Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale F parte 2

 

 

 

Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale F parte 2

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Se vuoi saperne di più leggi la nostra Cookie Policy. Scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.I testi seguenti sono di proprietà dei rispettivi autori che ringraziamo per l'opportunità che ci danno di far conoscere gratuitamente a studenti , docenti e agli utenti del web i loro testi per sole finalità illustrative didattiche e scientifiche.

 

 

 

Le informazioni di medicina e salute contenute nel sito sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo e per questo motivo non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione).

 

 

 

 

 

Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale F parte 2

 

Farfalla di Dinard Prosa di E. Montale (1956).

farfallìno, sm. 1 Diminutivo di farfalla. 2 Cravatta a farfalla.
 sm. (cravatta) bow tie.

farfallìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Specialista nel nuoto a farfalla.

farfallóne, sm. (f.-a) 1 Accrescitivo di farfalla. 2 Errore, strafalcione. ~ sproposito. 3 Persona leggera e incostante. ~ bellimbusto.

farfaràccio, sm. (pl.-i) Nome comune del Petasites officinalis, una pianta erbacea della famiglia delle Composite che vive nei luoghi umidi.

farferùgine, sf. Nome comune della Caltha palustris.

farfugliàre, v. intr. Pronunciare male. ~ biascicare.

Fargue, Léon-Paul (Parigi 1876-1947) Poeta e prosatore. Tra le opere Poesie (1912) e Parigi, fedelmente (1932).

Fariab Provincia (610.000 ab.) dell'Afghanistan, capoluogo Maimana.

Faridabad Città (613.000 ab.) dell'India, nello stato dell'Haryana.

Farigliàno Comune in provincia di Cuneo (1.735 ab., CAP 12060, TEL. 0173).

farìna, sf. 1 Prodotto della macinazione dei semi di un cereale. 2 Prodotto ricavato dalla macinazione di varie sostanze (cerali, ceci, piselli, castagne, …, carne, pesce, …).
 sf. flour.
 lat. farina, deriv. da far, farris farro.
Quando non viene specificato il tipo, si intende solitamente la farina di frumento, molto utilizzata nell'alimentazione; può essere di grano duro (più alto tenore di glutine), usata prevalentemente per la pasta, o di grano tenero, usata in genere per pane e dolci; la farina integrale contiene la crusca; la farina di grano tenero si distingue in tipo 00 (doppio zero), bianca e priva di crusca, e tipo 0, 1, 2, via via meno raffinata (meno bianca e con più crusca),
Farina fossile
Roccia sedimentaria organogena, costituita da gusci di Diatomee di acqua dolce; viene usata come additivo per prodotti industriali.

Farìna, Giusèppe (Torino 1906-Chambéry 1966) Pilota automobilistico italiano, detto Nino. Campione italiano assoluto negli anni 1937, 1938, 1939 e campione del mondo, su Alfa Romeo, nel 1950. Morì in un incidente automobilistico.

Farìna, Guìdo (Pavia 1903-) Compositore italiano. Ha avuto successo soprattutto per le sue opere di genere comico, tra le quali si ricordano La dodicesima notte (1928) e La finta ammalata (1940).

Farinàcci, Robèrto (Isernia 1892-Vimercate 1945) Uomo politico, fu esponente dell'ala squadrista del partito fascista; venne eletto deputato dal 1921, segretario del partito dal 1925 al 1926, membro del gran consiglio del fascismo e ministro di stato. Venne fucilato dai partigiani nel 1945, dopo essere tornato in Italia dalla Germania, da dove era fuggito, per dar vita alla repubblica di Salò.

farinàccio, sm. (pl.-i) Usato soprattutto al plurale, residuo di farina derivante dalla lavorazione di pane e pasta.

farinàceo, agg. e sm. agg. 1 Che ha natura di farina. 2 Atto a ridursi in farina.
sm. pl. Sostanze contenenti molto amido.
 sm. pl. starchy food.

farinàta, sf. 1 Alimento di farina cotta in acqua, latte o simili. 2 Specialità ligure a base di farina di ceci e acqua.

Farinàti, Pàolo (Verona 1524-1606 ca.) Pittore italiano. Dipinse numerosi dipinti e affreschi in stile manieristico. Tra le opere, Strage degli Innocenti.

Farìndola Comune in provincia di Pescara (2.083 ab., CAP 65010, TEL. 085).

faringàle, agg. Riferito a consonante che si pronuncia mettendo a contatto la base della lingua con la parete della faringe.

farìnge, sf. o sm. Condotto muscolo membranoso, a forma di imbuto, collocato dietro le fosse nasali e la cavità orale. Comunicando superiormente con naso e bocca e inferiormente con laringe ed esofago, appartiene sia alle vie aeree che a quelle digestive. Svolge anche funzioni di fonazione, amplificando le vibrazioni delle corde vocali poste nella laringe. Nel punto di congiunzione tra la faringe e la biforcazione laringo esofagea è posta l'epiglottide che, ripiegandosi, chiude l'accesso alla laringe, permette al bolo alimentare di scendere nell'esofago e ne rende impossibile l'accesso alle vie respiratorie. A causa della propria posizione, notevolmente esposta agli agenti esterni, la faringe può essere colpita da infezioni acute o croniche (faringiti).

faringèo, agg. Che si riferisce alla faringe.

faringìte, sf. Infiammazione acuta o cronica dell'orofaringe. La forma acuta è quasi sempre dovuta all'ampliamento di patologie interessanti l'anatomia circostante e si manifesta con febbre, congestione delle mucose e altri processi infiammatori. La faringite cronica è invece una malattia a lungo decorso che può essere causata da diversi fattori, patogeni o ambientali.

Faringobdèllidi Ordine di Anellidi Irudinei.

faringotomìa, sf. Apertura chirurgica della faringe.

Farìni Comune in provincia di Piacenza (2.326 ab., CAP 29023, TEL. 0523).

Farìni, Luìgi Càrlo (Russi 1812-Quarto al Mare 1866) Uomo politico e storico, liberale moderato, fu tra i protagonisti dei moti liberali italiani del 1831 nelle Romagne. Fu segretario generale del primo governo costituzionale della chiesa e ministro della pubblica istruzione con il governo d'Azeglio. Venne nominato dittatore dell'Emilia, in seguito all'armistizio di Villafranca, e stilò il plebiscito con il quale ci fu l'annessione dello stato al regno di Sardegna. Fu autore di molte opere, tra cui Lo stato romano dall'anno 1815 all'anno 1850 e Storia d'Italia dall'anno 1814 sino i giorni nostri.

farinóso, agg. 1 Che contiene farina. 2 Che ha l'aspetto e la consistenza della farina.
 agg. mealy, floury.

farisàico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di fariseo. 2 Falso, mendace. ~ ipocrita.

fariseìsmo, sm. Dottrina professata da una setta appartenente all'ebraismo; nacque all'epoca dei Maccabei (II-I sec. a. C.), dimostrando un eccessivo rispetto e osservanza delle leggi, sia contenute nei testi sacri, sia tramandate oralmente. Gli elementi principali erano la fede nell'immortalità dell'anima, nel giudizio universale e nella resurrezione dei morti. Per il grande seguito di popolo, si sostituì alle altre correnti dell'ebraismo (sadducei, esseni).

farisèo, sm. 1 Seguace di un movimento politico e religioso ebraico che si distingueva per la rigida osservanza della legge mosaica. 2 Chi si preoccupa più della forma che della sostanza delle sue azioni. ~ ipocrita.
 lat. Pharisaeus, dal greco Pharisaios, dall'aramaico Perisajja.

farmacèutica, sf. La scienza che tratta composizione, azione e dosatura dei farmaci. ~ farmacologia.

farmacèutico, agg. Di farmacia.
 agg. pharmaceutical.

farmacìa, sf. (pl.-cìe) 1 Scienza e tecnica della preparazione dei medicinali. 2 Locale destinato alla vendita e alla fabbricazione di medicamenti e farmaci.
 sf. 1 pharmacy. 2 (locale) chemist's shop.
 greco pharmakèia magia.

farmacìsta, sm. Laureato in farmacia che vende o prepara medicinali.
 sm. e sf. chemist, pharmacist.

fàrmaco, sm. (pl.-chi o-ci) 1 Sostanza medicinale. ~ medicina. 2 Conforto. ~ rimedio.
 sm. medicine, drug.
 greco phàrmakon rimedio.
Sindrome da overdose
Si verifica in conseguenza di un'intossicazione acuta per una somministrazione eccessiva di farmaci come le benzodiazepine e i barbiturici.
Nell'overdose da farmaci il quadro patologico può essere caratterizzato da sintomi rappresentati da disturbi visivi e della parola con rallentamento delle capacità di attenzione e di veglia, nausea e vomito, difficoltà a coordinare i movimenti; fino ad arrivare a uno stato di coma vero e proprio con grave depressione respiratoria, miosi pupillare, ipotensione, ipotermia e gravi compromissioni delle funzioni renali e polmonari
Come primo intervento occorre controllare le funzioni vitali della vittima (stato di coscienza, pervietà delle vie aeree, funzione circolatoria) e nel frattempo chiamare i mezzi di soccorso.

farmacodinàmica, sf. (pl.-che) Settore della farmacologia che si occupa dell'azione che i farmaci esercitano su organismi sani o malati.
 comp. dal greco phármakon medicamento + dýnamis forza.

farmacologìa, sf. Scienza che si occupa dello studio dei farmaci, le variazioni causate dal loro uso sull'organismo vivente e i meccanismi fisici e fisico chimici che cagionano le variazioni stesse. Si diffuse originariamente in Egitto, in Cina, come semplice elenco dei farmaci utilizzabili; solo grazie allo sviluppo della chimica, la farmacologia ha acquisito valore scientifico. Grazie agli studi compiuti dai farmacologi, si è riusciti a debellare malattie, il più delle volte mortali.

farmacòlogo, sm. (pl.-gi) Studioso di farmacologia.

farmacopèa, sf. 1 Codice emanato dallo stato che registra i nomi di tutti i farmaci in uso e tutte le informazioni annesse. 2 Arte di preparare i prodotti medicinali. ~ farmacologia.

farmacosiderìte, sf. Arseniato basico e idrato di ferro.

farmacoterapìa, sf. 1 Settore della farmacologia che stabilisce le modalità per la somministrazione dei farmaci. 2 Cura con farmaci.

Farmitàlia Società per azioni italiana attiva nel campo farmaceutico. Fondata nel 1935, ha sede a Milano.

Farnabazo (450 ca.-370 ca. a. C.) Satrapo persiano della Frigia. Nella guerra del Peloponneso appoggiò Sparta contro Atene. Fu responsabile dell'uccisione di Alcibiade.

Fàrnace Nome di sovrani.
Farnace I
(?-170 ca. a. C.) Re del Ponto dal 190 ca. al 170 ca. a. C. Conquistò molte città greche, ma venne battuto nel 179 a. C. dai re di Pergamo, Cappadocia e Bitinia.
Farnace II
(97?-47 a. C.) Figlio di Mitridate VI, re del Ponto, fu re del Bosforo e tentò di rioccupare il regno paterno, ridotto a provincia romana, ma venne sconfitto nel 47 a. C. a Zena da Cesare.

Farnése Nobile famiglia romana di origine umbra del X sec. Le sue conquiste e relativa espansione iniziarono con Ranuccio e con Pier Luigi e continuarono con l'elezione a papa del figlio di questi Alessandro. Nel 1545 il figlio di Alessandro venne nominato duca di Parma e Piacenza, titolo che rimase a un Farnese per moltissimi anni, durante i quali vennero stipulate importanti alleanze con gli spagnoli. La dinastia si interruppe con Antonio e il ducato passò a Carlo III, figlio di Filippo V re di Spagna, in virtù del matrimonio tra Elisabetta Farnese e quest'ultimo.
Farnese, palazzo
Il palazzo, costruito per il cardinale Alessandro Farnese a partire dal 1515, ospita oggi l'ambasciata di Francia e sfortunatamente non è aperto al pubblico. Risulta difficile quindi ammirare il cortile interno, opera di Sangallo, del Vignola e di Michelangelo. Gli affreschi di Annibale Carracci (1595-1603) ornano le sale interne. Ci si può accontentare di rimirare la bella facciata, al cui progetto partecipò anche Michelangelo, autore del cornicione, della finestra principale e del terzo piano, nel cortile interno. Gli iris che ornano il balcone centrale sono lo stemma dei Farnese. Il palazzo, completato da Giacomo della Porta nel 1589, è famoso nella storia della musica lirica per ospitare il secondo atto della Tosca di Puccini.

Farnése (comune) Comune in provincia di Viterbo (1.832 ab., CAP 01010, TEL. 0761).

Farnése, Alessàndro (1520-1589) Figlio di Pier Luigi, fu cardinale e grande mecenate.
Farnese Alessandro
(Roma 1545-Arras 1592) Nobile italiano. Nato dal matrimonio di Ottavio Farnese e Margherita d'Asburgo, nel 1565 prese in moglie Maria, nipote del re Emanuele I del Portogallo, e si pose al servizio di Filippo II, re di Spagna, combattendo nella battaglia di Lepanto. Nel 1578 divenne governatore dei Paesi Bassi, dove riuscì ad arginare la rivolta di parte della popolazione (1579, pacificazione di Arras). Nel 1586 ereditò il titolo di duca di Parma, ma continuò a combattere per Filippo II, partecipando anche alla sfortunata impresa dell'Invencible Armada.

Farnése, Ottàvio (1524-1586) Figlio di Pier Luigi, sposò Margherita d'Austria, figlia di Carlo V.

Farnése, Pièr Luìgi (1503-1547) Duca di Castro dal 1538, fu in seguito anche duca di Parma e Piacenza (1545). Morì nel 1547 causa una congiura filoimperiale.

farnesòlo, sm. Alcool sesquiterpenico presente in molti vegetali (es. rosa e tiglio).

farneticaménto, sm. Il farneticare.

farneticàre, v. intr. Pronunciare parole sconnesse e senza senso, sragionare, delirare. ~ vaneggiare. <> ragionare.

farneticazióne, sf. 1 Il farneticare e l'effetto. ~ farneticamento. 2 Discorso assurdo.

farnètico, agg. e sm. (pl. m.-chi) agg. Che è o pare in preda al delirio.
sm. Accesso di frenesia, delirio. ~ follia.

fàrnia, sf. Nome comune della Quercus peduncolata.
 lat. farnea da farnus frassino.

Fàro Estrema punta a nord-est della Sicilia, sullo stretto di Messina.

fàro, sm. 1 Specie di torre sulla cui sommità è posta una sorgente luminosa atta a guidare i naviganti durante la notte. ~ lanterna. 2 Dispositivo luminoso. È usato, con le stesse funzioni, nella navigazione aerea, grazie a strumenti elettronici (radiofaro). Il faro a lenti fu inventato dal francese Augustin Fresnel nel 1827. 3 Proiettori di cui sono muniti treni, autoveicoli ecc. 4 Punto di riferimento. ~ guida.
 sm. 1 lighthouse. 2 (auto) headlight, headlamp. 3 (aer.) beacon.

Fàrra d'Alpàgo Comune in provincia di Belluno (2.585 ab., CAP 32010, TEL. 0437).

Fàrra di Solìgo Comune in provincia di Treviso (7.495 ab., CAP 31010, TEL. 0438).

Fàrra d'Isónzo Comune in provincia di Gorizia (1.647 ab., CAP 34070, TEL. 0481).

farràgine, sf. Moltitudine confusa di cose disparate. ~ guazzabuglio.

farraginosità, sf. L'essere farraginoso.

farraginóso, agg. 1 Confuso, sconclusionato. ~ mescolato. 2 Ammucchiato alla rinfusa. ~ disordinato. <> lineare.

Farrell, James Thomas (Chicago 1904-New York 1979) Scrittore americano, esponente del naturalismo statunitense. Scrisse molti romanzi, prendendo spunto dagli slum di Chicago, nel corso del periodo della grande depressione, narrati con crudo realismo e con fini documentaristici. Tra le sue opere, La vita di Studs Lonigan; Una vita nuovissima; La morte di Nora Ryan.

fàrro, sm. Nome comune del Triticum spelta, un tipo di frumento avente glume che aderiscono alla cariosside. ~ granfarro.

Farrukhabad Città (161.000 ab.) dell'India, nell'Uttar Pradesh, alla destra del fiume Gange.

Fars Provincia (3.194.000 ab.) dell'Iran, capoluogo Shiraz.

fàrsa, sf. 1 Breve rappresentazione teatrale burlesca e gioiosa. ~ commedia. 2 Avvenimento da non prendere sul serio, serie di avvenimenti ridicoli. ~ buffonata. <> tragedia.
 sf. farce.
 franc. farce, da farcir.
La farsa può assumere, in musica, anche caratteri di gioco divertente o dramma giocoso, basata su intrighi, colpi di scena ed equivoci. Diffusasi nel teatro greco (commedia megarese, mimo) e latino (fescennino, atellana), nel medioevo divenne intermezzo divertente durante le rappresentazioni sacre, prima di imporsi come vero e proprio genere teatrale nel XVI sec. (G. G. Alione, Ruzante, P. A. Caracciolo, V. Braca). La commedia dell'arte si è profondamente ispirata ai suoi caratteri burleschi e scherzosi. Tra le farse musicali più note, La cambiale di matrimonio, La scala di seta e Il signor Bruschino diG. Rossini.

Fàrsalo Piccolo centro della Grecia, in Tessaglia a sud di Larissa, celebre per la battaglia in cui Cesare nel 48 a. C. sconfisse Pompeo che dovette fuggire in Egitto.

farsésco, agg. (pl. m.-chi) 1 Di farsa. 2 Ridicolo, buffo. ~ comico. <> tragico, drammatico.
 agg. farcical.

farsétto, sm. 1 Corpetto imbottito che si indossava sopra la camicia. ~ giustacuore. 2 Specie di camiciola in lana che i militari indossavano sopra la divisa. ~ giubbetto.

farthing, sm. invar. Moneta inglese bronzea del valore di un quarto di penny. Venne introdotta in Inghilterra da re Edoardo I (1272-1307).

Faruffìni, Federìco (Sesto San Giovanni 1833-Perugia 1869) Pittore e incisore. Sviluppò uno stile personale, caratterizzato da un cromatismo ispirato a una grande sensibilità. Contribuì al rinnovamento pittorico che ebbe origine dagli scapigliati. Tra le opere Machiavello e Cesare Borgia (1867, New York, Museum of Modern Art) e La lettrice (1864, Milano, Galleria d'Arte Moderna).

Faruk (Il Cairo 1920-Roma 1965) Re d'Egitto dal 1936 al 1952, e dal 1951 al 1952 anche del Sudan. Succedette al padre Fuad I; venne deposto dalla rivolta capeggiata da Naghib, detta degli ufficiali liberi.

Farùssi Casanòva, Marìa Giovànna (Burano 1708-Dresda 1776) Attrice teatrale. Nota con l'appellativo "La Buranella", recitò al teatro San Samuele di Venezia, oltre che in importanti teatri europei. Madre di Giacomo Casanova (1725-1798)

Farvel, càpo Estremità meridionale della Groenlandia, nell'isola di Egger.

Fasana Canale marittimo della Croazia, tra la costa dell'Istria e l'isola di Brioni.

Fasàno Comune di Brindisi (38.850 ab., CAP 72015, TEL. 080), situato tra la Murgia dei trulli e la costa adriatica. Sviluppata è l'agricoltura (olivi, cereali), l'industria alimentare e tessile, anche se la risorsa principale è rappresentata dal turismo, grazie alle attrattive archeologiche (rovine di Egnazia).

fascétta, sf. 1 Diminutivo di fascia. 2 Striscia di vario materiale per lo più chiusa ad anello e usata per avvolgere, comprimere o recare scritte. 3 Banda di carta che avvolge pubblicazioni spedite per posta o che, posta intorno a un libro, reca frasi pubblicitarie. 4 Striscia di stoffa che rifinisce, chiude o orna parti di capi di abbigliamento o di arredamento. 5 Tipo di busto femminile per modellare la vita e i fianchi. 6 Piccola striscia di tessuto inserita nella spallina della camicia o nella tuta mimetica su cui è applicato lo scudetto.
 sf. wrapper.

fàscia, sf. (pl.-sce) 1 Striscia di tessuto, carta, metallo e simili per stringere, avvolgere, ornare. ~ fasciatura. 2 Striscia decorativa piana spesso costituita di greche o simili. 3 Gruppo, categoria. ~ settore. la fascia dei ragazzi della scuola dell'obbligo è esentata dal pagamento. 4 Parte di territorio estesa in lunghezza. ~ zona. la fascia costiera era caratterizzata da spiagge sabbiose. 5 Striscia di tela, garza o simili usata per avvolgere parti del corpo malate o ferite. ~ benda. 6 Striscia che occupa orizzontalmente la parte centrale dello scudo. 7 Al plurale, striscia di stoffa che i militari e gli alpinisti un tempo avvolgevano strettamente intorno alla gamba. 8 Al plurale, strisce di tessuto in cui si avvolgeva e stringeva il neonato. è ancora in fasce, è ancora immaturo nonostante appaia come un adulto.
 sf. 1 strip, band. 2 (med.) bandage. 3 (riga) stripe. 4 (ufficiale) sash.
 lat. fascia, deriv. da fascis fascio.

Fàscia Comune in provincia di Genova (138 ab., CAP 16020, TEL. 010).

fasciàme, sm. Il complesso delle tavole e delle lamiere che rivestono l'ossatura dello scafo e dei ponti.

fasciànte, agg. 1 Che fascia. 2 Di capo di abbigliamento molto aderente.

fasciapòggio, sm. (pl.-i) Girapoggio.

fasciàre, v. v. tr. 1 Avvolgere o coprire con una o più fasce. ~ bendare. <> svolgere. fasciare una ferita. 2 Circondare, avvolgere. ~ attorniare. 3 Avvolgere strettamente. ~ avviluppare. <> slegare, svolgere. il vestito le fasciava la vita evidenziandone il corpo snello.
v. rifl. Coprirsi, rivestirsi. ~ avvolgersi.
 v. tr. 1 to bandage, to dress, to bind. 2 (neonato) to put a nappy.
 lat. fasciare.

fasciàto, agg. 1 In araldica, relativo alla divisione in parti uguali di smalti alternati nel senso della fascia. 2 In botanica, relativo a un qualsiasi organo o parte della pianta affetto da fasciazione. 3 In zoologia, di animale o organo che presenta fasce trasversali.

fasciatóio, sm. Tavolo o ripiano sul quale si posano i bambini nei primi mesi di vita per spogliarli, pulirli e rivestirli.

fasciatùra, sf. 1 Il fasciare e l'effetto. 2 L'insieme delle fasce. ~ bendaggio.
 sf. bandage, dressing.

fascicolàre, agg. e v. agg. Relativo a un fascicolo di fibre.
v. tr. 1 Raccogliere fogli inserendoli in un fascicolo. 2 Fare dei fascicoli.

fascicolàto, agg. Di organi vegetali riuniti in un fascio.

fascicolatrìce, sf. Macchina per fascicolare o la parte della macchina fotocopiatrice che suddivide in fasci le copie multiple delle singole pagine.

fascicolazióne, sf. Il fascicolare e l'effetto.

fascìcolo, sm. 1 Insieme di fogli, documenti o altro relativi a un dato oggetto. ~ incartamento. 2 Ciascun numero di una pubblicazione periodica. ~ dispensa. aveva perso l'ultimo fascicolo, perciò ne stava cercando una nuova copia.
 sm. 1 booklet, brochure. 2 (documenti) file, dossier. 3 (rivista) issue, number.
 lat. fasciculus, dimin. di fascis fascio.

fascìna, sf. Fascio di sterpi o erba di piccolo formato. ~ fastello.
 sf. faggot.

fascinàre, v. intr. Affascinare.

fascinatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Affascinatore.

fascinazióne, sf. L'atto di affascinare, fascino. ~ malia.

fàscino, sm. Capacità di attrarre che una persona ha più di altre. ~ attrattiva. <> avversione.
 sm. fascination, charm.
 lat. fascinum maleficio.

Fascino discreto della borghesia, Il Film commedia, francese (1973). Regia di Luis Buñuel. Interpreti: Fernando Rey, Paul Frankeur, Delphine Seyrig. Titolo originale: Le charme discret de la bourgeoisie

fascinosaménte, avv. In modo affascinante.

fascinóso, agg. Ricco di fascino. ~ seducente. <> repellente.

fàscio, sm. 1 Quantità di cose legate insieme. ~ mazzo. portava un fascio di giornali sotto il braccio, ne aveva parecchi. 2 Gruppo disordinato di cose. ~ filza. 3 Nell'antica Roma, insegna e simbolo del potere dei magistrati. fascio littorio, gruppo di verghe e scure, simbolo dell'autorità. 4 Insieme coordinato di elementi, strutture. 5 Associazione politica. 6 Il partito fascista, ogni sua sezione e organizzazione locale. ~ fascismo. gli iscritti al fascio erano numerosi in quel periodo storico.
 sm. 1 sheaf, bundle. 2 (luce) beam. 3 (fiori) bunch. 4 (partito, il Fascio) Fascist Party.
 lat. fascis.

fascìola, sf. Genere di Platelminti Trematodi dell'ordine dei Distomidi, famiglia dei Fasciolidi.

Fasciolàridi Famiglia di Molluschi Gasteropodi Prosobranchi marini dell'ordine degli Stenoglossi.

fascìsmo, sm. Movimento politico creato da Benito Mussolini il 23 marzo 1919, con la fondazione del primo fascio di combattimento. Ha dato impronta alla storia d'Italia fino al 1945. Iniziò la sua lunga avventura con l'appoggio fornito all'azione fiumana di G. D'Annunzio (1919) e con la costituzione del Partito nazionale fascista nel 1921; in breve tempo riuscì a conquistare le simpatie dei reduci della prima guerra mondiale, dei nazionalisti, dei conservatori, timorosi per una possibile avanzata del nemico bolscevico e degli agrari, in lotta continua con il sindacato utopistico e rivoluzionario, al quale finirono per opporre l'azione violenta delle squadre delle camice nere. Si presentò come la sola forza in grado di assicurare l'ordine ottenendo così garanzie e finanziamenti cospicui da agrari e industriali. A tutto ciò andava aggiunta l'incapacità e l'immobilismo della corona e delle forze democratiche, responsabili alla fine della diffusione nazionale del fascismo, che ebbe il suo culmine con la marcia su Roma del 28 ottobre 1922. Il re Vittorio Emanuele III affidò il compito di formare il governo a Mussolini, che sfruttò molto bene anche la decisione regia di bloccare le proposte del governo Facta, circa il dilagare del movimento fascista. Dopo la breve e iniziale parentesi di legalità, il partito mussoliniano deviò bruscamente verso forme di totalitarismo assoluto, che comportarono la soppressione delle libertà, dei partiti e dei sindacati e la trasformazione del gran consiglio del fascismo in organo dello stato, l'istituzione del tribunale speciale e dell'OVRA (Opera vigilanza repressione antifascista), la costituzione della camera dei fasci e delle corporazioni e un lento ma continuo processo di fascistizzazione dell'intero paese, a livello politico, sociale e civile (Balilla, Opera nazionale dopolavoro). Tutto ciò era possibile e garantito da un accurato uso dei mezzi d'informazione e dall'attività incessante degli squadroni delle camice nere. La riforma elettorale del 1923, che garantiva i due terzi dei seggi parlamentari al partito che avesse ottenuto il 25% dei voti, procurò al Partito nazionale fascista la maggioranza in Parlamento. Le elezioni del 1924 ebbero come esito un travolgente successo. Il deputato socialista G. Matteotti fu rapito e ucciso da squadristi. L'unica reazione dei partiti di opposizione, che abbandonarono il parlamento e si ritirarono sull'Aventino, ebbe come conseguenza indiretta il rafforzamento del fascismo. Nel 1925 Mussolini impose la dittatura: libertà di stampa soppressa, eliminazione fisica degli avversari politici (Gobetti e Amendola), il confino per reati politici e l'esautoramento del parlamento furono le espressioni più evidenti del nuovo regime totalitarista. In politica estera, dopo aver sistemato le questioni spinose con la chiesa (Patti lateranensi, 1929), il fascismo sposò la tesi della necessità di agire a livello bellico, come rivendicazione di supremazia su ogni altra nazione mondiale; ciò si tradusse nella conquista dell'Etiopia (1936), nell'occupazione dell'Albania (1939), nella partecipazione alle guerre civili spagnole (1936) contro le truppe repubblicane e nell'alleanza con Hitler e la Germania nazista (patto d'acciaio 1939). Il regime fascista durò un ventennio, cadendo nel luglio del 1943, con l'arresto di Mussolini, la relativa condanna a morte e il passaggio del governo al generale Badoglio. La Repubblica Sociale di Salò, fondata dallo stesso Mussolini, gli sopravvisse ancora per qualche tempo.
 sm. fascism.

fascìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. Del fascismo, dei fascisti.
agg., sm. e sf. 1 Che, chi è seguace del fascismo o è fautore di una politica reazionaria. ~ camerata. 2 Che, chi si comporta in modo antidemocratico e violento. ~ totalitario. quel partito sosteneva un'ideologia fascista.
 agg., sm. e sf. fascist.
 da fascio.

fascistizzàre, v. tr. Rendere fascista.

fasciùme, sm. Insieme di macerie.

Fascolòmidi => "Vombatidi"

fàse, sf. Momento successivo e diverso. ~ ciclo.
 sf. 1 phase, stage. 2 (tecn.) stroke. 3 (motore) rough.
In astronomia aspetto caratteristico di un corpo celeste, osservabile dalla Terra, dovuto alla posizione sull'orbita rispetto alla direzione dalla quale arrivano i raggi solari e rispetto alla Terra. Le fasi che riguardano la Luna sono il novilunio, ossia la Luna risulta essere invisibile perché si trova tra il Sole e la Terra; il primo quarto, durante il quale la parte esposta a ovest risulta essere visibile; il plenilunio, quando tutta la superficie lunare risulta essere illuminata e l'ultimo quarto, quando è la parte esposta a est a essere illuminata.
In chimica è la porzione di materia omogenea, limitata da un contorno interno.
In fisica è l'argomento della funzione sinusoidale che descrive una grandezza periodica.
In psicanalisi, rappresenta i vari modi in cui si organizza la libido e può essere orale, anale e fallica.
In elettrotecnica è ognuna delle tensioni o correnti che caratterizzano un sistema polifase.

fasèlo, sm. Antica imbarcazione a remi o vela, leggera e maneggevole, la cui forma ricordava quella del baccello dei fagioli.

faseolìna, sf. Globulina del fagiolo dall'elevato valore nutritivo.

Fasher, El Città (52.000 ab.) del Sudan, capoluogo della provincia di Darfur.

fashion, sf. invar. Moda. ~ eleganza.

FASI Sigla di Fondo Assistenza Sanitaria Integrativa.

Fasianèllidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi marini dell'ordine degli Archeogasteropodi con la conchiglia di forma allungata.

Fasiànidi Famiglia di Uccelli Galliformi che vivono nelle zone temperate e tropicali, comprendente, tra l'altro, galli, fagiani e pavoni.

Fasmoidèi Ordine di Insetti Pterigoti terrestri caratterizzati da un corpo sottile di forma allungata.

Fasòlo, Lorènzo (Pavia 1463-1518) Pittore. Di formazione lombarda, nel 1494 si trasferì a Genova. Del periodo genovese rimane soltanto La Famiglia della Madonna (1513), esposta al Louvre di Parigi. Suo prezioso collaboratore fu il figlio Bernardino. Tra le opere, la Madonna (1518) e la Natività (1521).

fasòmetro, sm. Strumento per misurare le differenze di fase in circuiti a corrente alternata.

Fàssa, val di Valle del Trentino, nel complesso delle Dolomiti, solcata dal torrente Avisio. È circondata dai massicci del Catinaccio, del Sasso Lungo e dalla Marmolada. Risorse principali sono il turismo, estivo e invernale; ogni inverno vi si disputa la marcialonga. Centri principali sono Canazei, Vigo di Fassa e Moena.

Fassbinder, Rainer Werner (Bad Wörishofen 1946-Monaco di Baviera 1982) Drammaturgo e regista tedesco. Realizzò i primi cortometraggi nel 1965. Nel 1967 fondò un collettivo di attori che poi interpretarono i suoi film. Tra le opere La libertà di Brema (1971), Le lacrime amare di Petra von Kant (1971), che sollevò polemiche per le realistiche immagini di relazioni omosessuali, La paura mangia l'anima (1973), storia d'amore di un immigrato, Il matrimonio di Maria Braun (1978) e Lili Marleen (1982). Fassbinder realizzò anche gli adattamenti per la televisione di alcuni romanzi, tra cui Berlin Alexanderplatz di A. Döblin (1980).

fast food, loc. sost. m. invar. Pasto rapido consumato in locali attrezzati appositamente per servirli e gli stessi locali.

fastèllo, sm. (pl. m.-i, o fastèlla, f.) Fascio non troppo voluminoso di legna o altri oggetti non grossi.

fàsti, sm. pl. Ricordi di avvenimenti grandiosi.

Fasti Opera di poesia di P. Ovidio Nasone (dopo il 3).

fastìdio, sm. 1 Sensazione di disagio, di molestia. ~ disturbo. <> piacere. 2 Noia. ~ tedio. <> interesse. 3 Cosa che dà molestia, che provoca disturbo, seccatura. ~ grana. 4 Nausea.
 sm. 1 nuisance. 2 (seccature) trouble, bother, problems. 3 (avere fastidi con la polizia) to have bother with the police.
 lat. fastidium nausea.

fastidiosaménte, avv. In modo fastidioso.

fastidióso, agg. 1 Che dà fastidio. ~ seccante, molesto. <> gradevole, gradito. 2 Che si infastidisce facilmente, molesto. ~ importuno. <> divertente. 3 Insofferente. ~ irritabile. <> paziente.
 agg. irritating, annoying, tiresome.

fastigiàto, agg. 1 In architettura, relativo a una costruzione che termina con un fastigio. 2 In botanica, relativo alla chioma di una pianta di aspetto simile a un cono stretto e allungato o a una piramide.

fastìgio, sm. 1 Parte superiore di un edificio. ~ frontone. 2 Grado massimo. ~ culmine.

fàsto, agg. e sm. agg. 1 Del giorno in cui, presso gli antichi romani, era lecito trattare gli affari. 2 Propizio. ~ fausto. <> nefasto.
sm. Sfarzo, ostentazione di ricchezza. ~ lusso. <> semplicità.
 splendour, pomp.

fastosaménte, avv. In modo fastoso.

fastosità, sf. Di festoso. ~ sontuosità. <> modestia.

fastóso, agg. Realizzato con fasto, sontuoso. ~ sfarzoso. <> misero.

fasùllo, agg. 1 Non autentico, falso. ~ contraffatto. <> autentico. 2 Che non corrisponde alle caratteristiche vantate. ~ inconsistente. 3 Di persona incapace. ~ incompetente. <> capace. 4 Scadente. <> pregevole.

FAT In informatica sigla di File Allocation Table (tabella di allocazione dei file), una tabella che registra la posizione e la dimensione di ogni file presente su disco rigido.

fàta, sf. 1 Immaginaria figura femminile molto bella, dotata di poteri soprannaturali e di solito benevola. ~ maliarda, fattucchiera. <> megera. 2 Donna di grande bellezza. 3 Donna caritatevole. 4 Donna abile. aveva mani di fata, svelte e capaci.
 sf. fairy.
 lat. fata, da fata,-orum destino.

fatàle, agg. 1 Stabilito dal fato. ~ immutabile. 2 Che causa distruzione e morte. ~ funesto. <> provvidenziale. ora fatale, la morte. 3 Dotato di fascino irresistibile. ~ irresistibile. <> ripugnante. aveva incontrato una donna fatale. 4 Delle fate. ~ fatato. 5 Determinate, decisivo. ~ risolutivo.
 agg. 1 deadly, fatal. 2 (fig., irresistibile) irresistible. 3 (inevitabile) fated, inevitable.
 lat. fatalis.

fatalìsmo, sm. 1 Concezione di chi crede nella potenza del fato. 2 Atteggiamento di chi accetta passivamente il corso degli eventi. ~ rassegnazione. <> reazione.

fatalìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi segue il fatalismo. ~ rassegnato, remissivo, passivo. <> combattivo, reattivo.

fatalìstico, agg. (pl. m.-ci) Di fatalismo.

fatalità, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) 1 Qualità di ciò che è fatale. 2 Destino contrario. ~ sorte. 3 Avvenimento dannoso e imprevedibile. ~ sventura. <> provvidenza. 4 Caso. ~ coincidenza. <> scelta, volontà.
 fate, destiny, misfortune.
 lat. tardo fatalitas,-atis.

fatalménte, avv. 1 Inevitabilmente, immancabilmente. ~ necessariamente. 2 Disgraziatamente. ~ sventuratamente. <> fortunatamente.

fatalóne, sm. (f.-a) Chi crede di avere un fascino irresistibile.

fatamorgàna, sf. Illusione ottica causata dall'anomala rifrazione della luce nell'atmosfera vicina alla superficie della Terra. Con temperatura, umidità e pressione particolari, può capitare che di un astro molto lontano sull'orizzonte si vedano due immagini, una rovesciata e l'altra diritta. La parte inferiore dell'immagine è visibile, mentre quella superiore sembra essere sospesa per aria.

fatàto, agg. 1 Fornito di virtù magiche. ~ incantato. 2 Molto abile.

Fàte Vetta (1.090 m) più elevata dei monti Ausoni, nel Lazio.

fatebenefratèlli, o fàte bène fratèlli, loc. sost. m. pl. Denominazione degli appartenenti all'ordine religioso degli Ospedalieri di San Giovanni di Dio. Tale ordine fu istituito a Granada nel 1537.

fatìca, sf. 1 Sforzo fisico o intellettuale che genera stanchezza e tale stanchezza. ~ sforzo. <> energia. 2 Lavoro compiuto con sforzo. fatica da bestia, lavoro massacrante. 3 Difficoltà. ~ pena. non bisogna cedere alla minima fatica. 4 Opera impegnativa o conclusiva. quell'opera era una fatica immane. 5 Diminuita resistenza di materiali sottoposti a sollecitazioni ripetute. 6 Fastidio. ~ noia.
 sf. 1 toil, hard work. 2 (sforzo) effort. 3 (stanchezza) fatigue, weariness. 4 (fatica sprecata) wasted effort.
 lat. volg. fatiga, deriv. da fatigare affaticare.

faticàre, v. v. tr. 1 Stancare. ~ affaticare. <> oziare. 2 Tormentare, ostacolare. ~ travagliare.
v. intr. 1 Fare fatica, lavorare con sforzo. ~ affaticarsi. <> riposare. 2 Durare fatica. ~ stancare. <> riposare.
 v. intr. 1 to toil, to work hard. 2 (faticare, stentare a fare) to have difficulty in doing.

faticàta, sf. Sforzo grande o prolungato. ~ sfacchinata.
 sf. hard work.

faticosaménte, avv. In modo faticoso. ~ stentatamente. <> agevolmente.
 avv. 1 laboriously. 2 (stentatamente) with difficulty.

faticóso, agg. Che dà fatica, fatto con fatica. ~ gravoso. <> leggero.
 agg. 1 tiring, hard, exhausting. 2 (difficile) tough, difficult. 3 (lavoro) laborious.

fatìdico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che rivela il fato o rivela il futuro. ~ profetico. 2 Fatale. ~ inevitabile.

Fàtima (La Mecca 606?-Medina 632) Figlia di Maometto e di Cadigia, sposò Alì ibn Abu Talib, il quarto califfo.

Fàtima (Portogallo) Centro del Portogallo (6.000 ab.) nel distretto del Santarém, meta di milioni di pellegrini ogni anno, al celebre santuario (costruito tra il 1928 e il 1951) che vide l'apparizione della Vergine a tre pastorelli (Lucia dos Santos e i fratelli Francisco e Giacinta Marto). I tre pastorelli, secondo le loro stesse testimonianze, assistettero, su un terreno di proprietà della famiglia Dos Santos denominato Cova da Iría (fossa o conca di Irene), situato a circa due chilometri da Fatima, a una serie di apparizioni della Madonna del Rosario avvenute dal 13 maggio 1917 e poi nei giorni 13 dei mesi successivi fino al mese di ottobre 1917.
Due dei tre pastorelli, Giacinta Marto (Fatima, 1910-1920) e Francesco Marto (Fatima, 1908-1919), figli di Olimpia Marto e cugini di Lucia, morirono per broncopolmonite e pleurite e furono sepolti a Vilanova de Ouren, prima traslati nel cimitero di Fatima (1935) e poi nella basilica del Santuario di Fatima in occasione dell'avvio del loro processo di beatificazione (1° maggio 1949). Unica sopravvissuta dei tre, Lucia ha potuto raccontare, nelle sue memorie e negli innumerevoli interrogatori ai quali è stata sottoposta dalle autorità civili e religiose, tutti i particolari delle cinque apparizioni di Cova da Iria, dell'apparizione di Valinhos, delle tre visioni dell'Angelo e delle due successive apparizioni della Madonna avute da lei sola dopo la scelta della vita religiosa (una a Ponte Vedra, in Spagna, il 10 settembre 1925, quando era postulante novizia; la seconda a Tui, sempre in Spagna, nel 1929). Nel 1923, Lucia venne ricevuta nel Collegio delle Figlie di Maria a Vilar, presso Oporto; nel 1948, ottenne di passare alle Carmelitane Scalze di Coimbra, dove si trova attualmente, con il nome di Suor Maria del Cuore Immacolato.
Comune alle apparizioni di Cova da Iria e di Valinhos, fu il fatto che solo i pastorelli potevano vedere le visioni soprannaturali (Lucia vedeva, parlava e udiva la voce della Madonna; Giacinta udiva e vedeva, ma parlava raramente; Francesco vedeva solamente) mentre il pubblico, che andò crescendo quando si diffuse la notizia delle visioni, poté notare solo l'abbassamento sensibile della luce solare, una nuvoletta bianca simile a unglobo luminoso o lampo di luce nel cielo sereno e il sole che impallidiva repentinamente consentendo di scorgere le stelle. Le apparizioni dell'angelo erano invece precedute da un forte vento improvviso a ciel sereno.
In questa apparizione la Vergine Maria avrebbe consegnato ai tre pastorelli alcuni messaggi legati alla conversione, alla preghiera, alla previsione di alcune guerre e l'ultimo conosciuto come "il terzo segreto di Fatima", è tuttora custodito in Vaticano e noto solo al papa.

Fatìmidi Dinastia musulmana sciita, che venne fondata da Ubayd Allâh (X sec.) in Tunisia. L'impero si espanse con le conquiste di Egitto, Palestina e Siria, in seguito alle quali raggiunse il suo apogeo nella prima metà del 1000. Ebbe vita breve, funestata da numerose lotte civili, invasioni di turchi, scismi religiosi, crociati, che finirono per cancellare anche le significative testimoninaze artistiche che riuscì a produrre.

fatiscènte, agg. Che va in rovina. ~ cadente. <> solido.
 lat. fatiscens,-entis, p.pres. di fatisci fendersi.

fàto, sm. Potere misterioso e ineluttabile che regola il mondo e il destino degli uomini. ~ sorte. <> scelta, volontà.
 sm. destiny, fate.
 lat. fatum, deriv. da fari parlare.

fàtta, sf. 1 Specie, genere. ~ qualità. 2 Escrementi degli uccelli che il cacciatore segue come traccia.

fattàccio, sm. 1 Peggiorativo di fatto. 2 Crimine. ~ delitto.

fatterèllo, sm. Fatto di poca importanza. ~ aneddoto.

fattézze, sf. pl. Lineamenti del viso. ~ sembianza.
 sf. pl. features.

fattìbile, agg. e sm. agg. Che si può fare. ~ realizzabile. <> inattuabile.
sm. Ciò che si può fare.

fattibilità, sf. L'essere fattibile.

fattispècie, sf. invar. Il fatto particolare di cui si tratta o si parla. sembra che, nella fattispecie, la ragione sia dalla tua parte.
 lat. facti species aspetto di un fatto.

fattivaménte, avv. In modo fattivo, utile. ~ attivamente, efficacemente.

fattìvo, agg. Utile o tendente a realizzare qualcosa. ~ operoso, attivo. <> improduttivo, fiacco.

fàtto, agg. e sm. agg. 1 Fabbricato, costruito. ~ prodotto. 2 Portato a termine. ~ finito. <> incompiuto. 3 Cotto al punto giusto. 4 Nella sua pienezza. ~ maturo. <> immaturo, acerbo. erano ormai degli uomini fatti, quei bambini del suo ricordo. 5 Formato. <> incompleto. 6 Tagliato, portato. ~ idoneo. <> inadatto. non era fatto per simili imprese eroiche. 7 Molto stanco. ~ affaticato. 8 Drogato.
sm. 1 Azione. ~ atto. 2 Serie di eventi che costituiscono la trama un romanzo, di un film ecc. 3 Qualunque cosa accada, vicenda. ~ avvenimento. quel fatto di cronaca, suscitò parecchie polemiche. 4 Evento, fenomeno. ~ circostanza. 5 Cosa, in senso lato. 6 Al plurale, casi privati. non devi interessarti dei fatti degli altri. 7 In locuzioni particolari, con valore pleonastico.
 agg. 1 done, made. 2 (in casa) home-made, (a mano) handmade. 3 (ben) well done. 4 (uomo) grown man. 5 (fig., drogato) stoned. sm. 1 fact. 2 (avvenimento) occurrence, event. 3 (azione) action, act, deed. 4 (faccenda) affair. 5 (il fatto è) the fact is that.
 lat. factum, p.p. di facere fare.

fattóre, sm. 1 Creatore. 2 Ogni causa che determina un effetto. ~ agente. 3 In aritmetica ciascun termine di un prodotto. 4 (f.-essa) Chi dirige un'azienda agricola. ~ colono.
 sm. 1 (elemento) factor. 2 (agr.) farm manager.
Fattore di crescita
Ogni sostanza proteica che consente la crescita specifica di un certo tipo di cellula.
Fattore di potenza
In un circuito a corrente alternata è il legame tra la potenza media effettiva e la potenza apparente.
Fattori di produzione
Elementi necessari nel corso del processo di produzione di un bene o di un servizio.

Fattóri, Giovànni (Livorno 1825-Firenze 1908) Pittore, aderì inizialmente alla scuola romantico rinascimentale, per passare poi al verismo, sviluppando e divenendo il massimo esponente dei macchiaioli. Tra le sue opere Diego Martelli, Buoi al carro, Lo staffato, La rotonda di Palmieri (1866, Firenze, Galleria d'Arte Moderna) e Parete bianca (1868-1870, Valdagno, collezione privata).

fattorìa, sf. 1 Azienda agricola. ~ tenuta. 2 Insieme dei fabbricati di un'azienda agricola. ~ masseria.
 sf. farm.
 deriv. da fattore.

Fattoria degli animali, La Romanzo di G. Orwell (1945). Parabola delle origini utopiche della rivoluzione russa e dello stato totalitario formatosi sotto Stalin. Nella forma di una favola talvolta esilarante ma più spesso amara, racconta la ribellione degli animali domestici contro gli oppressori umani. Inizialmente, gli animali vittoriosi sono mossi da uno spirito egualitario e condividono i sacrifici, ma presto i maiali, più furbi delle altre bestie, si impadroniscono della fattoria. Il loro motto è tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. Parodiando la dirigenza della Russia postrivoluzionaria, i maiali istituiscono la dittatura e alla fine diventano più oppressivi dei padroni di un tempo. Alla fine, i maiali invitano i vicini umani a una festa di riconciliazione, così che gli altri animali si rendono conto di aver semplicemente scambiato una tirannide con un'altra.

fattoriàle, agg. e sm. agg. 1 Che riguarda i fattori concorrenti alla produzione di un determinato effetto. 2 In matematica, che si riferisce a un fattore.
sm. dato un numero naturale N, il suo fattoriale è il numero N! pari a 1 se N=0, a N·(N-1)·(N-2)·…·1.

fattorìno, sm. 1 Chi (in una azienda, un albergo, …) è incaricato dei piccoli servizi, in particolare di consegna e recapito. ~ portacarte, commesso. 2addetto alla distribuzione dei biglietti in un mezzo di tarsporto pubblico
 sm. 1 errand boy, messenger. 2 (ufficio) office boy. 3 (albergo) porter. 4 (consegna) deliveryman.

fattrìce, sf. Femmina di animali di razza destinata alla riproduzione.

fattucchière, sm. (f.-a) 1 Chi fa pratica di stregoneria. ~ mago. 2 Imbroglione.

fattucchierìa, sf. Pratica di arti magiche popolari.

fattùra, sf. 1 Il fare e l'effetto. 2 Opera. ~ prodotto. 3 Modo in cui una cosa è realizzata. ~ manifattura. la fattura del prodotto è di ottima qualità. 4 Stregoneria, incantesimo. ~ fattucchieria. 5 Documento contenente i dati necessari a identificare un'operazione commerciale che il venditore deve rilasciare al compratore. ~ bolla, ricevuta. non riusciva più a tenere il conto delle fatture emesse.
 sf. 1 making, manufacture. 2 (fattucchieria) spell. 3 (comm.) invoice.
 lat. factura, azione del fare.

fatturàre, v. tr. 1 Manipolare. ~ adulterare. 2 Emettere, redigere una fattura. ~ contabilizzare.
 v. tr. 1 (adulterare) to adulterate. 2 (comm.) to invoice.

fatturàto, agg. e sm. agg. Annotato in fattura.
sm. Ammontare delle fatture emesse da un'impresa in un determinato periodo. ~ vendite, ricavo.
 sm. turnover.

fatturazióne, sf. Atto ed effetto del fatturare.

fatturìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Addetto alla compilazione delle fatture di una ditta.

fatuità, sf. L'essere fatuo, leggerezza. ~ frivolezza.

fàtuo, agg. 1 Vuoto. ~ vano. 2 Sciocco, vanesio. ~ frivolo. <> sensato. i tuoi discorsi fatui non mi interessano per niente! 3 Inconsistente. fuoco fatuo.
 agg. fatuous, vain.
 lat. fatuus.

fàuci, sf. pl. 1 Apertura posteriore della cavità boccale. 2 Bocca. ~ apertura.
 lat. fauces.

Faucit, Helena Saville (Londra 1817-Bryntysilio, Galles 1898) Attrice inglese. Figlia dell'attore John Saville (1783-1853), apprese da lui l'arte della recitazione drammatica e s'impose alle platee dei più illustri teatri con le opere di Shakespeare e contemporanee, affiancata dai massimi artisti del momento.

Faùglia Comune in provincia di Pisa (2.873 ab., CAP 56043, TEL. 050).

Fàule Comune in provincia di Cuneo (389 ab., CAP 12030, TEL. 011).

Faulkner, William (New Albany 1897-Oxford, USA 1962) Scrittore statunitense, i cui romanzi avevano come tema principe i problemi del vecchio e profondo Sud, descrivendone lo stato orgoglioso e misero e ancora legato allo schiavismo e ai ricordi del passato ormai lontano. Il suo era uno stile personale, con cambiamenti improvvisi di punti di vista, stravolgimenti temporali, monologhi interiori e profonda analisi psicologica dei personaggi. Gli fu conferito il premio Nobel nel 1949. Tra le sue opere, Sartoris, L'urlo e il furore, Luce d'agosto, Assalonne, Assalonne!

fàuna, sf. Insieme degli animali che vivono in una determinata zona ambientale; è in stretti rapporti con la flora, ossia il mondo vegetale. La scienza che si occupa dello studio della fauna è la zoogeografia, che ne ha individuato diverse a seconda delle caratteristiche ambientali; il geobio (animali terrestri), l'alobio (animali marini), il linnobio (animali d'acqua dolce).
 sf. wildlife, fauna.

faunésco, agg. (pl. m.-chi) 1 Di, da fauno. ~ animalesco. 2 Malizioso. ~ sensuale.

faunìstica, sf. Studio sistematico della fauna di un determinato territorio.

faunìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla fauna.

Fàuno Personaggio mitologico, dio silvestre romano protettore della pastorizia, identificazione del greco Pan.

Fauno di marmo, Il Romanzo di N. Hawthorne (1860).
Fauno di marmo, Il
Opera di poesia di W. Faulkner (1924).

Faure, Edgar (Béziers 1908-Parigi 1988) Politico francese. Di ideologia radicale, fu due volte presidente del consiglio dal 1949 al 1952 e nel 1955 e 1956.

Faure, François-Félix (Parigi 1841-1899) Politico francese. Fu presidente della repubblica dal 1895 al 1899.

Fauré, Gabriel (Pamiers 1845-Parigi 1924) Compositore francese, allievo e amico di C. Saint-Saëns, compose musiche sacre, teatrali e musica sinfonica. Organista della chiesa di Saint-Sauveur a Rennes dal 1866, continuò questa attività in varie chiese di Parigi. Nel 1896 diventò organista della Madeleine. Nel 1903 divenne critico musicale del Figaro. Direttore del conservatorio di Parigi dal 1905 al 1920, ebbe tra i suoi allievi M. Ravel e A. Casella. La sua musica squisita e di buon gusto, libera e originale, è caratterizzata da una tecnica raffinata che sorregge atmosfere rarefatte e sottili. La produzione di Fauré è costituita soprattutto da pezzi per canto e pianoforte e da musica da camera. Tra essi, si ricordano: Poème d'un jour (1880-1881), Cinq mélodies (1891), La bonne chanson (1892-1893) su poesie di P. Verlaine, Le don silencieux (1906), La chanson d'Ève (1906-1910), Le jardin clos (1914-1915), Mirages (1919), C'est la paix (1919), L'horizon chimérique (1921), 2 Sonate per pianoforte (op. 13 e 108), 2 Sonate per violoncello e pianoforte (op. 109 e 117), 2 Quintetti per pianoforte e archi (op. 89, 1906 e op. 115, 1919-1921), Dolly op. 56(suite per pianoforte a quattro mani), Romances sans paroles op. 17, Ballade op. 19. Tra le opere teatrali e orchestrali, Messe de requiem op. 48 (1887-1888), Penelope (1907-1913), Pelléas et Mélisande (1898), Sinfonia in re minore op. 40.

Fauriel, Claude (Saint-Étienne 1772-Parigi 1844) Filologo. Tra le opere Storia della poesia provenzale (1846).

Fàuser, Giàcomo (Novara 1892-1971) Chimico. Realizzò importanti processi per la sintesi del metanolo, dell'ammoniaca e per l'idrogenazione dei petroli.

Faust Mago e taumaturgo tedesco del 1400, diventato dopo la morte personaggio della tradizione letteraria tedesca (Lessing, Sturm und Drang, Goethe) in quanto accusato di aver venduto la propria anima al diavolo, in cambio di poteri soprannaturali. È stato assurto a simbolo di uomo che, basandosi sulle proprie capacità e qualità, sfida il divino.
Faust
Tragedia in versi (poema tragico) in due parti di J. W. Goethe (1808-1832). Frutto di elaborazioni e ritocchi successivi protrattisi per circa 50 anni. Protagonista è il dottor Faust, mago e umanista, intorno a cui si svilupparono leggende popolari per la prima volta messe per iscritto da J. Spies (1587). Il personaggio assume connotazioni in parte rinascimentali (razionalismo, vitalismo, ricerca di armonia, interesse per la Grecia classica) e in parte romantiche (tensione verso l'infinito e aspirazione a superare i limiti della conoscenza). Altri personaggi sono l'assistente di Faust, Wagner; Mefistofele, incarnazione dello spirito del male; Margherita, vittima incolpevole del destino; Homunculus, creazione ottenuta per forza di magia; Euforione, figlio di Faust e di Elena; Filemone e Bauci, due vecchi anch'essi vittime del destino.
L'azione vera e propria è preceduta da una dedica, da un prologo in teatro e da un prologo in cielo nel quale tra il Signore, che conosce le eccezionali virtù di Faust, e Mefistofele viene definita la scommessa che ha per oggetto l'anima di Faust. L'intreccio è piuttosto complesso e reso unitario unicamente dalla presenza del protagonista e dal motivo conduttore della salvezza o rovina della sua anima.
La prima parte, inizia nello studio di Faust che insoddisfatto delle sue ricerche, per la disperazione giunge vicino al suicidio; ma il suono delle campane lo distrae con i ricordi della sua infanzia.
Episodi più significativi della prima parte: la comparsa di Mefistofele sotto le spoglie di un cane barbone; il patto tra Mefistofele e Faust (in base a cui Mefistofele sarà servo di Faust in terra, e signore nell'aldilà); la cantina di Auerbach a Lipsia insieme agli studenti beoni; la Cucina della strega dove Faust ringiovanisce; l'incontro con la giovane Margherita; l'amore tra Margherita e Faust e l'immediato senso di colpa legato alla morte accidentale della madre e all'uccisione in duello del fratello di Margherita, Valentino; la notte di Valpurga; Margherita rinchiusa in prigione.
Nella seconda parte, Faust sdraiato in un prato di una ridente contrada è consolato dagli spiriti elementari, tra cui Ariele. Episodi più significativi della seconda parte: Faust esprime il desiderio di vedere le ombre di Elena e Paride; Faust raggiunge le Madri, custodi eterne delle idee pure; Wagner crea l'Homunculus che consiglia di portare Faust in Grecia, nel mondo felice che Faust sogna; la notte di Valpurga classica nella quale Homunculus arde letteralmente d'amore per Galatea e scompare; nel felice paese dell'Arcadia Faust e Elena s'incontrano e si amano; dalla loro unione nasce Euforione bello per parte di madre e inquieto per parte di padre; tentando di volare, Euforione muore ed Elena lo segue nel regno di Persefone; ritorno in Germania: Faust si volge all'azione; l'avidità di Faust determina l'uccisione dei vecchi Filemone e Bauci; la colpa si impadronisce di Faust; la personificazione del Rimorso respinta da Faust lo acceca; Faust muore; gli angeli lottano contro Mefistofele e i suoi demoni, li sconfiggono e si impadroniscono dell'anima di Faust; Faust ritrova Margherita in Paradiso ed entrambi salgono verso la Vergine. Un coro chiude il dramma.
L'opera contiene una ricchezza di motivi, immagini e simboli e riferimenti da lasciare attonito anche il lettore moderno più smaliziato. Goethe vi ha trasfuso tutta la ricerca romantica di elevazione verso l'infinito, il desiderio di varcare i limiti dell'umano, la lotta continua che l'uomo è costretto a sostenere per superare le catene che lo tengono legato alla terra, la funzione svolta in questo processo dall'arte, dalla bellezza, dall'eterno femminino. La lingua di Goethe è considerata di efficacia e di perfezione insuperata.
Faust
Opera in cinque atti di C. Gounoud, libretto di J. Barbier e M. Carré (Parigi, 1859).
Faust
Film fantastico, tedesco (1926). Regia di Fredrich Wilhelm Murnau. Interpreti: Gosta Ekman, Emil Jannings, Camilla Horn. Titolo originale: Faust

Faustìna Maggióre, Ànnia Galèria (104-141) Imperatrice romana, sposa di Antonino Pio e figlia del prefetto Annio Vero. Alla sua morte, il consorte ne istituitì un culto religioso, e in suo onore furono costruite case di accoglienza per le orfane.

Faustìna Minóre, Ànnia Galèria (Roma 125?-Halala, Cappadocia 176) Figlia di Faustina Maggiore, fu imperatrice romana e sposa di Marco Aurelio. Ebbe fama di condurre una vita dissoluta.

fàusto, agg. 1 Che ha o annuncia esito fortunato, felice, favorevole. ~ gioioso. <> sfortunato. 2 Propizio. ~ favorevole. <> nefasto.

Fausto e Anna Romanzo di C. Cassola (1952).

Fàustolo Personaggio mitologico, pastore che salvò Romolo e Remo che giacevano sulle rive del Tevere, facendoli allevare dalla moglie Acca Larenzia.

fautóre, sm. (f.-trìce) Chi favoreggia e protegge, sostenitore. ~ patrocinatore. <> detrattore.
 sm. supporter, advocate.

Fautrier, Jean (Parigi 1898-Châtenay-Malabry 1964) Pittore francese. Tra le opere Testa d'ostaggio (1944, Milano, Collezione Panza di Biurno) e L'ebrea (1945, Parigi, Musée National d'Art Moderne).

faux-bourdon, sm. invar. Modo di cantare in cui si ha una sequenza di accordi di terza e di sesta inquadrati da accordi in ottava e da quinte vuote.
 termine francese che significa "falso bordone".

fàva, sf. Pianta erbacea annua (Vicia faba), appartenente alla famiglia delle Leguminose; coltivata per i suoi semi, utilizzati freschi o secchi nell'alimentazione dell'uomo e degli animali, per erbai e per sovescio.
 sf. broad bean.
Fava Tonka
Seme di Dipterix odorata, aromatico, utilizzato nella preparazione dei profumi e liquori.

favagèllo, sm. Nome comune della Ficaria ranuncoloides, una pianta erbacea che infesta prati e campi coltivati. ~ favaiola.

Favàle di Màlvaro Comune in provincia di Genova (512 ab., CAP 16040, TEL. 0185).

Favàra Comune in provincia di Agrigento (32.237 ab., CAP 92026, TEL. 0922). Centro agricolo (coltivazione di uva, mandorle e olive). Vi si trovano la chiesa del Rosario, in stile barocco, e il castello siculo-normanno dei Chiaramonte, del XIII sec. Gli abitanti sono detti Favaresi.

Favàra Mistrétta, Albèrto (Salemi 1863-Palermo 1923) Compositore e studioso. Autore di opere teatrali (Marcellina, 1884; Urania, 1918) e di altri lavori musicali, ha compiuto studi sul folclore musicale siciliano, pubblicando raccolte di canti popolari della Sicilia (Canti della terra e del mare di Sicilia, 1883).

favela, sf. invar. Quartiere di baracche alla periferia di grandi città brasiliane.

favèlla, sf. 1 Facoltà di parlare. 2 Lingua. ~ idioma.
 sf. speech.

favellàre, v. tr. e intr. Parlare. ~ discorrere.

Faver Comune in provincia di Trento (782 ab., CAP 38030, TEL. 0461).

Fàvero, Mafàlda (Portomaggiore, Ferrara 1905-Milano 1981) Soprano italiano che si affermò come interprete di opere di Puccini e di Massenet.

Favignàna Isola in provincia di Trapani, al largo delle coste occidentali della Sicilia. Appartiene all'arcipelago delle Egadi; la sua sopravvivenza è garantita dal turismo e dalla pesca.
Favignana
Comune in provincia di Trapani (4.335 ab., CAP 91023, TEL. 0923).

favìlla, sf. 1 Piccolissimo frammento di fuoco o materia incandescente. ~ scintilla. sprigionava faville tutt'intorno, era eccitatissimo; fece faville quel giorno, fu molto brillante. 2 Principio da cui possono nascere grandi cose. 3 Piccola luce, punto luminoso. ~ stella.
 sf. spark.
 lat. favilla, connesso con fovere riscaldare.

favìsmo, sm. Variante mediterranea di una malattia enzimatica ereditaria (G6PD o anemia da deficit di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi) caratterizzata da un'acuta sensibilità all'azione delle fave (ingestione o inalazione dei pollini) con episodi di emolisi.

fàvo, sm. Insieme delle celle di forma esagonale costruite dalle api per deporvi uova, polline e miele. ~ alveare, apiario.

fàvola, sf. 1 Breve racconto in versi o in prosa, che come personaggi presenta animali o cose inanimate, che stanno a simboleggiare vizi, virtù e difetti umani. ~ leggenda, novella. 2 Racconto fantastico popolare. ~ fiaba. 3 Chiacchiera e chi ne è oggetto. ~ diceria. 4 Bugia, menzogna. ~ fandonia. 5 Aneddoto. ~ fatterello. 6 Commedia. ~ dramma.
 sf. story, fairy tale.
 lat. fabula, deriv. da fari parlare.
Solitamente svolge una funzione educativa e morale. I primi esempi di favola risalgono all'epoca degli antichi popoli orientali e sono riunite nelle raccolte indiane del Pañcatantra e del Hitopadesa. In occidente, figura significativa del genere fu Esopo, anche se fu Fedro a fissarne i confini e a fornirne una certa definizione precisa. In un'epoca più vicina, è stato La Fontaine a portare la favola ai livelli più elevati del genere letterario dell'arte.

Favola del figlio cambiato, La Opera in tre atti di G. F. Malipiero, soggetto di L. Pirandello (Braunschweig, 1934).

Favola delle api, ossia vizi privati, pubblici vantaggi, La Saggio di B. de Mandeville (1714).

Favola di Polifemo e Galatea Poema di L. de Góngora y Argote (1613).

Favola d'Orfeo Favola teatrale di Poliziano (1480).

Favola e segno Opera di poesia di P. Salinas (1931).

Favole Raccolta di favole di Esopo (VI secolo a. C.). Della sua vita non si conosce nulla di preciso, anche se la tradizione lo dice di origine frigia o tracia e di condizione servile. A Esopo viene fatta tradizionalmente risalire l'invenzione della favola, ma si ritiene che con il suo nome mitico sia stata trasmessa la prima raccolta di favole letterariamente rielaborate tratte dal patrimonio diffuso nel mondo greco, come risulta anche dalle Opere e giorni del poeta Esiodo (VIII sec. a. C.). La struttura fondamentale delle Favole consiste nella narrazione di un episodio i cui protagonisti sono gli animali, anche se possono comparire personaggi umani secondari. L'episodio determina solitamente un vincitore e un vinto e viene accompagnato da una breve considerazione di saggezza o di spirito. Favole
Raccolta di favole di Fedro (I secolo). Sono conservate circa 90 favole a lui attribuite, suddivise in cinque libri. Fedro è il cultore nell'ambito del mondo latino del genere favolistico tradizionalmente fatto risalire al greco Esopo (VI secolo a. C.). Tuttavia, l'opera di Fedro segna un perfezionamento di questo genere di letteratura minore. In modo originale, egli utilizza personaggi umanizzati con psicologia fissa e tenta di desumere dal racconto una morale di validità generale, che talvolta lascia trasparire l'amarezza per la legge del più forte vigente tra gli animali. L'adozione della psicologia fissa (la volpe furba, il lupo cattivo ecc.) permette una più semplice lettura del testo, anche da parte delle classi subalterne che dovettero essere le prime destinatarie di questi scritti (Fedro stesso era un liberto). Il genere fu ripreso di J. de La Fontaine (1621-1695) nelle sue Favole (1668-1694).

favoleggiàre, v. intr. 1 Raccontare favole. 2 Rappresentare cose favolose.

favoleggiatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi favoleggia.

favolèllo, sm. Poemetto narrativo medievale arguto.

favolìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Scrittore di favole.

favolìstica, sf. 1 L'insieme delle favole di un popolo o di un'epoca. 2 Il genere letterario della favola.

favolìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alle favole.

favolosaménte, avv. In modo favoloso.

favolóso, agg. 1 Di favola; che appartiene alla favola. ~ fiabesco. <> vero, storico. 2 Enorme, straordinario. ~ incredibile. <> ordinario. 3 Leggendario. ~ fantastico. <> reale.
 agg. 1 fabulous. 2 (straordinario, incredibile) incredible.
 lat. fabulosus, da fabula.

favònio, sm. Vento di ponente.

favor libertatis, loc. sost. m. invar. Locuzione latina che significa "favorisce la libertà". Indica la tendenza a tutelare la libertà dell'imputato in attesa di giungere ad accertare la sua responsabilità.

favor rei, loc. agg. invar. Locuzione latina che significa "privilegia il condannato o l'imputato". Indica la tendenza ad garantire la tutela del prevenuto e a far predominare l'opinione che gli è più favorevole.

favóre, sm. 1 Disposizione benevola verso qualcuno o qualcosa; approvazione, simpatia, apprezzamento. ~ benevolenza. <> avversione. quel suo gesto gli fece perdere il favore della commissione nei suoi confronti. 2 Aiuto, facilitazione. ~ vantaggio. <> sfavore. a favore di, a vantaggio di. 3 Protezione, appoggio. ~ complicità. 4 Azione che si compie per compiacere qualcuno, cortesia. ~ piacere. <> dispetto, scortesia. 5 Consenso. il film non incontrò il favore della critica.
 sm. 1 favour. 2 (per) please. 3 (appoggio) support.
 lat. favor,-oris, deriv. da favere favorire.

favoreggiaménto, sm. 1 Il favoreggiare. 2 Reato di chi aiuta il colpevole di un delitto a sottrarsi alle autorità. ~ complicità, connivenza. 3 Nepotismo. ~ favoritismo. <> ostilità, osteggiamento.

favoreggiàre, v. tr. 1 Favorire. ~ aiutare. <> danneggiare. 2 Compiere il reato di favoreggiamento.

favoreggiatóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi favoreggia. ~ spalleggiatore, fiancheggiatore. 2 Chi si rende colpevole di un favoreggiamento. ~ complice, connivente.

favorévole, agg. 1 Che favorisce; propizio, fausto. ~ felice. <> sfavorevole. 2 Che approva; incline. ~ propenso. 3 Che è in favore; opportuno, utile. ~ vantaggioso. <> svantaggioso, inutile.
 agg. 1 in favour. 2 (opportuno, vantaggioso) favourable.
 lat. tardo favorabilis, deriv. da favor favore.

favorevolménte, avv. In modo favorevole. ~ benevolmente, convenientemente.

favorìre, v. tr. 1 Aiutare, incoraggiare, assecondare. ~ proteggere. <> boicottare, avversare. furono favoriti dalle condizioni meteorologiche propizie. 2 Accettare qualcosa dietro invito di qualcuno. 3 Facilitare, fiancheggiare. ~ agevolare. <> intralciare. favorire un progetto. 4 Promuovere. 5 Esibire. favorire la patente di guida.
 v. tr. 1 to favour. 2 (aiutare) to help, to aid. 3 (agevolare, sostenere) to support. 4 (vuole favorire?) won't you help yourself?
 deriv. da favore.

favorìta, sf. Donna prediletta da un uomo, detto soprattutto di uomini potenti.

Favorita, La Dramma in quattro atti di G. Donizetti, libretto di A. Royer e G. Vaez (Padova, 1842).

favoritìsmo, sm. Il preferire qualcuno a scapito degli altri e l'atto con cui si accorda tale preferenza. ~ clientelismo. <> imparzialità.

favorìto, agg. e sm. agg. 1 Prediletto, preferito. ~ amato. <> inviso. 2 Protetto, aiutato. ~ appoggiato. <> sfavorito.
sm. 1 Beniamino. ~ pupillo. 2 Si dice del probabile vincitore di una competizione sportiva.
 agg. e sm. favourite.

Favrétto, Giàcomo (Venezia 1849-1887) Pittore. Tra le opere Al liston (1884, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna).

Fàvria Comune in provincia di Torino (4.225 ab., CAP 10083, TEL. 0124).

fax, sm. invar. Abbreviativo di telefax. Il fax fu realizzato intorno al 1980 su un idea dello scozzese Alexander Bain risalente al 1842.

Faxa Baia dell'Islanda, nell'oceano Atlantico.

Faya-Largeau Centro del Ciad (5.200 ab), capoluogo della prefettura di Borkou-Ennedi-Tibesti.

Faysal Nome di sovrani dell'Iraq.
Faysal I
(Taif 1883-Berna 1933) Re dell'Iraq dal 1921 al 1933. Nel 1916 fu a capo della rivolta araba contro il dominio ottomano, in collaborazione con il colonnello inglese Lawrence. Fatto re di Siria, venne spodestato dai francesi nel 1920 e nel 1921 gli venne attribuito dagli inglesi il regno iracheno.
Faysal II
(Baghdad 1935-1958) Nipote di Faysal I, succedette al padre Ghazi I come re dell'Iraq dal 1939. Morì durante la rivolta repubblicana di Baghdad.

Faysal I, ibn Abd al-Aziz (Riyadh 1906-1975) Re dell'Arabia Saudita, figlio di Abd al-Aziz. Ricoprì il ruolo di ministro delle finanze e di primo ministro nel corso della reggenza del fratello Saud, che costrinse ad abdicare, segnando una grande svolta per il paese. Massimo esponente e sostenitore del panislamismo conservatore, si oppose duramente alla politica nasseriana e appoggiò la guerriglia nello scontro con il governo repubblicano yemenita. In occasione del conflitto con Israele del 1973 si schierò con gli altri paesi arabi e aderì all'embargo petrolifero nei confronti dei paesi filoisraeliani. Venne assassinato da un nipote.

Fayyum Grande depressione dell'Egitto del nord, a sud-ovest della città del Cairo, occupato per la maggior parte dal lago Birkat Qarum. Usufruisce delle acque del Nilo per il tramite del canale Bahr Yusuf, che consentono alla regione la produzione di cotone, datteri, lino e frutta. Dal punto di vista politico è un governatorato dell'Egitto. La fertilità della zona è conseguenza dei lavori idraulici iniziati nel XIX sec. a. C. dai faraoni della XII dinastia, che fecero edificare anche la capitale Crocodipoli, in seguito Arsinoe; vennero fatte costruire due piramidi, quella di Sesostri II, a el-Lshun e quella di Amenemhet III, a Hawara.
Al-Fayyum
Città dell'Egitto (170.000 ab.), capoluogo del governatorato di Fayyum; è un fiorente mercato di prodotti agricoli e tessili.

fazenda, sf. invar. Azienda agricola brasiliana.

Fàzio, Antònio (Alvito 1936-) Economista. Dal 1993 è governatore della Banca d'Italia.

Fàzio, Fàbio (Savona 1964-) Conduttore televisivo vivace e ironico. Conduttore di Quelli che il calcio... (dal 1993).

fazióne, sf. Gruppo, partito animato da spirito settario. ~ corrente.
 lat. factio,-onis.

faziosaménte, avv. In modo fazioso.

faziosità, sf. L'essere fazioso; atteggiamento fazioso. ~ parzialità, settarismo.

fazióso, agg. e sm. agg. 1 Intollerante, fanatico, parziale. ~ settario. <> equo. 2 Turbolento, sovversivo. ~ ribelle. <> pacifico, tranquillo.
sm. Persona faziosa.
 lat. factiosus.

Fazzìni, Pèricle (Grottammare 1913-Roma 1987) Scultore. Tra le opere Ritratto di Ungaretti (1936, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna) e La Sibilla (1947, New York, Museum of Modern Art).

fazzolétto, sm. 1 Pezzo quadrato di tela usato per pulirsi il naso, detergersi il sudore e simili. ~ moccichino. fare un nodo al fazzoletto, per ricordare qualcosa. 2 Grande quadrato di seta o altri tessuti per coprire la testa. ~ foulard. 3 Campo molto piccolo. coltivava un fazzoletto di terra, ma per lui era sufficiente.
 sm. 1 handkerchief. 2 (copricapo) headscarf.
 dimin. di fazzolo.

FB Sigla di fuoribordo.

FBI Sigla del Federal Bureau of Investigation, ossia del corpo di polizia federale investigativa americana. Venne fondata nel 1908 da Roosevelt, al fine di accertare le violazioni delle leggi federali; oggi ha il compito di sconfiggere la criminalità organizzata, fermare il traffico di sostanze stupefacenti, i rapimenti e ogni altro tipo di reato. È alle dipendenze del ministero della giustizia. Nel 1974 fu immischiata in uno scandalo (Watergate) per le attività di spionaggio politico, eseguite per conto del presidente Nixon, che ne limitò moltissimo la credibilità, soprattutto per i metodi illegali adoperati.

FD Sigla di Filodiffusione.

Fda Sigla di Food and drug administration (agenzia di controllo dei cibi e dei farmaci).

FdG Sigla di Fronte della Gioventù.

FdL Sigla di Fiera del Levante.

FDM Sigla di Frequency Division Multiplexing (multiplex a divisione di frequenze).

fé, sf. Fede.

Fe Simbolo chimico del ferro.

febbràio, sm. Il secondo mese dell'anno nel calendario gregoriano.
 sm. February.

fèbbre, sf. 1 Aumento della temperatura del corpo, che si verifica quando insorgono molte malattie, come risposta di difesa. 2 Forte passione che agita l'animo; turbamento, esaltazione. ~ furia.
 sf. 1 temperature. 2 (specifica) fever.
 lat. febris.
La temperatura del corpo è mantenuta su valori costanti attorno a 37 °C a opera di centri nervosi specializzati. È molto importante che questa caratteristica fisiologica sia mantenuta costante per consentire un funzionamento ottimale delle varie funzioni metaboliche dell'organismo. Nel corso di una grande varietà di situazioni patologiche si può determinare un aumento della temperatura corporea (infezioni, neoplasie, malattie metaboliche, reazioni da farmaci ecc.). A volte la febbre non appare riferibile a quadri patologici specifici ed è quindi di difficile interpretazione.
L'andamento della febbre può essere continuo, cioè con minime variazioni durante la giornata; remittente, con notevoli variazioni nella giornata, anche senza mai scendere ai valori normali; intermittente, dove si alternano periodi febbrili a periodi di temperatura normale, come nel caso della malaria. Di solito si associa ad altri sintomi legati al quadro patologico in atto (malessere generale, brividi, dolore, quadri infiammatori ecc.). Nei casi di comune osservazione, la febbre è controllabile abbastanza facilmente con l'uso di specifici farmaci antipiretici, dietro consiglio del medico. Nei seguenti casi, invece e opportuno un urgente ricovero in ospedale: nel bambino quando la temperatura salga oltre 40 °C; nella persona adulta se oltre allo stato febbrile ci siano situazioni patologiche a rischio (malattie cardiache, disidratazione, stato di shock imminente, gravi malattie infettive, in seguito a reazione a farmaci, per colpo di calore ecc.). È consigliabile evitare l'uso indiscriminato di farmaci antibiotici senza un preventivo consiglio del medico.
Febbre aftosa
Malattia infettiva dei bovini, degli ovini e dei suini dovuta a un virus patogeno per l'uomo che contrae l'infezione tramite il contatto con gli animali o bevendone il latte.
Febbre dei porcari
Infezione da Leptospira pomona trasmessa all'uomo per contatto con le feci e le urine dei maiali.
Febbre gialla
Infezione acuta causata da un virus della famiglia degli Arbovirus, che viene trasportato da zanzare Aedes. Si tratta di una malattia endemica ed epidemica, soprattutto in alcuni paesi dell'Africa e del Sudamerica.
Febbre perniciosa
Grave forma di malaria causata da una massiccia invasione del parassita plasmodium falciparum.
Febbre puerperale
Infezione della puerpera causato da germi endogeni o esogeni nel corso del parto o subito dopo.
Febbre tifoide
Infezione di origine batterica causata da salmonella il cui contagio avviene per contatto diretto o indiretto con le feci del portatore cronico.

Febbre del sabato sera, La Film commedia, americano (1977). Regia di John Badham. Interpreti: John Travolta, Karen Gorney, Barry Miller. Titolo originale: Saturday Night Fever

Febbre dell'oro, La Film comico, americano (1925). Regia di Charlie Chaplin. Interpreti: Charlie Chaplin, Mack Swain, Georgia Hale. Titolo originale: The Gold Rush

Febbre di vivere Film commedia, americano (!932). Regia di George Cukor. Interpreti: Katharine Hepburn, John Barrymore, Billie Burke. Titolo originale: A Bill of Divorcement

febbricitànte, agg. Che ha la febbre.

febbrìcola, sf. Febbre poco elevata e persistente.

febbrìfugo, agg. e sm. (pl. m.-ghi) Di medicamento, atto a vincere la febbre. ~ antipiretico.

febbrìle, agg. 1 Di febbre. ~ febbricitante. 2 Agitato, convulso, frenetico. ~ spasmodico. <> calmo. 3 Instancabile, appassionato. ~ intenso. <> calmo, lento.
 agg. feverish.

Fèbe Diciassettesimo satellite di Saturno per distanza (12.950.000 km) e per grandezza (raggio 100 km); venne scoperto da W. H. Pickering nel 1898 e ha un periodo orbitale di 550,4 giorni, con moto di rivoluzione retrogrado.

febèo, agg. 1 Di Febo. 2 Nella locuzione estro febeo, ispirazione poetica.

Fèbo > "Apòllo"

Febvre, Lucien (Nancy 1878-Saint Amour, Giura 1956) Storico. Tra le opere Un destino: Martin Lutero (1928) e Il problema dell'incredulità nel XVI secolo: la religione di Rabelais (1942).

fecàle, agg. Di feci, delle feci.

fecalòma, sm. (pl.-i) Accumulo localizzato di materie fecali all'interno dell'intestino che ha l'aspetto, la posizione e produce gli stessi sintomi di un tumore.

fèccia, sf. (pl.-ce) 1 Deposito melmoso che si forma nei vasi vinari per sedimentazione dei vini. ~ residuo. <> corpo, cuore. 2 Parte peggiore. ~ marmaglia. <> fior fiore.
 sf. dregs.

feccióso, agg. 1 Pieno di feccia, impuro. ~ torbido. 2 Spregevole, ripugnate ~ disgustoso. 3 Lezioso.

fecciùme, sm. 1 Quantità di feccia. 2 Gentaglia, canaglia. ~ marmaglia.

Fechner, Gustav Theodor (Gross-Särchen 1801-Lipsia 1887) Psicologo, filosofo e fisico tedesco, fondò insieme a W. Wundt la psicologia moderna. Ha dato il nome a una teoria psicofisica che stabilisce che l'intensità di una sensazione è proporzionale al logaritmo dell'intensità dello stimolo. Elaborò anche concetti di soglia assoluta (intensità minima di uno stimolo tale da essere avvertito), di soglia differenziale (intensità minima della variazione di uno stimolo perché venga avvertito).

fèci, sf. pl. Escrementi umani. ~ sterco.

feciàle => "feziale"

feciàli => "feziali"

fècola, sf. Sostanza amidacea di aspetto farinoso estratta da tuberi, rizomi e bulbi.
 sf. potato flour.

fecondàbile, agg. Che si può fecondare.

fecondàre, v. tr. 1 Rendere fecondo. ~ inseminare. 2 Rendile fertile. ~ fertilizzare. <> isterilire.
 lat. fecundare.

fecondatìvo, agg. Che serve a fecondare.

fecondatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi feconda, rende fecondo.

fecondazióne, sf. Processo durante il quale una cellula riproduttrice femminile, ossia il gamete uovo, si fonde con il gamete maschile o spermatozoo. Si può verificare nel corpo femminile (fecondazione interna, come in Mammiferi, Uccelli, Rettili, Insetti), ovvero all'esterno (fecondazione esterna, tipica degli animali acquatici). Si fondono due nuclei aploidi dei gameti (meiosi) in un nucleo normale, diploide, del nuovo zigote. La riproduzione sessuata, che si verifica con la fecondazione e durante la quale ogni gamete porta caratteri ereditari diversi da quelli dell'altro, risulta essere la causa principale della diversità delle specie.
 sf. 1 fecundation, fertilization. 2 (artificiale) artificial insemination.
Fecondazione artificiale
Raccolta dello sperma e successiva introduzione nel canale genitale femminile; è molto diffusa nella zootecnica per selezionare le razze. Oggi, tale tecnica è usata anche per l'uomo (1978, Inghilterra), nel momento in cui, per cause patologiche, non sia possibile la fecondazione naturale.
Fecondazione in vitro
Trasferimento in utero dell'embrione, in seguito a fecondazione avvenuta in provetta, fuori dal corpo materno, viene praticata in caso di sterilità della donna.

fecondità, sf. 1 Capacità di procreare. ~ prolificità. <> sterilità. 2 Attitudine a produrre sul piano intellettivo. ~ inventiva. 3 Utilità. 4 Produttività, fertilità. ~ rendimento.

fecóndo, agg. 1 Che si può procreare, fertile. ~ prolifico. <> improduttivo. 2 Che feconda. 3 Creativo. ~ fantasioso. <> sterile. 4 Produttivo, fruttifero. ~ fertile. <> infecondo.
 agg. fertile.

Fedàia Passo (2.057 m) delle Alpi Dolomitiche, tra il monte Padon e la Marmolada.

fedaìn, sm. Guerrigliero palestinese che combatte per la reintegrazione del suo popolo in Palestina.

féde, sf. 1 Ferma credenza in una verità religiosa rivelata o in un'idea politica o filosofica. ~ religione. 2 L'insieme delle cose in cui si crede. ~ credo. 3 La prima delle tre virtù teologali. 4 Il credo religioso cristiano. 5 Fiducia, stima. ~ credito. <> sfiducia. 6 Fedeltà, onestà. ~ costanza. <> tradimento. 7 Anello che si scambiano gli sposi il giorno delle nozze. ~ vera. 8 Attestato, documento. ~ certificato.
 sf. 1 faith, belief. 2 (fiducia) trust. 3 (attestato) certificate. 4 (anello) wedding ring.
 lat. fides,-ei.
Per la teologia cattolica è la credenza cieca e assoluta nelle verità rivelate all'uomo da Dio e nei dogmi della chiesa. Tale credenza è sostenuta non dalla comprensione razionale ma da un'adesione incondizionata, fondata solo sulla fiducia cieca nei testi sacri della rivelazione (Antico e Nuovo Testamento) nonché nell'autorità della chiesa. La chiesa cattolica considera la fede una virtù teologale, dono diretto di Dio all'uomo.
Fede in deposito
In ambito giuridico è il titolo di credito rappresentativo di una certa quantità di merci depositate, che conferisce al possessore il diritto di riottenerne il possesso.
Linea di fede
Negli strumenti di misurazione è la linea sovrapposta alla scala graduata che permette la lettura del valore misurato.

Fede cristiana, La Opera di teologia di F. D. E. Schleiermacher (1821-1822).

Fede e bellezza Romanzo di N. Tommaseo (1840).

Fede sepolta, La Saggio di S. Quinzio (1978).

fedecommésso, sm. Disposizione testamentaria che obbliga l'erede a conservare i beni ereditati e di trasmetterli alla sua morte a una determinata persona.

fededégno, agg. Degno di fede, attendibile. ~ credibile.

fedéle, agg. e sm. agg. 1 Che osserva una fede. ~ osservante, ligio. <> miscredente. 2 Veritiero. ~ esatto. <> impreciso. un racconto fedele dei fatti potrà chiarire la situazione una volta per tutte. 3 Onesto. ~ fidato. <> fedifrago. 4 Fido, devoto. ~ affezionato. <> infedele. poteva contare sui fedeli servitori. 5 Assiduo. ~ costante. 6 Conforme. ~ simile. <> inesatto.
sm. Seguace di una fede religiosa, di un'idea, di una persona. ~ adepto. la campana della chiesa rintoccava per richiamare i fedeli alla funzione religiosa.
 agg. 1 faithful. 2 (leale) loyal. sm. 1 believer. 2 (seguace) follower.
 lat. fidelis, deriv. da fides fede.

fedéli (Compagnia dei) Compagnia di attori italiana fondata, nel 1605, da Giovan Battista Andreini.

fedelménte, avv. In modo fedele. ~ lealmente.

fedeltà, sf. 1 L'essere fedele. ~ dedizione. <> infedeltà. 2 Conformità all'originale. ~ esattezza. <> inattendibilità. 3 Proprietà di un apparecchio di riprodurre un fenomeno senza alterarlo.
 sf. 1 faithfulness. 2 (coniugale) fidelity.
 lat. fidelitas,-atis.

fèdera, sf. Involucro usato come copertura del guanciale.
 sf. slip, pillowcase.

Federacli Sigla della Federazione delle Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani, organizzazione nata l'8 dicembre 1971 dalla scissione di un gruppo di appartenenti alle ACLI e capeggiato da Giovanni Bersani che era contrario ai nuovi indirizzi.

Federal Aviation Agency (FAA) Ente federale istituito dal governo statunitense nel 1958 allo scopo di dirigere le attività inerenti all'aviazione civile e al traffico aereo.

Federal Reserve Bank Banca del Federal Reserve System che funziona come istituto di emissione e come banca centrale.

federàle, agg. e sm. agg. 1 Di una federazione di stati. 2 Di federazione sportiva.
sm. In epoca fascista, segretario di una federazione di fasci di combattimento.
 agg. federal.

federalìsmo, sm. Dottrina politica che prevede l'unione di più stati nazionali in un unico organismo soprannazionale, basato su una carta federale e munito di poteri centrali. Ogni stato membro è dotato di poteri amministrativi e legislativi fermo restando le incombenze relative alla difesa, alla politica monetaria ed estera di competenza del governo federale. Il primo esempio di federalismo risale alle leghe delle città-stato greche e alle alleanze che legavano i comuni medievali. L'elaborazione fatta da alcuni pensatori americani (Madison, Hamilton e Jay) e pubblicata nel Federalist del 1787-1788, mirava a subordinare un determinato territorio e i suoi abitanti a un governo locale e uno centrale. Nel corso del 1800 tale teoria si è affermata anche in Europa (Paneuropa, Movimento federalista europeo); in Italia i massimi esponenti, durante il risorgimento, furono Cattaneo e Gioberti, che si opponevano alla politica unitaria di Mazzini in senso cattolico e democratico, e Ferrari, che vi si opponeva in senso repubblicano rivoluzionario. Nel XX sec. si assiste a un nuovo processo di avvicinamento al federalismo dovuto all'unificazione europea.

federalìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Fautore del federalismo.

federalìstico, agg. (pl. m.-ci) Del federalismo, dei federalisti.

federatìvo, agg. 1 Federale. 2 Che tende a unire in federazione.

federàto, agg. Di stato membro di uno stato federale.

federazióne, sf. 1 Unione politica di stati. ~ confederazione. 2 Unione di più associazioni politiche, culturali, sindacali ecc. ~ corporazione. 3 Ente nazionale che regola e disciplina un'attività sportiva. 4 Sede di una federazione.
 sf. federation.
 lat. tardo foederatio,-onis, deriv. da foedus,-eris alleanza.

Federazióne CGIL, CISL, UIL Organismo federativo che venne costituito nel luglio 1972 dalle maggiori confederazioni sindacali italiane.

Federazione iugoslàva Repubblica federativa dell'Europa orientale; si affaccia a sud-ovest nel mar Adriatico e confina a nord con l'Ungheria, a est con la Romania e la Bulgaria, a sud con la Macedonia e l'Albania e a ovest con la Bosnia Erzegovina e la Croazia. Dal 1992 è costituita dalla Serbia (che comprende le unità amministrative autonome di Vojvodina e di Kosovo) e dal Montenegro.
La parte settentrionale del paese è pianeggiante; a nord della Sava e del Danubio si estende un vasto bassopiano che comprende le pianure del Banato (a est del Tibisco) e del Backa (tra Tibisco e Danubio).
La parte meridionale è invece montuosa, costituita da numerosi massicci isolati (Kopaonik, Golija, Povlen) compresi nelle Dinaridi; a sud-est si elevano le propaggini occidentali dei Balcani e a sud-ovest quelle delle Alpi Albanesi (Daravica 2.656 m).
Le acque interne convogliano nella quasi totalità al mar Nero e al mar Egeo. Tributario del mar Nero è il Danubio, che percorre la Serbia per circa 360 km e raccoglie le acque della Sava, della Morava, della Drava e del Tibisco.
Il territorio del Montenegro è a sua volta prevalentemente montuoso di origine calcarea, interessato da vistosi fenomeni carsici.
L'unica parte pianeggiante è quella in prossimità della costa e la bassa valle del fiume Moraca, immissario del lago Scutari, sul confine con l'Albania.
Gli altri fiumi (Piva, Tara, Lim) sono tributari del mar Nero e scorrono in direzione sud nord incidendo profonde vallate.
Il clima è sub-continentale nella regione serba, con inverni rigidi ed estati calde e precipitazioni più abbondanti sui rilievi. Solo lungo la fascia mediterranea il clima è mite.
La composizione etnica è piuttosto articolata: serbi (62,3%), albanesi (16,6%), montenegrini (5%), magiari (3,3%), musulmani (3,1%) e ancora croati, rumeni e slovacchi.
La capitale è Belgrado; altre città rilevanti sono Novi Sad, Nis, Subotica e Podgorica.
Il paese conserva un carattere prettamente agricolo, pur essendo dotato di discrete risorse minerarie; durante gli anni del governo di Tito il paese aveva registrato discreti progressi in campo economico e sociale, del tutto annullati durante la gravissima crisi degli anni '80.
L'agricoltura ha beneficiato di un certo processo di modernizzazione e meccanizzazione e produce cereali (frumento, mais e segale), frutta (rinomate prugne e mele) e inoltre tabacco, canapa, barbabietola da zucchero.
Discreto è il patrimonio zootecnico (ovini, bovini e suini), notevoli le risorse forestali (che coprono il 36% della superficie del paese), che permettono l'esportazione di legname.
Le fonti energetiche sono discrete, data la disponibilità idrica e i sia pur modesti giacimenti di petrolio e gas naturale.
Significativi invece i giacimenti di ferro, piombo, zinco, magnesite, mercurio, cromo, bauxite, rame, cobalto e antimonio.
Gli investimenti statali hanno consentito il diffondersi di complessi manifatturieri operanti nel settore siderurgico, metalmeccanico, chimico e tessile.
Tradizionali le industrie conserviere, del cuoio, del pellame e dei tappeti.
STORIA Nel 1918 viene creato il regno dei serbi, croati e sloveni, sotto l'autorità di Pietro I Karageorgevic, le cui frontiere sono fissate negli anni 1919-1920 con i trattati di Neuilly sur Seine, di Saint Germain en Laye, di Trianon e di Rapallo. Nel 1921 viene adottata una Costituzione centralista e parlamentare. Nel 1929 Alessandro I (1921-1934) imposta un regime autoritario. Il paese prende il nome di Iugoslavia.
Nel 1934 Alessandro I è assassinato da un estremista croato. Il cugino Paolo assume la reggenza in nome di Pietro II. Nel 1941 Paolo firma il patto tripartito ed è destituito da una rivoluzione a Belgrado. La Iugoslavia viene occupata dalla Germania. La resistenza si organizza da una parte, con D. Mihailovic, di tendenze monarchiche e nazionaliste, e dall'altra con il comunista J. Broz Tito. Pietro II si rifugia a Londra. Nel 1943 Tito crea il Comitato Nazionale di Liberazione.
Alla fine della seconda guerra mondiale viene creata la Repubblica Popolare Federale; essa raggruppa sei repubbliche: Bosnia Erzegovina, Croazia, Macedonia, Montenegro, Serbia e Slovenia. Tito guida il governo. Negli anni 1948-1949 Stalin esclude la Iugoslavia dal mondo socialista e dal Cominform. L'anno successivo viene impostato il sistema dell'autogestione.
Nel 1955 Kruscev riprende le relazioni con la Iugoslavia. Nel 1961 una conferenza dei paesi non allineati si tiene a Belgrado. Due anni più tardi viene proclamata la Repubblica Socialista Federale Iugoslava. Nel 1971 lo sviluppo del nazionalismo porta al siluramento dei dirigenti croati. La nuova Costituzione del 1974 rafforza i diritti delle repubbliche. Dopo la morte di Tito, nel 1980, le funzioni presidenziali sono esercitate collegialmente. A partire dal 1988 la Lega comunista iugoslava rinuncia al monopolio politico.
La Croazia e la Slovenia, ormai guidate dall'opposizione democratica, si oppongono alla Serbia e cercano di ridefinire il loro ruolo nella federazione iugoslava. Nel giugno 1991 proclamano la loro indipendenza. Dopo vari scontri, l'esercito federale si ritira dalla Slovenia; combattimenti sanguinosi oppongono i croati all'esercito federale e ai serbi di Croazia. La Macedonia proclama la propria indipendenza (settembre). Nel 1992 la comunità internazionale riconosce l'indipendenza della Croazia e della Slovenia (gennaio) e successivamente quella della Bosnia Erzegovina (aprile), dove scoppia una guerra particolarmente sanguinosa. La Serbia e il Montenegro decidono di proclamare la Repubblica Federale Iugoslava (aprile), che non viene riconosciuta dalla comunità internazionale. I numerosi serbi che vivono in Croazia e Bosnia Erzegovina reclamano la loro unione al nuovo stato. Il 1995 vede intensificarsi lo sforzo della comunità internazionale per porre fine al conflitto in Bosnia-Erzegovina fra le diverse etnie (croata, serba e musulmana). Il 3 giugno 1995 la NATO e la UEO decidono l'invio di 10.000 uomini in appoggio ai Caschi Blu e il 17 giugno l'esercito bosniaco lancia una controffensiva per rompere l'assedio di Sarajevo, riuscendo per la prima volta a colpire Pale. L'intensificarsi dell'offensiva bosniaca convince i serbi ad accettare l'avvio di un piano di spartizione etnica del territorio sotto il controllo dell'ONU, piano che ha segnato di fatto la fine del conflitto. La guerra scoppiata tra Serbia, Croazia e Bosnia si conclude solo dopo l'accordo stilato a Dayton negli Stati Uniti, il 21 novembre 1995 dai leader delle tre etnie (Milosevic, Tujiman e Izetbegovic) e ratificato nella conferenza di pace svoltasi il 14 dicembre 1995 a Parigi, alla presenza dei capi di governo delle principali potenze mondiali. Nel 1998 scoppia il conflitto in Kosovo, regione abitata sia da serbi sia da albanesi. La comunità internazionale accusa i serbi di pulizia etnica e inizia il dramma dei profughi che si rifugiano negli stati confinanti. Nel marzo del 1999 la NATO, dopo mesi di pressioni diplomatiche, interviene militarmente con bombardamenti aerei su tutta la Serbia e il Montenegro. Il conflitto accentua l'esodo della popolazione albanese dal Kosovo verso la Macedonia e l'Albania.
Abitanti-10.540.000
Superficie-102.200 km2
Densità-103,1 ab./km2
Capitale-Belgrado
Governo-Repubblica federale
Moneta-Nuovo dinaro iugoslavo
Lingua-Serbo, albanese, ungherese
Religione-Ortodossa, musulmana sunnita

FEDERBRACCIANTI Sigla di Federazione Italiana dei Braccianti.

FEDERCACCIA Sigla di Federazione Italiana della Caccia.

FEDERCALCIO Sigla di Federazione Italiana del Gioco del Calcio.

FEDERCONSORZI Sigla di Federazione Italiana dei Consorzi Agrari.

federiciàno, agg. Relativo a un personaggio famoso che abbia nome Federico. Viene usato in particolare in relazione all'imperatore Federico II.

Federìco Nome di sovrani.
Danimarca e Norvegia Federico I
(Copenaghen 1471-Gottorp 1533) Dopo che venne cacciato Cristiano II, salì al trono (1923) e favorì la diffusione del luteranesimo.
Federico II
(Haderslev 1534-Antvorskov 1588) Re dal 1559. Tra il 1563 e il 1570 tentò di ripristinare l'egemonia sul Baltico, combattendo a lungo contro la Svezia.
Federico III
(Haderslev 1609-Copenaghen 1670) Re dal 1648. Eseguì una riforma assolutistica dello stato, proclamando nel 1660 l'ereditarietà della corona.
Federico IV
(Copenaghen 1671-Odense 1730) Re dal 1699. Nelle guerre del nord riuscì a vincere agli svedesi lo Schleswig, che venne annesso alla Danimarca nel 1720.
Federico V
(Copenaghen 1723-1766) Re dal 1746. Garantì alla Danimarca un periodo di notevole sviluppo commerciale e di pace.
Federico VI
(Copenaghen 1768-1839) Re dal 1808. Fu reggente per il padre Cristiano VII fin dal 1784. Alleato di Napoleone, alla sua caduta nel 1814 perse il regno di Norvegia a favore di Carlo XIV di Svezia.
Federico VII
(Copenaghen 1808-Glücksburg 1863) Re dal 1848. Figlio di Cristiano VII, nel 1849 abolì il regime assoluto concedendo la costituzione.
Federico VIII
(Copenaghen 1843-Amburgo 1912) Re dal 1906. Era figlio di Cristiano IX.
Federico IX
(Sorgenfri 1899-Copenaghen 1972) Succedette al trono al padre Cristiano X dal 1947.
Prussia Federico I di Prussia
(Königsberg 1657-Berlino 1713) Prima elettore di Brandeburgo (1688-1713), assunse il nome di Federico I quando salì al trono di Prussia nel 1701. Figlio di Federico Guglielmo, ottenne questo titolo dato nella prima guerra di secessione spagnola all'imperatore Leopoldo I.
Federico II > "Federico II di Prussia"
Federico III di Prussia
(Potsdam 1831-1888) Figlio di Guglielmo I, fu re e imperatore di Germania dal 1888. Regnò solo tre mesi.

 

 

Note:  

Definizioni, informazioni, … sono in gran parte recuperate (a partire dal 1999) da varie fonti accessibili via Internet o da altre fonti "informatiche" freeware; per molti lemmi sono state riviste e, in modo più o meno consistente, riscritte; la revisione è tuttora in corso: solo una parte delle definizioni è stata rivista (vi sono ancora errori e imprecisioni, come del resto si trovano nei dizionari cartacei, anche "famosi"). Le, eventuali, date di morte dei personaggi citati dovrebbero essere aggiornate al luglio 2009; il numero degli abitanti delle località riportate quando è stato aggiornato riporta a fianco anche la data dell'aggiornamento.

Le informazioni (storiche, geografiche, …) sono aggiornate al 1999, ma molte sono state ulteriormente aggiornate

 

     indica l'etimologia
    ~ indica un (circa, e in qualche contesto) "sinonimo"
    <> indica (in genere) un "contrario"

 

Fonte: http://dictionario.wikispaces.com/file/detail/dictionario_f.doc

sito web: http://macosa.dima.unige.it/diz/diz.htm

Autore del testo: http://macosa.dima.unige.it

 

 

Significato del termine ?

Cosa vuol dire ?

Come si dice in inglese ?

 

Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale F parte 2

 

 

 

Visita la nostra pagina principale

 

Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale F parte 2

 

Termini d' uso e privacy

 

 

 

 

Significato del termine ?

Come si dice in inglese ?

Cosa vuol dire ?

Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale F parte 2