il celoma è ridotto e frazionato (pericardico, gonadico e nefridiale).
Diagnostica
Il corpo è molle, ma spesso rivestito da una conchiglia esterna calcarea; presentano un’evidente struttura muscolosa per la locomozione (piede) o dei tentacoli. Il corpo è rivestito da una duplicatura del tegumento (pallio o mantello) che racchiude una cavità (cavità palliale), in cui sono contenuti i visceri.
Organismi rappresentativi
Chiocciole, lumache, patelle, vari bivalvi commestibili, polpi, calamari, seppie.
Classificazione
Sono riconosciute 7 classi
Aplacophora (aplacofori): non presentano la conchiglia, hanno un aspetto vermiforme e il mantello e il piede sono molto ridotti. Il piede presenta un solco longitudinale ventrale. Es. Lepidomenia.
Monoplacophora (monoplacofori): conchiglia unica dorsale senza torsione. Es. Neopilina.
Polyplacophora (poliplacofori): conchiglia costituita da 8 piastre embricate. Es. Cryptochiton.
Gastropoda (gasteropodi): conchiglia unica avvolta a spirale (es. chiocciole), ma può essere ridotta (es. lumache) o assente (es. nudibranchi). Es. Littorina; Aplysia; Helix; Limax.
Bivalvia (bivalvi): conchiglia costituita da 2 valve. Presentano spesso 2 sifoni: uno per l’entrata dell’acqua (inalante) e uno per l’uscita (esalante) dalla cavità palliale. Es. Mitylus; Ostrea; Tellina; Venus; Lithophaga; Tapes.
Scaphopoda (scafopodi): conchiglia a forma di zanna d’elefante, aperta ad entrambe le estremità. Es. Dentalium.
Cephalopoda (cefalopodi): conchiglia esterna nei nautili. Assente o ridotta e interna negli altri gruppi. Sono presenti braccia per la manipolazione e tentacoli per la cattura della preda (talvolta non differenziati). Es. Sepia; Octopus; Loligo.
CARATTERISTICHE GENERALI
I molluschi sono molto eterogenei, per questo è difficile descrivere un organismo base che risponda alle caratteristiche di tutte le classi. Tuttavia, in base alle conoscenze acquisite finora, possiamo costruire un mollusco ipotetico che sia, entro certi limiti, vicino alla realtà. Questi presenterebbe una conchiglia dorsale non contorta concava, un mantello che avvolge i visceri e secerne superiormente la conchiglia, un piede muscoloso come organo locomotorio, disposto al di sotto del sacco viscerale e una radula nella cavità boccale, come organo per raschiare i vegetali incrostanti. Compariamo questo schema con le classi più rappresentative. Un gasteropode tipico (una chiocciola comune, gen. Helix), risponde piuttosto bene al modello proposto, tuttavia presentando un avvolgimento a spirale del sacco dei visceri, vistosamente riportato sulla conchiglia.
ATTENZIONE: l’avvolgimento a spirale del sacco dei visceri è un fenomeno spesso confuso con il meccanismo di torsione. Quest’ultimo si riferisce al fatto che gli organi interni hanno subito una rotazione antioraria di 180°, rispetto al piede e la testa. Ciò è testimoniato dall’orientamento invertito di numerosi organi interni (es. l’esofago entra nello stomaco posteriormente, mentre l’intestino nasce anteriormente; il cuore è capovolto con ventricolo posteriore, per cui l’aorta origina posteriormente per piegare verso il capo; le branchie sono anteriori). Alcune teorie considerano la torsione vantaggiosa perché le branchie anteriori possono essere meglio ossigenate; altre collegano il fenomeno con l’effetto protettivo del capo, che può essere ritratto prima delle altre parti del corpo. Tuttavia, la torsione può determinare problemi igienici, in quanto l’ano si apre in prossimità della testa. In definitiva, non è ancora disponibile una spiegazione esauriente che spieghi la torsione dei visceri.
I bivalvi si presentano molto modificati, poiché hanno la conchiglia costituita da 2 valve simmetriche (quasi sempre) e non presentano la radula, in quanto sono organismi filtratori, non raschiatori. I cefalopodi presentano la conchiglia avvolta a spirale (Nautilus), lungo l’asse antero-posteriore del corpo, ma non c’è una rotazione dei visceri lungo un piano orizzontale, ne una torsione. Talvolta, la conchiglia nei cefalopodi è del tutto assente (Octopus) o interna (Sepia, il classico osso di seppia). Sono predatori ad elevato metabolismo e, come tali, hanno tutta una serie di adattamenti che li hanno fatti discostare sostanzialmente dal mollusco ipotetico, che predatore non era; tuttavia, hanno conservato gli elementi comuni a tutti i molluschi. Le altre classi del Phylum riflettono abbastanza da vicino il mollusco ipotetico, pur nei loro specifici adattamenti.
METABOLISMO
I mitili possono passare ad un metabolismo anaerobio quando sono a lungo a secco. Il metabolismo delle chiocciole può essere ridotto al minimo quando sono chiuse nel guscio.
ALIMENTAZIONE E NUTRIZIONE
La radula è un organo adatto a raschiare i vegetali incrostanti, ma in alcune specie può essere modificato per altre attività alimentari. E’ assente nei bivalvi e nei rari casi di gasteropodi filtratori. L’organo presenta dei dentelli chitinosi e si muove come un nastro trasportatore in avanti e indietro. I dentelli sono ripiegati verso la parte posteriore della bocca; di conseguenza, solo il movimento diretto verso l’esofago consente ai dentelli di affondare nel substrato e asportare le particelle alimentari. I dentelli della radula sono trasformati in arpioni nei gasteropodi predatori (Conus). Molti gasteropodi (buccinidi proboscitati) sono in grado di predare lamellibranchi, dei quali possono aprire le valve o bucarle grazie all’azione congiunta della radula e di sostanze acide (Urosalpinx). Nei cefalopodi sono presenti delle mascelle a forma di becco per lacerare la preda. I bivalvi hanno branchie a lamella che costituiscono l’apparato filtrante. Lo stomaco può presentare delle piastre dure che aiutano a ridurre meccanicamente le dimensioni dell’alimento. Al sistema digerente è associata una ghiandola digestiva, l’epatopancreas. Gran parte della digestione extracellulare avviene in un cieco. L’ano può aprirsi nella cavità palleale, o al suo margine (per limitarne l’inquinamento fecale).
SCAMBI GASSOSI
Sono presenti degli organi respiratori detti ctenidi, in numero diverso nei gruppi. Sono assenti nei Gasteropodi terrestri in cui la cavità del mantello, estremamente vascolarizzata, funge da polmone e comunica con l’esterno tramite lo pneumostoma. I nudibranchi respirano con delle estroflessioni del corpo, i cerati.
OSMOREGOLAZIONE ED ESCREZIONE
Sono presenti 1 o 2 metanefridi con nefrostoma che pesca nella cavità pericardica e un nefridioporo che scarica l’urina nella cavità del mantello. I molluschi dulciacquicoli sono ipertonici ed espellono una grande quantità di urina. I marini sono isotonici, quindi non consumano molta energia per osmoregolare. Le specie acquatiche eliminano ammoniaca, quelle terrestri acido urico. L’ammoniaca può essere eliminata anche attraverso le branchie.
SISTEMI DI TRASPORTO INTERNO
L’apparato circolatorio è generalmente di tipo aperto. I cefalopodi, che hanno un metabolismo più elevato, hanno evoluto un sistema circolatorio chiuso. Il cuore è prevalentemente triloculare (2 atri e un ventricolo), biloculare nei gasteropodi (1 atrio e 1 ventricolo). Nei cefalopodi sono presenti cuori monoloculari alla base delle branchie (cuori branchiali) per ottimizzare il flusso di sangue negli organi respiratori.
TEGUMENTO E SISTEMI DI SOSTEGNO
La conchiglia offre protezione e siti d’inserzione per i muscoli, ma non sempre da sostegno a tutto il corpo, per cui c’è uno scheletro idrostatico (ovviamente unico nelle specie senza conchiglia). La struttura della conchiglia presenta uno strato esterno (periostraco) di natura proteica (conchiolina), a cui segue internamente uno strato prismatico (mesostraco) e uno madreperlaceo (ipostraco), costituiti da una matrice di conchiolina e CaCO3. La conchiglia del nautilo è divisa in setti collegati tra loro da un sifone di natura tessutale. Nelle camere può essere accumulato gas per il galleggiamento. Un analogo meccanismo avviene anche nell’osso di seppia che si presenta settato. Nei calamari della conchiglia resta solo una struttura d’aspetto vitreo, che serve unicamente per il sostegno del corpo (gladio). La perla è il risultato della reazione di difesa di un mollusco contro un corpo estraneo, penetrato accidentalmente nella conchiglia (parassiti, larve); oppure frammenti del guscio stesso; o, ancora, cellule morte di tessuto connettivo.
MOVIMENTO E LOCOMOZIONE
I molluschi che hanno un grosso piede muscoloso si muovono per scivolamento mediante onde muscolari del piede; essi sono facilitati nello scorrimento sul substrato dalla produzione di un muco e dal movimento delle ciglia delle cellule basali. I bivalvi hanno spesso abitudini fossorie: le valve richiudendosi rapidamente spostano la sabbia, il piede si estroflette affondando nel substrato, poi si allarga all’apice in modo da fornire un minimo di ancoraggio e successivamente si contrae trascinando il corpo dell’animale verso il basso. Questi movimenti, ripetuti in rapida successione, determinano l’affossamento dell’animale nel substrato. Alcuni usano un movimento di nuoto per propulsione a getto, espellendo l’acqua dal mantello (pettinidi tra i bivalvi  e cefalopodi). Nei cefalopodi l’acqua entra nella cavità palliale attraverso i margini del mantello, quando i muscoli si rilassano. Successivamente, la contrazione dei muscoli determina la chiusura del margine del mantello e l’acqua è forzata ad uscire attraverso una struttura tubulare (imbuto), che è omologa al piede. L’imbuto è dotato di una valvola che, invece, impedisce l’entrata dell’acqua nella cavità del mantello. I cefalopodi si spostano anche con un movimento deambulante, mediante le braccia provviste di ventose. Spesso è presente un nuoto flottante con delle alette laterali al corpo (seppie, calamari).

 

COORDINAZIONE NERVOSA
Il sistema nervoso è molto variabile. Di regola consta di una serie di gangli interconnessi, la maggior parte dei quali è disposta lungo un anello nervoso periesofageo, connesso con 2 paia di cordoni longitudinali (1 paio nel piede e 1 paio verso i visceri). Spesso sono presenti almeno 4 paia di gangli. Nei cefalopodi si forma una vera e propria massa cerebrale intorno all’esofago. Inoltre, in essi è presente un ganglio stellato alla giunzione tra le braccia e il mantello, che controlla le contrazioni del mantello stesso.
COORDINAZIONE ENDOCRINA
Gruppi di cellule secernenti ormoni sono stati localizzati nella parete dei vasi maggiori, nei gangli (neurosecrezione) e nelle ghiandole ottiche (in questo caso forse sono connessi con l’endocrinologia della riproduzione). E’ noto che gli ormoni prodotti regolano l’accrescimento, la riproduzione, il metabolismo dei carboidrati e l’osmoregolazione. Interessante segnalare la presenza di neuropeptidi molto simili a quelli presenti nei vertebrati, come quelli appartenenti alla famiglia degli FMRF ammidi e del GnRH (fattore di rilascio delle gonadotropine ipofisarie).
PERCEZIONE SENSORIALE
Nel mantello è presente un organo di senso chimico, l’osfradio. I tentacoli dei gasteropodi e le braccia cefalopodi percepiscono stimoli meccanici e chimici. Statocisti sensibili alla gravità sono vicine al cervello o ai gangli pedali. L’occhio può essere rappresentato nella sua espressione più completa, ma talvolta è molto più semplificato. La retina è conversa (cellule retiniche rivolte verso la luce). Il cristallino cambia posizione (non la forma) per l’aggiustamento. Nei gasteropodi gli occhi sono o alla base o all’apice dei tentacoli.
RIPRODUZIONE
Sessuale
In maggioranza i molluschi sono dioici (a sessi separati); alcuni bivalvi e i gasteropodi più evoluti sono ermafroditi insufficienti e possono avere un’unica gonade che produce uova e spermi (ovotestis). Le ostriche cambiano sesso (ermafroditismo proterandrico).  La fecondazione può essere sia esterna (es. bivalvi), sia interna (es. gasteropodi e cefalopodi). Nei cefalopodi sono prodotti sacchetti di spermatozoi (spermatofore), che sono trasferite nella cavità palliale della femmina mediante un braccio modificato. Nei gasteropodi l’accoppiamento determina spesso la fecondazione incrociata simultanea, ma in alcuni casi può essere fecondato un solo organismo per volta. Es. nell’Aplysia l’anatomia del sistema riproduttore non consente un’inseminazione contemporanea, per cui una volta fecondato un individuo, i partner invertono i ruoli. Non è raro osservare delle catene riproduttive, cosicché mentre un organismo feconda, può a sua volta essere fecondato da un altro.
Lo sviluppo è diretto nei cefalopodi. Nei bivalvi marini e alcuni gasteropodi è presente una larva trocofora, spesso con un secondo stadio larvale (veliger) nei bivalvi.
Ciclo molluschi dulciacquicoli (Unio, Anodonta): la fecondazione è interna. Si sviluppa una larva detta glochidio. La larva è parassita e si attacca alle branchie dei pesci, si lascia trasportare per un certo periodo, per poi staccarsi e colonizzare un nuovo ambiente.

ECOLOGIA
Vivono in numerosissimi tipi di ambiente. Molte catene alimentari si reggono quasi esclusivamente sui molluschi. Possono essere presenti nella zona intertidale marina (es. littorine, patelle, mitili). Anche più in profondità su substrato duro (es. vari nudibranchi, ostriche, polpi) o nella sabbia (vari bivalvi). Altri sono buoni nuotatori (seppie, calamari). Vari bivalvi (unionidi) e gasteropodi (Lymnea, Bithynia, Ancylus) vivono anche in acqua dolce. Pochi in ambienti terrestri umidi (chiocciole e lumache). Alcune specie sono deserticole; esse hanno evoluto adattamenti specifici per evitare il pericolo della disidratazione.
Meccanismi di difesa: mediante mimetismo (es. cefalopodi che presentano adattamenti cromatici al substrato); l’organo dell’inchiostro è efficace per nascondersi alla vista di un predatore, ma ha anche un’azione chimica sui recettori del predatore.
Sono capaci d’apprendimento per assuefazione (es. Aplysia, molto studiato). I cefalopodi presentano un comportamento più complesso (mostrano capacità intellettive, talvolta superiori anche a quelle di molti vertebrati marini).

 

http://wpage.unina.it/biadanie/Appunti%20molluschi.doc

 

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Anemoni e meduse
Anemoni di mare, coralli, meduse e simili appartengono al tipo animale Celenterati. Il loro corpo è molle e privo di scheletro; la bocca è circondata da tentacoli irritanti. Privi di cervello, la maggior parte del loro corpo è occupata dallo stomaco. Coralli e anemoni di mare sembrano piante subacquee; tale somiglianza è accentuata dal fatto che, come le piante, la maggior parte di questi organismi è incapace di spostarsi attivamente dal luogo dove è abbarbicata. Alcuni, tuttavia, sono in grado di coprire piccole distanze scivolando sulla superficie di appoggio o trascinandosi per mezzo dei tentacoli. Le meduse, invece, nuotano liberamente, ballonzzolando nella corrente o spinte dal vento.
Balene
Ci sono 11 specie di balene con fanoni, divise in tre famiglie. La prima comprende le balenottere: azzurra, comune, boreale, di Bryde, rostrata e megattera. La balena grigia è l'unico membro della seconda famiglia. La terza è costituita dalle "vere" balene: boreale, glaciale, australe e pigmea. Il cibo principale di questi cetacei è il krill, termine usato per indicare picccoli crostacei, simili a gamberetti, di colore rosa. Nei mesi estivi, i mari polari pullulano di questi animali che entrano nella dieta di svariati predatori tra cui pesci, foche, calamari e pinguini. Oltre al krill, le balene con fanoni mangiano anche piccoli pesci e calamari. Una di esse, la balena grigia, filtra dal fango e dalla sabbia del fondo vermi e molluschi insieme a prede più grosse.
Conchiglie
Conchiglie vuote si ammucchiano su molte spiagge e vengono sbattute dalle onde fino ad essere ridotte in pezzi. Molte di esse hanno lucentezza madreperlacea, disegni colorati o bellissime forme. Nelle vicinanze, semisepolte nella sabbia o tenacemente abbarbicate a rocce e scogliere, si possono trovare le conchiglie viventi, che contengono cioè l'animale che le ha prodotte. Le conchiglie, infatti, altro non sono che il duro involucro esterno di creature chiamate molluschi. Questo tipo animale comprende anche le lumache e le chiocciole che trovate in giardino, oltre alle più grandi creature marine dotate di tentacoli, come calamari e polpi. Tutti i molluschi hanno corpo molle, privo di ossa.
Sulla spiaggia potete trovare conchiglie simili ai gusci delle chiocciole terrestri. Al pari di queste, esse strisciano sul ventre e vengono perciò chiamate gasteropodi, parola di origine greca che significa grosso modo "piedi nello stomaco". Sulla stessa spiaggia troverete anche conchiglie con il guscio formato da due parti (valve) unite da una cerniera. Sono chiamate bivalvi.
Creature degli abissi
Alcuni pesci delle medie profondità si portano quotidianamente nelle acque superficiali per nutrirsi. Altri cacciano nelle buie profondità dove la luce del giorno non filtra. Circa 1500 specie di pesci sono capaci di produrre una propria luce o per mezzo di organi detti fotofori o tramite batteri, microscopici organismi che vivono al loro interno. Le strane luci spesso confondono i predatori, rendendo il profilo del pesce difficile da vedere. A volte le luci vengono usate come riflettori che squarciano le tenebre facilitando la ricerca del cibo da parte del pesce. Gli organi luminosi attirano la preda verso il cacciatore o aiutano i pesci a riconoscersi l'un l'altro, soprattutto nel periodo della riproduzione. I pesci delle profondità marine sono spesso colorati di nero, marrone o bronzo. Molti hanno un aspetto feroce a causa della bocca e dei denti. Tuttavia, la maggior parte è piuttosto piccola.
Il pesce diavolo
Si conoscono oltre 400 specie di razze, raggruppate in sette famiglie: pastinache, razze propriamente dette, pesci sega, mante, pesci chitarra, torpedini e aquile di mare. Sono tutti pesci cartilaginei, cioè con lo scheletro fatto di cartilagine anziché d'osso, e parenti degli squali. Le mante sono tra i pesci marini più grandi e dall'aspetto più strano. Hanno due pinne lobate che sporgono sul davanti della testa, tali "corna" giustificano il nome di "pesci diavolo" loro attribuito. Le razze hanno il corpo piatto, esteso in larghezza, con pinne simili ad ali che orlano il corpo. Molte vivono sul fondo marino, dove si cibano di molluschi. Alcune dispongono di armi letali, come spine velenose, code a forma di frusta e organi che procurano scosse elettriche.
Rettili marini
Le acque tropicali degli oceani Pacifico e Indiano sono la patria dei serpenti di mare.
Si conoscono 53 specie di serpenti di mare. Alcune vivono sulle barriere coralline mentre altre sgusciano tra le radici delle mangrovie nelle paludi costiere. Si nutrono soprattutto di anguille e di altri piccoli pesci, ma alcune sono divoratrici di uova di pesce. Il più grosso serpente di mare è lungo 3 m, ma la maggior parte non supera 1,5 m. A volte si verificano singolari affollamenti di questi rettili: i loro corpi formano allora masse ingarbugliate che si accumulano nelle insenature o fluttuano in mare aperto. Le uova di molti serpenti di mare si schiudono all'interno dei loro corpi, e quindi i piccoli vedono la luce in mare. Altre specie depongono le uova tra le rocce e la vegetazione costiera.
Squali
Le loro mascelle sono orlate da denti dall'aspetto terrificante. Il corpo aerodinamico fende l'acqua senza sforzo apparente. La loro comparsa crea il panico. Ma fino a che punto sono pericolosi gli squali? Di fatto, la maggior parte di essi è del tutto inoffensivo. Diverse specie della famiglia Sciliorinidi che si trovano spesso in prossimità delle spiagge, pur essendo squali a tutti gli effetti, non fanno paura a nessuno. Delle 300 e più specie di squali, solo 27 costituiscono un pericolo per l'uomo.
Tra queste, solo alcune portano attacchi mortali. Ogni anno giunge notizia di una cinquantina di attacchi, ma probabilmente ne avvengono altre centinaia in remote parti del mondo di cui non si ha notizia. Le coste dell'America settentrionale, Giappone, Australia, Asia meridionale e Africa sono tutte zone pericolose.

 

Fonte: http://www.cpbiasca.ti.ch/steno/file/mare%20testo.doc

 

MODULO 7 - Origine della vita e classificazione
22 - Dissezione di una seppia

Obiettivi
Conoscere l’anatomia esterna e interna della seppia. Individuare i caratteri tipici dei molluschi e in particolare dei cefalopodi.

Materiale occorrente
- tavoletta di polistirolo
- bisturi o lametta da barba
- pinzette
- aghi da dissezione
- spilli
- seppia

Procedimento
Prima di procedere alla dissezione sciacquare abbondantemente la seppia sotto l’acqua corrente, in modo da eliminare tutto l’inchiostro presente nella cavità palleale.
Aspetto esterno
Esternamente si distinguono il capo e il tronco avvolto dal mantello. Nel capo si apre la bocca circondata da un labbro circolare che ricopre due mascelle a forma di becco; intorno alla bocca ci sono otto braccia, fornite di ventose sulla superficie interna, e due tentacoli più lunghi, i quali portano ventose solo nella parte distale e possono essere retratti in due tasche poste alla loro base; dorsalmente alla bocca sono gli occhi. Nel tronco si distinguono una faccia chiara e una scura; lungo il margine si attacca una piega muscolo-cutanea (pinna); sulla faccia chiara si vede, al limite verso il capo, la fessura che immette nella cavità palleale, attraverso la quale esce un organo conico, l'imbuto (omologo con il piede degli altri Molluschi); la faccia scura è uniforme e, toccandola, si sente sotto la pelle l'osso di seppia (omologo con la conchiglia degli altri molluschi).
Dissezione
Appoggiare la seppia con la faccia chiara verso l’alto. Tagliare il mantello secondo una linea paramediana dall'imbuto fino all'estremità inferiore del corpo. Aprire la cavità palleale ribaltando in fuori i lembi del mantello. Si vede l'intero imbuto la cui parte larga si apre nella cavità palleale, tagliarlo longitudinalmente. Servirsi delle figure per riconoscere i diversi organi. Nella cavità palleale ci sono due branchie unite lateralmente alla parete per mezzo di un legamento; fra le branchie si trova il sacco viscerale e sulla linea mediana si vede l'ultima porzione dell'intestino con l'ano e due piccole espansioni alari. Lateralmente si trovano gli orifici escretori e, a destra, l'orificio genitale; appoggiati alla parete profonda ci sono due grossi muscoli cilindrici, sollevandone il margine laterale si vede una massa nervosa stellata (ganglio del mantello). Sollevare con le pinze la sottile parete del sacco viscerale, tagliarla e asportarla: si vedono la tasca del nero col condotto che termina nell'intestino immediatamente prima dell'ano e vari organi appartenenti all'apparato escretore e riproduttore.
Se si tratta di una femmina, si vedono due grandi ghiandole nidamentali che hanno uno sbocco nella cavità palleale e, davanti a esse, le tre ghiandole nidamentali accessorie. Asportando le ghiandole nidamentali si osservano gli organi escretori. (fig. 1)
Se si tratta di un maschio si vedono i due sacchi escretori che avvolgono la vena cefalica e sono in comunicazione fra loro e con un terzo sacco posto più profondamente. All'estremità aborale si trova il testicolo avvolto da una membrana. Il condotto genitale e le ghiandole annesse sono posti a destra, sotto l'organo escretore. (fig. 2)
Asportare l’imbuto e tagliare i muscoli detrattori: sul fondo della cavità si vede la vena cefalica. Asportare, separandoli delicatamente dagli organi sottostanti, gli organi escretori, separare l'intestino terminale, che fa un'ansa, dagli organi sottostanti.
Sotto l'ansa dell'intestino terminale si vede il cuore, costituito da due atri e dal ventricolo mediano disposto obliquamente; alla base delle branchie si trovano i cuori branchiali, ciascuno accompagnato da un organo ghiandolare vescicoloso; il cuore e i cuori branchiali sono posti in una cavità pericardica. Col bisturi separare l'atrio di destra dal ventricolo e scostare lateralmente la branchia destra: si scopre il condotto genitale. Nel caso di un maschio si trovano un deferente sottile e avvolto in strette circonvoluzioni, alcune vescicole seminali, la tasca delle spermatofore e il condotto eiaculatore. Nella femmina l'ovidutto è accompagnato nella parte terminale da una ghiandola.


   
                                                           fig. 2

Osservare ora l'intero apparato digerente. Sotto il cuore si vedono a sinistra lo stomaco e a destra un grosso diverticolo cieco e il pancreas. Fare un taglio nel capo fra le due braccia che sono fra i tentacoli e allontanarle. Tagliare la lamina su cui appoggia la vena cefalica lungo la linea mediana: si mettono in evidenza i due lunghi lobi del fegato fra i quali c'è l'esofago, che nella sua prima porzione è circondato dallo scheletro cartilagineo del capo e da masse nervose. Con un taglio mediano si scopre il bulbo faringeo. Estrarre il bulbo faringeo e osservare la muscolatura e le due mascelle, aprendo le quali si vede, sul fondo della bocca, la radula.
Eseguire uno o più disegni che illustrano l’anatomia interna della seppia.
Capovolgere l'animale, tagliare il mantello ed estrarre l'osso di seppia: osservarne la forma e, dopo averlo sezionato trasversalmente e longitudinalmente, osservare la disposizione delle lamine calcaree.
Estraendo con molta cautela l’occhio, si può notare la notevole somiglianza con l’occhio dei vertebrati.

Conclusioni
Quali sono i caratteri tipici dei molluschi presenti nella seppia?
Quali sono i caratteri tipici dei cefalopodi?
Quali sono le altre classi di molluschi?

 

Fonte: http://gallery.pianetascuola.it/albums/galleria/risorse/secondaria_secondo/biologia/alberghina_biolab/24_MOD7lab22.doc

 

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