Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale O parte 1

 

 

 

Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale O parte 1

 

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Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale O parte 1

 

o, O int. Rafforzativo nelle invocazioni e nelle espressioni esclamative •O Dio mio, che mi succede?O Luigi, vieni?
cong. disgiuntiva che indica un'alternativa, esclusiva (•prendere o lasciare) o inclusiva (•dall'accento direi che è un milanese o un lombrado), o col significato di "altrimenti" (•devo andare, o non arriverò in tempo).
 cong. 1 or. 2 (l'uno o l'altro) either.
Tredicesima lettera dell'alfabeto italiano. Proviene, attraverso il latino, dalla lettera greca omicron (). È una vocale velare ed esiste nei due gradi chiuso (ó, come in nóce) e aperto (ò come in nòdo). Nella scrittura è diffusa l'accentazione uniforme di tipo grave (quella indicata con ò), tanto che è l'unica accentazione presente sulle tastiere italiane per personal computer.
In astronomia la lettera O contraddistingue una delle dieci classi in cui l'osservatorio di Harvard ha classificato le stelle; si tratta di astri caratterizzati da uno spettro con marcate righe di emissione di elio, ossigeno e idrogeno, una temperatura in superficie di 40.000 K e da un colore bianco azzurro. Sono stelle molto rare.
In chimica O è il simbolo dell'ossigeno.

'O grillo cantadò e altre poesie Opera di poesia di E. Firpo (postuma 1960).

O' Kelly, Sean (Dublino 1882-1966) Politico irlandese. Fu uno dei fondatori del movimento Sinn Fein nel 1905 ca., segretario della Lega gaelica dal 1915 al 1920, ministro dell'istruzione nel 1939, ministro delle finanze dal 1939 al 1945 e presidente della repubblica d'Irlanda dal 1945 al 1959.

'O mese mariano Dramma di S. Di Giacomo (1897).

o tempora o mores, loc. avv. Espressione latina che significa "che tempi, che costumi!". Indica un'atteggiamento di riprovazione nei confronti della contemporaneità.

o tempora o mores!, loc. avv. Espressione latina che significa "o tempi, o costumi". Coniata da Cicerone nelle Verrine, si usa per indicare la corruzione del tempo in cui si vive.

o terque quaterque beati, loc. avv. Espressione latina che significa "o tre o quattro volte beati". Verso scritto da Virgilio e pronunciato da Enea che invidiava la sorte di coloro che erano caduti combattendo nell'assedio di Troia.

OACI Sigla di Organisation de l'Aviation Civile International (organizzazione dell'aviazione civile internazionale).

OAEC Sigla di Organization of Asian Economic Cooperation (organizzazione per la cooperazione economica asiatica).

Oahu Isola (836.000 ab.) degli USA, nell'oceano Pacifico, la più importante dell'arcipelago delle Hawaii. Capoluogo Honolulu.

Oak Lawn Città (61.000 ab.) degli USA, nello stato dell'Illinois, alla periferia sudoccidentale di Chicago.

Oak Park Città (55.000 ab.) degli USA, nello stato dell'Illinois, sobborgo della vicina Chicago.

Oakland Città (372.000 ab.) degli USA, nello stato della California.

Oakleigh Città (53.000 ab.) dell'Australia, nello stato di Victoria, sobborgo sudorientale di Melbourne.

Oakville Città (87.000 ab.) del Canada, nella provincia di Ontario.

oàngio, sm. Il gametangio che contiene la oosfera. ~ oogonio.

OAPEC Sigla di Organization of Arab Petroleum Exporting Countries, organizzazione dei paesi arabi esportatori di petrolio. Formata nel 1968 da Arabia Saudita, Kuwait e Libia. Nel 1970 vi aderirono anche Algeria, Bahrein, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Nigeria, Qatar e Siria.

òasi, sf. 1 Territorio fertile e verdeggiante in mezzo a un deserto. ~ angolo, isola, paradiso. 2 Luogo tranquillo, adatto per il riposo. non aveva ancora trovato la sua oasi di tranquillità.
oasis.
 lat. tardo oasis, dal greco òasis, dall'antico egiz. uah stagione.

Oates, Joyce Carol (Lockport, New York 1938-) Scrittrice. Tra le opere Giardino delle delizie (1966) e Bellefleur (1980).

Oaxaca de Juárez Città (213.000 ab.) del Messico meridionale, capitale dello stato di Oaxaca (3.021.000 ab.), nella valle del fiume Atoyac.

Ob Fiume (3.680 km) della Federazione russa, nella Siberia occidentale. Nasce nella regione dell'Altai e attraversa il bassopiano siberiano bagnando le città di Barnaul, Novonikolaevsk e Tomsk, prima di sfociare nel mar Glaciale Artico. I principali affluenti sono: il Tom, il Culym, il Ket, il Vach, l'Irtis, il Vasjugan e il Konda.

òba, sf. Nell'antica Grecia, tribù territoriale dei paesi dorici costituita dall'aggregazione di diversi borghi rurali (kômai).

obbediènte, agg. Ubbidiente.

obbedìre => "ubbidire"

obbiettàre => "obiettare"

obbiètto, sm. => "obietto"

obbligànte, agg. Che obbliga.

obbligàre, v. tr. 1 Costringere. il senso del dovere lo obbligava al massimo impegno. 2 Vincolare con un obbligo o con un'obbligazione. ~ forzare, imporre. <> liberare. obbligò tutti gli immobili con un'ipoteca. 3 Rendere debitore. ~ impegnare. <> esentare.
 v. tr. 1 to compel, to oblige. 2 (dir.) to bind.
 lat. obligare, comp. da ob-+ ligare legare.

obbligataménte, avv. Per obbligo.

obbligàto, agg. 1 Costretto. non si sentiva minimamente obbligato a farlo. 2 Vincolato da debiti di riconoscenza. ~ forzato. <> indipendente, libero. 3 Che non si può variare. quel percorso obbligato costituiva un rischio enorme per il giudice e la sua scorta. 4 Riconoscente. ~ debitore. <> immemore. si sentiva obbligato per quanto aveva fatto per lui.
 agg. 1 (costretto, riconoscente) obliged. 2 (imposto) fixed.

obbligatoriaménte, avv. In modo obbligatorio.

obbligatorietà, sf. L'essere obbligatorio.

obbligatòrio, agg. 1 Che obbliga. ~ vincolante. <> facoltativo. 2 Che è imposto per legge o disposizioni.
 agg. obligatory, compulsory.
 lat. tardo obligatorius.

obbligazionàrio, agg. Relativo a obbligazione finanziaria.

obbligazióne, sf. 1 Azione dell'obbligarsi verso qualcuno. 2 Imposizione.
1 obligation. 2 (comm.) bond.
lat. obligatio,-onis.
In diritto è il rapporto derivante dal contratto tra due soggetti, uno dei quali (debitore) è tenuto a una determinata prestazione a favore dell'altro (creditore). Il debitore può sia versare in forma patrimoniale al creditore qualcosa, oppure essere obbligato a una prestazione di servizio di qualsivoglia altro tipo: può per esempio essere obbligato a fare (o a non fare) qualcosa. Il debitore inadempiente è tenuto al risarcimento del danno subito dal creditore, rispondendovi con tutti i suoi beni, sui quali il creditore può rivalersi.
In economia si dice obbligazione di società un qualsiasi titolo di credito emesso dalla società. Esso rappresenta la quota di un debito contratto dalla società stessa e viene emesso per ottenere un prestito, rimborsabile nel tempo. Il debito può essere rimborsato in un'unica soluzione o con pagamenti rateali, secondo il piano di ammortamento previsto. La società che emette le obbligazioni non può emetterne per una quota superiore al capitale sociale versato. Si dicono convertibili le obbligazioni che danno diritto al possessore di acquistare, a determinate scadenze, azioni della società emittente a un prezzo stabilito e restituendo le obbligazioni. Le obbligazioni possono essere al portatore o nominative.

obbligazionìsta, sm. e sf. Chi sottoscrive obbligazioni.

òbbligo, sm. 1 Obbligazione. ~ dovere, vincolo. essere in obbligo con qualcuno, provare riconoscenza. 2 Dovere. ~ impegno. gli obblighi familiari non potevano essere trascurati. 3 Condizione, patto. ~ legame.
 sm. 1 obligation. 2 (dovere) duty.
 deriv. da obbligare.

obblmo Sigla di obbligatissimo.

obbròbrio, sm. 1 Grave disonore. ~ infamia, vergogna. <> onore, orgoglio. 2 Persona o cosa bruttissima. ~ bruttura. <> bellezza.
 sm. 1 disgrace. 2 (fig.) mess.

obbrobriosità, sf. Il fatto di essere obbrobrioso.

obbrobrióso, agg. 1 Che dà infamia, vergogna. ~ brutto.
 lat. tardo opprobriosus.

obcònico, agg. (pl. m.-ci) Che ha forma di cono con il vertice rivolto verso il basso.

obcordàto, agg. In botanica, di organo, soprattutto di foglia, avente la forma di un cuore rovesciato.

Obeid, El Città (140.000 ab.) del Sudan, capoluogo della regione di Kordofan.

obelion, sm. invar. Punto craniometrico impari mediano situato all'altezza dei fori parietali.

obelìsco, sm. Monumento decorativo dell'arte egiziana, costruito in basalto o sienite, monolitico a forma troncopiramidale, alto fino a più di 30 m. Era un simbolo del sole e veniva eretto in occasione del giubileo trentennale dei faraoni, disponendolo in coppia all'ingresso dei templi. Spesso l'apice dell'obelisco era decorato e i lati riportavano incisioni commemorative. Il primo obelisco noto risale al XIX sec. a. C. e fu eretto in onore di Sesostri I a Eliopoli. Il più alto è l'obelisco incompiuto della cava di Assuan, alto 41,75 m. Molti obelischi furono trasportati a Roma (piazza Navona, San Pietro, San Giovanni, Pincio, Trinità dei Monti), a Parigi (Place de la Concorde), a Londra e a New York.

obelos, sm. invar. Temine greco che indica un segno a forma di sbarretta orizzontale che i filologi alessandrini introdussero per segnalare i passi o versi che giudicavano non autentici.

Oberalp Passo (2.044 m) alpino della Svizzera, tra la valle del Reno e quella del Rodano.

oberàre, v. tr. Sovraccaricare. ~ appesantire. <> alleggerire.

oberàto, agg. 1 Sovraccarico. 2 Carico di debiti.

Oberburger, Norbèrto (Merano 1960-) Pesista italiano. Arrivato primo ai giochi del Mediterraneo nel 1983, ha vinto, primo dopo sessant'anni senza vittorie, l'oro nella categoria del 110 Kg alle Olimpiadi di Los Angeles del 1982.

Oberdàn, Guglièlmo (Trieste 1858-1882) Irredentista. Per sottrarsi al servizio militare austriaco, nel 1878 fuggì a Roma, quindi tornò a Trieste, sperando di attentare alla vita dell'imperatore Francesco Giuseppe. Arrestato, venne condannato a morte e impiccato nonostante una campagna mondiale per la clemenza.

Oberkassel (uomo di) Tipo umano che prende a modello due scheletri, uno di una donna giovane e l'altro di un uomo anziano, ritrovati nel 1914 a Obekassel, nei pressi di Bonn e che presentano caratteri associabili al tipo di Cro-Magnon e agli eschimesi.

Oberland Bernése Regione montuosa della Svizzera centro-settentrionale, estesa sul versante settentrionale delle Alpi Bernesi.

Oberman Romanzo di É. P. de Senancour (1804).

Oberon (astronomia) Satellite di Urano, scoperto nel 1787 da F. W. Herschel, con periodo orbitale di 13,46 giorni; il raggio di 400 km lo colloca in seconda posizione rispetto agli altri satelliti del pianeta, mentre la distanza di 586.000 km in quindicesima.

Oberon (opere) Opera romantica in un prologo e tre atti di C. M. von Weber, libretto di J. Planché (Londra, 1826).
Oberon
Opera di poesia di Ch. M. Wieland (1780).

Oberth, Hermann Julius (Hermannstadt 1894-Norimberga 1976) Ingegnere tedesco, di origine romena, fondatore dell'astronautica. Fu maestro di K. F. von Braun. Ideò e costruì un razzo a propulsione liquida e organizzò la base di Peenemünde. Dopo la guerra, passò negli Stati Uniti ove diede un contributo fondamentale alle ricerche dei combustibili per i razzi vettori delle prime navicelle astronautiche. Scrisse Uomini nello spazio (1954).

Oberto conte di San Bonifacio Opera in due atti di G. Verdi, libretto di A. Piazza (Milano, 1839).

obesità, sf. 1 Pinguedine eccessiva. ~ adiposità. 2 In medicina viene considerato come eccessivo un accumulo di tessuto adiposo, oltre il 20% rispetto al massimo costituzionale.
 lat. obesitas,-atis.
Obesità essenziale
Deriva da uno squilibrio tra alimentazione e consumo metabolico, spesso con origine psichica, e viene trattata con opportune diete.
Obesità secondaria
Può derivare da lesioni ipotalamiche, disfunzioni endocrine, diabete mellito e altre sindromi. Può diventare fattore di rischio per diabete mellito e patologie cardiovascolari o arteriosclerotiche.

obèso, agg. e sm. Che, o chi, è affetto da obesità. ~ grasso. <> scarno.
 agg. obese.

obi, sm. invar. Termine giapponese che indica una cintura, generalmente di seta, portata per tradizione legata dietro la schiena con un complesso nodo la cui forma e dimensione variano a seconda del sesso, dell'età e del rango.

òbice, sm. Cannone corto che spara granate.

obiettàre, v. tr. 1 Opporre. ~ contestare. <> concordare. 2 Fare obiezioni. <> assentire.
 v. tr. to object.

obiettivàre, v. tr. Documentare attraverso analisi chimiche specifiche.

obiettivazióne, sf. Oggettivizzazione.

obiettivìsmo, sm. Il modo di vedere le cose come sono in realtà, senza interpretazioni.

obiettività, sf. L'essere obiettivo.

obiettìvo, agg. e sm. agg. 1 Oggettivo. <> soggettivo. 2 Spassionato, disinteressato. ~ sereno. <> parziale. 3 Imparziale.
sm. 1 Sistema ottico in grado di fornire un'immagine reale di un determinato oggetto. 2 Bersaglio. ~ mira, (fig.) fine.
 agg. objective. sm. 1 (ottica) lens. 2 (mil.) objective.
È composto da una o più lenti (diottrico) o da uno o più specchi eventualmente associati a lenti (catadiottrico). Le caratteristiche ottiche che contraddistinguono gli obiettivi sono il rapporto tra il diametro della pupilla di ingresso e la distanza focale (apertura relativa), il rapporto tra il flusso luminoso uscente e quello entrante (fattore di trasparenza), l'angolo entro il quale le immagini risultano accettabilmente esenti da aberrazioni (angolo di campo), l'ingrandimento e il potere risolutivo. La luminosità di un obiettivo è determinata dalla sua apertura e dal fattore di trasmissione. Gli obiettivi sono utilizzati in strumenti ottici più complessi come il microscopio, il telescopio, il cannocchiale ecc.

obiètto, sm. Oggetto.

obiettóre, agg. e sm. 1 Che, o chi, obietta. 2 Chi, per motivi religiosi o di coscienza, si rifiuta di prestare servizio militare.
 sm. objector.
 lat. tardo obiector,-oris, deriv. da obiectus, p.p. di obicere opporre.

obiezióne, sf. Argomentazione contrapposta a un'affermazione di altri. ~ critica, opposizione.
 sf. objection.
 lat. obiectio,-onis, deriv. da obiectus, p.p. di obicere opporre.
Obiezione di coscienza
Il rifiuto di adempiere un'imposizione di una legge, sia essa dello stato, morale o religiosa, in quanto contraria ai propri principi. Secondo la legge promulgata nel 1972, l'obiezione di coscienza è ritenuta causa di giustificazione per richiedere di assolvere i propri doveri militari svolgendo un servizio civile sostitutivo (assistenza a malati e invalidi, recupero di beni ambientali, attività in comunità terapeutiche ecc.). Nel caso di personale medico o paramedico, l'obiezione di coscienza viene riconosciuta come giustificazione al rifiuto di attività connesse con l'interruzione volontaria della gravidanza.

òbito, sf. Morte.

obitòrio, sm. Camera mortuaria, dove vengono conservate le salme.
 sm. mortuary, morgue.

obituàrio, agg. e sm. Registro di un monastero o di una chiesa su cui, durante il medioevo, veniva annotato il nome di benefattori, abati, dignitari ecc. alla loro morte e l'ufficiatura anniversaria di fondatori, benefattori e simili.

oblast', sf. invar. 1 Nella Russia del periodo zarista, suddivisione amministrativa corrispondente al governatorato. 2 Nell'URSS del periodo successivo alla rivoluzione, suddivisione amministrativa che sostituì il governatorato.

oblatività, agg. Generosità d'animo.

oblàto, sm. Chi, pur non avendo preso i voti, fa parte di una congregazione religiosa.

oblatóre, sm. (f.-trìce.) 1 Chi estingue un reato mediante oblazione. 2 Chi fa un'offerta a scopo benefico.

oblazionàrio, sm. Nell'antichità (fino alla fine del medioevo), denominazione degli ecclesiastici a cui spettava l'incarico di raccogliere le offerte dei fedeli.

oblazióne, sf. 1 Offerta. ~ obolo. 2 Nella Messa, momento in cui il sacerdote offre il pane e il vino. 3 Pagamento di una multa al fine di evitare un processo. ~ multa.

obliàre, v. v. tr. Dimenticare.
v. rifl. Dimenticare se stessi.

oblìo, sm. Dimenticanza. ~ abbandono.

oblióso, agg. Dimentico. ~ immemore.

obliquaménte, avv. In senso obliquo.

obliquàre, v. v. tr. Dirigere in senso obliquo.
v. intr. Avanzare in direzione obliqua.

obliquità, sf. L'essere obliquo.
 lat. obliquitas,-atis.

oblìquo, agg. 1 Detto di rette o piani che, incontrandosi tra loro, formano un angolo non retto. ~ angolato. <> dritto. 2 Inclinato. i raggi obliqui del sole scaldavano poco. 3 Di cosa poco pulita, lineare. seguì strade oblique per fare carriera.
 agg. 1 oblique, slanting. 2 (fig.) devious.
 lat. obliquus.

obliteràre, v. tr. 1 Annullare con un timbro o con un'apposita macchina. <> convalidare. 2 Cancellare, o rendere illeggibile qualcosa. 3 Far dimenticare. : :l tempo ha il potere di obliterare certe consuetudini. 4 Ostruire, intasare
 v. tr. 1 to stamp. 2 (francobollo) to cancel.
 lat. obliterare, comp. da ob-+ deriv. da littera lettera.

obliteratóre, agg. (f.-trìce) 1 Macchina per la vidimazione o l'annullamento automatico.

obliterazióne, sf. L'obliterare.
 lat. oblitteratio,-onis, deriv. da oblitterare.

oblivióne, sf. Oblio. ~ dimenticanza.

oblò, sm. Il finestrino rotondo delle navi.
 sm. porthole.

Oblomov Romanzo di I. A. Goncarov (1859). Il protagonista del romanzo, Oblomov, possiede un'intelligenza acuta e una personalità degna, ma la sua inerzia gli fa sprecare inutilmente la sua vita. Se non fosse per l'amministrazione tenuta da un amico, manderebbe in rovina la sua proprietà. Rinuncia perfino a sposare la ragazza che ama, perché le nozze lo costringerebbero a un mutamento delle sue abitudini di vita. Oblomov è stato inizialmente interpretato come il simbolo della rovina dei possidenti russi, ma può anche essere considerato un tipo umano universale. Il termine oblomovismo viene spesso utilizzato per indicare l'apatia mentale.
Oblomov
Film commedia, russo (1979). Regia di Nikita Mikhalkov. Interpreti: Oleg Tabakov, Elena Solovej, Jurij Bogatyrev. Titolo originale: Neskolko dnei iz Jizni Oblomova

oblomovìsmo, sm. Termine con cui venne indicato l'atteggiamento insieme pratico ed etico di alcune sfere della società russa nel periodo antecedente all'abolizione della servitù della gleba. Deriva dal nome del protagonista del romanzo Oblomov.

oblùngo, agg. (pl. m.-ghi) Che ha forma più lunga che larga. ~ ellittico, ovale.
 agg. oblong.

obnubilaménto, sm. Annebbiamento, offuscamento.

obnubilàre, v. tr. Annebbiare, offuscare.

obnubilazióne, sf. Offuscamento, annebbiamento. ~ obnubilamento.

obnunziazióne, sf. Nella Roma repubblicana, il diritto che avevano pretori e consoli di opporsi alla convocazione di comizi dopo fenomeni atmosferici ritenuti di cattivo auspicio.

òboe, sm. Strumento musicale a fiato facente parte del gruppo dei legni.
 sm. oboe.

Oboe sommerso Opera di poesia di S. Quasimodo (1932).

oboìsta, sm. e sf. (pl.-i) Suonatore di oboe.

òbolo, sm. 1 Piccola offerta in denaro. ~ elemosina. 2 Moneta dell'antica Grecia.
 sm. small offering.
 lat. obolus, dal greco obolòs.

Òbolo di San Piètro Canone medievale che alcuni stati europei versavano allo Santa Sede in cambio della sua protezione. È detta anche denaro di San Pietro.

Obote, Apollo Milton (Akokoro 1924-) Politico ugandese. Fu primo ministro dal 1962 al 1975, e dal 1980 al 1985 fu eletto presidente della repubblica.

obovàto, agg. In botanica, di organo, in particolare di foglia, avente forma simile al profilo di un uovo con la punta rivolta verso il basso.

Obrazcov, Sergej V. (Selo Medvedkovo 1901-Mosca 1992) Burattinaio russo. Nel 1931 fondò il Teatro statale centrale dei fantocci, tra i più prestigiosi d'Europa.

Obraztzova, Elena (Leningrado 1940-) Cantante lirica russa. Famosa mezzosoprano, particolarmente efficace in ruoli operistici di grande temperamento, quali quelli del repertorio verdiano. Tra le interpretazioni memorabili, si cita la Carmen di G. Bizet.

Obrecht, Jacob (Breda 1450-Ferrara 1505) Compositore fiammingo. Autore di 27messe e circa 30 mottetti.

Obregón, Alvaro (Siquisida 1880-San Ángel 1928) Militare e politico messicano. Nel 1911 fece parte della rivoluzione contro P. Díaz. Dal 1920 al 1924 fu presidente dello stato e venne rieletto nel 1927. Morì assassinato.

obrettìzio => "orrettizio"

O'Brien, William Smith (Drumoland 1803-Penrhyn Arms 1864) Politico irlandese. Sebbene protestante, appoggiò l'emancipazione dei cattolici e nel 1847 fondò la Confederazione irlandese per il conseguimento dell'indipendenza nazionale.

obscina, sf. invar. Termine russo indicante un'antica comunità contadina che rappresentò una delle prime forme di vita sociale ed economica dei popoli slavi.

Observer (The) Giornale londinese che esce la domenica. Fondato nel 1791, è portavoce della tendenza tory progressista.

obsolescènte, agg. 1 Invecchiato. 2 In decadimento. 3 Inefficiente.

obsolescènza, sf. 1 Decadimento fisico. 2 Invecchiamento di attrezzature.

obsolèto, agg. 1 Disusato. ~ antiquato. <> attuale. 2 Di cose superate in efficienza. ~ dismesso. <> adottato.
 lat. obsoletus, p.p. di obsolescere perdere di pregio.

obtorto collo, loc. avv. Malvolentieri, contro voglia.

òc, sm. invar. Termine che, nel provenzale antico, significava sì.

OC Sigla di onde corte.

òca, sf. 1 Palmipede. 2 Ragazza sciocca o sbadata. ~ svampita.
 sf. 1 goose. 2 (fig., svampita) ninny.
Uccello acquatico appartenente alla famiglia degli Anatidi. Le specie di allevamento derivano dall'oca selvatica e sono allevate per il piumaggio e per la carne.
Oca selvatica
Uccello (Anser anser) della famiglia degli Anatidi e dell'ordine degli Anseriformi. Capostipite di molte razze di oche domestiche è lunga quasi un metro, possiede ali poderose e ampie, zampe robuste con dita collegate fra loro da una membrana, piumaggio folto di colore chiaro. Vive in Eurasia e nell'America settentrionale. Frequenta zone vicine a corsi d'acqua, si ciba di vegetali e ha una vita familiare molto unita: maschi e femmine costruiscono il nido, allevano i piccoli e quando arriva l'autunno si spostano in grandi gruppi in formazione a V.

Oca del Cairo, L' Dramma giocoso in un atto di W. A. Mozart, libretto di Varesco, ricomposto da D. Valeri (Salisburgo, 1936).

ocàggine, sf. L'essere sciocco, sbadato.

ocarìna, sf. Strumento a fiato fatto di terracotta, avente forma ovale.

O'Casey, Sean (Dublino 1880-Torquay 1964) Drammaturgo irlandese. Tra le opere L'aratro e le stelle (1926) e Rose rosse per me (1942).

OCC Sigla di Organizzazione per la Cooperazione Commerciale.

Occam, Guglielmo di => "Guglielmo di Occam"

occamìsmo, sm. Indirizzo di pensiero, contraddistinto dall'applicazione rigorosa ed estremizzata delle dottrine logiche e dei principi metodologici di Guglielmo di Occam, che nel XIV sec. si contrappose alle tradizionali correnti del pensiero medievale.

occasionàle, agg. 1 Che offre occasione. ~ saltuario. <> regolare, sistematico. 2 Che dipende da occasione. ~ casuale, fortuito, accidentale. quell'incontro occasionale segnò l'inizio di una lunga amicizia.
 agg. 1 chance. 2 (opportunità) opportunity. 3 (circostanza) occasion, occasional.

occasionalìsmo, sm. Dottrina sviluppata in particolare tra il 1660 e il 1670, che fa risalire a Dio, in quanto causa di tutte le cose, le sensazioni, la volontà e i sentimenti, che non sarebbero altro che le occasioni attraverso le quali Dio stesso attua la propria volontà. I principali esponenti furono A. Geulincx e A. Malebranche.

occasionalménte, avv. In modo occasionale.

occasionàre, v. tr. Dare occasione, provocare.

occasióne, sf. 1 Il verificarsi di circostanze che danno un'opportunità. ~ possibilità. non seppe approfittare di quella favorevole occasione. 2 Causa, pretesto. ogni incontro dava loro occasione di litigare. 3 Acquisto conveniente. l'acquisto dell'auto fu una vera occasione. 4 Circostanza, avvenimento. ~ eventualità.
 sf. 1 occasion. 2 (opportunità) opportunity. 3 (prezzo d'occasione) bargain.
 lat. occasio,-onis, deriv. da occasum.

Occasione di uccidere, L' Romanzo di H. von Doderer (1938).

Occasioni, Le Opera di poesia di E. Montale (1939).

occàso, sm. Occidente, tramonto.

Occhétto, Achìlle (Torino 1936-) Politico. Dal 1988 fu segretario nazionale del PCI e nel 1991 ne curò la trasformazione in PDS. Si dimise nel 1994.

occhiàccio, sm. Occhio che osserva con severità.

occhiàia, sf. 1 La cavità nella quale si trovano gli occhi. 2 Infossamento e macchia livida sotto gli occhi.
 sf. 1 eye socket. 2 (avere le occhiaie) to have shadows under one's eyes.

occhialàio, sm. Chi vende, fabbrica o ripara occhiali.

occhiàle, agg. Relativo all'occhio.
 lat. ocularis, deriv. da oculus occhio.

Occhiale, L' Saggio di T. Stigliani (1627).

occhialétto, sm. Lente sostenuta da un manico che si mette davanti all'occhio.

occhiàli, sm. pl. Lenti bloccate in una montatura usate per correggere difetti della vista o per protezione. I primi occhiali furono realizzati dal frate Alessandro dalla Spina (1270) e, sette anni dopo, da Salvino degli Armati a Firenze.
 sm. pl. 1 glasses. 2 (da sole) sunglasses. 3 (da sci) goggles.

Occhiali d'oro, Gli Romanzo di G. Bassani (1958).

Occhialìni, Giusèppe (Fossombrone 1907-Parigi 1993) Fisico. Professore di fisica all'università di Milano, compì importanti studi sui raggi cosmici e nel 1946, in collaborazione con C. F. Powell, scoprì il pione, particella subnucleare già prevista da H. Yukawa, grazie a una tecnica innovativa delle emulsioni nucleari. Ha studiato le camere di Wilson con le quali ha scoperto sciami di particelle e gli elettroni positivi. Dal 1958 fu socio dell'Accademia dei Lincei.

occhialìno, sm. Strumento ottico costituito da due lenti correttive o protettive applicate a una piccola montatura che si tiene in mano o si appoggia sul naso per mezzo di molle.

occhialóne, sm. Nome volgare del Pagellus bogaraveo, un pesce perciforme appartenente alla famiglia degli Sparidi.

occhialùto, agg. scherz. Che porta occhiali.

occhiàta, sf. 1 Sguardo rapido ma intenso e significativo. ~ guardata. con un'occhiata delle sue, impose un generale silenzio. 2 Scorsa rapida, rapida lettura. ~ rilettura. diede un'ultima occhiata al discorso scritto e poi andò. 3 Nome volgare (Oblada melanura) di un pesce della famiglia degli sparidi, comune nel Mediterraneo. Il nome deriva dai grandi occhi arrotondati.
 sf. 1 glance, look. 2 (dare un'occhiata) to have a look at.
 deriv. da occhio.

occhiàto, agg. Che presenta macchie più o meno regolari e simili a occhi.

occhiatùra, sf. La caratteristica di alcuni formaggi provvisti di buchi.

occhiazzùrro, agg. Che ha gli occhi azzurri.

occhicerùleo, agg. Che ha gli occhi azzurri, usato soprattutto in riferimento ad Atena.

occhieggiàre, v. v. tr. Guardare frequentemente e con intenzione.
v. intr. Apparire qua e là.
 v. intr. to peep out.

occhiellàia, sf. Che fa occhielli nei vestiti.

occhiellatrìce, sf. Macchina per fare occhielli.

occhiellatùra, sf. 1 Esecuzione di occhielli. 2 Insieme degli occhielli in un vestito.

occhièllo, sm. 1 Piccolo taglio orlato e rinforzato usato nei vestiti per infilarvi il bottone. ~ asola. era il fiore all'occhiello della ditta, era l'elemento rappresentativo di cui si andava fieri. 2 Foro orlato che serve da unione o chiusura. 3 Nel linguaggio giornalistico è la scritta che precede un titolo di giustezza e corpo inferiori. ~ mezzo titolo. 4 La pagina che precede il frontespizio dei libri.
 sm. 1 buttonhole. 2 (asola) eyelet.
 dimin. di occhio.

Occhièppo Inferióre Comune in provincia di Biella (4.194 ab., CAP 13055, TEL. 015).

Occhièppo Superióre Comune in provincia di Biella (2.812 ab., CAP 13056, TEL. 015).

occhièra, sf. Piccola coppa di forma ovalare che viene usata per bagnare gli occhi con soluzioni medicamentose.

occhiétto, sm. 1 Socchiudere l'occhio come cenno d'intesa. 2 In tipografia, occhiello.

òcchio, sm. 1 Organo in grado di trasformare in impulsi nervosi gli stimoli luminosi ricevuti e trasmetterli al cervello, provocando la visione. 2 Intuizione, accortezza. ~ fiuto. 3 Senso estetico.
 sm. 1 eye. 2 (a occhi chiusi) blindfold. 3 (escl.) careful! 4 (a occhio nudo) with the naked eye.
 lat. oculus.
È presente nei Vertebrati, negli Artropodi e nei Molluschi. Nell'uomo è un bulbo di forma pressoché sferica di circa 25 mm di diametro e protetto nella cavità orbitale. Il bulbo è racchiuso da un involucro formato da tre strati sovrapposti: la sclerotica (la più esterna che forma la cornea), la coroide e la retina. I raggi luminosi entrano attraverso la pupilla e attraversano i mezzi diottrici dell'occhio (cornea, umore acqueo, cristallino e corpo vitreo) subendo una serie di rifrazioni per focalizzarsi poi sulla retina, dalle cui cellule sensoriali si forma il nervo ottico. Il cristallino è in grado di variare il proprio raggio di curvatura perché sia possibile focalizzare sulla retina le immagini di oggetti posti a distanze diverse dall'occhio. L'immagine sulla retina è rovesciata e la sua persistenza permette di distinguere circa sedici immagini al secondo.
Occhio di falco
Varietà di quarzo nero bluastro con inclusioni di crocidolite di colore azzurro verde o azzurro indaco.
Occhio di gatto
Varietà di quarzo verde grigio o verde oliva con fini e fitte inclusioni di amianto di colore bianco giallo o bianco azzurro.
Occhio di tigre
Varietà di quarzo bruno con inclusioni di crocidolite di colore giallo oro perché impregnata di ossidi di ferro.

Occhio che uccide, L' Film poliziesco, britannico (1959). Regia di Michael Powell. Interpreti: Karlheinz Böhm, Moira Shearer, Anna Massey. Titolo originale: Peeping Tom

Occhiobèllo Comune in provincia di Rovigo (9.190 ab., CAP 45030, TEL. 0425).

occhiolìno, sm. Occhietto.
 sm. (fare l'occhiolino) to wink.

occhióne, sm. 1 Organo di traino, avente forma di anello, nel quale si introduce il gancio del veicolo trainante. Viene fissato al veicolo da rimorchiare. 2 Nome volgare del Burhinus oedicnemus, un uccello caradriforme di grosse dimensioni appartenente alla famiglia dei Burinidi. Ha grossi occhi giallo dorati.

occhiùto, agg. 1 Pieno di occhi o di macchie simili a occhi. 2 Che vede e spia dappertutto.

occidentàle, agg. e sm. agg. 1 Relativo all'occidente, posto a occidente. il confine occidentale era sguarnito. 2 Proprio dell'Europa, dei paesi capitalistici. mentalità, economia occidentale.
sm. Abitante dell'occidente.
 agg. west, western. sm. westerner.
 lat. occidentalis.

Occidentàle (Gambia) Divisione amministrativa (137.000 ab.) del Gambia, capoluogo Brikama.

Occidentàle (Ghana) Regione (1.375.000 ab.) del Ghana, al confine con la Costa d'Avorio. Capoluogo Sekondi-Takoradi.

Occidentàle (Kenya) Provincia (2.732.000 ab.) del Kenya, sul lago Vittoria. Capoluogo Kakamega.

Occidentàle (Sri Lanka) Provincia (4.442.000 ab.) dello Sri Lanka, capoluogo Colombo.

Occidentàle (Uganda) Provincia (1.427.000 ab.) dell'Uganda, capoluogo Butebe.

occidentalìsmo, sm. Atteggiamento di chi dà valore preminente alla civiltà occidentale.

occidentalìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Seguace dell'occidentalismo.

occidentalìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'occidentalismo.

occidentalizzàre, v. v. tr. Uniformare agli usi e costumi dell'occidente.
v. intr. Assumere gli aspetti tipici della civiltà occidentale.
v. rifl. Conformarsi agli usi occidentali.

occidentalizzazióne, sf. Tendenza ad assumere gli usi e costumi della civiltà occidentale.

occidènte, sm. 1 Una delle due intersezioni del circolo verticale, perpendicolare al meridiano astronomico, con l'orizzonte. 2 Uno dei quattro punti cardinali, che indica la zona di orizzonte dove tramonta il Sole. ~ ovest, ponente, tramonto. <> est, levante, oriente. 3 Regione geografica posta a occidente.
 sm. west.

Occidente Romanzo di F. Camon (1975).

occìduo, agg. Che è rivolto al tramonto.

Occimiàno Comune in provincia di Alessandria (1.415 ab., CAP 15040, TEL. 0142).

occipitàle, agg. Che compete all'occipite cioè alla regione posteriore del cranio.
Foro occipitale
Apertura nell'osso occipitale che mette in comunicazione il canale vertebrale con la cavità cranica. Muscolo occipitale
Il muscolo del capo che muove il cuoio capelluto all'indietro.
Osso occipitale
Osso piatto, impari e mediano del cranio, nella zona posteriore.

occìpite, sm. La regione posteriore e inferiore del cranio al di sopra del collo.
 sm. occiput, back of the head.

occipitoatlantoidèo, agg. Relativo all'occipite e all'atlante.

occipitodontoidèo, agg. Che si riferisce all'osso occipitale al dente dell'epistrofeo.
Legamenti occipitali
Fasci fibrosi che collegano il dente dell'epistrofeo al condilo occipitale e al bordo del foro dell'occipite.

occipitofrontàle, agg. e sm. Relativo al muscolo pellicciaio che ricopre la volta cranica ed è costituito dai due muscoli occipitali e dai due muscoli frontali separati da una parte centrale aponeurotica.

Occitània Denominazione medievale dei paesi di lingua d'oc.

occitànico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che si riferisce alla lingua d'oc. 2 Relativo all'antica Provenza.

occitàno, agg. e sm. Provenzale.

occlùdere, v. tr. Ostruire. ~ otturare, chiudere.
 v. tr. to block.
 lat. occludere, comp. da ob-+ claudere chiudere.

occlusióne, sf. Intoppo, ostruzione. ~ ingorgo, intasamento.
 sf. 1 obstruction, blockage. 2 (med.) occlusion.
 lat. scientifico occlusio,-onis, deriv. dal lat. occlusus, p.p. di occludere chiudere.
In meteorologia è la fase finale dell'evoluzione di un ciclone extratropicale nella quale il fronte freddo incontra il fronte caldo e dà origine a forti precipitazioni.
Occlusione intestinale
In medicina è il blocco del transito nel canale intestinale, causato da un ostacolo interno o esterno, o per paralisi della muscolatura dell'intestino. La sintomatologia comprende dolore addominale, vomito, alito fetido, disidratazione e richiede spesso l'intervento chirurgico per la rimozione dell'ostacolo.

occlusìvo, agg. 1 Prodotto mediante occlusione, relativo a un'occlusione. 2 In linguistica, di consonanti la cui pronuncia dura breve tempo e non può prolungarsi. consonanti occlusive, sono p, b, t, d, c.
 deriv. da occluso.

occlùso, agg. Ostruito.
 lat. occlusus, p.p. di occludere.

occorrènte, agg. e sm. agg. Che occorre, necessario. ~ basilare, fondamentale. <> secondario.
sm. Ciò che occorre, il necessario per compiere qualcosa. ~ indispensabile. <> inutile.
 agg. e sm. necessary.

occorrènza, sf. 1 Bisogno, necessità. 2 Occasione. ~ caso, evenienza.
 sf. need, necessity.

occórrere, v. intr. Bisognare, essere necessario. ~ servire.
 v. intr. to need.
 lat. occurrere venire incontro, comp. da ob-+ currere.

occultàbile, agg. Che si può occultare.

occultaménto, sm. L'occultare.

occultàre, v. v. tr. 1 Nascondere. ~ imboscare. <> esibire. occultarono il cadavere con grande ingenuità. 2 Impedire la conoscenza ad altri. occultò il delitto, senza lasciare prove.
v. rifl. Nascondersi. nonostante la confusione, i suoi tentativi di occultarsi andarono male.
 v. tr. to conceal, to hide.
 lat. occultare, deriv. da occultus, p.p. di occulere nascondere.

occultatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi occulta.

occultazióne, sf. Occultamento.
Fenomeno che consiste nella sovrapposizione del disco di un astro su quello di un altro, che risulta così oscurato. Molto comuni le occultazioni di stelle, pianeti e pianetini da parte della Luna. L'occultazione inizia con la copertura della stella da parte del disco lunare; può durare fino a cinquanta minuti e termina con la ricomparsa della stella dal bordo occidentale della Luna. Tale fenomeno è molto importante in quanto consente di aggiornare le tavole del moto lunare, attraverso la localizzazione precisa della Luna.

occultìsmo, sm. Il concetto di occultismo non è definibile in modo rigoroso: infatti, l'occultismo non è una teoria ma una credenza o atteggiamento di persone che credono nell'esistenza di entità e poteri non conoscibili attraverso metodi scientifici, ma controllabili da persone in possesso di particolari poteri. Nell'occultismo entrano e si mescolano credenze religiose e atteggiamenti psicologici. All'occultismo si è iniziati da chi è già occultista, tramite il rito segreto detto iniziazione. L'iniziato entra in possesso di conoscenze segrete e di poteri di dominio sulle forze che si agitano in natura. L'iniziato si identifica con tali forze e sa come evocarle e come servirsene. La forza evocata produce immediatamente l'effetto, senza che appaia un nesso tra la causa e l'effetto stesso. Il primo trattato sull'occultismo risale al XVI sec. con il De occulta philosophia (1510) di H. C. Agrippa. Benché una classificazione di questo tipo sia discutibile, nelle cosiddette "scienze occulte" si fanno comunemente rientrare la teosofia (conoscenza del divino per rivelazione diretta), l'antroposofia (dottrina teosofica professata da R. Steiner), la magia (serie di operazioni rituali destinate a ottenere certi risultati), la mantica (arte della divinazione), l'astrologia (studio delle influenze degli astri) e lo spiritismo (studio e pratica dei fenomeni paranormali). Il ricorso all'occultismo e il suo periodico rifiorire possono essere spiegati con varie motivazioni, tra cui: a) desiderio del singolo di sfruttare a proprio vantaggio le forze naturali, di prevedere il futuro, di vincere al gioco ecc.; b) difficoltà soggettiva di dare un senso all'esistenza o di trovare la propria strada nella vita, di stabilire legami con gli altri ecc.; c) incapacità della scienza di rendere ragione di tutti i fenomeni come, per esempio, delle guarigioni improvvise, dei miracoli ecc.; d) atteggiamento culturale di diffusa superstizione, che tende ad attribuire a cause soprannaturali alcuni fenomeni spiegabili naturalmente e razionalmente. Il terreno nel quale fioriscono le credenze occultiste alimenta facilmente la credulità e, poiché si tratta di aree nelle quali per definizione è esclusa la possibilità di verifica razionale delle affermazioni, è facile lo sconfinamento nell'imbroglio.

occultìsta, sm. e sf. Chi studia o pratica l'occultismo.

occultìstico, agg. (pl. m.-ci) Che concerne l'occultismo o gli occultisti.

occùlto, agg. 1 Nascosto, segreto. ~ celato. <> manifesto. 2 Occultismo.
 agg. 1 concealed, hidden. 2 (occultismo) occult.
 lat. occultus, p.p. di occulere.

occupànte, agg., sm. e sf. Che, o chi, occupa.

occupàre, v. v. tr. 1 Prendere possesso, impadronirsi. gli operai iniziarono a occupare le fabbriche per protesta contro le condizioni di lavoro. 2 Prendere alloggio. gli ospiti occuparono le stanze al primo piano. 3 Ingombrare uno spazio. ~ impegnare. <> liberare. 4 Tenere impegnato. cercavano di tenere occupato il nemico, per permettere una rapida ritirata dei mezzi.
v. intr. pron. Dedicare grande cura. si occupava degli studi a tempo pieno.
 v. tr. 1 to occupy. 2 (il tempo) to spend. 3 (ingombrare) to take up. v. intr. pron. 1 to work, to do. 2 (interessarsi) to be involved.
 lat. occupare, comp. da ob-+ capere prendere.

Occupati d'Amelia Commedia di G. Feydeau (1908).

occupàto, agg. 1 Che non è libero. 2 Intento, affaccendato. era troppo occupato a svolgere quel lavoro per darmi retta. 3 Impiegato in modo stabile in un lavoro.
 agg. 1 occupied. 2 (affaccendato) busy. 3 (telefono) engaged. 4 (posto) taken.
 p.p. di occupare.

occupatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, o chi, occupa.

occupazionàle, agg. Relativo all'occupazione.

occupazióne, sf. 1 Effetto dell'occupare. ~ stanziamento, installazione. 2 Lavoro, impiego. ~ mansione.
 sf. 1 occupation. 2 (lavoro) job.
 lat. occupatio,-onis.
In diritto civile è il modo d'acquisto della proprietà di cose mai possedute da privati o volontariamente abbandonate dal proprietario. In diritto internazionale è l'appropriazione, da parte di uno stato, di un territorio indipendente o appartenente a un altro stato.
L'occupazione di aziende industriali o agricole è il reato commesso da chi occupa un'azienda al fine di impedirne le normali attività o di impadronirsene (occupazione della terra). Spesso la questione dell'occupazione di aziende è in relazione al diritto di sciopero.
In economia è l'insieme di persone che svolgono attività lavorativa, in proprio o alle dipendenze di altri. Le diverse teorie economiche pongono in relazione l'occupazione con il mercato del lavoro motivando variamente la quota di popolazione non occupata, mentre la teoria keynesiana tratta il problema della piena occupazione, rifacendosi alla domanda ridotta come causa della disoccupazione e promuovendo l'intervento dello stato, sia come supporto agli investimenti privati, sia nell'investimento in opere pubbliche, per incrementare la domanda (J. M. Keynes, Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta, 1935).

Oceània Continenete costituito da un insieme frammentato di terre nella parte occidentale dell'oceano Pacifico. Occupa una superficie di 166 milioni di km2 e il 99% della sua estensione è rappresentato da Australia, Nuova Guinea e Nuova Zelanda.
La morfologia-L'Australia, interamente circondata dal mare, si affaccia a nord e a est sull'oceano Pacifico (che assume le denominazione di mare degli Arafura, mar dei Coralli e mar di Tasman) e a sud e a ovest sull'oceano Indiano. Le coste si estendono per oltre 19.000 km e presentano forme variegate, rettilinee e a falesia come nella Gran baia australiana a sud o frastagliate, ricche di isole come nella costa settentrionale; la costa orientale si affaccia sulla Gran barriera corallina (costituita dallo scheletro calcareo dei madreporari), che la separa per 2.500 km dall'oceano aperto. A ridosso della costa orientale si sviluppa da nord a sud la Gran Catena Divisoria, costituita da una serie di catene montuose (per un totale di oltre 3.000 km) che raggiungono l'altezza massima nel monte Kosciusko (2.228 m) nelle Alpi Australiane. Al centro del continente troviamo il gruppo dei monti Macdonnell (altezza massima 1.510 m) e dei monti Musgrave che sovrastano le sconfinate regioni che a est comprendono il bacino del fiume Murray e il Grande Bacino Artesiano. Il lago Eyre raggiunge la quota di massima depressione con i suoi 12 m sotto il livello del mare. Verso ovest invece si estendono vastissime aree desertiche, (Gran deserto sabbioso, deserto Gibson, Gran deserto Vittoria, Nullaerbor Plain) che si estendono fino ai rilievi a ridosso della costa occidentale. Infine a nord gli altipiani di Kimberley e di Arnhem chiudono verso l'interno altre vaste zone depresse. La Tasmania è costituita da un altopiano ricco di laghi e di fiumi (Derwent e Tamar). Il territorio della Nuova Guinea è prevalentemente montuoso ed è attraversato da sud-ovest a nord-est da un imponente successione di catene montuose (Catena Centrale, monti Bismarck, monti Owen Stanley) che comprendono molte cime che superano i 4.000 m (Sukarno, 5.029 m; Daam, 4.922 m; Trikora, 4.750 m); più a nord, separati da profonde valli, si collocano rilievi di minore elevazione, paralleli alla costa. La parte meridionale è occupata da ampi altipiani calcarei e da una vastissima pianura alluvionale, coperta di foreste e percorsa da vari corsi d'acqua. Il territorio della Nuova Zelanda è formato da due isole principali (isola del Nord e isola del Sud), divise dallo stretto di Cook, largo appena 26 km, e da molte isole minori. L'isola del Nord è prevalentemente montuosa, con coste frastagliate, particolarmente nella penisola di Auckland, saldata al resto dell'isola dal sottile istmo omonimo, su cui è sorta la principale città della Nuova Zelanda, Auckland. Al centro dell'isola del Nord, tutt'attorno al bacino del lago Taupo, si allarga un altopiano sui 400-600 m, da cui si elevano numerosi coni vulcanici: il Ruapehu (2.797 m, la cima più alta dell'isola del Nord), il Ngauruhoe (2.291 m) e l'Egmont (2.518 m). Diffusissime sono le manifestazioni di vulcanesismo secondario (fumarole, solfatare, geyser e sorgenti termali). L'isola del Sud ha forma rettangolare, disposta in direzione nord-est sud-ovest, percorsa dalle Alpi Neozelandesi meridionali, particolarmente elevate nella sezione centrale, con numerose vette oltre i 3.000 m (monte Cook, 3.764 m). Il versante occidentale scende a picco sul mare, determinando l'aspetto roccioso e impervio della costa, tuttora selvaggia e generalmente disabitata; il versante orientale degrada dolcemente verso le pianure di Canterbury e del Southland, occupate da ampi pascoli e da terreni coltivati. Numerosi sono gli arcipelaghi minori, di origine vulcanica, tuttora ricchi di fenomeni pseudovulcanici: le Auckland, le Campbell e le Kermadec. Le isole minori dell'Oceania sono spesso d'origine vulcanica (Mauna Kea, 4.205 m, nelle Hawaii) o sono formate da costruzioni coralline giacenti sulla sommità di vulcani inattivi (atolli).
L'idrografia L'Australia è estremamente povera di acque e i fiumi sono per la maggior parte più simili a torrenti. Il fiume principale è il Murray-Darling (2.500 km) nell'area sudorientale. Il principale lago è l'Eyre (da 2.000 a 14.000 km2 a seconda dei periodi dell'anno). Il sottosuolo è invece molto ricco d'acqua (Gran Bacino Artesiano) e l'acqua salina che viene estratta è utilizzata con profitto nell'allevamento. I fiumi principali sono, a nord delle catene montuose, il Sepik e il Ramu, a sud il Fly, il Kikori e il Purari; molto ricchi d'acqua per le abbondanti piogge, sono navigabili per lunghi tratti e rappresentano spesso le sole vie di comunicazione verso l'interno. In Nuova Zelanda i fiumi più importanti sono nell'isola del Nord il Waikato, emissario del lago Taupo e tributario del mar di Tasman, e il Wanganui che sfocia nello stretto di Cook. Nell'isola del Sud i fiumi principali scendono all'oceano Pacifico; tra questi spiccano il Clutha (322 km) e il Waitaki (209 km). Numerosi sono anche i bacini lacustri, tipicamente di origine vulcanica nell'isola del Nord (Taupo) e di origine glaciale nell'isola del Sud (Te Anau, Tekapo, Pukaki e Ohau).
Il clima Il clima dell'Australia è prevalentemente desertico, comunque sempre molto arido. Solo lungo la costa orientale le precipitazioni sono abbondanti (clima oceanico) e lungo la costa sudoccidentale sono concentrate prevalentemente in inverno (clima temperato). L'escursione termica annuale e diurna cresce a mano a mano che dalla costa ci si spinge all'interno. In Nuova Guinea il clima è tropicale, con piogge molto copiose che favoriscono una densissima vegetazione forestale, mentre in Nuova Zelanda è in generale temperato oceanico, più freddo nel sud; i venti occidentali apportano consistenti precipitazioni durante tutto l'anno, soprattutto sui versanti esposti a ovest.
La popolazione In Nuova Guinea la popolazione si concentra prevalentemente sulla costa, dove sorgono le pochissime città di qualche rilievo, come Port Moresby, la capitale, sulla costa meridionale, Lae e Madang su quella orientale. L'Australia ha una densità di circa due abitanti per km2; quasi tutta la popolazione vive in aree urbane ed è quasi interamente di origine anglosassone. L'immigrazione è rigidamente controllata e rappresenta solo un quinto degli abitanti. Circa 200.000 aborigeni abitano le zone meno popolate del paese. Capitale della Confederazione australiana, nonché capoluogo dell'Australian Capital Territory è Canberra (circa 300.000 ab.), costruita fra il 1913 e il 1927 e sorta con funzioni di centro politico e amministrativo del paese. Le due città più popolose sono Sydney (3.650.000 ab.), massimo centro economico e culturale del paese e Melbourne (3.000.000 ab.), importante porto e centro industriale. Altre città sono Brisbane nel Queensland, Adelaide nell'Australia meridionale, Perth nell'Australia occidentale e Newcastle (vicina a Sydney nel Nuovo Galles del sud). Capoluogo della Tasmania è Hobart. La popolazione della Nuova Zelanda si addensa nelle aree costiere, mentre vaste aree dell'interno sono pressoché disabitate. La capitale è Wellington, centro amministrativo, finanziario e culturale del paese. Auckland è invece il più popoloso agglomerato urbano della Nuova Zelanda, massimo scalo marittimo e sede delle principali industrie e attività economiche. Altre città sono Christchurch, centro agricolo e sede delle industrie legate all'allevamento, Dunedin, centro commerciale, e inoltre Manakau, Hamilton, Invercargill e Nelson.
L'economia In Australia l'agricoltura e la zootecnia sono praticate in maniera intensiva. Colture principali sono il frumento e altri cereali destinati all'allevamento del bestiame. Diffuse l'orticoltura, la frutticoltura e la canna da zucchero. L'allevamento è certamente una delle risorse principali dell'economia australiana, in particolare quello tradizionale ovino (l'Australia è il principale produttore di lana nel mondo). In fase di sviluppo anche l'allevamento bovino, quello suino e degli animali da cortile; ovviamente molto attive le industrie connesse all'allevamento (latticini, carne, pellame). Discreto lo sfruttamento delle foreste (eucalipto). Il sottosuolo è ricco di risorse minerarie. Si estraggono tungsteno, molibdeno, zirconio, tantalio, bauxite, oro, stagno, ferro, piombo, zinco, rame ecc. Persino l'uranio e il platino sono presenti. L'industria è invece ben sviluppata nei settori alimentare, siderurgico, metallurgico, chimico, petrolchimico, meccanico e tessile. L'economia della Nuova Guinea, nonostante un ricco patrimonio minerario e notevoli potenzialità idroelettriche e forestali, rimane largamente dipendente dagli investimenti esteri, specie dall'Australia, e dalla presenza di numerosissime società straniere. Ben il 71% della popolazione attiva è occupata nell'agricoltura, prettamente orientata a coltivazioni per uso locale; si coltivano cereali (riso, mais, sorgo) patate dolci, manioca e banane, mentre le colture commerciali, relativamente poco praticate, annoverano caffè, cacao, cocco, caucciù, arachidi e tè. Le risorse forestali sono ingentissime, ma poco sfruttate. Modesto l'allevamento, limitato ai suini. Registra invece un discreto incremento la pesca. Rilevanti sono le ricchezze minerarie: rame, oro, argento, platino petrolio. Le industrie sono quasi esclusivamente dedite alla lavorazione dei prodotti locali: produzione di olio di palma, complessi alimentari, tessili, cartiere, manifatture di tabacchi, lavorazione del legno e produzione di materiali da costruzione. La Nuova Zelanda basa tradizionalmente la propria prosperità sull'allevamento del bestiame e sulle connesse attività industriali, quali la conservazione delle carni, la produzione e la lavorazione del latte, la concia delle pelli, e la lavorazione della lana. Massimamente diffuso è l'allevamento degli ovini, per i quali la Nuova Zelanda è al quarto posto nel mondo; discreto l'allevamento di bovini. L'agricoltura ha un ruolo di supporto all'allevamento, con la copiosa produzione di foraggi. Le colture più diffuse sono quelle cerealicole, specie quelle di frumento, orzo e mais; una certa importanza hanno anche i prodotti ortofrutticoli (patate, pomodori, kiwi, mele, uva). Fra le colture industriali si annoverano il tabacco e il Phormium tenax, la cosiddetta canapa della Nuova Zelanda, rinomata per la robustezza delle sue fibre, particolarmente adatte alla fabbricazione di corde. Le foreste forniscono buone quantità di legname, lavorato internamente. Numerose sono anche le aree a rimboschimento artificiale, con conifere a crescita rapida, provenienti dall'emisfero settentrionale, che alimentano l'industria della carta. La pesca, che ha registrato in questi ultimi anni una crescente espansione, è praticata soprattutto lungo le coste orientali. Discreta è la disponibilità di minerali energetici: carbone, lignite, gas naturale e petrolio. Si estraggono inoltre quantitativi molto modesti di oro (in declino), argento, ferro, minerali di ferro, bentonite; una certa importanza hanno le saline del lago Grassmer presso Blenheim. Ingenti sono le possibilità idriche in particolare nell'isola del Sud, che permettono di coprire i tre quarti del fabbisogno energetico. Le industrie riguardano prevalentemente la lavorazione e la trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici. L'industria di base è relativamente modesta, ma è in atto un certo sforzo di potenziamento degli impianti; sono operativi complessi di raffinazione del petrolio, siderurgici e metallurgici.
STORIA Parzialmente occupata dalle popolazioni cosiddette australoidi, le cui tracce di attività risalgono a più di 40.000 anni fa, il continente australiano attira, a partire dal XVII sec., i navigatori olandesi e inglesi: A. J. Tasman effettua la circumnavigazione dell'Australia e scopre la Tasmania (1642-1644); l'esplorazione periferica viene effettuata da Bougainville (1768) e Cook (1770). Nel 1788 lo sbarco dei primi convitti inglesi a Port Jackson (Sydney) costituisce il nucleo della colonia del Nuovo Galles del sud. Nel 1809 il governatore Lachlan Macquarie introduce in Australia il montone merinos e prosegue nell'esplorazione del continente. Fra il 1823 e il 1859 in Australia vengono create successivamente sei colonie (di fatto stati) e in ciascuna colonia sono nominati governi responsabili di fronte ai parlamenti. Nel 1840 inizia la colonizzazione della Nuova Zelanda. La via dell'oro accelera l'immigrazione inglese, vengono sviluppati il sistema ferroviario e l'esportazione del frumento. Alla fine del secolo continua lo sviluppo economico e contemporaneamente si forma un sindacalismo ben strutturato. Il 1° gennaio 1901 viene ufficialmente proclamato il Commonwealth d'Australia e il paese partecipa attivamente alle due guerre mondiali a fianco degli alleati. Dopo il 1945, divenuta una nazione dotata di un'industria potente e moderna, l'Australia si conferma come l'alleata privilegiata degli Stati Uniti nella zona del Pacifico. Nel 1951 Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti stipulano il trattato di cooperazione militare di Anzus e gli Stati Uniti annettono le Hawaii come cinquantesimo stato. Negli anni '60-'70 nascono una serie di piccoli stati indipendenti (Figi, Tonga, Salomone ecc.) legati economicamente alla Gran Bretagna e all'Australia.

oceaniàno, agg. e sm. agg. Relativo all'Oceania e ai suoi abitanti.
sm. Abitante o nativo dell'Oceania.

oceànico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che concerne l'oceano. 2 Immenso.
 lat. tardo oceanicus.

oceanìna, agg. e sf. Personalizzazione delle fonti e delle sorgenti nella mitologia classica.

Oceanìne Personaggi mitologici, ninfe del mare figlie di Oceano e Teti, anche dette Oceanidi.

ocèano, sm. 1 La massa d'acqua che circonda e separa i continenti. 2 Quantità immensa.
 sm. ocean.

Ocèano Personaggio mitologico, titano e dio primigenio del mare, figlio di Urano e di Gea. È la personificazione di un immenso fiume che avvolgeva la Terra e che era fonte di tutte le acque. Da Teti ebbe le Oceanine.

oceanografìa, sf. La scienza che studia il mare nei suoi aspetti fisici e biologici.

oceanogràfico, agg. (pl. m.-ci) Che attiene all'oceanografia.

oceanògrafo, sm. Studioso di oceanografia.

ocèllo, sm. 1 Macchia rotonda attorniata da una zona chiara presente sulla livrea di Uccelli, sul mantello di Mammiferi e sulle ali di farfalle. 2 Occhio semplice di Artropodi. <> occhio composto. 3 Struttura fotosensibile, formata da una cellula pigmentata e da una sensoriale, presente nello spessore del midollo spinale di alcuni invertebrati.

ocellòtto, sm. Mammifero (Felis pardalis) della famiglia dei Felidi e dell'ordine dei Carnivori, anche detto ozelot o ocelot. Con corpo snello e robusto, pelliccia maculata, capo rotondo, è un assiduo cacciatore e un abile nuotatore. Ha abitudini tipiche di predatore notturno. Vive in America centrale e meridionale.

Ochìno, Bernardìno (Siena 1487-Slavkov 1564) Ecclesiastico. Fattosi monaco dei minori osservanti, si fece cappuccino e fu generale dell'ordine dal 1538 al 1542, quando lasciò la fede cattolica e si trasferì a Ginevra presso Calvino. Dal 1542 al 1545 fu ministro della comunità italiana riformata a Ginevra e nel 1547 andò a Londra, per tornare in Svizzera con l'ascesa al trono di Maria Tudor (1553). Fu perseguitato anche dai protestanti e dovette fuggire in Polonia, da dove fu espulso dai cattolici. Si rifugiò allora in Moravia, dove morì di peste. Le opere principali sono Dialoghi VII (1542), Labirinti del libero o servo arbitrio (1561), Dialoghi XXX (1563).

Ochlopkov, Nikolaj P. (Irkutsk 1900-Mosca 1967) Regista cinematografico russo. Diresse La vita degli entusiasti (1930) e interpretò Alessandro Nevskij (1938).

Ochoa, Severo (Luarca 1905-Madrid 1993) Medico spagnolo. Compì importanti studi sugli acidi nucleici e nel 1959, con A. Kornberg, fu insignito del premio Nobel.

ochrana, sf. invar. Polizia politica segreta fondata nel 1881 nella Russia imperiale. Venne abolita con la rivoluzione del 1917.

OCI Sigla di Organizzazione della Conferenza Islamica, un'organizzazione nata nel 1971 per proteggere i diritti nazionali e l'indipendenza dei popoli islamici e per incoraggiare la solidarietà tra paesi musulmani. All'OCI appartengono cinquantadue membri tra cui OLP, Afghanistan, Egitto, Giordania, Iran, Iraq, Marocco, Siria, Tunisia e Turchia.

Ocipòdidi Famiglia di Crostacei Decapodi brachiuri diffusi sulle sponde sabbiose dei mari caldi e temperati a cui appartengono granchi scavatori muniti di robuste chele asimmetriche e di un carapace quadrangolare.

Ockeghem, Johannes (Fiandra orientale ca. 1428-Tours ca. 1495) Compositore fiammingo. Tra le opere diecimesse e Deo gratias a trentasei voci.

oclocrazìa, sf. Termine spregiativo che indica il predominio politico della massa.
 comp. dal greco óchlos folla + krátos forza.

oclologìa, sf. Studio della psicologia delle folle.

Ocnàcee Famiglia di piante tropicali per lo più arbustacee e arboree appartenenti all'ordine delle Guttiferali.

O'Connel, Daniel (Cahirciveen 1775-Genova 1847) Politico irlandese. Cattolico di orientamento liberale, fondò nel 1823 la Catholic Association e fu deputato al parlamento inglese, riuscendo a ottenere per i cattolici l'uguaglianza politica e civile e il libero accesso alle cariche statali (Catholic Relief Bill, 1829). Dopo il ritorno al potere dei conservatori si schierò a favore dell'indipendenza e autonomia dell'Irlanda dall'Inghilterra, fondando la Loyal National repeal Association (1840).

O'Connor, Flannery (Savannah, Georgia 1925-Milledgeville, Georgia 1964) Scrittrice statunitense. Tra le opere Il cielo è dei violenti (1960).

Ocotepeque Dipartimento (77.000 ab.) dell'Honduras, al confine tra Guatemala ed El Salvador. Capoluogo Nueva Ocotepeque.

ocotòna, sm. (pl.-i) Genere di Roditori duplicidentati di aspetti simile a quello delle cavie.

Ocotònidi Famiglia di Mammiferi lagomorfi comprendente il solo genere ocotona.

OCR Sigla di Optical Character Reader (lettore ottico di caratteri).

òcra, sf. 1 Minerale usato come colorante. 2 Colore giallo tendente al rosso.
 sf. ochre.
Le proprietà dell'ocra furono sfruttate dall'uomo, già dai tempi antichi per colorare le raffigurazioni di cavalli, bisonti ecc. che decoravano le pareti di alcune grotte adibite a riti magici. Nel Paleolitico superiore, in Europa i morti venivano cosparsi di ocra rossa prima della sepoltura e intorno al cadavere si spargeva altra ocra rossa che aveva il significato simbolico di forza vitale. Quest'usanza cessò nel periodo Neolitico e si diffuse nell'Eneolitico dell'Europa orientale (cultura del Kuban).

ocràceo, agg. 1 Di colore simile a quello dell'ocra. 2 Che ha aspetto simile all'ocra. 3 Che contiene ocra.

Òcre Comune in provincia di L'Aquila (984 ab., CAP 67040, TEL. 0862).

òcrea, sf. Guaina posta alla base del picciolo delle foglie di alcune poligonacee che fascia completamente il fusto.

Òcrida Lago (367 km2) della Penisola Balcanica, al confine tra la repubblica di Macedonia e l'Albania.

ocronòsi, sf. Rara affezione che si manifesta con una pigmentazione ocracea o bruna di sclere, tendini, cartilagini e di alcune zone cutanee.

OCSE Sigla dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Fu istituita nel 1960 in sostituzione dell'OECE ed entrò in vigore nel 1961, con sede a Parigi. Vi partecipano, oltre ai Paesi dell'Europa occidentale, Stati Uniti d'America, Giappone, Canada, Australia e Nuova Zelanda. L'organizzazione ha lo scopo di favorire lo sviluppo economico, il commercio internazionale tra i Paesi membri e la stabilità finanziaria.

octaetèride, sf. Ciclo cronologico adottato dai greci per approssimare meglio l'anno lunare con quello solare. Era costituito da otto anni, cinque di dodici mesi lunari e tre (il terzo, il sesto e l'ottavo) di tredici per un totale di 2.922 giorni.

octàstilo, agg. Relativo a un edificio, in particolare a un tempio, che ha otto colonne sulla facciata.

Octodòntidi Famiglia di Mammiferi Roditori sudamericani simili alle cavie caratterizzati dalla presenza sulla corona dei molari di una piega a forma di 8. Hanno una lunga coda che termina in un ciuffo e per questo sono denominati anche ratti trombetta.

octodràmma, sm. (pl.-i) Antica moneta di valore pari a otto dramme.

octopus, sm. invar. Genere di Mammiferi Cefalopodi a cui appartiene il polpo comune.

oculàre, agg. e sm. agg. 1 Relativo all'occhio. bulbo oculare. 2 Di testimone che ha visto un fatto.
sm. La lente di un apparecchio ottico. l'oculare del microscopio si era sporcato.
 agg. eye, ocular.
 lat. ocularis, deriv. da oculus occhio.

oculatézza, sf. L'essere oculato. ~ attenzione. <> avventatezza.

oculàto, agg. 1 Avveduto, cauto. ~ accorto. <> avventato. 2 Frutto di cautela e prudenza. ~ ponderato. <> affrettato.
 agg. 1 prudent, cautious. 2 (saggio) shrewd.
 lat. oculatus che vede, deriv. da oculus.

oculifórme, agg. Che ha la forma di un occhio.

oculìsta, sm. e sf. Specialista delle malattie dell'occhio. ~ oftalmologo.
 sm. e sf. ophthalmologist, oculist.

oculìstica, sf. Parte della medicina che tratta le malattie dell'occhio.

oculìstico, agg. (pl. m.-ci) Che attiene l'oculistica o gli oculisti. ~ oftalmico.

oculocardìaco, agg. (pl. m.-ci) Nella locuzione riflesso oculocardiaco che indica il rallentamento della frequenza cardiaca accompagnato da diminuzione della pressione arteriosa che si ottiene comprimendo per almeno 30 sec i bulbi oculari.

oculogìro, agg. Che fa girare gli occhi.
Crisi oculogira
Crisi nervosa che dipende dai centri extrapiramidali e consiste nella rotazione degli occhi verso l'alto o verso un lato accompagnata a volte da un'omologa rotazione del capo.

oculomotóre, agg. Termine anatomico che designa i nervi e i muscoli che sono finalizzati ai movimenti dell'occhio.

oculomozióne, sf. La motilità dell'occhio.

oculos habent et non videbunt, loc. avv. Espressione latina che significa "hanno gli occhi ma non vedranno" tratta dal Salmo 135. Indica chi non riesce a vedere una verità incontrovertibile.
Relativo a un viaggio, alla sua descrizione scritta, ai mezzi usati e all'itinerario seguito.

Odaléngo Grànde Comune in provincia di Alessandria (524 ab., CAP 15020, TEL. 0142).

Odaléngo Pìccolo Comune in provincia di Alessandria (280 ab., CAP 15020, TEL. 0141).

odalìsca, sf. Termine turco che significa "cameriera". Anticamente era la schiava a cui era affidato il compito di servire in tavola e il ruolo di cameriera delle signore. Gli europei la definirono come la concubina del pascià o del sultano, in quanto a volte questi convivevano con le loro odalische, cosa consentita dalla legge e dalla religione. In questo caso, le odalische, con la nascita dei figli considerati legittimi, ricevevano i titoli di signora o di favorita e nel caso che un loro figlio fosse diventato sultano, prendevano il nome di sultana madre.
 franc. odalisque, dal turco odalik.

Oddóne (860 ca.-La Fère 898) Conte di Parigi e re di Francia dall'888, durante la giovinezza di Carlo III il Semplice. Nell'897 riconobbe spontaneamente quest'ultimo come suo successore.

Oddóne di Cluny (Maine 879?-Saint-Julien-de-Tours 942) Santo, abate di Cluny e riformatore del monastero secondo una linea di spiritualità contemplativa.

òde, sf. Componimento lirico classico che esprime argomenti vari in tono elevato. ~ canto, inno.
 sf. ode.

Odense Città (182.000 ab.) della Danimarca, sull'isola di Fionia. Capoluogo della contea di Fionia.

Odenwald Regione montuosa della Germania, nel Baden-Württemberg della Baviera e dell'Assia, estesa fra il Reno e le valli del Meno e del Neckar.

odèon, sm. Piccolo teatro per concerti nella Grecia antica.

Oder Fiume (912 km) dell'Europa centrale. Nasce nella Repubblica Ceca dai monti di Oder e sfocia nella laguna di Stettino, nel mar Baltico. Attraversa la Moravia settentrionale, penetra in territorio polacco, percorre la Slesia e segna, per un breve tratto il confine con la Germania. Un sistema di canali lo collega alla Vistola e all'Elba. Principali affluenti sono la Nysa e la Warta. Bagna le città di Francoforte sull'Oder e Breslavia.

oderint dum metuant, loc. avv. Espressione latina del tragediografo Accio che significa "mi odino pure purché mi temano". Indica l'atteggiamento di chi antepone il desiderio di dominare al consenso dei sudditi.

Oderìsi da Gùbbio (sec. XIII) Miniatore. Dal 1268 al 1270 lavorò a Bologna. È ricordato da Dante.

Odèrzo Comune in provincia di Treviso (16.632 ab., CAP 31046, TEL. 0422). Centro agricolo (coltivazione di viti, tabacco e cereali) e industriale (mobilifici, prodotti alimentari e della lavorazione del tabacco). Vi si trova il duomo, costruito tra il XIV e il XV sec. Gli abitanti sono detti Opitergini.

Odessa Città (1.115.000 ab.) dell'Ucraina e capoluogo della provincia omonima (2.642.000 ab.). È il principale porto commerciale sul mar Nero, con un'importante base militare. Le principali risorse economiche sono costituite dalle industrie chimiche, meccaniche, metallurgiche, alimentari, petrolifere e cantieristiche. È un importante centro culturale. Fu fondata da coloni greci e passò poi ai mongoli, al granducato di Lituania, ai turchi, per essere infine annessa (1791) alla Russia. Nel 1905 fu teatro della rivolta popolare appoggiata dall'equipaggio ammutinato della corazzata Potemkin.

Odets, Clifford (Filadelfia 1906-Los Angeles 1963) Drammaturgo. Tra le opere Svegliati e canta (1935) e La ragazza di campagna (1950).

OdG Sigla di Ordine del Giorno.

Odi Opera di poesia di U. Foscolo (1803).
Odi
Opera di poesia di Q. Orazio Flacco (30-14 a. C.).
Odi
Opera di poesia di J. Keats (1820-1821).
Odi
Opera di poesia di P. de Ronsard (1550).
Odi
Opera di poesia di M. V. Lomonosov (1751-1757).
Odi
Opera di poesia di G. Parini (1757-1796).

Odi barbare Opera di poesia di G. Carducci (1877-1879).

Odi e ballate Opera di poesia di V. Hugo (1826).

odiàbile, agg. Che può essere odiato.

odiàre, v. v. tr. 1 Provare odio. ~ esecrare. <> stimare, apprezzare. 2 Nutrire avversione, avere antipatia. ~ detestare. <> amare.
v. rifl. Nutrire reciproci sentimenti di odio.
 v. tr. to detest, to hate.
 deriv. da odio.

Odienné Dipartimento (123.000 ab.) della Costa d'Avorio nordoccidentale. Capoluogo la città omonima.

odièrno, agg. 1 Di oggi. ~ attuale. <> antico. 2 Del tempo d'oggi. ~ presente, moderno. <> vecchio, antiquato.
 agg. 1 of today, today's. 2 (tempo d'oggi) present.
 lat. hodiernus, deriv. da hodie oggi.

Odìno Divinità nordica, principe delle divinità nuove degli Asi. Come dio della guerra comandava le Valchirie e i guerrieri Einherjar, la sua scorta. La sua fine era già segnata dal fato: al crepuscolo degli dei sarebbe stato divorato dal lupo Fenrir.

odinofagìa, sf. Difficoltà dolorosa nel deglutire cibi solidi o liquidi.

òdio, sm. 1 Intensa avversione. ~ antipatia. <> simpatia. aveva solo parole d'odio nei suoi confronti. 2 Intolleranza, insofferenza. ~ fastidio. <> trasporto. il suo odio per la mondanità era noto.
 sm. hate, hatred.
 lat. odium.

Odio e pentimento Dramma di A. von Kotzebue (1789).

Odio implacabile Film drammatico, americano (1947). Regia di Edward Dmytryk. Interpreti: Robert Young, Robert Ryan, Robert Mitchum. Titolo originale: Crossfire

odiosaménte, avv. In modo odioso.

odiosità, sf. 1 L'essere odioso. 2 Atto o comportamento odioso.

odióso, agg. 1 Che suscita odio. ~ inviso, detestabile. <> ben visto. 2 Sgradevole, antipatico. ~ insopportabile. <> gradevole.
 agg. odious, hateful.
 lat. odiosus.

odissèa, sf. Serie di vicissitudini dolorose. ~ peripezia.
 sf. odyssey.

Odissea Poema epico in XXIV canti di Omero (IX-VIII a. C.). L'opera narra il lungo e difficile viaggio di ritorno dell'eroe greco Ulisse o Odisseo verso Itaca dopo la fine della guerra di Troia. A questo soggetto principale si affiancano i viaggi di Telemaco alla ricerca del padre (canti I-IV) e la vendetta di Ulisse sui Proci (canti XXI-XXII).
Dopo un assedio di dieci anni, la città di Troia è stata conquistata e incendiata dai greci, mentre gli abitanti sono stati deportati come schiavi (tranne pochi che riusciranno a mettersi in salvo, secondo quanto stabilito dal Fato, come Enea, col padre Anchise e il figlioletto Ascanio). Nella guerra sono caduti valorosi combattenti da entrambi i fronti: i troiani Ettore, Sarpedonte, Pandaro, il tracio Reso accorso in aiuto di Troia; i greci Achille, Patroclo. Tutti i combattenti greci hanno fatto ritorno in patria dopo la distruzione di Troia.
Solo Ulisse viene trattenuto dalla ninfa Calipso nell'isola di Ogigia. Il dio Poseidone è adirato contro di lui perché ha accecato il figlio Polifemo. Gli altri dei si pronunciano a favore del ritorno di Ulisse. Telemaco, consigliato da Atena, si reca a Pilo e poi a Sparta e viene a sapere la verità da Menelao. Finalmente Ulisse può partire. La zattera da lui costruita si arena sull'isola dei Feaci, Scheria. Naufrago, Ulisse incontra la figlia del re Alcinoo, Nausicaa. Accolto con tutti gli onori, ottiene dal re la promessa di una nave per poter tornare in patria. Durante la cena in suo onore, l'aedo Demodoco canta la storia della presa di Troia con lo stratagemma del cavallo di legno. Tradito dalle lacrime, Ulisse deve rivelare la sua vera identità ed è invitato a narrare le sue peregrinazioni dalla fine della guerra fino all'arrivo nell'isola dei Feaci. Il racconto delle vicende di Ulisse occupa ben 6 canti (VII-XII). Ulisse racconta del paese dei lotofagi, che si nutrono del fiore di loto; dei ciclopi e della brutta avventura con Polifemo; del paese dei lestrigoni, mangiatori di uomini; di Circe e delle sue magie; del paese dei cimmeri, dove l'eroe è sceso nell'oltretomba e ha conosciuto il futuro; del pericolo delle sirene; di Scilla e Cariddi; infine dell'approdo nell'isola di Calipso, tappa precedente all'arrivo nell'isola dei Feaci.
Con la nave messa a disposizione dai Feaci, Ulisse sbarca finalmente a Itaca e, travestito da mendicante, si reca dal vecchio pastore Eumeo; lungo il cammino viene riconosciuto dal vecchio cane Argo che muore per la gioia. Da Eumeo ottiene accoglienza e notizie sulla situazione di Itaca; inoltre incontra Telemaco di ritorno dai suoi viaggi di ricerca. Padre e figlio studiano accuratamente il piano di vendetta. Ulisse si reca al palazzo di Itaca, sempre travestito da mendicante, ed è costretto a sopportare ogni sorta di umiliazioni. Una cicatrice al piede lo fa riconoscere dalla nutrice Euriclea e rischia di far naufragare il piano preparato.
La vendetta viene compiuta in occasione della gara di tiro con l'arco di Ulisse nella quale i pretendenti di Penelope devono cimentarsi a far passare una freccia attraverso l'occhio di 12 scuri allineate. Nessuno dei Proci riesce a tendere l'arco. Ulisse ottiene di poter provare. Vinta la prova tra lo stupore dei Proci, Ulisse dà il segnale dell'inizio della strage. Spalleggiato dai pastori Eumeo e Filetio, insieme al figlio Telemaco uccide tutti i Proci.
Fattosi finalmente riconoscere da Penelope, attraverso la descrizione della struttura del letto nuziale, Ulisse riprende possesso dei suoi averi e si reca in visita dal vecchio padre Laerte. L'Odissea è uno dei testi più celebri di tutta la letteratura. È famosa la traduzione poetica in italiano di Ippolito Pindemonte (1805).
Mettendo a confronto i paesi fantastici toccati da Ulisse durante le sue peregrinazioni con la realtà di Itaca e contrapponendo la disperazione e il disagio della lontananza dalla patria alla gioia del ritorno, Omero sottolinea i valori e gli ideali che danno un senso all'esistenza umana. La struttura della narrazione dosa con sapienza le avventure presenti e le avventure raccontate, in una composizione che risponde magistralmente al moderno criterio della variazione.
L'Odissea costituisce l'archetipo di tutte le peregrinazioni della letteratura, tra le quali rientrano anche quelle dell'Eneide di Virgilio e dell'Ulisse di J. Joyce. Secondo autorevoli interpretazioni, l'opera è all'origine della poesia epica e contemporaneamente del romanzo, metafora dell'esistenza umana come viaggio, della quale esalta numerosi temi (l'avventura, la ricerca, la scoperta, il coraggio, l'astuzia, l'intelligenza, la fedeltà, la patria, i legami famigliari, la devozione, l'ospitalità, l'amore, l'amicizia).

Odle, Le Gruppo delle Alpi Dolomitiche, in provincia di Bolzano, tra le valli Gardena e Funes. Vetta più elevata il Sass Rigáis (3.025 m).

odo- Primo elemento di parole composte.
 dal greco hodós strada.

Odoàcre (434?-Ravenna 493) Re barbarico. Era il capo di un gruppo di barbari al servizio dell'impero romano d'occidente e capitanò la rivolta contro Romolo Augustolo. Acclamato re dalle truppe nel 476, sconfisse il reggente dell'imperatore Oreste e assunse il titolo di rex gentium. Durante il suo regno non portò grandi cambiamenti e malgrado non fosse cattolico, non combatté mai contro il papa. Conquistò gran parte della Sicilia sconfiggendo i vandali; occupò la Dalmazia dopo la morte di Giulio Nepote. Sconfisse i rugi inviati contro di lui dall'imperatore romano d'oriente Zenone. Dovette però soccombere agli ostrogoti di Teodorico (sempre inviati da Zenone) sull'Isonzo e a Verona nel 489, quindi sull'Adda l'anno dopo e fu costretto a rifugiarsi a Ravenna; si arrese a Teodorico dopo un'accanita resistenza. Venne ucciso a tradimento per ordine di Teodorico.

Odobescu, Alexandru (Bucarest 1834-1895) Letterato, storico e archeologo romeno. Dopo gli studi classici all'Ècole des Hautes Ètudes di Parigi, scrisse numerose novelle sulle lotte tra le famiglie boiare. Traendo spunto dai suoi numerosi vagabondaggi tra i monasteri rumeni, compilò poi alcuni pregevoli resoconti contenenti preziose descrizioni di opere d'arte. Divenuto membro della Società Accademica, si dedicò alla traduzione di classici, come Orazio ed Eroda, e dal 1874 fu impegnato a raccogliere testimonianze folcloristiche e archeologiche della sua terra. Tra le sue opere, sono da ricordare le novelle Mihnea il Malvagio (1857) e La Principessa Chiajna (1860), i giornali di viaggio Alcune ore a Snagov (1862) e Pseudokynegheticos (1874) e il saggio di archeologia Le trésor de Pietrossa (1900).

Òdolo Comune in provincia di Brescia (1.911 ab., CAP 25076, TEL. 0365).

odòmetro, sm. 1 Strumento che indica il numero di passi e la distanza percorsa da un pedone. 2 Apparecchio atto a misurare il numero di giri eseguito dalla ruota di un veicolo in un determinato intervallo di tempo.

Odonàti Ordine di Insetti dalla testa mobile con occhi composti molto sviluppati, quattro ali e livree vivaci detti comunemente libellule. Vivono nell'acqua allo stato larvale e sulla terra allo stato adulto.

O'Donnel y Jorris, Leopoldo (Santa Cruz de Tenerife 1809-Biarritz 1857) Politico e generale spagnolo. Fu un liberale moderato e sostenne la monarchia borbonica. Fu tre volte presidente del consiglio (1956, 1958-1963, 1965-1966).

odontalgìa, sf. Dolore dentario che solitamente dipende da affezioni dei denti o dei loro annessi.

odontàlgico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Che può essere usato come rimedio contro il mal di denti.

odontoblàsto, sm. Cellula di grandi dimensioni caratteristica della dentina che tappezza la cavità della polpa del dente e forma l'avorio.

Odontocèti Sottordine di Cetacei muniti di denti e di un solo sfiatatoio. <> Misticeti.

odontoglossum, sm. invar. Genere di orchidee principalmente Epifite originarie dell'America tropicale.

odontoiàtra, sm. e sf. Dentista.
 da odonto-+-iatra.

odontoiatrìa, sf. Parte della medicina che studia le affezioni dentarie.

odontoiàtrico, agg. (pl. m.-ci) Che concerne l'odontoiatria o gli odontoiatri.

odontòide, sf. Curva che definisce il profilo dei denti di un ingranaggio.

odontoidèo, agg. Nella locuzione processo odontoideo che indica un'apofisi verticale e voluminosa che si trova sull'epistrofeo.

odontolìte, sf. Varietà di collofane di colore azzurro tendente al verde simile nell'aspetto al turchese. Deriva da ossa e denti fossili. ~ turchese d'ossa, turchese occidentale.

odontòma, sm. (pl.-i) Dentoma.

odontòmetro, sm. In filatelia, rettangolo di plastica o di cartone con una scala graduata che serve a misurare la dentellatura dei francobolli.

odontotècnica, sf. Tecnica di fabbricazione delle protesi dentarie.

 

odontotècnico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Relativo a odontotecnica.
sm. Tecnico specializzato in odontotecnica.
 sm. dental technician.

odoràre, v. v. tr. 1 Sentire con l'olfatto. 2 Fiutare. ~ annusare. 3 Intuire. ~ presentire. odorò l'inganno che gli stavano tendendo, se ne rese conto.
v. intr. 1 Mandare odore. ~ emanare. le rose odoravano piacevolmente in tutta la stanza. 2 Dare la sensazione.
 v. tr. e v. intr. to smell.
 lat. odorari fiutare, deriv. da odor,-oris odore.

odoràto, sm. 1 Senso dell'olfatto. ~ fiuto. 2 Odoroso.
 sm. sense of smell.

odóre, sm. 1 Sensazione dell'olfatto. ~ olezzo. 2 Sostanza odorosa. ~ profumo, fragranza. quella minestra aveva un ottimo odore. 3 Indizio. sentiva odore di bruciato, avvertiva un pericolo, un imbroglio.
 sm. 1 smell. 2 (aromi di cucina) aromatic herbs. 3 (profumo) scent.

Odorìco da Pordenóne (Villanova di Pordenone 1265?-Udine 1331) Odorico Mattiuzzi, beato e missionario francescano. Lasciò una ricca documentazione dei suoi viaggi in Asia centrale e orientale nell'Itinerarium terrarum (1331).

odorìfero, agg. Che manda odore.

odorizzazióne, sf. Nell'industria chimica, immissione di piccole quantità di gas dotati di odore penetrante nei gas combustibili destinati all'uso domestico per consentire l'individuazione di eventuali perdite nelle condotte di distribuzione o nelle bombole.

odoróso, agg. Che esala profumo gradevole. ~ olezzante. <> inodore.
 agg. sweet-smelling.

odoscòpio, sm. Rivelatore visualizzante di particelle subatomiche.
Individuo specializzato di colonie eteromorfe di briozoi.

Öe, Kenzaburo (Shikoku 1935-) Romanziere giapponese. Tra le opere Ai giorni nostri (1956) e Nato troppo tardi (1961).

Oedipe Dramma di A. Gide (1930).

Oedipus Tragedia di L. A. Seneca (seconda metà I sec.).

Oedipus rex Opera in due atti di I. Stravinskij, testo di J. Cocteau (Vienna, 1928).

OEM Sigla di Original Equipment Manufacturer (produttore originale di apparecchiature).

oersted, sm. invar. Unità di misura dell'intensità del campo magnetico nel sistema CGS elettromagnetico di simbolo Oe.

Oersted, Hans Christian (Rudkúbing 1777-Copenaghen 1851) Fisico danese. Compì importanti studi di elettromagnetismo e scoprì l'omonimo effetto, che descrive l'influenza della corrente elettrica sull'orientamento di un ago magnetico (1819). Analizzò i fenomeni magnetici indotti dalla corrente elettrica e si dedicò anche allo studio della compressibilità di liquidi e solidi. A questo scopo ideò un piezometro ed evidenziò una deviazione della legge di Boyle che si verifica per l'anidride solforosa. Isolò l'alluminio grazie a una riduzione con potassio del cloruro.

Òfanto Fiume (134 km) dell'Italia meridionale. Nasce in Irpinia dall'Appennino Campano nei pressi di Torella de' Lombardi e sfocia nel mar Adriatico (golfo di Manfredonia) presso Barletta. Segna il confine tra Basilicata e Puglia.

Ofèlia Personaggio dell'Amleto di Shakespeare che rappresenta la semplice e innocente creatura amata da Amleto.

Oféna Comune in provincia di L'Aquila (757 ab., CAP 67025, TEL. 0862).

off, prep. invar. 1 Posizione di un interruttore per cui non passa corrente elettrica. 2 Produzioni teatrali o cinematografiche di tipo sperimentale e di avanguardia, fuori dalla cultura ufficiale. era un regista off.
 ingl. off.

off limits, loc. avv. Proibito, vietato.

off line, loc. invar. Operazioni che possono essere effettuate fuori dal normale funzionamento di una macchina.

òffa, sf. 1 Focaccia di farro. 2 Offerta di doni. 3 Mancia.

Offàgna Comune in provincia di Ancona (1.534 ab., CAP 60020, TEL. 071).

Offaly Contea (58.000 ab.) dell'Irlanda, nel Leinster. Capoluogo Tullamore.

Offanéngo Comune in provincia di Cremona (5.158 ab., CAP 26010, TEL. 0373).

offèlla, sf. 1 Piccolo dolce di mandorle trentino. 2 Piccola pasta dolce. 3 Dessert.

Offenbach, Jacques (Colonia 1819-Parigi 1880) Compositore francese di origine tedesca. Interpretò il gusto per le situazioni paradossali e per la satira della classe borghese francese contemporanea e fu il principale esponente di opere buffe. Fu molto prolifico e scrisse più di novanta opere, tra le quali Orfeo all'inferno (1858), La bella Elena (1864), La vita parigina (1866) e la postuma I racconti di Hoffman (1881).

offèndere, v. v. tr. 1 Fare offesa, recare danno o oltraggiare. ~ ledere. 2 Violare, trasgredire. ~ profanare.
v. rifl. Ingiuriarsi a vicenda. ~ piccarsi.
 v. tr. 1 to offend. 2 (danneggiare) to damage. 3 (insultare) to insult. v. rifl. 1 (risentirsi) to take offence. 2 (reciprocamente) to insult one another.
 lat. offendere percuotere, comp. da ob-+-fendere urtare.

offensìva, sf. 1 Attacco militare. ~ carica. 2 Azione militare per il raggiungimento di uno scopo. ~ avanzata.

offensivaménte, avv. In modo offensivo.

offensìvo, agg. 1 Che può ferire. 2 Ideato o realizzato per un'offensiva. 3 Che offende. ~ ingiurioso, lesivo. <> elogiativo.
 agg. offensive.

offensóre, sm. 1 Chi offende. 2 Chi in guerra attacca per primo.

offerènte, agg., sm. e sf. Che, o chi, offre.

offèrta, sf. 1 Effetto dell'offrire. 2 Proposta. ~ profferta. 3 Quantità di prodotti o servizi posti sul mercato.
 sf. 1 offer. 2 (donazione) offering. 3 (di gara d'appalto) tender. 4 (econ.) supply. 5 (d'asta) bid.
In economia è la quantità di un determinato bene o servizio che un'impresa è disponibile a cedere a un determinato prezzo. Insieme alla domanda costituisce il mercato. In regime di libera concorrenza il prezzo tende a eguagliare il costo marginale, compreso il profitto di impresa, dell'ultima quantità prodotta di un bene riproducibile. Nel caso di beni non riproducibili invece, il prezzo può non essere ricollegabile al costo di produzione. Le principali teorie economiche sull'offerta sono state sviluppate da J. S. Mill, che distinse i beni riproducibili dai beni non riproducibili, e da A. Marshall che studiò le condizioni di equilibrio tra prezzo, costo medio e costo marginale.

offèrto, agg. 1 Dedicato, proposto. 2 Donato, concesso.

offertòrio, sm. Durante la celebrazione della Messa, momento in cui il sacerdote offre a Dio il pane e il vino.

offésa, sf. 1 Ingiuria. ~ affronto. 2 L'azione di attaccare il nemico con un'offensiva. 4 Lesione. ~ ferita.
 sf. 1 insult, offence. 2 (affronto) affront. 3 (mil.) attack.
 lat. offensa, deriv. da offensus, p.p. di offendere.

offéso, agg. e sm. agg. 1 Che ha subito un'offesa. non voleva mostrarsi offeso. 2 Colpito. ~ danneggiato. la parte offesa del corpo era ancora dolorante.
sm. Chi ha subito un'offesa. fu chiamato a testimoniare in qualità di offeso.
 agg. 1 offended. 2 (danneggiato) damaged. 3 (dir., la parte offesa) the plaintiff.
 lat. offensus, p.p. di offendere.

office, sm. invar. Locale di servizio tra la cucina e la sala da pranzo.

office automation, loc. sost. m. invar. L'insieme delle tecniche utilizzate per l'automatizzazione e l'informatizzazione delle attività degli uffici.

officiànte, agg., sm. e sf. Che, o chi, celebra una cerimonia religiosa.

officiàre, v. intr. Celebrare funzioni religiose. ~ ufficiare.

officìna, sf. 1 Locale dove si effettuano lavori e riparazioni meccaniche. ~ garage. 2 Ambiente culturale dove vengono formate personalità artistiche di vario genere. ~ fucina.
 sf. 1 shop, workshop. 2 (per riparazioni meccaniche) garage.

Officina ferrarese Opera di critica d'arte di R. Longhi (1934).

officinàle, agg. 1 Farmaceutico. 2 Che ha proprietà medicamentose.

offìcio => "ufficio"

Òffida Comune in provincia di Ascoli Piceno (5.377 ab., CAP 63035, TEL. 0736).

offiziòlo, sm. Piccolo libro miniato in uso soprattutto nella Lombardia tardogotica che conteneva le preghiere e l'ufficio in onore della Vergine.

Offlàga Comune in provincia di Brescia (3.029 ab., CAP 25020, TEL. 030).

offline Nel linguaggio informatico questo termine viene usato per definire lo stato di un dispositivo non connesso a un computer.

offrìre, v. v. tr. 1 Fare atto di dare. ~ donare. le offrì una sigaretta. 2 Dedicare. 3 Esporre, porgere, presentare. ~ proporre. <> occultare, celare. offrire il petto al nemico, combatterlo; gli offrirono un ottimo stipendio per quell'impiego.
v. rifl. 1 Presentarsi. 2 Dichiararsi disposto. si offrì di accompagnarla a casa.
 v. tr. 1 to offer. 2 (all'asta) to bid. v. rifl. 1 to offer. 2 (occasione) to present itself.
 lat. volg. offerire presentare.

offset, sm. invar. Metodo di stampa dove l'immagine viene trasferita dalla matrice alla carta tramite un cilindro di gomma. stampavano in offset perché era più economico del rotocalco.
 ingl. off set.

offshore, agg. invar. 1 Gara di motonautica. 2 Ricerche petrolifere fatte da piattaforme o navi attrezzate.

offside, sm. invar. Nel gioco del calcio, indica la posizione di fuorigioco.

offuscaménto, sm. L'azione dell'offuscare. ~ annebbiamento. <> chiarezza.

offuscàre, v. v. tr. 1 Rendere fosco, oscuro. ~ appannare. <> chiarire. le passioni gli offuscavano la vista. 2 Annebbiare. <> rasserenare. rischiava di offuscare la sua reputazione con azioni sbagliate.
v. intr. pron. 1 Annebbiarsi. 2 Perdere chiarezza, brillantezza. il suo ingegno si stava offuscando.
 v. tr. 1 to obscure, to dim. 2 (fig., fama) to overshadow, to obscure. v. rifl. 1 to cloud, to grow dark. 2 (fig.) to be oscured.
 lat. tardo offuscare, comp. da ob-+ deriv. da fuscus fosco scuro.

oficlèide, sm. 1 Strumento musicale a fiato di piccole dimensioni, in ottone, con undici chiavi e dotato di grande sonorità. 2 Registro d'organo ad ancia di otto e sedici piedi che ha timbro simile a quello dell'oficleide a fiato.

Ofìctidi Famiglia di Pesci anguilliformi che vivono sui fondi dei mari, soprattutto in quelli caldi.

Ofìdi Sottordine di Rettili squamati (serpenti) privi di arti, con ossa mandibolari unite da un legamento elastico. Alcuni sono estremamente velenosi; diffusi in tutte le parti del mondo, cadono in letargo nei paesi più freddi.

Ofìdi, o Ofìdii Sottordine di Rettili Squamati a cui appartengono i serpenti. ~ serpenti.

Ofìdidi, o Ofidìidi Famiglia di Pesci Perciformi a cui appartiene l'ofidio.

Ofiocefàlidi Famiglia di Pesci Perciformi che nella classificazione più recente vengono inseriti nella famiglia dei Channidi.

ofiolìte, sf. Complesso di rocce effusive, intrusive e metamorfiche di composizione basica che si sono formate nelle prime fasi di un'orogenesi, quindi smembrate e metamorfosate nelle fasi successive.

ofiologìa, sf. Parte della zoologia che si occupa dello studio dei Rettili.

ofìti Membri di una setta religiosa gnostica del 100-200 per la quale il serpente della Genesi è considerato come il messaggero portatore della salvezza in quanto dotato della conoscenza del bene e del male.

Ofiùco Grande costellazione, visibile nelle notti primaverili ed estive, che ha al suo interno una piccola parte di Via Lattea; attraversa l'eclittica e l'equatore celeste.

Ofiùre Ordine di Echinodermi Ofiuroidi dalle bracci ramificate. L'Ophiumyxa pentagona, diffusa nel Mediterraneo, emana una leggera luminescenza.

Ofiuroidèi Classe di Echinodermi marini, nel sottotipo degli Eleuterozoi, gruppo dei Deuterostomi, sottoregno dei Metazoi, comprendente circa 2.000 specie di animali detti stelle serpentine a causa del corpo simile a una stella marina con braccia lunghe e sottili.

Ofiuròidi Classe di Echinodermi risalenti all'Ordoviciano formate da un piccolo disco ben separato dalle cinque sottili braccia munite di vertebre, di ossicoli ambulacrali e di piastre poste sulla superficie. Sono chiamati anche serpentine.

OFM Sigla di Ordine dei Frati Minori.

OFMCap Sigla di Ordine dei Frati Minori Cappuccini.

OFMConv Sigla di Ordine dei frati Minori Conventuali.

oftalm(o)- Primo elemento di parole composte.
 dal greco ophthalmós occhio.

oftalmìa, sf. Infiammazione del globo oculare.

oftàlmico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo agli occhi. 2 Oculistico.
 greco ophthalmikòs, deriv. da ophthalmòs occhio.

oftalmoblenorrèa, sf. Congiuntivite purulenta provocata da genococchi.
Oftalmoblenorrea dei neonati
Congiuntivite genococcica trasmessa dalla madre al bambino durante il parto.

oftalmologìa, sf. Branca della medicina che studia funzioni, struttura e malattie dell'occhio. La parte che si occupa delle malattie viene detta oculistica.

oftalmòlogo, sm. (pl.-gi) Oculista.

oftalmometrìa, sf. 1 Individuazione dell'indice di rifrazione dei diversi mezzi diottrici dell'occhio. 2 Determinazione, ottenuta con l'oftalmometro, della curvatura della cornea oculare in diversi meridiani.

oftalmòmetro, sm. Strumento che serve per determinare la curvatura dei meridiani della cornea evidenziando, se presente, l'astigmatismo.

oftalmoplegìa, sf. Paralisi dei muscoli dell'occhio.

oftalmoreazióne, sf. Reazione che presenta l'occhio di un soggetto portatore di tifo o tubercolosi all'introduzione di una goccia della tossina corrispondente e che consiste in un'infiammazione locale della congiuntiva. Questo metodo è più che altro utilizzato negli studi di farmacologia e fisiologia relativi agli animali.

oftalmoscopìa, sf. Esame della retina effettuato attraverso il foro della pupilla mediante l'oftalmoscopio.

oftalmoscòpio, sm. Strumento per esaminare l'esame dell'occhio.

oftalmòstato, sm. Blefarostato.

ogam, o ogham, sm. invar. Antica scrittura celtica costituita da diciannove segni facili da incidere nel legno o sulla pietra.

Ogbomosho Città (677.000 ab.) della Nigeria, nello stato di Oyo.

Oggébbio Comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (925 ab., CAP 28050, TEL. 0323).

oggettìstica, sf. Insieme di oggetti che possono avere utilità pratica o funzione ornamentale.
 sf. gift and fancy goods.

oggettivaménte, avv. In modo oggettivo.

oggettivàre, v. v. tr. 1 Rendere oggettivo, evidente, concreto. 2 Prendere in considerazione in senso oggettivo.
v. tr. pron. Divenire estrinseco o concreto. la sua arte non riusciva a oggettivarsi in qualcosa di concreto.

oggettivazióne, sf. L'oggettivare e l'effetto.

oggettivìsmo, sm. Dottrina filosofica basata sull'esistenza oggettiva della realtà materiale.

oggettivìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Seguace dell'oggettivismo.

oggettività, sf. 1 L'essere oggettivo. ~ essenzialità, equità. 2 Obiettività. ~ imparzialità.

oggettìvo, agg. 1 Che si riferisce alla realtà. ~ reale. <> irreale. dati oggettivi; metodo oggettivo, metodo sperimentale della scienza moderna. 2 Obiettivo. ~ equo, imparziale. <> personale. soggettivo. giudizio oggettivo.
 agg. objective.
 lat. mediev. obiectivus, deriv. da obiectum oggetto, incrociato con l'italiano oggetto.

oggètto, sm. 1 Ogni cosa percepibile con i sensi. 2 Argomento, materia. ~ tema. quel saggio ha come oggetto la fine di Roma. 3 Bene in senso giuridico. 4 Cosa concreta della quale non si conosce o non si riferisce il nome esatto. ~ aggeggio. aveva un oggetto di grande valore. 5 Destinatario. era oggetto di tutte le sue attenzioni.
 sm. 1 article, object. 2 (argomento) subject.
 lat. mediev. obiectum, da obiectus, p.p. di obicere opporre.

oggettuàle, agg. Relativo all'oggetto.

òggi, avv. e sm. avv. 1 Nel giorno presente. 2 Nell'epoca attuale. ~ adesso. <> prima. la scienza di oggi sembra essere in grado di risolvere molti problemi.
sm. 1 Il giorno corrente. <> ieri. dall'oggi al domani, si ritrovò senza lavoro, in pochissimo tempo. 2 L'epoca attuale. ~ il nostro tempo. <> passato.
 avv. e sm. 1 today. 2 (al giorno d'oggi) nowadays.
 lat. hodie, da hoc die in questo giorno.
Oggi a me, domani a te. Variazione della frase biblica Mihi heri et tibi hodie.

Òggi Settimanale milanese della Rizzoli che tratta di attualità, politica e cultura. Venne fondato nel 1945.

oggidì, avv. e sm. avv. Al giorno d'oggi.
sm. Il tempo presente.

oggigiórno, avv. e sm. avv. Nel tempo presente.
sm. Il tempo presente.
 avv. nowadays.

oggimài, avv. Ormai.

Oggióna cón Sànto Stéfano Comune in provincia di Varese (4.071 ab., CAP 21040, TEL. 0331). Centro agricolo (frutta, ortaggi, ceareali) e industriale (prodotti meccanici, tessili e delle materie plastiche). Gli abitanti sono detto Oggionesi o Sanstefanesi.

Oggiòno Comune in provincia di Lecco (7.334 ab., CAP 22048, TEL. 0341).

Ogino-Knaus Metodo contraccettivo messo a punto nel 1930 da K. Ogino e H. Knaus e basato sul calcolo dei giorni fertili e sull'astinenza dai rapporti sessuali in quei giorni. La variabilità della periodicità del ciclo mestruale ne limitano l'affidabilità.

ogìva, sf. 1 Arco a sesto acuto tipico dello stile gotico. 2 La parte anteriore del proiettile di forma ovale.

ogivàle, agg. A sesto acuto.
 franc. ogival.

Ogliànico Comune in provincia di Torino (1.209 ab., CAP 10080, TEL. 0124).

Ogliàstro Cilènto Comune in provincia di Salerno (2.183 ab., CAP 84061, TEL. 0974).

Òglio Fiume (280 km) della Lombardia. Nasce dalle Alpi Orobie (Corno dei tre signori), sulle falde meridionali del gruppo dell'Ortles; lungo il suo corso a Ponte di Legno, riceve il Frigidalgo e il Narcanello. Attraversa la val Camonica, bagna Edolo, Breno e Darfo, forma il lago d'Iseo, scorre nella pianura padana e confluisce da sinistra nel Po. I principali affluenti sono i fiumi Mella e Chiese. Le sue acque sono utilizzate per l'irrigazione e per alimentare numerose centrali idroelettriche.

ógni, agg. indef. m. e f. s. 1 Ciascuno degli elementi di un insieme. ogni elettore deve ritirare il certificato elettorale. 2 Di tanto in tanto. lo vedeva ogni tanto. 3 Tutti. persone di ogni età e di ogni religione si riunirono a pregare.
 agg. 1 every. 2 (ciascuno) each. 3 (tutti) all. 4 (qualsiasi) any.
 lat. omnis.

ogniqualvòlta, cong. Ogni volta che.

ognissànti, sm. invar. Il giorno della festività di tutti i santi che ricorre il 1° novembre.
 sm. invar. All Saints' Day.

ognóra, avv. Sempre, ogni volta.

ognùno, pron. indef. sing. Ciascuna persona. ~ cadauno. <> tutti.
 pron. 1 everyone, everybody. 2 (ciascuno) each.

Ognuno muore solo Romanzo di H. Fallada (1947).

Ognuno nel proprio umore Dramma di B. Jonson (1599).

Ognuno, il dramma della morte del ricco Dramma di H. von Hofmannsthal (1911).

Ogo Altopiano della Somalia, nella regione di Togdheer. Culmina a 2.600 m.

Ogooué Fiume (1.200 km) del Gabon, nell'Africa Occidentale. Nasce nella repubblica del Congo e sfocia nel golfo di Guinea.

Ogooué Marittimo Provincia (194.000 ab.) del Gabon, sull'oceano Atlantico. Capoluogo Port-Gentil.

Ogooué, Alto Provincia (213.000 ab.) del Gabon, al confine con il Congo. Capoluogo Franceville.

Ogooué-Ivindo Provincia (53.000 ab.) del Gabon, al confine con il Congo. Capoluogo Makokou.

Ogun Stato (2.339.000 ab.) della Nigeria sudoccidentale, al confine con il Benin. Capoluogo Abeokuta.

oh, inter. Secondo l'intonazione con cui è pronunciato, esprime dolore, dubbio, meraviglia ecc.

Oh, Serafina! Romanzo di G. Berto (1973).

O'Hara, Frank (Baltimora, Maryland 1926-Fire Island, Long Island 1966) Poeta statunitense. Tra le opere Meditazioni su una situazione d'emergenza (1957) e Poesie scelte (postumo, 1974).

óhe, inter. Richiamo o minaccia.

òhi, inter. Esprime dolore e simili.
 inter. oh, ow.

ohibò, inter. Esclamazione di rincrescimento, dolore o preoccupazione.

O'Higgins Regione VI (650.000 ab.) del Cile, attraversata dai fiumi Cachapoal e Tinguiririca. Capoluogo Rancagua.

O'Higgins, Bernardo (Chillán 1776-Lima 1842) Politico cileno. Fu tra i protagonisti della lotta d'indipendenza dalla Spagna e nel 1818 fu direttore generale della repubblica. Governò autoritariamente fino al 1823, anno in cui venne costretto all'esilio in Perù.

ohimè, inter. Interiezione che esprime sconforto.
 inter. oh dear.

Ohio (fiume) Fiume (1.579 km) degli USA. Si forma a Pittsburgh dalla confluenza dei fiumi Allegheny e Monongahela e confluisce nel Mississippi, nelle vicinanze di Cairo. Riceve le acque dei fiumi Tennessee, Kentucky e New River, segna il confine tra Ohio, Indiana, Illinois, Virginia occidentale e Kentucky e attraversa una fertile pianura di enorme importanza economica. Bagna le città di Cincinnati e Louisville. Nonostante il suo regime irregolare (piene talvolta disastrose), è in gran parte navigabile grazie a opere di canalizzazione che lo congiungono anche ai Grandi Laghi.

Ohio (stato) Stato (107.044 km2, 10.778.000 ab., capitale Columbus) federato degli Stati Uniti d'America. Confina a nord con il Michigan e il lago Erie, a est con la Pennsylvania, a sud con la Virginia occidentale e il Kentucky e a ovest con l'Indiana. Il territorio è prevalentemente pianeggiante ed è attraversato dai fiumi Ohio e Scioto. Le principali risorse sono costituite dall'agricoltura (cereali, ortaggi, frutta, barbabietola da zucchero e foraggi) e dalla zootecnia (avicoltura, bovini, suini). Importanti anche i giacimenti minerari di petrolio, gas naturale, carbone e salgemma. È sede di industrie siderurgiche, meccaniche, chimiche, elettroniche, alimentari e della gomma. I centri principali sono, oltre alla capitale, Cleveland, Cincinnati, Toledo e Akron. La regione fu esplorata dai francesi nel XVII sec. e colonizzata a partire dal 1749. Nel 1763 passò all'Inghilterra e nel 1783 agli Stati Uniti. Nel 1803 divenne il diciassettesimo stato dell'Unione.

Ohlin, Bertil (Klippan 1899-Vålådalen 1979) Economista svedese. Diede importanti contributi alla teoria del commercio internazionale con il teorema che elaborò insieme a Hecksher e che prese il loro nome. Nel 1977 fu insignito del premio Nobel per l'economia con J. Meade. Scrisse Commercio internazionale e interregionale (1933).

ohm, sm. invar. Unità dell'impedenza (quindi della resistenza elettrica) nel sistema SI.

Ohm, Georg Simon (Erlangen 1787-Monaco 1854) Fisico tedesco. Studiò i fenomeni elettrici, definendo la carica elettrica, la forza elettromotrice e l'intensità di corrente. Nel 1826 formulò la legge che porta il suo nome. I conduttori per i quali la legge di Ohm è verificata si dicono conduttori ohmici.
Legge di Ohm
Legge fisica scoperta da G. S. Ohm che dice che in un conduttore percorso da corrente la differenza di potenziale V ai due capi dello stesso è proporzionale all'intensità i della corrente stessa mediante una costante R che rappresenta la resistenza del conduttore. Tale legge è rappresentata dalla formula V = Ri.

òhmico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'ohm.
Resistenza ohmica
La resistenza di un conduttore definita dalla legge di Ohm.

òhmmetro, sm. Strumento industriale atto a valutare le resistenze elettriche. Gli ohmmetri più utilizzati sono quelli amperometrici e quelli a bobine incrociate.

Ohotsk Diramazione dell'oceano Pacifico, che bagna le coste nordorientali del continente asiatico. Comunica con il mar del Giappone attraverso gli stretti dei Tartari e di La Pérouse.

Ohre Fiume (256 km) della Repubblica Ceca. Nasce in Germania dal monte Fichtelgebirge e confluisce nel fiume Elba.

oibò, inter. Interiezione che esprime sdegno.

oïl, avv. Nel francese antico si usava per dire sì.

oinochoe, sf. invar. Brocca che veniva utilizzata nell'antica Grecia per prendere dal cratere il vino mescolato con acqua per poi versarlo nelle coppe.

Oireachtas 1 Nome gaelico del parlamento delle repubblica d'Irlanda. Significa "assemblea". 2 Nome di un importante concorso letterario che si tiene ogni anno in Irlanda.

Oise Dipartimento (726.000 ab.) della Francia, nella Picardie, attraversato dal fiume omonimo. Capoluogo Beauvais. Il territorio prevalentemente pianeggiante è coltivato a cereali, patate, barbabietole da zucchero, frutta e ortaggi. Sviluppato anche l'allevamento bovino e lo sfruttamento forestale. Le principali industrie sono quelle meccaniche, chimiche, metallurgiche, tessili, alimentari (zuccherifici, distillerie) degli strumenti ottici delle ceramiche, del vetro, di velluti e merletti. Centri principali sono Clermont e Compiègne.
Oise
Fiume (302 km) della Francia nordorientale. Nasce dalle Ardenne, in Belgio, e confluisce nella Senna, vicino a Conflas. Lungo il territorio francese, attraversa la Piccardia e l'Île-de-France. Collegato alla Senna, alla Schelda tramite il canale di San Quintino e alla Sambre tramite il canale Oise-Sambre. Interamente navigabile.

Oita Città (408.000 ab.) del Giappone, sull'isola di Kyushu. Capoluogo della prefettura omonima (1.233.000 ab.).

Ojétti, Ùgo (Roma 1871-Firenze 1946) Giornalista e scrittore. Tra le opere I capricci del conte Ottavio (1908-1909) e Mio figlio ferroviere (1922).

Ojmjakon Altopiano della Russia, nella Siberia nordorientale. Il centro dell'altopiano è considerato il polo del freddo dell'emisfero boreale (nell'inverno 1938 vi fu rilevata la temperatura di-77,8 °C).

Ojos del Salado Monte (6.880 m) delle Ande, tra il Cile e l'Argentina.

OK Sigla di okay (va bene).

Oka Fiume (1.480 km) della Russia occidentale. Nasce dal Rialto Centrale russo e confluisce nel Volga.

okàpi, sm. Mammifero artiodattile specifico delle foreste inesplorate del Congo, scoperto solo nel XX sec. Ha mantello bruno rossiccio e arti striati come la zebra. È alto 1,6 m al garrese.

okàpia, sm. Mammifero (Okapia johnstoni) della famiglia dei Giraffidi e dell'ordine degli Artiodattili. Parzialmente zebrato, è alto 1,6 m. Vegetariano, vive nelle foreste del Congo.

Okavango Fiume (1.600 km) dell'Africa meridionale. Nasce in Angola dall'altopiano di Bié e si perde nelle paludi di Okavango nel Botswana.

okay, inter. e sm. invar. inter. Va bene, d'accordo.
sm. Benestare, approvazione.

Okayama Città (594.000 ab.) del Giappone, sull'isola di Honshu. Capoluogo della prefettura omonima.

Okazaki Città (307.000 ab.) del Giappone, nel settore meridionale dell'isola di Honshu, nella prefettura di Aichi.

Okeechobee Lago (1.813 km2) degli USA, nello stato della Florida.

O'Keeffe, Georgia (Sun Prairie 1887-Santa Fé 1986) Pittrice. Tra le opere Black spot N. 2(1919, Buffalo, Levick Collection).

Oken, Lorenz Ockenfuss détto (Bohlsbach, Baden 1779-Zurigo 1851) Biologo e naturalista tedesco. Tra le opere, Trattato di filosofia della natura (1809-1811,) e Sull'universo come continuazione del sistema di pensiero (1808).

Oki Arcipelago del Giappone, al largo della costa sudoccidentale dell'isola di Honshu, nel mar del Giappone.

Okinawa Isola (1.185 km2) del Giappone, nell'arcipelago di Ryukyu. Centro principale Naha. È l'isola più estesa dell'arcipelago e, assieme alle altre isole minori, costituisce l'omonima prefettura. L'agricoltura produce riso, patate e canna da zucchero. Sviluppata anche la pesca. Le principali industrie sono quelle alimentari, tessili e del cemento. Centro principale è Naha. Nella seconda guerra mondiale fu conquistata dai marines statunitensi dopo un terribile bombardamento aeronavale e un combattimento durato dal 1° aprile al 21 luglio del 1945.
Okinawa
Prefettura (1.238.000 ab.) del Giappone, capoluogo Naha.

Oklahoma Stato (181.186 km2, 3.124.0000 ab., capitale Oklahoma City) federato degli Stati Uniti d'America. Confina a nord con il Kansas e il Colorado, a est con il Missouri e l'Arkansas, a sud e sud-est con il Texas e a ovest con il Nuovo Messico. Il territorio è costituito da una parte pianeggiante, delimitata a est dai monti Ouachita e a ovest dalle Montagne Rocciose e attraversato dai fiumi Arkansas, Red River, North Canadian River. Le risorse principali sono l'agricoltura, con coltivazioni di cereali, cotone e arachidi, e la zootecnia, con l'allevamento di bovini e ovini. Importanti i giacimenti petroliferi e gli altri giacimenti di carbone, zinco e piombo. Le industrie principali appartengono al settore tessile, alimentare chimico e petrolchimico (raffinerie di Tulsa). Entrò a far parte degli Stati Uniti nel 1803 e fu dapprima adibito a riserva indiana. Nel 1907 divenne stato dell'Unione.

Oklahoma City Città (445.000 ab.) degli USA, sul fiume North Canadian. Capitale dello stato omonimo. Mercato agricolo e centro di raccolta del cotone, di cereali e arachidi e del bestiame (bovini e ovini). Nelle vicinanze della città si trovano anche giacimenti di petrolio. Le principali industrie sono quelle siderurgiche, petrolchimiche, chimiche, elettrotecniche, metalmeccaniche, alimentari e tessili. Sede di un'università. La città fu fondata nel 1889.

OL Sigla di Onde Lunghe.

olà, inter. Esclamazione usata per richiamare qualcuno in tono imperioso o minaccioso.

Olacàcee Famiglia di piante arboree, lianose o arbustacee tropicali con fiori bisessuali e foglie intere.

Olaf Nome di sovrani.
Olaf I Tryggvessön
(969-Svolder 1000) Re di Norvegia dal 995. Convertitosi al cristianesimo, collaborò a diffonderlo nel regno. Combatté svedesi e danesi.
Olaf II Haraldssön
(995?-Stiklestad 1030) Santo, re di Norvegia dal 1016 ed eroe nazionale. Portò a termine la cristianizzazione del regno, consolidandone l'unità. Morì combattendo contro Canuto il Grande, che lo aveva spodestato.
Olaf III Kyrre
(?-1093) Re di Norvegia dal 1066, autore di una politica di ricostruzione e di pace.
Olaf IV Magnusson
(?-1115) Re di Norvegia dal 1103.
Olaf V
(Appleton House 1903-Oslo 1991) Figlio di Haakon VII, fu re di Norvegia dal 1957.

Olancho Dipartimento (309.000 ab.) dell'Honduras centro-orientale. Capoluogo Juticalpa.

Öland Isola (20.000 ab.) della Svezia, nel mar Baltico, estesa parallelamente alla costa orientale del Götaland.

Olanda Regione dei Paesi Bassi, suddivisa nelle province dell'Olanda settentrionale e Olanda meridionale. => "Paesi Bassi".

Olànda Settentrionàle Provincia (2.225.000 ab.) dei Paesi Bassi, estesa sulla penisola tra l'Ijsselmeer e il mar del Nord, oltre all'isola di Texel. Capoluogo Haarlem.

olandése, agg. e sm. agg. Relativo, o che appartiene, all'Olanda.
sm. Formaggio di forma rotonda con involucro rosso, originario dell'Olanda.
 agg. e sm. Dutch.

Olandése volànte Nome del protagonista di una leggenda del XVII sec. che sarebbe stato condannato a vagare per l'eternità sui mari per avere disubbidito a un divieto divino. A esso si ispirò Wagner nella sua opera Il vascello fantasma.

Olbers, Heinrich Wilhelm Mathias (Arberger 1758-Brema 1840) Astronomo tedesco, scoprì gli asteroidi Vesta e Cerere e ideò un nuovo metodo per calcolare le orbite delle comete.
Paradosso di Olbers
Enunciato secondo cui, per il carattere infinito dell'universo e per il fatto che risulta pieno di stelle, il cielo di notte dovrebbe avere una luminosità uguale a quella del Sole; questo non avviene a causa del processo espansivo cui è soggetto l'universo e del fenomeno del red shift che fa in modo che le stelle più lontane risultino invisibili.

Òlbia Comune (37.000 ab., CAP 07026, TEL. 0789) in Sardegna, in provincia di Sassari. Situato sul golfo omonimo, è un importante porto per passeggeri e merci. Altre risorse sono l'agricoltura (uva e prodotti ortofrutticoli), la pesca e le industrie meccaniche, alimentari, tessili e del legno. I principali monumenti sono la chiesa romanica di San Simplicio (XI sec.) e i resti nuragici nelle vicinanze.

Olbracht, Ivan (Semily 1882-Praga 1952) Pseudonimo di Kamil Zeman. Romanziere ceco. Tra le opere Nikolaj Suhaj il masnadiero (1933) e Gli occhi tristi di Hana Karadzicova (1937).

Olbrich, Joseph Maria (Troppau 1867-Düsseldorf 1908) Architetto austriaco. Tra le opere il palazzo della secessione (1898) e la villa Max Friedmann (1899) a Vienna.

Olcenéngo Comune in provincia di Vercelli (568 ab., CAP 13040, TEL. 0161).

Oldenburg in Oldenburg Città (148.000 ab.) della Germania, nella Bassa Sassonia, sul fiume Hunte.

Oldenburg, Claes (Stoccolma 1929-) Scultore statunitense. Tra le opere Tavolo con cibi (ca. 1962, Milano, Collezione Panza di Biurno) e Macchina da scrivere fantasma (1963, New York, Sydney Janis Gallery).

Oldenìco Comune in provincia di Vercelli (268 ab., CAP 13030, TEL. 0161).

Oldham Città (219.000 ab.) della Gran Bretagna, in Inghilterra, nella contea metropolitana della Grande Manchester.

Oldsmobile Fabbrica automobilistica americana. È una delle più antiche fabbriche del mondo. Dal 1908 fa parte della General Motors Corporation.

olé, sm. invar. Danza spagnola dell'Andalusia di ritmo ternario e movimento moderato.

Oleàcee Famiglia di piante per lo più legnose appartenenti all'ordine delle Ligustrali. Sono diffuse nelle zone temperate, calde o subtropicali.

oleàndro, sm. Angiosperma (Nerium oleander) della famiglia delle Apocinacee e dell'ordine delle Genzianali. Arbusto sempreverde con fiori di vario colore, utilizzato a scopo ornamentale.
 sm. oleander.

oleàrio, agg. Relativo all'olio.
 lat. olearius, deriv. da oleum olio.

oleàstro, sm. Olivastro.

oleàto, agg. 1 Oliato. 2 Intriso di sostanze impermeabili.

olecràno, sm. Apofisi situata all'estremità superiore dell'ulna che forma la parte posteriore dell'articolazione del gomito.

olefìna, sf. Idrocarburo etilenico. ~ alchene.

olefìnico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo alle olefine. 2 Ricco di olefine.
Derivato olefinico
Composto organometallico in cui il legante, donatore di due elettroni, è un'olefina.

Oléggio Comune in provincia di Novara (11.314 ab., CAP 28047, TEL. 0321). Centro industriale (prodotti per l'edilizia, enologici, meccanici e tessili). Vi si trova la chiesa di San Michele, costruita tra il X e l'XI sec. Gli abitanti sono detti Oleggesi.

Oléggio Castèllo Comune in provincia di Novara (1.398 ab., CAP 28040, TEL. 0322).

olèico, agg. Che è simile all'olio.

oleìcolo, agg. Che riguarda la coltivazione delle olive.

oleicoltóre, sm. Coltivatore di olivi.

oleicoltùra, sf. Coltivazione dell'olivo.

oléifero, agg. Che produce olio.

oleifìcio, sm. Fabbrica per la lavorazione dell'olio.

oleìna, sf. 1 Denominazione impropria dell'acido oleico. 2 Estere oleico delle glicerina.

Olëkma Fiume (1.436 km) della Russia, nella Siberia orientale. Nasce dai monti Jablonovy e confluisce nella Lena.

Òlen, còl di Valico (2.871 m) alpino nel gruppo del Monte Rosa, tra l'alta Val Sesia e la valle del Lys.

Olenëk Fiume (2.270 km) della Russia, nella Siberia nordorientale. Nasce dall'altopiano della Siberia Centrale e sfocia nel mar di Laptev.

Ólenos Monte (2.224 m) della Grecia, al confine con l'Elide, nel Peloponneso settentrionale.

olènte, agg. Che emana profumo o odore. ~ olezzante.

oleobromìa, sf. Il procedimento di stampa al bromolio.

oleocellòsi, sf. Modificazione fisiologica dei frutti degli agrumi che può avvenire sulla pianta o dopo la raccolta.

oleochìmica, sf. Ramo della chimica che studia la produzione di derivati dai grassi.

oleodinàmico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a quei meccanismi, dispositivi o impianti per le costruzioni meccaniche che sono azionati da olio di pressione.

oleodótto, sm. Conduttura per trasportare petrolio grezzo.
 sm. oil pipeline.

oleografìa, sf. 1 Metodo di riproduzione a stampa di un quadro a olio. 2 La riproduzione stampata che si ottiene. 3 Opera teatrale priva di originalità.
 da oleo-+-grafia.

oleograficaménte, avv. In modo oleografico.

oleogràfico, agg. 1 Relativo a oleografia. 2 Convenzionale, lezioso.

oleografìsmo, sm. Ricercatezza e mancanza di originalità nell'arte.

oleolìto, sm. Soluzione oleosa di uno o più farmaci.

oleòmetro, sm. Strumento per misurare la densità di un olio.

oleorèsina, sf. Resina oleosa che trasuda dalle piante.

oleosità, sf. L'essere oleoso.

oleóso, agg. 1 Che contiene olio. ~ unto. 2 Che è simile all'olio. ~ untuoso.
 agg. oil, oily.
 lat. oleosus, deriv. da oleum olio.

Oléron, Île d' Isola (15.000 ab.) della Francia, nel dipartimento della Charente-Maritime. La maggiore del golfo di Guascogna.

Olesa, Jurij Karlovic (Elisavetgrad 1899-Mosca 1960) Scrittore russo. Nelle sue opere descrisse il disagio dell'individuo nella dimensione collettiva. Fu arrestato nel 1934 e venne riabilitato solo nel 1956. L'opera principale è il romanzo Invidia (1928) e altre opere sono Amore (1929-1930), L'elenco delle benemerenze (1931) e Nessun giorno senza una riga (1965, postumo).

Olévano di Lomellìna Comune in provincia di Pavia (729 ab., CAP 27020, TEL. 0384).

Olévano Romàno Comune in provincia di Roma (6.000 ab., CAP 00035, TEL. 06).

Olévano sul Tusciàno Comune in provincia di Salerno (6.216 ab., CAP 84062, TEL. 0828).

olezzànte, agg. Che è profumato.

olezzàre, v. intr. Emanare gradevole odore.

olézzo, sm. Odore gradevole.

olfattìvo, agg. 1 Relativo al nervo dell'olfatto. 2 Dell'olfatto.

olfàtto, sm. 1 Dei cinque sensi è quello deputato alla percezione degli odori. ~ fiuto. 2 Odorato.
 sm. sense of smell.
Nei Mammiferi ha sede nella parte più alta delle cavità nasali, dove le cellule olfattive, attraverso la lamina cribrosa dell'osso etmoide formano il nervo olfattivo ed entrano nel cranio. È uno dei sensi più sviluppati dell'uomo e negli animali ed è fondamentale per la sopravvivenza intervenendo attivamente nella ricerca del cibo, nell'individuazione di potenziali pericoli e nella ricerca di individui di sesso opposto, per la riproduzione.

olfattòrio, agg. Olfattivo.

Olgiàte Comàsco Comune in provincia di Como (9.564 ab., CAP 22077, TEL. 031).

Olgiàte Mólgora Comune in provincia di Lecco (5.430 ab., CAP 22056, TEL. 039).

Olgiàte Olóna Comune in provincia di Varese (10.074 ab., CAP 21057, TEL. 0331). Centro industriale (prodotti chimici, tessili e meccanici). Gli abitanti sono detti Olgiatesi.

Olginàte Comune in provincia di Lecco (6.635 ab., CAP 22057, TEL. 0341).

oliàre, v. tr. Ungere con olio.
 v. tr. to lubrificate, to oil.

oliàto, agg. 1 Condito con olio. 2 Lubrificato con olio. 3 Detto dell'oliva matura e che quindi contiene olio.

oliatóre, sm. 1 Recipiente per olio lubrificante, provvisto di lungo becco usato per oliare meccanismi e simili. 2 Dispositivo delle macchine che serve a far giungere l'olio lubrificante alle parti in movimento.

oliatùra, sf. L'atto di oliare.

Oliéna Comune in provincia di Nuoro (7.724 ab., CAP 08025, TEL. 0784).

olièra, sf. Accessorio da tavola costituito da due ampolle, contenenti l'olio e l'aceto.
 sf. oil and vinegar cruet.

olifànte, sm. 1 In letteratura, il corno usato dal paladino Orlando. 2 Corno d'avorio da richiamo che veniva utilizzato nell'antichità dai cavalieri.

Olifants River Fiume (560 km) dell'Africa meridionale. Nasce dai monti dei Draghi e confluisce nel Limpopo in Mozambico.

oligàrca, sm. (pl.-chi) Membro dell'oligarchia.

oligarchìa, sf. Termine che presso gli antichi greci definiva il regime politico in mano a pochi uomini ricchi. Il loro governo escludeva gran parte dei cittadini liberi dal godimento dei diritti politici e comportava l'esercizio arbitrario dei pubblici poteri a proprio beneficio. Le oligarchie furono in seguito sostituite dalle democrazie che adottarono leggi molto rigide al fine di evitare ogni possibilità di degenerazione oligarchica come, per esempio, in Atene con le oligarchie dei quattrocento e dei trenta tiranni.
Il termine è tuttora utilizzato per indicare un governo o un potere pubblico nelle mani di pochi che mirano soprattutto al proprio beneficio. Per esempio, con oligarchia economica o finanziaria si indica la concentrazione del potere nelle mani di pochi industriali o grandi finanzieri o di poche aziende; con oligarchia in un partito si indica invece la posizione di comando di pochi.

oligarchicaménte, avv. In forma oligarchica.

oligàrchico, agg. (pl.-ci) Che si riferisce al governo dell'oligarchia.

Oligocène, sm. Terza epoca del paleocene, compreso tra l'eocene e il miocene, comprende il periodo da trentasei a ventiquattro milioni di anni fa. Fu caratterizzato dalla presenza di animali giganti nella fauna marina (foraminiferi) e nuovi esemplari di Molluschi gasteropodi, distinti da quelli eocenici dell'era precedente.
 dal greco olìgos poco e kainós recente.

Oligochèti Classe del regno animale, sottoregno dei Metazoi, tipo degli Anellidi, in cui figura il lombrico comune. Vivono nel terreno e in acque dolci. L'importante funzione dei lombrichi consiste nella continua ossigenazione del terreno.

oligocitemìa, sf. Decremento del numero degli elementi figurati del sangue, in particolare dei globuli rossi. ~ ipoglobulia.

oligoclàsio, sm. Alluminosilicato di sodio e calcio che appartiene alla famiglia dei Plagioclasi.

oligofrenìa, sf. Insufficiente sviluppo mentale di un individuo.

oligofrènico, agg. e sm. Che è affetto da oligofrenia.

oligoidràmnio, sm. Scarsità di liquido amniotico che impedisce la motilità del feto costringendolo a volte ad assumere posizioni viziose.

oligomenorrèa, sf. Calo della frequenza delle mestruazioni.

oligomineràle, agg. Detto di acqua minerale che contiene sali in bassa percentuale.

oligopòlio, sm. Condizione del mercato caratterizzata dal numero ridotto di venditori di un determinato bene o servizio e da un numero elevato di possibili acquirenti. Il venditore è in grado di determinare il prezzo dei prodotti e, nell'oligopolio puro, si forma così un unico prezzo di mercato. Nell'oligopolio reale (o imperfetto) tendenzialmente il venditore ricerca la differenziazione del prodotto per difendersi dalla concorrenza e ricorre alle attività di pubblicità e marketing. Sono possibili anche forme di oligopoli detti collusivi, o cartelli, basati su accordi segreti tra più venditori, al fine di costituire ad arte uno pseudo monopolio e poter massimizzare i profitti. Queste forme sono però vietate dalla legislazione di molti paesi.

oligopolìstico, agg. Relativo a oligopolio.

oligopsònio, sm. Forma di mercato in cui più venditori offrono beni o servizi a un numero limitato di acquirenti.

oligospermìa, sf. Decremento del numeri di spermatozoi nell'eiaculato.

oligùria, sf. Diminuzione dell'escrezione urinaria provocata da un decremento della secrezione renale o dalla presenza di un ostacolo.

Olìmpia (città) Antica città greca e centro religioso dell'Elide (Peloponneso). Era dedicata al culto di Zeus, al quale era stato eretto un famoso tempio, ed era la sede delle olimpiadi. Il primo insediamento risale probabilmente al II millennio a. C. e vi sono testimonianze del culto a partire dal XI e X sec. a. C. Olimpia ebbe un considerevole sviluppo fino al 394 d. C., quando Teodosio fece sospendere i giochi. Gli scavi ebbero inizio nel 1875 e hanno portato alla luce uno dei più importanti centri archeologici della Grecia. Le mura circondano un'area sacra (Altis, V-IV sec. a. C.) che comprende il tempio dorico periptero di Era (heràion) del VI sec. a. C., nella cui cella fu trovata la scultura in marmo di Prassitele raffigurante Hermes e Dioniso, il tempio dorico periptero di Zeus (468-440 a. C.) che conteneva la statua crisoelefantina di Zeus di Fidia, oggi perduta, il tempio dorico di Cibele (V sec. a. C.), i tesori elevati in onore di Zeus da dodici città, il Philippèion (338 a. C.), il Leonidàion, la palestra (III sec. a. C.), la piscina e le terme. Nel museo sono conservate la statua di Peonio Nike (425 a. C.), le statue frontonali e le metope.

Olimpia (letteratura) Commedia di C. Della Porta (1586-1589).

olimpìaco, agg. (pl. m.-ci) Olimpico.

olimpìade, sf. Le olimpiadi prendono il nome da Olimpiade, regina di Macedonia e figlia di Neottolemo, re dell'Epiro. I giochi olimpici antichi si disputarono a partire dal 776 a. C. a Olimpia, città dell'Elide che ospitava il tempio sacro a Zeus. I giochi si disputarono ogni quattro anni, in onore di Zeus, fino al 393 d. C., anno in cui furono soppressi per volere dell'imperatore Teodosio. Inizialmente si teneva una gara di corsa, ma già a partire dal V sec. a. C. era una delle manifestazioni principali e prevedeva cinque giorni di competizioni sportive, dalla corsa, al pugilato, alla lotta e al pentathlon. alle quali si affiancavano concorsi di poesia e di prosa. La prima olimpiade moderna fu tenuta ad Atene nel 1896, dopo che nel 1894 era stato costituito il Comitato internazionale olimpico (CIO) per iniziativa di P. de Coubertin. Le olimpiadi si sono sempre svolte con cadenza quadriennale, con l'eccezione dei periodi delle due guerre mondiali (1916, 1939, 1944). Il regolamento delle olimpiadi, destinate ad atleti dilettanti, è stato a mano a mano modificato e dal 1924 si svolgono anche le olimpiadi invernali, destinate alle gare di sci, pattinaggio e hockey su ghiaccio, bob e slittino. Il simbolo dell'olimpiade è costituito da cinque anelli di colori diversi, ciascuno in rappresentazione di un continente (Europa, blu; Africa, nero; America, rosso; Australia, verde; Asia, giallo).
 sf. pl. Olympic games.

Olimpìade (375-316? a. C.) Regina di Macedonia. Nel 357 sposò Filippo II, con cui ebbe Alessandro Magno. Dopo la morte del marito, fu reggente per il figlio dal 336 al 331. Lottando contro i diadochi venne sconfitta e uccisa da Cassandro.
Olimpiade
Melodramma di P. Metastasio (1733).

olimpicità, sf. Imperturbabilità, serenità olimpica.

olìmpico, agg. (pl. m.-ci) 1 Dell'Olimpo. ~ divino. <> mortale, terreno. 2 Che concerne le olimpiadi. ~ olimpionico. 3 Imperturbabile, sereno e calmo. ~ serafico.
 agg. Olympic.

olìmpio, agg. Relativo al monte Olimpo, a Olimpia.

olimpiònico, agg. e sm. agg. Che partecipa alle olimpiadi moderne. era campione olimpionico uscente di salto in lungo.
sm. Chi ha vinto una gara alle olimpiadi; in generale, anche chi partecipa alle olimpiadi.
 greco Olympiònikos, Olympionikes, comp. da Olympia Olimpia + deriv. da nìke vittoria.

olìmpo, sm. 1 Sede degli dei greci. 2 Luogo o condizione riservata a persone privilegiate.

Olìmpo Il massiccio più elevato (2.917 m) montuoso della Grecia centrorientale, tra Tessaglia e Macedonia. Nell'antichità si riteneva che fosse la dimora degli dei (Zeus, Era, Poseidone, Demetra, Apollo, Artemide, Afrodite, Ares, Ermes, Atena, Efesto ed Estia).

Olinda Città (341.000 ab.) del Brasile, nello stato di Pernambuco, presso la costa atlantica.

Olintiache Opera di oratoria di Demostene (349-348).

òlio, sm. Liquido di composizione, proprietà e origine varie e caratterizzato dalla insolubilità in acqua, dall'aspetto untuoso e dalla viscosità elevata. Gli oli possono avere diversa origine e vengono perciò classificati in oli animali, vegetali e minerali.
 sm. 1 oil. 2 (di semi) vegetable oil. 3 (d'oliva) olive oil. 4 (solare) sun tan oil.
 lat. oleum.
Olio animale
Olio ottenuto per estrazione dal grasso di animali, prevalentemente marini, come la balena il merluzzo. In particolare dal merluzzo, e da alcuni altri pesci, si ricava l'olio di fegato, molto ricco di vitamina D e altre vitamine liposolubili, usato in medicina come antirachitico.
Olio minerale
Miscela di idrocarburi liquidi ottenuti da fonti naturali (petrolio) o dalla loro lavorazione. Sono utilizzati come combustibili o come lubrificanti.
Olio vegetale
Olio derivato dalla spremitura dei semi (arachidi, colza, girasole, lino, sesamo e soia), dei frutti (olivo, palma da olio) e delle cariossidi (mais, frumento) di diverse specie vegetali. Alcuni oli vegetali possono essere utilizzati per uso alimentare e devono sottostare a precise regole. Per esempio per l'olio di oliva si distinguono diverse categorie di oli, in funzione del contenuto in acido oleico libero: extravergine (< 1%), vergine sopraffino (< 1,5%), vergine fino (< 3%) e vergine (> 3%).
Pittura a olio
Gli oli vegetali che induriscono a temperatura ambiente (oli siccativi) trovano largo uso nella produzione di vernici e paste, previa colorazione con pigmenti vari. La tecnica di pittura prevede un supporto di legno, cartone o tela, opportunamente preparato mediante l'imprimitura. Note fin dall'antica Grecia, le pitture a olio sono state particolarmente diffuse dal XV al XX sec.

Oliphant, Margaret (Wallyford, Midlothian 1828-Wimbledon 1897) Narratrice e storica scozzese. Tra le opere, Chronicles of Carlingford (1863-1876), raccolta di romanzi che comprende Miss Marjoribanks.

Oliphant, Mark Laurence Elwin (Adelaide 1901-) Fisico inglese. Già docente a Birmingham (1937), nel 1943 elaborò un acceleratore protonico dotato di magnete ad anello, a variazione di campo magnetico e di frequenza del campo elettrico acceleratore. Dal 1950 al 1963, diresse il Laboratorio di ricerche fisiche dell'università nazionale australiana.

olìva, sf. Frutto dell'olivo di forma ovale, ricco di olio commestibile.
 sf. olive.
 lat. oliva.

Olìva Gèssi Comune in provincia di Pavia (205 ab., CAP 27050, TEL. 0383).

Olivàdi Comune in provincia di Catanzaro (829 ab., CAP 88060, TEL. 0967).

olivàstro, agg. e sm. agg. Che ha colore verdognolo. ~ bruno, scuro. <> bianco, chiaro.
sm. Olivo selvatico.
 agg. 1 olive. 2 (pelle) sallow.

Olivecrona, Herbert (Visby 1891-Stoccolma 1980) Chirurgo svedese. Fu un illustre specialista di neurochirurgia cerebrale.

Oliveira, Alberto de (Pamital de Saquarema, Rio de Janeiro 1859-Niterói 1937) Nome d'arte del poeta brasiliano Antonio Mariano Alberto de Oliveira. Tra le opere Canções románticas, (Canzoni romantiche, 1878) e le quattro raccolte di Poesie (1900-1927).

Oliveira, Manuel de (Oporto 1908-) Regista cinematografico portoghese. Diresse Aniki Bobo (1942), Atto di primavera (1963), Amor di perdizione (1977), Francisca (1981), La scarpetta di raso (1985), I cannibali (1988), La valle del peccato (1992), Viaggio all'inizio del mondo (1996).

Oliveira, Mateus Vincente de (Barcarena 1706-Lisbona 1786) Architetto portoghese. Attivo nella ricostruzione di Lisbona dopo il terremoto del 1775. Tra le opere, il palazzo di Quelux, realizzato insieme a G. B. Robilon.

olivèllo spinóso, loc. sost. m. (pl. olivèlli spinósi) Nome volgare dell'Hippophae rhamnoides, un arbusto spinoso dalle bacche arancioni e le foglie semplici che si trova nei luoghi rocciosi o nel greto dei torrenti.

olivenìte, sf. Arseniato basico di rame che si trova come prodotto di alterazione nei giacimenti di rame in noduli concrezionati o, più raramente, in cristalli rombici di colore olivastro.

Oliver & Company Film d'animazione, americano (1989). Regia di George Scribner. Titolo originale: Oliver & Company

Oliver Twist => "Le avventure di Oliver Twist"

Olivèri Comune in provincia di Messina (2.083 ab., CAP 98060, TEL. 0941).

Olivèrio, Albèrto (Catania 1938-) Biologo. Docente di psicobiologia all'università di Roma, ha studiato, tra l'altro, gli effetti degli psicofarmaci sul comportamento. Tra le opere divulgative pubblicate Biologia e comportamento (1982) e Saper invecchiare (1982).

Olivèro, Màgda (Saluzzo 1910-) Soprano italiano. Interprete di opere sia di autori antichi che contemporanei, si è affermata soprattutto nei ruoli pucciniani.

Oliveròtto da Férmo (Fermo 1475-Senigallia 1503) Condottiero e signore di Fermo dal 1502. Aderì a una congiura contro Cesare Borgia, ma venne catturato e ucciso.

olivetàni Membri di una congregazione benedettina che venne fondata nel 1313 a Monte Oliveto Maggiore, in provincia di Siena DA Patrizio Patrizi, Ambrogio Piccolomini e Bernardo Tolomei.

olivéto, sm. Terreno piantato a olivi.
 sm. olive grove.

Olivéto Cìtra Comune in provincia di Salerno (3.948 ab., CAP 84020, TEL. 0828).

Olivéto Làrio Comune in provincia di Lecco (1.011 ab., CAP 22030, TEL. 031).

Olivéto Lucàno Comune in provincia di Matera (762 ab., CAP 75010, TEL. 0835).

olivétta, sf. Pezzo di legno di forma ovale usato per ornare tende o per allacciare alamari.

Olivétta San Michèle Comune in provincia di Imperia (301 ab., CAP 18030, TEL. 0184). Centro agricolo (foraggi, uva da vino e olive), al confine con la Francia.

Olivétti, Camìllo (Ivrea 1868-Biella 1943) Fondatore a Ivrea nel 1908 dell'omonimo gruppo industriale produttore di macchine da scrivere e, più recentemente, di elaboratori elettronici.

Olìvi, mónte dégli Collina a est di Gerusalemme ai cui piedi è situato il giardino del Getsemani in cui Gesù pregò e fu arrestato prima di essere processato e crocifisso. Deve il nome ai suoi uliveti.

Olìvi, Piètro di Giovànni (Sérignan 1248 ca-Narbona 1298) Nome italianizzato di Pierre de Jean Olieu, teologo francese. Frate francescano, sostenne l'interpretazione più rigorosa della povertà francescana, promossa dagli spirituali dei quali divenne il capo. Il suo pensiero filosofico e teologico si rifà a Sant'Agostino e, per la predicazione apocalittica, a Gioacchino da Fiore. Nel 1282 fu accusato di eresia e i suoi scritti furono messi al rogo da Giovanni XXII. Le opere principali sono Commento alle sentenze, Quaestiones de perfectione evangelica, Lectura super Apocalypsim.

olivìcolo, agg. Che si riferisce alla coltivazione dell'ulivo.

olivicoltóre, sm. Coltivatore di olivi.

olivicoltùra, sf. Coltivazione dell'olivo.

Olivier Ferdinand, Johann Heinrich von (Dessau 1785-Monaco 1841) Pittore tedesco. Tra le opere Chiostro dei cappuccini nei pressi di Salisburgo (1826, Lipsia, Museum der Bildenden Künste).

Olivier, Laurence (Dorking 1907-Steyning 1989) Attore e regista teatrale e cinematografico inglese. Fu uno dei massimi interpreti del teatro shakespeariano e direttore artistico del National Theatre dal 1965 al 1973. Interpretò anche i film, La voce nella tempesta (1939), Rebecca (1940), Gli occhi che non sorrisero (1952), Spartacus (1960), Amore tra le rovine (1975), Il Bounty (1984). Come regista e attore ha interpretato Enrico IV (1944), Amleto (1948), Riccardo III (1955), Le tre sorelle (1970). Nel 1978 è stato insignito del premio Oscar per la carriera.

Olivièri, Renàto (Verona 1925-) Scrittore italiano. Uno dei maggiori scrittori del giallo all'italiana, ha scritto, tra l'altro, Dunque marrano (1981), L'indagine interrotta (1981), Villa Liberty (1988), La fine di Casanova (1994) e Il dio denaro (1996).

olivifórme, agg. Che ha forma di oliva.

olivìgno, agg. Olivastro.

olivìna, sf. Minerale di color verde oliva e di forma cristallina prismatica.

olìvo, sm. Albero sempreverde (Olea europeae sativa) della famiglia delle Oleacee e dell'ordine delle Ligustrali, originario della penisola anatolica e coltivato in tutta l'area a clima mediterraneo, per i frutti commestibili, dai quali si estrae l'olio. Il tronco è contorto e la foglia è scura e lucida sulla pagina superiore, mentre è più chiara sulla pagina inferiore. Il frutto è una drupa commestibile, dapprima di colore verde e poi di colore nero violaceo. Il legno è adatto alla lavorazione a intarsio.
 sm. olive tree.

Olìvola Comune in provincia di Alessandria (152 ab., CAP 15030, TEL. 0142).

òlla, sf. 1 Pentola. 2 Recipiente usato per cuocere o conservare commestibili o, nell'antichità, per custodire le ceneri di un defunto.

olla podrida, loc. sost. f. invar. Tipica specialità culinaria spagnola a base di varie carni, salamini, di solito piccanti, e verdure cotte lungamente in un brodo speziato.

ollàre, agg. Nella locuzione pietra ollare, una particolare varietà di cloritoscisto a grana minuta, squamosa e tenera e quindi facilmente lavorabile al tornio. Viene usata per farne vasellame e in cucina per la sua capacità di mantenere e diffondere il calore.

Ollàstra Comune in provincia di Oristano (1.267 ab., CAP 09084, TEL. 0783).

Ollolài Comune in provincia di Nuoro (1.800 ab., CAP 08020, TEL. 0784).

Ollomont Comune in provincia di Aosta (141 ab., CAP 11010, TEL. 0165).

Olmàcee Famiglia di piante legnose, appartenenti all'ordine delle Urticali, con piccoli fiori unisessuali e frutti a drupa o a samara. Sono diffuse nell'emisfero settentrionale.

olmàta, sf. 1 Filare di olmi. 2 Viale fiancheggiato da olmi.

Olmédo Comune in provincia di Sassari (2.591 ab., CAP 07040, TEL. 079).

Olmenéta Comune in provincia di Cremona (919 ab., CAP 26010, TEL. 0372).

olméto, sm. Terreno piantato a olmi e gli olmi che vi sono piantati.

Ólmi, Ermànno (Treviglio 1931-) Regista cinematografico di rigorosa moralità. Diresse Il posto (1961), L'albero degli zoccoli (1978), Camminacammina (1983), Lunga vita alla signora (1987), La leggenda del santo bevitore (1988), Il segreto del Bosco Vecchio (1993) e Genesi (1994).

òlmio, sm. Elemento chimico con simbolo Ho, reticolo a cristalli esagonali, numero atomico 67, peso atomico 164,93, densità 8,76 g/cm3, temperatura di fusione 1.470 °C e temperatura di ebollizione 2.700 °C. Appartenente al gruppo dei lantanidi è stato isolato nel 1911 e ha esclusivamente applicazioni scientifiche. Solo alcuni dei minerali che contengono terre rare, come la gandolinite, includono poche tracce di olmio, il cui nome è derivato dalla città natale di uno dei suoi scopritori (Teodor Cleve, nato a Stoccolma, il cui nome latino è appunto Holmia).

ólmo, sm. Pianta arborea (Ulmus campestris) della famiglia delle Olmacee e dell'ordine delle Urticali. Un tempo usato come tutore della vite, è adesso utilizzato come pianta ornamentale per giardini e parchi e per il legno pregiato. Le foglie sono ovali seghettate e acute, i fiori piccoli e apetali e i frutti a samara. L'olmo riccio (Ulmus montana) è più resistente al freddo, ha foglie più grandi e vive sulle Alpi e sugli Appennini.
 sm. elm.

Ólmo al Brèmbo Comune in provincia di Bergamo (529 ab., CAP 24010, TEL. 0345).

Ólmo Gentìle Comune in provincia di Asti (140 ab., CAP 14050, TEL. 0144).

Ólmo, Giusèppe (Celle Ligure, Savona 1911-) Corridore ciclista. Campione olimpionico dei 100 km a squadra a Los Angeles (1932), vincitore di due Milano-Sanremo, detentore del record dell'ora nel 1935 (45,090 km) e nel 1937 (45,363).

-olo Suffisso che nella nomenclatura chimica ufficiale serve a formare il nome degli alcooli.

olo- Primo elemento di parole composte.
 dal greco hólos intero, tutto.

olocàusto, sm. 1 Sacrificio in onore di una divinità. ~ immolazione. 2 Sacrificio totale. 3 Uccisione di massa, genocidio di intere popolazioni. ~ eccidio, sterminio.
 sm. holocaust.

Olocèfali Sottoclasse di Pesci Selaci il cui solo ordine vivente è quello dei chimeriformi.

Olocène L'attuale periodo geologico dell'era neozoica. È iniziato nell'intervallo compreso tra 12.000 e 9.000 anni fa, in concomitanza con il progressivo arretramento dei ghiacci dell'ultima grande glaciazione (Würm) iniziata verso la fine del Pleistocene. Il riscaldamento dell'atmosfera, nel corso della prima parte dell'Olocene, ha prodotto importanti mutamenti nella geografia delle terre emerse, plasmandone l'attuale aspetto fisico. Anche flora e fauna hanno risentito dei cambiamenti climatici, che hanno causato l'estinzione dei grandi Mammiferi pleistocenici e portato a una distribuzione delle specie simile all'attuale. L'Olocene è anche caratterizzato dall'evoluzione della specie umana che, con l'homo sapiens e l'homo sapiens sapiens, circa tremila anni fa ha segnato la fine della preistoria. Per la geologia, il periodo olocenico è tuttora in atto.

olocènico, agg. Relativo all'Olocene.

Olocèntridi Famiglia di variopinti Pesci bericiformi muniti di aculei.

olocrìno, agg. Relativo a una ghiandola nella quale la secrezione avviene per segregazione della zona apicale delle proprie cellule e per successiva espulsione della stessa.

olocristallìno, agg. Di struttura delle rocce eruttive intrusive in cui si ha la cristallizzazione completa di tutti i minerali.

oloèdrico, agg. (pl. m.-ci) In cristallografia, relativo alla classe a simmetria più elevata di ogni sistema cristallino.

Olofèrne Nome del generale di Nabucodonosor che, come indicato nella Bibbia nel libro di Giuditta, assediò la città di Betulia e venne poi decapitato da Giuditta nel sonno.

olofràstico, agg. Parola il cui significato equivale a un'intera frase.

ologènesi, sf. Teoria basata sulla convinzione che ogni specie vivente si evolve progressivamente fino a scindersi in due specie.

ologenètico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo all'ologenetica. 2 Relativo all'ologenitismo.

ologìnico, agg. (pl. m.-ci) Di carattere ereditario, che compare solo negli individui di sesso femminile.

olografìa, sf. Tecnica per la produzione e registrazione di immagini tridimensionali che sfrutta la radiazione coerente del laser. È basata sull'interferenza tra due fasci luminosi coerenti che sono emessi dalla stessa sorgente, uno dei quali è diffratto dall'oggetto di cui si vuole l'immagine, mentre il secondo è riflesso da uno specchio e costituisce il fascio di riferimento. Le frange di interferenza ottenute sono registrate su una pellicola fotografica, e illuminando l'emulsione con una sorgente coerente, si ottiene il duplicato dell'immagine diffratta dall'oggetto, ovvero un'immagine con differenti piani focali (ologramma). Inventata da D. Gábor nel 1848, fu messa a punto solo nel 1960, con la disponibilità delle prime sorgenti coerenti (laser). È utilizzata in applicazioni scientifiche e per la realizzazione di immagini difficilmente copiabili (carte di credito).

ològrafo, agg. Di testamento, scritto di pugno dal testatore.

ologràmma, sm. Lastra fotografica ottenuta con l'olografia.
 da olo-+-gramma.

olometàbolo, agg. Di insetto, che presenta una metamorfosi completa.

olomòrfo, agg. Di funzione di una variabile complessa z che è uniforme e analitica in un dominio connesso del piano z.

olomorfòsi, sf. Rigenerazione completa di un organo. Si può osservare nella lucertola e nel tritone.

Olomouc Città (106.000 ab.) della Repubblica Ceca, nella provincia della Moravia Settentrionale.

olóna, sf. Tela di cotone molto resistente.

Olóna Fiume (104 km) della Lombardia. Nasce dalle Prealpi Varesine, attraversa Legnano e Milano e confluisce nel Po.

Olongapo Città (193.000 ab.) delle Filippine, nella provincia di Zambales, sull'isola di Luzon.

oloparassitìsmo, sm. Forma di parassitismo totale che si può osservare in alcune piante fanerogame prive di clorofilla le cui radici sono trasformate in austori per mezzo dei quali esse si attaccano alla pianta ospite ricavandone il nutrimento.

olosiderìte, sf. Grande sottospecie di meteoriti (circa il 30%), caratterizzate dalla composizione ferrosa, di cobalto e nichel.

olotìpo, sm. Esemplare che viene scelto come modello per illustrare le caratteristiche di una nuova specie.

olotùria, sf. Nome del cetriolo di mare, Echinoderma marino dotato di un corpo tubolare a forma di sacco, diffuso in tutti i mari del globo. L'apertura boccale è munita di tentacoli, in caso di aggressione si difende espellendo i visceri che può rigenerare velocemente.

Oloturoidèi Classe di Echinodermi marini, cui appartiene l'Oloturia, nel sottotipo degli Eleuterozoi, gruppo dei Deuterostomi, sottoregno animale dei Metazoi. Raggruppa circa 500 specie note col nome di cetrioli di mare. Hanno corpo allungato e piedini per la locomozione.

OLP Sigla dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina, fondata a Gerusalemme nel 1964 da Ahmed es Susqueiri con l'obiettivo di formare uno stato nazionale palestinese. Nel 1969 il controllo dell'OLP è stato assunto dal gruppo al-Fatah, guidato da Yasser Arafat. Riconosciuta come unica rappresentante del popolo palestinese nel 1973 dai paesi arabi, è stata ammessa come osservatore dall'ONU (1974) che ne ha quindi riconosciuto l'entità politica. Contraria agli accordi di Camp David (settembre 1978), è stata coinvolta nell'invasione israeliana in Libano e si è trasferita a Tunisi (1982). Con la rivolta popolare (intifada) in Palestina e la rinuncia di re Hussein di Giordania alla Cisgiordania, l'OLP ha proclamato formalmente lo Stato indipendente di Palestina, riconoscendo tuttavia il diritto all'esistenza dello Stato di Israele. Dopo l'appoggio dato all'invasione irachena del Kuwait (1990-1991) l'OLP ha modificato in senso più moderato la propria linea di intransigenza nei confronti di Israele, accettando l'apertura di trattative dirette e raggiungendo l'accordo sull'autonomia di Gerico e della striscia di Gaza (1993-1994).

Olschki, Leo Samuele (Johannesburg 1861-Ginevra 1940) Editore di origine polacca e fondatore nel 1897 dell'omonima casa editrice con sede a Firenze.

Olson, Charles (Worcester, Massachussets 1910-New York 1970) Poeta e saggista. Tra le opere Maximus: poesie (1953-1975) e Verso proiettivo (saggio, 1950).

Olsztyn Città (165.000 ab.) della Polonia, capoluogo del voivodato omonimo.

Olt Distretto (523.000 ab.) della Romania, nella Valacchia, attraversato dal fiume omonimo. Capoluogo Slatina.

Oltos (Fine del VI sec. a. C.) Ceramista greco. Tra le opere Coppa con Concilio degli dei e partenza del carro di Dioniso (Tarquinia, Museo Nazionale).

oltraggiàre, v. tr. Offendere, ingiuriare.
 v. tr. to outrage, to offend gravely.

oltraggiatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Chi, o che, oltraggia, offende.

oltràggio, sm. 1 Grave ingiuria, offesa non tollerabile. ~ affronto. dopo un simile oltraggio non volle più vederla. 2 Danno. gli oltraggi della guerra erano ingenti.
 sm. 1 insult. 2 (offesa) offence. 3 (insulto) insult. 4 (al pudore) indecent behaviour.
 franc. oltrage, deriv. da oltre, dal lat. ultra oltre.

oltraggiosaménte, avv. Che reca o costituisce oltraggio.

oltraggióso, agg. 1 Che contiene oltraggio. ~ insultante. 2 Offensivo, ingiurioso. ~ infamante.
 agg. offensive.

oltràlpe, avv. e sm. avv. Al di là delle Alpi.
sm. indec. I paesi dell'Europa occidentale e centrale rispetto all'Italia.
 avv. beyond the Alps.

oltramontàno, agg. Che abita al di là dei monti o ne proviene.

oltrànza, sf. Fino all'ultimo.
 sf. to the bitter end.
 franc. outrance, deriv. da outre oltre.

oltranzìsmo, sm. Intransigenza, estremismo politico.

oltranzìsta, sm. e sf. Sostenitore di posizioni estremiste. ~ massimalista. <> moderato.

oltranzìstico, agg. Che è proprio dell'oltranzismo.

óltre, avv. e prep. avv. 1 Al di là, più avanti. andare troppo oltre, passare i limiti. 2 In più di. ~ ulteriormente. non poteva attendere oltre.
prep. 1 Di là di. oltre il fiume vide una splendida villetta. 2 In aggiunta. oltre al lavoro, aveva altre attività da svolgere in quella giornata.
 avv. 1 farther. 2 (più tardi) later. 3 (aspettare di più) more, longer. prep. 1 beyond. 2 (più di) over, more than. 3 (eccetto) except.
 lat. ultra.

Óltre il Còlle Comune in provincia di Bergamo (1.236 ab., CAP 24013, TEL. 0345).

Oltre ogni limite Film drammatico, americano (1986). Regia di Robert Malcolm Young. Interpreti: Farrah Fawcett, James Russo, Diana Scarwid. Titolo originale: Extremities

oltrecortìna, agg. invar. Che si trova al di là della ex-cortina di ferro, nei Paesi dell'Est europeo.

oltrefrontièra, avv., agg. e sm. invar. Posto al di là della frontiera.

oltremànica, agg. invar. Situato al di là della Manica.

oltremàre, avv. e sm. avv. Al di là del mare.
sm. invar. Paese situato al di là del mare.
 avv. overseas.

oltremarìno, agg. 1 Che si trova oltre il mare. 2 Che ha colore azzurro intenso.

oltremisùra, avv. Smisuratamente, straordinariamente.

oltremòdo, avv. 1 Più del normale o del giusto. ~ oltre misura. 2 In modo eccessivo. ~ eccessivamente.
 avv. extremely.

oltremondàno, agg. Che si riferisce all'altro mondo.

oltremónte, o oltremónti, avv. Oltre i monti.

oltreocèano, avv. e sm. avv. Di là dell'oceano.
sm. invar. Paese situato di là dell'oceano.

oltrepassàre, v. tr. 1 Passare oltre, superare. ~ travalicare. 2 Eccedere. ~ varcare, esagerare.
 v. tr. 1 to go beyond. 2 (esagerare) to exceed.

Oltrepò pavése Territorio della provincia di Pavia compreso tra la riva destra del Po e il versante settentrionale dell'Appennino Ligure e confinante con il Piemonte e L'Emilia-Romagna (1.100 Km2). I suoi centri maggiori sono Voghera, Broni, Casteggio e Stradella.

Oltressènda Àlta Comune in provincia di Bergamo (185 ab., CAP 24020, TEL. 0346).

oltretómba, sm. invar. Il mondo dei morti. ~ al di là.

Oltróna di San Mamètte Comune in provincia di Como (1.936 ab., CAP 22070, TEL. 031).

Olympic, mónti Massiccio montuoso degli USA, nello stato di Washington. Vetta più elevata il monte Olympus (2.428 m).

Olzài Comune in provincia di Nuoro (1.162 ab., CAP 08020, TEL. 0784).

OM Sigla di onde medie e di Ordinanza Ministeriale.

omaggiàre, v. tr. Rendere omaggio, ossequiare. ~ riverire.

omàggio, sm. 1 Segno o dichiarazione di ossequio. ~ reverenza. resero omaggio ai vincitori. 2 Ciò che si regala per onorare o per scopi pubblicitari. ~ dono, presente. portarono un piccolo omaggio per i loro ospiti.
 sm. 1 homage, tribute. 2 (complimenti) respects. 3 (regalo) free gift. 4 (copia omaggio) complimentary copy.
 franc. hommage, deriv. da homme vassallo, dal lat. homo,-inis uomo.

Omaha Città (336.000 ab.) degli USA, nello stato del Nebraska, sul fiume Missouri. Porto fluviale e mercato di prodotti agricoli e zootecnici. Le principali industrie sono quelle della lavorazione dei metalli preziosi, delle carni, del latte, meccaniche, metalmeccaniche, chimiche e raffinerie. Venne fondata nel 1854.

omalogràfico, agg. (pl. m.-ci) Nella locuzione proiezione omalografica che indica una rappresentazione cartografica della superficie terrestre ottenuta mediante una proiezione pseudocilindrica della stessa su di un'ellisse che ha l'asse maggiore doppio del minore.

Oman Sultanato indipendente dell'Asia, nella penisola arabica, affacciato al golfo di Oman e al Mar Arabico (oceano Indiano); confina a nord-ovest con gli Emirati arabi uniti, a ovest con l'Arabia Saudita, a sud-ovest con lo Yemen.
Il paese include varie regioni fisicamente differenziate. A nord si trova il Mascate, stretta fascia per lo più montuosa (che tocca i 3.017 m con il Gebel al Akadar) fronteggiante il golfo di Oman. La presenza di rilievi determina una discreta piovosità sul versante orientale, che risente dei monsoni dell'oceano Indiano, mentre il versante occidentale degrada all'interno nella regione del Dhahira, più asciutta, anche se costellata di sorgenti.
L'Oman propriamente detto occupa la sezione centrale del paese, in prevalenza pianeggiante, costituita da tavolati sabbiosi e aridi che si susseguono a ovest fino alla depressione desertica del Rub'al Khali.
L'estremità meridionale è infine occupata dal Dhufar, regione montuosa affacciata al mar Arabico, dove le condizioni climatiche e la pur modesta piovosità permettono un discreto insediamento umano.
Il clima è di tipo tropicale caldo e asciutto, le scarsissime precipitazioni sono di influsso monsonico; l'interno è spesso investito da venti caldi e asciutti provenienti dal deserto.
La popolazione è costituita in prevalenza da arabi, seguiti da beduini nomadi, iraniani e indiani, e neri africani.
La popolazione si raccoglie principalmente nel Mascate dove sorgono le città principali. La capitale è Mascate che, con il suo porto gemello di Matrah, domina l'accesso al golfo Persico, ed è il principale centro amministrativo ed economico-commerciale del paese.
Altre città sono Suhar, Sur, Salalah e Nazwa, principale oasi dell'interno.
Grazie all'estrazione del petrolio, il paese ha avviato dagli anni '70 un processo di modernizzazione e industrializzazione molto rapido.
L'agricoltura rimane di stampo prettamente tradizionale; nelle oasi si coltivano palme da dattero, cereali (sorgo, miglio, orzo) e tabacco; fiorente è anche la frutticoltura, in particolare degli agrumi.
Viene praticato l'allevamento di ovini e caprini, di bovini e di cammelli; una certa importanza ha anche la pesca, soprattutto delle sardine, che costituiscono la risorsa delle popolazioni costiere e che sono in buona parte esportate.
Nel 1967 è iniziato lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi, collegati via oleodotto alla raffineria di Mina al Fahal. I proventi derivanti dal petrolio hanno permesso efficaci interventi di miglioramento dei servizi sociali (scuole e ospedali) e delle infrastrutture (comunicazioni).
Oltre all'industria petrolchimica, un certo impulso hanno ricevuto anche l'industria siderurgica e il settore edile e collaterali (cemento).
Dal XVII al XIX sec. i sultani di Oman governano un impero marittimo, acquisito a spese dei portoghesi e il cui centro era Zanzibar. A partire dal 1970 il sultano Qabus ibn Sa¿Ì¿d ha avviato un'attività di modernizzazione del paese.
Abitanti-2.163.000
Superficie-212.457 km2
Densità-10,2 ab./km2
Capitale-Masqat
Governo-Monarchia assoluta
Moneta-Riyal dell'Oman
Lingua-Arabo
Religione-Musulmana di rito sunnita
Oman, golfo di
Sezione dell'oceano Indiano compresa fra l''Oman e l'Iran. Comunica con il Golfo Persico tramite lo stretto di Hormuz.

Omar Pascià (Plaski 1806-Istanbul 1871) Militare ottomano. Di origine croata, nella guerra di Crimea fu al comando dell'esercito turco. Nel 1867 e 1868 fu ministro della guerra.

omarìno, sm. 1 Piccolo uomo, bambino. ~ bimbo. 2 Uomo piccolo, di misero aspetto.

òmaso, sm. Il terzo stomaco dei Ruminanti.

Omayyadi Dinastia di califfi arabi che resse l'impero islamico dal 661 al 750. Fu fondata da Muawiyya, governatore della Siria. Il califfato degli Omayyadi ebbe per capitale Damasco, si estese dall'Asia centrale alla Spagna e portò a un grande sviluppo delle arti e della scienza, fondendo le culture indiana ed ellenica nella nascente cultura islamica. Nel 750 furono sconfitti dalla rivolta guidata dagli Abbasidi, che fecero massacrare i membri della famiglia. Si salvò soltanto Abd-al-Rahman che emigrò in Spagna, dove costituì l'emirato indipendente di Cordoba (756) che acquisì una notevole potenza, per decadere nel 1031.

ombelicàle, agg. 1 Relativo all'ombelico. 2 Cordone che, unendo il feto alla placenta, consente l'alimentazione dello stesso.
 agg. umbilical.

ombelicàto, agg. Di oggetto che presenta al centro un rilievo rotondo.

ombelìco, sm. Depressione tonda, situata nella linea di mezzo dell'addome, generata come cicatrice a seguito del taglio del cordone ombelicale. Nel feto rappresenta l'orifizio dell'addome attraverso cui il cordone ombelicale porta il nutrimento dalla placenta.
 sm. navel.
 lat. umbilicus.

Ombella-Mpoko Prefettura (151.000 ab.) della Repubblica Centrafricana, al confine con lo Zaire. Capoluogo Bimbo.

ómbra, sf. Diminuzione di luminosità dovuta all'interposizione, tra la sorgente di luce e una superficie illuminata, di un corpo totalmente o parzialmente non trasparente. Se la sorgente è puntiforme, l'ombra di un oggetto è la proiezione dell'oggetto stesso sulla superficie illuminata. Se la sorgente non è puntiforme, si forma una zona detta di penombra, costituita dai punti illuminati solo da una parte della sorgente stessa. ~ buio, oscurità. <> chiaro, luce.
 sf. 1 shadow, shade. 2 (restare nell'ombra) to keep a low profile.
 lat. umbra.
Governo ombra
Il governo formato all'interno di un'opposizione, i cui membri hanno funzioni analoghe a quelle dei membri del governo effettivo.
Teatro d'ombra
Forma di spettacolo teatrale originata in Cina e costituita dalla proiezione di figure o sagome sul retro di uno schermo traslucido, in modo che gli spettatori, dall'altra parte dello schermo, ne vedano le ombre.

Ombra del corpo del cocchiere, L' Romanzo di P. Weiss (1960).

Ombra del passato, L' Film poliziesco, americano (1945). Regia di Edward Dmytryk. Interpreti: Dick Powell, Claire Trevor, Anne Shirley. Titolo originale: Murder, my Sweet

ombràre, v. tr. 1 Coprire d'ombra. 2 Sfumare, ombreggiare.

ombràtile => "umbratile"

ombratùra, sf. 1 Zona più scura su di una superficie chiara. 2 Ombreggiatura, soprattutto del disegno.

ombré, sm. invar. Tessuto che presenta un effetto di sfumature.

Ombre in paradiso Romanzo di E. M. Remarque (postumo 1971).

Ombre malesi Film drammatico, americano (1940). Regia di William Wyler. Interpreti: Bette Davis, Herbert Marshall, James Stephenson. Titolo originale: The Letter

Ombre rosse Film western, americano (1939). Regia di John Ford. Interpreti: John Wayne, Claire Trevor, John Carradine. Titolo originale: Stagecoach

ombreggiaménto, sm. Dare risalto alle figure con le ombre.

ombreggiàre, v. tr. 1 Riparare dalla luce e dal caldo del sole. ~ ombrare, riparare. 2 Fare le ombre in un disegno. ~ tratteggiare. 3 Sfumare leggermente.
 v. tr. to shade.

ombreggiàto, agg. 1 Coperto d'ombra. 2 Accompagnato da ombreggiature.

ombreggiatùra, sf. L'ombreggiare.

ombrèlla, sf. 1 Termine regionale usato al posto di ombrello. 2 In botanica, infiorescenza in cui tutti i fiori sono portati da peduncoli di uguale lunghezza che partono da uno stesso punto. 3 Un tipo di chioma, la chioma a ombrella, che si è sviluppata su un solo piano, quasi orizzontale

 

 

Note:  

Definizioni, informazioni, … sono in gran parte recuperate (a partire dal 1999) da varie fonti accessibili via Internet o da altre fonti "informatiche" freeware; per molti lemmi sono state riviste e, in modo più o meno consistente, riscritte; la revisione è tuttora in corso: solo una parte delle definizioni è stata rivista (vi sono ancora errori e imprecisioni, come del resto si trovano nei dizionari cartacei, anche "famosi"). Le, eventuali, date di morte dei personaggi citati dovrebbero essere aggiornate al luglio 2009; il numero degli abitanti delle località riportate quando è stato aggiornato riporta a fianco anche la data dell'aggiornamento.

Le informazioni (storiche, geografiche, …) sono aggiornate al 1999, ma molte sono state ulteriormente aggiornate

 

     indica l'etimologia
    ~ indica un (circa, e in qualche contesto) "sinonimo"
    <> indica (in genere) un "contrario"

 

Fonte: http://dictionario.wikispaces.com/file/detail/dictionario_o.doc

sito web: http://macosa.dima.unige.it/diz/diz.htm

Autore del testo: http://macosa.dima.unige.it

 

 

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