Thomas Savery

 

 

 

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Thomas Savery

 

Intorno al 1650, in Francia, vi fu un ingegnere militare che costruì, sfruttando l’energia sviluppata dal vapore, una pompa che divenne di utile impiego nel campo industriale. Questo grande ingegnere fu Thomas Savery.
La macchina da lui inventata sollevava l’acqua (per mezzo della condensazione del vapore) in un recipiente chiuso, fino all’altezza consentita dalla potenza della pressione atmosferica utilizzata, ma entro i limiti di sicurezza, in modo tale da sospingere l’acqua ad un altezza maggiore.
Savery aspirava al brevetto che però per questa invenzione non ottenne; un secondo progetto garantì a Savery l’ambita ricompensa.
Savery costruì una pompa, utilizzata sempre per sollevare l’acqua ma che veniva alimentata non più con il vapore ma con la combustione stessa.
Proprio l’utilizzo della potenza esercitata dal fuoco fu molto utile per il rifornimento dell’acqua nelle città e per il funzionamento dei mulini lontani dai corsi d’acqua.
Questa seconda macchina a vapore costruita da Savery era dotata di due caldaie, ciascuna delle quali con il proprio focolare, e da due cilindri: uno per il vapore e uno per l’acqua.
Il funzionamento di questa macchina era dovuto all’apertura di rubinetti che regolavano il riempimento delle caldaie. Una volta riempite le caldaie e chiusi i rubinetti, si accendeva il fuoco, si apriva il rubinetto collegato al cilindro del vapore in modo che questo passi nel secondo cilindro. Nel secondo cilindro, intanto, veniva compressa l’aria grazie ad una valvola posta all’interno del cilindro stesso.
Una volta riempitosi il cilindro veniva chiuso il rubinetto di immissione e ne veniva aperto un secondo situato in prossimità del cilindro che conteneva il vapore e viene utilizzato per comprimere l’aria contenuta in esso.
Contemporaneamente una corrente di acqua fredda veniva immessa nel primo cilindro, e condensava i vapori contenuti, in modo da far nascere un vuoto d’aria all’interno. Il vuoto veniva colmato dal fatto che la pressione esterna dell’aria spingeva l’acqua verso l’alto riempiendo così il cilindro.
Questa macchina presentava però dei difetti di funzionamento, come le saldature dei giunti che non sopportavano pressioni di 8/10 atm; per rimediare a questo inconveniente, Savery fu costretto a risaldare tutti i giunti con lo zinco, materiale più costoso ma molto più resistente.
Questa macchina riscontrò grande successo nel campo tecnologico, e fu così che l’inventore francese fu ricompensato di tutti gli sforzi fatti per sviluppare questa macchina.

 

Fonte: http://www.itiomar.it/pubblica/dispense/THOMAS%20%20SAVERY.zip

Sito web da visitare: http://www.itiomar.it/

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