I tempi composti dei verbi

 

 

 

I tempi composti dei verbi

 

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I tempi composti dei verbi

 

07.10 - I tempi composti dei verbi

 

Il presente dell’indicativo è un tempo semplice. Il passato prossimo è un tempo composto. I tempi composti dei verbi si formano con i verbi ausiliari avere ed essere.

 

Il verbo avere si usa:

 

  • per i tempi composti di se stesso, cioè di avere. Esempi:
    • Io ho avuto un cane bianco;
    • Io ho avuto la febbre;

 

  • per i tempi composti dei verbi transitivi. I verbi transitivi sono quelli che reggono il complemento diretto, complemento oggetto. Esempi:
    • Io ho amato Giovanna; amare è verbo transitivo, quindi con il verbo avere;
    • Io ho scritto una lettera al ministro; scrivere è transitivo;
    • Io ho leggo un bel libro; leggere è transitivo;

 

  • per i tempi composti di alcuni verbi intransitivi che esprimono un’attività fisica o morale. Esempi:
    • Io ho dormito troppo; dormire è intransitivo;
    • Io ho sognato mio nonno; sognare è intransitivo;
    • Il nonno ha vissuto a lungo; vivere è intransitivo;

 

  • per i tempi composti dei verbi intransitivi indicanti movimento, ma solo quando il movimento resta circoscritto in un luogo. Esempi:
    • Io ho corso nel giardino di casa; correre è verbo di movimento intransitivo, che forma i tempi composti col verbo essere; nell’esempio si usa avere;
    • Loro stavano raggiungendoci, ma poi hanno tardato; tardare è verbo di movimento intransitivo, i cui tempi composti si fanno col verbo avere;
    • ho camminato; camminare è intransitivo, ma vuole il verbo avere;
    • ha passeggiato lungo la riva del mare; passeggiare è intransitivo, ma vuole avere;
    • hanno viaggiato tutta la notte; viaggiare è intransitivo, ma vuole avere;
    • Noi abbiamo vagato; vagare è intransitivo, ma vuole avere.

 

Il verbo essere si usa:

 

  • per i tempi composti di se stesso, cioè del verbo essere. Esempi:
    • Io sono stato a Roma;
    • Lui è stato con la febbre;

 

  • nei tempi composti dei riflessivi. Esempio:
    • Io mi sono lasciato; lasciarsi è riflessivo; tempi composti col verbo essere
    • Io mi sono lavato poco fa; lavarsi è riflessivo;
  • nei tempi composti dei verbi impersonali, con l’eccezione del verbo fare, che quando è usato impersonalmente richiede avere. Il verbo fare nella forma riflessiva (farsi) prende l’ausialiare essere. Esempi:
    • è accaduto; passato prossimo di accadere usato impersonalmente;
    • ieri ha fatto molto caldo; ha fatto cattivo tempo; ha fatto giorno (ha fatto perchè nella forma impersonale il verbo fare richiede avere);
    • si è fatto notte (farsi vuole essere).

 

  • nei tempi composti dei verbi di movimento, quando questo sia considerato in relazione ad una meta. Esempi:
    • Loro sono corsi da te;
    • Io sono andato a casa di amici;
    • Lui è scivolato sui gradini delle scale;

 

  • per i tempi composti di molti verbi intransitivi;

 

  • nei tempi composti dei verbi che esprimono un'azione compiuta nel soggetto. Ad esempio:
    • sono cresciuto;
    • è morto;
    • siete ringiovaniti;
    • è invecchiato.

 

  • Nei tempi composti dei verbi che indicano fortuna e caso. Per esempio: avvenire (è avvenuto); succedere (è successo); capitare (è capitato); toccare (è toccato); dipendere (è dipeso); derivare (è derivato). Inoltre: valere (è valso); costare (è costato).

 

In conclusione: si usa avere per i tempi composti dei verbi transitivi, si usa essere per i tempi composti dei riflessivi e degli impersonali. Quando abbiamo un verbo intransitivo dobbiamo consultare il vocabolario.

 

La formazione dei tempi composti

 

Per formare un tempo composto si usa il participio passato del verbo da coniugare preceduto dal corrispondente ausiliare, essere o avere.

 

Il participio passato

 

I verbi regolari formano il participio passato rispettivamente in:

 

  • ato per i verbi della prima coniugazione are. Esempi:
    • amato (participio passato di amare);
    • parlato (participio passato di parlare);
    • mangiato (participio passato di mangiare);

 

  • uto per i verbi della seconda coniugazione ere. Esempi:
    • temuto (participio passato di temere);

 

  • ito per i verbi della terza coniugazione ire;
    • servito (participio passato di servire);

 

I verbi irregolari, invece, hanno un participio passato differente. Di seguito, riportiamo alcuni dei più usati verbi irregolari ed il rispettivo participio:

 

  • accendere (encender), acceso
  • accogliere (acoger), accolto
  • aprire (abrir), aperto
  • bere (beber), bevuto
  • chiedere (preguntar), chiesto
  • chiudere (cerrar), chiuso
  • correre (correr), corso
  • cuocere (cocer), cotto
  • decidere (decidir), deciso
  • dirigere (dirigir), diretto
  • discutere (discutir), discusso
  • dire (decir), detto
  • esprimere (expresar), espresso
  • essere (ser, existir), stato
  • fare (hacer), fatto
  • giungere (llegar), giunto
  • leggere (leer), letto
  • mettere (meter), metto
  • muovere (mover), mosso
  • morire (morir), morto
  • nascere (nacer), nato
  • nascondere (esconder), nascosto
  • offendere (ofender), offeso
  • offrire (ofrecer), offerto
  • perdere (perder), perso
  • prendere (coger), preso
  • produrre (producir), prodotto
  • rimanere (permanecer), rimasto
  • rispondere (responder), risposto
  • rompere (romper), rotto
  • scegliere (elegir), scelto
  • scendere (bajar), sceso
  • scrivere (escribir), scritto
  • smettere (dejar), smesso
  • succedere (suceder), successo
  • spegnere (apagar), spento
  • tradurre (traducir), tradotto
  • vedere (ver), visto
  • venire (venir), venuto
  • vincere (vencer), vinto
  • vivere (vivir), vissuto

 

Concordanza del participio passato nei tempi composti

 

Quando il participio passato è coniugato con il verbo essere, deve essere accordato in genere e numero col soggetto a cui si riferisce. Esempi:

  • Io sono stato a Roma (Io maschile); Io sono stata a Roma (Io femminile);
  • Lui è stato a Roma (lui maschile); Lei è stata a Roma (Lei femminile);
  • Noi (uomini) siamo andati a Roma; Noi (donne) siamo andate a Roma;
  • Noi (uomini e donne) siamo andati a Roma.

 

Quando il participio passato è coniugato con il verbo avere, rimane invariato per tutte le persone. Esempi:

  • Io ho mangiato la pasta;
  • Lui ha mangiato la pasta;
  • Lei ha mangiato la pasta;
  • Loro hanno mangiato la pasta.

 

Solamente nel caso in cui il verbo avere è preceduto da un complemento oggetto rappresentato dai pronomi la, le, li e ne è obbligatorio accordare il participio passato col complemento oggetto. Esempi:

  • Chi ha mangiato la pasta? L’ho (La ho) mangiata io;
  • Chi ha mangiato le mele? Le ho mangiate io;
  • Hai visto i ragazzi? Non li ho visti;
  • Hai provato quelle pere? Ne ho mangiate due.

 

I tempi composti dei verbi servili (o modali)

 

I verbi servili quando sono usati in modo indipendente, nei tempi composti vogliono l’ausiliare avere, con l’eccezione del verbo solere, che vuole l’ausiliare essere; bisogna aggiungere che solere è ormai caduto in disuso e si usa solo in poche circostanze.

 

Ricordiamo che i principali verbi servili sono: dovere, potere, volere e sapere. Il passato prossimo di questi verbi, quindi un tempo composto, alla prima persone è:

  • io ho dovuto;
  • io ho potuto;
  • io ho voluto;
  • io ho saputo.

 

I verbi servili quando accompagnano gli altri verbi, nei tempi composti si coniugano con l'ausiliare del verbo che reggono. Se il verbo che servono vuole avere, i tempi composti si formano col verbo avere; se il verbo che servono vuole essere, i tempi composti si formano col verbo essere. Esempi:

  • Lucia ha dovuto studiare (studiare richiede avere);
  • Lucia è dovuta uscire (uscire richiede essere);
  • Marisa ha potuto studiare (studiare richiede avere);
  • Marisa è potuta venire (venire  richiede essere);
  • Claudio ha voluto mangiare (mangiare richiede avere);
  • Claudio è voluto venire (venire richiede essere);
  • Marisa ha saputo fare il compito (fare richiede avere);
  • Marisa è saputa arrivare (arrivare richiede essere).

 

 

Fonte: http://www.folliero.it/italiano/07_10_verbo_tempi_composti.doc

Autore del testo: Prof. Attilio Folliero – www.folliero.eu

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