Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale E parte 5

 

 

 

Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale E parte 5

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Se vuoi saperne di più leggi la nostra Cookie Policy. Scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.I testi seguenti sono di proprietà dei rispettivi autori che ringraziamo per l'opportunità che ci danno di far conoscere gratuitamente a studenti , docenti e agli utenti del web i loro testi per sole finalità illustrative didattiche e scientifiche.

 

 

 

Le informazioni di medicina e salute contenute nel sito sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo e per questo motivo non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione).

 

 

 

 

 

Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale E parte 5

 

emulsióne, sf. Dispersione di un liquido, in gocce minutissime, in un altro liquido non miscelabile con il primo. Possono essere preparate industrialmente con vari mezzi meccanici quali omogeneizzatori, mulini colloidali, ultrasuoni.
 sf. emulsion.
Emulsione sensibile
In fotografia lo strato fotosensibile, una sospensione di cristalli di alogenuro d'argento (solitamente AgBr), applicato sopra la pellicola, carta o lastra fotografica impressionabile dall'esposizione alla luce determinata dall'apertura dell'otturatore della macchina da presa. L'impressione, chiamata immagine latente, viene rivelata successivamente con lo sviluppo. La scala di valori ISO indica la sensibilità delle emulsioni. Lo spettro di assorbimento dell'AgBr è di ca. 450 nm, nella banda visibile che va dal rosso (ca. 700 nm) al violetto (ca. 400 nm). Tale spettro viene esteso e differenziato con additivi (cianine o carbocianine), creando emulsioni ordinarie (con solo AgBr), ortocromatiche, pancromatiche e altre sensibilità. Per scopi specifici possono essere usate emulsioni speciali, sensibili nella banda dell'infrarosso e dell'ultravioletto.

emuntòrio, agg. Di organo o apparato che provvede all'eliminazione dei rifiuti dell'organismo.

en passant, loc. avv. 1 Locuzione francese che significa "di sfuggita, distrattamente". ~ rapidamente. 2 Mossa degli scacchi in cui un pedone cattura un pedone avversario che arriva con la mossa precedente alla sua stessa traversa dopo essere stato mosso di due passi dalla posizione iniziale.

en plein, loc. sost. m. invar. 1 Termine francese che indica, nel gioco della roulette, la massima vincita possibile con la puntata su un solo numero. 2 Per estensione, il massimo.

en(o)- Primo elemento di parole composte.
 greco ôinos vino.

ENAL Sigla di Ente Nazionale Assistenza Lavoratori.

enàllage, sf. Figura retorica che consiste nello scambio di una parte del discorso con un'altra.

enalòtto, sm. Gioco, inizialmente organizzato dall'ENAL e gestito dal 1978 dal CONI, in cui si eseguono prognostici formati da colonne di dodici numeri compresi dall'1 al 90. I risultati sono rappresentati dai primi numeri estratti delle dieci ruote del gioco del lotto, più i due secondi estratti delle ruote di Roma e Napoli.

ENAM Sigla di Ente Nazionale Assistenza Magistrati.

enantèma, sm. Eruzione che si verifica sulle mucose nel corso di una malattia esantematica.

enantiotropìa, sf. La proprietà di una sostanza enantiotropa.

enantiòtropo, agg. Relativo a una sostanza che si può presentare in due forme fisiche, il passaggio dall'una all'altra delle quali avviene a pressione costante a una temperatura determinata, detta punto di transizione.
 comp. dal greco enantios contrario + trópos cambiamento.

ENAPI Sigla di Ente Nazionale dell'Artigianato e delle Piccole Industrie.

enargìte, sf. Arseniosolfuro di rame sfruttato per l'estrazione del rame. Si presenta in cristalli o aggregati granulari di forma rombica e colore grigio ferro.

enarmonìa, sf. L'essere enarmonico.

enarmònico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo a un genere musicale che procede per quarti di tono. 2 Di suono uguale a un altro, ma rappresentato con una nota diversa.

enartròsi, sf. Diartrosi nella quale le superfici degli arti hanno la forma di segmenti sferici, l'uno convesso e l'altro concavo.
 greco énarthros articolato.

ENASARCO Sigla di Ente Nazionale di Assistenza per gli Agenti e Rappresentanti di Commercio.

encàustica, sf. 1 Arte di dipingere a encausto. 2 Pittura a encausto.

encàustico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di encausto. 2 Fatto a encausto.

encàusto, sm. Antica tecnica pittorica nella quale i colori erano stemperati con cera liquefatta e poi venivano fissati a caldo.

encefàlico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'encefalo.

encefalìte, sf. Processi infiammatori del cervello, associati spesso a quelli del midollo e delle meningi (encefalomieliti, meningoencefalomieliti). Si manifesta con febbre, dolori e convulsioni; può essere purulenta circoscritta (ascesso cerebrale) o metastatica. Le encefaliti di origine virale, che sono la maggioranza, si suddividono in virali acute (da rabbia, poliomielite, herpes) e da virus lenti.

encèfalo, sm. Porzione del sistema nervoso centrale racchiusa nella scatola cranica. È costituita dal cervello (neopallio e diencefalo), dal cervelletto, dal mesencefalo, dal ponte di Varolio e dal midollo allungato. Sede dei centri di sensibilità visiva, acustica, olfattiva, gustativa, tattile, dell'equilibrio e dei centri di sensibilità motoria e associativa, è formato, esternamente, da materia grigia, costituita da neuroni e, internamente, da sostanza bianca costituita da fibre. Nel midollo allungato e nel midollo spinale la composizione di tali materie s'inverte.

encefalocèle, sf. Ernia del cervello.

encefalografìa, sf. Descrizione anatomica dell'encefalo.
Encefalografia gassosa
Radiografia encefalica ottenuta dopo aver introdotto aria negli spazi subaracnoidei.

encefalogràmma, sm. Grafico ottenuto come risultato dell'encefalografia.

encefalòide, agg. Che l'aspetto dell'encefalo; che ha la consistenza dell'encefalo.

encefalomielìte, sf. Lesione infiammatoria non suppurata di encefalo e midollo spinale.

encefalopatìa Qualunque malattia dell'encefalo.

Encèlado Satellite del pianeta Saturno, scoperto da G. Herschel nel 1789; è al settimo posto per la distanza (238.000 km) e al sesto per la grandezza (raggio di 250 km). Il suo periodo orbitale è pari a 1,37 giorni.

enchiridion, sm. invar. Manualetto contenente i principi di una materia o di una dottrina esposti in forma concisa.
 greco echeirídion da portarsi in mano, portatile.

encìclica, sf. Lettera apostolica, solitamente in latino, inviata dal papa ai vescovi e a tutta la comunità cristiana, riguardante questioni dottrinali, religiose o sociali. Sebbene non abbiano il privilegio dell'infallibilità, tuttavia le encicliche costituiscono un punto di riferimento all'interno della comunità cristiana. La Ubi primum di Benedetto XIV è considerata la prima enciclica. Tra le più importanti si ricordano la Rerum novarum di Leone XIII (1891), la Pacem in terris di Giovanni XXIII (1963), la Populorum progressio di Paolo VI (1967), la Redemptor hominis (1979)e la Centesimus annus (1991) di Giovanni Paolo II.

encìclico, agg. (pl. m.-ci) Circolare.

enciclopedìa, sf. 1 Il complesso di tutte le parti dello scibile umano. 2 Opera che raccoglie sistematicamente le nozioni di tutte le scienze e le arti.
 sf. encyclopaedia.

Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio, L' Opera di filosofia di G. W. F. Hegel (1817).

enciclopèdico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Che presenta caratteristiche da enciclopedia. ~ globale. <> monografico, specifico. dizionario enciclopedico. 2 Che copre tutto il sapere. aveva una cultura enciclopedica. 3 Generale. ~ universale. <> specialistico.
agg. e sm. Di persona che sa moltissime cose.

enciclopedìsmo, sm. Il complesso delle dottrine che improntarono l'Enciclopedia francese.

Encke, Johann Frank (Amburgo 1791-Berlino 1865) Astronomo tedesco. Studiò la cometa che oggi porta il suo nome e perfezionò il calcolo delle orbite.

enclàve, sf. invar. Territorio completamente chiuso entro uno stato diverso da quello cui appartiene. Campione d'Italia è un esempio di enclave italiana in Svizzera.
 comp. da an-in + deriv. dal lat. clavus cuneo.

ènclisi, sf. Processo per cui una parola atona si appoggia all'accento della parola precedente.
 lat. enclisis, dal greco enklisis inclinazione, deriv. da enklinein inclinare.

enclìtico, agg. (pl. m.-ci) Che si appoggia all'accento della parola precedente.

encomiàbile, agg. Degno di encomio. ~ lodevole. <> riprovevole.

encomiàre, v. tr. Fare encomio. ~ elogiare. <> criticare.

encomiàstico, agg. (pl. m.-ci) 1 Laudativo. 2 Esageratamente elogiativo. ~ adulatorio.

encòmio, sm. Lode per lo più pubblica e solenne. ~ plauso. <> condanna.

Encomio di Elena Opera di Gorgia di Lentini (prima metà V sec. a. C.). Testo contenuto alla fine del manoscritto denominato Palatino 88 di Heidelberg. Conservata interamente, non è altro che una breve esercitazione retorica che, come la Difesa di Palamede dello stesso autore, costituisce un tentativo di difesa di un personaggio mitico ingiustamente accusato. In particolare, Elena veniva accusata dal pubblico di essere la responsabile dello scoppio della guerra di Troia e dei suoi lutti. I due lavori dovevano essere contenuti, quali esempi di arte retorica, in un manuale composto da Gorgia, Intorno all'arte, del quale è stata individuata qualche notizia in fonti indirette.

encondròma, sm. (pl.-i) Tumore cartilagineo che si sviluppa all'interno di un osso.

encratìti Gli appartenenti a una setta cristiana, sorta in oriente nel II sec. ed estinta all'inizio del V sec., il cui principio caratteristico era la riprovazione del matrimonio. ~ continentes.

Encyclopédie Opera filosofica e scientifica di D. Diderot e J. B. d'Alembert (1751-1780). All'opera collaborarono i più insigni intellettuali del tempo, tra cui Rousseau e Voltaire, ma soprattutto d'Alembert che fu condirettore dal 1751 al 1758. Grazie a una determinazione e a una costanza eccezionali, Diderot riuscì, in circa venti anni di lavoro, a superare tutti i problemi connessi all'impresa. Svolse di persona la maggior parte degli incarichi esecutivi e la correzione di tutte le bozze. L'opera fu completata nel 1772 con la pubblicazione dell'undicesimo volume delle tavole che integravano i 17 volumi del testo.
All'Enciclopedia è legata la fama di d'Alembert filosofo e illuminista, poiché, oltre a numerose voci, egli scrisse il celebre Discorso preliminare di presentazione dell'opera, nel quale illustrò i principi informatori del lavoro e la concezione illuministica dei rapporti tra intellettuale, società e stato. Il Discorso preliminare è considerato il manifesto ideologico e programmatico della dottrina illuminista. L'Enciclopedia fu il veicolo con cui la carica innovativa del pensiero illuminista si diffuse in tutta Europa.

Ende, Michael (Baviera 1929-Stoccarda 1995) Narratore. Tra le opere Momo (1972), La storia infinita (1979), La storia della scodella e del cucchiaio (1990), La prigione della libertà (1990).

endecaèdro, sm. Poliedro che ha undici facce.

endecàgono, sm. Poligono con undici angoli e undici lati.

endecasìllabo, agg. e sm. In metrica versi di undici sillabe con accenti ritmici sulla VI e X sillaba, sulla IV, VIII e X sillaba e sulla IV, VII, e X sillaba. È uno dei versi più congeniali alla poesia italiana per la sua duttilità e l'ampia possibilità di variazione degli accenti. Impiegato fin dalle origini tanto nella poesia epica, didattica e narrativa che in quella lirica, dove solitamente è usato in alternanza con il settenario e il quinario. È detto sciolto quando è impiegato in successione di versi non legati dalla rima.

endemìa, sf. Malattia circoscritta a un paese.

endemicità, sf. L'essere endemico.

endèmico, agg. (pl. m.-ci) Che ha carattere di endemia. ~ locale. <> isolato, sporadico.

endemìsmo, sm. Fenomeno per cui una data specie animale o vegetale è limitata esclusivamente a una particolare regione.

Enderby Regione costiera della Gran Bretagna, nell'Antartide.

Enders, John Franklin (West Hartford 1897-Waterford 1985) Microbiologo statunitense. Riuscì a riprodurre in vitro il virus della poliomielite. Insieme a F. C. Robbins e a T. H. Weller fu insignito del premio Nobel nel 1954.

Endert´ Regione montuosa dell'Etiopia, capoluogo Macallè.

endìadi, sf. Espressione di un concetto per mezzo di due termini coordinati mediante congiunzione.

éndice, sm. Uovo vero o finto che si lascia nei nidi delle galline perché vi ritornino a fare le uova.

Endimiòne Personaggio mitologico, pastore amato da Selene, la quale lo fece dormire di un sonno eterno per preservarlo dalla vecchiaia e che ogni notte si recava a contemplarlo nella sua grotta.
Endimione
Poema di J. Keats (1818).

Èndine Gaiàno Comune in provincia di Bergamo (2.749 ab., CAP 24060, TEL. 035).

Èndine, làgo di Lago prealpino, detto anche lago di Spinone (337 m d'altezza, 2 Km2 di superficie, 10 m di profondità, 5,8 m di lunghezza), situato in val Cavallina, nella provincia di Bergamo, in Lombardia.

endo- Primo elemento di parole composte.
 greco éndon dentro.

Endo, Shusaku (Tokyo 1923-) Romanziere giapponese. Tra le opere Silenzio (1969) e Il samurai (1980).

endoblàsto, sm. In embriologia, endoderma.

endocardìaco, agg. (pl. m.-ci) Relativo a un fenomeno che ha origine all'interno del cuore.

endocàrdio, sm. Rivestimento membranoso delle pareti cardiache interne.

endocardìte, sf. Infiammazione dell'endocardio di origine generalmente batterica. Può causare vizi cardiaci dovuti alla cicatrizzazione dell'endocardio ai danni delle valvole oppure può generare emboli.

endocàrpo, sm. La parte più interna di un frutto.

endocrànio, sm. La superficie interna del cranio.

endocraniòsi, sf. Iperostosi della faccia interna dell'osso frontale che si riscontra soprattutto nelle donne.

endòcrino, agg. Di ghiandole a secrezione interna. <> esocrino.
Ghiandole endocrine
Ghiandole il cui secreto, detto ormone, si versa direttamente nel sangue. Compongono il sistema delle ghiandole endocrine l'ipofisi, l'epifisi, la tiroide, la paratiroide, il timo, le ghiandole surrenali, il tessuto interstiziale delle ghiandole sessuali, i testicoli e cellule interstiziali delle ovaie e le isole di Langerhans del pancreas.

endocrinologìa, sf. Studio del funzionamento delle ghiandole a secrezione interna.

endocrinòlogo, sm. (pl.-gi) Studioso di endocrinologia.

endocrinopatìa, sf. Malattia correlata a disfunzioni di ghiandole endocrine.

endodèrma, sm. (pl.-i) Lo strato più interno della corteccia di un organo, o anche il foglietto interno della gastrula.

endodinàmica, sf. (pl.-che) L'insieme dei fenomeni che avvengono al di sotto della superficie terrestre, ma i cui effetti si manifestano sotto forma di modificazioni esterne della stessa.

endodontìsta, sm. (pl.-i) Odontoiatra specializzato nella cura delle affezioni della polpa e dei canali reticolari dei denti.

endòfago, agg. (pl. m.-gi) Di Insetti che, allo stato larvale, sono parassiti interni di altri esseri viventi.

endofasìa, sf. 1 Stato allucinatorio per il quale si crede di avvertire delle voci interne. 2 Linguaggio interiore, articolato solo mentalmente.

endofìta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Relativo a un essere che vive all'interno di una pianta.

endogamìa, sf. Regola che impone il matrimonio all'interno del proprio gruppo di parentela.

endogàmico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'endogamia.

endogènesi, sf. 1 Generazione, formazione interna. 2 Formazione che ha origine in seguito a fenomeni che si verificano al di sotto della superficie terrestre.

endògeno, agg. 1 Che nasce dentro, all'interno di un organismo. <> esogeno. 2 In geologia, di fenomeno relativo alle forze che agiscono dall'interno della Terra, le quali provocano vulcani, eruzioni, terremoti.
 da endo-+ geno.

endolìnfa, sf. Liquido limpido che mantiene in sospensione gli otoliti nel labirinto dell'orecchio interno.

endométrio, sm. Mucosa di rivestimento della cavità interna dell'utero.

endometriòma, sm. (pl.-i) Tumore benigno che presenta elementi epiteliali identici a quelli dell'endometrio, ma che si sviluppa in tessuti più o meno distanti dall'utero.

endometrìte, sf. Infiammazione dell'endometrio, la mucosa interna dell'utero.

Endomicetàli Ordine di Funghi Ascomiceti a cui appartiene la maggior parte dei lieviti. Comprendono sia specie che si riproducono per gemmazione sia specie sessuate. ~ saccaromicetali.

endoparassìta, agg. sm. (pl. m.-i) Di organismo parassita che vive all'interno di tessuti vegetali (endoparassita endofita), di organismi animali (endoparassita entozoo) o del sangue di animale (endoparassita ematozoo).

endoplàsma, sm. (pl.-i) La parte interna del citoplasma della cellula.

Endopròtti Gruppo di una settantina di specie che formano il tipo omonimo, sottoregno dei Metazoi. Sono minuscoli, a forma di calice con tentacoli retrattili.

endoreattóre, sm. Motore termico a combustione interna continua usato per la propulsione di missili.

endorèico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'endoreismo.
 comp. da greco éndon all'interno + rhêin scorrere.

endoreismo, sm. Carattere delle regioni la cui rete idrografica non ha come livello di base il livello del mare.

endorfìne, sf. plur. In fisiologia sostanze, contenute nei tessuti degli animali superiori, che funzionano come mediatori neuroendocrini, regolatori della trasmissione d'impulsi nervosi. Assimilate alla morfina agiscono nei meccanismi fisiologici del controllo del dolore e dello stress. Al sistema delle endorfine appartengono anche due sostanze pentapeptidiche denominate encefaline, estratte dal tessuto nervoso. Attualmente si ha conoscenza di endorfine di classe alfa, beta, gamma e delta.

endoschèletro, sm. Lo scheletro interno di alcuni animali.

endoscopìa, sf. Tecnica diagnostica e terapeutica di organi interni, come la vescica, lo stomaco, il polmone, che permette con appositi strumenti, detti endoscopi (il cui primo modello fu inventato dal medico polacco Johann Mikulicz-Radeki nel 1881), l'esplorazione visiva allo scopo di verificare eventuali alterazioni o malformazioni e consente di effettuare anche interventi chirurgici.

endoscòpio, sm. Apparecchio che serve a rendere visibile una cavità interna del corpo umano al fine di analizzarla.
 comp. dal greco éndon all'interno + skopêin esaminare.

endospèrma, sm. Tessuto del seme delle piante superiori che conserva sostanze utili all'embrione, come grassi, amido, proteine e vitamine.

endospòra, sf. Spora che si forma all'interno di determinate cellule.

endostìlo, sm. Solco profondo che si estende lungo la parte centrale della faringe di cefalocordati e tunicati.

endotélio, sm. Tessuto di rivestimento delle cavità cardiache e dei vasi sanguigni e linfatici: è costituito da cellule molto appiattite, derivate dal mesenchima.

endoteliòma, sm. (pl.-i) Tumore maligno che si forma per proliferazione delle cellule endoteliali e si presenta sotto forma di noduli o di piccole vegetazioni.

endotèrmico, agg. (pl. m.-ci) Di reazione chimica in cui si ha assorbimento di calore con conseguente abbassamento di temperatura. <> esotermico.

endovéna, sf. Iniezione endovenosa.
 sf. intravenous injection.

endovenóso, agg. Di iniezione fatta immettendo direttamente il liquido nel sangue.
 agg. intravenous.

Endrìgo, Sèrgio (Pola 1933-) Cantante e compositore italiano di musica leggera, molto famoso negli anni '60. Tra le canzoni da lui composte ricordiamo Era d'estate, Io che amo solo te e L'arca di Noè.

endromis, sf. invar. Genere di Insetti Lepidotteri eteroneuri della famiglia degli Endromididi, comprendente farfalle con le antenne corte e il corpo ricoperto di peluria.

endurance, sm. invar. Specialità automobilistica che consiste in una prova di durata effettuata con macchine di varia cilindrata.
 termine inglese che significa "resistenza".

enduro, sm. invar. 1 Specialità di motocross che consiste in una gara di regolarità di durata non inferiore alle sei ore. 2 La moto utilizzata per una gara di questo tipo.
 termine americano di derivazione spagnola che significa "resistere".

-ene Suffisso che viene usato nei termini chimici per indicare la presenza di almeno un doppio legame.

ENEA Sigla di Energia Nucleare ed Energia Alternativa e di European Nuclear Energy Agency (Agenzia europea per l'energia nucleare).

Enèa Mitico eroe troiano figlio di Afrodite e di Anchise. Valoroso combattente nella guerra di Troia, dopo la caduta della città, perduta la moglie Creusa, secondo la tradizione sarebbe fuggito verso occidente approdando, dopo un lungo peregrinare, a Cartagine dove fu ospite e amante di Didone. Lasciata Cartagine, approdò nel Lazio dove, dopo aver vinto i rutuli di Turno e i latini, sposò Lavinia, figlia del re Latino e fondò Lavinio. Dalla sua discendenza sarebbero nati Romolo e Remo, fondatori di Roma. Le sue gesta furono narrate da Virgilio nell'Eneide.

Ènego Comune in provincia di Vicenza (2.236 ab., CAP 36052, TEL. 0424).

Eneide (Aeneis) Poema epico in 12 libri, in esametri, di P. Virgilio Marone (29-19 a. C.). Riprendendo e sviluppando leggende legate alla guerra di Troia assai popolari nella Roma dell'epoca, il poema racconta la fondazione della civiltà romana a opera di Enea, secondo la volontà del Fato, iniziando dalla fuga dell'eroe da Troia in fiamme fino all'arrivo nel Lazio, alle lotte con le popolazioni indigene e alla successiva fusione tra vincitori troiani e popolazioni locali.
L'opera è composta da una prima parte (6 libri) che racconta le peregrinazioni di Enea e da una seconda parte (restanti 6 libri) sulla guerra con la popolazione latina.
Per le tecniche narrative, il poema si rifà agli illustri precedenti omerici, mentre si propone di lodare l'imperatore Augusto partendo dai suoi antenati. Tra le numerose analogie omeriche riscontrabili nell'Eneide, si citano, per esempio, Enea che discende nel regno dei morti e apprende da essi i grandi eventi della storia di Roma, come Ulisse era sceso nell'Ade per gettare uno sguardo sul suo futuro; Omero che dedica una lunghissima trattazione alla descrizione dello scudo di Achille, così come Virgilio descrive particolareggiatamente lo scudo di Enea; l'uccisione di Patroclo, amico di Achille, viene adombrata nell'episodio dell'uccisione di Pallante, amico di Enea; il duello tra Enea e Turno richiama quello tra Achille ed Ettore, ecc.
Il clima del racconto è diverso: il volere del Fato ha un progetto preciso, non una distruzione ma la creazione di Roma. Anche la vicenda dell'amore di Didone, la sua maledizione, lo scontro con Cartagine, come lo scontro con Turno, sono voluti dal Fato. L'autore guarda le vicende da una prospettiva più ampia e partecipa alle sofferenze degli sconfitti, considerando la guerra una guerra fratricida tra popoli vicini tra loro e con un comune progenitore (Dardano).
Nonostante si tratti di un poema a programma, che secondo la tradizione sarebbe stato richiesto da Augusto in persona, Virgilio dà prova di grande vigore poetico dimostrando una perfetta padronanza dei mezzi linguistici e ottenendo anche risultati di grande efficacia, come per esempio nel famoso libro II, quando Enea racconta alla regina Didone la fine di Troia e la sua fuga con il padre Anchise e il figlio Ascanio.
La fortuna dell'Eneide, che l'autore avrebbe voluto distrutta perché ancora da rifinire, fu assai rapida, certo sostenuta da motivi politici e patriottici (era per la Roma di Augusto una spiegazione della sua origine e del suo passato). Con l'affermarsi della cultura cristiana, alla luce dell'interpretazione della sua IV ecloga (si vedano le Bucoliche), tutta l'opera di Virgilio ha beneficiato di una costante considerazione. La traduzione poetica in italiano venne effettuata da Annibal Caro e pubblicata nel 1581.

ENEL Sigla di Ente Nazionale per l'Energia Elettrica.

Enemònzo Comune in provincia di Udine (1.384 ab., CAP 33020, TEL. 0433).

èneo, agg. Di bronzo. ~ bronzeo.

Eneolìtico, agg. (pl. m.-ci) Di periodo preistorico di transizione tra l'età della pietra e quella del bronzo. La lavorazione consolidata della pietra (scheggiata o levigata) si affianca a quella emergente del rame, che già a partire dal IV millennio viene fuso e lavorato a caldo. La martellinatura del rame viene praticata in Oriente (Iran e Iraq) mentre in Turchia vi sono centri per la fusione del metallo.
Attorno al IV millennio si affermano i primi insediamenti in Egitto vicino a Badari. I suoi abitanti erano dediti a pastorizia e hanno lasciato manufatti in osso e pietra, oltre a oggetti ornamentali come collane in rame e statuette. In Italia, gli insediamenti di questo periodo sono concentrati in Sicilia (Piano Notaro, Gela, Siracusa, Agrigento e Lipari). Resti di pratiche funerarie sono stati rinvenuti anche in Sardegna nella grotta di Michele d'Ozieri (Sassari) e in Lombardia (Redemello).

energètica, sf. (pl.-che) 1 L'insieme dei dati che riguardano fonti energetiche e trasformazioni di energia. 2 Lo studio dei fenomeni fisici effettuato dal punto di vista della legge di conservazione dell'energia.

energètico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Che riguarda l'energia. trasformazioni energetiche, in fisica riguardano il passaggio fra le varie forme di energia.
agg. e sm. Si dice di sostanza capace di stimolare le energie dell'organismo. ~ corroborante, tonico. faceva uso di energetici nella sua dieta di preparazione alla gara.
 agg. 1 energy. 2 (fig., alimento) energy giving.
 greco energetikos attivo, da energein operare.

energìa, sf. (pl.-gìe) 1 Vigore fisico. ~ forza. <> debolezza. 2 Vigore spirituale, fermezza di carattere. ~ risolutezza. <> insicurezza. 3 In Fisica, termine con cui viene indicata una grandezza astratta che si presenta in diverse forme (gravitazionale, cinetica, termica, elastica, elettrica, chimica, radiante, nucleare, di massa) che ha la caratteristica di conservarsi in un sistema "isolato", in cui non entra e non esce nulla (una molla che sta oscillando quando si comprime aumenta energia elastica e perde energia cinetica, e viceversa; pian piano rallenta fino a fermarsi, perdendo sia energia elastica che energia cinetica; ma nel frattempo si riscaldano sia la molla che l'aria circostante: aumenta l'energia termica; la somma delle varie forme di emergia si conserva). Nel linguaggio comune spesso viene chiamata "energia", o fonte energetica, un corpo o un sistema che viene sottoposto a trasformazioni tali da aumentare la energia che si presenta in una forma utilizzabile a un dato scopo (forma che, a seconda dei casi, potrà essere meccanica, ossia cinetica o potenziale, termica, elettrica, …), ad es. un combustibile che, attraverso una trasformazione da energia chimica a energia termica e, poi, a anergia meccanica, viene utilizzato per azionare motori.
 sf. 1 energy. 2 (fig.) vigour, energy.
In fisica viene misurata, nel Sistema Internazionale, in joule (J). Si distinguono varie forme di energia, che possono trasformarsi l'una nell'altra rispettando il principio di conservazione, secondo il quale per un sistema isolato il valore complessivo dell'energia non muta.
L'energia meccanica o di movimento di un corpo (energia cinetica) è quella che il corpo possiede per il fatto di essere in moto; il moto di traslazione e di rotazione conferisce al corpo energia cinetica traslazionale e rotazionale; l'energia meccanica si trasforma in calore per effetto degli attriti; l'energia potenziale è quella che gli deriva dall'essere sottoposto all'azione di un campo di forze. Altre forme di energia sono il calore o energia termica, l'energia chimica, l'energia elastica. Tutte quante sono comunque riconducibili alle forme fondamentali di energia potenziale e meccanica: per esempio il calore è una misura dei valori medi di energia cinetica delle singole molecole e degli atomi di un corpo. Dopo la rivoluzione della teoria della relatività, per calcolare l'energia cinetica occorre considerare la variazione relativistica della massa e che la massa del corpo è anch'essa un'energia, secondo la relazione di Einstein E=mc2. I principi della termodinamica enunciano la relazione tra calore ed energia meccanica e i tipi di trasformazione da una forma all'altra. Poiché esistono tre campi di forze diversi, gravitazionali, elettromagnetici e di forza nucleare, questi a loro volta danno luogo alle energie relative, ossia gravitazionale, elettromagnetica e nucleare: un peso posto in un campo di forze gravitazionale possiede energia potenziale gravitazionale; una carica elettrica ferma in un campo di forze elettriche possiede energia potenziale elettrostatica. L'energia di attrazione gravitazionale prodotta dal Sole è trasferita agli oceani nei fenomeni delle maree.

energicaménte, avv. Con vigore.

enèrgico, agg. (pl. m.-ci) Che ha energia, risoluto. ~ vigoroso. <> fiacco.
 agg. 1 energetic, vigorous. 2 (risoluto) powerful.

energùmeno, sm. 1 Persona in preda all'ira. ~ ossesso. 2 Indemoniato. ~ spiritato. <> calmo.

enervàre, v. tr. 1 Snervare. ~ estenuare. 2 In medicina, praticare un'enervazione.

enervazióne, sf. Asportazione o sezione chirurgica di un nervo, di un gruppo di nervi, di un ganglio o di un plesso nervoso che innerva un organo.

Enescu, George (Moldavia 1881-Parigi 1955) Compositore rumeno. Tra le opere due Rapsodie rumene (1901 e 1902) e Concerto per violino (1921).

Enfant et les sortilèges Fantasia lirica in due parti di M. Ravel, testo di S. G. Colette (Montecarlo, 1925).

enfant gâté, loc. sost. m. invar. 1 Bambino viziato. 2 Persona abituata a vedere soddisfatto ogni suo capriccio.

enfant prodige, sm. invar. Bambino prodigio.

enfant terrible, sm. invar. Bambino di carattere estremamente turbolento.

Enfantin, Barthélemy-Prosper (Parigi 1796-1864) Economista francese. Accentuò gli aspetti mistico-religiosi di Saint-Simon e scrisse La scienza dell'uomo (1858).

ènfasi, sf. 1 Calore nei gesti e nella voce. ~ veemenza. <> misura. 2 Modo esagerato di esprimere il proprio pensiero. ~ magniloquenza. <> sobrietà.
 sf. 1 emphasis. 2 (fig.) bombast.

enfaticaménte, avv. In modo enfatico. ~ ampollosamente.

enfàtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Detto o fatto con enfasi. ~ pomposo. <> moderato. 2 Gonfio. ~ tumido.
 agg. emphatic.
 lat. tardo emphaticus, dal greco emphatikòs.

enfatizzàre, v. tr. Pronunciare o rendere con enfasi. ~ ingigantire. <> minimizzare.
 v. tr. to emphasize.
 deriv. da enfatico.

enfiagióne, sf. Ingrossamento anormale di una parte del corpo. ~ tumefazione.

enfiàre, v. tr. Gonfiare.
rifl. Gonfiarsi.

enfisèma, sm. Aumento del contenuto d'aria del polmone per la rottura irreversibile dei setti tra gli alveoli polmonari e causa di una progressiva insufficienza respiratoria. Radiologicamente è percepibile con l'aumento della trasparenza polmonare e direttamente espandendo il torace, negli stadi avanzati.

enfitèusi, sf. invar. Contratto con cui si cede ad altri il dominio utile di un fondo con corresponsione di un canone annuo.

enfitèuta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi ha un possesso in enfiteusi.

enfitèutico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a enfiteusi.

enfleurage, sf. invar. Tipo di estrazione delle essenze dai fiori che le contengono ottenuta senza immersione, ma per contatto a freddo con grassi.

Engadìna Vallata nelle Alpi Retiche, cantone dei Grigioni (Svizzera), attraversata dal fiume Inn. Si estende dal passo del Maloia (1815 m) fino al confine austriaco, per una lunghezza di 95 km. Dominata dal massiccio del Bernina, fino a Zernez, si estende l'Alta Engadina; ai piedi del Silvretta la Bassa Engadina. Sede di turismo invernale ed estivo, l'agricoltura alpina, l'allevamento bovino e le foreste sono le principali risorse della regione. Annovera celebri centri turistici come Saint Moritz, Sils, Silvaplana, Samedan, Pontresina, Celerina, Zuoz. Fu popolata da ladini di lingua romantica, lottò a lungo per l'indipendenza dall'impero; confluì nella Confederazione elvetica, con il resto dei Grigioni, nel 1803. Il parco nazionale, istituito nel 1914, si estende per 150 km2.

engagé, agg. invar. Impegnato socialmente e politicamente.

engagement, sm. invar. Atteggiamento di impegno sociale e politico da parte di un artista.

Engels Città (184.000 ab.) della Russia, nella provincia di Saratov, sul fiume Volga.

Engels, Friedrich (Barmen 1820-Londra 1895) Filosofo e uomo politico tedesco. Figlio di un ricco industriale, mandato in Inghilterra per compiervi il proprio tirocinio, poté conoscere direttamente gli aspetti dell'industrialismo inglese e le condizioni di vita del proletariato industriale. Ciò gli suggerì le prime riflessioni sul ruolo del capitalismo, poi descritte nei libri Lineamenti di una critica dell'economia politica (1843) e La situazione della classe operaia in Inghilterra (1845). Nel 1844 incontrò a Parigi K. Marx con cui scrisse La sacra famiglia (1844), L'ideologia tedesca (1845-1846) e il Manifesto del partito comunista (1848). Aderì alla rivoluzione del 1848 in Germania ma, dopo il suo fallimento, ritornò in Inghilterra. Nel 1869 si ritirò dal lavoro per dedicarsi agli studi e alla politica, aderendo all'Internazionale Socialista di cui fu uno dei massimi esponenti. Curò, dopo la morte di Marx, la pubblicazione degli ultimi due volumi de Il Capitale, divenendo così il punto di riferimento dei marxisti europei. Autore di opere storico politiche quali Antidühring (1878), L'origine della famiglia (1884), Feuerbach e il punto d'approdo della filosofia classica tedesca (1886) e Dialettica della natura (incompiuta) pubblicata nel 1925 in URSS. Per Engels la dialettica deve essere utilizzata per l'interpretazione di tutto l'universo naturale. Con questa visione consentì al marxismo d'inserirsi nella concezione totalizzante della filosofia positivistica.

Enggano Isola dell'Indonesia, nell'oceano Indiano, al largo di Sumatra.

Enghien, Louis-Antoine di Borbone-Condé duca di (Chantilly 1762-Vincennes 1804) Nobile francese. Combatté nel corpo degli emigrati e quindi nel 1801 si ritirò in Germania. Napoleone, temendo un complotto volto a restaurare i Borbone, lo fece rapire e fucilare.

engineering, sm. invar. Insieme delle attività connesse alla progettazione, alla produzione e al controllo di impianti industriali effettuate per contratto.

engràmma, sm. (pl.-i) Modificazione funzionale del sistema nervoso derivante probabilmente dalla fissazione e registrazione di un ricordo.

Engström, Albert Laurentius Johannes (Lönneberga 1869-Stoccolma 1940) Scrittore e disegnatore svedese. Ideatore della rivista umoristica Strix (1897, La civetta), nella quale mise in evidenza le sue capacità di caricaturista disegnando vignette sul mondo contadino e dei pescatori. Anche le sue opere letterarie, come Capricci e avventure (1908) e Racconti riuniti (1915), sono ispirate al mondo popolare.

ENI Sigla di Ente Nazionale Idrocarburi.

enidrocoltùra, sf. Acquicoltura.

enìgma, sm. (pl.-i) 1 Detto oscuro che nasconde un senso allegorico. ~ arcano. l'enigma della Sfinge. 2 Espressione ambigua. ~ indovinello. parlare per enigmi. 3 Persona misteriosa.
 sm. enigma, puzzle.
 lat. aenigma, dal greco ainigma, deriv. da ainissesthai parlare in modo oscuro.

Enigma di Kaspar Hauser, L' Film drammatico, tedesco (1974). Regia di Werner Herzog. Interpreti: Bruno S., Walter Ladengast, Brigitte Mira. Titolo originale: Jader für sich und Gott gegen alle

enigmaticaménte, avv. In modo enigmatico.

enigmaticità, sf. L'essere enigmatico.

enigmàtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che ha dell'enigma, ambiguo, arcano, misterioso. ~ sibillino. <> evidente. 2 Ambiguo. ~ sfuggente. <> franco.
 agg. enigmatic, puzzling.
 lat. aenigmaticus, dal greco ainigmatikòs.

enigmìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi è abile a comporre o risolvere enigmi.

enigmìstica, sf. 1 L'arte di comporre e risolvere enigmi, sciarade, indovinelli e rebus. 2 L'insieme dei giochi enigmistici.
Di origine antichissima era principalmente legata al mito e alla religione (enigma della Sfinge risolto da Edipo e responsi di oracoli). Nel medioevo vi si dedicarono letterati e intellettuali e a mano a mano agli indovinelli si aggiunsero le sciarade, i rebus, gli anagrammi, le crittografie e altri giochi di parole che raggiunsero una notevole diffusione nel XIX sec. per mezzo degli almanacchi. Si sviluppa notevolmente nel XX sec. con l'introduzione di nuovi giochi, dei cruciverba in particolare, nati negli Stati Uniti nel 1923, e la pubblicazione specifica di riviste, incontrando il favore di un pubblico sempre più vasto.

enigmìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a enigmi o a enigmistica.

ENIT Sigla di Ente Nazionale Italiano per il Turismo.

enjambement, sm. invar. Procedimento che, in poesia, consiste nel separare due parole concettualmente unite collocandone una alla fine di un verso e l'altra all'inizio del successivo.

Enlil Personaggio mitologico, dio mesopotamico creatore del mondo e autore della pioggia fecondatrice e del diluvio universale. Gli subentrò nel culto Marduk.

Ènna Città della Sicilia centrale (29.000 ab., CAP 94100, TEL. 0935) è posta a 931 m di altitudine risultando il capoluogo più alto d'Italia e uno dei meno popolosi. Denominata anticamente Castrum Hennae, fino al 1927 si chiamava Castrogiovanni. Centro agricolo con produzione di olive, frumento, mandorle e vini; sono presenti giacimenti di sali potassici, industrie alimentari, chimiche, meccaniche. Sviluppato anche il turismo. Prima di passare sotto il dominio cartaginese e romano, fu colonia greca fino al VII sec. a. C. e centro del culto di Demetra. Situata in posizione strategica, durante il medioevo fu occupata da bizantini, arabi, normanni, svevi, Aragonesi. Partecipò attivamente ai moti risorgimentali della prima metà del 1800. Tra i monumenti il duomo (XIV sec.), il castello di Lombardia (con elementi bizantini, normanni e svevi), la torre ottagonale di Federico II (XIII sec.).
Provincia di Enna
(2.562 km2, 186.000 ab.) Si estende tra i monti Erei e le pendici dei Nebrodi. Territorio montuoso e collinare con risorse minerarie (sali potassici), agricole (frumento, oliveti, ortaggi, vigneti) e industria alimentare. Principali centri sono Agira, Barrafranca, Leonforte, Nicosia, Piazza Armerina, Troina.

ennàgono, sm. Poligono che ha nove lati e nove angoli.

ènne, sm. o sf. invar. La lettera n (N) e il segno che la rappresenta.

Enneadi Opera di filosofia di Plotino (composta dopo il 254, riordinata postuma da Porfirio nel 300-305).

enneasìllabo, agg. e sm. Verso di nove sillabe che veniva usato nella metrica antica.

ennèsimo, agg. 1 Che si riferisce alla lettera n, simbolo matematico di un numero indeterminato. 2 Indica un numero grandissimo. dopo l'ennesimo tentativo, decisi che era meglio lasciar perdere.
 agg. nth.
 deriv. da enne.

Ènnio, Quìnto (Rudiae 239-Roma 169 a. C.) Poeta latino, portato a Roma da Catone il Censore, tradusse e riscrisse, con gusto romano, opere di poeti greci. In esametro dattilico narrò la potenza romana, dai tempi di Enea, negli Annali (diciotto libri), proponendosi come l'Omero latino e iniziando di fatto la tradizione epica latina. Scrisse le Satire, circa venti tragedie di argomento mitologico, Scipio (carme celebrativo per Scipione l'Africano e andato perduto), le due preteste Ambracia e Le Sabine, il poemetto pitagorico Epicharmus, sull'origine della mitologia greca, Euhemerus, scritto in prosa, relativo alle teorie di Evemero di Messina e altri poemetti e pensieri.

Enno Commedia di J. Reuchlin (1497).

Ennockl, Katharina (? 1790-Erlas, Atzgersdorf 1869) Attrice drammatica. Interprete del repertorio nazionale popolare, la sua carriera si svolse prevalentemente al Leopoldstädter Theater di Vienna, dal suo esordio, avvenuto a quindici anni, fino alla chiusura del teatro (1829).

Enns Fiume (254 km) dell'Austria che nasce dai Monti Tauri e confluisce nel Danubio.

Eno, Brian (Woodbridge 1948-) Compositore e strumentista inglese interessato alle nuove forme di musica e alle sperimentazioni elettroniche del rock. Nel 1995 collaborò con gli U2 e con David Bowie.

enocianìna, sf. Nome commerciale della sostanza colorante contenuta nella buccia dell'uva nera. ~ enina.

enòfilo, agg. Che si occupa della produzione di vini.

enoftàlmo, sm. Infossamento patologico del globo oculare nell'orbita.
 comp. dal greco en dentro + ophtalmós occhio.

enogastronomìa, sf. L'arte di saper accoppiare i vini ai cibi.

enòlo, sm. 1 Composto organico contenente il gruppo caratteristico-C(OH)=. 2 Forma tautomera di un chetone o di un aldeide.

enologìa, sf. Arte di fare e conservare i vini e di migliorarne i difetti.
 da eno-+-logia.

enològico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'enologia.

enòlogo, sm. (pl.-gi) Esperto in enologia.

enòmetro, sm. Strumento per conoscere il peso specifico dei vini.

enoplio, agg. e sm. Termine che, nell'antica Grecia, indicava originariamente un ritmo di una danza veloce eseguita da guerrieri armati. In seguito venne ad indicare un particolare tipo di verso metrico.

Enoploidèi Ordine di Nematodi che presentano una cuticola non anulata. Vivono soprattutto in mare.

enopòlio, sm. Cooperativa per la produzione di vini.

enòrme, agg. Che oltrepassa la misura comune. ~ colossale. <> piccolissimo.
 agg. enormous, huge.
 lat. enormis fuori dalla norma.

enormeménte, avv. Smisuratamente. ~ moltissimo.

enormità, sf. 1 L'essere enorme. ~ immensità. <> piccolezza. 2 Atto enorme, scellerato. 3 Ciò che devia dalla normalità.
 sf. enormity, huge size.
 lat. enormitas,-atis.

enosigèo, agg. 1 Detto del tridente di Nettuno, che scuote la terra. 2 Relativo a Nettuno, di Nettuno.
 comp. dal greco énosis scossa + gâia terra.

enotèca, sf. (pl.-che) Raccolta di bottiglie di vini pregiati.
 da eno-+-teca.

enotècnica, sf. La tecnica della lavorazione dei vini.

Enòtria 1 La parte sudorientale dell'Italia che era abitata dagli enotri. 2 Altra denominazione dell'Italia meridionale. 3 Altra denominazione dell'Italia.

ENPA Sigla di Ente Nazionale per la Protezione degli Animali.

ENPALS Sigla di Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza ai Lavoratori dello Spettacolo.

ENPAM Sigla di Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Medici.

ENPDEP Sigla di Ente Nazionale di Previdenza per i Dipendenti di Enti di diritto Pubblico.

ENPI Sigla di Ente Nazionale per la Previsione degli Infortuni.

Enrìco Nome di sovrani.
Germania Enrico I l'Uccellatore
(876?-Memleben 936) Duca di Sassonia dal 912, nel 919 divenne re di Germania. Nel 925 conquistò la Lorena ai capetingi; in seguito sconfisse slavi, ungari (933) e danesi (934).
Enrico II il Santo
(Bad Abbach 973-Gottinga 1024) Re di Germania dal 1002 e d'Italia dal 1004. Sconfitto Arduino d'Ivrea nel 1013, fu incoronato imperatore del Sacro Romano Impero nell'anno successivo. Contese la Boemia a Boleslao I di Polonia e promosse la cristianizzazione dell'Europa orientale.
Enrico III il Nero
(1017-Botfeld 1056) Figlio di Corrado II il Salico, fu re di Germania dal 1028 e imperatore del Sacro Romano Impero dal 1039. Si assicurò la sovranità in Polonia, Boemia e Ungheria e sostenne la riforma ecclesiastica e il diritto di designazione dei papi riservato agli imperatori.
Enrico IV
=> "Enrico IV di Germania"
Enrico V
(1081-Utrecht 1125) Figlio di Enrico IV, divenne imperatore del Sacro Romano Impero dal 1111. Continuò la lotta per le investiture e vi pose termine con il concordato di Worms (1122).
Enrico VI
(Nimega 1165-Messina 1197) Figlio di Federico Barbarossa, fu imperatore del Sacro Romano Impero dal 1191. Si garantì anche il diritto di successione in Sicilia sposando Costanza d'Altavilla nel 1186, ma vi regnò solo nel 1195 dopo un lungo scontro con la nobiltà normanna, guidata da Tancredi di Lecce.
Spagna Enrico I di Castiglia
(1204-Palencia 1217) Figlio di Alfonso VIII, gli succedette come re di Castiglia e León dal 1214.
Enrico II di Castiglia
(Siviglia 1333-Burgos 1379) Figlio di Alfonso XI e conte di Trastamara, dopo aver spodestato con l'aiuto della Francia il fratellastro Pietro I il Crudele, fu re di Castiglia e León dal 1369.
Enrico III il Malaticcio
(Burgos 1379-Toledo 1406) Re di Castiglia e León dal 1390.
Enrico IV l'Impotente
(Valladolid 1425-Madrid 1474) Re di Castiglia e León dal 1454, fu duramente contrastato dalla nobiltà che, contestando la legittimità della figlia ed erede Giovanna, gli fece succedere la sorella Isabella la Cattolica.
Francia Enrico I
(1008-1060) Figlio di Roberto il Pio e nipote di Ugo Capeto, fu re dal 1031. Il padre lo designò successore alla morte del primogenito Ugo, mentre la madre Costanza gli preferiva il terzo figlio Roberto. Nella guerra civile tra i due fratelli, Enrico, divenuto re nel 1031, ebbe la meglio con l'aiuto dei conti di Fiandra e d'Angiò, ma l'intervento di altri feudatari estese il conflitto che si trascinò a lungo.
Enrico II
(1519-1559) Secondo figlio di Francesco I, gli succedette al trono di Francia dal 1547. Sposò Caterina de' Medici, ma per tutta la sua vita ebbe come favorita Diana di Poitiers (1499-1566) dalla quale fu dominato. Costei favorì l'affermazione dei duchi di Guisa. Sotto la pressione dei Guisa, vennero perseguitati gli ugonotti (protestanti), venne dichiarata guerra contro l'Inghilterra (1548-1550) e organizzata la spedizione in Italia (1548) contro Carlo V. Dopo la breve tregua di Vaucelles, i Guisa spinsero a nuove ostilità per la conquista dell'Italia meridionale, ma gli Spagnoli, guidati da Emanuele Filiberto, sconfissero disastrosamente i Francesi, guidati da Anne de Montmorency, a San Quintino (1557) e li costrinsero alla pace di Cateau-Cambrésis. Durante le celebrazioni, il re venne ferito accidentalmente in un torneo e morì subito dopo. A Enrico II succedettero, uno dopo l'altro, tre suoi figli: Francesco II, Carlo IX ed Enrico III.
Enrico III
=> "Enrico III di Valois"
Enrico IV
=> "Enrico IV di Francia"
Inghilterra Enrico I
(1068-1135) Figlio di Guglielmo il Conquistatore, succedette sul trono al fratello Guglielmo il Rosso nel 1100, approfittando del fatto che suo fratello Roberto, erede al trono, era in Terra Santa, e con la motivazione che egli era l'unico tra i figli di Guglielmo il Conquistatore che fosse nato in Inghilterra. Sposò la figlia del re di Scozia. Naturalmente si trovò a combattere contro il fratello. Nel 1106 Roberto fu sconfitto a Tinchebrai e fatto prigioniero. L'opposizione, continuata dai sostenitori di Roberto, per un certo tempo proseguì sul suolo francese, ma poi cessò. Enrico I fu un re di grandi qualità sul piano politico. Si preoccupò di rafforzare l'autorità dello stato e favorì la fusione dei Normanni con i Sassoni. Promosse anche un atteggiamento conciliante con la Chiesa e in questa prospettiva richiamò dall'esilio Anselmo d'Aosta (1103).
Enrico II
(1133-1189) Figlio di Goffredo V d'Angiò e nipote di Enrico I, fu re dal 1154. Il regno d'Inghilterra era allora uno dei più potenti d'Europa, in quanto comprendeva anche le regioni francesi della Normandia e Aquitania. I suoi possedimenti si estesero ulteriormente, in seguito al suo matrimonio con la duchessa di Aquitania, Eleonora. Nel 1162 entrò in conflitto con Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury, per la diversa interpretazione dei rapporti fra re e clero. Tommaso Becket fu costretto fuggire in Francia (1164). Al rientro in Inghilterra (1170) venne ucciso da due fanatici. Enrico II fu ritenuto il mandante dell'assassinio dell'arcivescovo. In seguito, tuttavia, Enrico II riuscì a ottenere l'assoluzione da papa Alessandro III. Sottomessa l'Irlanda (1171), dovette fronteggiare una rivolta organizzata dai suoi tre figli, ai quali aveva assegnato parte dei suoi possedimenti, ma senza concedere un vero potere. Alla rivolta si unirono i feudatari francesi e numerosi nobili inglesi, che ottennero l'appoggio dei re di Francia e di Scozia. Enrico fu costretto a prendere le armi contro i figli, ma poi preferì cessare la guerra civile riconoscendo erede il figlio Riccardo detto Cuor di leone (1189).
Enrico III d'Inghilterra
(1207-1272) Figlio di Giovanni Senza Terra, gli succedette nel 1216 a soli nove anni. Nel 1258 fu costretto ad approvare gli statuti di Oxford (Provisions of Oxford) che prevedevano autonomie a favore della nobiltà, ma li annullò nel 1264 scatenando la rivolta dei baroni guidati da Simone di Montfort. L'esercito del Montfort riuscì a sconfiggere le truppe del re, catturando il re stesso insieme al figlio Edoardo (Lewes, 14 maggio 1264). Il principe Edoardo, organizzato un altro esercito, batté Simone de Montfort a Evesham, uccidendolo in battaglia. La pacificazione nel paese fu raggiunta soltanto nel 1266 con il Dictum of Kenilworth, che assicurò finalmente il riconoscimento del parlamento da parte di Enrico III.
Enrico IV
=> "Enrico IV d'Inghilterra"
Enrico V
=> "Enrico V d'Inghilterra"
Enrico VI
=> "Enrico VI d'Inghilterra"
Enrico VII Tudor
(1457-1509) Figlio di Edmondo Tudor e di Margaret Beaufort, parente dei Lancaster, fu proclamato re dopo la vittoria di Bosworth (1485) sull'usurpatore Riccardo III, rimasto ucciso in battaglia. Sposando Elisabetta di York favorì l'unione delle case di Lancaster e di York e rinsaldò l'autorità regia. Si dimostrò abile come amministratore dello stato, favorì i traffici e i commerci. Enrico VII fu il primo re della dinastia dei Tudor.
Enrico VIII
=> "Enrico VIII d'Inghilterra"

Enrico di Ofterdingen Romanzo di Novalis (1772-1801) Lasciato incompiuto dall'autore, fu pubblicato postumo nel 1802. L'opera è suddivisa in due parti: L'attesa e Il compimento. Ambientata in un medioevo idealizzato nel quale regna la poesia e l'amore cortese, la prima parte racconta il viaggio del giovane protagonista Enrico di Ofterdingen che si reca da Eisenach ad Augusta in visita al nonno. Il viaggio non contiene avventure nel senso tradizionale, ma avventure dello spirito: durante il percorso si svolge una conversazione sul significato della poesia; in un castello, Enrico incontra Zulima, una ragazza orientale; in un'osteria, incontra un vecchio minatore e concepisce un vivo desiderio di conoscere i tesori della terra; in una grotta, incontra un saggio eremita; a casa del nonno, è conquistato dalla musica e conosce il poeta Klingsohr, che lo intrattiene sull'arte in generale e sulla poesia. Intanto, Enrico s'innamora della figlia di Klingsohr. Della seconda parte, resta compiuto solo il primo capitolo. In esso, Enrico piange la morte dell'amata e poi discute di morale con un vecchio. Il piano dell'opera, che l'autore non poté realizzare, è stato ricostruito da J. L. Tieck sulla base delle annotazioni lasciate da Novalis. Esso prevedeva un lungo viaggio attraverso l'Italia, la Grecia e l'Oriente e il successivo ritorno in Germania. Doveva concludersi con la celebrazione dell'ideale della poesia alla quale Enrico consacrava la sua vita.

Enrìco III di Valois (Fontainebleau 1551-Saint Cloud 1589) Figlio di Enrico II e Caterina de' Medici, luogotenente generale dal 1567, fu tra gli organizzatori della strage degli ugonotti della notte di San Bartolomeo (1572). Per pochi mesi re di Polonia, nel 1573, fu re di Francia, nel 1574, succedendo al fratello Carlo IX. Tentò una soluzione pacifica del conflitto religioso con gli ugonotti, concedendo loro la libertà di culto con l'editto di Beaulieu (1576), suscitando però le reazioni dei cattolici intransigenti, guidati dal duca Enrico I di Guisa, che fece uccidere assieme al fratello Luigi di Lorena (1588) prima di fuggire da Parigi (giornata delle barricate, 1588). Per rientrare dovette accordarsi con Enrico di Navarra, capo dei calvinisti, succeduto al duca D'Angiò nel 1584. Fu ucciso dal domenicano J. Clément e con la sua morte si estinse la dinastia dei Valois.

Enrìco il Navigatóre (Porto 1394-Capo de Sagres 1460) Principe portoghese, figlio del re di Portogallo Giovanni I, diede impulso alla navigazione del suo paese organizzando numerose spedizioni marittime, promuovendo la colonizzazione di Madera e delle Canarie (1419), l'esplorazione delle coste occidentali dell'Africa fino a Capo Verde (1445), l'esplorazione del Rio de Oro, di Capo Bianco e della foce del Senegal, gettando così le basi del successivo espansionismo coloniale del Portogallo.

Enrico il Verde Romanzo di Gottfried Keller (1819-1890) pubblicato tra il 1854 e il 1855. Appartenente al genere del romanzo di formazione (in tedesco Bildungsroman) è di ispirazione autobiografica. Protagonista dell'opera è Heinrich Lee, detto "il verde" dal colore del suo giubbetto. Dopo essere stato espulso dalla scuola e dopo un tentativo di seguire l'istruzione artistica, accortosi di non avere la vocazione all'arte, si impiega nell'amministrazione dello stato. Le varie esperienze gli permettono di conoscere il mondo e nello stesso tempo di approfondire la conoscenza di se stesso. L'autore è convinto che le diverse esperienze si concludano invariabilmente con la crescita e l'arricchimento degli individui, purché il loro atteggiamento resti aperto e disponibile ad apprendere.

Enrìco IV di Frància (1553-1610) Figlio di Antonio di Borbone, duca di Vendôme, e della regina di Navarra, Jeanne d'Albret, ricevette un'educazione calvinista. Con l'aiuto della madre, si unì alle forze protestanti. Nel 1572, alla morte di sua madre divenne re di Navarra e sposò Margherita di Valois, figlia di Caterina de' Medici. Durante le feste di nozze, Caterina de' Medici tentò di sbarazzarsi degli ugonotti facendoli uccidere nel massacro della notte di san Bartolomeo (24 agosto 1572). Enrico di Navarra venne risparmiato, ma fu costretto ad abiurare. Alla morte del duca d'Angiò, fratello del re Enrico III, divenne erede al trono di Francia. Salì al trono nel 1589 dopo la cosiddetta guerra dei tre Enrico (1585) e l'assassinio di Enrico III per mano di un fanatico cattolico. Nel 1593 non potendo vincere i cattolici in battaglia, Enrico IV si convertì al cattolicesimo ("Parigi vale bene una messa"). Preso saldamente il controllo del regno, nel 1598 promulgò l'Editto di Nantes, con cui ai protestanti francesi vennero garantiti una moderata libertà religiosa e il pieno godimento dei diritti civili, ponendo così fine alle guerre di religione in Francia. Come garanzia il re permise loro di mantenere proprie fortezze in varie località della Francia. Enrico IV fu un sovrano di ampie vedute e seppe circondarsi di ottimi consiglieri, tra i quali il duca di Sully che riformò l'economia. Dedicò tutto il suo impegno al rafforzamento del potere centrale della monarchia e a migliorare l'economia del paese. Furono emanate leggi protezionistiche per permettere lo sviluppo dell'industria, costruite strade e migliorate le condizioni dell'agricoltura. Noto come le bon roi, cadde assassinato da un fanatico cattolico nel 1610. Gli successe il figlio Luigi XIII sotto la reggenza della sua seconda moglie Maria de' Medici.

Enrìco IV di Germània (Goslar 1050-Liegi 1106) Figlio di Enrico III, fu proclamato re di Germania dal 1054. Si contrappose nella lotta delle investiture a papa Gregorio VII. Colpito da scomunica si umiliò a Canossa dinanzi al papa, ospite della contessa Matilde.
Enrico IV
Dramma di L. Pirandello (1922). Il titolo deriva dall'Enrico IV imperatore di Germania che si umiliò a Canossa davanti al papa, personaggio che il protagonista del dramma stava interpretando in una cavalcata mascherata finita male per lo scarto improvviso di un cavallo che ha sbalzato a terra il cavaliere. La caduta rovinosa ha fissato il cavaliere nel suo personaggio. Pazzia o malattia? Per compassione, tutti hanno assecondato il novello Enrico IV creando intorno a lui un mondo artificiale che riproduce l'epoca dell'imperatore tedesco. Sono passati molti anni; in realtà, Enrico IV è guarito dai postumi della caduta, ma continua il pericoloso gioco della simulazione, per prendersi gioco degli altri. La tragedia esplode quando Enrico IV cerca di abbracciare una giovane travestita da Matilde di Canossa e uccide l'uomo che tenta di impedirglielo. Ormai è condannato alla simulazione a vita. Insieme a Così è (se vi pare) (1917) e Come tu mi vuoi (1930), fa parte dei lavori teatrali di L. Pirandello che ruotano intorno al problema dei rapporti tra apparenza e realtà.

Enrìco IV d'Inghiltèrra (1366-1413) Primo re della casa Lancaster. Avversario del re Riccardo II, si trovava in esilio forzato quando nel 1399 divenne duca di Lancaster succedendo al padre. Riccardo aveva confiscato le sue terre e pronunciato contro di lui la condanna al bando perpetuo. Tuttavia, verso la fine del 1399, Enrico ritornò, costrinse Riccardo ad abdicare e salì al trono sostenendo di essere l'erede legittimo di Enrico III per via di madre. Non tutti condivisero questa rivendicazione, perciò il suo regno fu agitato dalle rivolte. Enrico IV sconfisse i nemici, guidati da Owen Glendower e dai Percy, a Shrewsbury (1403) e a Bramham Moor (1408) e riuscì a dissolvere le minacce portate al trono.
Enrico IV
Dramma storico di W. Shakespeare (1597-1598). Diviso in due parti, il dramma rappresenta le vicende dei due personaggi principali, il principe Hal, futuro re Enrico V, e il suo compagno Sir John Falstaff. Mescolando commedia e narrazione storica, Shakespeare rappresenta la vita delle taverne di Londra e la corte del re Enrico IV, che lotta per soffocare la ribellione della famiglia Percy guidata dal giovane Hotspur. Nella parte I, Enrico sconfigge i Percy mentre il principe Hal uccide Hotspur; nella parte II, viene repressa una seconda ribellione, ma Enrico IV muore. Il principe Hal, divenuto re, si lascia alle spalle le cattive compagnie e la vita dissipata di un tempo. A questo fine, allontana Falstaff bandendolo da Londra.
Enrico IV
Dramma di L. Pirandello (1922).

Enrico V Film drammatico, britannico (1944). Regia di Laurence Olivier. Interpreti: Laurence Olivier, Renée Asherson, Robert Newton. Titolo originale: Henry V

Enrìco V d'Inghiltèrra (1387-1422) Figlio di Enrico IV, divenne re nel 1413. Sposò la figlia di Carlo VI di Francia, Caterina. Eliminati gli oppositori interni, nel 1415 diede inizio a una campagna in grande stile contro la Francia, approfittando della guerra civile in corso. Ad Agincourt sconfisse rovinosamente i francesi. Nel 1417 invase ancora la Francia con un esercito più forte e costrinse i Francesi a firmare il trattato di Troyes, in base al quale egli sposò la figlia del re di Francia, Caterina, e fu riconosciuto erede al trono della nazione.
Enrico V
Dramma di W. Shakespeare (1598-1599). L'eroico Enrico V, re dal 1413 al 1422, è stato un tempo lo scapestrato e ribelle principe Hal: il suo comportamento viene ricordato alla fine del Riccardo II e nell'Enrico IV, dove si dà alla bella vita con sir John Falstaff. L'Enrico V celebra la vittoria inglese di Agincourt contro i francesi. Enrico non è solo regale ma si dimostra anche dotato di forte umanità. Incoraggia i suoi soldati stando con loro la notte prima della battaglia. Nell'atto finale, il re corteggia la principessa francese Caterina, in un modo che la differenza delle lingue rende particolarmente spiritoso. Shakespeare, celebrando un periodo glorioso della storia inglese, si propone di comporre un dramma di significato epico, presentando una figura di re valoroso. La dimensione epica dell'azione è sottolineata da un coro, che espone un prologo e interviene all'inizio di ciascuno dei cinque atti, suggerendo vicende e scenari che il teatro non è in grado di ospitare.

Enrìco VI d'Inghiltèrra (1421-1471) Figlio di Enrico V e di Caterina di Valois, succedette al padre nel 1422, a poco più di un anno di età. Nel 1444 sposò Margherita d'Anjou, contessa di Provenza, dalla quale fu completamente dominato. I possessi inglesi in terra di Francia si ridussero alla sola Calais, in seguito al movimento nazionale promosso da Giovanna d'Arco. I contrasti interni tra la casa di Lancaster, legata alla regina, e gli York condotti da Edoardo di York, si acuirono e nel 1455 iniziò la guerra delle due rose (dalle insegne araldiche delle due casate: rosa rossa dei Lancaster, rosa bianca degli York). Edoardo IV di York lo depose nel 1461, ma fu rimesso sul trono nel 1470 e quindi ucciso l'anno successivo.
Enrico VI
Dramma di W. Shakespeare (1590-1591). È la prima delle tragedie storiche scritte da Shakespeare. L'opera è composta di tre diverse tragedie, denominate Parte I (5 atti ambientati in parte in Inghilterra e in parte in Francia), Parte II (5 atti ambientati in diversi luoghi dell'Inghilterra) e Parte III (5 atti ambientati in parte in Inghilterra e in parte in Francia). Il periodo storico abbracciato complessivamente va dal 1422 al 1471, cioè dall'inizio del regno di Enrico VI alla sua morte. Simbolicamente, l'opera inizia con la cerimonia funebre di Enrico V, abbraccia un periodo tra i più agitati della storia inglese, che vede lo scoppio della guerra civile detta guerra delle due rose (dalle insegne araldiche delle due casate: rosa rossa dei Lancaster, rosa bianca degli York) e si conclude con la morte di Enrico VI, ma con già definito il progetto di pacificazione nazionale, che sarà attuato dal successore Enrico VII Tudor, il quale, sposando una York unirà la rosa bianca alla rosa rossa.

Enrìco VIII d'Inghiltèrra (Greenwich 1491-Westminster 1547) Figlio e successore di Enrico VII e di Elisabetta, sposò Caterina d'Aragona. Per il suo antiluteranesimo si guadagnò da papa Leone X il titolo di Defensor fidei, ma al rifiuto di Clemente VII di annullare il suo matrimonio con Caterina d'Aragona, per sposare Anna Bolena, si proclamò capo della chiesa anglicana e determinò la separazione dell'Inghilterra dalla chiesa cattolica (Atto di supremazia, 1534). Assistito da T. Cromwell, primo ministro, mandò a morte Tommaso Moro, fece chiudere conventi, confiscò i beni ecclesiastici e fece abolire il latino. Sposò Anna Bolena, che fece giustiziare nel 1536 per adulterio, ed ebbe in seguito altre quattro mogli, Jane Seymour, Anna di Clèves, Caterina Howard e Caterina Parr.
Enrico VIII
Dramma di W. Shakespeare (1612-1613) in cinque atti. È l'ultimo lavoro teatrale di Shakespeare. L'azione è ambientata a Londra, Westminster e Kimbolton. Narra le vicende storiche del ripudio della regina Caterina d'Aragona da parte di Enrico VIII; l'allontanamento di Caterina dalla corte (in parte per gli intrighi del cardinale-ministro Thomas Wolsey, che si vendica di lei per non aver ottenuto l'arcivescovado di Toledo, non essendo Caterina intervenuta in suo favore presso l'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V, già Carlo I di Spagna); l'incoronazione di Anna Bolena a regina d'Inghilterra. Dopo numerosi avvenimenti tragici, la nascita della figlia Elisabetta e il suo battesimo concludono l'opera con un'atmosfera di serenità e di speranza. Accanto alla vicenda principale, sono rappresentati i drammi del duca di Buckingham (condannato a morte per gli intrighi del cardinale Wolsey) e del cardinale Wolsey (privato di tutti gli incarichi e di tutti i beni, e sostituito da Tommaso Moro nella carica di ministro, per aver scritto al papa di bloccare l'istanza di divorzio di Enrico VIII). L'autore mostra una particolare attenzione al dramma degli sconfitti della storia (duca di Buckingham, Caterina, Wolsey) ed è magnanimo nel far risaltare i loro meriti. Del resto, Shakespeare conosce gli alti e bassi della storia: quando scriveva, Tommaso Moro era stato giustiziato (1535) per avere rifiutato la ratifica del divorzio del re e la ribellione all'autorità del papa. Anche Wolsey si riscatta nella caduta, riconoscendo umilmente la "vana pompa e gloria di questo mondo", avendo ritrovato "una pace interiore che supera tutte le dignità della terra".

Enrìques Agnolètti, Ànna Marìa (Bologna 1907-Sesto Fiorentino 1944) Medaglia d'oro della resistenza antifascista. Cofondatrice del Movimento cristiano sociale (1940), partecipò alla lotta di liberazione prima a Roma e poi a Firenze. Fu assassinata dalla banda Carità.

Enrìques, Federìco (Livorno 1871-Roma 1946) Matematico italiano. Tra le sue opere, Lezioni di geometria proiettiva (1898) e Scienza e razionalismo (1912).

Enrìquez, Frànco (Firenze 1927-Ancona 1980) Regista teatrale. Fu direttore degli Stabili di Torino, Napoli e Roma.

Enschede Città (147.000 ab.) dei Paesi Bassi, nella provincia di Overijssel.

ensemble, sm. 1 Notazione che, nell'orchestrazione dei pezzi di musica leggera, indica l'intervento contemporaneo di tutti gli strumenti. 2 Nel linguaggio della moda è un abito femminile con giacca o soprabito e accessori adatti. ~ completo.
 franc. ensemble.

Ensenada Città (261.000 ab.) del Messico, nello stato di Baja California Norte.

Ensifèri Sottordine di Insetti Ortotteri dalle lunghe antenne filiformi.
 comp. dal lat. ensis spada + ferre portare.

ensifórme, agg. Detto di foglie a forma di spada.

Ensor, James (Ostenda 1860-1949) Pittore belga. Tra le opere Entrata di Cristo a Bruxelles (1888, Anversa, Musée Royal des Beaux-Arts) e La caduta degli angeli ribelli (1888, Anversa, Musée Royal des Beaux-Arts).

enstatìte, sf. Silicato di magnesio appartenente al gruppo dei pirosseni rombici, di colore grigiastro, giallo o verde.

entalpìa, sf. Funzione matematica dello stato termodinamico di un sistema fisico, equivalente alla somma dell'energia interna e del prodotto della pressione per il volume del sistema (H = u+pv); la variazione di entalpia esprime il contenuto termico del sistema e determina il lavoro che una macchina termica produce o assorbe.

èntasi, sf. invar. Rigonfiamento della colonna nella parte centrale del fusto.

ènte, sm. 1 Qualcosa di esistente o di possibile. ~ entità. 2 In matematica è un oggetto astratto cui si attribuiscono determinate proprietà. 3 Istituzione dotata di personalità giuridica. ~ istituto, organismo.
 sm. 1 board, body, corporation. 2 (istituzione) authority.

Entebbe Cittadina porto dell'Uganda, situata sulla sponda settentrionale del lago Vittoria. Fu la capitale del paese sotto il protettorato britannico.

entelechìa, sf. Secondo Aristotele, la realtà giunta allo stato di perfezione o pieno compimento.
 greco én télei échein essere nella perfezione.

entèllo, sm. Nome volgare di una grossa scimmia catarrina della famiglia dei Cercopitecidi, sottofamiglia dei Colobini.

enter, sm. invar. L'introduzione in un elaboratore elettronico di informazioni effettuata mediante una periferica interattiva come la tastiera.
 inglese to enter entrare.

enter(o)- Primo elemento di parole composte.
 greco énteron intestino.

enteralgìa, sf. Dolore intestinale acuto.

entèrico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'intestino.

enterìte, sf. Infiammazione acuta o cronica della mucosa dell'intestino tenue causata da infezione alimentare, da allergia, da freddo o da stati tossici. Si manifesta con dolori addominali, febbre, diarrea, stato tossico ed è curabile con terapia antibiotica.

enterochinàsi, sf. Sostanza avente proprietà enzimatiche (attiva la tripsina) presente nel succo duodenale. Svolge un ruolo primario nella digestione intestinale dei protidi.

enteroclìsma, sm. (pl.-i) Clistere.

enterocolìte, sf. Infiammazione dell'intestino tenue e del colon, generalmente cronica.

Enterogòni Gruppo di Ascidiacei, comprendente gli ordini degli Aplusobranchiati e dei Flebobranchiati, caratterizzato dalla presenza di una gonade impari situata vicino all'ansa intestinale.

enterologìa, sf. Settore della medicina che studia gli intestini.

Enteropnèusti Tipo della classificazione del regno animale, sottoregno dei Metazoi, gruppo dei Deuterostomi. Raggruppati in circa 70 specie, sono organismi marini dall'aspetto vermiforme che vivono nel substrato in gallerie a forma di U. Contano anche forme di 2 m di lunghezza.

enteroptòsi, sf. Spostamento verso la parte inferiore dell'addome dell'intero complesso intestinale che provoca un grande allentamento di tutto il tubo digerente.

enterorragìa, sf. Emorragia intestinale.

enterostomìa, sf. Abboccamento, permanente o temporaneo, di un'ansa intestinale alla parete addominale.

entertainment, sm. invar. Spettacolo leggero, di evasione, radiofonico o televisivo.

entità, sf. 1 Ciò che costituisce l'essenza di una cosa. 2 Valore. ~ importanza. l'entità del patrimonio era quasi incalcolabile. 3 Qualifica di ente. questo istituto non ha entità morale.
 sf. value, importance.
 lat. mediev. entitas,-atis, deriv. da ens, entis ente.

entolòma, sm. (pl.-i) Genere di Funghi Basidiomiceti della famiglia delle Rodofillacee dalle lamelle di colore rosa.

entomo- Primo elemento di parole composte.
 greco éntomon[zôion] animale suddiviso, insetto.

entomòfago, agg. e sm. (pl. m.-gi) Si dice di animale che si nutre di insetti.

entomofilìa, sf. Impollinazione a opera di insetti.

entomòfilo, agg. Si dice di piante in cui l'impollinazione avviene a opera degli insetti.

entomologìa, sf. Lo studio degli insetti.
 da entomo-+-logia.

entomològico, agg. (pl. m.-ci) Che concerne l'entomologia.

entomòlogo, sm. (pl.-gi) Studioso di entomologia.

entourage, sm. invar. Cerchia di persone che abitualmente si frequentano. ~ ambito.

Entra la corte Romanzo di A. D. Sinjavskij (1960).

Entràcque Comune in provincia di Cuneo (878 ab., CAP 12010, TEL. 0171).

entracte, sm. invar. Breve spettacolo generalmente di tono comico. ~ intermezzo.

entraîneuse, sf. invar. Ragazza addetta a intrattenere i clienti nei locali notturni. ~ accompagnatrice, intrattenitrice.

entràmbi, agg. e pron. num. m. pl. (f.-e) Tutti e due. ~ ambedue.
 agg. e pron. both.

entrànte, agg. 1 Che entra. <> uscente. 2 Che sta per cominciare. ~ prossimo. <> scorso.

entràre, v. intr. 1 Passare dall'esterno all'interno. <> uscire. 2 Penetrare. ~ introdursi. <> venir fuori. 3 Cominciare una nuova attività, trovare impiego. cercava di entrare in ferrovia, per avere la sicurezza del posto statale; entrare in guerra. 4 Essere contenuto in certo luogo. il numero dei partecipanti era così elevato che non c'entrava più nessuno nel salone della conferenza. 5 Interferire. ~ immischiarsi. era entrato nella loro vita quotidiana, di soppiatto, senza chiedere il permesso. 6 (entrarci) avere attinenza, relazione con qualcosa: che c'entra? io non c'entro
 v. intr. 1 to enter, to go in, to come in, to get in. 2 (essere ammesso) to become a member of, to join.
 lat. intrare, deriv. da intra dentro.

entràta, sf. 1 L'atto dell'entrare. ritardarono il più possibile l'entrata in guerra. 2 Luogo da dove si entra. <> uscita. l'entrata del locale non era molto appariscente. 3 Provento. ~ rendita. <> esborso. le tasse costituiscono parte delle entrate di uno Stato. 4 Principio. ~ inizio. <> fine. 5 Intervento di un giocatore sulla palla.
 sf. 1 entry, entrance. 2 (econ.) income. 3 (libera) admission free.
 deriv. da entrare.

Entràtico Comune in provincia di Bergamo (1.354 ab., CAP 24060, TEL. 035).

entratùra, sf. 1 L'entrare. 2 Possibilità di avvicinare facilmente persone influenti. ~ conoscenza.

Entre Douro e Minho Regione del Portogallo fra il fiume Minho, il confine spagnolo e l'oceano Atlantico.

Entre Ríos Provincia (1.021.000 ab.) dell'Argentina, capoluogo Paran´.

entrecôte, sf. invar. Lombatina. ~ costata.

entrée, sf. invar. Pietanza calda o fredda che si serve dopo la portata di carne o selvaggina.

entremets, sm. invar. Portata leggera che si serve tra l'arrosto e la frutta o il dessert.

Entrepeñas, Pantano de Lago artificiale della provincia di Guadalajara, formato dallo sbarramento del fiume Tago.

entrìsmo, sm. In politica è la tendenza a entrare in organizzazioni o istituzioni per modificarle dall'interno.

éntro, prep. 1 Dentro. 2 Prima della fine di. <> oltre. 3 Tra.
 prep. within.

entrobórdo, sm. invar. 1 Imbarcazione da turismo dotata di motore interno allo scafo. 2 L'interno dello scafo.

entronàuta, sm. e sf. Colui che viaggia all'interno di se stesso alla ricerca delle sue precedenti reincarnazioni.

entropìa, sf. In termodinamica è la funzione di stato di un sistema che misura il suo grado di disfacimento o degradazione. Indica la tendenza di un sistema isolato e chiuso di evolvere verso uno stato stabile (equilibrio). La variazione di entropia è determinata solo dallo stato iniziale e da quello finale del sistema e, in un complesso concomitante di trasformazioni, gli aumenti sono più numerosi delle diminuzioni. Ciò comporta che tutte le trasformazioni che avvengono in natura seguono una particolare direzione di svolgimento per cui, pur mantenendosi costante la quantità energetica dell'universo, la frazione di questa trasformabile in lavoro diminuisce sino al punto da non poter più trasformare energia; ciò sancirà la morte termica dell'universo.

entròpico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'entropia.

entropion, sm. invar. Rovesciamento delle palpebre verso l'interno.
 comp. dal greco en all'interno + trépein girare.

entrotèrra, sm. invar. Zona che si estende all'interno di una fascia costiera.

entusiasmànte, agg. Che desta entusiasmo. ~ appassionante.

entusiasmàre, v. tr. Destare entusiasmo. ~ avvincere. <> deprimere.
intr. Divenire entusiasta.
rifl. Farsi prendere da entusiasmo.
 v. tr. to arouse enthusiasm, to excite. v. intr. to become enthusiastic.

entusiàsmo, sm. 1 Commozione intensa dell'animo per gioia, meraviglia o ammirazione. ~ fervore. <> abbattimento.
 sm. enthusiasm.
 greco enthusiasmòs, deriv. da enthusiàzein essere ispirato.

entusiàsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. 1 Che prova entusiasmo. 2 Molto soddisfatto, molto lieto. ~ appagato. <> insoddisfatto. era entusiasta del nuovo lavoro e della nuova sistemazione. 3 Che rivela entusiasmo.
sm. e sf. 1 Chi è pieno di entusiasmo. 2 Chi vive con slancio.
 agg. enthusiastic. sm. e sf. enthusiast.
 greco enthusiastes.

entusiasticaménte, avv. In modo entusiastico.

entusiàstico, agg. (pl. m.-ci) Che prova o dimostra entusiasmo. ~ caloroso.
 agg. enthusiastic.

enucleàre, v. tr. 1 Eseguire una enucleazione. ~ asportare. 2 Spiegare con precisione. ~ chiarire.

enucleazióne, sf. 1 L'enucleare o l'essere enucleato. 2 Asportazione chirurgica di un organo.

Enugu Città (293.000 ab.) della Nigeria, capoluogo dello stato omonimo.

enumeràre, v. tr. Esporre ordinatamente più cose. ~ elencare.
 v. tr. to enumerate.
 lat. enumerare, comp. da ex-+ deriv. da numerus.

enumerazióne, sf. L'enumerare o l'effetto.
 lat. enumeratio,-onis.

enunciàre, v. tr. Esprimere i propri concetti con modi precisi. ~ formulare. <> schematizzare, riassumere.
 v. tr. to enunciate, to set out.
 lat. enuntiare, comp. da ex-+ nuntiare annunciare.

enunciatìvo, agg. Che serve a enunciare.

enunciàto, sm. 1 In linguistica qualsiasi sequenza finita di parole che fornisce le informazioni sufficienti all'interno di un sistema comunicativo. 2 In logica (e in matematica) indica una espressione che può essere vera o falsa. È praticamente sinonimo di "proposizione", anche se, in logica formale, quest'ultimo termine viene in genere impiegato quando l'espressione non contiene quantificatori.

enunciazióne, sf. 1 L'enunciare. 2 Le parole che enunciano. ~ enunciato. 3 Esposizione.
 lat. enuntiatio,-onis.

enurèsi, sf. (alla greca enùresi) Involontaria emissione di urina nel corso della notte.

Envìe Comune in provincia di Cuneo (1.795 ab., CAP 12030, TEL. 0175).

Ènza Torrente (112 km) dell'Emilia occidentale, confluisce nel Po presso Brescello.

Enzenberger, Hans Magnus (Kaufbeuren, Baviera 1929-) Poeta e saggista tedesco. Rappresentante del Gruppo 47, nel 1965 fondò la rivista Kursbuch. Tra le opere Difesa dei lupi (1957), L'affondamento del Titanic (1978), Le furie della scomparsa (1980), Musica del futuro (1991), Prospettive sulla guerra civile (1993).

enzìma, sm.Sostanza proteica ad azione catalitica che favorisce importanti reazioni biochimiche nell'interno delle cellule (biocatalizzatori) accelerandone la velocità. Ureasi, ptialina, pepsina, lipasi, transaminasi sono alcuni tra i principali enzimi. La produzione degli enzimi è controllata dai geni. Molti enzimi sono attivati da un cofattore che normalmente è uno ione metallico o una struttura organica complessa, come per esempio una vitamina. Sono costituiti da una proteina globulare, semplice o coniugata (enzima), con uno stato attivo in cui s'inseriscono le molecole dei reagenti; ogni enzima può catalizzare pochissime reazioni. Spesso in successione (catene enzimatiche) gli enzimi agiscono migliaia di volte al secondo e fattori fisici come la temperatura o altre sostanze possono attivarli o inibirli.

enzimàtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a enzima.

enzimologìa, sf. Settore della biochimica che studia gli enzimi.

enzoozìa, sf. Malattia epidemica che colpisce unicamente gli animali di un allevamento o di una zona.
 comp. dal greco en dentro + zôion animale.

EO Sigla di Estremo Oriente.

eo- Prefisso che indica la parte inferiore di alcuni periodi geologici. Deriva da un termine greco che significa "aurora".

eocène, sm. Seconda epoca del paleogene.

eocènico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'Eocene.

EOF In informatica è la sigla di End of File (fine del file). È il carattere che viene utilizzato per identificare la fine di un file.

eòlico, agg. (pl. m.-ci) 1 Dell'Eolide o degli eoli. 2 Del dio Eolo. 3 Del vento; operato o prodotto dal vento.
Capitello eolico
Capitello tipico dell'Eolide asiatica, caratterizzato da cuscinetti ornati da foglie lanceolate.
Depositi eolici
Sedimento o depositi accumulati dal vento (dune, loess).
Dialetto eolico
Dialetto diffuso tra gli eoli abitanti nelle terre settentrionali (Tessaglia, Lesbo, Asia Minore) e meridionali (Cipro, Arcadia).

Eòlide, o Eòlia Regione storica comprendente l'isola di Lesbo e la costa nordoccidentale della penisola anatolica. I coloni greci provenienti dalla Tessaglia fondarono attorno all'anno 1000 a. C. le colonie, tra le quali le più importanti erano Cuma, Smirne e Larissa. Le colonie si raggrupparono in seguito in una lega.

Eòlie, ìsole Arcipelago del mar Tirreno, a nord della Sicilia; ne fanno parte sette isole principali (Lipari, Salina, Vulcano, Alicudi, Filicudi, Stromboli e Panarea). Sono tutte di origine vulcanica e Stromboli ha ancora una bocca eruttiva in attività; a Lipari e Panarea ci sono sorgenti termali e fumarole. La risorsa economica principale è il turismo, anche se attiva è l'agricoltura (vite) e la pesca. Presenti anche cave di pietra pomice. Il territorio è diviso in quattro comuni, tutti appartenenti alla provincia di Messina. Sono abitate sin dall'epoca neolitica, venendo colonizzate da greci e romani nel 251 a. C.; sono ancora presenti numerosi resti preistorici di edifici e di necropoli ellenistico-romani. Centro principale è Lipari.

eòlio, agg. 1 Relativo a un'antica scala musicale greca. 2 Di Eolo.

eolipìla, sf. Apparecchio, ideato da Erone di Alessandria, atto a evidenziare la forza motrice del vapore acqueo.

Èolo Personaggio mitologico, dio greco dei venti, che custodiva chiusi in un otre in Eolia. Donò quest'otre a Ulisse, ma i suoi compagni lo aprirono scatenando una tempesta.

Èos Personaggio mitologico, dea greca dell'aurora e madre dei venti (Euro, Borea, Zefiro e Noto). Amò Chetone e fu identificata dai romani con Aurora.

eosìna, sf. Sostanza chimica, la tetrabromofluoresceina, un colorante rosso utilizzato in cosmetica, nella fabbricazione di inchiostri e in istologia per la sua affinità con le proteine. Il prodotto commerciale relativo è il sale di sodio rosso, solubile in acqua.

eosinòfili, sm. plur. Varietà di globuli bianchi (granulociti) la cui funzione è di limitare numerose attività fisiologiche e patologiche attraverso la liberazione di sostanze che, se prodotte in quantità eccessive, possono danneggiare i tessuti. Costituiscono il 2-4 % del totale dei leucociti e misurano 10-13 m di diametro.

eosinofilìa, sf. Aumento del numero di leucociti eosinofili presenti nel sangue periferico, superiore alla norma.

Eosùchi Ordine di Rettili lepidosauri del Permiano e del Triassico.

Eötvös, Roland (Budapest 1848-1919) Fisico ungherese. Compì importanti ricerche sulla gravità, allo scopo di costruire una bilancia di torsione di estrema precisione. Porta il suo nome l'unità di misura del gradiente orizzontale di accelerazione di gravità.

épa, sf. Pancia. ~ ventre.

épagneul breton Originario della Francia, è un cane da ferma particolarmente diffuso. Ha un aspetto elegante anche se tarchiato e indole molto docile. Resistente al freddo e all'umidità, è un ottimo cane da riporto, in particolare dall'acqua, adatto a ogni tipo di terreno.

epagòge, sf. Termine della logica aristotelica che indica il procedimento conoscitivo che va dal particolare al generale. Tradotto da Cicerone in inductio, corrisponde all'italiano induzione.
 comp. dal greco epí sopra + ágein condurre.

epagògico, agg. (pl. m.-ci) Di ragionamento, ottenuto per induzione.

Epaminónda (Tebe 418-Mantinea 362 a. C.) Generale e politico tebano, sconfisse gli spartani a Leuttra (371 a. C.), liberando Tebe dalla dominazione lacedemone e gettando le basi per la futura egemonia tebana. Ideò la falange; cadde in battaglia a Mantinea contro la coalizione ateniese e spartana.

epanalèssi, sf. 1 In linguistica, richiamo, nella stessa proposizione, di un nome per mezzo di un pronome. 2 Figura retorica consistente nel ripetere una parola, più parole o un membro della frase all'inizio o alla fine di gruppi successivi di parole.
 greco epanálepsis ripresa.

eparchìa, sf. 1 Suddivisione territoriale delle chiese orientali che corrisponde alla diocesi della chiesa occidentale. 2 Circoscrizione civile dell'Impero romano d'Oriente.

eparìna, sf. Sostanza presente in molti organi, specie fegato e polmoni, nota e usata per la sua azione anticoagulante, nella terapia delle trombosi e negli impianti per la circolazione extracorporea o per la dialisi.

Epàtiche Classe di Briofite che presentano piccole foglie e tallo appiattito. Sono diffuse sulle cortecce, sulle rocce e sul terreno nelle regioni caldo-umide.

epatico- Primo elemento di termini che indicano il dotto epatico in chirurgia.

epàtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al fegato.
 agg. hepatic.
Arteria epatica
Termine anatomico che designa l'arteria che si trova in prossimità del fegato.

epatìte, sf. Malattia del fegato a evoluzione acuta di origine tossica o infettiva, caratterizzata da alterazioni biochimiche del sangue, ittero, febbre, vomito, nausea. L'epatite acuta, o virale, può essere di tipo A, generalmente benigna e trasmessa per via orale o fecale; di tipo B con lunghissimo tempo d'incubazione, trasmessa per via parentale e di tipo C, ad andamento intermedio, che si può contrarre per via trasfusionale. Le forme croniche possono sfociare in cirrosi.

epatizzazióne, sf. Lesione di un tessuto organico che lo rende simile, come consistenza e aspetto, al fegato.

epato- Primo elemento di parole composte.
 greco hêpar fegato.

epatobiliàre, agg. Relativo al fegato e alle vie biliari.

epatomegalìa, sf. Aumento non normale delle dimensioni del fegato.

epatopàncreas, sm. invar. Complesso ghiandolare del sistema digerente di Artropodi e Molluschi, avente funzionalità di assorbimento e digestive.

epatoprotettìvo, agg. Di farmaco che protegge la funzionalità del fegato.

epatoprotettóre, agg. e sm. (f.-trìce) Si dice di preparato o sostanza che esercita una funzione protettiva sul fegato.

epatoptòsi, sf. Abbassamento del fegato provocato dal rilassamento dei legamenti sospensori.

epatòsi, sf. Affezione degenerativa o necrotica del fegato. Viene usato in contrapposizione a epatite.

epatoterapìa, sf. Terapia consistente nella somministrazione per via orale o parenterale di estratti epatici, eseguita a scopo epatoprotettivo o antianemico.

epàtta, sf. Il numero dei giorni che si aggiungono all'anno lunare per renderlo uguale all'anno solare, cioè il numero di giorni che intercorrono tra l'ultimo novilunio di un certo anno e il primo gennaio dell'anno seguente; viene utilizzato per calcolare le fasi lunari, il giorno in cui si verificherà la Pasqua quell'anno e l'età della Luna.

epèira, sm. Genere di grossi ragni (Araneus) appartenente agli Aracnidi. L'esemplare più noto è l'Araneus diadematus, lungo 10 cm ca. con una croce sul dorso. I fili delle sue resistenti ragnatele trovano impiego nell'industria ottica.

epèndima, sm. (pl.-i) Membrana sottile che riveste i ventricoli cerebrali e il canale centrale del midollo spinale.
 greco epéndyma sopravveste.

epèntesi, sf. invar. 1 Inserzione di un elemento non etimologico all'interno di una parola (instaurare invece di istaurare). 2 Gioco enigmistico consistente nel determinare due parole che differiscono di una sola lettera.
 lat. epenthesis, dal greco epènthesis inserzione.

epentètico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a un fonema dovuto a epentesi.

Epèo Personaggio omerico. Costruì in collaborazione con Atena il cavallo di Troia.

epesegèsi, sf. Gruppo di parole o proposizione esplicativa aggiunta o a una frase che abbia già un senso compiuto.
 lat. tardo epexegesis narrazione aggiunta, spiegazione.

epesegètico, agg. (pl. m.-ci) Avente funzione di epesegesi.
Genitivo epesegetico o dichiarativo
Nella grammatica latina, genitivo con valore di apposizione, che serve a chiarire un concetto generico.

epi- 1 Primo elemento di parole composte. 2 Prefisso che designa la presenza di un gruppo epossido in un composto. 3 Prefisso indicante in un composto il cambiamento della configurazione sterica di un solo carbonio. 4 Prefisso che indica la posizione 1,6-per i derivati della naftalina.
 greco epí su, sopra, accanto, dopo.

Epi Isola di origine vulcanica del Vanuatu, nell'oceano Pacifico.

èpica, sf. Componimento narrativo, in versi, che narra le gesta storiche, leggendarie di un eroe o di un popolo, che in passato hanno impersonificato lo spirito di una nazione. Esempi fondamentali sono stati L'Odissea, L'Iliade (Omero), le Argonautiche (Apollonio Rodio), Pharsalia (Lucano), I Nibelunghi (capolavoro epico tedesco), La Gerusalemme liberata (Tasso), Paradiso perduto (J. Milton). Gli ultimi tentativi di poesia epica, risalgono all'epoca del nazionalismo romantico, con l'opera di Grossi, I lombardi alla prima crociata.

epicànto, sm. Piega cutanea che si trova nell'angolo interno dell'occhio e nasconde una piccola parte del globo oculare.
 comp. dal greco epí su + kánthos angolo dell'occhio.

epicàrdio, sm. Foglietto viscerale pericardico che riveste il miocardio.

Epicàridi Sottordine di Crostacei Isopodi che presentano stadi di metamorfosi differenziati. Allo stato giovanile si comportano da maschi, mentre allo stato adulto diventano individui femminili parassiti di altri Crostacei.

epicàrpo, sm. L'involucro più esterno del frutto.

epicèdio, sm. Nella poesia greca antica era il canto funebre in lode del defunto. ~ elegia.

epicèntro, sm. 1 Il centro superficiale di propagazione delle onde sismiche che si trova sulla verticale dell'ipocentro. 2 Per estensione punto da cui si espande qualcosa. ~ fonte, origine. cercavano di determinare e isolare l'epicentro dell'epidemia.
 da epi-+ centro.

epicìclo, sm. Nel sistema tolemaico era il circolo immaginario descritto da ogni pianeta intorno a un centro che si muove intorno alla Terra.

epiciclòide, sf. (pl.-i) Curva generata dal moto di un punto appartenente a una curva mobile (epiciclo) che rotola senza strisciare sopra una curva fissa (base). Si hanno epicicloidi piane o sferiche.

epiclèsi, sf. Supplica allo Spirito Santo effettuata nelle liturgie orientali e in antichi riti occidentali affinché trasformi il pane e il vino in corpo e sangue di Gesù Cristo o perché santifichi i fedeli.

èpico, agg. e sm. agg. 1 Si dice di poesia non lirica, ma di carattere narrativo. ~ fantastico, glorioso. 2 Che ha dimensioni da epopea. ~ grandioso. si rese protagonista di gesta epiche. 3 Che narra e celebra imprese eroiche. genere epico. 4 Generoso. aveva un coraggio epico.
sm. Scrittore di poesia epica.
 agg. epic.
 lat. epicus, dal greco epikòs, da epòs parola.

epicondilìte, sf. Malattia dei tendini dei muscoli dell'avambraccio nel punti di inserzione dell'epicondilo. È dovuta a microtraumi da sforzo ripetuti e da movimenti errati dell'articolazione del gomito. ~ gomito del tennista.

epicòndilo, sm. Tuberosità ossea posta sopra il condilo, nella parte inferiore del bordo esterno dell'omero.
 comp. dal greco epí su + condilo.

epicrànio, sm. IL complesso delle parti che rivestono il cranio.
 comp. dal greco epí su + kranion cranio.

epicureìsmo, sm. Indirizzo filosofico della scuola di Epicuro, fondato alla fine del IV sec. a. C. e fiorente, in tutto il mondo greco e romano, fino al II sec. a. C. Sue caratteristiche sono l'atomismo, l'edonismo e il sensismo (la percezione sensibile come unico fondamento della conoscenza). Si sviluppò in Atene, con Metrodoro e Colote e successivamente, con Lucrezio, si divulgò nel mondo romano, dove però fu attaccato da Cicerone che intravedeva nella sua filosofia un contenuto eversivo e pericoloso. L'epicureismo fu condannato nel medioevo come anticristiano ma rivalutato nel XVII sec., nella fisica, con P. Gassendi e dagli illuministi del XVIII sec. come teoria etica.

epicurèo, agg. e sm. agg. Di Epicuro o dell'epicureismo.
sm. 1 Seguace di Epiro o dell'epicureismo. 2 Chi fa vita da gaudente, ricercando solo i piaceri della vita materiale. ~ edonista. <> parco.

 

 

Note:  

Definizioni, informazioni, … sono in gran parte recuperate (a partire dal 1999) da varie fonti accessibili via Internet o da altre fonti "informatiche" freeware; per molti lemmi sono state riviste e, in modo più o meno consistente, riscritte; la revisione è tuttora in corso: solo una parte delle definizioni è stata rivista (vi sono ancora errori e imprecisioni, come del resto si trovano nei dizionari cartacei, anche "famosi"). Le, eventuali, date di morte dei personaggi citati dovrebbero essere aggiornate al luglio 2009; il numero degli abitanti delle località riportate quando è stato aggiornato riporta a fianco anche la data dell'aggiornamento.

Le informazioni (storiche, geografiche, …) sono aggiornate al 1999, ma molte sono state ulteriormente aggiornate

 

     indica l'etimologia
    ~ indica un (circa, e in qualche contesto) "sinonimo"
    <> indica (in genere) un "contrario"

 

Fonte: http://dictionario.wikispaces.com/file/detail/dictionario_e.doc

sito web: http://macosa.dima.unige.it/diz/diz.htm

Autore del testo: http://macosa.dima.unige.it

 

 

Significato del termine ?

Cosa vuol dire ?

Come si dice in inglese ?

 

Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale E parte 5

 

 

 

Visita la nostra pagina principale

 

Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale E parte 5

 

Termini d' uso e privacy

 

 

 

 

Significato del termine ?

Come si dice in inglese ?

Cosa vuol dire ?

Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale E parte 5