Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale G parte 8

 

 

 

Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale G parte 8

 

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Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale G parte 8

 

Goyescas Opera in tre atti E. Granados, libretto di F. Periquet y Zuaznabar (New York, 1916).

Goytisolo, Juan (Barcellona 1931-) Romanziere spagnolo. Tra le opere La risacca (1958) e Fine di festa (1962).

Gozo (Grecia) Isola della Grecia, nel mar Mediterraneo, al largo dell'isola di Creta.

Gozo (Malta) Isola (26.000 ab.) di Malta, capoluogo Vittoria.

Gozzàno Comune in provincia di Novara (5.986 ab., CAP 28024, TEL. 0322).

Gozzàno, Guìdo (Torino 1883-1916) Poeta di gusto crepuscolare per i toni malinconici e la sottile ironia, la cui opera è caratterizzata dalla tenerezza, dal desiderio di vita semplice e risente del fascino della morte. Per la prima volta, dal punto di vista formale, egli accoglie all'interno del linguaggio e delle strutture classiche forme tipiche della prosa e della colloquialità che influenzeranno in questo senso la poesia successiva, in particolare E. Montale. Le sue opere principali sono, Verso la cuna del mondo (postumo, 1917), La via del rifugio (1907), Colloqui (1911).

Gózzi, Càrlo (Venezia 1720-1806) Scrittore veneziano, fratello di Gasparo, avversario degli illuministi e di Goldoni, legò la sua fama alle Fiabe (1761-1765), dieci opere teatrali miste di elementi sarcastici e magici, comici e tragici, richiamantisi strutturalmente alla commedia dell'arte. Tra le più note, L'amore delle tre melarance, Il corvo, Turandot, L'augellin belverde. Pubblicò nel 1797-1798 Le memorie inutili, sua autobiografia e suo capolavoro in prosa.

Gózzi, Gàsparo (Venezia 1713-Padova 1786) Scrittore e giornalista, fratello di Carlo, partecipò alla classicheggiante Accademia dei Granelleschi. Fondò e diresse varie riviste, tra cui la Gazzetta Veneta (1760-1761) e l'Osservatore veneto (1761-1762), riprendendo i modelli dei giornali inglesi. Rivelò notevoli capacità di ritrarre, con un linguaggio nitido e ironico, i costumi sociali del suo tempo. Scrisse anche poesie. Tra le sue opere, Il pievano e la Ghita, Difesa di Dante (1758).

Gozzìni, Màrio (Firenze 1920-) Politico e senatore della sinistra indipendente. Porta il suo nome una legge del 1986 che prevede alcuni benefici per i detenuti per particolari reati e a determinate condizioni.

gózzo, sm. 1 Ingluvie. 2 Stomaco dell'uomo. 3 Tumefazione di natura neoplastica, flogistica o infettiva della ghiandola tiroidea.

Gòzzoli, Benòzzo (Firenze 1420-Pistoia 1497) Pittore. Tra le opere Corteo dei Magi (1459, Firenze, Palazzo Medici-Riccardi) e Storie di Sant'Agostino (1463-1467, San Gimignano, Sant'Agostino).

gozzovìglia, sf. Baldoria di persone che bevono e mangiano in modo smodato. ~ stravizio.

gozzovigliàre, v. intr. Far baldoria. ~ bagordare.
 v. intr. to carouse, to make merry.

gozzùto, agg. Che ha il gozzo.

GP Sigla di Gran Premio.

GPA Sigla di Giunta Provinciale Amministrativa.

GPL Sigla di Gas Propano Liquido.

GPRS Sigla di General Packet Radio Services: servizio wireless per la trasmissione a pacchetto che promette velocità di trasferimento ad alta velocità (da 56 fino a 114 kilobit per secondo) e una connessione ad Internet per telefoni cellulari e computer..

GPS Abbreviazione di Global Positioning System, sistema di posizionamento (con una precisione di 15 m) che consente di fornire (in base a una triangolazione con i segnali di diversi satelliti) latitudine, longitudine e quota in ogni punto della terra.

GR Sigla di Giornale Radio.

GRA Sigla di Grande Raccordo Anulare.

Graaf, Reinier de (Schoonhoven 1641-Delft 1673) Fisiologo olandese. Scoprì e diede il nome ai follicoli delle ovaie.

Graal Secondo leggende medievali, era il nome (Graal) del sacro calice usato da Gesù nell'ultima cena, nel quale Giuseppe d'Arimatea avrebbe raccolto il sangue del Cristo crocefisso. Portato in occidente e custodito in un luogo misterioso della Bretagna, poteva essere trovato solo da uomini puri che avrebbero trovato, con esso, la felicità terrena e celeste. La ricerca del Graal divenne il tema di molti romanzi e poemi a partire dal Percival ou le conte du Graal (1180 ca.) di Chrétien de Troyes, l'Estoire du Graal del XII sec., Lancelot del XIII sec. e il Parsifal.
Movimento del Graal
Comunità religiosa di origine cristiana fondata nel 1929 a Vomperberg, presso Schwaz in Austria da Oskar Ernst Bernhardt (1875-1941). Il messaggio del Graal è la fonte della nuova e completa rivelazione di pugno del fondatore e ha per gli adepti valore canonico (Alla luce della Verità, in tre volumi). Il movimento conta seguaci in Svizzera, Olanda, Austria, Germania, Brasile e Stati Uniti.

grabber hand, loc. sost. m. invar. Letteralmente significa mano prensile. In informatica viene così definita quella piccola mano presente sullo schermo che serve a selezionare o spostare testo o grafica.

graben, sm. invar. Sinonimo di fossa tettonica.

Gràbher, Càrlo (Terni 1897-Firenze 1968) Critico italiano. Scrisse una monografia su Boccaccio, una sul Ruzzante e un commento alla Divina Commedia. Profondo conoscitore della lingua russa ha tradotto Cecov, Gogol e Turgheniev.

Grable, Betty (Saint Louis, Missouri 1916-Santa Monica, California 1973) Cantante e attrice americana. Esordì in teatro come cantante e ballerina e successivamente interpretò nel 1930 il musical Happy days. Divenuta famosa, nel 1940 partecipò alla commedia musicale Notti argentine e nel 1944 in Fidanzata di tutti. Cercò invano di cambiare genere, con i film Situazione pericolosa del 1941 e con la commedia L'indiavolata pistolera del 1949. La sua carriera si concluse nel dopoguerra con le commedie Come sposare un milionario del 1953 e Scandalo al collegio del 1955. Nel 1955 interpretò l'ultimo musical dal titolo Mia moglie preferisce suo marito.

Gràcchi Nome di romani appartenenti a famiglia patrizia.
Tiberio Sempronio Gracco
Figlio maggiore di Cornelia, figlia di Scipione l'Africano. Elettro tribuno nel 133 a. C., propose una legge che limitava l'occupazione delle terre dello stato a 125 ettari e riassegnava le terre eccedenti ai contadini in rovina. La sua opera, inizialmente appoggiata, fu ben presto osteggiata a causa delle pressioni che esercitava sul senato. Fu ucciso nel 132 a. C. durante una rivolta, e la sua opera fu continuata dal fratello, Caio.
Caio Sempronio Gracco
Fratello di Tiberio, eletto tribuno, riprese l'opera di riforma sociale intrapresa dal fratello maggiore. Concepì una riforma di più ampio respiro proponendo leggi che prevedevano il consolidamento del potere tribunizio, l'eliminazione dei tribunali speciali, l'istituzione di colonie, la concessione della cittadinanza romana agli italici, le leggi frumentarie. I patrizi gli contrapposero Druso che riuscì con la demagogia a sobillare il popolo provocando disordini. Non riuscendo a farsi eleggere per la terza volta tribuno, Caio Sempronio si fece uccidere da uno schiavo.

gracchiaménto, sm. Atto, effetto del gracchiare.

gracchiàre, v. intr. 1 Cantare emettendo un verso roco come i corvi. ~ gracidare. 2 Ciarlare. ~ stridere. quei brontoloni hanno gracchiato tutta la sera.
 v. intr. to caw.
 deriv. da gracchio.

gracchiàta, sf. Atto, effetto del gracchiare.

gràcchio, sm. 1 Il gracchiare frequente e prolungato. 2 Nome di Uccelli della famiglia dei Corvidi e degli Itteridi.
Gracchio alpino e gracchio corallino
Appartengono alla famiglia dei Corvidi, hanno piumaggio nero azzurro, becco giallo o rosso (gracchio corallino); vivono sui dirupi montani cibandosi di insetti, bacche e semi. In Italia si trovano sulle Alpi e sugli Appennini.
Gracchio bronzato e gracchio dalla lunga coda
Appartengono alla famiglia degli Itteridi.

Gràcco, Tibério Semprònio (? 220 ca.-153 a. C. ca.) Generale e politico romano. Padre dei Gracchi difese Scipione l'Africano e ne sposo la figlia Cornelia. Fu tribuno della plebe nel 187 e console nel 177.

Graci´n y Morales, Baltasar (Belmonte de Calatayud 1601-Tarragona 1658) Trattatista spagnolo. Tra le opere Acutezza e arte dell'ingegno (1642-1648) e L'oracolo manuale (1647).

gracidaménto, sm. Atto, effetto del gracidare.

gracidàre, v. intr. 1 Emettere il suono caratteristico delle rane. ~ frinire. 2 Parlare in modo noioso.
 v. intr. to croak.
 lat. tardo gracitare.

gracidìo, sm. Il gracidare prolungato.

gràcile, agg. 1 Di sottile e delicata struttura fisica. ~ esile. <> aitante. 2 Privo di forza. ~ debole. <> robusto. 3 Malaticcio. ~ cagionevole. <> sano. 4 Inconsistente. ~ debole. <> coerente.
 agg. frail, delicate.
 lat. gracilis.

gracilità, sf. Condizione di chi è gracile. ~ esilità, magrezza. <> forza, prestanza.

gracilménte, avv. In modo gracile.

gracioso Personaggio buffo della commedia classica spagnola.

Gràcis, Èttore (La Spezia 1915-Treviso 1992) Direttore d'orchestra italiano. Direttore stabile del teatro La Fenice di Venezia, ha svolto attività in campo sinfonico e teatrale sia in Italia che all'estero.

gràcula, sf. Genere di Uccelli Passeriformi cui appartiene il mainate. Appartiene alla famiglia degli Sturnidi.

grad. Simbolo dell'operatore di gradiente di un campo scalare.

Gradàra Comune in provincia di Pesaro (2.685 ab., CAP 61012, TEL. 0541).

gradàre, v. tr. Graduare.

gradassàta, sf. Millanteria da gradasso.

gradàsso, sm. Fanfarone. ~ spaccone.
boaster.

gradataménte, avv. Per gradi. ~ progressivamente. <> rapidamente.
by degrees, gradually.

gradazióne, sf. 1 Serie a gradi. ~ sequenza. 2 Figura retorica per il quale si esprime un'idea a più frasi aventi una intensità crescente o decrescente. ~ progressione. 3 Percentuale di alcol contenuta nei vini e nei liquori. ~ tasso. 4 Attitudine di un'emulsione a rendere più o meno i contrasti.
1 gradation. 2 (alcolica) alcoholic content. 3 (colore) shade.
 lat. gradatio,-onis, deriv. da gradus.

Gradenìgo, Bartolomèo (Venezia 1263-1342) Doge di Venezia dal 1339.

Gradenìgo, Giovànni (Venezia 1285-1356) Doge di Venezia dal 1355. Partecipò alla repressione della congiura di Marin Faliero.

Gradenìgo, Piètro (Venezia 1251-Murano 1311) Doge di Venezia dal 1289, formalizzò il carattere oligarchico del governo.

gradévole, agg. Che possiede tutti i requisiti per riuscire gradito. ~ attraente. <> ripugnante.
agreeable, pleasant.
 deriv. da gradire.

gradevolézza, sf. Caratteristica di ciò che è gradito.

gradevolménte, avv. In modo gradevole.

gradiènte, sm. In analisi vettoriale è l'operatore che trasforma una funzione delle coordinate di un punto (cioè un campo scalare) in un vettore con componenti che sono le derivate parziali della funzione in quel punto: grad F(x,y) = (∂F/∂x, ∂F/∂y). Il prodotto scalare del grad. per un vettore unitario v è la derivata direzionale del campo rispetto alla direzione di v.
In fisica è la variazione di una grandezza in una data direzione in funzione della posizione del punto considerato.
Gradiente barico
Rapporto tra la differenza di pressione atmosferica tra due punti della superficie terrestre e la distanza di uno di essi dall'isobara passante per l'altro (oosia dal punto più vicino avente la stessa pressione dell'altro). A maggior g.b. (isobare più vicine) corrisponde maggiore velocità dei venti, come a maggior pendenza di un terreno (curve di livello più vicine) corrisponde maggiore velocità delle acque torrentizie. Si parla anche di g.b. verticale quando ci si riferisce al dislivello invece che alla distanza.
Gradiente geotermico
Rapporto tra la differenza di temperatura e la differenza di profondità al di sotto della superficie terrestre o del mare.
Gradiente termico verticale dell'atmosfera
Rapporto tra la differenza di temperatura che sussiste tra due punti dell'atmosfera e la loro differenza di quota.

gradiménto, sm. 1 Senso di intimo compiacimento provocato da persone o cose di nostro gusto. ~ apprezzamento. <> avversione. non trovava alcun piatto di suo gradimento. 2 Accettazione, consenso. ~ preferenza. <> rifiuto. l'indice di gradimento del programma non era elevato.
1 liking, pleasure, satisfaction. 2 (è di suo gradimento?) is it your liking? 3 (indice di gradimento) ratings.
 deriv. da gradire.

gradìna, sf. Scalpello di marmo per rifinire le statue di marmo già dirozzate. ~ scalinata, scalone.

gradinàre, v. tr. Rifinire con la gradina.

gradinàta, sf. 1 Ordine di gradini generalmente molto ampi. ~ scalinata. 2 Negli anfiteatri e negli stadi ordini di posti costituiti da alti gradini. ~ tribuna.
 sf. 1 flight of steps. 2 (stadio) pl. tiers.

gradinatùra, sf. Atto effetto del gradinare.

gradìno, sm. 1 Ciascuno dei ripiani costruiti per superare un livello. ~ scalino. salire un gradino della scala sociale, migliorare la propria condizione di vita. 2 Nell'alpinismo, intaccatura praticata con la piccozza su neve dura e ghiaccio. 3 Dislivello in fondo a una carena di uno scafo veloce o di un idrovolante per facilitare lo slittamento in corsa. 4 Piedistallo.
 sm. 1 step. 2 (alpinismo) foothold.
 dimin. di grado.

gradiòmetro, sm. Strumento utilizzato in geofisica per misurare un gradiente.

gradìre, v. v. tr. 1 Accogliere di buon grado. ~ apprezzare. <> respingere. 2 Contraccambiare.
v. intr. Essere gradito. ~ aggradare. <> infastidire.
 v. tr. 1 to enjoy. 2 (accettare) to accept. 3 (desiderare) to like, to wish.
 lat. volg. gratire, deriv. da gratus gradito.

Gradìsca d'Isónzo Comune in provincia di Gorizia (6.445 ab., CAP 34072, TEL. 0481).

gradìto, agg. Accolto positivamente. ~ benaccetto. <> sgradevole.
 agg. 1 welcome. 2 (piacevole) pleasant, pleasing.

gràdo, sm. 1 Piacere. 2 Gratitudine. 3 Qualsiasi punto intermedio nel passaggio da uno stato a un altro. 4 Variazione che assume un aggettivo o un avverbio per connotare particolari funzioni all'interno di un contesto. 5 Posizione di una persona in seno di una gerarchia. ~ rango. 6 Unità di misura degli angoli. 7 Unità di misura enologica. ~ gradazione. 8 Unità di misura della temperatura.
 sm. 1 degree. 2 (livello) level. 3 (sociale, gerarchico) rank. 4 (essere in grado) to be able. 5 (mettere in grado) to enable.
In algebra, grado di un monomio intero rispetto a un'indeterminata è l'esponente con cui l'indeterminata medesima è raffigurata nel monomio.
Gradi militari
Nelle strutture delle forze armate, sono i livelli gerarchici in cui viene articolato il personale; graduati di truppa, sottufficiali (a partire dal grado di sergente), ufficiali inferiori (a partire dal grado di sottotenente, guardiamarina per la marina), ufficiali superiori (dal maggiore, o capitano di corvetta), ufficiali generali (dal generale di brigata, o contrammiraglio).
Grado di libertà
In meccanica è il numero dei parametri indipendenti tramite i quali si può individuare la posizione di un sistema.
Grado sessagesimale
Unità di misura degli angoli, la novantesima parte dell'angolo retto, divisa in sessanta primi e 3.600 secondi; quello centesimale è la centesima parte dell'angolo retto, divisa in decimi e centesimi.
In fisica è l'unità di misura della temperatura a seconda delle varie scale termometriche (grado Celsius, grado Fahrenheit).

Gràdo Comune in provincia di Gorizia (9.073 ab., CAP 34073, TEL. 0481).

Grado zero della scrittura, Il Opera di critica letteraria di R. Barthes (1953).

Gràdoli Comune in provincia di Viterbo (1.548 ab., CAP 01010, TEL. 0761).

gradonaménto, sm. Sistemazione dei terreni declivi con creazione di ripiani o gradini.

gradóne, sm. 1 Striscia di terreno orizzontale tipica del gradonamento. ~ terrazzo. 2 Ciascuno dei ripiani di una tribuna di uno stadio.

graduàbile, agg. Che si può graduare.

graduabilità, sf. Possibilità di graduare.

graduàle, agg. e sm. agg. Che si fa o si verifica per gradi. ~ sequenziale.
sm. Nella Messa il gruppo di versetti che si leggono o si cantano dopo l'Epistola.
 agg. gradual.
 deriv. da grado.

gradualìsmo, sm. 1 Propensione ad avanzare per gradi. 2 Politica basata su riforme graduali.

gradualità, sf. Possibilità di graduazione. ~ progressività.

gradualménte, avv. In modo graduale.

graduàre, v. tr. 1 Dividere per gradi. ~ regolare. 2 Ordinare per gradi. ~ classificare. graduare le ricompense, in base ai meriti. 3 Conferire carico. ~ promuovere. <> degradare. LOC fu graduato capitano. 4 Tarare. graduare un termometro.
 v. tr. to grade.
 deriv. da grado.

graduàto, agg. e sm. agg. Diviso o ordinato per gradi.
sm. Militare di truppa con grado da appuntato a caporal maggiore.
 agg. 1 graded. 2 (termometro) graduated. sm. non-commissioned officer.

graduatóre, sm. Attrezzo utilizzato per graduare le spolette.

graduatòria, sf. Elenco di persone ordinato per merito o per anzianità. ~ classificazione.
 sf. list.

graduatòrio, agg. Riferito alla graduazione, che stabilisce la graduazione.

graduazióne, sf. 1 Atto, effetto del graduare. 2 Applicazione di una curva in un insieme di numeri.

Graf, Artùro (Atene 1848-Torino 1913) Poeta e critico letterario. Fondatore con F. Novati e R. Reiner del Giornale storico della letteratura italiana (1883) che diresse fino al 1890. Pubblicò numerosi studi critici, Attraverso il Cinquecento (1888), Foscolo, Manzoni, Leopardi (1889) e numerose raccolte di poesie, Medusa (1880), Dopo il tramonto (1893), Le Danaidi (1897), Rime della selva (1906).

Graf, Steffi (Heidelberg 1969-) Tennista tedesca. Nel 1988 vinse il Grande Slam e la medaglia d'oro alle olimpiadi di Seul. Vinse inoltre Wimbledon (1989, 1991, 1992 e 1995), gli Open d'Australia (1989, 1990 e 1994), gli Open USA (1989, 1993 e 1995) e gli Internazionali di Francia (1987, 1993 e 1995).

grafèma, sm. (pl.-i) La più piccola unità distintiva di un sistema grafico.

gràffa, sf. 1 Piccola lamina metallica, curvata a forma di U, usata per l'unione stabile di due forme di imballaggio. ~ graffetta. 2 Segno grafico che unisce più righe o racchiude un'espressione numerica o letterale. ~ parentesi.
 sf. 1 clip. 2 (parentesi) brace.

graffàre, v. tr. Aggraffare.

graffatrìce, sf. Cucitrice.

graffétta, sf. 1 Piastrina metallica a forma di semicerchio, usata per fissare piccoli cavi sul muro. 2 Punto metallico. 3 Piccolo fermaglio di metallo per tenere uniti due fogli.
 sf. clip.

graffiànte, agg. 1 Incisivo. ~ provocatorio. 2 Che lascia il segno.

graffiàre, v. v. tr. 1 Lacerare la pelle con le unghie, o strumenti appuntiti. ~ scorticare. 2 Offendere con parole. ~ provocare. con la sua ironia era in grado di graffiare pesantemente. 3 Rubare.
v. intr. Stridere. si divertiva a graffiare il gesso sulla lavagna.
v. rifl. Lacerarsi l'un l'altro con dei graffi.
 v. tr. to scratch.
 deriv. dal longobardo krapfo uncino, o dal lat. volg. graphiare, deriv. da graphium, dal greco graphiòn stilo per scrivere su tavolette di cera.

graffiàta, sf. Atto, effetto del graffiare.

graffiatòre, sm. 1 Chi, o che graffia. 2 Critico maldicente.

graffiatùra, sf. 1 Segno sulla pelle lasciata da un graffio. 2 Incisione fatta su una superficie.

graffiétto, sm. Strumento di acciaio tagliente usato da falegnami o da argentieri per far incisioni.

Graffignàna Comune in provincia di Lodi (2.553 ab., CAP 20074, TEL. 0371).

Graffignàno Comune in provincia di Viterbo (2.330 ab., CAP 01020, TEL. 0761).

gràffio, sm. 1 Lacerazione lieve dalla pelle prodotta dalle unghie. ~ escoriazione. 2 Penna fessa del martello per afferrare e strappare i chiodi. 3 Asta uncinata usata un tempo per difendere le mura.
 sm. scratch.
 deriv. da graffiare; nel significato di asta uncinata, longob. krapfo uncino.

graffióna, agg. e sf. Varietà di ciliegia a polpa dura.

graffìre, v. tr. Eseguire un graffito.

graffitìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Relativo al movimento artistico americano che si manifesta con semplici figurazioni elementari tracciate sui muri degli edifici o sulle vetture della metropolitana.

graffìto, agg. e sm. agg. Disegnato come un graffito. figura graffita.
sm. 1 Disegno o scrittura incisi da una punta sul laterizio. 2 Disegno o scrittura eseguiti da vernice spray. 3 Rievocazione nostalgica di modi di vita, di costume di un recente passato.
 deriv. da graffiare.

grafìa, sf. Modo di rappresentare le parole nella scrittura. ~ calligrafia, scrittura.
 sf. 1 spelling. 2 (scrittura) handwriting.

gràfica, sf. 1 Tecnica dell'impostazione tipografica. 2 Insieme delle arti grafiche.
 sf. 1 graphics. 2 (arti) graphic arts.
Grafica editoriale
Ha come oggetto la preparazione di libri, riviste e giornali al fine di garantire una buona leggibilità del prodotto. In modo particolare è molto importante la suddivisione della pagina (impaginazione) e la distribuzione al suo interno di testi, foto e illustrazioni.
Grafica pubblicitaria
Si esprime attraverso la realizzazione di manifesti e di annunci sulla stampa, con lo scopo di attirare l'attenzione del pubblico, inteso come potenziale acquirente del prodotto pubblicizzato. La sua diffusione ha avuto inizio nel XIX sec., grazie alla scoperta di nuove tecniche grafiche e soprattutto al grande interesse e sviluppo della pubblicità commerciale. Nel campo dell'industria ha grande applicazione nella determinazione dell'immagine di un'azienda, con marchi e sigle appositamente studiati.

graficaménte, avv. Per quanto concerne la grafia.

gràfico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Relativo alla grafia. 2 Che si esprime mediante un disegno. ~ figura, prospetto. 3 Di rappresentazioni e metodi basati sul tracciamento di figure.
sm. 1 Rappresentazione grafica di un fenomeno. ~ diagramma. 2 Rappresentazione grafica di un ente. 3 Chi, nel settore dell'editoria, si occupa dell'impaginazione dei testi e delle illustrazioni. 4 Chi lavora nell'industria grafica.
 agg. graphic. sm. 1 chart, graph. 2 (disegnatore) graphic designer.
 lat. graphicus, dal greco graphikòs, deriv. da gràphein scrivere.

grafitàggio, sm. Atto, effetto del grafitare.

grafitàre, v. tr. 1 Trattare con grafite. 2 Stendere un sottile strato di grafite su un oggetto per rendere la superficie conduttrice di elettricità.

grafitazióne, sf. Atto, effetto del grafitare.

grafìte, sf. Minerale costituito da carbonio, cristallizzato nel sistema esagonale. Di colore grigio scuro, sfaldabile, untuoso al tatto, è buon conduttore di elettricità. Serve per la preparazione delle mine per matite, per crogiuoli infusibili, come lubrificante secco, per vernici antiossidanti.
Grafite artificiale o elettrografite
È la miscela di carboni diversi, riscaldati a temperature elevate, usata per la fabbricazione di elettrodi, spazzole per motori elettrici, celle elettrolitiche.

grafitizzazióne, sf. Trasformazione del carbonio in grafite nelle rocce che hanno subito processi di dinamometmorfismo.

grafo- Primo elemento di parole composte tratto dal greco gráphein che significa "scrivere".

gràfo, sm. In matematica è la rappresentazione logica formata da un insieme di punti (nodi o vertici) e di linee (rami, lati) aventi per estremi due dei suddetti vertici; lati consecutivi costituiscono un cammino. Il grafo si dice completo se il cammino è chiuso, connesso se esiste almeno un cammino che unisce ogni coppia di vertici, planare se appartiene a un piano.
Teoria dei grafi
Teoria che si fa risalire a L. Eulero (1736) applicata a problemi pratici in fisica teorica, in meccanica statistica, economia, elettrotecnica e topologia, che consente il trattamento unitario di problemi complessi tramite la loro rappresentazione con grafi.

grafologìa, sf. (pl.-gìe) Studio che, tramite l'analisi della grafia di una persona, cerca di comprenderne le caratteristiche psicologiche e morali. I primi studiosi di questa materia furono C. Baldi (1574-1634), M. A. Severino (1580-1656) e J. K. Lavater (1741-1801) ma il primo a darle un fondamento scientifico e a classificarne i segni grafici (a ogni segno corrisponderebbe un determinato carattere), fu l'abate francese J. H. Michon (1806-1881). In Italia un metodo analitico di valutazione dei segni fu introdotto nel 1935 da G. M. Moretti. Attualmente la grafologia è studiata dal punto di vista clinico psicologico, legale e psicoanalitico.

grafològico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla grafologia.

grafòlogo, sm. (pl.-gi) Studioso di grafologia.

grafòmane, sm. Affetto da grafomania.

grafomanìa, sf. Desiderio ossessivo di scrivere.

grafòmetro, sm. Dispositivo marittimo per misurare gli angoli nel piano orizzontale.

grafospàsmo, sm. Crampo del muscolo dell'avambraccio e della mano che insorge quando ci si mette a scrivere.

Gràglia Comune in provincia di Biella (1.615 ab., CAP 13050, TEL. 015).

Gragnàno Comune in provincia di Napoli (28.616 ab., CAP 80054, TEL. 081). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, frutta, viti e olive) e industriale (prodotti alimentari e meccanici). Vi si trova la chiesa di Santa Maria Assunta, del XII sec. Gli abitanti sono detti Gragnanesi.

Gragnàno Trebbiénse Comune in provincia di Piacenza (3.102 ab., CAP 29010, TEL. 0523).

gragnòla, sf. 1 Serie di percosse rapide e ininterrotte. ~ scarica. 2 Pastina simile a piccoli chicchi di grandine.

Graham Penisola dell'Antartide, che si estende verso la Terra del Fuoco.

Graham, Martha (Pittsburg 1900-New York 1991) Ballerina e coreografa statunitense. Diede importanti contributi alla tecnica della danza moderna e tenne una delle più importanti scuole di danza a New York.

Graham, Thomas (Glasgow 1805-Londra 1869) Fisico e chimico inglese. Studiò nell'università di Edimburgo e in quella di Glasgow, dove poi divenne insegnante di chimica. Compì approfondite ricerche sulla velocità di diffusione dei gas e il loro assorbimento da parte di solidi; riuscì a distinguere i colloidi dai cristalloidi (1850) e a separarli utilizzando un dializzatore a membrana da lui stesso inventato.
Legge di Graham
Stabilisce che la velocità di diffusione dei gas in uguali condizioni di pressione e temperatura, attraverso un setto poroso, è inversamente proporzionale alla radice quadrata della densità. La legge di Graham può essere utilizzata per calcolare il peso molecolare di un gas, essendo tale caratteristica direttamente proporzionale alla sua densità.

Gràie (Alpi) Sezione delle Alpi occidentali compresa tra il Moncenisio e il colle del Ferret. In essa sorgono il massiccio del monte Bianco e quello del Gran Paradiso.

Gràie (mitologia) Personaggi mitologici, figlie del dio marino Forco e del mostro Ceto. Erano Enio, Pefredo e Dino e custodivano le Gorgoni. Avevano in tre un solo occhio e un solo dente, che usavano a turno.

grallària, sf. Genere di Uccelli Passeriformi che vivono nelle foreste dell'America tropicale. Appartiene alla famiglia delle Formicaridi.

gràllo, sm. Altro nome del gruccione.

Gram, Hans Christian (Copenaghen 1853-1938) Medico danese. Fu autore di una classificazione dei microrganismi in base all'affinità con alcuni coloranti basici, dividendoli così in Gram-positivi e Gram-negativi.

gramàglia, sm. 1 Drappi da lutto usati nei funerali. 2 Abito da lutto.

Gramàtica, Èmma (Fidenza 1875-Ostia 1965) Attrice teatrale. Lavorò insieme alla Duse, a Novelli e a Zacconi. Interpretò per il cinema Le sorelle Materassi (1943).

Gramàtica, Ìrma (Fiume 1870-Firenze 1962) Attrice teatrale. Lavorò insieme alla Duse, alla Pezzana e a Emanuel. Interpretò per il cinema Le sorelle Materassi (1943).

gramézza, sf. L'essere gramo. ~ tristezza.

gramicidìna, sf. Antibiotico prodotti dal Bacillus brevis attivo su alcuni germi grampositivi.

gramìgna, sf. Denominazione comune di piante erbacee perenni delle graminacee appartenenti ai generi Cynodon, Agrostis, Aegilops ecc., infestanti e dannose alle colture. Tra le più diffuse, Cynodon dactylon, alta 30 centimetri con spighette rossicce.
 sf. weed, couch grass.

Graminàcee Genere di piante Monocotiledoni, erbacee, comuni in tutto il mondo, con fusto calvo (culmo), foglie alterne, guainanti, lineari, con fiori riuniti in spighe e frutti a cariossidi. Le Graminacce hanno grande importanza economica per i prodotti che forniscono all'uomo. Dal punto di vista dell'alimentazione umana sono da ricordare i cereali (frumento, riso, granoturco, segale, orzo, avena, miglio) che forniscono vari tipi di farine e vengono anche utilizzati nella fabbricazione di bevande alcoliche (birra, saké ecc.) e la canna da zucchero. Numerose specie appartenenti alle Graminacee hanno un ruolo importante, assieme ai foraggi, per l'alimentazione animale. Alcune Graminacee sono anche utilizzate come piante industriali, da alcune si ricavano fibre e altre ancora sono coltivate a scopo ornamentale (bambù, ginepro ecc.).

grammaèstro => "granmaestro"

grammàtica, sf. 1 Studio della struttura e della forma del linguaggio che ne definisce e ne descrive gli elementi costitutivi, i suoni, la forma, i costrutti, le parole. 2 Il libro che tratta questa disciplina. 3 Correttezza nell'uso della propria lingua. 4 L'insieme delle cognizioni basilari di una scienza, disciplina o arte.
 sf. grammar.
Le tre branche principali della ricerca linguistica sono la fonetica (studia i suoni di cui si compongono le parole), la morfologia (studia le varie forme che le parole assumono nel discorso) e la sintassi (studia le relazioni che le parole hanno nella frase e l'insieme delle norme che regolano queste relazioni nella formazione di proposizioni e periodi).
Grammatica comparata
Studia, confrontandole, più lingue di una stessa famiglia.
Grammatica generativo-trasformazionista
Teoria elaborata da N. Chomsky che sosteneva la capacità dell'essere parlante di creare un numero illimitato di frasi partendo da una frase elementare tramite un numero finito di regole trasformazionali.
Grammatica normativa
In linguistica è lo studio che determina le regole dell'espressione della lingua e che colui che parla e colui che scrive devono rispettare.
Grammatica storica
Studia l'origine e le varie fasi evolutive di una lingua.

Grammatica della fantasia Saggio di G. Rodari (1973).

grammaticàle, agg. Che riguarda la grammatica.
 agg. grammatical.

grammaticalità, sf. Il fatto che una frase di un determinata lingua sia ben formata rispetto le regole grammaticali.

grammaticalizzàre, v. tr. Attribuire a un elemento lessicale funzione di elemento grammaticale.

grammaticalizzazióne, sf. Processo attraverso il quale un elemento lessicale assume funzione di elemento grammaticale.

grammaticalménte, avv. Dal punto di vista grammaticale.

grammàtico, sm. (pl.-ci) 1 Studioso di grammatica. 2 Letterato o critico pedante che attribuisce eccessiva importanza alle regole grammaticali.

grammatùra, sf. Il peso in grammi di una stoffa, carta o simili, calcolati per m2.

Gramme, Zénobe-Théophile (Jehay-Bodegnée, Liegi 1826-Bois-Colombes, Senna 1901) Inventore belga. Nel 1869 brevettò una macchina assimilabile alle moderne dinamo: infatti, perfezionando l'anello di Pacinotti, realizzò una macchina a collettore in grado di generare corrente continua. Nel 1878 realizzò un alternatore per applicazioni industriali.

grammelot, sm. invar. Emissioni di suoni simili, nel ritmo e nella intonazione, a espressioni di una lingua vera.

Grammichèle Comune in provincia di Catania (13.609 ab., CAP 95042, TEL. 0933). Centro agricolo (coltivazione di uva e frumento) e industriale (prodotti alimentari e meccanici). Fu fondata all'inizio del XVIII sec. Gli abitanti sono detti Grammichelesi.

gràmmo, sm. 1 Unità di misura del peso, equivalente al peso di 1 cm3 di acqua distillata. 2 Unità di massa. 3 Ombra. ~ briciola. non aveva un grammo di dignità.
 sm. gramme, gram.
 lat. tardo gramma,-atos.

grammoàtomo, sm. Quantità di un elemento espressa in grammi numericamente uguale al peso atomico.

grammoequivalènte, sm. => "equivalente"

grammòfono, sm. Apparecchio usato specialmente un tempo per la riproduzione di suoni incisi su dischi fonografi. ~ giradischi.

grammomolècola, sf. Quantità di una sostanza semplice o composta la cui misura in grammi è data dallo stesso numero che ne esprime il peso molecolare (es. una g. di ossigeno - O2 - è 16+16 = 32 grammi); ~ mole [ mole].

gràmo, agg. 1 Povero e doloroso. ~ disgraziato. <> fortunato. 2 Infelice. 3 Esiguo, scarso. ~ irrisorio. <> abbondante.

gràmola, sf. 1 Arnese dei pastai per rendere morbida la pasta. 2 Macchina tessile per separare le fibre tessili come canapa e lino dalle legnose.

gramolàre, v. tr. 1 Lavorare la pasta con la gramola. 2 Dirompere la canapa o il lino con la gramola.

gramolàta, sf. Granito.

gramolàto, sm. Neve granulare, formata da fiocchi addensati che costituisce i nevai.

gramolatùra, sf. Operazione del gramolare.

Grampian Regione (528.000 ab.) della Gran Bretagna, nella Scozia. Capoluogo Aberdeen.

gràmpo, sm. Genere di Mammiferi Cetacei Odontoceti che vivono nell'emisfero boreale. Appartiene alla famiglia dei Delfinidi.

Gràmsci, Antònio (Ales 1891-Roma 1937) Pensatore e uomo politico abbandonò da giovane la natia Sardegna alla volta di Torino, per seguire gli studi universitari, nel 1911. Durante questi cominciò a frequentare gli ambienti socialisti allontanandosi dalle originarie posizioni idealiste e divenendo interprete creativo dell'ideologia marxista. Nel 1919 con A. Tasca, U. Terracini e P. Togliatti fondò il settimanale L'Ordine Nuovo, impegnandosi nell'organizzazione di una struttura operaia consiliare, sul modello del soviet russo, nettamente contraria alla linea del Partito socialista. Centro di tale attività fu la realtà industriale della FIAT di Torino. Nel 1921 partecipò alla costituzione del Partito comunista, divenendone segretario generale nel 1924. Nello stesso anno fondò anche L'Unità, organo ufficiale del partito, dopo un soggiorno a Mosca e a Vienna, durante il quale conobbe la moglie; eletto deputato, fu contrario alla linea estremista di A. Bordiga (congresso di Lione, 1926) sostenne la necessità di alleare gli operai del Nord e i contadini poveri del Sud. Il pieno successo della sua linea, sancito a Lione, mitigava solo in parte l'amarezza di dover ormai operare nella clandestinità. Venne arrestato nel 1926 dalla polizia fascista e condannato dal Tribunale Speciale a venti anni di carcere; un massiccio movimento umanitario internazionale, che ne richiedeva il rilascio per le sue cattive condizioni di salute, riuscì a ottenere il trasferimento nel carcere ospedale di Formia e poi a Roma dove morì. In carcere Gramsci scrisse i Quaderni del carcere, trentadue articoli e fascicoli, pregni di analisi illuminanti su questioni letterarie, culturali, artistiche nonché politiche, che vennero pubblicati integralmente nel 1976. La sua elaborazione della tradizione culturale italiana (G. De Santis e B. Croce) alla luce dell'analisi marxista fu particolarmente originale, soprattutto in un periodo in cui la sinistra internazionale si allineava sempre più all'autoritarismo staliniano e al modello sovietico; il richiamo al confronto con le masse, alla repubblica dei consigli, al bisogno di un'egemonia culturale prima che politica, è la base della revisione ideologica che culminò nel dopoguerra con le tesi delle vie nazionali al socialismo. Punto centrale della sua elaborazione fu l'esame del ruolo dell'intellettuale, che finì con l'assegnazione al partito operaio del compito di divenire l'intellettuale collettivo che contribuisse alla formazione di un nuovo blocco storico in grado di sostituire le vecchie classi dominanti.

gramsciàno, agg. Che si riferisce al politico A. Gramsci.

gran, agg. Forma contratta dell'aggettivo grande.

Gran Bermùda L'isola (68.000 ab) maggiore del gruppo delle isole Bermuda. In essa ha sede il capoluogo Hamilton.

Gran Bretàgna Stato insulare dell'Europa nordoccidentale, bagnato a nord e a sud-ovest dall'oceano Atlantico, a ovest dal mare d'Irlanda e dal mar Celtico, a sud dalla Manica e a est dal Mare del Nord. L'isola principale è circondata da un arcipelago di 550 isolette. Politicamente comprende anche l'Irlanda del Nord e possedimenti e stati associati.
Il profilo costiero è molto articolato, con penisole e profonde insenature, tanto che non esiste zona del paese che disti più di 150 km dal mare.
La formazione tipica è rappresentata dalle insenature strette e allungate, dette firth (il Firth of Clyde e il Firth of Forth formano la maggior strozzatura del paese). Più a sud il Solway Firth separa la Scozia dall'Inghilterra.
Nella parte meridionale il canale di Bristol determina la forma delle due penisole del Galles e della Cornovaglia.
Il territorio sostanzialmente pianeggiante nella parte sudorientale, diventa collinare o montuoso verso ovest e verso nord; la morfologia è piuttosto complessa, perché presenta numerosi gruppi e massicci separati, residui di catene montuose molto antiche e originariamente elevate, ridotte oggi a modesta altezza dalla corrosione dei ghiacciai.
La cima più alta (Ben Nevis, in Scozia) raggiunge l'altezza massima di 1.343 m.
Si distinguono procedendo da nord a sud diversi massicci: North West Highlands, i monti Chevot o Uplands meridionali, i monti Pennini e i monti del Cumberland.
La mancanza di barriere montagnose espone il paese all'influsso del mare, che rende il clima sostanzialmente oceanico, mite ma particolarmente piovoso (specie sui rilievi).
Il paese risente dei benefici della Corrente del Golfo, che rende il clima britannico assai meno rigido in inverno degli altri paesi dell'Europa centrale, a parità di latitudine.
La costa orientale risente maggiormente degli influssi continentali e presenta temperature lievemente più basse e precipitazioni meno frequenti. Tipico è il fenomeno delle nebbie.
Data la conformazione del territorio, i fiumi hanno corsi maturi e antichi, sono ricchi d'acqua, soprattutto di origine pluviale, e sono spesso ampi e navigabili nella loro parte inferiore; la scarsa pendenza e la regolarità del regime determinano una modesta velocità delle acque e le foci a estuario.
I fiumi principali sono il Tamigi, nella parte meridionale, il Severn (che si getta nel canale di Bristol), l'Humber (estuario dei fiumi Trent e Ouse), il Tyne (fiume di Newcastle) e il Mersey.
Il maggiore fiume scozzese è il Clyde.
Numerosi i laghi in territorio scozzese, che assumono il nome di loch, tipicamente stretti e allungati, incassati in profonde valli (il più vasto è Loch Lomond di 71 km2).
Capitale è Londra, grande metropoli, indiscusso centro del paese, dal punto di vista economico e amministrativo, oltre che storico e culturale. Sorge sul Tamigi, a circa 60 km dalla sua foce.
Altri centri sono Manchester, Birmingham, Glasgow, Leeds, Liverpool e Newcastle.
La Gran Bretagna è il paese di più antica industrializzazione; la cosiddetta rivoluzione industriale ebbe origine in Inghilterra alla fine del '700. Questo fatto, associato ai vastissimi possedimenti coloniali, fece della Gran Bretagna una delle massime potenze economiche mondiali.
Lo smantellamento dell'Impero dagli anni Cinquanta ha certamente modificato l'assetto economico e finanziario del paese, che resta tuttavia uno dei principali operatori a livello mondiale.
L'agricoltura occupa tradizionalmente una porzione piccolissima della popolazione (attualmente solo il 2%). Malgrado questo, il settore è ampiamente meccanizzato, tecnologicamente progredito, assistito dalle politiche governative e sufficiente a coprire più della metà del fabbisogno interno.
Le colture principali sono il frumento, l'orzo (utilizzato nell'alimentazione del bestiame e per la produzione di birra) e l'avena.
Altre colture sono quelle intensive della barbabietola da zucchero e di frutta, patate e luppolo.
La recente novità è la produzione orticola e frutticola, in parte condotta in serre chiuse, per quanto insufficiente a coprire la crescente domanda interna.
Poca rilevanza economica ha lo sfruttamento forestale, più tipico della Scozia; è stata comunque attuata da tempo un'attenta opera di rimboschimento.
Importante l'allevamento, che sfrutta i prati e i pascoli molto ricchi del paese. Condotto con tecniche razionali e moderne, l'allevamento copre pressoché l'intera domanda di carne, formaggio, uova e latte.
Prevalgono l'allevamento bovino e quello ovino (rinomata è la produzione di lana, particolarmente in Scozia).
La pesca dà un contributo rilevante all'economia nazionale, per quanto la sua produzione in Europa sia superata da diversi altri paesi. Può tuttavia contare su una flotta ben attrezzata e su impianti portuali e industriali.
Il carbone è stato storicamente alla base dello sviluppo economico britannico e rimane a tutt'oggi una delle principali risorse minerarie, fornendo una cospicua parte del fabbisogno energetico.
Discreta la disponibilità di minerali di ferro, stagno, piombo e salgemma.
Tuttavia la grande risorsa emergente è il petrolio, di cui si sono scoperti vari giacimenti nel mare del Nord (dal 1975).
La concomitante presenza di ferro e carbone favorì nel secolo scorso la nascita dell'industria siderurgica, settore attualmente in crisi, la cui produzione è sensibilmente diminuita anche nell'ultimo decennio. Si producono ghisa e acciaio, nonché alluminio, stagno, zinco, magnesio, rame e piombo.
Notevole impulso invece ha registrato l'industria petrolchimica. Sorta negli anni Cinquanta, dispone di un'imponente serie di raffinerie dislocate sulla costa.
Numerosi oleodotti collegano le zone di raffinazione con i porti di arrivo del grezzo e con le aree di consumo.
Anche l'industria chimica ha una lunga tradizione, a partire dai giacimenti di sale del Cheshire e del Lancashire.
Numerosi sono gli impianti che producono acido solforico, fertilizzanti azotati, coloranti destinati all'industria tessile. Di recente sviluppo è il settore delle materie plastiche e delle resine sintetiche; importante anche l'industria dei pneumatici e dei prodotti farmaceutici.
Per quanto riguarda la produzione di energia, una parte rilevante è di origine atomica (17%).
Particolarmente vitali sono i settori delle costruzioni aeronautiche, dell'elettromeccanica, della meccanica di alta precisione e dell'elettronica, mentre l'industria automobilistica e quella cantieristica sono in notevole flessione rispetto al passato.
Un altro settore che ha rivestito un ruolo fondamentale e che registra oggi un grave declino è quello tessile, anche se risulta pur sempre rinomata la produzione di filati e tessuti di cotone e di lana; notevole importanza rivestono anche le fibre artificiali e sintetiche.
Tradizionale è anche la lavorazione della pelle e del cuoio e discreta la produzione del settore calzaturiero.
L'industria alimentare si caratterizza per alcuni prodotti di alta qualità, spesso destinati prevalentemente al mercato interno.
Prevalgono i birrifici, soprattutto in Inghilterra, le distillerie di whisky (soprattutto quello scozzese) e di gin, nonché industrie dolciarie e di lavorazione dello zucchero.
Assai rinomata è la produzione di tabacchi (sigarette e sigari) e di antica tradizione è l'industria della ceramica, alla quale si è affiancata l'industria del vetro e del cristallo.
Diffuse e famose sono anche le tipografie e le case editrici, dislocate soprattutto a Londra, Edimburgo e Oxford.
STORIA Popolata a partire dal III millennio a. C., l'Inghilterra viene occupata dai celti. Nel 48 d. C. conquistata da Roma, forma la provincia di Bretagna, ma solo nel 407 le legioni tornano sul continente per combattere contro le invasioni barbare. Nonostante una resistenza disperata (re Artù), i bretoni sono respinti dai conquistatori germanici (sassoni e angli) e il territorio si divide in sette regni (eptarchia) e solo nell'825 Egberto unifica l'eptarchia a favore del Wessex.
Comparsi nel 787, i danesi moltiplicano le loro incursioni, occupando persino Londra, ma si scontrano con la resistenza di Alfredo il Grande. La conquista danese progredisce a poco a poco e diventa totale con Knud il Grande (1016-1035). Solo nel 1042 Edoardo il Confessore ristabilisce una dinastia sassone e nel 1066 Guglielmo di Normandia (il Conquistatore) batte il suo rivale, Aroldo II, ad Hastings. Nel 1154 Enrico II fonda la dinastia dei Plantageneti. Oltre al proprio impero continentale (Normandia, Aquitania, Bretagna ecc.) egli intraprende la conquista del Galles e dell'Irlanda. Per poter affermare il proprio controllo sul clero, fa assassinare Thomas Becket.
La Francia favorisce la ribellione contro Riccardo Cuor di Leone e intraprende un'attiva lotta contro la monarchia. Filippo Augusto priva Giovanni Senza Terra dei suo possedimenti francesi; i baroni, che ottengono la Magna Charta (1215), accrescono ancora il loro potere sotto Enrico III (1216-1272) e quindi, dopo il regno più forte di Edoardo I (fine della conquista del Galles), sotto Edoardo II (1307-1327). Le pretese di Edoardo III al trono di Francia e la rivalità dei due paesi in Aquitania danno inizio (1337) alla guerra dei Cento Anni. La situazione si deteriora sotto il debole Riccardo II con la rivolta contadina (Wat Tyler), la peste nera, l'eresia di Wycliffe, l'agitazione irlandese e nel 1399 il re viene deposto e sostituito da Enrico IV, primo Lancaster. Enrico V, dopo Azincourt (1415), conquista la metà della Francia ed è riconosciuto erede al trono (trattato di Troyes). Enrico VI perde tutti questi possedimenti; gli York rimettono in discussione i diritti dei Lancaster alla Corona (Guerra delle Due Rose, 1450-1485). Alla fine della guerra dei Cento Anni (accordo di Picquigny, 1475), l'Inghilterra conserva solo Calais (fino al 1558).
Enrico VII, erede dei Lancaster, inaugura nel 1485 la dinastia Tudor. Nel 1509 Enrico VIII rompe con Roma e si proclama capo della Chiesa anglicana (1534). Il protestantesimo si afferma sotto Edoardo VI (1547-1553) e, dopo l'intermezzo cattolico di Maria I (1553-1558), trionfa con Elisabetta I (1558-1603). La vittoria di questa contro la Spagna (Invincible Armada, 1588) prefigura l'ascesa della potenza inglese. Nel 1603 Giacomo Stuart, re di Scozia, eredita la corona inglese e diventa Giacomo I d'Inghilterra, riunendo a titolo personale le corone dei due regni. Il suo autoritarismo, in materia religiosa e in politica, lo rende impopolare. Nel 1625 gli succede il figlio Carlo I. Ben presto, il re si scontra con il parlamento, nel quale si organizza l'opposizione puritana.
Nel 1642 la rivolta del parlamento si trasforma in una vera guerra civile, portata avanti dall'esercito puritano, guidato da Oliver Cromwell e nel 1649 Carlo I viene messo a morte. Dopo aver sottomesso l'Irlanda cattolica e la Scozia fedele agli Stuart (1649-1651), Cromwell instaura il regime personale del protettorato o Commonwealth (1653). All'estero, egli conduce una politica mercantilista (atto di navigazione, 1651) che lo oppone alle Province Unite (1652-1654) e alla Spagna (1657-1658). Nel 1658 gli succede il figlio Richard Cromwell, che poco dopo rassegna le dimissioni; viene quindi restaurata la dinastia Stuart. I regni di Carlo II (1660-1685) e Giacomo II (1685-1688) sono di nuovo un periodo di conflitti con il parlamento, che suscitano l'intervento di Guglielmo d'Orange. Nel 1688 il parlamento offre la corona a Maria II Stuart e al marito Guglielmo III d'Orange che regnano congiuntamente dopo aver garantito la Dichiarazione dei Diritti (1689). Le libertà tradizionali vengono consolidate, mentre si accentuano le tendenze protestanti.
Nel 1701 gli Stuart sono esclusi dalla successione a vantaggio degli Hannover. Sotto il regno di Anna Stuart (1702-1714), la guerra di successione di Spagna rafforza la potenza marittima inglese. Nel 1707 l'atto di unione unisce definitivamente i regni di Scozia e d'Inghilterra. Nel 1714 il paese passa sotto la sovranità degli Hannover e il regno di Giorgio I, più tedesco che inglese, favorisce la permanenza al potere degli whig che dominano la vita politica fino al 1762. Giorgio II governa con una monarchia costituzionale.
A seguito della guerra del Sette Anni, la Gran Bretagna ottiene con il trattato di Parigi (1763) acquisizioni territoriali considerevoli (Canada e India). Giorgio III cerca di restaurare la prerogativa reale; il suo regno coincide con la prima rivoluzione industriale, che fa della Gran Bretagna la prima potenza economica mondiale. Nel 1776 il sollevamento delle colonie americane si conclude con il riconoscimento degli Stati Uniti d'America. Contro la rivoluzione francese e l'impero, la Gran Bretagna conduce una lotta dalla quale esce vittoriosa a Waterloo. Nel 1800 si ha la formazione nel Regno Unito con l'unione della Gran Bretagna e dell'Irlanda.
Dopo l'avvento di Guglielmo IV, il ritorno degli whig consente una riforma elettorale (1832) e l'adozione di misure sociali (abolizione della schiavitù, 1833; leggi sui poveri, 1834). Nel 1837 sale al potere la regina Vittoria; l'Inghilterra afferma la propria egemonia con una diplomazia di intimidazione nei confronti delle potenze rivali e con operazioni militari (guerra di Crimea, 1854-1856). All'interno, il movimento riformista allarga poco a poco lo spazio delle classi medie, mentre il cartismo consente lo sviluppo del sindacalismo (Trade Union Act, 1871). Edoardo VII, successore di Vittoria, promuove la Cordiale intesa franco-inglese (1904). La Gran Bretagna partecipa attivamente alla prima guerra mondiale, dalla quale esce economicamente indebolita.
Nel 1921 il problema irlandese trova soluzione con il riconoscimento dello Stato Libero d'Irlanda (Eire). Nel 1924 per la prima volta i laburisti, sostenuti dai liberali, salgono al potere (MacDonald). Nel 1936 Edoardo VIII succede a Giorgio V, ma abdica quasi subito a favore del fratello Giorgio VI. Nel corso della seconda guerra mondiale, la Gran Bretagna fa uno sforzo eccezionale sotto la guida del conservatore Winston Churchill (primo ministro dal 1940) che conduce il paese alla vittoria.
Nel dopoguerra il laburista Clement Attlee realizza importanti progressi sociali. Nel 1952 Elisabetta II succede al padre Giorgio VI. Nel 1973 il conservatore Eduard Heath fa entrare la Gran Bretagna nel Mercato Comune e qualche anno dopo il governo conservatore di Margaret Thatcher sviluppa una politica di liberalismo stretto, di denazionalizzazione e di restaurazione monetaria. Nel 1982 l'Inghilterra sconfigge il tentativo di conquista delle Isole Falkland da parte dell'Argentina. Nel 1987 i conservatori vincono le elezioni; Margaret Thatcher è per la terza volta primo ministro, ma si dimette nel 1990 e a lei succede John Major. Nel 1993 il trattato di Maastricht viene ratificato nonostante una forte opposizione all'integrazione europea. Una dichiarazione comune anglo-irlandese rilancia il processo di pace nell'Irlanda del Nord, ma la volontà di smantellare l'IRA ha reso molto difficoltose le trattative e la lotta armata è ripresa all'inizio del 1996. Nel giugno di tale anno le trattative sono riprese con l'esclusione del Sinn Fein. Il 1° maggio 1997 Tony Blair diventa il nuovo primo ministro inglese: alla sua guida i laburisti tornano al governo dopo 18 anni riportando una vittoria schiacciante alle elezioni politiche.
Irlanda del Nord
=> "Irlanda del Nord"
Abitanti-58.300.000
Superficie-244.064 km2
Densità-238,8 ab./km2
Capitale-Londra
Governo-Monarchia costituzionale ereditaria
Moneta-Lira sterlina
Lingua-Inglese, gaelico
Religione-Anglicana in Inghilterra e presbiteriana in Scozia, protestante, cattolica

Gran Canària L'isola (464.000 ab.) più importante del gruppo delle Canarie, nell'oceano Atlantico. Capoluogo Las Palmas. Interamente montuosa, culmina nel vulcano Pozo de las Nieves (1.949 m). Le principali risorse economiche si basano sull'agricoltura, sulla pesca e sul turismo.

Gran Caténa Divisòria Serie di catene montuose dell'Australia, che si susseguono attraverso Queensland, Nuovo Galles del Sud e Victoria.

Gran Chaco Pianura dell'America meridionale.

Gran Desèrto Australiàno Regione desertica dell'Australia Occidentale.

Gran dio Pan, Il Romanzo di A. Machen (1894).

Gran Fiùme dél Pésce Fiume (650 km) della Repubblica Sudafricana, nella provincia del Capo. Nasce dal Graaff-Reinet e sfocia nell'oceano Indiano.

Gran Làgo dégli Órsi Lago (31.792 km2) del Canada, nei territori del nord-ovest, sul Circolo Polare Artico.

Gran Làgo dégli Schiàvi Lago (28.438 km2) del Canada, nei territori del nord-ovest.

Gran Làgo Salàto Lago (4.690 km2) degli USA, nello stato dell'Utah.

Gran Mogol Nome attribuito al più grande diamante rinvenuto in India nella miniera di Kollur nel XVII sec. e ora scomparso.

gran mogòl Termine con cui erano noti in occidente i sovrani della dinastia musulmana dei Moghul.

Gran Paradìso Massiccio montuoso (4.061 m) delle Alpi Graie, tra la Valle d'Aosta e il Piemonte. Costituito da una serie di dorsali che separano alcune valli molto famose, tra cui la Valsavaranche e la valle di Cogne, la sua vetta più alta domina numerosi piccoli ghiacciai. Tra le vette principali si segnalano il Ciarforon (3.640 m), la Grivola (3.969 m), la Tresenda (3.609 m). Il Col de Nivolet lo collega alla catena spartiacque tra i bacini del Rodano e del Po.
Parco nazionale del Gran Paradiso
Parco istituito nel 1922 e comprendente tutto il massiccio del Gran Paradiso e parte del territorio di Cogne per un'area di 2.200 km2 e un perimetro di 180 km2. Ricca di varie specie alpine la flora e abbondante la fauna con stambecchi, camosci, aquile.

Gran Pilàstro Montagna del Trentino alta 3510 m. posta a ovest del passo del Brennero al confine con l'Austria. In tedesco Hochfeiler.

Gran San Bernàrdo Valico delle Alpi Pennine, al confine tra l'Italia e la Svizzera, a 2.469 m di quota. Mette in comunicazione la valle omonima (percorsa dal torrente Artanavaz, affluente della Dora Baltea), con la valle della Drance d'Entremont (affluente del Rodano) in Svizzera. La vetta situata in territorio svizzero, ospita il celebre ospizio che fu restaurato da San Bernardo da Mentone (XI sec.), gestito dai monaci agostiniani. Attualmente l'edificio contiene una chiesa, un museo, l'osservatorio meteorologico e la scuola di addestramento dei cani San Bernardo. Aperto da giugno a ottobre il passo è ora percorso da un traforo autostradale che collega la Valle d'Aosta con la Svizzera attraverso un tunnel di 5.800 m a quota 1.900 m. Conosciuto e frequentato già in epoca romana, fu attraversato, nel corso della storia, da Carlo Magno e Napoleone.

Gran Sàsso Massiccio montuoso, in Abruzzo, la cui punta massima è il Corno Grande (2.912 m). Tra le vette più note il Corno Piccolo (2.637 m), il monte Camicia, il monte Prena, il monte Corvo e il Pizzo Intermesole, tutte superiori ai 2.500 m. Il massiccio è limitato a nord da una stretta gola percorsa dal fiume Vomano e a sud dall'Aterno, che tramite la profonda gola di Popoli lo separa dal Morrone (Maiella). Situato nell'Appennino centrale, è composto da due dorsali calcaree orientate in direzione est ovest, dal passo delle Capannelle fino alla Forca di Penne. Per le sue creste scoscese, i picchi a guglia, le rocce prevalentemente calcaree, le evidenti tracce della glaciazione quaternaria, morfologicamente può essere definito di tipo alpino. A est i rilievi circondano l'ampia depressione chiamata Campo Imperatore (1.800 m). Il Gran Sasso d'Italia, ancora oggi ospita l'unico ghiacciaio degli Appennini (Calderone). Quasi privo di vegetazione boschiva e di corsi d'acqua, abbondano invece i fenomeni carsici. Di rilievo il turismo estivo e invernale (Campo Imperatore, Isola del Gran Sasso d'Italia, Fano Adriano). Numerosissimi sono i rifugi, tra i quali i più noti sono: il rifugio Garibaldi (presso Campo Pericoli) e il rifugio Duca degli Abruzzi (presso Campo Imperatore).

Gran tessitore del Kashmir, Il Romanzo di H. K. Laxness (1927).

gran tùrco, loc. sost. m. Termine con cui si designava fino al XVIII sec. il sultano di Costantinopoli o l'impero ottomano in genere.

gràna, sf. 1 Particella separata. 2 Granulosità. ~ rugosità. 3 Struttura di un corpo come appare se rotto o tagliato. ~ consistenza. grana grossa, fine. 4 Piccola quantità di oro fuso rimasto nel crogiolo. 5 Seccatura. ~ grattacapo. aveva diverse grane da risolvere. 6 Colore carminio. 7 Denaro. ~ quattrini. era a corto di grana quel giorno, era senza soldi. 8 Formaggio semigrasso a pasta dura, cotto, delle zone dell'Emilia e della Lombardia. ~ parmigiano.
 sf. 1 grain. 2 (seccatura) problem, trouble. 3 (soldi) cash.
 lat. grana, da granum chicco.

Gràna Comune in provincia di Asti (675 ab., CAP 14030, TEL. 0141).

Granàcci, Francésco (Firenze 1469-1543) Pittore. Tra le opere Pietà con i santi Giovanni, Maddalena, Pietro e Stefano (ca. 1525, Quintole, San Pietro).

Granada (Nicaragua) Città (89.000 ab.) del Nicaragua, sul lago Nicaragua. Capoluogo del dipartimento omonimo (163.000 ab.).

Granada (Spagna) Città (265.000 ab.) della Spagna, in Andalusia, capoluogo della provincia omonima. È situata in una zona fertile, ai piedi della Sierra Nevada. Importante centro di commercio per i prodotti agricoli, per l'artigianato (ferro battuto, ceramiche), industrie alimentari, tessili e meccaniche. Sviluppato il turismo. Monumenti importanti sono l'Alhambra, residenza dei sovrani arabi, la cattedrale barocca, le chiese di Sant'Anna e di San Giovanni dei Re. Città di origine romana, colonia con il nome di Elvira, fu conquistata dagli arabi nell'VIII sec., divenne emirato autonomo nel XI sec., nel 1232 divenne capitale del regno indipendente dei nasridi. Conquistata dagli spagnoli nel 1492, fece parte del regno di Castiglia.
Granada
Provincia (791.000 ab.) della Spagna, che si estende dal mar Mediterraneo alla Sierra de Segura.
Trattato di Granada
Trattato segreto tra Luigi XII e Ferdinando il Cattolico firmato nel novembre del 1500; prevedeva l'invasione del regno di Napoli da parte di Luigi XII e la seguente spartizione trai due sovrani, ma sorsero alcuni dissidi che consentirono alla Spagna di appropriarsi dell'intero territorio.

Granados, Enrique (Lérida 1867-Stretto della Manica 1916) Compositore spagnolo. Tra le opere Goyescas (composizioni per piano, 1911).

granàglia, sf. 1 Semi di cereali per l'alimentazione umana o animale. 2 Piccolissime palline di oro o argento per la lavorazione di oreficeria.

Granaglióne Comune in provincia di Bologna (2.063 ab., CAP 40030, TEL. 0534).

granàio, sm. 1 Luogo destinato alla conservazione del grano. ~ silo. 2 Regione di forte produzione di grano.
 sm. barn, granary.
 lat. granarium.

granaiòlo, agg. e sm. agg. Che si ciba di grani.
sm. Chi vende o si occupa del commercio del grano.

granàrio, agg. Relativo al grano.

Granaròlo déll'Emìlia Comune in provincia di Bologna (6.934 ab., CAP 40057, TEL. 051).

granàta, sf. 1 Scopa formata da mazzetti di saggina essiccati e legati a un bastone. ~ ramazza. 2 Palla di ferro vuota che riempita di polvere e munita di un accenditore cui si dava fuoco per farla scoppiare una volta lanciata a mano. ~ bomba. 3 Frutto del melograno. 4 Pietra preziosa di colore rosso scuro.
 sf. 1 (bomba) grenade. 2 (frutto) pomegranate. 3 (gemma) garnet.

granatièra, sf. Borsa di cuoio per portare le granate in uso presso i granatieri.

granatière, sm. 1 Soldato scelto che nei reggimenti di fanteria del XVII sec., aveva il compito di portare e lanciare granate contro il nemico. 2 Persona alta e robusta. ~ corazziere. 3 Nome volgare dell'Euplectes orix, uccello passeriforme.

granatìglio, sm. Legno durissimo di colore rosso granato.

granatìna, sf. 1 Sorta di piccola scopa senza bastone. 2 Sciroppo di melagrane.

granatìte, sf. Roccia metamorfica compatta rossa costituita in particolare da granato. La si può trovare nelle Alpi associata alle serpentine.

granàto, agg. e sm. agg. Che è in forma i grani.
agg. e sm. Colore rosso acceso.
sm. 1 Il fiore e il frutto del melograno. 2 Gruppo di minerali silicati di un metallo trivalente e un metallo bivalente che costituiscono una serie isomorfa.
I granati sono minerali della sottoclasse dei nesosilicati, che formano miscele isomorfe di silicati, tra cui le pirope (contenenti magnesio e alluminio), la spessartite (manganese e alluminio), grossularia (calcio e alluminio), l'uvarovite (calcio e cromo), l'almandino (ferro e alluminio). Nel sistema cubico, cristallizzano in cristalli e aggregati pesanti e lucenti e il loro colore cambia a seconda della composizione; sono presente nelle rocce metamorfiche, nei filoni di pegmatite o in giacimenti epigenetici. Vengono utilizzati come abrasivi per la loro durezza, mentre le specie trasparenti diventano gemme di pregio.

grancàssa, sf. 1 Il tamburo di dimensioni maggiori nell'orchestra. 2 Propaganda, scalpore. ~ battage.

grancèvola, o grancèola o gransèola, sf. Nome volgare del granchio Maja squinado.

granché, avv. e pron. indef. avv. Molto (usato solo in frasi negative).
pron. indef. Ciò che possiede caratteristiche eccezionali.

Grànchio Altro nome sotto il quale è conosciuta la costellazione del Cancro.
Nebulosa del Granchio
Originatasi da una supernova esplosa nel 1054, la nebulosa del Granchio si espande con una velocità di circa 1.300 km al secondo. Come radiosorgente, è nota con il nome di Taurus A. Caratteristiche sono le formazioni a filamenti di gas.

grànchio, sm. 1 Errore. ~ sbaglio. 2 Abbaglio. ~ cantonata. 3 Attrezzo da falegname che serve da morsa. 4 Nome generico di varie specie di Crostacei Decapodi, con l'addome breve ripiegato, con una solida corazza di rivestimento e due potenti pinze dette chele.
 sm. 1 crab. 2 (cantonata) blunder.
Molte specie sono marine, come il granchio ripario (Carcinus maenas) tipico delle spiagge europee, altre fluviali come il granchio di fiume (Potamon fluviatile), altre terrestri come il Geocarcinus ruricola,diffuso in Messico e molto vorace. Nei mari del Giappone si trova il più grosso granchio vivente, il Macrocheira kaempferi, di colore rosso scarlatto. Altre specie sono la grancevola (Maja squinado), il granciporro (Eriphia spinifrons), il granchio corridore (Pachygrapsus marmoratus).

grancipòrro, sm. Nome volgare del Cancer pagurus.

Grancóna Comune in provincia di Vicenza (1.595 ab., CAP 36040, TEL. 0444).

grancróce, sf. Il più alto grado di alcuni ordini cavallereschi.

Grand Bahama Isola (41.000 ab.) delle Bahama, nell'oceano Atlantico, al largo delle coste della Florida.

Grand Canyon (cinema) Film drammatico, americano (1991). Regia di Lawrence Kasdan. Interpreti: Danny Glover; Kevin Kline, Steve Martin. Titolo originale: Grand Canyon

Grand Canyon (geografia) Immensa, profonda gola scavata dal fiume Colorado, in Arizona (USA), tra la confluenza del Little Colorado e il lago Meat con una lunghezza di circa 350 km, una profondità massima di 1.600 m e una larghezza che varia dai 6 ai 21 km. L'azione erosiva del fiume ha creato una serie stratificata di rocce sedimentarie di vario colore, poggianti su un basamento di graniti e gneiss precambriani. Gran parte dell'area, meta di visitatori da ogni parte del mondo, è racchiusa nel parco nazionale del Grand Canyon (2.724 km2). La formazione di queste enormi gole risale a circa sei milioni di anni fa, e il fenomeno è stato probabilmente accentuato da un innalzamento dell'altipiano del Colorado. Gli strati di roccia multicolori assumono sfumature molto diverse secondo l'esposizione alla luce e le stagioni, proponendo uno spettacolo unico al mondo. Fu avvistato da una spedizione europea guidata dall'esploratore spagnolo Francisco V´zquez de Coronado nel 1540. A causa dell'inaccessibilità della zona fu esplorato a partire dal 1850; il primo passaggio attraverso il canyon avvenne nel 1869 a opera del geologo americano John Wesley Powell insieme ad alcuni compagni di avventura.

Grand Combin Massiccio montuoso (4.314 m) delle Alpi Pennine, tra il Colle del Gran San Bernardo e il gruppo del Cervino.

Grand Gedeh Contea (109.000 ab.) della Liberia, al confine con la Costa d'Avorio. Capoluogo Tchien.

Grand Hotel Film drammatico, americano (1932). Regia di Edmund Goulding. Interpreti: Greta Garbo, John Barrymore, Joan Crawford. Titolo originale: Grand Hotel

Grand Macabre, Le Opera in due atti e quattro quadri di G. Ligeti, libretto proprio e di M. Meschke (Stoccolma, 1978).

Grand Teton Parco nazionale degli USA, al confine con l'Idaho, nel Wyoming.

Grand Turk L'isola più vasta del gruppo delle isole Turks, nell'oceano Atlantico.

grandangolàre, sm. Obbiettivo fotografico o cinematografico di focale più corta rispetto a un obbiettivo normale e perciò con un angolo di campo più ampio.
 sm. wide-angle lens.

grandàngolo, sm. Grandangolare.
 sm. wide-angle lens.

Grandàte Comune in provincia di Como (2.917 ab., CAP 22070, TEL. 031).

grànde, agg. e sm. agg. 1 Che ha dimensioni maggiori della norma. ~ consistente. <> trascurabile. 2 Superiore al livello medio. ~ geniale. 3 Alto di statura. ~ lungo. <> basso. 4 Adulto. ~ maturo. <> bambino. 5 Importante, affermato. ~ eminente. <> insignificante. 6 Seguito da un sostantivo ha valore rafforzativo. era un gran mangiatore di salame. 7 Abbondante. furono distribuiti pasti in grande quantità. 8 Vasto. 9 Grandioso.
sm. Grandezza, grandiosità. riproduzione di una fotografia in grande.
 agg. 1 great. 2 (vasto) large. 3 (grosso) big. 4 (alto) tall. 5 (elevato) high. 6 (adulto) grown-up. 7 (lungo) long. sm. 1 adult, grown-up. 2 (fare le cose in grande) to do things in style.
 lat. grandis.

Grande caldo, Il Film drammatico, americano (1954). Regia di Fritz Lang. Interpreti: Glenn Ford, Lee Marvin, Gloria Grahame. Titolo originale: The Big Heat

Grande campione, Il Film drammatico, americano (1949). Regia di Mark Robson. Interpreti: Kirk Douglas, Marilyn Maxwell, Arthur Kennedy. Titolo originale: Champion

Grande Chartreuse Massiccio montuoso della Francia, nelle Prealpi della Savoia. Vetta più elevata il monte Signal de Chamechaude (2.087 m).

Grande cielo, Il Film western, americano (1952). Regia di Howard Hawks. Interpreti: Kirk Douglas, Dewey Martin, Elizabeth Threatt. Titolo originale: The Big Sky

Grande coltello, Il Film drammatico, americano (1955). Regia di Robert Aldrich. Interpreti: Jack Palance, Ida Lupino, Wendell Corey. Titolo originale: The Big Knife

Grande commento Opera di filosofia di Averroè (dopo il 1180).

Grande Comore L'isola (249.000 ab.) più vasta del gruppo delle Comore, capoluogo Moroni. Svetta il vulcano attivo Kartala (2.361 m).

Grande freddo, Il Film commedia, americano (1983). Regia di Lawrence Kasdan. Interpreti: Tom Berenger, Glenn Close, Jeff Goldblum. Titolo originale: The Big Chill

Grande Gatsby, Il Romanzo di F. S. Fitzgerald (1925). È l'opera più famosa di Fitzgerald. Il protagonista impersona un idealismo romantico. La vicenda è narrata da Nick Carraway che si dilunga a rappresentare al lettore la grandezza di Gatsby e l'amante di Gatsby, Daisy, il marito di Daisy, Tom Buchanan, l'amante di Tom, Myrtle Wilson e il pallido marito di Myrtle. Costruito magistralmente e capace di evocare con grande efficacia l'intima aridità dei vitelloni dell'epoca del jazz, è un romanzo di grande suggestione. Il lettore non può fare a meno di avvertire il conflitto tra idealismo e materialismo che ha dato origine e definisce tuttora il carattere americano.
Grande Gatsby, Il
Film drammatico, americano (1974). Regia di Jack Clayton. Interpreti: Robert Redford, Mia Farrow, Bruce Dern. Titolo originale: The Great Gatsby

Grande guerra, La Film di guerra, Italiano (1959). Regia di Mario Monicelli. Interpreti: Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Silvana Mangano.

Grande illusione, La Film drammatico, francese (1937). Regia di Jean Renoir. Interpreti: Jean Gabin, Pierre Fresnay, Erich von Stroheim. Titolo originale: La grande illusion

Grànde Lóndra Contea (6.933.000 ab.) metropolitana della Gran Bretagna, nell'Inghilterra sudorientale. Comprende la City of London e altri sobborghi.

Grànde Manchester Contea (2.579.000 ab.) metropolitana della Gran Bretagna, nell'Inghilterra nordoccidentale.

Grande Meaulnes, Il Romanzo di Alain Fournier (1913). Accolto con entusiasmo al momento della pubblicazione, è un romanzo di grande suggestione per il punto di vista dal quale è narrata tutta la vicenda: ogni lettore attento potrà ritrovare, espresse con chiarezza, le tracce della propria esperienza di adolescente e il primo amore. L'avventura del protagonista Agostino, tra realtà e sogno, è vista con gli occhi di un ragazzo avido di scoprire la novità della festa e del mondo. L'opera fu pubblicata un anno prima della morte del giovane autore che cadrà sul fronte di Verdun.

Grànde Muràglia => "Muraglia, Grande"

Grande paese, Il Film western, americano (1958). Regia di William Wyler. Interpreti: Gregory Peck, Jean Simmons, Charlton Heston. Titolo originale: The Big Country

Grande pioggia, La Romanzo di L. Bromfield (1937).

Grande Rio (Brasile) Fiume (600 km) del Brasile, nello stato di Bahia. Nasce dall'unione dei fiumi Ondas e Duros e confluisce nel fiume São Francisco.

Grande Rio (Nicaragua) Fiume (550 km) del Nicaragua. Nasce presso Matagalpa e sfocia nel mar delle Antille.

Grande Sassière Gruppo montuoso delle Alpi Graie, sul confine italo-francese. Vetta più elevata l'Aiguille de la Grande Sassière (3.751 m).

Grande Sertão Romanzo di J. Guimarães Rosa (1956). Opera ambientata nel Sertão brasiliano, regione interna poco popolata dove l'autore è nato e nella quale ha esercitato la professione di medico prima di entrare in diplomazia. In una natura inospitale e violenta, si assiste alle avventure di personaggi che si sostituiscono allo Stato assente per gestire privatamente la giustizia e rispondere alle attese di un mondo più equo.

Grande sonno, Il Romanzo di R. Chandler (1939).
Grande sonno, Il
Film giallo, americano (1946). Regia di Howard Hawks. Interpreti: Humphrey Bogart, Lauren Bacall, John Ridgely. Titolo originale: The Big Sleep

Grande teatro del mondo, Il Auto sacramentale di P. Calderón de La Barca (1663, pubblicata postuma nel 1717).

Grande zoo, Il Opera di poesia di N. Guillén (1968).

Grànde, Adriàno (Genova 1897-Roma 1972) Poeta italiano. Fondò e diresse le riviste Circoli e Maestrale. Tra le opere: Avventure e preghiere 1925-1955 (1955), Stagioni a Roma (1959) e Acquivento (1962).

grandeggiàre, v. intr. 1 Essere grande. ~ campeggiare, sovrastare. 2 Ostentare boria. 3 Eccellere, prevalere. ~ emergere. grandeggiava per il suo genio. 4 Scialare. ~ sperperare. <> economizzare. lesinare.
 v. intr. 1 to tower over. 2 (ostentare boria) to put on airs.
 deriv. da grande.

grandeménte, avv. Assai, molto. ~ parecchio. <> scarsamente.

Grandes Jorasses Gruppo di cime nel massiccio del monte Bianco, nella val Ferret. Vetta più elevata la punta Walker (4.206 m).

grandézza, sf. 1 Qualità di chi, ciò che è grande. 2 Misura. ~ entità. 3 Grossezza, mole. ~ imponenza. <> limitatezza. 4 Fasto, lusso. ~ magnificenza. <> meschinità. 5 Fama, gloria. ~ rinomanza. <> modestia.
 sf. 1 (dimensione) size, magnitude. 2 (fig.) greatness. 3 (fis.) quantity.
 deriv. da grande.
In fisica è l'entità che è stata introdotta per descrivere un fenomeno che può essere misurato. Può essere adimensionata se intesa come rapporto di grandezze dello stesso tipo; dimensionata nel caso contrario. Possono essere anche fondamentali o derivate, in relazione al fatto che siano a base di un sistema o definite in funzione di questa. Sono inoltre scalari se possono essere misurate con un numero; mentre si dice vettoriale quella per cui occorre stabilire anche direzione e verso.

grandezzàta, sf. Atto o cosa di ostentata grandezza.

Grandi cimiteri sotto la luna, I Saggio di G. Bernanos (1938).

Gràndi Làghi Nome con il quale viene comunemente indicato l'insieme dei cinque grandi laghi, di origine glaciale, situati nella parte nordorientale dell'America settentrionale. Con una superficie di 246.500 km2, costituiscono la più grande superficie di acqua dolce del mondo. Formano questo immenso bacino, da est a ovest, il lago Ontario, il lago Erie, il lago Huron, il lago Michigan e il lago Superiore. Il lago Michigan è interamente situato nel territorio degli Stati Uniti, mentre gli altri quattro sono divisi tra Canada e Stati Uniti. Sono collegati tra loro da vari corsi d'acqua e comunicano con l'oceano Atlantico tramite il fiume San Lorenzo. Poiché questi laghi non sono tutti allo stesso livello ma sono situati su tre diversi piani, collegati tra loro da cascate, sono stati necessari, nel corso degli anni, numerosi lavori di sistemazione, terminati nel 1959 con la canalizzazione del San Lorenzo. Il traffico mercantile è notevolissimo (trasporto di carbone, ferro, cereali e idrocarburi). Sulle rive di questi laghi sorgono alcune delle più importanti città dell'America settentrionale e del Canada come: Chicago, Detroit, Cleveland, Buffalo, Milwaukee, Montreal, Quebec e Toronto.

Grandi magazzini Film commedia, italiano (1939). Regia di Mario Camerini. Interpreti: Assia Noris, Vittorio De Sica.

Gràndi Pianùre Regione dell'America settentrionale, fra il Mississippi e le Montagne Rocciose.

Grandi romantici inglesi, I Opera di critica letteraria di E. Cecchi (1957).

Grandi speranze Romanzo di Ch. Dickens (1860).

Gràndi, Achìlle (Como 1883-Desio 1946) Sindacalista cattolico. Nel 1918 fondò la CIL, Confederazione italiana del lavoro, e ne fu segretario dal 1923 al 1926. Nel 1944 firmò il patto di unità sindacale, quindi divenne segretario della CGIL e fu tra i fondatori delle ACLI.

Gràndi, Dìno (Mordano 1895-Bologna 1988) Uomo politico, tra i fondatori del movimento fascista e organizzatore dello squadrismo emiliano. Deputato dal 1924, fu ministro degli esteri dal 1929 al 1932, ambasciatore a Londra (1932-1939) e presidente della camera dei fasci e delle corporazioni. Contrario alla guerra, il suo nome è legato all'ordine del giorno, presentato alla seduta del Gran Consiglio il 25 luglio 1943, che mise in minoranza Mussolini. Fuggito in Portogallo, al processo di Verona fu condannato in contumacia.

Gràndi, Giusèppe (Ganna 1843-1894) Scultore. Allievo e collaboratore di O. Tabacchi e, insieme a T. Cremona e D. Ranzoni, esponente del gruppo milanese della scapigliatura, si affermò per l'intenso plasticismo della sua arte. Tra le opere Il paggio di Lara (1872, Milano, Galleria d'Arte Moderna) e Monumento alle Cinque Giornate (1881-1894) a Milano, che costituisce il suo capolavoro.

grandìgia, sf. (pl.-gie,-ge) Superbia.

grandinàre, v. v. intr. 1 Cadere a grandine. ~ gragnuolare. 2 Cadere violentemente.
v. tr. Scagliare con forza.
 v. intr. to hail.

grandinàta, sf. 1 Il grandinare. ~ tempesta. 2 La grandine caduta. 3 Raffica, scarica. ~ sequela.
 sf. hailstorm.

gràndine, sf. Precipitazione atmosferica consistente in chicchi di ghiaccio dal diametro variabile da qualche millimetro ad alcuni centimetri. Di solito questa precipitazione si presenta con carattere temporalesco di singolare intensità e violenza accompagnata da pioggia e la sua durata è di alcuni minuti. La grandine si forma per il congelarsi di gocce di pioggia presenti in strati d'aria fredda o per l'ingrossarsi di fiocchi di neve che incontrano le gocce d'acqua nella caduta. L'evaporazione superficiale fa raffreddare i chicchi che incontrando gocce d'acqua e vapore formano successivi strati di ghiaccio. La grandine cade preferibilmente nei mesi più caldi ed è caratteristica delle regioni a clima temperato. Per evitare i danni che arreca all'agricoltura, si cerca, con razzi grandinifughi lanciati verso le nuvole che potrebbero portare alla formazione di grandine, di provocare squilibri di pressione e di temperatura, al fine di trasformare in pioggia l'eventuale grandine.
 sf. hail.
 lat. grando,-inis.

grandinìfugo, agg. Relativo a tutti quei mezzi utilizzati per combattere la grandine e proteggere le colture.

grandinìo, sm. Un grandinare violento.

grandiosaménte, avv. In modo grandioso.

grandiosità, sf. 1 Caratteristica di chi è grandioso. ~ maestosità. <> semplicità. 2 Manifestazione di ostinata grandezza. ~ pompa. <> meschinità.

grandióso, agg. 1 Di cosa che desta impressione per le sue dimensioni. ~ solenne. <> insignificante. 2 Di persona che fa le cose alla grande. ~ straordinario. <> banale, normale.
 agg. grand.
 spagn. grandioso, dal lat. mediev. grandiosus, deriv. da grandis grande.

Gràndola ed Unìti Comune in provincia di Como (1.179 ab., CAP 22010, TEL. 0344).

grandùca, sm. 1 Sovrano di un granducato. 2 Persona insignita del grado di nobiltà inferiore a quello di re e superiore a quello di duca.
 sm. grand duke.

granducàle, agg. Del granduca.

granducàto, sm. Titolo e dignità del granduca.

granduchéssa, sf. 1 Sovrana di un granducato. 2 Moglie o figlia di un granduca.

grand'ufficiàle, sm. In vari ordini cavallereschi grado inferiore a quello di commendatore.

gràndule, sf. Nome volgare di alcune specie di Uccelli Colombiformi del genere Pterocles. Appartiene alla famiglia dei Pteroclidi.

granèllo, sm. 1 Chicco di grano o di altri cereali. 2 Qualsiasi oggetto tondeggiante di piccole dimensioni. un granello di sabbia gli finì nell'occhio. 3 Testicoli di pollo. 4 Quantità minima. ~ pizzico.
 sm. 1 grain. 2 (cereali) seed. 3 (polvere) speck. 4 (sabbia) grain.
 dimin. di grano.

granellóso, agg. Pieno di granelli.

grànfia, sf. Zampa armata di arpioni e artigli. ~ grinfia.

granfiàta, sf. 1 Colpo inferto con le granfie. 2 Quantità di cose che si possono prendere con le mani.

granghignolésco, o granuignolésco, agg. Orribile. ~ truculento.

granìcolo, agg. Attinente alla coltivazione e alla produzione del grano.

granicoltùra, sf. Coltivazione del grano.

granìfero, agg. 1 Che trasporta il grano. 2 Che produce grano.

granìglia, sf. Tritume di pietra, che impastata con il cemento, dà un pietra di basso costo utilizzata per fare le mattonelle.

granìre, v. v. intr. 1 Fare i chicchi. 2 Formarsi.
v. tr. 1 Ridurre in grani. 2 Rendere scabro. 3 Nell'esecuzione di un passaggio musicale, fare udire le note ben distinte. 4 In tintoria dare la grana.

granìta, sf. 1 Gelato granuloso ottenuto per il congelamento di succhi di frutta o di caffè. ~ gramolata. 2 Bibita di sciroppo e ghiaccio ben tritato. ~ ghiacciata.
 sf. 1 (gelato) crushed-ice drink. 2 (bibita) kind of water ice.

Granìti Comune in provincia di Messina (1.621 ab., CAP 98036, TEL. 0942).

granìtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che ha la natura del granito. 2 Saldo, ferreo. ~ irremovibile. <> tentennante.

granitizzazióne, sf. Trasformazione di una roccia in granito; ha luogo nelle zone più profonde della crosta terrestre.

granìto, agg. e sm. agg. 1 Che ha la superficie ruvida. 2 Giunto a maturazione (riferito ai cereali).
sm. Roccia eruttiva costituita prevalentemente da quarzo, ortoclasio, miche e talvolta anche da anfiboli e pirosseni, impiegata per materiale da costruzione e decorazione.
 sm. granite.
Sale granito
Varietà di sale comune di buona purezza che si presenta con cristalli abbastanza piccoli.

granitóio, sm. Tipo di cesello con la cima piatta coperto di tanti puntini per fare la granatina.

granitóre, sm. Incisore addetto ai lavori di granitura.

granitùra, sf. 1 Atto, effetto del ridurre in grani. 2 Atto, effetto del granire una lastra metallica. 3 Trattamento della superficie della pietra litografica.

granìvoro, agg. Che si nutre di grano e altri cereali.

granmaèstro, o gran maèstro, sm. 1 Alto dignitario di corte. 2 Massimo grado gerarchico nella massoneria. 3 Personaggio molto influente.

gràno, sm. 1 Chicco, granello. ~ acino, seme. 2 Quantità minima. ~ briciola. 3 Unità di misura della massa, pari a 0,05 g, impiegata per misurare pietre preziose e perle. 4 Denaro, quattrini. ~ soldi. 5 Ognuna delle pallottoline che costituiscono una corona del rosario. 6 Strumento a tre facce di punte ottuse usato per trapanare. 7 Nome comune di piante erbacee delle Graminacee. "frumento".
 sm. 1 grain. 2 (cereale) corn. 3 (frumento) wheat. 4 (pepe) peppercorn.
 lat. granum.
Cupola di correnti convettive che si trovano sotto la superficie del Sole; servono per trasportare all'esterno l'energia che viene generata all'interno del Sole. Si trovano sulla fotosfera, ossia sulla superficie solare e le conferiscono il tradizionale aspetto granuloso.
Grano saraceno
Angiosperma (Polygonum fagopyrum) della famiglia delle Poligonacee e dell'ordine delle Poligonali. Pianta erbacea annuale originaria dell'Asia, coltivata per la produzione di farina.

granoblàstico, agg. (pl. m.-ci) In petrografia ci si riferisce a un tipo di struttura cristalloblastica.

granodiorìte, sf. Roccia eruttiva intrusiva composta fondamentalmente da plagioclasio, intermedia tra i graniti e le dioriti.

granóne, sm. Granoturco.

granóso, agg. Ricco.

granotùrco, o grantùrco, sm. Angiosperma (noto anche come mais, Zea mays) della famiglia delle Graminacee e dell'ordine delle Glumiflore. Pianta erbacea annuale introdotta in Europa nel XVI sec. Viene utilizzata per la produzione di farina e olio commestibile.
 sm. maize.

Granòzzo cón Monticèllo Comune in provincia di Novara (1.065 ab., CAP 28060, TEL. 0321).

Grant, Cary (Bristol 1904-Davenport 1986) Pseudonimo di Alexander Archibald Leach, attore cinematografico americano di origine inglese. Grande interprete di commedie brillanti e di film drammatici, fu uno degli attori preferiti da A. Hitchcock. Tra i moltissimi film, L'orribile verità (1937), La signora del Venerdì (1939), Il sospetto (1941), Arsenico e vecchi merletti (1944), Notorius (1946), Intrigo internazionale (1955), Sciarada (1964). Vincitore dell'Oscar speciale nel 1969.

Grant, terra di Sezione settentrionale dell'isola canadese di Ellesmere. Territorio montuoso, vetta più elevata il monte Grant (1.828 m).

Grant, Ulysses Simpson (Point Pleasant 1822-Mount Mac Gregor 1885) Militare statunitense. In qualità di generale comandò gli unionisti del nord nella guerra di secessione tra il 1861 e il 1865. Fu inoltre presidente degli USA dal 1968 al 1977.

Gràntola Comune in provincia di Varese (923 ab., CAP 21030, TEL. 0332).

Grantòrto Comune in provincia di Padova (3.741 ab., CAP 35010, TEL. 049).

granturìsmo, sm. invar. Automobile con caratteristiche sportive.

granulàre, agg. e v. tr. agg. Costituito da granelli. ~ granulato, granuloso. <> levigato, liscio.
v. tr. Ridurre in granuli.

granulàto, agg. Ruvido.

granulatóre, sm. 1 Essiccatoio a tamburo utilizzato per essiccare lo zucchero cristallizzato. 2 Dispositivo che serve per la riproduzione in grani di materiale litoide o di minerali.

granulazióne, sf. 1 Operazione mediante la quale si riduce in granelli. 2 Aspetto della fotosfera del sole, simile a una moltitudine di piccoli grani. 3 In medicina, formazione di granuli quando si ricostituisce il tessuto connettivo.
 deriv. da granulare.
Granulazione solare
Aspetto della fotosfera, ossia della superficie del Sole, caratterizzato dalla presenza di molti granuli brillanti; essi corrispondono alle cupole delle correnti convettive sottostanti che espellono energia proveniente dall'interno del Sole; hanno un diametro compreso tra i 200 e i 1.800 km.

grànulo, sm. 1 Granello. 2 Preparazione farmaceutica in forma di piccola pillola.
 sm. 1 granule. 2 (pillola) pellet.
 lat. tardo granulum, dimin. di granum grano.

granulocìto, o granulocìta, sm. Globulo bianco che contiene granulazioni citoplasmatiche che, a seconda della colorazione che possono assumere, permettono di differenziare i globuli bianchi in basofili, eosinofili e neutrofili.

granulòma, sm. Neoformazione granulare che si sviluppa in alcuni processi infiammatori (carie dentale, lue, tubercolosi), che può interessare qualunque organo, superficiale o profondo, dell'organismo e può essere a decorso maligno.
Granuloma apicale
Formazione di natura infiammatoria che si costituisce all'apice di un dente cariato.
Granuloma venereo
Malattia venerea diffusa nelle regioni tropicali e subtropicali causata da un bacillo gram-negativo.

granulometrìa, sf. 1 Misurazione della dimensione dei granuli che si formano in una miscela incoerente. 2 Distribuzione delle dimensioni dei granuli che formano una miscela incoerente.

granulosità, sf. L'essere granuloso.

granulóso, agg. Che contiene granuli. ~ scabro. <> levigato.

Granvelle, Antoine Perrenot de (Besançon 1517-Madrid 1586) Politico francese. Al servizio spagnolo, rappresentò Filippo II nel Paesi Bassi e ne sostenne la politica controriformista e accentratrice.

Granville-Barker, Harley (Londra 1877-Parigi 1946) Attore, regista e saggista teatrale inglese. Scrisse Prefazioni a Shakespeare (1926-1947).

Grànze Comune in provincia di Padova (1.517 ab., CAP 35040, TEL. 0425).

graphium, sm. invar. Genere di Funghi imperfetti appartenenti alla famiglia delle Stilbacee e all'ordine degli Ifomiceti.

graphiurus, sm. invar. Genere di Mammiferi Roditori diffusi nei paesi africani. Appartiene alla famiglia dei Gliridi.

gràppa, sf. 1 Pezzo di ferro di svariate forme per collegare fra loro conci in lavori di muratura. ~ spranga. 2 Acquavite ad alta gradazione alcolica.
 sf. (acquavite) strong brandy.
 gotico krappa uncino; nel significato di liquore, deriv. da grappo.

Gràppa Monte (1.775 m) delle Prealpi Venete, tra le valli dei fiumi Cismon, Brenta e Piave.

grapperìa, sf. Dove si vende e si beve la grappa.

grappétta, sf. Ciascuno dei ferri a più punte che gli alpinisti fissano al tacco degli scarponi per poter camminare sul ghiaccio.

grappìno, sm. 1 Ferro per aggrappare. 2 Amo per la pesca. 3 Bicchierino di grappa.

gràppolo, sm. 1 Infiorescenza formata da fiori o frutti peduncolati sopra un asse centrale allungato. ~ racemo. 2 Insieme di persone, animali o cose che si radunano insieme a mo' di grappolo. ~ capannello.
 sm. cluster, bunch.

Gràpsidi Famiglia di Crostacei Decapodi Brachiuri cui appartengono granchi marini litorali.

grascéta, sf. Terreno ricco di sostanze organiche che consentono di produrre molta erba.

gràscia, sf. (pl.-sce) 1 Grasso. 2 In epoca medioevale tutte le cose che riguardavano il vitto. 3 In epoca medioevale la magistratura preposta agli approvvigionamenti di viveri nelle città. 4 Regalia di uova o polli che gli agricoltori dovevano ai padroni oltre alla parte dei raccolti.

gràspo, sm. Asse florale del grappolo, in particolare è la parte legnosa del grappolo d'uva.

Grass, Günter (Danzica 1927-) Scrittore tedesco, esponente del Gruppo 47, esordì nel 1959 con il romanzo Il tamburo di latta, che ebbe un grandissimo successo e che conteneva già tutti gli elementi più significativi del suo stile; un crudo realismo unito a immagini grottesche e oniriche attraverso cui satiricamente descriveva il costume della Germania contemporanea, non disdegnando anche una sottile vena barocca diretta verso lo sperimentalismo. Vittima principale delle sue opere è la società nata dal miracolo economico, attaccata anche attraverso un'intensa attività di pubblicista e saggista. Tra le sue opere Gatto e topo(1960), Vita da cani (1963), Incontro a Telgte (1979), Trilogia di Danzica (1980), La distruzione del genere umano è cominciata (1983), La ratta (1986), Mostrare la lingua (1988), Bosco morto (1990), Il richiamo dell'ululone (1992), Un vasto campo (1995).

grassàggio, sm. Lubrificazione mediante grasso di varie parti di un veicolo. ~ lubrificazione.

grassaménte, avv. Con abbondanza.

Grassàno Comune in provincia di Matera (6.065 ab., CAP 75014, TEL. 0835).

grassatóre, sm. Chi effettua rapine a mano armata. ~ bandito, rapinatore.

grassazióne, sf. Rapina a mano armata.

grassèllo, sm. Pezzetto di grasso contenuto nella carne, specialmente per il salame.

Grassétti, Césare (Milano 1909-1990) Giurista italiano. Membro della commissione per la revisione della riforma del codice civile, ha scritto Delle successioni legittime (1950) e La responsabilità civile per la produzione e l'impiego dell'energia nucleare (1959).

grassétto, agg. Neretto. <> chiaro.
 agg. bold type.

grassézza, sf. 1 Caratteristica di ciò che è grasso. ~ adiposità, obesità. <> magrezza. 2 Fertilità del terreno. 3 Abbondanza. 4 Parte untuosa e viscosa di un corpo liquido.

gràssi Composti chimici abbondanti in ogni organismo vivente, insolubili in acqua e dotati di una facile solubilità nei solventi organici non polari, come la benzina. Sia negli organismi animali che vegetali svolgono una funzione di riserva, costituiscono un'importante fonte energetica e forniscono nuova materia vivente. Negli animali si trovano prevalentemente nei tessuti connettivi e servono per ridurre la dispersione del calore. Risultano indispensabili in ogni dieta alimentare. Vengono comunemente detti lipidi.

Gràssi, Corràdo (Torino 1925-) Linguista italiano. Ha diretto l'Istituto dell'Atlante linguistico italiano e le riviste Parole e metodi e Bollettino dell'Atlante linguistico italiano. Tra le opere: Geografia linguistica (1965) e Dizionario della lingua italiana (1982).

Gràssi, Giovànni Battìsta (Rovellasca, Como 1854-Roma 1925) Medico, biologo e zoologo. Compì importanti studi sulla malaria e riuscì a individuarne l'agente trasmettitore nell'Anopheles maculipenmnois (1898), giungendo parallelamente allo stesso risultato di R. Ross. In seguito alla sua scoperta promosse la profilassi antimalarica. Studiò anche alcuni vermi parassiti e altre specie zoologiche. Fu socio dell'Accademia dei Lincei e ottenne la laurea ad honorem dall'università di Lipsia.

Gràssi, Pàolo (Milano 1919-Londra 1981) Operatore teatrale. Nel 1947 fondò il Piccolo Teatro di Milano, che diresse per venticinque anni insieme a Strehler. In seguito fu sovrintendente del Teatro della Scala e presidente della RAI.

Grassmann, Hermann (Stettino 1809-1877) Matematico tedesco. Precursore della moderna algebra multilineare, scrisse Teoria dell'estensione (1844).

gràsso, agg., avv. e sm. agg. 1 Che ha molto tessuto adiposo. ~ pasciuto. <> smilzo. 2 Ricco di grassi. formaggi grassi. 3 Untuoso. ~ oleoso. la pelle grassa gli provocava un profondo fastidio. 4 Copioso, nutrito. ~ opulento. <> misero. 5 Fertile, fecondo. ~ produttivo. <> arido. terreno grasso. 6 Sboccato, spinto. ~ triviale. <> pudico.
avv. Sguaiatamente. ~ volgarmente. <> castamente.
sm. 1 Tessuto untuoso. 2 Sostanza organica untuosa, insolubile in acqua. 3 Unto.
 agg. 1 fat. 2 (cibo) fatty. 3 (oleoso) oily, greasy. 4 (fig., guadagno) plentiful. sm. 1 fat. 2 (sostanza untuosa) grease.
 lat. crassus.

Gràsso, Giovànni (Catania 1873-1930) Attore teatrale e cinematografico. Interpretò Sperduti nel buio (1914).

Grassòbbio Comune in provincia di Bergamo (4.743 ab., CAP 24050, TEL. 035).

grassòccio, agg. Paffuto. ~ rotondetto. <> magrolino.
 agg. chubby, plump.

grassóne, agg. Che, chi è esageratamente grasso. ~ ciccione.

grassùme, sm. 1 Eccesso di materia grassa. 2 Oleosità del vino alterato. ~ filante. 3 Concime animale.

gràta, sf. Chiusura di finestre o altri vani costituita da elementi di metallo o di legno incrociati che lascia passare aria e luce. ~ inferriata.
 sf. grating.
 lat. cratis graticcio.

gratèlla, sf. Graticola da cucina.

graticciàre, v. tr. Ingraticciare.

graticciàta, sf. Insieme di graticci posti uno di seguito all'altro per proteggere, chiudere e riparare qualcosa.

graticciàto, sm. Superficie costituita da più graticci per far seccare la frutta.

gratìccio, sm. 1 Elemento di vimini o di canne variamente intrecciato per chiudere, proteggere qualcosa. ~ canniccio. 2 Stuoia intessuta di vimini o di canne per seccare la frutta o allevare bachi da seta.
 sm. trellis.
 lat. craticius.

gratìcola, sf. 1 Arnese da cucina costituito da spranghette di ferro su un telaietto, usato per arrostire le vivande. ~ griglia. 2 Piccola grata. ~ gratella. 3 Strumento per il supplizio del rogo. 4 Reticolato di fili tesi su un telaio che si sovrappone a un quadro per riprodurlo nella dimensione desiderata.
 sf. grill, gridiron.
 lat. craticula, dimin. di cratis.

graticolàto, agg. e sm. agg. Fatto a graticola.
sm. 1 Chiusura fatta con sbarre di metallo o legno. 2 Struttura costituito di legname opportunamente sistemato per sostenere piante. 3 Struttura formata da elementi lunghi e traversi messi come piattaforma per lo scalo in un cantiere.

gratìfica, sf. Compenso straordinario che il datore di lavoro corrisponde al lavoratore dipendente in aggiunta alla retribuzione ordinaria, per meriti. ~ ricompensa.
 sf. bonus.

gratificànte, agg. Che procura appagamento.

gratificàre, v. tr. 1 Concedere un compenso straordinario oltre lo stipendio. ~ premiare. 2 Dare intima soddisfazione. ~ appagare. <> frustrare. si sentiva gratificato dal lavoro svolto.
 v. tr. to gratify.
 lat. tardo gratificare, comp. da gratus gradito +-ficare fare.

gratificazióne, sf. 1 Gratifica. ~ Compenso. 2 Il sentirsi gratificato. ~ appagamento. <> delusione, frustrazione.
 sf. satisfaction, fulfilment.

gratìle, sm. Fune che si mette all'orlo inferiore della vela per rinforzo.

gratin, sm. invar. Crosta.

gratinàre, v. tr. Cuocere al gratin.

gràtis, avv. Senza compenso. ~ gratuitamente. <> a pagamento.
 avv. free, for nothing.

gratitùdine, sf. Sentimento di affetto e riconoscenza. ~ ringraziamento. <> ingratitudine.
 sf. gratitude.
 lat. tardo gratitudo,-inis, deriv. da gratus grato.

gràto, agg. 1 Conforme ai propri gusti. ~ gradito. <> malaccetto. 2 Che è memore dei benefici ricevuti. ~ riconoscente. <> ingrato.
 agg. 1 thankful, grateful. 2 (gradito) agreeable, pleasant.
 lat. gratus.

grattacàpo, sm. (pl. grattacapi) Fastidio. ~ scocciatura.
 sm. headache, worry.

grattacièlo, sm. (pl. grattacieli) Edificio con uno sviluppo verticale, comunemente indicante le costruzioni con almeno dodici-quindici piani, ossia superiori ai 50 m di altezza. La sua origine è rintracciabile nell'esigenza di costruire grandi edifici per uffici in aree di costo elevato; i primi progetti furono opera della scuola di Chicago, intorno agli anni 1880-1890. In America la struttura del grattacielo è legata all'utilizzo di strutture di acciaio, che consentono di raggiungere altezze significative (Empire State Building a New York, 382 m; Sears Tower a Chicago, 442 m; le due torri gemelle del World Trade Center a New York, 412 m), mentre in Europa vengono edificati generalmente in cemento armato (università Lomonosov a Mosca, 240 m; grattacielo Pirelli a Milano, 127 m).
 sm. skyscraper.
 franc. gratteciel.

grattàre, v. v. tr. 1 Stropicciare la pelle con le unghie. 2 Sfregare. ~ raschiare. 3 Sottrarre, rubare. ~ sgraffignare. 4 Grattugiare. ~ sminuzzare, sbriciolare. grattare il formaggio.
v. intr. 1 Stridere sfregando. ~ gracchiare. il disco musicale grattava perché la puntina si era consumata. 2 Ingranare male la marcia.
v. rifl. Stropicciarsi la pelle per fare passare il prurito. sentiva l'esigenza di grattarsi la schiena.
 v. tr. 1 to scratch. 2 (grattugiare) to grate. 3 (raschiare) to scrape. 4 (fig., rubare) to pinch. v. intr. 1 to grate. 2 (aut.) to grind. v. rifl. to scratch oneself.
 provenz. gratar, dal franco kratton.

grattàta, sf. 1 Atto, effetto del grattare. ~ sfregatura. 2 Nel linguaggio degli automobilisti il rumore secco e raschiante dell'uso improprio del cambio.

grattàto, agg. Sfregato.

grattatùra, sf. 1 Atto, effetto del grattare. 2 Segno che resta sulla superficie grattata.

Grattèri Comune in provincia di Palermo (1.226 ab., CAP 90010, TEL. 0921).

grattìno, sm. 1 Arnese per levare il riccio che il bulino lascia allo staccarsi del truciolo. 2 Raschietto a piccola lama per cancellare uno scritto.

Grattòn, Lìvio (Trieste 1910-Roma 1991) Astrofisico. Allievo di Fermi, compì importanti studi di cosmologia relativistica e fondò l'istituto di astrofisica spaziale del CNR.

 

 

Note:  

Definizioni, informazioni, … sono in gran parte recuperate (a partire dal 1999) da varie fonti accessibili via Internet o da altre fonti "informatiche" freeware; per molti lemmi sono state riviste e, in modo più o meno consistente, riscritte; la revisione è tuttora in corso: solo una parte delle definizioni è stata rivista (vi sono ancora errori e imprecisioni, come del resto si trovano nei dizionari cartacei, anche "famosi"). Le, eventuali, date di morte dei personaggi citati dovrebbero essere aggiornate al luglio 2009; il numero degli abitanti delle località riportate quando è stato aggiornato riporta a fianco anche la data dell'aggiornamento.

Le informazioni (storiche, geografiche, …) sono aggiornate al 1999, ma molte sono state ulteriormente aggiornate

 

     indica l'etimologia
    ~ indica un (circa, e in qualche contesto) "sinonimo"
    <> indica (in genere) un "contrario"

 

Fonte: http://dictionario.wikispaces.com/file/detail/dictionario_g.doc

sito web: http://macosa.dima.unige.it/diz/diz.htm

Autore del testo: http://macosa.dima.unige.it

 

 

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